Insight. Modelli di gestione del rischio di liquidità (survey) Markets can remain irrational longer than you can remain solvent

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1 Insight N. 39 Settembre 2012 Modelli di gestione del rischio di liquidità (survey) La liquidità a disposizione delle banche era considerata, fino al 2007, cost e risk free. Trovare fondi a basso costo non era difficoltoso; gli istituti di credito, quindi, non si sono mai realmente occupati della gestione del rischio di liquidità. La contrazione significativa e senza precedenti del mercato interbancario e la natura contingente delle manovre adottate dalla Banca Centrale Europea hanno focalizzato l attenzione sulla gestione della liquidità e aumentato la percezione del rischio ad essa associato, spingendo gli operatori del mercato a condurre una revisione complessiva degli approcci adottati, mossi dall esigenza di non essere tagliati fuori dal nuovo contesto operativo. Ciò nonostante, come emerge anche dai risultati della survey da noi condotta in collaborazione con Concentric e Iason, i sistemi di gestione del rischio di liquidità oggi adottati dalle banche sono ancora in forte evoluzione dal punto di vista metodologico e strutturale, soprattutto in considerazione delle diverse dimensioni del rischio da presidiare. Date le caratteristiche di multidimensionalità e multidisciplinarietà intrinseche nella liquidità, il governo del rischio ad essa associato è realizzato tramite il coinvolgimento di una pluralità di soggetti e aree aziendali. Richiede, pertanto, una forte collaborazione e un continuo confronto, anche attraverso un crescente intervento dei vertici aziendali su tematiche specifiche, analizzate, fino a poco tempo fa, solamente da funzioni tecniche. Anche da un punto di vista metodologico, il framework di gestione del rischio di liquidità si presenta molto articolato. È particolarmente rilevante, dunque, assicurarne la robustezza e la coerenza complessiva. A tal fine, i costi e i rischi associati alla liquidità devono essere identificati, monitorati e correttamente incorporati in un sistema di Fund Transfer Pricing, con l obiettivo di fornire adeguata remunerazione per tali rischi e corretti incentivi all assunzione degli stessi in coerenza con le politiche aziendali. Infine, affinché il governo del rischio di liquidità sia efficace, è necessario un adeguato sistema di reporting, basato a sua volta su un set di dati e una infrastruttura IT solidi. Spesso questi elementi risultano sottostimati da parte degli istituti di credito, che si trovano a fronteggiare problematiche connesse al recupero e alla normalizzazione delle informazioni necessarie al monitoraggio del rischio di liquidità. La presente Newsletter vuole contribuire ad alimentare la discussione e il confronto sui temi di Liquidity Risk e, al tempo stesso, fornire utili spunti di riflessione per migliorarne i modelli di gestione. Markets can remain irrational longer than you can remain solvent John Maynard Keynes Financial institutions have operated with limits for many years, without necessarily effectively controlling aggregate risks within acceptable levels Institute of International Finance (IIF) 1 protiviti.it

2 Struttura dell indagine La ricerca, condotta tra novembre 2011 e febbraio 2012, ha coinvolto 15 tra i principali gruppi bancari italiani. I gruppi intervistati, che coprono il 91% degli sportelli presenti sul territorio italiano, sono stati suddivisi in 5 Banche di Classe 1 e 10 Banche di Classe 2, sulla base del numero di sportelli detenuti (le banche di Classe 1 dispongono di oltre sportelli, le banche di Classe 2 fino a sportelli). A supporto dell indagine sono stati sottoposti al campione selezionato questionari a risposta chiusa che hanno coperto i seguenti ambiti: Framework generale (rilevanza degli impatti strategici dovuti ai requisiti di Basilea III, funzioni coinvolte nella gestione del rischio di liquidità e funding, Risk Appetite Framework); Contingency Liquidity Management (formalizzazione e principali contenuti del Contingency Funding Plan); Risk driver e metriche (importanza delle tematiche di governance e metodologiche in termini di impatto sul profilo di rischio di liquidità, set di metriche e sistema di limiti operativi, tipologia di flussi di cassa considerati); Attività di stress testing (finalità, definizione degli scenari, caratteristiche delle prove di stress in termini di orizzonte temporale, livello di severity, livello di granularità, frequenza di conduzione, processo di revisione delle ipotesi e delle metodologie sottostanti); Fund Transfer Pricing (finalità, funzioni coinvolte, ambito di applicazione, componenti di costo della liquidità considerate, frequenza di aggiornamento, livello di granularità, processo di monitoraggio del costo del funding). Contesto Il mercato interbancario dei depositi ha avuto storicamente il ruolo di gestire in modo rapido e a basso costo gli scambi quotidiani di liquidità che caratterizzano l attività bancaria, ottimizzando i flussi del sistema bancario in senso generale. A partire dal 2007, parallelamente al rallentamento della crescita economica e all acuirsi della crisi del debito sovrano nell area Euro, si è assistito alla diminuzione dei tassi medi e alla progressiva contrazione del volume degli scambi (Fig. 1). La paralisi degli scambi sul mercato interbancario dei depositi è principalmente imputabile alla mancanza di fiducia tra le stesse banche, che hanno A partire dal 2007 il mercato interbancario dei depositi si è contratto. Il crollo dei volumi è stato provocato principalmente dalla mancanza di fiducia tra le stesse banche. diminuito le attività di reciproco finanziamento per il timore di restare coinvolte in una possibile crisi della banca debitrice o di trovarsi, in futuro, in una situazione di debolezza di liquidità. La riduzione della liquidità disponibile sul mercato interbancario ha comportato, a sua volta, una significativa crescita del costo del funding per le banche. Tale incremento ha avuto, come conseguenza, un contenimento della domanda del credito bilanciato da un incremento nella sollecitazione della raccolta diretta (depositi, obbligazioni, pronti contro termine). Fig. 1 Andamento mercato interbancario 2007/2011 (a 1 mese e a 3 mesi) Il mercato interbancario italiano dei depositi (e- Mid) ha subìto una significativa contrazione dei volumi intermediati. I volumi medi giornalieri negoziati ad 1 mese nel 2010 sono diminuiti dell 86% rispetto al 2007, mentre i volumi medi giornalieri negoziati a 3 mesi, nello stesso periodo di analisi, mostrano una diminuzione del 91%. Per contrastare la crisi di fiducia del sistema bancario e ripristinare l accesso alla liquidità da parte degli istituti creditizi, la BCE ha ridotto costantemente il tasso ufficiale, abbattendolo, tra l ottobre 2008 e il febbraio 2012, di circa il 70% e introducendo misure non convenzionali. Fonte: Banca d Italia e Banca Centrale Europea 2 protiviti.it

3 Elementi del Framework Governance Il rischio di liquidità presenta un elevato livello di complessità derivante dalle sue caratteristiche intrinseche di multidimensionalità e multidisciplinarietà. È multidimensionale, perché può realizzarsi con diverse modalità: l impossibilità di far fronte ai propri pagamenti (funding liquidity risk), di affrontare dette difficoltà su specifiche scadenze (breve vs. medio-lungo) o di smobilizzare i propri attivi (market liquidity risk). La gestione del rischio di liquidità, inoltre, può essere impostata in termini di condizioni ordinarie o di contingenza. Infine, mostra strette relazioni con le altre tipologie di rischio alle quali gli istituti creditizi sono esposti (di credito, di concentrazione, di mercato, operativo e di reputazione). Il rischio di reputazione, tradotto ad esempio nella diffusione di notizie sulla solvibilità di una banca, può minare la capacità della stessa di fare funding, influendo sui costi e sui livelli di finanziamento concessi dalle controparti. Il rischio di liquidità è anche multidisciplinare, in quanto la sua corretta gestione implica il coinvolgimento di molteplici aree aziendali e diversi profili professionali con obiettivi ed esigenze diversi e, alle volte, anche in conflitto. Una governance efficace per il rischio di liquidità non può realizzarsi, quindi, se non attraverso il confronto costante tra le diverse aree aziendali, insieme ad un sempre maggiore coinvolgimento dell alta direzione, come anche dimostrato dai risultati della ricerca, da cui si evince: il coinvolgimento di una pluralità di soggetti, dipartimenti aziendali e organi collegiali, che richiede forte collaborazione e continuo confronto; l intervento crescente dei vertici aziendali su tematiche più specifiche, che fino a poco tempo fa erano analizzate solo nell ambito delle funzioni tecniche (il coinvolgimento arriva al 100% per le banche di Classe 1, mentre si attesta al 90% per le banche di Classe 2); la presenza di una funzione di Liquidiy Risk Management dedicata solamente nel 60% delle banche di Classe 1 alle quali è stato sottoposto il quesito. Il framework organizzativo di gestione del rischio di liquidità si presenta molto articolato per l intero sistema bancario: ai fini di una gestione integrata del rischio, nel contesto attuale la liquidità dovrà rappresentare una dimensione chiave del Risk Appetite Framework (RAF). Il RAF si configura come un insieme di metriche, processi e sistemi a supporto della corretta gestione del livello di rischio assunto dalla banca (v. anche la nostra newsletter Insight n 36 febbraio 2012). Dove il RAF rappresenta uno strumento fondamentale per una efficace gestione del rischio nel normale corso degli affari, il Contingency Funding Plan (CFP) rappresenta lo strumento, obbligatorio, preposto alla gestione delle crisi di liquidità, che prevede azioni e iter autorizzativi determinati sulla base della gravità e delle cause della crisi. Nello specifico, il CFP rappresenta il piano di intervento che deve essere approvato dall alta direzione e nel quale sono declinati esattamente i ruoli, le responsabilità e i relativi compiti degli attori coinvolti, gli indicatori qualitativi e quantitativi, le procedure e il piano delle azioni poste in essere al fine di mitigare gli effetti negativi sulla liquidità. Dall analisi dei modelli di governance delle principali banche italiane è emersa una necessità condivisa di miglioramento dello strumento CFP sotto il profilo della completezza e della formalizzazione (Fig. 2); in particolare, dalla ricerca sono emerse opportunità di miglioramento relative a: Stime della liquidità di back-up; Formulazione di piani di intervento dettagliati, in ipotesi di tensione di liquidità (comprese tutte le azioni per il reperimento di fonti di finanziamento in casi di emergenza); Verifiche delle procedure incluse nel CFP; Raccordo tra il Contingency Funding Plan e i risultati delle prove di stress, al fine di gestire tempestivamente situazioni in cui l esposizione al rischio di liquidità sia prossima o superiore a quella corrispondente alla soglia di tolleranza. Sulla base di ulteriori informazioni acquisite nel corso della survey, si rileva che, a livello di sistema, non tutte le attività di Contingency Liquidity Management sono incluse e formalizzate nei Contingency Funding Plan, anche con riferimento a specifici requisiti normativi. Il Contingency Funding Plan costituisce un tassello fondamentale del Recovery Plan per le banche di rilevanza sistemica. Fig. 2 Contingency Funding Plan 3 protiviti.it

4 Metodologia L efficacia della struttura di governance può trovare la sua realizzazione solo basandosi su un quadro metodologico robusto e coerente in tutte le sue parti, in termini di ipotesi ed elementi considerati, ed espressivo degli impatti quantitativi di scelte di business e situazioni di stress. Di seguito descriviamo brevemente gli ambiti metodologici attualmente più critici, anche sulla base dei risultati della survey, in ordine sequenziale di implementazione. Modelli comportamentali di stima dei flussi di cassa Calibrazione del Liquidity Buffer La stima dei flussi di cassa generati dall attività di intermediazione finanziaria, sopra e sotto la linea, è alla base di tutto l apparato metodologico sottostante la gestione del rischio di liquidità. Alcuni di questi flussi necessitano talvolta di una modellizzazione di tipo comportamentale, indicando con questo termine la dipendenza del comportamento del cliente da variabili di tipo finanziario (tipicamente i tassi di interesse) secondo relazioni di tipo statistico. Set di metriche e sistemi di limiti operativi La gestione del rischio di liquidità, a differenza di quanto avviene per le altre tipologie di rischio, soprattutto a causa della multidimensionalità dello stesso, necessita del monitoraggio di numerose metriche, ciascuna delle quali finalizzata a cogliere specifici aspetti. Nonostante la pluralità di metriche utilizzate, l insieme di indicatori ad oggi utilizzato dalle banche non copre totalmente le dimensioni più rilevanti del rischio di liquidità. Definizione di scenari e attività di stress testing Lo stress test si configura come un elemento centrale e di raccordo tra le componenti metodologiche del modello di gestione del rischio di liquidità e non come un mero esercizio quantitativo (Fig. 3). Gli stress test rientrano nella definizione dei parametri associati alla metrica di liquidità inclusa nel RAF, in modo che essa sia determinata non solo considerando il normale corso aziendale ma anche le potenziali situazioni di tensione. Sono integrati nella parametrizzazione dei diversi elementi di governo del rischio, anche in risposta a specifici elementi normativi utilizzando, ad esempio, alcuni scenari come segnali di attenzione o di allerta, nell ambito del CFP, o della calibrazione del Liquidity Buffer, o per la pianificazione della strategia di funding. Il Liquidity Buffer (LB) rappresenta la disponibilità di liquidità da utilizzare per coprire un eventuale fabbisogno che si potrebbe verificare su un orizzonte di breve periodo in condizioni di stress, evitando, quindi, al singolo istituto di credito di dover attuare misure di carattere straordinario. Le riserve di liquidità costituiscono uno strumento fondamentale di mitigazione del rischio di liquidità. E pertanto necessario, anche per esigenze normative, attivare un processo periodico di calibrazione del LB che consideri tutte le dimensioni fondamentali che lo caratterizzano: dimensionamento del buffer, composizione delle attività che costituiscono il buffer, costi di detenzione del buffer. Sistema di Fund Transfer Pricing (FTP) L allocazione interna dei costi e dei rischi legati alla liquidità è necessaria per fornire incentivi alla loro assunzione che siano coerenti con le strategie di balance sheet management e con il modello di funding adottato. Tale allocazione si realizza attraverso l incorporazione di tutte le componenti di costo e rischio associate alla liquidità all interno del sistema di Fund Transfer Pricing (FTP), al fine di valutare la redditività associata a ciascuna funzione aziendale e ai singoli prodotti, nonché di guidare il pricing di nuovi prodotti. La ricerca ha evidenziato come gli attuali sistemi di FTP non considerino adeguatamente tutte le componenti legate alla liquidità (Fig. 4) Fig. 4 Principali componenti FTP Fig. 3 Finalità prove di stress La considerazione del rischio di liquidità come elemento importante del sistema di FTP rende necessario un miglior raccordo con gli altri elementi dell infrastruttura di gestione del rischio di liquidità, nonché con le attività complessive della banca, compresa quella di pricing dei nuovi prodotti. 4 protiviti.it

5 Sistema di reporting Un sistema di reporting adeguato deve essere basato su un set di dati e una infrastruttura IT efficace, al fine di supportare correttamente il sistema di governo e gli elementi metodologici, consentendo la misurazione, il monitoraggio e la gestione dei rischi cui la banca è esposta. L esigenza di sviluppare un sistema di reporting e un infrastruttura IT per la gestione del rischio di liquidità è considerata una tematica rilevante per gli istituti di credito. I risultati della survey e di altre informazioni acquisite (Fig. 5) evidenziano come le tematiche legate al reporting, ai dati e ai sistemi IT siano ritenute molto rilevanti in termini di impatto sul profilo di rischio liquidità e funding dalle banche di Classe 1. Le banche di Classe 2, invece, attribuiscono a tali tematiche una rilevanza media. Da ulteriori informazioni acquisite nel corso delle indagini, emerge la rilevanza di problematiche connesse al recupero delle informazioni necessarie alla produzione dei report sul rischio di liquidità. Fig. 5 Rilevanza tematiche reporting e dati Conclusioni Dai risultati della survey emerge lo stato di avanzamento dell implementazione del framework di gestione del rischio di liquidità nel sistema bancario italiano. La struttura di governo disegnata è in linea con le caratteristiche intrinseche del rischio. I maggiori sforzi sono, al momento, concentrati sul disegno di approcci metodologici adeguati al nuovo contesto operativo. L intervento evolutivo sulla base dati e sull infrastruttura IT a supporto della nuova architettura rappresenteranno la prossima sfida nella realizzazione di un sistema di gestione completo e adeguato del rischio di liquidità. Per approfondimenti sulla ricerca: * * * Marin Gueorguiev - Managing Director Anna Maria Capolongo Associate Director Per richiedere copia integrale della ricerca: L argomento oggetto di questa newsletter è ripreso in un intervista ad AnnaMaria Capolongo nel numero di settembre di AziendaBanca, disponibile sul sito dell editore: I dati raccolti sono stati trattati in forma aggregata e conseguentemente le informazioni di cui al presente documento sono di portata generale e non intendono fare riferimento ad alcuna specifica situazione. Protiviti, pur adoperandosi per fornire informazioni accurate e tempestive, non è responsabile per qualsiasi errore o omissione né per i risultati ottenuti attraverso la presente ricerca e non può garantirne la correttezza e validità nel tempo. In nessun caso Protiviti sarà responsabile per danni conseguenti, indiretti, accidentali o speciali di qualsiasi natura, derivanti dall utilizzo di qualsiasi informazione contenuta nel presente documento. Chi è Concentric: Concentric è una società attiva nella ricerca, consulenza e formazione a banche, assicurazioni e corporate. Adotta un approccio dinamico per rispondere ai continui cambiamenti del mercato, delle esigenze dei clienti e degli sviluppi nelle best practice aziendali. E organizzata in 3 unità di business integrate (advisory, research, training), il cui punto di riferimento è l attività di ricerca (concentric research). Chi è Iason: Iason è una società di consulenza che sviluppa modellistica avanzata in ambito di rischio di mercato, credito, controparte e liquidità, anche in conformità con la vigente regolamentazione nazionale ed internazionale. I servizi offerti includono il disegno di metodologie di analisi, lo sviluppo di applicativi, il supporto per l attuazione di progetti per il risk management e il front office su mercati Protiviti Srl. Protiviti non è registrata come società di revisione e non fornisce opinioni su bilanci e servizi di attestazione. 5 protiviti.it

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