FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO MOBILIARE

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1 FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO MOBILIARE ZENIT MC BREVE TERMINE ZENIT MC OBBLIGAZIONARIO ZENIT MC PIANETA ITALIA ZENIT MC EVOLUZIONE ZENIT MC PARSEC ZENIT MC MEGATREND RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2014

2 RELAZIONE SEMESTRALE DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO MOBILIARE SISTEMA FONDI ZENIT MC AL 30 GIUGNO 2014 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC BREVE TERMINE 2 NOTA ILLUSTRATIVA 6 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC OBBLIGAZIONARIO 7 NOTA ILLUSTRATIVA 11 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC PIANETA ITALIA 12 NOTA ILLUSTRATIVA 16 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC EVOLUZIONE 17 NOTA ILLUSTRATIVA 21 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC PARSEC 22 NOTA ILLUSTRATIVA 26 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC MEGATREND 27 NOTA ILLUSTRATIVA 31 1

3 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC BREVE TERMINE RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO

4 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC BREVE TERMINE SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

5 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC BREVE TERMINE SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

6 Elenco degli strumenti finanziari in portafoglio alla data della relazione semestrale in ordine decrescente di valore 5

7 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC BREVE TERMINE NOTA ILLUSTRATIVA AL 30 GIUGNO 2014 Il Fondo Zenit MC Breve termine mostra, alla fine del primo semestre 2014, un decremento del patrimonio di circa 1,42 milioni di Euro, evidenziando il prevalere dei rimborsi rispetto alle sottoscrizioni. Il rendimento semestrale della classe I è stato di +1.30%, mentre quello della classe R di +1.11% Il 2014 inizia sulla scia delle preoccupazioni riguardanti il tapering statunitense, ossia della riduzione del flusso di acquisti da parte della Federal Reserve, a 65 miliardi di dollari al mese: il Treasury tocca quindi quota 3% per poi invertire il trend e trascinare al ribasso anche tutte le curve europee. Nonostante alcune fasi di volatilità coincise con la fuoriuscita dei capitali dai mercati emergenti, l acuirsi di alcuni rischi geopolitici come ad esempio la situazione tra Russia ed Ucraina, o l esito delle elezioni europee, dove da un lato riprendono forza alcune istanze antieuropeiste e dall altro, in Italia, si delinea una stabilità politica che non si raggiungeva da anni e che potrebbe favorire le tanto attese riforme strutturali l atteggiamento ultra espansivo della maggiori parte delle banche centrali rende il trend dei mercati obbligazionari sostanzialmente unidirezionale con i tassi decennali periferici europei che si restringono di bp, a fronte di movimenti sul breve termine compresi tra bp. Le parole del presidente della BCE Draghi, che continua ad annunciare interventi specifici qualora ce ne fosse bisogno, rendono gli investitori più disponibili ad accettare un sempre minore premio per rischi addizionali. Assistiamo quindi a ottime performance del comparto corporate bond, di buona è di bassa qualità, con la nascita di una nuova categoria di attivi, gli strumenti ibridi, tra capitale e debito, emesso da società industriali, sulla scia della pratica bancaria. In giugno, il rischio di deflazione, ha finalmente permesso alla BCE di concretizzare parte delle promesse fatte fino ad ora: è quindi la prima tra le grandi Banche Centrali a tagliare i tassi di deposito sotto lo zero. A ciò si aggiunge un generoso programma di operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTROs) che permetteranno alle banche di prendere a prestito un totale di 400 miliardi di euro ad un tasso di 0.25% su scadenza 4 anni. Un programma condizionato al fatto che la liquidità possa davvero affluire alle vene dell economia reale. Le banche, che ad aprile 2016 non avranno aumentato i loro prestiti sopra il livello medio degli ultimi 12 mesi, dovranno rimborsare il prestito anticipatamente. La BCE si è altresì dichiarata decisa a proseguire con i lavori preparatori per eventuali acquisti di asset backed securities, inoltre se i rischi di deflazione dovessero persistere nulla esclude un vero e proprio quantitative easing, ovvero l acquisto di titoli di varia natura. Si prevede ancora un atteggiamento positivo verso il rischio credito, sia governativo sia corporate, ma si sottolinea come mercati talmente compressi possano esasperare varie tipologie di notizie provocando Spike di breve periodo che possono essere sfruttati in ottica di trading. L asset allocation per tutto il corso del primo semestre ha privilegiato le obbligazioni corporate rispetto a quelle governative che rimangono sottopesate rispetto al benchmark. Il peso di queste ultime è rimasto pressoché invariato in zona 57%, ma incrementando il peso della componente periferica (Italia, Spagna e Portogallo) nel corso dei mesi, che passa da un iniziale 29% all attuale 36%. Anche il peso della componente corporate rimane sui livelli medi di periodo del 30 35% con una buona esposizione al settore bancario italiano, al settore assicurativo subordinato, e ad alcuni corporate con un merito credito inferiore all Investment grade. Si evidenzia l inserimento di due titoli così detti Minibond, ossia obbligazioni societarie emesse da aziende non quotate, per cui viene fatta un attenta e specifica due diligence sul piano di sviluppo per il quale richiedono fondi al mercato dei capitali. L esposizione verso questa nuova asset class è dello 0.8%. Si è inoltre inserito un OICR di una casa terza, per un peso del 2.35% per esporsi al mercato degli ibridi societari. L unica fonte di diversificazione valutaria è il dollaro statunitense per un peso di circa il 4%. 6

8 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC OBBLIGAZIONARIO RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO

9 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC OBBLIGAZIONARIO SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

10 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC OBBLIGAZIONARIO SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

11 Elenco dei primi 50 strumenti finanziari in portafoglio alla data della relazione semestrale in ordine decrescente di valore 10

12 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC OBBLIGAZIONARIO NOTA ILLUSTRATIVA AL 30 GIUGNO 2014 Il Fondo Zenit MC Obbligazionario mostra, alla fine del primo semestre del 2014, un incremento del patrimonio di circa 3,34 milioni di Euro, evidenziando il prevalere delle sottoscrizioni rispetto ai rimborsi. Il rendimento semestrale della classe I è stato di +3.22%, mentre quello della classe R di +2.95%. Il 2014 inizia sulla scia delle preoccupazioni riguardanti il tapering statunitense, ossia della riduzione del flusso di acquisti da parte della Federal Reserve, a 65 miliardi di dollari al mese: il Treasury tocca quindi quota 3% per poi invertire il trend e trascinare al ribasso anche tutte le curve europee. Nonostante alcune fasi di volatilità coincise con la fuoriuscita dei capitali dai mercati emergenti, l acuirsi di alcuni rischi geopolitici come ad esempio la situazione tra Russia ed Ucraina, o l esito delle elezioni europee, dove da un lato riprendono forza alcune istanze antieuropeiste e dall altro, in Italia, si delinea una stabilità politica che non si raggiungeva da anni e che potrebbe favorire le tanto attese riforme strutturali l atteggiamento ultra espansivo della maggiori parte delle banche centrali rende il trend dei mercati obbligazionari sostanzialmente unidirezionale con i tassi decennali periferici europei che si restringono di bp, a fronte di movimenti sul breve termine compresi tra bp. Le parole del presidente della BCE Draghi, che continua ad annunciare interventi specifici qualora ce ne fosse bisogno, rendono gli investitori più disponibili ad accettare un sempre minore premio per rischi addizionali. Assistiamo quindi a ottime performance del comparto corporate bond, di buona è di bassa qualità, con la nascita di una nuova categoria di attivi, gli strumenti ibridi, tra capitale e debito, emessi da società industriali, sulla scia della pratica bancaria. In giugno, il rischio di deflazione, ha finalmente permesso alla BCE di concretizzare parte delle promesse fatte fino ad ora: è quindi la prima tra le grandi Banche Centrali a tagliare i tassi di deposito sotto lo zero. A ciò si aggiunge un generoso programma di operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTROs) che permetteranno alle banche di prendere a prestito un totale di 400 miliardi di euro ad un tasso di 0.25% su scadenza 4 anni. Un programma condizionato al fatto che la liquidità possa davvero affluire alle vene dell economia reale. Le banche, che ad aprile 2016 non avranno aumentato i loro prestiti sopra il livello medio degli ultimi 12 mesi, dovranno rimborsare il prestito anticipatamente. La BCE si è altresì dichiarata decisa a proseguire con i lavori preparatori per eventuali acquisti di asset backed securities, inoltre se i rischi di deflazione dovessero persistere nulla esclude un vero e proprio quantitative easing, ovvero l acquisto di titoli di varia natura. Si prevede ancora un atteggiamento positivo verso il rischio credito, sia governativo sia corporate, ma si sottolinea come mercati talmente compressi possano esasperare varie tipologie di notizie provocando Spike di breve periodo che possono essere sfruttati in ottica di trading. L asset allocation per tutto il corso del primo semestre ha privilegiato le obbligazioni corporate rispetto a quelle governative che rimangono sottopesate rispetto al benchmark. Il peso di queste ultime è rimasto pressoché invariato in zona 40%, ma incrementando il peso, e la duration, della componente periferica (Italia, Spagna e Portogallo) nel corso dei mesi, che passa da un iniziale 34% all attuale 38%. Anche il peso della componente corporate rimane sui livelli medi di periodo del 40 45% con una buona esposizione al settore bancario senior e subordinato, al settore assicurativo subordinato, e ad alcuni corporate con un merito credito inferiore all Investment grade. Si evidenzia l inserimento di due titoli così detti Minibond, ossia obbligazioni societarie emesse da aziende non quotate, per cui viene fatta un attenta e specifica due diligence sul piano di sviluppo per il quale richiedono fondi al mercato dei capitali. L esposizione verso questa nuova asset class è del 2.6%. Si è inoltre inserito un OICR di una casa terza, per un peso del 1% per esporsi al mercato degli ibridi societari. Avendo una preferenza relativa per i titoli azionari rispetto ai titoli del reddito fisso, la componente equity, in titoli e attraverso fondi specializzata, è stata alzata tra l 8 e il 10%, cui si somma una quota piuttosto stabile di obbligazioni convertibili per circa il 2% L unica fonte di diversificazione valutaria è il dollaro statunitense per un peso di circa il 7%. 11

13 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC PIANETA ITALIA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO

14 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC PIANETA ITALIA SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

15 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC PIANETA ITALIA SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

16 Elenco dei titoli in portafoglio alla data della relazione semestrale in ordine decrescente di valore 15

17 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC PIANETA ITALIA NOTA ILLUSTRATIVA AL 30 GIUGNO 2014 Il Fondo Zenit MC Pianeta Italia mostra, alla fine del primo semestre del 2014, un incremento del patrimonio di circa 4,52 milioni di Euro, evidenziando il prevalere delle sottoscrizioni rispetto ai rimborsi. Il rendimento semestrale della classe I è stato di +6.96%, mentre quello della classe R di +6.30% Il primo semestre del 2014 è stato complessivamente positivo per il mercato azionario italiano, con l indice FTSE All share (benchmark di riferimento del Fondo) che ha guadagnato l 11,73%. Il primo trimestre del 2014 è stato caratterizzato da tre mesi positivi, dovuto principalmente al restringimento dello spread BTP/Bund. In Gennaio è stata molto alta la volatilità intra settoriale, con rendimenti molto differenziati sia tra settori sia tra i titoli dello stesso settore: i titoli industriali, le telecomunicazioni e alcune grandi banche sono stati i migliori, mentre i titoli del lusso e gli assicurativi sono stati tra i peggiori. Il mese di Febbraio si è caratterizzato per un consolidamento del mercato, con quello italiano che si è distinto come il migliore in Europa dall inizio di Gennaio (+7,5%). I titoli finanziari, e in particolar modo le banche popolari, e alcuni industriali sono stati tra i titoli migliori mentre le telecomunicazioni, i titoli energetici e quelli del lusso sono stati tra i peggiori. Sul fronte politico italiano, la nomina del nuovo Presidente del Consiglio dei ministri ha contribuito a dare slancio ai mercati italiani. Molto positivo il mese di Marzo, quando il mercato ha registrato una crescita di quasi il 6%; ancora una volta i titoli delle banche e di alcuni ciclici sono stati i migliori, mentre i titoli legati ai consumi, alcuni tra i ciclici e i titoli del lusso hanno sottoperformato in modo significativo. Il secondo trimestre è stato più contrastato, con il mercato che ha continuato la crescita in Aprile, mentre ha invertito il trend a Maggio e a Giugno. Sebbene, come anticipato, Aprile sia stato anch esso un mese positivo si è notata una diminuzione della forza del mercato italiano. I titoli delle Telecomunicazioni e delle utilities sono salite mentre soprattutto le banche e i gestori di patrimoni hanno cominciato a scendere. A Maggio si è manifestato un cambiamento del trend in atto sui mercati fin dall inizio di Gennaio (anche in questo mese il mercato italiano non è stato il migliore in Europa). Sono andate relativamente bene le utilities, mentre gli assicurativi, i media e i gestori di patrimoni hanno continuato a stornare. In Giugno il mercato azionario è sceso del 2% circa con le utilities e le società energetiche tra le migliori, mentre i titoli media, le banche e i gestori di patrimoni sono stati tra i peggiori. La strategia del Fondo nel semestre ha privilegiato i titoli ciclici, con un sovrappeso di settori industriali e consumi, un atteggiamento dinamico, ma sostanzialmente in sovrappeso, della componente finanziaria, e sottopesata di energetici e utilities, variando l esposizione azionaria globale fra sottopeso e sovrappeso con una forte caratterizzazione della componente mid small cap. Sui mercati azionari è stato assunto un atteggiamento più reattivo in termini di asset allocation, che è stata tenuta in sovrappeso pur in un contesto di dinamismo: l esposizione azionaria netta sarà quindi tendenzialmente over rispetto al benchmark, nell intervallo 70% 110%. Si mantiene un netto sovrappeso small medium caps e si intensificherà l attività di trading, sia sui singoli titoli sia tramite futures su indici. In un ottica di diversificazione del rischio, si potrebbe allocare fino al 15% del portafoglio in titoli area euro. 16

18 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC EVOLUZIONE RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO

19 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC EVOLUZIONE SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

20 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC EVOLUZIONE SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

21 Elenco degli strumenti finanziari in portafoglio alla data della relazione semestrale in ordine decrescente di valore 20

22 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC EVOLUZIONE NOTA ILLUSTRATIVA AL 30 GIUGNO 2014 Il Fondo Zenit MC Evoluzione mostra, alla fine del primo semestre del 2014, un incremento del patrimonio di circa 2,25 milioni di Euro, evidenziando il prevalere delle sottoscrizioni rispetto ai rimborsi. Il rendimento semestrale della classe I è stato di +0.30%, mentre quello della classe R di 0.38%. Il primo trimestre 2014 ha visto il mercato azionario nel suo complesso segnare nuovi massimi, per poi correggere lievemente. E evidente nei numeri il trend favorevole ai periferici europei, in particolar modo l Italia, che risultava essere il miglior mercato, con una performance trimestrale del 14.36%, decisamente superiore al +1.70% dell indice europeo o al +1.30% dello S&P500. Molto più erratici gli altri paesi, con Giappone ed alcuni emergenti pesantemente negativi. Sui mercati in via di sviluppo pesano le attese del rialzo tassi in USA e alcune instabilità politiche che portano gli investitori a far uscire gran parte dei flussi finanziari che vengono riposizionati sull eurozona, dove si evidenziano numerosi segnali di inversione di trend, dopo un lungo periodo di crisi, e valutazioni azionarie, aggiustate per il ciclo, a sconto fra il 30% e il 50%. Sui movimenti di mercato sempre maggior peso viene attributo alle indicazioni delle Banche Centrali in tema di supporto non convenzionale all economia. La Federal Reserve in pratica congela l exit strategy e la BCE, nella riunione di giugno, per il reale rischio di deflazione che pesa sull Europa, riesce finalmente a concretizzare parte delle promesse fatte fino ad ora: è quindi la prima tra le grandi Banche Centrali a tagliare i tassi di deposito sotto lo zero. A ciò si aggiunge un generoso programma di operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTROs) che permetteranno alle Banche di prendere a prestito un totale di 400 miliardi di euro ad un tasso di 0.25% su scadenza 4 anni. Un programma condizionato affinché la liquidità possa davvero finire nelle vene dell economia reale. Le Banche che ad aprile 2016 non avranno aumentato i loro prestiti sopra il livello medio degli ultimi 12 mesi dovranno rimborsare il prestito anticipatamente. La BCE si è altresì dichiarata decisa a proseguire con i lavori preparatori per eventuali acquisti di asset backed Securities; inoltre, se i rischi di deflazione dovessero persistere, nulla esclude un vero e proprio quantitative easing, ovvero l acquisto di titoli di varia natura. Nonostante ciò i mercati azionari nel secondo trimestre riallineano le performance tra le diverse aree geografiche, con una riconquista della leadership, in termini di forza relativa, da parte degli USA e una ripresa dei mercati emergenti con alcune aree (India) sugli scudi. Affinché il rally possa proseguire è quindi essenziale che da un lato i mercati non si adagino solo su aspettative interventistiche da parte della Banche Centrali, indubbiamente alle prese con la difficoltà di normalizzare i tassi, e dall altro che si proceda con le riforme strutturali in grado di far ripartire vigorosamente il ciclo economico. Sui mercati del reddito fisso l atteggiamento ultra espansivo delle Banche Centrali rende il trend dei mercati obbligazionari praticamente unidirezionale con i tassi decennali periferici europei che si restringono di bp, a fronte di movimenti sul breve termine compresi tra bp. Gli investitori vendono quindi ridursi drasticamente il rischio sistemico e si dimostrano sempre disponibili ad accettare un minore premio per rischi addizionali; si assiste quindi a ottime performance del comparto corporate bond, di buona è di bassa qualità, con la nascita di una nuova categoria di attivi, gli strumenti ibridi, tra capitale e debito, emessi da società industriali, sulla scia della pratica bancaria. Il portafoglio del Fondo nel corso del semestre ha subito una profonda riallocazione geografica, assegnando sempre maggior peso all Europa, soprattutto periferica, attraverso fondi specializzati o operatività in future. Il Giappone, per la sua elevata volatilità è stato lavorato in trading, mentre nella prima parte dell anno, preoccupati dell impatto del tapering americano si è usciti dai mercati emergenti, su cui si è deciso di rientrare solo verso la fine del semestre con un esposizione sui Mercati di frontiera. In termini di asset allocation, avendo una preferenza relativa per i mercati dei capitali rispetto ai mercati del reddito fisso, si è deciso di preferire a fondi governativi, fondi flessibili, che acquistano sempre maggior peso nel corso dei mesi. Vista l elevata rotazione settoriale si è lavorato in trading sul settore più volatile risultato essere quello bancario europeo e sui ciclici influenzati dai dati macro altalenanti, finanziati spesso dal settore più difensivo, ossia quello dell Healthcare. L ultima scommessa settoriale presa sul Fondo a fine semestre risulta quella sulle Utilities europee. Sul mercato dei corporate è stato inserito un Fondo dedicato ai nuovi strumenti di debito ibrido, che incorporano quindi anche un rischio capitale a fronte di una remunerazione significativamente superiore alle normali obbligazioni societarie. Per caratterizzare maggiormente il Fondo e per sfruttare le dinamiche corporate si sono inserite in trading varie nuove emissioni, dai subordinati assicurativi e bancari, a corporate industriali sia senior sia convertibili. La politica di gestione attuata prevede anche l impiego di future su indici di mercati azionari, sia al fine di coprire il rischio di mercato, sia come strumento per incrementare l esposizione del Fondo in modo rapido e flessibile. 21

23 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC PARSEC RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO

24 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC PARSEC SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

25 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC PARSEC SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

26 Elenco degli strumenti finanziari in portafoglio alla data della relazione semestrale in ordine decrescente di valore 25

27 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC PARSEC NOTA ILLUSTRATIVA AL 30 GIUGNO 2014 Il Fondo Zenit MC Parsec mostra, alla fine del primo semestre del 2014, un valore complessivo del patrimonio sostanzialmente invariato rispetto a quello della fine del Il rendimento semestrale della classe I è stato di +0.32%, mentre quello della classe R di 0.35%. Il primo trimestre 2014 ha visto il mercato azionario nel suo complesso segnare nuovi massimi, per poi correggere lievemente. E evidente nei numeri il trend favorevole ai periferici europei, in particolar modo l Italia, che risultava essere il miglior mercato, con una performance trimestrale del 14.36%, decisamente superiore al +1.70% dell indice europeo o al +1.30% dello S&P500. Molto più erratici gli altri paesi, con Giappone ed alcuni emergenti pesantemente negativi. Sui mercati in via di sviluppo pesano le attese del rialzo tassi in USA e alcune instabilità politiche che portano gli investitori a far uscire gran parte dei flussi finanziari che vengono riposizionati sull eurozona, dove si evidenziano numerosi segnali di inversione di trend, dopo un lungo periodo di crisi, e valutazioni azionarie, aggiustate per il ciclo, a sconto fra il 30% e il 50%. Sui movimenti di mercato sempre maggior peso viene attributo alle indicazioni delle Banche Centrali in tema di supporto non convenzionale all economia. La Federal Reserve in pratica congela l exit strategy e la BCE, nella riunione di giugno, per il reale rischio di deflazione che pesa sull Europa, riesce finalmente a concretizzare parte delle promesse fatte fino ad ora: è quindi la prima tra le grandi Banche Centrali a tagliare i tassi di deposito sotto lo zero. A ciò si aggiunge un generoso programma di operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTROs) che permetteranno alle Banche di prendere a prestito un totale di 400 miliardi di euro ad un tasso di 0.25% su scadenza 4 anni. Un programma condizionato affinché la liquidità possa davvero finire nelle vene dell economia reale. Le Banche che ad aprile 2016 non avranno aumentato i loro prestiti sopra il livello medio degli ultimi 12 mesi dovranno rimborsare il prestito anticipatamente. La BCE si è altresì dichiarata decisa a proseguire con i lavori preparatori per eventuali acquisti di asset backed Securities; inoltre, se i rischi di deflazione dovessero persistere, nulla esclude un vero e proprio quantitative easing, ovvero l acquisto di titoli di varia natura. Nonostante ciò i mercati azionari nel secondo trimestre riallineano le performance tra le diverse aree geografiche, con una riconquista della leadership, in termini di forza relativa, da parte degli USA e una ripresa dei mercati emergenti con alcune aree (India) sugli scudi. Affinché il rally possa proseguire è quindi essenziale che da un lato i mercati non si adagino solo su aspettative interventistiche da parte della Banche Centrali, indubbiamente alle prese con la difficoltà di normalizzare i tassi, e dall altro che si proceda con le riforme strutturali in grado di far ripartire vigorosamente il ciclo economico. Sui mercati del reddito fisso l atteggiamento ultra espansivo delle Banche Centrali rende il trend dei mercati obbligazionari praticamente unidirezionale con i tassi decennali periferici europei che si restringono di bp, a fronte di movimenti sul breve termine compresi tra bp. Gli investitori vendono quindi ridursi drasticamente il rischio sistemico e si dimostrano sempre disponibili ad accettare un minore premio per rischi addizionali; si assiste quindi a ottime performance del comparto corporate bond, di buona è di bassa qualità, con la nascita di una nuova categoria di attivi, gli strumenti ibridi, tra capitale e debito, emessi da società industriali, sulla scia della pratica bancaria. Il portafoglio del Fondo nel corso del semestre ha subito una profonda riallocazione geografica, assegnando sempre maggior peso all Europa, soprattutto periferica, attraverso fondi specializzati o operatività in future. Il Giappone, per la sua elevata volatilità è stato lavorato in trading, mentre nella prima parte dell anno, preoccupati dell impatto del tapering americano si è usciti dai mercati emergenti, su cui si è deciso di rientrare solo verso la fine del semestre con un esposizione sui Mercati di frontiera. In termini di asset allocation, avendo una preferenza relativa per i mercati dei capitali rispetto ai mercati del reddito fisso, si è deciso di preferire a fondi governativi, fondi flessibili, che acquistano sempre maggior peso nel corso dei mesi. Vista l elevata rotazione settoriale si è lavorato in trading sul settore più volatile risultato essere quello bancario europeo e sui ciclici influenzati dai dati macro altalenanti, finanziati spesso dal settore più difensivo, ossia quello dell Healthcare e telecomunicazioni. L ultima scommessa settoriale presa sul Fondo a fine semestre risulta quella sulle Utilities europee. Sul mercato dei corporate si è inserito un Fondo dedicato ai nuovi strumenti di debito ibrido, che incorporano quindi anche un rischio capitale a fronte di una remunerazione significativamente superiore alle normali obbligazioni societarie. La politica di gestione attuata prevede anche l impiego di future su indici di mercati azionari, sia al fine di coprire il rischio di mercato, sia come strumento per incrementare l esposizione del Fondo in modo rapido e flessibile. 26

28 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC MEGATREND RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO

29 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC MEGATREND SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

30 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC MEGATREND SITUAZIONE PATRIMONIALE AL

31 Elenco dei titoli in portafoglio alla data della relazione semestrale in ordine decrescente di valore 30

32 RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO ZENIT MC MEGATREND NOTA ILLUSTRATIVA AL 30 GIUGNO 2014 Il Fondo Zenit MC Megatrend mostra, alla fine del primo semestre del 2014, un valore complessivo del patrimonio sostanzialmente invariato rispetto a quello della fine del Il rendimento semestrale della classe I è stato di +3.31%, mentre quello della classe R di +2.54%. Il primo trimestre 2014 ha visto il mercato azionario nel suo complesso segnare nuovi massimi, per poi correggere lievemente. E evidente nei numeri il trend favorevole ai periferici europei, in particolar modo l Italia, che risultava essere il miglior mercato, con una performance trimestrale del 14.36%, decisamente superiore al +1.70% dell indice europeo o al +1.30% dello S&P500. Molto più erratici gli altri paesi, con Giappone ed alcuni emergenti pesantemente negativi. Sui mercati in via di sviluppo pesano le attese del rialzo tassi in USA e alcune instabilità politiche che portano gli investitori a far uscire gran parte dei flussi finanziari che vengono riposizionati sull eurozona, dove si evidenziano numerosi segnali di inversione di trend, dopo un lungo periodo di crisi, e valutazioni azionarie, aggiustate per il ciclo, a sconto fra il 30% e il 50%. Sui movimenti di mercato sempre maggior peso viene attributo alle indicazioni delle Banche Centrali in tema di supporto non convenzionale all economia. La Federal Reserve in pratica congela l exit strategy e la BCE, nella riunione di giugno, per il reale rischio di deflazione che pesa sull Europa, riesce finalmente a concretizzare parte delle promesse fatte fino ad ora: è quindi la prima tra le grandi Banche Centrali a tagliare i tassi di deposito sotto lo zero. A ciò si aggiunge un generoso programma di operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTROs) che permetteranno alle Banche di prendere a prestito un totale di 400 miliardi di euro ad un tasso di 0.25% su scadenza 4 anni. Un programma condizionato affinché la liquidità possa davvero finire nelle vene dell economia reale. Le Banche che ad aprile 2016 non avranno aumentato i loro prestiti sopra il livello medio degli ultimi 12 mesi dovranno rimborsare il prestito anticipatamente. La BCE si è altresì dichiarata decisa a proseguire con i lavori preparatori per eventuali acquisti di asset backed Securities; inoltre, se i rischi di deflazione dovessero persistere, nulla esclude un vero e proprio quantitative easing, ovvero l acquisto di titoli di varia natura. Nonostante ciò i mercati azionari nel secondo trimestre riallineano le performance tra le diverse aree geografiche, con una riconquista della leadership, in termini di forza relativa, da parte degli USA e una ripresa dei mercati emergenti con alcune aree (India) sugli scudi. Affinché il rally possa proseguire è quindi essenziale che da un lato i mercati non si adagino solo su aspettative interventistiche da parte della Banche Centrali, indubbiamente alle prese con la difficoltà di normalizzare i tassi, e dall altro che si proceda con le riforme strutturali in grado di far ripartire vigorosamente il ciclo economico. Il portafoglio del Fondo nel corso del semestre ha subito una riallocazione geografica, assegnando sempre maggior peso all Europa, soprattutto periferica, attraverso fondi specializzati o operatività in future. Il Giappone, per la sua elevata volatilità è stato lavorato in trading, mentre nella prima parte dell anno, preoccupati dell impatto del tapering americano si è usciti dai mercati emergenti, su cui si è deciso di rientrare solo verso la fine del semestre con un esposizione sui Mercati di frontiera. Per quanto riguarda gli USA, sul finire del semestre si è preferito azzerare l esposizione sulle large cap a favore delle società a minore capitalizzazione. Vista l elevata rotazione settoriale si è lavorato in trading sul settore più volatile risultato essere quello bancario europeo e sui ciclici influenzati dai dati macro altalenanti, finanziati spesso dal settore più difensivo, ossia quello dell Healthcare e telecomunicazioni. L ultima scommessa settoriale presa sul Fondo alla fine del semestre è quella sulle Utilities europee. La politica di gestione attuata prevede anche l impiego di future su indici di mercati azionari, sia al fine di coprire il rischio di mercato, sia come strumento per incrementare l esposizione del Fondo in modo rapido e flessibile. 31

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