L impatto di Basilea 3 sull industria del factoring

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1 L impatto di Basilea 3 sull industria del factoring Rony Hamaui AD&DG Mediofactoring Torino, 25 gennaio, 2011

2 Agenda Basilea 3: obiettivi e strumenti Implicazioni delle nuove regole prudenziali sulle banche italiane e sull industria del factoring 1

3 Obiettivi e strumenti di Basilea 3 Obiettivo micro: rafforzare la stabilità degli intermediari Obiettivo macro: ridurre i rischi sistemici Obiettivi specifici Strumenti 1. Accrescere qualità e quantità del capitale Qualità: nuova definizione di capitale Quantità: nuovi minimi 2. Riduzione degli effetti prociclici Buffer di capitale da costituire nelle fasi espansive e utilizzare durante le recessioni: conservation buffer countercyclical buffer 3. Migliorare la copertura dei rischi Requisiti più severi sulle: attività di trading, cartolarizzazioni, veicoli fuori bilancio rischi di controparte 4. Contenere la leva anche a livello sistemico Introduzione di un requisito di leva finanziaria non risk-based 5. Contenere il rischio di liquidità e di eccessivo mismatching 2 Adozione di standard quantitativi minimi di liquidità: LCR e NSFR

4 1. Nuova definizione di capitale Il capitale regolamentare è dato dalla somma di: 1. Tier 1 (capitale going-concern = capitale in continuità operativa) a. Common Equity (CE) b. Additional Going-Concern Capital 2. Tier 2 (capitale gone-concern = capitale di liquidazione) Novità Scompaiono il livello Tier 3 e le sotto-categorie dei subordinati LT2 e UT2 E stato definito un set di criteri per identificare gli strumenti che possono essere inclusi nella categoria 1a, 1b, 2. La forma predominante del Tier 1 deve essere il Common Equity I titoli Ibridi non saranno più computabili nel capitale regolamentare Tier 1 e nel Tier 2 deve valere il principio del bail-in = conversione in capitale ordinario in caso di necessità 3

5 1. Ampliamento delle deduzioni dal Common Equity Imposte anticipate (DTA - Deferred tax assets). Credito d imposta il cui realizzo dipende dalla redditività futura in funzione della capacità della banca. Partecipazioni significative (oltre 10% del capitale azionario) in istituzioni finanziarie (banche, assicurazioni e società finanziarie) non consolidate. (attuale deduzione 50/50). Patrimonio di pertinenza di terzi (minority interest). Computabilità limitata al patrimonio che copre i rischi della controllata bancaria. Entro fine 2012 i nuovi minimi dovranno essere recepiti dalle leggi nazionali. Saranno pienamente effettivi dal

6 2. Buffer di capitale Conservation Buffer: definito in termini 2,5% di common equity / RWA. Durante periodi di stress, il buffer può essere utilizzato ma scattano vincoli alla distribuzione dei dividendi, allo scopo di ricostituirlo Entrà in vigore gradualmente dal A regime nel 2019 Entrà in vigore gradualmente dal A regime nel 2019 Countercyclical Buffer: proteggere il settore bancario da eccessiva crescita aggregata dei prestiti (rapporto credito / PIL, in termini di gap rispetto al trend). Il rilascio del buffer anticiclico è deciso dalle autorità, per assorbire le perdite nel sistema ed evitare un credit crunch da vincoli di capitale. Il range è 0-2,5% in termini di common equity o altri strumenti di capitale che assorbano interamente le perdite.. La proposta sarà finalizzata per la fine di quest anno 5

7 2. I nuovi minimi regolamentari espliciti Basilea attuale 4.0 Basilea attuale 6.0 Tier 1 ratio Target BIT Total capital ratio Basilea attuale 6.0 Common equity ratio Conservation buffer Minimo Target BIT Target BIT

8 3. Migliore copertura dei rischi Strumenti Rafforzamento dei requisiti patrimoniali a fronte della cartolarizzazioni complesse, tra cui aumento dei coefficienti di ponderazione del rischio relativi alle re-securitsation (CDO di ABS) e aumento dei requisiti per esposizioni verso veicoli fuori bilancio Aumento dei requisiti patrimoniali del trading book:il VAR e le correlazioni tra attività, vanno calcolate tenendo conto di condizioni di stress. In media, la revisione richiede alle banche di detenere capitale aggiuntivo per circa 3-4 volte rispetto ai requisiti precedenti. Rafforzamento dei requisiti a fronte del rischio di controparte Le misure su trading book e cartolarizzazioni dovranno essere implementate entro il 31 dicembre

9 4. Leverage ratio come misura supplementare Definizione ratio del 3% min tra capitale e esposizioni in e fuori bilancio. Timing : periodo di transizione con osservazione 2018: diventerà regola prudenziale vincolante (passaggio a Pillar 1) Capitale/ Esposizione Capitale Tier 1 nuova definizione (in alternativa Total capital o CE) Esposizioni Misurazione Contabile, al netto delle rettifiche di valore Elementi fuori bilancio (OBS) Inclusi con un fattore di conversione uniforme Mitigazione del rischio e netting voci in bilancio Deduzioni dal capitale Derivati Garanzie reali o finanziarie non riducono l esposizione Il netting delle voci in bilancio (es. repo) non è consentito Coerenza tra misura del capitale e delle esposizioni, entrambe al netto delle medesime deduzioni Applicazione del netting regolamentare (Basel II) 8

10 5. Introduzione dei requisiti minimi di liquidità LCR (Liquidity coverage ratio) Richiede di mantenere risorse liquide che consentano di superare uno stress di 30 gg senza dover ricorrere al mercato o al finanziamento presso la banca centrale Attività liquide di alta qualità Uscite di cassa nette in un periodo di 30 gg >= 100% NSFR (Net stable funding ratio) Richiede di disporre di ammontare minimo di funding stabile sulla base di fattori di rischio di liquidità assegnati agli attivi e alle esposizioni fuori bilancio Funding stabile disponibile Funding stabile necessario Timing LCR in vigore nel 2015, NSFR nel 2018 >= 100% 9

11 Timing graduale Fasi di applicazione (aree ombreggiate indicano periodi di transizione; valori %; le date decorrono dal 1 gennaio) Indice di leva (leverage ratio) Monitoraggio regolamentare Fase di sperimentazione 1 gennaio gennaio 2017 Informativa dal 1 gennaio 2015 Migrazione al primo pilastro Requisito minimo per il common equity 3,5 4,0 4,5 4,5 4,5 4,5 4,5 Capital conservation buffer 0,625 1,25 1,875 2,5 Requisito minimo per il common equity + capital conservation buffer 3,5 4,0 4,5 5,125 5,75 6,375 7,0 Introduzione delle deduzioni dal CET1 (compresi gli importi eccedenti il limite per DTA, MSR e investimenti in istituzioni finanziarie) Requisito minimo per il tier 1 4,5 5,5 6,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Requisito minimo per il capitale totale 8,0 8,0 8,0 8,0 8,0 8,0 8,0 Requisito minimo per il capitale totale + capital conservation buffer 8,0 8,0 8,0 8,625 9,25 9,875 10,5 Strumenti di capitale non più computabili nel non-core tier 1 e tier 2 Esclusione su un arco di 10 anni con inizio dal 2013 Indice di copertura della liquidità (liquidity coverage ratio) Coefficiente dei fondi di approvvigionamento stabili (net stable funding ratio) Inizio periodo di osservazione Inizio periodo di osservazione Introduzione standard minimo Introduzione standard minimo Fonte: BCBS e Banca d Italia. 10

12 Agenda Basilea 3: obiettivi e strumenti Implicazioni delle nuove regole prudenziali sulle banche italiane e sull industria del factoring 11

13 I principali impatti per le banche I livelli di capitale dovranno crescere e gli strumenti di capitale di qualità inferiore dovranno essere sostituiti con strumenti più costosi. Gli effetti saranno differenziati tra paesi, modelli di business, dimensioni. Le banche che presumibilmente accuseranno i maggiori impatti sono: Qualità del capitale + le banche con elevata quota di strumenti ibridi + con significativi investimenti in società non consolidate (es. banca-assicurazione) + con rilevante presenza all estero Quantità del capitale + le banche grandi RWA + le banche con rilevanti attività di trading e su prodotti strutturati complessi Leverage ratio + le banche con rilevanti attività finanziarie Liquidità + le banche con elevata quota di prestiti a medio/lungo termine + con elevato rapporto prestiti / depositi + quelle dipendenti dal funding all ingrosso 12

14 Il settore bancario italiano Modello di business prevalente di banca commerciale Funding stabile con elevata quota di raccolta retail Basso leverage Buona qualità del capitale, con contenuto ricorso agli ibridi Capital ratio relativamente bassi. 13

15 Modello di business di banca commerciale Le banche italiane hanno la più alta quota di prestiti vs. clientela su totale attivo. Nel 2009, i prestiti vs. clientela rappresentano il 64% dell attivo e le attività finanziarie solo il 20%, a confronto col 41% e col 42%, rispettivamente, della media europea (Italia esclusa). Composizione dell attivo delle principali banche italiane e europee (2009) 100% 80% 60% 20% 23% 31% 42% 42% 48% 53% Altre attività Attività finanziarie 40% 20% 0% 64% 62% 55% 41% 41% 31% 31% IT ES NL UK EU5 FR DE Crediti vs banche Crediti vs clientela Fonte: ABI su dati di 28 principali gruppi bancari europei 14

16 Le banche italiane hanno poco capitale e poca leva A fine 2009 la leva dei primi 5 gruppi bancari italiani era pari a 22x rispetto a 31x per un campione di grandi banche europee. La leva di sistema era di 19x in calo dal 22x del Le banche europee più penalizzate dall introduzione del leverage ratio dovrebbero essere le tedesche. Leverage e Tier 1 ratio per le maggiori banche europee (dati consolidati a giugno 2010) 6 la Caixa 5 Tangible equity / Tangible assets (% ) MPS Standard Chartered HSBC ISP BBVA Bayerische LB Nordea UCI Lloyds RBS Santander ING Bank Cr.Agricole BPCE SG Barclays BNP Paribas ABN AMRO Bank LBBW DZ Bank KBC Deutsche Rabobank UBS 1 Commerzbank Dexia Hypo RE West LB Tier 1 ratio % (Basel II) Fonte: FitchRatings e elaborazioni Intesa Sanpaolo. 15

17 I capital ratio delle banche italiane migliorano... Patrimonializzazione in rafforzamento soprattutto nelle componenti di miglior qualità. Al rafforzamento dei ratio ha contribuito anche la contrazione dei RWA (-5,8%). Anche i capital ratio dei 5 maggiori gruppi si stanno rafforzando in misura significativa. Un miglioramento di mezzo punto nel core Tier 1 ratio si è avuto anche nel primo semestre La crescita del capitale è dovuta soprattutto agli utili non distribuiti. Capital ratio del sistema bancario italiano (%) Capital ratio dei primi 5 gruppi bancari italiani (%) n.a. n.a n.a. n.a Total Capital Ratio Tier 1 ratio Core Tier 1 ratio Fonte: Banca d Italia H H H12010 Total Capital Ratio Tier 1 ratio Core Tier 1 ratio Fonte: Banca d Italia 16

18 ... ma restano relativamente bassi nel confronto europeo In Italia il 51% delle banche ha un total capital ratio tra il 10 e il 12%. In Europa tale quota è circa la metà, quasi il 50% delle banche ha un total capital ratio superiore al 14%, UK e Germania in testa Distribuzione del total capital ratio delle banche italiane a confronto con quelle europee (2009) Fonte: BSC in % dei total asset IT ES FR DE UK \ < 8% 8-10% 10-12% 12-14% > 14% Total capital ratio

19 Valutazioni preliminari sugli impatti per le banche italiane L impatto per le banche più grandi e complesse non sarà trascurabile. Richiederà un rafforzamento del patrimonio che, tenendo conto della capacità di generare reddito, sarà gestibile nell arco del periodo previsto Il capitale delle banche di medie-piccole dimensioni è già superiore ai nuovi requisiti regolamentari Più in dettaglio: l impatto dell inasprimento dei requisiti patrimoniali sul trading book risulterà in media contenuto l introduzione del leverage ratio non dovrebbe comportare conseguenze significative le nuove regole relative alle deduzioni potranno avere un impatto significativo sulle banche italiane, in particolare quelle sulle DTA. Pur attenuato dall emendamento di luglio, pesa lo svantaggio competitivo derivante dalla disciplina fiscale su svalutazioni e perdite su crediti. In alcuni casi, impattano anche le deduzioni delle partecipazioni significative in assicurazioni. 18

20 Nel confronto europeo, le banche italiane non risultano penalizzate da Basilea 3 In termini relativi, secondo le valutazioni di Moody s, l impatto più significativo deriva dalle deduzioni, anche se sarà mitigato dal lungo periodo di transizione (introduzione graduale dal 2014 e piena implementazione nel 2018). Valutazioni preliminari sui principali impatti di Basilea 3 per paesi Qualità del capitale Deduzioni Rischio di controparte Leverage ratio Standard di liquidità Francia X X X X Germania X X X X Italia X Spagna X X Svizzera X X UK X X X X Fonte: Moody s 19

21 Il factoring relativamente favorito Il costo del capitale diventerà più alto ed i finanziamenti più cari e difficili da ottenere per tutti...ma il factoring è: una tipica attività legata alle attività commerciali, relativamente favorita per molti versi un attività anticiclica, che quindi risentirà meno degli effetti dei buffer ha una grossa capacità di arbitraggiare i rating fra debitore e cedente, che diventerà più rilevante; è un attività a breve che non richiede una trasformazione delle scadenze, che sarà più difficile; il costo dell indebitamento a lunga diventerà più caro e volatile; il finanziamento del circolante diventa più importante i vincoli di capitale morderanno di più a chiusura dei bilanci. Le banche potranno e vorranno fare meno operazioni occasionali e più operazioni continuative Le securitizzazione (cugine seconde) saranno più penalizzate 20

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