Comune di Casier (TV) 2008

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3 INDICE 1 INTRODUZIONE SINTESI DELLE EMERGENZE E DELLE CRITICITÀ EMERSE DALL ANALISI DEL QUADRO CONOSCITIVO INDICATORI AMBIENTALI Gli indicatori Il modello PSR e il modello DPSIR Metodologia usata per la definizione del core-set di indicatori La procedura di analisi Sintesi dello stato di fatto e criticità emerse Premessa Analisi dello stato delle componenti Gli indicatori DPSIR per l individuazione dello scenario di riferimento Clima, aria, inquinanti fisici, mobilità e salute umana Acqua, suolo e sottosuolo Flora, fauna, biodiversità, paesaggio e patrimonio culturale, architettonico ed archeologico Popolazione, sistema produttivo, energia, rifiuti e sottoservizi Elaborati grafici rappresentativi del quadro di riferimento ambientale per le trasformazioni del territorio Tavole di analisi Lo scenario zero

4 1 INTRODUZIONE La presente analisi rappresenta la seconda fase del Rapporto Ambientale, così come definito nella Direttiva 2001/42/CE e nel D.Lgs. 152/06 e s.m.i. Lo studio si integra alla prima fase del Rapporto Ambientale, rappresentata dal Rapporto sul Quadro Conoscitivo, i cui contenuti si riferiscono all analisi dello stato attuale dell ambiente del territorio del Comune di Casier, ricostruito sulla base delle informazioni raccolte da diverse fonti (ARPAV, Regione, Provincia, Comune, ecc.) e dallo studio dei Piani Sovraordinati (PTRC, PTCP, ecc), di settore (Piano di Tutela delle Acque della Regione Veneto, Piano di Tutela e Risanamento dell Atmosfera, Piano Regionale dei Trasporti del Veneto, ecc.) e di studi e pubblicazioni esistenti. Nel Quadro Conoscitivo sono state analizzate le singole matrici ambientali: clima, aria, acqua, suolo e sottosuolo, biodiversità, flora, fauna, paesaggio, patrimonio culturale, architettonico ed archeologico, inquinanti fisici, economia e società. In questo elaborato, nello specifico verrà presentato un set di indicatori generale ed allo stesso tempo approfondito, in grado di determinare a 360 lo stato di salute del territorio, in modo sintetico, consentendo una facile e veloce lettura degli elementi salienti del territorio, sia dal punto di vista delle criticità che delle emergenze ambientali, punti di partenza con cui deve confrontarsi il piano e sulla base dei quali ne verrà valutata la sostenibilità. Attraverso l utilizzo di indicatori predisposti secondo il modello DPSIR sarà inoltre possibile individuare lo scenario di riferimento del piano, ovvero l ipotesi zero. 2

5 2 SINTESI DELLE EMERGENZE E DELLE CRITICITÀ EMERSE DALL ANALISI DEL QUADRO CONOSCITIVO Nel Rapporto sul Quadro Conoscitivo del Comune di Casier sono state analizzate le singole matrici ambientali. Dall approfondita analisi condotta sono emerse le caratteristiche proprie del territorio, comprese le valenze peculiari da tutelare e le criticità. Si ritiene necessario, per lo sviluppo degli indicatori, presentare in questo capitolo una sintesi di quanto rilevato, in modo da rendere di più facile comprensione l analisi dello stato di fatto e rappresentare in modo razionale ed ordinato l influenza esercitata da diversi agenti nel contesto ambientale. Nella matrice di seguito riportata sono presenti le criticità e le emergenze rilevate nell analisi. Le criticità sono gli elementi ambientali presenti nel territorio che devono essere tenuti in considerazione nella progettazione del piano, in quanto possono influenzare negativamente le scelte o possono essere aggravati dalle scelte stesse. Le emergenze invece sono gli elementi qualificanti del territorio che devono essere valorizzati e nello stesso tempo protetti nel progetto di piano in quanto dallo stesso possono essere influenzati negativamente. 3

6 CLIMA EMERGENZE DA TUTELARE Influenze positive su.. CRITICITÀ Capacità autodepurativa Scarsa circolazione aerea, tipica del clima padano, con ristagno frequente delle masse d aria, specialmente nel periodo invernale: da settembre a gennaio si è in calma di vento (velocità < 0,5 m/s), non vi è dispersione e gli inquinanti si accumulano Influenze negative su.. Qualità dell aria Salute dell uomo ARIA Qualità Il Comune di Casier è stato classificato in zona A1 Agglomerato, dove sono inseriti i comuni con densità emissiva superiore a 20 t/a*km 2. Un analisi condotta nel periodo ha evidenziato l oggettivo rischio del superamento del valore limite del PM10 nelle 24h. Pressioni Sono particolarmente emissivi i settori: industria manifatturiera, trasporto su strada, agricoltura, impianti di combustione non industriale. Salute dell uomo Qualità dell aria Salute dell uomo Sile Elemento caratterizzante del sistema idrografico, asse portante del sistema ambientale. Portata pressoché costante durante tutto l anno. Paesaggio Flora e fauna Biodiversità Pressioni sul Sile Portata alimentata principalmente dalle acque di risorgiva, ma anche dalle acque irrigue, che lo rendono pertanto soggetto a possibili fenomeni di inquinamento. (Inalveazioni e riduzioni delle zone paludose) Rischio idraulico 83,91% del territorio soggetto a rischio idraulico Qualità delle acque Biodiversità Sicurezza dell uomo ACQUA Acque superficiali Stato ambientale variabile tra Sufficiente e Buono Salute dell uomo Pressioni Sono fonte di pressione gli scarichi civili e gli scarichi da attività produttiva ed agricola Beni materiali Qualità delle acque Biodiversità Suolo e sottosuolo Acque sotterranee Dalle analisi risulta che le lo stato idrico delle falde è in discrete condizioni. Utilizzo risorsa della Salute dell uomo Acque sotterranee Le maggiori criticità sono rappresentate dalla presenza dei nitrati. Utilizzo della risorsa SUOLO e SOTTOSUOLO Lo stato chimico delle acque sotterranee, analizzato attraverso l indice SCAS, evidenzia delle caratteristiche idrochimiche per lo più buone Buona capacità protettiva dei suoli nei confronti delle acque sotterranee in quasi tutto il territorio comunale Cave dismesse in fase di rapida rinaturalizzazione spontanea Salute dell uomo Qualità dell acqua Paesaggio Presenza scassi di cava ancora da recuperare (circa il 12 % del territorio è stato soggetto ad attività estrattiva, se però si considerano le sole cave non recuperate all agricoltura la percentuale si abbassa al 2%, se inoltre si considerano le cave di ghiaia abbandonate, ora costituite da grandi bacini di acqua collegati al Sile, difficilmente riconducibili all agricoltura, la superficie di terreno non recuperata all attività del settore primario si riduce a meno dell 1%) Paesaggio 4

7 EMERGENZE DA TUTELARE Agroecosistema Sotto l aspetto qualitativo e funzionale le formazioni vegetali presenti sono quasi sempre legate agli ambienti arginali dei fossi o ai limiti poderali o di viabilità interna ai fondi. Le strutture vegetali si possono classificare in: 1) Siepi campestri di due tipologie: - a scopo prettamente agricolo in zona campi chiusi x legna da ardere - senza manutenzione in zona campi aperti, ville 2) Filari (simmetria, regolarità, essenzialità di forme e linee) 3) Macchie boscate e vegetazione ripariale: piccoli gruppi che si rinvengono nella matrice agricola. Specie rare. Influenze positive su.. Paesaggio 1)Agricoltura Paesaggio Beni arch. 2)Paesaggio 3)Paesaggio Beni arch. CRITICITÀ Territorio agricolo La vegetazione arboreo-arbustiva è relegata in ambiti definiti, intercalata a spazi coltivati o occupati da insediamenti Selezione delle specie maggiormente produttive con conseguente perdita di biodiversità e delle colture proprie della zona Decisa riduzione dovuta all urbanizzazione, allo sviluppo industriale e artigianale, all edificazione diffusa, alle nuove infrastrutture viarie Influenze negative su.. Paesaggio Biodiversità Fauna Flora BIODIVERSITÀ FLORA&FAUNA Ambito planiziale con spiccata vocazione agricola Sponda e zona golenale del Fiume Sile (siti Natura 2000) - rete di percorsi ciclo-pedonali Dalla Carta della Vegetazione reale (TAV. n. 2.2) - Parco Regionale del Sile si evidenzia: - nordovest di Villa Morosini = area non coltivata con prati mesofili umidi - Lungo le anse del fiume (zone più assolate con corrente meno intensa) = piccoli ambiti a canneto Popolazione Mobilità Flora (biotopi floristici) Sponda e zona golenale del Fiume Sile - sponde cementate - territorio antropizzato - grossa affluenza di podisti e ciclisti soprattutto nei giorni festivi Vegetazione spontanea Frequentazione occasionale di avifauna e micromammiferi Quadro faunistico di pregio Fauna Colture di pregio (vini doc, radicchio rosso) Agricoltura Economia Vulnerabilità dell ecosistema Fiume Sile - estinzione/restringimento delle fasce boscate ripariali; - il progressivo abbassamento del livello di falda; - il rischio sversamento nella rete idrografica di grosse quantità di sostanze organiche e composti azotati Biodiversità Acqua Acqua, suolo e sottosuolo 5

8 PAESAGGIO EMERGENZE DA TUTELARE Quattro tipologie di paesaggio UdP: 1) paesaggio del Fiume Sile (patrimonio floristico delle acque lente) 2) paesaggio agrario con prevalenza di campi aperti 3) paesaggio agrario con prevalenza di campi chiusi (con fossati di scolo per bonifica) 4) paesaggio urbano Influenze positive su.. 1)Flora 2)Vegetazione 3)Vegetazione, rischio idraulico CRITICITÀ Forte antropizzazione dovuta alla vocazione prevalentemente agricola del territorio con conseguente de naturalizzazione degli spazi Influenze negative su.. Biodiversità PAT. CULTURALE, ARCHITETTONICO ED ARCHEOLOGICO Serie di elementi di natura storico-monumentale: - Ville Venete e relativi contesti paesaggistici: Villa de Reali ora Di Canossa, Villa Contarini Nenzi, Villa Albrizzi Franchetti e Villa Palazzi-Valier-Taverna; - centri storici di Casier e Dosson, perimetrati nell Atlante dei Centri Storici della Regione Veneto - nucleo storico di Casier città d acqua, che ha mantenuto l originaria struttura storica, in armonia con l ansa del fiume Sile e la navigabilità dello stesso Paesaggio Biodiversità Urbanizzazione Parrocchia di Casier con numerose opere di pregio Sile quale protagonista principale Attività a rischio di incidente rilevante Nel territorio comunale non ve ne sono Corridoio ecologico Rumore Le situazioni di criticità sono determinate prevalentemente dal traffico veicolare. Le principali fonti di inquinamento sono: - S.S. n.13 e S.P. n.67 - Attività industriali Popolazione Fauna INQUINANTI FISICI Radiazioni non ionizzanti: - ad alta frequenza = impianti SRB. Sono presenti 6 impianti, posti in prossimità dei centri abitati e delle zone industriali - radiazioni a bassa frequenza = elettrodotti. Sono presenti 3 linee da 132 kv. Risulta vincolato, ai sensi della LR 27/93, il 2,79 % del territorio Attività certificate EMAS Seguono gli standard internazionali ISO 14001, e ne sono certificate, 3 aziende Inquinamento luminoso L aumento della luminanza totale è del % Attività soggette ad autorizzazione Sono presenti, secondo il PRG, 5 attività autorizzate allo scarico, che immettono in altrettanti fossati posti nelle vicinanze degli stabilimenti. Attività produttive in zona impropria Sono presenti,secondo il PRG, 3 attività produttive da trasferire e 4 attività da bloccare (i cui locali sono già stati riconvertiti) Suolo e sottosuolo Acqua Popolazione 6

9 EMERGENZE DA TUTELARE Sistema insediativo Il Comune di Casier si trova immediatamente al di sotto del comune di Treviso, posizione che gli attribuisce una buona attrattività Influenze positive su.. Popolazione Economia CRITICITÀ Sistema insediativo Comune di prima cintura, cresciuto nella periferia della città capoluogo: - crescita di popolazione (grossa espansione insediativa e demografica) - carenza di servizi (scuole) Influenze negative su.. Popolazione Qualità della vita Servizi Aree marginali in cui l espansione si è sviluppata per singoli interventi edilizi diretti = alti costi per la diffusione delle infrastrutture a rete (residenza diffusa) Popolazione (Sottoservizi) Perdita di identità dei confini fisici dell urbanizzato e della linea di demarcazione tra area urbana e zona agricola Urbanizzazione Paesaggio Agricoltura Biodiversità ECONOMIA E SOCIETÀ Popolazione Trend aumento abitanti Forte componente straniera Sistema produttivo Importanti insediamenti di complessi industriali, artigianali e commerciali Sistema produttivo primario Sistema insediativo Economia Sottoservizi Popolazione Viabilità Espansione urbanizzato = consistente impermeabilizzazione del terreno, con progressivo aumento dei rischi di dissesto idrogeologico Popolazione Trend aumento abitanti Forte componente straniera Sistema produttivo Importanti insediamenti di complessi industriali, artigianali e commerciali Sistema produttivo primario Perdita (progressiva) dei caratteri identitari del territorio agricolo Rischio idrogeologico R. idraulico Mobilità Sistema sanitario Economia Sottoservizi Emissioni Rumore Traffico Paesaggio Radicchio rosso di Treviso (Coltura di pregio) A sud del centro urbano di Casier, nell ambito delimitato dal Viale della Liberazione e dal confine comunale con Casale sul Sile: presenza di sistemazioni agricole tipiche della campagna storica veneta, caratterizzate da: - siepi, filari, sistemazioni a cavino ed alla ferrarese - elevata biodiversità faunistica e vegetazionale Economia Popolazione Paesaggio Biodiversità Diminuzione del numero di imprenditori agricoli che coltivano in modo tradizionale (radicchio) Economia 7

10 EMERGENZE DA TUTELARE Sistema produttivo secondario Industria: assorbe un gran numero di addetti, provenienti anche dai comuni limitrofi La superficie destinata ad attività produttive rapportata al numero di abitanti è in assoluto tra le più elevate dell intera provincia Presenza di realtà industriali di eccellenza Influenze positive su.. Viabilità Economia Grossa attrattività e sviluppo futuro di un importante polo industriale e terziario Parco Regionale Naturale del fiume Sile - grossa affluenza di podisti e ciclisti soprattutto nei giorni festivi Mobilità Popolazione\ Sistema produttivo secondario CRITICITÀ La superficie destinata ad attività produttive rapportata al numero di abitanti è in assoluto tra le più elevate dell intera provincia Influenze negative su.. Paesaggio Viabilità Rischio idraulico Emissioni Sversamenti Biodiversità ECONOMIA E SOCIETÀ Mobilità Posizione strategica dal punto di vista viabilistico regionale: - grossa capacità attrattiva - alto valore come nodo logistico di livello regionale (rapido accesso ad aeroporto, ferrovia, rete autostradale); - la rete di percorsi ciclo-pedonali presenta una buona estensione; Il Fiume Sile possiede un potenziale importante rispetto alla navigazione Elevato grado di connettività: - Terraglio, autostrada - Area periferica di Treviso Economia Popolazione Mobilità Centralità-viabilità: - le grosse problematiche legate agli importanti flussi di traffico, anche di quello pesante di accesso alle attività produttive - le zone industriali vengono raggiunte prevalentemente in auto (carenza di trasporto pubblico) - la mancanza di una gerarchizzazione della rete stradale - i grossi impatti sulla componente atmosferica qualità dell aria Traffico Emissioni Rischio Terraglio Est (nuova realizzazione) Terraglio est Buona dotazione di piste ciclabili Rifiuti Non sono presenti discariche attive. Quelle presenti in passato sono state oramai da tempo chiuse, bonificate e non rappresentano un pericolo per la salute pubblica e l ambiente Suolo e sottosuolo Rifiuti Forte aumento nella produzione di rifiuti particolari Sostenibilità Qualità della vita Sul territorio è presente un Ce.R.D. (Centro di Raccolta Differenziata) A fronte di un aumento nella produzione di rifiuti procapite si registra un forte aumento nella percentuale di rifiuti riciclati Servizi Buona copertura (in incremento) Buona gestione Sostenibilità Popolazione 8

11 3 INDICATORI AMBIENTALI 3.1 Gli indicatori Le condizioni di vita dell uomo dipendono direttamente da quelle dell ecosistema territoriale in cui vive, pertanto è necessario proteggere e preservare l ambiente per assicurare una qualità di vita degna e sostenibile per le generazioni attuali e future. Lo studio, la valutazione ed il monitoraggio sulle varie componenti ambientali identificate (aria, acqua, suolo, paesaggio, ecc.) viene effettuato attraverso l uso di indicatori ambientali, approccio particolarmente necessario in materia ambientale sia in riferimento alla necessità di monitorare la variazione nel tempo, sia per orientare le scelte di programmazione e pianificazione verso criteri e modelli gestionali sostenibili. La descrizione dello stato dell ambiente e delle risorse di un dato territorio richiede la raccolta e l organizzazione delle informazioni esistenti in un quadro sufficientemente rappresentativo della situazione reale, che sia al tempo stesso sintetico e comprensibile e che individui le relazioni che intercorrono fra lo stato delle risorse, le attività umane e i fattori di pressione. Si tratta di un operazione spesso complessa e delicata, che viene comunemente effettuata attraverso l utilizzo di una serie di indicatori. Con il termine indicatore si identifica uno strumento in grado fornire una rappresentazione sintetica del fenomeno indagato, traducendo in un dato facilmente leggibile, solitamente espresso in forma numerica, sia informazioni di tipo quantitativo che informazioni di tipo qualitativo. Secondo l Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD), per essere efficaci gli indicatori devono avere le seguenti caratteristiche: - utilità: devono essere facilmente interpretabili da parte dei tecnici, dei politici e della popolazione; - rilevanza: devono essere in grado di misurare il trend in atto e l evolversi della situazione ambientale analizzata rispetto agli obiettivi individuati; - solidità scientifica: devono essere basati su standard riconosciuti dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale e devono essere relazionabili con banche dati ed altre informazioni esistenti; - misurabilità: i dati necessari per calcolarli devono essere facilmente ottenibili, documentati, di qualità comprovata ed aggiornabili regolarmente. L utilizzo di indicatori consente di ridurre il numero di misurazioni e di parametri che sono normalmente necessari per fornire un quadro esatto della situazione indagata, facilitare la divulgazione e la comunicazione agli utilizzatori dei risultati delle indagini e monitorare l evoluzione nel tempo della situazione indagata, facilitando il confronto dei dati. L utilizzo degli indicatori che, come detto, permette di rappresentare in forma sintetica un fenomeno caratterizzato da una realtà articolata e complessa, può costituire, inoltre, per i vari organismi di governo un utile strumento di supporto alle decisioni. La necessità di fronteggiare efficacemente fenomeni complessi quali quelli che coinvolgono l ambiente e le attività umane richiede una duplice strategia di intervento: da un lato agire sulle cause che determinano i cambiamenti, dall altro promuovere opportune misure di adattamento alle condizioni che determinate azioni possono generare. Ciò richiede informazioni chiare, affidabili e sempre aggiornate, in grado di descrivere prontamente l evoluzione dei fenomeni per comprenderne l entità e predisporre contromisure adeguate. Scopo dell indicatore è definire un significato di sintesi del fenomeno indagato e viene elaborato con il preciso obiettivo di dare un peso quantitativo a parametri caratteristici delle componenti ambientali prese in esame; è un indice che mostra quantitativamente le condizioni del sistema, attuali e future Il modello PSR e il modello DPSIR Il primo riferimento tra i modelli è il Pressione - Stato - Risposta (PSR), proposto in ambito nazionale dall OECD, che utilizza tre tipi di indicatori ambientali: - Indicatori di pressione (P): misurano la pressione esercitata dalle attività antropiche sull ambiente e sono espressi in termini di emissioni o di consumo di risorse (flussi di materia); - Indicatori di stato (S): fanno riferimento alla qualità dell ambiente in tutte le sue componenti ed evidenziano situazioni di fatto in un preciso momento temporale: descrivono lo status quo. Se utilizzati nella misurazione della reattività o il livello di esposizione ad alterazioni o fattori di degrado del sistema ambientale ed insediativo sono anche detti indicatori di qualità/degrado/esposizione; - Indicatori di risposta (R): sono necessari per prevenire, compensare o mitigare gli impatti negativi dell attività antropica e sintetizzano la capacità e l efficienza delle azioni (piani, politiche o programmi) intraprese per il risanamento ambientale, per la conservazione delle risorse e per il conseguimento degli obiettivi assunti. A questa prima serie di indicatori base si possono affiancare quegli indicatori che si limitano alla caratterizzazione di aspetti utili alla descrizione del contesto di riferimento: indicatori di scenario. Con la Conferenza di Aalborg +10 è stato definito un inventario degli indicatori ambientali integrati a livello europeo, nazionale e locale. Pur esistendo questa lista, peraltro molto ricca e varia, essendo stata concepita per rispondere alle esigenze dell intera 9

12 comunità rappresentante ben 25 Paesi, si è tuttavia dell idea che sia necessario lasciare alle singole comunità l autonomia di selezionare gli indicatori più adatti alla situazione locale per meglio rappresentare la loro specificità ambientale. Oltre al modello sopra descritto, ne esiste anche un altro, di più recente e nuova concezione, che meglio individua il concetto di sostenibilità: il modello DPSIR. Il modello DPSIR è un estensione del modello PSR (Pressione-Stato-Risposta) ed è la struttura di indicatori più ampiamente accettata; tale schema sviluppato in ambito EEA (European Environment Agency) e adottato dall ANPA per lo sviluppo del sistema conoscitivo e dei controlli in campo ambientale (Indicatori Descrittivi), si basa su una struttura di relazioni causali che legano tra loro i seguenti elementi: - Determinanti; - Pressioni; - Stato; - Impatti; - Risposte. Tale modello introduce rispetto al precedente a monte delle pressioni, le forze causanti : i Determinanti (D), che si possono definire come le cause generatrici primarie di ogni possibile interazione (positiva o negativa) con l ambiente naturale. Gli indicatori di Pressione, come visto, descrivono le variabili che direttamente causano i problemi ambientali e sono generalmente riconducibili all antropizzazione (emissioni tossiche di CO2, rumore, inquinamento, ecc.). A valle delle pressioni si analizza invece lo Stato della natura, che si modifica a tutti i livelli in seguito alle sollecitazioni umane (temperatura media globale, livelli acustici, ecc.), è la condizione attuale dell ambiente, rilevata attraverso elementi che caratterizzano e descrivono, sia del punto di vista quantitativo che qualitativo, le diverse componenti ambientali e ne permettono una valutazione. Il modificarsi dello stato della natura e delle sue componenti ambientali comporta Impatti (I) sul sistema antropico (salute, ecosistemi, danni economici); tali impatti sono per lo più negativi, poiché il modificarsi dello stato della natura in genere coincide con un suo allontanarsi dalle condizioni inizialmente esistenti, favorevoli alla prosperità umana. La società e l economia, di fronte a tali impatti reagiscono fornendo Risposte (politiche ambientali e settoriali, programmi e progetti, iniziative legislative e pianificazioni) basate sulla consapevolezza dei meccanismi che la determinano. Le risposte (R) sono dirette sia alle cause immediate degli impatti (cambiamenti dello stato) sia alle loro cause più profonde, scatenanti, risalendo fino alle pressioni stesse ed ai fattori che le generano (determinanti). Per l organizzazione degli elementi conoscitivi per l integrazione della conoscenza ambientale si è dunque impiegato come riferimento architetturale lo schema DPSIR. Ai fini di una valutazione ambientale, la definizione del core-set di indicatori ambientali nasce riferendosi ai seguenti ambiti di integrazione: - le tematiche ambientali; - i settori di intervento. 10

13 3.1.2 Metodologia usata per la definizione del core-set di indicatori L utilizzo degli indicatori come strumento a supporto della pianificazione territoriale ed urbanistica oltre che ad essere imposto dalla vigente normativa in materia, si dimostra necessario per operare una pianificazione attenta ed una programmazione futura del territorio che mirino a raggiungere gli ambiziosi ma non più irrinunciabili obiettivi della compatibilità e sostenibilità ambientali. In generale si individuano tre insiemi di indicatori da usare nelle analisi ambientali: - indicatori fissati dalla normativa di settore (come gli indicatori sulla qualità delle acque o sulla qualità dell aria), un insieme di parametri spesso stabiliti in modo poco integrato; - indicatori ideali, cioè quelli integrati (ed esempio le catene DPSIR complete o gli indici sintetici di sostenibilità); - indicatori effettivamente disponibili, perché già raccolti o calcolati, archiviati in sistemi informativi, oppure già presentati in precedenti relazioni ambientali. I sistemi di indicatori si organizzano a tre livelli: per tema (ad esempio clima, qualità dell aria, qualità dell acqua), per tipologia (determinante, pressione, stato, impatto e risposta) e per funzione (descrittivo, prestazionale e di efficienza). Gli indicatori descrittivi sono indicatori elementari che misurano cosa sta succedendo in relazione alle varie componenti ambientali, sono i tipici indicatori di base per la caratterizzazione della situazione ambientale. Indicatori di efficienza sono indicatori derivati che misurano l efficienza di uso delle risorse (o di inquinamento) per unità di prodotto, di processo, di reddito; ne sono un esempio i consumi idrici (mc/ab) i carichi di BOD5 e COD, la superficie esposta a rischio idrogeologico, le emissioni inquinanti ed il consumo energetico. Gli indicatori prestazionali misurano la distanza ( distance-to-target ) della situazione attuale rispetto a valori di riferimento, obiettivi politici, livelli di sostenibilità; ne sono esempio la qualità delle acque superficiali (obiettivo 100% in classe II al 2010) o gli abitanti allacciati al servizio di depurazione (obiettivo teorico del 100%).-- L individuazione della liste di indicatori da utilizzare si basa, partendo da liste nazionali e internazionali di riferimento, sulle specifiche azioni di riferimento, vale a dire sulle domande e sugli obiettivi di lavoro, e sull analisi della disponibilità e fattibilità dei dati. Per ogni componente ambientale è stata realizzata una lista di indicatori che meglio potessero descriverla e da cui scegliere uno o più indicatori utilizzabili nella valutazione del PAT. La scelta degli indicatori è in parte oggettiva ed in parte soggettiva: dipende innanzitutto dalla disponibilità dei dati a disposizione recuperabili presso i diversi enti, associazioni, studi, ricerche, ecc. nonché elaborati direttamente dagli estensori della VAS, ma anche dalla tipologia del territorio (collinare, comune di pianura ecc.) sottoposto a Valutazione Strategica, che a seconda del grado di complessità può richiedere indicatori specifici. La lista di indicatori selezionati e quindi utilizzati deve corrispondere a determinati criteri: - capacità di orientamento, deve essere efficace, comprensibile e comunicabile, nonché capace di mettere in evidenza le opportunità da valorizzare presenti nel territorio in esame; - validità, intesa quale sensibilità ai mutamenti nel tempo dei fenomeni rappresentati, attendibilità ad affidabilità nei metodi di misura e di raccolta dei dati, possibilità di comparare stime e misure effettuate nel tempo; - applicabilità, in quanto il dato utilizzato deve essere reperibile ed integrabile in un sistema informativo ambientale; - rilevanza intesa quale coerenza tecnica con gli obiettivi di qualità adottati e pertinenza con i risultati attesi. Nello specifico ai fini della procedura di VAS sono stati considerati indicatori in grado di adempiere a determinate funzioni quali: - caratterizzare le condizioni ambientali emerse nel Rapporto sul Quadro Conoscitivo; - quantificare gli obiettivi di sostenibilità del Piano, in termini di riferimenti normativi e scientifici; - definire criteri e requisiti per azioni e progetti di piano e per la loro selezione - monitorare l attuazione, l efficienza e l efficacia delle scelte attuate; di fondamentale importanza è la proiettabilità futura dell indicatore, ovvero il suo aggiornamento futuro La procedura di analisi La VAS rappresenta uno strumento di formulazione del Piano che ha, tra i suoi fini principali, quello di mostrare le conseguenze delle azioni previste, fornendo pertanto importanti informazioni ai decisori. Nell analisi che segue si è applicato il modello DPSIR. La procedura di analisi è stata elaborata in due fasi distinte. Nella prima fase (cap.3.2) sono state analizzate le singole matrici ambientali, con l obiettivo di avere un quadro il più possibile esaustivo dello stato di fatto; a tal fine sono stati utilizzati gli indicatori di stato (S) ritenuti più idonei ad individuare le potenzialità e le fragilità del sito in analisi. Nella seconda fase (cap. 3.3) sono stati considerati gli indicatori determinanti (D), pressioni (P), impatti (I) e risposte (R) delle diverse componenti ambientali, raggruppate in virtù delle strette correlazioni rilevate. Questa metodologia ci ha permesso di dare evidenza dello scenario di riferimento con cui si confronterà il progetto di piano. 11

14 3.2 Sintesi dello stato di fatto e criticità emerse Premessa L analisi dello stato di fatto è stata organizzata con l intento di individuare il complesso delle criticità presenti nel territorio, per disporre di una base conoscitiva adeguata a informare correttamente le scelte di piano. In tal senso è stata condotta un intensa attività di raccolta dei dati disponibili, scontrandosi frequentemente con oggettive complessità di reperimento, spesso a causa della scarsità di notizie oppure della difficoltà di interazione con Enti terzi. Tale analisi è stata riportata nel Rapporto sul Quadro Conoscitivo del Comune di Casier, dove sono state accuratamente analizzate le singole componenti ambientali. Di seguito si riporta la sintesi di quanto derivato dall analisi dello stato di fatto per quanto concerne le componenti ambientali e paesaggistiche; allo stesso si rimanda comunque, qualora si vogliano maggiormente approfondire le diverse tematiche. Lo stato di ciascuna componente ambientale è inoltre sinteticamente descritto mediante tabelle che, per ciascun indicatore di stato, indicano oltre alla disponibilità dei dati, i trend evolutivi in assenza di interventi utilizzando le seguenti simbologie: Dati - Stato attuale Tendenza situazione negativa situazione stabile o incerta situazione positiva tendenza verso progressivo miglioramento tendenza verso progressivo peggioramento tendenza costante nel tempo - tendenza non valutabile (dati riferiti a un solo anno o ad un intervallo temporale troppo breve) Analisi dello stato delle componenti Clima L aumento della temperatura media globale negli ultimi decenni è un segno evidente dei cambiamenti climatici in corso. Due tra le principali conclusioni del Quarto Rapporto di Valutazione dell Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC, 2007) indicano che: - il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile, come comprovato da osservazioni di aumento di temperatura atmosferica e oceanica, scioglimento di neve e ghiacci, aumento del livello del mare su scala globale; - l aumento della concentrazione di gas serra dovuto alle attività umane è molto probabilmente la principale causa del riscaldamento globale osservato dalla metà del XX secolo. Le conclusioni di questo documento sono state alla base di alcuni primi importanti impegni politici in materia di riduzione delle emissioni e di politiche energetiche, in particolare quelli adottati dall Unione Europea attraverso le conclusioni del Consiglio Europeo dell 8-9 marzo Cresce quindi, la necessità di disporre di indicatori adeguati a rappresentare l insieme dei fenomeni connessi a questa tematica, sia con funzione conoscitiva, sia come base per gli interventi di prevenzione e adattamento. Il territorio del Comune di Casier è situato nella fascia di transizione tra l alta e la bassa pianura veneta. I principali fattori a condizionare il clima sono: - la latitudine; - la vicinanza ai rilievi prealpini a nord; - la vicinanza al mare a sud; - la morfologia del territorio; - il corso del fiume Sile ad Est. L area della pianura, cui appartiene il territorio comunale, è caratterizzata da un clima di carattere continentale, con inverni rigidi ed estati calde e afose. Elemento determinante è la scarsa circolazione aerea tipica del clima padano, con frequente ristagno delle masse d aria specialmente nel periodo invernale. I dati relativi alle condizioni climatiche sono raccolti, monitorati e resi disponibili dall ARPAV; sono relativi al periodo e fanno riferimento ai seguenti parametri meteorologici: precipitazioni, temperatura, venti, umidità, radiazione solare. Allo stato attuale nel Comune di Casier non sono presenti stazioni meteorologiche dell ARPAV, le stazioni meteorologiche più vicine al Comune sono localizzate una a nord, Treviso città, ed una a sud, Mogliano Veneto. 12

15 I dati analizzati si riferiscono al periodo 1 settembre dicembre 2005 per la stazione di Mogliano Veneto, 1 marzo dicembre 2005 per la stazione di Treviso. Nome stazione Data inizio attività Quota m s.l.m. Gauss x Gauss y Mogliano Veneto 01/09/ Treviso città 01/03/ PRECIPITAZIONI I dati di precipitazione annua consentono di confrontare la pioggia caduta negli anni solari in esame con un valore medio annuo di riferimento, calcolato generalmente su un arco temporale di 30 anni. Per la Regione Veneto il valore medio scelto come riferimento è calcolato su un periodo più breve, poiché le specifiche stazioni ARPAV sono state rese disponibili solo negli ultimi 20 anni. Per quanto riguarda il regime pluviometrico nelle stazioni di riferimento il suo valore medio annuale è pari ad mm per Mogliano Veneto e mm per la stazione di Treviso città. Si possono rilevare due massimi nei periodi aprile giugno e ottobre novembre. Entrambe le stazioni registrano un massimo di piovosità annua nel 2002 ed un minimo nel 2003, inoltre entrambe registrano una somma annuale di piovosità in leggero calo ma che comunque si attesta su valori maggiori rispetto alla media annuale degli anni di riferimento. Per la stazione di Mogliano Veneto i giorni piovosi sono mediamente 73 (media pluriennale) nel corso dell anno e variano mensilmente tra 3 e 9, per Treviso invece si registrano mediamente 85 giorni piovosi l anno con frequenza mensile di 3 10 gg/mese. Per entrambe le stazioni l anno con un maggior numero di giorni piovosi è stato il 2004, nel 2005 si registra quindi un calo che si attesta su valori pari alla media per la stazione di Mogliano e leggermente inferiori (76 gg) per la stazione di rilevamento di Treviso centro. Nel complesso si regista un buono stato delle precipitazioni, anche se in leggero calo, mentre per quanto concerne il numero dei giorni piovosi la situazione si può ritenere stabile, con un trend leggermente negativo. TEMPERATURA Analizzando i dati relativi all intero territorio regionale si evince che i primi anni del nuovo millennio sono stati piuttosto caldi, il 2004 e 2005 sono risultati invece più freddi rispetto alla media. Dai dati di temperatura registrati dalle stazioni di interesse si riscontra che per entrambe le zone monitorate vi è un calo complessivo delle medie mensili annue, e che il valore medio annuale è inferiore al valore medio ottenuto considerando l intero periodo di riferimento; pertanto a fronte di uno stato attuale stabile si individua un trend negativo. I massimi termici si rilevano nei mesi di giugno agosto con medie mensili dei valori massimi delle massime giornaliere che si attestano sui C per la stazione di Mogliano Veneto e C per la stazione di Treviso città. I minimi termici si registrano invece nei mesi di dicembre febbraio con medie mensili dei valori minimi delle minime giornaliere del mese che giungono sui C per la stazione di Mogliano Veneto e C per la stazione di Treviso città. Quindi a fronte di uno stato attuale buono, perché i valori registrati rispettano i cambiamenti stagionali tipici della zona climatica, si registra una tendenza mediamente negativa, data dall abbassamento generale delle temperature. VENTI Riguardo alla direzione dei venti, risultano dominanti in genere i venti provenienti da NE per Mogliano Veneto e da N per Treviso città. Le velocità medie mensili oscillano per Mogliano Veneto tra 1.3 e 2.2 m/s (registrate a 10 m di altezza) e per Treviso città da 0.4 m/s a 0.8 m/s (registrate a 2 m d altezza), in entrambe le stazioni i massimi si registrano ad aprile. Si valuta la situazione incerta, con tendenza stabile, questo poiché la calma di vento a cui è soggetta l area, specialmente nel periodo invernale, provoca condizioni di ristagno. UMIDITÀ RELATIVA I dati relativi all umidità mostrano come i valori medi mensili facciano rilevare un aumento nei mesi da settembre a gennaio e una diminuzione da febbraio ad agosto. Il valore medio misurato nel periodo di analisi è pari al 79% per Mogliano Veneto e 74% per Treviso città. Nel complesso si ritiene la situazione stabile. RADIAZIONE SOLARE La radiazione solare registra i massimi valori medi mensili nei mesi di giugno e luglio,durante i quali si è registrato un valore massimo pari a MJ/m 2 a Mogliano Veneto e MJ/m 2 a Treviso città. Nel complesso si ritiene la situazione stabile. Di seguito si riporta la descrizione sintetica della condizione della componente clima mediante gli indicatori di stato. 13

16 Indicatore di stato Disponibilità dei dati Stato attuale Precipitazioni mensili * Numero giorni piovosi * / Valori medi mensili di temperatura dell'aria a 2 m dal suolo, minima media e massima * Valori estremi di temperatura dell'aria a 2 m dal suolo * Valori medi mensili di direzione vento prevalente e di velocità vento media * Valori medi mensili di umidità relativa dell'aria a 2 m dal suolo, minima media e massima * Valori medi mensili di radiazione solare globale * Tendenza Data Fonte Intervallo temporale ARPAV Intervallo temporale ARPAV Intervallo temporale ARPAV Intervallo temporale ARPAV Intervallo temporale ARPAV Intervallo temporale ARPAV Intervallo temporale ARPAV * il decennio considerato rappresenta un arco di tempo troppo breve per dare una corretta valutazione dei fenomeni climatici, pertanto pur avendo a disposizione dati continuativi nel tempo questi vengono ritenuti Ambiente aria A livello internazionale lo stato della qualità dell aria è una delle emergenze ambientali che, insieme ai cambiamenti climatici, ai quali è strettamente collegato e alla gestione dei rifiuti e delle acque, più preoccupa gli amministratori locali e centrali e che coinvolge quotidianamente tutti i cittadini. Gli inquinanti più critici per le elevate concentrazioni presenti in atmosfera, nonostante la diminuzione nelle emissioni registrata negli ultimi anni, continuano a essere l ozono (O3) nei mesi estivi, il particolato atmosferico PM10 nei mesi invernali e anche il biossido di azoto (NO2). L impatto sanitario non è trascurabile, considerando anche che gli inquinanti citati raggiungono le concentrazioni più elevate nelle aree urbane dove la densità di abitanti è la più alta: nel periodo , l Agenzia Europea per l Ambiente (EEA) ha stimato che il 20-45% della popolazione urbana in Europa è stata esposta a livelli di PM10, ozono e biossido di azoto superiori ai valori limite. La qualità dell aria è oggetto di monitoraggio da parte dell ARPAV. Secondo il PRTRA, approvato nel 2004, il Comune di Casier viene classificato in zona C, pertanto presenta la necessità di predisporre un piano di mantenimento. La zona C corrisponde ad una buona qualità dell aria. COMUNE PROVINCIA PM10 IPA NO2 O3 C6H6 SO2 CO Casier TREVISO C C C C C C C Il Comune di Casier non presenta nel proprio territorio una stazione di rilevamento, la più vicina è sita nella città di Treviso, in via Lancieri di Novara. Le analisi condotte negli anni dalla stazione, che è di tipo background, hanno rilevato valori superiori a quelli fissati dalla normativa di riferimento per NO2, PM10, benzene e IPA (a cui si assegna pertanto uno stato attuale negativo con la tendenza al peggioramento), mentre per O3, SO2 e CO non sono stati rilevati valori superiori alla soglia (trend costante rispetto agli anni precedenti). Nell ottobre del 2006 è stato approvato con DGR n.3195 del 17/10/2006 un aggiornamento della zonizzazione del territorio regionale, basata sulla densità emissiva di ciascun comune, calcolata come somma pesata delle emissioni di PM10, COV, N2O, NOx, SO2 ed NH3, stimate dall APAT. Secondo tale aggiornamento il Comune di Casier è stato classificato in zona A1 Agglomerato, dove sono inseriti i comuni con densità emissiva superiore a 20 t/a*km 2. La nuova classificazione sottolinea uno stato attuale della qualità dell aria negativo. COMUNE PROVINCIA Classe Casier TREVISO A1 Agglomerato Di seguito si riporta la descrizione sintetica della condizione della componente aria mediante gli indicatori di stato. 14

17 Indicatore di stato Zone ai sensi del PRTRA per diversi parametri Disponibilità dei dati Stato attuale Tendenza Data Fonte SO PRTRA NO PRTRA O PRTRA CO PRTRA benzene PRTRA PM PRTRA IPA PRTRA Concentrazioni medie annuali e n. di superamenti dei limiti di legge del inquinante atmosferico SO ARPAV Concentrazioni medie annuali e n. di superamenti dei limiti di legge del inquinante atmosferico NO ARPAV Concentrazioni medie annuali e n. di superamenti dei limiti di legge dell inquinante atmosferico O ARPAV Concentrazioni medie annuali e n. di superamenti dei limiti di legge del inquinante atmosferico CO ARPAV Concentrazioni medie annuali e n. di superamenti dei limiti di legge del inquinante atmosferico Benzene (C6H6) ARPAV Concentrazioni medie annuali e n. di superamenti dei limiti di legge del inquinante atmosferico PM ARPAV Concentrazioni medie annuali e n. di superamenti dei limiti di legge del inquinante atmosferico IPA ARPAV Nuova zonizzazione del territorio regionale sulla base della densità emissiva Ambiente acqua Regione Veneto L acqua riveste una duplice veste: componente ambientale e materia prima. Come componente ambientale, l acqua non deve più essere considerata gratuita né naturalmente rinnovabile in quanto le costanti di tempo, necessarie al ripristino quali/quantitativo dei corpi idrici superficiali e sotterranei compromessi, possono essere molto lunghe, anche quando vengano messi in atto complessi e costosi interventi di risanamento e bonifica che, peraltro, qualora sia stata superata la capacità di carico dell ecosistema acquatico danneggiato, non conducono ai livelli precedenti la compromissione, ma lasciano un degrado residuo tale, a volte, da incidere sulla possibilità delle future generazioni di avere acqua sufficiente, non contaminata e, quindi, disponibile. Fondamentale è il ruolo rivestito dall acqua nella conservazione degli equilibri ecologici e territoriali, nella qualità del paesaggio, nella tutela della qualità della vita e della salute. Come materia prima l acqua è diventata, a causa della scarsità che affligge vaste aree del pianeta, anche in realtà territoriali che storicamente non presentavano questo problema, di valenza strategica, in quanto necessaria per poter sostenere il modello di vita e di sviluppo idroesigente su cui ci si è attestati; le andrebbe attribuito, pertanto, un adeguato valore economico e dovrebbe quindi essere gestita tenendo conto delle leggi dell economia, senza dimenticare però che è principalmente un bene indispensabile alla sopravvivenza. Occorre, inoltre, distinguere il concetto di disponibilità dell acqua da quello di fruibilità della stessa: una certa quantità di acqua può rientrare nel bilancio quantitativo (disponibile) ma, se non possiede le caratteristiche qualitative richieste dall uso cui essa è destinata, non è fruibile. I problemi in gioco sono quindi di due tipi: quantitativo e qualitativo. Essi si manifestano sotto le forme della scarsità e dell inquinamento tra loro strettamente connesse, nel senso che l esistenza dell una induce la presenza dell altra, o ne aggrava gli effetti. RISCHIO IDRAULICO Il Comune di Casier è compreso totalmente all interno del Bacino del fiume Sile. La rete idraulica del territorio comunale è costituita da Scolo Dosson, Rio Rigolo, Scolo Bigonzo, Scolo Riolo e Scolo Piovega di Dosson. Si tratta di corsi d acqua a scolo naturale, gestiti dal Consorzio di Bonifica Dese Sile. La rete idrografica superficiale è inoltre formata da una serie di corsi d acqua minori che, a seconda della loro ubicazione, sono gestiti e mantenuti in efficienza idraulica dal Comune (fossi lungo le strade comunali), dalla Provincia (fossi lungo le strade provinciali), o da privati (fossi a confine tra proprietà private). I fenomeni idraulici che si sviluppano nel Bacino del fiume Sile, generalmente, non danno luogo a condizioni di reale pericolo per l incolumità delle persone, quanto piuttosto creano condizioni di disagio per le persone e danni di diversa entità alle cose. Circa l 84% del territorio comunale è considerato a rischio idraulico ; sono stati individuati i punti che presentano le maggiori criticità: - abitato Case Minime, sullo Scolo Dosson; 15

18 - zona via Guizzetti, situata in fregio allo Scolo Dosson; - zona localizzata ad Est della S.P. 107 all altezza dell Osteria Alla Sicilia ; - centro di Casier. Per l individuazione delle aree a pericolosità idraulica si è fatto riferimento ai seguenti Piani: - PAI del Fiume Sile della Pianura tra Piave e Livenza; - P.G.B.T.T.R. del Consorzio di Bonifica Dese Sile; - Piano del Parco del Fiume Sile; - P.T.R.C. dellla Regione Veneto; - P.T.C.P. della Provincia di Treviso; - P.R.G.C. del Comune di Casier Date le criticità ed il rischio si ritiene la situazione stabile e costante nel tempo. ASPETTI QUALITATIVI Il Sile è un corso d acqua significativo, ai sensi del D. Lgs. 152/99. Nel Comune di Casier non sono presenti stazioni ARPAV di rilevamento della qualità delle acque superficiali, per l analisi dei dati si è ritenuto opportuno considerare le stazioni più vicine. Stazione Corpo idrico Prov. Comune Località Latitudine N Longitudine E 79 F. SILE TV TREVISO FIERA-P.TE OSPEDALE REGIONALE 45 39' 51" 12 15' 46" F. LIMBRAGA TV TREVISO FIERA - PONTE SS.53 POSTUMIA 45 39' 49" 12 16' 20" F. STORGA TV TREVISO FIERA - MULINO MANDELLI 45 39' 40" 12 16' 50" F. MELMA TV SILEA VIA MACELLO 45 39' 14" 12 18' 05" 4 81 F. SILE TV SILEA CENDON - PONTE PER CASIER 45 38' 06" 12 19' 13" 12 n. camp/ anno Il monitoraggio dei corpi idrici è stato effettuato negli anni dal 2000 al Il Sile, nel tratto di competenza, presenta uno stato ambientale variabile tra Sufficiente e Buono fino al 2003, fino ad attestarsi a buono e in tutti i casi il passaggio alla classe inferiore è stato determinato dal LIM. Il fiume Limbraga ha sempre fatto rilevare lo stato ambientale Sufficiente con una corrispondenza dei punteggi ottenuti dagli indicatori chimici e biologici, passando a Buono nel biennio Lungo il breve percorso del fiume si evidenzia la presenza dell ampia zona urbanizzata della città di Treviso, prevalentemente nella parte terminale del fiume in prossimità della stazione di rilevamento, da cui possono giungere reflui civili non depurati. Per il fiume Storga lo stato ambientale è risultato pari a Sufficiente (Buono nel 2001 e 2004) sempre determinato dal LIM Il fiume nel suo breve percorso attraversa prevalentemente l area urbanizzata di Treviso da cui possono giungere reflui di origine civile, causa dell inquinamento microbiologico delle acque. La parte iniziale del fiume Melma non presenta stazioni di monitoraggio ARPAV; in questa zona le aree circostanti il corso d acqua sono interessate prevalentemente dalla presenza di coltivazioni. Il tratto terminale del fiume, dallo scarico del depuratore di Carbonera ( AE di progetto, AE attuali) alla confluenza nel fiume Sile, ha fatto rilevare uno stato ambientale Sufficiente (Buono nel 2001) con una corrispondenza tra i punteggi di LIM e di IBE. Nel complesso per le stazioni considerate: - il LIM presenta delle oscillazioni nel corso degli anni, e generalmente registra un leggero peggioramento, si valuta pertanto la situazione come relativamente negativa, con un trend portato al peggioramento; - l IBE presenta un andamento costante, che denota uno stato in cui sono evidenti alcuni effetti dell inquinamento, e solo in alcune fasi ha evidenziato l instaurarsi di episodi di inquinamento; nel complesso si valuta la situazione positivamente, con trend costante; - il SECA denota una situazione stabile, tendente al miglioramento; - il SACA evidenzia una situazione positiva, tendente al miglioramento. Per un analisi dettagliata degli indici per le acque superficiali si rimanda al Rapporto sul Quadro Conoscitivo. LIM IBE SECA SACA (Livello di Inquinamento da Macrodescrittori) descrive la qualità degli ambienti delle acque correnti sulla base di analisi chimico-fisiche e microbiologiche. (Indice Biotico Esteso) si basa sull analisi della struttura delle comunità di macroinvertebrati viventi nei corsi d acqua, valuta la presenza/assenza di alcuni taxa indicandone lo stato qualitativo. (Stato Ecologico dei Corsi d Acqua) questo indice definisce lo stato ecologico dei corsi d acqua inteso nella loro complessità degli ecosistemi acquatici e della natura chimica e fisica delle acque nei confronti degli elementi biotici del sistema. Integra i dati ottenuti dalle analisi chimico-fisiche e microbiologiche raggruppate nell indice LIM con i risultati ottenuti dall applicazione dell IBE. (Stato Ambientale dei Corsi d Acqua) questo indice definisce lo stato ambientale del corso d acqua integrando i dati relativi allo stato ecologico con i dati relativi alle concentrazioni dei principali macroinquinanti chimici. 16

19 All Interno del Comune di Casier non ci sono pozzi monitorati per il controllo qualitativo della risorsa idrica sotterranea, sono stati pertanto analizzati i dati relativi a pozzi presenti nei comuni vicini. N. POZZO X_GBO Y_GBO COMUNE PROV QUOTA P.R. (m s.l.m.) QUOTA P.C. (m s.l.m.) ACQUIFERO PROFONDITA'(m) , ,137 QUINTO DI TREVISO TV 18,95 18,45 freatico 6, , ,888 TREVISO TV 15,14 15,14 artesiano 140, , ,93 CASALE SUL SILE TV 8,53 7,76 freatico 6, , ,12 CASALE SUL SILE TV - - freatico 7,6 Dalle analisi risulta che lo stato idrico delle falde è in discrete condizioni. Dal punto di vista della concentrazione media di inquinanti chimici le maggiori criticità sono rappresentate dalla presenza dei nitrati. Nel complesso la situazione è abbastanza buona e con tendenza al miglioramento. Lo stato chimico delle acque sotterranee, analizzato attraverso l indice SCAS, evidenzia delle caratteristiche idrochimiche per lo più buone, a meno delle stazioni di Casale sul Sile dove risultano scadenti o comunque compromesse dalle attività antropiche. Nel complesso si valuta la situazione come discretamente positiva e stabile nel tempo. Per un analisi dettagliata delle acque sotterranee si rimanda al Rapporto sul Quadro Conoscitivo. Di seguito si riporta la descrizione sintetica della condizione della componente acqua mediante gli indicatori di stato. Indicatore di stato Disponibilità dei dati Stato attuale Aree a rischio idraulico varie LIM: Livello di Inquinamento da Macrodescrittori / / Tendenza Data Fonte PAI, PGBTTR, Piano del Parco del Fiume Sile, PTRC, PTCP, PRGC ARPAV IBE: Indice Biotico Esteso ARPAV SECA: Stato ecologico dei corsi d acqua ARPAV SACA: Stato ambientale dei corsi d acqua ARPAV Concentrazione media di inquinanti chimici nelle acque sotterranee / ARPAV SCAS: Stato chimico delle acque sotterranee / ARPAV Livello piezometrico delle falde ARPAV Ambiente suolo e sottosuolo Il suolo strictu senso è la parte superiore della crosta terrestre interessata dai processi pedogenetici che garantisce l esistenza della vita sul pianeta, mentre il sottosuolo è quella parte di crosta che va dalla base del suolo sino a qualche centinaio-migliaio di metri di profondità. Per territorio invece si intende la superficie sulla quale si esplicano tutte la attività umane. I naturali processi evolutivi del sistema, coniugati con quelli degli altri sistemi ambientali, originano fenomeni che determinano, quando interagenti con le attività umane, rischi di varia intensità (rischi naturali). La conoscenza dei fattori che regolano l insieme dei processi e dei fenomeni agenti 17

20 all interno della matrice riveste, quindi, un importanza strategica per l elaborazione di politiche miranti a coniugare i fabbisogni e le esigenze della comunità, in termini anche di sicurezza, con la gestione oculata e rispettosa del patrimonio naturale e delle risorse ad esso associate. Il territorio del Comune di Casier appartiene alla bassa pianura alluvionale veneta, e ne ha il tipico aspetto; il territorio è pressoché pianeggiante, l altitudine media è pari a 5 m s.l.m.m. e le pendenze sono dell ordine di 1,5. L ampia pianura, cui appartiene il territorio comunale, si è formata nell epoca quaternaria per apporto alluvionale dei fiumi Brenta e Piave, quando essi depositavano ingenti quantità di materiale in una zona molto ampia. L apporto più rilevante era dovuto dalla maggiore portata per lo scioglimento dei ghiacciai. I terreni superficiali sono stati originati dal Brenta, mentre quelli più profondi sono stati depositati dal Piave. Il territorio si caratterizza sotto il profilo geomorfologico per la presenza di un terrazzo in corrispondenza della fascia legata al fiume Sile, che separa le alluvioni, per lo più grossolane (ghiaie e sabbie), depositate dal fiume Piave, da quelle più fini (limo e argilla) depositate dal fiume Brenta. Il territorio del Comune di Casier presenta due formazioni geolitologiche principali, la cui delimitazione superficiale è evidente e legata alla presenza di una specie di terrazzo: i terreni a quota inferiore appartengono alla bassura del Sile (i cui litotipi prevalenti sono ghiaie e sabbie, ricoperte da un sottile strato di terreno agrario), mentre quelli a quota superiore corrispondono alle alluvioni della bassa pianura (ove i litotipi prevalenti sono limo-argillosi, con presenza di sabbie più o meno limose). Dal punto di vista dell assetto idrogeologico la zona di studio presenta una prima falda alloggiata nell immediato sottosuolo la cui minima profondità dal p.c. della falda è generalmente di pochi decimetri, con oscillazione dell ordine di 2 metri, e da più falde artesiane profonde, tra loro distinte e sovrapposte, con caratteristiche idrauliche diverse nel dettaglio e con profondità comprese tra i 12 ed i 200 m. La prima falda è utilizzata molto poco, a causa della cattiva qualità per uso potabile oltre alla sua debole portata estraibile; la qualità dell acqua delle falde artesiane profonde, pur rientrando nei parametri della potabilità, ne sconsiglia l utilizzo acquedottistico per l elevata concentrazione di ammoniaca (per la presenza di strati di torba in profondità) e ferro (dovuto alla strutture metallica dei pozzi e da cause naturali). Per quanto concerne l assetto pedologico il territorio di Casier è classifica come BA (bassa pianura antica, calarea, a valle della linea delle risorgive, con modello deposizionale a dossi sabbiosi e piane alluvionali a depositi fini) e BR (bassa pianura recente, calcarea, a valle della linea delle risorgive, con modello deposizionale a dossi sabbiosi e piane e depressioni a depositi fini). La Capacità protettiva del suolo nei confronti delle acque profonde risulta medio-buona, infatti il territorio comunale presenta un rischio di percolazione dell azoto da medio a basso. Il Surplus di azoto di origine chimica e agrozootecnica sulla SAU comunale non presenta valori rilevanti, pertanto si valuta la situazione positivamente. Le Classi di capacità d uso del suolo identificano i suoli comunali come coltivabili, in modo intensivo o moderato; è pertanto una situazione positiva. L erosione del suolo è il distacco e il trasporto della parte superficiale del suolo per effetto dell acqua, del vento, del ghiaccio o di altri agenti geologici; attualmente vengono sperimentati diversi modelli di stima, tra cui USLE. Nelle simulazioni effettuate il Comune di Casier non presenta né rischio di erosione potenziale, né erosione attuale. Si valuta pertanto la situazione come positiva e costante nel tempo. Nel territorio comunale non si rivela la presenza di zone a Rischio frane, pertanto la situazione si presenta stabile e buona. Per il rischio sismico, secondo la riclassificazione sismica dei comuni del trevigiano ai sensi dell ordinanza 20 marzo 2003 n 3274, il territorio comunale è classificato come zona sismica 3. Dato il basso rischio si ritiene quindi la situazione positiva ed a trend stabile. Di seguito si riporta la descrizione sintetica della condizione della componente suolo e sottosuolo mediante gli indicatori di stato. Indicatore di stato Disponibilità dei dati Stato attuale Tendenza Data Fonte Capacità protettiva del suolo nei confronti delle acque profonde / ARPAV - Rapporto sullo stato dell ambiente delle Provincia di Treviso Surplus di azoto di origine chimica e agrozootecnica sulla SAU comunale PTA Regione Veneto Classi di capacità d uso del suolo ARPAV Carta dei Suoli del Veneto Erosione del suolo 2006 Rischio frane 2006 ARPAV - Rapporto sullo stato dell ambiente delle Provincia di Treviso ARPAV - Rapporto sullo stato dell ambiente delle Provincia di Treviso 18

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