Comune di Marrubiu. Provincia di Oristano. Piano Comunale di Protezione Civile. Rischio Idraulico e Idrogeologico. Relazione

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1 Provincia di Oristano Sindaco Dott. Andrea Santucciu Responsabile area tecnica Ing. Antonio Emilio Casula Piano Comunale di Protezione Civile Rischio Idraulico e Idrogeologico R Relazione Data: 19/04/2015 Fase: 1 Progettista Dott. Ing. Matteo Simbula Geom. Roberto Figus 1

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3 INDICE SISTEMATICO 1. DATI GENERALI VIABILITÀ DEL COMUNE DI MARRUBIU DATI CLIMATICI (AMBITO PROVINCIALE) IDROGRAFIA LA STRUTTURA COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE GLI OBIETTIVI DEL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE IL RISCHIO IDRAULICO E IDROGEOLOGICO PREMESSA GENERALE IL SISTEMA DI ALLERTAMENTO GLI EVENTI METEOROLOGICI ZONE DI ALLERTA A LIVELLO REGIONALE LIVELLI DI CRITICITÀ PROCEDURE E MODALITÀ DI ATTIVAZIONE ALLERTA GIALLA FASE DI ATTENZIONE ALLERTA ARANCIONE FASE DI PREALLARME ALLERTA ROSSA FASE DI ALLARME/EMERGENZAE FASE DI EVENTO IN ATTO INFORMAZIONE AI CITTADINI SCENARI DI RISCHIO SCENARIO 1 (RISCHIO FRANA MONTE ARCI) SCENARIO 2 (RISCHIO IDRAULICO DEI CORSI D'ACQUA DEL MONTE ARCI) SCENARIO 3 (SANT'ANNA) SCENARIO 4 (AREA NORD OVEST) SCENARIO 5 (CENTRO URBANO DI MARRUBIU) ENTI GESTORI DEI SERVIZI ESSENZIALI DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA DELLE AREE INDIVIDUATE AREE O STRUTTURE DI ACCOGLIENZA (SDA, ADA) STRUTTURE RICETTIVE AREE DI AMMASSAMENTO SOCCORSI (AAS) PUNTI DI ATTERRAGGIO ELICOTTERI PUNTI DI APPROVVIGIONAMENTO IDRICO RAPIDO MATERIALI E MEZZI MATERIALI E MEZZI DI ENTI ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO STRUTTURE E AZIENDE PRIVATE CHE POSSONO ESSERE UTILI IN CASO DI EMERGENZA E NECESSITÀ TRASPORTO FERITI, PORTATORI DI HANDICAP STRUTTURE A RISCHIO 57 3

4 9. STRUTTURE SANITARIE AMBULATORI (AM) OSPEDALE SAN MARTINO CASA DI CURA MADONNA DEL RIMEDIO OSPEDALE G.P. DELOGU OSPEDALE NOSTRA SIGNORA DI BONARIA OSPEDALE G. BROTZU SERVIZIO ELISOCCORSO ALLEGATI PUNTI CRITICI RUBRICA TELEFONICA RAPIDA 65 INDICE TABELLE Tabella 1 Dati generali sede comunale... 7 Tabella 2 Dati Sindaco... 8 Tabella 3 Dati popolazione... 8 Tabella 4 Dimensione del territorio comunale... 9 Tabella 5 Cartografia di riferimento del territorio comunale... 9 Tabella 6 Riferimenti altimetrici... 9 Tabella 7 Morfologia del territorio comunale Tabella 8 Comuni limitrofi Tabella 9 Rete viaria nel comune di Marrubiu Tabella 10 Escursioni termiche provinciali Tabella 11 Idrografia comunale Tabella 12 - Sede del Centro Operativo Comunale (COC) Tabella 13 Composizione del Centro Operativo Comunale Tabella 14 - Responsabile servizio Protezione Civile Tabella 15 - Indirizzo di recapito h 24 telefax Tabella 16 - Sistema di reperibilità h Tabella 17 - Area a pericolosità frana nel territorio di Marrubiu Tabella 18 - Area a pericolosità di esondazione nel territorio di Marrubiu Tabella 19 - Criticità assente o poco probabile - Codice colore VERDE Tabella 20 - Criticità ordinaria - codice colore GIALLO Tabella 21 - Criticità moderata - codice colore ARANCIONE Tabella 22 - Criticità elevata - codice colore ROSSO Tabella 23 Componenti del Presidio Operativo Comunale Tabella 24 Informativa ai cittadini per il rischio inondazione

5 Tabella 25 Elenco degli scenari di rischio idraulico ed idrogeologico Tabella 26 Cancelli Scenario Tabella 27 Cancelli Scenario Tabella 28 Cancelli Scenario Tabella 29 Cancelli Scenario Tabella 30 Cancelli Scenario Tabella 31 Elenco Enti gestori dei servizi essenziali Tabella 32 - Struttura di Accoglienza SdA Tabella 33 - Struttura di Accoglienza SdA Tabella 34 - Area di Accoglienza AdA Tabella 35 Strutture ricettive (SR) Tabella 36 Descrizione delle Aree di Ammassamento Soccorsi (AAS1) Tabella 37 - Dimensionamento di massima dell Area Ammassamento Soccorsi Tabella 38 Caratteristiche dell area di atterraggio elicotteri Tabella 39 - Punti di approvvigionamento idrico rapido Tabella 40 Elenco mezzi e materiali Tabella 41 Altre risorse di mezzi utili in caso di emergenza Tabella 42 Altri mezzi di trasporto feriti, portatori di handicap Tabella 43 - Scuole Tabella 44 - Strutture militari Tabella 45 - Impianti sportivi e luoghi ricreativi Tabella 46 Ristoranti, Hotel e strutture ricettive diverse Tabella 47 - Agriturismo, turismo rurale, B&B, ecc Tabella 48 - Edifici di interesse culturale Tabella 49 - Industrie, impianti artigianali e commerciali (compresi stabilimenti ad alto rischio) Tabella 50 - Chiese, monasteri, luoghi di culto Tabella 51 - Aziende agricole e allevamenti in aree a rischio Tabella 52 - Ambulatorio Guardia Medica (AM1) Tabella 53 - Ambulatorio Medici di Famiglia (AM2) Tabella 54 Informazioni elisoccorso Tabella 55 Tabella riassuntiva Punti Critici INDICE FIGURE Figura 1 - Sede Comunale e sede del COC Figura 2 - Esempio di Bollettino di vigilanza metereologica Figura 3 - Esempio di bollettino di criticità regionale Figura 4 - Esempio di avviso di condizioni meteorologiche avverse

6 Figura 5 - Esempio di avviso di allerta per il rischio idrogeologico e/o idraulico Figura 6 Individuazione delle zone di allerta della Sardegna Figura 7 - Architettura del sistema di allertamento del CFD Figura 8 Struttura di Accoglienza SdA Figura 9 Struttura di Accoglienza SdA

7 1. DATI GENERALI Il comune di Marrubiu è localizzato nella piana del Campidano, il territorio comprende anche una parte del Monte Arci fino alle sue pendici meridionali. Prima della grande opera di bonifica che ha determinato la nascita di Arborea divideva col vicino comune di Terralba la più grande laguna della regione oristanese, il Sassu, oggi totalmente prosciugato. Il territorio comunale è attraversato dalla Strada Statale 131 e dalla ferrovia dello Stato con la presenza di due Stazioni Ferroviarie sia nel centro abitato che nella frazione di Sant'Anna. La superficie territoriale comunale è di circa 61 kmq di cui la maggior parte risulta pianeggiante. Il centro urbano dista circa 20km dal capoluogo di provincia Oristano. Il territorio comunale di Marrubiu confina a nord con il comune di Santa Giusta, a Est con i comuni di Ales, Morgongiori e Uras, a Sud con i comuni di Uras e Terralba e a Ovest con i comuni di Terralba e Arborea. Gli uffici comunali sono localizzati nel palazzo del municipio situato nel centro urbano di Marrubiu nella Piazza Roma. Tabella 1 Dati generali sede comunale Sede Comunale Dati Via/piazza e numero civico Piazza Roma, 7 Telefono fisso (centralino) Telefax /PEC Telefono Ufficio Tecnico Telefono Ufficio Polizia Municipale Telefono Ufficio anagrafe Telefono Ufficio Servizi Sociali

8 Tabella 2 Dati Sindaco Sindaco Dati Cognome e Nome Santucciu Andrea Telefono ufficio Fax Cellulare Tabella 3 Dati popolazione Demografia Dati al 14/04/2015 Popolazione residente Di cui maschi Di cui femmine Di cui in area urbana Di cui in area rurale Di cui nelle frazioni Di cui in area PIP 11 - Di cui in Nucleo Di cui portatori di Handicap 126 Totale nuclei familiari Di cui in area urbana Di cui nelle frazioni 93 - Di cui in area rurale Di cui in ara PIP 3 - Di cui Nucleo 33 Stima della popolazione variabile stagionalmente - 8

9 Tabella 4 Dimensione del territorio comunale Superficie Dati (kmq) Complessiva 61,268 - Di cui area urbana e area nuda 3,749 - Di cui boschiva 22,578 - Di cui agricola 34,941 Tabella 5 Cartografia di riferimento del territorio comunale Cartografia Foglio IGM 1: Sezione IGM 1: Sezione CTR 1: Numero sezione Oristano Samugheo Terralba Mogoro 528 II - Oristano Sud 529 III - Villaurbana 538 I - Terralba 539 IV - Ales Sant'Anna Tiria Alta Marrubiu Santa Maria Zuarbara Terralba Uras Nord Tabella 6 Riferimenti altimetrici ALTIMETRIA Estensione in Km Percentuale sul totale (%) Da quota 0 a 200 m.s.l.m. 50,561 82,5 Da quota 201 a 400 m.s.l.m 5,593 9,1 Da quota 401 a 600 m.s.l.m 3,665 6,0 Da quota 601 a 800 m.s.l.m 1,449 2,4 9

10 Tabella 7 Morfologia del territorio comunale MORFOLOGIA Estensione (kmq) Percentuale sul totale (%) Porzione territorio prevalentemente pianeggiante 46,786 76,4 Porzione di territorio prevalentemente collinare 6,967 11,3 Porzione di territorio prevalentemente montuoso 7,515 12,3 Tabella 8 Comuni limitrofi Limiti amministrativi Nord Est Sud Ovest Dati Santa Giusta Ales, Morgongiori e Uras Uras e Terralba Terralba e Arborea 1.1. VIABILITÀ DEL COMUNE DI MARRUBIU Il territorio comunale di Marrubiu è attraversato dalla Strada Statale 131. Dalla SS131 al km 74,900 si può accedere alla SS 126 che conduce al centro abitato di Marrubiu e conduce al centro abitato di Terralba. Dallo stesso svincolo della strada statale 131 si accede alla strada Provinciale 68 che conduce in direzione di Siamanna. La strada provinciale 50 collega il centro abitato di Marrubiu con la frazione di Terralba (Tanca Marchese). La frazione di Sant'Anna è accessibile dalla Strada Statale 131 e dalla SP 68. Tabella 9 Rete viaria nel comune di Marrubiu Rete viaria Dati (ha) Note Estensione Totale 117, Di cui statale 19,9842 SS. 131 e SS Di cui provinciale 8,4824 SP 68 e SP 50 - Di cui comunale 89,

11 1.2. DATI CLIMATICI (AMBITO PROVINCIALE) Tabella 10 Escursioni termiche provinciali Periodo massima ( C) estrema minima ( C) massima ( C) media minima ( C) Inverno 21,2-4, Media ultimi 5 anni Primavera 33,4 0,4 17,4 10,9 Estate 41,6 10, ,5 Autunno ,7 15, IDROGRAFIA Il reticolo idrografico del territorio di Marrubiu, secondo la Carta dei bacini idrografici della Regione Sardegna, ricade nel Bacino Idrografico n. 23 denominato Minori tra Fluminimannu di Pabillonis e il Tirso. L area in oggetto è situata all interno di un sistema idrografico condizionato da due fattori principali. Il primo è di carattere naturale ed è connaturato alla presenza del Monte Arci, che in virtù della sua conformazione genera una serie di effimeri corsi d acqua, quasi perennemente asciutti, che non afferiscono ad un unico corpo ricettore, se non per alcuni di essi intercettati da un canale di guardia realizzato nei primi anni Ottanta del secolo scorso dal Consorzio di Bonifica, il cosiddetto Diversivo Sant Anna. Il secondo elemento che determina l idrologia del terreno riguarda la serie di opere e interventi legati all attività dell uomo e in particolare alle opere di bonifica realizzate nel corso del tempo, a partire da quella della Piana di Arborea negli anni Trenta del Novecento. Tabella 11 Idrografia comunale Nome corso d acqua Lunghezza principale (m) Riu de S'Erba Canale di Guardia Diversivo Sant'Anna Riu Ceddus Riu Trottas Riu Zuarbara Cava di Pietre Conca S'Ollastu Gora Nieddu Mannu

12 Nome corso d acqua Lunghezza principale (m) Gora de Arroxi Riu Perdosu Canale Acque Alte Gora Cuccureddu Canale Fossaus Gora Acquidroxiu 531 Gora Bacchiana Centro Sassu 987 Gora Nuscai Quasodi Gora S'Arrieddu Canale Acque Basse Canale Adduttore Tirso Gora Bia Manna Canale Acque Medie 2943 Riu Craddaxiu

13 2. LA STRUTTURA COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE Centro Operativo Comunale (COC) è la struttura operativa attivata dal Sindaco in emergenza o in previsione di una emergenza per la direzione e il coordinamento delle attività del presidio territoriale idrogeologico e idraulico e dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione. Figura 1 - Sede Comunale e sede del COC Tabella 12 - Sede del Centro Operativo Comunale (COC) Sede del COC (Centro Operativo Comunale) Via/Piazza/Località e numero Civico Dati Piazza Roma, 7 - Ufficio tecnico Telefono e telefax / FAX Dimensioni Dotazioni strumentali 50mq Computer, stampanti, plotter, scanner, fax, linea adsl Coordinate Geografiche Lat 39, Long 8, Coordinate Gauss-Boaga E ,712 - N ,55942 Note 13

14 Tabella 13 Composizione del Centro Operativo Comunale Composizione COC Compiti Referente Telefoni / mail Sindaco Si rapporta con la prefettura, con la sala operativa regionale e con la provincia di Oristano; Coordina le attività dei componenti del COC; Santucciu Andrea Tecnica di valutazione e pianificazione Mantiene i contatti con gli enti gestori delle reti di monitoraggio e con le squadre che effettuano i sopralluoghi nelle aree a rischio Provvede ad aggiornare lo scenario di rischio sulla base dei dati che vengono acquisiti Garantisce attraverso i Vigili del Fuoco l intervento tecnico urgente e la messa in sicurezza degli edifici nell area a rischio Ing. Antonio Emilio Casula Volontariato Coordina l invio delle squadre di volontari locali per le operazioni previste dalle altre funzioni Richiede alla Provincia l invio di ulteriori squadre di volontari per le operazioni necessarie CAP. SORU Roberto Coordina l impiego dei mezzi necessari per lo svolgimento delle operazioni di evacuazione Materiali e mezzi Mobilita le ditte preventivamente individuate per assicurare interventi di somma urgenza Murgia Remo Coordina l impiego delle attrezzature comunali per far fronte all emergenza 14

15 Composizione COC Compiti Referente Telefoni / mail Raccorda le attività tra le diverse componenti sanitarie locali e regionali Sanità, assistenza sociale veterinaria e Organizza il trasferimento dei disabili dalle aree a rischio alle strutture individuate Censisce il fabbisogno di farmaci per i cittadini sfollati presso le aree di attesa Lucia Motzo Provvede alla messa in sicurezza del patrimonio zootecnico Strutture operative locali e viabilità Coordina con le autorità competenti l ordine pubblico, la circolazione del traffico, l accesso al COC; Attiva i cancelli nelle aree a rischio Coordina il flusso delle auto dei cittadini da allontanare dalle aree a rischio negli spazi preventivamente adibiti Comandant e Sergio Cogato ralbese.it Organizza il trasferimento della popolazione, anche scolastica, da allontanare nelle aree di raccolta e, eventualmente, nelle strutture di accoglienza Assistenza alla popolazione Gestisce i servizi e l assistenza alla popolazione presso le aree di attesa richiedendo eventualmente anche gli effetti letterecci e il servizio cucina Doriano Sollai Formalizza la copertura amministrativa ai gestori delle strutture ricettive; Invia i comunicati stampa ai mass media locali sull evolversi della situazione e informa i cittadini interessati in modo diretto 15

16 Tabella 14 - Responsabile servizio Protezione Civile Referente Responsabile servizio Protezione Civile Sindaco Dati Telefono o Cellulare Tabella 15 - Indirizzo di recapito h 24 telefax Indirizzo di recapito h 24 telefax Soggetto Dati Comune Numero telefax Fax: Tabella 16 - Sistema di reperibilità h 24 Sistema di reperibilità h 24 Referente Sindaco Dati Telefono/Cellulare

17 3. GLI OBIETTIVI DEL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE Gli obiettivi indispensabili che il Sindaco, in qualità di Autorità comunale di Protezione Civile, deve conseguire per fronteggiare una situazione di emergenza, nell'ambito della direzione unitaria dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione sono: 1. Garantire la funzionalità del sistema di allertamento locale di informazione ai cittadini; 2. Assicurare il coordinamento operativo locale attraverso l attività: - Del Presidio Operativo Comunale; - Del Centro Operativo Comunale (COC); 3. Attivare il Presidio Operativo Comunale 4. Assicurare la funzionalità delle telecomunicazioni; 5. Ripristinare la viabilità e i trasporti assicurando il controllo e la gestione del traffico; 6. Attivare idonee e semplici misure di salvaguardia della popolazione e in particolare: - Informare periodicamente e in modo diretto la popolazione; - Realizzare Sistemi di allarme diffusi e riconosciuti per la popolazione; - Censire la popolazione; - Individuare e verificare la funzionalità delle aree di emergenza (Aree e strutture di raccolta, Aree e strutture di accoglienza, Aree ammassamento soccorsi, ecc.); - Allestire e gestire le Aree di emergenza; - Soccorrere ed evacuare la popolazione garantendone poi l assistenza; 7. Ripristinare i servizi essenziali; 8. Salvaguardare le strutture ed infrastrutture a rischio; 17

18 4. IL RISCHIO IDRAULICO E IDROGEOLOGICO 4.1. PREMESSA GENERALE Con riferimento all intero territorio nazionale gli eventi idrogeologici calamitosi (frane e inondazioni) sono periodicamente ricorrenti, estremamente diffusi e, tra quelli naturali, sono forse i più gravi perché sono in grado di svolgere un azione devastante a largo raggio sul territorio antropizzato. Il comune di Marrubiu con Delibera di Consiglio Comunale N 47 del 30/07/2013 ha adottato lo studio di Compatibilità Idraulica e Geologica-Geotecnica come previsto dall'art. 8 comma 2 delle Norme di attuazione del PAI. Per Questo motivo, nell'individuazione delle aree a rischio allagamento e rischio frana, vengono presi gli areali previsti nello studio sopracitato. Nell'individuazione delle aree a forte pericolo inondazione, lo studio sopracitato ha tenuto conto delle aree inondabili previste dal Piano Stralcio delle Fasce Fluviali. Tabella 17 - Area a pericolosità frana nel territorio di Marrubiu Comune Superficie (mq) Hg totale Hg4 Hg3 Hg2 Hg1 Marrubiu Tabella 18 - Area a pericolosità di esondazione nel territorio di Marrubiu Superficie (mq) Comune Hi totale Hi4 Hi3 Hi2 Hi1 Marrubiu IL SISTEMA DI ALLERTAMENTO Le fonti normative che dispongono la costituzione e l organizzazione di una rete di allerta per le amministrazioni e la popolazione sono le seguenti: Decreto del Presidente della Regione n.156 del 30/12/ Attivazione del Centro funzionale di protezione civile della Regione Sardegna Delibera del 29 dicembre 2014, n. 53/25 - Approvazione definitiva del Manuale Operativo delle allerte ai fini di protezione civile Procedure di allertamento del sistema regionale di protezione civile per rischio meteorologico, idrogeologico e idraulico. Adeguamento alle osservazioni del Dipartimento nazionale di Protezione Civile (DNPC). 18

19 Decreto del Presidente della Regione n.4 del 13/01/ Modifica degli assetti organizzativi della Direzione Generale della Protezione Civile e della Direzione generale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. La Direttiva Nazionale del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 recante Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile; Direttiva Assessoriale del 27 marzo 2006; La Direttiva P.C.M. del 3 dicembre 2008 recante Organizzazione e funzionamento di sistema presso la sala situazioni Italia del dipartimento della Protezione Civile ; Il decreto P.C.M. del 3 dicembre 2008 recante Indirizzi operativi per la gestione dell emergenza. La Direttiva Nazionale del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 individua le autorità a cui compete la decisione e la responsabilità di allertare il sistema della protezione civile in caso di calamità, catastrofi ed altri eventi. Stabilisce gli strumenti e le modalità con cui le informazioni relative all insorgenza del rischio idrogeologico ed idraulico devono essere raccolte e rese disponibili ai soggetti istituzionali di protezione civile, sancendo i rapporti funzionale tra il sistema della protezione civile ed organizzando il sistema di allerta nazionale. Con questa direttiva si costituisce l architettura istituzionale del sistema di allerta nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico. A seguito di questo la Regione Autonoma della Sardegna con propria Direttiva dell Assessore alla Difesa dell Ambiente del 27/03/2006 ha dato le prime linee guida per l individuazione sul territorio regionale di quanto in precedenza contenuto dalla Direttiva Nazionale. I soggetti istituzionali coinvolti sono la Presidenza del Consiglio dei Ministri - il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e le Presidenze delle Giunte regionali attraverso soggetti e strutture a tal fine individuati e/o delegati. Tali soggetti per espletare le loro funzioni si avvalgono di : Centri Funzionali; Strutture regionali; Centri di Competenza. La Regione Sardegna con il Decreto N. 156 del 30/12/2014 ha attivato il Centro Funzionale di protezione civile. Il Centro Funzionale Decentrato (CFD) è allocato presso la Direzione generale della Protezione civile e si occupa, in fase previsionale, della diramazione e pubblicazione sul sito internet istituzionale dei seguenti prodotti: 19

20 Bollettino di Vigilanza Meteorologica Regionale (Bollettino di Vigilanza), contenente una sintesi delle previsioni regionali a scala sinottica; Avviso di Avverse Condizioni Meteorologiche (Avviso Meteo) emesso prima di possibili fenomeni meteorologici di particolare rilevanza (vento forte, neve a bassa quota, temporali di forte intensità, piogge diffuse e persistenti, mareggiate ecc.). Avviso di Criticità Idrogeologica e Idraulica (Avviso di Criticità), emesso a seguito di un Avviso Meteo e prima del possibile manifestarsi di criticità ed articolato secondo i livelli di cui al precedente articolo GLI EVENTI METEOROLOGICI I fenomeni temporaleschi rappresentano un tipo di rischio molto particolare se considerato nell ottica delle attività di Protezione Civile. A tal proposito la Regione Sardegna, con l'approvazione del Decreto del Presidente della Regione n. 156 del 30/12/2014, ha standatizzato gli avvisi delle condizioni meteo avverse. Il concetto di evento meteorologico estremo che può costituire fonte diretta di rischio per il territorio comunale è applicabile ad una vasta gamma di fattori quali, ad esempio: 1. Pioggia 2. Neve 3. Vento 4. Gelate 5. Ondata di calore 6. Mareggiate Nelle immagini sottostanti vengono rappresentati degli esempi del bollettino di vigilanza metereologica, del bollettino di criticità Regionale, dell'avviso meteo e dell'avviso di criticità che giornalmente possono essere pubblicati nel sito istituzionale di protezione civile della Sardegna al seguente indirizzo Inoltre, in relazione alle zone di allerta interessate da un Avviso di criticità, il CFD provvede ad inviare a tutti i soggetti coinvolti, un sms, informandoli dell'avvenuta pubblicazione, nonché una e- mail contenente l Avviso in formato pdf. 20

21 Figura 2 - Esempio di Bollettino di vigilanza metereologica Figura 3 - Esempio di bollettino di criticità regionale 21

22 Figura 4 - Esempio di avviso di condizioni meteorologiche avverse 22

23 Figura 5 - Esempio di avviso di allerta per il rischio idrogeologico e/o idraulico 23

24 4.4. ZONE DI ALLERTA A LIVELLO REGIONALE Sulla base dei dati conoscitivi idrogeologici, idraulici e geomorfologici disponibili, il territorio della Sardegna è stato suddiviso in zone di allerta, che comprendono ambiti territoriali significativamente omogenei per l atteso manifestarsi della tipologia e della severità degli eventi meteo idrologici intensi e dei relativi effetti. Le zone di allerta corrispondono a quelle individuate dal progetto nazionale dei Centri Funzionali ricomprese nei 7 sub bacini idrografici in cui è stata suddivisa l Isola. Il comune di Marrubiu ricade all'interno della Zona di Allerta Sard-C nominata Baccini Montevecchio e Pischilappiu Figura 6 Individuazione delle zone di allerta della Sardegna 24

25 4.5. LIVELLI DI CRITICITÀ In relazione agli eventi di natura idraulica e/o idrogeologica, la scala delle criticità si articola su 4 livelli che definiscono, in relazione ad ogni tipologia di rischio, uno scenario di evento che si può verificare in un ambito territoriale, secondo la proposta di direttiva di allertamento citata in premessa e quanto pubblicato dal Dipartimento della Protezione Civile. Per il rischio idrogeologico e idraulico sono definiti i seguenti livelli di criticità Assente o poco probabile, Ordinaria, Moderata ed Elevata : Tabella 19 - Criticità assente o poco probabile - Codice colore VERDE Criticità Scenario d evento Effetti e danni Non si escludono a livello locale: Assenza di fenomeni significativi prevedibili IDRAULICO E IDROGEOLOGICO in caso di temporali: forti rovesci, fulminazioni localizzate, grandinate, isolate forti raffiche di vento, locali difficoltà dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche; caduta massi. Eventuali danni locali. 25

26 Tabella 20 - Criticità ordinaria - codice colore GIALLO Criticità Scenario d evento Effetti e danni Ordinaria criticità IDROGEOLOGICO Possibili isolati fenomeni di erosione, frane superficiali e colate rapide detritiche o di fango in bacini di dimensioni limitate. Possibili cadute massi. Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale. Possibili innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d acqua, con limitate inondazioni delle aree limitrofe. Condizioni di rischio residuo per saturazione dei suoli con occasionali fenomeni franosi e/o colate rapide legate a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, anche in assenza di forzante meteo In caso di temporali si aggiungono: Possibili forti rovesci, fulminazioni localizzate, grandinate e forti raffiche di vento. Possibile scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione acque e coinvolgimento delle aree urbane depresse. Possibili repentini innalzamenti dei livelli idrometrici di piccoli rii, canali artificiali, torrenti, con limitati fenomeni di inondazione delle aree limitrofe. Localizzati danni ad infrastrutture, edifici e attività antropiche interessati da frane, da colate rapide o dallo scorrimento superficiale delle acque. Localizzati allagamenti di locali interrati e talvolta di quelli posti a pian terreno prospicienti a vie potenzialmente interessate da deflussi idrici. Localizzate e temporanee interruzioni della viabilità in prossimità di piccoli impluvi, canali, zone depresse (sottopassi, tunnel, avvallamenti stradali, ecc.) e a valle di porzioni di versante interessate da fenomeni franosi. Localizzati e limitati danni alle opere idrauliche e di difesa spondale e alle attività antropiche in alveo. Occasionale ferimento di persone e perdite incidentali di vite umane. Ulteriori effetti in caso di fenomeni temporaleschi: Localizzati danni alle coperture e alle strutture provvisorie con trasporto di tegole a causa di forti raffiche di vento o possibili trombe d aria. Rottura di rami, caduta di alberi e abbattimento di pali, segnaletica e impalcature con conseguenti effetti sulla viabilità e sulle reti aeree di comunicazione e di distribuzione servizi. Danni alle colture agricole, alle coperture di edifici e agli automezzi a causa di grandinate. Localizzate interruzioni dei servizi, innesco di incendi e lesioni da fulminazione. 26

27 Criticità Scenario d evento Effetti e danni IDRAULICO Incrementi dei livelli dei corsi d acqua maggiori generalmente contenuti all interno dell alveo. Possibili condizioni di rischio residuo per il transito dei deflussi nei corsi d acqua maggiori, anche in assenza di forzante meteo. Localizzati allagamenti di locali interrati e talvolta di quelli posti a pian terreno prospicienti a vie potenzialmente interessate da deflussi idrici. Localizzate e temporanee interruzioni della viabilità in prossimità di piccoli impluvi, canali, zone depresse (sottopassi, tunnel, avvallamenti stradali, ecc.). Localizzati e limitati danni alle opere idrauliche e di difesa spondale e alle attività antropiche in alveo. Occasionale ferimento di persone e perdite incidentali di vite umane. 27

28 Tabella 21 - Criticità moderata - codice colore ARANCIONE Criticità Scenario d evento Effetti e danni Diffuse attivazioni di frane superficiali e di colate rapide detritiche o di fango. Possibilità di attivazione / riattivazione / accelerazione di fenomeni di instabilità anche profonda di versante, in contesti geologici particolarmente critici. Possibili cadute massi in più punti del territorio. Significativi ruscellamenti superficiali con diffusi fenomeni di trasporto di materiale. Moderata criticità IDROGEOLOGICO Diffusi innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d acqua minori, con fenomeni di inondazione delle aree limitrofe. Possibili occlusioni delle luci dei ponti dei corsi d acqua secondari. Condizioni di rischio residuo per saturazione dei suoli con diffusi fenomeni franosi e/o colate rapide legate a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, anche in assenza di forzante meteo In caso di temporali si aggiungono: Probabili forti rovesci anche frequenti e localmente persistenti, frequenti e diffuse fulminazioni, grandinate e forti raffiche di vento. Ulteriori effetti e danni rispetto allo scenario di codice giallo: Diffusi danni ed allagamenti a singoli edifici o piccoli centri abitati, reti infrastrutturali e attività antropiche interessati da frane o da colate rapide. Diffuse interruzioni della viabilità in prossimità di impluvi e a valle di frane e colate detritiche o in zone depresse in prossimità del reticolo idrografico. Pericolo per la pubblica incolumità/possibili perdite di vite umane. Significativo scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e significativi fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione acque e coinvolgimento delle aree urbane depresse. Significativi e repentini innalzamenti dei livelli idrometrici di piccoli rii, canali artificiali, torrenti, con fenomeni di inondazione delle aree limitrofe. 28

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