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1 Viaggio con l acqua

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3 INTRODUZIONE Viaggio con l acqua Appare sfuggente nel corso di un ruscello accanto a una strada, limpida e calma in uno stagno o a una fonte dove si disseta un personaggio, ma mai è la vera protagonista o coprotagonista nelle favole che ci vengono tramandate dalla tradizione, così oggi è complicato leggere o raccontare una fiaba o una favola in cui questo elemento fondamentale per la vita di tutti sia protagonista o coprotagonista dell intera vicenda. Ancora più complicato quando questi racconti vengono ambientati nel presente e non in un passato lontano o immaginario. I racconti di Daniel, un ragazzo come tanti, colmano una lacuna calandoci "sulla scia dell acqua" nella realtà dell'oggi e dell'attuale significato che questa risorsa ha nella nostra vita quotidiana, cosa che era molto più chiara ed evidente ai nostri nonni e bisnonni. Nelle pagine di questo libro un ragazzo, come tanti di voi, un rappresentante di quelle giovani generazioni a cui dovremo lasciare il testimone nel governo dell'ambiente, con la mano nella mano del suo caro nonno Carlo, prende coscienza della molteplice importanza di questa risorsa nel suo quotidiano, in quello delle persone che gli stanno vicino, nella vita di tutti, realizzando contemporaneamente che anche lui ha una parte di responsabilità nel conservarla come un vero e proprio patrimonio da valorizzare e non semplicemente da usare. L'odierna facilità d accesso all'acqua non lo autorizza a sprecarla e a inquinarla, ma piuttosto a valorizzarla come elemento di vita e anche come parte del paesaggio e dell arredo urbano, così come i tanti flash sul passato - come gli avvenimenti storici e i proverbi - gli dimostrano. Capire per fare gli è facile, perché la Lombardia è un a terra ricca di questa risorsa tanto da averne sfruttato la forza per sviluppare l'economia, ma anche perché si deve confrontare con le molteplici azioni che il governo di questa Regione, che ha dedicato addirittura un Assessorato al governo dell' Acqua, continua a mettere in campo per recuperare, salvaguardare e valorizzare questa risorsa. Come Assessore, delegato appunto a questa materia, regalando questa pubblicazione di racconti di attualità, mi auguro di offrire a voi giovani in modo divertente e semplice un'opportunità per conoscere meglio tutta la realtà dell'acqua che ci circonda e il come fare per collaborare con un Ente pubblico che sta lavorando per darvi la disponibilità della migliore acqua possibile. Nello stesso tempo conto su di voi come persone attive nel trasmettere questa cultura ai vostri genitori e a chi vi circonda, magari facendo leggere anche a loro questo libro. Da parte mia sono sicuro che lo troveranno divertente, per tutte le età. Non è compito solo dei nonni raccontare... per dare la buonanotte o per chiacchierare con voi. Massimo Buscemi Assessore alle Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile 3

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5 INDICE Viaggio con l acqua NONNO, COS E L EMERGENZA IDRICA?. 1 A SCUOLA DI ACQUA.. 5 ALLA RICERCA DELL ORO BLU.. 10 AL BAR DEL DRAGO VERDE Per le strade di Milano alla scoperta dell oro blu QUANDO NELL OLONA SI LAVAVANO LE LENZUOLA. 18 GRAMMELOT DELL ACQUA: I modi di dire.. 22 MODI DI DIRE: COSE DELL ACQUA.. 26 MODI DI DIRE: ESSERE DELLA PERSONA. 28 MODI DI DIRE: RELAZIONE CON GLI ALTRI MODI DI DIRE: PARAGONI.. 41 PONTIFEX E MATUSKA Dal confine alla cooperazione ALLA SCOPERTA DEL CARBONE BIANCO Acqua uguale energia. 48 RICAMI D ACQUA Tirar sera nell orto parlando di rugiada, brina e altre storie.. 52 L ACQUA E UNICA E l elemento indispensabile e insostituibile VILLARZILLA Insieme ieri, oggi. 60 INCONTRIAMO IL SIGNOR PO

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7 NONNO, COS E L EMERGENZA IDRICA? Viaggio con l acqua <Nonno, vieni! Vieni a vedere la televisione! Ci sono delle persone che si agitano per l acqua: dicono che c è poca acqua, che c è l emergenza i..irr..irdi..idrica>. Grida, Daniel, dalla sala. <L acqua scende dal rubinetto. La mamma non si lamenta. Eppure, quando torna dal lavoro si lamenta sempre che manca qualcosa e papà sbuffa. Nonna Teresa, poi, è lì tranquilla che legge sul balcone un giallo.> Il nonno sorride. Raggiunge in sala il suo vivace nipotino dalla curiosità irrefrenabile. Si siede accanto a lui sul divano, gli mette un braccio intorno alle spalle. Daniel gli indica le immagini che scorrono sul video: nel Po, il più grande fiume d Italia, c è poca acqua. <Daniel, calmati! Per intanto facciamo qualcosa noi per non peggiorare la situazione. Svicola in cucina e chiudi il rubinetto del lavandino, che tu, proprio tu, hai lasciato aperto. Continua a gocciolare. Poi, se hai pazienza, provo a risponderti. Stai sicuro che ce la metterò tutta.> Complice, con un tono che è quasi un sussurro nell orecchio. <Se non sappiamo qualcosa dopo chiediamo ai grandi esperti di famiglia: mamma, papà e nonna, secondo le specializzazioni.> Detto fatto! Daniel è curioso: cosa gli spiegherà e racconterà questa volta il nonno? Il nonno che sa sempre tutto o quasi. Il nonno Carlo! Anche il papà dice sempre che è un grande, senza togliere nulla all altro nonno, il papà della mamma. Nonno Enrico e nonna Helga vivono a Como, lui passa il tempo a dipingere quadri come fotografie del lago, lei lo aiuta ad organizzare le esposizioni. Il nonno Carlo comincia. <Intanto, quelli che vedi alla televisione non sono persone qualsiasi. Sono il Presidente e l Assessore che si occupa dell acqua della Regione Lombardia. Lavorano qui a Milano, in quell altissimo grattacielo che hai visto vicino alla Stazione Centrale. Cercano di garantire che tutti i cittadini abbiano a disposizione l acqua per bere, lavarsi e irrigare campi e lavorare. In più: cercano di garantire che quest acqua sia di qualità. Lo fanno in diversi modi.> Daniel si fa serio. Una smorfia indica che è fra il perplesso e lo stupito. Le cose sono complicate! Qualcuno lavora solo per dargli un po d acqua? Non ci aveva mai pensato. Il nonno interrompe il suo ragionamento. <E una storia lunga > <E tu raccontamela lo stesso. Voglio sapere tutto! Ci sono solo quei due a fare questo lavoro o anche altri? Molti o pochi?> 1

8 <Sono in tanti a lavorare per far arrivare l acqua dove serve. In natura è l acqua ad andare dove vuole, a cercare la sua strada verso il mare. Con i sistemi moderni la preleviamo dai fiumi, dai laghi, dalle sorgenti e dalle falde i corsi d acqua sotterranei.> Daniel non lo interrompe. <Poi, la incanaliamo e la spingiamo fin nelle nostre case oppure verso i campi. Pensa che l acqua in casa è un elemento che indica il livello di benessere che abbiamo raggiunto. In tante altre parti del mondo la gente deve ancora andarsela a cercare : camminare e camminare per attingerla da fiumi, pozzi o sorgenti o stagni. Non è detto che quella che trova sia bevibile senza danni alla salute, cioè potabile. Poi, la deve pure trasportare fino alle case e conservarla. Per noi sono cose d altri tempi.> <OK nonno! Ma tutto questo che c entra con il rubinetto che mi hai fatto chiudere e l emergenza idrica di cui parlavano quei due?> <C entra! C entra! Se ragioni ci arrivi anche da solo L acqua che abbiamo a disposizione nel mondo è sempre quella, allora > Daniel questa volta non ce la fa a non dire la sua. <E vero! Il ciclo dell acqua! Piove, l acqua bagna la terra, forma i fiumi, noi preleviamo acqua, poi la scarichiamo e l acqua finisce nel mare e qui evapora, diventa nubi e poi pioggia: così tutto ricomincia.> <Bravo! Hai imparato abbastanza bene la lezione dell anno scorso a scuola, ma è ora di approfondire: conoscere meglio le cose come vanno! Voglio dire: se non piove fiumi e laghi anche qui da noi vanno in secca.> Strilla Daniel, contento di aver capito. <C è meno acqua a disposizione!> <Aspetta, la parte più importante della storia comincia qui! Noi siamo fortunati! La Lombardia è una regione ricca di acqua, anche perché sulle sue montagne ci sono ancora i ghiacciai, enormi riserve. Non cambia, però, il problema: l acqua non dobbiamo né sprecarla né sciuparla.> Daniel interrompe ancora. <OK, sul no allo spreco e allo sciupio, ma io adesso voglio sapere perché se abbiamo tanta acqua andiamo in emergenza o in secca anche noi.> Nonno Carlo quella domanda se l aspettava. Riprende a parlare, ma intanto si avvia alla libreria ed estrae un volumetto. <Con estati più calde e senza pioggia, anche in territori ricchi di acqua e di, chiamiamoli, impianti per conservarla può presentarsi il problema. In più l acqua non la usiamo solo per bere. La 2

9 usano gli agricoltori per irrigare i campi coltivati, dobbiamo pur mangiare. Serve alle industrie per il loro lavoro. Con l acqua produciamo energia elettrica, quella stessa che serve a illuminare le nostre case. Se abbiamo a disposizione sempre la stessa quantità d acqua e la usiamo per fare tante cose vuol dire che dobbiamo farne un uso intelligente; anche qui, piova o non piova. L emergenza idrica dobbiamo evitarla. Prima di tutto con il nostro impegno individuale, che è impegno verso gli altri > Riprende Daniel. <Continuo io! Non sprecarla! Quella che spreco io la tolgo ad altri.> Domanda a sua volta il nonno. <Bravo! Quindi?> <Uffa! Non devo lasciare aperto il rubinetto quando non mi serve, fare la doccia invece del bagno, perché uso tre volte meno acqua. Poi, > Continua il nonno. <Dire al papà, alla mamma e alla nonna di far funzionare lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico, si risparmiano dagli 8 mila agli 11 mila litri l anno. Lasciarmi il tempo di sostituire la guarnizione del rubinetto nel box, perché, goccia dopo goccia, stiamo sprecando circa 4 mila litri d acqua all anno. Fra l altro ricordarmi di chiamare l idraulico per mettere il sistema a manovella allo sciacquone del water: permette di risparmiare circa 2600 litri d acqua all anno.> Daniel ha un altra domanda. Per l elenco degli impegni continueranno poi. <Se noi tutti facciamo, facciamo a quelli lì, che stanno al Palazzo della Regione, cosa gli resta da fare? Per me rimangono disoccupati.> Nonno Carlo ride soddisfatto. <Ecco, perché ho preso il libro. Da fare ne rimane tanto. Come credi che intervengano per conservare l acqua ed evitare l emergenza idrica? Per far piovere non invitano certo tua nonna Teresa a cantare.> <Nonno non mi prendere in giro!> <Tutt altro, parto da lontano per arrivare all oggi. Non si mettono neppure in coro a recitare la preghiera cristiana del medioevo Inno alla pioggia con cui si pregava allora quando dei temporali non si vedeva l ombra e i raccolti rischiavano di essere grami. Te la leggo io dal libro che ho preso, per darti un idea e per tua cultura. Periodi di siccità non sono totalmente nuovi in Lombardia. O Dio, d ogni cosa creatore, esaudisci le preghiere dei supplici, a noi dà le gocce di pioggia, a tutti dà la celeste rugiada. Tu che i mari governi e dalle acque li separi, concedi all arido suolo la grazia della pioggia. Tu che per Mosè facesti sgorgare dalla 3

10 roccia rivoli d acqua e al popolo fosti guida, concedici il dono dell acqua. Tu che tutta la terra irrigasti con i fiumi del Paradiso e seimila anime saziasti con cinque pani, tu che con mirabile atto trasformasti in vino l acqua, così alla terra incolta che Tu stesso hai creato, profondi la rugiada. > <Bella, però! Ma, aveva > <Non so se aveva successo. So che aveva poco successo il rito che si celebrava a Milano intorno al Mille. A quel tempo, se dopo le preghiere e le suppliche dell Ascensione persisteva la siccità, mettevano a bollire un calderone con ortaggi e carne: con quest acqua aspergevano, cioè bagnavano, i campi dopo una processione che si snodava dall attuale Piazza Missori alla Chiesa di San Calimero. E, se ancora non succedeva niente, qui come in altre regioni d Italia, la gente puniva i santi sordi alle preghiere : immergeva le loro statue a testa in giù nell acqua.> Continua il nonno. <Escluse queste cose, il presidente della Regione, l assessore, aiutati dai tecnici affrontano il problema con studi e ricerche, approvando provvedimenti adeguati e facendoli rispettare. Sai, in una società come la nostra, leggi e provvedimenti lasciano il tempo che trovano come la nebbia, se ognuno di noi, nel suo piccolo vivere di ogni giorno, non fa le cose che abbiamo ricordato insieme.> <Ho capito, nonno. Grazie, ma io voglio saperne ancora di più. E affascinante quello che fanno in Regione e lo è anche il mondo dell acqua. Poi è bella quella preghiera, me la spieghi e, poi, vorrei sapere della rugiada e poi > <Poi devi subito ficcarti in testa che dobbiamo conservare al meglio la risorsa acqua. Quella che beviamo noi è quella che bevevano gli antichi abitanti dell Italia, come i Celti e, poi, i Romani. E la stessa che dovranno bere i tuoi bis bis nipotini.> Questa è la voce del papà che dall ingresso ha ascoltato l ultima parte del discorso fra suo figlio e suo padre. 4

11 A SCUOLA DI ACQUA Viaggio con l acqua Novità a scuola. La nuova maestra propone di scegliere tutti insieme gli argomenti per le ricerche. <Ci lasciamo guidare da interesse e curiosità. Prima si fa il punto su quello che si sa e si prosegue con le scoperte. Poi, si racconta a voce o per iscritto, così tutti impareremo gli uni dagli altri.> Aggiunge, sorridendo. <E un impegno serio per voi e per me: dovrò rispettare le stesse vostre regole e fare ricerca anch io. Non sono un enciclopedia.> E un coro entusiasta di sì quello che si alza dai banchi. Solo Chiara è perplessa e chiede un chiarimento. <Tu che sei la maestra imparerai da noi che siamo gli scolari?> Daniel brucia la maestra sul tempo. Con una perfetta imitazione del bambino sapientino sbotta. <Chiara, tu devi imparare che c è sempre qualcosa da imparare e che c è sempre da imparare da tutti.> La maestra è incuriosita. <Bravo! Chi ti ha spiegato questo?> La risposta è un coro della classe. <Suo nonnooo!> Risata generale ma la maestra con un gesto invita a proseguire: bisogna scegliere l argomento e, prima ancora, decidere il modo per sceglierlo. Viene subito escluso il referendum: il sistema si presta per decidere fra due cose, ma prima bisogna selezionarle fra molte altre. Daniel propone di affidarsi alla sorte, ma vince la maestra con l idea di utilizzare il gioco L alfabeto degli amici. In fretta si preparano i biglietti, uno con ogni lettera dell alfabeto, e si mischiano in un cestino. Prescelto all unanimità a pescare nel mucchio è Luis, il compagno di banco di Daniel, un ragazzino di origine latino americana. Estrae la lettera A. Commenta il nostro Daniel che non riesce proprio a stare zitto. <Uffa! Tanta fatica per nulla. E l inizio! Bastava pensarci prima.> Interviene Chiara che deve rifarsi su Daniel. <Mi hai dato l idea! Se dobbiamo scegliere una parola - argomento con l iniziale A, io propongo la parola Acqua. L acqua è l inizio. La vita è cominciata nell acqua. L acqua è indispensabile alla vita.> 5

12 Con il suo dire dà il via alla seconda parte del gioco, quella in cui si mettono in comune le conoscenze. Nel nostro caso i punti di partenza per una sorta di viaggio di ricerca, scoperta e approfondimento. Chiara intuisce questo percorso, ancora tutto da scrivere. Parla senza riprendere fiato. <Alla televisione hanno spiegato che le sonde che lanciamo nello spazio cercano l acqua su altri pianeti. Se c è stata acqua probabilmente una volta c era vita, se c è l acqua adesso forse in futuro potrebbe svilupparsi la vita e dalla terra potrebbero partire i coloni.> Quando smette tutti rimangono in silenzio. Cose da dire ne hanno, ma in verità aspettano la replica di Daniel. I suoi duelli con Chiara, la prima della classe, sono all ordine del giorno. <OK! E vero, l ho sentito anch io, ma visto che non abbiamo ancora scoperto la velocità di curvatura, dimentichiamo Star Trek e rimaniamo con i piedi per terra. Cominciamo da vicino, come >. Coro della classe. <Come dice mio nonnooo!> Interviene la maestra. La sua voce esprime una nota di entusiasmo. <Questo nonno, a cui volete bene tutti! Mi farà piacere conoscerlo, insieme agli altri nonni. Hanno tante esperienze e storie da raccontare e tante cose da insegnarci.> La maestra, qui, riprende il tono da maestra. <Comunque, Daniel, la nostra ricerca non ha capitoli prefissati. Ognuno di noi è libero di approfondire l aspetto che più lo incuriosisce e affascina. Qui dobbiamo solo capire se il tema Acqua interessa a tutti, o almeno alla maggioranza. A me sì. A te certamente, ma tu non fai testo da solo. Per di più con l anima del ricercatore che hai qualsiasi argomento ti incuriosisce. Lascia parlare gli altri e tu parla per ultimo. Tranquillo! Siamo tutti sicuri che ci racconterai qualcosa d importante.> Una morale, un complimento e un incoraggiamento, ma intanto Daniel deve contenersi e aspettare che tutti i compagni si siano seduti in cattedra e abbiano improvvisato la loro piccola lezione. La prima a parlare è Marta, la secchiona, l amica del cuore di Chiara. <L acqua copre il 70% del nostro pianeta. E tanta, ma per la maggior parte è acqua salata e per di più né acqua salata né acqua dolce sono distribuite in modo uniforme. Ci sono zone desertiche e zone ricche di acqua. Ci sono paesi in cui si soffre la sete per carenza di acqua e anche perché mancano gli impianti per cercarla, raccoglierla e depurarla.> E il turno di Giorgio. <La nostra regione, la Lombardia, è ricca di acque. Ci sono tanti fiumi e tanti laghi, per 6

13 questo la chiamano la regione dei cento laghi. Fra i cinque più grandi, ho visto il Lago di Garda e quello di Como. Il Po è il fiume più lungo d Italia. Tante volte ho fatto il pic nic sulle rive del Ticino, che è un suo affluente e scorre poco lontano da Milano. La mia mamma mi ha detto che al di là c è la regione Piemonte. Adesso il Ticino segna il confine fra le due regioni, che una volta, prima dell unità d Italia, erano due stati.> Segue, titubante, Samir. <Al mio paese scorre un fiume grande grande: si chiama Nilo. Il papà mi ha detto che è fra i più lunghi del mondo, forse il più lungo. Sono alla ricerca della sua sorgente, pare sia ancora nascosta nell Africa più segreta.> La maestra completa il suo discorso, con notizie che stuzzicano nuove curiosità nei ragazzi. <Il tuo paese si chiama Repubblica Araba d Egitto. E stato la culla di una grande civiltà. Dillo ai compagni e indicalo sulla cartina geografica! Si affaccia come l Italia sul Mar Mediterraneo, solo sulla sponda opposta.> Anche l intervento di Gianni supera i confini, ma a nord. <L anno scorso sono stato in vacanza in Francia. Ho visto l Oceano e il Canale della Manica, che divide questo paese dall Inghilterra. A Parigi ho passeggiato lungo la Senna, che è un fiume molto più lungo del nostro Po: ha perfino un porto. Un porto c è anche sul Tamigi: è quello di Londra, la capitale della Gran Bretagna!> Tante notizie, nessuno vuol essere da meno. La fila alla cattedra si allunga: giocare agli insegnati proprio a scuola è più divertente che altrove. La maestra è sorridente, Daniel sempre più impaziente: si va avanti senza possibilità di interruzioni, che permettano di inserirsi. Ecco fra gli interventi dei compagni quelli che sono piaciuti di più a Daniel. <In montagna ci sono fonti, ruscelli e torrenti. Tanti torrenti insieme fanno un fiume che può finire in un altro fiume oppure andare direttamente al mare. Nel Po finiscono tanti fiumi della Lombardia e anche dell Emilia, dove è nata mia mamma.> <La neve è fatta di acqua congelata, cioè allo stato solido. La pioggia è acqua allo stato liquido, come quella dei fiumi.> <L acqua serve per un sacco di cose: per bere, per cucinare, per irrigare i campi, per lavorare, per la vita degli animali e delle piante, per l energia elettrica. Forse vi interessa! Mia nonna mi ha raccontato che durante la guerra qui a Milano per riscaldarsi facevano delle palle di carta da mettere nella stufa. Lasciavano la carta a bagno: così ammorbidita riuscivano ad impastarla in palle compatte. Le chiamavano scaldaranci.> 7

14 Acqua anche per riscaldarsi? Il collegamento non è semplice per la classe. E l inizio di una pausa. Le curiosità non fanno in tempo a diventare domande chiare. Daniel non riesce più a trattenersi. Coglie l occasione. Senza alzare la mano come gli altri, ad alta voce. <Ovvio, bagno caldo e bull!> La maestra interviene. Per farlo tacere ironizza anche un po. <Solo? Con le ricerche scopriremo anche tanta altra acqua calda!> Riprendono gli interventi. Daniel deve stare zitto, tenersi le sue domande. <Noi siamo fatti per la maggior parte di acqua. Quando fa caldo dobbiamo bere e bere tanto, altrimenti ci dis. insomma quella parola lì. E quello che succede a quelle persone che arrivano qui via mare da altri paesi. Alla televisione vediamo che li salvano e danno loro da bere.> <Fra quelle persone c è gente anche del mio paese, il Marocco. Là ci sono ancora venditori d acqua. Queste persone le incontri per strada. Servono l acqua in ciotole.> Completa la maestra, seduta tra i banchi. <Due precisazioni per aiutarvi. Senza acqua ci disidratiamo! Il Marocco, come l Egitto è un paese dell Africa, sull altra sponda del Mediterraneo. Qui, però, non c è un grande fiume come il Nilo. C è meno disponibilità di acqua. Per strada non si trovano facilmente fontanelle come qui da noi.> Angelo con la sua storia fornisce una conferma e un immagine della vita di ieri nella nostra terra lombarda. <Una volta l acqua non arrivava nelle case. La gente l attingeva al fiume, ai pozzi o alle fontane. Nel paese dove è nato il mio papà, non lontano da Milano, la fontana è nella piazza principale. Quando mio papà era bambino, mia nonna andava alla fontana e la portava a casa con i secchi. Da qui mio papà la prendeva con il mestolo, così non la sporcava.> Finalmente è la volta di Daniel improvvisarsi oratore o conferenziere, come ha visto fare in quelle riunioni noiosissime in cui a volte ha accompagnato il papà. Quelle in cui stanno tutti in silenzio e uno solo parla e parla <Purtroppo anche la Lombardia ricca di acque ha problemi di emergenza idrica. Lo hanno detto alla televisione. Non siamo conciati come in Africa o in Medio Oriente, ma non dobbiamo sprecare l acqua. Al Palazzo della Regione ci sono tante persone che pensano come affrontare e risolvere il problema. Li dobbiamo aiutare non sprecando l acqua.> Conclude la maestra. 8

15 <Bravissimi tutti. Quanti spunti di ricerca, quante gocce. Non li riassumo, li ordineremo insieme un altra volta. Ora aggiungo solo che l acqua è definita l Oro Blu per la sua importanza e vi affido il compito di cercarlo a Milano.> Daniel scrive sul diario: compito da fare con il nonno. 9

16 ALLA RICERCA DELL ORO BLU Viaggio con l acqua Altro che emergenza idrica: il cielo è coperto da nuvoloni scuri, piove a dirotto, ogni tanto la luce improvvisa di un lampo, i tuoni rimbombano. Se continua così non serve neanche l ombrello. La situazione è come quella della poesia che recita il nonno. <Quando si dice nascer disgraziati! / Da sei mesi desidero un ombrello: / finalmente me lo hanno regalato / Ma da quel giorno il tempo è sempre bello / E se una volta il tempo è brutto, / si resta a casa con l ombrello asciutto.> Il compito, la ricerca dell Oro blu per Milano, è rimandato? Il nonno ha proposto di aspettare, ingannando l attesa con un gioco: fare i rabdomanti in casa, al coperto per restare asciutti. Daniel ha rifiutato. E troppo deluso, tanto da non prestare molta attenzione al nonno, che a sua volta lo lascia solo a covare il malcontento. <A fare che? Nonno, non ho voglia di scherzare.> <Allora aspetta da solo e spera, in fondo è solo un temporale estivo di quelli che si dice: Di nubi grigie a un tratto il ciel fu sporco, / il tuono brontolò con voce d orco. / Si cacciò avanti, lungo lo stradone, carta, foglie ed uccelli il polverone. / Fanno gran baccano e, poi, finiscono in poco tempo.> Neanche le poesie bastano questa volta a vincere l amarezza e l impazienza di Daniel. Il naso schiacciato contro i vetri della finestra della sua camera: sembra contar le gocce. Difficile per lui mettere a frutto il tempo, raccogliendo le idee per l altro compito, quello sul ciclo dell acqua. Ripete con voce sempre più mogia. <Il calore del sole forma le nuvole, il vento le raduna, le sparpaglia, le sposta. Il sole riscalda le acque dei mari, dei fiumi, degli stagni. Una parte dell acqua riscaldata si trasforma in una fumata leggera e trasparente di vapore. Il vapore acqueo si solleva a grandi altezze e si condensa in nube. Quando una nuvola è così carica da apparire scura, a contatto con l aria fresca di lassù si trasforma in acqua. Le nubi allora rimandano sulla terra molta acqua sotto forma di pioggia, di neve o di grandine. Questa è l acqua che alimenta ruscelli e fiumi e, anche il mare Poi dal mare e dai corsi d acqua, che attraversano la superficie terrestre, l acqua ritorna in cielo, sotto forma di vapore acqueo. Si formano le nubi, queste poi e si ricomincia e non c è interruzione. Piove e continua a piovere.> Il nonno si accorge di quella voce sempre più cantilenante e ritorna alla carica. Raggiunge il nipote nella sua camera. 10

17 <Bravo! Non ti diverti! Sembri uno che tirerebbe colpi di fionda al tempo! Alle gocce di pioggia.> Replica Daniel con il tono di chi è stato colpito nell orgoglio. <Bravo, ma con la fionda non trovo l Oro Blu.> Il nonno sospira. <Lo dici tu!> Impugna la fionda in uno strano modo: la pone orizzontale tenendo i pugni con i pollici verso l esterno sulle due punte della Y. Poi comincia a girare per la stanza. Daniel è stupito e lo segue. Il vivacissimo vecchietto sembra trascinato da una forza sconosciuta: si dirige senza esitazioni verso la cucina. Domanda di Daniel. <Dove vai? Là c è solo nonna Teresa che sta sistemando la spesa e rimbrottando perché nel frigorifero tanto spazio è occupato da contenitori di flebo della mamma, la mia dottoressa Haidy. Non vuole capire che possono servire se stiamo male.> Nessuna risposta. In cucina c è la sorpresa. L impugnatura della fionda, per l occasione trasformata in punta, messa sopra una confezione di acqua minerale prima oscilla e, poi, fa dei veri e propri giri dall alto verso il basso. Grida esultante il nonno. <Ho trovato l acqua, l Oro blu! Sono il migliore rabdomante di Milano. Merito un premio.> Daniel non ha capito. Nonna Teresa, come sempre, sta con i piedi per terra. <Certo! Acqua in bottiglie di plastica blu: l ho trovata prima io al supermercato qua sotto. Spiega, piuttosto, al mio bambino cosa stai mimando. Lo so fare anch io. Prendo la fionda allo stesso modo, come una bacchetta di rabdomante, la metto sotto l acqua del rubinetto e alè ho trovato l oro > Daniel e il nonno in coro. <Bianco!> Il tutto finisce in una risata, ma Daniel vuole sapere. <Chi era il rabdomante? Cosa faceva? Riusciva veramente a trovare l acqua? Come si trova l acqua adesso? E dove c è l acqua? E > Il nonno si dà da fare. <Quello che ti racconto ora è una prova dell importanza dell acqua per la vita e della considerazione in cui era tenuta nel passato. Una volta i rabdomanti erano considerati persone eccezionali, gli specialisti nella ricerca dell acqua celata nel sottosuolo. Oggetti come la tua fionda o a forma di elle, oppure due bastoni fatti sempre in materiale flessibile -, erano i loro strumenti di lavoro. Si diceva che quando giungevano nei pressi dell acqua si mettessero a girare. Un esempio di bacchette magiche che solo loro sapevano far funzionare.> Daniel è esterrefatto: maghi dell acqua? La nonna lo strappa decisa alle sue fantasie. Vuole che si rimanga sempre nel concreto e nel provato. <Chiariamo. C erano e ci sono i rabdomanti, ma non c è alcuna prova scientifica di un loro sesto senso per trovare l acqua o altro, malgrado ricerche a riguardo. A proposito alcuni usavano e usano come strumento anche il pendolino, quello che vedi in televisione, nei film o in certe pubblicità per predire il futuro, fare incantesimi o ipnotizzare.> 11

18 Daniel è zittissimo e attentissimo: non aveva mai visto la nonna e il nonno battibeccare in quel modo e su un argomento come questo. Fino ad oggi aveva creduto che gli anziani discutessero solo di bollette da pagare, di spese e di problemi di salute di nipoti, figli e parenti: sempre di pochi argomenti, comunque. La nonna questa volta è entrata nel gioco come protagonista e leader. <Per quanto riguarda la storia con la S maiuscola possiamo solo dire che nella Bibbia, nel libro dell Esodo, si racconta che Mosé, usando una bacchetta, trovò l acqua nel deserto per dissetare il popolo ebraico. Inoltre, in un bassorilievo cinese di 4000 anni fa è rappresentato l imperatore Yu, che tiene in mano un legnetto fatto a forcella; accanto si legge una scritta che elogia le grandi doti di Yu come idrologo o studioso dell acqua.> Daniel con un espressione di sorpresa sul volto e nella voce. <Nonna dove hai imparato tutte queste cose?> <Dal tuo papà. Quando sono andata in pensione e ho cominciato a fare volontariato al Centro Culturale ho dovuto mettermi a studiare anch io per capire qualcosa Lasciamo perdere questo. Piuttosto, visto che stai facendo merenda e ingurgitando acqua, propongo io un gioco.> Daniel rimane per un attimo con la bocca aperta. Guarda il panino che ha in mano, lo gira e lo rigira. Non cola niente da lì. Si riprende chiede. <A cosa giochiamo?> <Giochiamo a scoprire cosa facciamo di più quando siamo seduti a tavola: mangiare o bere. Facciamo i rabdomanti nel frigorifero con l aiuto della conoscenza del nostro medico di famiglia in famiglia. La tua mamma mi ha dato una tabella pronta.> Daniel guarda dentro: elenca ciò che vede, la nonna risponde, mentre il nonno, divertito, si prepara a tirare le conclusioni, perché si è accorto che fuori ha smesso di piovere. Ecco cosa Daniel impara sul contenuto di acqua nei diversi cibi. Scopre che tanta acqua è contenuta nella carne: bistecca di manzo 76,4%, arrosto di vitello 78,4%, fetta di prosciutto 72,5 %, pollo 76,2%, sgombro 71,2%, aringa fresca 74,6%, sogliola 79,2%, anguilla 57,4%. Le verdure, poi, sono veramente, impregnate di acqua: carciofo 93,3%, carota 89,6%, cavolfiore 90%, cipolla 75,8%, patata 78%, lattuga 95,6%, pomodoro 91,1%. Non è diverso per la frutta. 12

19 L ananas è d acqua per l 87%. Limone, arancia, pompelmo, mela, fragola e lampone contengono una quantità d acqua che varia dal 70 all 85%. Il pane, poi, benché cotto a più di 100 C, contiene ancora il 33,7% d acqua. Alla fine Daniel ha la bocca asciutta: non sa proprio cosa dire. Dentro la testa gli frulla la domanda. <Quando ci sediamo a tavola mangiamo o beviamo?> Il nonno che lo conosce e ormai sa interpretare anche i suoi silenzi, interviene deciso. <Semplice mangiamo poco e beviamo tanto. L uomo, che lo sappia o meno, si nutre essenzialmente di acqua, anche perché è fatto essenzialmente di acqua, come ti spiegherò un altra volta con l aiuto della mamma. Per adesso fai tesoro della scoperta: l acqua è indispensabile alla vita e in un certo modo rende il mondo interdipendente. E sempre parte di tutto. Per questo è Oro con la O maiuscola, Oro per eccellenza.> Poi si alza dalla sedia, lancia il pullover a Daniel. <Dai, adesso andiamo a cercare l Oro Blu per la città. Ha smesso di piovere.> 13

20 AL BAR DEL DRAGO VERDE Viaggio con l acqua Per le strade di Milano alla scoperta dell oro blu Con il nonno tutto è avventura, gioco: le cose difficili sembrano facili. <Piedi, occhi, orecchie e cervello: si apprende solo se si guarda, ascolta e si riflette> e <Quel che si sa già è meno importante di quel che non si sa>: sono i principi dell arzillo vecchietto, ottant anni portati bene. Da poco ha smesso di piovere, quando iniziano la sfida su chi trova più Oro Blu a Milano, per eseguire il compito del ragazzo. Daniel impugna la sua fionda al contrario come una bacchetta, a mo di improvvisato rabdomante. Il nonno ha una formula magica. Una poesia che il suo cantilenare fa suonare come una filastrocca. <Acqua di monte / Acqua di fonte, / Acqua piovana, / Acqua sovrana / Acqua che odo / Acqua che lodo /Acqua che squilli / Acqua che brilli / Acqua che canti e piangi / Acqua che ridi e muggi / Tu sei la vita e sempre, sempre fuggi.> Per una buona mezz ora Daniel pensa che il loro sia un andare senza meta. Una passeggiata nelle vie affollate da tanta gente che non ha il tempo neppure per vedere chi gli passa accanto. Acqua? Solo nelle pozzanghere, le tracce del temporale. Il suo solo pensiero, però, è quello di trovare la risposta alla domanda che il nonno gli ha posto a bruciapelo. <L acqua la cerchiamo sopra o sotto o sopra e sotto?> Finalmente sbucano nella Piazza dietro al Duomo. Il nonno, indicando la fontana al centro della piazza, che da questa prende il nome. <Acqua, ecco ti ho trovata!> Battuto sul tempo, Daniel si arrabbia con se stesso. Le fontane! Come non averci pensato prima? Il nonno continua ad anticiparlo. <Io penso che le fontane siano i veri monumenti con cui l uomo celebra l acqua, l elemento indispensabile alla vita. Mi ricordano che l acqua è un dono della natura e un bene comune. Nessuno, dico proprio nessuno, ha il diritto di distruggerla. Grandi artisti si sono cimentati nella costruzione di fontane. Le trovi in tutto il mondo e in tutti gli stili. Oggi, hanno la funzione di arredo urbano e di rappresentazione della gioia e del bello.> <Non è l unica fontana di Milano e per giunta non è neppure la più bella. Perché hai scelto questa, nonno?> <E la prima fontana pubblica del nostro comune e per almeno centocinquant anni è stata la sola. 14

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