RIENTRA NEL RAPPORTO MORE UXORIO ANCHE LA COPPIA OMOSESSUALE App. Milano, , n commento e testo- Stefano ROSSI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "RIENTRA NEL RAPPORTO MORE UXORIO ANCHE LA COPPIA OMOSESSUALE App. Milano, 31.8.2012, n. 7176 commento e testo- Stefano ROSSI"

Transcript

1 RIENTRA NEL RAPPORTO MORE UXORIO ANCHE LA COPPIA OMOSESSUALE App. Milano, , n commento e testo- Stefano ROSSI P&D.IT I diritti si espandono con l affermarsi della consapevolezza della loro giustizia in seno alla società (John Rawls). Tuttavia «la relativa disomogeneità del costume fa anche sì che il rapporto della società con le tendenze evolutive che fanno nascere, maturare e tramontare atteggiamenti e credenze sia mobile e ineguale. Il diritto, uniforme nei suoi enunciati, anche se cangiante nell interpretazione e nella concreta applicazione, sta al centro di queste correnti, e mentre anticipa e trascina i più lenti e vischiosi vortici del fiume, è anticipato e trascinato dal flusso del più vivace costume. Nello specchio del diritto, perciò, come in certi apparecchi della fantascienza, si riflette in parte il presente della realtà sociale, in parte più piccola il futuro, in parte maggiore il passato, recente o remoto a seconda della prontezza del legislatore. Nello spazio europeo, può accadere che un diritto nazionale rifletta aspetti del passato di un altro Paese, o ne lasci indovinare il futuro» (P.Zatti, Familia, Familiae. Declinazioni di un idea. I. La privatizzazione del diritto di famiglia, in Familia, 2002, 1, 9). Nell ambito del diritto di famiglia, come in ogni campo del diritto ma forse con più accentuata vivacità, la realtà rispecchiata entra nello specchio e ne modella le fibre, ottenendo, a volte con forzature, un adeguamento dello strumento alle evidenze e alle esigenze dell esperienza. Questa irruzione avviene, naturalmente, con l interpretazione e l applicazione, ed è ciò a cui ci riferiamo parlando di diritto vivente - che è poi l'unico diritto che meriti questo nome. Quest ottica emerge in modo palese nella sentenza della Corte d Appello di Milano App. Milano, 31 agosto 2012, n. 7176) la quale, nel confermare la pronuncia del Tribunale di Milano (Trib. Milano, 15 dicembre 2009, in ha riconosciuto la legittimità della richiesta avanzata da un uomo all'iscrizione alla Cassa mutua nazionale del proprio convivente more uxorio, richiesta accompagnata anche dallo stato di famiglia rilasciato dal Comune. Sul primo grado di giudizio Da notare che il contratto di assunzione presso la Banca prevedeva che il dipendente fruisse, a fronte di un contributo da trattenersi in busta paga, dell assistenza per esigenze sanitarie previste dalla Cassa Mutua Nazionale per il personale della Banche di Credito Cooperativo e che, in particolare all art. 4 Statuto della Cassa, venissero indicati quali beneficiari delle prestazioni i destinatari, i loro familiari fiscalmente a carico e il convivente more uxorio risultante dallo stato di famiglia e con reddito non superiore a quello previsto per essere considerato familiare fiscalmente a carico. Sotto il profilo dell interpretazione contrattuale, il ricorrente deduceva che la norma sopra indicata non faceva esplicito riferimento al matrimonio, differenziando, anzi, esplicitamente le figure del coniuge da quella del convivente more uxorio e che, comunque, l intenzione dei redattori della norma non poteva valere come valido ed unico criterio interpretativo. Si evidenziava peraltro come: a) il ricorrente avesse, da ormai quattro anni, una solida relazione di convivenza con il proprio compagno, rilevante sia sotto il profilo dell affectio coniugalis, sia sotto il profilo economico dell animus donandi; b) la coppia risultasse come famiglia anagrafica da certificato di stato di famiglia rilasciato dall ufficio anagrafe del Comune di Milano; c) le spese di casa, mutuo, riparazioni, venivano sopportate da entrambi, i quali trovavano reciproco sostegno per ogni

2 necessità morale o materiale. Se ne desumeva l illegittimità del rifiuto dell accesso del convivente alla prestazioni assistenziali opposto dalla Cassa, rifiuto che si appalesava come discriminatorio (di tipo diretto) per motivi di genere, in violazione dell articolo 2 del d.lgs. n. 216/2003. Con sentenza n. 5267/09, il Tribunale di Milano (g.u. Mariani) accoglieva la domanda relativa all iscrizione alla Cassa del convivente del ricorrente richiamando, quale criterio ermeneutico, l art c.c., e rilevando che il riferimento al matrimonio non potesse inglobare e annullare il senso dell espressione more uxorio, riferita ai conviventi (anche dello stesso sesso) dei soggetti iscritti alla Cassa, con la conseguenza che doveva privilegiarsi un interpretazione atta a garantire il raggiungimento dello scopo della previsione statutaria (ossia l assistenza sanitaria dei destinatari e dei loro familiari aventi diritto, ad integrazione o sostituzione delle prestazioni del servizio sanitario nazionale) e ad evitare una discriminazione per motivi di orientamento sessuale. In tal senso il Giudice ha notato come: «Si [sia] così affermato che la convivenza omosessuale non modifica il concetto di convivenza more uxorio, poiché tale locuzione, che sta ad esprimere un modo di vivere come conviventi, è conforme sia alla convivenza omosessuale che a quella eterosessuale. L espressione convivenza ha etimo latino senza che possa tracciarsi alcuna distinzione tra etero e omosessuali. Successivamente una decisione, senza mai parlare di omosessualità, ha qualificato il rapporto tra due uomini come convivenza more uxorio applicando il principio per il quale le attribuzioni spontanee in favore del convivente non sono ripetibili, costituendo esecuzione di un obbligazione naturale (Trib. di Firenze, 11 agosto 1986, in Dir. eccl., 1989, II, 367; v. anche Trib. Milano, 1 luglio 1993, in Gius, 1994, 103). Quanto precede dimostra quindi l esistenza di due significati della locuzione convivenza more uxorio. Ciò significa, seguendo la massima dottrina italiana dell interpretazione negoziale, che nell oggetto della attività ermeneutica che cade sotto l attenzione del Tribunale (lo Statuto della Cassa Mutua Nazionale), esiste in concreto una volontà imperfettamante manifestata, ossia un dubbio sulla reale volontà anche dopo posto in essere il momento logico dell interpretazione. Se ciò è vero, la citata norma di cui all art c.c. impone all interprete di prediligere della norma interpretanda (qui l art. 4 dello Statuto cit.) il significato più conveniente alla natura e all oggetto del contratto, oltreché, evidentemente, non discriminatorio» (Trib. Milano, sez. lav., n. 5267/2009). I motivi di appello della Cassa La Cassa ha proposto ricorso, rilevando come: a) la previsione dell'art. 4 dello Statuto nella parte in cui individua come destinatari del beneficio dell assistenza sanitaria anche il convivente more uxorio dovrebbe intendersi limitata all estensione dei benefici alle sole coppie composte da un uomo e una donna che, pur non essendo sposati, convivano, escludendo di fatto le coppie omosessuali. Tale sarebbe non solo l unica interpretazione conforme alla volontà delle parti, ma altresì l unica coerente con il significato generalmente attribuito all espressione more uxorio, secondo le definizioni rinvenibili nei numerosi dizionari della lingua italiana. b) in base al brocardo in claris non fit interpretatio, l interprete non potrebbe sovrapporre alla suddetta interpretazione una propria di carattere divergente da quella comune. Oltretutto, ai sensi dell art c.c., dovendo farsi riferimento alla comune volontà delle parti, ciò che rileva sarebbe la comune volontà manifestata il 16 marzo 1994, data in cui è stato approvato lo Statuto della Federcasse e dalle OO.SS le quali, nel redigere l art. 4, hanno appositamente menzionato la convivenza more uxorio riferendosi consapevolmente ed esclusivamente alla convivenza tra uomo e

3 donna. c) in Italia non è, ad oggi, riconosciuta la convivenza omosessuale, per cui non è riconducibile alla comune intenzione delle parti la possibilità di comprendere tra i beneficiari delle prestazioni sanitarie le coppie omosessuali, anche a prescindere dal fatto che risultino conviventi dallo stato di famiglia. Alcuni spunti critici ai motivi di appello della Cassa, peraltro di impronta marcatamente conservatrice e di stampo originalista nell interpretazione del contratto a) Le espressioni «convivenza more uxorio» e «famiglia di fatto» sono oggi utilizzate comunemente al fine di individuare quella particolare formazione sociale che ricalca la struttura essenziale della famiglia fondata sul matrimonio, pur essendo priva di qualsiasi formalizzazione del rapporto di coppia. Nella stessa giurisprudenza si vengono a definire i tratti del fenomeno accertandoli in presenza dell «esistenza e della durata di una comunanza di vita e di affetti e di una vicendevole assistenza morale e materiale, cioè di una relazione di convivenza avente le stesse caratteristiche di quelle dal legislatore ritenute proprie del vincolo coniugale» (Cass. civ., sez. III, 7 giugno 2011, n ). Elementi costitutivi della famiglia di fatto sono usualmente ritenuti i due seguenti: sotto il profilo soggettivo, l affectio, vale a dire la partecipazione di ognuno dei partners alla vita dell altro; sotto il profilo oggettivo, la stabile convivenza, quindi un impegno serio e duraturo, basato su una tendenziale fedeltà, in assenza di qualsivoglia formalizzazione. Non si comprende sulla base di quali parametri o criteri si sia inteso escludere dalla qualificazione della convivenza more uxorio il rapporto tra persone dello stesso sesso, salvo voler imporre anche in questo campo quello che è stato definito il paradigma eterosessuale (B. Pezzini, Dentro il mestiere di vivere: uguali in natura o uguali in diritto, in R. Bin., G. Brunelli, A. Guazzarotti, A. Pugiotto, P. Veronesi (a cura di), La società naturale e i suoi nemici. Sul paradigma eterosessuale del matrimoni, Giappichelli, Torino, 2010). Peraltro con riferimento all unione libera ed anzi, più ancora in questo campo che in quello matrimoniale la maggior parte della dottrina ritiene che la diversità di sesso tra i partners non sia in alcun modo un elemento imprescindibile e tale posizione ha trovato autorevole conferma nella pronuncia n. 138/2010 della Corte costituzionale, la quale non ha esitato a definire la coppia omosessuale come una formazione sociale meritevole di tutela ex art. 2 Cost. (Corte cost., 15 aprile 2010, n. 138, in Fam. dir., 2010, p. 653, con nota di Gattuso; in Foro it., 2010, I, c. 1701, con nota di M. Costantino; in Giur. it., 2011, p. 537, con nota di Bianchi; in Dir. fam. pers., 2011, p. 3, con nota di Tondi della Mura). b) Dalla impostazione di un presupposto erroneo (ossia la non sussunzione della convivenza omosessuale nella relazione more uxorio) ne deriva un errore nell interpretazione del contratto e della sua logica. È fuori discussione che le regole legali di interpretazione sono dominate dal principio di gerarchia, per cui le norme (artt c.c.) che mirano ad accertare e ricostruire la volontà espressa dai contraenti, secondo i canoni ermeneutici dell autonomia e della totalità (interpretazione soggettiva), hanno la precedenza su quelle (artt c.c.) che mirano a risolvere il problema interpretativo nel quadro delle vedute correnti nell ambiente sociale in cui il negozio è sorto (interpretazione oggettiva); tuttavia, nel caso di specie, si afferma in contrasto con la lettera dello Statuto della Cassa, l esistenza di un interpretazione assolutamente chiara e incontroversa, che

4 tuttavia non trova riscontro nel richiamo testuale alla dizione convivente more uxorio di cui all art. 4 dello stesso. Un diffuso orientamento giurisprudenziale pone in primo piano l elemento letterale, ritenendo che l'applicazione del criterio interpretativo dettato dall art c.c. importi che la lettera del contratto debba essere verificata anche in base a quel contenuto volitivo di cui essa è l espressione, ma non già nel senso che dalla lettera possa addirittura prescindersi per far capo unicamente ad un preteso elemento intenzionale, anche laddove questo non si adegui logicamente alla lettera. Quindi, nel caso di specie, non si può prospettare una sorta di interpretazione originalista la quale, negando la possibilità che nell intento dei redattori dello Statuto della Cassa vi fosse anche la tutela dei componenti una coppia omosessuale, da ciò faccia discendere una sorta di vincolo interpretativo che verrebbe a snaturare, in una torsione soggettivistica, la definizione comunemente intesa di convivenza more uxorio. La sentenza della Corte d Appello La Corte premette, per cautelarsi forse da polemiche improprie, che l oggetto di giudizio attiene esclusivamente all individuazione dell esatta portata della previsione di cui all art. 4, co. 1, dello Statuto della Cassa nella parte in cui estende il diritto alle prestazioni della Cassa ai familiari a carico del beneficiario e al convivente more uxorio, risultante dallo stato di famiglia. Quanto all interpretazione di tale disposizione, la Corte nota come, in materia di ermeneutica contrattuale, nel valutare l aspetto letterale il brocardo in claris non fit interpretatio non sia neppure completamente pertinente in relazione all interpretazione del contratto, se non nel senso che occorre stabilire se la comune intenzione delle parti risulti in modo certo ed immediato dalla dizione letterale del contratto o se occorra accertarla mediante un ulteriore indagine secondo le regole stabilite dal codice. La norma di cui all art c.c. che individua quale oggetto di indagine la comune intenzione delle parti, pone quali strumenti di ermeneutica, non solo la lettera del testo contrattuale, ma l intero comportamento delle parti, anche posteriore alla conclusione del contratto. In questo contesto si rileva l importanza strategica dell art c.c., relativo alla buona fede, che rappresenta una norma di cerniera o di collegamento tra quelle di interpretazione soggettiva (artt c.c.) e quelle di interpretazione oggettiva (artt c.c.). Richiamandosi all insegnamento consolidato della giurisprudenza di legittimità si segnala come: «il criterio della buonafede nella interpretazione dei contratti, deve ritenersi funzionale ad escludere il ricorso a significati unilaterali o contrastanti con un criterio di affidamento dell uomo medio, ma non consente di assegnare all'atto una portata diversa da quella che emerge dal suo contenuto obiettivo, corrispondente alla convinzione soggettiva di una singola persona. Esso rappresenta, difatti, il punto di sutura tra la ricerca della reale volontà delle parti (costituente il primo momento del processo interpretativo, in base alla comune intenzione ed al senso letterale delle parole) ed il persistere di un dubbio sul preciso contenuto della volontà contrattuale (in base ad un criterio obbiettivo, fondato su di un canone di reciproca lealtà nella condotta tra le parti, ed inteso alla tutela dell'affidamento che ciascuna parte deve porre nel significato della dichiarazione dell altra), e rappresenta, pertanto, un mezzo, alfine, soltanto sussidiario dell interpretazione, non invocabile quando il giudice di merito abbia, attraverso l esame degli elementi di prova raccolti, già aliunde accertato l effettiva volontà delle parti (Cass , n. 6819)» (Cass. civ., sez. III, 15 marzo 2005, n. 5239, parte motiva). Ciò evidenziato dal punto di vista generale su criteri di ermeneutica contrattuale, la Corte ha

5 ritenuto non pertinente il richiamo ai criteri di interpretazione soggettiva ed in particolare a quello preminente costituito dalla individuazione della comune intenzione delle parti valorizzato dall appellante. In particolare se ne esclude la rilevanza quale criterio interpretativo nella misura in cui, nel caso di specie, involge l interpretazione di un contratto dal quale sorgono nuove entità giuridicamente rilevanti destinate a suscitare l affidamento dei terzi sulle regole pattizie che ne regolamentano il funzionamento (così, esplicitamente, i contratti associativi). In tal genere di contratti, infatti, l esigenza di indagare la comune intenzione dei contraenti non può prevalere sulla contrapposta esigenza di tutelare l affidamento che i terzi, che, nel rapportarsi con il soggetto di diritto sorto da quel contratto, abbiano riposto sul significato oggettivo dell accordo. Ogniqualvolta il conflitto circa il significato di una determinata pattuizione coinvolge parti contraenti e soggetti terzi, estranei alla formazione del regolamento contrattuale, l interpretazione non può assumere una prospettiva soggettiva atta a ledere l affidamento che questi ultimi abbiano riposto nella stabilità oggettiva dell espressione richiamata. Con la pronuncia n del 19 maggio 2006 (emessa in fattispecie relativa alla Cassa sovvenzioni per il personale dell amministrazione finanziaria e alla natura ordinatoria del termine stabilito dall'art. 17 dello statuto) la stessa Corte di Cassazione ha affermato che «le disposizioni dello statuto di un'associazione, come, del resto, quelle dell'atto costitutivo, hanno natura negoziale e sono regolate dai principi generali del negozio giuridico, salve le deroghe imposte dai particolari caratteri propri del contratto di associazione. Nell interpretazione di tali disposizioni deve farsi applicazione delle regole stabilite dall art c.c. ss., prescindendo dalla ricerca della reale intenzione dei loro autori ed utilizzando le sole regole dell interpretazione oggettiva» Occorre far riferimento ai criteri di interpretazione oggettiva, considerati in virtù del principio di buona fede affermato dall art c.c., ossia dall esigenza di interpretare il contratto sempre secondo buona fede, cercando di dare alle clausole un senso utile alla produzione di effetti (art c.c.), un significato conforme a ciò che generalmente si pratica nel luogo in cui il contratto è stato concluso (art c.c.), il contenuto più conveniente alla natura e all'oggetto del contratto (art c.c.) e, infine, il significato favorevole alla parte che non ha partecipato alla formazione della clausola (art c.c.). Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che non potesse revocarsi in dubbio che il ricorrente, quale beneficiario della Cassa, sia soggetto terzo titolare di uno specifico affidamento circa il significato oggettivo delle previsioni dello Statuto e istruzioni operative della Cassa. In base all analisi dell art. 4 dello Statuto, così come dell art. 6 delle Istruzioni operative si deve escludere che tali previsioni contengano un indicazione o distinzione in ordine al sesso dei beneficiari aggiuntivi e, conseguentemente, in ordine all esigenza che il convivente more uxorio debba essere riferito a un soggetto di sesso diverso rispetto al beneficiario principale. Peraltro da quanto previsto nella lettera dell art. 4 citato, fatta salva l eccezione espressamente prevista per il coniuge, la condizione essenziale per l estensione dei benefici delle prestazioni in parola, tanto con riferimento ai familiari di primo grado, quanto con riferimento al soggetto terzo con il quale vi sia comunione di vita, è data dalla convivenza con il destinatario primo delle prestazioni della Cassa. Sotto un profilo sempre oggettivo, quindi, il requisito della convivenza assurge a primo presupposto per il riconoscimento dei diritti ivi rivendicati. Tale rilievo porta a ritenere che la funzione delle previsioni in commento, tenuto conto della natura e dell oggetto delle

6 prestazioni di cui si discute, sia quello di estendere i benefici in parola dall ambito tipicamente matrimoniale al più ampio ambito di convivenza familiare latamente intesa. Si analizza la seconda eccezione formulata dalla Cassa per cui il riferimento alla convivenza more uxorio non potrebbe che essere inteso quale richiamo alla sola unione di due persone di sesso diverso, fondando tale assunto sulle definizioni alla stessa date tra il 1971 e il 1997 da vari dizionari della lingua italiana. La Corte nota come l applicazione del principio di buona fede porti ad escludere che all espressione convivenza more uxorio possa essere riconosciuto il significato attribuitole in un epoca ormai risalente, cristallizzandone il significato, dovendo invece la stessa essere interpretata in considerazione dell attuale realtà economico-sociale, degli schemi oggi socialmente riconosciuti. A supporto di tale tesi la Corte milanese richiama la recente pronuncia della Corte costituzionale, del 23 marzo 2010, n. 138, secondo cui «per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone - nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge - il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri». La pronuncia della Consulta segue quella della Corte europea dei diritti dell uomo nella quale si è affermato che il diritto al rispetto della vita privata e familiare garantito dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali impone la qualifica di famiglia anche alle unioni formate da persone dello stesso sesso (cfr. Cedu, sez. I, 24 giugno 2010, Schalk e Kopf contro Austria). A suggello la Corte richiama anche la Cassazione che, con sentenza n del 15 marzo scorso, ha osservato che «già da tempo ed attualmente, la realtà sociale e giuridica Europea ed extraeuropea mostra, sul piano sociale, il diffuso fenomeno di persone dello stesso sesso stabilmente conviventi e, sul piano giuridico, sia il riconoscimento a tali persone, da parte di alcuni Paesi Europei (anche membri dell'unione Europea, come nella specie) ed extraeuropei, del diritto al matrimonio, ovvero del più limitato diritto alla formalizzazione giuridica di tali stabili convivenze e di alcuni diritti a queste connessi ( ) [Per l effetto] i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, ( ) - a prescindere dall intervento del legislatore in materia - quali titolari del diritto alla vita familiare e nell esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza appunto di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata». Le pronunce citate hanno condotto la Corte meneghina a sostenere che «nell attuale realtà politico-sociale la convivenza more uxorio, intesa quale comunione di vita caratterizzata da stabilità e dall assenza del vincolo del matrimonio, nucleo familiare portatore di valori di solidarietà e sostegno reciproco, non è soltanto quella caratterizzata dall unione di persone di sesso diverso, ma è altresì quella propria delle unioni omosessuali alle quali il sentimento socialmente diffuso riconosce il diritto alla vita familiare propriamente intesa». Pertanto nell ambito di un interpretazione evolutiva e logica del dato testuale, si deve ritenere che le

7 garanzie previste dalla Cassa debbano essere estese anche ai conviventi more uxorio dello stesso sesso. Ciò rappresenta, peraltro, l interpretazione più coerente con la natura e con l oggetto del contratto che ha, con tutta evidenza, una funzione di solidarietà e assistenza, funzione che verrebbe frustrata ove si aderisse all interpretazione restrittiva proposta dalla Cassa. Alla luce di quanto considerato, la Corte d Appello ha respinto il gravame proposto dalla Cassa, compensando le spese, stante la complessità e delicatezza della materia oggetto di giudizio Corte d'appello di Milano, sez. Lavoro, sentenza 29 marzo 31 agosto 2012, n Presidente Sala Relatore Cincotti Fatto e diritto Con ricorso al Tribunale di Milano C.M. conveniva in giudizio la Cassa Mutua Nazionale per il Personale delle Banche di Credito Cooperativo per sentir dichiarare il proprio diritto ad ottenere l iscrizione del proprio compagno convivente sig. E.G. alla Cassa convenuta, ordinare alla stessa la predetta iscrizione, dietro versamento dell'importo dovuto, nonché condannare la Cassa al risarcimento dei danni subiti a causa dell illegittimo rifiuto di iscrizione, nella misura da accertarsi in causa e/o ritenuta di giustizia anche in via equitativa. Premesso che era stato assunto dalla Banca di Credito Cooperativo nel 1999 e che il contratto di assunzione prevedeva che il dipendente fruisse, a fronte di un contributo da trattenersi in busta paga, dell'assistenza per esigenze sanitarie previste dalla Cassa Mutua Nazionale per il personale della Banche di Credito Cooperativo; che l'articolo 4 statuto della Cassa prevede che hanno diritto alle prestazioni i "destinatari, i loro familiari fiscalmente a carico e il convivente more uxorio risultante dallo stato di famiglia e con reddito non superiore a quello previsto per essere considerato familiare fiscalmente a carico"; che le Istruzioni operative dell'anno 2007, all'articolo 6, pagina 14 disciplinano le modalità di iscrizione prevedendo, tra l'altro, che "il neoassunto può richiedere l'iscrizione del coniuge non fiscalmente a carico e di altri familiari entro il primo grado, purché conviventi non fiscalmente a carico e del convivente more uxorio solo con reddito lordo...",; esponeva che egli, richiesta l'iscrizione, quale beneficiario delle prestazioni della Cassa, del proprio convivente signor E.G., provvedendo ad effettuare il relativo bonifico di euro 215,00, si era visto respingere la domanda con la motivazione che il mancato accoglimento era da ricondurre "sia ad aspetti prettamente giuridici sia ad aspetti interpretativi"; in particolare il Comitato Amministratore aveva ritenuto che la norma facesse riferimento esclusivo ad un istituto (il matrimonio) attualmente non ammesso dalla legislazione statale per le coppie dello stesso sesso, per quanto attiene all'interpretazione della norma statutaria, aveva ribadito che l'intenzione non era quella di comprendere nella casistica anche coppie omosessuali. Deduceva che la norma richiamata dalla Cassa non faceva esplicito riferimento al matrimonio, differenziando, anzi, esplicitamente le figure del coniuge da quella del convivente more uxorio e l'intenzione dei redattori della norma non poteva valere come valido ed unico criterio interpretativo. Evidenziando che esso ricorrente ed il Sig. E.G. conducevano da quattro anni vita in comune, sia sotto l'aspetto dell'affectio coniugalis, sia sotto il profilo economico dell'animus donandi; che

8 risultavano altresì come famiglia anagrafica da certificato di stato di famiglia rilasciato dall'ufficio anagrafe del Comune di Milano; che le spese di casa, mutuo, riparazioni, venivano sopportati da entrambi, sostenendosi economicamente e moralmente per ogni necessità, deduceva l'illegittimità del rifiuto di iscrizione del proprio convivente alla Cassa; sosteneva in ogni caso che la norma, nel senso propugnato dalla Cassa, costituiva un'evidente caso di discriminazione diretta, in violazione dell'articolo 2 del D. Lgs 216/2003, sottolineando che nel caso di specie non veniva affatto in rilievo la questione del riconoscimento delle coppie di fatto a livello nazionale e di diritto di famiglia, chiedendosi semplicemente una prestazione previdenziale incidente in un ambito strettamente privatistico ed un beneficio concernente unicamente in diritto del lavoro. La Cassa convenuta resisteva alle domande di cui chiedeva il rigetto. Con sentenza n. 5267/09 il Giudice adito accoglieva la domanda relativa all'iscrizione alla cassa del convivente del ricorrente richiamando, quale criterio ermeneutico, l'art c.c., e rilevando che il riferimento al "matrimonio", come concepito dalla legislazione nazionale, fosse solo uno dei possibili significati dell'espressione "more uxorio" in contestazione tra le parti, con la conseguenza che doveva privilegiarsi una interpretazione atta a garantire il raggiungimento dello scopo della previsione statutaria (ossia l'assistenza sanitaria dei destinatari e dei loro familiari aventi diritto, ad integrazione o sostituzione delle prestazioni del servizio sanitario nazionale) e ad evitare una discriminazione per motivi di orientamento sessuale. Rigettava invece la domanda d risarcimento danni. Avverso la predetta decisione ha proposto appello la Cassa Mutua Nazionale per il Personale delle Banche di Credito Cooperativo lamentando che l'interpretazione fornita dal primo giudice si porrebbe in contrasto la volontà delle parti contraenti. Secondo l'appellante la previsione dell'art. 4 dello Statuto nella parte in cui individua come destinatari del beneficio dell'assistenza sanitaria anche il "convivente more uxorio" dovrebbe intendersi limitata all'estensione dei benefici alle sole coppie composte da un uomo e una donna che, pur non essendo sposati, convivono: l'espressione usata nello Statuto sarebbe quindi riferibile esclusivamente all'unione di due persone di sesso diverso, dovendosi escludere l'estensione dei benefici alle coppie omosessuali. Secondo la prospettazione dell'appellante questa sarebbe, non solo l'unica interpretazione conforme alla volontà delle parti, ma altresì l'unica coerente con il significato generalmente attribuito all'espressione "more uxorio", secondo le definizioni rinvenibili nei numerosi dizionari della lingua italiana allegati per estratto agli atti di causa. Sostiene che, così come previsto dal brocardo latino "in claris non fit interpretatio" ove il senso letterale delle parole sia chiaro, l'interprete non potrebbe sovrapporvi una comune interpretazione da esso divergente. Oltretutto, ai sensi dell'articolo 1362 c.c., dovendo farsi riferimento alla "comune volontà delle parti", ciò che rileva sarebbe la comune volontà manifestata il 16 marzo 1994, data in cui è stato approvato lo Statuto della Federcasse e dalle OO.SS le quali, nel redigere l'art. 4, hanno appositamente menzionato la convivenza more uxorio riferendosi consapevolmente ed esclusivamente alla convivenza tra uomo e donna. Ha poi evidenziato che in Italia non era, e non è, ad oggi, riconosciuta la convivenza omosessuale, per cui non è riconducibile alla comune intenzione delle parti la possibilità di comprendere tra i beneficiari delle prestazioni sanitarie le coppie omosessuali, anche a prescindere dal fatto che risultino conviventi dallo stato di famiglia. Nessuna discriminazione sarebbe d'altro canto ravvisabile, poiché allo stesso modo potrebbe sostenersi la violazione della parità di trattamento da parte di tutti i parenti non rientranti nel primo grado, esclusi dal benefici in discorso a mente dell'art. 4 comma 12 dello Statuto.

9 L'appellato ha resistito, rinunciando espressamente alla domanda di risarcimento danni proposta in prime cure e chiedendo la conferma della gravata sentenza. Dopo la discussione all'udienza del 29 marzo 2012 la causa è stata decisa come da dispositivo in calce. L'oggetto di giudizio attiene esclusivamente all'individuazione dell'esatta portata della previsione di cui all'art. 4, co. 1, dello Statuto della Cassa nella parte in cui estende il diritto alle prestazioni della Cassa ai familiari a carico del beneficiario e al convivente more uxorio, risultante dallo stato di famiglia. La stabile convivenza tra C.M. ed E.G., l'unicità della famiglia anagrafica così come risultante dal certificato di stato di famiglia rilasciato dall'ufficio Anagrafe del Comune di Milano, la comunione di vita degli stessi (tanto sotto il profilo affettivo, quanto sotto profilo economico) sono tutte circostanze pacifiche in giudizio in quanto non contestate. Il merito, pertanto, risulta circoscritto a una questione di natura esclusivamente interpretativa in particolare dell'art. 4 dello Statuto, rubricato "beneficiari delle prestazioni". La Corte anzitutto non condivide dell'affermazione dell'appellante secondo la quale occorrerebbe fare riferimento in via prioritaria al criterio di interpretazione letterale. Come noto in materia di ermeneutica contrattuale, cui la Cassa ha fatto correttamente riferimento, nel valutare l'aspetto letterale (che nella interpretazione della legge presenta un peso maggiore che nella interpretazione del contratto, diretta, quest'ultima alla ricostruzione della "comune intenzione delle parti"), le parti possono adottare linguaggi convenzionali, a volte diversi da quello comune, sì che il brocardo "in claris non fit interpretatio" non è neppure completamente pertinente in relazione all'interpretazione del contratto, se non nel senso che occorre stabilire se la comune intenzione delle parti risulti in modo certo ed immediato dalla dizione letterale del contratto o se occorra accertarla mediante un'ulteriore indagine secondo le regole stabilite dal codice. La norma di cui all'art c.c., che svolge un ruolo preminente nel contesto delle disposizioni sull'interpretazione del contratto, individua infatti quale oggetto di indagine la "comune intenzione" delle parti e, quali strumenti di ermeneutica, non solo la lettera del testo contrattuale, ma l'intero comportamento delle parti, "anche" posteriore alla conclusione del contratto. Al medesimo scopo contribuiscono poi le successive norme, di c.d. interpretazione soggettiva, di cui agli artt. 1363, 1364 e 1365 c.c., mentre i criteri di c.d. interpretazione oggettiva, che poggiano su altri elementi non riconducibili all'intenzione delle parti, sono contemplati dagli articoli successivi c.c.; la prima di dette norme (art c.c.), relativa alla buona fede, è stata pervero tradizionalmente ritenuta (in base alla relazione al codice) una norma di "cerniera" o di collegamento tra quelle di interpretazione soggettiva e quelle di interpretazione oggettiva. Anche secondo i più recenti orientamenti giurisprudenziali si deve ritenere che il canone della buona fede rappresenti l'anello di congiunzione tra la ricerca della reale volontà delle parti (che costituisce di norma il passaggio primo del processo ermeneutico) e il persistere di un dubbio sul contenuto della volontà contrattuale, ovvero l'esigenza di tutelare l'affidamento che un terzo abbia maturato il significato obiettivo della dichiarazione frutto della volontà dei contraenti originari. In particolare la Suprema Corte ha affermato che "il criterio della buonafede nella interpretazione dei contratti, deve ritenersi funzionale ad escludere il ricorso a significati unilaterali o contrastanti con un criterio di affidamento dell'uomo medio, ma non consente di assegnare all'atto una portata diversa da quella che emerge dal suo contenuto obiettivo, corrispondente alla convinzione soggettiva di una singola persona. Esso rappresenta, difatti, il punto di sutura tra la ricerca della reale volontà delle parti (costituente il primo momento del processo interpretativo, in base alla comune intenzione ed al senso letterale delle parole) ed il persistere di un dubbio sul preciso contenuto della volontà contrattuale (in base ad un criterio

10 obbiettivo, fondato su di un canone di reciproca lealtà nella condotta tra le parti, ed inteso alla tutela dell'affidamento che ciascuna parte deve porre nel significato della dichiarazione dell'altra), e rappresenta, pertanto, un mezzo, alfine, soltanto sussidiario dell'interpretazione, non invocabile quando il giudice di merito abbia, attraverso l'esame degli elementi di prova raccolti, già "aliunde" accertato l'effettiva volontà delle parti (Cass , n. 6819)" (Cass. Civ., Sez. III, 15 marzo 2005, n. 5239, parte motiva). Ciò evidenziato dal punto di vista generale su criteri di ermeneutica contrattuale, non può condividersi il motivo d'appello secondo il quale il primo giudice avrebbe errato nel fare riferimento all'art c.c., non ravvisandosi alcun dubbio sulla reale volontà delle parti poiché le espressioni contenute nell'art. 4 dello Statuto sarebbero del tutto univoche secondo il significato attribuibile alla locuzione "more uxorio" rinvenibile nei Dizionari della lingua Italiana tenuto presente dalle parti contraenti. La Corte ritiene non pertinente il richiamo ai criteri di interpretazione soggettiva ed in particolare a quello preminente costituito dalla individuazione della "comune intenzione delle parti" valorizzato dall'appellante. A tali criteri non può farsi riferimento nelle ipotesi in cui debba procedersi all'interpretazione di quei contratti dai quali sorgono nuove entità giuridicamente rilevanti destinate a suscitare l'affidamento dei terzi sulle regole pattizie che ne regolamentano il funzionamento (si pensi, ad esempio, ai contratti associativi). In contratti di tal natura, infatti, l'esigenza di indagare la comune intenzione dei contraenti non può prevalere sulla contrapposta esigenza di tutelare l'affidamento che i terzi, che si rapportano con il soggetto di diritto sorto da quel contratto, abbiano riposto sul significato oggettivo dell'accordo. Ogniqualvolta il conflitto circa il significato di una determinata pattuizione coinvolge parti contraenti e soggetti terzi, estranei alla formazione del regolamento contrattuale, l'interpretazione non può assumere una prospettiva soggettiva atta a ledere l'affidamento che questi ultimi abbiano riposto nella stabilità oggettiva dell'espressione richiamata. In sostanza, nei casi in esame, nell'astratta contrapposizione tra effettiva comune intenzione dei contraenti e oggettiva rilevanza della previsione secondo lo schema sociale e linguistico di riferimento, non può che prevalere la seconda, dovendosi attribuire preminente rilevanza alla realtà economico-sociale in cui il contratto è destinato a inserirsi. Si osserva che la Suprema Corte (v. sent /1996), in una fattispecie relativa alla interpretazione dell'atto costitutivo di una società per azioni omologata ed iscritta come tale nel registro delle imprese, ma della quale si pretendeva di dimostrare la natura effettiva di società a responsabilità limitata, ha affermato come "più consono... il ricorso a criteri di interpretazione obbiettivi, piuttosto che a quelli fondati sulla comune intenzione dei contraenti (artt c.c.)". Con la pronuncia n del 19/05/2006 (emessa in fattispecie relativa alla Cassa sovvenzioni per il personale dell'amministrazione finanziaria e alla natura ordinatoria del termine stabilito dall'art. 17 dello statuto) la stessa S.C. ha affermato che "le disposizioni dello statuto di un'associazione, come, del resto, quelle dell'atto costitutivo, hanno natura negoziale e sono regolate dai principi generali del negozio giuridico, salve le deroghe imposte dai particolari caratteri propri del contratto di associazione. Nell'interpretazione di tali disposizioni deve farsi applicazione delle regole stabilite dall'art c.c. ss., prescindendo dalla ricerca della reale intenzione dei loro autori ed utilizzando le sole regole dell'interpretazione oggettiva" Occorre dunque far riferimento ai criteri di interpretazione oggettiva che muovono dall'art c.c., ossia dall'esigenza di interpretare il contratto sempre "secondo buona fede" che, come si è già

11 osservato, rappresenta una sorta di anello di congiunzione tra la ricerca della reale volontà delle parti e il persistere di un dubbio sul contenuto della volontà contrattuale. Poggiando sul principio fondamentale della buona fede, il procedimento di interpretazione oggettiva esige poi di tener conto degli ulteriori canoni delineati dall'ordinamento civilistico e, quindi, dell'esigenza di dare alle clausole un senso utile alla produzione di effetti (art c.c.), un significato conforme a ciò che generalmente si pratica nel luogo in cui il contratto è stato concluso (art c.c.), il contenuto più conveniente alla natura e all'oggetto del contratto (art c.c.) e, infine, il significato favorevole alla parte che non ha partecipato alla formazione della clausola (art c.c.). Nel caso di specie, non può revocarsi in dubbio che C.M., quale beneficiario della CASSA MUTUA NAZIONALE, sia soggetto terzo titolare di uno specifico affidamento circa il significato oggettivo delle previsioni dello Statuto e istruzioni operative della Cassa. Osserva allora la Corte che l'art. 4 dello Statuto stabilisce espressamente che "hanno diritto alle prestazioni della Cassa di Destinatari, i loro famigliari fisicamente a carico e il convivente more uxorio, risultante dallo stato di famiglia e con reddito non superiore a quello previsto per essere considerato famigliare fiscalmente a carico...". L'art. 6 delle Istruzioni operative prevede poi che "il neo assunto può chiedere l'iscrizione del coniuge non fiscalmente a carico e di altri famigliari entro il primo grado, purché conviventi non fiscalmente ad carico e del convivente more uxorio con reddito lordo superiore a euro 2.840,51, nei termini previsti dallo Statuto...". Sotto un profilo prettamente oggettivo, deve osservarsi come le previsioni appena richiamate non contengano indicazione o distinzione alcuna in ordine al sesso dei beneficiari aggiuntivi e, conseguentemente, in ordine all'esigenza che il convivente more uxorio debba essere riferito a un soggetto di sesso diverso rispetto al beneficiario principale. Come correttamente evidenziato dall'appellante nel proprio atto difensivo, la CASSA MUTUA NAZIONALE è stata istituita "quale specifico strumento per garantire l'assistenza sanitaria integrativa ai lavoratori dipendenti dalle Banche di Credito Cooperativo/Casse Rurali ed Artigiane..." (pagg. 3-4, il ricorso in appello). Per espressa previsione dello Statuto, tale beneficio viene esteso a determinate categorie di soggetti e, più nello specifico, ai familiari fiscalmente a carico, al convivente more uxorio equiparabile al familiare fiscalmente a carico, e - seppur previa autorizzazione del Comitato Amministratore - al coniuge anche se non convivente e agli altri familiari conviventi con il destinatario. Previa richiesta scritta, peraltro, è altresì ammesso il convivente more uxorio con reddito superiore a quello previsto per essere considerato familiare a carico. L'art. 4 stabilisce poi che "l'ammissione ai benefici per altri famigliari conviventi e per gli altri soggetti di cui ai commi precedenti deve comprendere obbligatoriamente l'estensione a tutti i famigliari non fiscalmente a carico, come definiti nel presente Statuto, tranne che per coloro che già beneficino di altre coperture assistenziali, assicurative e/o mutualistiche", e che "il neo assunto, per i famigliari conviventi non fiscalmente a carico e per gli altri soggetti di cui ai commi precedenti, deve richiedere l'ammissione ai benefici, pena la decadenza dal diritto per l'anno in corso, entro 60 giorni dalla data di assunzione... Con il termine "Famigliari", ai fini statutari, si intendono il coniuge ed i parenti di 1 grado del Destinatario". Da quanto sin qui richiamato emerge che, fatta salva l'eccezione espressamente prevista per il coniuge, la condizione essenziale per l'estensione dei benefici delle prestazioni in parola, tanto con riferimento ai familiari di primo grado, quanto con riferimento al soggetto terzo con il quale vi sia comunione di vita, è data dalla convivenza con il

12 destinatario primo delle prestazioni della Cassa. È, questa, una considerazione che trova conferma nel già citato art. 6 delle Istruzioni operative che, all'ottavo comma, espressamente stabilisce che "non è previsto dallo Statuto, per il solo coniuge non fiscalmente a carico, l'obbligo della convivenza". Sotto un profilo sempre oggettivo, quindi, il requisito della convivenza assurge a primo presupposto per il riconoscimento dei diritti ivi rivendicati. Tale rilievo porta a ritenere che la funzione delle previsioni in commento, tenuto conto della natura e dell'oggetto delle prestazioni di cui si discute, sia quello di estendere i benefici in parola dall'ambito tipicamente matrimoniale al più ampio ambito di convivenza familiare latamente intesa. Ciò posto, l'odierna appellante afferma che il riferimento alla convivenza more uxorio non potrebbe che essere inteso quale richiamo alla sola unione di due persone di sesso diverso, e fonda tale assunto sulle definizioni alla stessa date tra il 1971 e il 1997 (v. fotocopie dei dizionari prodotte). Al riguardo, non potendosi riconoscere all'espressione in esame un senso univoco (risultando il significato propriamente letterale difforme dal senso socialmente attribuitole nell'epoca contemporanea), e dovendosi far riferimento per le ragioni già sopra evidenziate ai canoni di interpretazione oggettiva, deve osservarsi quanto segue. L'applicazione del principio di buona fede porta a escludere che all'espressione "convivenza more uxorio" possa essere riconosciuto il significato attribuitole in un'epoca ormai risalente, dovendo la stessa essere interpretata in considerazione dell'attuale realtà economico-sociale, degli schemi oggi socialmente riconosciuti. Al riguardo, giova rammentare come la Corte Costituzionale, con sentenza del 23 marzo 2010, n. 138, abbia affermato che "l'art. 2 Cost. dispone che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Orbene, per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l'unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone - nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge - il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri" (parte motiva). Con la citata pronuncia, la Consulta ha in sostanza affermato che anche l'unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, costituisce una formazione sociale ex art. 2 Costituzione e che, in quanto tale, le persone che la compongono sono titolari del diritto fondamentale di vivere liberamente la condizione coppia. La pronuncia in commento segue quella della Corte Europea dei Diritti dell'uomo nella quale si è affermato che il diritto al rispetto della vita privata e familiare garantito dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali impone la qualifica di famiglia anche alle unioni formate da persone dello stesso sesso (cfr. Prima Sezione, 24 giugno 2010, Schalk e Kopf contro Austria). Recentissimamente, infine, la Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n del 15 marzo scorso, ha osservato che "già da tempo ed attualmente, la realtà sociale e giuridica Europea ed extraeuropea mostra, sul piano sociale, il diffuso fenomeno di persone dello stesso sesso stabilmente conviventi e, sul piano giuridico, sia il riconoscimento a tali persone, da parte di alcuni Paesi Europei (anche membri dell'unione Europea, come nella specie) ed extraeuropei, del diritto al

13 matrimonio, ovvero del più limitato diritto alla formalizzazione giuridica di tali stabili convivenze e di alcuni diritti a queste connessi, sia - come si vedrà più oltre in dettaglio (cfr., infra, nn e seguenti) - un'interpretazione profondamente "evolutiva" dell'art. 12 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dell'art. 9 della Carta dei diritti fondamentali dell'unione Europea". Ha infine affermato che "componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se - secondo la legislazione italiana - non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all'estero, tuttavia - a prescindere dall'intervento del legislatore in materia - quali titolari del diritto alla "vita familiare" e nell'esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza appunto di "specifiche situazioni", il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata e, in tale sede, eventualmente sollevare le conferenti eccezioni di illegittimità costituzionale delle disposizioni delle leggi vigenti, applicabili nelle singole fattispecie, in quanto ovvero nella parte in cui non assicurino detto trattamento, per assunta violazione delle pertinenti norme costituzionali e/o del principio di ragionevolezza" Le pronunce sin qui richiamate consentono, quindi, di affermare che nell'attuale realtà politicosociale la convivenza more uxorio, intesa quale comunione di vita caratterizzata da stabilità e dall'assenza del vincolo del matrimonio, nucleo familiare portatore di valori di solidarietà e sostegno reciproco, non è soltanto quella caratterizzata dall'unione di persone di sesso diverso, ma è altresì quella propria delle unioni omosessuali alle quali il sentimento socialmente diffuso riconosce il diritto alla vita familiare propriamente intesa. Le previsioni dello Statuto già sopra richiamate depongono a favore di un'interpretazione utile a garantire l'estensione dei benefici ivi previsti alle unioni di fatto equiparabili a quelle scaturenti dal matrimonio in quanto rientranti nella nozione comune di convivenza more uxorio. È questa è una condizione che deve essere riconosciuta, nella società attuale, anche alle convivenze omosessuali. Quella appena delineata è, peraltro, l'interpretazione più coerente con la natura e con l'oggetto del contratto che ha, con tutta evidenza, una funzione di solidarietà e assistenza. Ai sensi dell'art. 1 dello Statuto, infatti, lo scopo della Cassa è di "fornire, con esclusione di ogni finalità di lucro, assistenza per esigenze sanitarie dei Destinatari di cui all'art. 3 e loro famigliari aventi diritto, ad integrazione e/o sostituzione delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale". Tale funzione verrebbe frustrata ove si aderisse alla tesi dell'odierno appellante. Alla luce di quanto sin qui considerato, non può che concludersi per la correttezza della decisione del Giudice di prime cure che ha ritenuto che sarebbe del tutto arbitrario (oltreché discriminatorio] escludere un convivente risultante dallo stato di famiglia solo per una questione di uguaglianza sessuale rispetto al richiedente. L'appello va in definitiva respinto e tuttavia la natura interpretativa della decisione, la complessità e delicatezza della materia giustificano la compensazione anche delle spese del presente grado di giudizio. P.Q.M. Respinge l'appello avverso la sentenza n. 5267/09 del Tribunale di Milano; compensa le spese del grado.

14

La Corte di Appello di Firenze, Sezione Prima civile, riunita in camera di consiglio nella persona dei sottoindicati Giudici:

La Corte di Appello di Firenze, Sezione Prima civile, riunita in camera di consiglio nella persona dei sottoindicati Giudici: App. Firenze, 27 giugno 2008 Matrimonio tra omosessuali L istituto del matrimonio non costituisce una istituzione pre-giuridica ( come ad es. la famiglia) né un diritto fondamentale dell individuo, da

Dettagli

RISOLUZIONE N. 1/2008

RISOLUZIONE N. 1/2008 PROT. n. 29463 ENTE EMITTENTE: OGGETTO: DESTINATARI: RISOLUZIONE N. 1/2008 Direzione dell Agenzia Mutui posti in essere da Enti, istituti, fondi e casse previdenziali nei confronti di propri dipendenti

Dettagli

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO SENTENZA SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con sentenza

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE REGIONALE PER IL LAZIO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE REGIONALE PER IL LAZIO Sent.622/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE REGIONALE PER IL LAZIO in composizione monocratica, in persona del Cons. Dr.ssa Chiara Bersani ha

Dettagli

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO. A000951, 1 A000951 FONDAZIONE INSIEME onlus. SENTENZA N. 6078 DEL 18/03/2006 FAMIGLIA ADOZIONE INTERNAZIONALE DA PARTE DI SINGLE LIMITI DI AMMISSIBILITÀ La Cassazione conferma il principio secondo il quale

Dettagli

Infortunio: le condizioni per la rendita ai superstiti - Sent. Cass. n. 18914/2014

Infortunio: le condizioni per la rendita ai superstiti - Sent. Cass. n. 18914/2014 Infortunio: le condizioni per la rendita ai superstiti - Sent. Cass. n. 18914/2014 Organo: CASSAZIONE CIVILE - SEZIONE VI LAVORO Numero atto: SENTENZA N. 18914 DEL 9 SETTEMBRE 2014 Sintesi : Il diritto

Dettagli

Roma, 15 gennaio 2015

Roma, 15 gennaio 2015 Roma, 15 gennaio 2015 Forum delle associazioni familiari Audizione presso la Commissione Giustizia del Senato nel dibattito sulla regolamentazione delle unioni civili Il Forum ringrazia il Presidente e

Dettagli

L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo

L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo Con la sentenza della Corte di Cassazione Sez. III, del 15 aprile 2011, n. 8733, la Corte di Cassazione si è pronunciata

Dettagli

Spese straordinarie per l'ascensore: spettano anche ai condominini- proprietari di negozi commerciali situati al pian terreno

Spese straordinarie per l'ascensore: spettano anche ai condominini- proprietari di negozi commerciali situati al pian terreno Spese straordinarie per l'ascensore: spettano anche ai condominini- proprietari di negozi commerciali situati al pian terreno (09/01/2012) Cass. Sez. II Civ. - Sent. del 23/12/2011, n. 28679 Svolgimento

Dettagli

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Cassazione Sentenza n. 3922/2012 commento e testo Studio legale law In materia

Dettagli

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento

Dettagli

Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata.

Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata. Il decreto del Tribunale per i minorenni che provvede sul mantenimento dei figli naturali è titolo per iscrivere ipoteca. Commento al Decreto del Tribunale di Bologna del 29 giugno 2012. La legge n. 54/20006

Dettagli

-Notizie Utili Conoscere i diritti è un diritto- Tratto da INFODIRITTI. permessi dal lavoro per assistere il figlio anche se la madre è casalinga.

-Notizie Utili Conoscere i diritti è un diritto- Tratto da INFODIRITTI. permessi dal lavoro per assistere il figlio anche se la madre è casalinga. -Notizie Utili Conoscere i diritti è un diritto- Tratto da INFODIRITTI *Il padre può usufruire di permessi dal lavoro per assistere il figlio anche se la madre è Un Caporal Maggiore dell esercito, divenuto

Dettagli

NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO

NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO Trib. Rimini 2.2.2012 commento e testo Giovanni FRANCHI P&D.IT Questa volta è stato il Tribunale

Dettagli

Studio Legale Avv. Vania Valori

Studio Legale Avv. Vania Valori Studio Legale Avv. Vania Valori Piazza Martiri della Libertà n. 37-56025 Pontedera (Pi) tel. 0587.56350-0587.56776 fax 0587.56776 cell: 3496054946 e-mail avv.vaniavalori@email.it Pontedera, 15/04/2010

Dettagli

i diritti dei membri della famiglia legittima.

i diritti dei membri della famiglia legittima. Secondo il dettato dell art 30 della Costituzione, la legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, salvo il limite di compatibilità con i diritti dei membri della

Dettagli

4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI

4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI 4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI 4 FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI. L ESPERIBILITÀ DELL AZIONE

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE GRASSI, BIONDELLI, CARNEVALI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE GRASSI, BIONDELLI, CARNEVALI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 684 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI GRASSI, BIONDELLI, CARNEVALI Riconoscimento giuridico di diritti, responsabilità e facoltà

Dettagli

A cura di Laura Galli

A cura di Laura Galli LA TUTELA RISARCITORIA NELLE RELAZIONI FAMILIARI A cura di Laura Galli Da anni dottrina e giurisprudenza affrontano il problema della tutela risarcitoria dell illecito qualora la vittima sia uno dei congiunti.

Dettagli

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE UFFICIO DEL MASSIMARIO E DEL RUOLO

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE UFFICIO DEL MASSIMARIO E DEL RUOLO CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE UFFICIO DEL MASSIMARIO E DEL RUOLO Segnalazione di contrasto Rel. n. 123 Roma, 21 giugno 2012 Oggetto: TRIBUTI (IN GENERALE) - DISCIPLINA DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE (RIFORMA

Dettagli

Documento di studio e approfondimento.

Documento di studio e approfondimento. Documento di studio e approfondimento. Insufficiente versamento del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi; ravvedimento parziale, conseguenze 1. La fattispecie 1.1 Premessa Le disposizioni

Dettagli

Avv. GIUSEPPE TAMPOIA Corso Matteotti n.14-20121 MILANO Tel. 02/79.99.71 02/76.00.54.79 Fax 02/76.02.09.82 e-mail: g.tampoia@gmail.

Avv. GIUSEPPE TAMPOIA Corso Matteotti n.14-20121 MILANO Tel. 02/79.99.71 02/76.00.54.79 Fax 02/76.02.09.82 e-mail: g.tampoia@gmail. Avv. GIUSEPPE TAMPOIA Corso Matteotti n.14-20121 MILANO Tel. 02/79.99.71 02/76.00.54.79 Fax 02/76.02.09.82 e-mail: g.tampoia@gmail.com TRIBUNALE DI MILANO Magistratura del Lavoro - Ricorso ex artt. 414-442

Dettagli

La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio

La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio È illegittima una norma che limita la facoltà dello straniero di contrarre matrimonio in Italia per carenza del permesso

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO DISPOSITIVO CON MOTIVAZIONE CONTESTUALE SENTENZA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO DISPOSITIVO CON MOTIVAZIONE CONTESTUALE SENTENZA R. G. n. 2206/2011 REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI POTENZA SEZIONE LAVORO IN NOME DEL POPOLO ITALIANO DISPOSITIVO CON MOTIVAZIONE CONTESTUALE il Giudice del lavoro dr. Leonardo Pucci, pronunciando nella

Dettagli

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004 Svolgimento del processo Su domanda proposta da M. P., titolare di pensione di invalidità dal 1977, il Tribunale di Alessandria

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE

REGOLAMENTO COMUNALE CITTA di GROTTAGLIE Provincia di Taranto REGOLAMENTO COMUNALE ISTITUZIONE E DISCIPLINA DEL REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI Testo approvato nella seduta del C.C. del 12/06/2012 Delibera Consiglio Comunale

Dettagli

Roma, 15 febbraio 2013. Spett.le A.N.M. Associazione Nazionale Magistrati

Roma, 15 febbraio 2013. Spett.le A.N.M. Associazione Nazionale Magistrati Roma, 15 febbraio 2013 Spett.le A.N.M. Associazione Nazionale Magistrati - Oggetto: sulla possibilità di intraprendere azioni legali in merito alle trattenute operate sull indennità giudiziaria in caso

Dettagli

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Lussemburgo, 18 dicembre 2014 Stampa e Informazione Parere 2/13 La Corte si pronuncia sul progetto di accordo sull adesione dell Unione

Dettagli

COLLEGIO DI MILANO. Membro designato dalla Banca d'italia. (MI) SPENNACCHIO Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari

COLLEGIO DI MILANO. Membro designato dalla Banca d'italia. (MI) SPENNACCHIO Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: (MI) LUCCHINI GUASTALLA (MI) ORLANDI (MI) SANTONI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (MI) SPENNACCHIO Membro

Dettagli

CORSO DI DIRITTO ANTIDISCRIMINATORIO - 2 INCONTRO

CORSO DI DIRITTO ANTIDISCRIMINATORIO - 2 INCONTRO FONTI NORMATIVE COSTITUZIONE ITALIANA ART. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità CARTA DEI

Dettagli

La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.

La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex. La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.com La Corte Costituzionale, nell ormai lontano 1965, fu chiamata a pronunciarsi

Dettagli

Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale)

Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) CAMERA DEI DEPUTATI XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) 27 novembre 2013 AUDIZIONI ABI 2013 AUDIZIONI ABI - 2013 Le proposte

Dettagli

PRINCIPIO DI RESIDENZA E DIMORA NELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI Sentenza della Corte di Giustizia UE.

PRINCIPIO DI RESIDENZA E DIMORA NELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI Sentenza della Corte di Giustizia UE. Modena, 15 settembre 2014 PRINCIPIO DI RESIDENZA E DIMORA NELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI Sentenza della Corte di Giustizia UE. La Corte di Giustizia UE, con Sentenza relativa alla causa C- 255/13 del

Dettagli

IL COLLEGIO DI ROMA. Membro designato dalla Banca d'italia. (RM) CARATELLI Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari

IL COLLEGIO DI ROMA. Membro designato dalla Banca d'italia. (RM) CARATELLI Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari IL COLLEGIO DI ROMA composto dai signori: (RM) MARZIALE (RM) DE CAROLIS (RM) LEPROUX Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (RM) CARATELLI Membro designato

Dettagli

IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE

IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE Nel corso del 2009 sono state pubblicate numerose sentenze delle Sezioni Unite della Suprema

Dettagli

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita 1 La Cassazione chiarisce le conseguenze penali della sottrazione agli obblighi di mantenimento (cd. assegno) e l'ambito di applicazione dell'art. 3 della legge n. 54/2006. Corte di Cassazione, Sezione

Dettagli

Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia

Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia CITTADINI E DIRITTI FONDAMENTALI NELLA UE RESPONSABILITÀ E OPPORTUNITÀ NUOVE PER IL NOTAIO CASI PRATICI E RECENTI SVILUPPI GIURISPRUDENZIALI Casi pratici

Dettagli

Trasferimenti in sede di separazione e divorzio. Domande Frequenti

Trasferimenti in sede di separazione e divorzio. Domande Frequenti CORSO DI AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE DI INTERESSE NOTARILE ALTRE AGEVOLAZIONI DI INTERESSE NOTARILE Trasferimenti in sede di separazione e divorzio Domande Frequenti Sommario 1. Prima dell introduzione dell

Dettagli

IL DIVORZIO IN ARMONIA PUÒ ESSERE CONTROPRODUCENTE

IL DIVORZIO IN ARMONIA PUÒ ESSERE CONTROPRODUCENTE IL DIVORZIO IN ARMONIA PUÒ ESSERE CONTROPRODUCENTE Gli effetti di una rottura coniugale, come è noto, sono numerosi e coinvolgono questioni psicologiche, affettive, mutamenti di stile, di vita, limitazioni

Dettagli

CAPITOLO III I SOGGETTI RELIGIOSI

CAPITOLO III I SOGGETTI RELIGIOSI CAPITOLO III I SOGGETTI RELIGIOSI SOMMARIO: 1. I soggetti religiosi. Premessa 2. Le persone fisiche 3. Gli enti religiosi (rinvio) 4. Le confessioni religiose *** 1. I SOGGETTI RELIGIOSI. PREMESSA I soggetti

Dettagli

Parere n. 5 Determinazione dell assegno di mantenimento

Parere n. 5 Determinazione dell assegno di mantenimento 27 Parere n. 5 Determinazione dell assegno di mantenimento di Anna Liconti Traccia Tizia si rivolge al suo legale di fiducia manifestando l intenzione di volersi separare dal marito Caio per sopravvenute

Dettagli

DIRITTI CIVILI E POLITICI

DIRITTI CIVILI E POLITICI Diritti umani e diritto internazionale, vol. 3 n. 3 2009 DIRITTI CIVILI E POLITICI Ancora sui rapporti tra ONU e CE in materia di lotta al terrorismo e tutela dei diritti fondamentali: la sentenza del

Dettagli

LA CONFUSIONE DELLA SUPREMA CORTE IN TEMA DI MEDIAZIONE

LA CONFUSIONE DELLA SUPREMA CORTE IN TEMA DI MEDIAZIONE INFORMA. Circolare informativa - ottobre 2009 Materia Giuridica: Mediazione tipica e mediazione atipica: i nuovi profili di responsabilità delineati dalla pronuncia della Cassazione civile 14.07.2009 n.

Dettagli

CORTE APPELLO TORINO 16 NOVEMBRE 2009 (E. Goria v/ Banca Fideuram S.p.A., Eurizon Vita S.p.A., P. Vercelli): con

CORTE APPELLO TORINO 16 NOVEMBRE 2009 (E. Goria v/ Banca Fideuram S.p.A., Eurizon Vita S.p.A., P. Vercelli): con CORTE APPELLO TORINO 16 NOVEMBRE 2009 (E. Goria v/ Banca Fideuram S.p.A., Eurizon Vita S.p.A., P. Vercelli): con riferimento alla negoziazione di una polizza unit linked, la Corte d Appello accerta la

Dettagli

ANTICIPATA VIA FAX. All Avvocatura Regionale SEDE. All Assessore alle Politiche dei Lavori Pubblici e Sport Massimo Giorgetti SEDE

ANTICIPATA VIA FAX. All Avvocatura Regionale SEDE. All Assessore alle Politiche dei Lavori Pubblici e Sport Massimo Giorgetti SEDE Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Circolare 5 agosto 2009 (in G.U. n. 187 del 13 agosto 2009) Nuove norme tecniche per le costruzioni approvate con decreto del Ministro delle infrastrutture

Dettagli

Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione terza, sentenza n. 3312/2005 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione terza, sentenza n. 3312/2005 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il diploma rilasciato dalle scuole di specializzazione per le professioni legali equivale ad un anno di pratica presso uno studio legale - TAR LAZIO, Sezione III, Sentenza n. 3312 del 04/05/2005 Il praticante

Dettagli

L'ATTO DI DISPOSIZIONE DELLA CD. QUOTINA ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE S.U. N. 5068/2016

L'ATTO DI DISPOSIZIONE DELLA CD. QUOTINA ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE S.U. N. 5068/2016 SCUOLA DI NOTARIATO DI CATANIA JACOPO DA LENTINI * * * * * CORSO DI SPECIALIZZAZIONE DI DIRITTO DELLE SUCCESSIONE 2015/2016 * * * * * L'ATTO DI DISPOSIZIONE DELLA CD. QUOTINA ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA

Dettagli

CORTE DEI CONTI. nell adunanza del 16 ottobre 2008

CORTE DEI CONTI. nell adunanza del 16 ottobre 2008 1 CORTE DEI CONTI nell adunanza del 16 ottobre 2008 Composta dai seguenti magistrati: Pres. Sez. Mario G. C. Sancetta Presidente Cons. Francesco Amabile Cons. Raffaele Del Grosso Cons. Silvano Di Salvo

Dettagli

SCUOLA FORENSE ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TREVISO INCONTRO DEL 30.09.2011

SCUOLA FORENSE ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TREVISO INCONTRO DEL 30.09.2011 SCUOLA FORENSE ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TREVISO INCONTRO DEL 30.09.2011 Gli indici della natura subordinata del rapporto di lavoro Relazione dell Avv. Paolo Valla * * * Traccia dei casi da trattare Controversia

Dettagli

TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria Nella causa civile iscritta al n. r.g. 435/2015 ORDINANZA

TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria Nella causa civile iscritta al n. r.g. 435/2015 ORDINANZA N. R.G. 2015/435 TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria Nella causa civile iscritta al n. r.g. 435/2015 Il Giudice del Lavoro dott. Mariarosa Pipponzi, a scioglimento

Dettagli

Tutti gli atti mediante i quali la proprietà o un altro diritto reale viene trasferito (o costituito) da un

Tutti gli atti mediante i quali la proprietà o un altro diritto reale viene trasferito (o costituito) da un Tutti gli atti mediante i quali la proprietà o un altro diritto reale viene trasferito (o costituito) da un coniuge a favore dell altro o a favore dei figli, allo scopo di regolamentare i rapporti patrimoniali

Dettagli

La fissazione dei criteri soggettivi d accesso alla P.M.A. tra Stato e Regioni

La fissazione dei criteri soggettivi d accesso alla P.M.A. tra Stato e Regioni O S S E R V A T O R I O D I D I R I T T O S A N I T A R I O 5 A G O S T O 2015 La fissazione dei criteri soggettivi d accesso alla P.M.A. tra Stato e Regioni La fissazione dei criteri soggettivi d accesso

Dettagli

CIRCOLARE N. 8/2007. DESTINATARI: Direzioni Centrali, Direzioni Regionali, Uffici Provinciali CIRCOLARI DELL ENTE MODIFICATE: nessuna

CIRCOLARE N. 8/2007. DESTINATARI: Direzioni Centrali, Direzioni Regionali, Uffici Provinciali CIRCOLARI DELL ENTE MODIFICATE: nessuna CIRCOLARE N. 8/2007 PROT. n. 49031 ENTE EMITTENTE: Direzione Agenzia del Territorio. OGGETTO: Contenzioso tributario - Riassunzione del giudizio a seguito di sentenze della Corte di Cassazione - Effetti

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA SEZIONE IV SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA SEZIONE IV SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA SEZIONE IV nella persona del dott. Pier Paolo Lanni ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA LOMBARDIA/730/2009/REG REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Antonio Caruso dott. Giuliano Sala dott. Giancarlo Penco dott.

Dettagli

SENTENZA. Cassazione Civile Sent. n. 411 del 24-01-1990

SENTENZA. Cassazione Civile Sent. n. 411 del 24-01-1990 SENTENZA Cassazione Civile Sent. n. 411 del 24-01-1990 Svolgimento del processo Con ricorso in data 17 dicembre 1982 Sparaco Salvatore chiedeva al Pretore di Caserta (adito) in funzione di giudice del

Dettagli

- Oggetto: sulla possibilità per i magistrati di chiedere anticipazioni sul trattamento di fine servizio.

- Oggetto: sulla possibilità per i magistrati di chiedere anticipazioni sul trattamento di fine servizio. Spett.le A.N.M. Associazione Nazionale Magistrati - Oggetto: sulla possibilità per i magistrati di chiedere anticipazioni sul trattamento di fine servizio. E stato chiesto se, ed eventualmente con quali

Dettagli

Convegno del 8 ottobre 2015 L'elaborazione giurisprudenziale in tema di anatocismo Avvocato Massimiliano Elia

Convegno del 8 ottobre 2015 L'elaborazione giurisprudenziale in tema di anatocismo Avvocato Massimiliano Elia Il tema dell'anatocismo ha acceso in questi anni un vivace dibattito alimentato tanto dal legislatore quanto dalla giurisprudenza, sull'inciso contenuto nell'art. 1283 c.c. - usi contrari- nel quadro della

Dettagli

Corte dei Conti, Sez. Giurisdizionale Appello, Sentenza 21 settembre 2004 n. 311

Corte dei Conti, Sez. Giurisdizionale Appello, Sentenza 21 settembre 2004 n. 311 Corte dei Conti, Sez. Giurisdizionale Appello, Sentenza 21 settembre 2004 n. 311 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE SECONDA GIURISDIZIONALE CENTRALE DI APPELLO composta

Dettagli

La Società di Mutuo Soccorso 1. Gli enti mutualistici non societari

La Società di Mutuo Soccorso 1. Gli enti mutualistici non societari 3 La Società di Mutuo Soccorso 1. Gli enti mutualistici non societari Anche se la legge 59/92 ha riportato l'attenzione sulla nozione di ente mutualistico, dettando disposizioni al riguardo in tre diversi

Dettagli

Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale

Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale Corte di Cassazione, sezione terza civile, Sentenza del 7 gennaio 2004,

Dettagli

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO RISOLUZIONE N. 32/E Roma, 11 marzo 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Chiarimenti in ordine al trattamento fiscale delle operazioni di factoring e di recupero crediti QUESITO È pervenuta a questa

Dettagli

L ILLEGITTIMITA DEL DINIEGO DI AUTOTUTELA NON COMPROMETTE LA PRETESA FISCALE

L ILLEGITTIMITA DEL DINIEGO DI AUTOTUTELA NON COMPROMETTE LA PRETESA FISCALE L ILLEGITTIMITA DEL DINIEGO DI AUTOTUTELA NON COMPROMETTE LA PRETESA FISCALE Flavio Ficara (Estratto da Diritto e Processo formazione n. 4/2011 ) QUAESTIO IURIS Nella sentenza del 29 dicembre 2010, n.

Dettagli

La decisione risulta così motivata: a) la ratio dell'istituzione del Fondo speciale volo di cui alla L. 13/7/1965 n. 859, come modificata dalla L.

La decisione risulta così motivata: a) la ratio dell'istituzione del Fondo speciale volo di cui alla L. 13/7/1965 n. 859, come modificata dalla L. Contributi - Fondo volo - Carattere sostitutivo dell'assicurazione generale obbligatoria INPS - Diritto alla iscrizione per i piloti dipendenti di enti locali - Insussistenza. Corte di Appello di Trento

Dettagli

A001031 FONDAZIONE INSIEME onlus. FAMIGLIA LEGGE REGOLATRICE DEI RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO

A001031 FONDAZIONE INSIEME onlus. FAMIGLIA LEGGE REGOLATRICE DEI RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO A001031, 1 A001031 FONDAZIONE INSIEME onlus. FAMIGLIA LEGGE REGOLATRICE DEI RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO Importante sentenza della Corte di cassazione, con cui la

Dettagli

Il Tribunale di Grosseto ordina al Comune la registrazione di un matrimonio omosessuale. Una pronuncia dal tono costituzionale

Il Tribunale di Grosseto ordina al Comune la registrazione di un matrimonio omosessuale. Una pronuncia dal tono costituzionale OSSERVATORIO COSTITUZIONALE Maggio 2014 Il Tribunale di Grosseto ordina al Comune la registrazione di un matrimonio omosessuale. Una pronuncia dal tono costituzionale di Carlo Alberto Ciaralli Dottorando

Dettagli

Il contributo unificato per il ricorso al Capo dello Stato non compete! Leggioggi.it

Il contributo unificato per il ricorso al Capo dello Stato non compete! Leggioggi.it Il contributo unificato per il ricorso al Capo dello Stato non compete! Leggioggi.it Poiché il ricorso straordinario al Capo dello Stato non presenta caratteri minimamente avvicinabili a quelli ordinamentali

Dettagli

La condizione giuridica degli stranieri

La condizione giuridica degli stranieri La condizione giuridica degli stranieri 3]Ä(Nota all'art. 10, quarto comma). Ä A norma dell'articolo unico della legge costituzionale Il fondamento costituzionale art.10 Cost.: L'ordinamento giuridico

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica N. 197. Modifica al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza

DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica N. 197. Modifica al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza Senato della Repubblica XVII LEGISLATURA N. 197 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori ALBERTI CASELLATI, BONFRISCO, CARIDI e D ASCOLA COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 15 MARZO 2013 Modifica al codice

Dettagli

Contributi INPS: retribuzioni convenzionali per i lavoratori espatriati 1

Contributi INPS: retribuzioni convenzionali per i lavoratori espatriati 1 Contributi INPS: retribuzioni convenzionali per i lavoratori espatriati 1 Le retribuzioni convenzionali di cui all art. 4, c. 1, del decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, costituiscono base imponibile

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. 3 Num. 2872 Anno 2015 Presidente: RUSSO LIBERTINO ALBERTO Relatore: SPIRITO ANGELO Data pubblicazione: 13/02/2015 SENTENZA sul ricorso 18409-2011 proposto da: PROVICIA RELIGIOSA S PIETRO

Dettagli

IL COLLEGIO DI ROMA. [Estensore]

IL COLLEGIO DI ROMA. [Estensore] IL COLLEGIO DI ROMA composto dai signori: Dott. Giuseppe Marziale..... Presidente Avv. Bruno De Carolis Prof. Avv. Giuliana Scognamiglio.. Membro designato dalla Banca d'italia [Estensore] Membro designato

Dettagli

Guardie volontarie e funzioni di PG: nota alla circolare del 15 ottobre 2005 del Ministero dell Interno

Guardie volontarie e funzioni di PG: nota alla circolare del 15 ottobre 2005 del Ministero dell Interno Guardie volontarie e funzioni di PG: nota alla circolare del 15 ottobre 2005 del Ministero dell Interno a cura dell Avv. Valentina Stefutti Il Ministero dell Interno, con nota circolare prot. 1795 del

Dettagli

L AVVALIMENTO ALLA LUCE DEL DECRETO CORRETTIVO. di Massimo Gentile

L AVVALIMENTO ALLA LUCE DEL DECRETO CORRETTIVO. di Massimo Gentile L AVVALIMENTO ALLA LUCE DEL DECRETO CORRETTIVO di Massimo Gentile I limiti al subappalto in favore dell impresa ausiliaria La novità di maggiore rilievo contenuta nel D.lgs. 26 gennaio 2007 n. 6 - meglio

Dettagli

emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di MANTOVA contro:

emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di MANTOVA contro: REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO SEZIONE STACCATA DI BRESCIA SESSANTATREESIMA SEZIONE riunita con l'intervento dei Signori: Fondrieschi Fausto

Dettagli

Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione professionale

Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione professionale Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione p Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione

Dettagli

SENTENZA DELLA CORTE (GRANDE SEZIONE) DEL 27 GIUGNO 2006, CAUSA C-540/03

SENTENZA DELLA CORTE (GRANDE SEZIONE) DEL 27 GIUGNO 2006, CAUSA C-540/03 SENTENZA DELLA CORTE (GRANDE SEZIONE) DEL 27 GIUGNO 2006, CAUSA C-540/03 «Politica di immigrazione Diritto al ricongiungimento familiare dei figli minori di cittadini di paesi terzi Tutela dei diritti

Dettagli

Servizio di documentazione tributaria Corte di Giustizia CEE Sezione V Sentenza del 05/02/2004 Massima: L'art.5, punto 1, della Convenzione 27

Servizio di documentazione tributaria Corte di Giustizia CEE Sezione V Sentenza del 05/02/2004 Massima: L'art.5, punto 1, della Convenzione 27 Servizio di documentazione tributaria Corte di Giustizia CEE Sezione V Sentenza del 05/02/2004 Massima: L'art.5, punto 1, della Convenzione 27 settembre 1968, concernente la e commerciale, come modificata

Dettagli

Il fumo del camino invade la terrazza del vicino, ma quanto nuoce alla salute? Cassazione sentenza n. 309/2013 commento e testo

Il fumo del camino invade la terrazza del vicino, ma quanto nuoce alla salute? Cassazione sentenza n. 309/2013 commento e testo Il fumo del camino invade la terrazza del vicino, ma quanto nuoce alla salute? Cassazione sentenza n. 309/2013 commento e testo Avvocati.it E sempre necessario l accertamento della denunciata intollerabilità

Dettagli

IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI DONAZIONE DI TITOLI DI STATO 1. SINTESI 2. LEX 3. STUDIO CNN 4. PRASSI 5. GIURISPRUDENZA 6.

IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI DONAZIONE DI TITOLI DI STATO 1. SINTESI 2. LEX 3. STUDIO CNN 4. PRASSI 5. GIURISPRUDENZA 6. IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI DONAZIONE DI TITOLI DI STATO 1. SINTESI 2. LEX 3. STUDIO CNN 4. PRASSI 5. GIURISPRUDENZA 6. ABROGAZIONI 1 1. SINTESI Con la re-istituzione dell imposta sulle successioni

Dettagli

*** IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE

*** IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE «Minori: ricorre lo stato di abbandono quando la vita offerta al minore non è in grado di assicurargli un normale sviluppo psico-fisico» (Cassazione civile sez. I, 25 giugno 2014, numero: 14448) Minore-

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO TRENTOTTESIMA SEZIONE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO TRENTOTTESIMA SEZIONE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO TRENTOTTESIMA SEZIONE riunita con l'intervento dei Signori: CALIA VINCENZO - Presidente GRECO ANTONIO - Relatore

Dettagli

TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria OSSERVA

TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria OSSERVA N. R.G. 2014/4163 TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria Il giudice, sciogliendo la riserva assunta all udienza del 27 marzo 2015, letti atti e documenti, OSSERVA

Dettagli

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni IMMIGRAZIONE La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Regione Campania Legge della Regione Campania 8 febbraio 2010, n. 6 recante Norme per l inclusione sociale, economica e culturale

Dettagli

Le sentenze della Corte di Giustizia dell'unione Europea rilevanti in materia di asilo analizzate da Asilo in Europa

Le sentenze della Corte di Giustizia dell'unione Europea rilevanti in materia di asilo analizzate da Asilo in Europa Le sentenze della Corte di Giustizia dell'unione Europea rilevanti in materia di asilo analizzate da Asilo in Europa Mohamed M'Bodj c. État belge C-542/13, 18 dicembre 2014 La sentenza trae origine dalla

Dettagli

Consiglio di Stato - Decisione n. 1994/2006. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE

Consiglio di Stato - Decisione n. 1994/2006. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE In tema di riscattabilità del diploma di infermiere professionale (Consiglio di Stato, Decisione 11.4.2006 n. 1994) Il ricorso, trattenuto in decisione all udienza del 13 gennaio 2006, è fondato. Il primo

Dettagli

11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI

11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE DEFINIZIONE 11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE CASISTICA RIFERIMENTI Quando il lavoratore matura i requisiti anagrafici e contributivi per accedere

Dettagli

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana. (Sezione Prima) SENTENZA

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana. (Sezione Prima) SENTENZA N. 01807/2011 REG.PROV.COLL. N. 01970/2007 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima) ha pronunciato la

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Roma, sez. I ter SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Roma, sez. I ter SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Roma, sez. I ter composto dai signori magistrati: Luigi Tosti Italo Volpe Maria Ada Russo Presidente

Dettagli

RISOLUZIONE N. 65/E. Roma, 16/07/2015

RISOLUZIONE N. 65/E. Roma, 16/07/2015 RISOLUZIONE N. 65/E Direzione Centrale Normativa Roma, 16/07/2015 OGGETTO: Istanza di interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000. Accordi di negoziazione assistita ex art. 6, comma

Dettagli

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009 CIRCOLARE N. 46/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 3 novembre 2009 OGGETTO: Deducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti ed imprese domiciliate fiscalmente

Dettagli

CIRCOLARE N. 56/E. OGGETTO: Chiarimenti in merito ai soggetti destinatari della quota del cinque per mille dell Irpef

CIRCOLARE N. 56/E. OGGETTO: Chiarimenti in merito ai soggetti destinatari della quota del cinque per mille dell Irpef CIRCOLARE N. 56/E Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti Roma, 10 dicembre 2010 OGGETTO: Chiarimenti in merito ai soggetti destinatari della quota del cinque per mille dell Irpef 2 INDICE PREMESSA

Dettagli

STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA

STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA ABILITATO AL BILINGUISMO TEDESCO - ITALIANO DALLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO IDONEO ALL' ESAME DI STATO DI COMPETENZA LINGUISTICA TEDESCA

Dettagli

Svolgimento del processo

Svolgimento del processo Cass.Pen., sez.iii, 26.01.07, n. 2902 Rifiuti Sentenze - Materiali di risulta da lavori edili - Riutilizzo per pavimentazione - Verifica di pregiudizi per l'ambiente - Necessità di utilizzare il test di

Dettagli

Ordinanza 526/2002 GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE

Ordinanza 526/2002 GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE Ordinanza 526/2002 Giudizio Presidente RUPERTO - Redattore ONIDA Camera di Consiglio del GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE 23/10/2002 Decisione del 21/11/2002 Deposito del 09/12/2002

Dettagli

Circolare n. 32. del 10 ottobre 2013

Circolare n. 32. del 10 ottobre 2013 Circolare n. 32 del 10 ottobre 2013 Responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore per i debiti retributivi e contributivi - Novità del DL 28.6.2013 n. 76 conv. L. 9.8.2013 n. 99

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344 CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344 Svolgimento del processo La Corte d'appello di Milano, in riforma della sentenza di primo grado (che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento

Dettagli

Subappalto necessario e soccorso istruttorio alla luce del d.l. n.90/2014 1.

Subappalto necessario e soccorso istruttorio alla luce del d.l. n.90/2014 1. Subappalto necessario e soccorso istruttorio alla luce del d.l. n.90/2014 1. di Arrigo Varlaro Sinisi 2 Alla luce della recente novità normativa 3 in tema di soccorso istruttorio, c è da domandarsi se

Dettagli

RISOLUZIONE N. 225/E

RISOLUZIONE N. 225/E RISOLUZIONE N. 225/E Roma, 5 giugno 2008 Direzione Centrale Normativa e Contenzioso OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 cessione di quote sociali - art. 11 Tariffa

Dettagli