Provincia di Salerno. UN MARE di qualità. Studio per la protezione e valorizzazione delle produzioni ittiche di qualità della Provincia di Salerno

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1 Provincia di Salerno UN MARE di qualità Studio per la protezione e valorizzazione delle produzioni ittiche di qualità della Provincia di Salerno

2 Un mare di qualità Studio per la protezione e valorizzazione delle produzioni ittiche di qualità della Provincia di Salerno 1

3 Elaborato al Lo studio è stato curato da: Legambiente: Dott. Nicola Corona, Dott.ssa Anna Savarese, Dott. Giancarlo Chiavazzo, Dott.ssa Monia Fresiello, Dott. Massimiliano Bottaro Provincia di Salerno: Dott. Valerio Catalano, Responsabile dell ufficio Risorsa mare, Geol. Francesco Peduto, Responsabile del servizio Difesa del suolo e tutela delle acque, Ing. Giuseppe D Acunzi, Dirigente del settore Ambiente Tutte le immagini inerenti le specie ittiche sono di proprietà esclusiva di Massimiliano Bottaro Stampa: GF PUBBLICITA Stampato su carta FSC 2

4 Indice La costa Salernitana La flotta da pesca salernitana Ambiti pescherecci della Provincia di Salerno Tipologie e sistemi di pesca Attrezzature da pesca La pesca sostenibile La sicurezza alimentare: la normativa sull etichettatura dei prodotti ittici Pesce e salute Quali pesci mangiare? Consigli per gli acquisti Sovrasfruttamento di una specie e Rendimento Massimo Sostenibile (RMS o MSY - Maximum Sustainable Yield ) Totale di Cattura Ammissibile (TAC) e sforzo di pesca e misure tecniche Come verificare la freschezza del Pescato? Occhio alle truffe! Come conservare il Pesce fresco Quali le tecniche di conservazione Le certificazioni di qualità ed i Marchi di Tutela Il controllo e la tutela della denominazione I Prodotti agroalimentari tradizionali La situazione dei Marchi in Italia ed in Europa La situazione italiana: raffronto tra prodotti ittici a Marchio e prodotti inseriti nell elenco dei PAT La situazione campana dei marchi agroalimentari Come cucinare il Pesce? I sistemi di cottura. Allegato A: schede specie sostenibili e ricette tipiche

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6 Le coste salernitane si sviluppano per circa 210 km e rappresentano una delle principali ricchezze della nostra provincia, per le immense risorse ambientali, sociali, culturali ed economiche, che al mare ed alla sua costa restano intimamente legate. La Risorsa Mare, che è parte importante dell intero patrimonio ambientale, risulta prioritariamente strategica per lo sviluppo del nostro esteso territorio provinciale. Per tale motivo, il Presidente della Provincia On. Cirielli ha posto subito tra i propri obiettivi strategici quello della creazione della Rete Ecologica Provinciale ed ha attuato, fin dal suo insediamento, ed attraverso l Assessorato all Ambiente, un attività di incisiva valorizzazione e protezione del nostro patrimonio ambientale. L Ente ha avviato, in questi anni, numerose iniziative connesse all ambiente, tra le quali un Grande Progetto per la lotta all erosione costiera; la candidatura di un altro Grande Progetto relativo alla tutela delle risorse idriche; protocolli d intesa con le Capitanerie di Porto per la sicurezza in mare; la partecipazione a tavoli di coordinamento per incentivare la programmazione condivisa tra gli enti sulle tematiche connesse alla gestione della fascia costiera; la presentazione di progetti per il recupero e la valorizzazione dei siti della Rete Natura Ed ovviamente, vi sarebbero da citare tante altre iniziative, da riconoscere al merito di un intuizione di carattere politico ed amministrativo, ma anche, e forse in larga misura, alla fattività e creatività dei bravi tecnici del settore Ambiente della Provincia di Salerno. In questo contesto, si inserisce anche lo studio sulla valorizzazione delle produzioni ittiche di qualità della provincia di Salerno, con lo scopo dichiarato di diffondere, non solo nella nostra comunità, la consapevolezza che l utilizzo di specie autoctone, pescate con sistemi tradizionali ed ambientalmente sostenibili, può procurare un feedback positivo, coinvolgendo in un sistema virtuoso la piccola pesca costiera, la rete dei ristoratori salernitani ed i consumatori o gli ospiti locali, portando ad un prodotto finale naturale di alta qualità. Lo studio nasce dalla volontà della Provincia di Salerno di impiegare risorse ed energie, con l obiettivo di rafforzare la qualità dell ambiente naturale del territorio provinciale, trasformandolo in volano per la crescita sostenibile dell economia provinciale e regionale. Il tutto, con la preziosa collaborazione con l associazione Legambiente che, attraverso vari protocolli e progetti, ha portato alla diffusione 5

7 delle informazioni ambientali ed alla creazione di una coscienza sociale più rispettosa della natura. Particolare importanza rivestono le tecniche di pesca sostenibile, gli strumenti di pesca a basso impatto, i marchi di tutela e le certificazioni di qualità dei prodotti tipici, ai quali s è dato ampio spazio in questo vero e proprio Atlante delle specie ittiche salernitane e delle relative ricette tipiche locali. Anche questo serve a rafforzare il nostro sentimento di appartenenza ad una comunità tipicamente salernitana, fatta di identità socio-economiche, culturali, artistiche ed anche culinarie. Avv. Adriano Bellacosa Assessore all Ambiente Provincia di Salerno 6

8 Quello in corso è sicuramente il periodo più critico e delicato che il mondo della pesca italiana abbia mai conosciuto. Una situazione di crisi che è difficile ormai definire congiunturale e che si traduce nell allungamento della lista delle specie sovrasfruttate, nel progressivo innalzamento dell età media degli occupati, nella perdita cronica di posti di lavoro e di reddito per gli occupati. La crisi economica è aggravata da una vera crisi di identità che pesa sull intero comparto, stretto fra due visioni contrapposte: da un lato l immagine marginale e folkloristica di una piccola pesca prigioniera del retaggio del passato, dall altro quella di un settore aggressivo e senza scrupoli, che sfrutta la risorsa mare, che punta sui numeri e sulla quantità a dispetto della qualità. Entrambe non rendono affatto giustizia ad un settore strategico e potenzialmente caratterizzante la nostra economia. Ma proprio questo elemento di crisi può diventare paradossalmente un opportunità, la leva di un cambiamento che restituisca dignità e futuro al settore della pesca italiano. Così come nell ultimo ventennio le gravi crisi che hanno colpito in Italia settori contigui a quello della pesca pensiamo alla viticoltura ai tempi dello scandalo del vino al metanolo o all allevamento nel periodo di mucca pazza, all agricoltura tra pesticidi e Ogm sono state la chiave per una svolta positiva, per il ripensamento delle modalità di produzione riorientando il comparto verso la tipicità, la qualità, il forte legame con il territorio, così anche il settore della pesca è chiamato oggi a una svolta culturale, produttiva e di immagine. La pesca italiana è pronta a questa svolta epocale, che può diventare fattore strategico di competitività nei mercati nazionali e stranieri. Possiamo a pieno titolo puntare su una storia di millenni dove antiche conoscenze si evolvono in moderne tecniche produttive e distributive e mantengono un ideale continuità, non solo di contenuti, ma anche di tradizioni e di consapevolezza del ruolo fondamentale che possiedono, nel benessere, nella cultura, nella coesione, ma anche nella grande varietà di approcci e di apporti. Del resto, questa è una chiave che non sembra conoscere crisi e che va incontro agli interessi e alla domanda del grande pubblico sempre più orientato a preferire 7

9 i prodotti che coniugano la qualità e la certezza della provenienza. Una prospettiva non più ristretta ad un consumatore di nicchia, ma sposata anche dalla grande distribuzione che dedica sempre più attenzione e spazi ai prodotti territoriali italiani. Tradizione, tipicità, qualità, sostenibilità, valorizzazione delle specie meno conosciute, sicurezza alimentare sono le caratteristiche necessarie a promuovere e caratterizzare fortemente l intero comparto della pesca italiano nel mondo. Una sorta di made in Italy legato alla pesca, che può servire a promuovere non solo i prodotti di nicchia, ma tutto il pescato italiano, sia quello di pregio sia le varietà meno conosciute e utilizzate. Del resto l Italia ha una rendita di posizione unica al mondo nel comparto agroalimentare, fino ad oggi poco o per nulla sfruttata dal mondo della pesca. Basti pensare ad esempio che l Italia, leader europea insieme alla Francia di prodotti a marchio DOP e IGP, nel settore della pesca è riuscita solo recentemente ad ottenere il riconoscimento per un solo prodotto ittico del mare (le acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP), un risultato inferiore anche a paesi come Germania e Regno Unito che hanno tradizioni nella pesca di gran lunga inferiori alle nostre. Ecco allora che questa pubblicazione può rappresentare un materiale unico e assolutamente strategico per invertire la tendenza in atto e orientare il settore della pesca verso una nuova prospettiva, verso un futuro che sappia coniugare tradizione e innovazione, qualità del territorio e sostenibilità. Ripartire dalle risorse tipiche del nostro territorio, a cominciare dall ambiente, è la chiave per restituire slancio al settore della pesca, per ridare profilo e dignità ai suoi operatori, per assicurare al consumatore un prodotto sano, nutriente e gustoso, per garantire futuro ai giovani pescatori di oggi. Sebastiano Venneri Responsabile mare Legambiente Onlus 8

10 1 La costa Salernitana 9

11 La costa della provincia di Salerno, in ragione della natura geologica del territorio particolarmente articolata, è caratterizzata da una elevata complessità di ambienti in cui si alternano fasce alte e rocciose a basse e sabbiose. Si individuano, infatti, ampi litorali sabbiosi in corrispondenza della pianura alluvionale del fiume Sele e litorali di ghiaia e sabbia a sud della stessa e nelle piane dei fiumi Alento, Mingardo e Bussento. Le coste alte, invece, costituite da rocce di natura carbonatica, si ritrovano nella Penisola Amalfitana, da Palinuro a Scario e nel tratto tra Sapri e Maratea, mentre coste di natura arenaceo-argillose, dalle forme più morbide, si rinvengono nel Cilento, divise da insenature e piccole spiagge sabbioso-ghiaiose. Il sistema costiero della provincia di Salerno si articola, in particolare, tra tre unità fisiografiche: il golfo di Salerno, la Costiera Cilentana ed il Golfo di Policastro, che si sviluppano per circa 210 km e sono costituite per il 47,6% da coste alte e per il 52,4% da coste basse e sabbiose, talora ghiaiose. Tale sistema, oltre che custodire paesaggi di eccezionale valore naturalistico e preziose testimonianze storiche, ospita una consistente parte delle risorse economiche della Provincia, con importanti centri urbani, infrastrutture varie e turistiche. La congiunzione tra terra e mare è un sistema particolarmente dinamico, caratterizzato da un fragile equilibrio, tipico degli ambienti di transizione, controllato da una serie di fattori, tra cui quelli meteoclimatici, geologici, sedimentologici, biologici e antropici. Le spiagge sono il risultato dell interazione tra il trasporto di sabbia da parte dei fiumi e l azione del moto ondoso e delle correnti marine che ridistribuiscono il sedimento lungo i litorali. La linea di costa salernitana è soggetta in generale ad un processo di arretramento, connesso essenzialmente all erosione dei litorali sabbiosi e dei costoni rocciosi. Per le coste alte dell intero tratto costiero provinciale si evidenzia una elevata franosità nelle falesie della Costiera Amalfitana, mentre le coste basse presentano fenomeni molto evidenti di erosione degli arenili, particolarmente evidente alla foce del Sele, dovuta allo scarso apporto solido da parte dei numerosi corsi d acqua, alla 10

12 realizzazione di strutture portuali e di difesa, che perturbano la dinamica di redistribuzione del trasporto solido lungo costa, e alla cementificazione del preesistente sistema dunale, come è il caso del tratto da Salerno a Battipaglia. Lungo le coste, considerando sia le aree marine che la terraferma contigua, si individuano una serie di aree di rilevante valore ambientale, naturalistico e paesaggistico, tutelate da specifiche norme, ascrivibili in particolare ai territori perimetrati di: Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano; Parco Regionale dei Monti Lattari; Riserva Regionale Foce Sele Tanagro; Area Marina Protetta di Punta Campanella; Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate; Area Marina Protetta di Costa degli Infreschi e della Masseta; Important Bird Area (IBA) Costa tra Marina di Camerota e Policastro Bussentino; aree SIC e ZPS appartenenti alla Rete Natura 2000 (di seguito l elenco). Aree SIC e ZPS costiere IT Fondali Marini di Punta Campanella e Capri IT Basso corso del Fiume Bussento IT Capo Palinuro IT Fasce litoranee a destra e a sinistra del fiume Sele IT Fascia interna di costa degli Infreschi e della Masseta IT Fiume Alento IT Fiume Mingardo IT Isola di Licosa IT Isolotti Li Galli IT Monte Licosa e Dintorni IT Monte Tresino e Dintorni IT Parco marino di S. Maria di Castellabate IT Parco marino di Punta degli Infreschi IT Pineta di Sant Iconio IT Rupi costiere della costa degli Infreschi e della Masseta 11

13 Aree SIC e ZPS costiere IT Scoglio del Mingardo e Cala del Cefalo IT Stazione a Genista cilentana di Ascea IT Valloni della Costiera Amalfitana IT Costiera Amalfitana tra Maiori e il Torrente Bonea IT Punta Campanella IT Costiera Amalfitana tra Maiori e il Torrente Bonea IT Costa tra Marina di Camerata e Policastro Bussentino IT Costa tra Punta Tresino e le Ripe Rosse Le aree marine protette, più di tutte le altre, rappresentano precipui strumenti per perseguire la conservazione, il mantenimento e la salvaguardia della biodiversità marina e favorire una gestione sostenibile delle risorse naturali. 12

14 2 La flotta da pesca salernitana 13

15 Il golfo di Salerno è molto importante per quanto riguarda la pesca. La sua marineria è famosa per le tonniere con una della maggiori flotte a livello italiano ed internazionale. Oltre al tonno, che rappresenta la preda più importante, il golfo di Salerno è ricco di sogliole, merluzzi, marmore, seppie, triglie, mazzancolle, nonché novellame da consumare (fravaglia), e polpi e alici. La flotta da pesca afferente al Comparto Marittimo salernitano, nel panorama campano, è la più numerosa e mostra buone performance su tutti i segmenti produttivi. I dati relativi alla consistenza della flotta, ricavati elaborando dati dell autorità portuale/ IREPA e della Regione Campania, sono riportati nelle tabelle 1, 2, 3 e 4. Tabella 1: dati della flotta salernitana al 2011 INDICATORI DI CAPACITÀ VALORE UNITA' (N ) 539 TONNELLAGGIO (GT) POTENZA MOTORE (kw) ,78 TONNELLAGGIO MEDIO 9,53 POTENZA MOTORE MEDIA 64,76 I valori riportati nella tabella precedente ci indicano che circa il 46% dei battelli da pesca campani (n ) operano proprio lungo le coste della Provincia di Salerno. La flotta da pesca salernitana è composta per lo più da imbarcazioni di piccola pesca costiera, da una buona flotta a strascico e dalla quasi totalità della flotta da pesca al tonno italiana. Le caratteristiche delle imbarcazioni aventi lunghezza superiore a 12 m f.t. sono riportate nella tabella 2 che segue. Tabella 2: imbarcazioni di lunghezza superiore a 12 Indicatori di capacità Valore UNITA' (N ) 89 TONNELLAGGIO (GT) POTENZA MOTORE (kw) ,64 TONNELLAGGIO MEDIO 46,55 POTENZA MOTORE MEDIA 250,63 La distribuzione della flotta da pesca salernitana superiore a 12 m f.t. distinguendo per sistema di pesca è riportata nella tabella 3. 14

16 Tabella 3: numero di pescherecci superiori a 12 m per sistema di pesca SISTEMA DI PESCA CIRCUIZIONE TONNO NR. PESCHERECCI 9 CIRCUIZIONE 13 STRASCICO 55 ALTRI SISTEMI 12 Il comparto della circuizione del tonno è sicuramente quello più rappresentativo, in quanto tra Salerno e Cetara trovano ormeggio 9 delle 13 imbarcazioni italiane dedite alla pesca del tonno rosso. Queste nove imbarcazioni gestiscono più del 50% delle quote tonno (circa ton) spettanti all Italia. Il tonno rosso pescato dalla flotta salernitana viene mantenuto vivo in un impianto offshore insistente nell area prospiciente il porto di Marina di Camerota. Questo impianto è l unico attualmente funzionante in Italia e tale realtà costituisce forse l unico nucleo di pesca industriale esistente in Italia. La flotta a circuizione, anch essa di tutto rilievo, è dedita esclusivamente alla pesca del pesce azzurro, ed in particolare delle alici. Questo prodotto è consumato fresco, per l elevata qualità, oppure è trasformato principalmente in filetti sottosale e sott olio. Particolare importanza è rivestita dalla trasformazione delle alici in colatura di alici, preparazione tipica della cucina cetarese. Il comparto della pesca a strascico è costituito da numerose unità. Si tratta di imbarcazioni che operano al largo della costa salernitana e sui banchi al largo della costa cilentana fino a Sapri. Queste pescano, nel periodo invernale, soprattutto naselli, gallinelle, triglie, sogliole, etc, mentre in primavera ed in estate, quando le condizioni meteomarine sono favorevoli, si spostano sui banchi al largo per la pesca dei gamberi e dei scampi. Le rimanenti 12 imbarcazioni della flotta operano con sistemi di pesca diversi dalla circuizione e dallo strascico. Utilizzano infatti prevalentemente il sistema dei palangari e sono dedite alla pesca del pesce sciabola, molto richiesto sul mercato locale, e del pesce spada. 15

17 Le caratteristiche delle imbarcazioni aventi lunghezza inferiore a 12 m f.t. sono riportate nella tabella 4. Tabella 4: imbarcazioni di lunghezza inferiore a 12 Indicatori di capacità Valore UNITA' (N ) 450 TONNELLAGGIO (GT) 992 POTENZA MOTORE (kw) ,14 TONNELLAGGIO MEDIO 2,2 POTENZA MOTORE MEDIA 28 I dati medi dimostrano che la flotta è costituita da imbarcazioni di piccolo tonnellaggio e bassa potenza motore. Queste operano soprattutto lungo la Costiera Amalfitana, lungo la costa tra Agropoli ed Acciaroli, a Palinuro, tra Marina di Camerota e Scario e a Sapri. La pesca effettuata da tale flotta è quella tipica dei mestieri della piccola pesca costiera ed in particolare quella praticata con reti da posta, piccole derivanti, nasse, palangari e lenze. Le specie prevalentemente pescate sono saraghi, corvine, cernie, scorfani, sgombro, tonno alletterato, occhialoni, palamita, etc. Si tratta di stock ittici multispecifici e di grande valore commerciale e nutrizionale. Gli attrezzi di pesca utilizzati risultano a basso impatto sia sugli stock che sull ambiente marino, in quanto sono lasciati in pesca sul fondo o in superficie senza che venga utilizzata la potenza motore durante l attività di cattura. Il Compartimento Marittimo di Salerno La flotta di pesca della provincia di Salerno è caratterizzata da una struttura fortemente artigianale. La gran parte delle imbarcazioni, infatti, è di piccole dimensioni ed è attrezzata per la piccola pesca, con una produzione di qualità elevata. Il pescato è destinato per la quasi totalità ad essere consumato fresco ed è destinato al mercato ittico locale. Fa eccezione la produzione tonniera destinata al mercato internazionale. La flotta si distribuisce e trova ormeggio nei 15 porti ove risiedono gli uffici di registrazione del Compartimento Marittimo di Salerno, così articolati: 16

18 Tabella 5: distribuzione della flotta da pesca PORTO/APPRODO DI ISCRIZIONE n <12 METRI n >12 METRI Acciaroli Agropoli 35 2 Amalfi 27 0 Capitello 8 1 Cetara 47 8 Maiori 17 0 Marina di Camerota 17 6 Marina di Pisciotta 11 0 Palinuro 28 1 Positano 25 0 Salerno Santa Maria di Castellabate Sapri 13 5 Scario 21 0 Vietri 5 0 TOTALE Con riguardo ai Punti di Sbarco, la Regione Campania con D.D. n. 9 del 24/02/2011 del Settore Demanio Regionale ha individuato i Punti di Sbarco del Pescato sul Demanio Marittimo Regionale. L elenco di quelli ubicati in Provincia di Salerno è riportato nella Tabella 6, estrapolata dall Allegato A dello stesso D.D. 17

19 Tabella 6: punti di sbarco del pescato sul demanio marittimo ubicato in Regione Campania Ambiti Pescherecci Costiera Amalfitana Salernitano Alto Cilento Comune Amalfi Cetara Maiori Positano Praiano Salerno Agropoli Casalvelino Castellabate Montecorice Punti di Sbarco Porto. Zona iniziale del molo foraneo: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca. Porto. Banchina di riva: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n. 13 del 30/03/2007, e ss. mm. e ii.). Porto. Banchina di riva: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n. 11 del 30/03/2007, e ss. Mm. e ii.). Approdo. Banchina antistante la cd. spiaggia grande. Banchina approdo di 10 metri circa, sulla spiaggia cd. Marina di Praia. 1. Banchina del Molo 3 Gennaio. 2. Porto turistico Masuccio Salernitano: banchina. 3. Molo di sopraflutto: tratto di banchina in radice. 4. Molo di sottoflutto: tratto di banchina in radice. 1. Porto. Molo di sottoflutto e banchina di riva: tratti di banchina destinati ad ormeggio piccole unità da pesca. 2. Porto. Molo di sopraflutto: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca maggiori. Porto. Banchina di riva: tratto di banchina in prossimità del molo di sottoflutto. 1. Porto di San Marco di Castellabate. Banchina di riva: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca. 2. Porto di San Marco di Castellabate. Molo di sopraflutto: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca. Porto di Agnone. Molo di sottoflutto. 18

20 Ambiti Pescherecci Alto Cilento Basso Cilento Comune Pisciotta Pollica Camerota Centola San Giovanni a Piro Santa Marina Punti di Sbarco 1. Porto. Molo sottoflutto: tratto di banchina destinato ad ormeggio piccole unità da pesca (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n. 125 del 31/08/2009, e ss. mm. e ii.). 2. Porto. Molo di sopraflutto: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca d altura (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n. 125 del 31/08/2009, e ss. mm. e ii.). 1. Porto di Acciaroli. Banchina di riva, lato cantiere. 2. Porto di Acciaroli. Molo di sopraflutto: parte centrale. Porto. Molo di sopraflutto: tratti di banchina destinati ad ormeggio unità da pesca (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n.172 del 25/11/2010, e ss. mm. e ii.). 1. Porto di Palinuro. Banchina di riva: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca d altura (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n. 55 del 06/05/2009, e ss. mm. e ii.). 2. Porto di Palinuro. Molo di sopraflutto: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n. 55 del 06/05/2009, e ss. mm. e ii.). Porto di Scario. Molo interno: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n. 187 del 07/12/2010, e ss. mm. e ii.). 1. Porto di Policastro. Molo di sottoflutto: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n. 104 del 16/07/2008, e ss. mm. e ii.). 2. Porto di Policastro. Molo di sopraflutto: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca d altura (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n. 104 del 16/07/2008, e ss. mm. e ii.). 19

21 Ambiti Pescherecci Basso Cilento Comune Sapri Punti di Sbarco Porto. Molo di sopraflutto: tratto di banchina destinato ad ormeggio unità da pesca (decreto dirigenziale AGC Trasporti e viabilità Settore Demanio marittimo n. 104 del 16/07/2008, e ss. mm. e ii.). Il Servizio Cartografia del Settore per il Piano Forestale Generale dell Assessorato all Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Campania ha redatto una Carta degli stessi Punti di Sbarco sotto riportata. Figura 1: carta dei Punti di Sbarco della Regione Campania Come si vede, i Punti di Sbarco del Pescato in Provincia di Salerno sono 26, in numero maggiore rispetto a quelli di Ormeggio della Flotta da Pesca (cfr. Tabella 5: distribuzione della flotta di pesca), e ciò per garantire una più efficace distribuzione del pescato, accorciando la filiera del consumo rivolto ai residenti, ma anche alle numerose presenze turistiche e ricettive. 20

22 3 Ambiti pescherecci della Provincia di Salerno 21

23 Relativamente ai principali Sistemi di Pesca, in sintesi si può dire che per ciascuno degli ambiti pescherecci della Provincia di Salerno viene praticata prevalentemente la Piccola Pesca Costiera, a cui si associano le pratiche della Pesca Costiera e della Pesca Mediterranea o d Altura. Il cospicuo numero di battelli strascicanti iscritti nel Compartimento Marittimo di Salerno e la presenza delle flotta tonniera influenzano i valori dimensionali medi dei battelli salernitani, che risultano superiori rispetto alle altre imbarcazioni della regione. > > L Ambito Costiera Amalfitana, da Positano a Vietri, è dedito esclusivamente alla Piccola Pesca Costiera, ad eccezione di Cetara ove opera una flotta di cianciolo che pesca pesce azzurro. > > L Ambito dell Alto Cilento, da Agropoli a Marina di Pisciotta, è dedito per lo più alla Piccola Pesca Costiera, anche se nel porto di Acciaroli trovano ricovero sia strascicanti, che imbarcazioni dedite alla pesca dello spada e dei pesci bandiera. > > L Ambito del Basso Cilento, da Palinuro a Sapri, è dedito per lo più alla Piccola Pesca Costiera, anche se operano in tale ambito sia strascicanti, che imbarcazioni dedite alla pesca dello spada e dei pesci bandiera. > > L Ambito Salernitano ove staziona sia una buona flotta di barche della piccola pesca costiera, è dedito allo strascico, e con le tonnare volanti opera in tutto il Mediterraneo. 22

24 4 Tipologie e sistemi di pesca 23

25 Nella Tabella 7, si riportano per ciascuna delle tre Tipologie complessivamente praticate dalla flotta da pesca salernitana i Riferimenti Normativi e i Sistemi di Pesca adottati. Piccola Pesca Costiera RIFERIMENTI NORMATIVI SISTEMI DI PESCA Tabella 7: tipologie e sistemi di pesca La piccola pesca costiera è praticata con navi di lunghezza fuori tutto inferiore a 12 metri. - Regolamento (CE) n. 2792/1999 La piccola pesca si esercita con barche non superiori alle 10 TSL, abilitate esclusivamente all uso dei seguenti attrezzi: reti da posta, ferrettara, palangari, lenze ed arpioni. - D.M. 26/07/95 Rete da posta Vengono lasciate in mare in una postazione fissa o in balìa delle correnti, in tal senso vengono definiti passivi perché gli organismi marini che nei loro spostamenti vi incappano e rimangono intrappolati. Le reti da posta sono destinate a recingere o sbarrare spazi acquei allo scopo di imbroccare od ammagliare gli organismi marini che vi incappano. Esse si dividono in fisse e derivanti; le prime sono ancorate sul fondale marino, mentre le seconde sono lasciate all azione delle correnti e dei venti. Questi attrezzi si compongono di lunghi pannelli rettangolari di rete, armati nella parte superiore alla lima dei galleggianti, e nella parte inferiore alla lima dei piombi (l effetto combinato assicura l apertura verticale della rete). Le reti da posta possono essere calate in mare vicino alla superficie, a mezz acqua o sul fondo, a seconda delle specie da catturare. Possono essere confezionate in due modi diversi: con un solo pannello di rete (imbrocco) o con tre pannelli (tremaglio) Battelli da pesca nella marineria di Salerno sono impiegati nella pesca del pesce bandiera con le reti fisse. Ferrettara In tale sistema di pesca si riconoscono tutte le reti da posta del tipo ad imbrocco, che vengono impiegate nella cattura di palamita, lampuga, biso, ricciola, occhiata, sgombro, salpa, boga, costardella, alaccia, sardina ed acciuga. 24

26 Sistemi di Pesca Palangari La pesca con gli ami è uno dei sistemi più diffusi e antichi del mondo, sia per la facilità di costruzione dell attrezzo, sia per la semplice manovrabilità ed adattabilità a tutte le condizioni ambientali. Il palangaro, è l attrezzo ad ami più usato a livello professionale, composto da una serie di lenze appese ad un cavo lungo diversi chilometri. Ogni lenza porta un amo con esca e la loro distanza sul cavo è pari al doppio della lunghezza della lenza stessa. Generalmente la pesca con il palangaro si effettua di notte, si cala verso il tramonto e si salpa all alba, mentre durante il giorno si allestiscono le ceste che li contengono. Esistono due tipi principali di palangari: da fondo (fissi), e da superficie (derivanti). Il primo si usa per la cattura di pesci bentonici e demersali: i braccioli sono corti e gli ami piccoli; il secondo si usa per la cattura di pesci pelagici di grandi dimensioni, come tonni e pesci spada, per cui gli ami sono più grandi ed i braccioli molto più lunghi. Battelli da pesca nella marineria di Salerno sono impiegati nella pesca del pesce spada. Lenze Le lenze sono costituite da un amo attaccato ad un filo, ed in relazione al loro impiego si dividono in lenze a mano, lenze a canna, lenze al traino. La caratteristica particolare di questo sistema di cattura sta nella presenza continua dell uomo, nella fase operativa. Proprio per questa particolarità le lenze vengono impiegate prevalentemente a livello sportivo, fatta eccezione per le lenze al traino per la cattura dei grandi pelagici. Arpioni Comprende l utilizzo di attrezzi come l arpione, per la cattura di esemplari medio grandi, la fiocina, atta alla cattura di esemplari medio piccoli, l asta e specchio per ricci e il rastrello per ricci. Pesca Costiera locale Riferimenti normativi La pesca costiera locale: si esercita fino ad una distanza di 6 miglia dalla costa con navi fino a 30 TSL. Se la nave è conforme alle prescrizioni di sicurezza per le navi abilitate alla pesca costiera ravvicinata (D.M. 22/06/82) si può richiedere l autorizzazione all esercizio dell attività fino ad una distanza di 12 miglia dalla costa. - D.M. 19/04/

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