I DIECI ERRORI DA EVITARE! Parte I

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1 I DIECI ERRORI DA EVITARE! Parte I Aumentare le tue abilità surfistiche è un compito che richiede tempo, impegno e focalizzazione mentale. Devi essere capace di giudicare quello che realmente stai facendo. Questa dispensa è stata concepita per aiutarti ad evitare gli errori che la maggior parte dei surfisti commette, permettendoti di focalizzare sui compiti corretti che ti consentiranno di migliorare con progressività il tuo livello surfistico, superando l empasse frustrante di anni di surf senza grandi risultati. By Spartaco (Gabriele Concato) Team Trainer Hawaii Aqui 1

2 SURFARE CON LA TAVOLA SBAGLIATA La tavola è la parte più importane nel surf. E quella cosa che ti connette con l energia dell onda. Ciò che maggiormente limita lo sviluppo delle potenzialità surfistiche è surfare con la tavola non calzante con le proprie caratteristiche psico-fisiche, il reale livello surfistico, e la tipologia e condizioni delle onde. Molti surfisti vogliono surfare con tavole simili a quelle dei professionisti. Questo è un ottima scelta. Ma è qualcosa che potremo fare in futuro, è che non dobbiamo assolutamente forzare. Altrettanto penalizzante è l errore opposto, surfare con una tavola eccessivamente grande, pensando erroneamente che questa ci possa agevolare sopperendo alle nostre incapacità nell equilibrio in piedi o nel take off. Dobbiamo imparare ad essere onesti con noi stessi circa la tavola da utilizzare senza sopravvalutarci, ne tanto meno sottovalutarci o, errore ancor più grave e frequente, essere indotto dai disegni a fiori e strisce degli ammalianti anni 60 acquistando una tavola dimensionalmente ed idrodinamicamente superata da quarant anni. La migliore opzione, potendo scegliere, è quella di chiedere consiglio ad uno shaper che potrà calibrare una tavola secondo il nostro livello di apprendimento e tipologie di onde. Oppure se siamo inizianti / principianti acquistare una tavola nella categoria Fun, con linee idrodinamiche allo stato dell arte degli anni 2010, tre pinne, coda squash, fondo piatto, e che sia alta da 10 a massimo 30 cm. oltre la nostra altezza. Quando successivamente avremo acquisito una buona acquaticità da sdraiati, ed un discreto take off obliquo all onda, allora potremo scegliere la nostra inclinazione surfistica, ossia se orientarci verso tavole grandi (longboard) o tavole piccole (shortboard). Solo in questa fase dell apprendimento si può iniziare a cambiare tavola (non prima) salendo gradualmente di misura nel caso desideriamo imparare lo stile longboard, oppure scendendo via via di misura se preferiamo lo stile shortboard. Stai lontano da tavole fish, retrò, longboard, tutte tavole inadatte all apprendimento nonostante la moda del tempo attuale le propini come le migliori, mietendo nuguli di vittime innocenti (che così facendo saranno indotti a cambiare tavola frequentemente alla ricerca di una migliore, alimentando il mercato dei polli). Le tavole più dannose per la progressione di apprendimento di un iniziante / principiante sono le tavole grandi da 7.0 / 7.6 in su (in base a peso e statura), sino a 10 piedi. Tutto sarà più difficile faticoso e complicato da imparare, dietro la falsa chimera che è più facile montarci in piedi. Allora compriamoci anche una bici ed una moto con le ruote larghe un metro, staremo molto meglio in equilibrio! Ed i principi della dinamica, e della stabilità indotta dall abbrivio vanno a farsi fottere. Perché non cominciare allora con un pattino? Altrettanto sbagliato è iniziare con un economico quanto pesante plasticone stampato antirottura e antidinamico, molto in voga tra gli inizianti principianti. Avere un mezzo idrodinamico che ci consenta di galleggiare sulle spume, ci farà permanere anni sulle spume. Ma fate bene attenzione, il surf è quella cosa che si fa in parete liscia. Sulla spuma non è surf! Imparerete a surfare quando andrete in parete liscia. E prima vi cimentate con essa prima imparerete. Ma in parete liscia non abbiamo bisogno di tutto quel volume, anzi è controproducente, complica moltissimo il raggiungimento della 2

3 line-up, l acquisizione dell acquaticità e la snellezza da sdraiati che ci permette di fare i take off, l entrata laterale nell onda che ci mette in parete liscia, il controllo della tavola, e le manovre. Dunque il volume si, è necessario ad un principiante, ma il giusto. Ne troppo, ne troppo poco. Come in tutte le cose metteteci il buon senso, al di la di quello che vi possono dire i negozianti o gli amici, gli eccessi o le carenze fanno male. La scelta della tavola per un surfista intermedio / avanzato è più complicata. Dipende da molti fattori personali che emergono solo mediante un attenta valutazione delle oggettive necessità tecniche atte a farlo progredire. Senza questa valutazione soggettiva si possono dare pochi parametri, ma alcuni validi consigli come stare lontani delle tavole retrò e fish dell ultima generazione. Queste tavole possono offrire divertimento a chi sa già surfare bene, ma sono pessime per chi invece deve far progredire il proprio livello. Se sei a questo livello per surfare bene in Italia e fare progressi veloci rimani tra una misura variabile tra i 6.0 e 6.6 in base al tuo peso e statura. Non salire mai di larghezza massima oltre i 19,1/2 e non scendere sotto 18.1/2. La larghezza massima deve essere possibilmente tra i 10 / 20 cm arretrata rispetto al centro tavola (cosa rara da trovare su tavole standard), in base alla lunghezza massima della tavola. Non scendere mai sotto lo spessore di 2.1/4, ne salire sopra a 2.3/8. Prua tra i 11.1/2 e 12 e poppa tra i 14.1/4 e i 14.3/4. Fondo assolutamente piatto. Evitare il concavo come la peste bubbonica. Natural rocker per onde poco potenti circa 5 in prua e 2 in poppa. Foil ben distribuito lungo l asse e generoso in prua e in poppa. Bordi assolutamente round soft. Edge molto tagliente dipartente da massimo 1 anteriore le pinne anteriori sino alla poppa. Coda squash o round squash. Evitare code swallow o pin. Possibilmente pinne fisse (ormai impossibili da trovare, salvo farsi shapare la tavola) che sono molto più leggere e idrodinamicamente più efficienti in quanto elemento unico con il bottom, ed offrono minor attrito indotto dalla fessurazione delle pinne staccabili. Ma attenzione che in Italia sono molto fuori moda (tranne che sulle tavole degli atleti del WCT) percui occhio al giudizio altrui. Pinne montate come segue: centrale tra 3. ¼ e 3. ½ dalla coda. Laterali tra 10 ½ " 11 ¼ dalla coda. Laterali tra 1.1/16" e 1.1/8" dal bordo. Non avendo qualcuno di cui fidarci ciecamente, il modo migliore per acquistare la tavola da soli è il seguente (fermo restando i suggerimenti tipologici e dimensionali sopra citati): percepisci la tua tavola come un estensione di te. Un mezzo in sintonia ed in equilibrio proporzionale con la tua corporatura e il tuo feeling interiore. Prima di acquistarla toccala, carezzala sui bordi, mettila in verticale davanti a te, e sotto il braccio. Senti il suo peso. Percepisci le sue forme e le vibrazioni che ti trasmette. Normalmente quel che sentiamo più affine a noi va bene per noi, ma occhio a non essere inconsciamente influenzati dalle scelte fatte dagli altri, dai disegni e colori, o dal prezzo, e soprattutto dal come vogliamo apparire. Sbagliare tavola risulterà nel peccato originale che ci porteremo dietro per moltissimi anni, metabolizzando errori e difficoltà difficili poi da rimuovere, pena il rallentamento dell apprendimento, frustrazione e convinzione (errata) di essere delle mezze seghe. A volte, ma non sempre, conto dell errore, ma solo dopo aver trascorso molti anni in acqua senza grandi risultati, e dopo aver cambiato svariate tavole e investito molti soldi inutilmente. 3

4 SURFARE LE ONDE NON ADATTE Ogni tipologia di onda è differente. Dopo un po di tempo, ed errori a volte gravi, capirai bene la personalità delle onde di ogni spot da te surfato. Alcune onde si adattano meglio al tuo livello di apprendimento ed al tipo di tavola che stai utilizzando rispetto ad altre onde. I surfisti principianti devo scegliere spot con onde morbide e permissive, mentre i surfisti intermedi possono scegliere onde con un pochino più di potenza e verticalità, senza esagerare. Una volta raggiunto un livello avanzato, allora è possibile surfare onde potenti, veloci e verticali. Surfare su spots non al nostro livello è una presunzione che pagheremo cara in termini di tempo necessario all apprendimento. Ad esempio moltissimi italiani principianti / intermedi sono assidui frequentatori degli spots balinesi, ma non c è nulla di più controproducente per l avanzamento di livello che surfare onde potenti e veloci di quel tipo. Inoltre spesso è in agguato il panico, che una volta sperimentato, sarà un fardello di rallentamento che ci porteremo dietro per molti e molti anni, e per alcuni per sempre. Un modo semplice ed efficace per capire se un determinato spot può essere adatto a noi, è vedere con quale tipo di tavola stanno surfando la maggior parte dei surfisti in acqua. Tu devi cercare possibilmente di surfare uno spot dove la maggior parte dei surfisti sta utilizzando tavole simili alla tua (posto che tu abbia scelto la tavola giusta per te). Questo metodo è maggiormente valido quando viaggi per surfare negli spot oceanici, piuttosto che in Italia dove c è tutto di tutto ovunque senza criterio e cognizione. Fai sempre molta attenzione a non tentare di surfare con onde Head High or Over Head. Surfare con onde superiori alle nostre abilità è pericoloso, ma soprattutto frustrante, e facilmente si può sperimentare panico che ci scoraggerà inoculando subdola la sensazione inconscia di non essere portati per questo sport. Focalizzati nel surfare solamente con onde dove riesci ad avere solo divertimento e serenità. Continua a praticare ed a perfezionare le tue tecniche avvalendoti di un programma di tecniche da seguire con zelo. NON SOFFERMARSI A VALUTARE LE CONDIZIONI NON SCEGLIERE LA TECNICA Nonostante la pratica e l assiduità, il surf è uno sport molto difficile d apprendere inquanto ogni onda si sviluppa in modo diverso. Contrariamente a tutti gli altri sport i quali consentono di ripetere la medesima azione per ore continuativamente, un surfista non ha a disposizione la stessa identica onda e le stesse condizioni ogni giorno. A questo si aggiunga che i secondi disponibili per sperimentare i movimenti su un onda sono veramente pochi, e questi diventano ancor meno nelle località marine a bassa frequenza di onda, come l Italia ad esempio. A causa di questo motivo il tempo che utilizzi in acqua è estremamente prezioso e deve essere utilizzato con un valido criterio addestrativo. Per ottenere miglioramenti sensibili e 4

5 progressivi è indispensabile ricavare il massimo dell apprendimento ogni singolo minuto trascorso in acqua. Arrivare freneticamente allo spot e proiettarsi subito in acqua con l ansia che le onde finiscano. Sbrigarci per godere anche noi dell effimero momento magico che la natura sta regalando agli altri arrivati prima. Porre la domanda tipica a chi stanco sta già uscendo dall acqua: com erano prima le onde?, e ricevere la mefistofelica risposta altrettanto tipica;. ora è calato, ma prima era meglio, non puoi capire che onde!. E inutile chiedere come erano prima le onde, vediamo invece come sono ora quelle che ci accingiamo a surfare. Sedersi sulla riva e guardare attentamente le condizioni fa una grande differenza su come andrà la nostra session in acqua e ci preserverà dal commettere errori e collezionare ansie ed a volte panico. La maggior parte dei surfisti arriva sullo spot, per la fretta strappa la muta, inciampa e si distrugge un pollicione del piede, sbatte la testa per chiudere il portellone dell auto, ed entra in acqua senza soffermarsi a scrutare e valutare quel che poi dall acqua sarà impossibile vedere. Rema con foga ed arriva alla line-up senza fiato, e durante la prima mezz ora l ansia e il fiato corto gli impediscono di surfare bene, bensì commette tutti quegli errori che normalmente non farebbe, gli si ingavona la tavola, cade all indietro, sbaglia una duck dive, e dopo un take off miranbolesco si caga l onda della giornata tanto che tutti lo guardano con lubridio. Tutto ciò è da evitare. Non facciamo una bella figura con noi stessi, non impariamo nulla, sprechiamo energie, e non ci divertiamo neppure. Un quarto d ora di relax, stretching e preparazione mentale ad entrare in acqua è indispensabile per ottenere buoni risultati nella session. Inoltre da riva, mentre ci allunghiamo e rilassiamo, è facile individuare dove e come si forma il picco, come si sviluppa l onda e dove è meglio posizionarsi rispetto al proprio livello per ottenere il meglio dalla session. Spesso i principianti e intermedi si posizionano, a ragion veduta, distanziati dall affollamento, ma non prendono onde a causa della troppa distanza dal picco. Oppure si mischiano nella bagarre dell affollamento, ed altrettanto non prendono onde dovendo lasciarle a quelli migliori di loro. Ma più spesso ancora non hanno nessun posizionamento, nessun riferimento a terra, e nessuna logica di posizionamento prederminata. Vanno unicamente dove vanno gli altri, e la corrente fa il resto. Da riva invece è possibile valutare una zona con minor affollamento ma che sviluppi comunque un picco ed un tratto d onda adatto al nostro livello. Prediamo dei buoni riferimenti a terra, ed in acqua manteniamo con fede il punto prescelto. Questo fa la differenza circa il numero delle onde surfate in una session, con conseguente velocizzazione dell apprendimento. Ancor più importante della scelta del posizionamento è la scelta precisa della tecnica alla quale allenarci. Non c è peggiore errore, per chi veramente voglia evolvere il proprio livello, di entrare in acqua surfare è basta! Così non si impara poco e con moltissimo tempo (purtroppo anni, molti anni). Per imparare velocemente è FONDAMENTALE, stabilire una tecnica precisa alla quale allenarci durante la session, almeno la prima ora RIGOROSAMENTE, sia essa per un principiante imparare a girare la tavola da seduti di 180 gradi one or two stroke, o da sdraiati con un arco stretto o su perno, o la remata corretta, o l assetto ecc.ecc. oppure per un intermedio / avanzato l accelerazione, il controllo preciso di tavola, la cavata, la rentry, il cut back a 8 ecc.ec. Senza la scelta della tecnica o sottotecnica alla quale allenarci, ed una ferrea concentrazione mentale su di essa prima di entrare in acqua, i risultati non possono 5

6 arrivare, lo capite bene, se non con anni ed anni di fatiche, e per giunta non molto soddisfacenti. In qualsiasi sport ci si allena alle tecniche! Perché nel surf non lo facciamo? Perché nessuno celo dice, semplice! Abbiamo poche session all anno per allenarci, e non possiamo permetterci di sprecarne nessuna. Ogni minuto trascorso in acqua è prezioso e deve essere utilizzato con criterio addestrativo e non puramente ludico. Divertirsi va bene, è l obiettivo primario, ma ci divertiamo anche mentre ci alleniamo, con la differenza che prendiamo sul serio la faccenda apprendimento, e ci impegnamo a rispettare il compito datoci. Un buon metodo è quello di darsi compiti rigorosi, ed applicarci con zelo addestrativo la prima ora di surf, mentre la seconda ora svuotiamo il cervello, lasciandolo libero di fare quel che più gli piace e pare (free surf). Questa alternanza protratta per una stagione surfistica (25 / 50 session) porta risultati velocissimi, posto che la prima ora si sia lavorato veramente. UN ACCOZZAGLIA DI TENTATIVI SENZA TECNICA La maggior parte dei surfisti in Italia inizia a surfare con tavole eccessivamente grandi, per la fretta di montare in piedi (o la paura di non riuscirci). Questo, al di là dei molteplici errori indotti da uno strumento non adatto (difficoltà nel raggiungimento della line-up / nella remata, nel girare la tavola da seduti, da sdraiati e in piedi, nell ingavonamento, nel taglio dell onda ecc.ecc.) lo porta fuori strada sin dall inizio. La fretta di montare in piedi sulla tavola e poter dire a se stesso di saper surfare, ma soprattutto (in italia) di mostrarlo agl altri, lo acceca e non lavora sin da subito allenandosi a sviluppare le tecniche di base corrette, purtroppo non sa neppure quali siano, tenta di imparare empiricamente dagli altri, ma non fa che apprendere gli errori degli altri. Ogni session (tranne rari casi) non è un allenamento, ma un accozzaglia di tentativi non si sa di che cosa. Tutti hanno fretta di imparare, è comprensibile ma non auspicabile, e appena presa un po di confidenza con le onde già si danno pena per imparare il bottom turn o il cut back, tralasciando l allenamento alla remata ed alle noiose tecniche di acquaticità da sdraiati, al posizionamento sulla line up, all intercettazione ecc.ecc., permanendo così ad un infimo livello che gli consente si e no di fare una manciata di partenze in due ore trascorse in acqua, e di viaggiare dritti come fusi sulle spume avviluppate alle tavola (da pranzo). Quale mirabile sfoggio di abilità! Divertimento si, non c è dubbio, anch io da bimbo sul materassino scivolavo sulle spume dei cavalloni delle mareggiate di maestrale. Ma questo non è surf. Sulle spume non c è surf. Mettitelo bene in testa! Per imparare a surfare devi imparare innanzi tutto ad evitare la spuma come la peste. Ma questo purtroppo non viene insegnato, anzi il contrario. Anche i corsi delle federazioni insegnano ad andare sulle spume, e poi andrai in parete, si ma quando?...( ci vorranno anni...ma questo non telo dicono!). Non si può insegnare un errore, farlo assimilare ad un allievo, e poi pretendere di toglierlo. Anni per imparalo e anni per toglierlo. E assurdo ed antididattico. Ecco perché dopo circa sei / otto anni di surf la maggior parte dei surfer italiani ancora non sa surfare. Tre o quattro anni per imparare ad andare sulle spume e tre o quattro per disimparare.ehehehehe, così è se ti piace, ma se non ti piace l idea, 6

7 impara sin da subito ad andare in parete. Non aver paura di attendere qualche giorno in più all inizio per montare in piedi sulla tavola (giusta), poi saranno anni ed anni risparmiati. Quando tu già surferai discretamente gli altri saranno ancora a carissimo amico (e in cuor loro, ahimè, penseranno di non essere portati per questo sport. Quale danno madornale gli è stato fatto). Per poter imparare uno sport, qualsiasi sport, è indispensabile conoscere le specifiche tecniche di base, ed una dopo l altra allenarsi con assiduità ad ogni singola tecnica. Dopo un po di tempo l automatismo e la congiunzione plastica di queste tra loro produrrà gli effetti voluti, ossia impariamo lo sport desiderato. Ma con il surf questo non avviene. Si entra in acqua e basta. Si scimmiotta dagli altri senza sapere che spesso scimmiottiamo gli errori degli altri a catena. Per imparare non bisogna avere fretta di imparare. Il take off è fondamentale. E quella manovra che ci consente di imparare tutto il resto, ossia il surf in sè. Pochi take off durante una session significheranno poco apprendimento del surf, e molti anni miserabili, molti take off al contrario ci regaleranno tanto apprendimento e tanta gratificazione. E necessario conoscere bene le corrette, anche se noiose tecniche di base che ci consentono di fare il take-off (che sono abbastanza semplici, ma è fondamentale non commettere errori con false tecniche errate), e praticarle con assiduità durante le sparute mareggiate nel mediterraneo e, segreto di Pulcinella, praticarle settimanalmente con DISCIPLINA in acqua calma, ossia sempre! Remare, girarsi da seduti di 180 riprendendo subito l assetto e la remata efficiente, girasi da sdraiati su perno o ad arco stretto, pop-up veloce e sicuro, baricentro basso accucciati busto eretto (in piedi sulla tavola), sono alcune delle tecniche fondamentali che dobbiamo apprendere anche e soprattutto senza onde, in mare piatto, si che quando le onde arriveranno potremo ricavare un allenamento proficuo ed il nostro livello surfistico potrà progressivamente progredire nonostante le misere 25 / 50 sessions l anno tipiche di un surfista medio italiano. Tu surfista intelligente che avrai fatto oltre alle session in mare con onde anche altre circa 100 session in mare piatto avrai triplicato o quadruplicato la velocità di apprendimento. E ti pare poco imparare in due anni quel che altri mediamente fanno in otto? NON FARE IL TAKE OFF NEL PUNTO GIUSTO Quando attentiamo di prendere un onda, il punto esatto di posizionamento rispetto al picco gioca un ruolo decisivo sull esito finale del take-off, e sull eventuale buona riuscita della surfata. Il punto idale per fare un take-off è esattamente al picco, ma questo dipenderà dalla potenza e velocità di chiusura (o apertura / spalla) dell onda e dall abilità del surfista di saper decidere a lunga distanza dove andarsi a posizionare per intercettare il picco nel punto giusto. Superato il problema primario di saper riconoscere a lunga distanza le onde potenzialmente surfabili da quelle non surfabili (allenamento visivo), ci rimane solo il problema di imparare ad identificare il punto più conveniente (secondo il proprio livello) dove attentare il tak-off (allenamento visivo + empirico). Il surfista principiante e spesso anche intermedio commette però un errore di approccio mentale, aspetta che l onda venga a lui, anziché essere lui ad andare all onda. Il che 7

8 significa che se aspettiamo che un onda sviluppi il picco al punto giusto proprio dove io ne ho bisogno per fare il take-off, allora aspetteremo un bel po, surferemo veramente poco o nulla, e la progressione dell apprendimento ne pagherà le conseguenze. Per fare tanti take-off e imparare velocemente dobbiamo essere noi i cacciatori, e l onda la lepre, non il contrario. Ma questo comporta mobilità, acquaticità, snellezza e rapidità nei movimenti da sdraiati, tutti elementi ai quali il principiante non si allena perché remare è noia e fatica. I principianti solitamente desiderano surfare e non remare, quindi comodi attendono l onda, come una boa, mentre gli altri si spostano, faticano, prendono onde ovunque, surfano e soprattutto evolvono il livello surfistico. NON UTILIZZARE L INTERO CORPO NELLE MANOVRE Un altro errore molto frequente (ma solo per un surfista nella fase di transizione tra intermedio ad avanzato) è quello di non utilizzare l intero corpo per effettuare le manovre. Il surfer che commette questo errore non può generare la stessa potenza e velocità di chi lo utilizza. Non sviluppare questa tecnica significa avere molta più difficoltà nel passare le sezioni morte o troppo verticali dell onda, nel generare velocità, nel manovrare efficacemente, nel controllare il proprio posizionamento nelle migliori sezioni dell onda. Il surf moderno a partire dagli anni 90 richiede l utilizzo dell intera catena cinetica del corpo, dalle caviglie, alle ginocchia, tronco, spalle e braccia. Quando si esegue una manovra è fondamentale l utilizzo dell intero corpo che, come una molla, si carica e scarica di energia dando l impulso alternato e costante alla tavola. Le tavole stesse sono tutte progettate per questa tipologia di surfata. La maggior parte delle tavole oggi infatti sono costruite con un bottom (fondo) concavo accentuato che, per poter funzionare, richiede un ottima capacità di eseguire questa tecnica, senza la quale la tavola resta incollata all acqua peggiorando sensibilmente la sua velocità, e il cambio di bordo, e quindi le manovre. Purtroppo sviluppare questa tecnica non è affatto facile, in quanto è la linea di transizione tra un surfer intermedio ed un surfer avanzato. Per questo motivo fin tanto che non riusciamo ad applicarla con efficacia, quindi fin che non passiamo questo livello, dobbiamo assolutamente avere sotto i piedi tavole a fondo piatto, ed in alcuni casi con leggerissima V sulla parte più esterna del bottom verso i rails. Il fondo piatto è il più veloce e facile in assoluto. Ma questo tipo di tavole (salvo farsela shapare su misura) non si costruiscono più a partire dagli anni 90, ossia da quando questa tecnica ed il power surfing ha iniziato a predominare sulla scena surfistica. Questo errore, ossia non usare l intero corpo è direttamente collegato all errore n. 1, surfare con la tavola sbagliata (a causa del bottom concavo di quasi tutte le tavole in commercio). 8

9 DISPERDERE INUTILMENTE ENERGIA La disponibilità di energia a disposizione in una session di surf è limitata. Se siamo energici durante la session possiamo prendere più onde e surfare con più potenza. Se sprechiamo energia remando invano per prendere onde non surfabili, o con un cattivo posizionamento, non avremo sufficiente energia da spendere quando sarà il momento giusto. Non è intuitivo, ma remare con più forza e grinta ci fa risparmiare molta energia perché aumenta la possibilità di prendere le onde e diminuisce quella di perderle con conseguente enorme dispendio di forze inutili, nel tornare al picco e ritentare nuovamente. Quando decidi di tentare un take-off credici con tutto te stesso, e dai il massimo fino allo spasmo limite. In questo modo prenderai più onde e la maggior parte delle energie impiegate risulteranno in onde surfate, quindi in maggior progressione dell apprendimento. Se prendi 5 onde in un ora, rispetto a chi ne prende 15, la tua risultante di apprendimento risulterà un terzo rispetto all altro surfer. Il che equivale ad imparare le stesse cose in 9 anni anziché in 3. E fondamentale sviluppare una efficacie tecnica di remata ed assetto da sdraiati, senza i quali spenderemo un enormità di energie senza fare un gran che di take off. La tecnica di remata non cosa istintiva, ma conoscendone i principi dinamico-motori, ed allenandoti assiduamente in una manciata di mesi, potrai sviluppare un efficacia invidiabile e prendere cinque volte tanto le onde che sei in grado di prendere ora. Altra cosa importante è fare session più brevi ma più frequenti. Ossia non stare in acqua sei o quattro ore continuative, bensì fare tre o quattro session di massimo un ora / un ora e un quarto, riposarsi e poi rientrare in acqua. NON ALLENARSI ABBASTANZA L assiduità con la quale pratichi il surf fa la differenza. E difficile implementare il tuo livello surfistico senza sviluppare l abitudine di surfare ogni qual volta ci sono le condizioni per farlo. La prima grande linea di demarcazione nella rapidità di apprendimento del surf è data da chi surfa tutto l inverno, e chi invece solo dalla primavera inoltrata sino alla fine dell estate. La seconda linea di demarcazione è data da chi fa uno o due viaggi di surf all anno implementando di gran lunga il numero delle session totali. Per essere nella giusta forma fisica e ottenere risultati è necessario allenarsi a remare almeno una o due volte la settimana per almeno 30 / 45 minuti intensi. Questo tipo di allenamento non richiede onde ed è fattibile anche al lago o in piscina (posto che sia possibile utilizzare la tavola). E facile perdere la forma fisica adatta alla remata, quindi al take-off, quindi a consentirci di surfare molte onde, soprattutto in Italia dove trascorrono lunghi periodi di piatta. E molto difficile poi quando repentinamente arrivano le onde ritrovare d un colpo in due ore la forma fisica perduta da settimane. Questo si trasformerà in poche onde surfate e conseguente scarso miglioramento di livello surfistico. 9

10 Prendere tre onde invece di trenta in una session fa la differenza di anni e anni di apprendimento, che spesso si cronicizza in una stasi di progressione mantenendoci fissi ad un livello basso senza particolari progressi. Per fare progressi in questo sport è decisivo l ardore passionale che il surfer metterà nell allenamento che non deve essere solo durante le mareggiate ma soprattutto quando non ci sono. Allenati con le onde e senza onde, TWW - Train Whit and Whithout Waves, questo fa la differenza. NON CHIEDERE CONSIGLI Chiedere consigli è il modo più facile per imparare quel che non sappiamo fare. Molti surfisti però sono restii nel chiedere aiuto sul come fare qualcosa, in quanto sono più preoccupati della loro immagine che del reale bisogno di apprendimento, e non hanno piacere che gli altri pensino che sono delle mezze seghe. Stupidamente, perché in acqua non ci sono veli, e tutti hanno degli altri l esatta percezione del loro livello surfistico. Chiedere consigli e suggerimenti non è un segno di debolezza ma di forza e di crescita. Per imparare uno sport, qualsiasi sport, è necessario seguire un metodo. Per imparare il surf che è uno sport molto difficile, è necessario seguire un metodo con intelligenza e disciplina (se non vogliamo spendere una dozzina d anni per ritrovarci alla fine ad un livello poco più di principiante). Trova il metodo e le tecniche da sviluppare in sequenza e poi dedicati con assiduità e costanza nell applicarlo. Purtroppo però non esiste una bibliografia sviluppata adatta a dare i giusti insegnamenti e le metodologie tecniche, e le scuole di surf sono il più delle volte un inutile parcheggio per bimbi cresciutelli. Questa è una grande carenza nell attuale scenario surfistico mondiale che complica notevolmente le cose ad un principiante. I surfisti locali più esperti sono una buona fonte di informazioni, e sono sempre felici di poter dare consigli perché implementa il proprio ego. Purtroppo però il più delle volte chi sa fare bene qualcosa non sa poi come insegnarlo, e spesso spiega in un modo controproducente che induce il principiante in errori ancor peggiori (vedi il caso della tanto temuta Duck Dive, in realtà semplicissima, o dello sviluppo della velocità). Se hai necessità di imparare cose che non sai fare non vergognarti di chiedere, o anche trovare un bravo istruttore ed avere una manciata di lezioni private che ti mettano sulla giusta strada, e soprattutto sii disposto ad investire parte del tuo budget surfistico in apprendimento piuttosto che in inutili e spesso costosi gadgets, abbigliamento, o tavole. Per imparare a surfare non è necessario spendere tanti soldi, basta una sola tavola (quella giusta), una muta, un mutino, una lycra, un leash, e qualche panetto di paraffina. 10

11 NON TROVARE QUALCUNO PER FILMARE LE PROPRIE SESSION DI SURF La percezione della nostra realtà surfistica è il più delle volte fuorviata dal nostro ego e dalle percezioni dinamiche forti quali il surf ci regala a cavallo di un onda. A volte facciamo cose pazzesche su un onda, o meglio pensiamo di averle fatte, ma se poi ci guardiamo al video dell implacabile filmato ci avviliamo delusi di ciò che gli altri vedono e giudicano al nostro fianco. E molto importante, ai fini dell apprendimento, saper riconoscere cosa abbiamo fatto in acqua. Se non sappiamo capire bene cosa e come abbiamo fatto, non possiamo neppure migliorarlo. Il problema spesso nasce dal nostro ego che fatica a confessare a se stesso il proprio scarso livello, ed a tutti costi vuole elevarlo, ma ciò, ahimè il più delle volte avviene solo nelle parole, e non nei fatti. Fuori dall acqua si sente molto parlare di cut back qua, cut back la, ma se ci potessimo rivedere sulla pellicola il cut back risulterebbe una semplice blanda e mal eseguita rentry in alto, ossia una curvetta per riprendere la discesa dell onda. Ma non è poco, abbiamo sputato sangue (e soldi) per anni ed anni per riuscire a fare quella curvetta, e per noi è un grande risultato, dobbiamo enfatizzarla e goderne al massimo. Questo è sano, legittimo e benefico per l apprendimento, ma solo se sappiamo riconoscere e godere dell affettiva manovra eseguita, e non dell idea fuorviante che vogliamo far credere a noi stessi ed agli altri (che poi in acqua ci vedono). Sopravvalutare il proprio livello e le manovre eseguite è una delle principali cause del rallentamento dell apprendimento del surf. Se dobbiamo imparare a fare una manovra, il cut back ad esempio, ed abbiamo necessità di velocità, e ci ritroviamo sempre lenti ed in basso all onda, significa che dobbiamo prima imparare a guadagnare velocità, poi dopo aver imparato a generare velocità ci dedicheremo ad imparare il cut back. Ma non è finita. Se dobbiamo imparare a generare velocità e prendiamo solo una manciata di onde in una session, non potremo imparare a prendere velocità fintanto che non impareremo a sviluppare una tecnica di tak off più evoluta che ci consenta di prendere tante onde per poter poi imparare a prendere velocità, e poi ad eseguire il cut back. Chiaro il giochino? L errore è a catena, e ci allontana dal raggiungimento dell obiettivo. La sopravvalutazione di se, porta all individuazione errata della tecnica alla quale dedicarci ed allenarci per poter sviluppare progressivamente il livello surfistico, e così facendo invece di progredire paralizziamo l avanzamento di livello. Applicarsi alla tecnica sbagliata significa non imparare e permanere nel limbo. Trovate qualche santo che di tanto in tanto vi filmi durante le session e poi analizzate con cura il filmato. Avrete delle belle sorprese, ma soprattutto avrete il materiale necessario per riconoscere il vostro reale livello e le vostre reali necessità tecniche. La tua prossima azione sarà probabilmente quella di abbandonare questa guida nel cassetto, e dimenticarla. E tornare a fare le stesse cose che hai sempre fatto, permanendo sempre più o meno allo stesso livello, solo con qualche ruga in più sul viso. Sarà più facile che farne un vero e proprio strumento di lavoro con il quale metterti alla prova. 11

12 Al contrario se stamperai su carta queste pagine, e ne leggerai con attenzione passo passo tutti suoi contenuti, sottolineando i punti salienti, e riassumendo su un quaderno di lavoro (Surf Working Book che porterai con te in ogni session), annotando il da farsi, quanto fatto bene, e quanto fatto male, nonché tutte le informazioni tecniche che saprai cumulare nel tempo, e sulle quali allenarti, allora avrai grandi soddisfazioni veramente soddisfacenti. Ed in acqua si vedrà la differenza, non nella replica della tavola da campioni. Evolvere è fatica! Significa dover uscire dalla propria zona di confort. Questo comporta disagio protratto nel tempo. E molto più facile continuare a fare quel che ci piace fare, ossia quel che fan tutti, piuttosto che penare con disciplina confrontandoci con quel che non ci piace fare, ed esula dai luoghi comuni. In Italia il surf è un sport molto giovane che ha sviluppato una sua propria subcultura lievemente machista fatta di occhiali cattivi e tavole da campioni del mondo, oppure di soul surfer pseudo-emuli dei figli dei fiori su stridenti BMW station wagon da ,00 Euro. Ma i surfer mediterranei nonostante abbiano maggior necessità didattiche dei fratelli oceanici (a causa della carenza di onde) sono molto restii ad investire in addestramento, che al contrario nei paesi surfisticamente evoluti quali Stati Uniti, Australia, Sud Africa, Brasile, Francia è molto sviluppato, e fa parte delle fondamenta della maggior parte delle persone che si avvicinano a questo sport. Da noi fare un corso di surf o prendere lezioni private è avvertito quasi come un onta del disonore. Significa sbandierare a tutti; io non so surfare! Tutti vogliono dimostrare di saper stare in acqua a sparare manovre e fare tubi balinesi, e tutti si vergognano delle proprie carenze surfistiche come delle proprie nudità. E questo è un gran male. Non si capisce perché in qualsiasi altro sport, karate, danza, boxe, sci, tennis, nuoto ecc.ecc. siamo disposti a prendere lezioni, e nel surf che è il più difficile di tutti non lo siamo. Questa è una scelta dettata dall ego, ma sciocca ed errata, e che pagheremo carissima negli anni. Investire in una nuova tavola, una muta migliore, occhiali spaziali e cellulari da grido va benissimo, ma tutto ciò funziona solo fuori dall acqua, è uno show che ci gratifica in quei momenti dove le parole hanno la meglio sui fatti, la sera con gli amici davanti ad una birra. Ma che inevitabilmente ci mortifica quando le nostre azioni saranno tanto implacabili quanto evidenti a tutti, ossia in acqua. Se veramente vuoi migliorare il tuo livello surfistico devi innanzi tutto scegliere chi sei. Apparire o essere? Quel surfista che sfodera occhiali e tavola replica di Kelly Slater ed in acqua con sguardo torvo da anni ginocchia larghe a ranocchio fa ridere i polli, o quell altro sorridente che con la tavola anonima, cicciottella ed un po ingiallita sventaglia spruzzi a pennello sul labbro dell onda. Per essere il primo tipo è molto facile. Basta acquistare l attrezzatura ed i gadget adeguati ed il gioco è fatto. Il secondo tipo invece necessita di molta umiltà. Saper confessare a se stessi ed agli altri di aver bisogno di imparare, e non vergognarsi di farlo, di chiedere aiuto, di farsi insegnare ed apprendere da chiunque ci può aiutare ad evolvere in qualsiasi modo nel minor tempo possibile. All estero per un surfista di qualsiasi livello, da iniziante ad esperto, che veementemente desideri evolvere, investire in addestramento è una priorità assoluta che prevarica qualsiasi acquisto inutile o posticipabile. Viene il più delle volte preferito un cellurare 12

13 scrauso ed una tavola abbozzata, appannaggio di investire in chi gli insegni a sparare dalle gambe la potenza di un trattore ed a battere un cut back a 8 con plasticità e controllo di tavola. Imparare partendo da questi comuni errori surfistici, ed apprendere come evitarli, ti aiuterà molto nel processo d apprendimento, ma in particolar modo sarà strategico per un rapido avanzamento di livello, trovare un addestramento ed un metodo efficace da seguire nel tempo. Il tuo livello surfistico è unicamente la risultante dell obiettivo che ti poni, ed in quale direzione convogli i tuoi sacrifici, fisici ed economici. Semplice, pulito, chiaro. Se lo desideri Hawaii Aqui ti mette a disposizione diversi sistemi di apprendimento strutturati: - Pillole Psico-Tecniche ed Un Libro alla Volta (gratuiti) metodo per generare consapevolezza nell allievo mantenendo costante il focus inconscio fondamentale all ottenimento dei risultati. - Hawaii Aqui libro di Gabriele Concato (formato pdf e cartaceo in Libreria). - Viaggi in Solitario libro di Gabriele Concato (solo formato pdf). - Surf Training On-Line speciali lezioni in pdf. Uun efficace metodo strutturato, nonché tutto quello che non viene insegnato e che fa la differenza di anni nella velocità di avanzamento di livello. - Quick Problem Solving incluso nel Surf Training On-Line un Trainer che ti segue passo passo via ad ogni esigenza di spiegazioni surfisti che. - TWW - Train With & Without Waves speciale metodo di addestramento particolarmente utile nelle località a bassa frequenza di onde come l Italia, o per chi vive lontano dalle città costiere, o per chi dispone di poco tempo per surfare durante la settimana, o chi sospende il surf nei periodi più freddi dell anno. - Corsi di surf strutturati con una progressiva scaletta di apprendimento predisposta con 5 step di avanzamento. - Stages Intensivi Full Immersion di alto livello addestrativo, fruibili anche da surfisti principianti. - Tavole Fast Trainer tavole speciali progettate su misura dal Team Trainer per l apprendimento veloce. 13

14 Sentiti libero di condividere questa guida con altri surfisti. Puoi inviargliela per o stamparla e copiarla. Il nostro obiettivo in Hawaii Aqui è condividere, addestrare ed educare i surfer da iniziante / principiante sino ad avanzato /esperto. Speriamo che tu abbia apprezzato i consigli contenuti in questa guida e ti ringraziamo per aver visitato il nostro sito. Se hai qualsiasi domanda circa i sistemi ed i metodi di addestramento scrivici ad sarà un piacere poterti rispondere. 14

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