OSPEDALI&COMUNITÀ UNITI PER L'ALLATTAMENTO N e w s l e t t e r Agosto 2012

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1 OSPEDALI&COMUNITÀ UNITI PER L'ALLATTAMENTO N e w s l e t t e r Agosto 2012 La prima Comunità Amica in Italia Stato dell arte BFHI/BFCI Notizie dalla Rete e dall Unicef Articoli e poster Comitato Nazionale multisettoriale appuntamenti 2012 pag. 2 pagg. 5-6 pagg pagg pagg pagg ASL di Milano è la prima Comunità Amica dei Bambini per l allattamento in Italia Il 26 gennaio 2012, nella Sala Gonfalone, Palazzo Pirelli alla presenza dell Assessore Regionale alla Sanità Luciano Bresciani, del Direttore Generale ASL Milano G. Walter Locatelli, della Responsabile del Progetto Allattamento e Responsabile BFCI UNICEF Italia Maria Enrica Bettinelli, la Presidente f.f. UNICEF Italia Paola Bianchi ha annunciato ufficialmente la nomina della ASL di Milano a prima ASL in Italia Comunità Amica dei Bambini per l Allattamento materno Da sin.: Walter Locatelli (ASL di Milano), Luciano Bresciani (Regione Lombardia), Paola Bianchi (UNICEF Italia), M. Enrica Bettinelli (task force UNICEF-ASL di Milano)

2 ASL DI MILANO È LA PRIMA COMUNITÀ AMICA DEI BAMBINI PER L ALLATTAMENTO MATERNO IN ITALIA GRAZIELLA CATTANEO, MIRIAM LELLI, RITA MASCHERONI, MARIA ENRICA BETTINELLI Il 27 ottobre 2011 ASL di Milano è stata nominata dall UNICEF Comunità Amica dei Bambini per l allattamento materno, un riconoscimento che segue oltre dieci anni di impegno costante sul progetto di promozione, protezione e sostegno dell allattamento materno di tutti gli operatori dei consultori impegnati nel percorso nascita (dalla gravidanza al primo anno di vita), dei pediatri di famiglia e dei medici di medicina generale, ed è stato conseguito dopo il superamento delle tre fasi di valutazione. Avviato nel 1999, il progetto in collaborazione con l UNICEF Iniziativa Comunità Amica dei Bambini per l allattamento (BFCI) è oggi la prima comunità riconosciuta nel territorio italiano. L iniziativa, mirata alla realizzazione di interventi di provata efficacia sul percorso nascita su protezione, promozione e sostegno dell allattamento materno, ha richiesto la preparazione di circa 400 operatori che hanno lavorato su un territorio che ha un bacino d utenza di circa abitanti e una media di 14 mila nuovi nati all anno. Da più di dieci anni ASL di Milano è capofila nazionale per l Iniziativa BFCI di UNICEF Italia. Tale attività è sempre stata integrata con la promozione dell analoga iniziativa UNICEF per gli ospedali (BFHI): ad oggi 9 ospedali di riferimento per il territorio di ASL di Milano sono iscritti al percorso UNICEF per diventare Ospedali Amici dei Bambini per l allattamento materno. Il successo ottenuto è stato reso possibile da due fattori principali: la progettualità e il coinvolgimento. Sono state valutate le iniziative esistenti a livello mondiale e in particolare quella inglese, visitando le strutture ospedaliere e territoriali per osservare la realtà locale, allo scopo di individuare le pratiche adattabili al nostro Paese. Non meno importante nel risultato ottenuto è stato il forte coinvolgimento di tutti i livelli ASL, dalla Direzione strategica al singolo operatore. È stato infatti realizzato un lavoro di analisi delle funzioni e dell organizzazione in modo che ognuno fosse valorizzato nel proprio ruolo ma potesse anche avere uno spazio nel progetto. La valorizzazione delle risorse ha significato prendersi cura degli operatori in modo che fossero ancora più motivati a prendersi cura delle mamme e dei bambini.

3 ASL Milano ha sempre lavorato in stretta sinergia con Regione Lombardia, partecipando allo sviluppo delle Linee Guida Regionali per l allattamento materno, all elaborazione del primo sistema di monitoraggio regionale nel 2006 e a quello attualmente in corso e ai vari eventi formativi su questo tema. Negli anni il progetto dell allattamento di ASL Milano è stato integrato nei processi di qualità promossi dalla Regione Lombardia per le Aziende Ospedaliere e le ASL (Piano Locale Integrato di Promozione alla Salute, Health Promotion Hospital and Service, Joint Commission) ed è stato inserito in progetti di valenza nazionale (Genitori più, CCM La promozione dell Allattamento al seno nei reparti ospedalieri). Nel febbraio 2006 il Comitato Italiano per l UNICEF (Task Force per la Baby Friendly Initiative) ha istituito, in collaborazione con l ASL di Milano, un gruppo di lavoro multiprofessionale composto da operatori impegnati in iniziative a favore dell allattamento materno in servizi socio-sanitari territoriali di 7 regioni italiane (Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Sardegna, Toscana) con il mandato di estendere ai servizi territoriali i criteri previsti dall OMS/ UNICEF per la protezione, promozione e sostegno dell Allattamento Materno nei punti nascita (Iniziativa Ospedale Amico dei Bambini), in analogia ad altre realtà internazionali. Nell ottobre 2007 questo lavoro è stato presentato pubblicamente a Milano nel Convegno La Comunità Amica dei Bambini per l allattamento materno e il Sostegno della genitorialità, durante il quale è stata lanciata a livello nazionale l Iniziativa Comunità Amica dei Bambini per l Allattamento Materno (BFCI). I documenti prodotti dal gruppo di lavoro, tra cui la definizione dei 7 Passi italiani, sono stati la base per lo sviluppo della pubblicazione nel 2009 Standard per le Buone Pratiche per la Comunità. L adattamento alla realtà italiana dei documenti internazionali, la modellistica di applicazione dell iniziativa sono in gran parte frutto della progettualità e degli strumenti sviluppati e testati da ASL di Milano, e sono diventati uno standard nazionale. Dal 2009 la ASL di Milano coordina insieme all IRCCS Burlo Garofalo per UNICEF Italia il progetto di ricerca sull applicazione degli Standard per le Buone Pratiche di una Comunità Amica dei Bambini per l allattamento materno, a cui aderiscono 18 Distretti sociosanitari di varie regioni, e in cui ASL Milano partecipa con un area cittadina (zona 4 del Distretto 4). La ricerca ha lo scopo di verificare se l applicazione dei 7 passi porti ad un aumento dei tassi di allattamento esclusivo ai 6 mesi compiuti: i risultati della ricerca saranno disponibili nel La stretta collaborazione di ASL Milano con UNICEF Italia è stata sancita nel maggio 2010 da un protocollo d intesa, che prevede iniziative per il sostegno dell allattamento e della genitorialità, la promozione e la tutela della salute e dei diritti di madri e bambini. Una delle prime azioni concrete di questo protocollo è stata l avvio ad ottobre 2010 della progettualità congiunta tra ASL di Milano e UNICEF Italia dei Baby pit stop Milano. Allattare è una cosa semplice e naturale. Le donne possono farlo ovunque, ma a volte in una città la faccenda può diventare complicata. Può essere difficile trovare un luogo accogliente per sedersi o per proteggersi dalla pioggia. Il Baby Pit Stop nasce come sostegno concreto per tutte le mamme che cercano un luogo accogliente per allattare o accudire il proprio bambino anche fuori dalle mura domestiche. L importanza di creare ambienti accoglienti per favorire l allattamento è uno dei passi previsti dagli Standard UNICEF BFHI&BFCI. Su questo progetto ASL di Milano ha siglato anche un protocollo con l Associazione Lombarda delle Farmacie che si impegnano, oltre a promuovere l allattamento al seno, a frequentare una breve formazione sull allattamento, a mettersi in rete con i servizi territoriali per i neogenitori e a diffondere informazioni di particolare rilevanza per i genitori e i nuovi nati, con il contributo dell Associazione Babyconsumers che vigilerà sulla qualità dei baby Pit Stop, anche con il supporto delle mamme che possono inviare segnalazioni o suggerimenti.

4 Nel 2010 l ASL ha fatto formale richiesta di valutazione come Comunità Amica dei Bambini per l Allattamento Materno secondo i nuovi Standard UNICEF BFHI&BFCI e ha superato brillantemente a fine ottobre 2011 le tre fasi di valutazione (fase 1 documentale, fase 2 conoscenze operatori dei consultori, medici e pediatri di famiglia, fase 3 conoscenze delle madri). Il 26 gennaio 2012, nella Sala Gonfalone, Palazzo Pirelli alla presenza dell Assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani, del Direttore Generale ASL Milano G. Walter Locatelli, della Responsabile del Progetto Allattamento e Responsabile BFCI UNICEF Italia Maria Enrica Bettinelli, la Presidente f.f. UNICEF Italia Paola Bianchi ha annunciato ufficialmente la nomina della ASL di Milano a prima ASL in Italia Comunità Amica dei Bambini per l Allattamento materno. La pratica dell allattamento materno oggi deve essere fortemente protetta, incoraggiata e supportata. In questo senso il ruolo degli operatori sanitari è cruciale, ma richiede una specifica e approfondita formazione teorica e pratica sull argomento. Alcune indicazioni di base peraltro contribuiscono a creare nel sistema sanitario un terreno culturale favorevole ed essere già di grande aiuto, fornendo alle mamme e alle loro famiglie informazioni omogenee e corrette, dal concepimento alla nascita e per i primi anni di vita. Promuovere l allattamento al seno infine ha influenze ancora più ampie: incide sulla vita quotidiana, l organizzazione sociale, la qualità delle relazioni, la gestione del tempo e dei ruoli sessuali per tutto il percorso nascita ed oltre. In questo senso è ritenuto un indicatore formidabile della qualità della vita e della attenzione delle comunità al proprio futuro, secondo la World Alliance for Breastfeeding Action (WABA) un indicatore del progresso reale della salute di tutte le comunità, localmente e globalmente. L allattamento al seno non solo apporta benefici per la salute dei bambini, delle madri e della società, ma favorisce la relazione madre-bambino e i processi di attaccamento agendo sull empowerment dei genitori e sulle competenze del neonato. La decisione di allattare al seno è fortemente influenzata dalle norme sociali e dalle credenze e valori delle donne e di chi sta a loro vicino. Una volta che la decisione di allattare è stata presa, la continuità e la qualità assistenziale, in particolare alla nascita e nell immediato post-partum, sono di vitale importanza per stabilire e mantenere l allattamento materno. La tutela dell allattamento al seno va quindi ben oltre l aspetto nutrizionale, poiché la sua realizzazione richiede la messa in atto di una serie di interventi che vanno a soddisfare anche altri bisogni di salute del bambino, della madre e della famiglia e devono prevedere un sostegno degli operatori competente ed empatico e un riorientamento delle pratiche assistenziali dell ospedale e del territorio, che devono agire in sinergia sul percorso nascita, anche in collaborazione con attività del privato sociale e il volontariato. L iniziativa Insieme per l Allattamento: Ospedali &Comunità Amici dei Bambini uniti per la protezione, promozione e sostegno dell allattamento materno fa parte di quei programmi internazionali che aiutano i servizi sanitari a migliorare le pratiche assistenziali rendendo protagonisti i genitori e sostenendoli nelle scelte per l alimentazione e le cure dei propri bambini. L ASL di Sondrio ha superato la valutazione di fase 1 della BFCI. E la seconda comunità a sottoporsi a questa valutazione dopo un lavoro impegnativo svolto con il tutor, Marica Bettinelli, che ha riscontrato un contesto compatibile con il superamento delle valutazioni di Fase 2 e 3 entro il A Eloisa del Curto e tutti gli operatori dell ASL di Sondrio i nostri rallegramenti e auguri!

5 ...quanti siamo? Insieme per l Allattamento: Ospedali&Comunità Amici dei Bambini! 2! 9 7! 1! 2! 5! 22! 1! 2! 2! 2! 22! 3! 7! 1! 7! 7! 1! 4! 14! 2! 1! 1! 3! Stato dell arte BFHI/BFCI!!"#$%&'$($)*+,)-$ Prugna 17 Distretti ricerca BFCI$ 1! 1! 2! 19!.//)0,1230$2"$%4$"#/")0$'5%'$ la nuova Task Force l Ospedale Fra Castoro di S. Bonifacio (Verona) supera la rivalutazione! Diamo il benvenuto nella Task Force a Raffaele Domenici (Coordinatore della Rete BFHI, Ospedale di Lucca), Eloisa Del Curto (Coordinatore Rete BFCI, ASL di Sondrio) e Patrizia Prosperi (ginecologa e Presidente Melograno Roma, referente per le Cure Amiche), che hanno acconsentito a contribuire al nostro lavoro per portare avanti l iniziativa BFH/BFC che cresce letteralmente di settimana in settimana. Sono contenta che la Task Force potrà avvalersi delle esperienze di queste persone, oltre a quelle delle persone che già ne fanno parte: Rosellina Cosentino, Marica Bettinelli, Stefania Sani, Anna Gimma, Patrizia Cipriani, e Stefania Solare. Elise Chapin

6 L AOU Careggi di Firenze e l Ospedale S.Chiara di Trento superano la Valutazione Fase1 Trento,15/12/11 Alla fine del 2011 due strutture ospedaliere di terzo livello concludono la Fase 1 del nuovo percorso a tappe: l AOU Careggi di Firenze e l Ospedale S.Chiara di Trento. Si tratta di due strutture di elevata complessità per la numerosità dei parti/anno, per la presenza di un reparto di terapia intensiva neonatale e perché entrambe rappresentano il riferimento per le gravidanze patologiche di un vasto territorio. Oltre a questo Careggi è anche una Azienda Universitaria e comprende al suo interno il Centro Nascita Margherita per il parto fisiologico, unica struttura a responsabilità ostetrica sul territorio nazionale. L esperienza di Firenze e Trento rappresentano un importante riferimento all interno del progetto Ospedali&Comunità Amici che per la prima volta si confronta con un modello organizzativo-assistenziale molto più articolato rispetto a quello della maggior parte degli ospedali finora riconosciuti. La sfida più grande diventa quella dell implementazione del passo 3 e del passo 10: quanto meno circoscritti e definiti sono i confini del territorio di riferimento di una struttura ospedaliera, tanto più difficile diventa individuare, prevedere, organizzare i momenti di incontro con le donne in gravidanza per fornire informazioni complete e parallelamente costruire una rete che garantisca continuità e sostegno alle mamme. Siamo certi che l esperienza di Careggi e di Trento, e quelle delle altre strutture di terzo livello che sono attualmente impegnate nella Firenze, 22/11/11 fase 1*, rappresentino un riferimento ed un modello molto importanti per la crescita del progetto a livello nazionale. *Le strutture di III livello che ad oggi hanno intrapreso la fase 1 del nuovo percorso e alle quali è stato assegnato un tutor dall Unicef sono: Azienda Ospedaliera Padova, Azienda Ospedaliera Verona (2 punti nascita), Ospedale G. Salesi Ancona

7 Notizie dalla Rete Alle mamme che partoriscono allʼospedale di Pistoia un dono speciale per contribuire alla lotta al traffico e allo sfruttamento dei minori in Benin Grazie ad una donazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, l ASL 3 regala alle mamme in dimissione un elegante portapannolino fabbricato in Benin, nell Atelier dell Espérance. Le Suore Salesiane, Istituto delle figlie di Maria Ausiliatrice (IFMA), che hanno per missione il sostegno e l educazione delle giovani in difficoltà, aprono nel 2004 l atelier di sartoria per dare lavoro, promuovere attività generatrici di reddito e rendere dignità alle ragazze ex vittime dello sfruttamento accolte nei diversi centri di accoglienza. L Atelier de L Espérance è diventato negli ultimi anni non solo uno strumento adeguato per il reinserimento sociale di giovani ragazze vittime della traffico e di violenze familiari ma anche una reale fonte di reddito capace di rendere autonome ed indipendenti le giovani dedite al lavoro di sartoria. Ong IFMA INSTITUT DES FILLES DE MARIE AUXILIATRICE (Suore Salesiane di Don Bosco) Foyer Laura Vicuña 04 BP 1434 Cadjéhoun Cotonou Benin. Pelle-a-Pelle in ambulanza Ospedale di S. Bonifacio!! Il 118 è stato chiamato a domicilio di una mamma secondipara che ha partorito a casa in modo precipitoso; l'infermiere (Matteo), che aveva fatto il corso per "coinvolti", ha ben pensato di mettere il piccolo pelle a pelle per il trasporto, con capo coperto e il telo argentato; il neonato è arrivato caldo e roseo (... era verso fine anno) e si era pure attaccato al seno.! A volte quello che si semina va a finire nel terreno giusto...! Per saperne di più visita il sito internet e guarda i video:

8 ... altre notizie Il Comitato Italiano per l Unicef e la SIGO hanno lanciato nell autunno del 2010 una campagna biennale per la promozione dell allattamento al seno e di sostegno alle mamme e alle future mamme, cui ha gentilmente prestato il volto come testimonial la giornalista Ilaria D Amico. Il target di riferimento della Campagna sono quindi i punti nascita, per poter raggiungere il maggior numero possibile di donne con informazioni corrette. I poster sono disponibili nelle sedi locali dei Comitati dell Unicef. Se non conoscete la sede del Comitato locale al quale dovete rivolgervi potete trovarla sul sito il 9 marzo 2012 è stato firmato il protocollo d intesa tra Regione Sicilia e Unicef

9 poster multilingue: politica sull allattamento Tramite una collaborazione fra ULSS 20 di Verona, UNICEF e ASL Milano, è stata sviluppata una versione sintetica multilingue della politica aziendale BFHI/BFCI, requisito richiesto per la Fase 2. Il poster sarà visibile sul nostro sito e su quello di GenitoriPiù, dove troverete le versioni nelle lingue finora tradotte: Indi, Arabo, Rumeno, Inglese, Francese, Cinese, Portoghese e Tedesco. Sono in programmazione anche le traduzioni in Russo, Spagnolo, Serbo Croato, Sri lankese, Albanese, Filippino e Sloveno. Mentre le immagini sono visibili a tutti in bassa risoluzione, i file utili alla stampa di questi materiali sono riservati alle strutture impegnate formalmente nel percorso e che hanno superato la Valutazione di Fase 1. L esperienza ci ha insegnato infatti che l'affissione del poster in una struttura all'inizio del percorso BFHI/BFCI rischia di creare delle attese da parte dell'utenza che potrebbero essere deluse creando più difficoltà che vantaggi. Se nella vostra realtà avete la possibilità di effettuare traduzioni in lingue non comprese in questo elenco, siete pregati di mettervi in contatto con

10 Nuove nomine in Unicef Italia Giacomo Guerrera è il nuovo Presidente dell'unicef Giacomo Guerrera, attualmente presidente del Comitato regionale per l'unicef della Liguria, è stato per oltre 28 anni presidente del Comitato provinciale per l UNICEF di Genova. In seguito è stato Vicepresidente Vicario e Vicepresidente Amministrativo del Comitato Italiano per l'unicef. Laureato in Scienze Politiche presso l Università di Genova, giornalista pubblicista, è stato dal 1980 al 2011 Dirigente amministrativo presso l Ospedale San Martino di Genova, ricoprendo i ruoli di Direttore responsabile delle Unità Operative Bilancio e Contabilità, Affari del Personale e Bilancio e Programmazione Finanziaria, Direttore del Dipartimento Amministrativo dell Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino. Davide Usai è il nuovo Direttore generale dell'unicef Davide Usai 37 anni, è il nuovo Direttore Generale del Comitato Italiano per l UNICEF. Laureato in legge presso l Università degli Studi di Cagliari, Usai ha ricoperto fino ad oggi l incarico di Direttore della Comunicazione e Relazioni Istituzionali presso Postel S.P.A società del Gruppo Poste Italiane. Il nuovo Direttore Generale avrà il compito di rafforzare l immagine dell UNICEF in Italia potenziandone le attività di advocacy e raccolta fondi.

11 ... continua la campagna internazionale Believe in Zero orchida4_ :55 Pagina 1 consorziocreativi.com 6e7ottobre. Scegli l orchidea unicef. Cogli l occasione, salva la vita ai bambini. Ogni giorno muoiono bambini. Con l'orchidea UNICEF vogliamo arrivare a zero. se volete essere di aiuto contattate il vostro Comitato locale!!

12 INCORAGGIARE L ALLATTAMENTO: UNA PROSPETTIVA RELAZIONALE Fiona Dykes, Renèe Flaking Early Human Development 86 (2010): Nonostante le raccomandazioni dell Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) secondo le quali i bambini dovrebbero essere allattati esclusivamente per 6 mesi e in seguito fino a 2 anni ed oltre, questo modello di allattamento è ancora lontano dall essere la norma. Infatti, la percezione dell allattamento è molto variabile e riflette non solo i valori culturali intorno alla maternità, ma anche le convinzioni ed i vissuti emotivi individuali. L articolo sottolinea l importanza dell aspetto relazionale nell incoraggiare l allattamento, sia a livello organizzativo, che a livello familiare e infine nel rapporto tra il personale ospedaliero ed i genitori. Relazioni organizzative. La cultura ospedaliera è basata tradizionalmente sul modello industriale. Allo staff sono assegnati compiti di routine, ripetitivi e meccancistici: l etica prevalente è quella della separazione, del controllo, della disciplina e della regole. Oggi sappiamo come questo tipo di cultura sia nocivo per la madre che desidera allattare. Quando si considera l allattamento come una relazione, il modo in cui l ospedale è configurato a livello organizzativo dovrebbe prendere in considerazione cosa può facilitare il massimo contatto tra madre e bambino. Solo in presenza di un cambiamento nel comportamento dello staff ospedaliero, i genitori potrebbero sentirsi più competenti nel prendersi cura del proprio bambino e le madri potrebbero sperimentare con fiducia una relazione di allattamento che non sia basata solo sull aspetto nutrizionale. Relazione madre-bambino. La separazione fisica delle madri dai loro bambini in ospedale è stata sistematicamente ridotta grazie all Iniziativa Ospedale Amico del Bambino dell OMS/Unicef. Tuttavia, esistono ancora elementi di disarmonia nel modo in cui l allattamento viene descritto e concettualizzato: di solito viene considerato come un semplice atto nutritivo, separato dall aspetto del nurturing e della relazione emotiva con il bambino. Come conseguenza di ciò, le donne tendono a vedere l allattamento solo in termini di produttività e a dubitare della capacità del proprio corpo di produrre latte sufficientemente buono in termini di qualità e quantità. L ampia casistica di insufficiente produzione di latte riflette proprio questa mancanza di fiducia nella propria capacità di allattare. Le pratiche ospedaliere tendono a rinforzare spesso questa nozione di allattamento come attività produttiva, a giudicare e valutare la performance della madre. L allattamento è diventato così un compito e il latte un prodotto. Le autrici si chiedono: si può ricominciare a pensare all allattamento come ad un modo di stare insieme? La risposta viene dalle donne stesse, che descrivono l importanza del contatto pelle-a-pelle come qualcosa che rinforza la relazione con il bambino perché regala alla madre l esperienza di sentirsi una persona importante per il proprio bambino. Relazione staff ospedaliero-genitori. Il sostegno professionale e quello tra pari è importante perché la madre possa sentirsi coinvolta emotivamente e socialmente nell esperienza della maternità e dell allattamento. Il legame con il personale ospedaliero può essere vissuto con fiducia o sfiducia: i legami di fiducia implicano la sincronizzazione, il reciproco mettersi nei panni dell altro e comprendersi. Da qui si può capire che la relazione diadica madre-bambino diventi una relazione triadica staff-madre-bambino: gli scambi verbali tra il personale ospedaliero e le madri possono influenzare l autostima della donna, la sua percezione di avere il controllo della situazione e i suoi sentimenti riguardo al bambino. In conclusione, le relazioni sono centrali per incoraggiare l allattamento. Quando l allattamento è vissuto principalmente nel suo aspetto relazionale, il comportamento del personale ospedaliero cambia, la pressione sui genitori diminuisce e tutti, compreso il bambino, possono beneficiarne. Raffaele Domenici e Simona Evangelisti, BFH Lucca

13 Correspondence: Sara Farchi e Simona Asole LAZIOSANITÀ - Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio, Via di Santa Costanza, Roma - tel / e

14 COMITATO NAZIONALE MULTISETTORIALE PER L ALLATTAMENTO AL SENO! Up Date a cura di Igino Giani Il 6 aprile 2012 il Comitato Nazionale Multisettoriale per l Allattamento al Seno ha concluso il suo primo mandato triennale. Ricordo solo che la sua istituzione è stato il segno di un forte impegno nazionale a sostegno dell allattamento materno, concretizzando gli auspici formulati nelle Linee di Indirizzo Nazionali sulla Protezione e Sostegno dell Allattamento al Seno (GU ). Come periodicamente sintetizzato in queste NEWS il Comitato, ottimamente coordinato dalla Prof.ssa Assuntina Morresi, ha svolto un buon lavoro (monitoraggio, formazione, festa della mamma, prese di posizione etc) sia pure con le luci e le ombre da tutti previste ed inevitabilmente confermate nell ultimo scorcio coraggiosamente dedicato ad un tema molto sensibile come il rispetto del Codice. Impegno di Autoregolamentazione da parte delle Società Scientifiche, Organismi Professionali e Associazioni presenti nel Comitato L approvazione del la disciplina sanzionatoria relativa al decreto 09/04/2009 e l audizione di Paola Negri avevano sollecitato, insieme a molte riflessioni, la scelta di condividere un impegno di autoregolamentazione vincolante per tutte le Società Scientifiche, Organismi Professionali e Associazioni presenti nel Comitato. Il confronto è risultato lungo e faticoso ma, grazie anche alla mediazione del la Coordinatrice, è stato finalmente formulato e sottoscritto un impegno nei rapporti con le Industrie che producono prodotti coperti dal Codice Internazionale. I compromessi tra le diverse posizioni sono evidenti, ma il documento rappresenta un primo traguardo sul tema. Il testo è ora al Ministero della Salute per la definitiva approvazione. Audizione dei rappresentanti delle principali Aziende produttrici di alimenti per l infanzia Sono stati organizzati due incontri con le Ditte che producono latte formulato al fine di creare un occasione di dialogo sereno e trasparente, anche per sollecitare, nell ambito di fare il meglio per il bambino, una maggiore adesione allo spirito del Codice ed un rigoroso rispetto della legge italiana. Il Comitato si è presentato con 3 richieste condivise: 1. rinuncia alle forniture gratuite e/o a prezzo scontato di ogni tipo di latte agli ospedali ed a tutte le strutture sanitarie che devono invece acquisire le formule medianti normali e trasparenti canali 2.abolizione dalle etichette delle indicazioni di alimenti e bevande per l infanzia dalla nascita per tutte le età dai 4 mesi 3. impegno alla trasparenza sui contributi concessi alle Società Scientifiche, Organismi e Associazioni professionali in merito a congressi, corsi, aggiornamenti. Hanno risposto all invito i rappresentanti di Danone, Heinz, Nestlè, Unifarm, insieme al rappresentante della principale associazione di categoria (AIIPA). In occasione del primo incontro è stato preso atto delle richieste. Nel secondo incontro la Ditte, a parte Unifarm che concorda, dichiarano di non poter accogliere le richieste perché, pur condividendone lo spirito, appaiono in contrasto con le norme della libera concorrenza e quindi passibili di sanzioni da parte dell Antitrust. L audizione si è conclusa senza risultati pratici, ma con l auspicio di entrambe le parti a mantenere il confronto.

15 Approvazione delle Linee di Indirizzo Nazionale per l organizzazione, e la gestione delle Banche del Latte Umano Donato nell ambito della protezione,promozione e sostegno dell allattamento al seno Proprio nell ultima seduta il Comitato approva le Linee di Indirizzo Nazionale per l organizzazione e la gestione delle Banche del Latte Umano Donato. Partecipano i Dr. De Nisi, Fabris e Moro che hanno fatto parte, con alcuni membri del Comitato, del gruppo di lavoro per la stesura del documento che rappresenta un primo passo nella regolamentazione e promozione delle Banche del Latte italiane. Festa della mamma e dell allattamento al seno Le iniziative proseguiranno anche nel Le sedi dovranno essere compatibili con le elezioni amministrative. Ogni regione potrà comunque fare qualcosa : anche il semplice gesti di affiggere il manifesto della festa nei punti nascita e nei consultori Rapporti con le Regioni Sul tema centrale del rapporto con le Regioni, braccio operativo degli orientamenti espressi dal Comitato viene preso atto della deludente risposta ad una indagine conoscitiva mirata a individuare gruppi di lavoro regionali attivi. La Coordinatrice ribadisce tuttavia il suo impegno a costruire questo indispensabile collegamento attraverso l attivazione di un rapporto diretto con gli assessorati e l aumento della rappresentanza regionale presso il nuovo Tavolo nazionale L ultimo atto dell attuale Comitato è stato quello di esprimere unanime apprezzamento per il coordinamento della Prof.ssa Assuntina Morresi con l auspicio per una riconferma. avvio del percorso BFHI per gli ospedali del Veneto! L'8 maggio scorso si è tenuta la riunione inaugurale del Progetto Veneto che vede impegnati 20 ospedali nel percorso per diventare Ospedale Amico dei Bambino.! Tutti gli interessati si sono riuniti nell'aula Magna dell'ospedale di San Bonifacio dove è stato illustrato lo stato dell'arte nel Veneto e il cronogramma del progetto. Nel pomeriggio, le strutture hanno potuto conoscere i loro tutor di persona e discutere delle tappe del progetto e come affrontarle insieme.

16 gli appuntamenti del 2012 Il Convegno della Rete BFHI/BFCI e delle strutture in percorso Verbania, 19 ottobre 2012 Dipartimento Materno-Infantile ASL VCO COMPRENDERE IL PASSATO PIANIFICARE IL FUTURO Celebrando i 10 anni dalla Strategia Globale OMS per l Alimentazione dei Neonati e dei Bambini VERBANIA Venerdì 19 ottobre 2012 Ore 9,30-16,30 Tecnoparco del Lago Maggiore Via dell Industria n 26 Crediti ECM assegnati N. Sistema di Accreditamento ECM Regione Piemonte V Giornata di studio AICPAM: POCO LATTE: FRA MITO E REALTÀ. Chi sostiene le madri a calibrare venerdì 9 e sabato 10 novembre 2012 Torino Azienda ospedaliera OIRM-Sant Anna via Ventimiglia 1, Torino

17 Settimana dell'allattamento Materno Ottobre 2012 In Italia la SAM viene coordinata dal MAMI Movimento Allattamento Materno Italiano Web:

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