Come far parlare la Bibbia

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1 Franco Giacobini Angela Goodwin Come far parlare la Bibbia Ipotesi di un Laboratorio della Parola SOCIETÀ BIBLICA BRITANNICA & FORESTIERA

2 Franco Giacobini Angela Goodwin Come far parlare la Bibbia Ipotesi di un Laboratorio della Parola Società Biblica Britannica & Forestiera 3

3 CONFEZIONE DIRE LA PAROLA ISBN X copyright 1996 SOCIETÀ BIBLICA BRITANNICA & FORESTIERA Via Quattro Novembre 107, Roma Proprietà letteraria riservata I testi biblici sono tratti prevalentemente da Parola del Signore. La Bibbia. Traduzione interconfessionale in lingua corrente, LDC~ABU, Le foto di Gassman sono di Diletta D Andrea. Le foto di Franco Giacobini e Angela Goodwin sono dello Studio Dario Tassa. Le musiche contenute nella registrazione Un racconto di Vittorio Gassman sono di Roberto Musto. Tecnici del suono: Giacomo De Caterini e Roberta Bistocchi. Riproduzione delle cassette e confezionamento Durema srl, Milano Ufficio stampa Tiziana Donat Cattin Progetto e realizzazione grafica dei volumetti: Typo di Alessandro Bramucci. Finito di stampare nel maggio 1996 dalla tipolitografia Bellastampa di Stefano Perelli, Roma Questo volume fa parte della confezione Dire la Parola e non è vendibile separatamente. 4

4 Sommario Prima di tutto... 9 Presentazione 11 I.PREMESSA 1. Come è nata l idea Un esperienza parallela Come usare questo libro 23 II.LAVORO SU SE STESSI 1. Voce e parola [respirazione modulazione del suono] L immaginazione [se circostanze date] 39 III.LAVORO SUL TESTO 1. Analisi del testo Sottotesto Memoria emotiva 70 IV.«LECTIO DIVINA» 1. Il significato letterale. La «collatio» L approfondimento del senso. La «ruminatio» e la «meditatio» Verso la preghiera e la contemplazione. La «contemplatio» 94 5

5 V.CONCLUSIONE Una lezione di Alonso Schökel 97 Un saluto al lettore 101 APPENDICE 1. Preghiera dell attore Una scena da «Troppo vera per essere buona» di George Bernard Shaw Articolo dal «Popolo» del 3 marzo Programma del Laboratorio della Parola presso il Collegio di S. Isidoro (1985/86) Invito per il Laboratorio della Parola presso la Comunità Valdese di piazza Cavour (1992) 123 6

6 Figlio mio, sta attento a un altra cosa: non si finisce mai di scrivere libri... [Qoelet 12, 12] 7

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8 COME FAR PARLARE LA BIBBIA Prima di tutto... Angela Goodwin e Franco Giacobini devono informare il lettore che, di quanto leggerà nelle pagine che seguono, di veramente «loro» c è assai poco. L iniziativa è dell editore Valdo Bertalot, le idee sono dei Padri della Chiesa e di Stanislavskij. Quanto poi al linguaggio, molto è dovuto alla revisione di Carla Frova, Roberto Musto e Mara La Posta. Grazie a Vittorio Gassman per il suo alto contributo, a Luis Alonso Schökel, a Innocenzo Gargano, a Rosanna Costantini, a Franca Long, a Maria Bonafede. E già da ora un infinita riconoscenza a chi di voi ci aiuterà a migliorare le prossime edizioni. E soprattutto siamo grati allo Spirito Santo che soffierà su tutti noi, perché la Parola di Dio si possa comunicare sempre e ovunque restino anche due soli uomini sulla terra. Angela e Franco 9

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10 COME FAR PARLARE LA BIBBIA Presentazione La motivazione alla base di questa iniziativa è la gioia di riuscire, attraverso lapropria voce, a far parlare la Parola di Dio. Gli attori Franco Giacobini e Angela Goodwin descrivono come gioiosamente si può dire, narrare la Bibbia alla luce della loro lunga esperienza professionale e della loro coraggiosa e caparbia iniziativa di leggere la Bibbia, soprattutto il Vangelo di Marco, ovunque nel nostro paese da oltre dodici anni. La semplicità, la competenza, la coerenza e la ricchezza dei loro suggerimenti, sia scritti in questo volume sia esposti nelle due audiocassette contenute nella confezione Dire la Parola, rivelano il loro impegno, continuo negli anni, vissuto con gioie e dolori, speranza e sofferenza, per comunicare sempre meglio la Parola di Dio tramite lo strumento della voce. La Società Biblica Britannica & Forestiera desidera ringraziare Franco Giacobini e Angela Goodwin per questo prezioso e continuo lavoro di comunicazione biblica, un caso unico per la sua costanza nel panorama culturale e teatrale italiano. La peculiarità di questa esperienza ha motivato la Società Biblica a chiedere a Franco Giacobini e Angela Goodwin di raccontare come si fa a far parlare la Bibbia per condividere questa gioia con quanti altri sono desiderosi di narrare la Parola. Grazie alla loro generosa disponibilità, presentiamo questo volume e le audiocassette che lo accompagnano. Vittorio Gassman, inoltre, ha accolto l invito di Franco Giacobini e Angela Goodwin di contribuire a questa iniziativa e nel suo Un racconto espone, evoca ed esemplifica gli elementi principali dell arte del dire ~ arte che egli esprime e onora con grande professionalità da oltre cinquant anni ~ leggendo brani della Bibbia e testi di poesia. 11

11 COME FAR PARLARE LA BIBBIA Nello spirito di questa iniziativa di condividere tale esperienza comunicativa, invito tutti coloro che lo desiderano a segnalare la presenza di «Laboratori della Parola», già esistenti o che stanno per nascere, a Franco Giacobini e Angela Goodwin, inviando alla Società Biblica le loro indicazioni. A nome della Società Biblica ringrazio vivamente tutti coloro che hanno collaborato a realizzare questa iniziativa e, insieme a loro, esprimo l augurio che il nostro fare aiuti molti a dire la Parola con gioia. Valdo Bertalot 12

12 TITOLO PARTE I.PREMESSA 13

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14 PREMESSA 1. Come è nata l idea Da anni si avverte un certo malessere, un disagio sottaciuto, nel culto delle comunità cristiane: sia chi comunica sia chi ascolta non è in grado di farlo sempre in modo efficace. Questa realtà sconcertante, nella liturgia cattolica e nel culto evangelico della domenica, è un problema complesso. Le rare volte che si è voluto affrontare la delicata questione è emerso un dato allarmante. Nel 1977 i salesiani di Torino, e nel 1986 un gruppo di catechisti a Roma, hanno svolto un inchiesta.all uscita dalle varie Messe della Domenica, veniva posta ai fedeli una sola domanda: «Scusi, che cosa diceva il Vangelo, oggi?». L 89 per cento non ricordava nulla. Accettare l invito dell editore Valdo Bertalot di raccogliere in poche cartelle l esperienza di due anni del «Laboratorio della Parola», 1 presso la comunità Valdese di Piazza Cavour a Roma, significava assecondare la mia tendenza a buttarmi in avventure impossibili. Anche salire su un palcoscenico e leggere per due ore, senza intervallo, tutto intero un Vangelo, appariva impresa assurda e soprattutto velleitaria. Era la prima volta, dopo trent anni di lavoro nel teatro, nel cinema, alla televisione e alla radio, che sceglievo io il testo. Da quel momento magico ho cominciato ad amare la Bibbia, che poi è diventata una bella trappola dalla quale non uscirò più. Poter utilizzare il mestiere dell attore, cioè la tecnica della parola per dire ciò che penso e ciò in cui credo, è stato per me come rinascere, uscire dalla prigione del mestiere, sentendomi utile e in armonia con quel desiderio di fede che non mi ha mai lasciato. Mi sciolsi da un contratto due mesi prima della sua scadenza perché saturo, ormai, del blabla in cui ero vissuto per trent anni. Mi ritrovai accomunato dalla stessa ricerca spirituale con altri attori tra cui si inserì il commediografo cattolico Diego 1 Appendice 5. 15

15 PREMESSA Fabbri. Nacque Al Dio Ignoto, documento teatrale testimone della svolta di uomini e donne che, ad un certo punto del loro mestiere, ridanno alla loro parola la forza della Parola. L avventura del Vangelo di Marco è cominciata il 18 gennaio 1981 al Teatro Giulio Cesare di Roma. È grazie a quella esperienza diretta che ho scoperto il fascino, il magnetismo di quelle parole: esse hanno una loro forza, una loro autonomia che si trasmette a dispetto delle carenze e della inadeguatezza di chi le ripete. Centomila ascoltatori in trecentocinquantasei serate di Marco, nella traduzione interconfessionale in lingua corrente, e centocinquantadue repliche di un Collage della Bibbia a tre voci con Angela Goodwin e Andrea Bosic. Le due operazioni hanno toccato moltissime città italiane. Nel carcere di Piacenza fui molto sorpreso quando, terminata la lettura del Vangelo nel reparto maschile, una commissione del reparto femminile chiese al Direttore che venisse eseguita anche per loro. Le quattro ore più belle della mia vita. Al teatro Gustavo Modena di Trento, un ora prima della lettura, mi dicono che alla stessa ora del Vangelo di Marco c è, in televisione, la partita di calcio Roma-Liverpool, finale della coppa dei Campioni... «Quattro mesi fa non potevamo prevederlo» dicevano. Ma alle venti e trenta il teatro era tutto esaurito con ottanta persone in piedi ai lati della sala e altre rimandate indietro. Una sera, al teatro Giulio Cesare di Roma, per la prima volta, le 1500 poltrone erano tutte vuote. Uscivo avvilito quando vidi entrare due suore. Raggiante, vado loro incontro: «Accomodatevi, avete da scegliere tra 1500 poltrone.vi manda la Provvidenza!». «Noi siamo suore della Provvidenza». Erano due studiose del Vangelo di Marco che andavano a teatro per la prima volta; avevano preso tre mezzi. È difficile dimenticare la gioia provata nel vedere due suorine in quella enorme platea vuota. Quando invece c è un apparato organizzativo, tutto cambia. Al teatro Valdocco di Torino gestito dai coeditori dell Alleanza Biblica Universale, i Salesiani della LDC, dei quali leggevo la traduzione interconfessionale in lingua corrente, ho toccato il massimo delle presenze in una sera: 750 persone. Avevano distribuito quindicimila volantini. La serata era esaltante. Ma ancora più esaltante fu quando eseguii la lettura per una sola persona. Proposi infatti alla 16

16 COME È NATA L IDEA Badessa del convento di clausura delle suore camaldolesi di far rompere il silenzio, che durava da 42 anni, a Suor Nazarena con le parole di Marco. Io stavo dietro la porta socchiusa della sua stanza mentre lei ascoltava dall altra parte. Le lacrime mi scendevano incontrollate durante le due ore della lettura: non mi era mai successo prima e non ho mai capito il perché. L unica ipotesi è che per la prima volta ho ascoltato anch io veramente quelle parole: forse è stata proprio lei ad aprire le mie orecchie. La presenza di Suor Nazarena emanava una tale purezza che turbava il mio inconscio: vedevo davanti a me tutta la mia vita, i miei tradimenti, la mia situazione di peccato; mi ha fatto il dono delle lacrime. Di quelle due ore non ricordo altro. Quella commozione riemerge di tanto in tanto, quando leggo il Vangelo di Marco. La «memoria emotiva» è qualcosa di simile, ma ne accenneremo più avanti. Ho sperato che altri continuassero questa operazione, facessero a loro volta «parlare» la Sacra Scrittura e, dopo quindici anni, nell estate del 1995, quattro attori hanno finalmente letto a Prato i quattro Vangeli nel testo integrale. Diventerà un documento televisivo unico che mi auguro riesca a contagiare altri giovani. Accanto alle letture, il laboratorio. Il primo risale al 1985; 2 era nato di ritorno da un viaggio in Israele. Leggere Marco sul Monte Tabor a quarantacinque giovani catechisti romani e i passi del Vangelo negli stessi luoghi dove aveva parlato Gesù è un emozione che ti resta dentro le ossa. Alla fine del viaggio alcuni dei ragazzi mi chiesero di aiutarli a migliorare le loro letture della domenica, in chiesa. Nonostante fossi totalmente privo di capacità didattiche, con i giovani mi salvavo sempre, perché li coinvolgevo col mio amore per la Parola di Cristo. La preghiera dell attore, 3 scritta da me in un momento decisivo della mia vita, esprime questo mio amore che vorrei fosse ancora oggi il motore e il senso di ogni mio lavoro e anche di questo al quale mi accingo. Nel cammino di tutti, anche dei più distratti, c è spesso la sensazione di scoprire delle «sottotracce», percepire dei «segni». Infatti, per l esame di ammissione all Accademia d arte drammatica, avevo portato una scena di Geor- 2 Appendice 4. 3 Appendice 1. 17

17 PREMESSA ge Bernard Shaw: 4 un sergente di Sua Maestà britannica che ama e scopre la verità della Bibbia. Un altra sincronicità che Jung definirebbe «acasuale» fu l aiuto di Vittorio Gassman, 5 che un giorno mi disse: «Franco, viene gente a teatro? Se vuoi ti regalo un mio lunedì di riposo e vengo a recitare il Paradiso prima della tua lettura». I giornali scoprirono così che, per la prima volta, in un teatro romano, insieme a Shakespeare, Pirandello e Molière c era anche il Vangelo di Marco. Ritrovarmi oggi con Gassman sotto lo stesso tetto della Società Biblica Britannica & Forestiera [SBBF] non è certamente un caso. Nei versetti 10 e 11 del capitolo 55 di Isaia c è la sintesi più luminosa di come l intervento di Dio sulla terra, sul destino dell uomo, rinnovi il dono della vita. Isaia ci dà la misura della potenza della Parola di Dio che trasforma radicalmente il senso del nostro esistere. In quei pochi versi riusciamo a sentire come questa Parola diventi presenza dello Spirito. Nel quotidiano si perde spesso il valore di questo veicolo divino che è la Parola delle Sacre Scritture. Ritrovarlo è un obiettivo difficile ma possibile, lo vedremo. All università di Udine, alcuni anni fa, dopo la lettura del Collage della Bibbia che include alcuni brani dell Antico e del Nuovo Testamento, il Vescovo Battisti, alla presenza di un centinaio di studenti disse con entusiasmo: «È la prima volta che ho goduto la bellezza e la tensione drammatica di testi conosciuti da sempre. Perché in seminario non ci insegnano l uso della Parola?». Ho incontrato molti parroci, nel mio peregrinare, che sentivano la stessa necessità, colpiti dal silenzio tesissimo durante le due ore della lettura del Marco. Questo «libro parlante» vuole essere un primo passo per affrontare la vastità del problema, e il suo obiettivo è aiutare a recuperare il senso delle parole attraverso l armonia della loro vibrazione sonora. Il metodo di Stanislavskij, a questo proposito, diventa un riferimento fondamentale. L accostamento del libro di Stanislavskij Il lavoro dell attore 6 con le letture della Bibbia in chiesa potrà sembrare un anacronismo, ma vi renderete conto di quanto quelle 4 Appendice 2 (la scena è registrata al termine della cassetta). 5 Appendice 3. 6 K. STANISLAVSKIJ, Il lavoro dell'attore, Laterza, Bari 1968,

18 COME È NATA L IDEA quattro o cinque regolette, rubate di sana pianta dal testo del grande maestro russo, siano un felice incontro per il lettore privo di una base tecnica. Ne scopriremo la sorprendente funzionalità quando tenteremo insieme di applicare praticamente gli esercizi. Per i più giovani, Stanislavskij, contemporaneo di Cecov, è forse sconosciuto, ma tutti conosciamo Marlon Brando, Dustin Hoffman, Paul Newman, Robert De Niro. Tutti vengono dalla scuola dell Actors Studio di New York, dove il processo di identificazione con il testo da interpretare ha la radice nel metodo di Stanislavskij. Nelle applicazioni pratiche che esemplificheremo sul nastro tenteremo, se pure a livello divulgativo e schematico, di dimostrare come un altro elemento indispensabile per la nostra ricerca sia la Lectio Divina, un antico insegnamento dei Padri della Chiesa. La collatio,la ruminatio,la meditatio,la contemplatio fanno parte della frequentazione quotidiana della Sacra Scrittura, necessaria per tutti coloro che nel culto domenicale comunicano all assemblea la Parola di Dio. Parlando degli attori Albert Camus diceva: «Tronconi umani che esprimono grandezza». A noi comunicatori della Sacra Scrittura il compito di preparare lo «strumento» perché questo, grazie allo Spirito Santo, possa avvenire. Questi primi rudimenti per l uso della Parola nella liturgia o nel culto potrebbero accendere piccoli focolai dando vita a tanti «Laboratori della Parola». Il lavoro che vi proponiamo, una lotta contro i limiti della nostra fisicità per il servizio della domenica, dovrà accompagnarci dal lunedì al sabato. Ezechiele, nei versetti 1-14 del capitolo 37, ci ha chiarito meglio di ogni altro il senso del nostro lavoro. Franco Giacobini 19

19 PREMESSA 2. Un esperienza parallela Conobbi Franco Giacobini per la traduzione dall inglese di un libro di spiritualità indiana che richiedeva almeno una conoscenza superficiale della filosofia orientale che io avevo acquisita attraverso la lettura di testi. Mentre Franco Giacobini portava in tutta Italia la lettura di Marco, ed io stessa partecipavo con lui alle letture bibliche e ai «Laboratori della Parola», ebbi occasione di fare un esperienza molto diversa, ma in qualche modo parallela. In seguito a una lettura drammatizzata del Collage della Bibbia eseguita alla Pontificia Facoltà di Scienze dell Educazione «Auxilium» di Roma, mi fu chiesto di aiutare alcune allieve a mettere in scena uno spettacolo, come usavano fare ogni anno per una loro ricorrenza. Nonostante abbia una lunga esperienza in questo campo, non avevo mai «messo in scena» alcunché. Ho tentennato un po, ma poiché si trattava solo di aiutarle in un loro progetto, infine acconsentii, sia spinta dalla curiosità di vedere delle suore all opera su un palcoscenico, sia per mettere me stessa alla prova. Il testo da loro scelto era Un uomo per tutte le stagioni di Robert Bolt, dove tutti i ruoli sono maschili! E a rendermi la cosa più interessante era la varietà di pronunce; infatti alcune delle suore coinvolte provenivano da diverse nazioni, e quelle italiane da svariate regioni. Il loro entusiasmo e la loro disponibilità mi conquistarono e mi accesero alla sfida. Con un incontro settimanale (purtroppo facoltativo) di due ore, nell arco di quattro mesi circa, ottenemmo risultati insperati. Cominciammo con una lettura informativa del testo per stabilire la distribuzione dei ruoli: si evidenziò immediatamente la carenza delle voci, in gran parte timide, asfittiche, o piene ma dure. La voce sembrava non appartenere al corpo, la cui rigidità fu causa di non pochi problemi e non parlo qui di movimenti da fare in scena poiché lo spettacolo era sotto forma di lettura drammatizzata. Appena sottolineai questo aspetto, le suore cominciarono a 20

20 UN ESPERIENZA PARALLELA guardarmi perplesse e incredule, sebbene sempre aperte all ascolto. Pur appartenendo ad un Istituto religioso molto avanzato per il tipo di studi e per l apertura alle innovazioni (prevedono tra l altro anche corsi di ginnastica), esse mostravano una marcata riluttanza ad accettare l uso del corpo per comunicare. Insegnare loro a respirare ad arte per ottenere voci più robuste, rotonde, armoniose e atte a piegarsi ai toni interpretativi è stato il mio proponimento fondamentale, ma anche il meno riconosciuto nella sua importanza. La voce, infatti, viene prodotta dalla spinta del fiato che a sua volta ha bisogno di muscoli addestrati per sostenere le intonazioni necessarie all interpretazione. Per un lungo periodo fu uno stridìo di vocette perforanti o di miagolii biascicanti sillabe ingoiate più che pronunciate. Anche far capire l importanza di calarsi nei personaggi, facendo uso del vissuto personale non è stato facile. La riluttanza delle mie «allieve» a immedesimarsi in personaggi che esprimevano cattiveria, ambiguità, disonestà, gelosia, infedeltà o addirittura a rivestire i panni del Principe della terra, Satana, sebbene comprensibile, mi diede qualche momento di sconforto. Sarei mai arrivata a parlare degli accenti nella frase, dell uso della pausa leggera o prolungata, dei ritmi, del sottotesto? Quell anno infatti non ci arrivai, ma ottenemmo comunque un risultato: tutte le persone che avevano partecipato all esperienza si aprirono alla fine, in misure diverse, all acquisizione di nuove capacità e tecniche. Lo spettacolo risultò molto dignitoso nell insieme, ma soprattutto denso di emozioni. Qualche cosa, nella comunicazione, era veramente successo. Le ore, anche se poche, dedicate alle esercitazioni e alle prove, e il proposito di non cedere a quello che sembrava impossibile, aveva, se non altro, cambiato il loro modo di porsi di fronte ad una lettura in pubblico; che non è un «leggere correttamente», ma è un «interpretare», affinché la vera comunicazione avvenga. Non si tratta di curare soltanto la dizione, come vuole il luogo comune, ma di abbandonare le proprie difese e predisporsi, o ancora di più, esporsi perché il senso e l emozione del testo arrivino. Non ho mai acconsentito alla chiusura o all apertura eccessiva e a volte errata delle vocali «o» ed «e» delle pugliesi, calabresi o milanesi, che, insieme alle pur graziose storpiature delle suore africane, spagnole o di altre provenienze, venivano costantemente 21

21 PREMESSA e affettuosamente corrette. I veri problemi erano altrove, e su questi decidemmo di impostare il lavoro: la sincerità, l espressione, la capacità di sentire e comunicare emozioni. Incoraggiate da questa prima prova, abbiamo continuato insieme a mettere in scena letture-spettacolo di testi impegnativi: Le notti della Verna di Italo Alighiero Chiusano, Al Dio ignoto di Diego Fabbri, brani dall Antico e Nuovo Testamento, scritti di Simone Weil, scene di argomento biblico o spirituale da Marlowe, MacLeish, Hebbel, Becket, Racine ed altri. Ultimamente, alle suore si sono uniti laici, ragazzi e ragazze, che frequentano la facoltà. Intanto, durante i momenti quotidiani di preghiera o i riti religiosi comunitari, coloro che avevano spontaneamente aderito all avvenimento annuale (un numero esiguo rispetto all intero corpo delle suore ospitate dalla Facoltà) introducevano un modo diverso, più espressivo e partecipato, delle letture ad alta voce. Proprio per questo motivo ho pensato che la mia esperienza «teatrale» potesse servire come introduzione ad uno scritto destinato alla lettura liturgica, nella speranza che sempre più numerosi lettori decidano di dedicare un po del loro tempo ai testi sacri, a «come far parlare la Bibbia». Angela Goodwin 22

22 PREMESSA 3. Come usare questo libro Il presente lavoro si articola in tre nuclei fondamentali. I primi due sono ispirati al libro Il lavoro dell attore di Stanislavskij. Nel primo, Il lavoro su se stessi,parleremo del funzionamento dell apparato vocale e del processo immaginativo. Nel secondo, Il lavoro sul testo, vedremo che cosa fare per rendere viva la parola stampata attraverso l analisi del testo e gli strumenti che consentono l immedesimazione nel racconto. Il terzo nucleo consiste nella presentazione semplice e sintetica dell antico metodo dei Padri della Chiesa: la Lectio Divina. Faremo riferimento al libro di Innocenzo Gargano Iniziazione alla «lectio divina». 7 Nel leggere queste pagine, troverete 27 esercizi. Per un ovvia esigenza di apprendimento è opportuno rispettare l ordine degli esercizi, ciascuno dei quali è contrassegnato da un numero progressivo. Nelle cassette accluse sono contenute esemplificazioni registrate di ciascun esercizio, tranne che per i numeri 17, 28, 29 e 30. Nella registrazione dell esercizio 24 i brani di I Timoteo 2, 1-7 e Luca 16, 1-13 sono erroneamente annunciati come I Timoteo 2, 1-8 e Luca 16, I. GARGANO, Iniziazione alla «lectio divina», Edizioni Dehoniane, Bologna

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24 TITOLO PARTE II.LAVORO SU SE STESSI 25

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26 LAVORO SU SE STESSI 1. Voce e parola Penso che il «lettore» della Bibbia in Chiesa, o chiunque legga o parli in pubblico, usando per di più il microfono, raramente si sia posto il problema della voce. Se è vero che il suo pensiero, o la comprensione di ciò che legge, sono fondamentali, è anche vero che il mezzo con cui comunica non può essere trascurato. Spesso si sentono voci asfittiche, timide, monotone, rigide, che non riescono a sostenere una frase o a colorire le parole con i sentimenti, le intenzioni e le emozioni che il brano vuole comunicare. Alla base dell uso corretto ed efficace della voce c è una respirazione adeguata. Per pochi essa è un dono naturale, ma esercizi appropriati possono migliorarla. Ne proporrò tre fondamentali che, se eseguiti con costanza, daranno risultati certi. La respirazione Assicuratevi anzitutto che i muscoli particolarmente coinvolti nella respirazione siano rilassati. Gli organi della respirazione, e quindi della fonazione, sono il naso, la bocca, la faringe, la laringe, le corde vocali, i polmoni e il diaframma. Eseguite qualche lenta e morbida rotazione delle braccia, delle spalle, della testa. Rilassate le labbra, la lingua e le mascelle con qualche movimento adatto (lo sbadiglio o la sua meccanica è ottimo a questo fine). Provate ad osservare il percorso che l aria fa nell inspirazione e nell espirazione, e notate il movimento dei muscoli addominali e della cassa toracica. In posizione eretta, ma non rigida, divaricate i piedi quanto l ampiezza del bacino ed eseguite i seguenti esercizi. 27

27 LAVORO SU SE STESSI RESPIRAZIONE Inspirate lentamente e profondamente per il naso, tenendo le mani sui fianchi. 1.2 Trattenete il fiato a bocca aperta per tre secondi. 1.3 Espirate lentamente per la bocca pronunciando una leggera «s» e regolando l emissione del fiato, che dovrebbe avere un percorso uniforme, con la contrazione dei muscoli addominali. 1.4 Ripetete l esercizio inspirando per la bocca. Dieci volte mattina e sera per alcuni giorni, fino a quando non avrete individuato l azione del diaframma e delle costole fluttuanti. RESPIRAZIONE Inspirate lentamente e profondamente per il naso, portando, con lo stesso ritmo del respiro, le braccia aperte all altezza delle spalle, con le palme in giù. 2.2 Trattenete il fiato a bocca aperta per tre secondi. 2.3 Espirate lentamente per la bocca, riportando le braccia nella posizione iniziale. 2.4 Ripetete l esercizio inspirando per la bocca. Inizio e fine di ogni movimento inspiratorio ed espiratorio devono coincidere con inizio e fine di ogni movimento delle braccia. Dieci volte mattino e sera. RESPIRAZIONE Inspirate lentamente e profondamente per il naso, portando le braccia in alto con le palme rivolte in dentro, facendo attenzione a non alzare le spalle. 3.2 In tale posizione trattenete il fiato a bocca aperta per tre secondi. 3.3 Ruotate le palme in fuori. 3.4 Espirate lentamente per la bocca, riportando le braccia nella posizione iniziale. 3.5 Ripetete l esercizio inspirando per la bocca. Inizio e fine di ogni movimento inspiratorio ed espiratorio devono coincidere con inizio e fine di ogni movimento delle braccia. Otto volte mattino e sera. NOTA BENE Nell eseguire gli esercizi è importante che la respirazione avvenga nella parte addominale e basso toracica senza impegnare la zona pettorale e le spalle. Le prime volte riuscirà difficile «sentire» il diaframma. Si consiglia, all inizio, di distendersi sul letto o sul pavimento, con una mano sul ventre e l altra sul petto assicurandosi che la zona pettorale non sia coinvolta. L uso delle braccia negli esercizi 2 e 3 serve ad aprire via via la cassa toracica sino alla sua massima espansione. 28

28 VOCE E PAROLA La modulazione del suono Per articolare la modulazione sonora nella lettura è necessario distinguere sei elementi:timbro,volume,ritmo,accento,pausa,tono. Il timbro Il timbro è la qualità essenziale della voce, la sua corposità, il suo spessore e la ricchezza di risonanze: queste qualità si sviluppano con la ricerca costante. Importante è l ascolto delle voci altrui per imparare a distinguere i vari timbri e il diverso suono delle voci di gola, di testa, di naso, di petto. Si tratta di impostare la voce cominciando con modulazioni basse. Non conta la forza purché l appoggio della voce sia giusto. A partire dal prossimo esercizio siete pregati di accompagnare alla lettura l ascolto della cassetta. ESERCIZIO 1 a. Pronunciate la vocale é (chiusa) a voce sommessa e gola rilassata prolungando il suono della vocale per tutta la durata del fiato. b. Passate alle altre vocali, una per fiato, in questo ordine: è, a, ò, ó, u, i. c. Pronunciate tutte le vocali di seguito in un solo fiato: é è a ò ó u i. d. Mettete la consonante m davanti alla vocale é pronunciandola in un solo fiato e continuate con ogni altra vocale, sempre con un solo fiato ciascuna: mè, ma, mò, mó, mu, mi. e. Ripetete l esercizio con la consonante n davanti ad ogni vocale: né, nè, na, nò, nó, nu, ni notando la risonanza nelle fosse nasali. f. Pronunciate in un solo fiato: mé mè ma mò mó mu mi. 1 Il volume Il volume è l intensità sonora. Esso si misura in decibel ed è proporzionato alla spinta del fiato. La potenza della voce è in stretta relazione alla quantità di aria incamerata nei polmoni e alla elasticità del diaframma che opera come un mantice spingendo il fiato verso le corde vocali. 29

29 LAVORO SU SE STESSI 2 ESERCIZIO 2 a. Iniziate con la sillaba mé emessa sommessamente e aumentate via via il volume. b. Continuate con le altre sillabe, una per fiato: mè, ma, mò, mó, mu, mi. c. Pronunciate l intera serie mé mè ma mò mó mu mi in un solo fiato muovendo la testa morbidamente in senso circolare per mantenere la gola rilassata. Il ritmo Il ritmo viene determinato dalla variazione di velocità con cui vengono pronunciate le parole in un tempo fisso. Per ovviare all uso di metronomi o cronometri, useremo come tempo la durata di un fiato. 3 ESERCIZIO 3 a. Pronunciate i numeri da uno a dieci in un solo fiato. b. Pronunciate per due volte di seguito i numeri da uno a dieci in un solo fiato, poi per tre volte, quattro volte fino a quante ne può contenere un solo fiato mantenendo la chiarezza della dizione. Ascoltate la cassetta in cui sono registrati due brani del Vangelo di Marco, per mostrare l uso di ritmi diversi. La scelta dell esecuzione con questi ritmi è ovviamente personale. Marco 1, 1-8 Questo è l inizio del Vangelo, il lieto messaggio di Gesù, che è il Cristo e il figlio di Dio. Nel libro del Profeta Isaia, Dio dice: «Io mando il mio messaggero davanti a te a preparare la tua strada. È la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via per il Signore, spianate i suoi sentieri!». Ed ecco, proprio come aveva scritto il profeta, un giorno Giovanni il Battezzatore venne nel deserto e cominciò a dire: «Cambiate vita, fatevi battezzare e Dio perdonerà i vostri peccati!». La gente andava da lui: venivano in massa da Gerusalemme e da tutta la regione della Giudea, confessavano pubblicamente i loro peccati ed egli li battezzava nel fiume Giordano. Giovanni aveva un vestito fatto di peli di cammello e portava attorno ai fianchi una cintura di cuoio; mangiava cavallette e miele selvatico. Alla folla annunziava: «Dopo di me sta per venire colui che è più potente di me; io non sono degno nemmeno di abbassarmi a slacciargli i sandali. Io vi battezzo soltanto con acqua, egli invece vi battezzerà con lo Spirito Santo». 30

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