CASE STUDY. LA Via Francigena dal Gran San Bernardo a Roma. a.a. 2003/2004 INDICE

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1 UNIVERSITA CATTOLICA DEL SACRO CUORE FACOLTA DI ECONOMIA (SEDE DI PIACENZA E CREMONA) MASTER UNIVERSITARIO IN SVILUPPO TURISTICO TERRITORIALE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI MUST CASE STUDY LA Via Francigena dal Gran San Bernardo a Roma Docente di riferimento Prof.ssa Renata Salvarani Studente Master Dott. Luca Bruschi n. matricola a.a. 2003/2004 INDICE 1. INTRODUZIONE ALLA VIA FRANCIGENA 1.1 La via Francigena nel Medioevo 1.2 La Via Francigena oggi P OBIETTIVO DEL CASE STUDY P RACCOLTA DATI 3.1 Le prime azioni coordinate finalizzate alla valorizzazione della Via Francigena 3.2 Analisi relativa al flusso tu ristico-economico e alle infrastrutture 3.3 Tipologia di strutture ricettive e il budget (mangiare e dormire) del pellegrino 3.4 Quali sono i bisogni e le attese dei pellegrini? 4. DATI STATISTICI RELATIVI AL CAMMINO DI SANTIAGO E BREVE CONFRONTO CON IL MODELLO ITALIANO 5. ASSOCIAZIONE DEI COMUNI DELLA VIA FRANCIGENA P INTERVISTE 6.1 Intervista a Massimo Tedeschi 6.2 Intervista a Ambra Garancini 6.3 Intervista a Adelaide Trezzini 7. SCHEDA CONCLUSIVA P. 3 P. 9 P. 11 P. 21 P. 24 P. 26 P. 30 p. 32 p. 33 P. 34 1

2 VIA FRANCIGENA Tratto italiano 1. INTRODUZIONE ALLA VIA FRANCIGENA 1.1 La Via Francigena nel Medioevo Francigenus è termine latino medievale che significa semplicemente nato in Francia, oppure se meglio proveniente, originario della Francia. Da questa parola latina è nato il termine italiano Francigeno. L espressione Via Francigena, quindi, indica sia in italiano che in latino medievale la strada che dalla Francia portava... in Italia, o meglio a Roma. Occorre precisare una serie di punti fondamentali: in realtà la denominazione Via Francigena ora ha assunto valore di convenzione; per indicare il percorso di strada che nel medioevo portava le genti verso Roma può andare ugualmente benissimo l espressione Strada Romea (dal latino Medievale Strata Romea), cioè strada che porta a Roma o che viene da Roma: la differenziazione tra i termini purtroppo è avvenuta in tempi recenti. La denominazione Romea è molto usata, soprattutto nella zona del Passo della Cisa. Ovviamente nella Francia e nell Inghilterra medievali la strada per Roma si chiamava appunto Strata Romea o Via Romana... ed era cioè la antica rete viaria romana in direzione della capitale dell impero romano, che nel medioevo era nota più che altro come tomba di San Pietro e sede dei suoi successori, cioè i Papi. Più corretto comunque in Italia parlare di Francigena, il termine consente maggiore precisione, essendo la denominazione Romea generica ed abusata. Ormai è attestato che le strade costruite dai Romani (da e per Roma, da e per la Gallia e la Spagna e l Inghilterra) in tutto l Occidente, erano molte; e nel medioevo, dopo secoli di danni e guerra e divisioni, quelle stesse erano conosciute ovunque con nomi diversi. Per quanto riguarda il tratto italiano della Via Francigena, la sua origine, come strada sovraregionale, è da ricercare nell alto Medioevo quando tra il VI e VII secolo, nel periodo della dominazione longobarda, cominciò ad assumere il nome di Via Monte Bardone. 1 In un documento del IX secolo, conservato in una delle più esemplificative abbazie di fondazione longobarda (quella di San Salvatore sul monte Amiata), appare per la prima volta il cambiamento di denominazione della strada da Via di Monte Bardone a Via Francisca, sempre più usato nei secoli successivi. Per capirci in modo definitivo, noi contemporanei abbiamo trovato necessario fare chiarezza; scegliere una precisa Via Francigena nel marasma di Strade Romee medioevali. Occorre a questo punto fare la precisazione fondamentale: per Via Francigena oggi intendiamo la strada seguita dall arcivescovo di Canterbury Sigerico nell anno 990, per andare a Roma da Canterbury e viceversa. Il percorso in quegli anni difficili per l Europa richiedeva 2 mesi e mezzo, giorno più giorno meno, mentre ai tempi dell antica Roma i legionari potevano compierlo in un mese. Sigerico per la precisione ha descritto il tracciato sulla via del Ritorno da Roma, suddividendo il resoconto tappa per tappa (tappa è la giornata di viaggio). Il percorso da Roma a Canterbury fu quindi compiuto in 79 tappe, o giornate di viaggio. Nell itinerario, quindi, sono elencati 79 luoghi di tappa submansiones de Roma usque ad mare, il mare come canale della Manica, che segnano i punti obbligati della strada: l ingresso in Toscana dal Lazio presso Radicofani, il passaggio a Siena, l attraversamento dell Arno a Fucecchio; poi Lucca, Pontremoli e Montelungo (Sancte Benedicte). Superato il valico, l attuale passo della Cisa, in territorio parmense si ricorda: Sancte Moderanne (Berceto), Philemangenur (Fornovo), Metane (Medesano o, come sostenuto da ipotesi recenti Costa Mediana attuale Costa Mezzana), e Sancte Domnine (Fidenza). Da Floricum (Fiorenzuola), dopo il passaggio sul Po a Piacenza verso Pavia e Vercelli, l itinerario usciva dall Italia attraverso il valico alpino del Gran San Bernardo, per raggiungere Calais. Quindi Strada Romea per noi è termine assai generico che indica la enorme e ramificata rete viaria romana (modificata e malmessa) ancora impiegata nel Medioevo. Via Francigena è quella specifica, diritta strada da Canterbury a Roma seguita da Sigerico nel 990. Via Francigena è una delle tante Strade Romee del medioevo, forse quella più certa, documentata, lineare. 1 Da Mons Longobardorum, come testimoniato nella Historia Longobardorum, redatta nel IX secolo dal colto Paolo Diacono. 2

3 Il percorso della Via Francigena è lungo all incirca 1750 km, dei quali 920 riguardano il territorio inglese, francese e svizzero, 830 quello italiano, dal Gran San Bernardo a Roma. Quanto tempo si impiega a percorrere questo itinerario? Calcolando una media di circa 35 km giornalieri, a piedi occorrono 50 giorni, mentre in bicicletta, raddoppiando i km quotidiani, dovrebbero bastare 25 giorni. Non è possibile parlare di Medioevo senza parlare della Religione e Fede Cristiana, della Chiesa di Roma o del culto dei Santi. A testimonianza dell importanza che hanno sempre avuto durante e dopo l età di Mezzo, queste realtà sono ancora oggi vive e fondanti in Europa, a cinquecento anni dalla fine del Medioevo (il medioevo per convenzione è considerato concluso nel 1492, data della scoperta dell America). La Costituzione Europea in fase di elaborazione, così come dal 1946 quella italiana, fa esplicito riferimento alla civiltà Giudaico-Cris tiana come base e fondamento della Nuova Europa e della nostra cultura. Parlando del Medioevo, occorre qui ricordare che in quell epoca i viaggi erano faticosissimi e molto scomodi e pericolosi, quindi spostarsi era una cosa solo alla portata di chi era molto sano e/o molto ricco; per di più il cosiddetto viaggio di piacere era fuori da ogni morale o logica. Nel medioevo i popoli si spostavano solo per la guerra, per trovare cibo o per visitare i Santi e chiedere una Grazia. Il viaggiatore medievale com piva il suo itinerario rigorosamente a piedi, con l ausilio del solo bordone, appellativo dato al mulo, e poi ironicamente passato a designare il bastone con puntale in ferro, unica arma di difesa contro le innumerevoli insidie del viaggio. Oltre al bordone, componevano il suo corredo un semplice mantello, che prendeva varie denominazione a seconda delle regioni, un copricapo a larghe tese, e una bisaccia o scarsella appesa in vita. Le grandi direttrici su cui si muovevano i viaggiatori nel medioevo corris pondevano all incirca ad alcuni tratti della antichissima rete viaria romana, per muoversi verso i luoghi di culto. Nei luoghi di Culto meta di pellegrinaggio il pellegrino chiedeva ai Santi, rappresentati dalle Reliquie, una grazia di qualsiasi genere; cioè di fatto tra la gente del medioevo si credeva e quindi si raccontava il miracolo, manifestazione fisica di Dio. Della esistenza di Dio, ovviamente, durante il medioevo, nessuno discuteva ad alcun livello, la si considerava certezza e base della vita stessa sia tra i cristiani che tra i musulmani che tra gli ebrei. La Filosofia era un ramo della Teologia e spiegava il mondo alla luce di Dio. Le guerre si combattevano in nome di Dio, i viaggi si compivano colla benedizione di Dio e meglio ancora per Suo volere. I viaggi dunque spesso consistevano in un pellegrinaggio; altrimenti consistevano in campagne di guerra, a loro volta sempre motivate dalla religione; solo pochi potentissimi talvolta viaggiavano per motivi politici. D altra parte, c erano i pellegrinaggi; nemmeno i re si sottraevano ai pellegrinaggi. Andare a visitare i Santi era atto meritorio ed ogni uomo libero era teoricamente tenuto a fare qualcosa di questo tipo. Tre erano le grandi mete di pellegrinaggio nel medioevo: 1. La tomba di San Giacomo (Santiago) in Spagna, a Compostela. 2. La tomba di San Pietro, cioè la antica capitale dell Impero romano: Roma. 3. Infine, la tomba di Cristo: Gerusalemme. Questi tre percorsi finivano per sovrapporsi, per coincidere tra di loro, per essere la continuazione l uno dell altro. Celebre il famoso pellegrino Raimondino, immortalato sull acroterio nella facciata della Cattedrale di Fidenza (protiro della porta laterale destra in facciata): Raimondino nel secolo XI fu uno dei pochi che riuscì a completare tutti e tre i pellegrinaggi. 1.2 La Via Francigena oggi Pur essendo finito il Medioevo, pur essendo ormai i cristiani d occidente divisi in cattolici e protestanti, pure essendosi modificati i confini, tuttavia l Europa anche dopo la fine del Medioevo rimase per molti versi ancora una realtà fortemente legata al cristianesimo come ideale socio-politico. Fino alla Rivoluzione Francese rimase come solida realtà il Regno di Francia, nato nel Medioevo. In costante rapporto di scambio culturale con la Francia, l Italia 3

4 rimaneva sempre divisa, come nel Medioevo, in uno stato unitario meridionale e in una complessa realtà di stati e staterelli nel centro-nord. Nella sostanza, rimaneva viva in Italia e Francia la società detta dell Ancien Régime, vale a dire una società rigidamente gerarchica che riservava alla grande nobiltà (in modo più limitato anche ai più ricchi non nobili) il compito di dirigere la società, al clero il compito della cura delle anime, al popolo e popolino il compito di lavorare per tutti. Notiamo che l Ancien Régime rifletteva ancora in tutto e per tutto la società Medioevale dei Milites, dei Clerici e dei Laboratores. Era ormai tra il XVI e il XVIII, impossibile recarsi a Gerusalemme a causa del rapporto conflittuale permanente con i turchi, ma la altre due Vie erano ancora attivissime. Le grandi vie di pellegrinaggio per Compostela e Roma, fino alla Rivoluzione Francese rimasero saldamente sotto il controllo della Chiesa, mentre col migliorare delle strade e della sicurezza in Europa il numero di pellegrini continuava ad aumentare e così le offerte. Del resto, le pestilenze e le guerre in aumento continuavano ad alimentare un forte bisogno di speranza e di religiosità nella gente. Erano soprattutto i grandi ordini religiosi ad alimentare la sete di pellegrinaggio, propagandandone i benefici. Sempre gli ordini religiosi si occupavano di gestire i punti tappa, con strutture di pernottamento per i poveri (gli Hospitales) sempre più numerose. Nascevano intanto, novità rispetto al medioevo, stazioni di posta e alberghi per i viaggiatori più abbienti; come mai ciò? In Inghilterra e Germania settentrionale, ma anche in Francia si assistette ad un fenomeno nuovo: si diffondeva l Illuminismo, anche se solo tra gli abbienti; tuttavia il parziale venire meno del cattolicesimo e il radicarsi del protestantesimo non corrisposero, come si potrebbe pensare, ad una diminuzione di viaggiatori verso l Italia e la Spagna. Infatti, altra novità rispetto al medioevo, nasceva il grand tour, il viaggio di piacere e di istruzione per i giovani più abbienti. Ma questo nuovo tipo di viaggio differenziava i percorsi, li arricchiva, li prolungava senza mutarne il valore, cioè si continuava a considerare il viaggio come dimensione spirituale e umana fondamentale, mentre l Italia e Roma rimanevano mete obbligate; e Compostela intanto non perdeva ma anzi aumentava i pellegrini, poiché la religiosità popolare sembrava addirittura aumentare! Con la Rivoluzione, il cambiamento. La Francia dopo la decapitazione di Luigi XVI rinnegò la fede cristiana e si pose in aperto conflitto con le monarchie europee. Gli ordini religiosi nella Repubblica Francese vennero aboliti, le cattedrali diroccate, la grande abbazia di Cluny che gestiva i pellegrinaggi venne demolita pietra dopo pietra. Più tardi Napoleone prendeva il controllo della Francia e sottometteva l Europa, tranne l Inghilterra e al Russia. Con Napoleone la chiesa cattolica ritornò Religione di Stato in Francia, ma non disponeva più delle strutture di un tempo ed era ridotta alle parrocchie e alle diocesi, mentre gli ordini religiosi erano illegali in tutti i domini napoleonici. Divenne più facile viaggiare grazie agli ottimi collegamenti e alla diminuzione delle dogane. Vennero però mancare i viaggiatori inglesi, a causa della guerra permanente tra Impero ed Inghilterra. Gli Inglesi sarebbero poi tornati alla caduta di Napoleone, continuando la tradizione del Viaggio in Italia. Nel secolo XIX l afflusso di stranieri da Francia, Germania e Inghilterra fu tale da creare un miglioramento delle strade alpine dal nord verso l Italia. Con l 800 iniziavano i viaggi in Italia come ancora oggi osserviamo, solo che all epoca il viaggio era accessibile solo ai più abbienti. Non dobbiamo assolutamente pensare alla Via Francigena come ad un percorso unico, piuttosto bisogna prendere in considerazione un fascio di cammini intercambiabili (nel medioevo essi venivano presi in considerazione a seconda della situazione politica, degli eventi metereologici, dell estrazione sociale o dell appartenenza ad un particolare ordine del pellegrino). Per comprendere meglio questo aspetto basta osservare il territorio della province di Parma e Piacenza, nel quale possiamo individuare almeno tre varianti, oltre al percorso principale. 2 2 Percorso principale: Da Piacenza, dove si giunge dopo il passaggio del Po in territorio di Calendasco e dove si incrocia la direttrice proveniente da Pavia Castel San Giovanni-Sarmato, si mantiene la via Emilia, toccando Fiorenzuola, e si entra in provincia di Parma poco prima di Fidenza; di qui, passando per Santa Margherita, Costamezzano, Medesano, Fornivo Taro, Terenzo, Bercelo, si raggiunge il Passo della Cisa che conduce in Toscana. Prima variante : da Piacenza a Fiorenzuola, per poi deviare lungo la Val d Arda, toccando Castell Arquato, Lugagnano, Vernasca e Morfasso, si entra in provincia di Parma attraverso il passo del Pelizzone per arrivare a Bardi e, seguendo la Val Noveglia, Borgo Val di Taro e da qui raggiungere Pontremoli attraverso il passo del Battello, raggiungendosi così al percorso principale della Via Francigena. Seconda Variante : segue il percorso principale fino a Fidenza, ma poi prosegue lungo la Via Emilia e, dopo aver superato il fiume Taro, raggiunge San Pancrazio; qui piega verso sud per raggiungere Vicofertile, Collecchio e Talignano, ricongiungendosi alla via principale a Fornivo Taro. 4

5 A partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata "Itinerario Culturale del Consiglio d'europa" assumendo, alla pari del Cammino di Santiago, una dignità sovranazionale. Il recente allargamento dell Unione Europea a 25 Stati e popoli, infine, non può che trarre, dal rilancio e dalla valorizzazione di un tale cammino medievale e degli itinerari culturali europei, il migliore auspicio per la costruzione piena dell unità dell Europa, luogo e spazio del cammino comune dell homo viator di oggi. 2. OBIETTIVO DEL CASE STUDY Questo case study prende in esame la Via Francigena nel tratto italiano- non tanto dal punto di vista storico artistico, poiché esistono già tantissimi studi competenti ed esaustivi su questo argomento 3, ma da un punto di vista di sviluppo territoriale-turistico e di valorizzazione dell itinerario storico, in modo da comprendere quanto sia leggibile il sistema della Via Francigena in tutta la sua complessità. La prima parte di questa indagine prende in considerazione i primi interventi e progetti che sono stati presi, all inizio degli anni 90, per la valorizzazione turistica, culturale e ambientale. Un altra parte si rivolge al flusso turistico presente negli ultimi anni, cercando di capire il livello della situazione attuale (dopo il boom Via Francigena iniziato soprattutto a partire dal Giubileo del 2000) e proponendo un rapido confronto con il pellegrinaggio di Santiago di Compostela. L ultima sezione della ricerca prende in esame l Associazione dei Comuni italiani sulla Via Francigena per comprendere in quale direzione si sta muovendo e qual è la politica culturale adottata, cosa è stato fatto in passato ma, soprattutto, quali sono le prospettive e strategie per il futuro. Lo scopo dell analisi, sostanzialmente, è tentare di mettere in luce quelli che sono i punti di forza e di debolezza presenti in questo sistema, il quale, indubbiamente, rivela potenzialità enormi pur nella sua complessità territoriale. Alla fine del case study verranno messi in evidenza, in una scheda sintetica, quelli che sono gli aspetti principali che si dovranno approfondire nel successivo Project work, con l obiettivo di dare continuità a questo lavoro, rendendolo concreto e tangibile. RACCOLTA DI DATI 3.1 Le prime azioni coordinate finalizzate alla valorizzazione della Via Fr ancigena Lo strumento dell Accordo di programma previsto dalla L.142/90 tra Stato, Regioni, Province e Comuni ha favorito la nascita dei primi progetti di valorizzazione territoriale e turistica del corridoio costituente il percorso della Via Francigena. L accordo fatto tra Stato (in questo caso rappresentato dall ENIT) e Regioni, poi, è servito anche per garantire alle iniziative la finalizzazione di importanti risorse per la loro completa realizzazione e valorizzazione. Proprio l ENIT, inizialmente, ha fornito un concreto interessamento a queste attività di promozione. Uno dei primi progetti, in grado di coinvolgere con una certa chiarezza di compiti e funzioni una pluralità di soggetti istituzionali di diverso livello e di soggetti extraistituzionali (associazioni, operatori privati, comunità locali, etc.) è quello nato dall iniziativa di alcune APT emiliane, toscane, liguri e laziali 4 e dal Centro Nazionale Documentazione Trekking che, sollecitati in particolare da una pubblicazione nell edizione BIT del 1991, hanno presentato alcune proposte sul tema sottoponendole all attenzione di tutte le regioni, delle APT e di altre realtà interessate alla valorizzazione del territorio lungo la Via Francigena: il primo progetto è stato presentato, in concreto, nel novembre 1992: Via Romea: una strada europea per Roma. Nel corso degli anni 90, poi, si è verificato un crescente e costante interesse verso la Via Francigena, anche in vista del Giubileo del Associazioni private, Enti pubblici, Sovrintendenze, Province, Regioni, CAI, Comunità montane, Operatori turistici, Associazioni di carattere locale, Associazioni ambientalistiche, religiose, culturali e Terza variante : Ha come unica diversità, rispetto al secondo itinerario, quella di giungere fino alla città di Parma, da dove si ritorna a Vicofertile. 3 La bibliografia relativa alla Via Francigena è molto estesa, si trovano tantissimi libri, documenti, atti di convegno, articoli di riviste, etc. per questo itinerario storico; alcuni sono generici e affrontano l argomento nella sua complessità territoriale, altri, invece, sono più specifici e riguardano una singola tratta del percorso. Uno dei libri che ancora oggi è considerato tra i più completi ed esaustivi è quello dello storico Renato Stopani: La Via Francigena, Le lettere, Pavia, Piacenza, Parma-Salsomaggiore, La Spezia, Massa Carrara, Amiata, Lucca, Firenze, Chianciano Terme, Pisa, Siena, Pistoia, Viterbo). 5

6 turistiche, Università, A.P.T. si sono mostrati molto interessati alla valorizzazione di questo itinerario storico, proponendo anche una maggiore commercializzazione turistica del prodotto Via Francigena. E stata la Toscana a mostrarsi particolarmente attiva nella fase iniziale; questa regione, tra l altro, è quella interessata dal tratto più lungo del percorso: esso attraversa il territorio interessando con i tracciati principali le Province di Siena, Firenze, Pisa, Lucca e Massa-Carrara, e coinvolge i Comuni situati nelle aree geografiche delle Valli senesi (Paglia, Orcia e Arbia), la Valdelsa, il Valdarno inferiore e superiore, la Lucchesia e la Valdinievole, e a nord la Garfagnana, la Versilia e la Lunigiana. Alcuni centri maggiori quali Massa, Lucca, Pistoia e Siena, svolgono un ruolo storico di poli del sistema della Via Francigena; altri, minori, costituiscono i nodi di una rete diffusa nei vari territori; è il caso di Pontremoli, Aulla, San Pellegrino, Calstelnuovo Garfagnana, Luni, Pietrasanta, Altopascio, Fucecchio, Colle Val d'elsa, Poggibonsi, San Gimignano, San Miniato, Buonconvento, Montalcino, Pienza, San Quirico d'orcia, Radicofani, Abbadia San Salvatore; infine, altri centri ancora sono distribuiti sulla rete del sistema (complessivamente l'itinerario toscano della Francigena coinvolge circa 1500 siti di cui 300 costituiscono le emergenze più significative). Proprio nel caso della Toscana, già all inizio degli anni Novanta era stato previsto un progetto regionale suddiviso in due fasi: una fase di valorizzazione e promozione delle emergenze fruibili, attivando un primo intervento di segnaletica didattica e programmi di iniziative espositive, musicali, teatrali, convegnistiche, editoriali; una fase di recupero e restauro di siti e manufatti per i quali non era stato possibile intervenire nella prima fase. In questi anni, un ruolo non marginale per la promozione dell itinerario storico è anche quello svolto dalla Confraternita dei Romei, un importante Associazione Europea. Se è vero che una serie di interventi e iniziative sono state prese già a partire dalla prima metà degli anni Novanta 5, tuttavia, è anche vero che l interesse sembra essere quasi terminato con il Giubileo del 2000, dopo il quale non sono più state attivate molte iniziative intorno alla Via Francigena. Tornando al Giubileo occorre sottolineare che, complessivamente, in Italia si è verificata un impennata di consumi turistici legati all aspetto religioso, dal momento che hanno cominciato a muoversi folle molto numerose di pellegrini. Questo evento, infatti, è riuscito a catalizzare ingenti risorse dello Stato, della C.E.I. e di istituzioni culturali, favorendo un offerta decisamente ampia a livello di iniziative, infrastrutture (soprattutto con lo sviluppo dei Musei Diocesani), recupero di sentieri, nascita di specifiche associazioni, etc. Negli ultimi anni è stata l Emilia-Romagna una delle Regioni più attive per la valorizzazione territoriale intorno alla Via Francigena, in particolare modo bisogna ricordare gli interventi di Fidenza e Parma. Proprio grazie al sindaco del comune borghigiano, Massimo Tedes chi, è nata l Associazione dei Comuni italiani sulla Via Fracigena, della quale parlerò diffusamente in un capitolo successivo. La Soprip di Parma, invece, insieme al Gal spagnolo di Portodemourus, dal dicembre 2003 ha avviato il Programma Comunitario Leader+, sviluppando una strategia di azione per potenziare e promuovere i principali Itinerari Culturali Europei (Via Francigena e Cammino di Santiago), al fine di favorire lo sviluppo integrato fra i due territori. 6 Il progetto si propone di perseguire lo sviluppo di una strategia integrata di promozione turistica e di commercializzazione di prodotti di entrambi i territori attraversati dai due itinerari, ma, soprattutto, si sta promovendo un sensibile allargamento del partenariato 7, in modo da individuare sempre più referenti lungo gli itinerari di questi Cammini della Fede. 5 Proprio agli inizi del 90, la Toscana è stata promotrice di quel Progetto di Promozione Turistica ricordato in precedenza: La Via Francigena: una strada europea per Roma con l obiettivo di coinvolgere tutte le regioni interessate. 6 Questo progetto sostituisce il precedente, chiamato Leader II, nel quale la Soprip ha operato principalmente sulle seguenti aree d azione: - costituzione di un partenariato istituzionale tra le province di Parma e Piacenza e A Coruna e Pontevedra e tra varie municipalità. - Progettazione di una strategia di promozione congiunta dei territori, elaborazione di materiali promozionali congiunti, creazione di un sito web in internet e realizzazione di eventi promozionali. 7 Soprip mantiene il ruolo di capofila del progetto trasnazionale: questo Gal sta orientando la sua azione verso tutti i paesi attraversati dalla Via Francigena in Italia, Francia Gran Bretagna e sta svolgendo tale attività in stretta collaborazione con l Associazione Italiana dei Comuni della Via Francigena. A tal fine, lo scorso 19 settembre, Soprip ha organizzato una prima riunione illustrativa del progetto ai Gal italiani lungo il percorso della Via Francigena da Aosta a Roma. Sono intervenuti, mostrando interesse ad un immediata collaborazione: Gal Valle d Aosta, Gal Garfagnana Ambiente e Sviluppo, Gal Leader Siena, Gal Eurochianti,Provincia di Viterbo. 6

7 Si sta lavorando anche per rinforzare il progetto in internet, trasformando l attuale sito in un portale interattivo sui Cammini d Europa, che oltre a promuovere i territori consenta la possibilità dell ecommerce dei prodotti e dei servizi turistici di entrambi gli itinerari. Il portale dovrebbe presto qualificarsi come il sito della rete di tutti i grandi itinerari culturali europei; per la parte italiana si lavorerà in forte coordinamento con l Associazione dei Comuni e delle Province della Via Francigena che ha in corso uno specifico progetto su internet. 3.2 Analisi relativa al flusso turistico-economico e alle infrastrutture Questa parte si è mostrata molto difficoltosa, in quanto è stato estremamente complesso recuperare i dati relativi ad una stima del flusso turistico sul pellegrinaggio della Via Francigena. Se è vero che per quanto riguarda il cammino di Santiago è possibile ottenere dei dati statistici piuttosto attendibili e precisi- che rispondano a domande del tipo: Quante sono le persone che ogni anno fanno il pellegrinaggio? ; Come e quanto spendono questi turisti-pellegrini? ; Dove alloggiano in prevalenza?, ecc non è possibile per quanto riguarda il percorso della Via Francigena, per lo meno nella tratta italiana. Sarebbe molto importante che in un futuro prossimo i diversi Assessorati al Turismo riuscissero a proporre anche i dati relativi ad un movimento turistico così specifico, affiancando questa voce a quella relativa al turismo delle città d arte, località montane, località termali, ecc. I motivi per cui la situazione attuale non è in grado di evidenziare questi dati sono molteplici, proverò ad elencare i principali: - C è una notevole difficoltà di monitorare il flusso legato ad un turismo di nicchia come è quello del pellegrino. Le singole Province, come ho appena ricordato, non sono in grado di fornire dati statistici di questo tipo; in alcune è presente, se non altro, la voce Ostelli, anche se questo dato potrebbe essere del tutto fuorviante per la nostra linea di indagine: la rete di ostelli lungo l itinerario di Sigerico spesso non è particolarmente funzionale e molti turisti decidono di dormire in altre strutture; inoltre, bisogna sottolineare che negli ostelli si fermano prevalentemente gruppi sportivi, scout ecc., pertanto, gli arrivi e presenze che potremmo ottenere non sarebbero assolutamente attendibili per comprendere il movimento turistico legato alla Via Francigena. Le singole strutture ricettive, comunque, in generale non prestano molta attenzione a questi dati e spesso non inviano neppure i loro resoconti arrivi/presenze alle Province stesse. - Gli alloggi si presentano sotto diverse tipologie, quali Bed and Breakfast, Ostelli, Conventi/Monasteri, Agriturismi, Case rurali, Scuole, Hotel, a seconda della regione e delle disponibilità di quel territorio. Non c è, quindi, una tipologia unica di struttura (come si incontra durante il cammino di Santiago, nel quale si trovano un gran numero di albergue 8 ). Lungo il percorso della Via Francigena, inoltre, non ci sono molte strutture ricettive organizzate e i prezzi non sempre sono convenienti. - C è poco coordinamento nelle competenze scientifiche, tecniche e amministrative: in molte località mancano Uffici del Turismo in grado di dare informazioni ai pellegrini (talvolta, invece, ho potuto constatare una scarsa professionalità di alcuni addetti/operatori) oppure, se presenti, mancano specifici registri per segnalare le presenze. - C è scarsa collaborazione fra Enti pubblici e Privati nella gestione delle risorse territoriali, in particolar modo nel recupero delle antiche strutture utilizzabili per le soste ed i pernottamenti dei pellegrini. Servirebbe maggiore progettazione partecipata. Il Gal Portodemourus sta orientando i suoi sforzi alla creazione di contatti e relazioni con potenziali partner di Spagna, Portogallo, Polonia, Slovenia e Germania (Cammini di Santiago) tanto a livello istituzionale come di Gal. 8 Gli albergue sono strutture tipo ostello o rifugio di varia natura: parrocchiale, di associazioni, comunali, privati ed in Galizia regionali. Non è possibile prenotare il posto nell albergue e l accesso è possibile solo mostrando la credenziale. L apertura avviene in genere dopo le 15 anche se alcuni sono sempre aperti. Negli albergue la precedenza è: persone malate/sofferenti, pellegrini a piedi, pellegrini in bicicletta, pellegrini con auto d appoggio (non sempre accettati). Per il soggiorno vi è una cassetta delle offerte e quando viene espressamente richiesto un contributo questo è da 1,50 a 2,50 Euro con punte fino a 6/7 in qualche struttura privata. Salvo in caso di malattia/infortunio non si puà sostare più di una notte nello stesso albergue (a Santiago, invece, si può sostare fino a tre notti) 7

8 - E solo da pochi anni che è in circolazione una Guida-Vademecum ( la 1 edizione è stata realizzata dall Association Via Francigena nel luglio 2002) in grado di accompagnare i pellegrini alla scoperta di questo itinerario, proponendo un percorso principale e consigliando differenti tipi di alloggi. Con queste premesse, purtroppo, si può capire la difficoltà di ottenere dati certi ed attendibili relativi al flusso turistico ed economico. Per cercare di ottenere delle informazioni perlomeno approssimative, il 17 aprile a Lodi, in occasione del convegno per l approvazione del nuovo Statuto dell Associazione Comuni Via Francigena, ho proposto un semplicissimo questionario ai delegati o rappresentanti degli Enti Pubblici e Privati che hanno aderito a questa Associazione; coloro che non erano presenti in quell occasione ho avuto modo di contattarli direttamente oppure ho ricevuto informazioni dal loro Comune di appartenenza o dai loro Uffici del Turismo. I risultati di questa indagine, pertanto, li ho potuti ottenere utilizzando un metodo diretto: attraverso un questionario e attraverso un contatto telefonico; in entrambi i casi è stata necessaria una premessa per una breve presentazione del sottoscritto, per spiegare le finalità del mio case study e per illustrare le finalità del Master che sto seguendo. Le principali domande che ho posto sono le seguenti: - Iniziative attivate dall Ente a partire dal Giubileo e i Progetti futuri o in corso (oltre a quelli già promossi dall Associazione) - Iniziative infrastrutturali, intese come segnaletica stradale, punti di sosta, recupero di ostelli o case d accoglienza, percorsi ciclabili ecc. - Stima del flusso turistico dal 2000 al 2003 (diviso per classi: 0-50; , , ecc.) - Identikit del turista, espresso in percentuale (italiani, stranieri, singoli, gruppi, famiglie, età, ecc.) - Strutture di riferimento per dormire lungo il percorso storico. - Soggetti che hanno collaborato con l ente per lo sviluppo di questo itinerario. - Progetti in corso e iniziative future Tab. 1 Stima del flusso turistico Presenze/Anno % 80 % 80 % 70 % % 15 % 20 % 30 % % 5 % % Oltre Tab. 2 Iniziative attivate dai singoli Enti (pubblici e privati) Iniziative / Periodo Dal 2000 al 2003 A partire dal 2004 Depliants specifici/brochures 75 % 70 % Convegni 25 % 35 % Seminari - 2 % Conferenze 30 % 40 % Pagine sito web 20 % 50 % Manifestaz. Teatrali/musicali 30 % 30 % Articoli su stampa specialistica 35 % 45 % Didattica scolastica 35 % 50 % Camminata/cavalcata annuale 55 % 65 % del pellegrino Mostre fotografiche/pittura - 20 % Pranzi/cene medievali 70 % 80 % Materiale audiovisivo 10 % 15 % Niente - - 8

9 Altro 10 % 10 % Tab. 3 Iniziative infrastrutturali presenti attualmente Iniziativa infrastrutturale Percentuale di presenza Segnaletica stradale 40 % Punti di sosta 25 % Recupero ostelli/case di 50 % accoglienza Percorsi ciclabili 45 % Valorizzazione e recupero dei 25 % percorsi pedonali Altro 15 % Tab. 4 Identikit del turista: provenienza Nazionalità Percentuale Italiani 40 % Stranieri* 60 % * La maggior parte dei turisti stranieri provengono dalla Francia, Svizzera, Olanda, Germania. Tab. 4.1 Identikit del turista: età Classe di età Percentuale anni 5 % anni 15 % anni 60 % Oltre 65 anni 20 % Tab. 4.2 Identikit del turista: singoli, famiglie, gruppi Tipologia gruppi Percentuale Singoli 50 % Gruppi 30 % Famiglie 20 % I dati raccolti, pur essendo approssimativi, sono molto significativi; fino ad oggi, infatti, non è mai stata fatta un indagine statistica di questo tipo. I pellegrini che affrontano l itinerario della Via Francigena sono ancora piuttosto scarsi, i numeri non sono ancora soddisfacenti, soprattutto se confrontati con quelli relativi al pellegrinaggio di Santiago, per il quale, tra l altro, esistono dati molto più precisi ed attendibili. In futuro dovranno essere predisposti maggiori pacchetti di proposte turistiche, da promuovere adeguatamente sul mercato internazionale. Sarebbe utile realizzare una grande campagna di comunicazione per raggiungere i target più diversi, a livello nazionale e soprattutto internazionale, mentre la ricettività dovrà prevedere un'offerta decisamente articolata, capace di coinvolgere pienamente anche le strutture destinate ai giovani (dagli ostelli all'accoglienza in abitazioni private), la rete dell'agriturismo e delle vacanze verdi, i conventi e i monasteri. Bisogna ricordare, tuttavia, che negli ultimi anni le piccole città rappresentano un po la rivelazione del turismo italiano; è un turismo che cerca i tesori artistici anche nelle città di provincia, che scopre i percorsi enogastronomici lungo alcuni itinerari (Vie dei Sapori, Vie del vino, Vie Storiche, Sentieri e percorsi medievali ecc.), si interessa agli antichi laboratori 9

10 artigianali e al patrimonio naturalistico, costituito da parchi nazionali, regionali e riserve naturali, ed è un turismo che entra quasi in diretta competizione con le grandi mete classiche (Roma, Firenze, Venezia ecc.). Basta sottolineare che in Emilia-Romagna, per esempio, esso nel 2002 ha registrato un aumento di visitatori del 2,4% ed il trend positivo si è confermato nel I turisti interessati ad un simile percorso devono continuamente essere attratti da pacchetti di soggiorno collegati alle iniziative culturali in grado di valorizzare le località delle singole Regioni, così da determinare anche la più ampia distribuzione dei flussi turistici sul territorio. Il turismo della Via Francigena, comunque, sembra fatto ancora di poche persone (dopo il Giubileo sono state poche centinaia all anno), particolarmente aperte ai valori culturali e con disponibilità economiche spesso superiori alla media. In certo qual modo somigliano ai turisti che fanno interessanti escursioni a cavallo su percorsi naturalistici, ma che, sostanzialmente, interessano solamente un elite limitata. La maggior parte della persone che affronta questo viaggio, poi, decide di farlo singolarmente, anche se non mancano gruppi familiari. Sono soprattutto gli stranieri che amano questo pellegrinaggio (in particolare francesi e tedeschi, anche se sono in aumento gli olandesi). Una percentuale consistente di pellegrini, infine, viaggia in un età compresa fra i 40 e i 65 anni. Le iniziative culturali attivate dalle diverse Associazioni ed Enti pubblici negli ultimi anni sono molto varie, anche se, per la maggior parte, si sono concentrate nell anno giubilare, che ha richiamato una discreta folla di turisti/pellegrini nel viaggio verso Roma. Gli aspetti positivi che sono emersi da questa ricerca sono molteplici: - Nel tempo in cui l impegno dell Italia è rivolto ai moderni corridoi infrastrutturali che possano meglio collegarla all Europa nelle direzioni Nord-Sud ed Est-Ovest, l attenzione alla Via Francigena sta contribuendo alla riscoperta dell identità originariamente europea del nostro Paese e delle radici dell Europa, a intensificare gli scambi con gli altri popoli europei, a unire la geografia e la storia della nuova Europa che nasce con l allargamento. Infine, l idea del cammino, che evoca non solo la meta ma il continuo attraversamento dei confini, che è sinonimo di fiducia, di apertura, di riflessione, di sosta, di scoperta, di testimonianza, di dialogo, di ospitalità, può contribuire oggi alla costruzione morale e civile della nazione nella consapevolezza della sua vocazione europea, della sua collocazione geografica e storica che la fa ponte nel Mediterraneo tra Occidente e Oriente. - Si sta tentando di fornire una risposta di elevato livello qualitativo alla flessione dei flussi turistici registrata in Europa nel corso degli ultimi vent anni. - il 2004 sembra aver fatto rinascere un certo interesse intorno alla Via Francigena, tanto che, alcune associazioni e comuni direttamente interessati, stanno lavorando a validi progetti per il futuro, a partire dalla didattica scolastica, promozione siti web con percorsi virtuali, ripristino degli antichi sentieri con segnaletica mentre a Roma, alla Pontificia Università Gregoriana, è stato addirittura attivato un Corso accademico specifico sul tema del Le vie di pellegrinaggio e Via Francigena. 9 Il 23 gennaio a Fidenza il sindaco di Roma Veltroni ha preannunciato l adesione della capitale all Associazione dei Comuni sulla via Francigena (presieduta proprio dal sindaco di Fidenza Massimo Tedeschi), completando in questo modo il tassello verso Sud di questo importante itinerario; proprio il 19 maggio 2004, in Campidoglio, c è stato l incontro culturale per cercare di concretizzare il progetto e formalizzare l ingresso di Roma 10. L 8 aprile attraverso l Associazione I Pellegrini di Verona, è partito un gruppo italiano da Canterbury per arrivare a piedi a Roma in circa 50 giorni 11 e lo stesso viaggio lo sta organizzando, per il 2006, il Comitato organizzatore per la preparazione dell anniversario 500 anni di Guardia svizzera pontificia Il Corso, attivato dal febbraio 2004, è tenuto da Mons. Lello Iacobone. 10 Il convegno, che si è svolto nella sala della Promoteca in Campidoglio, è stato intitolato: La Via Francigena: un cammino antico all alba della nuova Europa. 11 I pellegrini sono partiti il giovedì di Pasqua 8 aprile alle 10 dalla cattedrale di Canterbury per arrivare aroma in Piazza San Pietro mercoledì 2 giugno festa nazionale in Italia. Nella prima parte del viaggio sono stati accompagnati da il Lord Maior di Canterbury, ma anche nelle altre località francesi e svizzere sono stati presi contatti per dare la dovuta risonanza al pellegrinaggio che vuole avere uno speciale significato europeo ed anche religioso. 10

11 Nel maggio 2004 viene anche organizzata dal CAI la 1 Giornata Nazionale della Via Francigena (da Cassio a Bardone). - il 3 febbraio 2004 è stato presentato da un gruppo di senatori il disegno di legge in Parlamento 12, con le disposizioni per la salvaguardia e la valorizzazione culturale, ambientale e turistica della Via Francigena : l obiettivo è quello di sottolineare efficacemente l impegno per la ricerca delle origini comuni e per la fattiva cooperazione tra i diversi Paesi che anima questa fase di progressiva unità dell Europa, per la costruzione dell identità europea. Ritengo necessario soffermarmi su questo punto poiché rappresenta un tassello molto significativo per quello che sarà lo sviluppo futuro della Via Francigena 13. Il disegno di legge, infatti, ha lo scopo di promuovere azioni coerenti per la valorizzazione della Via Francigena, consentendone la migliore conoscenza e salvaguardandone la memoria, nella consapevolezza che sia un elemento fondante della comune cultura europea, nonché di favorire un adeguato sviluppo dei territori interessati anche grazie al consolidarsi di flussi di turismo culturale e ambientale. Un aspetto particolarmente significativo riguarda i finanziamenti 14 che previa valutazione della apposita Commissione- verrebbero messi a disposizione per i progetti d intervento per il recupero e la valorizzazione dei tracciati viari sopravvissuti (o rievocabili), dei luoghi di accoglienza (xenodochi, hospitalia, chiese e monasteri a loro collegati, oratori, luoghi di forte devozione popolare ecc.), di ponti, guadi e delle direttrici secondarie incrocianti il percorso maggiore. - In Italia si può constatare che diversi Enti e Associazioni nel rispetto delle rispettive autonomie e degli specifici compiti istituzionali- hanno intrapreso un insieme di azioni necessarie alla valorizzazione delle tradizioni musicali, letterarie, artistiche, architettoniche e al miglioramento dell offerta culturale, turistica e ambientale nei territori interessati dalle persistenze di questa Via. Sono soprattutto la Lombardia e l Emilia-Romagna le regioni i cui comuni si presentano più attivi, in particolare bisogna ricordare casi significativi come quelli di Orio Litta, Calendasco, Senna Lodigiana e Fidenza, che hanno saputo valorizzare notevolmente il proprio territorio intorno alla Via Francigena. La Toscana è la Regione che presenta il potenziale maggiore in quanto è attraversata dal tratto più lungo: il percorso della Via Francigena attraversa il territorio toscano interessando con i tracciati principali le Province di Siena, Firenze, Pisa, Lucca e Massa-Carrara, e coinvolge i Comuni situati nelle aree geografiche delle Valli senesi (Paglia, Orcia e Arbia), la Valdelsa, il Valdarno inferiore e superiore, la Lucchesia e la Valdinievole, e a nord la Garfagnana, la Versilia e la Lunigiana. Alcuni centri maggiori quali Massa, Lucca, Pistoia e Siena, svolgono un ruolo storico di poli del sistema della Via Francigena; altri, minori, costituiscono i nodi di una rete diffusa nei vari territori; è il caso di Pontremoli, Aulla, San Pellegrino, Calstelnuovo Garfagnana, Luni, Pietrasanta, Altopascio, Fucecchio, Colle Val d'elsa, Poggibonsi, San Gimignano, San Miniato, Buonconvento, Montalcino, Pienza, San Quirico d'orcia, Radicofani, Abbadia San Salvatore; infine, altri centri ancora sono distribuiti sulla rete del sistema. 12 I senatori firmatari di questo Disegno di legge sono: Soliani, Bassanini, Battisti, De Petris, De Zulueta, Fabbri, Falomi, Forcieri, Massucco, Modica, Piatti, Rigoni, Rollandin, Salerno, Togni e Vicini. Nell occasione di questo convegno, il sen. Albertina Soliani ha illustrato il DDL avente ad oggetto: Disposizioni per la salvaguardia e valorizzazione culturale, ambientale e turistica della Via Francigena. 13 In passato il tema Via Francigena è stato all attenzione dei competenti organi europei e nazionali. Il 21 aprile del 1994 la Direzione educazione, cultura e sport del Consiglio d Europa ha ufficializzato il definitivo riconoscimento di Itinerario culturale del Consiglio d Europa della Via Francigena (prot. N. 459 del 4 maggio 1994). A seguito di ciò alcune regioni hanno intrapreso singole azioni, a volte anche con il supporto di risorse comunitarie, per favorire la conoscenza e la valorizzazione di specifici tratti dell antica Via anche attraverso interventi di restauro del patrimonio artistico e storico. Tuttavia è mancato a livello nazionale un approccio unitario e coerente al tema della valorizzazione della strada, che tenesse conto delle valenze interregionali, nazionali e di quelle propriamente internazionali. 14 Nell art. 3 del disegno di legge si afferma che per la realizzazione degli interventi di restauro, manutenzione, tutela, ricettività, informazione ecc., è istituito un fondo presso il Ministero per i beni e le attività culturali, denominato Fondo per la Via Francigena, finalizzato alla concessione di contributi ai progetti di iniziativa di comuni, province e regioni volti al perseguimento delle finalità della presente legge. A decorrere dal 2004, al fondo è attribuito un finanziamento di 30 milioni di euro in ragione d anno. 11

12 Se è vero che una serie di interventi, progetti ed iniziative sono state attivate in questa Regione già a partire dalla prima metà degli anni Novanta 15, è anche vero che l interesse sembra essere quasi terminato con il Giubileo del 2000 (anche se è un discorso estendibile a tutto il territorio italiano), dopo il quale non ci si è più interessati seriamente alla Via Francigena. Tornando ad un discorso più generale, è bene mettere in risalto anche alcuni aspetti negativi che sono emersi da questa indagine: - Si può partire dagli alloggi, che, tra l altro, si presentano con modalità e con strutture differenti a seconda del territorio interessato. E questo uno dei motivi per cui è molto difficile, come ho già ricordato, ottenere i dati statistici complessivi degli arrivi/presenze, in quanto esistono tipologie differenti di alloggi che non consentono di raggruppare in modo preciso ed unitario questi dati. Gli ostelli specifici, poi, sono molto meno presenti di quello che si potrebbe pensare (in alcune regioni addirittura non ci sono neppure) ed inoltre presentano lo svantaggio di un regolamento che impone talvolta ai pellegrini di attendere le ore 17 per accedere alle loro strutture (sicuramente è un regolamento che una persona che giunge stanca ed accaldata dopo un lungo percorso a piedi non gradisce molto); offrono invece una buona disponibilità e sistemazione certe strutture religiose -come conventi, cenacoli, seminari, parrocchie o abbazie (anche se, talvolta, i posti sono numericamente un po limitati)- le quali, insieme agli hotel, sono presenti sul territorio con un alta densità. - Occorre poi precisare che esiste una differenza fra italiani e stranieri per quanto riguarda la disponibilità a pagare per il pernottamento, poiché la soglia sembra un poco più alta in questo secondo caso. Sarebbero necessarie maggiori strutture in grado di offrire ospitalità a prezzi contenuti; essi, nella maggior parte dei casi sono troppo elevati e non rispondono alle esigenze del pellegrino. In alcune strutture religiose, per esempio, si può anche arrivare a pagare Euro a notte (in camera doppia), avendo a disposizione una piccola stanza! - Il problema della segnaletica è uno dei più urgenti da sistemare. Sarebbe molto ampio il numero di persone che in modo indipendente potrebbero percorrere itinerari ben segnalati e ben descritti, come purtroppo non sempre capita di trovare. Il ritorno economico, di immagine e di rapporti sociali che si verrebbero a creare compenserebbero in breve tempo il costo delle infrastrutture da predisporre da parte delle amministrazioni locali. Alcune amministrazioni hanno investito molto denaro per affrontare nel modo migliore questo problema ma altre, purtroppo, non l hanno ancora preso seriamente in considerazione. Oggi i cartelli si trovano con un alta densità solo in alcune zone, poiché nel resto del percorso sono presenti per brevi tratti e senza soluzioni di continuità: talvolta ci si può imbattere in molti bivi che danno adito a dubbi. Spesso questa segnaletica non è uniforme, tanto che ogni territorio tende a proporree quella di una determinata associazione Risolvere questo problema dovrebbe essere uno dei primi interventi necessari affinché la Via Francigena diventi una vera strada per pellegrini e turisti che desiderino conoscere la cultura e la storia del territorio italiano (non solo nell anno giubilare e nella stagione estiva), ma di certo occorre una maggiore collaborazione fra le Province e i Comuni. - Un problema correlato a quello della segnaletica riguarda la frammentarietà, in alcuni tratti, del percorso. Purtroppo poche volte si rinvengono tratti di antichi percorsi, poiché in molto casi il pellegrino è costretto a camminare su tracciati che si presumono aderenti agli antichi percorsi, ma spesso sono ora ricoperti dall asfalto di una strada più o meno di grande traffico. Nel caso del pellegrinaggio della Via Francigena (che si rifà al percorso citato nel diario di Sigerico) la scelta del percorso, purtroppo, in alcuni casi risulta piuttosto arbitraria. Anche disponendo di mappe e guide adeguate, per la mancanza di indicazioni sul posto, risulta particolarmente difficoltoso seguire il tracciato desiderato se non si sono effettuate varie ricognizioni preventive. Nel caso di pellegrini che compiano questo viaggio singolarmente, pertanto, se non sono adeguatamente preparati non esistono le condizione ottimali per affrontarlo. 15 Proprio agli inizi del 90, la Toscana si è fatta promotrice di un Progetto di Promozione Turistica: La Via Francigena: una strada europea per Roma con l obiettivo di coinvolgere tutte le regioni interessate. 12

13 - Non trascurabile è il problema dei punti di sosta, strutture necessarie lungo il percorso ma tutt ora abbastanza carenti come numero. Sarebbe importante individuare luoghi attrezzati, almeno di servizi igienici, ogni km. - Vi è difficoltà nel costruire e promuovere un tale prodotto turistico-culturale in chiave unitaria; bisogna ancora affrontare e superare le diverse identità culturali e le singole gelosie territoriali, poiché è evidente che tutte le realtà vorrebbero essere protagoniste in questo progetto. Non sempre è stato facile, finora, trovare una concreta sinergia di forze, in grado di garantire coesione e collaborazione. L Associazione dei Comuni sulla Via Francigena, pur con difficoltà, è riuscita ad unire nel suo interessante progetto di valorizzazione territoriale legato a questo itinerario, già 58 soci fra Comuni, Province e Regioni. Il piccolo Comune, così, può essere affiancato significativamente al grande, quindi, tanto per fare un esempio, una piccola frazione avrà la stessa importanza di Siena o Roma questo è di straordinaria importanza, ma è fondamentale trovare uno spirito di collaborazione fra i singoli Enti. - Occorre migliorare il sistema dell accoglienza, soprattutto quando il pellegrino giunge a Roma. 3.3 Tipologie di strutture ricettive e il budget (mangiare e dormire) del pellegrino Per ottenere informazioni relative alle diverse tipologie di strutture in grado di ospitare i pellegrini lungo il percorso, mi sono basato sui dati presenti nella Guida-Vademecum 2003 realizzata dall Association Via Francigena-. In questo pratico manuale, giunto alla seconda edizione, vengono presentate le strutture di riferimento, le località, il tipo di trattamento offerto, i prezzi, oltre che l itinerario consigliato/il percorso storico, informazioni pratiche per chi viaggia e brevi cenni storici. Vengono segnalati hotel 16, campeggi, ostelli della gioventù, ospitalità religiose, bed & Breakfast e parrocchie. Ho cercato di suddividere queste strutture per tipologia, analizzandole però all interno di ogni singola regione attraversata dalla Via Francigena. 16 Bisogna tener presente che, nel caso di hotel e bed & breakfast, sono stati considerati soltanto quelli che non superano i Euro per una camera doppia, proprio perché andrebbe contro lo spirito del pellegrinaggio un eccessiva spesa per il pernottamento. 13

14 120 Dati Guida-Vademecum Hotel Campeggi B & B Ostelli Ospitalità religiose Agriturismo Valle d'aosta Piemonte Lombardia Emilia-Romagna Liguria Toscana Lazio Affittacam. Regione/Struttura Hotel Campeggi B & B Ostelli Ospit. religiose Agritur. Affittacam. Valle d'aosta Piemonte Lombardia Emilia-Romagna Liguria Toscana Lazio Analizzando questa tabella, si comprende come lungo il cammino vi siano numerosi posti per dormire anche se non ben distribuiti. I più adatti sia economicamente che per condividere l esperienza con altri pellegrini sono gli ostelli o le ospitalità religiose. All interno di queste strutture si possono trovare da una decina a più decine di posti letto (spesso a castello) e la spesa può aggirarsi, nel migliore dei casi, intorno alle Euro a notte. Talvolta le attrezzature comprendono un locale uso cucina (più o meno attrezzato) e refettorio; sempre presenti i servizi igienici e le docce con acqua calda. In tutti i paesi sede di strutture ricettive esistono chiaramente locali per cenare, ma non è presente uno specifico menù del pellegrino a basso costo. Per fare un budget di massima occorre valutare il mezzo di trasporto che si utilizza e la distanza da percorrere. Per le spese lungo il cammino i parametri da considerare sono il numero di giorni, lo stile di vita e la disponibilità di posti nelle strutture per dormire. - Viaggio: occorre considerare la spesa per spostarsi; il viaggio per andare nel luogo che si è scelto come punto di partenza per il pellegrinaggio lo si raggiunge in macchina o in treno. 14

15 - Mangiare: ipotizzando che il pellegrino faccia colazione al bar al mattino, la sera ceni presso le trattorie e di giorno pranzi con un panino o frutta comperati per strada si può fare questa ipotesi di costi: gg Spesa giorn. totale Colazione 22 3,00 66,00 Cibi e bevande acquistate per strada 22 5,00 100,00 Cena 22 12,00 264,00 Totale 430,00 - Dormire: Il pellegrino singolo riesce anche a trovare ospitalità gratuitamente presso famiglie o parrocchie; ho ipotizzato, comunque, che questa situazione si verifichi circa 7 volte. Negli altri casi ho considerato come alloggio quello che si propone come più conveniente al turista, cioè ostello o struttura religiosa, mentre per tre notti ho provato a supporre che il pellegrino trovi ospitalità in hotel o Bed & Breakfast, nei quali i costi sono più sostenuti. gg Spesa giorn. totale Soggiorno in Ostello/Struttura religiosa 12 20,00 240,00 Soggiorno in camera privata (Hotel o Bed & Breakfast) 3 30,00 90,00 Totale 330,00 - Riassumendo il budget: Ho aggiunto la voce varie, la quale è molto personale, per considerare le spesa extra del pellegrino quali visite a pagamento in alcune Cattedrali o Musei del Duomo, cartoline, gadget turistici, ecc. Totale Mangiare 430,00 Dormire 330,00 Varie 100,00 Totale 860, Quali sono i bisogni e le attese dei pellegrini? Se nel medioevo il pellegrinaggio era quasi un viaggio iniziatico, una conversione, un cambiamento di vita, anche oggi, sebbene i tempi siano profondamente mutati, chi intraprende un viaggio interrompe la routine giornaliera e cambia, sia pure per un breve periodo, modo di vivere. Ma l uomo del 2000, viziato dalla tecnologia e meno incline alle rinunce, vuole trovare lungo il suo cammino anche attrezzature con servizi adeguati, per un pellegrinaggio vacanziero. I pellegrini che compiono questo viaggio vanno sicuramente tutelati e dovrebbe essere loro garantita la possibilità di camminare senza affrontare troppi problemi o ostacoli, come il trovare una segnaletica informativa e le strutture per dormire. Uno dei bisogni principali che si deve considerare è sicuramente quello dell accoglienza, intesa come qualità dell offerta in grado di cogliere e recepire positivamente le esigenze di una clientela frammentata, disomogenea e di differente cultura. Ciò significa essenzialmente qualità della struttura ricettiva e del prodotto/servizio offerto, visibile direttamente attraverso un approccio al cliente caratterizzato per la cordialità, l ospitalità e la sensazione di servizio ospitale e quasi familiare ; proprio questo aspetto è uno dei più importanti, in quanto il pellegrino della Via Francigena (spesso viaggia singolarmente) è generalmente molto interessato ad instaurare rapporti umani e di amicizia con le persone che incontra sul proprio cammino, a partire da colui il quale gli offre la possibilità di dormire. 15

16 E evidente che alcuni elementi della qualità ricettiva, fra tutti gli aspetti legati alla percezione umana dell ospitalità stessa, risultano non tangibili e non sempre replicabili tecnicamente. Per approfondire questa ricerca, bisognerebbe comprendere l indice di gradimento del singolo turista/pellegrino. Ho trovato una valida collaborazione in due persone che, con cordialità ed entusiasmo, sono molto vicine a coloro che percorrono ques to itinerario storico. La prima è Danilo Parisi, il traghettatore della Via Francigena nei pressi di Calendasco piacentino, personaggio di straordinaria generosità che accompagna i pellegrini da una riva all altra del Po (il pellegrino non paga nulla per questo trasporto), li ospita a pranzo e a dormire, instaurando con loro delle amicizie alcune delle quali durano significativamente nel tempo. L altra persona che ho interpellato è don Bruno Vercesi, il prete che nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, riceve ed accoglie direttamente i pellegrini, consegna loro un testimonium, li invita a firmare in un apposito registro 17 ed offre loro un momento di raccoglimento spirituale (Questa interessante iniziativa viene portata avanti anche grazie alla collaborazione con l Association Via Francigena). Danilo Parisi, don Bruno Vercesi, così come diverse persone che gestiscono ostelli o strutture religiose, mi hanno dato una loro testimonianza sulla diversa tipologia di pellegrini che incontrano e sulle loro esigenze. Grazie a queste preziose informazioni, ha cercato di sintetizzare quelle che sono le principali attese dei pellegrini: - Accoglienza - Scoperta del territorio - Fare un esperienza nuova - Alloggi e punti di sosta durante il percorso (almeno con i servizi igienici) - Spesa contenuta - Cultura e ricerca spirituale - Indicazioni stradali e percorsi sicuri. - Intervento di segnaletica didattico-culturale, di itinerari tematici, di una rete telematica di comunicazione e informazione (percorso virtuale). 4. DATI STATISTICI RELATIV AL CAMMINO DI SANTIAGO E BREVE CONFRONTO CON IL MODELLO ITALIANO Il Cammino di Santiago, partendo da alcune località della Francia (Parigi, Vazelay, Puy, Arles), attraverso i passi di Roncisvalle e Somport conduce a Santiago di Compostela. Nel 1987, il Cammino di San Giacomo è stato dichiarato Itinerario Culturale Europeo dal Consiglio d Europa ed ha avuto accesso ad una serie di appositi finanziamenti per le operazioni di recupero, valorizzazione, promozione e strutturazione turistica del suo percorso; rispetto alla Via Francigena, quindi, questo pellegrinaggio può vantare una struttura organizzativa più consolidata. All Ufficio dell Ente del turismo spagnolo di Milano sono riuscito ad ottenere alcuni dati che ci possono aiutare a comprendere meglio lo spessore di questo itinerario culturale: la maggior parte dei pellegrini che viaggiano a Santiago si sposta a piedi (77%) o in bicicletta (22%), usa la credenziale e dorme prevalentemente nei rifugi. Nel 2003 si sono contati pellegrini; sappiamo però che molti turisti percorrono il cammino anche in autobus o in auto private, non utilizzano la credenziale e non dormono nei rifugi: sebbene in questo caso non ci siano dati certi, le statistiche parlano di cifre comprese addirittura tra i duecentomila e trecentomila turisti. La distanza da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago de Compostela è di circa 775 km e può essere percorsa in 25 giornate di cammino a piedi, o 12 in bicicletta; da ottobre ad aprile viaggia solo il 4% dei pellegrini a causa del freddo mentre il periodo più affollato è la primavera. Nonostante le forti analogie tra i due itinerari culturali Via Francigena e Santiago- tanto da far apparire ovvie alcune correlazioni di tipo storico, culturale, religioso esistenti, bisogna sottolineare che la situazione economico-territoriale è sostanzialmente differente. Camminando verso Santiago, dal luogo di partenza, il pellegrino attraversa una serie di villaggi in cui può trovare dei rifugi (ogni km circa), per lo più gratuiti, e in certi casi a pagamento, lasciando un 17 L iniziativa di tenere un registro sul quale fare firmare i pellegrini incomincia nel luglio 2001; attualmente coloro che hanno lasciato il loro nome sono circa in 140. Bisogna affermare, però, che il pellegrino viene condotto in sagrestia a firmare il registro solo quando è presente don Bruno, l unico ad essersi preso questo incarico. Egli è presente soltanto al mattino (martedì escluso), anche se spesso è fuori Roma per impegni.non è possibile, quindi, intuire con precisione quale potrebbe essere il numero di pellegrini che potenzialmente avrebbe potuto firmare 16

17 piccolo contributo, così come altri servizi di carattere religioso (si attraversano le diocesi di Jaca, Pamplona, Calahorra- La Calzada-Logrono, Burgos, Palencia, Leòn, Astorga, Lugo e Santiago). Chi effettua questo viaggio è sollecitato ad avere con sé la carta di presentazione, un documento nel quale la parrocchia, una diocesi o una confraternita del Cammino di Santiago attesta che la persona che ne è in possesso è un pellegrino 18. Serve come credenziale, inoltre si deve timbrare per dimostrare che si sta facendo il pellegrinaggio e per ottenere la Compostela. La credenziale, invece, è un documento che riconosce al portatore la condizione di pellegrino, e che quindi può avvalersi dell ospitalità dei rifugi e dell aiuto della gente lungo il cammino 19. Deve essere timbrata un paio di volte a giorno per dimostrare che si sta effettivamente facendo il pellegrinaggio. Se non si è in grado di ottenerla, si può utilizzare un diario in cui porre i timbri con le date corrispondenti. Alla fine del pellegrinaggio, l arcivescovado di Santiago rilascia alle persone che compiono il cammino la Compostela (scritta in latino). Per ottenerla bisogna essere giunti a Santiago dopo 100 Km a piedi o 200 Km in bicicletta; l accredito del tragitto effettuato avviene tramite la Credenziale del Pellegrino, nella quale sono posti timbri o firme di parrocchie, alberghi, rifugi o rappresentanti dei paesi nei quali passa il pellegrinaggio. Bisogna sottolineare che il territorio attraversato da questo cammino è sicuramente più povero rispetto a quello italiano (in Italia il paesaggio naturale, poi, è estremamente diversificato al suo interno): l economia spagnola presenta degli indici di sviluppo più bassi e si è deciso, pertanto, di puntare molto su questo itinerario culturale, valorizzandolo in ogni suo aspetto e creando una rete di infrastrutture molto qualificata, a partire dagli ostelli e dai punti di accoglienza per i pellegrini. Se andiamo ad analizzare il territorio presente lungo il percorso italiano ci accorgiamo immediatamente che esistono profonde differenze: ci sono zone molto sviluppate economicamente con un turismo già ampiamente attivo, mentre è solo in limitate zone appenniniche che la situazione economica non è particolarmente feconda. Diventa difficile, quindi, adattare il modello spagnolo lungo la tratta italiana della Via Francigena; un aspetto non marginale è anche quello relativo alle strutture per dormire: nell itinerario spagnolo lungo il percorso abbondano gli ostelli, una struttura sulla quale il pellegrino può fare tranquillamente affidamento; in Italia, invece, da questo punto di vista la situazione è molto variegata e gli ostelli rappresentano soltanto una minima parte del sistema delle infrastrutture. Ogni regione, poi, presenta un suo modello di riferimento che è giusto mantenere inalterato perché fa parte di quel sistema territoriale, come gli agriturismo in Toscana e Lazio o le Ospitalità religiose in Emilia-Romagna e in Val d Aosta. Anche sulla diversa tipologia del pellegrino che affronta i due itinerari è giusto soffermarsi e proporre una riflessione. Dai dati che ho raccolto è emerso che nella tratta italiana il turista si presenta con caratteristiche differenti rispetto a quello spagnolo: una percentuale non trascurabile di coloro che fanno la Via Francigena è rappresentata da persone di una certa cultura e posizione sociale, che viaggiano da sole e che, talvolta, hanno abbandonato il loro lavoro e le loro sicurezze della vita quotidiana per affrontare questo pellegrinaggio. In Italia, poi, non è ancora così diffusa la cultura del pellegrinaggio a piedi o in bicicletta, si predilige lo spostamento in auto o con altri mezzi. Infine, bisogna ricordare che dal punto di vista istituzionale il cammino di Santiago gode di una fortissima coesione dei soggetti pubblici e privati che partecipano alla sponsorizzazione e al concreto impegno finanziario: regioni interessate, governo centrale, privati, università, istituti di studi religiosi, organizzazioni turistiche collaborano con entusiasmo fra di loro ed anche autonomamente hanno avviato iniziative promozionali finalizzate alla valorizzazione e pubblicizzazione turistica dell itinerario. Sono tutti aspetti, questi, che vanno presi in considerazione con una certa attenzione prima di fare affrettati confronti tra questi due percorsi storici. 5. ASSOCIAZIONE DEI COMUNI ITALIANI SULLA VIA FRANCIGENA 18 La carta di presentazione è molto semplice, deve indicare: X certifica che Mario Rossi, carta d identità n , effettuerà il pellegrinaggio nel mese di luglio Chiedo che si collabori al suo cammino verso Santiago. Firma e data. 19 La credenziale si ottiene attraverso le associazioni, le confraternite ed i rifugi. Inoltre si può acquistare direttamente nel punto di partenza del pellegrinaggio. 17

18 L associazione dei comuni italiani sulla Via Francigena nasce recentemente, nell aprile 2001, per iniziativa di 34 Comuni e Province italiane appartenenti a 7 Regioni della penisola; presidente dell Associazione è il sindaco di Fidenza Massimo Tedeschi. Attualmente i soci istituzionali sono diventati 70, comprendenti 59 Comuni, 8 Province (Biella, Lodi, Piacenza, Parma, Massa e Carrara, La Spezia, Viterbo, Roma), 1 Comunità montana (Grand Combin -Aosta) e 2 Regioni (Lazio). Vediamo ora, tramite una semplice tabella, quali sono i comuni che hanno aderito a questa Associazione: Regione Provincia Comune - Valle d Aosta Aosta Aosta, Pontey - Piemonte Torino Ivrea Vercelli Olcenengo, Santhià, Vercelli Biella Cavaglià, Roppolo, Viverone - Lombardia Pavia Chignolo Po, Groppello Cairoli, Mortara, Pavia, Santa Cristina, Tromello Lodi Orio Litta, Senna Lodigiana - Emilia-Romagna Piacenza Alseno, Calendasco, Fiorenzuola, Piacenza Parma Berceto, Fidenza, Fornovo, Noceto, Terenzo - Liguria La Spezia Ortonovo, Santo Stefano Magra, Sarzana - Toscana Lucca Altopascio, Camaiore, Lucca, Porcari Massa Carrara Aulla, Filattiera, Fosdinovo, Pontremoli, Villafranca in Lunigiana - Toscana Siena Abbadia San Salvatore, Buonconvento, Castiglione d Orcia, Colle Val d Elsa, Montalcino, Monteriggioni, Monteroni d Arbia, S. Giminiano, S. Quirico d Orcia, Siena, Radicofani Regione Provincia Comune - Lazio Viterbo Acquapendente, Bolsena, Caprinica, Nepi, Montefiascone, Ronciglione, Sutri, Vetralla, Viterbo Roma Roma La Associazioni esterne che collaborano con l Associazione dei Comuni sono: Iubilantes, Compagnia di Sigerico, Association Via Francigena, Associazione Via Francigena Svizzera, Associazione Lucca Giubileo 2000, Association Valaisanne de la Randonee Pedestre di Sion. Il Comune di Fidenza, essendo il punto di riferimento dell Associazione, sta mostrando davvero molto impegno per far decollare le iniziative culturali lungo l intero itinerario. L Associazione in pochi anni ha fatto grandi passi mostrandosi particolarmente attiva sul territorio: ora si sta muovendo a livello di sviluppo di strategie e sta cercando di coinvolgere, rinforzare ed estendere la rete dei nuovi partner per valorizzare al meglio i progetti, soprattutto coinvolgendo i Gruppi di Azione Locale. Importantissima è la collaborazione con la Soprip (la quale, insieme al Gal spagnolo Portodemours ha dato vita al valido progetto Leader+) e il Gal Valle d Aosta, mentre probabilmente aderiranno presto al progetto di cooperazione anche il Gal Garfagnana Ambiente e Sviluppo, il Gal Leader Siena, il Gal Eurochianti e la Provincia di Viterbo. Complessivamente, essa sta svolgendo un azione politica nei confronti degli interlocutori istituzionali che possono orientare significative risorse per la concretizzazione di obiettivi individuati e promossi negli accordi politicoprogrammatici siglati tra gli associati e le istituzioni d interfaccia. Per la creazione e divulgazione del prodotto turisticoculturale francigeno, viene proposta nel rispetto delle singole autonomie- l attivazione di modalità di lavoro organiche ed unitarie. Aspetti fondamentali sono la condivisione degli obiettivi e la costruzione di linguaggi e modalità operative comuni. In particolare: definire il tracciato e il corridoio territoriale oggetto del progetto e dell azione dell Associazione ed acquisire il consenso e l adesione di tutte le Istituzioni Locali interessate al percorso; articolare un piano di analisi e ricerca in grado di definire le caratteristiche del territorio interessato nelle sue componenti principali anche come supporto ai diversi settori di intervento; comprendere la pluralità delle relazioni esistenti e proponibili tra tutti gli elementi di pregio presenti sul territorio; 18

19 definire un progetto di Valorizzazione a matrice ambientale e culturale del percorso, come principale fattore di aggregazione e coinvolgimento degli interessi pubblici e privati di scala locale, nazionale ed europea; stabilire e consolidare relazioni istituzionali ed operative con il Consiglio d Europa, con la Commissione Europea e l Istituto Europeo degli Itinerari Culturali acquisendo il riconoscimento di interlocutore privilegiato sul tema Via Francigena ; estendere il partenariato ed il progetto di valorizzazione alle altre Istituzioni Locali Europee, proponendo ad esse la fondazione dell Associazione dei Comuni Europei sulla via Francigena ; produrre concrete ricadute sul territorio in termini di recupero e valorizzazione dei beni ambientali e storicoculturali, di scambio socio-culturale, di produzione di reddito ed occasioni occupazionali, di capacità di comunicazione con l esterno attraverso il vettore Via Francigena; coordinare le azioni in modo armonico tra loro, rispondendo all obiettivo di rivitalizzare uno spazio di dimensione europea con specifico riferimento alla necessità di favorire il recupero di una cultura di scambio e cooperazione. E stato da poco presentato il nuovo sito internet, completamente rinnovato nella veste grafica ed informativa, in grado di interagire direttamente con il portale del cammino di Santiago. Le due piattaforme diventano così omogenee e dialoganti fra loro; inoltre viene proposto un percorso virtuale, facile da comprendere ed utilissimo per il pellegrino che si deve mettere in viaggio. Uno dei progetti più ambiziosi che l Associazione sta perseguendo è quello di coinvolgere tutti i comuni d Europa attraversati da questo itinerario, in modo da creare l Associazione dei comuni europei sulla via Francigena. 6. INTERVISTE 6.1 Intervista a Massimo Tedeschi, presidente dell Associazione Comuni della Via Francigena e Sindaco di Fidenza. Come e quando nasce l Associazione dei Comuni della via Francigena? Questa Associazione è stata fondata proprio a Fidenza -nel nome dell antico itinerario- il 7 aprile 2001 da 34 comuni e province italiani, (oggi invece siamo 54 comuni comuni piccoli e grandi, province e la regione Lombardia) per lavorare nella duplice direzione storico (recuperando le radici storiche, l identità spirituale, ecc.) e turistico-culturale (facendo particolare attenzione allo sviluppo ambientale legato a questo itinerario). L Associazione si è sviluppata grazie alla volontà dei comuni aderenti di creare le basi per un solido progetto, concreto e tangibile, al fine di promuovere il territorio che si sviluppa intorno alla Via Francigena mettendo in relazione le singole realtà locali, ognuna caratterizzata da una propria storia, tradizione e folklore. Proprio Fidenza si è mostrata particolarmente attiva nel proporre un accordo tra i vari comuni, prendendo in prima persona tutti i contatti con i singoli enti e associazioni private, e con il chiaro obiettivo di mettere in rete esperienze, progetti e patrimoni locali di grande valore. Non è stato per niente facile ottenere tanti consensi, anche in conseguenza degli inevitabili scontri politici che si potevano venire a creare tra amministrazioni di bandiere differenti; ha trovato particolari difficoltà nel cercare di portare tutti allo stesso livello, in quanto ognuno avrebbe voluto essere indiscusso protagonista: alla base di tutto, però, si è cercato di porre un forte spirito di gruppo e di coesivo. Che ruolo ha la Via Fr ancigena nello sviluppo territoriale locale di Fidenza? Fidenza si trova in un punto nodale del percorso che conduce il pellegrino a Roma, pertanto, abbiamo cercato di promuovere lo sviluppo territoriale e turistico della nostra realtà anche in questa direzione. Per lo sviluppo territoriale di Fidenza, quindi, la Via Francigena conta davvero tanto, essa è rientrata negli obiettivi del comune fin dall inizio del mio incarico di Sindaco. Mi è parso interessante cercare di portare la Via Francigena a divenire un vero e proprio simbolo della nostra città (con tanto di marchio del pellegrino), nella quale ci si potesse identificare e, nello stesso tempo, portasse a Fidenza un aria più europea e di maggior respiro internazionale. Non a caso, qui da noi è sorto il centro di cultura Europea Sigeric rivolto a studenti di medie superiori. Si tratta di una rete di 15 centri in tutta Europa che ha come centro pilota quello di Saint Jean d Angely, piccolo paese francese vicino alla Rochelle. 19

20 Come ha operato l Associazione in questi primi tre anni di vita? Dopo aver preso i vari contatti con i singoli enti la parte più complessa è stata proprio quella di iniziare a promuovere iniziative concrete e tangibili. Per prima cosa abbiamo avviato il portale web (bilingue e presto trilingue), oggi strumento indispensabile e potente di conoscenza e di diffusione dell idea della via Francigena e delle iniziative culturali e turistiche connesse. Il portale è in fase di implementazione: per ora funziona ancora al 50 % delle proprie potenzialità ma presto ne sarà attivato uno completamente rinnovato; sarebbe interessante poter programmare on line il proprio itinerario da parte di qualsiasi cittadino del mondo. In secondo luogo stiamo collaborando con la SOPRIP S.p.a. (società con sede a Parma), al progetto i Cammini d Europa, insieme con gli amici di Santiago di Compostela e di Canterbury, creando le basi per una sorta di gemellaggio turistico culturale. Quali sono gli obiettivi futuri dell Associazione? Innanzitutto spero vivamente di essere rieletto alla presidenza dell Associazione, verso la quale ho investito tanto tempo, entusiasmo e fiducia essa è sicuramente animata da una grande voglia di fare e di mettersi alla prova. Uno dei prossimi obiettivi sarà quello di completare la nostra forza associativa in Italia, estendendo l adesione anche alle collettività locali degli altri tre paesi attraversati (Svizzera, Francia e Inghilterra)e fondando l Associazione dei Comuni Europei sulla via Francigena secondo l itinerario di Sigerico. Sarebbe interessante, comunque, cercare di avvicinarsi al modello di Santiago di Copostela, prendendo esempio dalla loro organizzazione, anche se quel percorso bisogna ricordarsi che si è sviluppato in un contesto culturale-ambientale molto differente dall Italia L Associazione è in continua crescita e punta ora a creare le condizioni per giungere ad un organismo europeo, che raccolga anche i centri toccati dall antico tracciato lotre le Alpi sino a Canterbury. Non ultimo, poi, l obiettivo di far approvare il disegno di legge proposto recentemente in Parlamento, il quale potrebbe garantire utilissime risorse economiche per l attuazione dei progetti futuri dell Associazione; questo disegno di legge sottolinea l importanza di una riflessione concertata sul piano territoriale fra regione ed enti locali per redigere progetti pienamente coerenti con gli obiettivi individuati e ritiene opportuno affidare alle singole regioni l organizzazione del rapporto con gli enti locali con le modalità ritenute più opportune anche in relazione alle legislazioni regionali vigenti nei diversi settori interessati dall intervento, riservando al piano nazionale (e in particolare ad un apposita Commissione istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) il compito di redigere le graduatorie dei progetti e di raccordare le politiche europee. Il sottoscritto è stato inserito tra i componenti della Commissione, e tutto ciò aumenta il nostro impegno nel lavoro che stiamo svolgendo. 6.2 Intervista alla prof.ssa Ambra Garancini, presidente dell Associazione Iubilantes di Como. Come agisce la vostra Associazione per lo sviluppo del territorio? La nostra Associazione (attiva dal 1996 e, tra l altro, presente tra gli Enti Amici dell Associazione dei Comuni italiani sulla Via Francigena) si propone con entusiasmo ad Enti Pubblici e Privati come partner per progettare ed organizzare dei progetti culturali, in particolar modo quelli più sensibili alla valorizzazione e promozione turistico-culturale dei monumenti e degli itinerari storici ad essi collegati. Con questa finalità attiviamo studi, ricerche e manifestazioni culturali, promuoviamo attività informative e formative capaci di far leggere i luoghi e la storia alla luce delle più antiche tradizioni, incentiviamo la conoscenza del patrimonio culturale europeo e mediterraneo legato alle origini del cristianesimo, riscopriamo e tuteliamo i pellegrinaggi ed infine promuoviamo i contatti fra i pellegrini e viandanti di tutto il mondo, diffondendone le esperienze. Quanto la vostra Associazione punta sul rilancio della via Francigena? Iubilantes è molto sensibile al discorso del pellegrinaggio: si pone come obiettivo quello di riscoprire e soprattutto praticare l antico gusto del viaggiare a piedi; diffondere lo spirito d accoglienza e solidarietà che lo caratterizzano; rapportarsi con entusiasmo all ambiente e alle sue tradizioni. Purtroppo occorre constatare che il pellegrinaggio che si è sviluppato finora intorno alla Via Francigena è piuttosto scarso, siamo ben lontani dal modello di Santiago qui in Italia, per esempio, manca una vera rete di ostelli come quella spagnola: il concetto di ostello della Francigena ancora non esiste; ci sono poi evidenti problemi di segnaletica e, soprattutto, non è ancora stato definito un percorso unitario: servirebbe maggiore continuità! 20

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