Il contratto librario

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1 GUIDO SMORTO Il contratto librario Sommario: 1. Considerazioni introduttive. 2. Il contratto librario e i contratti della distribuzione. La distribuzione diretta. 3. La distribuzione indiretta. Il contratto librario come contratto estimatorio. 4. Segue: altre qualificazioni del contratto librario. 5. Il contratto librario e gli accordi regolativi della concorrenza. 1. Con l espressione contratto librario si fa riferimento ad una pluralità di moduli contrattuali la cui strutturazione può mutare in relazione alla specie di libro che deve essere commercializzata ed al sistema di distribuzione prescelto. Ai fini di un suo più preciso inquadramento è necessario, pertanto, tenere conto in primo luogo delle particolarità che valgono a differenziare il libro da tutti gli altri prodotti che vengono scambiati nel mercato, per poi soffermare l attenzione sulle diverse specie di libri e di condizioni del mercato al mutare dei quali mutano anche le forme giuridiche prescelte per la commercializzazione. Secondo una definizione dell UNESCO risalente al 1964, si intende per libro qualsiasi pubblicazione che avvenga a mezzo stampa, a tiratura non periodica e consistente di almeno quarantanove pagine ad esclusione della copertina. Il libro appartiene alla categoria dei beni e servizi che: a) rivestono carattere culturale; b) sono autografici, ossia agevolmente riproducibili, in contrapposizione a quei beni culturali detti allografici, i quali, per le loro modalità di realizzazione, sono insuscettibili di essere prodotti in serie ( 1 ). Si individuano convenzionalmente quattro specie di libro: 1) il libro destinato a soddisfare le esigenze dell istruzione; 2) il libro che possiede un contenuto scientifico o professionale; 3) il libro di particolare pregio culturale; 4) il libro in senso generale, categoria residuale nel cui ambito possono ( 1 ) Questo tratto distintivo del libro consente all editore di recuperare facilmente le spese di produzione e di distribuzione anche tramite una diversificazione tra le varie edizioni di un medesimo libro (si pensi alle versioni hardcover o paperback ). Cfr. van der Ploeg, Beyond the Dogma of the Fixed Book Price Agreement, p. 5, il quale rileva come il costo marginale di pubblicazione di ogni libro sia molto basso.

2 462 CONTRATTO E IMPRESA / EUROPA ricomprendersi le pubblicazioni dal contenuto più disparato, dai libri di cucina alle guide turistiche, ai bestseller, etc. ( 2 ). Le caratteristiche del singolo libro hanno sicure ricadute sulla conformazione giuridica dei rapporti tra l editore e tutti gli altri soggetti che, a vario titolo, si collocano nella catena distributiva: un libro può, ad esempio, essere destinato ad una grande diffusione o, al contrario, essere volto al soddisfacimento delle esigenze legate a quote di mercato più circoscritte. In funzione di tale diversa destinazione si ricorre all adozione di sistemi di commercializzazione e di distribuzione differenti. È evidente, infatti, che un potenziale bestseller necessita di una rete distributiva molto più capillare rispetto a quella occorrente alla circolazione di un libro la cui funzione principale sia quella, ad esempio, di procurare nuovi adepti ad un determinato partito politico o ad una certa confessione religiosa, o ai libri scientifici o professionali, la cui diffusione avviene in modo prevalente o esclusivo tra gli appartenenti a determinate categorie professionali. Oltre al potenziale bacino di utenza, altre caratteristiche valgono a differenziare le modalità di commercializzazione dei libri. Si pensi, ad esempio, al costante aggiornamento dei contenuti di cui abbisognano i libri c.d. professionali, ed alla conseguente nascita di case editrici estremamente specializzate, da cui la creazione di un sistema distributivo localizzato nei centri in cui determinate attività professionali vengono esercitate in modo preponderante ( 3 ). 2. Esaminiamo dunque i diversi meccanismi distributivi cui in concreto si ricorre per la diffusione e la vendita del prodotto libro. La nozione di contratti di distribuzione rimanda, come è noto, alla multiforme realtà della distribuzione commerciale, cioè, a quel complesso sistema di meccanismi deputati a colmare la distanza tra produzione e consumo ( 4 ). Seguendo questa impostazione, contratto librario è da intendersi come espressione riassuntiva nell ambito della quale ricondurre una ( 2 ) Cfr. Canoy, van Ours e van der Ploeg, The Economics of Books, p. 2. ( 3 ) Con riferimento alla professione forense, un sistema distributivo, invalso negli anni settanta in Nord America, consisteva nel contattare direttamente i singoli professionisti tramite l invio di pubblicazioni giuridiche nelle law firm, la selezione delle quali ai fini dell acquisto non sempre veniva affidata a personale competente, essendo spesso compito delle segretarie svolgere tale mansione. In senso critico nei confronti di tale pratica, cfr. Taylor, New Protection for Lawbook Users, 61 A. B. A. J ss. (1975); Id., Lawbook Consumers Need Protection, 55 A. B. A. J. 553 (1969). ( 4 ) Pardolesi, I contratti di distribuzione, Napoli, 1979, p. 2.

3 SAGGI 463 serie di rapporti fra la casa editrice ed i soggetti di cui questa si avvale nella gestione del sistema di commercializzazione dei libri da essa istituito. Si distinguono, in particolare, sistemi di distribuzione diretta e sistemi di distribuzione indiretta ( 5 ). La c.d. distribuzione diretta comprende tutte quelle fattispecie in cui il libro perviene nella disponibilità dell acquirente finale senza l intermediazione di un operatore professionale, tanto che ciò avvenga tramite lo strumento della vendita a distanza e del commercio elettronico, quanto che ci si avvalga di punti vendita facenti capo direttamente all editore. Nel sistema di distribuzione indiretta, al contrario, il produttore rinuncia alla creazione di una propria rete distributiva, affidando la commercializzazione del prodotto ad uno o più operatori commerciali. La vendita dei beni agli acquirenti finali è, pertanto, il risultato dell attività di un soggetto diverso dal produttore. Il ricorso a sistemi di distribuzione diretta consente al produttore di controllare ogni fase del processo produttivo, inclusa la commercializzazione del prodotto, la quale avviene per il tramite di risorse ed uomini facenti capo alla sua organizzazione. Quanto alla qualificazione del rapporto, nel sistema della distribuzione diretta il produttore stipula ordinari contratti di compravendita con gli acquirenti finali. L importanza di questo sistema di commercializzazione sta crescendo sempre più negli ultimi anni, in larga misura in ragione delle potenzialità offerte dalle tecnologie informatiche: la necessità di avvalersi di intermediari viene eliminata alla radice dall editore mediante l allestimento di vere e proprie librerie virtuali, alle quali l eventuale acquirente finale può accedere tramite un collegamento internet, selezionando, prenotando ed ordinando i singoli volumi ai quali è interessato. I volumi prescelti verranno, poi, recapitati al domicilio del cliente a cura di terzi con i quali la casa editrice ha stipulato apposite convenzioni per la consegna dei libri ai propri clienti. Si tratta di un sistema di distribuzione il cui perno, nel quadro di una contrattazione che avviene necessariamente a distanza, è costituito dal contratto informatico: quel contratto, cioè, concluso dal computer senza il contestuale intervento dell operatore umano, disciplinato dal d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70, attuativo della direttiva 2000/31/CE, relativa a taluni aspetti giu- ( 5 ) Sui canali di vendita del mercato librario, si veda, di recente, Peresson, Rapporto sullo stato dell editoria in Italia, Milano, 2003, p. 33 ss.

4 464 CONTRATTO E IMPRESA / EUROPA ridici dei servizi della società dell informazione, in particolare al commercio elettronico nel mercato interno ( 6 ). Naturalmente, non è escluso, anche se più raro, che un sistema di distribuzione diretta venga realizzato nelle forme tradizionali, attraverso la creazione, più o meno diffusa nel mercato nazionale o comunitario, di librerie da considerarsi alla stregua di mere propaggini dell organizzazione imprenditoriale dell editore. 3. Molto più diffuso appare il ricorso a forme di distribuzione c.d. indiretta. In generale, si ha un sistema di distribuzione indiretta quando il produttore concentra ogni suo sforzo ed attenzione sull attività di produzione, rinunciando alla creazione di una propria rete distributiva, e demanda la commercializzazione del prodotto ad una catena di operatori commerciali, giuridicamente autonomi, operanti su diversi livelli (grossista, dettagliante, ecc.) ( 7 ). Nell ambito della distribuzione indiretta, si distingue, poi, tra canale corto o breve, che ricorre quando il passaggio all utente finale avviene tramite un solo intermediario ( 8 ), e canale lungo, qualora sia prevista la presenza di due o più intermediari ( 9 ). Nelle ricostruzioni dottrinali più risalenti, la multiforme realtà economico sociale compendiata nell espressione contratto librario veniva ricondotta ad unità giuridica tramite il suo inquadramento in un unico tipo contrattuale, fra i vari presenti nel codice civile. La nozione di contratto librario veniva, pertanto, confinata al solo canale breve della distribuzione indiretta, e qualificato come contratto estimatorio. Sulla scorta della prassi all epoca più diffusa, l Accordo economico collettivo per la disciplina del commercio librario del 5 giugno 1935, approvato con Decreto del Capo del Governo del 14 giugno 1935, n. 942, individuava tre diverse forme di ( 6 ) Cfr. Bocchini, La responsabilità civile degli intermediari del commercio elettronico: contributo allo studio dell illecito plurisoggettivo permanente, Napoli, 2003; Gambino, L accordo telematico, Milano, 1997; Clarizia, Il contratto informatico, in Castronovo e Mazzamuto (a cura di), Manuale di diritto privato europeo, vol. II, Milano, 2007, p ( 7 ) Cassano, I contratti di distribuzione, Milano, 2006, p. 8. ( 8 ) Tale sistema si riscontra solitamente in quelle ipotesi in cui il produttore si avvale di commercianti indipendenti, i quali operano come dettaglianti, trattando e vendendo gli articoli del primo in nome e per conto proprio ( 9 ) Cfr. Aa. Vv., I contratti commerciali. Produzione, trasferimento, circolazione, distribuzione e promozione di beni e servizi, in Sirotti Gaudenzi (a cura di), Nuovo trattato di diritto civile e commerciale, Forlì, 2007, p. 162.

5 SAGGI 465 fornitura dei libri: contanti, in conto assoluto ed in conto deposito ( 10 ). Le prime due forme si risolvevano in una semplice compravendita (ordinaria, la prima; a credito a scadenze semestrali, la seconda), ed erano ritenute, pertanto, prive di particolare interesse sotto il profilo scientifico. La terza forma (c.d. in conto deposito), la più diffusa, veniva sussunta nello schema del contratto estimatorio ( 11 ). L inquadramento della fornitura di libri in conto deposito nella figura del contratto estimatorio si fondava sul contenuto materiale del rapporto, nel quale ricorrevano generalmente i seguenti elementi: 1) l invio, da parte dell editore, di uno o più volumi al libraio, perché questi li prendesse in consegna; 2) l obbligo, incombente sul libraio, di vendere i libri al pubblico al prezzo segnato in copertina; 3) l obbligo, posto sempre a carico del libraio, di rimettere all editore alla scadenza stabilita il prezzo dei libri venduti, normalmente diminuito del 25%, in caso di esito positivo dell operazione, ovvero di restituire i libri invenduti all editore; 4) l apposizione di un termine di durata al rapporto, di norma corrispondente ad un semestre ( 12 ). In questa prospettiva, il profilo considerato di importanza prevalente era quello della circolazione dei libri, del loro passaggio, cioè, dalla sfera giuridica dell editore a quella del libraio; mentre rimanevano in ombra gli aspetti normativi del rapporto. La qualificazione del contratto librario come estimatorio determina: 1) l attribuzione del potere di disposizione sui libri al libraio consegnatario il quale li abbia ricevuti dall editore per la rivendita; 2) la permanenza del diritto di proprietà in capo all editore; 3) la traslazione del rischio del perimento per caso fortuito in capo al libraio (cfr. art c.c.); 4) la derivazione del titolo proprietario dell acquirente direttamente dall editore; 5) l impossibilità per i creditori del libraio di rivalersi sui libri consegnatigli dall editore finché il primo non ne abbia pagato il prezzo al secondo ( 13 ). Il ricorso a questo schema contrattuale era considerato preferibile perché attribuisce al rivenditore uno strumento che gli consente di evitare sia il pesante onere economico derivante dall immobilizzo di un cospicuo capitale per l acquisto di tutte le merci necessarie, che il rischio economico del- ( 10 ) Cfr. Neppi, voce Contratto librario, in Noviss. dig. it., vol. IX, Torino, 1963, p In senso analogo, Balbi, Il contratto estimatorio, Torino, 1960, p. 53. ( 11 ) V. Neppi, voce Contratto librario, cit., p ( 12 ) V. Neppi, voce Contratto librario, cit., p ( 13 ) Cfr. sul punto Luminoso, Vendita. Contratto estimatorio, in Buonocore (a cura di), Trattato di diritto commerciale, Torino, 2004, il quale si sofferma sul congegno autorizzatorio creato dalla stipulazione del contratto estimatorio, in virtù del quale si verifica una dissociazione tra proprietà della merce e legittimazione a disporre della stessa.

6 466 CONTRATTO E IMPRESA / EUROPA l invenduto connaturato al contratto di compravendita ( 14 ). Il produttore, d altra parte, attraverso il ricorso al contratto estimatorio, evita i costi di una distribuzione capillare, e immette sul mercato una quantità tale di beni da rendergli più agevole la conquista dello stesso ( 15 ). Una minore uniformità di vedute si registra, invece, sul versante giurisprudenziale, ove la tesi del contratto librario come contratto estimatorio non ha mai incontrato la stessa fortuna riscossa in ambito dottrinale. La mancanza di un orientamento consolidato al riguardo sembra da attribuire ad una maggiore propensione mostrata dalla giurisprudenza verso un esame approfondito del concreto atteggiarsi del rapporto, nella consapevolezza della variabilità dei moduli negoziali di cui le parti possono avvalersi nel settore del commercio librario. Ai fini di una corretta qualificazione del contratto, sono considerati elementi chiave, tra gli altri, la titolarità dei libri e la previsione di un termine per la loro restituzione: l avvenuto trasferimento della proprietà dei libri in capo al cedente, o la mancanza di un termine per la loro restituzione, sono reputati, ad esempio, elementi in contrasto con la ricorrenza di un contratto estimatorio ( 16 ). In questa prospettiva, il rapporto tra la casa editrice ed il distributore viene ricondotto allo schema del contratto estimatorio o della somministrazione solamente quando sia dimostrata, o non sia stata altrimenti contestata in corso di causa, l autonomia del distributore nei confronti dell edito- ( 14 ) La correttezza di tale impostazione viene ribadita anche dalla dottrina più recente, la quale rileva come il contratto estimatorio, dopo essere stato espressamente regolamentato nel codice del 1942, abbia ricevuto un impiego marginale nella prassi, che se ne è servita nell ambito della circolazione di prodotti di difficile ed incerta collocazione sul mercato, quali, appunto, i libri, il cui successo è indeterminabile a priori ed è legato ad una diffusa e tempestiva presenza nelle vetrine del maggior numero possibile di librerie. Così, ad esempio, Sarale, Il contratto estimatorio. Tra vendita ed atipicità, Milano, 1991, p. 12. ( 15 ) Cfr. Biscontini e Ruggeri, Il contratto estimatorio, Milano, 1998, p. 8 s. ( 16 ) Si veda, ad esempio, Trib. Catania 17 settembre 1985, in Giur. comm., 1986, p. 626, nella quale si afferma che si differenziano dal contratto estimatorio tanto il cosiddetto conto deposito, che prevede la facoltà per la casa editrice di richiedere in qualsiasi momento la restituzione dei libri consegnati al distributore, che il cosiddetto conto assoluto, che si concretizza in una vendita con l eventuale possibilità che la casa editrice accetti la restituzione dei libri invenduti dal distributore. In questo secondo caso, secondo i giudici di merito, si avrebbe, piuttosto, una vendita definitiva, salva la possibilità che la casa editrice accetti, in luogo del corrispettivo, la resa dei libri invenduti da parte del distributore. In senso contrario alla qualificazione in termini di contratto estimatorio del contratto librario, sulla base del rilievo della mancanza, nel caso di specie, della previsione di un termine per la restituzione dei libri, si veda anche App. Catania 29 maggio 1984, in Giur. comm., 1986, p. 619.

7 SAGGI 467 re ( 17 ). In effetti l esclusiva riconduzione allo schema del contratto estimatorio appare alquanto riduttiva, in quanto dimentica, da una parte, dei vari livelli distributivi esistenti nel campo del commercio librario e, dall altra, del tipo di libro la cui distribuzione viene in rilievo. Come detto, l espressione contratto librario rimanda a realtà economiche e giuridiche anche molto diverse tra loro e l analisi condotta in queste pagine testimonia l irriducibilità del complesso di rapporti, sintetizzato con il sintagma contratto librario, ad un unico schema contrattuale ( 18 ). La qualificazione del contratto librario come contratto estimatorio sembra oggi essere limitata all ipotesi delle librerie c.d. olistiche, le quali trattano qualsiasi genere di libro, e delle librerie scolastiche o specializzate non vincolate in modo più intenso con una determinata casa editrice, e presuppone comunque la qualifica di imprenditore del consegnatario della merce; circostanza questa che non si verifica sempre nella prassi ( 19 ). Sembra quindi più opportuno inquadrare giuridicamente il fenomeno in esame in relazione alle caratteristiche in concreto dei diversi tipi di realtà economiche che con l espressione contratto librario si intendono evocare. 4. Con il passare del tempo, i moduli distributivi utilizzati nella prassi per la commercializzazione dei libri si sono moltiplicati, in relazione come detto anche alle c.d. nuove tecnologie, oltre che alle diverse tipologie di libro. Ai fini dell esatta qualificazione delle singole figure che possono essere compendiate nell espressione commercio librario, e della loro distinzione da figure simili, occorre pertanto verificare il legame esistente tra la casa edi- ( 17 ) Assimila il contratto librario ad un contratto di somministrazione, ritenendo che la vendita di libri ad un prezzo inferiore a quello di copertina non integri un inadempimento contrattuale del libraio nei confronti della casa editrice, Trib. Padova, 16 ottobre 1970, in Giur. it., 1971, I, c Più di recente, invece, Cass., 26 aprile 1990, n. 3485, ha ritenuto corretta la qualificazione, operata dai giudici di merito, come estimatorio del contratto con il quale una casa editrice si obbliga con un soggetto a stampare un determinato numero di guide turistiche che quest ultimo avrà diritto di vendere in concessione esclusiva, restando i rapporti di credito-debito tra le parti agganciati alle movimentazioni delle copie nell ambito della costituzione di un deposito da regolarsi al venduto con rendiconti periodici. ( 18 ) Che a livelli distributivi diversi possano corrispondere schemi negoziali differenti è stato affermato dalla giurisprudenza con riferimento al settore merceologico, sotto alcuni profili affine a quello dei libri, dei giornali; cfr., da ultimo, Cass., 17 luglio 2003, n ( 19 ) Sulla qualifica del consegnatario alla stregua di commerciante ai fini dell iscrizione nell apposito albo e del possesso dei necessari titoli abilitativi all esercizio di tale professione, si veda Aa. Vv., I contratti commerciali. Produzione, trasferimento, circolazione, distribuzione e promozione di beni e servizi, cit., p. 327.

8 468 CONTRATTO E IMPRESA / EUROPA trice ed il soggetto che si interpone fra questa e l acquirente finale, il livello in cui si colloca il singolo operatore nella piramide distributiva, e il grado di esclusività del rapporto intrattenuto tra casa editrice e distributore. La ricostruzione giuridica di ciascuno di tali rapporti comporta difficoltà pratiche non trascurabili, data la possibile presenza di più livelli distributivi e la non sempre agevole collocazione di determinate figure professionali all interno, ovvero all esterno, dell organizzazione imprenditoriale della casa editrice. La scelta di una certa struttura distributiva dipende dal grado di integrazione che il produttore vuole realizzare con il distributore: vi sono contratti di distribuzione compatibili con un elevato grado di autonomia del secondo nei confronti del primo e altri che, invece, implicano una maggiore soggezione alle direttive del produttore ( 20 ). L esatto inquadramento dogmatico di ciascuna figura assume ovvie ricadute in termini di disciplina. La predisposizione di modalità differenti di circolazione dei libri riveste un importanza centrale ai fini del corretto inquadramento del titolo in relazione al quale i libri pervengono dalla sfera giuridica della casa editrice nella disponibilità del distributore: occorre, di volta in volta, stabilire se i libri si trovino nella mera disponibilità del distributore, da considerarsi alla stregua di un semplice incaricato alla rivendita, ovvero se questi ne divenga proprietario. La corretta qualificazione del rapporto rileva anche nella prospettiva di individuare il rapporto di forza tra i contraenti e di contemperare le ragioni dell impresa editoriale con le esigenze di tutela del soggetto solitamente più debole del rapporto, vale a dire l operatore che si inserisce nel circuito della distribuzione. Si pensi al rischio che vengano definiti come connotati della massima autonomia rapporti in cui sono, invece, presenti tutte le caratteristiche della parasubordinazione o, al limite, della subordinazione. Anche se nulla esclude, naturalmente, l esistenza di situazioni in cui, al contrario, sia l impresa editoriale a rivestire il ruolo di soggetto debole del rapporto, come nel caso di una modesta casa editrice al cospetto di un distributore in posizione dominante nel mercato librario. La realtà del commercio dei libri conosce diverse figure professionali create dalla prassi per l apprestamento di un efficace rete di distribuzione indiretta. Alla tradizionale figura del libraio olistico, il quale tratta e vende li- ( 20 ) Una più penetrante soggezione alle direttive del produttore, invece, è caratteristica di quei contratti che danno vita a rapporti di parasubordinazione e, in particolare, ai sensi dell art. 409, n. 3, c.p.c., a rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato.

9 SAGGI 469 bri di ogni specie e provenienti da ogni casa editrice, si affiancano le agenzie autorizzate alla rivendita dei libri per conto di una determinata casa editrice, i depositari di libri, i rappresentanti librari, e varie altre figure. Sul piano giuridico, tali soggetti sono spesso riconducibili alle figure disciplinate nelle disposizioni contenute nel Capo IX del Libro IV del codice civile (commissione, agenzia, mediazione). Tali tipi contrattuali si caratterizzano per l instaurarsi di forme di integrazione piuttosto significative dei distributori nell organizzazione imprenditoriale degli editori (si pensi, ad esempio, al ramo dell editoria scientifica, ove si è assistito ad una proliferazione di agenzie autorizzate e di centri di distribuzione della casa editrice ). Questi rapporti sono spesso caratterizzati da clausole di esclusiva mediante le quali ci si impegna a svolgere l attività nei confronti di una sola casa editrice e nell ambito di una zona ben delimitata. Non di rado, poi, il profitto che i distributori traggono dalla loro attività di interposizione assume i connotati di una vera e propria provvigione: di un tipo di remunerazione, cioè, che viene determinato in relazione al volume degli affari del distributore e che comprende anche eventuali rimborsi spese e compensi relativi ad attività accessorie ( 21 ). Ancora, una quota del personale di tali agenzie o centri di distribuzione è spesso incaricato di prestare la propria attività di promozione e di vendita presso appositi stand allestiti in luoghi specifici e di effettuare periodiche visite propagandistiche negli studi professionali ( 22 ). La previsione o meno di tali obblighi vale a conformare in modo differente questi rapporti rispetto al paradigma costituito dal contratto estimatorio e mette in risalto la soggezione del distributore ai penetranti poteri di organizzazione dell attività di rivendita spettanti all editore. Nell ambito della distribuzione indiretta si riscontrano, dunque, moduli distributivi caratterizzati da forme di cooperazione costante tra il produttore ed il distributore, mediante la quale si realizzano forme più o meno intense di integrazione del secondo nell apparato produttivo del primo (c.d. sistemi integrati di distribuzione) ( 23 ). ( 21 ) Sulla nozione di provvigione, da ricavarsi, in mancanza di una definizione codicistica, dall art. 6, par. 2, della direttiva 86/653/CEE del Consiglio del 18 dicembre 1986, relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti, cfr. Aa. Vv., Manuale di diritto della distribuzione, vol. I, Il contratto di agenzia commerciale, Padova, 2007, p ( 22 ) Sempre come attività di promozione può essere considerata la predisposizione di appositi stand in occasione di convegni, spesso occasione per la presentazione di nuovi libri al mondo accademico. ( 23 ) Si parla a tale riguardo anche di distribuzione coordinata, in virtù della quale è possibile, da un lato, coordinare le fasi di produzione e di distribuzione attraverso la stipulazione

10 470 CONTRATTO E IMPRESA / EUROPA In molti di questi rapporti la titolarità dei libri rimane in capo all editore, mentre è attribuito al distributore il potere di concludere contratti per conto del preponente, solitamente nell ambito di un rapporto di agenzia con rappresentanza ai sensi dell art c.c. ( 24 ). Spesso l aspetto relativo alla circolazione dei libri (dalla sfera giuridica del disponente a quella dell acquirente finale per il tramite dell intermediazione del distributore) è destinato ad assumere un rilievo secondario rispetto ai profili normativi dei contratti che tali rapporti istituiscono e regolamentano. In questo tipo di accordi, generalmente, produttore e distributore si impegnano a rispettare le prescrizioni contenute in una convenzione quadro volta a regolare le modalità di acquisto e di rivendita da parte del secondo delle merci prodotte dal primo. Le prescrizioni più diffuse riguardano l obbligo del distributore di acquistare un determinato quantitativo di prodotti in un certo arco di tempo e di promuovere la vendita dei prodotti, e il correlativo obbligo del distributore di osservare le istruzioni del produttore in materia di pubblicizzazione dei prodotti e di praticare determinati prezzi di rivendita. Un ulteriore modalità distributiva, di cui si avvalgono non di rado le varie case editrici, è quella che consiste nell impiego dei cosiddetti propagandisti, vale a dire, di soggetti, incaricati esclusivamente di contattare i potenziali acquirenti dei libri, senza, tuttavia, essere muniti del potere di stipulare contratti in nome della casa editrice e di vendere i libri. Ove sussista la previsione, a carico del distributore, di un obbligo di propagandare i libri della casa editrice, lo schema giudicato maggiormente rispondente alla realtà economica sottostante è quello del contratto atipico di deposito per la vendita in esclusiva. Tale modulo si caratterizza per il fatto che il distributore dei libri, eccezion fatta per l obbligo di propaganda, conserva la propria autonomia nei confronti dell editore, ponendosi, nei confronti di quest ultimo, come un rivenditore autonomo ( 25 ). di una variegata gamma di contratti fra operatori formalmente indipendenti, e, dall altro, consentire una rilevante ingerenza del produttore sul distributore coordinato. Cfr. sul punto, Cassano, I contratti di distribuzione, cit., p. 8. ( 24 ) Nella prassi, tuttavia, avviene che le fatturazioni dei libri consegnati ai clienti siano emesse in nome della casa editrice, anche se materialmente predisposte ed inviate all indirizzo del cliente dall agente. ( 25 ) In questo senso, cfr. Cass., sez. lav., 20 gennaio 2006, n. 1077, in cui si ha cura di precisare che la differenza tra agenzia e deposito per vendita in esclusiva sta nel fatto che l agente si limita a mettere in contatto le parti che stipulano tra loro una vendita (l agente lucra la provvigione) mentre nel deposito per vendita l agente acquista in proprio e rivende a terzi, con obbligo di propagandare la merce, e lucra il differenziale tra prezzo di acquisto e prezzo di rivendita.

11 SAGGI 471 La centralità dell obbligo di propaganda è stato considerato particolarmente significativo nel campo dell editoria scolastica, ramo del commercio librario con esigenze peculiari ed affatto differenti rispetto a quelle che possono sorgere in altri campi dell editoria. Qui sovente si richiede al distributore un attività di promozione che, nell economia del singolo rapporto, assume un ruolo altrettanto importante rispetto a quello rivestito dal profilo concernente la titolarità dei libri. Talvolta, l attività di promozione può rappresentare l unica obbligazione assunta dal distributore, il quale viene, in questa maniera, privato di ogni legittimazione a disporre dei libri dell editore. Con riferimento a questo fenomeno si è talora parlato di un vero e proprio contratto di propaganda libraria: con esso il distributore si vincolerebbe nei confronti dell editore ad effettuare ripetute visite promozionali presso i dirigenti ed il personale docente dei vari istituti scolastici per illustrare a questi ultimi i libri della casa editrice afferenti al suo reparto scolastico. Particolarmente eloquente a tale riguardo è una recente decisione della Corte di Cassazione, nella quale viene giudicata immune da vizi giuridici la ricostruzione della figura del propagandista di testi scolastici effettuata dai giudici di merito, i quali avevano ritenuto detta figura non coincidente con quella dell agente di cui all art c.c. ( 26 ). Più specificamente, ha affermato la Corte che il rapporto intercorrente fra la casa editrice ed il propagandista di testi scolastici o parascolastici, il quale si obblighi a favore della prima a svolgere un attività di promozione editoriale mediante visite a presidi ed insegnanti di una determinata zona, allo scopo di favorire l adozione dei testi stessi e il conseguente acquisto dei libri da parte dei librai, è un rapporto atipico e non inquadrabile nello schema del rapporto di agenzia, in quanto il propagandista, oltre a non stipulare alcun contratto con i clienti della casa editrice, non svolge neppure attività volta alla conclusione di contratti, ponendosi tale conclusione come un fatto esterno all attività di propaganda e, per di più, eventuale. L attenzione rivolta dalla Corte all identificazione dei termini del contratto, al suo contenuto e alle finalità pratiche perseguite dalle parti, si riscontra in modo esemplare, ad esempio, in una pronuncia della Cassazione risalente ai primi anni novanta ( 27 ). La controversia giunta all attenzione della Suprema Corte verteva sul- ( 26 ) Cass., sez. lav., 21 febbraio 2006, n In altre pronunce è preferita la nomenclatura di procacciatore di affari rispetto a quella di propagandista; cfr. sul punto, Cass., sez. lav., 1 giugno 1998, n ( 27 ) Cass., sez. lav., 29 ottobre 1991, n

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