LE PICCOLE IMPRESE CHE FANNO GRANDE IL TRENTINO

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1 LE PICCOLE IMPRESE CHE FANNO GRANDE IL TRENTINO edizione 2009

2 LE PICCOLE IMPRESE CHE FANNO GRANDE IL TRENTINO Edizione 2009 Il presente volume rappresenta il frutto delle indagini realizzate nell ambito del Progetto Le piccole imprese che fanno grande il Trentino, giunto alla sua seconda edizione. L iniziativa è promossa dall Assessorato all Industria, Artigianato e Commercio della Provincia autonoma di Trento e sostenuta attraverso il Fondo per gli interventi diretti a qualificare l attività artigiana (L.P. 11/2002, art. 17). Si ringraziano per la collaborazione: Provincia autonoma di Trento: Paolo Spagni, Claudio Moser, Daniele Bernardi, Vito Cofler; Trentino Caf Imprese: Giovanni Avanzo, Marica Bortolameotti, Cristian Larger, Alessandro Leuzzi, Gianluca Monsorno, Denise Olivieri, Marzio Pellizzari, Luciano Tomasi, Manuela Trentini. Un ringraziamento particolare a Marco Cocci, Consulente di Direzione e Controllo nello sviluppo di Sistemi Organizzativi; CEii Trentino: Romina Falagiarda, Sara Formolo, Doriana Prudel; Alintec: Sergio Campodall Orto, Paolo Vercesi, Elena Alberti. Sentiti ringraziamenti sono, infine, rivolti a tutte le imprese artigiane che hanno partecipato al progetto e si sono rese disponibili alle analisi che costituiscono l oggetto della presente pubblicazione.

3 alle aziende modello, ma implicitamente all intero sistema dell artigianato trentino, sono state realizzate le schede promozionali in italiano, inglese e tedesco, efficaci strumenti di marketing da spendere sul territorio non solo locale e nazionale, ma anche internazionale. L innovazione è un valore universalmente riconosciuto e insito nella strategia di un azienda, oltre che condizione indispensabile per mantenere un ruolo attivo sul mercato. Secondo questi presupposti nasce la seconda edizione de Le piccole imprese che fanno grande il Trentino. Il volume raccoglie storie singolari di casi di eccellenza, un biglietto da visita non solo per le aziende coinvolte, ma anche per il nostro territorio. Osservare da vicino le variegate realtà della piccola impresa consente quindi di scoprire un mondo che riserva continue sorprese e che ha bisogno di essere sostenuto per raggiungere espressioni sempre più elevate. L artigianato mantiene nel sistema produttivo del futuro una parte viva e, oserei dire, sempre più attiva. L indispensabile compito delle politiche pubbliche è quello di assecondare questa tendenza, aiutando il settore ad esprimersi al meglio e a farsi conoscere altrove. Alessandro Olivi Assessore all Industria, Artigianato e Commercio della Provincia autonoma di Trento Foto Magrone. Archivio Ufficio Stampa Provincia autonoma di Trento Lo scopo principale è quello di valorizzare le imprese artigiane, sottolineandone le potenzialità e mettendo in luce i fattori di successo. Si tratta di aziende che hanno investito nella ricerca, in nuove tecnologie e in qualità, aprendosi a nuovi mercati. Queste sono le prerogative per essere competitivi e consolidare la propria posizione, pur nella crescente complessità degli scenari economici attuali. Tra gli obiettivi vi è anche quello di offrire un importante canale di promozione, attraverso il quale le aziende virtuose si propongono sia al mondo politico sia a quello imprenditoriale, rivelando la vera forza del Sistema Trentino. Un sistema che è composto da imprese e uomini, che non è fatto solo di lavori tradizionali, ma che guarda al futuro percorrendo la strada della ricerca e dell innovazione. La voglia di mettersi in gioco e di raccontarsi all esterno aumenta le possibilità di sviluppo e di crescita. I casi selezionati sulla base di un attenta valutazione (tra i fattori considerati vi sono la solidità economica dell azienda e la propensione all innovazione), sono l espressione di quella fetta del sistema produttivo che affronta la crisi con ottimismo e sicurezza, e che può essere presa ad esempio dalle altre imprese. Attraverso di essi si vuole raccontare una nuova idea di artigianato, in grado di relazionarsi con i mutamenti economici e con sfaccettature sempre più globalizzate. Per garantire maggior visibilità

4 Indice 1. L artigianato d eccellenza La struttura economico-finanziaria I risultati per settore Analisi comparativa delle performance per tipologia di attività L innovazione nelle imprese artigiane Artigianato e crisi Conclusioni Casi aziendali

5 1. L artigianato d eccellenza Se l innovazione è ormai la parola chiave usata per definire cosa dovrebbero fare le aziende per conquistare i mercati, essere più efficienti e - negli ultimi tempi - per uscire dalla crisi, la modalità ora più in voga per enfatizzarne il processo si chiama open innovation 1. Nel modello classico l innovazione viene generata all interno dei confini aziendali, nel modello dell open innovation l innovazione è frutto di un mix di conoscenze interne ed informazioni generate sempre più frequentemente fuori dall azienda. Le conoscenze viaggiano con i dipendenti che escono da un organizzazione portandole in un altra, o che le utilizzano per avviare nuove iniziative imprenditoriali (spin off ), o viaggiano avanti ed indietro lungo le catene di fornitura. Di conseguenza l innovazione non è generata esclusivamente tutta in azienda, come anche quella generata in azienda può essere ceduta esternamente ad altri soggetti economici maggiormente predisposti, per vari motivi, a sfruttarla economicamente. Ciò significa che l imprenditore ed i suoi collaboratori devono guardare l azienda e l ambiente in cui essa opera in modo diverso, senza confini tangibili ovvero non considerando gli attori dei processi economici clienti, fornitori, consulenti, ricercatori come altro da sé, ma come elementi di potenziale estensione dimensionale dell impresa. Il modello di business dà forma e dimensione all azienda, non i muri perimetrali del capannone produttivo. Come e quando utilizzare la conoscenza derivante dall esterno, quel coacervo di richieste, specifiche, desiderata dei clienti, di informazioni, processi, modalità di lavoro dei fornitori, di competenze e abilità dei collaboratori esterni, è definito dal modello di business aziendale che non è altro che la ricetta imprenditoriale che decide quali sono gli ingredienti della creazione del valore e in che misura questi sono generati all interno o acquisiti dall esterno. Ebbene, il modello dell open innovation ben si presta ad interpretare la modalità secondo cui le imprese artigiane, per lo meno quelle esaminate in questo lavoro, fanno innovazione: il forte raccordo con i clienti a valle e con i fornitori a monte fa si che lo scambio di informazioni prima e la generazione delle conoscenze poi sia un processo non solo fluido ma anche non facilmente confinabile secondo limiti fisici. Il modello offre anche l orizzonte verso il quale le micro e piccole imprese possono definire una propria via all innovazione: non attraverso una maggiore formalizzazione delle attività di ricerca e sviluppo, che porterebbe ad una più facile misurabilità delle stesse 2 ma probabilmente non ad un aumento dell efficienza, bensì tramite una maggiore apertura verso 1 Henry William Chesbrough, Open Innovation: The New Imperative for Creating and Profiting from Technology (2003). 2 Secondo l indagine Fare Innovazione senza Ricerca di Confartigianato e Censis del 2007, sono 145 mila, un quarto di tutte le aziende manifatturiere e informatiche con meno di 20 addetti, le realtà produttive italiane a tutti gli effetti impegnate in processi di profonda innovazione del proprio modo di fare impresa. E ciò senza passare attraverso i consueti canali della ricerca con la R maiuscola, quindi senza essere visibili nel circuito delle medie-grandi imprese e dell Università. Si può fare, sperimentare, introdurre innovazione, quindi, anche senza entrare in meccanismi troppo complessi e sovraordinati rispetto alle proprie dimensioni di impresa. 7

6 tutte quelle fonti di competenze che ancora non sono alla portata delle micro imprese, prima fra tutte la ricerca formalizzata svolta da enti di ricerca ed università, ma anche library tecniche quali quelle dei materiali 3 o brevettuali. Le piccole imprese che fanno grande il Trentino: questo progetto dal nome così impegnativo nasce tre anni fa dall idea di valorizzare le micro e piccole imprese trentine, quelle che per definizione giuridica vengono classificate come imprese artigiane. Non solo la mera iscrizione ad un albo definisce l artigianato, in base a requisiti stabiliti da una normativa specifica, bensì la indissolubilità del legame imprenditore-impresa-famiglia, così forte nel dna dell imprenditoria italiana, segnandone spesso anche i limiti. A volte questi limiti possono acquisire valore laddove la compenetrazione lavoro-impresa-famiglia fa assumere all impresa artigiana una responsabilità sociale nei confronti dei propri collaboratori e quindi nei confronti della comunità in cui è inserita. Nella prima edizione la selezione secondo alcuni criteri di base (tre anni di attività almeno, solidità economico-finanziaria, segnalazione dal territorio, propensione all innovazione) ha portato ad individuare 100 aziende e consorzi artigiani. I benefici attesi del progetto riguardavano e riguardano la valorizzazione della reale forza del sistema artigianato, la creazione di un sistema di monitoraggio continuativo per valutare le performance del comparto artigiano, l individuazione di elementi oggettivi di valutazione per indirizzare le possibili strategie di sostegno al settore dell artigianato, la diffusione delle buone pratiche attivate dalle aziende in modo da diventare modelli di riferimento. Da quella prima analisi emerse un quadro fatto di sensibilità delle imprese artigiane trentine all innovazione, come dimostrato dal fatto che circa il 40% delle imprese dedicassero almeno un addetto all attività di R&S/Ufficio tecnico e che nel triennio circa il 73% delle aziende avesse effettuato investimenti in attrezzature e tecnologie di cui oltre la metà nell ammodernamento dei macchinari utilizzati nella produzione aziendale. Nella seconda edizione il gruppo esaminato è costituito da 36 aziende. La Lavorazione del legno occupa oltre il 31% di esse, i Servizi il 23%, le Costruzioni meccaniche il 17%. Seguono, Impiantistica (14%), Trasporti e Edilizia (entrambi 6%), Alimentare (3%). Fig. 1 Settori di attività aziendale L artigianato ha spesso svolto un ruolo di ammortizzatore in situazioni critiche dell economia e mai come negli ultimi mesi è chiara l importanza di questo ruolo. Celebrare quindi l artigianato è un dovere per promuovere quelle persone che con il loro lavoro non solo creano valore economico ma soprattutto aiutano la comunità a restare coesa anche e soprattutto in momenti di difficoltà. L obiettivo del progetto è stato ed è tutt ora individuare all interno del mondo dell artigianato quelle aziende che secondo diverse declinazioni possono essere considerate eccellenti: la solidità economica, la capacità di rinnovarsi, l attenzione ai mutamenti del mercato e alle esigenze dei clienti, la propensione ad investire sulle proprie risorse umane, la cura per il miglioramento della propria offerta, una crescente curiosità per i mercati esterni che si traduce anche, in seppur timidi, approcci con l estero, rappresentano i requisiti delle aziende da tenere sotto osservazione per la crescita di tutto il territorio e su cui puntare per il futuro. CEii Trentino, con il supporto dell Assessorato all Artigianato della Provincia autonoma di Trento, ha avviato quindi un iniziativa volta a individuare le aziende eccellenti del territorio trentino in termini di performance e monitorarne l attività e l evoluzione al fine di creare uno strumento valido per avere il polso del tessuto economico e determinare politiche atte a sostenerne lo sviluppo. Le aziende sono posizionate su tutto il territorio Trentino, coprendo la totalità dei comprensori. La maggior parte sono insediate in Vallagarina (22%), Giudicarie e Valle di Fiemme (14%), Bassa Valsugana e Tesino (11%), Valle dell Adige, Valle di Non e Valle di Sole (8%). Minor presenza si rileva in Valle di Fassa (6%), Alta Valsugana, Alto Garda e Ledro e Primiero (3%). Fig. 2 Ubicazione delle aziende 3 Ad esempio Material Connexion, 8 9

7 Le aziende che sono state esaminate nella parte statistica in questa seconda edizione sono nuove aziende rispetto al primo campione. Su queste aziende è stata effettuata una disamina sia dal punto di vista economico finanziario, sia dal punto di vista dell innovazione. Dall insieme delle 136 realtà economiche sono poi state selezionate 19 imprese i cui casi aziendali vengono proposti nella parte finale di questo lavoro. Undici aziende appartengono al gruppo della prima edizione, otto a quello dell edizione attuale. Il campione si sta quindi ampliando permettendo di aumentare la base della disamina e su questo campione, che a tendere sarà sempre più rappresentativo dell universo artigianato, sono state individuati 19 casi aziendali che possono essere indicativi di un modello di sviluppo aziendale. Come sarà evidenziato soprattutto nella sezione riguardante gli aspetti economico-finanziari, non possono essere celate alcune ombre dovute ad una certa tendenza alla rincorsa dei risultati, laddove sembra che tra i periodi di rinnovamento e quindi di investimento in crescita seguano spesso periodi di staticità che portano a deteriorare in parte i risultati ottenuti. La consapevolezza della necessità di un cambio culturale nella gestione aziendale è comunque sempre più condivisa dalla grande maggioranza delle aziende che attendono come diamanti grezzi di essere tagliati nel modo più appropriato per restituire tutta la luce di cui possono essere dotati. Va registrato un certo ritardo nella presentazione di questa seconda edizione del progetto. Proprio la crisi scoppiata alla metà del 2008 ne è la causa diretta. Ci siamo chiesti se un analisi condotta sui dati, per forza di cose, rilevabili al 31 dicembre 2007, potesse essere rappresentativa dopo lo scompiglio generato dai mercati finanziari e le enormi ripercussioni su tutto il mondo produttivo. Da qui l introduzione di un indagine sul sentiment avviata nella primavera di quest anno per cercare di capire quali erano state le conseguenze più evidenti sulle imprese e soprattutto per capire come esse traducevano in ipotesi per il futuro gli scossoni che stavano subendo. Analogamente alla prima edizione del progetto, l eccellenza dell artigianato viene declinata secondo due assi: la struttura economico-finanziaria dell azienda e la sua capacità di rinnovarsi, di essere innovativa. A queste due dimensioni in questa disamina abbiamo voluto quindi aggiungere una valutazione, se pur parziale, della capacità di saper reagire a mutamenti imprevisti e repentini del mercato e della modalità con cui, anche in situazioni di forte emergenza, questo tipo di aziende non perde il controllo e senza attendere passivamente che l onda lunga della crisi si ritiri cerca di attrezzarsi e individuare nuove rotte di sviluppo. 2. La struttura economico-finanziaria Il lavoro di ricerca ha intenso mettere a punto l analisi delle dinamiche di particolari settori produttivi della piccola e media impresa - differenziali di performance economico-finanziari tra le aziende selezionate come campione così da provare a cogliere ed interpretare i cambiamenti in atto nella struttura produttiva e nella sua articolazione, utili anche a concepire politiche di intervento sempre più mirate e puntali. Si è quindi proceduto ad una prima valutazione dei dati di bilancio degli ultimi tre anni ( ) delle imprese coinvolte in questa seconda edizione del progetto Le piccole imprese che fanno grande il Trentino, che risultano appartenenti a diversi settori economici (edilizia, trasporti, alimentare, costruzioni meccaniche, servizi, lavorazione del legno e impiantistica), analizzandone la composizione. Successivamente, sulla base di un serie di indicatori predefiniti 4, sono stati tentati dei confronti con i valori medi aggregati delle realtà simili su base settoriale e territoriale rivenienti dalla precedente edizione del progetto. I margini e gli indici, infatti, sono quelli utilizzati solitamente dalle imprese per lo studio del proprio operato e fanno riferimento alla logica del valore (value based). Questa, se applicata alle piccole e medie imprese costituenti il campione preso in considerazione, può aiutare nella rilevazione degli indici economici che, le eventuali inadeguatezze strutturali possono avere generato. L obiettivo è quello di evidenziare i fattori che condizionano l economicità delle imprese e quindi di individuare i drivers del valore su cui focalizzare l attività di pianificazione e di controllo. L approfondimento degli indicatori di performance value based deve essere di ausilio agli imprenditori per comprendere non solamente quali siano i fattori che condizionano l economicità delle imprese, ma soprattutto le leve gestionali sulle quali focalizzare la loro attenzione. Le osservazioni contenute nel presente lavoro, anche in considerazione di quanto precedentemente precisato, devono intendersi riferite esclusivamente al gruppo di imprese operanti nei diversi settori e classificati nelle seguenti categorie: edilizia, idraulici ed elettricisti, carpenteria in legno, serramenti in legno, arredamenti in legno, imballaggi in legno, parrucchieri, estetiste, lavanderia industriale, servizi vari, costruzioni meccaniche, costruzione stufe a ole, autotrasporti conto proprio e conto terzi, panificatori. L obiettivo è stato quello di implementare il lavoro di ricerca dell anno delle originarie 100 aziende (85 imprese e 15 consorzi) partecipanti alla prima edizione del Progetto Le piccole imprese che fanno grande il Trentino con ulteriori dati settoriali impostati secondo l originaria metodologia in modo da ricollegare nel tempo il complessivo studio. 4 Capitolo 3 Appendice pagg Le piccole imprese che fanno grande il Trentino Franco Angeli Editore (1997) 10 11

8 Qualunque altra lettura che tendesse a generalizzare i risultati ed a dare loro una portata più ampia sarebbe non corretta. L analisi che ne è derivata risulta ovviamente condizionata dalla ridotta dimensione del campione, ma rappresentata ed esposta come spunto e stimolo per successivi approfondimenti. Alla luce di queste considerazioni emerge l evidente impossibilità di considerare i parametri che verranno proposti come misure caratteristiche del settore o del territorio nel suo complesso; piuttosto, e non ci pare comunque poco, essi possono essere interpretati, da ogni impresa, come utili riferimenti competitivi, in quanto desunti da realtà imprenditoriali plurime e, in linea generale, relativamente interessanti con analisi degli scostamenti rispetto alla media. L esame degli indici di bilancio nel triennio conferma un generale deterioramento della capacità di creare valore. Si evidenzia un costante processo di peggioramento, sicuramente imputabile alle difficili situazioni strutturali di mercato aumento tendenziale dei costi, mancanza generale di liquidità con conseguente restrizione dei consumi - ma che non sembra essere estraneo anche alle difficoltà di gestione e alle scelte di mercato compiute dagli imprenditori. Le differenze con le imprese di altri contesti non sembrano però essere solo imputabili ad indicatori di natura finanziaria, ma soprattutto al risultato della gestione caratteristica (reddito operativo su fatturato) che finisce per incidere pesantemente sugli indicatori di redditività (il peggioramento del ROE e del ROI sono molto più marcati rispetto alle realtà delle aziende leader. L analisi delle performance economico-finanziarie del nuovo campione di aziende conferma alcune evidenze già promosse ed in particolare come in un mercato così difficile sembrano difendersi meglio le aziende molto piccole che possono sfruttare il tradizionale vantaggio della flessibilità operativa e la ridotta incidenza dei costi fissi oppure alcune aziende più strutturate che hanno superato le soglie dimensionali medie e che si sono attrezzate sotto il profilo manageriale e finanziario a rispondere alle sfide di mercato. Soffrono di più le aziende né troppo piccole né troppo grandi che in passato hanno saputo creare valore, ma che non si sono spinte troppo oltre nel processo di crescita. Sotto il profilo di policy ciò evidenzia una doppia lettura del problema ovvero l esistenza di difficoltà di soglia nel processo di crescita oltre le quali gli imprenditori locali incontrano difficoltà di gestione rispetto ai tradizionali modelli imprenditoriali e quale tipo di crescita dimensionale - da alcuni proposta come la cura del male migliore al problema del nanismo d impresa - attuare. L eterogeneità del campione non rivela dinamiche bensì sentieri evolutivi differenziati a seconda degli attori I risultati per settore Il campione descritto è stato esaminato sviluppando l analisi in tre diverse linee operative: in primo luogo considerando la dinamica ed il profilo dell intero gruppo di imprese appartenenti allo stesso settore; in secondo luogo focalizzando l attenzione in modo distinto sui principali indicatori di redditività correlando tali andamenti con gli aggregati aziendali nei quali gli stessi indicatori possono essere suddivisi; infine, provando a distinguere le imprese in relazione alla qualità delle loro performance che ne hanno permesso l esistenza nello spazio e nel tempo. Presentiamo quindi l analisi effettuata, suddivisa per settori produttivi. Il settore dell edilizia presenta un valore aggiunto in costante e tendenziale peggioramento. Il dato è ancora più evidente se correlato all aumento dei ricavi che rapportato all anno precedente ammonta rispettivamente a + 9,47% e + 18,70% - fatto registrare dal settore negli ultimi due anni. Il Margine operativo lordo rileva un andamento costante a conferma che il settore basa la maggior parte del proprio lavoro sulla manodopera interna ed esterna a fronte di fattori produttivi di costo limitato rispetto al prezzo del bene finale lavorato. Analogo andamento viene rilevato dal reddito operativo come conseguenza della minore incidenza dei costi fissi industriali, quali ammortamenti e accantonamenti. I costi per servizi esterni sono aumentati in valore assoluto più che proporzionalmente rispetto all aumento del costo della manodopera diretta (MOD). L evidenza permette di poter affermare che la crescente domanda espressa dal mercato e quindi dal fatturato - in un settore in forte crescita pone attenzione sull organizzazione delle attività rappresentate dai costi tipica della produzione su commessa. A seconda del tipo di commessa appalto pubblico, appalto privato, intervento in conto proprio o sola gestione di commessa può variare l interpretazione di tale andamento che appare, a parere di chi scrive, comunque contraddittorio. Fig. 3 Edilizia: margini 60% 50% Valore aggiunto 40% Margine operativo lordo 30% Reddito operativo 20% Reddito ante imposte 10% Reddito netto 0% L andamento dei principali indicatori di redditività delle imprese del campione mette in evidenza un miglioramento degli indici di redditività correlati alle vendite, ma anche una rotazione delle commesse e del capitale investito altalenante di segno contrario - nel tempo quasi a confermare una situazione da stabilizzare attraverso l individuazione dei propri target-market

9 I mezzi propri vedono comunque aumentare il proprio rendimento netto che appare da interpretare rispetto alla tipologia di commesse e quindi di clientela. Il Roi appare profondamente influenzato, seppur in maniera diversa, dal Ros (redditività delle vendite) quasi a evidenziarne una naturale capacità di trasferimento di maggiori valori numerari sui prezzi di vendita applicati in funzione di una domanda, e quindi di un mercato, ancora da soddisfare. Il costo del lavoro ha un andamento distinto e opposto, molto diverso, quasi a giustificare i diversi valori applicati al mercato su tipologie di prodotto o servizio analogo sopra richiamato. Il Roe, che è di gran lunga superiore ai normali tassi d interesse sui prestiti, suggerisce un maggior ricorso alla leva finanziaria in stretta sinergia con la tipologia di prodotto offerto. L andamento generale appare essere quasi la conseguenza di una generale flessione dei livelli di produttività delle imprese, determinato soprattutto dalla produttività del lavoro e dagli iniziali effetti del ciclo monetario, effetti prodotti dalle dilazioni medie nell incasso di clienti e fornitori e dalla durata delle giacenze delle scorte e quindi dei cantieri. Scendendo più nel dettaglio del conto economico si può rilevare che l incidenza relativa delle diverse classi di costo appare pressoché omogenea anche se tendenzialmente in diminuzione per alcune di queste. Si ritiene che tale andamento, rappresentato dai dati contabili riclassificati, debba essere approfondito effettuando, a fine anno, l effettivo controllo dello stato avanzamento lavori che può essere effettuato per eventi, per fasi, per quantità fisiche e attraverso il metodo del valore assorbito. Tale grandezza appare acquisire una rilevanza fondamentale per analizzare più approfonditamente questo tipo di attività e quindi gli effettivi andamenti promossi nello spazio e nel tempo. Fig. 4 Edilizia: incidenze 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% Acquisti materie prime Costi per servizi esterni Oneri diversi di gestione Costo del lavoro Ammortamenti Oneri finanziari 5% Imposte di esercizio 0% Il settore impiantistico evidenzia un andamento costante del valore aggiunto che è correlato ad un analogo andamento del Margine operativo lordo (Mol) a conferma di una generale minore efficienza delle aziende del comparto. La distinzione tra attività di idraulica e attività di elettricista permette di osservare che il valore aggiunto medio generato dalla seconda tipologia di attività (68,41%) è di gran lunga superiore a quello medio dell attività di idraulica (27,27%) e quello generale di settore rappresentato nel grafico. Tale differenziazione esprime dati ancora più interessanti se approfondiamo gli andamenti del margine operativo lordo e del reddito operativo delle due distinte sottocategorie. Ad un tendenziale peggioramento medio di entrambe seppur caratterizzate da valori relativi molto diversi e distanti si contrappone l andamento in aumento e quindi di netto miglioramento - dell attività idraulica. Non è permesso, in questa sede, approfondire le cause sottostanti all andamento rilevato nell anno Di certo appare una diversa caratterizzazione delle due sottocategorie appartenenti allo stesso settore di attività. I costi fissi riferibili agli investimenti e gli altri costi industriali assorbono le maggiori risorse generate dalla gestione produttiva facendo diminuire nel tempo i valori di redditività del capitale proprio. La gestione atipica, finanziaria e straordinaria incidono marginalmente nella attività d impresa confermando gli analoghi andamenti temporali della redditività lorda e netta. Fig. 5 Impiantistica: margini 60% 50% 40% 30% 20% 10% Valore aggiunto Margine operativo lordo Reddito operativo Reddito ante imposte 0% Reddito netto -10% L andamento dei principali indicatori di redditività delle imprese del campione mette in evidenza un andamento contraddittorio e opposto: mantenimento dei valori del Roi determinati dall andamento costante del Ros e del capitale investito per l attività di elettricista, peggioramento del Ros con miglioramento del Roi determinato dalla migliore rotazione del capitale investito per l attività di idraulica. L approfondita analisi della diversa rotazione del capitale investito e quindi della diversa strutturazione dei beni durevoli, del magazzino e dei crediti, dovrebbe permettere agli imprenditori del settore di poter meglio gestire l efficacia e l efficienza della gestione d impresa. L incidenza delle diverse classi di costo evidenzia andamenti altalenanti, ad eccezione degli acquisti di materie prime che aumentano tendenzialmente ed in maniera costante nel tempo. Il costo del lavoro aumenta proporzionalmente per l attività di elettricista mentre diminuisce per quella di idraulica così come quella degli altri costi a conferma di un andamento per taluni aspetti molto contraddittorio

10 Fig. 6 Impiantistica: incidenze 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% Acquisti materie prime Costi per servizi esterni Oneri diversi di gestione Costo del lavoro Ammortamenti Oneri finanziari Imposte di esercizio 0% Il settore del legno non evidenzia, nel periodo preso in esame, cambiamenti significativi. I dati aggregati evidenziano infatti andamenti costanti su valori analoghi che sottintendono, comunque, in alcuni casi sostanziali miglioramenti. Il valore aggiunto rappresentato è tipico delle tipologie di attività analizzate che si rivolgono essenzialmente ad un mercato locale. All interno del settore che caratterizza questa aggregazione di imprese del settore legno (carpenteria, serramenti, mobili, imballaggi) si distingue, per il differente andamento, la categoria della produzione di mobili che fa rilevare valori medi più alti in valore rispetto agli altri. Fig. 7 Lavorazione del legno: margini 60% 50% Valore aggiunto 40% Margine operativo lordo 30% Reddito operativo 20% Reddito ante imposte 10% Reddito netto 0% L andamento dei principali indicatori di redditività delle imprese del campione pone in evidenza il generale e congiunto miglioramento del settore che sembra essere intervenuto in tutte le distinte aree aziendali. La redditività delle vendite recupera un peggioramento fatto registrare nell anno 2005 così come costante è il miglioramento della rotazione del capitale investito. A conferma del miglioramento della produttività aziendale interviene anche la diminuzione del costo del lavoro che conferma i migliori risultati espressi dalla rotazione del lavoro. Il capitale investito ruota almeno una volta nell arco di un anno per tutte le imprese, rinnovando quindi le fonti di investimento correlandosi quasi a strutture flessibili e poco articolate. L incidenza delle diverse classi di costo, che evidenzia l importanza in peso e valore della materia prima lavorata, rimane invariata tranne per gli acquisti di servizi esterni che aumentano tendenzialmente in maniera marginale ma costante. Fig. 8 Lavorazione del legno: incidenze 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Il settore dei servizi evidenzia un tendenziale mantenimento del valore aggiunto che si correla ad andamenti analoghi, seppure apparentemente altalenanti, degli altri indicatori di performance. L analisi dei dati in valore assoluto ha permesso di verificare come, per alcuni settori, l aumento del fatturato sia analogo all aumento di valore aggiunto, così come meglio evidenziato nella parte finale del capitolo. Fig. 9 Servizi: margini 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Anche gli andamenti del Roi e del Ros evidenziano percorsi simili seppure molto distanti in valore tra le aziende appartenenti a questa aggregazione di imprese (parrucchiere, estetica, lavanderia, servizi vari) Acquisti materie prime Costi per servizi esterni Oneri diversi di gestione Costo del lavoro Ammortamenti Oneri finanziari Imposte di esercizio Valore aggiunto Margine operativo lordo Reddito operativo Reddito ante imposte Reddito netto In analoga direzione, seppur con andamenti diversi in valore, ma tendenti ad un aumento costante La rotazione del capitale investito evidenzia per l aggregazione un importante miglioramento per tutte le diverse tipologie di attività, è il costo dell indebitamento (Rod) che è in tendenziale forse accompagnato anche dall effetto di correlate politiche di bilancio. e comune aumento quasi a significare una analoga strutturazione delle fonti e degli impieghi L andamento del costo del lavoro privilegia la maggiore efficienza perseguita dalle aziende di tale probabilmente determinata dal mercato. raggruppamento così come quello del costo dell indebitamento

11 Tale risultato ha risentito dell effetto fatto registrare nell anno 2006 dai cost driver diretti quali servizi esterni, lavoro e oneri diversi di gestione. Le singole tipologie di costo sottolineano la snellezza e dinamicità del settore, caratterizzato dalla prevalenza dei costi variabili e dal valore costante delle singole voci di spesa. Esse, pur essendo quasi tutte in leggera crescita, risultano minori rispetto alla crescita costante assoluta fatta registrare nel triennio dal fatturato. Da ciò, conseguentemente, un valore aggiunto in stretta relazione e di importo analogo anche all intera variazione in aumento fatta registrare dal fatturato, quasi a dimostrare una gestione efficiente ed una capacità d impresa idonea a soddisfare una maggiore domanda promossa dal mercato, ciclo finanziario a parte. Fig. 10 Servizi: incidenze 35% 30% Acquisti materie prime 25% 20% 15% Costi per servizi esterni Oneri diversi di gestione Costo del lavoro Ammortamenti 10% 5% Oneri finanziari Imposte di esercizio 0% Il valore aggiunto nel settore delle costruzioni meccaniche appare tendenzialmente in diminuzione e correlato all analogo andamento del Margine operativo lordo e del reddito operativo. Fig. 11 Costruzioni meccaniche: margini Il tendenziale mantenimento di tutti gli indicatori di performance sopra rappresentati si correla a quello fatto registrare dall analogo settore di appartenenza e permette di riflettere in merito ai differenti andamenti e soprattutto confortare l imprenditore nella simulazione di attendibili strategie di processo o di prodotto. All interno della categoria di imprese operanti nel medesimo settore meccanico si può rilevare la regolarità nella distribuzione dei costi nel tempo ma con una significativa flessione dei vari indici. Fig. 12 Costruzioni meccaniche: incidenze 30% 25% 20% Acquisti materie prime Costi per servizi esterni Oneri diversi di gestione 15% Costo del lavoro 10% 5% 0% Ammortamenti Oneri finanziari Imposte di esercizio Nel settore dei trasporti il fatturato evidenzia un aumento medio del 7% per ciascun anno. Il valore aggiunto del settore trasporti evidenzia un andamento costante nel tempo; in diminuzione appare il valore fatto registrare dal Margine operativo lordo e dal Reddito Operativo che si attesta sul 20% dei ricavi, a conferma di una erosione dell efficienza di sistema. Ininfluenti le gestioni straordinarie e finanziarie che comportano un assimilazione del reddito operativo al reddito aziendale. 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Elevati sono i costi del lavoro e i costi delle materie prime, tendenzialmente in calo, mentre sono ordinari gli altri L andamento è stabile con una forte differenza tra i valori registrati dal valore aggiunto e quelli evidenziati dal reddito operativo. Valore aggiunto Margine operativo lordo Reddito operativo Reddito ante imposte Reddito netto Fig. 13 Trasporti: margini 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% L andamento dei principali indicatori di redditività delle imprese del campione mette in evidenza un mantenimento degli indici di redditività correlati alle vendite (Ros), ma anche una minor rotazione del capitale investito Valore aggiunto Margine operativo lordo Reddito operativo Reddito ante imposte Reddito netto 18 19

12 I mezzi propri vedono comunque mantenere il proprio rendimento netto che appare da interpretare rispetto alla tipologia di commesse e quindi di clientela. Il Roi appare profondamente influenzato dal Ros (redditività delle vendite) quasi a evidenziarne una capacità di trasferimento di maggiori valori numerari di costo sui prezzi di vendita da parte delle imprese del settore. L incidenza delle diverse classi di costo rimane invariata tranne per gli acquisti di materie prime, il costo del lavoro e le manutenzioni e riparazioni, che aumentano sensibilmente quasi a confermare una maggiore usura degli automezzi determinata dal loro margine di utilizzo. Gli ammortamenti ed i leasing hanno un andamento leggermente altalenante, ma tendenzialmente costante a conferma di un indice di riammodernamento limitato. Fig. 14 Trasporti: incidenze 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Il valore aggiunto del settore alimentare è notevole (72%) così come buono appare l analogo valore fatto registrare dal Reddito Operativo che si attesta sul 20% medio dei ricavi. L andamento di tali indicatori è stabile a conferma di un raggiunto dimensionamento operativo caratterizzato da un maggiore assorbimento di risorse dedicate (costo del lavoro, lavorazioni esterne). I dati numerari assoluti evidenziano una tendenziale costanza delle prestazioni, seppure in diminuzione marginale per alcuni aggregati, a confermare una fase di maturità del settore e una situazione stabile e consolidata di mercato. Fig. 15 Alimentare: margini 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Acquisti materie prime Costi per servizi esterni Oneri diversi di gestione Costo del lavoro Ammortamenti Oneri finanziari Imposte di esercizio Valore aggiunto Margine operativo lordo Reddito operativo Reddito ante imposte Reddito netto L andamento degli indicatori di bilancio (Roi, Ros, Rotazione capitale investito) evidenzia, in peso relativo, tendenziali peggioramenti di efficienza determinati soprattutto dall aumento dei costi per lavorazioni esterne. L incidenza delle altre categorie di costo rimane generalmente invariata, compresa quella degli acquisti di materie prime che ha iniziato a far rilevare importanti aumenti assoluti. All aumentare delle dimensioni aziendali sembra tenda a ridursi il peso delle imprese che intendono modificare, tanto in senso positivo che negativo, la propria forza lavoro. Le imprese più piccole, che tendono ad essere relativamente più giovani, sembrerebbero meno stabili, traducendosi sia in uno sviluppo che in una riduzione della propria consistenza. L analisi del settore evidenzia quindi una elevata stabilità per quanto concerne la funzione produzione, ma anche una propensione ad espandere la propria attività su nuove aree. Fig. 16 Alimentare: incidenze 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Acquisti materie prime Costi per servizi esterni Oneri diversi di gestione Costo del lavoro Ammortamenti Oneri finanziari Imposte di esercizio Analisi comparativa delle performance per tipologia di attività Analizzando le medie globali relative agli indicatori prescelti si evince che l andamento nei tre anni è tendenzialmente invariato rispetto alle dinamiche dei singoli settori che comunque fanno registrare una leggera flessione di tutti i valori specialmente per quanto riguarda il MOL. I differenti valori iniziali fatti registrare dalle distinte classi di attività in termini di fatturato e quindi di valore aggiunto modificano rapidamente i rispettivi andamenti tendenziali già nell espressione del proprio Margine operativo lordo producendo importanti variazioni nell andamento dei diversi settori. Si rileva, cioè, che alcuni settori che hanno evidenziato tendenziali e costanti miglioramenti nel fatturato e nel valore aggiunto non mantengono analoghi andamenti operativi degli altri indicatori di performance

13 Quasi tutti i settori hanno migliorato in valore assoluto i propri risultati nell ultimo biennio quasi a significare una elasticità organizzativa ed operativa. Tra i diversi settori quello alimentare conferma una fase costante di sviluppo. Gli altri possono dividersi in due gruppi: quelli che evidenziano recupero di performance di miglioramento nell ultimo anno e quelli che tendenzialmente tendono a peggiorare. Debbono essere infine proposte alcune osservazioni sugli andamenti di aziende appartenenti a settori diversi funzionalmente correlati. Tra questi in particolare edilizia e impiantistica. Le diverse performance di risultato confermano la crescita del mercato immobiliare con importanti ricadute sulla domanda di servizi che determinano, per gli impiantisti, differenti approcci organizzativi nel tempo. Tab. 1 Evoluzione margini per settore e totali Edilizia Impiantistica Valore aggiunto Margine operativo lordo Reddito operativo Reddito ante imposte Reddito netto % 32% 14% 12% 11% % 33% 16% 14% 12% % 34% 20% 22% 21% % 41% 26% 27% 26% % 41% -1% 27% 24% % 37% 7% 25% 22% Lavorazione del legno % 37% 15% 13% 12% % 36% 10% 9% 12% % 35% 13% 10% 10% Servizi % 62% 27% 25% 25% % 57% 23% 22% 21% % 61% 24% 22% 21% Costruzioni meccaniche % 61% 32% 30% 29% % 59% 34% 33% 32% % 56% 30% 29% 28% Trasporti Alimentare Totale generale % 55% 21% 23% 22% % 56% 22% 22% 21% % 54% 20% 22% 21% % 47% 25% 25% 23% % 44% 21% 24% 21% % 43% 17% 17% 15% % 48% 23% 22% 21% % 46% 18% 21% 21% % 46% 19% 21% 20% 22 23

14 Fig. 17 Evoluzione margini Valore aggiunto Edilizia Le PICCOLE imprese che fanno grande Impiantistica il trentino Trasporti L andamento dei grafici rende Impiantistic evidenti Lavorazion i tendenziali andamenti meccanich temporali di settore, utili a promuovere riflessioni 2004 anche 54% in merito 48% alla differenti 54% strutturazioni 85% 72% organizzative Generale 80% di sistema. 72% Fig. 17 Evoluzione margini a e del legno Servizi Costruzioni e Trasporti Alimentare Alimentare % % 55% % 70% 80% 72% % 47% 51% 86% 69% 80% 73% Margine operativo lordo Valore aggiunto Costruzioni Edilizia Impiantistic Lavorazion Costruzioni meccanich Impiantistica Edilizia Impiantistica Lavorazion e del legno Servizi meccaniche Trasporti Lavorazione del Alimentare legno 2004 Edilizia 14% 26% a e del legno 15% Servizi 27% 32% e Trasporti 21% Servizi Alimentare 25% % 16% 41% -1% 37% 10% 62% 23% 61% 34% 55% 22% 47% 21% Costruzioni meccaniche % 20% 41% 7% 36% 13% 57% 24% 59% 30% 56% 20% 44% 17% % 37% 35% 61% 56% Trasporti 54% 43% Alimentare Generale Reddito operativo 40% Margine operativo lordo Edilizia 70% Impiantistica Edilizia 30% 60% 25% Lavorazione Impiantistica del legno Margine 50% 20% operativo lordo Costruzioni Lavorazione del legno 40% Servizi Impiantistic Lavorazion meccanich Edilizia a e del legno Servizi e Trasporti Servizi 10% Costruzioni meccaniche Alimentare 30% 5% % 26% 15% 27% Costruzioni 32% Trasporti Costruzioni 21% meccaniche 25% 20% 0% % Impiantistic -1% Lavorazion 10% 23% meccanich 34% 22% 21% Alimentare Trasporti 10% -5% 2006 Edilizia 20% 7% a e del legno 13% Servizi 24% 30% e Trasporti 20% Alimentare 17% 0% % 41% % % 61% Generale Alimentare 55% 47% % 41% % % 59% Generale 56% 44% % 37% 35% 61% 56% 54% 43% Reddito operativo Reddito 40% ante imposte Edilizia Reddito 35% operativo 30% Margine operativo lordo Impiantistica 25% Lavorazione del legno 70% Costruzioni Edilizia 20% Impiantistic Lavorazion meccanich Servizi 60% 15% Impiantistica Edilizia a e del legno Servizi e Trasporti Alimentare 50% 10% Costruzioni meccaniche % 27% 13% 25% 30% Lavorazione 23% del legno 25% 40% 5% Trasporti % 27% 9% 22% 33% Servizi 22% 24% 0% 30% -5% % 25% 10% 22% 29% Alimentare 22% 17% Costruzioni meccaniche 20% Generale Trasporti 10% 0% Reddito ante imposte Alimentare Generale 35% Edilizia Reddito 30% ante imposte Impiantistica 25% Lavorazione del legno 20% Servizi Reddito operativo Costruzioni 15% Impiantistic Lavorazion meccanich Costruzioni meccaniche 10% Edilizia a e del legno Servizi e Trasporti Trasporti Alimentare 5% % 12% 22% 27% 10% 13% 21% 25% 28% 30% 21% 23% 15% 25% 0% % 27% 9% 22% 33% Alimentare 22% 24% % 25% % % 29% Generale 22% 17% Edilizia Lavorazione del legno Servizi Costruzioni meccaniche Fig. 18 Confronto evoluzione margini 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% Valore aggiunto Margine operativo lordo Reddito operativo Reddito ante imposte Reddito netto 0% L approccio dato alla ricerca attraverso l analisi dei bilanci contabili non era mirato ad un confronto intersettoriale delle imprese. Con tutto ciò, in termini estremamente sintetici, possiamo rilevare che i due fattori che hanno avuto impatto caratterizzante le diverse aggregazioni d imprese sono il ROS e la rotazione del capitale investito. Infatti, analizzando complessivamente l andamento delle imprese di tutti i settori si evince che esistono raggruppamenti di imprese più rigide appartenenti agli stessi settori che hanno evidenziato il ROS in costante diminuzione, anche se marginale, con rotazione del capitale investito ormai consolidata, quasi a rappresentare strutture organizzative più complesse. Dall altra parte le altre imprese quasi a confermare una loro maggiore flessibilità - hanno visto crescere costantemente il ROS, ruotare per più di una volta il capitale investito, abbassare anche se di poco i costi del lavoro, diminuire gli oneri finanziari anche se doppi rispetto alle altre. L incidenza delle diverse classi di costo evidenzia un tendenziale aumento degli acquisti di materie prime per diverse categorie di attività. I costi per servizi esterni aumentano generalmente in contrapposizione alla riduzione generale del costo del lavoro che aumenta solo per settori ancora in crescita. Gli ammortamenti rilevano andamenti diversi in funzione degli investimenti effettuati, per certi aspetti analoghi a quelli degli oneri finanziari con andamento altalenante, quasi a evidenziare una correlazione con la tipologia di mercato e con investimenti effettuati opportunamente coperti da capitale permanente. 35% 30% 35% Reddito 25% 30% netto 20% 25% 15% 20% 10% 15% 10% 5% 0% 5% 0% Reddito netto Reddito ante imposte Edilizia Impiantistica Impiantistica Lavorazione del legno Lavorazione Servizi del legno Costruzioni Servizi Costruzioni meccaniche Impiantistic Lavorazion meccanich Costruzioni Trasporti meccaniche Edilizia a e del legno Servizi e Alimentare % 26% 12% 25% 29% Trasporti Alimentare 22% 23% % % % 21% % Alimentare Generale 21% 21% Generale Edilizia 24 25

15 Tab. 2 Evoluzione incidenze per settore e totali Edilizia Impiantistica Lavorazione del legno Servizi Acquisti materie prime Costruzioni meccaniche Trasporti Alimentare Totale generale Costi per servizi esterni Oneri diversi di gestione Costo del lavoro Ammortamenti Oneri finanziari Imposte di esercizio % 6% 13% 22% 6% 3% 1% % 6% 11% 19% 5% 3% 2% % 5% 9% 17% 5% 2% 1% % 3% 13% 6% 5% 1% 1% % 4% 40% 27% 16% 4% 3% % 4% 26% 16% 9% 3% 3% % 7% 15% 17% 8% 4% 1% % 8% 18% 19% 10% 4% 1% % 9% 14% 15% 6% 4% 1% % 8% 27% 24% 13% 2% 2% % 8% 26% 29% 10% 2% 2% % 10% 28% 25% 11% 2% 2% % 9% 20% 11% 9% 1% 1% % 8% 16% 12% 6% 1% 2% % 11% 15% 13% 4% 1% 2% % 15% 19% 25% 9% 1% 2% % 16% 17% 24% 8% 1% 2% % 15% 19% 26% 9% 1% 2% % 9% 12% 26% 5% 1% 2% % 11% 11% 29% 6% 1% 2% % 15% 10% 31% 4% 1% 2% % 8% 17% 19% 8% 2% 1% % 9% 20% 23% 9% 2% 2% % 10% 17% 20% 7% 2% 2% Fig. 19 Confronto evoluzione incidenze 35% 30% Acquisti materie prime 25% 20% 15% 10% Costi per servizi esterni Oneri diversi di gestione Costo del lavoro Ammortamenti Oneri finanziari 5% Imposte di esercizio 0% Il quadro è caratterizzato da forti chiaro-scuri tra i settori e all interno dei settori. La lettura d insieme, comunque, non può che essere positiva, se si tiene conto delle considerazioni che attengono alla particolarità della congiuntura economica che ha segnato gli ultimi due anni e alla complessità delle modificazioni strutturali che si sono realizzate nei diversi settori analizzati. La trasformazione del sistema competitivo caratterizzata soprattutto dall entrata di competitors provenienti da realtà geo-politiche emergenti, le profonde modificazioni intervenute nelle relazioni tra committenti e sub-fornitori, la caduta strutturale della domanda interna, le politiche di rientro del debito pubblico sono alcune delle evenienze critiche che hanno imposto e impongono alle imprese di adottare adeguate strategie di riduzione dei costi, di innalzamento della qualità e di specializzazione. Ovviamente tale giudizio di positività non annulla le zone d ombra che si evincono dai rapporti settoriali. Possiamo quindi rilevare che i fattori che hanno avuto un impatto determinante nell entità dell innovazione posta in essere dalle imprese artigiane nei diversi settori sono la complessità del sistema competitivo e gli stimoli che da esso sono derivati alle imprese ovvero lo spessore dell ambiente tecnologico che caratterizza ciascun settore. L innovazione realizzata dalle imprese artigiane è segnata da un discreto orientamento al prodotto, dalla cura degli aspetti funzionali ed estetici che possono incontrare le esigenze di una clientela non solo condizionata da una minore capacità di consumo, ma anche erratica nelle scelte. L attenzione al miglioramento di prodotto determina in una certa misura la sensibilità sugli aspetti del processo produttivo. Uno dei vincoli più evidenti di natura strutturale e culturale è dato dalla carente capacità di monitorare gli orientamenti di mercato, sia per gli aspetti genetici dell imprenditore che lo rende aduso a governare la definizione del prodotto e la realizzazione delle fasi produttive interne più che ad interpellare i bisogni della clientela, sia per la natura strutturale delle piccole imprese che spesso sono disancorate dal mercato e operano, piuttosto, in una filiera produttiva governata da altri: il grossista, il commerciante, l altra impresa committente

16 Emerge infine una difficoltà generale ad incorporare tecnologie di frontiera per un mix di vincoli relativi alla cultura del personale interno, all organizzazione che per lo più fa perno su figure universali e non su soggetti a forte specializzazione di funzione. L attuale congiuntura economica e la globalizzazione dei mercati ha posto o iniziato a far porre quesiti diversi da quelli relativi agli aspetti fiscali e societari in tema di gestione aziendale. Tutte le aziende analizzate hanno confermato la difficoltà a comprendere lo sviluppo dell impresa ed il problema della continuazione secondo questo solo tipo di razionalità. Con il passare del tempo gli stessi valori della società stanno modificandosi producendo nella massa, di converso, limitazione di azione e di visione. La gestione delle variabili organizzative diventa quindi sempre più elemento distintivo e strategico delle singole realtà d impresa. Tematiche legate all analisi del fatturato e della redditività e temi legati al costo della vita ed al rischio d impresa diventano così sempre più importanti. Effetti di natura strategica - quali recuperare risorse finanziarie da indirizzare verso attività che creano maggiore valore aggiunto, liberare risorse umane qualificate da impiegare in progetti di R&S essenziali per il rilancio di attività, espandersi su nuovi mercati, recuperare flessibilità nei processi produttivi per fronteggiare il crescente impatto della competizione nel mercato globale - si correlano sempre di più ad effetti sui conti economici previsionali (budget) - riduzione dei costi delle attività gestite in outsourcing, eliminazione dei costi di organizzazione e riorganizzazione delle aree aziendali, miglioramento della situazione finanziaria e della liquidità, riduzione e controllo dei costi di intermediazione, di distribuzione e di consegna dei prodotti/servizi - e ad effetti sul marketing maggiore adattabilità della politica dei prezzi ai rapidi mutamenti delle condizioni di mercato, miglioramento dell immagine aziendale, miglioramento del livello di competitività in modo da sostenere la crescita nella misura in cui l azienda è capace di catturare margini del valore che riesce a creare per la propria clientela. L analisi approfondita dei singoli dati per ciascuna azienda appartenente a ciascun raggruppamento ed ai singoli gruppi deve permettere di analizzarne l effettivo andamento al fine di intenderne le cause generatrici in modo da permettere l applicazione di azioni correttive e la valutazione di eventuali percorsi strategici alternativi, all insegna della conoscenza dei dati di sistema, di azienda e di settore. Le imprese, infatti, devono con maggiore celerità rispetto al passato cogliere e analizzare prontamente i segnali, anche deboli, esterni ed interni, correggendo in tempo utile carenze ed errori nell agire dell azienda. 3. L innovazione nelle imprese artigiane Innovare significa modificare introducendo elementi di novità, ma sono diverse le sfaccettature che questo vocabolo assume all interno di ogni singola realtà economica. Differenti fonti dalle quali ricavare know how innovativo, differenti modalità per reperire competenze all esterno o, all opposto, per sfruttare quelle presenti internamente, differenti investimenti attraverso i quali l innovazione prende forma, differenti modalità per tutelare le proprie ideazioni. Strade eterogenee eppure con una meta comune: l innovazione. L obiettivo dell indagine relativa all innovazione nell ambito del progetto Le piccole imprese che fanno grande il Trentino è indagare quali sono i percorsi che conducono al rinnovamento aziendale e valorizzarne i modelli sottostanti. Come inquadramento generale possiamo dire che le imprese oggetto d analisi sono operative da diversi anni sul mercato. Fig. 20 Anni di attività 1 1 Gli anni di attività sono calcolati prendendo come riferimento l anno di compilazione del questionario, ovvero il 2007 Da un analisi del numero degli addetti occupati emerge come le classi centrali, fra i 3 ed i 10 addetti, siano quelle a maggiore concentrazione di aziende. Nel 2006, infatti, più della metà delle imprese occupava tra i 3 ed i 5 addetti, mentre un terzo tra i 6 ed i 10. Nei tre anni considerati, inversa è la tendenza delle due categorie, in quanto la prima ha visto un aumento del numero di aziende ad essa collegate, contrariamente alla seconda che ha riscontrato un calo. Proprio da questo inizia a definirsi un percorso valutativo e partecipativo che accomuna, all interno dell azienda, generazioni diverse con approcci diversi e con valori che, salvo alcuni casi, risentono dell area familiare e sociale

17 Fig. 21 Numerosità degli addetti Fig. 23 Numerosità di titolari e soci >15 addetti 6 soci addetti 5 soci 4 soci 6-10 addetti soci addetti soci addetti 1 titolare 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% % aziende 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% 45% % aziende Trend in aumento si rileva anche nel numero di addetti medi per azienda, che passano da 5,29 nel 2004 a 6,07 nel 2006, con un incremento del 15%. Si parla esclusivamente di personale dipendente in quanto, come si vedrà meglio in seguito, titolari e soci rimangono pressoché invariati nel passaggio dal 2004 al Fig. 22 Numero medio degli addetti per impresa 6,20 6,07 6,00 5,80 5,60 5,47 5,40 5,29 5,20 5,00 4, Come appena richiamato, il numero di titolari e soci non subisce forti variazioni fra il 2004 ed il 2006 e denota una forte prevalenza di imprese guidate da due soci (due su cinque nel 2006). Altrettanto diffuse sono le imprese individuali (un terzo del totale), mentre più limitate sono le realtà caratterizzate dalla presenza di tre soci (una realtà su cinque). Il rimanente 10% è rappresentato da imprese con almeno quattro soci. Dal punto di vista organizzativo si è voluto concentrare la disamina su alcuni elementi che possano essere riconosciuti come parametri indicativi di una certa propensione dell azienda ad essere parte di un sistema in evoluzione e quindi di attenzione verso strumenti che possano supportare l azienda nel coevolvere: certificazioni di sistema, informatizzazione, controllo interno, formazione interna, networking, rappresentano i fattori considerati. Rispetto alla precedente edizione del progetto, le imprese del nuovo gruppo non sono dotate in modo consistente di certificazioni di sistema, in parte spiegabile con una diversa composizione del gruppo rispetto alle attività svolte, attività per cui non esiste una necessità stringente tale da portare l azienda a seguire sistemi specifici di certificazione. Risulta però la certificazione ambientale come quella più applicata rispetto alle altre. I due terzi delle aziende segnalano di adottare almeno un sistema informatico. L uso di questo strumento è maggiormente diffuso nell area amministrativa ed in quella gestionale, rispettivamente in sei ed in cinque casi su dieci. Anche la vendita on-line tramite un sito web di e-commerce è una pratica che sta iniziando a prendere piede e che viene evidenziata da un terzo delle imprese. Sistemi informatici vengono utilizzati nel controllo di produzione da un quinto delle aziende, mentre strumenti di collaborative networking, ovvero metodi di connessione interaziendali, non sono ancora molto diffusi. Nonostante i valori misurati si discostino da quelli relativi alla precedente edizione, la scala di importanza dell informatizzazione nelle diverse aree aziendali è la medesima

18 Fig. 24 Aree aziendali informatizzate Altro 4% Extranet 13% Intranet 17% Controllo produzione 22% E-commerce 35% Gestionale 48% Amministrazione 61% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% Il controllo di gestione comincia a penetrare come strumento di sviluppo interno anche se in modo molto limitato (solo due aziende dichiarano di averlo adottato in modo definitivo). L investimento in formazione risulta purtroppo molto contenuto sia in termini di numero di aziende sia in termini di importi: solo due imprese hanno dichiarato di averne effettuate nel triennio Abbastanza positivi i risultati rispetto alla propensione all aggregazione: le imprese considerate si dimostrano inclini a collaborare con altre realtà per il soddisfacimento dei medesimi bisogni, per la condivisione di conoscenze, per realizzare in comune fasi produttive o funzioni aziendali, per ottenere economie di scala, per aumentare il proprio potere contrattuale e il peso sul mercato, sia come singoli che nell insieme. Di fatto, un quinto delle aziende aderisce a consorzi formali, mentre comunque quasi tutte le aziende dichiarano una forte propensione a rapporti di collaborazione. Un segnale confortante è dato dal mutamento del rapporto gerarchico fornitore-committente, laddove le imprese artigiane sono state in grado di qualificarsi nei confronti di clienti rilevanti come partner co-maker e non più come semplice fornitore. Un approccio di rete è assolutamente indispensabile ai fini dell attività innovativa. La circoscritta dimensione delle imprese artigiane in termini di fatturato e di addetti è, come sappiamo, un limite all innovazione che può agevolmente essere superato se disposti a condividere e integrare le proprie risorse con quelle di altre realtà. Una tale collaborazione permette di raggiungere tutte quelle condizioni essenziali all attività di ricerca e sviluppo (economie di scala, forza sui mercati, accesso ai capitali, ecc.). Distretti, filiere, consorzi, cooperative, alleanze più o meno formali, si profilano come adeguate strade verso l innovazione, che sempre più spesso dovrebbero essere intraprese nel comparto artigiano. Apparentemente ridotto è il livello di internazionalizzazione delle imprese: una sola di esse realizza quote considerevoli di fatturato all estero (conseguendo una quota di fatturato derivante da esportazioni pari al 70%, della quale quasi la metà deriva dall ambito europeo) ed ha effettuato investimenti commerciali al di fuori dei confini nazionali. In realtà, ad un analisi meramente quantitativa va affiancata un analisi qualitativa che tenga conto delle tipologie produttive delle aziende, alcune delle quali inserite in catene produttive che hanno come sbocco finale il mercato estero. Come emerso dalle interviste dirette, la quota delle imprese che esportano, o meglio la cui produzione è diretta verso mercati esteri, aumenta considerevolmente introducendo oltre all export diretto l export indiretto. Un ulteriore segnale di un nuovo orientamento verso l estero è dato dalle lingue: è sempre più diffusa la conoscenza delle lingue straniere, parlate da almeno un addetto in azienda, in modo da potersi rapportare direttamente con le specifiche richieste dei clienti. Un quarto delle aziende analizzate dichiara di conoscerne almeno una. Posizione di punta viene conquistata dall inglese, seguono il tedesco e lo spagnolo. In che modo si concretizzano le attività di ricerca e sviluppo all interno delle aziende artigiane? Impiego di addetti dedicati a questa funzione, esecuzione di prove e sperimentazioni in laboratorio, investimenti in ricerca e innovazione, partecipazione a progetti di ricerca promossi da enti pubblici, sono le modalità la cui applicazione è stata indagata. Ben cinque aziende hanno una struttura formalizzata che accoglie addetti alla ricerca e sviluppo, con una presenza di uno o due addetti per unità produttiva, generalmente in possesso di titoli di studio qualificanti. Proseguendo nell analisi, i risultati rivelano che quattro imprese sono dotate di un laboratorio interno adibito a prove e sperimentazioni. Quattro sono anche le aziende che dichiarano di aver effettuato investimenti in ricerca e innovazione, nel periodo , di cui una si è avvalsa di contributi pubblici locali per sostenere gli investimenti in R&S. Una volta valutate le diverse forme attraverso le quali le imprese fanno ricerca, come misurare i risultati raggiunti? Output tangibile del loro impegno può essere lo sviluppo di nuovi prodotti: un sesto delle imprese indica di aver accresciuto il numero degli articoli presenti a catalogo nei tre anni precedenti la somministrazione del questionario. Ulteriore esito può essere il deposito di marchi e brevetti. Tre aziende affermano di aver investito in brevetti e marchi nel triennio Da segnalare che una delle imprese è titolare di un brevetto nazionale, uno internazionale e ben tre europei. Anche in questa edizione, per comprendere come le aziende avviano percorsi di sviluppo, siamo partiti dalle tipologie di collaborazioni attuate per portare innovazione in azienda. Una impresa su cinque ha collaborato con organismi esterni, rivolgendosi in modo preponderante a consulenti tecnici, che vengono citati nella totalità dei casi. Oltre la metà delle aziende si rivolge anche a laboratori di prove, mentre i rapporti con Università, enti di certificazione ed enti di ricerca privati sono meno utilizzati

19 Fig. 25 Tipologie di collaborazioni attuate per innovare Fig. 27 Importo degli investimenti in nuove attrezzature/tecnologie Enti di ricerca pubblici 0% Enti di ricerca privati 14% Enti di certificazione 14% Università Laboratori di prove Consulenti tecnici 14% 57% 100% % 20% 40% 60% 80% 100% Per quanto riguarda le fonti di know-how, le aziende segnalano di avvalersi in egual misura di attività di ricerca e sviluppo interna (più o meno formalizzata) e delle informazioni acquisite dai fornitori (quattro imprese su cinque). A seguire, le aziende raccolgono spunti per lo sviluppo di nuovi progetti attraverso l osservazione dell offerta dei concorrenti presente alle fiere di settore (due terzi delle imprese) e dalle proposte e richieste dei clienti (oltre la metà delle imprese). Le Università e i Centri di ricerca privati contano come fonte di acquisizione di nuove competenze per un quinto delle aziende. Fig. 26 Fonti dalle quali trarre know-how innovativo < % 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% 45% 50% % aziende In aumento appare anche la quota riservata agli investimenti rispetto al fatturato, seppur con un lieve calo dal 2005 al Fig. 28 Incidenza media degli investimenti sul fatturato 30% 25% 25% 23% 20% 17% 15% Università/Centri di ricerca 22% 10% Clienti Fiere 56% 67% 5% 0% Fornitori 78% R&S interna 78% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% Quasi la metà delle aziende ha effettuato investimenti in nuove attrezzature e tecnologie, sfruttando generalmente i supporti forniti dalla Provincia autonoma di Trento. Le risorse economiche mediamente impiegate oscillano fra i quasi Euro del 2004 ed i Euro del 2006, passando per gli oltre Euro del Dato, quindi, in forte crescita, più che triplicato nel triennio considerato. A supporto di tale incremento, si segnala una sorta di inversione di tendenza: se nel 2004 la spesa della netta prevalenza delle aziende (il 70%) non oltrepassava i Euro, negli anni seguenti la metà di esse (il 50%) superava di gran lunga questo importo. Si veda per precisione il grafico seguente. Qualità e attenzione al cliente sono le leve sulle quali, prevalentemente, gli imprenditori agiscono per conquistare il mercato e sfidare la concorrenza. Non stupisce la risposta fornita, la quale denota appieno un comparto artigiano che con lavorazioni attente, precise e di pregio non può che offrire prodotti e servizi caratterizzati da una forte attenzione per le richieste del cliente. Il prezzo rappresenta una leva considerevole da parte delle aziende per mantenere un certo livello di competitività. Quasi la metà delle aziende lo pongono come mezzo principe: questo ovviamente non rappresenta uno strumento formidabile di crescita e sviluppo, bensì una strategia dal respiro corto. Va sottolineato che il prezzo è un elemento che non viene mai presentato da solo come unico, ma sempre calmierato rispetto al rapporto con la qualità del prodotto/servizio offerto. Altre aziende si contraddistinguono perché forniscono un surplus al cliente sottoforma di servizi aggiuntivi rispetto al prodotto base (una impresa su cinque), come l assistenza post-vendita, le garanzie, le consulenze, ecc

20 Un altra caratteristica distintiva è data dall organizzazione interna e quindi dalla capacità dell azienda di rispondere velocemente in termini produttivi alle richieste dei clienti principali. Meno citati, ma certo non da sottovalutare, sono la tecnologia, il design, il rinnovo del catalogo prodotti, quali elementi attraverso i quali differenziarsi dalla concorrenza. In un mercato sempre più attento al gusto estetico e sempre più alla ricerca di novità e innovazioni, queste leve non possono essere trascurate. Diviene importante applicare la tecnologia per ottenere prodotti all avanguardia, porre attenzione al rispetto dei canoni estetici imposti dalla società, introdurre costantemente nuovi articoli nel catalogo prodotti, rinnovati anche solo in alcune delle loro funzionalità o, come appena detto, nel loro lato esteriore. Si auspica, pertanto, che nel prossimo futuro le percentuali riferite a quest ultimi elementi possano salire. Fig. 29 Elementi di competitività segnalati dalle aziende 4. Artigianato e crisi Esplosa in America, la difficile congiuntura economica che stiamo vivendo in questo momento si è diffusa in tutta l Europa, arrivando a condizionare anche la nostra realtà produttiva, solitamente solida e svincolata dagli eventi che si verificano all esterno dei confini regionali. Nonostante la sua tradizionale chiusura ed autosufficienza, in questo frangente la crisi ha colpito anche le nostre piccole aziende che, armate della volontà dei loro imprenditori, hanno cercato di contrastarla secondo le proprie possibilità. Per capire come le aziende artigiane hanno affrontato le criticità della situazione contingente è stata condotta una rapida indagine nella primavera di quest anno coinvolgendo 90 aziende e consorzi (appartenenti al campione sia della prima sia della seconda edizione del progetto). Rinnovo catalogo prodotti Design Tecnologia Organizzazione 4% 7% 11% 19% Seppur consapevoli della crisi economica in atto, sorprende come tre imprese su cinque si ritengano soddisfatte della situazione economica nella quale stanno operando. Le rimanenti, invece, si dividono quasi equamente fra chi parla di una situazione buona e chi di insoddisfacente. Forse tale rilevazione può essere intesa nel senso di una minor portata delle difficoltà economiche in Trentino, rispetto ad altri territori, o forse è l artigianato ad averne sofferto meno di altri settori. Servizi aggiuntivi 22% Prezzo 44% Fig. 30 Situazione economica attuale Attenzione al cliente 89% Qualità 89% 0% 20% 40% 60% 80% 100% Una parte residuale delle aziende valuta la propria capacità competitiva attuale come insoddisfacente ; le restanti emettono invece un giudizio ripartito quasi in egual misura fra buono e soddisfacente

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