Pensare di fare e far pensare : Global Tools oggi. Progetto di ricerca in design dell IsdaT beaux-arts

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1 Progetto di ricerca in design dell IsdaT beaux-arts Le Cartografie Elettroniche, Coralie Gourguechon Henne Morte, Camille Platevoet Lento, Irina Pentecouteau Cérès, Cécile Laporte Pensare di fare e far pensare : Global Tools oggi Responsabile del progetto di ricerca Nathalie Bruyère, designer e professoressa presto l Professori associati () Michel Gary, Sandra Lorenzi, Hannika Perez Studenti associati Charlie Aubry, Cathy Aristil, Carolina Blin, Pauline Contant, Elisabeth l Eveillé, Vincent Fortin, Coralie Gourguechon, Cécile Laporte, Aliénor Martineau, Mathilde Mouysset, Irina Pentecouteau, Camille Platevoet, Quentin Richard. Mostra Sharing Design, dall 08 al 13 aprile 2014, mostra organizzato da Milano Makers alla Fabbrica del Vapore di Milano nel contesto del Fuori Salone Internazionale del Mobile ; esso presenta i progetti realizzati nell ambito del Global Tools oggi da Camille Platevoet, Irina Pentecouteau, Cécile Laporte e Coralie Gourguechon, quattro giovani designer diplomati presso l Institut supérieur des arts de Toulouse. In uscita nel 2014 catalogo della mostra Sharing Design edizione Milano Makers, interviste DVD Ugo La Pietra, Alessandro Mendini, Andrea Branzi, Gianini Pettena, prodotto dall isdat + traduzione francese della trascrizione delle interviste, edizione, 2014 ; pubblicazione online dei documentari e dei progetti realizzati nell ambito del progetto di ricerca del design dell ; 5 quai de la Daurade Toulouse France t +33 (0) f +33 (0)

2 progetto di ricerca in design dell Istituto Superiore d Arte di Tolosa 2 Global Tools, oggi Al fine di costruire un insieme critico di metodologie che estendono le domande portate dai diversi movimenti dell architettura radicale in Italia negli anni 70, il progetto dell institut supérieur des arts de Toulouse (isdat) ha iniziato una ricerca intorno alla scuola di nonarchitettura o non -design Global Tools. L isdat sviluppa con i suoi studenti e gli attori principali della Global Tools, scambi ed esperimenti volti a mettere in luce le caratteristiche di questo movimento di design radicale storico e il contesto delle pratiche contemporanee, riallocando gli strumenti, i metodi e l azione del designer. Così, dal 2011, il progetto si nutre : di scambi e interviste con Ugo La Pietra, Alessandro Mendini, Andrea Branzi, Gianini Pettena, Gaetano Pesce e Franco Raggi ; di ricerche negli archivi di questi attori di Global Tools ; di esperienze nei laboratori dell istituto e fuori dalle sue mura ; di produzioni promosse da studenti, insegnanti e laureati dell istituto sulla co-progettazione, open -design, interattività, Km0 e tracciabilità locale e globale. Global Tools : storia, finalità e metodo Partendo da una opposizione alla cultura dominante del movimento moderno, gli attori all origine del Global Tools hanno posto la cultura popolare al centro della loro ricerca attraverso l uso di tecniche povere. La cultura pop, di primaria importanza negli anni 60, è stata uno dei motori che ha favorito una dinamica che mette in discussione la città statica, costruita in pietra, ritenuta dagli architetti troppo convenzionale. Global Tools ha voluto creare oggetti per rianimare questa città morta. Le sue strategie di ricerca passavano attraverso la sperimentazione per ottenere : «Il corpo», come elemento vivo e non standardizzato, «la comunicazione», intesa come analisi del territorio, «le tecniche povere» di riappropriazione degli oggetti ( DIY e artigianato), «la sopravvivenza» e la «teoria». Il movimento Global Tools si è spento rapidamente, non avendo identificato e messo in atto gli strumenti necessari alla sostenibilità del gruppo e al rinnovo delle esperienze. Chiaramente, le tecniche povere non erano in grado di fornire delle risposte pertinenti alle domande nate in opposizione alle teorie della Scuola ULM. Le costruzioni teoriche, così come i progettisti dell epoca, sono stati risucchiati con estasi dal capitalismo. Global Tools, oggi Negli anni 90, Andrea Branzi ha scritto ne La Casa Calda : «L amnesia storica del design, cioè la sua capacità di porsi come un azione, piuttosto che una riflessione, come storia in atto e non in relazione alla propria tradizione, ha costituito finora la sua forza. Potrebbe accadere che questa radicalità conosca un calo, nel momento in cui si riscopre la storia come fondamento della cultura attuale. Ci sono due vie d uscita : accettare di esistere come stile, cioè come lingua storica ormai codificata, o definire una nuova strategia di crescita, accettare di agire all interno della storia presente e confrontarsi con quella del passato.» I primi giorni di lavoro su Global Tools hanno portato all elaborazione di nuove nozioni di crescita, comfort, ecc. La frase di Branzi faceva da eco a quella di Gaetano Pesce nell intervista che ci ha rilasciato : «La democrazia serve le persone e non le masse». Questa affermazione è altrettanto attuale, quanto lo era nel 1970? E come si poteva comprendere dal punto di vista della pratica e della produzione del design? L analisi dei dati storici di Global Tools, degli obiettivi, degli sviluppi e degli insuccessi di questa contro-scuola, ci porta a sollevare questioni sulla disciplina del design alla luce di questa esperienza pedagogica e a formulare delle ipotesi per rispondere alle sfide che sta affrontando attualmente. Una questione fondamentale Come generare degli scambi al fine di creare uno stile di vita di riferimento e degli oggetti per il domani, in un sistema economico basato sul valore aggiunto e nel quale si prende consapevolezza della necessaria critica delle nozioni di comfort, accumulo e possesso? Sottolineiamo e analizziamo un evidenza : la professione di designer risponde comunemente al mercato con l installazione di «strategie di innovazione continua» 1, accanto agli imperativi della crescita. Queste innovazioni in corso sono volte a creare nicchie di mercato, supporto per le diverse metodologie di produzione, ecc. Ma è proprio su questi temi che la società attuale affronta la crisi : crisi dei prestiti, di indebitamento da parte delle famiglie e degli stati. Senza prendere ora posizione per una o l altra soluzione, il lavoro iniziato da diversi anni all isdat mira a mettere in discussione le rappresentazioni e l evoluzione delle prassi. Riclassificare la disciplina : pensare di fare e far pensare / il design all isdat Il duo ricerca/progetto mira a sviluppare una «conoscenza astuta» 2, per rinnovare domande sul design attraverso confronti interdisciplinari, per comprendere meglio i problemi che si presentano oggi e quelli che potrebbero farlo un domani. Questo confronto ci permette di formulare una serie di ipotesi, esperimenti e progetti che confermino o meno alcuni risultati sul terreno. Alla domanda «quali saranno secondo voi le qualità degli spazi e degli oggetti del domani?», le risposte hanno immediatamente creato una serie di domande da parte degli studenti : Design delle vicinanze : e la riflessione sul locale e il globale? Tracciabilità : cosa compriamo? Come essere informati? Come riqualificare le produzioni non «Made in France»? Esiste allora un modo? Competenze : come e per quali usi produrre a partire da competenze dell artigianato? Che cosa si trasmette, un valore dell uso, un bene, un know how? Abitabilità : qual è il rapporto tra privato e pubblico? Quali forme utilizzare per il comfort? Modello evolutivo : come fare per non fissare un modello standard? Come definire il dibattito sull open design, co-design? Come combattere l obsolescenza programmata e il «branding»? Cosa significa creare il marchio e la notorietà? Quali strumenti e tecniche nuove possono fondere questa riflessione? Quali sono i vantaggi ei limiti di Internet, che permette la comunicazione, lo scambio, la diffusione delle conoscenze, ma anche le produzioni di oggi? Per arrivare a mettere in discussione i concetti di comfort, di qualità degli spazi e degli oggetti del domani, dobbiamo mettere in discussione il design e la sua relazione con l economia, con gli strumenti di produzione e distribuzione e, naturalmente, inserirli nel contesto della città. Nathalie Bruyère 1. Che cos è il design? Andrea Branzi, con la collaborazione di Marilia Pederbelli, traduzione francese, Edizione Grun, 2009, p.223 & Pensiero complesso di conoscenza astuta formulata nel 1982 nel libro «scienza con coscienza di Edgar Morin.

3 3 Cérès, Cécile Laporte Km 0 ricerca, coproduzione Il sistema proposto nel progetto Cérès sottolinea e facilita l accesso agli scambi commerciali locali, tramite un collegamento con i produttori. E un opportunità per riconoscere i valori umani e l identità di ogni persona operante nel sistema della produzione e della distribuzione. Per definizione, i miti trascurano la vera storia del passato e trasformano il loro soggetto in leggenda. Così facendo, scrivendo del passato, la storia dietro gli oggetti viene persa, così come quella del lavoro che li ha creati. Anche se le notizie riguardanti le aziende multinazionali e le pessime condizioni lavorative della produzioone sono note e spesso diffuse dai media, questo fenomeno sembra ora estendersi all industria alimentare. La mancanza di informazioni e lo stato di confusione associati all etichettatura dei cibi ha portato a vari crisi nel settore, e ha danneggiato considerevolmente la fiducia da parte dei consumatori. Risalire all origine dei prodotti alimentari preoccupa molto i consumatori, che in numero sempre più crescente acquistano merci locali per essere certi delle origini, del metodo di produzione, della coltivazione, e dello sviluppo dei processi relativi ai loro alimenti. A livello locale, il commercio presenta un lato più umano, e le dimensioni di produzione non sono più quelle delle società multinazionali. Le società multinazionali distribuiscono lo stesso prodotto globalmente, fornendo informazioni limitate sul prodotto se non quelle contenute nella descrizione sull etichetta ammagliante. Acquistando localmente si creano dei rapporti interpersonali, la storia delle merci viene rivelata, e le conoscenze relative alla produzione vengono trasmesse all interno del contesto culturale in cui la merce è stata creata. I prodotti non vengono sradicati dal loro contesto ed esportati. I prodotti rappresentano la loro storia reale e i valori delle persone che li hanno creati. Il carattere individuale del prodotto locale viene definito durante la produzione, contrariamente ai prodotti commercializzati dalle grandi marche, che sono standardizzati e uguali in tutto il mondo; questi ultimi sono immediatamente riconoscibili, certo, ma eliminano qualsiasi influenza della cultura locale. La globalizzazione si traduce in standardizzazione e omogeneità. Noi siamo convinti che i valori umani si trovano nei contesti locali.

4 4 Cérès, Cécile Laporte Km 0 ricerca, coproduzione Cérès, Cécile Laporte

5 5 Henne-Morte, da eredità a potenziale. Camille Platevoet co-design ricerca, coproduzione Réactivation d une installation hydroélectrique Re-appraisal of the territory through the co-creators of a production unit L organizzazione del progetto a Henne-Morte. Henne-Morte è un golfo di 446 metri profondità nel cuore delle montagne della Massif d Arbas, in Francia. E circondato da un territorio di silvicoltura (un sistema che protegge e rigenera le foreste) a rischio di desertificazione. Sta venendo progressivamente trasformato grazie alla rivalutazione delle risorse e alla sua tradizione del lavoro inclusi l uso del mulino, i boschi e gli abitanti. A semi-industrial production cycle to reclaim the territory La trasformazione è avvenuta tramite una serie di progetti condivisi e collaborativi. Le attività di progettazione si sono sviluppate contemporaneamente al progresso e alla modernità: questo ha indirizzato la ricerca verso nuovi orizzonti. È così che è nato il progetto Henne-Morte. Tramite l identificazione delle risorse naturali in questo territorio come l acqua e il legno abbiamo orientato il progetto verso l idea di un unità progettata specificatamente per recuperare il territorio. I sistemi della produzione dell energia idroelettrica e della lavorazione della legna sono stati sviluppati specificamente per le regioni francesi della Valléè de Gier e del Grand Sud. Con l obiettivo principale della riterritorializzazione, questo progetto mira ad evidenziare la densità delle reti economiche e culturali radicate nella piccola comunità di Henne-Morte. Erano presenti strutture pre- esistenti il sistema della produzione energetica (il mulino ad acqua), elementi naturali ed ecologici (le foresta), delle attività economiche (la produzione del legno), e degli elementi culturali (la progettazione di mobili) la cui integrazione ha formato una rete di strade e scambi, creando così la base di un organizzazione. Le esperienze e le pratiche amatoriali e professionali sono al cuore del progetto di Henne-Morte, che può essere descritto come un luogo per l interazione sociale e la trasformazione. Una componente fondamentale del nostro approccio è stata la creazione di un progetto dedicato a e in collaborazione con gli utenti o gli abitanti, basandoci sulle nostre idee riguardanti il co-design e i progetti collaborativi. Questo spirito di progetto consente l identificazione, l integrazione e lo scambio delle capacità e delle conoscenze appartenenti ai coprogettisti locali. Questo progetto di design include persone e linguaggi diversi. Ha una struttura interdisciplinare che si estende in varie direzioni di progettazione e di fabbricazione: si collega con la generazione di energia idroelettrica (la gestione e la produzione della energia necessaria), l industria di boschiva (la gestione e la trasformazione delle materie prime), l artigianato (la produzione e distribuzione di beni), in ambito tecnico, sociale, economico e politico. La difficoltà del nostro approccio è la scelta e la combinazione di modelli produttivi finalizzati allo sviluppo di una strategia unitaria di produzione, analoga ad un ecosistema, che dà ad ogni progetto un carattere unico.

6 6 Henne-Morte, da eredità a potenziale. Camille Platevoet co-design ricerca, coproduzione Il luogo indicato a Henne-Morte, Mulino 1, Cascata, forza motrice Il luogo indicato a Henne-Morte, Mulino 1 Rete decentralizzata, automazione e distribuzione della produzione Concetto : fabbricazione semi-industriale e distribuzione di mobili.

7 7 Le Cartografie Elettroniche Coralie Gourgechon (alto parlante dispositivo elettronico open-source) open-source ricerca, coproduzione Circuito di collegamenti : piastra, adesivo conduttivo, penna con inchiostro d argento Questi prodotti sono stati creati per essere raccolti come una sorta di biblioteca o come un software opensource per facilitate la creazione di dispositivi elettronici in carta, applicando la filosofia open-source al mondo degli oggetti tangibili. La produzione di questi articoli è basata sul uso di una tecnica sempre più diffusa: la stampa a getto d inchiostro dei circuiti conduttivi. Il principio fondamentale della cartografia è la rappresentazione in scala di uno spazio ritenuto analogo alla realtà. L obiettivo della mappa è di fornire una rappresentazione immediata ed efficace, di semplificare i fenomeni complessi che avvengono sullo spazio riprodotto, in modo da consentirne una comprensione rapida ed adeguata. [Wikipedia] Le cartografie elettroniche costituiscono una collezione di simboli e moduli che facilitano la comprensione e la fabbricazione di dispositivi elettronici semplici. Questi elementi sono assemblati su un foglio di carta, creando o ricreando un circuito elettronico in base all uso dello oggetto specifico. La scatoletta bianca contrasta con la scatoletta nera; si tratta di una scatoletta che si apre e si distende per rivelare il suo meccanismo interno, attraverso un circuito elettronico centrale e grafico. Attraverso il collegamento del circuito viene creata una gamma di icone che semplifica il montaggio dei circuiti, grazie alla presenza di elementi da collegare. Una piastra anatomica ricopre il circuito come una pelle ed è stata realizzata grazie a delle immagini grafiche che facilitano la comprensione del meccanismo. I moduli in carta sono degli elementi che danno una forma fisica ad circuito elettronico, grazie a dei capi che si estendono, diventando volumi funzionali; i moduli, sottoforma di capi, sono assemblati su un foglio di carta.

8 8 Le Cartografie Elettroniche Coralie Gourgechon (alto parlante dispositivo elettronico open-source) open-source ricerca, coproduzione Piastra anatomica per l alto parlante Simbolo/codice symbol / code position Posizione of del the componente Icone icon Rappresentazione graphic Simbolica image Grafica Indice index Amplificatore amplifier Massa mass Condensatore condenser Resistenza resistance Assemblaggio della piastra per l alto parlante Potenziometro potentiometer Alto loud-speaker parlante Batteria battery - + Jack stereo stereo jack Tabella illustriva delle rappresentazioni simboliche e grafiche

9 9 Lento, Irina Pentecouteau sensitivo design ricerca, coproduzione Adagio, un orologio in legno di olivo tornito. Il procedimento di tornitura crea un solco che si estende più in profondità. La lentezza è la ricchezza del tempo Hartmut Rosa, La tecnologia è la responsabile per l accelerazione del mondo?, Le Monde Lento è uno degli orologi creati dalla ricerca sul tempo, la memoria e l interattività. È un elemento estetico che in realtà non indica l ora, ma rappresenta la dimensione temporale e simbolizza il tempo che trascorre, definendo e suddividendo la giornata in termini visuali e sensoriali; è un dispositivo che ricrea il tempo. L interattività nel campo della trasmissione e della memoria si riferisce principalmente all abilità degli oggetti di influenzare il nostro comportamento, particolarmente attraverso la percezione sensoriale, stimolando così con la memoria e i ricordi. L interattività è focalizzata sull individuo che comunica ed interagisce con l oggetto, il quale a sua volta stimola una determinata reazione. È proprio quest interazione che collega vari elementi separati e diviene parte integrante del progetto; costituisce una sorta di dialogo astratto tra l oggetto e l individuo, in questo caso un dialogo sul tempo, la dimensione in cui la memoria e i ricordi prendono forma. L interattività è anche un modo per approcciare degli argomenti associati al tempo; la perdita di memoria e la consapevolezza spazio-temporale sono problemi attuali per un crescente numero di persone, e non solo per le persone anziane. Questo progetto esamina la rappresentazione del tempo che passa, dell accelerazione dei ritmi della vita moderna, e dell interazione fra gli oggetti e la nostra memoria, i nostri ricordi e la nostra consapevolezza del trascorrere del tempo. La perdita della memoria è considerata una patologia e un fatto socio-culturale, e questo ha permesso lo sviluppo di oggetti che rassicurano e aiutano ricordare. Quest idea si è materializzata in una gamma di orologi che simbolizzano e rappresentano il passare del tempo in modo sensibile. Sono indicatori temporali che permettono suddividere la giornata in termini sensoriale, tracciando dei punti di riferimento temporali ed aiutando coloro che si perdono a riacquisire la consapevolezza del tempo.

10 10 Lento, Irina Pentecouteau sensitivo design ricerca, coproduzione Una vignetta illustrative dell uso di Lento Lento, Irina Pentecouteau, orologio, carta e sistema elettronico 2013, la piastra metallica, tubo 10 mm, lastra metallica a scivolo, piastra metallica del timer

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