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1 COMUNE DI AREZZO PROGETTISTI: Ing. Marco BENINI Ing. Giancarlo CAROLI COMMITTENTE: OGGETTO: ELABORATO: 1 Comune di Arezzo Progetto definitivo dei lavori di intervento atti a ridurre il rischio idraulico nel territorio del comune di Arezzo Area di espansione Torrente Castro loc. Cognaia Relazione generale ed allegati: Quadro sommario di spesa, Documentazione fotografica Luglio 2012 AGGIORNAMENTI N. MOTIVO AGGIORNAMENTO FILE DATA 0.0 Revisione costi ed espropri All1_Relazione generale Luglio 2012

2 SOMMARIO 1. PREMESSA INQUADRAMENTO GENERALE Piano di Bacino del Fiume Arno, Stralcio Assetto Idrogeologico Inquadramento urbanistico Inquadramento territoriale Presenza di reti infrastrutturali DESCRIZIONE DELLE OPERE Manufatto di derivazione Sfioratori di alimentazione della cassa di espansione Scarichi di fondo Arginature Opere accessorie RIFERIMENTI IDROLOGICI ED IDRAULICI RIFERIMENTI STRUTTURALI RIFERIMENTI GEOLOGICI-GEOTECNICI NORMATIVA DI RIFERIMENTO...25 Allegati: QUADRO SOMMARIO DI SPESA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA...28 Pagina 1 di 31

3 1. PREMESSA I sottoscritti - Ing. Marco Benini ed, avente studio in Arezzo, via G. Puccini n. 150, iscritto all Ordine degli Ingegneri della Provincia di Arezzo con il n. 528; - Ing. Giancarlo Caroli, avente studio in Roma, Via Circonvallazione Gianicolense n. 54, iscritto all Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma con il n in qualità di Tecnici incaricati dall Amministrazione Comunale di Arezzo, redigono la relazione qui di seguito riportata. Tale relazione costituisce parte integrante della documentazione di supporto al progetto definitivo delle opere da realizzare lungo il Torrente Castro al fine di ridurre il rischio idraulico all interno del territorio comunale di Arezzo e viene redatta in ottemperanza all Art. 17, Sezione II, del D.P.R. n. 207/2010. L intervento in esame, relativo alla cassa di espansione da realizzare nella porzione di territorio comunale ubicata in sinistra idrografica del Torrente Castro, in località Cognaia, è stato oggetto, negli anni, di un complesso iter procedurale, iter le cui fasi salienti sono qui di seguito sintetizzate: Anno 1998: presentazione del Progetto Preliminare per Interventi atti a ridurre il rischio idraulico nel territorio del comune di Arezzo. Oggetto: realizzazione di quattro sub-casse di espansione lungo il Torrente Castro. Giugno 2000: in un ottica di gradualità di intervento, il Comune di Arezzo commissiona agli scriventi professionisti la progettazione definitiva dei lavori di 1 Lotto di interventi atti a ridurre il rischio idraulico nel territorio del comune di Arezzo. Oggetto: realizzazione di due delle quattro sub-casse previste sul Torrente Castro (la 2 e la 4). Le altre due sub casse (la 1 e la 3) sono progettate anche se non portate a quadro economico del 1 Lotto. Anno 2002: conclusione della procedura di VIA relativa a tutto il Progetto Preliminare del 1998 (rif. Decreto Dirigenziale R.T. n. 657 del 15/2/2002). Prescrizioni: il rivestimento dei manufatti in cemento armato con blocchetti di pietraz o altro tipo, al fine di attenuare l impatto paesaggistico. Anno 2008: dopo un periodo di stallo durante il quale la questione del rischio idraulico della città di Arezzo viene affrontata con ipotesi progettuali diverse (rif. progetto del canale diversore), l attuale Amministrazione dà seguito all incarico sempre in corso di validità per proseguire l iter progettuale delle casse sul Torrente Castro: in relazione a ciò vengono aggiornati i prezzi di opere, materiali e di indennità di esproprio e servitù. Anno 2010: nell intento di perseguire la riduzione del rischio idraulico nell intero territorio, l Amministrazione Comunale conferisce a diversi professionisti l incarico di procedere alla progettazione definitiva delle casse di espansione sui torrenti Bicchieraia, Valtina, e Sellina. Per quanto riguarda il Torrente Castro viene prescritta la progettazione di tutte le quattro sub-casse. In relazione alla prescrizione di cui sopra, le opere aggiuntive necessarie alla realizzazione delle 4 Pagina 2 di 31

4 sub casse sono i due rilevati arginali ed i due scarichi di fondo, opere comunque visibili e computate nel progetto definitivo in quanto considerate di secondo stralcio funzionale Aprile 2011: presentazione del Progetto Esecutivo per Interventi atti a ridurre il rischio idraulico nel territorio del comune di Arezzo. Area di espansione Torrente Castro loc. Cognaia. L intero Progetto esecutivo viene attuato operando secondo un unica fase di realizzazione, fase che quindi non risulta più suddivisa in stralci funzionali. In seguito all accoglimento delle Osservazioni al Regolamento Urbanistico ed alla sentenza della Corte Costituzionale in merito agli espropri, per l intervento in esame si rende necessario intraprendere di nuovo l iter procedurale di presentazione del progetto, secondo i contenuti riportati nel D.P.R. n. 207/2010; al proposito, si specifica che la documentazione di progetto preliminare è stata depositata presso Codesta Amministrazione nel Marzo u.s. Si rimarcano gli obbiettivi dell intervento tesi a realizzare, in particolare: la laminazione della portata di piena di riferimento (TR=200 anni), sì da ridurre il rischio idraulico nei territori del comune di Arezzo situati a valle, consentendo in alveo il deflusso compatibile con la capacità di smaltimento del Castro (salvo eliminazione di strettoie e punti singolari di insufficiente capacità di smaltimento) fino alla confluenza dello stesso con il Torrente Bicchieraia. Per quanto attinente i valori di portata compatibili a valle si rimanda a quanto riportato nel Progetto Preliminare per la individuazione della Serie degli interventi atti a ridurre il rischio idraulico nel territorio del comune di Arezzo ed in altri precedenti studi redatti a cura e per conto dell Amministrazione Comunale; la realizzazione degli interventi mirati a concretizzare la riduzione delle portate del Torrente Castro nel tratto tombato cittadino, interventi inseriti nella più ampia pianificazione del Piano Stralcio di Bacino del Fiume Arno per la riduzione del rischio idraulico. Le opere progettate sono coerenti con gli obbiettivi attesi. A seguito della realizzazione della cassa di espansione in sinistra del Torrente Castro, durante il fenomeno di piena, circa mc di acqua in condizioni statiche e circa mc con le altezze di massimo sfioro raggiunte, verranno trattenuti all interno delle aree individuate e successivamente restituiti in alveo, al regredire della piena. L idrogramma della piena duecentennale verrà in tal modo scolmato e laminato, con riduzione della portata del Torrente Castro a valle della cassa di espansione al valore di circa 40 mc/sec. A tale portata andrà sommato il contributo del Torrente Gaglioffo, perlomeno fino a quando non verranno attuati i provvedimenti delineati nel progetto preliminare al riguardo 1 ma il valore complessivo della stessa sarà comunque compatibile con la capacità di deflusso del tratto di alveo immediatamente a valle della cassa. 1 Il pericolo rappresentato dall incremento sostanziale delle portate per effetto del contributo dell apporto del Torrente Gaglioffo è in realtà relativo poiché nel tratto terminale, a cavallo della Strada di Mulinelli, il Torrente ha una sezione del tutto inadeguata che provoca, in occasione di eventi significativi, esondazioni in corrispondenza di tale strada che, di fatto, vanno a limitare gli apporti al recipiente naturale. Pagina 3 di 31

5 Si specifica che lo studio Progeo Associati di Arezzo (incaricato della redazione delle indagini geologiche e idrauliche a supporto del Regolamento Urbanistico) è stato altresì incaricato dall Amministrazione Comunale di valutare gli effetti di laminazione delle casse progettate per ridurre il rischio idraulico all interno del comune di Arezzo, questa compresa. Si specifica inoltre che, come indicato dall Amministrazione Comunale e dalla Provincia di Arezzo, quelle di progetto sono casse di espansione prive di recinzione. Sebbene sussista un moderato rischio di danni a cose e persone che occasionalmente si trovassero nelle aree di espansione durante un evento di piena, la realizzazione di una recinzione che racchiuda tutto il perimetro delle zone soggette ad allagamenti avrebbe le seguenti controindicazioni: - nel caso si optasse per un esclusione totale dell accesso a tali aree, occorrerebbe procedere all esproprio totale, con oneri altissimi e, soprattutto, creazione di una porzione di territorio di fatto morta ; - nel caso di non esproprio si avrebbe comunque l accesso consentito ai proprietari e/o conduttori dei fondi agricoli, per i quali sussisterebbero comunque le condizioni di rischio; - l impatto paesaggistico sarebbe molto peggiore di quello previsto con le opere senza recinzione. Pertanto, come è ormai prassi consolidata nella realizzazione di casse di espansione (anche in Provincia di Arezzo) è preferibile non realizzare la recinzione perimetrale quanto, piuttosto, predisporre da parte dell Amministrazione Comunale un adeguato Capitolo del Piano di Protezione Civile che regoli le procedure da porre in atto durante un evento di piena. Le procedure di cui sopra dovranno prevedere, in caso di allerta meteo e di allarme piena, l interdizione all accesso alle aree sede d intervento, nonché la sorveglianza ed il presidio degli organi di immissione, sfioro e restituzione, sì da allontanare le persone dalle zone a rischio. Nella prassi quotidiana, la destinazione dell area sarà ricordata mediante adeguata segnaletica predisposta lungo la viabilità adiacente alle casse di espansione, sì da informare e tutelare la salute pubblica (rif. esempio segnaletica a lato). Parimenti, sarà cura del Gestore delle casse provvedere al costante monitoraggio dell efficienza dell opera oltre che all inibizione dell accesso alla zona durante l eventuale fenomeno di piena. In virtù di quanto esposto alla Sezione III, Art. 24 del D.P.R. n. 207/2010, oltre alla presente costituiscono parte integrante del progetto gli elaborati qui di seguito elencati: Allegati idrologici alla relazione generale (Allegato 1.a); Allegati idraulici alla relazione generale: verifiche relative al Torrente Castro (Allegato 1.b); Allegati idraulici alla relazione generale: verifiche relative allo sfioratore intermedio (Allegato 1.c); Pagina 4 di 31

6 Allegati idraulici alla relazione generale: verifiche scarichi di fondo (Allegato 1.d); Verifiche statico dimensionali (Allegato 1.e); Relazione Geotecnica (Allegato 2); Relazione Geologica (Allegato 3); Elaborati grafici: - Tav. 4.a: Estratto C.T.R. con individuazione area d intervento - Tav. 4b: Manufatto di derivazione: planimetria e sezioni - Tav. 4c: Manufatto di derivazione: Armatura sfioratore e spalla sinistra - Tav. 4d: Manufatto di derivazione: Armatura tombino e spalla destra - Tav. 4e: Sfioratore intermedio: Planimetria e sezioni - Tav. 4f: Sfioratore intermedio: Armatura impalcato - Tav. 4g: Sfioratore intermedio: Armatura strutture - Tav. 4h: Sfioratore terminale: Planimetria e sezioni - Tav. 4i: Scarichi di fondo: Planimetria e sezioni - Tav. 4l: Scarichi di fondo: Armature strutture - Tav. 4m: Scarichi di fondo: Paratoia tipo - Tav. 4n: Sezioni argini lato Castro: sez. 1 / sez Tav. 4o: Sezioni argini lato Castro: sez. 11 / sez Tav. 4p: Profili e sezioni argini Modulo I - Tav. 4q: Profili e sezioni argini Modulo II - Tav. 4r: Profili e sezioni argini Modulo III - Tav. 4s: Profili e sezioni argini Modulo IV - Tav. 4t: Sezioni trasversali moduli cassa di espansione - Tav. 4u: Sezioni argini tipo - Tav. 4v: Piano particellare di esproprio Disciplinare tecnico (Allegato 5); Elenco Prezzi (Allegato 6); Computo metrico estimativo (Allegato 7); Relazione di stima aree soggette ad esproprio e servitù di allagamento. Quadro espropri e servitù; Prime indicazioni e disposizioni per la stesura del Piano di Sicurezza e Cronoprogramma Lavori. Pagina 5 di 31

7 2. INQUADRAMENTO GENERALE L area destinata a cassa di espansione ha un estensione globale di circa 20 ha. Ubicata nel territorio comunale di Arezzo, la zona si trova ad Est-Nord-Est del centro urbano ed è confinata tra la sponda sinistra dell alveo del Torrente Castro e le pendici del colle di Cognaia; a Sud il limite è rappresentato dalla porzione trasversale all alveo di Via della Ghirlanda (rif. Estratto veduta aerea d interesse sottostante). In relazione alla porzione di territorio in esame si riporta nel seguito quanto attualmente disciplinato dall Autorità di bacino del Fiume Arno, mediante il Piano di Assetto Idrogeologico ed il Piano Stralcio Rischio Idraulico, e dal Comune di Arezzo. 2.1 Piano di Bacino del Fiume Arno, Stralcio Assetto Idrogeologico Il Piano di Bacino del Fiume Arno, Stralcio Assetto Idrogeologico, approvato con D.P.C.M. 6 Maggio 2005, inserisce l area in classe di pericolosità bassa - P.I.1 (rif. Estratti cartografici sotto riportati, stralcio 128 e 140 della documentazione di Piano). Cartografia P.A.I. Stralcio n. 129 L area in esame non è inserita tra le zone individuate dall Autorità di Bacino del Fiume Arno per la realizzazione di interventi atti a ridurre il rischio idraulico. Pagina 6 di 31

8 2.2 Inquadramento urbanistico In relazione allo Strumento Urbanistico comunale, si evidenzia che l area in esame non è inserita tra le aree a tutela paesistica ed ambientale (rif. estratto cartografia R.U. Tav. C4 Tutele strategiche: aree agricole speciali ). R.U. Comune di Arezzo Estratto Tav. C.4c Tutele strategiche: aree agricole speciali Per quanto riguarda il vincolo idrogeologico, l estratto sotto riportato indica come la perimetrazione del vincolo sia marginale all area d intervento (sia ai sensi del R.D. 3267/1923, sia ai sensi della proposta di PTCP). Pagina 7 di 31

9 R.U. Comune di Arezzo Estratto Tav. B17 Vincoli: aree naturali e suolo idrogeologico ai sensi del R.D, 3267/1923 idrogeologico ai sensi del R.D, 3267/1923 (P.T.C.P. proposta di inclusione) acque pubbliche ai sensi del R.D. 523/1904 Come è possibile evincere dall estratto cartografico sotto riportato (cartografia di R.U. Tav. Usi e modalità d intervento ) la zona interessata dall intervento è inserita nei sottosistemi qui di seguito indicati: sottosistema ambientale V: corridoi e connessioni fluviali; sottosistema ambientale V: la pianura coltivata; Più in generale, l area in esame si va ad inserire nell area di fondovalle ubicata ai piedi delle alture caratterizzate dalla coltura dell incluse del sottosistema ambientale V2 le aree di transizione pedecollinari. Pagina 8 di 31

10 . R.U. Comune di Arezzo Estratto Tav. Usi e modalità d intervento Pagina 9 di 31

11 Dal punto di vista della pericolosità idraulica, geomorfologica e sismica, si riportano nel seguito gli estratti relativi alla cartografia di supporto al R.U. comunale, rimandando alle specifiche relazioni per gli approfondimenti e per i dettagli in materia. R.U. Comune di Arezzo Estratto Tav. B.34 Carta della pericolosità idraulica Pagina 10 di 31

12 R.U. Comune di Arezzo Estratto Tav. B.31 Carta della pericolosità geomorfologica Pagina 11 di 31

13 R.U. Comune di Arezzo Estratto Tav. B.30 Carta della pericolosità sismica locale Come desumibile da quanto riportato nella Carta della fattibilità del vigente R.U. comunale, l unico intervento schedato in termini di fattibilità è ubicato nella porzione di monte della zona in esame (rif. estratto sotto riportato). Pagina 12 di 31

14 R.U. Comune di Arezzo Estratto Carta della fattibilità Scheda fattibilità n k Intervento N. 203 Sigla intervento Geomorfologia CE - CASSA ESPANSIONE Superficie alluvionale non attiva ZMPSL Aree costituite da conoidi alluvionali e/o coni detritici (11) Pericolosità geomorfologica Pericolosità sismica locale Pericolosità idraulica Pericolosità geologica PAI - Pericolosità idraulica PAI - Fattibilità geomorfologica Fattibilità sismica Fattibilità idraulica Pericolosità geomorfologica media (G.2) Pericolosità sismica locale elevata (S.3) Pericolosità idraulica elevata (I.3), Pericolosità idraulica molto elevata (I.4) CLASSE G2 CLASSE S3 CLASSE I2 In tali aree non possono essere previsti interventi di carattere edificatorio in quanto le stesse sono esclusivamente destinate alla laminazione delle piene, pertanto allo stato attuale possono essere utilizzate per la normale conduzione delle attività agricole senza rimodellamenti di carattere morfologico. Classe G2 di FATTIBILITÀ GEOMORFOLOGICA. Le condizioni di attuazione dell'intervento sono subordinate agli esiti delle indagini geognostiche ed alla caratterizzazione geotecnica dei terreni, nonché alle verifiche geotecniche sullo stato attuale e di progetto, in ottemperanza ai disposti della vigente normativa in materia. Pagina 13 di 31

15 Per le porzioni di area ricadenti in classe S3 di FATTIBILITÀ SISMICA, caratterizzati dalla possibile amplificazione stratigrafica (ZMPSL = 9, 10, 11) dovrà essere condotta una campagna di indagini geofisica e geotecnica che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche dei litotipi sepolti al fine di valutare l'entità del contrasto di rigidità sismica dei terreni tra alluvioni e bedrock sismico, secondo quanto previsto al paragrafo 3.5 "Criteri generali in relazione agli aspetti sismici" di cui al Regolamento di Attuazione art. 62 L.R. 1/05. La FATTIBILITÀ IDRAULICA è indicata come classe I2 in quanto l'area è stata già oggetto di studio idrologico idraulico e di progetto al quale si rimanda per le indicazioni e prescrizioni necessarie per la realizzazione dell'intervento. In tali aree non possono essere previsti interventi di carattere edificatorio in quanto le stesse sono esclusivamente destinate alla laminazione delle piene, pertanto allo stato attuale possono essere utilizzate per la normale conduzione delle attività agricole senza rimodellamenti di carattere morfologico. 2.3 Inquadramento territoriale Si rileva la morfologia pianeggiante del sito, con sensibile pendenza in senso longitudinale, secondo l andamento vallivo: la variazione altimetrica complessiva, tra l area di monte e la zona a Sud di via della Ghirlanda, è di oltre 15 m. L uso attuale è quello agricolo-forestale; la porzione a monte di via di Cognaia è stata forestata in tempi relativamente recenti mentre a valle le colture dominanti sono il seminativo e, in misura minore, il seminativo erborato. Ai margini dell area si rileva la presenza di un casolare riattato, di una villa residenziale e di alcune strutture a servizio dei complessi residenziali e turistici limitrofi e sovrastanti. Alveo Torrente Castro Casolare ristrutturato Area d interesse Colle di Cognaia Via della Ghirlanda Estratto veduta aerea zona d intervento Pagina 14 di 31

16 Non si hanno notizie per l area in esame di danni storicamente accertati in seguito ai precedenti eventi alluvionali del Torrente Castro, ciò anche in virtù della giacitura relativamente elevata dei piani in sinistra. I resoconti dell evento del 1934 registrano in questa zona solo il franamento e l asportazione di alcune serrette. A valle della cassa di espansione di progetto, il Torrente Castro si dirige verso il centro abitato di Arezzo con andamento rettilineo ed in buona parte arginato: l altezza degli argini pari anche a 3.0 m sul piano di campagna, la tipologia uniforme dell alveo e il tracciato che nel tratto cittadino si discosta dalla linea di massimo compluvio, fanno ritenere tale tratto completamente artificiale, il cui anomalo tracciato parrebbe risalire all epoca romana. L assetto idraulico esistente consente di far defluire in condizioni di sicurezza idraulica, a monte della confluenza con il Torrente Bicchieraia, una portata di circa 60 mc/sec; il tratto successivo è condizionato dall esteso tombamento del corso tratto per il quale, da precedenti studi commissionati dall Amministrazione Comunale (Ing. Remo Chiarini) sono state valutate condizioni di moto in pressione già a partire da 80 mc/sec, con consequenziali esondazioni a monte dell imbocco del tombato. Portate superiori determinano quindi potenziali esondazioni generalizzate e danno adito a condizioni di rischio idraulico da rotture per sormonto arginale. Il mutamento dell assetto idraulico connesso con il presente progetto, conformemente alle prescrizioni del Piano di Bacino del Fiume Arno e nei confronti di un evento di piena duecentennale, rappresenta pertanto un primo tassello da apporre per la messa in sicurezza del territorio comunale, territorio rappresentato dall abitato di Arezzo e dalle aree interessate, prima dell inizio del tratto tombato, da una notevole espansione edilizia con vertiginoso incremento delle opere di urbanizzazione. 2.4 Presenza di reti infrastrutturali Per quanto riguarda le reti infrastrutturali, si rileva la presenza di una linea aerea della media tensione (ENEL), corrente lungo via della Ghirlanda, ed una linea interrata di metanodotto (COINGAS) corrente lungo via di Cognaia e via delle Conserve, attraversante la stessa in corrispondenza del ponte (rif. Estratto C.T.R. a lato): tali reti ricadono, peraltro, ai margini del territorio effettivamente occupato dalla cassa. Tracciato indicativo linea interrata COINGAS Linea aerea ENEL Pagina 15 di 31

17 Ing. M. Benini e Ing. GC. Caroli In virtù di quanto sopra, alla realizzazione della cassa di espansione è correlata la realizzazione dei seguenti interventi: sistemazione di 3 pali della linea aerea ENEL, posti lungo Via della Ghirlanda esattamente al piede a valle dell argine della subcassa n. 4 (quella più a valle), in modo che i lavori non ne compromettano la stabilità; deviazione della linea di metanodotto COINGAS in corrispondenza dell attraversamento di Via di Cognaia per il collegamento tra le subcasse n. 2 e 3, da concordare tra l Amministrazione Comunale e l Ente preposto; deviazione, per un tratto di circa 120 m soggetto ad allagamento, della strada comunale della Ghirlanda Per le linee in bassa tensione lungo i campi anche soggetti ad allagamento ma che non interferiscono con le opere arginali, non si effettua alcun intervento come è prassi in tutte le casse di espansione. Per l attuazione dei citati interventi è prevista tra le somme a disposizione una provvista economica riportata nel quadro in calce alla presente. FOTO F1 FOTO F2 FOTO F1, F2 Linea aerea ENEL e strada della Ghirlanda (in F1 tratto della strada da deviare) FOTO F3 Linea metanodotto COINGAS Pagina 16 di 31

18 3. DESCRIZIONE DELLE OPERE Come precedentemente citato, la cassa di espansione sarà alimentata attraverso l opera di captazione ubicata all interno dell alveo del torrente Castro: dalla soglia di immissione di tale manufatto avrà origine il canale diversivo che consentirà di convogliare parte della fluenza idrica all interno delle aree della prima sub cassa di monte. Il manufatto sarà ubicato ad una distanza di circa 500 m dal ponte della Strada di Cognaia, procedendo verso monte lungo la viabilità che dalla periferia di Arezzo conduce all abitato di Mulinelli. Mediante un sistema di sfioratori, le acque derivate verranno immesse nella successiva sub cassa II e da qui nelle successive sub casse III e IV essendo la cassa di espansione articolata in quattro moduli a cascata (rif. Schema opere di progetto sotto riportato). Schema opere di progetto Il contenimento delle acque all interno del bacino di trattenuta che si viene a creare verrà attuato mediante la costruzione di arginature perimetrali in terra, di altezza massima pari a 3.50 m dal p.d.c. e viabilità di coronamento di larghezza 3.50 m. La continuità idraulica per l invaso delle sub casse successive al Modulo I sarà garantita dagli sfioratori in cascata previsti nelle arginature traverse che delimitano i comparti idraulici dei Moduli stessi; la continuità idraulica tra la cassa di espansione ed il Torrente Castro sarà invece garantita dallo sfioratore terminale di sicurezza che recapita nell alveo a valle della soglia sita in località Le Conserve. Pagina 17 di 31

19 Cassa espansione Cognaia Superficie (ha) Volume statico (mc) Volume dinamico (mc) Sub cassa 1 1, Sub cassa 2 2, Sub cassa 3 1, Sub cassa 4 2, Sommano 7, Caratteristiche delle sub casse Le opere previste nel progetto vengono nel seguito descritte. 3.1 Manufatto di derivazione Il manufatto principale di derivazione sarà uno sfioratore laterale a soglia fissa, di larghezza pari a 42 m e posto ad una quota di circa 292,90 m s.l.m.; per lo stesso verrà ipotizzato il funzionamento a stramazzo laterale. Il manufatto sarà realizzato all interno dell attuale sezione defluente del Torrente Castro e della varice ricavata all interno di detta strozzatura: la varice sarà munita di soglia sfiorante, sì da limitare a valori prefissati i massimi deflussi ammessi a fluire verso valle. Manufatto di derivazione: ubicazione piede argine rispetto al fabbricato esistente Pagina 18 di 31

20 La struttura avrà strozzatura dotata di sistema di regolazione a mezzo pancone e gargame, sì da realizzare l eventuale aggiustamento delle dimensioni della strozzatura dopo i primi eventi; si reputa che i cicli di apertura e chiusura saranno talmente sporadici da non giustificare un azionamento meccanico del sistema. A delimitazione della strozzatura sarà previsto un traverso in c.a., opportunamente dimensionato, tale da supportare l incastellatura adibita a spazio di controllo, manovra e manutenzione; l accesso alla stessa avverrà dalla sponda in destra idrografica. La realizzazione dello sfioratore laterale assicurerà l entrata in funzione della cassa solo quando il livello idrico nell alveo raggiungerà valori critici, evitando così di riempire la cassa con basse portate e di diminuirne, nel tempo l efficienza. 3.2 Sfioratori di alimentazione della cassa di espansione La continuità idraulica per l invaso del Modulo I e II e del Modulo III e IV sarà garantita da due sfioratori in cascata inseriti nelle arginature traverse delimitanti i comparti idraulici delle quattro sub casse; la continuità idraulica tra il Modulo II ed il Modulo III sarà affidata allo sfioratore bilaterale attraversante l argine di contenimento e la vicina Strada di Cognaia. La continuità idraulica tra la cassa di espansione ed il Torrente Castro sarà invece garantita dallo sfioratore terminale di sicurezza, recante soglia sfiorante realizzata nell argine longitudinale della cassa con recapito in sinistra del Castro. Gli sfioratori stramazzanti direttamente dagli argini saranno realizzati in scogliera annegata in cls, sì da garantire il controllo e la sicurezza della vena d acqua stramazzante; la soglia sarà sagomata con profilo idraulico Creager-Scimeni. Al fine di prevenire eventuali scalzamenti al piede, tutte le soglie terminali delle strutture saranno adeguatamene ammorsate nel terreno a mezzo di taglioni di fondazione. Il canale sarà a cielo aperto, ad eccezione delle due porzioni connesse con gli attraversamenti da costruire per garantire la continuità di transito sulla sommità arginale e lungo la Strada di Cognaia. Per quanto riguarda lo sfioratore terminale, si specifica che la vasca ed il canale fugatore ad esso connessi saranno realizzati mediante opportuna modellazione del terreno e posa in opera di scogliera di pietrame cementata e legata con betoncino, sì da realizzarne l adeguato inserimento nel contesto ambientale, in armonia con la tipologia delle vicine murature arginali in destra Castro e della limitrofa briglia; allo stesso modo verranno effettuati i raccordi con i corpi arginali in terra mentre il raccordo nel recipiente Castro è a mezzo di scogliera aperta. 3.3 Scarichi di fondo I moduli della cassa di espansione saranno attrezzati mediante scarichi di fondo; a tali manufatti sarà demandato il compito di restituire al Torrente Castro, al regredire della piena, le acque invasate nella cassa. Pagina 19 di 31

21 La sezione trasversale di scarico sarà realizzata mediante tubazione in cls vibrocompresso DN 1200 mm regolato da paratoia piana di dimensioni 1.20x1.20 m, manovrabile a mano dalla sommità dell argine della cassa; lo sbocco nel Torrente sarà realizzato mediante opera di protezione con scogliera di pietrame e gabbioni al piede. 3.4 Arginature Il contenimento delle acque all interno dei quattro moduli della cassa di espansione sarà realizzato mediante arginature in terra con sovrastante viabilità di coronamento. L argine tipo avrà una sezione trapezia con coronamento di larghezza pari a 3.5 m e scarpate inclinate, verso l invaso e la campagna, nel rapporto 2:1; il paramento trasversale della scarpata limitante a valle il modulo II ed il modulo IV sarà incrementato al valore 3:1 sia per ragioni di maggiore sicurezza legata alla presenza di abitati e di viabilità dominata dai predetti argini, sia per limitare l impatto della struttura sui circostanti ambienti paesaggistici di pregio. La costruzione delle arginature sarà da realizzare previa bonifica del terreno di fondazione a mezzo scotico del p.d.c. di almeno 50 cm; al piede degli argini, da ambo i lati, sarà realizzata una cunetta di raccolta delle acque. Nel prospetto che segue si riportano i volumi di terra necessari per la costruzione delle arginature, i volumi di terra derivanti dalle operazioni di scavo connesse con le opere di progetto e quelli in difetto, da reperire presso idonee cave di prestito. Quantitativo di terra per realizzazione rilevati (mc) Quantitativo di terra da scavi interni al cantiere (mc) Quantitativo di terra da reperire (mc) ~ ,00 ~ ,00 ~ ,00 Per la realizzazione degli argini è ipotizzato l impiego del materiale di risulta proveniente dalla realizzazione delle gallerie idrauliche connesse con la diga di Montedoglio (Progetto a cura dell Ente Irriguo Umbro-Toscano), materiale giacente attualmente a monte, lungo la strada per Molinelli. Il reperimento dei materiali per la realizzazione dei corpi arginali appare efficace sia dal punto di vista tecnico e strutturale che dal punto di vista economico; la conformità di tale materiale all impiego nell opera è stata appurata, mediante campagna di indagine ad uopo condotta, dal Consulente Ing. Marco Sacchetti (rif. Relazione allegata). Da tali analisi si evince che il campione di materiale analizzato presenta caratteristiche fisiche, meccaniche ed idrauliche tali da renderlo idoneo all impiego come materiale da costruzione di rilevati ed argini; il terreno analizzato presenta infatti, oltre che ottime caratteristiche meccaniche, anche una discreta percentuale (circa il 19%) di componente fine in grado di ridurre la permeabilità complessiva del corpo arginale a valori nettamente inferiori a quelli del terreno di fondazione superficiale (Unità 1) e quindi, in ultima analisi, prevenire indesiderati fenomeni di filtrazione all interno del corpo arginale in presenza di battenti idraulici. Pagina 20 di 31

2.2. Il modello di denuncia e la documentazione

2.2. Il modello di denuncia e la documentazione 2.2. Il modello di denuncia e la documentazione Per tutte le opere e gli interventi sottoposti a denuncia e sull intero territorio regionale, la denuncia è redatta ai sensi dell art. 93 del D.P.R. 380/2001

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