Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce e lume nelle Rime di Dante

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce e lume nelle Rime di Dante"

Transcript

1 Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce e lume nelle Rime di Dante GIANPIERO W. DOEBLER University of California, Los Angeles RIASSUNTO: Nella Vita nuova e nelle Rime, Dante utilizza due voci che a prima vista sembrano sinonime a molti lettori moderni: luce e lume. Un esame contestuale, però, suggerisce che Dante fa distinzione tra i due vocaboli, in base a distinzioni stabilite da scritti filosofici dell antichità e del medioevo sulla natura dell illuminazione e dei suoi componenti. Nelle sue opere poetiche (senza considerare la Commedia) sembra che Dante scelga luce e lume in un modo coerente secondo le distinzioni filosofiche. Tuttavia, Dante usa entrambe le voci in maniera creativa per sottolineare la natura del suo soggetto poetico. Parole chiave: coerenza, Dante, luce, lume, lumen, lumiera, lux, raggio, rime ABSTRACT: In the Vita Nuova and in his Rime, Dante employs two words to describe light: luce and lume. To many modern readers, these may appear to be synonymous. Contextual examination, however, suggests that Dante distinguished between the two, based on classical and medieval philosophical writings on the nature light and its components. In his poetic works other than the Commedia, Dante appears to employ luce and lume consistently in accordance with these philosophical distinctions. Nonetheless, Dante uses both terms creatively, in order to emphasize the nature of his poetic subject. Key Words: consistency, Dante, light, luce, lume, lumen, lumiera, lux, raggio, rime 29

2 Tenzone nº Non si muova a Dante l accusa di usare i vocaboli in modo casuale o occasionale. Le accezioni e sfumature del lessico dantesco sono tali che lavoriamo per dedurle o riscoprirle anche sette secoli dopo. Distinzioni ben note a Dante ed ai suoi contemporanei a volte possono venir nascoste dal tempo. È il caso di due voci luce e lume che a prima vista sembrano voci del tutto sinonime. Un esame attento, però, suggerisce che, nelle Rime, Dante le usa coerentemente secondo distinzioni stabilite dalla filosofia medievale della luce. L'analisi presente descrive il modo in cui Dante intende e usa lume e luce nella Vita Nuova e nelle Rime cioè, nelle sue opere poetiche oltre la Commedia. 1 Anche nel caso delle poche eccezioni considerate, è evidente che la scelta di luce o lume non dipende dalle richieste della rima o della metrica, e tanto meno dal capriccio del poeta, bensì è governata dal soggetto o dal concetto di cui Dante intende parlare. LA FILOSOFIA DELLA LUCE E LE FONTI DELLA DISTINZIONE La distinzione fra luce e lume rispecchia una diversità già presente in latino fra lux/lucis/luce(m) da una parte e lume(n) dall'altra, anche se persino in latino le parole derivano dalla stessa radice. L'esistenza di una distinzione concettuale è evidente fin dai versi più noti della Bibbia. Genesi 1:2 («Dixitque Deus: Fiat lux. Et facta est lux.») è probabilmente la fonte principale per la concezione divina della luce qui discussa. Forse più importante per l'origine della distinzione è un verso simile di Giovanni (8:12): Iterum ergo locutus est eis Jesus, dicens: Ego sum lux mundi: qui sequitur me, non ambulat in tenebris, sed habebit lumen vitæ. 2 Qui gli antecedenti di luce e lume appaiono nello stesso versetto. 3 La «lux» (luce) del mondo ovvero l'illuminazione equivalente a Cristo è diversa dal «lumen» (lume) della vita, inteso come l'illuminazione terrena, cioè dell'ambiente umano. 4 Forse partendo da questa base biblica, i filosofi fino al tempo di Dante hanno costruito teorie sulla 30

3 Gianpiero W. DOEBLER Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce... natura della luce le sue qualità naturali e metafisiche compresa la distinzione fra luce e lume. 5 Nel secolo prima della morte di Dante (ed anche per un secolo dopo), scrittori come Roberto Grossatesta, Tommaso d'aquino, Alberto Magno e (meno noto oggi) Bartolomeo di Bartolo da Bologna si occupavano della luce. 6 Questi scrittori ragionavano, fra altro, sulla natura della luce come sostanza e fenomeno, del suo primato rispetto altre materie durante la creazione del mondo (per es.: esisteva la luce prima del sole, o no?), e del rapporto fra Dio e la luce (per es.: se fosse la luce un prodotto di Dio, o Dio stesso?). Queste teorie derivano da opere dei primi secoli d.c,, soprattutto di Agostino e dello pseudo-dionigi l'aeropagite e, verso la fine del primo millennio, da opere attribuite ad Avicenna ed altri. 7 Le teorie dei filosofi del XIII e del XIV secolo non concordavano su queste questioni, ma condividono almeno due caratteristiche pertinenti ad una discussione della poesia di Dante. Prima, per tutti, la luce appartiene al cielo e, per estensione, a Dio ed alle cose divine. Secondo, la luce è un fenomeno distinto da lumen, raggi, splendore, calore ed altre cose che sono invece considerate derivare dalla luce. Le opere di Dante indicano che il poeta conosceva almeno i principi e le distinzioni delle teorie contemporanee. Quando cerca sostantivi connotativi dei vari tipi d'illuminazione, Dante sceglie luce e lume non solo per le loro convenienza per la rima, il ritmo o la fonetica di un testo, ma come termini tecnici dotati di una loro specificità. LUCE E LUME: ACCEZIONI FONDAMENTALI Nella spiegazione più semplice, con luce ci si riferisce ad un'illuminazione divina o celeste il che ha senso qualora si considerino le prime parole attribuite a Dio: Fiat lux. 8 Lume, invece, indica un prodotto della luce un'illuminazione terrena, la materia che permette all'uomo di vedere. Luce appartiene principalmente al cielo e alle cose che provengono dal cielo. Lume invece non porta 31

4 Tenzone nº nessuna connotazione di divino. Il Grande dizionario della lingua italiana, fra le sue ventinove accezioni di luce, mette «Vivo splendore che emana da un corpo celeste» come la seconda definizione, con Dante come primo esemplare dell'accezione (Battaglia 1975: 240). L'inferiorità (o la natura secondaria) del lume è indicato da Grossatesta: Lumen quidem gignitur ex prima sphaera, et lux, quae in prima sphaera est simplex, in secunda est duplicata..." 9 Benché i particolari della filosofia della luce di Tommaso siano diversi da quelli di Grossatesta, il rapporto fra luce e lume è simile. Tommaso lo riassume bene: [...] lux est qualitas activa corporis caelestis, per quam agit [...] Ipsa igitur participatio vel effectus lucis in diaphano, vocatur lumen. Et si fit secundum rectam lineam ad corpus lucidum, vocatur radius. Si autem casetur ex reverberatione radii ad corpus lucidum, vocatur splendor. Lumen autem commune est ad omnem effectum lucis in diaphano. [...] Nam cum lux sit qualitas primi alternantis, quod est maxime perfectum et formale in corporibus, illa corpora quae sund maxime formalia et mobilia sunt lucida actu; quae autem propinqua his, sund receptiva luminis sicut diaphana; quae autem sunt maxime materialia, neque habent lumen in sui natura, neque sunt luminis receptiva, sunt opaca. [...] (Tommaso, De Anima Commentarium. Liber II, Lectio XIII [ ]) Luce, dunque, è la forma più alta, qualitas activa, sit qualitas primi aternantis, mentre lume indica la propagazione della luce verso la terra, quando essa incontra un medium diafano. Secondo Tommaso, lume è l'effetto della luce e un mezzo per la sua diffusione. A differenza di luce, lume non è attivo in sé. Si noti che ciò corrisponde al verso di Giovanni: Cristo è lux, ma lumen vitæ è una cosa che l'uomo ha. Nel Convivio (scritto fra 1303 e 1308, quando Dante aveva in gran parte finito la sua carriera come rimatore, Commedia esclusa), il 32

5 Gianpiero W. DOEBLER Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce... poeta espande e ripropone la discussione di Tommaso e degli altri filosofi nel terzo trattato (sulla canzone Amor che nella mente mi ragiona): Ove è da sapere che discender la virtude d'una cosa in altra non è altro che ridurre quella in sua similitudine, sì come ne li agenti naturali vedemo manifestamente; che, discendendo la loro virtù ne le pazienti cose, recano quella a loro similitudine, tanto quanto possibili sono a venire ad essa. Onde vedemo lo sole che, discendendo lo raggio suo qua giù, reduce le cose a sua similitudine di lume, quanto esse per loro disposizione possono da la [sua] virtude lume ricevere. Così dico che Dio questo amore a sua similitudine reduce, quanto esso è possibile a lui assimigliarsi. E ponsi la qualitade de la reduzione, dicendo: Sì come face in angelo che 'l vede. Ove ancora è da sapere che lo primo agente, cioè Dio, pinge la sua virtù in cose per modo di diritto raggio, e in cose per modo di splendore reverberato; onde ne le Intelligenze raggia la divina luce sanza mezzo, ne l'altre si ripercuote da queste Intelligenze prima illuminate. Ma però che qui è fatta menzione di luce e di splendore, a perfetto intendimento mostrerò [la] differenza di questi vocabuli, secondo che Avicenna sente. Dico che l'usanza de' filosofi è di chiamare «luce» lo lume, in quanto esso è nel suo fontale principio; di chiamare «raggio», in quanto esso è per lo mezzo, dal principio al primo corpo dove si termina; di chiamare «splendore», in quanto esso è in altra parte alluminata ripercosso (Convivio, III, xiv, 2-6). 10 La spiegazione di Dante è meno chiara di quella di Tommaso, ma suggerisce come i due concetti funzionano nella sua poesia. Notevole è il suo concordare con «l'usanza de' filosofi» per cui luce è l'illuminazione «nel suo fontale principio», cioè in cielo. Importante anche è il riferimento al «raggio». Nel Convivio Dante nota che «li raggi non sono altro che uno lume che viene dal principio de la luce per l'aere infino a la cosa illuminata» (Convivio, II, vi, 8-10). Nelle Rime, Dante lega lume e raggio il lume dantesco si muove sempre con una direzionalità, tramite raggi, anche se proviene da fonti 33

6 Tenzone nº diverse (il sole, il cielo, gli occhi di una donna divina). È quasi sempre presente un senso di movimento. Di solito Dante rispetta la dicotomia divina-terrena anche se (come prevedibile, e secondo la sua natura) il poeta sviluppa minuziosamente le sfumature della distinzione. Nelle Rime (la Vita Nuova ed il Convivio inclusi), Dante usa luce almeno una volta in nove rime e usa lume in otto. Inoltre, entrambe le voci appaiono in due rime un'indicazione in più che Dante intende qualcosa di molto preciso con ciascuna delle due parole. 11 IL SISTEMA DANTESCO Secondo la poetica dantesca, luce si usa quando si parla del cielo o nel senso del regno di Dio, o come un luogo astronomico (cioè, la sede del sole e delle stelle). Il sole equivale al «fontale principio» di cui Dante parla nel Convivio. Il «signore» a cui Dante si rivolge nelle Rime, però, di solito non è il Dio cristiano, bensì l'amore. Tuttavia, anche l'illuminazione e il potere che proviene dall'amore è luce celeste nel sistema dantesco. Per quanto riguarda le donne delle Rime, Dante fa distinzione fra quelle a cui attribuisce un legame col cielo e quelle totalmente «terrene». Quando parla d'illuminazione rispetto alle prime, usa luce. Vasoli nota l'associazione della luce con la donna (e la filosofia) nella sua introduzione al Convivio: 34 [I]l Poeta può affermare che il sole, nel suo perenne volgersi intorno alla terra, non vede cosa più nobile della «donna gentile»; ma ciò significa, nel suo senso più ascoso, che Dio, nel suo assoluto «intendere» non vede cosa più «gentile» e perfetta della Filosofia (Vasoli 1988: xxxv). Per Dante, però, la donna non è sempre una metafora per la divinità o un prodotto del cielo. Frequentemente, il poeta non parla delle donne rispetto al cielo, alla divinità oppure all'amore. L'assegnazione della donna al mondo terreno di solito non è fatta con

7 Gianpiero W. DOEBLER Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce... intento spregiativo, ma il tema della rima particolare semplicemente non ha che fare con i temi celesti che Dante sviluppa meglio altrove. In questi casi, Dante usa lume. Sia luce che lume passano dalla fonte al mondo o, più spesso, all'amante o al poeta che parla. La voce usata dipende dal punto di origine dell'illuminazione. Inoltre, la luce può essere trasmessa attraverso un oggetto intermedio (di solito una donna) o può essere riflessa da un terzo oggetto (per esempio, le stelle). Lume generalmente arriva a destinazione per mezzo dei raggi, spesso diretti al poeta. Però, anche luce può far uso di raggi soprattutto se passa attraverso una donna celeste. Con questa breve presentazione come base, possiamo considerare testi specifici in cui vediamo non solo come il modello funziona ma anche altre sottili specificità della concezione dantesca. Date i limiti di spazio di questa che non è se non un introduzione ad un più ampio lavoro, non discuto in dettaglio tutti i testi dove luce e lume appaiono (anche se tutti sono stati considerati). Invece, presento i testi principali su cui il sistema è basato, e noto i casi speciali: quelli che indicano eccezioni che suggeriscono un approfondimento della ricerca. LUME SECONDO IL MODELLO Per lume, prendiamo in considerazione cinque testi principali: De gli occhi de la mia donna si move 2. Al poco giorno e al gran cerchio d'ombra 3. Tre donne intorno al cor mi son venute 4. Amor, da che convien pur ch'io mi doglia. 5. Di donne io vidi una gentile schiera Sono riprodotti qui i brani di queste rime che comprendono solo i versi necessari per stabilire il contesto rispetto a lume. I versi chiave per l'applicazione del modello sono in corsivo. 35

8 Tenzone nº (C:18) Degli occhi de la mia donna si move un lume sì gentil che, dove appare, si veggion cose ch'uom non po' ritrare per loro altezze e per lor esser nove; 4 e li suo' razzi sovra 'l meo cor piove tanta paura che mi fa tremare, e dicer: «Qui non voglio mai tornare»; ma poscia perdo tutte le mie prove, 8 e tornomi colà dov'io son vinto riconfortando gli occhi paurosi, che sentier prima questo gran valore. 11 Quando son giunti, lasso, ed è son chiusi; lo disio che li mena qui è 'stinto: però proveggi a lo mio stato Amore. 14 Notiamo qui l'assenza di qualsiasi legame fra la donna e il cielo. Quindi, l'illuminazione che esce dai suoi occhi è lume che arriva tramite razzi (raggi). Si noti anche che la donna, benché terrena, si trova al di sopra del poeta, ed i raggi del suo lume scendono verso di lui. 7 (C:44) [Al poco giorno e al gran cerchio d'ombra] La sua bellezza ha più vertù che pietra, e 'l colpo suo non può sanar per erba; 20 ch'i' son fuggito per piani e per colli per potere scampar da cotal donna; e dal suo lume non mi può far ombra poggio né muro mai né fronda verde. In questa sestina, la prima delle rime petrose, la donna è esplicitamente non-divina, e lume è la parola adatta. Anche qui il poeta si trova al di sotto della donna: dal suo lume non mi può far ombra. 15 (C:53) [Amor, da che convien pur ch'io mi doglia] Così m ha' concio, Amore, in mezzo l alpi, ne la valle del fiume 36

9 Gianpiero W. DOEBLER Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce... lungo 'l qual sempre sopra me sè forte: qui vivo e morto come vuoi mi palpi mercé del fiero lume 65 che folgorando fa via alla morte. Ancora una volta, qui lume è metafora per l'illuminazione che proviene dagli occhi di una donna. Un altro aspetto significativo del lume è che non è attivo, a differenza della luce, che invece può originare l'illuminazione. Ciò è coerente con la filosofia della luce, in cui il lume semplicemente si spande in un mezzo diafano. Detto questo, consideriamo l'uso di lume nella canzone Tre donne intorno al cor mi son venute, dove l ordine sintattico della frase non è interpretabile univocamente secondo i critici. Nei versi seguenti, la figura che parla al poeta (piangendo e spiegando l'identità delle tre donne) dice: 13 (C:47) [Tre donne intorno al cor mi son venute] [ ] «Sì come saper dei, 45 di fonte nasce Nilo picciol fiume quivi dove l gran lume toglie alla terra del vinco la fronda, sopra la vergin onda genera i costei che m'è dallato 50 e che s'asciuga con la treccia bionda; Ad una prima lettura dei versi in corsivo, il soggetto della frase risulta essere lume e l'oggetto fronda. In questa lettura, il lume toglie (depriva/brucia/elimina) l'ombra che di solito fanno le fronde di un albero (Contini 1965: 176). 13 Nella seconda possibile lettura, invece, fronda è il soggetto e lume l'oggetto cioè, la fronda impedisce al lume di raggiungere la terra. Quest'interpretazione, meno comune, risale almeno al 1900 (Casari 1900: 272). Il modello qui discusso accorda preferenza alla seconda lettura perché, nel sistema concettuale dantesco, lume non è mai attivo. Non è cosciente in sé e non può togliere alcuna cosa. Quindi, la lettura che propone la fronda come l'agente attivo che blocca una materia inerte (il lume) ha 37

10 Tenzone nº più senso secondo il modello e gli altri esempi di lume presenti in Dante. Il seguente è un altro caso particolare, con un vocabolo che sembra intermedio fra luce e lume: 60 (C:22) Di donne io vidi una gentil schiera quest' Ogni Santi prossimo passato, e una ne venia quasi 'mprimiera veggendosi l'amor dal destro lato. 4 Degli occhi suoi gittava una lumiera, la qual parea un spirito 'nfiammato, e io ebbi tanto ardir [ch'] in la sua ciera guarda', e vidi un a[n]giol figurato. 8 A chi era degno d[on]ava salute con [gli ]atti suoi quella benigna e piana, e empiva 'l cor a ciascun di virtute. 11 Credo che de l[o] ciel fusse soprana, e ven[n]e in terra per nostra salute: laond'è beata chi ll'è prossimana. 14 Questo sonetto è simile a Degli occhi de la mia donna si move (58), ma qui il poeta assegna la donna al cielo (v. 12). È notevole, però, che Dante non usi lume, bensì lumiera una forma comune nella poesia del Duecento (spesso rimata con ciera/cera), ma già al tempo di Dante meno diffusa (Doebler 2005). Infatti, questa è l'unica volta che Dante usa lumiera, Commedia inclusa. Quindi, è lumiera più simile filosoficamente a luce o a lume? Dato la somiglianza con la radice latina lumen, lumiera dovrebbe essere sinonimo di lume. Però, l'uso con una donna celeste è più tipico degli esempi di luce. Forse lumiera è un ibrido o visto che non fa parte del solito lessico dantesco è un riferimento conscio alla lirica duecentesca e quindi la distinzione fra luce e lume non è tenuta in conto. 38

11 Gianpiero W. DOEBLER Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce... LUCE SECONDO IL MODELLO Rispetto a luce, è importante distinguere fra i casi dove la voce è usata come sostantivo e la forma verbale. Per essere parallela e omogenea all'indagine su lume, la presente analisi considera luce come sostantivo. 14 Nella Vita Nuova, Dante non usa lume né nella prosa, né nella poesia. 15 È possibile che, al tempo della Vita Nuova, Dante non avesse ancora una concezione matura della struttura filosofica. 16 Tuttavia, sembra che Dante avesse già una consapevolezza della connotazione divina o celeste di luce, come si vede nei due esempi seguenti: Vita Nuova, XXXI [Li occhi dolenti per pietà del core] 1 Ita n' è Beatrice 'n l' alto cielo, 15 nel reame ove li angeli hanno pace, e sta con loro; e voi, donne, ha lassate: no la ci tolse qualità di gelo né di calore, come l' altre face, ma solo fue sua gran benignitate; 20 ché luce de la sua umilitate passò li cieli con tanta vertute, che fe' maravigliar l'etterno sire, In questo sonetto l'unico in cui appare il nome di Beatrice i legami fra la morte Beatrice ed il cielo sono evidenti e rafforzati quasi in ogni verso. Benché abbia «umilitate», è naturale che l'illuminazione che origina da Beatrice sia caratterizzata come luce. Vita Nuova, XXXIII [Quantunque volte, lasso! mi rimembra] perché 'l piacere de la sua bieltate, 20 partendo sé da la nostra veduta, divenne spirital bellezza grande, che per lo cielo spande luce d'amor, che li angeli saluta 39

12 Tenzone nº e lo intelletto loro alto, sottile 25 face maravigliar, sí v' è gentile. Qui non c'è una donna intermedia. La luce viene direttamente dall'amore, dal cielo. Questo è probabilmente il caso più evidente di concordanza con il modello. L'uso di spande è coerente con la citazione di Tommaso sopra riportata. Anche quando la rima ha un tono doloroso e il poeta si lamenta, la natura celeste di luce è rispettata, come nell esempio che segue: 16 (C:21) Lo doloroso amor che mi conduce a ffin di morte per piacer di quella che lo mio cor solea tener gioioso m'ha tolto e toglie ciascun dì la luce che avean gli occhi miei di tale stella 5 che non credea di lei mai star doglioso; Nella canzone Poscia ch'amor del tutto m'ha lasciato, la luce è sia componente fondamentale del sole sia il suo prodotto. Entrambi i casi nella canzone concordano con il modello. 11 (C:30) [Poscia ch'amor del tutto m'ha lasciato,] Sollazzo è che convene con esso amore e l'opera perfetta: 90 da questo terzo retta è leggiadria e in esser dura, sì come il sole al cui esser s'adduce lo calore e la luce co lla perfetta sua bella figura. 95 Al gran pianeto è tutta simigliante che, dal levante avante infino a tanto che s'asconde co li bei raggi infonde vita e vertù qua giuso 100 ne la matera sì com'è disposta: 40

13 Gianpiero W. DOEBLER Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce... [ ] Oh falsi cavalier, malvagi e rei, nemici di costei ch'al prenze delle stelle s'assomiglia! Dona e riceve l'om cui questa vole, 115 mai non se n dole, né 'l sole per donar luce alle stelle né per prender da elle nel suo effetto aiuto; ma l'uno e l'altro in ciò diletto tragge. Si nota che il meccanismo descritto nei vv riflette la filosofia della luce in cui il sole dirige i «bei raggi [ ] qua giuso / ne la matera». Dante riprende questa terminologia qualche anno dopo nel passo del Convivio già discusso («Onde vedemo lo sole, che discendendo lo raggio suo qua giù, reduce le cosa a sua similitudine di lume».) LUCE E LUME INSIEME Consideriamo adesso un verso dove tutti e due termini sono usati. Nella ballata «I' mi son pargoletta bella e nova, l'uso di luce si conforma perfettamente con il modello. Il parlante la pargoletta annuncia «Io fui del cielo, e tornerovi ancora». È naturale, dunque, che la sua luce, e non il lume, susciti «altrui diletto». 22 (C:34) «I' mi son pargoletta bella e nova, e son venuta per mostrare altrui De le bellezze del loco ond'io fui. Io fui del cielo, e tornerovi ancora per dar de la mia luce altrui diletto; 5 e chi mi vede e non se ne innamora d'amor non averà mai intelletto, ché non gli fu in piacer alcun disdetto quando Natura mi chiese a Colui che volle, donne, accompagnarmi a voi. 10 Ciascuna stella negli occhi mi piove 41

14 Tenzone nº del lume suo e de la sua vertute; le mie bellezze sono al mondo nove, però che di là su mi son venute: Però, l'uso di lume al verso 12 è problematico. Secondo il modello, l'aspettativa sarebbe che ciascuna stella negli occhi di questa donna celeste piovesse la sua luce ma invece non lo fa. Si nota che ne lo doloroso amor che mi conduce (si veda sopra), le stelle, come oggetti celesti, danno luce. È importante notare che benché stabilisca «del lume suo» per il v. 12, De Robertis indica che una famiglia di manoscritti ha «de la tua luce» in questo luogo (De Robertis 2002: 266). Dante stesso dice nel Convivio II, vi, 9 che «luce non sia se non ne la parte de la stella». Foster e Boyde vedono un legame fra questa citazione e il lume del verso 12 (Foster and Boyde 1967: 188). Se Dante intende lume qui (dove luce funzionerebbe ugualmente bene rispetto alla metrica), la scelta non è del tutto chiara. 17 L'altra rima dove entrambi i termini appaiono è la canzone E' m'incresce di me sì duramente, i cui primi 30 versi parlano degli occhi della donna amata. Anche qui, nel verso 16, gli occhi parlando direttamente al poeta dicono «Nostro lume porta pace». Nel contesto di questa canzone, però, la voce poetica parla degli «occhi micidiali» (v. 49) di una donna terrena che «si lamenta / d'amore, che fuor d'esto mondo la caccia» (vv ). Quindi, questo lume si comporta coerentemente con il modello. Rispetto a luce, la voce poetica racconta come, a prima vista della donna quando erano giovani (ricordando il momento quando il giovane Dante vede Beatrice nella Vita Nuova): 10 (C:20) [E' m'incresce di me sì duramente,] ch'a tutte mie virtù fu posto un freno subitamente, sì ch'io caddi in terra, per una luce che nel cuor percosse: 65 e se 'l libro non erra,

15 Gianpiero W. DOEBLER Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce... lo spirito maggior tremò sì forte che parve ben che morte per lui in questo mondo giunta fosse: ma or ne 'ncresce a quei che questo mosse. 70 È vero che la comparsa di questa donna risulta nella reazione del parlante. Però, il poeta non attribuisce la luce a lei cioè, non descrive la luce come un elemento che proviene dai suoi occhi o una cosa di cui la donna è conscia (come in «I' mi son pargoletta bella e nova»). Invece, il testo suggerisce che la fonte di questa sensazione sia «quei [quelli] che questo mosse» (v. 70), dove quei, secondo Contini (1965: 65), significa il Creatore. Quindi, è possibile che la luce che il poeta si sente nel cuore sia di origine divina, e anche questo caso si conforma al modello. CASI PARTICOLARI È opportuno notare alcuni casi che, a prima vista, sembrano non conformarsi al modello. Nell'unico sonetto politico di Dante, (Se vedi li occhi miei di pianger vaghi, sulla morte dell imperatore Arrigo VII), Dante si rivolge a un «Signore» che non è né Dio né Amore bensì Arrigo stesso. Non sorprende, dunque, che Dante usi lume. Però, la parola appare in una locuzione inaspettata: «lume del cielo». 25 (C:48) [Se vedi li occhi miei di pianger vaghi] e messo ha di paura tanto gelo nel cor de' tuo' fedei che ciascun tace. Ma ttu, foco d'amor, lume del cielo, 11 questa vertù che nuda e fredda giace levala sù vestita del tuo velo, ché ssanza lei non è in terra pace. 14 La combinazione di lume e cielo sembra non concordare con il modello. Forse in un contesto politico, Dante non sentiva l'obbligo di mantenere la distinzione filosofica. D'altra parte, può darsi che 43

16 Tenzone nº Dante si riferisca al «cielo» perché suppone che Arrigo sia lì. Però, è più probabile che Dante intenda lodare Arrigo come una figura che, in terra, ha ricevuto il lume che è sceso dal cielo. Dante riserverà un posto di onore assoluto per Arrigo nella rosa celeste di Paradiso XXX (e lo loderà anche in Paradiso XVII). 18 È importante anche ricordare che questo sonetto è forse stato scritto tardi, e tradizionalmente è collocato fra la produzione poetica dantesca oltre la Commedia. Arrigo VII è morto nel 1313 cioè, dopo che l'inferno e il Purgatorio erano stati compiuti. Se Dante aveva già iniziato ad usare accezioni molteplici di luce e lume nella Commedia, forse questo nuovo atteggiamento può aver influenzato anche le sue ultime rime. Un altro caso particolare è la canzone-sestina Amor, tu vedi ben che questa donna (8, C:45) anch'essa una delle rime petrose. Qui Dante usa luce come una delle sei parole rima tredici volte in totale. Senza esaminare tutti i casi, è sufficiente notare che fra i tredici casi, tre sono forme verbali e non non ci si aspetta che concordino con il modello. Fra gli altri dieci casi, otto sembrano seguire la formula (per es., v. 43: Degli occhi suoi mi vien la dolce luce, e a vv , l'inabilità di una pietra a produrre la luce). In un altro caso, luce rappresenta lo sguardo del poeta stesso uno sguardo presumibilmente terreno. Più in avanti, luce è metonimica e rappresenta il giorno (contrapposta alla notte [v. 46]). Le molteplici accezioni sono più comprensibili se consideriamo che questa sestina era particolare anche secondo Dante stesso. Questa diversità di accezioni può essere il risultato della sperimentazione strutturale che Dante fa in questa sestina, forse il poeta non si sentiva costretto a stabilire la solita coerenza semantica. Dante fa un breve riferimento alla sestina alla fine di De vulgari eloquentia, dove spiega: 44 Tria ergo sunt que circa rithimorum positionem potiri dedecet aulice poetantem: nimia scilicet eiusdem rithimi repercussio, nisi forte novum aliquid atque intentatum artis hoc sibi preroget ut

17 Gianpiero W. DOEBLER Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce... nascentis militie dies, qui cum nulla prerogativa suam indignatur preferire dietam: hoc etenim nos facere nisi sumus ibi: Amor, tu vedi ben che questa donna (DVE, II, xiii, 13). 19 Nelle sue note, Contini conferma che quest'opera è un «esemplare unico» nel senso che è «una sestina rinterzata o doppia» (Contini 1965: 160). Quindi, visto che è un esempio esplicito di una «novità mai tentata di tecnica», forse è normale che non vi sia fino in fondo una coerenza semantica e filosofica. Quest'analisi si limita alla poesia di Dante senza prendere in considerazione la Commedia. Questa è una prima parte di un lavoro più ampio che analizzerà, fra altro, la maniera in cui anche la poesia dei contemporanei (e predecessori) di Dante rispecchia la filosofia medievale della luce, la persistenza delle distinzioni dopo Dante cioè, il modo in cui scrittori del Tre-Quattrocento o mantengono le distinzioni o le usano per innovazioni semantiche. Inoltre, il lavoro esaminerà anche l'uso, nelle Rime e altrove, delle altre parole pertinenti alla filosofia della luce: raggi, splendore, ecc. Una lettura attenta rivela l'influenza della filosofia medievale della luce nelle Rime di Dante. È evidente che Dante usa luce e lume non come libere scelte artistiche, ma come termini tecnici (anche se flessibili) che descrivono non solo la natura dell'illuminazione di cui il poeta parla, ma la natura dei suoi soggetti poetici per esempio, la donna celeste rispetto a quella terrena. Anche se esistono eccezioni e casi ancora da spiegare pienamente, l'apparente solidità della struttura suggerisce fortemente che la differenza era ben presente a Dante. Le ricerca che mi propongo di affrontare in futuro credo che rivelerà altre sfumature letterarie delle distinzioni fra luce e lume che per secoli sono state dimenticate o, potremmo dire, oscurate. 45

18 Tenzone nº NOTE 1 I numerosi esempi di luce e lume nella Commedia meritano uno studio proprio che mi propongo di affrontare successivamente. 2 Le traduzioni comuni in italiano e in inglese utilizzano una voce sola per lux e lumen: Italiano (Nuova riveduta): Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». English (New Revised Standard): "Again Jesus spoke to them, saying, 'I am the light of the world. Whoever follows me will never walk in darkness but will have the light of life.'" 3 Federici Vescovini (1965:25) nota che Bartolomeo da Bologna discute molto questo verso nel suo Tractatus de luce del secondo Duecento. 4 «Illuminazione» è usata qui solo per indicare il fenomeno senza l'uso di luce o lume. Si trova «luce del mondo» anche in Matteo 5:14; Giovanni 9:5 e 2Corinzi 4:4. 5 Per una discussione comprensiva delle teorie filosofiche della luce fino al XIV secolo, e le distinzioni fra di loro, si veda Federici Vescovini 1965, soprattutto cap. I-II. 6 Le opere principali sulla luce scritte fra il primo Duecento ed il tempo di Dante includono Tommaso, In Aristotelis Librum De Anima Commentarium; Roberto Grossatesta, de Luce; Alberto Magno, de Anima; Bartolomeo da Bologna, Tractatus de luce. 7 Le opere sulla luce di questi autore includono Agostino, de Genesi ad litteram; pseudo-dionigi, de Divinis nominibus; pseudo-avicenna, de Anima; pseudo- Vitellione, De intelligentiis. Federici Vescovini (1965:19) nota che opere comunemente attribuite ad Avicenna e Vitellione risalgono alle loro epoche, ma i veri autori non sono individuabili. 8 Il primato della luce nella filosofia di Grossatesta è basato su questo verso. 9 Grossatesta 1912; 56, citato anche in Federici Vescovini 1965: Vasoli e De Robertis (1979: ) menzionano i testi filosofici qui citati (Grosseteste escluso). Inoltre, Busnelli e Vandelli (1964: 416) notano i legami fra questo brano e Summa contra Gentiles di Tommaso e de Causis et processu univertatis di Alberto Magno. 11 Ecco le rime in cui Dante usa luce e/o lume: 46

19 Gianpiero W. DOEBLER Non mi può far ombra: Le distinzioni fra luce... Rime con luce: Degli occhi de la mia donna si move 58 (C:18); Di donne io vidi una gentil schiera 60 (C:22); Al poco giorno e al gran cerchio d ombra 7 (C:44); Tre donne intorno al cor mi son venute 13 (C:47); Se vedi li occhi miei di pianger vaghi 25 (C:48); Doglia mi reca ne lo core ardire 14 (C:49); Amor, da che convien pur ch io mi doglia 15 (C:53); Donne, i non so di ch i mi prieghi Amore, d.2 (C:61). Rime con lume: Li occhi dolenti per pietà del core (Vita Nuova XXXI); Quantunque volte, lasso!, mi rimembra (Vita Nuova XXXIII); Oltre la spera che più larga gira (Vita Nuova XLI); Lo doloroso amore che mi conduce 16 (C:21); Poscia ch Amore del tutto m ha lasciato, 11 (C:30); Amor, che movi tua vertù da cielo 5 (C:37); Amor, tu vedi ben che questa donna 8 (C:45); Amor che ne la mente mi ragiona 3 (Convivio III); «Non piango tanto il non poter vedere d.17 (C:78). Rime con luce e lume: E m incresce di me sì duramente 10 (C:20); «I mi son pargoletta bella e nova, 22 (C:34). «Opera del vocabolario italiano (OVI)», Base di dati dell'italiano antico (ARTFL Project). Notre Dame University. 12 I testi e la numerazione qui sono quelli di De Robertis (2002: vol. 3). Per facilitare la ricerca e gli eventuali confronti, indico anche la numerazione di Contini 1965 (segnalata con una C). Anche i testi della Vita Nuova sono quelli di De Robertis (1995). 13 Benché Contini riconosca la pluralità delle letture, ritiene che gran lume riferisca al sole e che lume sia il soggetto. Per quanto riguarda l'azione, Contini favorisce una lettura dove l'ombra è tolta dalla «perpendicolarità dei raggi» invece di una bruciatura della fronda. Riconosce, ma non accetta, la posizione di Casari. 14 Un'analisi susseguente delle forme dei verbi lucere e illuminare potrebbe determinare se anch essi concordano con il sistema. 15 «Opera del vocabolario italiano (OVI)», Base di dati dell'italiano antico (ARTFL Project), Notre Dame University. 16 Rispetto ai vv. 5-8 di Oltre la spera che più larga gira (Vita Nuova XLI), (Quand'elli è giunto là dove disira, / vede una donna che riceve onore, / e luce sì, che per lo suo splendore / lo peregrino spirito la mira), De Robertis (1995: 245) sostiene: «La distinzione tra luce («fontale») e splendore (riflesso) di cui a Conv., III, xiv, 4-5 e Par., I, 1-4, benché sollecitata dall'accostamento nel verso, è qui prematura». Foster e Boyde (1967: 156) affermano lo stesso. 17 Si può ipotizzare che nella concezione dantesca le stelle siano simili anche se sempre subordinate al sole e che la loro luminescenza non sia paragonabile al sole 47

20 Tenzone nº o alle donne e, quindi, lume sia giusto. Però, quest'ipotesi è problematica, perché qui Dante parla delle stelle negli occhi della donna e, altrove, le stelle danno luce. 18 Par. XVII:82-87(Cacciaguida sta parlando): Par. XXX: (Beatrice sta parlando): ma pria che 'l Guasco l'alto Arrigo inganni, E 'n quel gran seggio a che tu li occhi tieni parran faville de la sua virtute per la corona che già v'è sù posta, in non curar d'argento né d'affanni. prima che tu a queste nozze ceni, Le sue magnificenze conosciute sederà l'alma, che fia giù agosta, saranno ancora, sì che ' suoi nemici de l'alto Arrigo, ch'a drizzare Italia non ne potran tener le lingue mute. verrà in prima ch'ella sia disposta. Dante fa riferimento ad Arrigo anche in Purg. VI: come il successore di «Alberto tedesco» (Alberto I d'austria, re di Germania). Questi brani parlano del futuro perché nel 1300, quando il viaggio dantesco si svolge, Arrigo VII non è ancora re (succederà nel 1309) o imperatore (1312), tanto meno morto (1313). 19 «Tre dunque sono i procedimenti di cui è sconveniente che il poeta aulico faccia uso per quanto concerne la collocazione delle rime: vale a dire l'eccessivo ripetersi del suono di una stessa rima, a meno che proprio in ciò non consista l'affermazione di una qualche novità mai tentata di tecnica [ ] quanto in effetti noi abbiamo tentato di fare in questa poesia: Amor, tu vedi ben che questa donna». (Mengaldo 1979: ). 48

Dante Alighieri, Oltre la sfera che più larga gira

Dante Alighieri, Oltre la sfera che più larga gira Dante Alighieri, Oltre la sfera che più larga gira Analisi della poesia Il testo e la parafrasi La prima strofa verso 1 Oltre la sfera che gira più larga Dante concepisce la Terra immobile al centro dell'universo.

Dettagli

Dante Alighieri 1265-1321

Dante Alighieri 1265-1321 Dante Alighieri 1265-1321 La vita Anni Eventi 1265 Nasce a Firenze da una famiglia nobile decaduta 1289 Frequenta i poeti stilnovisti 1295 Inizia l attività politica in Firenze; è un guelfo bianco 1301

Dettagli

LA BIBBIA. composto da 46 libri, suddivisi in Pentateuco Storici Sapienziali Profetici 5 16 7 18

LA BIBBIA. composto da 46 libri, suddivisi in Pentateuco Storici Sapienziali Profetici 5 16 7 18 GRUPPOQUINTAELEMENTARE Scheda 02 LA La Parola di Dio scritta per gli uomini di tutti i tempi Antico Testamento composto da 46 libri, suddivisi in Pentateuco Storici Sapienziali Profetici 5 16 7 18 Nuovo

Dettagli

BEATI VOI MI FA#-7 LA MI LA MI FA#-7 LA6 MI LA Beati voi, beati voi, beati voi, beati voi. BEATI VOI

BEATI VOI MI FA#-7 LA MI LA MI FA#-7 LA6 MI LA Beati voi, beati voi, beati voi, beati voi. BEATI VOI BEATI VOI MI FA#-7 LA MI LA MI FA#-7 LA6 MI LA MI FA#-7 Se sarete poveri nel cuore, beati voi: LA6 MI sarà vostro il Regno di Dio Padre. MI FA#-7 Se sarete voi che piangerete, beati voi, LA6 MI perché

Dettagli

Canti per i funerali. Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese

Canti per i funerali. Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese Canti per i funerali Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese SYMBOLUM 77 (84) 1. Tu sei la mia vita, altro io non ho Tu sei la mia strada, la mia verità Nella tua parola io camminerò

Dettagli

Parrocchia San Paolo Apostolo Crotone

Parrocchia San Paolo Apostolo Crotone Parrocchia San Paolo Apostolo Crotone 1 ANNO CATECHISMO 2014-2015 Alla Scoperta di Gesù SUSSIDIO SCHEDE RISCOPERTA DEL BATTESIMO 1 NOME COGNOME Le mie catechiste NOME COGNOME Telefono NOME COGNOME Telefono

Dettagli

La tua Parola, Signore, è Luce alla mia strada

La tua Parola, Signore, è Luce alla mia strada La tua Parola, Signore, è Luce alla mia strada Che cos è la Lectio divina La Lectio Divina è l esercizio ordinato dell ascolto personale della Parola. ESERCIZIO: è qualcosa di attivo e, per questo, è importante.

Dettagli

17 gennaio 2014. Dio disse: Sia la luce. Ma quale luce, se il sole viene creato il terzo giorno?

17 gennaio 2014. Dio disse: Sia la luce. Ma quale luce, se il sole viene creato il terzo giorno? 1 17 gennaio 2014 Introduzione al quarto incontro L introduzione è relativa a uno studio nuovo, che ho fatto, e ci introduce nella Scrittura per quanto riguarda il respiro: sono i primi cinque versetti

Dettagli

La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio

La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio CREDO IN GESÙ CRISTO, IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio Incominciamo a sfogliare il Catechismo della Chiesa Cattolica. Ce ne sono tante edizioni. Tra le mani abbiamo

Dettagli

Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Perugia. Corso di Psichiatria. Massimo Piccirilli

Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Perugia. Corso di Psichiatria. Massimo Piccirilli Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Perugia Corso di Psichiatria Massimo Piccirilli Psichiatria branca della medicina che tratta della prevenzione, diagnosi e cura delle malattie mentali E difficile

Dettagli

CANTI PER LA SANTA MESSA DI NATALE 25 Dicembre 2014

CANTI PER LA SANTA MESSA DI NATALE 25 Dicembre 2014 CANTI PER LA SANTA MESSA DI NATALE 25 Dicembre 2014 ADESTE FIDELES Adeste fideles Læti triumphantes Venite, venite in Bethlehem Natum videte Regem angelorum Venite adoremus, Venite adoremus, Venite adoremus

Dettagli

«Il Padre vi darà un altro Paraclito»

«Il Padre vi darà un altro Paraclito» LECTIO DIVINA PER LA VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) Di Emio Cinardo «Il Padre vi darà un altro Paraclito» Gv 14,15-21 Lettura del testo Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21) In quel tempo, Gesù disse

Dettagli

Come ricercare i riferimenti biblici

Come ricercare i riferimenti biblici Come ricercare i riferimenti biblici Spesso è praticamente impossibile trovare qualcosa nella cucina di certe persone che vivono da sole: la farina si trova nel recipiente dello zucchero, il thé è riposto

Dettagli

COS È UNA EQUIPES NOTRE DAME. Allegato alla Carta delle Equipes Notre-Dame

COS È UNA EQUIPES NOTRE DAME. Allegato alla Carta delle Equipes Notre-Dame COS È UNA EQUIPES NOTRE DAME Allegato alla Carta delle Equipes Notre-Dame Cos è una Equipe Notre-Dame 1 - Un progetto Vieni e seguimi : questa chiamata, Cristo la rivolge a ciascuno di noi, a ciascuna

Dettagli

Scuola poetica siciliana

Scuola poetica siciliana Scuola poetica siciliana La scuola poetica siciliana, sorta attorno al 1230 nella corta dell l'imperatore e re di Sicilia Federico II di Svevia, produsse la prima lirica in volgare italiano. L attività

Dettagli

1. LA MOTIVAZIONE. Imparare è una necessità umana

1. LA MOTIVAZIONE. Imparare è una necessità umana 1. LA MOTIVAZIONE Imparare è una necessità umana La parola studiare spesso ha un retrogusto amaro e richiama alla memoria lunghe ore passate a ripassare i vocaboli di latino o a fare dei calcoli dei quali

Dettagli

BENEDIZIONE DELLE MAMME E DEI PAPÀ IN ATTESA

BENEDIZIONE DELLE MAMME E DEI PAPÀ IN ATTESA I A6 BENEDIZIONE DELLE MAMME E DEI PAPÀ IN ATTESA Parrocchia Domenica CANTO D INIZIO NEL TUO SILENZIO Nel tuo silenzio accolgo il mistero venuto a vivere dentro di me, sei tu che vieni, o forse è più vero

Dettagli

http://www.veronicaetony.com/download/accordivet.pdf http://www.veronicaetony.com/download/ascoltamp3.zip

http://www.veronicaetony.com/download/accordivet.pdf http://www.veronicaetony.com/download/ascoltamp3.zip Scarica questo libretto Ascolta le canzoni in MP3 http://www.veronicaetony.com/download/accordivet.pdf http://www.veronicaetony.com/download/ascoltamp3.zip Canti con accordi 1 Lo spirito e la sposa z do

Dettagli

Dante nella selva oscura

Dante nella selva oscura Dante nella selva oscura Da La Divina Commedia Inferno, Canto 1 I.I.S. G. Cantoni Treviglio (BG) classi 4 A-4 E a.s. 2012/2013 Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, 3 ché

Dettagli

La rivelazione della Parola di Dio

La rivelazione della Parola di Dio Domenica, 26 settembre 2010 La rivelazione della Parola di Dio Salmo 119:130- La rivelazione delle tue parole illumina; rende intelligenti i semplici. Apro la bocca e sospiro, per il desiderio dei tuoi

Dettagli

SCUOLA DELLA FEDE [4] La risposta dell uomo a Dio [5.03. 2013]

SCUOLA DELLA FEDE [4] La risposta dell uomo a Dio [5.03. 2013] SCUOLA DELLA FEDE [4] La risposta dell uomo a Dio [5.03. 2013] 1. La risposta a Dio che ci parla; a Dio che intende vivere con noi; a Dio che ci fa una proposta di vita, è la fede. Questa sera cercheremo

Dettagli

LOCUZIONI AL MONDO. Il mistero di ogni persona (22/4/2013 24/4/2013) Testi tradotti dai messaggi originali pubblicati sul sito Locutions to the World

LOCUZIONI AL MONDO. Il mistero di ogni persona (22/4/2013 24/4/2013) Testi tradotti dai messaggi originali pubblicati sul sito Locutions to the World LOCUZIONI AL MONDO Il mistero di ogni persona (22/4/2013 24/4/2013) Testi tradotti dai messaggi originali pubblicati sul sito Locutions to the World 2 Sommario 1. La decisione della SS. Trinità al tuo

Dettagli

Mario Basile. I Veri valori della vita

Mario Basile. I Veri valori della vita I Veri valori della vita Caro lettore, l intento di questo breve articolo non è quello di portare un insegnamento, ma semplicemente di far riflettere su qualcosa che noi tutti ben sappiamo ma che spesso

Dettagli

Perché gli Angeli sono tornati? E un dato di fatto gli Angeli siano oggi tornati nel mondo, dopo almeno 500 anni di latitanza.

Perché gli Angeli sono tornati? E un dato di fatto gli Angeli siano oggi tornati nel mondo, dopo almeno 500 anni di latitanza. Perché gli Angeli sono tornati? E un dato di fatto gli Angeli siano oggi tornati nel mondo, dopo almeno 500 anni di latitanza Statistiche alla mano, si può affermare che il 60% della popolazione mondiale

Dettagli

1) Scheda della poesia (percezione globale) 2) Verifica e/o consolidamento dei prerequisiti. 3) 1 lettura: contenuto, in generale, della poesia

1) Scheda della poesia (percezione globale) 2) Verifica e/o consolidamento dei prerequisiti. 3) 1 lettura: contenuto, in generale, della poesia NLISI DEL TESTO LE FSI DI LVORO 1) Scheda della poesia (percezione globale) 2) Verifica e/o consolidamento dei prerequisiti 3) 1 lettura: contenuto, in generale, della poesia 4) 2 lettura: spiegazione,

Dettagli

AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA

AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA HEAL YOUR LIFE WORKSHOP 4/5 OTTOBRE 2014 PRESSO CENTRO ESTETICO ERIKA TEMPIO D IGEA 1 E il corso dei due giorni ideato negli anni 80 da Louise Hay per insegnare il

Dettagli

Il Credo Il Cristiano è una persona che crede che Gesù Cristo quel Gesù lì è il suo Creatore, è il suo Dio

Il Credo Il Cristiano è una persona che crede che Gesù Cristo quel Gesù lì è il suo Creatore, è il suo Dio Il Credo Il Credo Il Cristiano è una persona che crede che Gesù Cristo, nato da Maria, nato a Betlemme, vissuto a Nazareth, quel Gesù di cui parlano i vangeli di Matteo, Marco, Luca, Giovanni, quel Gesù

Dettagli

UN LIBRO CHE ANNUNCIA.. LA GIOIA DEL NATALE ... VANGELO NASCITA NATALE GESU GIOIA FESTA. Parole chiave. Novembre-dicembre

UN LIBRO CHE ANNUNCIA.. LA GIOIA DEL NATALE ... VANGELO NASCITA NATALE GESU GIOIA FESTA. Parole chiave. Novembre-dicembre UN LIBRO Novembre-dicembre CHE ANNUNCIA..... LA GIOIA DEL NATALE VANGELO NASCITA NATALE GESU GIOIA FESTA Parole chiave SEGNI E SIMBOLI DELLA FESTA DI NATALE nella borsina ci sono due scatole che contengono

Dettagli

PREGHIERE per la Corona del Discepolo a 33 grani

PREGHIERE per la Corona del Discepolo a 33 grani PREGHIERE per la Corona del Discepolo a 33 grani PREGHIERE PER LA CORONA DEL DISCEPOLO A 33 GRANI Editrice Shalom 31.05.2015 Santissima Trinità Libreria Editrice Vaticana (testi Sommi Pontefici), per gentile

Dettagli

Quanti nuovi suoni, colori e melodie, luce vita e gioia ad ogni creatura splende la sua mano forte e generosa, perfetto è ciò che lui fa

Quanti nuovi suoni, colori e melodie, luce vita e gioia ad ogni creatura splende la sua mano forte e generosa, perfetto è ciò che lui fa TUTTO CIO CHE FA Furon sette giorni così meravigliosi, solo una parola e ogni cosa fu tutto il creato cantava le sue lodi per la gloria lassù monti mari e cieli gioite tocca a voi il Signore è grande e

Dettagli

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Commento al Vangelo Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione fra Luca Minuto Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte

Dettagli

Maurizio Albanese DONARE È AMARE!

Maurizio Albanese DONARE È AMARE! Donare è amare! Maurizio Albanese DONARE È AMARE! raccolta di poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Maurizio Albanese Tutti i diritti riservati Ai miei genitori Santo e Maria L associazione Angeli

Dettagli

IL SIGNORE È VICINO A CHI HA IL CUORE FERITO

IL SIGNORE È VICINO A CHI HA IL CUORE FERITO IL SIGNORE È VICINO A CHI HA IL CUORE FERITO Come mai chiedi da bere a me? Domenica 9 Novembre 2014 DIOCESI DI MILANO SERVIZIO PER LA FAMIGLIA DECANATO SAN SIRO Centro Rosetum Via Pisanello n. 1 h. 16.30

Dettagli

A cura di Chiesacattolica.it e LaChiesa.it

A cura di Chiesacattolica.it e LaChiesa.it XI DOMENICA PRIMA LETTURA Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai. Dal secondo libro di Samuèle 12, 7-10.13 In quei giorni, Natan disse a Davide: «Così dice il Signore, Dio d Israele: Io ti

Dettagli

============================================ II DOMENICA DOPO NATALE (ANNO C) ======================================================================

============================================ II DOMENICA DOPO NATALE (ANNO C) ====================================================================== -------------------------------------------------- LA LITURGIA DEL GIORNO 03.01.2016 Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Bianco ============================================ II DOMENICA

Dettagli

INTERVENTO ALLENATORI-DIRIGENTI CSR Introduzione ai tre appuntamenti di formazione 9 gennaio 2010.

INTERVENTO ALLENATORI-DIRIGENTI CSR Introduzione ai tre appuntamenti di formazione 9 gennaio 2010. INTERVENTO ALLENATORI-DIRIGENTI CSR Introduzione ai tre appuntamenti di formazione 9 gennaio 2010. Introduzione E appena passato il tempo delle feste. Tradizionale è lo scambio di regali Quale il regalo

Dettagli

l intervento, la ricerca che si sta progettando)

l intervento, la ricerca che si sta progettando) Definizione delle motivazioni che richiedono l attuazione del progetto (contesto e target) Il motivo è quello di lasciare a tutti un pensiero sull essere felici. Definizione chiara e coerente degli obiettivi

Dettagli

IL CORPO, LA MENTE, LA COMUNICAZIONE

IL CORPO, LA MENTE, LA COMUNICAZIONE IL CORPO, LA MENTE, LA COMUNICAZIONE. Sai che cosa è la propriocezione? SI SENTIRE TUTTE LE PARTI DEL PROPRIO CORPO IN TESTA. Quindi essere padrone delle singole parti del proprio corpo in ogni momento

Dettagli

Novena di Natale 2015

Novena di Natale 2015 Novena di Natale 2015 io vidi, ed ecco, una porta aperta nel cielo (Apocalisse 4,1) La Porta della Misericordia Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste, e

Dettagli

Adorazione Eucaristica

Adorazione Eucaristica Adorazione Eucaristica Pregare come i Santi I santi sono coloro che hanno creduto e vissuto con amore il mistero di Cristo. Essi hanno saputo vivere nel difficile nascondimento la preghiera, sottratta

Dettagli

Occhi, naso, bocca, orecchie, mani... per pregare

Occhi, naso, bocca, orecchie, mani... per pregare Il Signore ci fa suoi messaggeri Abbiamo incontrato Gesù, ascoltato la sua Parola, ci siamo nutriti del suo Pane, ora portiamo Gesù con noi e viviamo nel suo amore. La gioia del Signore sia la vostra forza!

Dettagli

SPIRITO SANTO E MATRIMONIO NEL PENSIERO DI GIOVANNI PAOLO II. Don Przemyslaw Kwiatkowski

SPIRITO SANTO E MATRIMONIO NEL PENSIERO DI GIOVANNI PAOLO II. Don Przemyslaw Kwiatkowski SPIRITO SANTO E MATRIMONIO NEL PENSIERO DI GIOVANNI PAOLO II Don Przemyslaw Kwiatkowski Ciao a tutti! Siamo Alberto e Silvia di Cherasco, in Piemonte e siamo sposati da quasi 6 anni. E noi siamo Alberto

Dettagli

Racconto dell infanzia di Gesù (solo su Lc e Mt) Parabola Racconto di segni-miracoli Racconto di risurrezione

Racconto dell infanzia di Gesù (solo su Lc e Mt) Parabola Racconto di segni-miracoli Racconto di risurrezione 3) ANALISI DI UN TESTO BIBLICO Scegli uno tra i due testi biblici qui sotto proposti e completa la tabella 1. Lc 2,1-20 La nascita di Gesù Chi è l evangelista? In quale lingua ha redatto il vangelo? Per

Dettagli

GESU E UN DONO PER TUTTI

GESU E UN DONO PER TUTTI GESU E UN DONO PER TUTTI OGGI VIENE ANCHE DA TE LA CREAZIONE IN PRINCIPIO TUTTO ERA VUOTO E BUIO NON VI ERANO NE UOMINI NE ALBERI NE ANIMALI E NEMMENO CASE VI ERA SOLTANTO DIO NON SI VEDEVA NIENTE PERCHE

Dettagli

PARROCCHIA SACRO CUORE FESTA DEL PERDONO TI STRINGEVO TRA LE BRACCIA

PARROCCHIA SACRO CUORE FESTA DEL PERDONO TI STRINGEVO TRA LE BRACCIA PARROCCHIA SACRO CUORE FESTA DEL PERDONO TI STRINGEVO TRA LE BRACCIA 2 maggio 2015 Canto iniziale Cel. Nel nome del Padre TI PORTAVO IN BRACCIO Una notte un uomo fece un sogno. Sognò che stava camminando

Dettagli

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione I poeti generalmente amano i gatti, perché i poeti non nutrono dubbi sulla loro superiorità. Marion C. Garrety che per prima leggi nel mio dolore e silenziosamente ti offri a lenirlo senza chiedere nulla

Dettagli

UN FIORE APPENA SBOCCIATO

UN FIORE APPENA SBOCCIATO UN FIORE APPENA SBOCCIATO "Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). uesto verso racchiude tutto

Dettagli

ANGELA RAINONE POESIE

ANGELA RAINONE POESIE 1 ANGELA RAINONE POESIE EDIZIONE GAZZETTA DIE MORRESI EMIGRATI Famiglia Rainone Angela Lugano Svizzera 2 3 PREFAZIONE Tra i giovani che hanno sporadicamente inviato delle poesie per pubblicarle sulla Gazzetta

Dettagli

La Bibbia. Le versioni delle Sacre Scritture

La Bibbia. Le versioni delle Sacre Scritture Con il diffondersi del Cristianesimo si rese necessario tradurre le Sacre Scritture nelle lingue più diverse per venire incontro alle necessità di quei credenti che non conoscevano l'ebraico e l'aramaico;

Dettagli

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19 01 - Voglio Di Piu' Era li', era li', era li' e piangeva ma che cazzo hai non c'e' piu',non c'e' piu',non c'e' piu' e' andato se ne e' andato via da qui Non c'e' niente che io possa fare puoi pensarmi,

Dettagli

BREVE STORIA DELLA LINGUA ITALIANA

BREVE STORIA DELLA LINGUA ITALIANA BREVE STORIA DELLA LINGUA ITALIANA Introduzione. Nei film del Neorealismo, spesso gli attori non parlano in italiano standard, ma parlano in dialetto. Cosa sono i dialetti? Come sono nati? 1. Dal latino

Dettagli

ESSERE FELICI E MEGLIO!

ESSERE FELICI E MEGLIO! ESSERE FELICI E MEGLIO! I 5 MOTIVI PER ESSERLO di Carla Favazza Questo manuale contiene materiale protetto dalle leggi sul Copyright nazionale ed internazionale. Qualsiasi riproduzione senza il consenso

Dettagli

I colori dell autunno

I colori dell autunno I quaderni di Classe II A Scuola Secondaria di I Grado A. Zammarchi Castrezzato (BS) I colori dell autunno Haiku Poëtica Novembre 2009 Poëtica Classe II A - Scuola Secondaria di I Grado A. Zammarchi -

Dettagli

laici collaborazione Chiesa

laici collaborazione Chiesa Preghiamo insieme Prendi, Signore, e ricevi tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio intelletto, la mia volontà, tutto quello che possiedo. Tu me lo hai dato; a te, Signore, io lo ridono. Tutto è tuo:

Dettagli

Mafia, amore & polizia

Mafia, amore & polizia 20 Mafia, amore & polizia -Ah sì, ora ricordo... Lei è la signorina... -Francesca Affatato. -Sì... Sì... Francesca Affatato... Certo... Mi ricordo... Lei è italiana, non è vero? -No, mio padre è italiano.

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

EPIFANIA DEL SIGNORE Liturgia del 5 e 6 gennaio

EPIFANIA DEL SIGNORE Liturgia del 5 e 6 gennaio EPIFANIA DEL SIGNORE Liturgia del 5 e 6 gennaio Grado della Celebrazione: Solennità' Colore liturgico: Bianco INTRODUZIONE (solo giorno 6) L Epifania è la manifestazione del Cristo nella carne dell uomo

Dettagli

Come migliorare la tua relazione di coppia

Come migliorare la tua relazione di coppia Ettore Amato Come migliorare la tua relazione di coppia 3 strategie per essere felici insieme I Quaderni di Amore Maleducato Note di Copyright Prima di fare qualunque cosa con questo Quaderno di Amore

Dettagli

NATALE DEL SIGNORE (ANNO C) Messa del giorno Grado della Celebrazione: Solennità Colore liturgico: Bianco

NATALE DEL SIGNORE (ANNO C) Messa del giorno Grado della Celebrazione: Solennità Colore liturgico: Bianco NATALE DEL SIGNORE (ANNO C) Messa del giorno Grado della Celebrazione: Solennità Colore liturgico: Bianco INTRODUZIONE Il tempo di Natale è un tempo di doni - un dono dice gratuità, attenzione reciproca,

Dettagli

14 Raduno Giovanile 8-14 Agosto 2011 Congregazione Cristiana Evangelica Messina

14 Raduno Giovanile 8-14 Agosto 2011 Congregazione Cristiana Evangelica Messina .. mettendoci da parte vostra ogni impegno, aggiungete alla vostra fede (2 Pietro 1:5) Natale Mondello 14 Raduno Giovanile 8-14 Agosto 2011 Congregazione Cristiana Evangelica Messina Dio ha un piano per

Dettagli

Oleggio, 21/12/2014. IV Domenica di Avvento - Anno B

Oleggio, 21/12/2014. IV Domenica di Avvento - Anno B 1 Letture: 2 Samuele 7, 1-5.8.12.14.16 Salmo 89 (88) Romani 16, 25-27 Vangelo: Luca 1, 26-38 Oleggio, 21/12/2014 IV Domenica di Avvento - Anno B NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO. AMEN!

Dettagli

Dante Alighieri. Dal Codice Riccardiano 1040 Firenze, Biblioteca Riccardiana

Dante Alighieri. Dal Codice Riccardiano 1040 Firenze, Biblioteca Riccardiana Dante Alighieri Dal Codice Riccardiano 1040 Firenze, Biblioteca Riccardiana 1 Biografia di: Dante Alighieri Nacque a Firenze nel 1265 da una famiglia della piccola nobiltà fiorentina e la sua vita fu profondamente

Dettagli

NON TEMERE, SOLO ABBI FEDE FEDE È CERTEZZA DI COSE CHE SI SPERANO E DIMOSTRAZIONE DI COSE CHE NON SI VEDONO

NON TEMERE, SOLO ABBI FEDE FEDE È CERTEZZA DI COSE CHE SI SPERANO E DIMOSTRAZIONE DI COSE CHE NON SI VEDONO NON TEMERE, SOLO ABBI FEDE Cos è la fede? FEDE È CERTEZZA DI COSE CHE SI SPERANO E DIMOSTRAZIONE DI COSE CHE NON SI VEDONO EBREI 11:1 che si sperano SPERANZA: Aspettazione fiduciosa di qualcosa in cui

Dettagli

Sono stato crocifisso!

Sono stato crocifisso! 12 febbraio 2012 penultima dopo l epifania ore 11.30 con i fidanzati Sono stato crocifisso! Sia lodato Gesù Cristo! Paolo, Paolo apostolo nelle sue lettere racconta la sua storia, la storia delle sue comunità

Dettagli

L AUTOVALUTAZIONE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI

L AUTOVALUTAZIONE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI L AUTOVALUTAZIONE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Mi figura dla rujenedes Meine Sprachenfigur La mia figura delle lingue Silvia Goller Scuola dell infanzia Santa Cristina/Val Gardena Le bambine e i bambini

Dettagli

Essere "con" - Essere "per" Omelia nella festa degli anniversari di matrimonio e solennità della SS. Trinità, maggio 2008

Essere con - Essere per Omelia nella festa degli anniversari di matrimonio e solennità della SS. Trinità, maggio 2008 Essere "con" - Essere "per" Omelia nella festa degli anniversari di matrimonio e solennità della SS. Trinità, maggio 2008 Bellissima la coincidenza odierna, qui al Suffragio, che celebra insieme la festa

Dettagli

Mariantò cronaca di una vita!

Mariantò cronaca di una vita! Mariantò cronaca di una vita! Maria Antonietta Di Falco MARIANTÒ CRONACA DI UNA VITA! www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Maria Antonietta Di Falco Tutti i diritti riservati Dedicato alla mia meravigliosa

Dettagli

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio?

Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio? Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio? Carlo Cosmelli, Dipartimento di Fisica, Sapienza Università di Roma Abbiamo un problema, un grosso

Dettagli

CORSO ALLENATORI 2 livello. Fare sport: tra tradizione e innovazione

CORSO ALLENATORI 2 livello. Fare sport: tra tradizione e innovazione Fare sport: tra tradizione e innovazione Lo sai papa, che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia, quando ti sei arrampicato alla rete di recinzione, urlando contro l arbitro? Io non ti avevo mai visto

Dettagli

Ogni gruppo, partendo dalla 1a elementare fino alle Medie, presenta un segno ed il motivo del ringraziamento (vedi allegato)

Ogni gruppo, partendo dalla 1a elementare fino alle Medie, presenta un segno ed il motivo del ringraziamento (vedi allegato) Conclusione dell anno catechistico Elementari e Medie Venerdì 30 maggio 2014 FESTA DEL GRAZIE Saluto e accoglienza (don Giancarlo) Canto: Alleluia, la nostra festa Presentazione dell incontro (Roberta)

Dettagli

Le tentazioni di Gesù. e le nostre. Camminando verso la Pasqua. e le nostre. Prima settimana di Quaresima «anno A»

Le tentazioni di Gesù. e le nostre. Camminando verso la Pasqua. e le nostre. Prima settimana di Quaresima «anno A» Prima settimana Le tentazioni di Gesù e le nostre «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo» (Mt 4,1-11). 1. Osserviamo il disegno. Tenendo presente il brano del Vangelo

Dettagli

Un complotto in Julia Augusta Taurinorum

Un complotto in Julia Augusta Taurinorum Giulia Piovano Un complotto in Julia Augusta Taurinorum I diritti di traduzione, memorizzazione elettronica, riproduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e

Dettagli

ASCENSIONE DEL SIGNORE LECTIO DIVINA PER LA VII DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) «Io sono con voi» Mt 28,16-20. Di Emio Cinardo

ASCENSIONE DEL SIGNORE LECTIO DIVINA PER LA VII DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) «Io sono con voi» Mt 28,16-20. Di Emio Cinardo ASCENSIONE DEL SIGNORE LECTIO DIVINA PER LA VII DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) Di Emio Cinardo «Io sono con voi» Mt 28,16-20 Lettura del testo Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20) In quel tempo, gli undici

Dettagli

Parrocchia Santi Pietro e Paolo. Venite alla festa

Parrocchia Santi Pietro e Paolo. Venite alla festa Parrocchia Santi Pietro e Paolo Venite alla festa Questo libretto e di: Foto di gruppo 2 Occhi, naso, bocca, orecchie, mani... per pregare Occhi: se i miei occhi sono attenti, possono cogliere i gesti

Dettagli

Super Memoria Copyright Oreste Maria Petrillo e Fabio Santoro www.successo3x.com

Super Memoria Copyright Oreste Maria Petrillo e Fabio Santoro www.successo3x.com Note legali Le strategie riportate in questo documento sono il frutto di anni di studi, quindi non è garantito il raggiungimento dei medesimi risultati. L autore si riserva il diritto di aggiornare o modificarne

Dettagli

6.1 La metafisica della Credenza e del Pensiero: il Resoconto Positivo

6.1 La metafisica della Credenza e del Pensiero: il Resoconto Positivo EpiLog 16 XII 2013 Marco Volpe Sainsbury &Tye, Seven Puzzles of Thought Cap. VI The Methaphysics of Thought La concezione ortodossa riguardo il pensiero è che pensare che p significa essere in un appropriato

Dettagli

Tre minuti per Dio SHALOM

Tre minuti per Dio SHALOM Tre minuti per Dio SHALOM Tre minuti per Dio SHALOM Editrice Shalom - 22.05.2005 Santissima Trinità Libreria Editrice Vaticana (testi Sommi Pontefici), per gentile concessione Fondazione di Religione Santi

Dettagli

«Io sono la via, la verità e la vita»

«Io sono la via, la verità e la vita» LECTIO DIVINA PER LA V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) Di Emio Cinardo «Io sono la via, la verità e la vita» Gv 14,1-12 Lettura del testo Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-12) In quel tempo, Gesù disse ai

Dettagli

In questo articolo non ci sono veri e propri errori di battitura, eppure, come dimostrano le

In questo articolo non ci sono veri e propri errori di battitura, eppure, come dimostrano le In queste pagine ci sono alcuni miei lavori di correzione e revisione bozze. Non si tratta di una raccolta di refusi, perché sistemare gli errori di battitura e la grammatica non è altro che il lavoro

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

Seconda parte Trovami

Seconda parte Trovami Seconda parte Trovami Dal diario di Mose Astori, pagina 1 Dovrei iniziare questo diario inserendo la data in cui sto scrivendo, e poi fare lo stesso per ogni capitolo successivo, in modo da annotare il

Dettagli

www.iluss.it - Italiano online Livello intermedio Il futuro Il futuro semplice

www.iluss.it - Italiano online Livello intermedio Il futuro Il futuro semplice semplice semplice indica che l azione espressa dal verbo si svolge in un momento successivo al presente. Domani Giorgio darà l'esame. Fra un anno finirò l'università e comincerò a lavorare. essere sarò

Dettagli

Ponzio a Bologna Maggio 2009

Ponzio a Bologna Maggio 2009 Ponzio a Bologna Maggio 2009 Intervento di Gregorio Scalise Il filosofo Hans Blumenberg parla di esistenza di un inadeguatezza del linguaggio rispetto alla sensazione, topos che ricorre nella poesia, e

Dettagli

Oleggio, 11/5/2014 OMELIA. Lode! Lode! Lode! Amen! Alleluia! Gloria al Signore, sempre!

Oleggio, 11/5/2014 OMELIA. Lode! Lode! Lode! Amen! Alleluia! Gloria al Signore, sempre! 1 Oleggio, 11/5/2014 IV DOMENICA DI PASQUA - ANNO A Letture: Atti 2, 14.36-41 Salmo 23 (22) 1 Pietro 2, 20-25 Vangelo: Giovanni 10, 1-10 Il Pastore Bello NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO

Dettagli

PROGETTO MUSICA e TEATRO. La storia del Natale

PROGETTO MUSICA e TEATRO. La storia del Natale PROGETTO MUSICA e TEATRO La storia del Natale Il Progetto Musica e Teatro per l anno scolastico 2014/2015 è nato dalla decisione di tutti gli insegnanti del plesso di voler proseguire nel potenziamento

Dettagli

Grido di Vittoria.it

Grido di Vittoria.it COME ENTRARE A FAR PARTE DELLA FAMIGLIA DI DIO La famiglia di Dio del Pastore Mario Basile Il mio intento è quello di spiegare in parole semplici cosa dice la Bibbia sull argomento, la stessa Bibbia che

Dettagli

N. e N. 45 anni nella grazia del matrimonio

N. e N. 45 anni nella grazia del matrimonio N. e N. 45 anni nella grazia del matrimonio Celebrare un anniversario non significa rievocare un avvenimento del passato, ma celebrare nella lode e nel rendimento di grazie una realtà presente che ha

Dettagli

***! Le letture di Edgar Cayce parlano molto a favore dell importanza del matrimonio.!

***! Le letture di Edgar Cayce parlano molto a favore dell importanza del matrimonio.! Gli Aspetti Spirituali del Matrimonio nelle Letture di Cayce *** Le letture di Edgar Cayce parlano molto a favore dell importanza del matrimonio. D: Il matrimonio come l abbiamo è necessario e consigliabile?

Dettagli

LIBO' L'ITALIANO ALLA RADIO

LIBO' L'ITALIANO ALLA RADIO LIBO' L'ITALIANO ALLA RADIO ESERCIZI PUNTATA N 14 Incontrare degli amici A cura di Marta Alaimo Voli Società Cooperativa 2011 1 Incontrare degli amici DIALOGO PRINCIPALE B- Ciao. A- Ehi, ciao, è tanto

Dettagli

1 modulo. CREAZIONE DI POESIE tra metafore e similitudini

1 modulo. CREAZIONE DI POESIE tra metafore e similitudini 1 modulo CREAZIONE DI POESIE tra metafore e similitudini Con questo primo modulo si vuole intraprendere un percorso di individuazione di immagini e comportamenti diffusi fra i bambini riguardo alle figure

Dettagli

CANZONI: NIVEL INTERMEDIO: LAURA PAUSINI: NON C È

CANZONI: NIVEL INTERMEDIO: LAURA PAUSINI: NON C È ESCUELA OFICIAL DE IDIOMAS OVIEDO CENTRO DE AUTOAPRENDIZAJE IDIOMA: ITALIANO PRÁCTICA: COMPRENSIÓN ORAL NIVEL: NIVEL INTERMEDIO MATERIAL: CINTA / CUESTIONARIO / SOLUCIONES TEMA: PREPOSIZIONI/ LESSICO Grande

Dettagli

PENSIERI IN ORDINE SPARSO. - Il diario di un seminarista - di Davide Corini

PENSIERI IN ORDINE SPARSO. - Il diario di un seminarista - di Davide Corini PENSIERI IN ORDINE SPARSO - Il diario di un seminarista - di Davide Corini Come al solito ho bisogno di qualche giorno, dopo un esperienza importante, per rimettere in ordine le cose e cercare di fare

Dettagli

VANGELO SECONDO GIOVANNI PROF. CARLO RUSCONI ANNO ACCADEMICO 2012-2013

VANGELO SECONDO GIOVANNI PROF. CARLO RUSCONI ANNO ACCADEMICO 2012-2013 VANGELO SECONDO GIOVANNI PROF. CARLO RUSCONI ANNO ACCADEMICO 2012-2013 1. VANGELO SECONDO GIOVANNI LEZIONE DEL 21-09-2012 ARGOMENTI: a. Introduzione al corso; i. Il Vangelo di Giovanni parla di che cos

Dettagli

Cos'è etico? I dilemmi dei professionisti dell'orientamento professionale

Cos'è etico? I dilemmi dei professionisti dell'orientamento professionale Cos'è etico? I dilemmi dei professionisti dell'orientamento professionale Pacchetto di lavoro N. 4 Prodotto N. 31 Data di consegna Luglio 2013 Versioni 1.0 Prima stesura Redatta da Ballymun Job Centre

Dettagli

diocesi di il giorno in cui è iniziato il viaggio data luogo persone significative emozioni pensieri

diocesi di il giorno in cui è iniziato il viaggio data luogo persone significative emozioni pensieri LA VITA SI RACCONTA Primo momento della mattinata: in gruppo il coordinatore spiega brevemente il lavoro da svolgere personalmente, cosa si farà dopo e dà i tempi. Ogni partecipante si allontana, cercando

Dettagli

L infinito nell aritmetica. Edward Nelson Dipartimento di matematica Università di Princeton

L infinito nell aritmetica. Edward Nelson Dipartimento di matematica Università di Princeton L infinito nell aritmetica Edward Nelson Dipartimento di matematica Università di Princeton Poi lo condusse fuori e gli disse: . E soggiunse:

Dettagli

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Bologna - Tel. & fax 051 543101 e-mail: e.communication@fastwebnet.it www.excellencecommunication.it Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Docente: Antonella Ferrari

Dettagli

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse Dt 8, 2-3. 14-16 Dal libro del Deuteronòmio Mosè parlò al popolo dicendo: «Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti

Dettagli

Song Book WWW.ALPHAGENERATION.IT/PDGWT

Song Book WWW.ALPHAGENERATION.IT/PDGWT Parola della Grazia Worship Team Song Book WWW.ALPHAGENERATION.IT/PDGWT Ti servirai di me ( 2006 Giovanni Di Sano & Marta Cascio) Verse Sol#Min Si5 Fa#5 Mi Mio Signore Mio Salvatore Fatti Conoscere Sol#Min

Dettagli