COMUNE DI RODENGO SAIANO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "COMUNE DI RODENGO SAIANO"

Transcript

1 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE Dott. Geol. LAURA ZILIANI Dott. Geol. DAVIDE GASPARETTI Dott. Geol. GIANANTONIO QUASSOLI Dott. Geol. SAMUELE CORRADINI BRESCIA Via T. Olivelli, 5 Tel Fax Indagini geologiche e geotecniche Ricerche idrogeologiche Pianificazione ecologica territoriale Problemi di geologia ambientale Indagini sulla vegetazione Provincia di Brescia Regione Lombardia COMUNE DI RODENGO SAIANO COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (L.R. 12/2005) Modificata a seguito del recepimento del parere di compatibilità con il PTCP RELAZIONE

2 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE Dott. Geol. LAURA ZILIANI Dott. Geol. DAVIDE GASPARETTI Dott. Geol. GIANANTONIO QUASSOLI Dott. Geol. SAMUELE CORRADINI BRESCIA Via T. Olivelli, 5 Tel Fax COMPONENTE GEOLOGICA,IDROGEOLOGICA E SISMICA PER IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO D.G.R. n. 8/1566 del 22/12/2005 D.G.R. n.8/7374 del 28/05/2008 RELAZIONE INDICE 1. PREMESSA RICERCA STORICA E BIBLIOGRAFICA INQUADRAMENTO GEOGRAFICO CARATTERISTICHE GEOLOGICHE (TAV. 1) Inquadramento geologico-strutturale Descrizione delle unità litologiche CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE (TAV. 2) Unità geomorfologiche Descrizione della carta geomorfologica PERICOLOSITÁ SISMICA Introduzione STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

3 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T Zona sismica di appartenenza Carta della pericolosità sismica locale Applicazione del 2 livello Conclusioni dell analisi sismica di 2 livello IDROGEOLOGIA Caratteristiche idrogeologiche del territorio RETICOLO IDRICO RACCORDO CON GLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE SOVRAORDINATA Piano Stralcio per l Assetto Idrogeologico del Bacino del Fiume Po (PAI) Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Brescia CARTA DEI VINCOLI ESISTENTI CARTA DI SINTESI DESCRIZIONE DELLE CLASSI DI FATTIBILITÀ E NORME GEOLOGICHE DI ATTUAZIONE CONCLUSIONI STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

4 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. 1. PREMESSA Nella presente relazione viene definito l assetto geologico, idrogeologico e sismico del territorio di Rodengo Saiano, in attuazione dell art.57 della L.R. 11 marzo 2005 n.12. Lo studio è stato condotto secondo i criteri e gli indirizzi contenuti nella D.G.R. 22 dicembre 2005, n.8/1566, aggiornati con D.G.R. 28 maggio 2008 n.8/7374. Il Comune di Rodengo Saiano, compreso negli elenchi allegati alla D.G.R. 11 dicembre 2001 n.7/7365, ha concluso l iter di cui all art. 18 delle N.d.A. del PAI, come evidenziato dalla Tabella 2 dell Allegato 13 della D.G.R. 28 maggio 2008 n.8/7374. Lo studio delle caratteristiche geologiche del territorio ha sostanzialmente due obiettivi. Il primo è la prevenzione del rischio idrogeologico attraverso una pianificazione territoriale compatibile con l assetto geologico, geomorfologico, idrogeologico e con le condizioni di sismicità del territorio. A tale scopo vengono definite le aree che possono essere interessate da situazioni di pericolo (frane, dissesti, allagamenti, amplificazioni dei danni di un terremoto, ecc.). Il secondo obiettivo è l individuazione delle risorse presenti che si ritiene debbano essere tutelate, come la falda acquifera, le sorgenti, gli elementi morfologico-paesistici che caratterizzano il paesaggio, ecc. L indagine geologica sul terreno è stata preceduta da una ricerca bibliografica, finalizzata al reperimento di informazioni e documenti utili a migliorare la conoscenza del territorio in esame. In particolare si è tenuto conto dei dati e delle elaborazioni contenute nello Studio geologico del territorio comunale (Ziliani L., 1992), aggiornato nel 2003 (Studio geologico del territorio comunale ai sensi della L.R. 24 Novembre 1997 n.41, Ziliani L., Quassoli G.). Tali dati sono stati opportunamente integrati con gli approfondimenti richiesti dalle direttive allegate alla D.G.R. 22/12/2005 n.8/1566 e alla D.G.R. 28 maggio 2008 n.8/7374. I dati di tipo geologico e geomorfologico raccolti, integrati dall'interpretazione delle fotografie aeree, hanno portato alla redazione della CARTA GEOLOGICA (TAV. 1) e della CARTA GEOMORFOLOGICA (TAV. 2) prodotte in scala 1: Questi elaborati illustrano i terreni presenti nel territorio comunale, nonché le forme ed i processi geomorfologici più significativi ai fini della valutazione della pericolosità indotta da fenomeni di tipo geologico. Evidenziano inoltre gli elementi morfologici che strutturano il paesaggio. Lo studio delle caratteristiche idrogeologiche del territorio nell ambito del P.G.T. è finalizzato soprattutto alla tutela delle risorse idriche sotterranee ed in particolare di quelle captate dall acquedotto comunale. E' stata raccolta la documentazione relativa ai pozzi per acqua sia privati che pubblici, presenti nel territorio comunale. Le stratigrafie dei pozzi hanno 3 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

5 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. permesso di tracciare due sezioni idrogeologiche al fine di illustrare la struttura sepolta del territorio. Applicando il metodo DRASTIC è stata effettuata una valutazione del grado di vulnerabilità delle acque sotterranee. I dati di tipo idrogeologico sono riportati sulla CARTA IDROGEOLOGICA E DEL SISTEMA IDROGRAFICO (TAV. 3), realizzata in scala 1: Su questo elaborato è stato riportato il reticolo idrico principale e minore, così come contenuto nello studio: Individuazione del Reticolo idrografico minore ai sensi della D.G.R. n 7/7868 del 25/1/2002 (Ziliani L, Quassoli G., 2003). Per valutare se all interno del territorio comunale sono presenti situazioni litologiche e geomorfologiche in grado di produrre effetti di amplificazione sismica locale è stata applicata la metodologia contenuta nell Allegato 5 della D.G.R. 28 maggio 2008 n.8/7374. È stata quindi predisposta la CARTA DELLA PERICOLOSITÀ SISMICA LOCALE (TAV. 4) ed è stata effettuata un indagine geofisica sismica superficiale a rifrazione in diverse aree campione per la valutazione dei parametri V p e V s e per la ricostruzione del modello geofisico del sottosuolo. Sono state quindi previste la CARTA DEI VINCOLI (TAV. 5) che individua le limitazioni d uso del territorio derivanti da normative in vigore di contenuto prettamente geologico e la CARTA DI SINTESI (TAV. 6) che propone una zonazione del territorio in funzione dello stato di pericolosità geologico, geotecnico, idrogeologico e sismico. La sovrapposizione critica di queste due cartografie ha portato alla redazione della CARTA DELLA FATTIBILITÀ GEOLOGICA PER LE AZIONI DI PIANO (TAV. 7) che fornisce indicazioni in merito alle limitazioni d uso del territorio, alle prescrizioni per gli interventi urbanistici, agli studi e indagini da effettuare per gli approfondimenti richiesti. A seguito del parere di compatibilità del P.G.T. di Rodengo Saiano con il PTCP, espresso dalla Provincia di Brescia, sono stati recepiti i consigli contenuti nel parere inerenti gli aspetti geologici. Si allegano: TAV. 1: CARTA DI GEOLOGICA scala 1:5.000; TAV. 2: CARTA GEOMORFOLOGICA scala 1:5.000; TAV. 3: CARTA IDROGEOLOGICA E DELLA VULNERABILITÀ scala 1:5.000; TAV. 4: CARTA DELLA PERICOLOSITÀ SISMICA LOCALE scala 1:5.000; 4 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

6 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. TAV. 5: CARTA DEI VINCOLI scala 1:5.000; TAV. 6: CARTA DI SINTESI scala 1:5.000; TAV. 7: CARTA DELLA FATTIBILITÀ GEOLOGICA PER LE AZIONI DI PIANO scala 1: STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

7 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. 2. RICERCA STORICA E BIBLIOGRAFICA Per il presente lavoro è stata svolta una ricerca storica e bibliografica finalizzata ad acquisire una conoscenza il più approfondita possibile del territorio in esame, andando ad esaminare l evoluzione del territorio ed i fenomeni di dissesto avvenuti in passato. In particolare sono stati consultati: gli studi disponibili in bibliografia, il Sistema Informativo Territoriale regionale, gli studi di tipo geologico presenti presso l Ufficio Tecnico Comunale, le cartografie disponibili al momento della stesura della presente relazione, le pubblicazioni effettuate dai vari Enti Territoriali (v. bibliografia di seguito riportata). BIBLIOGRAFIA - ALLER L., BENNET T., LEHR J.H., PETTY R.J. (1985) - DRSTIC: A Standardized System for Evaluating Graund Water Pollution Potential Using Hydrogeological Settings. EPA/600/2-85/018, National Water Well Association Worthington; - AMBROSETTI P., BOSI C., CARRARO F., CIARANFI N., PANIZZA M., PAPANI G., VEZZANI L. & ZANFERRARI A. (1987) - Neotectonic Map of Italy. Prog. Fin. Geodin. Sottopr. Neotettonica. Carte scala 1: A.S.M., Atti del Convegno Ricerca e Protezione delle risorse idriche sotterranee delle aree montuose. Quaderni di Sintesi ASM di Brescia, 42 e 43, BACCHI B., MAIONE U., MANFREDINI A. (1996) - Sistemazione idraulica dei torrenti Gandovere, Vaila, Canale, Ugolo, Solda e della Roggia Mandolossa ai fini di moderazione delle esondazioni nelle loro aste vallive. Studi preliminari e di fattibilità. Amministrazione Provinciale di Brescia. - BARONI C. & VERCESI P.L. (1989) - Neotettonica del territorio bresciano: stato delle conoscenze. In: "Il rischio sismico nel bresciano. Elementi per una valutazione", Fondazione Bresciana per la Ricerca Scientifica. Ed. Ramperto, Brescia. - BERRUTI G., (1998) - Levandosi i fiumi sopra le rive (per una mappa storica del rischio idrogeologico nel Bresciano) Grafo edizioni Brescia. - BONI A., CASSINIS G., VENZO S. (1970) - Note illustrative della Carta Geologica d Italia alla scala , F 47 - Brescia. Serv. Geol. d Italia. - BONI A. & CASSINIS G. (1973) - Carta geologica delle Prealpi Bresciane a sud dell'adamello (note illustrative della legenda stratigrafica). Atti Ist. Geol. Univ. Pavia. - BONI A. & PELOSO G. F. (1982) - Dati sulla neotettonica dei fogli 34 "Breno", 47 "Brescia", di parte dei fogli 35 "Riva" e 48 "Peschiera del Garda". In: C.N.R. - 6 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

8 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. "Contributi conclusivi per la realizzazione della Carta neotettonica d'italia", pubbl.506 P.F. Geodinamica. - BONOMI T., VERRO R. (1998) - Caratterizzazione idrogeologica della Pianura Bresciana mediante l'uso di banche dati e Sistemi Informativi Territoriali.. Acque Sotterranee n. 60, Anno XV, Dicembre CASSINIS G., PEROTTI C.R., VERCESI P.L. (1990) - Prealpi bresciane a sud dell'adamello: breve sintesi delle conoscenze geologiche ed ulteriori temi di ricerca. In :"Attualità dell'opera di Arturo Cozzaglio nel 40 della scomparsa". Atti del Convegno Nazionale, Ateneo di Brescia. - CORINALDESI E., LANCIANO M., ZILIANI L. (2003) - Studio generale sistemazione Torrente Gandovere, Amministrazione Comunale di Rodengo Saiano. - DENTI E., LAUZI S., SALA P., SCESI L. (1988) - Studio idrogeologico della pianura Bresciana tra i fiumi Oglio e Chiese. Studi idrogeologici sulla Pianura Padana, Milano. - E.R.S.A.L., (1999) - I suoli della Franciacorta ERSAL Edizioni Milano. - FORTI P., MARCHESI G., SCRINZI F (1990) - Carta delle grotte e delle sorgenti delle Prealpi Bresciane, scala 1:50.000, Società Speleologica Bresciana e Azienda Servizi Municipalizzati di Brescia. - MINELLI R. (1997) - I suoli della Franciacorta in: La zonazione della Franciacorta, Provincia di Brescia (Assessorato Agricoltura). - PROSPERO L., PROSPERO G., STRUZZI F. (2001) - La forza dell acqua. I mulini del Gandovere e della Seriola Molinaria. Promozione Franciacorta, Gruppo Editoriale Delfo - REGIONE LOMBARDIA (2001) - Carta geologica derivata dalla banca dati alla scala 1: Progetto CARG - Sezione N. D5a4 Passirano (2001). - SERVIZIO GEOLOGICO NAZIONALE (1990) - Carta Geologica della Regione Lombardia in scala 1: Milano. - ZILIANI L. (1992) - Studio geologico del territorio comunale. Committ.: Amministrazione Comunale. - ZILIANI L. (1993) - Studio idrogeologico per la definizione delle fasce di rispetto del pozzo Padergnana. Committ.: Amministrazione Comunale. - ZILIANI L. (1994) - Carta della vulnerabilità delle acque sotterranee della pianura bresciana scala 1:25.000, Studi preliminari del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Brescia. 7 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

9 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. - ZILIANI L. (1996) - Progetto di una rete di monitoraggio idrogeologico e geochimico degli acquiferi di pianura, di valle e di anfiteatro morenico della provincia di Brescia. Amministrazione Provinciale, Assessorato all'ecologia. - ZILIANI L., QUASSOLI G. (2003) - Studio geologico del territorio comunale ai sensi della L.R. 24 Novembre 1997 n.41. Committ.: Amministrazione Comunale. - ZILIANI L., QUASSOLI G. (2003) - Individuazione del Reticolo idrografico minore ai sensi della D.G.R. n 7/7868 del 25/1/2002. Committ.: Amministrazione Comunale. 8 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

10 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. 3. INQUADRAMENTO GEOGRAFICO Il comune di Rodengo Saiano occupa una superficie di 12,74 km 2 ed è situato in corrispondenza dello sbocco della Valle del T. Gandovere nell alta pianura bresciana. Esso risulta caratterizzato per la maggior parte della sua estensione da una morfologia pianeggiante. Il settore settentrionale presenta una morfologia collinare e comprende il versante meridionale del M. Delma e quello sud-occidentale del Dosso dei Cugni, con il rilievo della Rocca. Il massimo altimetrico, pari a 590 m s.l.m., è situato sul Dosso dei Cugni, mentre il minimo corrisponde a 145 m s.l.m. ed è posto in località Case Sparse, all estremità meridionale del comune. Il territorio è solcato da nord a sud dal Torrente Gandovere che nasce in comune di Brione e presenta un bacino idrografico piuttosto ampio. Lungo i versanti collinari sono inoltre presenti corsi d acqua a carattere temporaneo, caratterizzati da piccoli bacini idrografici. I versanti collinari sono generalmente caratterizzati da pendenze elevate, superiori al 50%, e sono occupati in prevalenza da boschi ed in misura minore da prati. I crinali sono per lo più arrotondati da un lento e diffuso disfacimento meteorico. Lungo la fascia pedecollinare sono presenti superfici debolmente o moderatamente acclivi, caratterizzate da pendenze comprese tra il 50% ed il 27%, o inferiori al 27%. Nel settore di pianura la morfologia è piuttosto regolare e la superficie topografica immerge debolmente verso sud-est. La monotonia della morfologia è interrotta dalla debole depressione nella quale scorre il T. Gandovere e dalla rete di canali irrigui. 9 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

11 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. 4. CARATTERISTICHE GEOLOGICHE (TAV. 1) 4.1. INQUADRAMENTO GEOLOGICO-STRUTTURALE Le caratteristiche litologiche del territorio comunale sono illustrate nella CARTA GEOLOGICA (TAV. 1), prodotta in scala 1: Il territorio di Rodengo Saiano è caratterizzato dalla presenza nella porzione settentrionale di un settore collinare, costituito da rocce sedimentarie mesozoiche. Queste, procedendo verso sud, si immergono al di sotto dei depositi sedimentari quaternari che costituiscono l alta pianura bresciana e che occupano la porzione restante del territorio comunale. L assetto strutturale dell area è caratterizzato da una giacitura monoclinalica delle superfici di stratificazione dei depositi calcarei mesozoici, che immergono complessivamente verso sud e verso sud-est. Questi vanno a costituire il fianco meridionale di una piega anticlinale con asse disposto circa E-W e che scorre in corrispondenza del crinale del M. Delma e prosegue verso est in direzione del Dosso dei Cugni. Le sollecitazione dell orogenesi alpina, responsabili di tale assetto, hanno prodotto una fratturazione delle rocce spesso intensa e la genesi di fenomeni plicativi a piccola e media scala in corrispondenza dei livelli marnosi e/o più sottilmente stratificati. Di seguito vengono descritte le unità cartografate, a partire dalla più antica DESCRIZIONE DELLE UNITÀ LITOLOGICHE Unità sedimentarie mesozoiche Sono rappresentate da depositi per lo più calcarei e marnosi, in parte selciferi, che costituiscono l ossatura dei rilievi collinari. Me MEDOLO (Hettangiano - Toarciano) Il Medolo è il termine dialettale bresciano con cui si indica una roccia ben stratificata, dalla quale è possibile ricavare piccoli blocchi, detti appunto medoli, utilizzabili per opere murarie. Si tratta di calcari e calcari marnosi, di colore variabile, chiaro o scuro, a stratificazione evidente. Talora sono presenti letti e noduli di selce e intercalazioni, più o meno abbondanti, di marne ed argilliti. Localmente si ha abbondanza di fossili costituiti essenzialmente da ammoniti. Nelle Prealpi bresciane sono state distinte due unità (Calcare di Domaro e Calcare 10 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

12 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. di Gardone Val Trompia) che si differenziano essenzialmente per colorazione, abbondanza di selce e frequenza delle intercalazioni marnoso-argillose. La permeabilità è medio-bassa per fessurazione e localmente per carsismo. Quest unità forma tutta la dorsale M. Delma-M.Valenzano, proseguendo verso est in direzione del Dosso dei Cugni, la cui cima è però costituita dai depositi appartenenti alla Formazione di Concesio. FC FORMAZIONE DI CONCESIO (Toarciano - Batoniano) Il Membro inferiore torbiditico ( Calcari nocciola Auct.) è costituito da calciruditi fini e calcareniti di colore bruno nocciola, riccamente selciose, in banchi e/o strati gradati e laminati di natura torbiditica, contenenti frammenti sia litici che biogeni, intercalati a peliti e calcari marnosi. Il Membro superiore ( Calcari medoloidi Autct.) è caratterizzato da calcari e calcari marnosi grigi, bioturbati e attraversati da sottili listarelle centimetriche di selce, in banchi e strati separati da marne. Si alternano anche strati calcarenitici gradati e corpi ruditici. Alla sommità si riconosce una litozona caratterizzata da strati sottili di calcare marnoso siliceo di colore variegato tendente al rossastro. Considerata la finalità del lavoro, non si è ritenuto necessario distinguere in carta i due membri. Questa formazione possiede una permeabilità medio-bassa per fessurazione e localmente per carsismo. Affiora lungo il versante orografico sinistro della valle del Rio Vallesina e in prossimità della cima del Dosso dei Cugni. SL SELCIFERO LOMBARDO (Batoniano - Titoniano) È costituito da selci policrome in strati centimetrici (Radiolariti), passanti verso l alto a marne e calcari marnosi, spesso silicei, in banchi di colore rosso con selci rossastre o verdognole per lo più disposte in liste (Rosso ad Aptici). Questa formazione possiede una permeabilità medio-bassa per fessurazione. Affiora lungo il versante a nord della località Padergnone (Padegnaga). Ma MAIOLICA (Titoniano - Aptiano) Si tratta di calcari biancastri ben stratificati con spessori centimetrici e decimetrici, a frattura concoide. Frequentemente è presente selce bionda o grigio-nera in noduli. Presenta una permeabilità medio-alta per fratturazione e più raramente per carsismo. La Maiolica costituisce il crinale a valle del Roccolo della Fontana, al confine con il Comune di Gussago. 11 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

13 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T Depositi continentali quaternari I depositi quaternari sono rappresentati in buona parte da materiali ghiaioso-sabbiosi trasportati dalle acque di scioglimento del ghiacciaio sebino e depositati nel settore di pianura. La fascia pedecollinare è invece occupata da depositi colluviali, mentre la depressione del T. Gandovere è caratterizzata da alluvioni trasportate dal corso d acqua in tempi relativamente recenti. Di seguito sono descritte le unità litologiche quaternarie riconosciute sul territorio di Rodengo Saiano e rappresentate in Tav. 1. mo e mo* - Depositi glaciali Sono costituiti da sedimenti scarsamente selezionati (diamicton) e ben addensati. Si tratta di ghiaia e ciottoli con matrice sabbioso-limoso-argillosa. Essi caratterizzano la porzione occidentale del territorio comunale. Costituiscono infatti il rilievo morenico denominato Monticella (mo). Poco a nord di questa località è stata inoltre riconosciuta una porzione di territorio, caratterizzato da morfologia debolmente ondulata e forse dalla presenza di alcuni massi erratici, alla quale è stato attribuito un substrato morenico (mo*). Si tratta di detrito glaciale prevalentemente deposto in ambiente sottoglaciale per spalmatura del detrito glaciale dalla base in scorrimento del ghiacciaio o per fusione da pressione e/o altri processi meccanici di un ghiacciaio. Le proprietà di questi depositi riflettono il trasporto avvenuto alla base del ghiacciaio e la deposizione sottoglaciale. Di conseguenza sono caratterizzati da una isoorientazione orizzontale delle strutture, come ad esempio delle striature sui clasti, e, generalmente, sono sovraconsolidati. Questi depositi glaciali appartengono alle cerchie più esterne e quindi più antiche del sistema morenico del sebino. Infatti, l anfiteatro morenico della Franciacorta presenta la classica struttura a cerchie concentriche che segnano le diverse fasi di espansione dei ghiacciai. Da un punto di vista cronostratigrafico le cerchie moreniche possiedono in linea generale età crescente allontanandosi dalla linea di riva del lago di Iseo. Procedendo dall interno verso l esterno dell anfiteatro si osserva inoltre che le morfologie divengono progressivamente più arrotondate e meno rilevate a causa dei processi geomorfologici che le hanno interessate. 12 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

14 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. Secondo la Carta Geologica - Progetto CARG - Sezione N. D5a4 Passirano, prodotta dalla Regione Lombardia, i depositi glaciali della Monticella appartengono all Alloformazione di Paderno Franciacorta, riferibile al Pleistocene medio. fg e fg* - Depositi fluvioglaciali e fluviali antichi Sono stati inseriti in un unica unità sia i materiali depositati dagli scaricatori fluvioglaciali provenienti dal sistema morenico sebino che i sedimenti alluvionali antichi del T. Gandovere. Sono costituiti da ghiaie a supporto di matrice sabbiosa e limosa; subordinatamente si rinvengono ciottoli e massi. In profondità le ghiaie presentano spesso un certo grado di cementazione fino a passare a conglomerati (fg). A ridosso dei rilievi collinari e lungo il T. Gandovere i depositi fluvioglaciali e fluviali presentano spesso coperture di natura limoso-argillosa che localmente sono caratterizzate da spessori notevoli (fino a 10 metri) (fg*). Le caratteristiche geotecniche al di sotto della copertura pedologica sono generalmente buone per quanto riguarda la porzione sudoccidentale del territorio (fg). La fascia pedecollinare e l area lungo il T. Gandovere, individuate con la sigla fg*, sono meno omogenee e i terreni possono presentare caratteristiche geotecniche scadenti in corrispondenza degli orizzonti limoso-argillosi di potenza metrica presenti in superficie. al Depositi fluviali medio-recenti del T. Gandovere Si tratta di ghiaie stratificate a supporto di matrice sabbiosa. La frazione fine è variabile e può arrivare a formare lenti limoso-sabbiose o limoso-argillose. Le caratteristiche geotecniche variano da discrete a mediocri, in funzione della granulometria. pf - Accumulo detritico di paleofrana Nella porzione orientale del settore collinare, in località Valzina, è stata individuata un area caratterizzata da un accumulo di materiale eterogeneo e con assetto caotico costituito da blocchi e ciottoli spigolosi immersi in matrice fine limoso-argillosa. Le caratteristiche geotecniche sono scadenti. cpv e co - Depositi colluviali di piede versante Sono costituiti da materiali derivanti dall alterazione e disfacimento del substrato roccioso e successivamente accumulati, ad opera delle acque meteoriche, nella fascia di raccordo tra i versanti e il fondovalle o la pianura. Si tratta di materiali generalmente fini (limoso-argillosi) associati a depositi detritici costituiti da ghiaie anche grossolane con clasti a spigoli vivi (cpv). Localmente assumono le caratteristiche litologiche e morfologiche di piccoli conoidi (co). 13 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

15 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. Nelle aree più protette dall erosione sono inoltre presenti accumuli di materiali eluviali più o meno potenti. Le caratteristiche geotecniche sono generalmente piuttosto scadenti e sono soggette a locali variazioni legate alla granulometria. cd - Depositi colluviali distali Ai piedi del versante meridionale del M. Delma è stata riconosciuta un altra unità costituita sempre da materiali colluviali, ma che hanno subito un trasporto maggiore rispetto ai precedenti. Si tratta di depositi colluviali limoso-argillosi generalmente privi della frazione grossolana. Le caratteristiche geotecniche sono generalmente piuttosto scadenti Caratteristiche geotecniche dei terreni I giudizi relativi alle caratteristiche geotecniche dei terreni espressi nel paragrafo precedente sono indicativi del comportamento medio del litotipo e non possono quindi sostituire indagini geologiche e geotecniche di dettaglio previste dal D.M. 14 gennaio 2008 per la realizzazione di interventi specifici sul territorio; permettono tuttavia di esprimere una valutazione di massima sull area e di programmare le indagini geotecniche più opportune in relazione alle caratteristiche litologiche. La valutazione delle caratteristiche geotecniche dei terreni presenti nei primi metri di profondità a partire dal piano campagna nel territorio di Rodengo Saiano è stata effettuata mediante la raccolta e l analisi critica degli studi e delle indagini geologiche e geotecniche a disposizione presso l Ufficio Tecnico Comunale, relative a progetti di nuove edificazioni o di opere di urbanizzazione. 14 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

16 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. 5. CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE (TAV. 2) 5.1. UNITÀ GEOMORFOLOGICHE Il territorio di Rodengo Saiano è stato suddiviso in ambiti caratterizzati da problematiche geomorfologiche differenti. Nel settore collinare sono stati individuati i versanti su substrato roccioso. All interno di questo ambito sono stati riconosciuti: i versanti regolari, concavi o convessi, con pendenze generalmente elevate (>35%); le dorsali arrotondate con pendenze mediamente inferiori (<35%); i ripiani intermedi situati lungo i versanti, caratterizzati da una minore acclività (generalmente <35%). In posizione di raccordo tra i versanti collinari e la piana fluviale e fluvioglaciale si ritrovano le fasce colluviali di piede versante caratterizzate, in prossimità dei rilievi, da pendenze medio-basse che diminuiscono ulteriormente procedendo verso la pianura. Lungo il confine occidentale sono presenti deboli ondulazioni moreniche, costituite dai resti della cerchia più esterna dell apparato morenico del ghiacciaio sebino, riconoscibili nel rilievo di Monticella e in leggere ondulazioni riconducibili presumibilmente alla presenza di un substrato morenico. Infine è stato individuato un ambito comprendente il fondovalle del T. Gandovere e l alta pianura che costituisce buona parte del territorio comunale. L elemento geomorfologico più significativo è costituito dalla debole depressione, prodotta dalle divagazioni più recenti del Gandovere, che localmente è delimitata da scarpate erosive e più frequentemente da raccordi in pendenza. All interno di questa fascia è presente l alveo del corso d acqua, inciso di 2 o 3 m rispetto al piano campagna. Sono state inoltre individuate le aree a maggiore sensibilità nei confronti dei processi gravitativi/erosivi. Sono state così definite: un grosso accumulo di frana inattivo situato in località Valzina. Si tratta di un accumulo di materiale detritico, con assetto caotico, che è stato interpretato come un corpo di frana nel complesso inattivo. Esso è attraversato da profonde incisioni operate dai corsi d acqua che hanno prodotto scarpate alte oltre 10 m, con pendenze spesso non compatibili con le caratteristiche geotecniche dei materiali. Di conseguenza, localmente, lungo le incisioni torrentizie sono presenti fenomeni gravitativi attivi. I materiali franati si accumulano in alveo e alimentano il trasporto solido dei corsi d acqua. 15 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

17 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. Aree gradonate con pendenze superiori al 35%. Si tratta di aree fortemente inclinate, la cui stabilità è legata all assetto gradonato e alla necessaria manutenzione delle opere di sostegno e di drenaggio delle acque. Piccoli bacini idrografici a morfogenesi medio-recente. Si tratta di due aree individuate tramite fotointerpretazione, caratterizzate da una evidente attività erosiva da parte delle acque incanalate e di scorrimento superficiale. A valle dei bacini sono presenti due piccoli conoidi che sono stati classificati come quiescenti DESCRIZIONE DELLA CARTA GEOMORFOLOGICA Data la natura del presente lavoro, lo studio delle caratteristiche geomorfologiche del territorio ha essenzialmente le seguenti finalità: valutare la pericolosità dei processi morfogenetici che possono determinare situazioni di rischio (frane, dissesti, fenomeni erosivi, allagamenti, ecc.); analizzare l evoluzione geomorfologica del territorio comunale, in modo da verificare la compatibilità di eventuali previsioni urbanistiche; evidenziare gli elementi che caratterizzano il paesaggio o che presentano interesse dal punto scientifico naturalistico. I processi morfogenetici e le relative forme di erosione o di deposito più significative sono riportati sulla CARTA GEOMORFOLOGICA (TAV. 2) prodotta in scala 1: Sull elaborato è stato distinto lo stato di attività del fenomeno geomorfologico individuato, differenziandolo in: attivo: processi, forme e depositi legati a fenomeni in atto all epoca del rilevamento e/o ricorrenti con ciclo stagionale; quiescente: processi, forme e depositi per i quali esistono evidenze geomorfologiche o testimonianze storiche di attività nell attuale sistema morfoclimatico e che, non avendo ancora esaurito la loro evoluzione, hanno concreta possibilità di riattivarsi; non attivo o relitto: processi, forme e depositi riconducibili a condizioni morfoclimatiche diverse da quelle attuali, che hanno portato a termine la loro evoluzione e non possono più mutare. 16 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

18 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. Sono stati inoltre separati i fenomeni di natura antropica che hanno avuto o potranno avere una significativa influenza sull evoluzione dell ambiente naturale Forme, processi e depositi gravitativi di versante Per quanto riguarda le frane attive, oltre a quelle individuate lungo le incisioni torrentizie che attraversano il corpo di paleofrana già citato, ne sono state cartografate alcune, di seguito descritte. Alla base del versante occidentale del rilievo della Rocca è osservabile una scarpata in roccia dalla quale è possibile il distacco di massi o di porzioni di roccia. Un altro fenomeno franoso, di modeste dimensioni, è osservabile lungo il versante a monte di C.na Presti, a Padergnone. Interessa i depositi di copertura e la sua origine è in relazione con la realizzazione di sbancamenti per la costruzione di una strada. Al piede sono stati effettuati interventi di stabilizzazione. In località Campasso è stato rilevato un episodio di erosione della sponda orografica sinistra del T. Gandovere che presenta evidenti segnali di attività. L erosione interessa un tratto di circa 30 metri in adiacenza alla strada Vicinale di Bonga (Via Franzine). In località Corneto, a monte di un area destinata alla realizzazione di unità abitative, lo scalzamento al piede del versante ha causato la formazione di una scarpata che non è stata prontamente stabilizzata e di conseguenza si sono prodotti dissesti che hanno coinvolto i depositi colluviali ed eluviali di versante. In località Padergnone è stata invece individuata una porzione di strada in trincea, le cui le ripide scarpate, incise in depositi di versante, possono essere interessate da fenomeni di instabilità superficiale. L indagine geomorfologica effettuata porta comunque a concludere che nel territorio collinare non sono presenti frane attive di importanti dimensioni e che complessivamente il territorio di Rodengo Saiano è piuttosto stabile. Del resto le Carte inventario delle frane e dei dissesti prodotte dalla Regione Lombardia Struttura Rischi Idrogeologici, in scala 1:10.000, non riportano segnalazioni di dissesti. Si sottolinea che anche in un territorio piuttosto stabile come questo di Rodengo Saiano l esecuzione non corretta di interventi che modificano la stabilità del versante o le condizioni 17 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

19 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. di deflusso delle acque (scavi, riporti, strade, edifici, ecc.) possono rompere l equilibrio esistente e generare situazioni di dissesto. Si raccomanda quindi di verificare che ogni intervento che possa modificare tale equilibrio sia preceduto da indagini geologiche e/o geotecniche di dettaglio come previsto dal D.M. 14 gennaio Forme, processi e depositi legate alle acque superficiali I problemi più importanti rilevati sul territorio comunale sono legati al deflusso delle acque superficiali. Di seguito sono descritte le porzioni di territorio interessate periodicamente o potenzialmente da tali fenomeni. Sulla Carta geomorfologica (TAV. 2) è riportato il reticolo idrico principale e minore, individuato in base alla D.G.R. 25 gennaio 2002 n. 7/7868. Sono stati cartografati i tratti coperti e i tratti di corsi d acqua che scorrono in una sede inadeguata (strade, sentieri, alvei artificiali con sezione idrica insufficiente, ecc.), nonché i punti di recapito dei corsi d acqua in fognatura. Sono state inoltre delimitate le aree interessate da scorrimento superficiale delle acque meteoriche e trasporto di materiale solido in occasione di forti precipitazioni e le aree che in passato sono state interessate da allagamenti ( aree periodicamente allagate ). Corso del Torrente Gandovere Per la ricostruzione degli eventi alluvionali che in passato hanno interessato il territorio di Rodengo Saiano sono stati utilizzati i dati messi a disposizione dall Ufficio Tecnico. Inoltre è stata consultata la pubblicazione Levandosi i fiumi sopra le rive. Per una mappa storica del rischio idrogeologico nel Bresciano (G. Berruti, Grafo, 1998) e il lavoro Sistemazione idraulica dei torrenti Gandovere, Vaila, Canale, Ugolo, Solda e della Roggia Mandolossa ai fini di moderazione delle esondazioni nelle loro aste vallive. Studi preliminari e di fattibilità (B. Bacchi, U. Maione, A. Manfredini, Amministrazione Provinciale di Brescia, 1996), nonché lo Studio generale sistemazione Torrente Gandovere (M. Lanciano, E. Corinaldesi, L. Ziliani, Amministrazione Comunale di Rodengo Saiano, 2003). Nell area montana del T. Gandovere non sono segnalati fenomeni di esondazione. Nel settembre 2000, in seguito ad un evento pluviometrico particolarmente intenso, le acque di 18 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

20 Comune di Rodengo Saiano Componente geologica, idrogeologica e sismica del P.G.T. piena del torrente sono tracimate su via Cantarane, in corrispondenza dell incrocio con via del Molino. La tracimazione delle acque è stata favorita, oltre che dalla curva del corso d acqua, dall innalzamento del fondo e quindi dalla riduzione della sezione causati dall abbondante materiale solido depositato dalle acque di piena. Nei mesi precedenti era stata effettuata una pulizia dell alveo che ha evitato il verificarsi di danni più gravi. Durante lo stesso evento il T. Gandovere ha depositato abbondante materiale solido anche a Ponte Cingoli, appena a monte del ponte. Subito a valle del ponte inoltre si è verificato uno scalzamento con crollo del muro di sponda, indotto dai fenomeni erosivi prodotti dalle acque di piena a valle di una soglia. Una cinquantina di anni fa, sempre appena a valle di Ponte Cingoli, è segnalata la tracimazione delle acque del T. Gandovere in quelle della Seriola Molinaria. Al confine meridionale del territorio comunale, in corrispondenza del partitore situato in località Cantoniera, presso l intersezione con la ex SS N. 510, si sono verificate in passato esondazioni del torrente dovute sia all insufficienza delle sezioni idriche disponibili, sia all effetto di rigurgito del sottopasso della ex SS N.510, sia, infine, all effetto delle esondazioni del T. Laorna. Corso del Torrente Laorna (o Livorna) In passato, a causa dell insufficienza della sezione e/o della presenza di materiali (trasporto solido e resti vegetali) in alveo, il T. Laorna si è reso responsabile di episodi di esondazione. I fenomeni più frequenti si sono verificati poco a monte della confluenza con il T. Gandovere, dove in corrispondenza del sottopasso della ex N. 510, esonda nel campo prospiciente l azienda Metra e le sue acque vanno a riversarsi nel T. Gandovere appesantendone ulteriormente le portate. Recentemente, in occasione dei lavori per la costruzione dell European Fashion Center, un tratto dell alveo del T. Laorna, dall incrocio di Via Industriale al sottopasso della ex N. 510, è stato rifatto con una sezione maggiore, al fine di prevenire i fenomeni di esondazione soprattutto nell area interessata dalle nuove strutture. Inoltre sono state realizzate opportune vasche per la laminazione delle acque meteoriche. Località le Moie Sono segnalati, in occasione di eventi meteorici particolarmente violenti e prolungati, allagamenti in località le Moie. Si tratta generalmente di segnalazioni per allagamenti di rimesse e scantinati interrati. Le cause dei problemi in quest area sono probabilmente da 19 STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

R O T A T O R I A P O N T E D E L L E O C H E - R A S T I G N A N O RELAZIONE GEOLOGICA

R O T A T O R I A P O N T E D E L L E O C H E - R A S T I G N A N O RELAZIONE GEOLOGICA R O T A T O R I A P O N T E D E L L E O C H E - R A S T I G N A N O RELAZIONE GEOLOGICA Rev Data Descrizione delle revisioni 00 05/12/2012 Emissione per approvazione. Accordo Procedimentale ex art. 15

Dettagli

Carta M_02 Carta Geomorfologica

Carta M_02 Carta Geomorfologica Carta M_02 Carta Geomorfologica La Carta Geomorfologica è senz altro quella che ha comportato il maggiore sforzo di documentazione e di armonizzazione. Lo scopo della carta è quello di illustrare la dinamica

Dettagli

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA STUDI DI MICROZONAZIONE SISMICA: TEORIA ED APPLICAZIONI AOSTA, Loc. Amérique Quart (AO), 18-19 Ottobre 2011 Assessorato OO.PP., Difesa Suolo e Edilizia Residenziale Pubblica - Servizio Geologico ATTIVITA

Dettagli

1 PREMESSA... 2 2 INQUADRAMENTO GEOLOGICO... 4 3 CARATTERI DELLA CIRCOLAZIONE IDRICA SOTTERRANEA... 8

1 PREMESSA... 2 2 INQUADRAMENTO GEOLOGICO... 4 3 CARATTERI DELLA CIRCOLAZIONE IDRICA SOTTERRANEA... 8 INDICE 1 PREMESSA... 2 2 INQUADRAMENTO GEOLOGICO... 4 3 CARATTERI DELLA CIRCOLAZIONE IDRICA SOTTERRANEA... 8 4 RISULTATI DELLA SECONDA CAMPAGNA DI INDAGINI (MAGGIO 2009).. 9 4.1 Accertamenti relativi al

Dettagli

Coordinamento generale di progetto. arch. Paolo Tolentino. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania. geol.

Coordinamento generale di progetto. arch. Paolo Tolentino. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania. geol. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania - Napoli - 2009 c REGIONE CAMPANIA Assesorato all'ambiente Piano Stralcio per l'assetto Idrogeologico dell'autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania

Dettagli

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o Come disposto nelle norme di attuazione, artt. 15, 16, 17 e dall Allegato 5 alle NTA del PTC2 gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti assumono l obbiettivo strategico e generale del contenimento

Dettagli

TAV.13-RELAZIONE GEOLOGICA

TAV.13-RELAZIONE GEOLOGICA Studio G E O E C O S Dott. Geol. G. MENZIO Programmazione Territoriale-Geotecnica-Idrogeologia Sede : Via Cavour 34 - SAMPEYRE (CN) Tel0175977186-Fax1782737211-Cel.3402572786-mail:geoecos@libero.it Indirizzo

Dettagli

Corso di Aggiornamento Professionale INDICATORI GEOMORFOLOGICI PER L ANALISI DEL TERRITORIO: CASI DI STUDIO

Corso di Aggiornamento Professionale INDICATORI GEOMORFOLOGICI PER L ANALISI DEL TERRITORIO: CASI DI STUDIO INDICATORI GEOMORFOLOGICI PER L ANALISI DEL TERRITORIO: CASI DI STUDIO Giovedì 25 Novembre 2010 Ex Infermeria dell Abbazia di Fossanova, Priverno (LT) Indicatori geomorfologici per la caratterizzazione

Dettagli

3. ANALISI DELLE PROBLEMATICHE RELATIVE ALLE MODIFICAZIONI DELLA LINEA DI RIVA E DELLA COSTA

3. ANALISI DELLE PROBLEMATICHE RELATIVE ALLE MODIFICAZIONI DELLA LINEA DI RIVA E DELLA COSTA 3. ANALISI DELLE PROBLEMATICHE RELATIVE ALLE MODIFICAZIONI DELLA LINEA DI RIVA E DELLA COSTA L analisi di seguito riguarda l intero sviluppo del litorale che ricade nei confini del Comune di Rosignano

Dettagli

T. Sanò e B. Quadrio. Dipartimento della Protezione Civile Ufficio Rischio Sismico

T. Sanò e B. Quadrio. Dipartimento della Protezione Civile Ufficio Rischio Sismico T. Sanò e B. Quadrio Dipartimento della Protezione Civile Ufficio Rischio Sismico Roma, 3 dicembre 2010 Descrizione del fenomeno Impostazione del problema del calcolo dell amplificazione locale Codici

Dettagli

PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO

PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO G R U P P O D I P R O G E T T O R.U.P. arch. Marina Scala ASPETTI GEOLOGICI geol. Federico Baistrocchi geol.

Dettagli

SOMMARIO: LEGGI SU CUI SI BASANO LE ATTUALI NORME LE NUOVE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI E L AZIONE SISMICA

SOMMARIO: LEGGI SU CUI SI BASANO LE ATTUALI NORME LE NUOVE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI E L AZIONE SISMICA LEGGI FONDAMENTALI DELLE NORMESISMICHE SOMMARIO: LEGGI SU CUI SI BASANO LE ATTUALI NORME SISMICHE LE NUOVE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI E L AZIONE SISMICA Giacomo Di Pasquale, Dipartimento della Protezione

Dettagli

Metodi ed indagini propedeutici alla microzonazione sismica

Metodi ed indagini propedeutici alla microzonazione sismica CORSO DI AGGIORNAMENTO PER GEOLOGI 18 19 Ottobre 2011 STUDI DI MICROZONAZIONE SISMICA: TEORIA E APPLICAZIONI Metodi ed indagini propedeutici alla microzonazione sismica Dott. Geol. Roberto De Ferrari Dip.Te.Ris.-

Dettagli

P R E S E N T A ZI ONE

P R E S E N T A ZI ONE Continuing Education Seminars LA PIANIFICAZIONE DI DISTRETTO IDROGRAFICO NEL CONTESTO NAZIONALE ED EUROPEO 15 e 22 Maggio - 12 e 19 Giugno 2015, ore 14.00-18.00 Aula A Ingegneria sede didattica - Campus

Dettagli

Risposta sismica dei terreni e spettro di risposta normativo

Risposta sismica dei terreni e spettro di risposta normativo Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Aerospaziale e Geotecnica Risposta sismica dei terreni e spettro di risposta normativo Prof. Ing. L.Cavaleri L amplificazione locale: gli aspetti matematici u=spostamentoin

Dettagli

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione Proposta di iniziativa popolare concernente il programma di recupero urbano laurentino e l'inserimento del Fosso della Cecchignola nella componente primaria della rete ecologica e destinazione dell'intera

Dettagli

Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (ART.1 D.L. 180/98 CONVERTITO CON MODIFICHE CON LA L.267/98 E SS.MM.II.

Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (ART.1 D.L. 180/98 CONVERTITO CON MODIFICHE CON LA L.267/98 E SS.MM.II. REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana Assessorato Regionale del Territorio e dell Ambiente DIPARTIMENTO REGIONALE DELL AMBIENTE Servizio 3 "ASSETTO DEL TERRITORIO E DIFESA DEL SUOLO (P.A.I.) (ART.1 D.L.

Dettagli

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE foglio mappale dimensione in mq 23 42 1.388 mq 23 35 1.354 mq 23

Dettagli

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI DESCRIZIONE DEL PROGETTO Data: Agosto 2010 Oggetto: Affidamento concessione avente con ad procedura oggetto la aperta della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Autostradale A23-A28 Cimpello

Dettagli

F N dell'area edificata in settori a pericolosità geologica elevata individuata nella "Carta di Sintesi" 25 27 B LOCALITA'

F N dell'area edificata in settori a pericolosità geologica elevata individuata nella Carta di Sintesi 25 27 B LOCALITA' LOALITA' Aa NTRO STORIO I b γ Ab NTRO STORIO I Ac NTRO STORIO I a LASS I IONITA' URANISTIA IR. 7/LAP ascia fluviale ex PS PRSRIZIONI INTGRATIV RISPTTO Presenza di tratti stradali, convoglianti le acque

Dettagli

Norme del Documento di Piano

Norme del Documento di Piano Norme del Documento di Piano SOMMARIO: ART. 1. DISPOSIZIONI GENERALI... 3 ART. 2. CONTENUTO DEL DOCUMENTO DI PIANO... 4 ART. 3. RINVIO AD ALTRE DISPOSIZIONI DIFFORMITÀ E CONTRASTI TRA DISPOSIZIONI, DEROGHE...

Dettagli

Metodo speditivo per la costruzione di carte della suscettibilità da crolli in roccia prerilievo di terreno (Metodo Arpa-prog.

Metodo speditivo per la costruzione di carte della suscettibilità da crolli in roccia prerilievo di terreno (Metodo Arpa-prog. Metodo speditivo per la costruzione di carte della suscettibilità da crolli in roccia prerilievo di terreno (Metodo Arpa-prog. MASSA) Davide Damato, Michele Morelli, Luca Lanteri, Daniele Bormioli, Rocco

Dettagli

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme

Dettagli

MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE VOLUME 1 CAPITOLO 2 ... ... ... ... ... ...

MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE VOLUME 1 CAPITOLO 2 ... ... ... ... ... ... VOLUME 1 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE ACQUE INTERNE 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: valle... ghiacciaio... vulcano... cratere...

Dettagli

1 - PAESAGGI DISEGNATI DALL ACQUA. 1.1 - L erosione dell acqua

1 - PAESAGGI DISEGNATI DALL ACQUA. 1.1 - L erosione dell acqua 1 - PAESAGGI DISEGNATI DALL ACQUA 1.1 - L erosione dell acqua Gocce d acqua precipitano urtando con violenza il suolo coperto da detriti (foglie, rami, steli d erba,... fig. 1.1). A qualche centimetro

Dettagli

GTT S.p.A. GRUPPO TORINESE TRASPORTI METROPOLITANA AUTOMATICA DI TORINO LINEA 1 PROGETTO PRELIMINARE GEOLOGIA, IDROGEOLOGIA E GEOTECNICA

GTT S.p.A. GRUPPO TORINESE TRASPORTI METROPOLITANA AUTOMATICA DI TORINO LINEA 1 PROGETTO PRELIMINARE GEOLOGIA, IDROGEOLOGIA E GEOTECNICA GTT S.p.A. GRUPPO TORINESE TRASPORTI METROPOLITANA AUTOMATICA DI TORINO LINEA 1 TRATTA FUNZIONALE PROLUNGAMENTO OVEST PROGETTO PRELIMINARE GEOLOGIA, IDROGEOLOGIA E GEOTECNICA RELAZIONE TECNICA REV. REDAZIONE

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano (Fabio Musmeci, Angelo Correnti - ENEA) Il lago di Bracciano è un importante elemento del comprensorio della Tuscia Romana che non può non

Dettagli

Guida Illustrata alle Risposte

Guida Illustrata alle Risposte IDRAIM sistema di valutazione IDRomorfologica, AnalisI e Monitoraggio dei corsi d'acqua Guida Illustrata alle Risposte Appendice al Manuale tecnico operativo per la valutazione ed il monitoraggio dello

Dettagli

DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO

DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO DIREZIONE URBANISTICA SERVIZIO Edilizia Privata, DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO Deliberazione Consiglio Comunale n. 13/2014 SCHEDA INFORMATIVA Aprile 2014 In data 25 marzo

Dettagli

INDICE. 1. Recupero ambientale..pag.2. 2. Calcolo economico delle operazioni di recupero ambientale...3

INDICE. 1. Recupero ambientale..pag.2. 2. Calcolo economico delle operazioni di recupero ambientale...3 INDICE 1. Recupero ambientale..pag.2 2. Calcolo economico delle operazioni di recupero ambientale....3 M.F.G. service s.a.s. di A.L Incesso 1. Recupero ambientale Istanza di ampliamento di calcare Prima

Dettagli

Risultati e considerazioni

Risultati e considerazioni 6. RISULTATI E CONSIDERAZIONI L elaborazione e la validazione del modello di suscettibilità consentono di ottenere due risultati principali. In primo luogo, sono state identificate con precisione le aree

Dettagli

Norme Tecniche per il Progetto Sismico di Opere di Fondazione e di Sostegno dei Terreni

Norme Tecniche per il Progetto Sismico di Opere di Fondazione e di Sostegno dei Terreni 1/58 ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO Corso di aggiornamento professionale Dott. Ing. Giulio Pandini IX Corso Università degli Studi di Bergamo - Facoltà di Ingegneria Dalmine 21 novembre

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

AVVISO PUBBLICO RENDE NOTO

AVVISO PUBBLICO RENDE NOTO Regione Puglia COMUNE DI VICO DEL GARGANO Provincia di Foggia - Ufficio Tecnico Comunale - III SETTORE - Largo Monastero, civ.6 e-mail aimolaelio@fastwebnet.it. e-mail aimolaelio@comune.vicodelgargano.fg.it

Dettagli

COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO

COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n 74 del 30.11.2009 ESECUTIVO DAL 28.12.2009

Dettagli

Università degli Studi della Basilicata Corso di Laurea in Scienze Geologiche (Biennio Specialistico) Corso di DINAMICA COSTIERA

Università degli Studi della Basilicata Corso di Laurea in Scienze Geologiche (Biennio Specialistico) Corso di DINAMICA COSTIERA Università degli Studi della Basilicata Corso di Laurea in Scienze Geologiche (Biennio Specialistico) Corso di DINAMICA COSTIERA 2.0 Che cos è una Spiaggia Sergio G. Longhitano Dipartimento di Scienze

Dettagli

4 CAPITOLO 4. STRUTTURA ESISTENTE A TELAIO IN CA

4 CAPITOLO 4. STRUTTURA ESISTENTE A TELAIO IN CA 123 4 CAPITOLO 4. STRUTTURA ESISTENTE A TELAIO IN CA Il presente esempio è finalizzato a guidare il progettista alla compilazione del SI-ERC per un edificio con struttura a telaio in CA per il quale è

Dettagli

L influenza del suolo sulla performance viticola: DALL APPARATO RADICALE ALLA QUALITÀ DEL VINO

L influenza del suolo sulla performance viticola: DALL APPARATO RADICALE ALLA QUALITÀ DEL VINO L influenza del suolo sulla performance viticola: DALL APPARATO RADICALE ALLA QUALITÀ DEL VINO Fabrizio Battista, Federica Gaiotti, Davide Mosetti, Gilberto Bragato, Diego Tomasi CRA-VIT CENTRO DI RICERCA

Dettagli

LA DIRETTIVA 2007/60 E IL PIANO DI GESTIONE ALLUVIONI

LA DIRETTIVA 2007/60 E IL PIANO DI GESTIONE ALLUVIONI LA DIRETTIVA 2007/60 E IL PIANO DI GESTIONE ALLUVIONI Dott. Renato Angheben dei fiumi Isonzo, Tagliamento, DIRETTIVA 2007/60/CE del 23 OTTOBRE 2007 istituisce un quadro per la valutazione e gestione dei

Dettagli

2.2. Il modello di denuncia e la documentazione

2.2. Il modello di denuncia e la documentazione 2.2. Il modello di denuncia e la documentazione Per tutte le opere e gli interventi sottoposti a denuncia e sull intero territorio regionale, la denuncia è redatta ai sensi dell art. 93 del D.P.R. 380/2001

Dettagli

OO.PP. Puglia 2008. Unità Misura. Prezzo DESCRIZIONE

OO.PP. Puglia 2008. Unità Misura. Prezzo DESCRIZIONE IG 01.001 IG 01.002 IG 01.003a Approntamento dell' attrezzatura di perforazione a rotazione compreso il carico e lo scarico e la revisione a fine lavori. Per ogni approntamento dellattrezzatura cad 667,35

Dettagli

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO A.Romano*, C. Gaslini*, L.Fiorentini, S.M. Scalpellini^, Comune di Rho # * T R R S.r.l.,

Dettagli

NORME TECNICHE DI POLIZIA IDRAULICA RETICOLO IDRICO MINORE COMUNALE

NORME TECNICHE DI POLIZIA IDRAULICA RETICOLO IDRICO MINORE COMUNALE COMUNE DI: SAN GIACOMO FILIPPO Provincia di Sondrio ATTUAZIONE DELLA D.G.R n.- 7/7868 del 25 gennaio 2002 e successive integrazioni Determinazione del reticolo idrico principale. Trasferimento delle funzioni

Dettagli

ANALISI PER LA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) DELL INSEDIAMENTO URBANO

ANALISI PER LA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) DELL INSEDIAMENTO URBANO ANALISI PER LA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) DELL INSEDIAMENTO URBANO Istruzioni per la compilazione delle schede versione 1.0 La definizione di CLE Si definisce come Condizione Limite per l

Dettagli

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo.

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo. 17875 LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni Istituzione del fascicolo del fabbricato. IL CONSIGLIO REGIONALE HA

Dettagli

La risorsa idrica sotterranea tra pressione antropica e salvaguardia ambientale

La risorsa idrica sotterranea tra pressione antropica e salvaguardia ambientale La risorsa idrica sotterranea tra pressione Marco Petitta Società Geologica Italiana Dipartimento di Scienze della Terra Università di Roma La Sapienza Compiti del geologo (idrogeologo) sul tema acqua

Dettagli

Carta dei tipi forestali della Regione Lombardia LA BANCA DATI FORESTALE. Relatore: Michele Carta

Carta dei tipi forestali della Regione Lombardia LA BANCA DATI FORESTALE. Relatore: Michele Carta Carta dei tipi forestali della Regione Lombardia LA BANCA DATI FORESTALE Relatore: Michele Carta LA BANCA DATI Insieme di cartografie e dati descrittivi, gestite tramite GIS, di supporto alla modellizzazione

Dettagli

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni.

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. 8 regioni settentrionali: il Piemonte (Torino), la Val d Aosta (Aosta),

Dettagli

SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE

SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI PUGLIA SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE Antonio Buonavoglia & Vincenzo Barbieri Planetek Italia s.r.l. n 2/2004 pagg. 32-36 PREMESSA Il progetto

Dettagli

MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE

MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL TAVOLO TECNICO STATO REGIONI INDIRIZZI OPERATIVI

Dettagli

Manual e per il c ensiment o dell e oper e in al veo

Manual e per il c ensiment o dell e oper e in al veo Provincia di Torino Area Risorse Idriche e Qualità dell Aria Servizio Pianificazione Risorse Idriche Regione Piemonte Direzione Opere Pubbliche, Difesa del Suolo, Economia Montana e Foreste Settore Pianificazione

Dettagli

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U.

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. DISCIPLINA DEI LIMITI E DEI RAPPORTI RELATIVI ALLA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI

Dettagli

Regione Autonoma della Sardegna Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI)

Regione Autonoma della Sardegna Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI) Regione Autonoma della Sardegna Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI) Interventi sulla rete idrografica e sui versanti Legge 18 Maggio 1989, n. 183, art. 17, comma 6 ter D.L. 180/98 e successive

Dettagli

ORDINE DEI GEOLOGI DELLA REGIONE SARDEGNA. Corso di aggiornamento professionale

ORDINE DEI GEOLOGI DELLA REGIONE SARDEGNA. Corso di aggiornamento professionale ORDINE DEI GEOLOGI DELLA REGIONE SARDEGNA Corso di aggiornamento professionale Il D.M. Ambiente del 10 agosto 2012 n. 161: I piani di utilizzo delle terre e rocce da scavo 15 Febbraio - Cagliari 22 Febbraio

Dettagli

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Francesco Comiti, Daniela Campana Libera Università di Bolzano Sustainable use of biomass in South

Dettagli

Università degli studi di Firenze

Università degli studi di Firenze Università degli studi di Firenze Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria per la Tutela dell Ambiente e il Territorio Anno Accademico 2010-2011 Progettazione preliminare di un sistema di casse di laminazione

Dettagli

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI N. VOCE DESCRIZIONE LAVORAZIONE QUANTITA' PREZZO UNIT. TOTALE

Dettagli

P.R.G.C. DI MATTIE - REL. ILLUSTRATIVA - VAR. IN ITINERE ALLA VAR. STRUTTUR. E DI ADEG. AL P.A.I. - D.C.C.20/ 28.09.2011

P.R.G.C. DI MATTIE - REL. ILLUSTRATIVA - VAR. IN ITINERE ALLA VAR. STRUTTUR. E DI ADEG. AL P.A.I. - D.C.C.20/ 28.09.2011 0 INDICE RELAZIONE ILLUSTRATIVA RI 2 1) PRESENTAZIONE. 3 2) LO STRUMENTO URBANISTICO DEL COMUNE DI MATTIE.. 3 3) LE MOTIVAZIONI DELLA VARIANTE ATTUALE. 4 4) I REQUISITI FORMALI DEGLI ATTI Dl VARIANTE.

Dettagli

Meteo Varese Moti verticali dell aria

Meteo Varese Moti verticali dell aria Movimento verticale dell aria Le masse d aria si spostano prevalentemente lungo direzioni orizzontali a seguito delle variazioni della pressione atmosferica. I movimenti più importanti sono però quelli

Dettagli

Previsione di impatto acustico relativa a:

Previsione di impatto acustico relativa a: PROVINCIA DI MODENA COMUNE DI FIORANO M. Previsione di impatto acustico relativa a: nuovo capannone uso deposito ditta Atlas Concorde Spa ubicato in Via Viazza I Tronco - Fiorano M. (MO) Settembre 2012

Dettagli

REGIONE MOLISE ASSESSORATO ALL'EDILIZIA RESIDENZIALE SETTORE EDILIZIA RESIDENZIALE

REGIONE MOLISE ASSESSORATO ALL'EDILIZIA RESIDENZIALE SETTORE EDILIZIA RESIDENZIALE DIRETTIVA REGIONALE per l'applicazione della legge regionale 6 giugno 1996, n. 20, contenente le "Norme per lo snellimento delle procedure di cui alla legge 2 febbraio 1974 n.64 in attuazione dell'articolo

Dettagli

VASCHE DI PRIMA PIOGGIA

VASCHE DI PRIMA PIOGGIA Criteri di progettazione, realizzazione e gestione VASCHE DI PRIMA PIOGGIA e VASCHE DI LAMINAZIONE nell ambito dei sistemi fognari GETTO FINALE gno - 1d disegno - 5d disegno - 4d GETTO FINALE ASPIRAZIONE

Dettagli

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - II AGGIORNAMENTO 12/12/2014 Fondazioni dirette e indirette Le strutture di fondazione trasmettono

Dettagli

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini CADUTE DALL ALTO CADUTE DALL ALTO DA STRUTTURE EDILI CADUTE DALL ALTO DA OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO PER APERTURE NEL VUOTO CADUTE DALL ALTO PER CEDIMENTI O CROLLI DEL TAVOLATO CADUTE DALL ALTO

Dettagli

Istituto per l Energia Rinnovabile. Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Bolzano, Gennaio 2013

Istituto per l Energia Rinnovabile. Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Bolzano, Gennaio 2013 Istituto per l Energia Rinnovabile Catasto Solare Alta Val di Non Relazione Versione: 2.0 Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Coordinamento e Revisione: dott. Daniele Vettorato, PhD (daniele.vettorato@eurac.edu)

Dettagli

Cartografia di base per i territori

Cartografia di base per i territori Cartografia di base per i territori L INFORMAZIONE GEOGRAFICA I dati dell informazione geografica L Amministrazione Regionale, nell ambito delle attività di competenza del Servizio sistema informativo

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

DIRETTIVA. Sistema di Allertamento regionale per il Rischio idrogeologico e idraulico in Calabria

DIRETTIVA. Sistema di Allertamento regionale per il Rischio idrogeologico e idraulico in Calabria DIRETTIVA Sistema di Allertamento regionale per il Rischio idrogeologico e idraulico in Calabria 1 Indice Contenuti della direttiva p. 3 Aspetti generali del sistema di allertamento regionale per il rischio

Dettagli

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza)

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Allegato 2 Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Sono molto frequenti le situazioni in cui l obbligo di effettuare valutazioni ambientali

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

Valori di fondo di metalli e metalloidi nei suoli del Veneto

Valori di fondo di metalli e metalloidi nei suoli del Veneto AMBIENTE Valori di fondo di metalli e metalloidi nei suoli del Veneto Paolo Giandon, Adriano Garlato, Francesca Ragazzi ARPAV, Servizio Suoli, Dipartimento Provinciale di Treviso, via S. Barbara 5/A, 31100

Dettagli

Effetto di A.S.A.P. sul livello, qualità e vulnerabilità dell'acquifero. (Rev. 2c)

Effetto di A.S.A.P. sul livello, qualità e vulnerabilità dell'acquifero. (Rev. 2c) 1/43 LIFE06/ENV/IT/000255 A.S.A.P. Actions for Systemic Aquifer Protection The A.S.A.P. project is partially funded by the European Union LIFE Programme Effetto di A.S.A.P. sul livello, qualità e vulnerabilità

Dettagli

Variante al Piano di Lottizzazione Belloli RELAZIONE

Variante al Piano di Lottizzazione Belloli RELAZIONE Variante al Piano di Lottizzazione Belloli RELAZIONE 1) Inquadramento della variante In attuazione delle previsioni del Piano Regolatore Generale vigente dal 10 marzo 2005 il Consiglio Comunale di Ghisalba

Dettagli

COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO

COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO OGGETTO : PIANO ESECUTIVO CONVENZIONATO PER L AREA D1 DELLA ZONA P1.8 DEL P.R.G.C. RIF. CATASTALI : FOGLIO 26 MAPP.NN.232(ex36/a), 233(ex37/a, 112, 130, 136, 171,

Dettagli

SISMO. Storia sismica di sito di ManOppello

SISMO. Storia sismica di sito di ManOppello SISMO Storia sismica di sito di ManOppello Rapporto tecnico per conto del: Dr. Luciano D Alfonso, Sindaco Comune di Pescara (PE) Eseguito da: Umberto Fracassi Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni)

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni) ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Gli immobili in Italia - 2015 ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Nel presente capitolo è analizzata la distribuzione territoriale

Dettagli

PENDII NATURALI E ARTIFICIALI

PENDII NATURALI E ARTIFICIALI PENDII NATURALI E ARTIFICIALI Classificazione del movimento, fattori instabilizzanti, indagini e controlli 04 Prof. Ing. Marco Favaretti Università di Padova Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria

Dettagli

RELAZIONE SULLA FORMAZIONE DEL CATASTO DEGLI AGGREGATI EDILIZI

RELAZIONE SULLA FORMAZIONE DEL CATASTO DEGLI AGGREGATI EDILIZI Comune di San Demetrio Ne Vestini Provincia dell Aquila RELAZIONE SULLA FORMAZIONE DEL CATASTO DEGLI AGGREGATI EDILIZI 1. INTRODUZIONE La sottoscritta arch. Tiziana Del Roio, iscritta all Ordine degli

Dettagli

Valutazione dei rischi legati all'ambiente nell'intorno della diga

Valutazione dei rischi legati all'ambiente nell'intorno della diga REPORT FINALE Valutazione dei rischi legati all'ambiente nell'intorno della diga Davide Damato Alessio Colombo Luca Lanteri Rocco Pispico Arpa Piemonte, DT Geologia e Dissesto geologia.dissesto@arpa.piemonte.it

Dettagli

DIVISIONE STUDI E PROGETTI

DIVISIONE STUDI E PROGETTI PROVINCIA DI BRESCIA COMUNE DI MAZZANO DIVISIONE STUDI E PROGETTI COMUNE DI MAZZANO PROVINCIA DI BRESCIA Risorse e Ambiente s.r.l. Divisione Studi e Progetti Via del Sebino, 12 25126 BRESCIA Tel: 0302906550

Dettagli

ALLEGATO A ALLE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI: PERICOLOSITÀ SISMICA

ALLEGATO A ALLE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI: PERICOLOSITÀ SISMICA ALLEGATO A ALLE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI: PERICOLOSITÀ SISMICA Le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) adottano un approccio prestazionale alla progettazione delle strutture nuove e alla verifica

Dettagli

LA DEFORMAZIONE DELLE ROCCE LA TETTONICA DELLE PLACCHE

LA DEFORMAZIONE DELLE ROCCE LA TETTONICA DELLE PLACCHE Deformazione delle rocce LA DEFORMAZIONE DELLE ROCCE pieghe (sinclinali e anticlinali) faglie dirette inverse trascorrenti associate in fosse tettoniche LA TETTONICA DELLE PLACCHE Struttura della Terra

Dettagli

DOTTORATO DI RICERCA

DOTTORATO DI RICERCA Università degli Studi di Cagliari DOTTORATO DI RICERCA Difesa e Conservazione del suolo, Vulnerabilità ambientale e Protezione Idrogeologica Ciclo XXII Settore/i scientifico disciplinari di afferenza

Dettagli

Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl

Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl Studio Settembre 2014 1 Pag / indice 3 / Premessa 4 / Descrizione della catena modellistica 6 / Lo scenario simulato

Dettagli

Studio di suscettività d uso dei suoli

Studio di suscettività d uso dei suoli Studio di suscettività d uso dei suoli Schema idrico del Flumineddu per l alimentazione irrigua della Marmilla Studio di dettaglio sulle aree oggetto dell intervento Distretto irriguo della Bassa Marmilla

Dettagli

I BOLLETTINI VALANGHE AINEVA e LA SCALA DI PERICOLO

I BOLLETTINI VALANGHE AINEVA e LA SCALA DI PERICOLO CENTRO NIVO METEOROLOGICO ARPA BORMIO I BOLLETTINI VALANGHE AINEVA e LA SCALA DI PERICOLO Corso 2 A- AINEVA Guide Alpine della Lombardia Bormio 25-29 gennaio 2010 A cura di Flavio Berbenni MARCATO FORTE

Dettagli

I sinkholes nelle altre regioni The sinkholes in the other regions

I sinkholes nelle altre regioni The sinkholes in the other regions Mem. Descr. Carta Geol. d It. LXXXV (2008), pp. 419-426, figg. 14 I sinkholes nelle altre regioni The sinkholes in the other regions NISIO S. (*) 1. - INTRODUZIONE I fenomeni di sinkhole nelle altre regioni

Dettagli

LUNGO IL PO, IN VIAGGIO DALL ARCHITETTURA ALLA NATURA Progetti fra Terre e Acque per riscoprire il Paesaggio zero Ippolito Ostellino

LUNGO IL PO, IN VIAGGIO DALL ARCHITETTURA ALLA NATURA Progetti fra Terre e Acque per riscoprire il Paesaggio zero Ippolito Ostellino LUNGO IL PO, IN VIAGGIO DALL ARCHITETTURA ALLA NATURA Progetti fra Terre e Acque per riscoprire il Paesaggio zero Ippolito Ostellino L esperienza di lavoro intorno ai fiumi, ed in particolare nel caso

Dettagli

INDICAZIONI PER L UTILIZZO E LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO NEI LAVORI PRIVATI SOTTOPOSTI A DIA O A PERMESSO DI COSTRUIRE

INDICAZIONI PER L UTILIZZO E LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO NEI LAVORI PRIVATI SOTTOPOSTI A DIA O A PERMESSO DI COSTRUIRE INDICAZIONI PER L UTILIZZO E LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO NEI LAVORI PRIVATI SOTTOPOSTI A DIA O A PERMESSO DI COSTRUIRE L art. 186 del d.lgs.152/06 indica le condizioni alle quali è consentito

Dettagli

VALUTAZIONE DELLE RISERVE PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI IN TERRA DI CORRIDONIA (MC) RISPETTO ALL USO ATTUALE: LA SICUREZZA SISMICA

VALUTAZIONE DELLE RISERVE PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI IN TERRA DI CORRIDONIA (MC) RISPETTO ALL USO ATTUALE: LA SICUREZZA SISMICA VALUTAZIONE DELLE RISERVE PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI IN TERRA DI CORRIDONIA (MC) RISPETTO ALL USO ATTUALE: LA SICUREZZA SISMICA ISTITUTO DI EDILIZIA ISTITUTO DI SCIENZA E TECNICA DELLE COSTRUZIONI TESI

Dettagli

UN CRITERIO PER LA DEFINIZIONE DI GIORNO CON NEVE AL SUOLO

UN CRITERIO PER LA DEFINIZIONE DI GIORNO CON NEVE AL SUOLO UN CRITERIO PER LA DEFINIZIONE DI GIORNO CON NEVE AL SUOLO Cosa si intende per giorno con neve al suolo? Se può essere relativamente semplice definirlo per un territorio pianeggiante ampio e distante da

Dettagli

GEOTECNICA. ing. Nunziante Squeglia 13. OPERE DI SOSTEGNO. Corso di Geotecnica Corso di Laurea in Ingegneria Edile - Architettura

GEOTECNICA. ing. Nunziante Squeglia 13. OPERE DI SOSTEGNO. Corso di Geotecnica Corso di Laurea in Ingegneria Edile - Architettura GEOTECNICA 13. OPERE DI SOSTEGNO DEFINIZIONI Opere di sostegno rigide: muri a gravità, a mensola, a contrafforti.. Opere di sostegno flessibili: palancole metalliche, diaframmi in cls (eventualmente con

Dettagli

allargarsi, andare da a Si dice anche: la pianura si estende; i confini si estendono... Scrivi tu una frase con il verbo estendersi...

allargarsi, andare da a Si dice anche: la pianura si estende; i confini si estendono... Scrivi tu una frase con il verbo estendersi... GLI APPENNINI Gli Appennini sono una catena montuosa che si estende da Nord a Sud per circa 1400 chilometri lungo la penisola italiana. Le montagne degli Appennini sono montagne meno alte di quelle delle

Dettagli

CORSO DI GEOPEDOLOGIA A.S. 2012 2013 prof. Luca Falchini LA STRUTTURA INTERNA DELLA TERRA

CORSO DI GEOPEDOLOGIA A.S. 2012 2013 prof. Luca Falchini LA STRUTTURA INTERNA DELLA TERRA CORSO DI GEOPEDOLOGIA A.S. 2012 2013 prof. Luca Falchini LA STRUTTURA INTERNA DELLA TERRA Indagini dirette Scavi per ricerche minerarie, energetiche e idriche; carotaggi Non si giunge oltre i 12 km di

Dettagli

ANALISI MEDIANTE LO SPETTRO DI RISPOSTA

ANALISI MEDIANTE LO SPETTRO DI RISPOSTA ANALISI EDIANTE LO SPETTRO DI RISPOSTA arco BOZZA * * Ingegnere Strutturale, già Direttore della Federazione regionale degli Ordini degli Ingegneri del Veneto (FOIV), Amministratore di ADEPRON DINAICA

Dettagli

Premessa. 11100 Aosta (Ao) 2/A, via Promis telefono +39 0165272866 telefax +39 0165272840

Premessa. 11100 Aosta (Ao) 2/A, via Promis telefono +39 0165272866 telefax +39 0165272840 Assessorat des Ouvrages Publics de la protection des sols et du logement public Assessorato Opere Pubbliche, Difesa del Suolo e Edilizia Residenziale Pubblica Premessa Le fondamentali indicazioni riportate

Dettagli

DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA

DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA ai sensi degli articoli 41 e 42 L.R. 11.03.2005 n.12 e successive modifiche ed integrazioni

Dettagli

Prof. Ing. Alberto Pistocchi, Ing Davide Broccoli. Ing Stefano Bagli, PhD. Ing Paolo Mazzoli. Torino, 9-10 Ottobre 2013. Italian DHI Conference 2013

Prof. Ing. Alberto Pistocchi, Ing Davide Broccoli. Ing Stefano Bagli, PhD. Ing Paolo Mazzoli. Torino, 9-10 Ottobre 2013. Italian DHI Conference 2013 Implementazione di un modello dinamico 3D densità a dipendente all'interno di un sistema Web-GIS per la gestione e il monitoraggio della qualità delle acque di falda per un comparto di discariche Prof.

Dettagli