Parere n. 5 Determinazione dell assegno di mantenimento

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1 27 Parere n. 5 Determinazione dell assegno di mantenimento di Anna Liconti Traccia Tizia si rivolge al suo legale di fiducia manifestando l intenzione di volersi separare dal marito Caio per sopravvenute circostanze che hanno reso intollerabile la convivenza. In particolare Tizia riferisce che il coniuge Caio, in prossimità del matrimonio decideva di intraprendere gli studi universitari in medicina, protrattisi per oltre dieci anni. Durante questo decennio Tizia e Caio avevano ricevuto il costante aiuto economico dei genitori di Caio e, in ragione di tale apporto e del reddito da lavoro dipendente di Tizia, impiegata nel Comune di X, gli stessi godevano di una buona stabilità economica. Secondo quanto ancora affermato da Tizia, Caio, subito dopo il conseguimento della laurea, partecipava vittoriosamente ad un concorso pubblico e quindi assunto presso il Comune di Y, circostanza questa che determinava la necessità del trasferimento di Caio nel lontano Comune ove avrebbe prestato servizio. I dissidi sorti tra i coniugi in merito all opportunità del trasferimento di Tizia e la contraria volontà di quest ultima di rinunciare al proprio posto di lavoro, hanno finito con l incrinare in modo grave ed irreparabile il rapporto coniugale. In ragione di tali fatti, Tizia chiede al proprio legale di fiducia delucidazioni in merito al diritto di ottenere un assegno di mantenimento, tenuto conto del cospicuo reddito di cui Caio oggi gode e dell aiuto economico di cui i coniugi hanno beneficiato nel corso del matrimonio e per lunghi anni. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizia, rediga motivato parere. Normativa di riferimento Art. 156 c.c. - Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi «Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri. L entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell obbligato.

2 28 Pareri Resta fermo l obbligo di prestare gli alimenti di cui agli articoli 433 e seguenti. Il giudice che pronunzia la separazione può imporre al coniuge di prestare idonea garanzia reale o personale se esiste il pericolo che egli possa sottrarsi all adempimento degli obblighi previsti dai precedenti commi e dall articolo 155. La sentenza costituisce titolo per l iscrizione dell ipoteca giudiziale ai sensi dell articolo In caso di inadempienza, su richiesta dell avente diritto, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all obbligato, che una parte di essa venga versata direttamente agli aventi diritto. Qualora sopravvengano giustificati motivi il giudice, su istanza di parte, può disporre la revoca o la modifica dei provvedimenti di cui ai commi precedenti». Giurisprudenza di riferimento Cass. Civ., sez. VI, 10 giugno 2014, n A norma dell art. 156 cod. civ., il diritto al mantenimento a seguito di separazione personale sorge, in favore del coniuge al quale questa non sia addebitabile, ove egli non fruisca di redditi che gli consentano di mantenere un tenore di vita analogo a quello che aveva durante il matrimonio. Nel valutare tale presupposto, tuttavia, il giudice dovrà tenere conto di ogni tipo di reddito disponibile da parte del richiedente, ivi compresi quelli derivanti da elargizioni da parte di familiari che erano in corso durante il matrimonio e che si protraggano in regime di separazione con carattere di regolarità e continuità tali da influire in maniera stabile e certa sul tenore di vita dell interessato. Cass. Civ., sez. I, 20 gennaio 2012, n. 785 Nella determinazione dell assegno di mantenimento, occorre tenere conto degli eventuali miglioramenti della situazione economica del coniuge nei cui confronti chiede l assegno, qualora costituiscano sviluppi naturali e prevedibili dell attività svolta durante il matrimonio. Cass. Civ., sez. I, 7 febbraio 2006, n In tema di assegno di mantenimento a favore del coniuge separato privo di adeguati redditi propri, ai sensi dell art. 156 c.c., il tenore di vita al quale va rapportato il giudizio di adeguatezza dei mezzi a disposizione del coniuge richiedente è quello offerto dalle potenzialità economiche dei coniugi durante il matrimonio, quale elemento condizionante la qualità delle esigenze e l entità delle aspettative del richiedente; sicché, ai fini dell imposizione e della determinazione dell assegno, occorre tener conto dell incremento dei redditi di uno di essi e del decremento dei redditi dell altro anche se verificatosi nelle more del giudizio di separazione, in quanto durante la separazione personale non viene meno la solidarietà economica che lega i coniugi durante il matrimonio e che comporta la condivisione delle reciproche fortune nel corso della convivenza. Brevi indicazioni per lo svolgimento del parere La traccia pone due quesiti in ordine all assegno di mantenimento in favore del coniuge cosiddetto debole, l uno relativo all an

3 Pareri e atti svolti di diritto civile 29 e l altro al quantum. Si ritiene utile affrontare separatamente i due quesiti seguendo uno stile argomentativo chiaro e sintetico. Utile ai fini della trattazione dell argomento è l analisi delle numerosissime pronunce della giurisprudenza della legittimità che hanno offerto importanti spunti di riflessione con particolare riferimento alla quantificazione dell assegno di mantenimento. Il parere è stato redatto seguendo l ordine dei punti: Formulazione dei due quesiti posti dalla traccia: - diritto all assegno; - rilevanza dell aiuto economico dei genitori del coniuge; risposta al primo quesito: argomentazioni a sostegno; indicazione di una massima giurisprudenziale conforme; risposta al secondo quesito: argomentazioni a sostegno; indicazione di una massima giurisprudenziale conforme; Conclusioni. GLOSSARIO Separazione dei coniugi: istituto disciplinato agli artt. 150 ss. c.c., determina uno stato di sospensione o quiescenza del rapporto coniugale, da cui discende la temporanea sospensione in capo ai coniugi di taluni dei diritti e doveri sorti in conseguenza del matrimonio. Essa può essere richiesta congiuntamente dai coniugi (cosiddetta separazione consensuale) ovvero da uno dei coniugi, indipendentemente dalla volontà dell altro coniuge, ove siano sorte circostanze o fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza. Assegno di mantenimento: tra gli effetti che discendono dalla separazione dei coniugi vi è anche l assegno di mantenimento, ossia la previsione che il coniuge economicamente più forte resti obbligato nei confronti del coniuge più debole alla corresponsione di quanto è necessario al suo mantenimento, che verrà determinato tenuto conto del tenore di vita raggiunto dalla coppia in costanza di matrimonio (e anche dell aspettativa, ove reale e concreta, di miglioramento prossimo delle condizioni economiche) nonché dei redditi del coniuge obbligato.

4 30 Pareri Svolgimento del parere I quesiti posti in essere da Tizia afferiscono al diritto, eventualmente maturato da quest ultima, a ricevere l assegno di mantenimento dal marito Caio in conseguenza della separazione nonché alla rilevanza, in ordine alla determinazione dell assegno di mantenimento, delle elargizioni disposte in favore della coppia dagli ascendenti del marito durante la vigenza del rapporto matrimoniale. Quanto al primo quesito, giova sin da subito precisare che, secondo quanto disposto all art. 156 c.c., con la sentenza che pronuncia la separazione dei coniugi, il giudice stabilisce a favore di un coniuge il diritto a ricevere dall altro coniuge quanto necessario per il suo mantenimento, ciò tenuto conto delle condizioni dei coniugi e del contributo personale ed economico dato da ciascuno di essi alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio. Il giudice, ancora, dispone l obbligo a carico di uno dei due coniugi di somministrare periodicamente a favore dell altro un assegno quando quest ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive. Il fondamento di tale previsione legislativa va ravvisato nella solidarietà post coniugale, data dalla necessità di garantire al coniuge economicamente più debole di poter mantenere lo stesso tenore di vita rispetto a quello goduto in costanza di matrimonio. Posta tale premessa, si evidenzia che dalla lettura degli elementi esposti in traccia emerge che Tizia rappresenta dal punto di vista economico il coniuge debole. Ciò è dato sostenere in quanto Caio, in conseguenza del percorso universitario in medicina dallo stesso intrapreso in costanza di matrimonio e durato ben dieci anni, ha successivamente conseguito una solidità reddituale indiscutibile e superiore rispetto a quella maturata da Caia, dipendente pubblico presso il Comune di X. Inoltre non può non tenersi conto della ragionevole aspettativa maturata dalla moglie di poter beneficiare dei redditi che il marito avrebbe conseguito a completamento del prestigioso percorso di studi intrapreso. Sotto tale primo profilo si ritiene, quindi, che Caia abbia diritto a richiedere ed ottenere un assegno di mantenimento e che lo stesso andrà determinato tenendo conto degli eventuali miglioramenti della situazione economica del coniuge nei cui confronti chiede l assegno, qualora costituiscano sviluppi naturali e prevedibili dell attività svolta durante il matrimonio (così Cass. Civ., sez. I, 20 gennaio 2012, n. 785). In senso

5 Pareri e atti svolti di diritto civile 31 conforme, la giurisprudenza di legittimità, con orientamento costante ha statuito che il tenore di vita al quale va rapportato il giudizio di adeguatezza dei mezzi a disposizione del coniuge richiedente è quello offerto dalle potenzialità economiche dei coniugi durante il matrimonio, quale elemento condizionante la qualità delle esigenze e l entità delle aspettative del richiedente; sicché, ai fini dell imposizione e della determinazione dell assegno, occorre tener conto dell incremento dei redditi di uno di essi e del decremento dei redditi dell altro anche se verificatosi nelle more del giudizio di separazione, in quanto durante la separazione personale non viene meno la solidarietà economica che lega i coniugi durante il matrimonio e che comporta la condivisione delle reciproche fortune nel corso della convivenza (così Cass. Civ., sez. I, 7 febbraio 2006, n. 2626). Assodato, dunque, che Caia ha maturato l anzidetto diritto, è necessario valutare il secondo quesito posto dalla traccia e cioè se rilevano, ai fini della quantificazione dell assegno, anche le somme ricevute dai coniugi nel corso del rapporto da parte dei genitori di Tizio. Emerge dalla traccia che durante il decennio in cui Caio era occupato a completare il suo percorso universitario, Tizia e Caio avevano ricevuto il costante aiuto economico dei genitori di quest ultimo aiuto che, sommato al reddito di Tizia, aveva garantito ai coniugi una buona stabilità economica. Ebbene, si ritiene che anche tali elargizioni debbano essere considerate ai fini della quantificazione dell assegno di mantenimento. In tal senso, tenuto conto dell orientamento giurisprudenziale secondo cui [...] il giudice dovrà tenere conto di ogni tipo di reddito disponibile da parte del richiedente, ivi compresi quelli derivanti da elargizioni da parte di familiari che erano in corso durante il matrimonio e che si protraggano in regime di separazione con carattere di regolarità e continuità tali da influire in maniera stabile e certa sul tenore di vita dell interessato. (così Cass. Civ., sez. VI, 10 giugno 2014, n ), è di chiara evidenza che la fruizione non sporadica di elargizioni da parte degli ascendenti ha influito in maniera stabile e certa sul tenore di vita di Caia. In ragione di tutto quanto esposto si ritiene non solo che Caia abbia pieno diritto alla corresponsione dell assegno di mantenimento ma anche che esso andrà calcolato tenuto conto tanto delle elargizioni di cui i coniugi hanno goduto in costanza del rapporto matrimoniale tanto del reddito conseguito da Tizio in ragione dell impiego assunto a conclusione del prestigioso percorso universitario.

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