L ASSICURAZIONE DANNI DA INTERRUZIONE DI ESERCIZIO

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1 L ASSICURAZIONE DANNI DA INTERRUZIONE DI ESERCIZIO Giorgio Pennazzato Marzo 2010

2 Nel caso di sinistro da incendio, ad un azienda, i primi danni tangibili ed evidenti sono di tipo MATERIALE: la distruzione dei beni assicurati, fabbricato, macchinario, merci. Simili danni sono coperti dalla polizza Incendio. Domandiamoci allora: si può star tranquilli ipotizzando che la polizza indennizzi completamente i danni materiali che hanno colpito l azienda?

3 E ben noto che accanto ai danni materiali e diretti, vi sono altri danni (spesso più rilevanti di quelli materiali), di tipo economico, che emergono a seguito dell incendio. Basti pensare che finché si effettua la riparazione e si riacquistano i beni perduti, l azienda deve far fronte ai costi che rimangono a suo carico, anche se inattiva: mutui, personale, affitto, leasing, quote fisse dei consumi energetici, assicurazioni, pubblicità, consulenze, manutenzione

4 CHIARIMENTO DEI TERMINI USATI Quando si parla di danni indiretti, si usano termini di tipo diverso. Ad es. nella letteratura specialistica si usa Danni da Interruzione di Esercizio (acronimo: D.I.E.) Nell uso comune, corrente, si ricorre al termine Danni Indiretti (acronimo: D.I.) perché più breve e semplice. Anche se impreciso (nel novero dei danni indiretti ricadono sia quelli immateriali che materiali), tale termine è molto significativo perchè si contrappone a DANNI DIRETTI, quindi fa meglio intuire di quale tipo di danni si stia trattando. Il danno DIRETTO è di tipo MATERIALE (riguarda la fisicità dei beni danneggiati) Il danno INDIRETTO è IMMATERIALE (riguarda gli aspetti economico-finanziari). Nel seguito si farà ricorso perciò al termine DANNI INDIRETTI

5 Come hanno risposto, nel tempo, gli assicuratori ai problemi di copertura delle aziende danneggiate? Nel periodo della rivoluzione industriale inglese si ha la prima risposta sotto forma di Indennità aggiuntiva a percentuale del DD (1797: Minerva Universal) = fatto 100 il DD, l assicuratore eroga un 10% in più a titolo di copertura del DI. Si tratta di una risposta minimale, derivante soprattutto dalla mancanza di standardizzazione delle scritture contabili (bilanci). Per avere una copertura D.I. valida occorre attendere circa 100 anni, finchè, maturata la struttura economico-finanziaria industriale, il broker scozzese Mac Lellan, propone la polizza LOSS of PROFIT (1899). Si tratta di una polizza ben strutturata, che ha dimostrato nel tempo la sua efficienza, perché è usata tuttora dal mercato assicurativo italiano e internazionale.

6 RISPOSTE ASSICURATIVE DANNI INDIRETTI Minerva Universal = Danno diretto 1899 Mac Lellan lancia la polizza Loss Of Profit (L.O.P.) dal 1899??? +10% INDENNITA AGGIUNTIVA

7 Dal 1899 però la società è cambiata, l economia ha subito grandi modifiche, le aziende si sono evolute. La polizza L.O.P. è rimasta invece ancorata agli schemi economici di fine 800, agganciata perdipiù alla terminologia economica anglosassone.

8 Fino a anni fa, quando la LOP era l unica polizza che copriva i DI, l assicuratore aveva notevoli difficoltà a presentarla al cliente: doveva usare termini quasi sconosciuti per la contabilità italiana (Profitto lordo Rapporto di Profitto Lordo Volume di affari di riferimento ) e pertanto trovava una certa diffidenza nel cliente. La situazione subì un profondo sconvolgimento con la nascita di una nuova polizza DI

9 A seguito di un grave sinistro accaduto nel 1992, ad un industria coperta con polizza LOP, il perito di parte (eminente economista), avendo rilevato varie disfunzioni in detta polizza, propose agli assicuratori di studiare una nuova forma di assicurazione DI, aggiornata e adatta al mercato italiano.

10 Ottobre 1994 In ANIA viene presentata la nuova Polizza Danni Indiretti basata sul Margine di Contribuzione (M.d.C.)

11 Quali cambiamenti importanti ha introdotto la nuova polizza MdC? 1. Uso del linguaggio economico-finanziario italiano, con l evidente vantaggio di abbattere le barriere di scarsa comprensione tra assicuratore e assicurando 2. Determinazione della somma da assicurare nella forma per differenza, secondo un criterio quasi a Primo Rischio Assoluto 3. Calcolo del danno indiretto in tempo reale Approfondiamo i punti 2 e 3

12 2. La somma da assicurare Lo scopo di una polizza DI è quello di coprire appunto i danni indiretti, che emergono a seguito ad es. di un incendio all azienda assicurata. Pertanto, la copertura dovrebbe elencare i costi fissi, che l assicurato deve sostenere anche durante il periodo di inattività (totale o parziale) e il mancato utile che si crea in assenza di vendite. Si avrebbe così: S.A.= costo 1 + costo costo n + mancato utile. Seguendo questa impostazione (nota come forma per addizione ) rimarrebbe sempre il dubbio di non aver esaurito la casistica dei possibili costi emergenti in caso di danno. Si tratta dello stesso problema che si ha nel campo dei danni materiali e diretti quando si adotta la forma a rischi elencati

13 Sempre in analogia alle polizze DD, è ben noto che la forma ottimale di copertura è dato dalla ALL RISKS, secondo cui tutti i rischi non esclusi sono coperti. Nel campo economico, l equivalente della A.R. è dato dai ricavi di vendita, che contengono tutti i costi aziendali più l utile. A detti ricavi si andranno a sottrarre i costi che l assicurato non sopporta più in caso di danno. Si ha perciò: Ricavi di Vendita - Costi Cessanti (o variabili) = SOMMA DA ASSICURARE* Così facendo si ha la certezza di aver assicurato tutti i Costi fissi + l Utile operativo *Questa maniera di calcolare la Somma Assicurata viene indicata con forma per differenza. Il risultato della suddetta sottrazione è detto, in linguaggio economico, MARGINE di CONTRIBUZIONE

14 Per realizzare in pratica il suddetto calcolo, si deve utilizzare l ultimo bilancio aziendale approvato disponibile. Dal Conto Economico di bilancio si individuano i Costi cessanti (variabili): Costi per materie prime, materiali di consumo (al 100%) Costi per servizi (consumi energetici) (al 70%) Costi del personale (allo 0%) Oneri diversi di gestione (al 30%)

15 Commentiamo questo calcolo - Le materie prime e i materiali di consumo sono certamente un costo cessante in caso di inattività: se gli impianti si fermano, non si utilizzano più dette materie prime nè i materiali di consumo. Pertanto sono costi cessanti al 100%. -Nei costi per servizi, costituiti perlopiù dai costi dei consumi energetici (luce, gas, acqua ), c è una parte che va attribuita come quota fissa ed una parte come quota variabile, legata appunto ai consumi (ad es. kwh, mc, ). E questa seconda quota (pari mediamente al 70% dell intera voce specifica di bilancio) che va sottratta dai ricavi di vendita. segue

16 - I costi del personale sono valutati come fissi, interamente, perché le aziende tengono a proprio carico detti costi del personale, anche inutilizzato in caso di fermata, per averlo pronto e disponibile non appena riparta l attività produttiva. - Gli oneri diversi di gestione (che raccolgono la molteplicità di piccoli costi, non rientranti nelle macrocategorie già viste) si ritengono variabili o cessanti al 30% dell importo che figura a bilancio.

17 Per completare il calcolo vanno considerate infine le rimanenze finali ed iniziali di magazzino. Le prime vanno equiparate ai ricavi di vendita, perché rappresentano le vendite future potenziali; le seconde vanno considerate come costo, perché sono il primo acquisto che l azienda deve effettuare all inizio dell esercizio. Tutte queste quantità figurano in uno schema, da usare appunto per la determinazione della somma assicurata, che è riportato in parte nella slide seguente e che figura completo tra gli ALLEGATI; esso costituisce parte integrante della polizza DI emittenda.

18 DETERMINAZIONE DELLA SOMMA ASSICURATA +Ricavi di vendita (*) +Rimanenze finali (**) - Rimanenze iniziali (***) - Costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci ( 100 % ) - Costi per servizi (ivi inclusi i consumi energetici, se non indicati altrove) ( %) - Costi per il personale ( %) - Oneri diversi di gestione ( %) - TOTALI [A] [B] MARGINE DI CONTRIBUZIONE ([A]-[B]) Somma Assicurata

19 Una volta compilata la tabella di calcolo, si arriva al risultato indicato come MARGINE di CONTRIBUZIONE Possiamo così renderci conto anche della motivazione per cui è stato scelto il termine M.d.C., per la quantità economica di cui si tratta. Essa risulta da un operazione di sottrazione (Ricavi di Vendita Costi Cessanti) e quindi si tratta di un margine ; al suo interno, il contenuto rimasto, è costituito dai Costi Fissi + l Utile mancato, quantità economiche che contribuiscono alla sopravvivenza dell azienda. Perciò giustamente tale quantità economica ha assunto il nome di MARGINE DI CONTRIBUZIONE

20 Dall esame della scheda di calcolo Determinazione della Somma Assicurata si nota che una volta calcolato il M.d.C. si trova una ulteriore riga, con la voce Somma Assicurata il chè fa pensare che la S.A. sia maggiore del M.d.C. appena calcolato. Somma ass.ta Perché S.A. > M.d.C.? MdC

21 La prima risposta, spontanea, che arriva alla mente è: La somma assicurata va maggiorata rispetto al MdC perché il MdC è stato ricavato dal bilancio dello scorso anno; per evitare eventuali riduzioni di indennizzo, derivanti dall applicazione della regola proporzionale, è bene che si aumenti detto MdC per adeguarlo allo sviluppo aziendale. Tale risposta si scontra però con l art. Regola proporzionale della polizza DI, che recita: La regola proporzionale non sarà operativa purchè la somma assicurata sia uguale o maggiore del MdC ricavato dall ultimo bilancio approvato disponibile. Quindi, secondo tale disposto, sarebbe sufficiente che S.A. = MdC (si dice infatti che la polizza DI basata sul MdC è quasi una forma a primo rischio assoluto ) Riponiamoci dunque la domanda: perché S.A. > MdC?

22 Ricordiamo che in caso di danno totale l indennizzo e al max pari alla somma assicurata in polizza. Pertanto, se la somma assicurata in polizza è uguale al M.d.C. ricavato dall ultimo bilancio, l indennizzo sarà al massimo pari al M.d.C. dell esercizio già trascorso. Quindi l assicuratore indennizza sì il danno al 100%, senza alcuna decurtazione legata alla regola proporzionale, ma fino al max costituito dalla S.A. Se questa è eguale al M.d.C. ricavato dall ultimo bilancio disponibile, tale M.d.C. costituirà il tetto dell indennizzo. Invece l azienda assicurata richiederebbe un indennizzo basato sul M.d.C. dell anno corrente, quindi superiore al M.d.C. del decorso esercizio. Ecco perché S.A. > M.d.C.

23 Quanto maggiore dovrà essere la somma assicurata in polizza rispetto al margine di contribuzione ricavato dal bilancio del decorso esercizio? In polizza, nel definire la S.A., è detto che S.A. > M.d.C. fino ad un + 20%. Di solito è sufficiente un + 5-7%, incremento che sta ad indicare il trend dei ricavi di vendita dell azienda. Nel contesto dell economia attuale, tale cifra è più che ragguardevole. Si fa presente che l incremento di M.d.C. va calibrato perché determina un incremento di S.A. e quindi di premio.

24 Sinora ci siamo occupati delle azioni che deve intraprendere l assicurato. E l assicuratore??? L art. 25 delle C.G.A. della polizza DI stabilisce una sorta di tolleranza di + 20% della S.A. Ciò significa che l indennizzo può superare del 20% la somma stessa assicurata in polizza

25 Regola del 144 Sfruttando al massimo le possibilità viste sinora, si può verificare quanto segue: MdC = 100 S.A. (incremento +20% del MdC) = 120 Art. 25 (incremento +20% della S.A.) = 144 Pertanto, partendo da un MdC pari a 100, ricavato dal bilancio dell ultimo esercizio, si può arrivare a percepire un indennizzo pari al 144% di tale MdC

26 Condizione necessaria per l operatività dell art. 25 è che ad ogni cadenza annuale, quando viene approvato il nuovo bilancio dell azienda assicurata, si provveda all Operazione Giano bifronte Infatti, dal bilancio appena approvato si ricava il valore effettivo del MdC del decorso anno e lo si confronta con la S.A. in polizza. Si effettua quindi la regolazione pro-passato che prevede un conguaglio di premio positivo o negativo a seconda che la S.A. sia inferiore o maggiore del MdC, col max del 20%. Si passa poi a calcolare la nuova somma assicurata pro futuro, basandosi sul MdC effettivo da bilancio e applicando l eventuale incremento legato al trend dell azienda assicurata.

27 SCUOLA FORMAZIONE AGENTI Primo caso Secondo caso S.A = M.d.C = L assicurato versa un conguaglio premio conteggiato su ? ? ? S.A = M.d.C = L assicuratore restituisce una parte del premio calcolato su ? ? ? E S E M P I O

28 3. IL CALCOLO DEL DANNO INDIRETTO Nel presentare le innovazioni apportate dall introduzione della polizza DI basata sul MdC, oltre al linguaggio economico-finanziario italiano e al calcolo della S.A. (per differenza), si è accennato al diverso modo di calcolare il danno, in tempo reale. Per comprenderne appieno il significato occorre vedere prima come opera la polizza LOP

29 Criteri di indennizzo della polizza LOP VA X RPL = PL dove VA = perdita del Volume d Affari (equivalente ai Ricavi di Vendita) RPL = rapporto di Profitto Lordo,PL/VA in % (calcolato dal bilancio del decorso esercizio) PL = perdita di Profitto Lordo (equivalente al MdC) Per calcolare la perdita del volume d affari, si confrontano i due andamenti del VA: in presenza di danno (VA nel periodo di indennizzo) in assenza di danno (= anno precedente); quindi VA nel periodo di riferimento, con vari aggiustamenti per tener conto della diversità tra i due anni

30 VA Volume di affari Volume di affari di riferimento realizzato in presenza del danno aggiustato Anno indenne 1 Anno danneggiato 2 T

31 Esempio di danno semplificato: fabbrica di pentole Vendita normale: 100 pentole al mese, a 10 per pentola = VA mensile: Il PL è pari a 250 ; quindi RPL è 25% Marzo 06: danno, fermata della produzione per un mese, la fabbrica perde le vendite di un mese; VA di marzo 06 = 0 Nel marzo 05 l azienda aveva venduto pentole per 900 ; il VA di marzo 05 va aggiustato tenendo conto che c è stato un incremento dell 11,10% dei prezzi di vendita; pertanto il VA di marzo 05 aggiustato è pari a 999 VA(periodo di riferimento = marzo 05, aggiustato) VA (periodo di indennizzo = marzo 06) = = 999 La perdita di PL sarà = VA x RPL = 999 x 25% = 249,75

32 In realtà, seguendo il dettato della polizza LOP, per effettuare i calcoli dell indennizzo, sarebbe necessario attendere i dati di bilancio dell anno danneggiato per passare a confrontarli coi dati dell anno indenne. Ciò significa attendere mesi per avere la chiusura dell esercizio in corso, colpito dal danno, e la successiva approvazione del suo bilancio, che viene effettuata, nella prassi italiana, nel mese di maggio dell anno susseguente.

33 Criteri di indennizzo con la polizza MdC Si considera, nel periodo di indennizzo, il M.d.C previsto cui si sottrae il M.d.C. reale MdC previsto MdC reale MdC perso Periodo di indennizzo * * Periodo di indennizzo = periodo nel quale l azienda assicurata risente dell inattività totale o parziale causata dal sinistro

34 In pratica si tratta di compilare uno schema di questo tipo Ricavi di vendita Rimanenze finali Risultati previsti ( sperati ) nel periodo di indennizzo Risultati reali nel periodo di indennizzo Rimanenze iniziali Costi per materie prime e materiali di consumo Costi del Personale Costi per Servizi ( consumi energetici) Oneri diversi di gestione Totali Margini di contribuzione A B Margine di contribuzione perso (A - B)

35 In pratica, per arrivare a determinare il MdC comunque realizzato nel periodo di indennizzo, sarà sufficiente un incontro con la contabilità dell azienda per farsi fornire i dati necessari; il cammino è un po più arduo per riuscire a identificare il MdC sperato e non realizzato per colpa del sinistro. Come calcolare tale ipotetico MdC? Ricorrendo alla miglior documentazione utile, presente in azienda: budget, previsioni, contratti in essere, ordinativi.. In definitiva, al perito assicurativo serviranno le stesse evidenze che l assicurato ha per dimostrare a sé stesso la perdita subita.

36 La polizza DI, oltre alla perdita di MdC, prevede l indennizzo delle spese supplementari (o maggiori costi) sostenute per limitare l inattività. Si tratta ad es. di affitto di macchinari ausiliari, di costi di personale straordinario, di ricorso a lavorazioni presso terzi,

37 Qual è il loro limite economico? La perdita di MdC evitata grazie al sostenimento di tali spese, usualmente concordate col perito dell assicuratore Spesso l entità di tali spese supera in % il peso della perdita di MdC 25% MdC 75% SS

38 Esame del testo di polizza Danni Indiretti basata sul MdC Art. 11 delle C.G.A.: Condizione necessaria per l operatività della D.I. è che accada un sinistro indennizzabile dalla Polizza di riferimento (di solito Incendio, ma può anche essere una Guasti Macchine, Informatica, Furto )

39 Art Le esclusioni a) Eventi catastrofali / gravosi = trattasi di esclusioni, che riguardano rischi notevoli, ma che si possono derogare, previo accordo con l assicuratore, a condizioni adeguate al rischio b) Prolungamento inattività = non rientra nel calcolo dell indennizzo il prolungamento dell inattività a causa di scioperi, miglioramenti, mancanza di autorizzazioni, deficienze finanziarie, sequestri da parte dell Autorità c) Estensioni postume = la polizza non opera per estensioni di copertura introdotte nella polizza DD di riferimento, successivamente alla stipula della polizza DI (tale limitazione ha senso qualora siano diversi l assicuratore DD e quello DI)

40 Le estensioni di copertura (condizioni particolari) Le più frequenti estensioni di garanzia sono: Fornitori (copre la perdita di MdC dovuta alla mancata fornitura di materie o prodotti, essenziali per la produzione, a seguito di un danno diretto al fornitore) Clienti (copre la perdita di MdC causata dal mancato assorbimento della produzione da parte di un cliente strategico, che ha subito un danno diretto) Inagibilità (copre il fermo dell attività produttiva imposta dall Autorità Pubblica) Interdipendenza (copre le perdite di MdC in aziende collegate a quella danneggiata, che subiscano delle conseguenze a causa del danno alla stessa).

41 Si fa notare che da qualche tempo è invalso l uso della franchigia IN CIFRA, anziché TEMPORALE, ricorrendo alla formula: FRANCHIGIA = (S.A. / GG lav. an.) x GG fr dove GG lav. an. = Giorni lavorativi annui GG fr. = Giorni di franchigia L utilità di tale formula consiste nel tener sì conto della franchigia temporale, ma di tradurla in una quantità fissa, a superamento del contenzioso che un tempo si innescava nel determinare il momento da cui detta franchigia temporale aveva effetto

42 L ASSICURAZIONE DANNI DA INTERRUZIONE DI ESERCIZIO FINE Giorgio Pennazzato marzo 2010

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