Elementi per la valutazione dei rischi del personale operante in impianti ad uso natatorio

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1 Rischi igienico-sanitari nelle piscine e in strutture simili: nuove prospettive e criticità Elementi per la valutazione dei rischi del personale operante in impianti ad uso natatorio Relatore: Riccardo Merluzzi Medicina del Lavoro Università degli Studi di Roma «Tor Vergata» Roma Foro Italico 9-10 ottobre 2014

2 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI 2 2 Cosa si intende per valutazione dei rischi? L insieme di tutte le operazioni conoscitive e operative che devono essere attuate per ottenere una STIMA DEL RISCHIO DI ESPOSIZIONE ai fattori di pericolo per la salute e sicurezza dei lavoratori in relazione allo svolgimento delle lavorazioni

3 3 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI Obiettivo della VALUTAZIONE DEI RISCHI CONSENTIRE al DATORE di LAVORO di PRENDERE i PROVVEDIMENTI NECESSARI per SALVAGUARDARE la SICUREZZA e la SALUTE dei LAVORATORI

4 4 PERICOLO Proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità (sostanza, attrezzo, metodo) avente potenzialità di causare danni. RISCHIO Il concetto di rischio Probabilità che si sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione.

5 5 Il concetto di pericolo Il pericolo è, quindi, un concetto deterministico: è una situazione, oggetto, sostanza, etc. che per le sue proprietà o caratteristiche ha la capacità di causare un danno alle persone. Il pericolo è una proprietà intrinseca (della situazione, oggetto, sostanza etc) non legata a fattori esterni.

6 6 Esempio Agenti chimici La presenza di un agente chimico pericoloso all interno dell ambiente di lavoro si configura come una sorgente di pericolo. La manipolazione dell agente chimico nelle reali condizioni di esercizio configura un rischio di danno per la salute dei lavoratori.

7 7 La valutazione del rischio è, quindi,!!!... il tentativo di prevedere il danno che può essere provocato da un determinato pericolo!!! R = PxD R= RISCHIO P= PROBABILITA DI ACCADIMENTO D= GRAVITA DEL DANNO O MAGNITUDO

8 8 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI Il punto di partenza di ogni valutazione dei rischi è l identificazione dei pericoli!!!

9 9 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI All identificazione dei pericoli e delle situazioni pericolose segue l identificazione delle persone esposte e la stima dei rischi

10 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI 10 e quindi la decisione sulle misure/cautele da adottare per ridurre i rischi, e le loro conseguenze, con criteri di priorità.

11 11 Le tre leggi della Valutazione dei Rischi Non esistono norme fisse riguardo alle modalità di realizzazione della valutazione dei rischi. La valutazione deve comunque tener conto di tutti i rischi degni di nota. Per ogni rischio che si valuta occorre anzitutto chiedersi se non sia possibile eliminarlo completamente.

12 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI!!! Ricapitolando!!! possiamo affermare che la valutazione dei rischi è la VALUTAZIONE GLOBALE E DOCUMENTATA DI TUTTI I RISCHI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI FINALIZZATA AD INDIVIDUARELE ADEGUATE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE E AD ELABORARE IL PROGRAMMA DELLE MISURE ATTE A GARANTIRE IL MIGLIORAMENTO NEL TEMPO DEI LIVELLI DI SALUTE E SICUREZZA 12

13 IL DVR (Documento della Valutazione dei Rischi) 13 NON DIMENTICARE: La scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione

14 IL DVR (Documento della Valutazione dei Rischi) 14 NON DIMENTICARE: Il processo è ricorsivo La valutazione del rischio è correlata alle misure di prevenzione in atto Le misure di prevenzione e protezione sono di tipo organizzativo, tecnico e procedurale (art.15 D.lgs.81/08) Comprendono l informazione la formazione l addestramento

15 IL DVR (Documento della Valutazione dei Rischi) 15 NON DIMENTICARE: La sorveglianza sanitaria è una misura di prevenzione Il Medico Competente partecipa alla valutazione dei rischi

16 D.Lgs. N. 81/08 16 NON DIMENTICARE Art Oggetto della valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, nonche' quelli connessi alle differenze di genere, all'eta', alla provenienza da altri Paesi.

17 17 PROVVEDIMENTI CONSEGUENTI ALLA VALUTAZIONE Prevenzione misure tecniche, igieniche, comportamentali, organizzative Informazione Formazione Gestione continua e sistematica

18 RASSEGNA DEI RISCHI LAVORATIVI RISCHI PER LA SICUREZZA (Rischi di natura infortunistica) RISCHI PER LA SALUTE (Rischi di natura igienico-ambientale) RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE (Rischi di tipo trasversale) 18

19 Contesti di rischio (CDR) e Mansioni 19 CDR: Ogni luogo frequentato dai Lavoratori (Sede, Palazzo, Reparto.) MANSIONE: Specifico compito o attività, o insieme di attività svolte dal lavoratore nell espletamento del suo incarico.

20 20 Individuazione dei pericoli I pericoli possono essere: Pertinenti al CONTESTO DI RISCHIO (CdR) frequentato dal lavoratore Pertinenti all ATTIVITÀ SVOLTA dal lavoratore

21 Contesto di Rischio

22 Contesto di Rischio 22

23 Contesti di Rischio (CDR) 23 Piscina Spazi per il Pubblico Spogliatoio Docce Servizi igienici Corridoi Reception

24 24 Mansioni Istruttore Assistente bagnanti Impiegato Amministrativo Manutentore Addetto alle pulizie Addetto alla sorveglianza Addetto all accoglienza

25 ARTICOLAZIONE DELL ANALISI SEDE pertinenze comuni EDIFICI Piani AREE Locali DOCUMENTI Autorizzazioni Collaudi,... STRUMENTI Macchine Apparecchiature,.. SOSTANZE Tossicità Infiammabilità,... PERSONALE Mansioni Procedure,... AREE Stato, Manutenzioni, 25

26 Identificazione dei Pericoli Ogni lavoratore: lavora in una sede 26 per frequentare certe aree per svolgere una attività operando su Macchine, Attrezzature o Impianti utilizzando Sostanze

27 27 Rischi oggetto della valutazione Quelli derivanti dall attività lavorativa Che siano tali da avere riflessi significativi sullo stato di salute e sicurezza del lavoratore Che siano ragionevolmente prevedibili e in quanto tali prevenibili

28 DVR No Problem 28 Possiamo fornirvi a titolo di consulenza online anche esclusivamente il modello di D.v.r editabile in word con un analisi standard del rischio delle fasi lavorative ed attrezzature piu' comuni presenti nell'attività, mentre a voi occorrerà solo inserire i vostri dati aziendali, dei lavoratori e degli incaricati alla sicurezza e poche altre cose che vi indicheremo.

29 DVR No Problem NEL SERVIZIO "DVR BASE" E' COMPRESO, OLTRE AL MODELLO DI DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI,D.VR CON LE FASI E ATTREZZATURE SOPRA INDICATE, ANCHE IL MODELLO EDITABILE IN WORD PRECOMPILATO DI UN PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE E LA VALUTAZIONE IN EXCEL STRESS LAVORO CORRELATO CON METODO OGGETTIVO SECONDO IL METODO EX ISPESL-INAIL E UN MODELLO STANDARD DI D.U.V.R.I (DOCUMENTO UNICO VALUTAZIONE DEI RISCHI INTERFERENTI). 29

30 DVR No Problem 30 INDICE DEL D.V.R PISCINE 1. INDICE 2. PREMESSA 3. ORGANIGRAMMA AZIENDALE 4. DATI GENERALI AZIENDA 5. SORVEGLIANZA SANITARIA 6. PRIMO SOCCORSO: DISPOSIZIONI GENERALI 7. GESTIONE EMERGENZE 8. RISCHIO INCENDIO 9. AMBIENTI DI LAVORO 10. VALUTAZIONE DEI RISCHI 11. PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO 12. FATTORI DI RISCHIO VALUTATI 13. IMPIANTI PRESENTI

31 DVR No Problem Segue INDICE DEL D.V.R PISCINE 14. GRUPPI DI LAVORATORI ESPOSTI A RISCHI PARTICOLARI Stress da lavoro correlato Lavoratrici in stato di Gravidanza Lavoratori con differenze di genere, età, nazionalità o contratto di lavoro 15. ANALISI DEL RISCHIO LAVORAZIONI 16. ANALISI DEL RISCHIO ATTREZZATURE 17. SEGNALETICA DI SICUREZZA 18. DPI 19. RISCHIO DA AGENTI CHIMICI 20. RISCHIO ELETTRICITA' 21. RISCHIO MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI 22. RISCHIO DA RUMORE 23. RISCHIO DA VIBRAZIONI 24. PROGRAMMA DI FORMAZIONE ED INFORMAZIONE 25. PIANO DI MIGLIORAMENTO E GESTIONE, REVISIONE DEL PRESENTE D.V.R 26. CONCLUSIONI 31

32 DVR No Problem IL PREZZO DEL SERVIZIO "PISCINA" E' DI EURO 125,00+IVA FASI LAVORATIVE ANALIZZATE NEL DOCUMENTO VALUTAZIONE DEL RISCHIO: Reception Direzione-Ufficio Solarium Fitness Piscina 32

33 Metodo Generale 33 Rischio (limiti/soglie/prescrizioni) Esposizioni al Rischio (analisi attività/luoghi, mezzi, sostanze e tempi) Rischio di esposizione in caso di assenza di misure preventive (sistematiche/accidentali)

34 34 RISCHI AMBIENTALI/STRUTTURALI: ALTEZZA DELL AMBIENTE SUPERFICIE VOLUME ILLUMINAZIONE VIABILITA INTERNA USCITE DI SICUREZZA LOCALI SOTTERANEI PAVIMENTI

35 In relazione alla pericolosità e ai provvedimenti da adottare per la sicurezza delle piscine, incassate (fig. 1) e non incassate (fig.2), si possono individuare tre zone: 35 Rischio elettrico Contatto con elementi di impianto in tensione Uso di apparecchiature elettriche Applicazione norme CEI

36 In relazione alla pericolosità e ai provvedimenti da adottare per la sicurezza delle piscine, incassate (fig. 1) e non incassate (fig.2), si possono individuare tre zone: 36 Zone di rischio elettrico Fonte Elektro 2000

37 Rischio elettrico Zona 0 - corrisponde al volume interno alla vasca che contiene l'acqua. Zona 1 - costituisce il volume delimitato dalla superficie verticale situata a 2 m attorno al bordo della vasca, che si eleva dal pavimento o dalla superficie dove possono sostare le persone, e dal piano orizzontale situato a 2,50 m al di sopra del pavimento o di questa superficie. Se la piscina è dotata di piattaforme per tuffi, trampolini, blocchi di partenza, scivoli ecc.. la Zona 1 si dilata in orizzontale per 1,50 m attorno e per 2,50 m al di sopra di queste strutture. Zona 2 - è il volume circostante alla zona 1 che si sviluppa in verticale, parallelamente e ad una distanza in orizzontale dalla zona 1 di 1,5 m, fino ad un'altezza di 2,50 m dal piano del pavimento o dalla superficie dove possono sostare le persone. 37

38 Rischio elettrico In zona 0 è vietata l'installazione di qualsiasi apparecchiatura elettrica ad eccezione di quelle strettamente necessarie che devono però essere specificatamente destinate all'installazione subacquea e alimentate, per mezzo di circuiti SELV ad una tensione nominale non superiore a 12 V in c.a o a 30 V in c.c., con sorgente di sicurezza installata al di fuori delle zone pericolose. Sono vietate in zona 0 giunzioni, derivazioni, prese a spina, dispositivi di protezione, sezionamento e comando che devono essere collocati in zona 2 o più convenientemente fuori dalle zone pericolose. 38

39 Rischio elettrico Le condutture che entrano nella Zona 0 devono essere limitate a quelle necessarie all'alimentazione degli apparecchi utilizzatori collocati in tali zone e possono essere anche con guaina o rivestimento metallico purché connessi al collegamento equipotenziale supplementare. E' ammesso invece l'uso di apparecchi utilizzatori previsti per uno specifico funzionamento all'interno delle piscine (ad esempio apparecchi per la pulizia della vasca), a condizione che non ci siano persone all'interno della vasca, se alimentati tramite circuiti protetti con uno dei seguenti sistemi di alimentazione: 39

40 Rischio elettrico SELV con tensione non superiore a 50 V in c.a. o 120 V in c.c; direttamente dalla rete con interruzione automatica della alimentazione mediante un interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale I dn non superiore a 30 ma; separazione elettrica con ogni apparecchio utilizzatore alimentato singolarmente. Le sorgenti di alimentazione del sistema SELV e per separazione elettrica devono però essere situate fuori dalle zone pericolose o anche in zona 2 se il circuito di alimentazione primario è protetto da un dispositivo di protezione a corrente differenziale avente corrente nominale I dn non superiore a 30 ma. Le prese a spina dei circuiti che alimentano tali apparecchi utilizzatori ed i relativi apparecchi di comando devono essere dotati di una opportuna segnalazione che avvisi l'utente che questi apparecchi devono essere utilizzati solo quando la vasca della piscina non è occupata da bagnanti. 40

41 41 Rischio elettrico La zona 1 è meno pericolosa della zona 0 ma anche in questa zona valgono in generale le stesse prescrizioni per le condutture e per gli apparecchi utilizzatori specificatamente previsti per le piscine e sono vietate le giunzioni, le derivazioni, le prese a spina, i dispositivi di protezione, sezionamento e comando che devono essere installati al di fuori di tale zona. Se i componenti elettrici sono fissi e specifici per l'impiego in piscina, ad esempio gruppi per l'idromassaggio, l'alimentazione può anche non essere SELV a 12 V ma devono essere soddisfatte alcune prescrizioni.

42 42 Rischio elettrico Nella Zona 2 sono permessi tutti i componenti indicati per la zona uno. Oltre a questi sono ammesse anche prese a spina, interruttori e altri dispositivi di comando a condizione che i circuiti siano alimentati tramite misure di protezione più blande ad es: interruzione automatica della alimentazione ottenuta mediante un interruttore differenziale con corrente differenziale nominale I dn non superiore a 30 ma; Ecc.

43 Rischio Incendio 43 Zone a rischio di incendio Zone a rischio di intrusione prodotti della combustione Evacuazione Utenti e Personale Evacuazione pubblico Applicazione norme Ministero degli Interno

44 Agenti Fisici 44 Rumore Vibrazioni Campi elettromagnetici Radiazioni Ottiche Artificiali Applicazione Limiti D.Lgs.81/08

45 Rumore 45 Ambiente riverberante Presenza di pubblico Contemporaneità di istruttori Segnali per lo svolgimento degli allenamenti

46 Radiazioni Ottiche Naturali 46 Piscine all aperto: Irraggiamento diretto Riflessioni dello specchio d acqua

47 Sostanze Chimiche 47 Zone di presenza Operazioni di manutenzione Operazioni di pulizia

48 Sostanze Chimiche 48 Sostanze impiegate Prodotti intermedi Esame scenari di incidente

49 Sostanze Chimiche 49 Check list Metodi automatici Misure Applicazione Limiti D.Lgs.81/08 o limiti di letteratura (con cautele)

50 50 RISCHI PER LA SICUREZZA DA MANIPOLAZIONE DI SOSTANZE PERICOLOSE SOSTANZE INFIAMMABILI SOSTANZE CORROSIVE SOSTANZE COMBURENTI SOSTANZE ESPLOSIVE

51 Movimentazione Manuale dei carichi 51 Assistenza principianti Assistenza riabilitandi Pulizie Metodo MAPO?

52 52 Infortuni Inciampi Urti Scivolamenti Illuminazione/abbagliamento Annegamento Asfissia Sostanze pericolose

53 53 Rischio Biologico Presenza di agenti biologici Contatto con il pubblico Contatto con possibili elementi contaminati Contatto con possibili luoghi contaminati

54 54 Lavori in ambienti sospetti di inquinamento È vietato consentire l accesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili, ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia stata previamente accertata l assenza di pericolo per la vita e l integrità fisica dei lavoratori medesimi, ovvero senza previo risanamento dell atmosfera mediante ventilazione o altri mezzi idonei. Quando possa esservi dubbio sulla pericolosità dell atmosfera, i lavoratori devono essere legati con cintura di sicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro e, ove occorra, forniti di apparecchi di protezione. L apertura di accesso a detti luoghi deve avere dimensioni tali da poter consentire l agevole recupero di un lavoratore privo di sensi.

55 55 Microclima Sbalzi termici Umidità elevata Sistemi termoregolatori stressati

56 RISCHI TRASVERSALI ( per la sicurezza e per la salute) 56 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO FATTORI PSICOLOGICI FATTORI ERGONOMICI CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILI

57 57 CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILI: LAVORO IN ATMOSFERE CON PRESSIONE SUPERIORE O INFERIORE AL NORMALE CONDIZIONI CLIMATICHE ESASPERATE LAVORO IN ACQUA ED IN IMMERSIONE

58 58 LA VALUTAZIONE E Un processo continuo ed è estremamente complesso La scelta dei criteri è lasciata al datore di lavoro con l obiettivo della tutela del singolo lavoratore e dell individuazione delle misure di prevenzione e protezione che dovranno essere personalizzate

59 59 Il DOCUMENTO!!!!!!! E una relazione sulla valutazione di tutti i rischi La scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione.

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