Far sentire la propria voce nell UE Guida per le ONG

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1 Far sentire la propria voce nell UE Guida per le ONG Gruppo di contatto della società civile

2 Questa pubblicazione fa parte di un progetto finanziato con il sostegno della Charles Stewart MOTT Foundation e della Commissione europea (DG Istruzione e cultura, linea di bilancio: azioni a favore della società civile). Gli autori sono i soli responsabili della pubblicazione e le summenzionate organizzazioni declinano ogni responsabilità sull uso che potrà essere fatto delle informazioni in essa contenute.

3 Far sentire la propria voce nell UE Guida per le ONG Indice INTRODUZIONE CAPITOLO 1 ORIENTARSI NELLA MACCHINA EUROPEA 1. L Unione europea, un sistema politico complesso 2. Le ONG e l'ue: strutture, alleanze e lavoro comune 3. Il dialogo civile: un opportunità per le ONG di far sentire la propria voce nell UE CAPITOLO 2 ESSERE COINVOLTI E FARE LOBBY : QUANDO, COME E CON CHI? 1. Definite i vostri interessi: il vostro ambito di preoccupazione è di competenza nazionale o europea? 2. Tenetevi costantemente informati e raccogliete informazioni specifiche 3. Create una strategia 4. Fate una campagna! Alcuni trucchi 5. Maggiori informazioni sull attività di lobby CAPITOLO 3 - DOVE TROVARE MAGGIORI INFORMAZIONI? 1. Informazioni generali 2. Istituzioni dell UE 3. Mezzi di comunicazione europei 4. Gruppi di riflessione ( think tanks ) APPENDICE INFORMAZIONI DI CONTATTO DELLE ONG EUROPEE (LIST OF CONTACTS TO EU NGOs in inglese) 3

4 Introduzione Cinquanta anni dopo la firma del Trattato di Roma, nel 1957, l impatto del progetto europeo sulla nostra vita quotidiana è cresciuto enormemente e si calcola che oggi oltre il 50% della legislazione nazionale derivi direttamente dall'unione europea. Dibattiti e controversie relativi ad esempio all immigrazione, alla Direttiva Servizi o alla normativa anti-fumo illustrano bene che, ci piaccia o no, l Unione europea è divenuta un arena decisionale imprescindibile. Tenendo conto di questa evoluzione e del crescente impatto dell'ue sul proprio lavoro quotidiano, numerose ONG hanno modificato le proprie strategie per meglio integrare gli interessi europei, istituendo specifiche sezioni europee nel Paese d origine o creando associazioni ombrello con organizzazioni affini presenti in altri Paesi dell Unione. Le ONG si sono rivelate attori fondamentali del dibattito europeo e hanno contribuito enormemente ad avvicinare i cittadini alla complessa macchina europea, divenendo partner cruciali e critici nel processo decisionale. Rimangono tuttavia grandi distanze da colmare per fare della cittadinanza europea attiva una realtà. A livello nazionale, un numero considerevole di organismi ha difficoltà ad integrare realmente l impatto dell UE nell attività quotidiana e, anche a causa di risorse umane e finanziarie non sufficienti, solo una piccola parte è riuscita a trasformare la dimensione europea in un'estensione naturale delle strategie nazionali. Tuttavia, l UE è importante ed è necessario trovare modi nuovi e innovativi per colmare il divario tra Bruxelles e i cittadini europei. Questo manuale è stato pensato per le ONG e gli attivisti "nuovi arrivati" che stanno creando una strategia europea e contiene informazioni mirate sulle istituzioni comunitarie e sul funzionamento delle ONG europee, nonché suggerimenti per svolgere attività di lobby, illustrati da esempi di campagne condotte a livello europeo. Senza pretese di esaustività, il manuale intende piuttosto aiutare a capire il labirinto europeo e a trovare la via d'uscita. Vi troverete inoltre collegamenti a pagine internet e informazioni di contatto specifiche in base ai diversi settori di attività, utili per preparare le fasi successive della vostra strategia. Ci auguriamo che lo troverete utile. Elodie FAZI Coordinatore, Civil Society Contact Group Raluca PETRESCU Assistente, Civil Society Contact Group 4

5 Capitolo I: Orientarsi nella macchina europea Chi prende le decisioni in mio nome a livello dell'ue? C è un modo per far sentire meglio la mia voce? Quale ruolo possono avere le ONG in questo meccanismo complesso? Prima di entrare nei dettagli dell attività di lobby e delle strategie per promuovere la propria causa in sede comunitaria (Capitolo II), questa sezione offre una panoramica della complessa "macchina" europea e del suo impatto sulle ONG, presentando le principali istituzioni europee e le loro competenze e descrivendo come le ONG sono diventate attori di primo piano a Bruxelles. 1. L Unione europea, un sistema politico complesso L UE è un sistema politico unico. Non intende sostituirsi agli Stati esistenti e tuttavia detiene più potere di qualunque altro organismo internazionale. Gli Stati membri hanno creato istituzioni comuni alle quali delegano parte della propria sovranità, affinché le decisioni su specifiche questioni di interesse comune possano essere prese democraticamente a livello comunitario. Sulla base dei trattati, esistono attualmente cinque istituzioni europee: Il Parlamento europeo Il Consiglio dell Unione europea La Commissione europea La Corte di giustizia La Corte dei conti Tali istituzioni sono affiancate da altri cinque organi principali: il Comitato economico e sociale delle Comunità europee, il Comitato delle regioni, la Banca centrale europea, il Mediatore europeo e la Banca europea per gli investimenti. Consiglio europeo Consiglio dei ministri Parlamento europeo Commissione europea Comitato economico e sociale Comitato delle regioni IL PROCESSO DECISIONALE NELL UE: ATTORNO AL TRIANGOLO ISTITUZIONALE 1.1. La Commissione europea, forza motrice del sistema (http://ec.europa.eu/ atwork/basicfacts/index_it.htm) Cinque funzioni chiave La Commissione europea è la forza motrice del sistema istituzionale poiché detiene il diritto esclusivo di iniziativa e la responsabilità di attuare e supervisionare la legislazione. Più specificamente, la Commissione: invia proposte legislative al Consiglio e al Parlamento; è responsabile dell attuazione della legislazione, in virtù di un mandato del Consiglio; 5

6 è la guardiana dei trattati, poiché ha il diritto di avviare procedimenti legali di fronte alla Corte di giustizia e di imporre ammende nel caso in cui uno Stato membro venga meno ai suoi obblighi; ha inoltre il compito di gestire le risorse dell Unione, il bilancio della Comunità e i fondi annessi; rappresenta l Unione sulla scena internazionale, essendo incaricata tra l altro di concludere gli accordi commerciali e condurre i negoziati di adesione e di associazione. Guardiana dei trattati Gestione del bilancio dell UE Attuazione delle norme del Consiglio Funzioni della Commissione europea Attuazione della legislazione Diritto di iniziativa FUNZIONI DELLA COMMISSIONE EUROPEA Come funziona? Il Presidente e i membri della Commissione sono nominati dagli Stati membri dopo essere stati approvati dal Parlamento europeo. Il Collegio che riunisce i 27 1 Commissari (http://ec.europa.eu/commission_barroso/index_it.htm) costituisce l organo decisionale, mentre le 26 Direzioni Generali (http://ec.europa.eu/dgs_it.htm) e i servizi amministrativi hanno compiti preparatori ed esecutivi. Il gabinetto di un Commissario è composto in genere da un Capo di gabinetto e da 5 o 6 membri. La Commissione europea ha inoltre delle rappresentanze negli Stati membri, elencate alla pagina ec.europa.eu/represent_it.htm Il Parlamento europeo (http://www.europarl.europa.eu/) L unico organo dell Unione europea eletto direttamente dai cittadini L'UE trae parte della propria legittimità da questo organo ad elezione diretta. Dal 1979 i deputati sono eletti a suffragio universale diretto con procedure elettorali che variano nei diversi Stati membri. Le elezioni europee sono pertanto organizzate in circoscrizioni nazionali, ai sensi delle leggi elettorali nazionali e con una campagna elettorale nazionale. La durata del mandato è di 5 anni; le ultime elezioni europee si sono svolte nel 2004 e le prossime saranno perciò nel Un influenza crescente Il Parlamento europeo si è via via trasformato da assemblea meramente consultiva a parlamento legislativo che esercita poteri simili a quelli dei parlamenti nazionali. Le principali funzioni del Parlamento europeo sono: potere legislativo: grazie soprattutto alla procedura di codecisione, il Parlamento ha condiviso in misura sempre più estesa il potere legislativo (ossia il potere di adottare direttive, decisioni e regolamenti) con il Consiglio, attribuendo una legittimazione democratica sempre maggiore alle decisioni prese. È possibile trovare informazioni più dettagliate in merito a tali procedure all indirizzo h t t p : / / w w w. e u r o p a r l. e u r o p a. e u / p a r l i a m e n t / p u b l i c / s t a t i c D i s p l ay. d o? id=46&language=it; 1 La traduzione italiana del presente documento è successiva al 1 gennaio 2007, data di ingresso nell UE di Bulgaria e Romania, pertanto alcuni dati (numero di Commissari, deputati del Parlamento europeo, ecc.) sono stati aggiornati rispetto al testo originale, redatto quando l Unione contava 25 Stati membri (NdT). 6

7 potere di bilancio: il Parlamento costituisce, insieme al Consiglio, l autorità di bilancio che ogni anno decide in merito alle spese e alle entrate dell UE. Al Parlamento europeo spetta la decisione definitiva in merito a una parte considerevole delle spese dell Unione; poteri di controllo: il PE esercita vasti poteri di controllo tra i quali, in particolare, il controllo democratico sulla Commissione (potere di approvazione, potere di censura), la nomina del Mediatore europeo, il controllo finanziario e il diritto a ricevere petizioni dei cittadini europei. Come funziona il Parlamento? Dove opera? I 785 deputati non siedono per nazionalità ma sono suddivisi in otto gruppi politici (http://www.europarl.europa.eu/ groups/default_it.htm) e sono membri di 23 commissioni parlamentari che si occupano di problematiche diverse come ambiente, occupazione, uguaglianza di genere, relazioni esterne, diritti umani (le commissioni sono elencate all indirizzo I lavori del Parlamento europeo si svolgono in Francia, Belgio e Lussemburgo. Sebbene la sede ufficiale sia Strasburgo, dove si tengono ogni anno 12 sessioni plenarie, le riunioni delle commissioni parlamentari e le eventuali sessioni plenarie aggiuntive si svolgono a Bruxelles. Il Segretariato generale ha sede a Lussemburgo. Il calendario delle attività del Parlamento europeo è riportato alla pagina expert/staticdisplay.do?id=118&language=it Il Consiglio (http://ue.eu.int/) L'arena intergovernativa dell'ue Essendo costituito da rappresentanti eletti direttamente a livello nazionale, il Consiglio contribuisce a dare legittimità all Unione europea. Esso riunisce i ministri dei governi di tutti gli Stati membri, che sono rappresentati di volta in volta dal ministro responsabile per la materia all ordine del giorno (economia, agricoltura, affari esteri e così via). Le nove configurazioni del consiglio Il Consiglio può assumere una delle seguenti nove configurazioni: Affari generali e relazioni esterne Affari economici e finanziari (Ecofin) Giustizia e affari interni (GAI) Occupazione, politica sociale, salute e tutela dei consumatori Ambiente Trasporti, telecomunicazioni ed energia Agricoltura e pesca Concorrenza Istruzione, gioventù e cultura Il principale organo decisionale dell UE Essendo il principale organo decisionale, il Consiglio ha molte responsabilità fondamentali, che variano a seconda del settore politico in questione. In particolare, il Consiglio: è l organo legislativo dell Unione. Sulla base delle proposte della Commissione, il Consiglio adotta la legislazione comunitaria sotto forma di regolamenti e direttive, in codecisione con il Parlamento europeo oppure da solo, dopo consultazione con il Parlamento; coordina le politiche economiche generali degli Stati membri; conclude gli accordi internazionali della Comunità; condivide l autorità di bilancio con il Parlamento europeo; prende le decisioni necessarie per elaborare e attuare la politica estera e di sicurezza comune; coordina le attività degli Stati membri e adotta misure nell ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale. 7

8 Presidenza a rotazione e Segretariato generale permanente La presidenza del Consiglio viene assunta a turno ogni sei mesi dagli Stati membri e svolge un ruolo essenziale nell organizzazione dei lavori dell istituzione, in particolare nella promozione di decisioni legislative e politiche. A gennaio 2007 la Presidenza dell UE è passata dalla Finlandia alla Germania. L elenco delle future presidenze è consultabile all'indirizzo La Presidenza è assistita dal Segretariato generale del Consiglio, che prepara ed assicura il buon funzionamento dei lavori dell istituzione, a tutti i livelli. Dal 18 ottobre 1999 Javier Solana è il Segretario Generale/Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune (PESC). Lavorare dietro le quinte": il COREPER e i gruppi di lavoro Le riunioni del Consiglio sono solo la punta visibile dell iceberg, poiché una parte considerevole del lavoro viene preparata a livello più tecnico. Ogni Stato membro ha una Rappresentanza permanente a Bruxelles, nella quale lavorano funzionari nominati dalle amministrazioni nazionali. A capo delle rappresentanze permanenti sono gli ambasciatori degli Stati membri presso l'ue, chiamati Rappresentanti permanenti. Essi fanno parte del Comitato dei Rappresentanti permanenti, il COREPER, responsabile per la preparazione dei lavori dei diversi Consigli dei Ministri. Il Consiglio europeo, fonte di orientamento politico I lavori del Consiglio ricevono un orientamento più generale da parte del Consiglio europeo (chiamato informalmente Summit europeo ), in occasione del quale i Capi di Stato o di Governo degli Stati membri si incontrano a Bruxelles diverse volte l'anno (attualmente si tengono summit informali nel Paese che detiene la presidenza). Occorre distinguere il Consiglio europeo dal Consiglio dell Unione europea, poiché si tratta di due organismi politici separati, seppur strettamente correlati: il Consiglio europeo riveste un ruolo maggiormente politico e fornisce lo slancio per le questioni fondamentali relative all integrazione europea, come gli emendamenti dei trattati, le modifiche alle istituzioni e le dichiarazioni in materia di relazioni esterne nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune. In situazioni di crisi, esso costituisce un forum per discussioni politiche di massimo livello e si adopera per appianare i disaccordi tra gli Stati membri. Capi di Stato o di Governo degli Stati membri dell UE Ministri degli Affari esteri dell UE Membri del Consiglio europeo Vicepresidente della Commissione europea Presidente della Commissione europea COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO 1.4. La Corte europea di giustizia (http://curia.europa.eu/) Assicurare il rispetto del diritto comunitario Costituita da 25 giudici e da 8 avvocati generali, la Corte di giustizia delle Comunità europee assicura il rispetto del diritto nell interpretazione e nell applicazione dei trattati in tutto il territorio dell Unione. Le sue competenze coprono vari ambiti: conflitti tra Stati membri, tra UE e Stati membri, tra istituzioni europee, tra individui o enti e la Comunità. Essa esprime inoltre pareri sugli 8

9 accordi internazionali e pronunce pregiudiziali su cause rinviate dai tribunali nazionali. Per alleggerire il carico di lavoro della Corte di giustizia è stata recentemente creata una Corte di primo grado Organi consultivi Il Comitato economico e sociale europeo, una via di rappresentazione per la società civile organizzata (http://eesc.europa.eu/) Il CESE partecipa al processo decisionale dell UE in qualità di organo consultivo, esprimendo pareri che non hanno carattere vincolante. Deve essere consultato in particolare per questioni che riguardano la politica economica e sociale (ad esempio libera circolazione dei lavoratori, ambiente, formazione professionale, ricerca) ma può redigere rapporti anche di propria iniziativa. Il CESE è costituito da "rappresentanti delle varie componenti di carattere economico e sociale della società civile organizzata". I suoi 344 membri sono suddivisi in 3 gruppi: datori di lavoro, lavoratori e rappresentanti di attività specifiche. Tutti i membri del CESE sono nominati dai governi nazionali e non dalla società civile stessa. Volendo essere un ponte tra le istituzioni e la società civile organizzata, il CESE ha creato nel 2004 un Gruppo di collegamento con i rappresentanti dei principali settori della società civile organizzata europea. Composto da rappresentanti del CESE e da 14 membri della società civile, esso organizza regolarmente audizioni e seminari e intende essere fonte di esperienza su problematiche legate alla democrazia partecipativa e questioni trans-settoriali come il regolamento finanziario, la strategia di Lisbona e il finanziamento. Il ruolo del CESE come ponte tra la società civile e le istituzioni è attualmente oggetto di dibattito e numerose ONG hanno perciò deciso di non essere coinvolte nel Gruppo di collegamento nella sua forma attuale. Tra esse, in particolare, le organizzazioni per i diritti umani riunite nella Human Rights and Democracy Network (Rete per la democrazia e i diritti umani) e le organizzazioni per la tutela dell ambiente riunite in Green 10. Il Gruppo di collegamento del CESE visto dalla Piattaforma della società civile europea per la formazione continua Jean-Marc Roirant, presidente della European Civil Society Platform for Lifelong Learning, ritiene che, in quanto strumento consultivo, il Gruppo di collegamento rivesta un importanza politica e simbolica, essendo un ulteriore porta attraverso la quale le ONG possono far sentire la propria voce nonché un passo verso una rappresentazione più equilibrata della società civile. Le organizzazioni della società civile si aspettano dalla partecipazione al Gruppo di collegamento un maggiore riconoscimento della loro esperienza da parte delle istituzioni europee e del CESE. D altro lato, il Gruppo di collegamento consente di promuovere la responsabilità e la trasparenza delle istituzioni europee. Il Gruppo ha inoltre il ruolo di strumento consultivo tra le organizzazioni della società civile, i cui contatti regolari consentono un arricchimento reciproco e costruttivo. Il Gruppo di collegamento rappresenta perciò una porta per il dialogo con le istituzioni europee e il CESE, ma non è l unica, perché la maggior parte delle organizzazioni della società civile che ne fanno parte considera il dialogo settoriale una priorità. Il Comitato delle regioni, rappresentanza delle autorità locali e regionali presso l UE Il CdR viene consultato su materie quali istruzione, cultura, salute pubblica, fondo per lo sviluppo regionale, attuazione delle reti transeuropee, accordi quadro per i fondi strutturali e i trasporti, ambiente, politica sociale e occupazione. Nonostante i suoi tentativi di promuovere i principi di sussidiarietà e prossimità, la sua influenza sul processo decisionale dell UE è ancora discreta (http://www.cor.europa.eu/it/index.htm). 9

10 1.2. Le ONG e l'ue: strutture, alleanze e lavoro comune In tutta Europa esistono centinaia di migliaia di ONG. Al fine di rendere la propria attività il più efficace possibile, molte di esse si sono organizzate a livello europeo creando piattaforme comuni. Ma cosa fanno, esattamente, le ONG all interno dell UE? Le ONG si organizzano a livello europeo Visto il crescente impatto dell UE sul loro lavoro quotidiano, negli ultimi anni la maggior parte delle ONG attualmente attive su tematiche europee si è organizzata e ha cominciato ad agire a livello comunitario per conferire valore aggiunto all'attività svolta a livello locale, regionale, nazionale o internazionale. Ciò è stato raggiunto tramite molteplici canali: aumentando l attenzione rivolta dalle organizzazioni nazionali all integrazione europea, alcune delle ONG più grandi hanno nominato funzionari specializzati in questioni europee e/o hanno aperto uffici a Bruxelles 2 costituendo a Bruxelles una rappresentanza di ONGI (ONG internazionali) attive a livello mondiale, come Greenpeace, Amnesty International, Oxfam; creando organizzazioni ombrello che riuniscono ONG di tutta l Unione europea e che lavorano su questioni politiche simili, ad es. lo European Environmental Bureau (Ufficio europeo per l ambiente) e la European Anti-Poverty Network (Rete europea per la lotta contro la povertà); in un secondo tempo, alcune organizzazioni ombrello e le filiali europee delle ONG internazionali hanno deciso di collaborare con altre ONG attive nel loro settore specifico di attività per riunire conoscenze ed esperienza su questioni di comune interesse, che hanno portato, ad esempio, alla creazione della Piattaforma sociale nel 1995, della Human Rights and Democracy Network nel 2001 e di Green 10, che riunisce 10 organizzazioni per la tutela dell ambiente; le ONG europee possono costituire inoltre diversi gruppi trasversali per esprimere le proprie posizioni su questioni orizzontali. Ad esempio, il Gruppo di contatto della società civile (EU Civil Society Contact Group) riunisce sette tra le maggiori piattaforme di ONG europee ed è impegnato nella promozione dei principi della democrazia partecipativa. Osservatori MEMBRI E OSSERVATORI DEL GRUPPO DI CONTATTO DELLA SOCIETÀ CIVILE 2 Ad esempio Legambiente, che ha aperto un ufficio a Bruxelles nel

11 Le ONG, tuttavia, non sono gli unici gruppi di interesse attivi su questioni europee. Secondo studi recenti, sono attivi a Bruxelles circa 1500 gruppi di interesse 3, che comprendono imprese, società di consulenza, autorità regionali e locali; si calcola che le ONG rappresentino tra un quinto e un terzo di questi gruppi, ma non bisogna dimenticare che numerose ONG attive su questioni europee non sono basate a Bruxelles. ONG europee: cosa fanno esattamente? A livello politico, le reti di ONG europee agiscono in nome dei loro membri e dei cittadini che rappresentano facendo attività di lobby sugli attori politici su questioni specifiche (ad esempio redigendo documenti inerenti alle politiche, documenti che illustrano le loro posizioni e comunicati stampa), raccogliendo informazioni e convogliandole a livello nazionale ed europeo e sviluppando la capacità della propria rete di partecipare al processo europeo (ad esempio con attività di formazione in materia di questioni europee per le organizzazioni nazionali). Responsabilità e legami con la base Il lavoro delle ONG europee è in genere coordinato da un segretariato, sovente con base a Bruxelles e che, nel caso delle reti più grandi, può contare fino a 15 collaboratori. Tutte le strutture delle ONG europee lavorano per prestare un servizio ai propri membri e dipendono essenzialmente dalle informazioni, dalla fiducia e dall attività politica delle ONG nazionali, che è opportuno verificare regolarmente e in modo approfondito. Il processo decisionale all interno delle ONG europee ha carattere democratico, poiché i membri hanno la possibilità di esservi regolarmente coinvolti e ricevono informazioni aggiornate in merito agli sviluppi di rilievo in seno all'ue. Numerose ONG incontrano tuttavia ancora ostacoli notevoli a comunicare l attività delle proprie reti a livello europeo nel Paese d origine e sono necessari ulteriori sforzi per "collegare Bruxelles ai cittadini". STRUTTURE DECISIONALI DELLA PIATTAFORMA SOCIALE Per maggiori informazioni su come le ONG nazionali possono impegnarsi direttamente nel progetto europeo, si veda lo studio National NGOs and the EU: the missing link (Le ONG nazionali e l UE: l anello mancante) realizzato da CEDAG: 3 Friends of the Earth, Transparency in EU decision-making: reality or myth? (La trasparenza nel processo decisionale europeo: realtà o mito?), maggio 2006, 11

12 1.3. Il dialogo civile: un opportunità per le ONG di far sentire la propria voce nell UE Nel corso degli anni Novanta le istituzioni europee hanno riconosciuto sempre di più il ruolo e il contributo delle ONG e si è passati di conseguenza dal concetto di governo (government) a quello di governance, che implica il coinvolgimento di un ampia gamma di attori nel processo politico. Negli ultimi 15 anni le istituzioni europee e le ONG hanno sviluppato pratiche di dialogo abbastanza strutturate, definite comunemente dialogo civile. Lo sviluppo del concetto di dialogo civile ha conosciuto negli ultimi anni dei progressi importanti: il Libro bianco sulla Governance europea, presentato dalla Commissione 4 ; i requisiti minimi per la consultazione 5 ; l'inserimento dell'articolo 47 relativo alla democrazia partecipativa nel trattato costituzionale europeo. Dal lobbismo informale al dialogo civile: l approccio dell UE Le relazioni tra ONG e istituzioni europee vanno dal lobbismo informale (ad esempio campagne presso i cittadini) a relazioni più formali e strutturate. Tuttavia, a differenza delle organizzazioni internazionali, l UE ha adottato finora un approccio abbastanza morbido al dialogo con le ONG, caratterizzato da: nessuna base nei trattati ma requisiti minimi : fino all entrata in vigore del trattato costituzionale, il dialogo civile non ha base giuridica nel trattato sull Unione europea. Sono stati tuttavia fissati dei requisiti minimi per la consultazione, che la Commissione è tenuta a rispettare quando consulta la società civile e che riguardano in particolare questioni di calendario, pubblicità e reazione; incentrato sulla Commissione: il quadro attuale si concentra principalmente sulle pratiche della Commissione e non esiste un quadro generale per le altre due istituzioni principali; rifiuto di un sistema di accreditamento: negli anni Novanta la Commissione ha tentato più volte di definire la rappresentatività delle ONG 6 senza giungere tuttavia alla creazione di un elenco di organizzazioni che rispettano i criteri stabiliti né a tipi di accreditamento simili a quelli esistenti per le Nazioni Unite o per il Consiglio d Europa; carattere ambiguo della definizione di società civile: la definizione di società civile data dalle istituzioni europee comprende spesso attori economici e ciò solleva numerose questioni relative allo squilibrio di potere e alle differenze di accesso tra le imprese e le organizzazioni di interesse pubblico. Sebbene alcuni temano che le ONG impegnate nel dialogo civile possano rimanere impigliate nell agenda delle istituzioni, il dialogo civile è direttamente collegato al riconoscimento della democrazia partecipativa, in altre parole vi sono altre forme di partecipazione dei cittadini oltre al recarsi alle urne, ed esse possono giocare un ruolo determinante nel rafforzamento della cittadinanza europea. 4 COM(2001)428, disponibile all indirizzo: 5 COM(2002)704, disponibile all indirizzo: com2002_0704it01.pdf 6 Comunicazione della Commissione Un dialogo aperto e strutturato tra la Commissione ed i gruppi di interesse (SEC/92/2272/def.), Comunicazione della Commissione sulla promozione del ruolo delle associazioni e delle fondazioni in Europa (COM(97) 241 def.), documento di lavoro della Commissione La Commissione e le organizzazioni non governative: potenziare il partenariato (COM(2000)11). 12

13 Il dialogo civile nella pratica Il dialogo civile copre una gamma molto vasta di pratiche, che variano in termini di impatto ed apertura rispetto al grande pubblico. Tra queste possiamo ricordare: incontri biennali con la Commissione sono organizzati dal 1995 dalla piattaforma delle ONG europee del settore sociale, ma anche da CONCORD, la Confederazione europea delle ONG di assistenza e sviluppo. Sulla base di un calendario concordato insieme, tali incontri consentono discussioni e dibattiti tra i membri e/o il segretariato della piattaforma e il Commissario europeo in persona o funzionari di alto livello; consultazioni elettroniche aperte organizzate tramite il sito web La vostra voce in Europa 7, che consentono di esprimersi sulla maggior parte delle iniziative politiche. La consultazione relativa a REACH 8, ad esempio, ha ricevuto oltre contributi. pannelli di cittadini che riuniscono un numero determinato di cittadini di diversi Stati membri per discutere una questione di pubblico interesse. gli intergruppi parlamentari, raggruppamenti informali interpartito, offrono ai deputati europei la possibilità di discutere interessi condivisi che non sono rappresentati nelle commissioni permanenti. Il segretariato di tali gruppi è spesso fornito dalle ONG: ad esempio l'intergruppo Disabilità, creato nel 1980, è coordinato dal Forum Europeo della Disabilità. la Direzione Generale del Commercio (DG Commercio) ha instaurato un dialogo con la società civile molto regolare e strutturato: esso facilita lo svolgersi di incontri regolari su questioni attinenti al commercio con Commissari europei, alti funzionari e negoziatori. il concetto di Convenzione è stato introdotto per rafforzare la legittimità di una futura Costituzione. Le ONG sono state invitate a contribuire tramite il sito web Futurum e un'audizione ufficiale della società civile, tenutasi a giugno il Parlamento europeo organizza audizioni su numerosi sviluppi o questioni di rilievo che interessano in modo specifico le organizzazioni della società civile (ad es. il trattato costituzionale, il Regolamento finanziario, l Istituto del Genere). La Federazione europea di organizzazioni nazionali che lavorano con le persone senza fissa dimora (FEANTSA) e le interrogazioni scritte presentate al Consiglio dei ministri Nel marzo 2006, in risposta ai sempre più frequenti titoli sui senzatetto deceduti per il freddo nei mesi invernali, FEANTSA ha avviato una campagna di lobby presso il Parlamento europeo, affinché presentasse un interrogazione scritta al Consiglio dei ministri per Porre fine al problema dei senzatetto. FEANTSA ha collaborato con 28 deputati per rivolgere al Consiglio dei ministri la seguente domanda: Può il Consiglio illustrare quali azioni sono state intraprese per continuare l'impegno dei ministri europei degli Affari sociali ad affrontare il problema dei senzatetto in via prioritaria e a definire l'obiettivo europeo di porre termine al problema entro il 2010? Nella risposta dell 11 luglio 2006, il Consiglio dei ministri ha confermato la necessità che gli Stati membri diano risposte integrate e coordinate agli svantaggi multipli e alle necessità di gruppi a rischio particolare come i senzatetto REACH è l'acronimo di Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals (registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche). La proposta è stata strutturata al fine di stabilire una gestione più uniforme, più trasparente e più sicura delle sostanze chimiche nell Unione europea. 13

14 Alcune sfide future Lo sviluppo del dialogo civile negli anni ha senza dubbio contribuito a rafforzare la partecipazione dei cittadini al progetto europeo. Rimangono tuttavia numerose sfide da affrontare, tra le quali la difficoltà di coinvolgere attivamente le ONG europee nel dibattito europeo e la disuguaglianza di accesso a tale dibattito rispetto agli attori del settore privato. Il dialogo civile sembra inoltre essersi sviluppato in modo disomogeneo tra i vari settori politici ed è continuamente posto di fronte a conflitti tra esigenze di esperienza ed efficienza da un lato e partecipazione e apertura dall altro. Una sfida fondamentale rimane perciò aprire il processo, assicurando nel contempo che esso abbia un impatto reale e non sia un mero esercizio di pubbliche relazioni. È possibile trovare maggiori informazioni relative al dialogo civile nello studio Civil Dialogue, making it work better (Migliorare il dialogo civile) pubblicato dal Gruppo di contatto della società civile e disponibile all indirizzo: a c t 4 e u r o p e. h o r u s. b e / m o d u l e / F i l e L i b / Civil%20dialogue,%20making%20it%20work%20better.pdf. 14

15 Capitolo II: Essere coinvolti e fare lobby : quando, come e con chi? Qual è l impatto dell UE sul mio lavoro quotidiano? I miei interessi sono difesi meglio a livello europeo o nazionale? Come fare ad essere coinvolti e a chi rivolgersi? Questa sezione, basata su consigli pratici e illustrata da esempi di campagne condotte da ONG, intende rispondere punto per punto alle domande fondamentali sul modo di condurre campagne e fare lobby su questioni europee. Senza pretese di esaustività, questo capitolo intende piuttosto essere un introduzione all attività di lobby in seno all UE. Se decidete di impegnarvi maggiormente, vi consigliamo di cercare informazioni più specifiche concentrandovi sul vostro ambito di interesse principale e di contattare organizzazioni affini che potranno aiutarvi a impostare la campagna. 1. Definite i vostri interessi: il vostro ambito di preoccupazione è di competenza nazionale o europea? Il primo passo consiste nel determinare l'impatto reale dell'unione europea sui vostri interessi. L impatto potenziale è particolarmente elevato in questioni che rientrano nell area di competenza esclusiva dell UE (ad esempio la Politica Agricola Comune). Tuttavia, esso cresce costantemente anche in aree di cosiddetta "competenza condivisa" (ad esempio questioni sociali o sviluppo) e persino in aree che tradizionalmente rientrano nelle competenze degli Stati membri (ad esempio immigrazione o cultura). In ogni caso, occorre tenere a mente che, dopo cinquanta anni di integrazione europea, sono pressoché inesistenti ambiti nei quali l'ue non ha alcuna influenza. Più importanti sono le competenze comunitarie che rientrano nel vostro ambito di interesse, più occorre cercare di stabilire una strategia europea. Per valutare meglio tale impatto è possibile cercare maggiori informazioni sulle competenze dell Unione europea sul sito web dell UE (www.europa.eu) oppure direttamente sul Trattato sull Unione europea, consultabile all'indirizzo: nice_treaty/index_it.htm. 2. Tenetevi costantemente informati e raccogliete informazioni specifiche (ma senza perdere tempo!) Una volta definiti i vostri interessi, potete cominciare a raccogliere informazioni che vi saranno di aiuto per stabilire una strategia più mirata. Non dimenticate che la conoscenza è la chiave che vi permetterà di creare una strategia di lobby convincente. Tuttavia vi consigliamo, prima di entrare nei dettagli dei testi originali, di consultare regolarmente i siti web e i documenti informativi delle ONG e dell'ue, che offrono informazioni di prima mano (e, si auspica, di facile lettura): leggete regolarmente le newsletter delle reti di ONG europee ed i mezzi di informazione elettronici europei, per poter essere al corrente di eventuali sviluppi importanti per la vostra organizzazione; non esitate a contattare le reti di ONG europee appropriate. Una telefonata ad un contatto bene informato può essere più utile di ore di ricerca su internet; talvolta è utile leggere i testi giuridici originali delle istituzioni. Se i siti web di queste ultime vi sembrano troppo complicati, chiedete aiuto alle ONG europee, che potrebbero avere redatto documenti informativi specifici utili al vostro caso. 15

16 3. Create una strategia 3.1. Definite i vostri obiettivi Il primo passo per condurre una campagna di successo consiste nell individuare il giusto obiettivo. Questo vale in particolare se le risorse a disposizione sono limitate: più non è necessariamente sinonimo di meglio se si vuole davvero fare la differenza. In quest ottica, è opportuno provare innanzitutto a dare una risposta a queste domande: Cosa è in gioco? Perché ci riguarda? Cosa vogliamo ottenere? Quali esiti concreti ci aspettiamo? A che punto si trova il processo decisionale? È ancora possibile avere un influenza decisiva 9? Vogliamo condurre una campagna su una questione precisa o stabilire una strategia a lungo termine? Chi prenderà la decisione? Quali sono il ruolo e il peso politico delle diverse istituzioni? Abbiamo alleati specifici su questa problematica? Come saranno valutati i risultati della campagna? Come sapremo se abbiamo raggiunto il nostro obiettivo? 3.2.! Individuate l istituzione competente In base alla fase del processo politico in corso e al tipo di competenza comunitaria, l istituzione alla quale rivolgere principalmente i propri sforzi varia enormemente. È fondamentale individuare le istituzioni chiave e rivolgersi a loro nel modo giusto. Deputati europei: metteteli davanti alle loro responsabilità! I deputati europei sono responsabili nei confronti dei loro elettori e pertanto cercano di stabilire contatti con le organizzazioni della società civile del loro Paese d origine. Essi costituiscono un obiettivo particolarmente importante per le ONG nazionali, regionali e locali e possono offrire un sostegno considerevole, ad esempio presentando emendamenti proposti dalla vostra organizzazione. Il Comitato europeo delle associazioni d interesse generale (CEDAG) e la campagna di lobby per la creazione dell'intergruppo economia sociale Un intergruppo economia sociale era stato creato nel 1989, ma era rimasto inattivo negli anni successivi. Nel 2003 CEDAG ha avviato una campagna di lobby indirizzata al Parlamento europeo incoraggiando i deputati a ristabilire il gruppo interpartitico per sostenere le organizzazioni sociali senza fini di lucro nelle proprie attività economiche. CEDAG è tra i membri fondatori di CEP-CMAF, il Comitato europeo permanente - Cooperative Mutue Associazioni Fondazioni, che per primo ha avanzato la richiesta di ristabilire l'intergruppo. L intergruppo si incontra regolarmente dopo le sessioni parlamentari e CEP-CMAF ne è un partner privilegiato. Christiana Weidel spiega che i metodi utilizzati per fare lobby presso il Parlamento europeo andavano dalle lettere ai deputati, nelle quali si spiegava la necessità di sviluppare un economia sociale in generale e i vantaggi di un intergruppo, alle telefonate ai membri del CEDAG che lavoravano a stretto contatto con i deputati per diffondere l informazione a livello nazionale, passando per la collaborazione con altre famiglie del CEP-CMAF, cooperative, mutue e fondazioni. I contatti personali erano vitali per assicurare che il messaggio raggiungesse i deputati, ma un elemento chiave della campagna era anche dimostrare ai cittadini dell UE l importanza dell'intergruppo. Poiché non vi era molto tempo per preparare una campagna sofisticata, sono stati privilegiati i contatti personali con persone chiave. Il numero di deputati necessari per costituire un intergruppo è stato raggiunto e il settore ha potuto godere nuovamente di una piattaforma di scambio per l'economia sociale all interno del Parlamento europeo. 9 Per sapere a che stadio si trova il processo decisionale è possibile consultare, tra le atre cose, il programma di lavoro annuale della Commissione, quello del Consiglio e l Osservatorio legislativo. 16

17 Potete raccogliere informazioni sui vostri deputati, i loro percorsi e gli ambiti di interesse sul sito del Parlamento europeo: members/public.do?language=it. In particolare, verificate quali deputati fanno parte delle commissioni parlamentari rilevanti per la vostra organizzazione. Cercate di fissare un appuntamento con un deputato nazionale che condivide le vostre preoccupazioni, eventualmente con l'aiuto delle reti di ONG europee. Commissione europea: utilizzate argomentazioni tecniche piuttosto che politiche In virtù del diritto di iniziativa che le è riconosciuto, la Commissione europea è particolarmente interessata ai contributi delle parti interessate, comprese le ONG, come modo per coinvolgere più direttamente i cittadini ma anche per "testare" le proposte politiche basandosi sulla loro esperienza. Inoltre, l attività di lobby presso la Commissione è particolarmente efficace perché interviene nelle fasi iniziali del processo decisionale. Più si aspetta, minori sono le possibilità di avere un impatto significativo sul processo. Al contrario dei deputati, i funzionari della Commissione tendono a preferire argomentazioni tecniche piuttosto che politiche ed è opportuno adottare una strategia che ne tenga conto. Consultando la guida ai servizi della Commissione è possibile individuare la persona che si occupa delle questioni che vi interessano: Tenete a mente che la Commissione europea ha una rappresentanza in tutti gli Stati membri, che può fornire maggiori informazioni sullo sviluppo dell UE ma anche fornirvi supporto logistico. L elenco è disponibile all indirizzo: ec.europa.eu/represent_it.htm. Consiglio: confidate nel valore aggiunto nazionale Poiché il Consiglio dei ministri rappresenta il collegamento diretto con il livello nazionale, costituisce un interlocutore più accessibile per molte ONG nazionali, che hanno la responsabilità di chiedere ai ministri del loro governo di rendere conto delle decisioni prese a Bruxelles. Questo è particolarmente importante in aree come la politica estera e di sicurezza o l immigrazione ma anche, e in misura crescente, per problematiche che sono al centro dell attività delle ONG, come l ambiente, i diritti umani, l eliminazione della povertà, il commercio equo e lo sviluppo, ambiti nei quali il Consiglio rimane il principale organo decisionale. Gli uffici delle ONG nazionali sono in una posizione particolarmente favorevole per concentrare la propria attività di lobby sul Consiglio. Un elenco delle rappresentanze degli Stati membri a Bruxelles è disponibile all indirizzo: e u r o p a. e u / w h o i s w h o / p u b l i c / i n d e x. c f m? fuseaction=idea.hierarchy&nodeid=3780&lang=it Ricordate che spesso è possibile ottenere risultati anche laddove gli uffici di Bruxelles non hanno avuto successo e che le informazioni raccolte possono essere essenziali per le ONG negli altri 26 Stati membri. È bene tuttavia tentare di agire in stretta collaborazione con gli uffici delle ONG a Bruxelles per avere un impatto più efficace ed evitare sovrapposizioni. 3.3 Costruite alleanze Agendo in collaborazione con altri moltiplicherete le possibilità di raggiungere il vostro obiettivo ottenendo visibilità e impatto maggiori. Tuttavia, sebbene condividere informazioni e conoscenze pratiche (e carico di lavoro!) semplifichi le cose, siate pronti ad accettare dei compromessi, perché la visione dei vostri partner potrebbe non riflettere al 100% la vostra. 17

18 Create un elenco di ONG che condividono i vostri interessi: a tale scopo, consultate l elenco dei contatti delle ONG europee riportato in appendice a questo manuale. Non dimenticate che le alleanze possono anche andare oltre il mondo delle ONG (ad es. autorità locali o sindacati) e oltre il proprio settore politico: costruite alleanze con ONG di altri settori. Stabilite le richieste centrali sulle quali siete tutti d'accordo e concentratevi su queste. Impostate una strategia comune che supporterà la vostra, ma suddividete chiaramente le responsabilità tra i diversi partner della coalizione. Non dimenticate di includere nella vostra richiesta questioni trasversali come democrazia partecipativa, trasparenza o finanziamento. 4. Fate una campagna! Alcuni trucchi Di seguito è riportato un elenco di trucchi che si sono rivelati molto utili nella nostra attività di lobby. Non dimenticate però che non esiste un modo solo di condurre una campagna di successo e che occorre adattare le strategie al contesto politico, alla natura dell'ambito politico e all'obiettivo. A tal fine, vi consigliamo di contattare le reti di ONG europee attive nel vostro settore per avere maggiori informazioni. Cominciate ad una fase iniziale e fate voi il lavoro Prima si entra nel processo, maggiori sono le possibilità di far sentire la propria voce. Ad esempio, se intervenite abbastanza presto durante l elaborazione di un testo o di una proposta legislativa, potete tentare di avanzare le vostre proposte. Ovviamente non vi è garanzia che siano prese in considerazione, ma alcuni elementi potrebbero esserlo! Stesura di un documento-modello: il lavoro della Lobby europea delle donne (LED) sulla tabella di marcia per la parità fra le donne e gli uomini ( ) Dal 2001 al 2005 l azione dell UE sull uguaglianza di genere è stata guidata da una Strategia quadro comunitaria in materia di parità fra le donne e gli uomini. Poiché nel 2004 la Commissione non aveva ancora annunciato una nuova strategia, la LED decise di lanciare una campagna di lobby per ottenere l adozione di un nuovo documento guida per le politiche europee in materia di uguaglianza di genere. Il bersaglio principale della campagna era la Commissione europea, in particolare la Direzione Generale occupazione e Affari sociali, ma anche il Parlamento europeo. I metodi utilizzati andavano dalla stesura di un documento che servisse come modello per il futuro testo ufficiale ad un ampia opera di diffusione a livello europeo e nazionale effettuata con diversi mezzi (telefonate, lettere, incontri, ecc.). Calendario Ottobre 2004 Durante l assemblea generale della LED viene deciso di fare lobby per una nuova strategia quadro; Primavera La Commissione annuncia l intenzione di adottare una Tabella di marcia per l uguaglianza di genere ; Marzo-maggio 2005 I membri della LED vengono consultati in merito al contenuto della tabella di marcia della LED; Giugno 2005 Il primo testo viene sottoposto ai membri della LED con l invito a suggerire modifiche; Ottobre 2005 Le modifiche vengono discusse durante l assemblea generale della LED e viene adottato il testo finale; Ottobre 2005 La tabella di marcia della LED è presentata come modello per il testo ufficiale della Commissione; Durante tutto questo periodo, la LED è stata costantemente in contatto con i responsabili del processo decisionale, sottolineando la necessità di una nuova tabella di marcia e facendo suggerimenti in merito al contenuto. Come risultato, la comunicazione della Commissione europea Tabella di marcia per la parità fra le donne e gli uomini è stata adottata a marzo Essa copre all incirca le stesse aree della tabella di marcia della LED e ne condivide in parte le opinioni e le strategie per l uguaglianza di genere, sebbene le misure ufficiali previste non siano altrettanto forti, di vasta portata e precise quanto quelle suggerite dal testo della LED. 18

19 Suggerite sempre un alternativa: le critiche fini a sé stesse sono poco costruttive. Tentate sempre di proporre la vostra alternativa. Rivolgetevi alla persona giusta: è assai improbabile che messaggi di posta elettronica inviati in massa attraggano l attenzione di qualcuno. Cercate di individuare la persona giusta che si occupa del vostro fascicolo o che condivide le vostre preoccupazioni. Trovare il sostegno dei deputati che condividono le proprie idee: ERIO e i diritti dei Rom nell UE ERIO ha conseguito un successo considerevole nell arena decisionale incoraggiando il Parlamento europeo ad adottare la Risoluzione sulla situazione dei Rom ad aprile La risoluzione indica una serie di preoccupazioni riguardanti la possibilità per i Rom in UE di promuovere i diritti umani e fondamentali, chiedendo alle istituzioni europee e agli Stati membri di agire prontamente per porre rimedio alla crisi permanente dei diritti dei Rom. L obiettivo della campagna di lobby era ottenere che il Parlamento europeo approvasse una risoluzione che affrontasse il problema del razzismo, della discriminazione e dell esclusione sociale dei Rom negli Stati membri e negli Stati candidati. La redazione della risoluzione è stata preparata da ERIO in collaborazione con i membri ungheresi del Parlamento europeo Victoria Mohacs e Livia Jaroka, con il sostegno dell Open Society Institute (OSI) di Bruxelles. La risoluzione proposta dai Liberali e sostenuta dai Socialisti e dal Partito popolare europeo è stata adottata a larga maggioranza. Rivolgetevi anche ai consulenti e ai collaboratori: tenete a mente che i responsabili del processo decisionale chiederanno aiuto in primo luogo ai propri collaboratori e che i consulenti politici e gli assistenti parlamentari svolgeranno un ruolo essenziale (seppure meno visibile) nella decisione finale. Inoltre, non mirate sempre alla cima : una riunione a livello più tecnico può avere esiti altrettanto positivi e costruttivi. Trovate la giusta combinazione di argomenti politici/emotivi e tecnici: sebbene gli argomenti tecnici e ben documentati siano la chiave di una campagna di successo, è bene accompagnarli sempre a riferimenti alle componenti politiche e sociali della decisione oggetto di discussione. Siate creativi e innovativi: non dimenticate che i responsabili del processo decisionale tendono ad essere sommersi da richieste e informazioni di ogni genere portare nuove idee e presentarle in modo innovativo vi aiuterà a distinguervi. La strategia di Lisbona vista dalla Piattaforma sociale 10 Indicare la strada attraverso un messaggio accattivante 10 Immagine presentata durante la conferenza Does the Lisbon Process produce Sustainable Development? (La strategia di Lisbona produce sviluppo sostenibile?) organizzata dall Ufficio europeo per l ambiente (EEB), dalla Confederazione europea dei sindacati (ETUC) e dalla Piattaforma delle ONG sociali europee (Piattaforma sociale) il 6 marzo

20 Scegliete una comunicazione breve e mirata: concentratevi sulle priorità che desiderate ottenere e presentatele in modo mirato (anziché standardizzato) in base alla persona alla quale vi rivolgete. Campagne dirette verso i cittadini o lobby dall interno? Esistono migliaia di modi di fare lobby. Mentre fare pressione sui responsabili del processo decisionale (ad esempio presentando emendamenti alla legislazione e alle politiche) e difendere le proprie posizioni tramite le strutture del dialogo civile consente di intervenire direttamente nel processo, la pressione dal basso (ad esempio tramite manifestazioni, campagne rivolte ai cittadini, petizioni) è un altro modo di far sentire la propria voce mobilizzando i cittadini di tutta Europa e non solo a Bruxelles. Tuttavia, tenete presente che le campagne dirette verso la base devono essere supportate da una grande capacità di mobilitazione e contenere un numero limitato di messaggi chiave. EFAH: la campagna 70 centesimi per la cultura In seguito al riconoscimento espresso dal Presidente Barroso della cultura come elemento fondante di un Unione in espansione (Berlino, ), il Forum europeo per le arti e il patrimonio storico (EFAH, European Forum for the Arts and Heritage) e la Fondazione culturale europea (ECF, European Cultural Foundation) hanno lanciato a marzo 2005 una campagna per aumentare il bilancio comunitario per la cultura da circa 7 a 70 centesimi all anno per cittadino. La proposta ha ricevuto un vasto sostegno tra tutti i raggruppamenti politici del Parlamento europeo ed ha attirato notevolmente l attenzione dei mezzi di comunicazione (stampa, radio, TV, internet) in tutta Europa. Tramite newsletter, siti web e alle conferenze di molte organizzazioni culturali sono state diffuse informazioni relative alla campagna 70 centesimi, accompagnate dall indirizzo di una pagina web nella quale era possibile firmare il relativo manifesto. Le delibere in materia di bilancio a livello comunitario si sono concluse ad aprile 2006 e il risultato finale è vicino alla proposta iniziale della Commissione, con complessivi 400 milioni di Euro per il periodo di 7 anni coperto dalle prospettive finanziarie, che corrispondono a circa 13 centesimi per cittadino all anno. Anche se l esito è lontano dalle richieste della campagna 70 centesimi per la cultura, la campagna stessa e la conseguente mobilitazione dei deputati hanno avuto un notevole impatto sul dibattito relativo alla politica culturale nell UE. Trovate il giusto equilibrio tra livello europeo e livello nazionale: mobilizzate la rete! Non dimenticate mai che il lavoro delle ONG europee (e, in particolare, del loro segretariato) e quello delle ONG nazionali non si sostituiscono bensì si integrano l un l altro. Mentre le reti nazionali supportano il lavoro delle reti europee fornendo informazioni in merito alla propria situazione ed esperienza sul campo, le reti europee possono offrire informazioni, istruzioni, strumenti formativi e supporto tecnico. Non è semplice trovare la giusta suddivisione dei compiti, perciò è bene ragionare in termini di interazione. 5. Maggiori informazioni sull attività di lobby Se desiderate impegnarvi ulteriormente nell attività di lobby presso l UE, vi consigliamo di cercare informazioni più specifiche, adeguate alla vostro settore di attività Contattare le ONG Le ONG europee possono essere punti di contatto utili per le ONG nazionali, per ottenere informazioni aggiornate sulla situazione nell'ambito politico di loro interesse. Il lavoro delle ONG europee consiste nel prestare un servizio ai propri membri, ma anche sostenere la 20

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