C O M U N E D I C A R I M A T E (Provincia di Como) REGOLAMENTO I.C.I. (IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI)

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1 C O M U N E D I C A R I M A T E (Provincia di Como) REGOLAMENTO I.C.I. (IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI) APPROVATO CON DELIBERAZIONE C.C. n. 4 del

2 I N D I C E TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Oggetto del regolamento... Pag. 3 Art. 2 - Definizione di fabbricati ed aree...» 3 Art. 3 - Determinazione delle aliquote e detrazioni d'imposta...» 4 TITOLO II AGEVOLAZIONI ED ESENZIONI Art. 4 - Abitazione principale...» 4 Art. 5 - Riduzioni di imposta...» 5 Art. 6 - Esenzioni...» 6 TITOLO III DENUNCE, ACCERTAMENTO, CONTROLLI Art. 7 - Denunce...» 6 Art. 8 - Versamenti...» 7 Art. 9 - Liquidazioni e Accertamenti...» 7 Art Attività di controllo...» 7 Art Rimborsi...» 8 Art Contenzioso...» 8 TITOLO IV DISPOSIZIONI FINALI Art Norme di rinvio...» 9 2

3 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Oggetto del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina l'applicazione dell'imposta comunale sugli immobili nel Comune di Carimate, nell'ambito della potestà regolamentare prevista dagli artt. 52 e 59 del decreto legislativo , n. 446, e da ogni altra disposizione normativa. Art. 2 - Definizione di fabbricati ed aree 1. Gli immobili soggetti ad imposta ai sensi dell'art. 1 del D. Lgs. 504/1992 sono così definiti: - fabbricato: l'unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l'area occupata dalla costruzione e quella di pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto ad imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato o accatastato; - area fabbricabile: l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell'indennità di espropriazione per pubblica utilità. L'edificabilità dell'area non deve necessariamente discendere da piani urbanistici particolareggiati, essendo sufficiente che tale caratteristica risulti da un piano regolatore generale. Al fine di ridurre al minimo l'insorgenza del contenzioso, i valori venali minimi in comune commercio delle aree fabbricabili, come stabiliti dal comma 5 dell'art. 5, del decreto legislativo n. 504/1992, per zone omogenee, ai fini dell'applicazione dell'imposta comunale sugli immobili, vengono determinati come specificato dalla seguente tabella: VALORE MINIMO EURO/MQ ZONA P.R.U.G. ANNO 2007 DOPO ADEGUAMENTO ISTAT (1,7%) 3 VALORE MINIMO EURO/MQ ANNO 2008 DOPO ADEGUAMENTO ISTAT (1,6%) A1 - A2 57,88 58,81 B1 65,67 66,72 B2 63,43 64,44 C1 - C2 - C3 - C4 75,67 76,88 D1 68,99 70,09 D2 66,78 67,85 D3 65,67 66,72 Aree soggette a vincolo di uso pubblico con vocazione edificatoria (es. fascia di rispetto 12,25 12,45 stradale, fascia di rispetto pozzi per acqua, ecc.) Per le aree inserite in Piani Attuativi si applica una riduzione dei valori sopra riportati pari al 5%. 2. L'area di pertinenza di immobili esistenti non è sottoposta al pagamento dell'imposta: a) Nel caso di superficie residua residenziale, se il volume residuo edificabile, non supera i 200 mc; b) Nel caso di superficie residua produttiva e/o terziaria-commerciale, l'area residua edificabile non superi il 10% dell'area edificata. In caso di superamento di detti limiti, l'imposta sarà dovuta per l'eccedenza. Non sono sottoposti a rettifica i valori delle aree fabbricabili quando l'importo sia stato versato sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato.

4 I valori come sopra determinati potranno essere variati, con deliberazione dell Ente, da adottare entro la data fissata per la deliberazione del bilancio di previsione,salvo diversa disposizione di legge, ed avranno vigore a decorre dal 1 gennaio dell anno di riferimento del Bilancio di Previsione. In assenza di modifiche i predetti valori si intendono confermati anche per l'anno successivo". Sono tuttavia considerati terreni agricoli quelli posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli che esplicano la loro attività a carattere principale, sui quali persiste l'utilizzazione agro silvo pastorale mediante l'esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla funghicoltura, all'allevamento di animali, se si verificano le seguenti condizioni: a) la condizione del soggetto passivo quale coltivatore diretto o imprenditore agricolo deve essere confermata dall'iscrizione negli appositi elenchi comunali dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni appartenenti ai rispettivi nuclei familiari, previsti dall'art. 1 della legge , n. 9, con obbligo di assicurazioni per invalidità, vecchia e malattia; b) il lavoro effettivamente dedicato all'attività agricola da parte del soggetto passivo e dei componenti il nucleo familiare deve fornire un reddito pari al 70% del reddito complessivo imponibile IRPEF determinato per l'anno precedente; - terreno agricolo: il terreno adibito all esercizio delle attività indicate nell art del codice civile. Art. 3 - Determinazione delle aliquote e detrazioni d'imposta 1. Le aliquote e detrazioni d'imposta sono approvate annualmente dall organo competente con deliberazione adottata entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione e comunque antecedentemente all effettiva approvazione del bilancio di previsione. 2. Con la medesima deliberazione con la quale vengono approvate le aliquote e le detrazioni, possono essere stabilite le misure di eventuali maggiori detrazioni, e le categorie che ne possono beneficiare. TITOLO II AGEVOLAZIONI ED ESENZIONI Art. 4 - Abitazione principale 1. Si intende abitazione principale quella nella quale il soggetto passivo dell imposta, persona fisica residente nel Comune ed i suoi familiari dimorano abitualmente, considerando tale, fino a prova contraria, quella di residenza anagrafica. 2. Sono considerate altresì abitazioni principali : a) abitazione utilizzata dai soci delle cooperative edilizie a proprietà indivisa; b) alloggio regolarmente assegnato da Istituto autonomo per le case popolari o ALER; c) Abitazione concessa in uso gratuito dal possessore ai parenti fino al secondo grado sia in linea retta che collaterale, o al coniuge a condizione che gli stessi risultino residenti nell immobile. I contribuenti che intendono applicare la detrazione per abitazione principale e l aliquota ridotta eventualmente deliberata dovranno presentare su appositi modelli predisposti dal Comune comunicazione relativa all ubicazione dell immobile, e agli identificativi catastali. La comunicazione dovrà essere presentata, a pena di decadenza, entro la data del 1 versamento dovuto, le eventuali variazioni andranno comunicate entro il termine di presentazione delle dichiarazioni di variazione. 3. L Amministrazione comunale ha facoltà di prevedere con apposita deliberazione, per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale le seguenti agevolazioni: aliquota ridotta, non inferiore al 4 per mille, ai sensi dell'art. 4 del D.L , n. 437, convertito con L , n. 556; 4

5 detrazione d'imposta, l'ammontare della detrazione è determinata a norma di legge, e si applica sull'imposta dovuta per l'abitazione principale e relative pertinenze, fino a concorrenza del suo ammontare; se l'abitazione è utilizzata da più soggetti la detrazione spetta a ciascuno di essi in ragione della quota di utilizzo, indipendentemente dalla quota di possesso. 4. Il Comune ha facoltà di aumentare l'importo della detrazione, con deliberazione annuale adottata con le modalità ed i termini di cui al comma precedente; in alternativa può prevedere una riduzione percentuale dell'imposta dovuta. 5. Le agevolazioni sopra descritte sono rapportate al periodo dell'anno durante il quale permane la destinazione dell'unità immobiliare ad abitazione principale. 6. Sono considerate parti integranti dell'abitazione principale le sue pertinenze, ancorché iscritte distintamente in catasto, pertanto si applicherà la stessa aliquota stabilita per l abitazione principale. Si intende per pertinenza il garage o box o posto auto, la soffitta, la cantina, che sono ubicati nello stesso immobile o comunque entro il raggio di mt. 200 dall abitazione principale. 7. Sono considerate pertinenze dell abitazione principale le aree che, a richiesta del proprietario e con atto pubblico non revocabile, vengono asservite, in tutto o in parte, al fabbricato, in base all art. 817 del codice civile. Tali aree non potranno più essere conteggiate ai fini degli indici di edificabilità.. Art. 5 - Riduzioni d'imposta 1. L'imposta è ridotta del 50 per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono tali condizioni. L'inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente) non superabile con interventi di manutenzione ordinaria. Il fabbricato può essere costituito da una o più unità immobiliari (unità immobiliari individuate secondo le vigenti procedure di accatastamento), anche con diversa destinazione d'uso, ove risulti inagibile o inabitabile l'intero fabbricato o le singole unità immobiliari. In quest'ultimo caso le riduzioni d'imposta dovranno essere applicate alle sole unità immobiliari inagibili o inabitabili e non all'intero edificio. 2. Si intendono tali i fabbricati o le unità immobiliari con le sottodescritte caratteristiche: Immobili che necessitino di interventi di restauro e risanamento conservativo e/o di ristrutturazione edilizia, ai sensi dell'art. 31, comma 1, lett. c) e d), della legge 5 agosto 1978, n. 457 ed ai sensi delle disposizioni contenute nel vigente Regolamento Edilizio comunale e che, nel contempo, risultino diroccati, pericolanti e fatiscenti. A titolo esemplificativo, si possono ritenere tali se ricorrono le seguenti condizioni: a) strutture orizzontali (solai e tetto di copertura) con gravi lesioni che possano costituire pericolo a cose o persone, con rischi di crollo; b) strutture verticali (muri perimetrali o di confine) con gravi lesioni che possano costituire pericolo e possano far presagire danni a cose o persone, con rischi di crollo parziale o totale; c) edifici per i quali è stata emessa ordinanza sindacale di demolizione o ripristino atta ad evitare danni a persone; d) edifici che per le loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche di fatiscenza non siano compatibili all'uso per il quale erano destinati, quali la vetustà della costruzione accompagnata dalla mancanza delle parti ornamentali e di finitura del fabbricato (mancanza di infissi, di allaccio alle opere di urbanizzazione primaria, ecc.); 3. L'inagibilità o inabitabilità viene accertata per ogni periodo di imposta: a) mediante perizia tecnica da parte dell'ufficio tecnico comunale, con spese a carico del proprietario; b) da parte del contribuente con dichiarazione sostitutiva ai sensi della legge , n La dichiarazione di inagibilità dovrà essere presentata anteriormente al primo versamento nel quale venga applicata la riduzione. 5. Il Comune si riserva comunque di verificare la veridicità della dichiarazione presentata dal contribuente ai sensi del successivo comma, mediante l'ufficio Tecnico comunale, ovvero mediante tecnici liberi professionisti all'uopo incaricati. 5

6 Art. 6 - Esenzioni 1. Oltre alle esenzioni previste dall art. 7 del D. Lgs. 504/1992, si applica l esenzione prevista al punti i) dell art. 7 del D.L.gs. 504/1992, concernente gli immobili utilizzati da enti non commerciali, soltanto ai fabbricati a condizione che gli stessi, oltre che utilizzati, siano posseduti dall'ente non commerciale utilizzatore. TITOLO III DENUNCE, ACCERTAMENTO, CONTROLLI Art. 7 - Denunce 1. Ai sensi dell art. 37 comma 53 del D.L. 223/2006, a decorrere dall'anno 2007 e' soppresso l'obbligo di presentazione della dichiarazione ai fini dell'imposta comunale sugli immobili (ICI), di cui all'articolo 10, comma 4, del decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ovvero della comunicazione prevista dall'articolo 59, comma 1, lettera l), n. 1),del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n Ai sensi dell art. 1 comma 174 della Legge 296 del 27/12/2006, resta fermo l'obbligo di presentazione della dichiarazione nei casi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell'imposta dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche previste dall'articolo 3-bis1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, concernente la disciplina del modello unico informatico (M.U.I.). 3. La dichiarazione, laddove e come prevista dal precedente comma, debitamente sottoscritta, può essere presentata direttamente al Comune, che rilascia ricevuta, oppure inviata per posta mediante raccomandata senza ricevuta di ritorno entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi 4. Ai sensi dell art.1 comma 173 lettera c) della legge 296/2006 mutano i termini previsti dal comma 6 dell art.10 del D. Lgs. 504/92 e precisamente : Per gli immobili compresi nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa il curatore o il commissario liquidatore, entro novanta giorni dalla data della loro nomina, devono presentare al comune di ubicazione degli immobili una dichiarazione attestante l'avvio della procedura. Detti soggetti sono, altresi', tenuti al versamento dell'imposta dovuta per il periodo di durata dell'intera procedura concorsuale entro il termine di tre mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili 5. La dichiarazione, laddove e come prevista dal comma 1, in presenza di più contitolari soggetti passivi dell imposta, può essere presentata in un unico modello, purché riporti tutti i dati relativi ai contitolari stessi. 1 DECRETO LEGISLATIVO 18 gennaio 2000, n.9 Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 18 dicembre 1997, n 463, e n. 466, in materia, rispettivamente, di utilizzazione di procedure telematiche per la semplificazione degli adempimenti tributari in materia di atti immobiliari e di ulteriori interventi di riordino delle impostepersonali sul reddito al fine di favorire la capitalizzazione delle imprese. Art. 3-bis (Procedure telematiche, modello unico informatico e autoliquidazione) Alla registrazione di atti relativi a diritti sugli immobili, alla trascrizione, all'iscrizione e all'annotazione nei registri immobiliari, nonche' alla voltura catastale, si provvede, a decorrere dal 30 giugno 2000, con procedure telematiche. Con decreto del Ministero delle finanze, di concerto con il Ministero della giustizia, e' fissata la progressiva attivazione del servizio, anche limitatamente a determinati soggetti, a specifiche aree geografiche, e a particolari tipologie di atti, nonche' l'eventuale attribuzione di un codice unico immobiliare. 2. Le richieste di registrazione, le note di trascrizione e di iscrizione nonche' le domande di annotazione e di voltura catastale, relative agli atti per i quali e' attivata la procedura telematica, sono presentate su un modello unico informatico da trasmettere per via telematica unitamente a tutta la documentazione necessaria. Con lo stesso decreto di cui al comma 1, puo' essere prevista la presentazione del predetto modello unico su supporto informatico, nonche' la data a decorrere dalla quale il titolo e' trasmesso per via telematica. 3. In caso di presentazione del modello unico informatico per via telematica, le formalita' di cui al comma 2 sono eseguite previo pagamento dei tributi dovuti in base ad autoliquidazione. In caso di irregolare funzionamento del collegamento telematico, fermo il predetto obbligo di pagamento, la trasmissione per via telematica e' sostituita dalla presentazione su supporto informatico. 4. Nei comuni nei quali vige il sistema del libro fondiario di cui al regio decreto 28 marzo 1929, n. 499, la presentazione del modello unico informatico rileva unicamente per gli adempimenti connessi alla registrazione e alla voltura catastale." 6

7 6. Sono esclusi dall obbligo della dichiarazione gli immobili esenti dall imposta ai sensi dell art. 7 del D.Lgs. 504/ In conformità a quanto previsto dalla Legge n. 383 del , per gli immobili inclusi nella dichiarazione di successione gli eredi ed i legatari non sono obbligati a presentare la dichiarazione. L ufficio presso il quale è presentata la dichiarazione di successione ne trasmette una copia al comune competente per ubicazione degli immobili. Art. 8 - Versamenti 1. Si considerano regolari i versamenti effettuati da un contitolare anche per conto degli altri qualora i nominativi e le percentuali di possesso vengano comunicati all Ufficio tributi del Comune e purché il versamento corrisponda all'intera proprietà dell'immobile condiviso. 2. La comunicazione, su appositi modelli predisposti dal Comune, dovrà essere antecedente alla prima rata del versamento unitario. 3. L'imposta può altresì essere versata autonomamente da ogni soggetto passivo. 4. Nell ambito della ricerca di forme di gestione e riscossione dell imposta più efficienti ed economiche, il Comune adotta la gestione delle riscossioni ICI in economia utilizzando a tal fine le modalità di incasso consentite dalla legge. Art. 9 - Liquidazioni e Accertamenti 1. Ai sensi del comma 161 legge 296 del 27/12/2006, l Ente procede alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni 2. Ai sensi dei comma 158 e 159 dell art. 1 della legge 296/2006 per la notifica degli atti di accertamento dei tributi, nonché degli atti di invito al pagamento delle entrate extratributarie dei comuni, ferme restando le disposizioni vigenti, il funzionario dell'ufficio competente, con provvedimento formale, può nominare uno o più messi notificatori; i messi notificatori possono essere nominati tra i dipendenti dell'amministrazione comunale, tra i dipendenti dei soggetti ai quali l'ente locale ha affidato, anche disgiuntamente, la liquidazione, l'accertamento e la riscossione dei tributi e delle altre entrate ai sensi dell'articolo 52, comma 5, lettera b), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, nonche' tra soggetti che, per qualifica professionale, esperienza, capacita' ed affidabilita', forniscono idonea garanzia del corretto svolgimento delle funzioni assegnate, previa, in ogni caso, la partecipazione ad apposito corso di formazione e qualificazione, organizzato a cura dell'ente locale, ed il superamento di un esame di idoneita'. Art Attività di controllo 1. La Giunta Comunale ed il Funzionario responsabile della gestione del tributo curano il potenziamento dell'attività di controllo mediante collegamenti con i sistemi informativi del Ministero delle Finanze e con altre banche dati rilevanti per la lotta all'evasione. 7

8 2. Ai fini dell esercizio dell attività di accertamento i contribuenti possono essere invitati, indicandone il motivo, a trasmettere atti e documenti; nel caso di accertamenti relativi a condomini la richiesta può essere presentata all amministratore dell immobile relativamente alle indicazioni dei proprietari ed inquilini del condominio e delle rendite catastali degli immobili amministrati. 3. In caso di mancata presentazione della documentazione richiesta si applicano le sanzioni previste dall art. 14 del D.Lgs. 504/92 e dal Regolamento comunale in materia. 4. La Giunta Comunale verifica le potenzialità della struttura organizzativa, disponendo le soluzioni necessarie agli uffici per la gestione del tributo ed il controllo dell'evasione, perseguendo obiettivi di equità fiscale. 5. I maggiori proventi conseguenti il recupero di evasione consentiranno la copertura delle spese relative al potenziamento della struttura organizzativa ed ai collegamenti con banche dati utili. 6. Ai sensi dell art lettera P - del D.Lgs n. 446 viene attribuito un compenso incentivante, al personale addetto all attività di accertamento, in misura pari all 8% della maggiore imposta incassata e delle relative sanzioni ed interessi al netto dei costi di riscossione. La liquidazione del predetto compenso avverrà sulla base di apposita nota predisposta dal Funzionario Responsabile dell Imposta, ferme restanti le limitazioni delle disposizioni legislative in materia e di quanto stabilito dal Regolamento di ripartizione incentivo ICI; 7. Tenuto conto delle attività istruttorie e di accertamento da effettuare per pervenire alla riscossione, anche coattiva del tributo, nonché degli oneri da sostenere per svolgere le suddette attività e nel rispetto del principio dell economicità dell azione amministrativa, si dispone l esonero dal versamento qualora l importo relativo ad un singolo anno d imposta, non sia superiore ad 12, Il limite previsto nel comma 7 non rappresenta una franchigia e deve intendersi riferito all ammontare complessivo del debito tributario, ancorché comprensivo di sanzioni e di interessi. 9. Laddove l importo risulti non superiore al predetto limite, l ufficio tributi è esonerato dal compiere i relativi adempimenti e, pertanto, non procede alla notificazione di avvisi di accertamento o alla riscossione coattiva e non dispone rimborsi. 10. Nel caso in cui l importo complessivamente dovuto sia superiore al suddetto limite, anche con riferimento a più annualità, permane l obbligo del versamento e della riscossione, anche coattiva e del rimborso. 11. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano nell ipotesi di ravvedimento operoso e nel caso di definizione della sanzione ai sensi, rispettivamente, degli articoli 13, 16 e 17 del D.lgs n. 472, del 18 dicembre Art Rimborsi 1. Ai sensi del comma 164 legge 296 del 27/12/2006, Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui e' stato accertato il diritto alla restituzione. L'Ente provvede ad effettuare il rimborso entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell'istanza. 2. Non è riconosciuto il diritto al rimborso dell imposta versata per aree che successivamente sono divenute in edificabili, per prevalente interesse pubblico, a seguito di atti amministrativi, quali varianti apportate agli strumenti urbanistici generali o attuativi, nonché di vincoli istituiti ai sensi delle vigenti leggi che impongano la inedificabilità dei terreni per i quali è stata corrisposta l imposta Art Contenzioso 1. Contro l'avviso di accertamento e di liquidazione, il ruolo, l ingiunzione di pagamento, l'avviso di mora, il provvedimento di irrogazione di sanzioni, il diniego di rimborso, può essere proposto ricorso alla 8

9 Commissione Tributaria competente per territorio, entro 60 giorni dalla data di notificazione dell'atto impugnato, secondo le disposizioni del D. Lgs , n TITOLO IV DISPOSIZIONI FINALI Art Norme di rinvio 1. Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni generali previste dalle vigenti leggi per l'applicazione dell'imposta I.C.I. e dai Regolamenti relativi all attività di accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso. 9

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