CI T T À DI GHE DI. Provincia di Brescia Consiglio Comunale Aperto del 12 Luglio 2012 CITTÀ DI GHEDI ADUNANZA APERTA 12 LUGLIO 2012

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1 CITTÀ DI GHEDI ADUNANZA APERTA 12 LUGLIO 2012 RIQUALIFICAZIONE AREA CAVA INFERNO, APPROFONDIMENTI TECNICO AMBIENTALI, RITOMBAMENTI DI INERTI. 1

2 Casali Federico - Presidente del Consiglio: prima di fare l'appello, visto che così ci portiamo un attimino avanti, questa è un'adunanza aperta, quindi voglio leggere a tutto il pubblico il regolamento dell'adunanza aperta, in modo che si sappia di cosa stiamo parlando. L'adunanza aperta è regolata dall'articolo 47 del regolamento del consiglio comunale. Il primo paragrafo dice che quando si verificano le particolari condizioni previste dallo statuto o rilevanti motivi di interesse della comunità lo fanno ritenere necessario il presidente, sentito il sindaco e la conferenza dei capigruppo, può convocare l'adunanza aperta del consiglio comunale nella sua sede abituale o anche nei luoghi particolari previsti dall'articolo 3 del presente regolamento. Il secondo paragrafo dice: tali adunanze hanno carattere straordinario e dalle stesse, con i consiglieri comunali possono essere invitati i parlamentari, i rappresentanti della Regione, della Provincia e di altri Comuni, delle Circoscrizioni, degli organismi di partecipazione popolare e delle associazioni sociali, politiche e sindacali interessate ai temi da discutere. Il terzo paragrafo dice: in tali particolari adunanze il presidente garantendo la piena libertà di espressione dei membri del consiglio comunale consente anche interventi dei rappresentanti come sopra invitati, che portano il loro contributo di opinioni, di conoscenze, di sostegno e illustrano al consiglio comunale gli orientamenti 2

3 degli enti e delle parti sociali rappresentate. In conferenza capigruppo naturalmente abbiamo ampliato questo paragrafo dicendo che chiunque, i cittadini comuni possono stasera intervenire. L'ultimo paragrafo, il numero quattro dice che durante le udienze aperte del consiglio comunale non possono essere adottate deliberazioni o assunzioni, impegni di spesa, anche di massima a carico del bilancio comunale. Quindi, l'adunanza aperta è un po' diversa da quello che è il consiglio comunale, è un modo diciamo per confrontare parte politica, tecnica tra l'amministrazione e i consiglieri e la cittadinanza. Detto questo, io a questo punto farei l'appello, sapendo che Anna Giulia Guarneri e il consigliere Casella sono fuori per un'intervista, cominciamo comunque l'appello. Borzi Lorenzo presente, Casali Federico il sottoscritto, Bresciani Delia presente, Belluzzi Giacomo presente, Fornasari Walter presente, Poli Mario assente è arrivato, Portesi Ettore assente, Bertocchi Ivan assente, Provenza Gottardo, Piscitelli Monica assente, Treccani Renato presente, Bonazza Giacomo presente, Guarneri Anna Giulia è fuori, Migliorati Walter presente, Falanga Bartolomeo presente, Tortelli Luciano presente, Miggiano Rocco presente, Casella Armando è fuori, Renica Luca presente, Cazzavacca Giovanni presente, Tagliente Vito assente. Quindi, dopo aver letto il regolamento ricordo che l'adunanza 3

4 aperta, il tema dell'adunanza aperta di questa sera è riqualificazione area cava Inferno, approfondimenti tecnico ambientali, ritombamento di inerti. L'inizio della discussione è questo, il termine massimo stabilito in conferenza capigruppo è per le 24:00, quindi mezzanotte. A nome naturalmente di tutto il consiglio comunale, ringrazio il pubblico per una così numerosa presenza e do il benvenuto al professor Vercesi, all'ingegner Magro per aver accettato l'invito dell'amministrazione comunale a partecipare al dibattito di questa sera in qualità di esperti nelle tematiche che andremo poi ad affrontare. La scaletta di questa sera, praticamente la prima ora dedicata all'intervento, all'introduzione degli argomenti da parte dell'assessore Perrucci, dopo di che ci sarà l'intervento del professor Vercesi. Adesso io non so se prima ci sarà il professor Vercesi e poi l'ingegner Magro. Quindi a questo punto do la parola all'assessore Perrucci. Perrucci Raffaele - Assessore: buonasera a tutti come già anticipato dal presidente del consiglio la serata per te su una discussione aperta sulla riqualifica della località definita Cava Inferno. Come ha detto prima il presidente, io farò una breve introduzione sui 10 anni di vita politica che poi hanno portato alla decisione di riqualificare la località di Cava Inferno, mentre l'intervento del 4

5 professor Vercesi verterà soprattutto sulla falda, sulla presenza dell'acqua sulla località e invece il professor Magro parlerà del piano di controllo di impatto cumulativo di controllo del sito. Come vi dicevo la questione Cava Inferno ha una vita lunghissima, quella più attuale parte dal lontano 2002 con l'amministrazione Scalvenzi, quando la proprietà presenta una richiesta formale all'amministrazione chiedendo di riqualificare con riempimento di inerti la località detta cava inferno. L'amministrazione all'epoca, Scalvenzi accoglie in maniera favorevole questa richiesta, vanno in consiglio comunale nello stesso anno, dove presentano questa proposta. Subito dopo viene dato incarico al dottor Bellini dello studio Ambiente di fare uno studio sull'impatto che questo riempimento avrebbe avuto sulla località. Si torna in consiglio comunale nel 2004 e si inizia a parlare di convenzione. Infatti le due modifiche di convenzione che si sono susseguite sono le figlie di quella del 2004 dove si stabiliscono i diritti e doveri della parte proponente ed è la parte amministrativa. Alla fine del 2004 continuano gli studi sul sito e arriviamo fino al 2005, cambia amministrazione, si riprende in mano la discussione sulla riqualifica Cava Inferno e si inizia a parlare in maniera più propositiva del progetto di guida sicura, perché quando è stato proposto il progetto di riqualifica sono partiti due progetti 5

6 paralleli, la riqualifica il ritombamento della cavità Cava Inferno e la costruzione di un centro di guida sicura. Tutto questo avveniva fin dall'inizio, fin dal 2002, però nel 2005 diciamo che ha avuto una accelerata, infatti nel 2005 ci sono vari incontri, degli allori assessori Casella, Lang, con il Sindaco, con la proprietà, la Provincia e si inizia a parlare in maniera più propositiva di questo progetto. Alla fine del 2006, anzi scusate, faccio un passo indietro, sempre nel 2005 con una delibera di giunta comunale si dà inizio all'accordo di programma. L'accordo di programma che cos'è? È uno strumento che prevede la normativa, dove praticamente detto proprio in parole molto povere, si mettono intorno a un tavolo tutti gli attori di un progetto, in questo caso la Provincia, l'arpa, il Comune i proponenti e via di seguito. Nel 2006 cioè la via di procedimenti di V.i.a. Valutazione di Impatto Ambientale, e poi semmai i tecnici spiegheranno meglio di me in che cosa consiste e che cosa comporta. Nel 2006 il dottor Bellini finisce i suoi studi e da un parere favorevole alla realizzazione sul sito del ritombamento così come presentato dai progettisti. Come le dicevo prima, il professor Bellini nel 2006 dà l'okay, fatti i suoi studi, alla realizzazione del centro di guida sicura. Quindi si va avanti, in Provincia, in Regione, vanno avanti i tavoli tecnici, le conferenze servizi, dove si approfondiscono vari temi fra cui quello più 6

7 importante è la presenza della falda acquifera, infatti sin dall'inizio del 2002 sul sito vengono messi dei peziometri, cioè degli strumenti per calcolare la presenza e la massima risalita della falda. Siamo partiti da due postazioni nel 2002 sino a 10 negli ultimi tempi. Nel 2008, all'epoca, dopo il parere favorevole del dottor Bellini iniziano un po' i dubbi da parte dell'amministrazione sulla realizzazione soprattutto delle ritombamento, infatti nel 2008 l'ex assessore Lang, manda al dottor Bellini una lettera protocollata dove chiedere delucidazioni e chiede se è davvero sicuro che il suo parere espresso in maniera favorevole sia davvero così convinto, gli esprime una serie di dubbi, fa riferimento ad alti studi che nel frattempo erano partiti paralleli, tipo non so quello della G.e.a. Engeneering del professor Villa e quindi fa riferimento a questi e chiede se effettivamente questa sua convinzione è tale. Arriviamo al Il 2009 è un anno molto importante, prima di tutto si va in consiglio comunale nel marzo del 2009, si va in consiglio comunale, si va soprattutto a rinnovare la convenzione perché la scadenza, si apportano alcune modifiche, alcune sostanziali tipo si decide quali codici Cer devono andare in discarica, si aumentano gli introiti da parte del comune e si fissano dei parametri per quello che riguarda il centro di guida sicura, cioè degli impegni veri e propri, cioè le fideiussioni in 7

8 caso di non realizzazione del centro di guida sicura, tutta una serie di regole. A fine aprile, questo anche per fare riferimento a quello che dicevo prima su alcuni dubbi amministrativi che erano nati negli ultimi tempi, l'allora Sindaco dottoressa Guarneri manda una lettera protocollata in Provincia a tutti quelli che facevano parte del procedimento, dove diceva che l'unico referente politico della discarica sarebbe stata lei, non si accettavano intromissioni. Altra data importante, 19 maggio L'allora Sindaco era pronta a partire e andare in Provincia a firmare l'accordo di programma, questo avrebbe voluto dire che il 20 maggio di 2009 sarebbe potuta partire la discarica. Cronache del tempo dicono che all'ultimo momento, mentre erano già in macchina arriva una telefonata: non si fa più niente, salta tutto. 2010, arriviamo noi, nel frattempo, fine 2009 la Provincia esprime parere favorevole, nello stesso tempo anche la Regione aveva espresso parere favorevole, cioè quindi i due enti superiori all'ente comunale avevano espresso parere favorevole, valutati tutti gli atti dei vari procedimenti. Nel 2010, ovviamente a fine 2009 cambia l'amministrazione, arriviamo noi, ereditiamo una situazione dal punto di vista tecnico non molto chiara, come dicevo prima quasi in contemporanea sono partiti vari studi, sono stati incaricati in vari professionisti che hanno espresso dei pareri. Questi pareri, quasi tutti in forma più o meno uguale davano un 8

9 assenso tecnico in maniera favorevole all'approntamento del setto di discarica, più o meno come il progetto attuale. Comunque d'accordo con il Sindaco e la Giunta e tutta la nostra amministrazione, decidiamo per dipanare un po' di dubbi di affidare a un nostro consulente da noi incaricato uno studio di fattibilità di questo progetto, tant'è che affidiamo professor Colli Vignarelli, docente universitario dell'università di Pavia, richiediamo un parere tecnico sulla fattibilità del progetto, chiamiamola discarica, perché ormai è più facile chiamarla così. Arriva il parere favorevole, fatto salvo alcune indicazioni tecniche. Queste indicazioni vengono recepite dai progettisti e anche dalla proprietà e tutto questo va a influire sul volume totale dei rifiuti inerti che verranno depositati, infatti si passa da m³ di cui si parlava nel 2009 a m³ perché sono state richieste una serie di modifiche, innalzamento del fondo, la deviazione del Vaso Fontana, tutti questi lavori vanno a diminuire il volume possibile di riempimento. Sempre con la nostra amministrazione, dicembre scorso veniamo in consiglio comunale e chiediamo dopo una richiesta formale da parte della proprietà, chiediamo una revisione della convenzione, revisione in termini prettamente economici, perché i costi di approntamento erano aumentati alla luce di questi studi in più che si erano fatti, la legge di mercato era cambiata, erano 9

10 cambiate le condizioni economiche anche per la crisi generale che tutti conosciamo. Veniamo al consiglio comunale e tra le critiche abbassiamo gli introiti del comune. Alla fine dello scorso anno, comunque, anche se siamo stati accusati che a noi del centro di guida sicura non interessasse nulla, questa amministrazione ha approvato il progetto della guida sicura, mentre prima si era fatto solo parlare, progetti non ne sono mai stati presentati, sempre per il fatto che a questa amministrazione, il centro di guida sicura non interessi, il sottoscritto, una volta approvato il progetto è andato a presentarlo al'assessore provinciale Ghirardelli a Brescia e quindi, vi rendete conto che non è vero che questa amministrazione non abbia interesse al centro di guida sicura. Sicuramente forse abbiamo avuto l'onestà, tra virgolette permettetemelo, di scindere le due cose, il centro di guida sicura dalla discarica, ritombamento, riqualificazione, chiamiamola come più ci piace. Dicevo, abbiamo tenuto separate le due cose perché secondo me hanno due velocità diverse. Il centro di guida sicura ha delle perplessità tecniche, il centro di guida sicura anche per il semplice fatto che nelle adiacenze dell'aeroporto militare, deve sottostare a dei vincoli, tant'è che l'aeronautica militare non ha dato ancora il benestare sul progetto di guida sicura, mentre la riqualificazione sì. Altro punto un po' così oscuro, che è nella prima convenzione, 10

11 si parlava di una zona commerciale alberghiera, però poi, analizzando bene nel dettaglio ci siamo resi conto che questa zona alberghiera è sulla linea di decollo di tornado. Quindi voi immaginate, l'ospite di quel tale albergo che ha sulle teste un tornado che decolla. Io mi fermerei qui, perché voglio lasciare più spazio possibile ai tecnici presenti i quali ringrazio. Lascerò prima la parola al professor Vercesi, il professor Vercesi è laureato in geologia, per parlare del suo curriculum dovremo sprecar l'intera serata, comunque è uno dei massimi esperti geologi che abbiamo in Italia. Ha collaborato con gli enti più svariati dalla Snam, Trenitalia, Enel, Comuni, Province, è specializzato proprio nella morfologia della Pianura Padana, quindi chi meglio di lui ci potrà eventualmente togliere alcuni dubbi. Altrettanto merito va dato al professor e ingegnere Magro, laureato in ingegneria nucleare, specializzato in progetti di V.i.a. e V.a.s. Anche lui ha collaborato collabora con la provincia di Brescia in svariate occasioni, entrambi si sono occupati già di progetti di discariche simili al nostro. Quindi, questo punto io lascerei la parola al professor Vercesi. Casali Federico - Presidente del Consiglio: do' la parola al professor Vercesi, prego. 11

12 Professor Vercesi Pier Luigi: buonasera a tutti i presenti. ringrazio l'assessore delle lusinghiere parola, forse fin troppo, che mi ha detto comunque veniamo al sodo. Io vi leggo due righe di quello che un articolo della legge 36 del 2003 relativo alla realizzazione di discariche. Questa sera si parla di una discarica di rifiuti inerti. Cosa sono i rifiuti inerti? Non perché lo dico io, ma lo dice la legge, è per quello che lo leggo. Rifiuti inerti: rifiuti solidi che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica significativa, i rifiuti inerti non si dissolvono, non bruciano, non sono soggetti di ad altre alterazioni fisiche o chimiche, non sono biodegradabili, in caso di contatto con altre materie non comportano effetti nocivi tali da provocare inquinamento ambientale o danno alla salute umana. La tendenza a dar luogo a percolati e la percentuale inquinante globale dei rifiuti, nonché l'ecotossicità dei percolati devono essere trascurabili e in particolare non danneggiare la qualità delle acque superficiali e sotterranee. Quindi, come penso si capisca abbastanza bene, il problema non è, per quel che mi concerne, discarica sì e discarica no, a me che facciate la discarica o che non la facciate, sinceramente interessa ben poco, quello che interessa a me è che nel momento in cui viene realizzata una discarica di rifiuti inerti, i 12

13 materiali che vengono portati siano effettivamente quelli. Quindi il punto fondamentale è il controllo delle tipologie di materiali in entrata nell'impianto. Punto primo, punto secondo, al professor Colli Viignarelli è stato affidato, appunto come diceva l'assessore l'incarico di valutare il progetto, progetto che era stato fornito nella documentazione che vedete, quindi una serie di elaborati specifici, con anche tutta una serie di informazioni e di dati pregressi su tutte le varie progettazioni che nel tempo si erano seguite. L'assessore ha fatto un excursus di 10 anni, ma Cava Inferno o potenziale discarica Inferno ha una storia più che decennale alle spalle, saranno almeno 30, 35 anni che si va' a parlare di questa cava, me ne ero occupato. Trent'anni fa, più o meno, in modo così di sfuggita, mi avevano chiesto un parere, erano state avanzate alcune idee e poi era rimasto tutto quanto fermo. Dall'analisi della documentazione il sottoscritto e ovviamente il professor Colli Vignarelli hanno portato una serie di contributi, di valutazioni che sono state discusse con i tecnici dell'arpa e dell'amministrazione provinciale anche a più riprese. Vale a dire, in tutti i progetti c'è sempre qualche piccolo refuso, qualche errore di quota, qualche cosa diciamo così molto banale, poi ce ne sono magari altri che sono un pochettino più pregnanti. Sentivo prima che si parlava di tutto l'impianto della guida sicura, 13

14 benissimo, nel progetto iniziale, almeno quello che hanno presentato a noi erano presenti una serie di controlli delle acque che portavano le acque dalla zona di guida sicura verso la discarica. Benissimo, il nostro suggerimento è stato quello di separare completamente, in modo da non avere interferenze tra le due situazioni e via discorrendo. Ultimamente il signor sindaco mi ha richiesto di fornire alcun con alcune valutazioni sulla situazione idrogeologica dell'area, perché diceva, negli ultimi tempi si sono avuti degli innalzamenti della falda. Di questi innalzamenti della falda, almeno il sottoscritto ne è perfettamente al corrente, perché ho partecipato a diverse riunioni anche nel comune di Brescia, dove in località (incomprensibile) si sono trovati l'acqua in cantina, nei seminterrati. Questo perché, chi ha costruito non ha letto quello che il sottoscritto aveva messo nel piano regolatore, vale a dire, ho detto: si sconsiglia l'uso, la realizzazione di scantinati a meno di non rendere determinate precauzioni, vale a dire, faccio una casa, una zona in cui con la falda vicino al piano campagna, io faccio una piscina e poi ci metto dentro la casa, in modo che la casa rimanga asciutta. Non è stato fatto così, la stessa cosa è successa Ghedi, nella zona Fontanili, dove l'innalzamento della falda ha portato l'acqua in casa ad alcune persone e lì sono partite delle cause civili. Perché? Perché non si è tenuto conto di questo 14

15 fatto. Nella cava inferno esiste invece una situazione, non dico diversa da quella dei Fontanili perché la falda, anche nella cava Inferno oscilla, solo che l'oscillazione della cava Inferno essendo più a monte ed essendo la zona interessata da materiali ghiaiosi, non ha una differenza così forte come quella di zona di bassa pianura, dell'area di Ghedi, perché andando da nord a sud, i materiali diventano più fini, per cui l'acqua non riesce a correre, diciamo così a trasmettersi tra una particella e l'altra con le stesse velocità, per cui la quantità di acqua che attraversa una sezione è la stessa, però non riuscendo a passare sale, siccome quando si va in macchina che c'è qualcuno che va piano allora si forma l'ingorgo, perché tutti quanti arrivano e non riescono a trovare lo sbocco. La Cava Inferno è stata studiata dal punto di vista idrogeologico sulla base delle varie progettazioni ultime per più di 10 anni, quindi esiste diciamo così un continuum, tutta una serie di dati mensili, per più di 10 anni, sulla base dell'ultima richiesta io ho riguardato questi dati e si vede in modo estremamente trasparente e banale che le massime escursioni non sono quelle né dell'anno scorso, né di due anni fa, ma ci sono state prima. Il punto allora dove sta? La base di appoggio dei rifiuti è idonea, è posta a una profondità tale da garantire la distanza richiesta per legge? Andiamo a vedere cosa dice la legge. La legge 15

16 dice: barriera geologica, a barriera geologica è determinata da condizioni geologiche e idrogeologiche al di sotto e in prossimità di una discarica tali da assicurare una capacità di attenuazione sufficiente per evitare i rischi per il suolo e le acque superficiali e sotterranee. Il substrato della base e dei lati della discarica, consiste in una formazione geologica naturale che risponde ai requisiti minimi di permeabilità e spessori almeno equivalenti a quelli risultanti dai seguenti criteri: conducibilità idraulica, 1 per 10 alla meno 7, spessore maggiore di 1 metro. Nella situazione della Cava Inferno il valore di permeabilità è decisamente inferiore e lo spessore previsto dai progettisti è di 2,5 metri, quindi esiste il metro e mezzo richiesto dalla normativa, perché poi proseguendo si dice: se fai dei riporti e la situazione naturale non è quella, cosa che viene fatta nella cava Inferno, la quota di massima escursione della falda deve avere un franco di almeno 1,5 metri. Allora, in tutte le condizioni, ovviamente verificate sulla carta, sul progetto della carta, risulta pari a 2.5 quindi si è applicato il cosiddetto coefficiente di ignoranza. Si dice, la falda arriva a 1.5 metri, ci siamo? Sì, però non si sa mai, può continuare a piovere, può avvenire il diluvio universale, allora in questo caso stiamo dalla parte dei bottoni. Riempiamo il fondo della cava con un ulteriore metro di spessore e questo è diciamo 16

17 così al livello di carta, livello di progetto, per cui l'analisi del progetto non può che concludere, almeno su questo aspetto, sì è conforme a quello che dice la normativa. Altre parole, non possono essere dette, ad esempio, abbiamo fatto che solo a spostare un canale perché era troppo vicino, perché nel corso dei sopralluoghi si vedeva che quel canale portava delle acque all'interno della cava, o lo si impermeabilizza o lo si sposta e infatti sono stati richiesti dei pareri anche al consorzio irriguo se non sbaglio. Per cui, tutti gli aspetti diciamo così e normativi e tecnico progettuali sono stati analizzati, suggerendo anche delle modifiche, che come ho già detto prima, sono state discusse con i tecnici, i funzionari della Provincia, dell'arpa e ovviamente alla fine, diciamo così il progetto presentato, a nostro parere risponde e torno a ripetere, al di là di fare o non fare la discarica, ai requisiti di legge. Per cui, la discussione, dal punto di vista formale e tecnico, a mio parere è molto limitato, per quello che concerne l'impianto in sé e per sé. Se poi ci sono altre condizioni all'esterno questo qui è un altro discorso. Se poi portano altri materiali rispetto a quelli previsti, se poi succede quel che succede, lì sono altre discussioni. Torno a ripetere i punti fondamentali sono: la qualità del materiale che viene portato che deve avere queste caratteristiche e il momento gestionale. Se porto 17

18 dei materiali ad esempio che fanno polvere, le devo bagnare, li devo coprire, non posso far riempire di polvere tutto il mondo, in modo molto banale. Non posso portare sostanze putrescibili, quindi non ci deve assolutamente essere odore. Punto, discussioni non ce ne sono. Finisce lì. I codici che sono definiti, che vengono autorizzati hanno queste caratteristiche, o quanto meno devono avere queste caratteristiche, se poi porto dell'altra roba allora il discorso cambia. Io mi fermerei qui, se ci sono che so domande puntuali o che, ben disponibile. Perché scusate, il Presidente del Consiglio ha detto fino alle 24:00, io domani mattina dovrei alzarmi alle sei, per cui ci vogliono due a tornare a casa, posso stare in giro insomma. Casali Federico - Presidente del Consiglio: grazie professor Vercesi. La parola all'ingegner Magro. Ingegner Magro Giuseppe: buonasera a tutti. Io sono stato molto dirigente coinvolto direttamente dall'amministrazione su questo progetto e su un aspetto che è comunque molto delicato e che fa capo proprio, non tanto quindi alla progettazione della discarica quanto proprio alla sua gestione. Io ho avuto già il piacere di venire a Ghedi proprio in questa sala, non mi ricordo se fosse due mesi fa 18

19 per un incontro pubblico proprio, presentando un sistema innovativo, oltretutto di monitoraggio di carattere sociale eco e ambientale che era il progetto Q-Cumber, quindi poi molti cittadini devo dire avevano al termine della serata, così, mi avevano fatto una serie di domande proprio sul tema di questa discarica. Quindi poi, diciamo così sono stato poi coinvolto. Il professor Vercesi l'aveva vista trent'anni fa, io no, l'avevo solo vista in Provincia perché faccio anche il consulente per conto della Provincia e dell'arpa, per cui mi capita spesso anche di vedere delle pratiche, pur non approfondendole diciamo nel dettaglio, però comunque di osservarle, avevo comunque anche in parte seguito l'iter finale di questa autorizzazione, diciamo, l'avevo vista, non avevo avuto un ruolo poi particolarmente attivo. Perché sono stato chiamato? Penso proprio che sia per la ragione per cui da qualche anno stiamo investendo molte energie tecniche, scientifiche ed economiche proprio per dare alla parola monitoraggio una dignità che nonostante le aspettative elevatissime 252, gli artt. 18 e 28 del Testo Unico Ambientale, se qualcuno di voi dovesse averli letti, ecco comunque, sono estremamente ambiziosi in materia di monitoraggio, se è vero questo, dall'altro è altrettanto vero che la cultura del monitoraggio, del controllo, negli enti ha fatto per anni molta fatica a concretizzarsi rispetto a logiche diciamo oggettive, sistemiche, con 19

20 delle metodologie ben precise. Ecco diciamo che era sempre rimasta abbastanza in mano alla sensibilità del funzionario. Vercesi leggeva la legge di riferimento per le discariche dove vengono date specifiche, molto precise, quando si parla di un metro e mezzo è un metro di mezza, quando si parla di una conducibilità è una conducibilità, si parla di valori 10 alla meno 7, quindi voglio dire, cose molto precise. Purtroppo, nel campo del monitoraggio che è una delle cose più delicate in assoluto, la normativa si limita a dare dei grandi criteri generali e non entra mai nello specifico, bisogna ricorrere alle linee guida e tutta una serie di indicazioni di carattere tecnico, il più delle volte neanche di matrice italiana. Ha fatto qualcosa l'apat, ha fatto qualcosa l'ispra ma non c'è ancora consolidata una cultura nelle istituzioni di questo tipo. Scusate la premessa fondamentale per capire il fatto che noi per esempio ultimamente ci chiamano spesso proprio perché un po' con l'associazione mondiale di impatto ambientale, un po' con gli enti abbiamo proprio sviluppato un sistema innovativo che la Provincia di Brescia oltretutto, recentemente ha adottato all'interno di tutti i progetti, soprattutto cave e discariche, ma partiranno anche le autorizzazioni ambientali integrate. Ecco, la ragione per cui l'amministrazione mi ha così coinvolto è quello di dare proprio uno sguardo operativo al tema del monitoraggio e quindi svolgere una 20

21 azione di assistenza. Io l'ho fatto, ho accettato questa sfida anche in ragione della sensibilità, devo dire ambientale che ho trovato Io riconosco dei volti che erano presenti anche quella sera, per cui vuol dire che qualcuno era anche presente, ho trovato una grande sensibilità di questa comunità ai temi ambientali, quindi ho accettato anche per quella ragione. Quindi noi daremo assistenza all'amministrazione ma anche alla popolazione, adesso capirete in che senso e perché. Entreremo nei lavori in due fasi, una sarà quella di andare a prendere l'attuale piano di monitoraggio che nel caso specifico di Cava Inferno siamo stati abbastanza fortunati perché poi comunque l'iter è abbastanza recente, per cui già intercettava tutta una serie di sane e positive a mio avviso novità che la aveva recentemente adottato, proprio rispetto alla metodologia che vi dicevo prima. Per cui diciamo è un piano che è già pre-impostato con quello spirito, è chiaro che non è sufficiente quindi dovremo lavorare per implementarlo, renderlo anche più efficace, più mirato e conforme anche alle esigenze specifiche emerse. Quindi ci sarà un'azione di supporto all'amministrazione per la progettazione di questo sistema che è un vero sistema, non è solo il monitoraggio inteso come acquisizione delle misure, vi accorgerete ma è un sistema molto più articolato in cui l'acquisizione della misura è solamente il primo passaggio, anzi 21

22 in realtà dovrebbe essere il secondo perché prima di tutto bisognerebbe capire dove andare a misurare. Ieri sera avevo un'altra serata pubblica, facevo l'esempio se dovete provarvi la febbre e vi mettete il termometro sul naso, probabilmente non figurerà mai che avrete la febbre. Ecco, il problema di dove posizionare le sonde è sostanziale, necessariamente lo è anche a livello ambientale. Io vi dico questo perché molti enti in passato davano come piano di monitoraggio il posizionamento adesso sui piezometri devo dire che c'è una cultura maggiore perché almeno il monte valle viene rispettato, ma sull'area, spesso gli enti dicevano, mettiamo le centraline a 120 l'una dall'altra, così non scontentiamo nessuno. C'era questa forma di Democrazia, strana, però nel campo ambientale e scientifico, sapete che la scienza non è democratica, seppur lecita, per cui, se nel caso specifico il vento avesse così malauguratamente tirato proprio nella direzione tra i due e il centro urbano fosse stato in quella direzione, cioè non c'era centralina in grado di intercettare questo impatto diretto. Quindi c'era questa cultura negli enti. La fase due di questo piano sarà proprio questa grande analisi di prima di acquisizione dei dati, poi di correlazione tra i parametri, perché noi, l'idea del monitoraggio, non è quella, è qui la grande novità, di andare a vedere se dei limiti di legge relativamente al percolato o alla 22

23 concentrazione di pm2 e 5 sono rispettati, perché questo è sicuramente un obiettivo importante, prioritario se vogliamo, diciamo che è necessario ma non è sufficiente perché il piano di monitoraggio del futuro deve essere uno strumento con cui tu capisci come guidare gli impianti, come orientare le scelte perché è l'obiettivo e non lo dice Magro, lo dice la Comunità Europea è quello di migliorare costantemente le performance ambientali, c'è una direttiva che è la IPPC molto famosa che è la famosa direttiva Aia che esplicita questo principio in maniera assoluta. Gli stessi limiti delle nuove leggi non vengono più dati come "stai sotto 3 o sopra 5" ci sono ancora, però la logica è quella di introdurre il concetto nuovo di obiettivo di qualità, quindi orientare ai minori impatti, ecco perché questa grande analisi di correlazione adesso non ve la spiego stasera, è impensabile, però servirà proprio per capire dove sono gli impatti, di che entità sono, ma soprattutto da che cosa possono dipendere in modo tale da conoscere dove possiamo intervenire per ridurli. Quindi un'ambizione molto forte. Una slide veloce solo per dirvi quanto la legge è attenta a queste cose, almeno a livello ripeto di dichiarazioni e parla di parole forti, individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti, nel 90%, nel 95% degli impianti non c'è nulla che controlli in continuo, quindi figuratevi il "tempestivamente" come si può misurare. 23

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