Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit.

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1 Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit. NID Non profit Innovation Day Università Bocconi Milano, 12 novembre /11/2014 1

2 Mi presento, da dove vengo? E perché sono qui? Sono stato fortunato perché ho potuto lavorare 37 anni per una organizzazione umanitaria internazionale dedicata esclusivamente alla causa dei bambini e delle bambine. Ho iniziato come fosse una start up, passando tutte le fasi: dalle prime difficoltà economiche, alle necessarie crisi organizzative legate alla crescita, dal monopolio alla leadership, dalle complesse situazioni legate alla governance, agli scenari esterni che cambiavano sempre più rapidamente. Ho maturato una grande esperienza che provo a trasmettere a chi ha iniziato a lavorare nel non profit o a chi sta pensando di entrarci. Perché continuo a pensare che un mondo migliore sia ancora possibile. Nonostante tutto. 18/11/2014 2

3 Momenti e incontri davvero unici, che hanno segnato una vita. 18/11/2014 3

4 In cui erano chiari gli obiettivi del mio lavoro 18/11/2014 4

5 9 maggio 1971 Marcia Internazionale per lo Sviluppo. Roma MANI TESE Da qui, simbolicamente, inizia un percorso che diventerà una professione. Nonostante tutto. 18/11/2014 5

6 Un certo mondo è sempre sceso per strada ma quanta ne è stata fatta insieme? 18/11/2014 6

7 Cerco qualche sognatore 9 maggio 2021 è ancora una domenica Una Marcia Internazionale a Roma per cosa? Potrebbe servire ancora a qualcosa? Come sarà cambiato il nostro Paese tra sette anni? E il mondo intero in questi cinquant anni? Quanti ragazzi vi hanno partecipato allora e che sono ancora qui, da adulti, a sporcarsi le mani per la propria comunità umana? C è ancora spazio per simili eventi «d altri tempi» e con una tecnica di raccolta fondi ancora molto anglosassone? Si potrebbe fare insieme, su un tema comune, per rafforzare la community italiana del non profit? 18/11/2014 7

8 Il «magma» del non profit italiano. Oggi. Cosa hanno in comune una Università non statale e un doposcuola nei quartieri più degradati? Un centro fitness e un organizzazione sportiva per disabili? Un pub e una mensa per i poveri? Una clinica religiosa e un associazione di volontariato sanitario? (Giovanni Moro, «Contro il non profit», Editori Laterza -2014) 18/11/2014 8

9 La dimensione stimata del non profit in Italia. La sua «esplosione» è dopo il Il 94% delle realtà non profit sono nate dopo il Lo sviluppo maggiore c è stato tra gli anni 80 e 90. Oltre istituzioni non profit (ISTAT 2011). Quasi un milione di lavoratori dipendenti, lavoratori esterni e collaboratori atipici. Circa 4,7 milioni di italiani sono impegnati in attività di volontariato. Una impalcatura regolamentare e legislativa nazionale e locale imponente. Per non parlare di quella fiscale (per la gioia dei commercialisti). Effetto alone: non è vero che tutto quello che «viene» dal non profit è buono, promuove l altruismo e diffonde il capitale sociale. 18/11/2014 9

10 Una questione culturale aperta nel settore del non profit: una parte «buona» che dà significato al tutto. L Italia e temo il mondo intero - è pieno di persone che pensano in ottima fede che il settore non profit sia fatto solo di organizzazioni che si occupano di situazioni di rischio o di emergenza che ricadono sotto la responsabilità della comunità, incarnando valori come la giustizia sociale, la solidarietà con i più deboli o l impegno per le generazioni future.» (Giovanni Moro Contro il non profit pag. 24) 18/11/

11 Una opportunità di innovazione: legge delega per il riordino di tutto il «magma» del non profit 0 Terzo Settore. OBIETTIVI DELLA LEGGE Libro primo del Codice Civile (del 1942). Adozione di un Testo Unico per la disciplina tributaria. Revisione disciplina in materia di Impresa Sociale. Nuova disciplina per il Servizio Civile Universale. 18/11/

12 Un «magma» che sfugge. Va regolato perché non mortifichi la fiducia del donatore Ad una semplice domanda: quanto denaro, ogni anno, danno gli italiani alle associazioni non profit? E molto difficile rispondere. Quante predispongono un semplice rendiconto oneri/proventi? Esistono indagini e stime: DOXA, Eurisko, Istituto Italiano della Donazione, IRS Istituto per la Ricerca Sociale e altri. C era una Agenzia per le Onlus o il Terzo Settore ma da qualche anno è stata chiusa per politiche di spending review C è il 5Xmille stabilizzato e un «tetto» molto alto ma ci sono anche molte associazioni che non ritirano il denaro Lasciti e testamenti, donazioni in denaro non sempre tracciabili (p.e. le raccolte in chiesa), Comitati occasionali, collette, banchetti 18/11/

13 Partiamo dalla mia esperienza: un punto di vista che non vuole essere una verità valida per tutti. 18/11/

14 I (miei) quattro pilastri per «edificare» una organizzazione non profit. Le risorse economiche Le risorse umane Il modello organizzativo e la governance La relazione con gli stakeholders esterni 18/11/

15 La sostenibilità economica: importante, ma non fondamentale. Fare i passi giusti partendo prima di tutto dalla Missione. Quando la parola investimento era un tabù. Comunicazione semplice per far capire bene cosa si intende fare con le risorse raccolte. I progetti che «si vedono e toccano». Bisogna saper chiedere e saper ringraziare. Ma non sono i donatori che decidono «il da farsi». Diversificare gli strumenti della raccolta fondi. L avvento del web, ma l Italia è indietro. La raccolta con l sms, i donatori regolari, il sostegno a distanza, il DM, il 5Xmille, le piazze e tutto il resto. Il circo mediatico: non sono i giornali o la televisione a stabilire chi è efficiente. Di quale organizzazione c è da fidarsi. Il ranking dell affidabilità. Imparare dal mondo anglosassone 18/11/

16 Le risorse umane: lo staff e i volontari. Sono le persone che fanno le organizzazioni. Milioni di persone coinvolte con regole e norme che vengono dal mondo profit: volontari e lavoratori retribuiti. Chiarire per ridurre le aree di incomprensione e conflittualità. Riordino: contratto unico per i lavoratori del non profit Prima si costruivano organizzazioni con amici e parenti ora le più grandi adottano per il personale sistemi di selezione del profit. Anche per i volontari che siedono nel Board. Fa bene la contaminazione? Contaminarsi sui fattori positivi Il non profit come «trampolino» per la visibilità professionale. Il modello delle competenze e il processo di valorizzazione. 18/11/

17 La governance e il modello organizzativo a tendere. Chi detta le linee guida, controlla, supporta e valuta. Chi prepara le strategie, i piani operativi e chi li gestisce. I conflitti di interesse e le invasioni reciproche di campo. Se entra la politica nelle organizzazioni rispetto alla missione I «padri fondatori» illuminati e non Cosa sarà dopo di loro? Il rischio dei «silos» organizzativi che rendono complicata la comunicazione interna, l integrazione dei processi e fanno lievitare i costi. Necessità di avere strutture più orizzontali, una responsabilità più diffusa e meno verticistica. Modello a tendere. Ma mai statico. 18/11/

18 Le relazioni con gli stakeholders: comunicazione, trasparenza, accountability, alleanze per l advocacy Lo storytelling per coinvolgere i sostenitori con storie vere. Educare i donatori verso la «cultura del dono» (4 ottobre). Gli ambasciatori, i testimonial chi ci mette la faccia. Bilancio di Missione, Bilancio Sociale, render conto in modo responsabile (accountability). Prendere posizione, fare pressione, creare alleanze per un progetto «politico» comune, dare voce a chi non può usare la propria E la cultura e la conoscenza che fa muovere un Paese. 18/11/

19 Il rischio maggiore: guardarsi la punta delle scarpe Le risorse economiche IMPATTO SULLA REALTA EFFICACIA DEI RISULTATI Le risorse umane Governance e modello organizzativo La relazione con gli stakeholders 18/11/

20 La vera sfida: far parlare i beneficiari, saperli ascoltare, e crescere anche con le loro critiche. Farsi dire dall altro, dal diretto interessato, come vanno le cose e non dare nulla per scontato! Un gap culturale nei sistemi di valutazione, monitoraggio e partecipazione diretta alla gestione delle «community di interesse» e nella tutela dei Diritti di ogni essere umano. Saper ascoltare: gli aventi diritto, i cittadini, i bambini, le donne, coloro che subiscono ingiustizie, i malati, i diversamente abili, i senza fissa dimora, i poveri, gli immigrati Saper valutare: Child Friendly Cities, Baby Friendly Hospital Initiative, Tribunale dei Diritti del Malato, Sportelli di relazione con i cittadini, Scuola Amica dei bambini e delle bambine 18/11/

21 Le parole che ho incontrato: quelle obsolete che ho perso, e quelle che sono rimaste solide davanti a me POVERTA SVILUPPO FAME VOLONTARI SOLIDARIETA TERZO MONDO CARITA GIUSTIZIA BAMBINI SOLDATO MORBILLO VACCINAZIONI COOPERAZIONE ALLATTAMENTO PARTECIPAZIONE VILLAGGIO OSPEDALE EMERGENZATRASPARENZA COERENZA EQUITA CIBO DISPENSARIO CONVENZIONE ONU UMANITARIA SPERANZA ACQUA &LATRINE DIRITTI UMANI INFANZIA AFRICA SLUM CRESCITA MIGRAZIONI SFRUTTAMENTO HIV-AIDS ACCOUNTABILITY ECONOMIA SOSTENIBILITA ETICA SCHIAVITU BENE FICIENZA SCUOLA DONNE ADVOCACY SACRIFICIO BIDONVILLE DEMOGRAFIA POLITICA 18/11/

22 Il non profit, in un periodo di crisi economica, lavora per la crescita e l efficienza o per l equità e l efficacia? EQUITA : è offrire ad ogni individuo l opportunità di iniziare bene la propria vita. (passare da fattori economico quantitativi ad altri basati su diritti e qualità di vita) 18/11/

23 NON ABITUARSI ALL IDEA CHE IL MONDO NON POSSA CAMBIARE UNA MARCIA POSSIBILE.. RIDURRE IL DIVARIO ECONOMICO E CULTURALE. RIPENSARE ALLA CRESCITA IN OTTICA DI SOSTENIBILITA UMANA E AMBIENTALE. EQUITA COME LEVA DI CAMBIAMENTO PER RIDURRE I CONFLITTI TRA GENERAZIONI, CONTINENTI E POPOLI. 18/11/

24 «L essenziale è invisibile agli occhi» grazie! Roberto Salvan mobile /11/

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