L INTERPRETE DI TRIBUNALE: ITALIA E SPAGNA A CONFRONTO

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1 ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA FACOLTÀ DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE Corso di Laurea in Lingua, società e comunicazione Piano Didattico: Lingua e Comunicazione Internazionale L INTERPRETE DI TRIBUNALE: ITALIA E SPAGNA A CONFRONTO Tesi di laurea in: Mediazione Linguistica Inglese Relatore Prof.ssa METTE RUDVIN Presentata da MARIA FALVO Correlatore Prof.ssa ANA PANO ALAMAN Sessione: Terza - Marzo 2010 Anno Accademico: 2008/2009

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3 INDICE INTRODUZIONE 6 CAPITOLO I: LA FIGURA DELL INTEPRETE Translation studies vs interpreting studies: evoluzioni Quando è nata la figura dell interprete? Le condizioni lavorative dell interprete Dall interpretazione di conferenza all interpretazione di comunità Evoluzione dell interprete di comunità Indagine sull interprete di comunità: la prospettiva dell interprete L indagine Caratteristiche personali e abilità di un buon interprete Codici deontologici, standards di qualità e certificazione: gli interpreti di conferenza Elementi comuni ai vari codici deontologici: alcuni esempi Gli standards di qualità La certificazione L interprete per i servizi pubblici Il codice deontologico del PSI La questione della neutralità L interpretazione di trattativa in ambito giudiziario Le differenze culturali nell interpretazione legale Uno sguardo all Europa: dal Progetto Grotius I al Progetto Grotius II Il diritto alla difesa: normativa internazionale 48

4 CAPITOLO II: LA FIGURA DEL MEDIATORE Introduzione alla mediazione: Le varie accezioni La mediazione dei conflitti La mediazione giudiziaria: mediazione dei conflitti La mediazione in ambito penale Progetto per la costituzione di un Ufficio di Mediazione Penale a Milano Il Centro di Mediazione Penale a Trento e Bolzano Dalla mediazione dei conflitti alla mediazione giudiziaria Quale mediatore? Le etichette del mediatore Il terzo uomo: intermediario, mediatore, gatekepeer o l uomo invisibile? Profilo professionale del mediatore culturale La mediazione in ambito educativo Compiti e funzioni del mediatore Le qualità di un buon mediatore La deontologia e l etica professionale Accenno alla normativa sulla mediazione La necessità della formazione personale del mediatore linguisticoculturale 77 CAPITOLO III: L INTERPRETE DI TRIBUNALE IN ITALIA Evoluzione della normativa italiana Il principio di obbligatorietà della lingua italiana negli atti processuali penali L interprete nel processo penale italiano Il profilo dell interprete di tribunale secondo la Corte Costituzionale Interprete, perito o consulente tecnico? Il perito Il consulente tecnico E l interprete? 93

5 3.5 Il traduttore di tribunale Norme generali Obblighi del traduttore-interprete di tribunale I compensi Le tecniche di interpretazione e le situazioni comunicative in tribunale Le competenze linguistiche e tecniche dell interprete di tribunale Attitudini dell interprete di tribunale La deontologia professionale Norme etiche La formazione Il servizio di interpretariato presso l Ufficio stranieri del Comune di Milano L interprete presso la Questura di Bologna L interpretariato per l Autorità Giudiziaria Le tipologie di traduzioni e di interpretariati svolti dal personale linguistico della Questura di Bologna Difficoltà dei vari tipi di servizio 121 CAPITOLO IV: LA FIGURA DEL MEDIATORE IN ITALIA La necessità della mediazione linguistico-culturale in Italia Provvedimenti regionali I percorsi formativi Il Progetto Bridge: un percorso formativo per i mediatori culturali Il mediatore culturale nella giustizia Corso di formazione professionale per mediatori interculturali della Provincia Autonoma di Bolzano La struttura del corso formativo Requisiti di accesso, selezione dei candidati e prove di esame di qualifica La mediazione e gli aspetti di sicurezza: la realtà di Bologna 139

6 4.6.1 La posizione attuale del mediatore nella Regione Emilia- Romagna I corsi universitari 143 CAPITOLO V: L INTERPRETAZIONE PER I SERVIZI PUBBLICI IN SPAGNA L interpretazione sociale in Spagna L interpretazione per i servizi pubblici Il problema delle definizioni I limiti del ruolo dell interprete sociale Panorama attuale della mediazione interculturale Il mediatore: nuove necessità nella società spagnola Sfide e tecniche nella mediazione culturale I&ISSPP come professione Internet: strumento utile per il progresso nella Professionalizzazione della T&ISSPP Principi metodologici della professionalizzazione della T&ISSPP Il codice deontologico: punto di partenza nella professionalizzazione della T&ISSPP L aspetto culturale, emotivo e psicologico nella professionalizzazione della T&ISSPP Aspetti specifici della traduzione per i servizi pubblici L Ufficio di Interpretariato in Spagna Funzioni dell Ufficio di Interpretariato La situazione professionale del traduttore in Spagna La necessità della formazione dei traduttori-interpreti La formazione degli interpreti per i servizi pubblici: il caso della Comunità Autonoma Canaria La formazione degli interpreti per i servizi pubblici: il caso della Comunità Autonoma Basca La formazione per i servizi pubblici a Saragozza 187

7 Il Serpi 189 CAPITOLO VI: INTERPRETARE PER LA GIUSTIZIA IN SPAGNA Tradurre e interpretare per la giustizia Aspetti della traduzione nell Amministrazione della Giustizia: tipi di testi Situazione attuale della traduzione/interpretazione nella Amministrazione della Giustizia Gli interpreti-traduttori dell Amministrazione della Giustizia La necessità della lingua araba nella traduzione giuridica La realtà della traduzione e interpretazione giudiziaria in Andalusia L interpretariato nei tribunali nella Provincia di Alicante Verso la creazione di strutture stabili e professionali in ambito Giudiziario Ipotesi di intervento dell interprete in procedimenti giudiziari già avviati L interprete di tribunale in Spagna La normativa spagnola Riforme processuali 213 OSSERVAZIONI CONCLUSIVE 216 BIBLIOGRAFIA 221 SITOGRAFIA 228 APPENDICE A 231 APPENDICE B 246 APPENDICE C 258

8 RINGRAZIAMENTI 268

9 INTRODUZIONE Il presente lavoro di ricerca si concentra sull esame della figura dell interprete, in particolare in ambito giudiziario, e sulla figura emergente del mediatore linguisticoculturale, realizzando uno studio comparativo tra l Italia e la Spagna. La scelta dell argomento è dettata dall interesse personale di chi scrive verso una figura così tanto affascinante quanto complessa. L ambito è stato circoscritto a quello legale, visto un profondo e vivo interesse per la giurisprudenza. È utile partire da una premessa: una definizione precisa ed accurata del ruolo e delle competenze della figura dell interprete non esiste, in quanto ciascun paese, attraverso le proprie normative, gestisce la formazione degli interpreti a suo modo e molto spesso si rileva una totale carenza o inadeguatezza di specifici corsi di formazione. Il lavoro è stato suddiviso per comodità e seguendo una logica ben precisa in sei capitoli. I primi due si concentrano sulla presentazione della figura dell interprete e del mediatore linguistico-culturale. Si tratta di riflessioni generali sulla condizione degli interpreti e dei mediatori linguistico-culturali e delle relative problematiche. Il primo capitolo, introduttivo, presenta la figura dell interprete in ambito giudiziario, che rientra nella sfera dell interpretazione di comunità o per i servizi pubblici, operando una distinzione con il ruolo dell interprete di conferenza, tradizionalmente riconosciuto come l unico che storicamente goda di un certo rispetto e prestigio. A discapito di ciò, l interprete in ambito giudiziario viene considerato una figura secondaria e dunque meno importante. Con il capitolo terzo e quarto penetriamo nel contesto italiano. Nel terzo capitolo, verrà analizzata la figura dell interprete di tribunale nel dettaglio, anche attraverso l esame della normativa italiana, mentre nel quarto la nostra attenzione si sposterà sulla necessità della mediazione linguistico-culturale nel nostro paese e sulla condizione attuale del mediatore linguistico-culturale. Il quinto e il sesto capitolo, invece, sono dedicati alla Spagna. Il quinto si focalizzerà sulla figura dell interprete in ambito giuridico, anche in questo caso avvalendoci della normativa spagnola e il sesto sull interpretazione per i servizi 6

10 pubblici, un campo che sta prendendo sempre più piede nel paese e su cui si stanno realizzando interessanti studi. Al fine di realizzare tale studio, si è rivelato più opportuno scegliere due paesi dai sistemi giuridici simili, in quanto è molto più facile confrontare le situazioni giuridiche dei traduttori-interpreti. In presenza, infatti, di sistemi giuridici differenti, sarebbe stato opportuno in una prima fase indagare approfonditamente i rispettivi ordinamenti giuridici, per comprendere poi le differenti situazioni degli interpreti-traduttori. La bibliografia su questa figura professionale in Italia è praticamente inesistente, come in Spagna, dove però troviamo vari lavori sull interpretazione e la traduzione nell Amministrazione della Giustizia, data la rilevanza che ha nel paese la figura dell interprete giurato. Lo stesso dicasi per la figura del mediatore linguistico-culturale dove, al contrario, non vi sono studi in Spagna dedicati specificamente a questa figura, mentre in Italia si parla molto di mediazione, soprattutto in ambito educativo e sanitario. Il ruolo degli interpreti di tribunale non è ancora riconosciuto in tutti in paesi e ancor di meno lo è quello del mediatore linguistico-culturale. Mentre in alcuni paesi, quali gli Stati Uniti d America ed Australia, la posizione degli interpreti sembra essere regolamentata, l Europa deve compiere ancora molti progressi. È stato inoltre preparato un breve questionario sottoposto all attenzione di alcuni mediatori che operano nella regione Emilia Romagna, che si focalizza soprattutto sulle criticità di questa professione e, nel caso della Spagna, il questionario è stato preparato per gli interpreti di tribunale. Le conclusioni dell elaborato si baseranno su alcune osservazioni dedotte dai capitoli, mettendo in luce i punti salienti della ricerca e le problematicità che la stessa ha presentato e avranno inoltre per oggetto un accurata analisi dei questionari. 7

11 CAPITOLO I LA FIGURA DELL INTERPRETE 1.1 TRANSLATION STUDIES VS INTERPRETING STUDIES: EVOLUZIONI Nella fase iniziale di affermazione della disciplina nota come Translation Studies, la riflessione sulla traduzione si è focalizzata quasi esclusivamente sugli aspetti linguistici e testuali, ponendo il problema della traduzione in termini di fedeltà al testo di partenza e concentrandosi sul prescrittivismo del come si traduce (Garzone 2002). Secondo quanto afferma Garzone, con il paradigm shift degli anni Ottanta del secolo scorso è emersa una concezione più aperta e flessibile della traduzione che deve essere intesa sì come riscrittura, ma creatrice di testi non solo intersistemici, ma anche intrasistemici, ovvero funzionali alla cultura destinataria. La dimensione culturale viene dunque ad assumere una posizione primaria. In tale contesto si colloca il cultural turn, secondo cui la traduzione non deve essere più vista come linguistic transcoding, ma come un processo che implica un operazione di cultural transfer Nel campo degli Interpreting Studies si sono verificati alcuni cambiamenti di eguale importanza, favoriti dai mutamenti avvenuti nei Translation Studies e da spinte di tipo politico e sociale epocali. Fino a poco tempo fa, le uniche attività di interpretazione considerate degne di merito erano la consecutiva e la simultanea, ovvero le due modalità dell interpretazione di conferenza. Anche da un punto di vista della formazione si riteneva che il training in tali modalità potesse essere sufficiente per affrontare qualsiasi forma di traduzione linguistica orale. In passato, gli interpreti erano presenti nelle aziende, nei tribunali, nella diplomazia, ma non godevano di ottima reputazione e le retribuzioni erano molto scarse. Pure nel settore degli Interpreting Studies, come nota l autrice, prevaleva una concezione scientista del fenomeno traduttivo e interpretativo, che si fondava sui processi mentali grazie ai quali l interprete riesce a riprodurre un testo in tempo reale e si affidava ad approcci empirici basati sull osservazione e sull introspezione, oppure 8

12 attingeva alla neurofisiologia e alla psicolinguistica. La componente culturale rivestiva scarsa o nulla rilevanza (Garzone 2002). I cambiamenti avvenuti nella società hanno reso necessarie delle modalità interpretative al di fuori del contesto di conferenza: primo fra tutti, l emergenza immigrazione, che ha richiamato l attenzione sulle modalità di mediazione linguistica orale comunemente denominate dialogue interpreting", etichetta che mette in evidenza il ruolo attivo dell interprete nell interazione comunicativa. Grazie al profondo mutamento nei confronti delle attività traduttive, si è così giunti oggi ad una nuova visione del ruolo del mediatore linguistico e culturale. Il concetto di cultura, in particolare, merita essere analizzato con maggior dettaglio. Garzone ribadisce che tale concetto non è univoco ed è soggetto a numerose definizioni in ambiti diversi. Tentando di semplificare, vediamo ora le varie dimensioni della cultura: a) Culturologica: riguarda aspetti empiricamente osservabili della vita di una nazione, basata su una concezione di cultura in quanto condivisione di conoscenze, di valori, di saperi; b) Antropologica: è più generale e comprende anche gli aspetti descritti in a. Nella sua componente formale, ovvero concreta e descrivibile, questa concezione di cultura riguarda gli usi, i costumi, i valori e le credenze di una data comunità; c) Informale: comprende aspetti invisibili e difficilmente classificabili. Tali aspetti riguardano il modo di pensare, di comportarsi e di esprimersi di un dato gruppo etnolinguistico (Garzone 2002). Garzone sostiene che, ai fini traduttivi, i primi due aspetti della cultura risultano particolarmente interessanti, ma al tempo stesso problematici, sia in fase ricettiva sia nella prospettiva della cultura ricevente. Per quanto riguarda il primo aspetto, quello culturologico, il problema consiste non solo nel riconoscere e valutare il valore e la funzione di un dato culturema presente nel testo di partenza, ma soprattutto di trovare modalità adeguate per realizzarne la trasposizione all interno di una data cultura. Per quanto riguarda il secondo aspetto della cultura, quello formale, si tratta di un tipo di conoscenza che è possibile maturare attraverso l osservazione e lo studio e di 9

13 conseguenza deve essere oggetto di attenzione e di apprendimento all interno di un programma di formazione per mediatori linguistici. Infine la componente informale, ovvero il terzo aspetto, è più difficilmente insegnabile e viene acquisita attraverso l esposizione e l esperienza individuale (Garzone 2002). 1.2 QUANDO È NATA LA FIGURA DELL INTERPRETE? La documentazione storica sulle prime forme di interpretazione è molto scarsa, ma è certo che tale attività si è svolta per lungo tempo in contesti dialogici, in cui l interprete traduceva da e verso la lingua straniera con un ritmo cadenzato. L interpretazione faccia a faccia e frase per frase è dunque previa all interpretazione di conferenza. Merlini, nel suo studio, risale all etimologia del termine inter tra e pretium prezzo che ci rimanda specificamente all ambito commerciale e suggerisce l idea che l interpretazione serviva a raggiungere, attraverso l intermediazione, un accordo sul valore di scambio delle merci oggetto della transazione. In ambito bellico, invece, gli interpreti venivano impiegati sia per negoziare con il nemico durante le guerre, sia per amministrare i territori sottomessi (Merlini 2005: 20-21). Infine, in epoca coloniale, la figura dell interprete ha svolto un ruolo di primo piano nella disseminazione delle fedi religiose. Gli interpreti erano senza volto e senza un nome, di bassa estrazione sociale, sprovvisti di formazione. La condizione degli interpreti, pertanto, ha originato per lungo tempo un generale disinteresse da parte degli studiosi nei loro confronti. In tempi più recenti, precisamente nel XIX secolo, come ci ricorda l autrice, la figura dell interprete emerge in due ambiti: diplomatico (da cui ebbero origine le moderne tecniche dell interpretazione di conferenza) e industriale. Per quanto riguarda il primo ambito, con il declino del latino furono sempre più i sovrani ad affidarsi ai servizi di segretari-interpreti, i quali erano uomini colti e di ceto elevato. Per lungo tempo il francese fu la lingua ufficiale della diplomazia e fu solo nella seconda metà dell Ottocento che, grazie alla rinascita delle identità nazionali e delle teorie romantiche che esaltavano gli idiomi, i rappresentanti diplomatici tornarono ad utilizzare la loro madrelingua, ricorrendo all ausilio degli interpreti durante incontri e negoziati. Al 10

14 tempo stesso, la Rivoluzione Industriale aveva favorito i contatti tra esperti di diversi paesi, i quali ricorrevano all interprete per necessità (Merlini 2005: 21-22). L interpretazione di conferenza nacque ufficialmente nel 1919 in occasione dei negoziati di pace di Parigi, durante i quali venne impiegata la tecnica della traduzione consecutiva, al fine di rendere i resoconti dei discorsi il più dettagliati possibile. Col tempo, però, questa tecnica venne considerata eccessivamente lenta e fu così sostituita dalla traduzione simultanea, che si affermò in particolare dopo la Seconda Guerra Mondiale con il Processo di Norimberga ( ), fino a divenire la modalità d interpretazione per antonomasia delle grandi organizzazioni internazionali (Merlini 2005: 21-22). Come sostiene Gaiba, il processo di Norimberga fu un processo interpretato, il primo e più grande evento internazionale in cui si ricorreva all interpretazione simultanea. Questa tecnica di interpretazione catturò presto l attenzione dei media, ma l importanza e l impatto che essa ebbe non ricevette un adeguata comprensione da parte degli storici, dei giornalisti e dei biografi. I documenti storici sul processo di Norimberga, infatti, fanno menzione dell interpretazione simultanea, ma la considerano semplicemente come una tecnica tra i vari strumenti tecnici di cui ci si avvalse per lo svolgimento del processo (Gaiba 1999: 1-2). Come ci ricorda l autrice, la decisione di condurre il processo in quattro lingue (tedesco, francese, russo e inglese) generò stupore e inquietudine tra i partecipanti, i quali si sarebbero trovati a comunicare in lingue diverse dalla loro madrelingua. La necessità di ricorrere alla traduzione era ovvia e per tale ragione, gli organizzatori del processo, nell incontro preliminare esplorarono i vari metodi di interpretazione esistenti, ma non ne furono soddisfatti. La scelta così ricadde sull interpretazione simultanea, nonostante non tutti i membri del processo fossero d accordo. Si passò così alla fase della selezione e del reclutamento degli interpreti. La Francia, la Gran Bretagna e l Unione Sovietica incontrarono non poche difficoltà in questa fase, a causa delle condizioni in cui versavano dopo la guerra. Gli Stati Uniti adottarono invece un metodo di selezione originale: le persone che prestavano il loro servizio come interpreti/traduttori presso il Pentagono a Washington D.C. furono sottoposti ad un test. I candidati che superavano il test venivano mandati a Norimberga, dove le loro abilità venivano testate in contesti ricreati artificialmente. Alcuni erano interpreti di 11

15 consecutiva professionisti, mentre altri non avevano alle spalle alcuna esperienza di interpretazione/traduzione. Solo pochi fra di essi erano interpreti di simultanea. Molti interpreti di consecutiva e traduttori furono scelti per l incontro preliminare, mentre coloro che non possedevano le competenze necessarie furono relegati in un area denominata Siberia, in cui erano costretti a compiere lavori umili prima di essere rispediti a casa. Altri interpreti furono scelti dalla delegazione degli Stai Uniti in Europa, in particolare in Belgio e Olanda, a Parigi e presso l Università di Ginevra (Gaiba 1999: 2-4). 1.3 LE CONDIZIONI LAVORATIVE DELL INTERPRETE Le condizioni lavorative di un interprete, detto in maniera molto semplicistica e generica, sono determinate da: a) un preciso luogo fisico, che include spazio e tempo; b) da fattori legati al compito da svolgere quali preparazione, carico di lavoro, abilità cognitive e c) da fattori interpersonali (Pöcchacker 2004: 171). Molti di questi fattori sono stati analizzati in varie ricerche, soprattutto in relazione agli interpreti di conferenza. Il più rilevante studio compiuto in tal senso è il Workload Study, commissionato dall AIIC (Association Internationale des Interprètes de Conférence) nel 2002 per misurare fattori fisici come qualità, temperatura e umidità delle cabine degli interpreti nel corso della giornata di lavoro e per poter porre eventuali rimedi. Risultò infatti che i livelli di CO2 non rispettavano i parametri ISO e pertanto era necessario intervenire tempestivamente. Come sostiene Pöcchacker, il Workload Study che analizzava parametri fisici, fisiologici e psicologici del lavoro degli interpreti di conferenza, era pensato soprattutto per misurare il livello di stress degli interpreti e i possibili effetti negativi che questo potesse avere sulle performances. Gli ideatori del Workload Study esaminarono attraverso dei test seicento interpreti freelance membri dell AIIC e le loro risposte mostrarono un alto grado di stress fisico e mentale, esaurimento, inadeguatezza delle cabine di lavoro, difficoltà dei testi da tradurre e preparazione insufficiente. Il 40-60% degli intervistati affermava che lo stress da lavoro incideva molto sulla qualità del servizio prestato, ma tale dato non fu confermato dai risultati ottenuti dall esame di 12

16 alcuni campioni che testavano le performances degli interpreti in termini di correttezza linguistica, scelta delle equivalenze semantiche più adeguate, dizione. Tuttavia, bisogna precisare che è scientificamente provato che lo stress causato da lunghi turni di interpretazione simultanea ha delle evidenti conseguenze sulla performance di un interprete (Pöcchacker 2004: ). Pöcchacker riporta che i tipi e i livelli di stress avvertiti dagli interpreti sul lavoro dipendono da fattori situazionali e personali. Sebbene il Workload Study analizzasse le condizioni degli interpreti di conferenza, fu sottoposto anche agli interpreti di videoconferenza, il 61% dei quali affermò di avere la stessa esperienza sul lavoro. Le stesse considerazioni valgono per gli interpreti della lingua dei segni, i quali sostennero di avere alti livelli di stress da lavoro. Infine, non sono da sottovalutare i rischi per la salute connessi al posto di lavoro per gli interpreti di comunità, che includono le infezioni (in ambito medico) e le minacce all incolumità personale (in ambito legale) (Pöcchacker 2004: ). Per quanto riguarda il prestigio della professione di interprete di conferenza, da varie ricerche, compreso il Workload Study, è emerso che esso è scemato nel corso degli anni, nonostante ciò non incida in maniera decisiva sull alto grado di soddisfazione lavorativa degli interpreti. In relazione allo status dei singoli interpreti, vi sono alcuni dibattiti su questioni importanti quali l accesso alla professione, la posizione lavorativa, le opportunità di lavoro, la parità tra i due sessi, di cui pochi dati emergono al di fuori delle associazioni professionali. Tale mancanza di dati all interno delle associazioni è particolarmente evidente nel caso della interpretazione di comunità, che in molti paesi non è riconosciuta ed ha un basso livello di organizzazione. Una questione ancora più urgente, secondo Pöcchacker riguarda l identità culturale. Storicamente sappiamo che si diventava automaticamente interpreti attraverso l esperienza in varie comunità culturali e ciò valeva anche per i pionieri dell interpretazione di conferenza agli inizi del XX secolo. Le conseguenze dell istituzionalizzazione sono note e apprezzate per gli interpreti di conferenza e sono altrettanto desiderabili per gli interpreti di comunità. Tuttavia, il fatto che l accesso alla professione sia regolato per via accademica piuttosto che attraverso la immersione culturale e l interazione faccia a faccia, può risultare problematica ad esempio per gli 13

17 interpreti della lingua dei segni, i quali sono visti dai sordi come membri della maggioranza nella società, responsabile della loro marginalizzazione, mentre nel caso degli interpreti di comunità, l appartenere alla stessa minoranza etnica del proprio utente potrebbe aumentare il grado di considerazione nei loro confronti da parte della società (Pöcchacker 2004: ). Un ulteriore fattore da tenere presente, secondo Pöcchacker è la sempre più crescente presenza delle donne tra gli interpreti. La spiegazione più plausibile secondo l autore è da ricondurre alla loro maggiore predisposizione verso le lingue e la comunicazione. L elevata percentuale di donne che per la prima volta superò gli uomini all interno dell AIIC nel 1967 è legata probabilmente al declino del prestigio nei confronti di una professione che veniva vista più come un servizio che come una vera e propria professione. Questa considerazione è particolarmente valida per gli interpreti di comunità e per gli interpreti della lingua dei segni, ove le scarse retribuzioni costituiscono un disincentivo per intraprendere la professione (Pöcchacker 2004: 174). 1.4 DALL INTERPRETAZIONE DI CONFERENZA ALL INTEPRETAZIONE DI COMUNITÀ I profondi mutamenti economici, sociali e politici collegati alla globalizzazione e alla maggiore mobilità delle persone, portano con sé sempre più intensi contatti interetnici e interculturali. Tali situazioni di contatto tra comunità linguistiche e culturali diverse hanno riportato al centro dell attenzione l atto di mediazione linguistica orale denominato anche interpretazione dialogica, che prevede la partecipazione diretta dell interprete all interazione comunicativa e l interpretazione di comunità, che comprende diverse tipologie di servizi linguistici di tipo intrasociale in ambito medico, giudiziario, istituzionale. Queste due modalità di interpretazione vedono l interprete come attore protagonista all interno del complesso situazionale e culturale degli eventi nei quali opera (Garzone 2009: 97). 1 Come sostiene Garzone, gli ultimi anni hanno visto la moltiplicazione e la diversificazione dei profili professionali nell ambito dell assistenza interlinguistica. 1 L interprete e il mediatore. Giuliana Garzone. Atti di Convegno Ceslic; LA GEOGRAFIA DELLA MEDIAZIONE LINGUISTICO-CULTURALE a cura di Donna R. Miller e Ana Pano. Bologna:

18 Alla figura dell interprete di conferenza, si sono affiancate nel tempo, le figure dell interprete di trattativa e dell interprete di comunità in tutte le sue varie sfumature: interprete giuridico, interprete di tribunale, interprete in campo medico, ecc. Vi è poi la figura del mediatore linguistico-culturale, figura ibrida che sul piano internazionale ingloba in un unica denominazione la formazione alla traduzione, all interpretazione dialogica (dall interpretazione di trattativa in vari ambiti: aziendale, politico, diplomatico, istituzionale), all interpretazione in campo sociale (community interpreting) e giudiziario e a volte anche all interpretazione di conferenza nella modalità consecutiva. Questa diversificazione ha avuto un notevole impatto sugli Interpreting Studies, affiliata ai Translation Studies, che indaga a livello sia teorico che applicativo sull interpretazione come attività umana in tutti i suoi aspetti. In questo settore, come già detto, fino ad una ventina di anni fa, le uniche attività considerate degne di rispetto nell ambito della professione e di attenzione a livello di ricerca erano la simultanea e la consecutiva, le due modalità canoniche dell interpretazione di conferenza. La svolta, come ci ricorda l autrice, avvenne nei primi anni Ottanta del Novecento, allorquando si è verificata una crescita dell importanza e dell interesse verso altre forme di interpretazione al di fuori del contesto di conferenza (Garzone 2009: ). Il ruolo dell interprete cambia radicalmente allorché si comprende la natura dialogica di un testo, ovvero quando il discorso consiste in una comunicazione mediata dall interprete in una spontanea interazione faccia a faccia (Garzone 2003: 11-12) 2. Questa situazione si verifica in molti ambiti distinti dalla conferenza, quali il settore commerciale, nei servizi per l immigrazione, nelle stazioni di polizia, negli ospedali. In tutti questi ambiti l interprete è fisicamente presente ed ha un ruolo attivo nello scambio comunicativo. Così può contare su una serie di elementi di natura paralinguistica, cinesica e prossemica, quali gesti, espressioni facciali, espressioni corporali. Si tratta di elementi della comunicazione interpersonale assenti nell ambito della conferenza. L autrice ribadisce che, sebbene l interpretazione dialogica non sia stata considerata in ambito istituzionale e di ricerca, è stata sempre praticata informalmente come componente necessaria della comunicazione ordinaria, all interno di società bilingue o 2 Citazione di Mason 1999:

19 multilingue. I cambiamenti intervenuti nella società, infatti, hanno posto in contatto individui di lingue e culture differenti. Come naturale conseguenza di ciò, si è avvertita l esigenza di una più sistematica mediazione linguistica e culturale. Tuttavia, nota Garzone, nonostante il bisogno crescente di avere professionisti specializzati, gli sforzi compiuti nel campo della formazione sono stati ostacolati da una serie di problemi. Infatti, se la formazione degli interpreti di liaison per le lingue maggiormente diffuse e parlate è contemplata in numerosi programmi educativi a vari livelli, tale formazione è d altro canto ostacolata dalla necessità di offrire corsi per le lingue meno diffuse e minoritarie, per andare incontro alle esigenze dei vari gruppi etnici presenti (Garzone 2003: 12-14). Garzone ci ricorda che uno dei primi contributi importanti all interpretazione dialogica suggeriva di distinguerne due tipi: 1) community-oriented interpreting e 2) business oriented interpreting. Maggior attenzione è stata però dedicata ad un altra etichetta, quella di community interpreting o Public Sevice Interpreting (PSI) che comprende: everyday and emergency situations which refugees, other immigrants, and migrant labourers may encounter in their communication with bureaucrats, officials, police, employment counselors, school, public assistance and health care personnel of all kinds (Garzone 2003: 15) 3. Tale etichetta generica comprende al suo interno distinzioni più sottili, che ricorrono spesso nel caso dell interpretazione per servizi offerti in settori specifici, ad esempio in campo medico si parla di interpretazione medica e nell amministrazione della giustizia di interpretazione legale e interpretazione di tribunale (Garzone 2003: 15-16). La figura dell interprete per i servizi pubblici è emersa chiaramente in Europa, Australia, Canada, Gran Bretagna e Stati Uniti come professione indipendente a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso e come disciplina accademica indipendente più tardi (Rudvin 2003a: 124). Gli interpreti per ragioni pratico-logistiche e soprattutto finanziarie lavorano spesso in vari settori e diventa così molto complicato distinguere tra interpreti in ambito legale, sociale, commerciale, socio-sanitario, per i servizi pubblici, ecc. Inoltre fino a poco tempo fa, gli interpreti reclutati non erano 3 Citazione di Schweda Nicholson N., 1994:80. 16

20 professionisti, bensì persone di fiducia o occasionali (familiari, compresi bambini, volontari, amici, personale delle pulizie, e quant altro). Alcune istituzioni quali ambasciate e agenzie private organizzano dei corsi di formazione, mentre le istituzioni pubbliche continuano a ricorrere ad interpreti freelance non qualificati, sulla base del principio che conoscere la lingua è condizione sufficiente per poter svolgere tale attività. L autrice puntualizza che lo scarso riconoscimento di questa figura e le retribuzioni molto basse non favoriscono la qualità del servizio prestato. Una retribuzione inadeguata, infatti, produce un servizio scadente per ovvi motivi: non è possibile reclutare dei veri professionisti se non vengono remunerati adeguatamente e, d altro canto, gli interpreti sono poco motivati se vengono pagati poco. Infine Rudvin ribadisce che l interpretazione per la comunità ha una forte connotazione di servizio sociale e assistenza ; infatti gli interpreti formati principalmente nella comunità per i servizi sociali e le istituzioni che si occupano di immigrazione, ritengono di svolgere un ruolo più attivo, sono maggiormente coinvolti nella situazione, si definiscono degli helpers e carers rispetto agli interpreti che hanno una formazione esclusivamente linguistica (Rudvin 2003a: ) EVOLUZIONE DELL INTERPRETE DI COMUNITÀ L interpretazione di comunità diventa centrale negli Interpreting Studies a partire dal La prima conferenza internazionale sull interprete di comunità si svolse a Geneva Park vicino a Toronto, in Canada, nel Inoltre è significativo il fatto che Interpreting, il giornale internazionale della disciplina, cita l interpretazione di comunità nella descrizione dei suoi scopi e pubblicò a tal proposito un saggio molto importante sull interprete di comunità quale figura emergente. Come ricorda Pöchhacker, il termine community interpreting venne usato per la prima volta in Australia nel 1970 accanto ad espressioni quali ethnic interpreting e community health. In Europa, invece, il termine si affermò in Gran Bretagna nel 1980 dove è stato poi sostituito da public service interpreting (Pöchhacker 1999: ). Ecco la definizione personale dell autore in merito all interprete di comunità: 17

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