Oggetto: La posizione di ATCP nei confronti del C.d.A. in carica: contrasto o critica?

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1 Novembre 2014 Oggetto: La posizione di ATCP nei confronti del C.d.A. in carica: contrasto o critica? Sul sito web della Comunità, in un post del u.s. a firma del presidente Piergianni Addis, si afferma che ATCP è un associazione che, in questo momento, contrasta il C.d.A. Questa affermazione, da ascrivere alla campagna di disinformazione e di discredito nei confronti di ATCP, intrapresa recentemente dal presidente del C.d.A. e dal suo braccio armato, la sedicente Unione dei Proprietari (una sigla che non potrebbe essere più utilizzata perché due delle tre componenti che l avevano costituita lo scorso anno, e cioè ATCP e Amici di Costa Paradiso, se ne sono ormai dissociate), merita delle precisazioni. ATCP non esercita alcuna azione di contrasto, ma non condivide ed anzi critica la linea d azione, o meglio di inazione, perseguita dal C.d.A. in carica Tale linea, infatti, contravviene ai propositi ed agli impegni assunti dall Unione Proprietari con i Partecipanti prima delle elezioni del 13 aprile 2013, tradendone le istanze di rinnovamento e di discontinuità rispetto al passato nella gestione della Comunità. In verità, questo C.d.A.: 1. Non ha avviato alcuna iniziativa per porre fine allo scandalo di una lottizzazione, trasformata in strumento attuativo senza tempo, con danni irreparabili al territorio; in particolare non ha attivato col Comune le necessarie trattative per trasferire ad esso gli oneri di manutenzione delle opere di urbanizzazione, rimaste illegittimamente a carico della Comunità; 2. Dopo le ingenti spese per la redazione del progetto per l ampliamento dell impianto fognario, sostenute dalla Comunità, ha manifestato la volontà di dar corso direttamente anche alla sua realizzazione, ovviamente a spese dei Partecipanti; 3. Ai fini della riforma della Comunità, non ha promosso alcuna iniziativa per dare ad essa una qualificazione giuridica definitiva, necessaria ad evitare forme di ambiguità e di disinvolta flessibilità nell attività di gestione; 4. Ha finanziato, in sostituzione del Servizio Sanitario Nazionale, l assistenza sanitaria dei Partecipanti, facendone gravare completamente l onere sul bilancio sociale; 5. Non ha apportato alcuna innovazione nel sistema amministrativo, ormai antiquato, della Comunità, e nei relativi strumenti di gestione, come quelli per la predisposizione dei bilanci e della contabilità; ha enfatizzato, più di quanto i risultati concreti non dicano, l azione di recupero della morosità, non definendo né assicurando una linea di uniformità nei confronti di tutti i partecipanti, circa le modalità di transazione; tantomeno ha assicurato quella trasparenza, sulla quale si era pubblicamente impegnato; 6. Non ha profuso alcun impegno reale nella tutela dell ambiente e del territorio, nei casi di violazione delle norme del Regolamento; 7. Ha volutamente rinunciato a proporre azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori, senza darne piena ed adeguata motivazione. 1

2 ATCP non può accettare passivamente e silenziosamente una situazione, in cui nulla è stato fatto per risolvere le problematiche principali di Costa Paradiso. Per contro, il C.d.A., evitando qualsiasi confronto sulle suddette questioni, ha reagito, in modo intollerante alle critiche, con una serie di articoli, pubblicati in forma anonima sul sito della Comunità, di dileggio e di discredito verso l ATCP ed il suo presidente in particolare, alimentando una vera e propria macchina del fango. Proprio per stimolare (e non contrastare) l azione del C.d.A. e per avviare a soluzione i problemi irrisolti del territorio e realizzare un significativo cambiamento del sistema di gestione della Comunità, ATCP, nel settembre scorso, aveva inviato una lettera al presidente del C.d.A., proponendogli un nuovo patto di collaborazione per il raggiungimento di quattro obbiettivi generali, specificati in un manifesto annesso alla lettera stessa. A garanzia dell'attuazione di quegli obbiettivi, nella lettera si proponeva il rientro, nel consiglio, del vicepresidente dimissionario e la cooptazione di un ulteriore rappresentante di ATCP. Tale proposta, che il presidente del C.d.A. ha definito esilarante, non ha avuto alcuna risposta, salvo una generica dichiarazione d intenti, riportata nel verbale della riunione del C.d.A. dell 11 ottobre u.s., di voler attivare un rapporto di collaborazione con ATCP con la disponibilità ad accogliere, nell'ambito del consiglio, un solo rappresentante di ATCP, in veste di uditore e senza diritto di voto. Di fatto, la proposta veniva rigettata; nel C.d.A., infatti, non sussisteva alcuna volontà di assumere impegni formali per raggiungere gli obbiettivi indicati nel manifesto di ATCP, mentre la disponibilità ad integrare la composizione del C.d.A. con altri rappresentanti di ATCP era di pura facciata. Nel frattempo, sul sito web della Comunità veniva pubblicato un articolo anonimo, contenente sarcastici giudizi sul sito web di ATCP, che veniva definito sito fotocopia del blog di Pasquale Ferrara, nonostante le evidenti differenze fra i due. Pochi giorni dopo, il presidente Piergianni Addis inoltrava ad un membro del consiglio direttivo di ATCP una lettera dal titolo Qualcuno dovrebbe, contenente un pesante attacco personale al presidente di ATCP. La lettera, scritta a due mani, consentiva di identificarne facilmente gli autori, legati da uno stretto vincolo di parentela. Il presidente di ATCP ha ritenuto di dover rispondere all attacco sia con un articolo pubblicato sul sito di ATCP, sia con una lettera diretta al presidente del C.d.A. Quest ultima, pur avendo carattere confidenziale, è stata pubblicata sul sito web della Comunità, così da far apparire il presidente del C.d.A. come vittima di un attacco personale e non come colui che aveva provocato la giusta reazione del presidente di ATCP. (E evidente, in questo caso, il tentativo smaccato di cambiare veste, da autore/istigatore della macchina del fango, a vittima). Si tratta di uno degli ultimi episodi, fra i tanti, in cui il sito web della Comunità, realizzato e gestito a spese dei Partecipanti, viene utilizzato per fini personali e per screditare singoli o gruppi di Partecipanti della Comunità. In realtà, l uso improprio e per fini di parte del sito della Comunità si colloca in un quadro più generale e più ampio di una gestione quella attuata da questo C.d.A. poco coerente con i fini della Comunità, che sono quelli di: a) assicurare l amministrazione ed il miglior uso dei beni comuni; b) applicare le norme regolamentari per assicurare il rispetto degli obblighi e dei diritti dei partecipanti; c) stabilire le intese necessarie col Comune di Trinità per il rispetto della convenzione di lottizzazione, cui è assoggettato l intero territorio; 2

3 d) garantire la corretta ripartizione delle spese fra i partecipanti in base ai principi di uguaglianza, parità di trattamento ed economicità. Ed è l uso non appropriato delle risorse della Comunità che ATCP denuncia e critica. Un caso, su tutti, è rappresentato dal progetto per l ampliamento dell impianto fognario e di depurazione. Fermo restando che risulta dubbio l obbligo in capo ai Partecipanti di finanziare la realizzazione della fognatura e su cui sarà il TAR a decidere, il progetto è stato volutamente sovradimensionato per favorire lo sviluppo edilizio del territorio. La Comunità, come soggetto proponente, non avrebbe potuto e dovuto farlo. Essa avrebbe dovuto assumere come parametro d obbligo i dati di riferimento del PdL esistente, in termini di numero massimo di unità abitative previste e di volumetrie edificabili. Invece, presentando un progetto per abitanti eq., la Comunità si è, di fatto, sostituita al Comune nella previsione di ulteriori sviluppi edilizi, non contemplati in nessun atto pubblico all'atto della presentazione del progetto. Il PUC è stato approvato solo qualche mese fa, ma, al momento, in mancanza degli strumenti attuativi, non può costituire un elemento di riferimento. Risulta, invece, evidente che la Comunità, presentando un progetto notevolmente sovradimensionato rispetto alle necessità attuali, si è fatta carico di apprestare, a spese dei Partecipanti, un'opera destinata a supportare gli sviluppi edilizi futuri sulla base di un piano non ancora definito da parte del Comune di Trinità. Basterebbe questo per proporre azione di responsabilità sia nei confronti del precedente C.d.A. che ha predisposto e presentato il progetto, sia per il C.d.A. in carica, che, sostanzialmente, l ha fatto proprio. Il che dimostra che quest ultimo, di fatto, persegue e tutela gli interessi degli imprenditori edilizi, anche se, dichiara (a parole) di rappresentare uno schieramento che si contrappone a quello costituito intorno agli imprenditori edilizi. Ma lo sconfinamento del C.d.A., rispetto ai richiamati compiti che il Regolamento gli assegna, non riguarda solo la realizzazione e la gestione delle opere di urbanizzazione di Costa Paradiso, per le quali la Comunità continua a svolgere, senza averne titolo, le funzioni ed i compiti del lottizzante in accordo tacito col Comune di Trinità, ma riguarda anche i servizi destinati alla collettività, come il servizio sanitario. Infatti, l organizzazione di un servizio di assistenza sanitaria, seppur finalizzato al benessere dei partecipanti della Comunità, esula dai compiti specifici ed istituzionali della Comunità stessa, previsti dal Regolamento del Territorio, essenzialmente destinati alla tutela ed alla gestione dei beni patrimoniali comuni. Pertanto, il servizio di assistenza sanitaria a favore dei partecipanti della Comunità per quanto necessario per la presenza, nel periodo estivo, di alcune migliaia di persone nel Territorio deve essere attivato ed organizzato dalla Comunità, d intesa con le strutture locali del Servizio Sanitario Nazionale, come servizio complementare ed integrativo, nella misura in cui le strutture stesse non sono in grado di assicurare a Costa Paradiso un adeguato servizio di presidio e di assistenza. Ciò, al fine, da un lato, di assicurare un livello di servizio adeguato, e, dall altro, di limitare gli oneri a carico dei partecipanti, che già provvedono, attraverso il pagamento delle tasse, a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale. Oltre ai casi di sconfinamento dai compiti previsti dal Regolamento, con conseguente uso improprio dei fondi sociali, non meno criticabile è la gestione amministrativa della Comunità, svolta in modalità che richiama il ricordo di una trasmissione, prima radiofonica e poi televisiva, intitolata Dilettanti allo sbaraglio. La predisposizione del bilancio consuntivo triennale , bocciato nell assemblea dei Partecipanti dell 11 agosto scorso, ed il progetto, fallito, per l informatizzazione delle attività degli uffici amministrativi della Comunità ne danno piena ed efficace testimonianza. Sul primo, ATCP ha espresso le 3

4 sue valutazioni in occasione dell assemblea dell 11 agosto e non intende tornarci sopra; il secondo merita qualche riflessione, perché il fallimento del progetto non è dovuto a fattori tecnici, bensì ad un approccio sbagliato nell affrontare il problema, voluto e difeso pervicacemente da chi non aveva le competenze per occuparsene, aggravato da atteggiamenti di rifiuto e di supponenza verso consigli e suggerimenti circa le modalità più idonee da seguire. Il risultato è che il nuovo programma di gestione informatizzata, pur acquistato e pagato, non è disponibile, nonostante la promessa pubblica del Tesoriere, che, a breve, ciascun Partecipante avrebbe potuto consultare, on line, la sua posizione contabile grazie all attivazione del nuovo sistema. Oggi, il C.d.A. cerca affannosamente di porvi riparo, perseverando in una modalità da Dilettanti allo sbaraglio, chiedendo offerte qua e là, anche con improbabili capitolati in uso a grandi aziende, che vanno oltre le esigenze della Comunità. Non ha ancora capito che prima di acquistare un qualsiasi prodotto software esistente sul mercato, occorre rivolgersi ad un bravo analista in grado di fare l analisi delle esigenze e di definire correttamente i requisiti che il software, (non importa se come prodotto già esistente sul mercato, oppure da sviluppare ad hoc per Costa Paradiso), deve soddisfare in termini di funzioni necessarie ed utili per l utente. Quanto alla trasparenza, va riconosciuto che qualche passo in avanti questo C.d.A. l ha fatto nel mettere a disposizione e nel pubblicare i suoi atti; non sembra, invece, che abbia fatto molto per dare evidenza alla gestione contabile, ed in particolare alla prima nota di cassa, al fine di consentire il controllo dei flussi di cassa. Questa necessità è importante, considerato che in un recente passato si sono verificati ammanchi di cassa e non c è stata alcuna dichiarazione di responsabilità a carico di alcuno. In merito all azione di contrasto contro la morosità circolano opinioni ed informazioni discordi. Il Tesoriere in più riunioni pubbliche si è fatto vanto dei risultati conseguiti. In realtà, i risultati concreti vanno valutati in base alle cifre. Quando il C.d.A. è entrato in carica la cifra accertata era di ; nell assemblea dell 11 agosto 2013 lo stesso tesoriere ha dichiarato che il volume delle morosità era pari a Non è, tuttavia, questo l aspetto su cui vogliamo soffermarci, quanto sul fatto che i decreti ingiuntivi nei confronti dei grandi morosi sono stati promossi con un anno di ritardo, dopo tentativi di transazione non proprio vantaggiosi per la Comunità. E possibile conoscerne i motivi, visto che uno dei principi che questo C.d.A., all inizio del suo mandato, affermava di voler rispettare era quello della parità di trattamento verso tutti i Partecipanti? A questo proposito, riteniamo doveroso rivolgere al presidente del C.d.A. una domanda: qual è il significato delle parole usate dal sig. Agostino Magliulo nella lettera indirizzata al presidente del C.d.A. e pubblicata sul sito della Comunità il , là dove dice Ancora una volta devo però rilevare la pervicacia con cui Sandro Guiducci continua a imputare alle passate Amministrazioni uno scarso impegno nel recupero dei crediti. Tu eri con me in quelle Amministrazioni e sai che ciò non è vero. Poiché c è già qualcuno che ha chiesto AZIONI di rivalsa contro detti Amministratori, apprezzerei un tuo personale intervento per evitare giudizi, da parte di esponenti dell attuale CDA e/o CDR su fatti e circostanze che ignorano e che, tra l altro, potrebbero diventare un boomerang per l attuale amministrazione in futuro. In proposito, è possibile sapere, dato il tono velatamente minaccioso di Magliulo, quali siano i fatti e le circostanze che potrebbero diventare un boomerang per l attuale amministrazione? Sempre in nome della trasparenza, riteniamo, a questo punto, che sia un dovere verso i Partecipanti che il presidente del C.d.A. spieghi le ragioni e le circostanze, per la verità poco chiare, che, nel precedente C.d.A., hanno portato alla sua sostituzione nella carica di presidente col sig. Claudio Addis. Da ultimo, non può passare sotto silenzio la decisione del C.d.A., comunicata nell assemblea dei partecipanti del 4 ottobre a Bologna, di non voler procedere e quindi di 4

5 non voler sottoporre alle decisioni dell assemblea un azione di responsabilità nei confronti degli amministratori che lo avevano preceduto. A nostro giudizio è una decisione grave sia perché contrasta con le affermazioni del tesoriere espresse in incontri pubblici circa le responsabilità del precedente consiglio nella mancata tutela del credito vantato dalla Comunità verso coloro che non pagavano la quota condominiale, sia perché il precedente consiglio aveva sostenuto delle spese legali per intervenire, a fianco del Comune di Trinità, nel ricorso al TAR promosso da ATCP ed altri partecipanti contro il Comune stesso. Spese legali del tutto ingiustificate, in base ai citati fini della Comunità, e addirittura finalizzate contro altri partecipanti. Con queste osservazioni, abbiamo cercato di motivare la posizione critica di ATCP nei confronti del C.d.A., che appare attestato su una linea di conservazione di un modello di gestione che va contro gli interessi dei Partecipanti e che alle critiche risponde con attacchi personali, per lo più anonimi o per interposta persona. Il Consiglio direttivo di ATCP Ferdinando Mulas Giovanni Faure Davide Mancino Fabrizio Filone Stefano Angeli \ 5

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