P.A.T. Relazione. COMUNE DI MONTEGROTTO TERME Provincia di Padova. Elaborato UFFICIO DI PIANO REGIONE DEL VENETO DIREZIONE URBANISTICA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "P.A.T. Relazione. COMUNE DI MONTEGROTTO TERME Provincia di Padova. Elaborato UFFICIO DI PIANO REGIONE DEL VENETO DIREZIONE URBANISTICA"

Transcript

1 COMUNE DI MONTEGROTTO TERME Provincia di Padova Elaborato P.A.T. Relazione UFFICIO DI PIANO REGIONE DEL VENETO DIREZIONE URBANISTICA PROVINCIA DI PADOVA DIPARTIMENTO DI SVILUPPO TERRITORIALE COMUNE DI MONTEGROTTO TERME Il Sindaco IL PROGETTISTA Arch. Aldo Gianni MARANGON INFORMATIZZAZIONE DATI E Q.C. Abitat Sistemi Informativi VIA ROMA, POIANA MAGGIORE VI Febbraio 2011

2 Sommario PREMESSA... 4 INQUADRAMENTO TERRITORIALE... 5 NOTE STORICHE Termalità... 7 L origine del nome... 7 La storia delle Terme... 7 Il periodo romano... 8 L Oracolo di Gerione... 9 Le invasioni barbariche L Età Feudale ed il Medioevo La Leggenda di Bertha Venezia Le vie di comunicazione: strade e canali Il sistema idrografico LO STATO DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA RIFLESSIONI SULL ATTUALE SISTEMA INSEDIATIVO Il sistema insediativo La residenza Attività ed attrezzature Infrastrutture di collegamento Beni culturali IL PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO Il documento programmatico preliminare Gli obiettivi contenuti nel documento preliminare Risorse Naturalistiche e Ambientali Difesa del suolo Paesaggio agrario Paesaggio di interesse storico Sistema insediativo Sistema infrastrutturale Gli Ambiti Territoriali Omogenei (A.T.O.) La cartografia... 54

3 Indicazioni quantitative progettuali Il carico insediativo aggiuntivo disaggregato per ATO Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) La compatibilità idraulica Elaborati del P.A.T

4 PREMESSA La presente relazione è relativa al Montegrotto Terme. Piano di Assetto del Territorio del Comune di 4

5 INQUADRAMENTO TERRITORIALE Il territorio del comune di Montegrotto Terme si estende per kmq in posizione sudovest del capoluogo provinciale. Esso confina con i seguenti Comuni: Abano Terme a nord; Due Carrare ad est; Battaglia Terme a sud; Galzignano Terme e Torreglia ad ovest. Tutti i comuni citati fanno parte della Provincia di Padova. La sua posizione geografica è al margine dei Colli Euganei ed è compreso ad est dal canale navigabile di Battaglia. Si nota pure che il capoluogo forma un unico agglomerato urbano con Abano Terme, sito nella fascia interessata dal fenomeno del termalismo. Posto leggermente discosto sulla direttrice Padova - Rovigo, esso si pone in un territorio notevolmente influenzato dall esistenza delle terme, ma anche in un ambito a forte vocazione manifatturiera ancora in parte inserito in una struttura agricola e ricca di importanti emergenze e valenze storiche. Montegrotto viene perciò a trovarsi in posizione altamente strategica ed appetibile grazie alla rete dei collegamenti ed alla vicinanza con il capoluogo di provincia, che con la sua specificità economica e la dotazione di servizi garantisce qualsiasi soddisfacimento della domanda, sia delle famiglie che delle imprese. Scendendo di scala e portandoci all interno della territorialità del comune in esame, possiamo notare la suddivisione amministrativa in quattro ambiti. Al centro troviamo infatti l agglomerato maggiore del capoluogo, ad est, oltre la ferrovia, la frazione di Mezzavia, a nord-ovest la frazione di Caposeda e a sud-ovest Turri con gran parte del territorio collinare. Un dato significativo che emerge è la presenza di un unico grande agglomerato urbano che a partire a Abano si snoda alla base dei colli. Tale agglomerato si snoda quasi senza soluzione di continuità a partire da nord, per poi piegare verso est, scavalcare la ferrovia e attestandosi a Mezzavia a ridosso del canale Battaglia. Tale modello insediativo crea delle fitte ed impermeabili cortine edilizie lungo i nastri stradali e lascia tratti di campagna negli spazi interstiziali tra le maglie della rete viaria che non sono stati occupati da insediamenti residenziali o produttivi. In pratica si nota che tutto o quasi il territorio 5

6 comunale sito in pianura è interessato da fenomeni di urbanizzazione, lasciando però ampi tratti di campagna libera, soprattutto nella zona compresa tra la ferrovia ed il canale Battaglia, dove l accessibilità è più limitata proprio dalla presenza di tali infrastrutture. 6

7 NOTE STORICHE Termalità Grazie alla loro conformazione i Colli costituiscono uno sbarramento roccioso nel sottosuolo, all acqua piovana e di percolamento che vi scorre. Quest acqua che piove sulle Piccole Dolomiti e sui Monti Lessini, attraversa la Pianura Padana, scorrendo per naturale pendenza verso i rilievi euganei. Scendendo nel sottosuolo a profondità di diversi chilometri, acquisisce calore (si pensi che nel sottosuolo la temperatura aumenta di un grado centigrado ogni 30 m di profondità). Dopo una permanenza sotterranea non inferiore ai 25 anni, le acque meteoriche diventate ormai acque termali, troverebbero a ridosso della zona collinare le condizioni geologiche favorevoli ad una rapida risalita. Questo è possibile grazie agli imponenti filoni riolitici (e trachitici) che dal mantello arrivano fino a 603 m in superficie: tale è infatti l altezza del colle più alto, il Monte Venda. Tutto questo avviene a Montegrotto, Abano, Galzignano e in molte le altre stazioni termali. La particolarità geologica dei Colli, ha permesso ai popoli del passato di scoprire le proprietà curative delle acque termali e la sinergia tra queste e i fanghi, per potere così trarre beneficio e giovamento a molti mali del genere umano. Come un tempo, così ai nostri giorni. L origine del nome L etimologia di questo nome è complessa e sembra derivare da Mons Aegrotorum cioè monte degli ammalati nell evidente tentativo di ricollegare il luogo alle proprietà terapeutiche che vi scaturivano. I documenti medievali non riportano però questo nome. Sembra piuttosto frequente nei testi trovare Montignolo, Montegutio e Monte Gutuli. Secondo lo studioso Olivieri si tratta di un collegamento con il cognome veneto Gottilo. Quindi a designare una proprietà. Secondo altri, invece, deriverebbe da una radice longobarda. La storia delle Terme Le vicende storiche relative a Montegrotto e Abano ma in generale di tutta la zona collinare, si perdono nella notte dei tempi. Infatti, sin dall antichità più remota, genti di 7

8 diverse provenienze abitarono, pregarono e si curarono con le sorgenti calde che qui affioravano copiose. Si può a buon conto affermare che le prime testimonianze storiche relative a civiltà in questo ambito territoriale, risalgono alla presenza degli Euganei, popolo stanziatosi nella Pianura Padana. Rimangono tuttavia delle grandi incognite relative al loro insediamento. Inoltre non tutto è stato spiegato relativamente alle genti che dal paleolitico medio vi abitarono. Nella zona collinare alta infatti, si sono ritrovati manufatti di epoca mousteriana (probabilmente ascrivibili all Homo Neanderthaliensis) e tracce di abitati del Paleolitico superiore. Non è quindi difficile ipotizzare anche a Montegrotto, la presenza di questi uomini preistorici, con le dovute riserve del caso, non ultima la poco gestibile situazione di quella zona paludosa per comunità con così scarsi mezzi. Il periodo romano L arrivo dei Veneti risulta importante, in quanto dona vigore alla regione: si infittiscono i rapporti commerciali e molte sono le civiltà che con loro scambiano o comprano prodotti. Purtroppo, ovunque ci sia commercio e quindi prosperità, si creano rivalità e tensioni; i Veneti non fanno eccezione. I centri principali di questa stirpe, sono Padova e Ateste. Ma mentre quest ultima vive solo all interno dei limiti della città, Padova commercia all esterno e il suo centro religioso è Montegrotto. Le rivalità sembrano non appianabili e diventano sempre più gravi i contrasti confinari. Per sedare la contesa, nel II sec. a.c. Roma porta il suo appoggio e si offre per determinare i confini e posare i cippi, definitivi, che determinano i limiti delle città. Dopo l arrivo dei romani, il comprensorio euganeo così come buona parte del Veneto, passa sotto la tutela di Roma. Nel 49 a.c. dopo essere stati a lungo Socii di Roma (ovvero suoi alleati), i Veneti divennero a tutti gli effetti cittadini romani, per decreto di Giulio Cesare. Iniziò così la romanizzazione. Il periodo di massimo splendore delle Terme si ebbe con l imperatore Augusto (27 a.c. 14 d.c.). I romani non avendo una vera e propria mitologia religiosa capace di giustificare il sentimento della fede, ritennero la religione sempre come qualcosa di utile socialmente e politicamente. Per questo non contrastarono le credenze dei Veneti e anzi le fecero proprie. Fra le tante divinità, preferirono tuttavia, il culto dell Oracolo Gerione. 8

9 L Oracolo di Gerione Era questo un mostro provvisto di tre teste, sei gambe e sei braccia che Ercole incontro nel suo cammino. Sconfiggendolo, lo mandò negli inferi. Ritornando dalla Penisola Iberica dove aveva affrontato le mitiche dodici fatiche, Ercole venne a riposarsi e ricuperare energie sui Colli Euganei. Qui fondò l Oracolo di Gerione. Il mostro che egli aveva sconfitto poteva parlare dagli inferi e consigliare relativamente al futuro. Si dice che la sua voce fosse profonda, vibrante e spaventosa. Il luogo dal quale esso profetava è oggi perduto, non si riesce a stabilirne l esatta collocazione. Sappiamo che si trattava di una cavità nella roccia (forse l apertura di una grotta?) provvista di acqua fumante che sgorgava da una fontanella e produceva una pozza di modeste dimensioni. Svetonio storico romano ( d.c.), racconta che al tempo della sua visita alle Terme, l oracolo era ancora visitabile e a questo proposito cita anche la presenza di due dadi dorati sul fondo della pozza d acqua. La leggenda narra che Tiberio (tribuno militare, questore, console; 42 a.c.-37d.c.) di ritorno da una battaglia per sedare una rivoluzione in Pannonia, avrebbe avuto ottime possibilità di diventare imperatore. Condizione irrinunciabile era ridurre definitivamente all obbedienza i Pannoni. Egli sostò con le truppe a Montegrotto per risollevare il fisico e il morale dei compagni ma anche e soprattutto per interrogare l Oracolo relativamente ai suoi successi. Tuttavia Gerione tardava a rivelarsi. Fu così che i sacerdoti gli consigliarono di gettare un offerta o qualche oggetto che permettesse all Oracolo di profetare. E Tiberio gettò nella vasca due dadi d oro. Entrambi si voltarono dalla parte del massimo punteggio e da questo egli trasse buon auspicio. Riportò, infatti, la vittoria agognata e tutti i meriti conseguenti. I dadi di cui lo storico racconta, dovrebbero perciò essere di proprietà dell imperatore. Analizzando la leggenda legata a questo Oracolo possiamo riscontrare come sempre una forma di religiosità legata all acqua, ma anche un nuovo elemento: una qual sorta di consiglio che agisce in modo subliminale, ed interessa le proprietà rigenerative del trattamento termale. Tornando con il pensiero alla Montegrotto romana, dobbiamo immaginarla come un luogo lussuoso, ricco di eleganti ville, di strutture per lo svago, terme invitanti e soprattutto strade agibili e sicure. La più importante di queste conduceva in linea retta a Padova. Essa era nominata come fons Aponi. Molte altre erano le vie di comunicazioni che passando dalla zona termale si dirigevano verso Bonomia per i rifornimenti di derrate alimentari; verso i Colli per l acqua potabile. Infatti sono ancora visibili tracce dell antico acquedotto che 9

10 collegava fons Reina, a Taurilia, con il centro religioso. Come la maggior parte dei reperti di cui abbiamo trattato, anche gli antichi condotti dell acqua, in trachite, sono conservati al museo di Este. Tale era il prestigio di questo centro da dover soddisfare anche le esigenze ludiche dei visitatori. Per questo era stato costruito un Teatro che poteva contenere fino a 800 persone. L interpretazione di alcuni scritti, porterebbe a credere che dal proscenio alla parascena ci fosse stata la possibilità di portare acqua al fine di simulare battaglie navali (Naumachia); questo risulta poco credibile se ricordiamo quelle prodotte da Augusto e Cesare per le quali anche schiavi furono impegnati in lotte truculente. Possiamo invece supporre che venisse con questo nome identificato il luogo dove si svolgeva lo spettacolo e che somigliava ad un anfiteatro ma con un arena più vasta e gradinate più basse. Dai reperti storici possiamo infatti riscontrare una somiglianza con questo tipo di struttura piuttosto che con il classico teatro costruito dai romani. Le invasioni barbariche Il tempo trascorre e il declino di questa grande civiltà (che culminerà nel 476 d.c.), coinvolge anche le Terme. Iniziano le invasioni barbariche dapprima gli Unni capeggiati da Attila ( d.c.), poi i Longobardi di Agilulfo (601 d.c.). Non si può però imputare solo ad esse il decadere di Montegrotto e Abano: anche la natura si mise contro le Terme. Infatti il terreno iniziava un periodo di forte assestamento, che procurò gravi danni alle ville e alle strutture in genere. Purtroppo l amministrazione centrale che in quegli anni si trovava ad affrontare ben altri problemi, non poteva pensare alle Terme Euganee e al loro decadimento. Tuttavia il luogo non rimase deserto, anche se sicuramente non godette dello stesso splendore degli anni precedenti. Il tempo meno felice si conobbe dopo la discesa dei Longobardi. Se normalmente essi incendiavano e distruggevano ciò che incontravano, questo non fecero (almeno così sembra) a Montegrotto. Purtroppo l insieme delle situazioni fece decidere ai pochi cittadini rimasti di spostarsi verso Abano: lontana ma non troppo da fons Aponi che restava comunque un importante via di comunicazione. 10

11 L Età Feudale ed il Medioevo La mancanza di notizie storiche relative agli anni successivi la venuta dei Longobardi, ci permette di capire in quale abbandono dovessero trovarsi le Terme. Notizie più precise ci giungono a partire dall anno Mille. Certo è infatti il dominio su Montegrotto dei Signori da Montagnone. Era questa una famiglia di origine arimanna (cioè di stirpe Longobarda) che eresse su un altura la proria dimora protetta da poderose mura. In questo periodo si assiste anche al sorgere di numerose leggende legate alla vita di questi feudatari che sfruttavano il popolo e raramente venivano puniti. Da una sitazione di questo genere, nasce la Leggenda di Berta. La Leggenda di Bertha Narra la leggenda che Enrico di Germania e sua moglie Bertha di Savoia vennero in Italia diretti a Roma per ricevere dal papa la corona imperiale. Passando per Padova si fermarono a ricevere gli onori di quei paesi che sempre avevano dimostrato fedeltà alla corona. Furono quindi ospiti dei Signori di Montegrotto. Tutto era pronto per la festa e il banchetto che si dovevano offrire agli imperatori. L allegria rendeva l aria frizzante e tutta la gente si preparava a festeggiare. Solo una contadina (anche lei di nome Bertha) e il suo fidanzato (Raniero) non erano felici. Il giovane purtroppo era stato arrestato poiché non era riuscito a pagare le tasse dell anno. Bertha con la semplicità tipica dei contadini, decise perciò di chiedere la grazia all Imperatrice in persona, visto che i Signori del luogo non le avevano prestato ascolto. Forse fu la somiglianza del nome, forse l Imperatrice si incuriosì rispetto alla storia, e alla fine accettò di vedere la giovane contadina. Bertha disse quello che il cuore le suggeriva e si offrì di pagare con l unica cosa che possedeva, una matassa di lana filata. L Imperatrice osservò quel gomitolo e credette di non aver mai visto una lana lavorata così sottilmente tanto da sembrare seta. Accettò perciò il dono di Bertha e volle ricambiarlo: tanta terra sarebbe riuscita a cingere quel gomitolo di lana, tanta ne avrebbe donata alla contadina. Fu così che Bertha divenne ricca e potè sposarsi con Raniero. Le altre ragazze del villaggio, sentita questa storia provarono a chiedere udienza all Imperatrice ma lei immancabilmente rispondeva Sono finiti i tempi in cui Bertha filava intendendo così che certe situazioni favorevoli si verificano una sola volta. Questo modo di dire è entrato nel linguaggio parlato della gente dei Colli Euganei. 11

12 Secondo alcuni, Bertha sarebbe la capostipite della famiglia da Montagnone. Ma i fatti narrati risalgono al 1084 e vengono contraddetti da documenti (datati 13 marzo 1077) nei quali si constata che Rustico da Montagnone, pagò ai canonici di Padova le tasse per tre paesi circostanti. Ancora un volta la leggenda si fonde con la realtà e ne sfuma i contorni. Nel 1236 Ezzelino da Romano, nobile tanto potente quanto crudele, conquistò Padova. Molti nobili cercarono, per questo motivo rifugio a Bologna. Altri furono ospitati al Castello di Montagnone, che assunse per questo il simbolo di resistenza all imperatore. Tale affronto non poteva essere accettato da Ezzelino che per ben due anni cercò di espugnarlo. Alla fine solo la corruzione ebbe la meglio. Quando nel 1259 il tiranno venne ferito in battaglia e in breve tempo morì, il Castello divenne di proprietà del Comune di Padova. Il trascorrere del tempo porta alla luce purtroppo molti problemi interni al Comune, tali da preferire il governo di una Signoria: i Carraresi. Nel 1318 e per 87 anni successivi, questa dinastia ebbe dominio sul territorio. In mezzo a queste vicende tumultuose le Terme continuano incredibilmente a funzionare. In questi anni uno studioso d eccezione si occupa delle proprietà curative della fangoterapia: Pietro d Abano( ). Venezia La tranquillità era destinata a non durare a lungo. Infatti nel 1405 Venezia, fingendosi in un primo tempo alleata, scalzò il potere dei Carraresi, facendo strangolare Novello da Carrara e i suoi figli. La Serenissima repubblica di Venezia temuta e rispettata ovunque, portò la famosa e quanto mai produttiva pax anche a Montegrotto. Si ripresero infatti le opere di canalizzazione dell acqua, il prosciugamento delle paludi e con una strategia davvero notevole, venne distribuito il territorio a diversi nobili, i quali dovevano sfruttarlo dal punto di vista agricolo e quindi obbligatoriamente tenerlo in ordine. Non solo, si favorì lo studio e lo sfruttamento della fangoterapia. In questi anni venne insignito della carica di medico delle Terme il Sig. Giuseppe Mingoni. L arrivo dei francesi e la caduta della Serenissima (1797) portarono ad un nuovo periodo buio. In un altalenare di situazioni (dapprima i francesi, poi gli austriaci; di nuovo i francesi e così via ) si giunge al 1801 con una guerra portatrice di ingiustificati lutti e rovine. 12

13 Le vie di comunicazione: strade e canali La notevole importanza dal punto di vista religioso della zona termale richiese, fin dall'età paleoveneta, un efficiente ed immediato collegamento con i "grandi centri" vicini di Patavium (Padova) ed Ateste (Este) e quelli più lontani dell'italia settentrionale, Bononia (Bologna) ad esempio. La principale via di comunicazione che attraversava la zona termale era la strada denominata "via romana", ma che in realtà era molto più antica in quanto apparteneva alla centuriazione paleoveneta; questa strada usciva da Patavium fra S. Maria in Vanzo ed il Prato della Valle e dopo aver attraversato le zone del Bassanello e di Mandria, si dirigeva verso l'attuale Montegrotto entrandovi all'incrocio con l'attuale S.S. 250 nella zona del mercato, con lo stesso percorso di oggi. Le terme erano poi completamente attraversate da essa: fiancheggiava il colle Montagnon a nord-est e si dirigeva verso il colle Bortolone passando sopra a ruscelli di acque termali; la via fiancheggiava quest'ultimo colle dalla parte sud-ovest dirigendosi verso Mazzavia e da qui verso Bononia e verso l'antico centro di Cartura, dove in epoca romana esistevano fabbriche di laterizi che venivano trasportati in gran quantità nella zona termale aponense per impiegarli nelle costruzioni. La struttura viaria della zona termale sì completava con altre strade minori: una strada (l'attuale via Caposeda) congiungeva il centro di Montegrotto con Torreglia e i colli ad ovest, mentre un'altra strada antica era quella che dall'attuale stazione ferroviaria si dirigeva verso Battaglia e i colli Euganei ad est (attuale via Catajo) che conduceva in località Lispida, importante cava di trachite risalente all'epoca romana. Il sistema idrografico Anche l'impianto idrografico deve avere avuto una grande importanza nel sistema morfologico dell'area che fin dall'antichità era soggetta al ristagno di notevoli quantità di acqua, sia meteoriche provenienti dalle pendici settentrionali del sistema collinare euganeo e soprattutto quelle termali che sgorgavano abbondanti dalle numerose sorgenti della zona, al punto di creare dei veri e propri laghi. Nell'impianto idrografico è possibile ancora distinguere alcuni scoli che sostanzialmente ripercorrono gli antichi tracciati naturali e che soltanto nella parte terminale hanno subìto, 13

14 dopo la costruzione del canale pensile di Battaglia per opera dell'uomo, delle variazioni di percorso; altri che invece pur antichi, rappresentano tagli organizzativi del sistema centuriale, ad esempio il Menona, di dimensioni molto più esigue dell'attuale canale di Battaglia, ma che sicuramente esisteva già prima ed insisteva sul medesimo percorso. In particolare, notevole importanza aveva il Rialto nel suo percorso si riconoscono tracce di divagazione fluviale nella zona di Monte Castello; esso segue lo scolo Caneletta per un tratto e prosegue lungo l'odierno canale Biancolino. Lo sviluppo di questo paleoalveo cosi marcato ed esteso può fare ipotizzare la presenza di un fiume con portata notevolmente superiore agli altri piccolissimi corsi locali. Così come importante appare la presenza di un fiumicello antico non facilmente identificabile dalle fonti storiche che collegava Patavium, con le terme; "per il comodo trasporto degli infermi" infatti era stata approntata una facile via fluviale per mezzo di un canale derivato dal Bacchiglione e che appare essere in funzione già ai tempi dei romani. Gli studiosi individuavano due probabilità: che lo scavo del canale di Battaglia, avvenuto nel 1100, sarebbe consistito nell'allargamento e raddrizzamento dell'antico fiumicello e che pertanto canale e fiumicello siano connessi tra loro; che il fiumicello sia in realtà lo scolo Menona per una migliore compatibilità con le centuriazioni di Abano e Montegrotto; queste permettono di individuare in questo scolo un antico canale che collegava due fiumi, il Bacchiglione e il Biancolino, in modo da permettere la continuità della navigazione interna. La storia più recente Nel 1813 Montegrotto entra nel Regno d Italia con il nome di San Pietro Montagnon (allora frazione del Comune di Battaglia). E questo il periodo del brigantaggio e questa zona diventa un rifugio sicuro per quegli sbandati che vivevano di furto e rapina. Durante il regno Lombardo Veneto le Terme furono di nuovo oggetto di attenzione. Crearono la figura del medico con funzioni ispettive e di ricerca per non abbandonare il lavoro scientifico fino a quel momento prodotto. E in questo periodo che si costruisce Villa Draghi ( ) unica nel suo genere, e che si costruiscono i primi tre alberghi, con una capacità totale di 80 stanze. Risale al 1866 l inaugurazione della ferrovia Padova-Bologna. 14

15 Durante la 1 Guerra Mondiale gli stabilimenti termali di San Pietro Montagnon furono adibiti a Ospedale Militare, mentre nella vicina Abano aveva sede il Comando supremo. Nel 1934 grazie ad una petizione accolta dal Governo, il comune riprende la propria territorialità e autonomia sotto il nome di Montegrotto Terme. Allo scoppio della 2 Guerra Mondiale Montegrotto contava 6 stabilimenti termali. Da allora in avanti l attività prevalente rimane quella alberghiera. In tutto questo passaggio di dominazioni, invasioni, lotte interne, Guerre Mondiali, l unica costante destinata a non cambiare nel tempo è l ininterrotto flusso dei curandi che venivano e vengono a trovare sollievo in questi centri. 15

16 LO STATO DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA Il Comune di Montegrotto è dotato di P.R.G. approvato dalla Regione Veneto in data 02/05/2001 con D.G.R.V. n A tale strumento sono state apportate nel tempo alcune varianti parziali. RIFLESSIONI SULL ATTUALE SISTEMA INSEDIATIVO L attuale sistema insediativo risente in maniera evidente della propria origine, ed in particolar modo del sistema infrastrutturale e fisico-idrogeologico. Esso è pure la risultante della sovrapposizione di due diversi modelli storicamente determinati: il primo definitosi in un arco di tempo molto lungo e giunto senza quasi soluzione di continuità, integro e coerente, fino alla metà del nostro secolo; il secondo, sovrappostosi al primo in forma violenta ed irrispettosa, quantitativamente predominante e che si è dilatato illogicamente in quest ultimo trentennio con processi di espansione edilizia valutabili nell ottica insediativa residenziale comune a quasi tutti i territori dell immediato circondario di Padova, aggravato dalla presenza della risorsa termale da sfruttare incondizionatamente. Il modello storico ancora riscontrabile, pur con qualche difficoltà, è costituito da alcuni piccoli centri insediativi, sorti attorno ai poli di potere civile o religioso, a tessuto misto condizionato o determinato dalle caratteristiche tipologiche del luogo. Questo modello veniva evidenziandosi con tutta una serie di piccoli nuclei, agglomerati di case rurali sorti senza un disegno ben definito, ma piuttosto come conseguenza di aggregazione spontanea e che, mancando pertanto di radici socio economiche, sono stati (in parte e più facilmente negli ultimi tempi) soggetti al pesante fenomeno dell emigrazione. In verità alcuni di questi piccoli nuclei, proprio per una particolare posizione ed in conseguenza di un diverso indirizzo economico, sono stati i punti di origine di quelli che sono ora i centri più popolati dell intero territorio. Ovviamente queste osservazioni si riferiscono ed illustrano limitatamente quello che è stato il modello insediativo storico, modello che si completa con la miriade di insediamenti rurali sparsi nel territorio agricolo, tipici edifici per la residenza ed il lavoro nei campi, dei quali restano ormai pochi esempi integri nel nostro territorio. 16

17 Il nuovo modello insediativo è, come già detto, la conseguenza dell esplosione urbanistica del dopoguerra che avviene, anche per Montegrotto, in forma estremamente disordinata e secondo modalità analoghe al resto dei comuni del Veneto. Tale forma insediativa, che si sintetizza in fenomeni contrastanti incapaci di integrarsi ad un tessuto inizialmente poco contaminato, è riuscita però in pochi anni a trasformare il volto edilizio del comune, rendendolo riconoscibile principalmente per le sue grandi strutture alberghiere. Il sistema insediativo Le immagini definite sui singoli caratteri costitutivi l assetto morfologico del territorio di Montegrotto possono essere riorganizzate in alcune descrizioni di sintesi a diverse scale. Ciò che domina le immagini di grande scala è il rapporto tra l insediamento ed i caratteri fisici del territorio, tra le parti più densamente edificate ed il sistema dei tracciati stradali che le organizzano, ancora tra l edificato ed alcuni tracciati che hanno avuto rispetto ad esso un ruolo morfogenetico stabilendone orientamenti e geometrie, rotture all interno del tessuto, limiti alla sua espansione. Ad uno sguardo complessivo ciò che si coglie è l esistenza di un area più densa che si contrappone ad una vasta area in cui prevale lo spazio vuoto e che globalmente emerge dallo sfondo con una propria riconoscibile figura, caratterizzata al suo interno da almeno due parti aventi caratteri morfologici propri e tra loro differenti: la città degli alberghi e la città residenziale. La città degli alberghi, formatasi a ridosso di alcuni tracciati che ancora oggi ne costituiscono l unica struttura di riferimento (Corso delle Terme, Viale Stazione, Via Neroniana), è caratterizzata principalmente da manufatti di grandi dimensioni, spesso isolati entro spazi aperti recintati, dando luogo ad articolazioni casuali, quasi mai ripetute e perciò difficilmente riconducibili a regole, ad uno spazio comprensibile avente forme, dimensioni e limiti chiari. La città residenziale è invece caratterizzata da un rapporto tra spazio aperto e costruito maggiormente definito, che da luogo a figure più chiare: lo spazio della strada gli isolati costituiti dalle case singole isolate nei giardini e gli spazi aperti lasciati liberi dalle lottizzazioni ed interclusioni nel tessuto edilizio. 17

18 Questa figura più compatta, costituita dalle due città sopra descritte, ha dei limiti molto labili che si perdono nelle aree rurali inedificate poste ai margini, sia esse di pianura che di collina. Ciò che riconosce è la presenza di questo nucleo più densamente edificato secondo un asse longitudinale in direzione nord-ovest / sud-est, in continuità dell abitato di Abano, con il quale forma un unico grande aggregato caratterizzato dallo sfruttamento turistico-termale e dall altro lato si diluisce nello spazio agricolo sino ad attestarsi sul Canale Battaglia, in un alternarsi di rarefazioni ed addensamenti culminanti nel nucleo di Mezzavia. La forma complessiva dell edificato risente a sud della notevole presenza del sistema collinare, dal quale lo separa uno stretto spazio aperto parzialmente urbanizzato, mentre lo spazio aperto posto tra le colline ed il Canale Battaglia presenta caratteristiche tipicamente rurali. L area posta a nord dell edificato è caratterizzata anch essa da territorio agricolo, ma questa volta con presenza di edificazione disposta lungo la maglia viaria. Si trovano quindi tutte le caratteristiche degli insediamenti del tipo città diffusa (anche se con densità edilizie relativamente scarse) inseriti in un territorio agricolo che di tale mantiene larghe zone intercluse dall edificato posto ai margini delle stesse. Altri addensamenti edilizi nel territorio comunale si possono riconoscere nei nuclei di Turri e Caposeda. Il primo risulta incastonato tra un insenatura del colle e le sue prime pendici; il secondo, posto sulla strada per Torreglia e parzialmente spartito con questo comune, risulta compresso tra i colli e la massiccia area artigianale posta a nord. La residenza Se si osservano le modalità di sviluppo di Montegrotto Terme, in particolare delle sue zone residenziali, ciò che emerge principalmente è il suo essere esito di una logica ed una modalità di crescita per successive addizioni di parti compiute, fra loro separate e contrapposte. La logica di crescita perseguita è quella della crescita per proprietà per la quale il principale strumento urbanistico di controllo è stato il Piano di Lottizzazione. Ripercorrendo la storia di tali piani che hanno determinato lo sviluppo e la stessa forma urbana, si può leggere il modo in cui i processi di costruzione della città avvenuti entro tale logica si sono 18

19 modificati: coinvolgendo aree di dimensioni più ridotte, variando la scelta dei tipi edilizi, la dimensione dei lotti e delle abitazioni e così via. Le prime lottizzazioni, ad esempio, sono quelle che disegnano lo sviluppo di Montegrotto, le più recenti tendono, invece, ad occupare aree interstiziali, i buchi lasciati dalle lottizzazioni precedenti. Le prime sono costituite da una tipologia edilizia che si ripete, la villetta su lotto ; le più recenti invece sono caratterizzate da una maggior articolazione tipologica, talvolta non opportuna. Ciò che tuttavia rimane sempre costante è il loro essere parti delimitate e riconoscibili. L utilizzazione prevalente del suolo urbanizzato è quella residenziale. La presenza delle attività termali, individuate dai grandi complessi alberghieri, risulta numericamente elevata, occupando ampie porzioni di territorio urbano. Numericamente quasi insignificante è l attività primaria, presente soprattutto nella zona collinare ed in quella compresa tra questa ed il Canale Battaglia. La componente produttiva secondaria, è concentrata nella zona propria sita ad ovest e della quale sono previsti ampliamenti anche nei territori confinanti di Torreglia ed Abano. Analizzando la struttura insediativa, emerge immediatamente il carattere recente della maggior parte dell edificato residenziale. Esso è per il 75% di età posteriore al Abbastanza contenuta la permanenza della struttura storica del patrimonio edilizio, con il 5% dell edificato anteriore al E invece quasi del tutto sparito il tessuto edificato minore dei centri storici o quello, ancor più povero, del territorio rurale. Si può perciò notare come vi sia stata una stratificazione al tessuto storico, con massicce sostituzioni dell edificato. Ciò, ha portato ad uno stravolgimento della struttura antica degli abitati, la cui memoria è affidata quasi esclusivamente al patrimonio di singole costruzioni che però, per caratteristiche intrinseche, non connota i luoghi centrali in senso urbano, bensì rappresentano episodi per lo più isolati. Valutando il numero dei piani degli edifici residenziali emerge la netta prevalenza delle costruzioni a due piani. Le costruzioni a tre piani sono anche rappresentate da un discreto numero di edifici, per lo più posizionati in ambiti residenziali di recente costituzione. Gli edifici più alti si concentrano in determinate aree centrali, soprattutto attorno a Via Aureliana e Viale Stazione, raggiungendo anche i sette piani. Se ciò rappresenta senz altro un anomalia rispetto al tessuto residenziale prevalente, non deve stupire una 19

20 volta messo in relazione ed a confronto con le grosse strutture alberghiere presenti nel tessuto edilizio. I fabbricati ad un piano si distribuiscono uniformemente nel tessuto urbanizzato e lungo le strade, oppure nell ambito delle recenti lottizzazioni all interno delle quali, unitamente ad edifici a due piani, costituiscono la tipologia della villetta su lotto. Venendo alla tipologia si può notare come l ambito comunale sia caratterizzato in larga parte da edificazione residenziale mono o bifamiliare. Seguono poi le case a blocco ed in linea, numericamente ben rappresentate soprattutto nei luoghi centrali e dove la destinazione d uso è mista. La tipologia a schiera ha una scarsa consistenza numerica. L espansione sembra organizzarsi secondo la tipologia della casa isolata su lotto, quale modello di riferimento per la famiglia media in questi ultimi 30 anni. La casa bifamiliare ed il piccolo condominio sembra ultimamente avere maggior successo, costituendo una forma meno espansiva e, di conseguenza, più economica (dato il fortissimo incremento dei costi d accesso al bene casa ). Non si notano caratterizzazioni particolari dei nuclei abitati, i quali mostrano comportamenti e modi d insediamento pressoché identici, con declinazioni dipendenti dalla dimensione veramente esigua delle tre frazioni. Edifici a tipologia antica punteggiano qua e la il territorio aperto e paiono concentrarsi in zona collinare e nelle immediate pendici. Attività ed attrezzature L attività agricola non è molto sviluppata nel territorio di Montegrotto. Essa si viene a localizzare soprattutto nell area collinare, in quella a nord del capoluogo e di Mezzavia e nello spazio compreso tra la zona collinare ed il canale Battaglia. Basta qui ricordare che tale comparto presenta ormai caratteri residuali, legato al carattere spesso precario e non professionale della conduzione, al frazionamento delle aziende e alla frammentazione fondiaria. L attività produttiva secondaria artigianato soprattutto e, con un peso decisamente minore, industria assume, tra le funzioni produttive, un ruolo abbastanza forte. Essa presenta caratteri di organizzazione spaziale e di relativa concentrazione in alcune zone, di cui la più grossa posta al confine nord-ovest. La dislocazione di tale area industriale, 20

PIANO STRUTTURALE COMUNALE L.R. 24 Marzo 2000 n. 20 VALUTAZIONE DELLE AREE A RISCHIO IDRAULICO

PIANO STRUTTURALE COMUNALE L.R. 24 Marzo 2000 n. 20 VALUTAZIONE DELLE AREE A RISCHIO IDRAULICO Comune di Caorso (PC) PIANO STRUTTURALE COMUNALE L.R. 24 Marzo 2000 n. 20 SOMMARIO 1 PREMESSA... 2 1.1 Finalità... 2 1.2 Procedimento adottato... 2 1.3 Basi cartografiche... 3 2 INQUADRAMENTO TERRITORIALE...

Dettagli

PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO

PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO Valutazione Ambientale Strategica del Piano di Governo del Territorio - 28 luglio 2010 - La VAS nel processo di pianificazione Accompagna il processo della formazione

Dettagli

Comune di Castiglione Olona PGT 2013 3

Comune di Castiglione Olona PGT 2013 3 INDICE Ambito di Trasformazione AT1 Residenziale via Petrarca, via Montello... 4 Ambito di Trasformazione AT2 Residenziale via Boccaccio - via Monte Cengio... 10 Ambito di Trasformazione AT3 Residenziale

Dettagli

IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE

IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE B IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE Premessa Il quadro conoscitivo del PTCP restituisce un analisi del sistema naturale ed ambientale del territorio provinciale che pone limiti ed offre opportunità alle

Dettagli

VAS RAPPORTO AMBIENTALE

VAS RAPPORTO AMBIENTALE MARZO 2009 5. ATLANTE DI ANALISI E VALUTAZIONE DELLE AREE DI TRASFORMAZIONE MARCELLA SALVETTI CAMILLA ROSSI GIORGIO MANZONI MARIO MANZONI claudio nodari pianificazione e coordinamento 5. ATLANTE DI ANALISI

Dettagli

LE INFRASTRUTTURE MOBILI E DEL SISTEMA VIABILISTICO NELL AREA METROPOLITANA

LE INFRASTRUTTURE MOBILI E DEL SISTEMA VIABILISTICO NELL AREA METROPOLITANA Capitolo 1. Il programma delle infrastrutture mobili e del sistema viabilistico nell area metropolitana. Come già detto, nel documento Indirizzi di politica urbanistica, elaborato dall Assessorato all

Dettagli

PREMESSA Piano Strutturale

PREMESSA Piano Strutturale PREMESSA il Comune ha avviato la procedura di revisione ed aggiornamento del Piano Strutturale, il documento che disegna il futuro del territorio, sia per il suo sviluppo, sia per la sua tutela. Per permettere

Dettagli

Ambito AC 7 1. CARATTERI FISICI E CONDIZIONI AMBIENTALI

Ambito AC 7 1. CARATTERI FISICI E CONDIZIONI AMBIENTALI Ambito AC 7 1. CARATTERI FISICI E CONDIZIONI AMBIENTALI Localizzazione: l ambito urbano è collocato intorno all asse della via Emilia nella porzione est rispetto al centro città. In particolare esso è

Dettagli

SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15

SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15 SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15 VERIFICA DI COERENZA ESTERNA: Compatibilità dell intervento con le previsioni del PTCP VERIFICA DELLA VINCOLISTICA E DEGLI

Dettagli

Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio

Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio Università degli Studi di Firenze - Facoltà di Architettura Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio UNA RETE DI GREENWAYS PER IL TERRITORIO DEL COMUNE DI PRATO: occasioni di riqualificazione

Dettagli

1.5. Il centro storico 1.5.1. Un ambito urbano di pregio La ristretta fascia compresa fra la SP342dir. e la linea ferroviaria Carnate-Lecco è occupata dal centro storico, impostato sull unico asse viario

Dettagli

Verona nasce sulle rive dell Adige. Prima dei romani era adagiata sotto Colle San Pietro, poi nell ansa del fiume.

Verona nasce sulle rive dell Adige. Prima dei romani era adagiata sotto Colle San Pietro, poi nell ansa del fiume. LA CITTA COME LUOGO DI VITA. Anticamente le città sorgevano dove la natura permetteva la vita: presenza di acqua; terreni fertili; zone riparate. Poi divennero città dei luoghi scelti come snodi commerciali;

Dettagli

Parte 1 - Informazioni generali - Titolo: PARCO DELLA VETTABBIA - DEPURATORE DI NOSEDO

Parte 1 - Informazioni generali - Titolo: PARCO DELLA VETTABBIA - DEPURATORE DI NOSEDO REGIONE LOMBARDIA Scheda Reg Lomb A2 n. prot. 15545/06 Parte 1 - Informazioni generali - Titolo: PARCO DELLA VETTABBIA - DEPURATORE DI NOSEDO - Comune: Milano - Provincia: Milano - Committente: Comune

Dettagli

COMUNE DI CIVIDALE DEL FRIULI

COMUNE DI CIVIDALE DEL FRIULI REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA PROVINCIA DI UDINE Allegato n 2 Data:10/03/2015 COMUNE DI CIVIDALE DEL FRIULI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE VARIANTE n 13 art.63, 5 comma della L.R.5/2007 art.

Dettagli

COMUNE DI SAN MARTINO SICCOMARIO (Provincia di Pavia)

COMUNE DI SAN MARTINO SICCOMARIO (Provincia di Pavia) COMUNE DI SAN MARTINO SICCOMARIO (Provincia di Pavia) PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO RELATIVO ALL AREA RICOMPRESA TRA LE VIE GRAMSCI, MAZZINI, BANFI, ED IL CONFINE COL TERRITORIO COMUNALE DI CAVA MANARA

Dettagli

Problematica Idraulica e piani urbanistici

Problematica Idraulica e piani urbanistici Associazione Nazionale Urbanisti e Pianificatori Territoriali e Ambientali con il patrocinio di Comune di Este Consorzio di Bonifica Adige Euganeo PREVENZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO: UN COMPITO PER LA PIANIFICAZIONE

Dettagli

COMUNE DI CASALSERUGO

COMUNE DI CASALSERUGO Elaborato1.2 COMUNE DI CASALSERUGO Documento del sindaco Piano Regolatore Comunale LR 11/2004 Piano degli Interventi n. 02 PI 2013 Gruppo di lavoro PROGETTISTI Urbanista Raffaele Gerometta CONTRIBUTI SPECIALISTICI

Dettagli

Il presente Piano di Urbanizzazione preventivo interessa un area sita a Torrenieri, località Pian

Il presente Piano di Urbanizzazione preventivo interessa un area sita a Torrenieri, località Pian ARTICOLO 1 DISPOSIZIONI GENERALI Il presente Piano di Urbanizzazione preventivo interessa un area sita a Torrenieri, località Pian dell Asso, nel comune di Montalcino, delimitata a nord e ad est da aree

Dettagli

1.4 DESCRIZIONI E INTERPRETAZIONI. 1.4. Commercio e attività produttive

1.4 DESCRIZIONI E INTERPRETAZIONI. 1.4. Commercio e attività produttive DESCRIZIONI E INTERPRETAZIONI 1.4. Commercio e attività produttive 1.4 ANALISI E DATI Lo spazio attualmente occupato dal commercio e delle attività produttive è l 11% del territorio, pari 1.707.968 mq.

Dettagli

Studio Tecnico Rossi geom. Renato Via G. Zanella 3/1 Montorso Vicentino (VI) Tel. 0444 685322 Fax. 0444 486630 email. geom.rossi@gmail.

Studio Tecnico Rossi geom. Renato Via G. Zanella 3/1 Montorso Vicentino (VI) Tel. 0444 685322 Fax. 0444 486630 email. geom.rossi@gmail. Studio Tecnico Rossi geom. Renato Via G. Zanella 3/1 Montorso Vicentino (VI) Tel. 0444 685322 Fax. 0444 486630 email. geom.rossi@gmail.com AL DIRIGENTE DEL SETTORE GESTIONE DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI

Dettagli

PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA FOGLIO 171 PART.LLA 124 TERNI

PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA FOGLIO 171 PART.LLA 124 TERNI PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA FOGLIO 171 PART.LLA 124 TERNI Il sottoscritto: Arch. Riccardo Palestra Iscritto all'albo Professionale: Ordine degli Architetti con il n 444 della Provincia di Terni

Dettagli

RELAZIONE. 1)Inquadramento del P.L. nello strumento urbanistico

RELAZIONE. 1)Inquadramento del P.L. nello strumento urbanistico RELAZIONE 1)Inquadramento del P.L. nello strumento urbanistico L area oggetto del presente piano di lottizzazione è sita in località Marina del Comune di Rocca Imperiale (CS). Le particelle catastali interessate

Dettagli

Workshop EWWUD Lisbona 2010. Progetto di ridestinazione del porto containers di Alcantara e dei cantieri di Santos. Ricollegare Lisbona al lungofiume.

Workshop EWWUD Lisbona 2010. Progetto di ridestinazione del porto containers di Alcantara e dei cantieri di Santos. Ricollegare Lisbona al lungofiume. Workshop EWWUD Lisbona 2010. Progetto di ridestinazione del porto containers di Alcantara e dei cantieri di Santos. Ricollegare Lisbona al lungofiume. Gruppo di lavoro diretto da Ado Franchini. Con Andrea

Dettagli

Facoltà di Architettura - Corso di Laurea quinquennale UE Corso di Fondamenti di Urbanistica - C TERMINOLOGIA. Lessico di base

Facoltà di Architettura - Corso di Laurea quinquennale UE Corso di Fondamenti di Urbanistica - C TERMINOLOGIA. Lessico di base Facoltà di Architettura - Corso di Laurea quinquennale UE Corso di Fondamenti di Urbanistica - C TERMINOLOGIA Lessico di base Lezione n. 6/10 1 CARTOGRAFIA DI BASE: rappresentazione plano-altimetrica o

Dettagli

A REGISTRO DELLE OSSERVAZIONI

A REGISTRO DELLE OSSERVAZIONI VARIANTE PARZIALE AL REGOLAMENTO URBANISTICO PER MODIFICA SCHEDA NORMA 2-T2 NELLA FRAZIONE DI VADA E VARIANTE CARTOGRAFICA PER PRESA D ATTO DEL NUOVO TRACCIATO AUTOSTRADALE E DELLA VIABILITÀ SECONDARIA.

Dettagli

INDICE. VERNIANA Tav. 5 Bc vrn 01 pag. 04. PALAZZUOLO Tav. 6 Bc pal 01 pag. 01

INDICE. VERNIANA Tav. 5 Bc vrn 01 pag. 04. PALAZZUOLO Tav. 6 Bc pal 01 pag. 01 INDICE MONTE SAN SAVINO Tav. 1a e 1b Ap mss 02 pag. 01 Ap mss 03 pag. 04 Ap mss 04 pag. 07 Bc mss 01 pag. 10 Bc mss 02 pag. 13 Bc mss 03 pag. 16 Bc mss 04 pag. 19 Bc mss 05 pag. 22 Bc mss 06 pag. 25 Bc

Dettagli

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o Come disposto nelle norme di attuazione, artt. 15, 16, 17 e dall Allegato 5 alle NTA del PTC2 gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti assumono l obbiettivo strategico e generale del contenimento

Dettagli

Progetto per il Concorso per il Centro direzionale di Torino

Progetto per il Concorso per il Centro direzionale di Torino PROGETTO PER IL CONCORSO PER IL CENTRO DIREZIONALE DI TORINO 1 Progetto per il Concorso per il Centro direzionale di Torino B63f/1 Terzo premio Operazione 70-1970 L area destinata dal P.R.G. di Torino

Dettagli

Torino Nuova Economia S.p.A. Corso G. Marconi, 10 10125 Torino

Torino Nuova Economia S.p.A. Corso G. Marconi, 10 10125 Torino 13/286 Torino Nuova Economia S.p.A. Corso G. Marconi, 10 10125 Torino ASSUNZIONE DI UN FINANZIAMENTO FINALIZZATO ALLA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO RESIDUO CORRELATO ALLA REALIZZAZIONE DEL CENTRO DEL DESIGN

Dettagli

Milano (MI) PII Montecity Rogoredo. Scala 1:20.000

Milano (MI) PII Montecity Rogoredo. Scala 1:20.000 Milano (MI) PII Montecity Rogoredo Scala 1:20.000 Inquadramento territoriale Il Programma Integrato d Intervento interessa un area di circa 1.100.000 mq, collocata nel settore sud est di Milano, attualmente

Dettagli

BNP Paribas Real Estate Investment Management Italy

BNP Paribas Real Estate Investment Management Italy BNP Paribas Real Estate Investment Management Italy Comune di Camposampiero (PD) IL PARCO DI CAMPOSAMPIERO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE Sintesi non Tecnica 2 Studio di Impatto Ambientale Il Parco di Camposampiero

Dettagli

Ferroplan. Recupero dell area della stazione ferroviaria di Bolzano

Ferroplan. Recupero dell area della stazione ferroviaria di Bolzano Venezia, 10-20 novembre 2004 Catalogo della Mostra Comune di Bolzano Ferroplan. Recupero dell area della stazione ferroviaria di Bolzano L ambito della trasformazione Il tema dell area ferroviaria di Bolzano

Dettagli

Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI

Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 Il Piano per l assetto idrogeologico ha lo scopo di assicurare, attraverso vincoli, direttive e la programmazione di opere strutturali, la difesa del suolo - in coerenza con le finalità generali indicate

Dettagli

g) Esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio: area a pericolosità molto elevata Ee

g) Esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio: area a pericolosità molto elevata Ee NORME DI ATTUAZIONE Art. 1 Norma transitoria Le norme relative al dissesto sono da ritenersi transitorie fino all'approvazione (previa intesa con l'autorità di Bacino) del PTCP 2007. Il PSC dovrà adeguarsi

Dettagli

02 20.07.2015 Pag. 0 / 9

02 20.07.2015 Pag. 0 / 9 02 20.07.2015 Pag. 0 / 9 INDICE OGGETTO... 2 UBICAZIONE GEOGRAFICA... 2 AMBITO DI INTERVENTO... 2 Perimetro del Piano di Recupero... 2 DATI DEL PIANO... 2 Zonizzazione... 2 Verifica degli standards...

Dettagli

Comune di Cittadella Provincia di Padova PIANO DI LOTTIZZAZIONE DIRETTA COMPARTO OVEST C3/107 VIA PEZZE ALL. 1 RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA

Comune di Cittadella Provincia di Padova PIANO DI LOTTIZZAZIONE DIRETTA COMPARTO OVEST C3/107 VIA PEZZE ALL. 1 RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA Comune di Cittadella Provincia di Padova PIANO DI LOTTIZZAZIONE DIRETTA COMPARTO OVEST C3/107 VIA PEZZE ALL. 1 RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA Committente: Ferrari Vittorio e Rebellato Maria Bertilla Via

Dettagli

relazione illustrativa

relazione illustrativa ALLEGATO relazione illustrativa Data Integrazione Via F. Rismondo n 29 Pisa tel. 050-564951 e-mail archit.pisa@libero.it Via Sarzanese Nord n 2762 Piano del Quercione (LU) tel. 0584-938967 e-mail archit.associati@libero.it

Dettagli

Sette città Strategie e progetti per il nuovo piano urbanistico di Bologna

Sette città Strategie e progetti per il nuovo piano urbanistico di Bologna Sette città Strategie e progetti per il nuovo piano urbanistico di Bologna dopo 20 anni un nuovo Piano per Bologna A venti anni di distanza dall ultimo piano urbanistico generale, Bologna avvia il percorso

Dettagli

INDICE. 1) Premessa... 2. 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela. dal Rischio Idrogeologico:...

INDICE. 1) Premessa... 2. 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela. dal Rischio Idrogeologico:... INDICE 1) Premessa... 2 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela dal Rischio Idrogeologico:... 3 3) Lo studio di compatibilità idraulica... 8 4) Contenuti dello studio

Dettagli

ALLEGATO 7 ANALISI DEL REGIME VEICOLARE

ALLEGATO 7 ANALISI DEL REGIME VEICOLARE ALLEGATO 7 ANALISI DEL REGIME VEICOLARE Il sistema viario esistente e i livelli di traffico La Provincia di Vicenza, come buona parte del Nordest, si caratterizza per l accentuato policentrismo in prossimità

Dettagli

Sub ambito di Trasformazione 02 SN1

Sub ambito di Trasformazione 02 SN1 Var. 24 Var. 58 Var.168 D.D. 53 Scheda norma D/1 Ex scalo merci V.le Fratti (Tav. P.R.G.23) Sub ambito di Trasformazione 02 SN1 PARTE I STATO DI FATTO 1. DESCRIZIONI DELLE CONDIZIONI ATTUALI DELL AREA

Dettagli

COMUNE DI PADERNO DUGNANO (MILANO)

COMUNE DI PADERNO DUGNANO (MILANO) COMUNE DI PADERNO DUGNANO (MILANO) PIANO DI RECUPERO DE CAPITANI D ARZAGO DOCUMENTO DI SINTESI RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE PER VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA DEL PIANO DI RECUPERO DI VIA GRAMSCI

Dettagli

Premessa percorso municipale, Conferenza Urbanistica Cittadina, Carta dei valori municipali parte generale schede progetto

Premessa percorso municipale, Conferenza Urbanistica Cittadina,  Carta dei valori municipali parte generale  schede progetto Premessa Il percorso municipale, che porterà alla Conferenza Urbanistica Cittadina, prevede la raccolta dei materiali progettuali, riguardanti tutta l area municipale, da acquisire nel corso delle riunioni

Dettagli

9 ambito progettuale stazione ferroviaria

9 ambito progettuale stazione ferroviaria 9 ambito progettuale stazione ferroviaria Project manager: gruppo dirigenti: master plan e progettazione urbanistica: progettazione urbana: progettazione opere pubbliche: Lavorare in team si lavora in

Dettagli

RELAZIONE PAESAGGISTICA PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO

RELAZIONE PAESAGGISTICA PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO RELAZIONE PAESAGGISTICA PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO Premessa La presente relazione paesaggistica è redatta secondo le indicazioni della Deliberazione Giunta Regionale 15 marzo 2006 n. 8/2121: Criteri

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

Tavolo 1: Cultura e Sport Martedì 17 novembre h.20,45, Sala Conferenze del Museo di Fotografia Contemporanea, via Frova 24, Cinisello Balsamo

Tavolo 1: Cultura e Sport Martedì 17 novembre h.20,45, Sala Conferenze del Museo di Fotografia Contemporanea, via Frova 24, Cinisello Balsamo Tavolo 1: Cultura e Sport Martedì 17 novembre h.20,45, Sala Conferenze del Museo di Fotografia Contemporanea, via Frova 24, Cinisello Balsamo Il PGT DI CINISELLO BALSAMO: UN PROGETTO DI CITTA ABITABILE

Dettagli

UTOE 16 Barbaricina Via Andrea Pisano

UTOE 16 Barbaricina Via Andrea Pisano UTOE 16 Barbaricina Via Andrea Pisano QUADRO CONOSCITIVO LOCALIZZATO Indice Inquadramento territoriale, descrizione e contestualizzazione...2 Pericolosità idraulica, acque superficiali e depurazione...7

Dettagli

Protezione Civile e Mappatura dei Rischi della Provincia di Bologna

Protezione Civile e Mappatura dei Rischi della Provincia di Bologna Protezione Civile e Mappatura dei Rischi della Provincia di Bologna Matteo Castelli Consulta Volontariato Protezione Civile Provincia di Bologna 8 maggio 2012 EMERGENZE VETERINARIE: CATASTROFI NATURALI

Dettagli

Piano Regolatore Generale NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE ALLEGATO 2. Schede urbanistiche relative alle Unità Minime di Intervento

Piano Regolatore Generale NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE ALLEGATO 2. Schede urbanistiche relative alle Unità Minime di Intervento COMUNE DI CESSALTO Provincia di Treviso Piano Regolatore Generale NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE ALLEGATO 2 Schede urbanistiche relative alle Unità Minime di Intervento Aggiornamento novembre 2006 N.B.:

Dettagli

PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA TUTELA IDRAULICA DEL TERRITORIO AMBITO VARIANTI N. 23 N. 26

PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA TUTELA IDRAULICA DEL TERRITORIO AMBITO VARIANTI N. 23 N. 26 PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA TUTELA IDRAULICA DEL TERRITORIO AMBITO VARIANTI N. 23 N. 26 PARERE ESPRESSO DAL GENIO CIVILE DI VENEZIA CON NOTA PROT. N. 279721/46.10 DEL 23 APRILE 2004. VARIANTE n. 23 Il Comune

Dettagli

1 Premessa. 1.1 Incarico. 1.2 Oggetto della variante

1 Premessa. 1.1 Incarico. 1.2 Oggetto della variante 1 Premessa 1.1 Incarico Con Deliberazione della Giunta Comunale del Comune di San Vito di Leguzzano N. Reg. 75 del 30/07/2012 si è deliberato di avviare la procedura per una variante al Piano Particolareggiato

Dettagli

ASSESSORATO ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE Ufficio di Piano Territoriale di Coordinamento

ASSESSORATO ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE Ufficio di Piano Territoriale di Coordinamento ASSESSORATO ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE Ufficio di Piano Territoriale di Coordinamento Aggiornamento e adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale Variante al PTC1 ai sensi dell'art.

Dettagli

RETE FARI TORRI ED EDIFICI COSTIERI SICILIA FARO DI BRUCOLI, AUGUSTA (SR)

RETE FARI TORRI ED EDIFICI COSTIERI SICILIA FARO DI BRUCOLI, AUGUSTA (SR) RETE FARI TORRI ED EDIFICI COSTIERI SICILIA FARO DI BRUCOLI, AUGUSTA (SR) 1. IL PROGETTO Valore Paese DIMORE E LA RETE Fari, torri ed edifici costieri Valore Paese DIMORE è un progetto volto al rafforzamento

Dettagli

!"" #""$%&! #'$ " # &%"!$! ' &!"" &$)#$*!"!# + $!# &'$!$"!#$"$

! #$%&! #'$  # &%!$! ' &! &$)#$*!!# + $!# &'$!$!#$$ !"" #""$%&! #'$ % ( " # &%"!$! ' &!"" &$)#$*!"!# + $!# &'$!$"!#$"$ L anno duemilasette il giorno trenta del mese di maggio nella sala Informalavoro del Comune di Busalla, TRA Il Presidente in rappresentanza

Dettagli

Indagine a cura di Associazione Albergatori Termali Abano Montegrotto

Indagine a cura di Associazione Albergatori Termali Abano Montegrotto INDICAZIONI STRADALI, CARTELLONISTICA E VIABILITÀ PER RAGGIUNGERE LE TERME EUGANEE Indagine a cura di Associazione Albergatori Termali Abano Montegrotto TRATTO AUTOSTRADALE TERME EUGANEE SVINCOLO VENEZIA

Dettagli

MOTTO: UN ASSE DI TRADIZIONE E STORIA RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA

MOTTO: UN ASSE DI TRADIZIONE E STORIA RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA MOTTO: UN ASSE DI TRADIZIONE E STORIA RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA INQUADRAMENTO GENERALE Il progetto nasce dalla volontà di riqualificare Piazza Carmelitani attraverso un insieme sistematico di interventi

Dettagli

Cassa depositi e prestiti PENTAGRAMMA PIEMONTE S.P.A.

Cassa depositi e prestiti PENTAGRAMMA PIEMONTE S.P.A. PENTAGRAMMA PIEMONTE S.P.A. Torino, Palazzo del Lavoro Veicolo societario 100% Pentagramma Piemonte S.p.A. (50% CDP Immobiliare S.r.l. - 50% G.E.F.I.M.) Localizzazione L edificio del Palazzo del Lavoro

Dettagli

Piano Strategico Aree Gioco Urbane RELAZIONE ILLUSTRATIVA

Piano Strategico Aree Gioco Urbane RELAZIONE ILLUSTRATIVA Piano Strategico Aree Gioco Urbane RELAZIONE ILLUSTRATIVA PROGETTO DEFINITIVO Ottobre 2009 Coordinamento progettuale Laboratorio Città Sostenibile Pier Giorgio Turi Responsabile Settore Gestione Verde

Dettagli

Provincia di Bergamo Via Gavazzeni, 1 24020 Ranica - 035/479015 Fax 035/511214 e-mail: tecnico@comune.ranica.bg.it

Provincia di Bergamo Via Gavazzeni, 1 24020 Ranica - 035/479015 Fax 035/511214 e-mail: tecnico@comune.ranica.bg.it Comune di Ranica Provincia di Bergamo Via Gavazzeni, 1 24020 Ranica - 035/479015 Fax 035/511214 e-mail: tecnico@comune.ranica.bg.it Settore Gestione Territorio e sue Risorse VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

Dettagli

VARIANTE DI MINIMA ENTITÀ ALLA STRUMENTAZIONE URBANISTICA VIGENTE PER L ELIMINAZIONE DI ALCUNI ERRORI MATERIALI NOVEMBRE 2013

VARIANTE DI MINIMA ENTITÀ ALLA STRUMENTAZIONE URBANISTICA VIGENTE PER L ELIMINAZIONE DI ALCUNI ERRORI MATERIALI NOVEMBRE 2013 COMUNE DI SAN ROMANO IN GARFAGNANA Provincia di Lucca VARIANTE DI MINIMA ENTITÀ ALLA STRUMENTAZIONE URBANISTICA VIGENTE PER L ELIMINAZIONE DI ALCUNI ERRORI MATERIALI NOVEMBRE 03 NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE

Dettagli

Consorzio ZAI Comune di Verona

Consorzio ZAI Comune di Verona Studio del Traffico PUA Consorzio ZAI Quadrante Europa Area rd Sommario 1 PREMESSA... 2 2 CONTENUTI DELLO STUDIO E ANTICIPAZIONE DEI RISULTATI... 2 3 INQUADRAMENTO TERRITORIALE... 5 4 SISTEMA INFRASTRUTTURALE

Dettagli

Web Content Manager Short Travel redazione@short-travel.it

Web Content Manager Short Travel redazione@short-travel.it 1 Il progetto Short Travel è in continuo e costante miglioramento. I contenuti di questo documento sono ricavati da informazioni di pubblico dominio e in quanto tali possono contenere inesattezze o non

Dettagli

COMUNE DI SOLOFRA. Piano Urbanistico Comunale L.R. 16/2004

COMUNE DI SOLOFRA. Piano Urbanistico Comunale L.R. 16/2004 CONSULTAZIONI PER LA DEFINIZIONE CONDIVISA DEGLI OBIETTIVI E DELLE SCELTE STRATEGICHE DELLA PIANIFICAZIONE ( Legge 241/90, art. 5 L.R.16/04 e Regolamento di attuazione per il governo del territorio della

Dettagli

COMUNE DI PONSACCO Provincia di Pisa

COMUNE DI PONSACCO Provincia di Pisa COMUNE DI PONSACCO Provincia di Pisa 3 SETTORE Ufficio Urbanistica RELAZIONE TECNICA-URBANISTICA ISTRUTTORIA PRATICA EDILIZIA: n 04/2010 Intestatario:Taliani Luigi ed altri Oggetto Intervento: Lottizzazione

Dettagli

ACCORDO TERRITORIALE FRA LA PROVINCIA DI BOLOGNA E I COMUNI DI BOLOGNA, CASTENASO, GRANAROLO DELL'EMILIA NONCHE' SOC.

ACCORDO TERRITORIALE FRA LA PROVINCIA DI BOLOGNA E I COMUNI DI BOLOGNA, CASTENASO, GRANAROLO DELL'EMILIA NONCHE' SOC. ACCORDO TERRITORIALE FRA LA PROVINCIA DI BOLOGNA E I COMUNI DI BOLOGNA, CASTENASO, GRANAROLO DELL'EMILIA NONCHE' SOC. HERA SPA PER LA RIQUALIFICAZIONE DELL AREA AZIENDALE DI VIA BERTI PICHAT, SITA IN BOLOGNA,

Dettagli

COMUNE DI CORNUDA Provincia di Treviso

COMUNE DI CORNUDA Provincia di Treviso SOGGETTO CAPOFILA E RESPONSABILE AMMINISTRATIVO FINANZIARIO (RAF) DELLA ASSOCIAZIONE TEMPORANEA DI SCOPO (ATS) MONTELLO E COLLI ASOLANI Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l Europa investe nelle

Dettagli

ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI DI SICILIA

ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI DI SICILIA Ns. Rif. 202/14 Palermo, 21/01/2014 Egr. Presidente della Regione Siciliana dott. Rosario Crocetta Egr. Assessore al Territorio ed all Ambiente dott.ssa Maria Lo Bello Egr. Presidente IV Commissione Ambiente

Dettagli

VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA DEL DOCUMENTO DI PIANO (PARERE MOTIVATO)

VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA DEL DOCUMENTO DI PIANO (PARERE MOTIVATO) Prot. n. 5915 Imbersago, 4 ottobre 2012 Cat. 6 Classe 1 Fasc. 1 VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA DEL DOCUMENTO DI PIANO (PARERE MOTIVATO) l autorità competente per la VAS d intesa con l autorità procedente

Dettagli

LE NUOVE REGOLE LA LEGGE SUL GOVERNO DEL TERRITORIO

LE NUOVE REGOLE LA LEGGE SUL GOVERNO DEL TERRITORIO LE NUOVE REGOLE LA LEGGE SUL GOVERNO DEL TERRITORIO Il territorio agricolo Forte dei Marmi, 15 dicembre 2014 Arch. Antonino Gandolfo Responsabile del Settore Assetto del Territorio Comune di Montespertoli

Dettagli

MILANO - MARTEDÌ, 5 MAGGIO 2009. Sommario

MILANO - MARTEDÌ, 5 MAGGIO 2009. Sommario REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE MILANO - MARTEDÌ, 5 MAGGIO 2009 1º SUPPLEMENTO ORDINARIO Sommario Anno XXXIX - N. 89 - Poste Italiane - Spedizione in abb. postale - 45% - art. 2, comma 20/b -

Dettagli

Politecnico di Milano Scuola di Architettura e Società Corso di Laurea Magistrale in Pianificazione Urbana e Politiche Territoriali

Politecnico di Milano Scuola di Architettura e Società Corso di Laurea Magistrale in Pianificazione Urbana e Politiche Territoriali Corso di Laurea Magistrale in Pianificazione Urbana e Politiche Territoriali Linee guida progettuali per un nuovo Piano delle Regole Lombardo il caso Meda: modelli insediativi e indirizzi urbanistici per

Dettagli

C O M U N E D I D E R U T A

C O M U N E D I D E R U T A C O M U N E D I D E R U T A PROVINCIA DI PERUGIA OGGETTO: Piano Attuativo di iniziativa privata in Variante al PRG Parte Operativa, sensi e per gli effetti della L.R. 11/2005, riguardante l ambito urbano

Dettagli

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U.

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. DISCIPLINA DEI LIMITI E DEI RAPPORTI RELATIVI ALLA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI

Dettagli

LA LOGISTICA AD ALTO VALORE AGGIUNTO SPINGE LA COMPETITIVITA DEL SISTEMA TERRITORIALE PIACENTINO (estratto)

LA LOGISTICA AD ALTO VALORE AGGIUNTO SPINGE LA COMPETITIVITA DEL SISTEMA TERRITORIALE PIACENTINO (estratto) LA LOGISTICA AD ALTO VALORE AGGIUNTO SPINGE LA COMPETITIVITA DEL SISTEMA TERRITORIALE PIACENTINO (estratto) NOTA: Il presente documento è un estratto di uno studio effettuato dalla sede piacentina di ITL.

Dettagli

Bacino scolante nella Laguna di Venezia

Bacino scolante nella Laguna di Venezia Bacino scolante nella Laguna di Venezia QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO L. 18 maggio 1989, n. 183 Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo Definisce il Bacino scolante in

Dettagli

Piano di Governo del Territorio VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA del Documento di Piano

Piano di Governo del Territorio VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA del Documento di Piano COMUNE DI DAIRAGO PROVINCIA DI MILANO Piano di Governo del Territorio VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA del Documento di Piano RAPPORTO AMBIENTALE SINTESI NON TECNICA A cura di: Stefano Franco ingegnere

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA N. 3436 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori BALBONI, SPECCHIA, ZAPPACOSTA, MULAS, BATTAGLIA Antonio, TOFANI e MORSELLI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 19 MAGGIO

Dettagli

COMMISSARIO DELEGATO PER L EMERGENZA CONCERNENTE GLI ECCEZIONALI EVENTI METEOROLOGICI DEL 26 SETTEMBRE 2007

COMMISSARIO DELEGATO PER L EMERGENZA CONCERNENTE GLI ECCEZIONALI EVENTI METEOROLOGICI DEL 26 SETTEMBRE 2007 ORDINANZA N. 3 DEL 22.01.08 Oggetto: O.P.C.M. n. 3621 del 18.10.2007. Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi meteorologici che hanno

Dettagli

CONTENUTI DELLA MANIFESTAZIONE:

CONTENUTI DELLA MANIFESTAZIONE: scheda N 1 loc. PIEDIMONTE / COMPARTO 46 R CONTENUTI DELLA MANIFESTAZIONE: Realizzazione di manufatti con destinazione artigianale/industriale/direzionale per una S.U.L. complessiva di mq 4.000 e una volumetria

Dettagli

4 RISCHIO IDROGEOLOGICO

4 RISCHIO IDROGEOLOGICO 4 RISCHIO IDROGEOLOGICO Premessa Il rischio è dovuto all interazione di una somma di elementi diversi ed è conseguenza di fenomeni associati all assetto geologico, idrogeologico-idraulico e situazioni

Dettagli

Il Piano Urbano dei Servizi del Sottosuolo. Fase Conoscitiva

Il Piano Urbano dei Servizi del Sottosuolo. Fase Conoscitiva Il Piano Urbano dei Servizi del Sottosuolo Fase Conoscitiva Quali fattori vanno analizzati La fase conoscitiva analizza: Realtà geoterritoriale (quadro strutturale) Quadro Urbano (infrastrutture, edificato,

Dettagli

GOVERNANCE DEL PROGETTO DA PARTE DELL OSSERVATORIO ATTIVITÀ DI PROPOSTA E DI INTERAZIONE

GOVERNANCE DEL PROGETTO DA PARTE DELL OSSERVATORIO ATTIVITÀ DI PROPOSTA E DI INTERAZIONE . GOVERNANCE DEL PROGETTO DA PARTE DELL OSSERVATORIO ATTIVITÀ DI PROPOSTA E DI INTERAZIONE PROPOSTE PROVENIENTI DAL TERRITORIO RELATIVAMENTE ALLA TRATTA FUNZIONALE GRONDA MERCI (SETTORE NORD OVEST) ED

Dettagli

Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita

Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita Azioni di valorizzazione turistica e culturale e strategie di tutela ambientale e paesaggistica lungo il fiume Ticino

Dettagli

1. Osservazioni della Regione applicabili agli elaborati idraulici

1. Osservazioni della Regione applicabili agli elaborati idraulici Ing. Giovanni Carena - Progettazioni idrauliche Via Casa Scopelli, 4/A 15050 Carbonara Scrivia (AL) Tel: 0131 892 955 Cell: 335 6070937 E-mail: giovanni_carena@alice.it Carbonara Scrivia, 3 marzo 2011

Dettagli

Programma Elettorale 2009-2014 AMBIENTE-TERRITORIO

Programma Elettorale 2009-2014 AMBIENTE-TERRITORIO AMBIENTE-TERRITORIO 1. PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE (PRGC) E stata approvata recentemente una variante di modesta entità per alcuni interventi che non impegnano in modo rilevante il nostro territorio.

Dettagli

Strumenti per l attuazione delle Reti Ecologiche nella pianificazione regionale piemontese

Strumenti per l attuazione delle Reti Ecologiche nella pianificazione regionale piemontese Direzione Programmazione Strategica, Politiche Territoriali ed Edilizia Settore Pianificazione territoriale e paesaggistica WORKSHOP Strumenti per la realizzazione delle Reti Ecologiche: dalla pianificazione

Dettagli

INDICATORI E MONITORAGGIO

INDICATORI E MONITORAGGIO COMUNI DI AZZIO, BEDERO VALCUVIA, BRINZIO, CASALZUIGNO, CASSANO VALCUVIA, DUNO, FERRERA DI VARESE, MASCIAGO PRIMO, ORINO, RANCIO VALCUVIA Provincia di Varese INDICATORI E MONITORAGGIO VALUTAZIONE AMBIENTALE

Dettagli

Valsat Sintesi non tecnica

Valsat Sintesi non tecnica Valsat Sintesi non tecnica Pagina 1 di 7 SOMMARIO 1 INTRODUZIONE... 3 2 CONTENUTI ED OGGETTO... 3 3 VERIFICA DI COERENZA... 4 4 ANALISI AMBIENTALI... 5 5 CONCLUSIONI... 7 Pagina 2 di 7 1 INTRODUZIONE La

Dettagli

COMUNE DI BRESCIA TRIUMPLINA 43 PROGETTO DI TRASFORMAZIONE area ex IDRA - Violino Unita di intervento D.1a

COMUNE DI BRESCIA TRIUMPLINA 43 PROGETTO DI TRASFORMAZIONE area ex IDRA - Violino Unita di intervento D.1a COMUNE DI BRESCIA TRIUMPLINA 43 PROGETTO DI TRASFORMAZIONE area ex IDRA - Violino Unita di intervento D.1a Progettista Committente Progetto Sede operativa: Via Massimo d'azeglio, 23 25128 Brescia T. +39

Dettagli

integrati nella città della trasformazione. Progetti urbani per le nuove Centralità urbane/metropolitane)

integrati nella città della trasformazione. Progetti urbani per le nuove Centralità urbane/metropolitane) integrati nella città della trasformazione. Progetti urbani per le nuove Centralità urbane/metropolitane) Standard Urbanistici: si introduce il metodo della perequazione e della cessione compensativa per

Dettagli

PIANO DI RECUPERO DELL'AREA EX MATTATOIO

PIANO DI RECUPERO DELL'AREA EX MATTATOIO COMUNE DI GAVORRANO - PROVINCIA DI GROSSETO PIANO DI RECUPERO DELL'AREA EX MATTATOIO (Scheda 24.Ri GAVORRANO PR MATTATOIO) Proprietà: Bonvicini Maria Caterina C.F.: BNCMCT53R67F677U Progettista: Arch.

Dettagli

LA CITTA DI TRANSIZIONE: ECOLOGIA E ABITARE SOSTENIBILE

LA CITTA DI TRANSIZIONE: ECOLOGIA E ABITARE SOSTENIBILE LA CITTA DI TRANSIZIONE: ECOLOGIA E ABITARE SOSTENIBILE IL PROGETTO PILOTA DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO PER LA RISOLUZIONE URBANISTICA DELLA MAGLIA 21 ESPANSIONE C2 SCOPRIAMO BARI: STRUMENTI

Dettagli

"Città Visibili" - Torino Smart Festival 2012 Convegno internazionale NUTRIRSI DI PAESAGGIO Lingotto Fiere - 4 / 5 giugno 2012

Città Visibili - Torino Smart Festival 2012 Convegno internazionale NUTRIRSI DI PAESAGGIO Lingotto Fiere - 4 / 5 giugno 2012 "Città Visibili" - Torino Smart Festival 2012 Convegno internazionale NUTRIRSI DI PAESAGGIO Lingotto Fiere - 4 / 5 giugno 2012 Titolo: Restyling paesaggistico : esperienze di recupero di siti produttivi

Dettagli

Sistema idraulico di Bologna

Sistema idraulico di Bologna Sistema idraulico di Bologna Il territorio di Bologna si presenta in pendenza (da sud a nord) e con differenti altitudini. Dentro lo spazio urbano scorrono i corsi d acqua naturali e artificiali distribuendo

Dettagli

Tipo EA1a Strada rurale di pianura

Tipo EA1a Strada rurale di pianura Schede dei tipi di percorso Percorso EA1a Foglio 1 di 10 DEFINIZIONE DEL TIPO DESCRIZIONE SINTETICA Ambito: Sistema funzionale: Extraurbano Sistema insediativo diffuso Percorso su Strada rurale di pianura

Dettagli

Classi di I.C.S. (% di A.U. rispetto S.T.) Ambito territoriale

Classi di I.C.S. (% di A.U. rispetto S.T.) Ambito territoriale 1. I limiti di consumo di suolo I Piani di governo del territorio (Pgt) sono sottoposti alla verifica di compatibilità rispetto al Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), in attuazione

Dettagli

Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC

Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC Applicazione dell art. 14.1 del Testo Coordinato delle Norme di PSC-POC-RUE RAPPORTO PRELIMINARE (ART. 12 D.LGS. N. 152/2006

Dettagli

Analisi dell Invarianza idraulica e della rete delle fogne bianche

Analisi dell Invarianza idraulica e della rete delle fogne bianche Analisi dell Invarianza idraulica e della rete delle fogne bianche Come previsto dalle norme tecniche del Piano stralcio (autorità Bacini Romagnoli) l area è soggetta al rispetto del principio di invarianza

Dettagli

ALLEGATO A1 SCHEDE URBANISTICHE E SCHEDE DI VALSAT

ALLEGATO A1 SCHEDE URBANISTICHE E SCHEDE DI VALSAT Provincia di Reggio Emilia ALLEGATO A1 alle Norme di PSC SCHEDE URBANISTICHE E SCHEDE DI VALSAT Novembre 2006 DIRECTORY: 022001POVIGLIO_PIANOGENERALE2001/PSC 1 FILE: Norme_PSC_Allegato_A1_Schede_novembre2006.doc

Dettagli