Ecco che nasce e si articola l istituto Ciro Pollini di Mortara. tecnico dei servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera;

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1 Siete voi giovani la società di domani tutti voi ed è qui a scuola che potete sperimentare la vostra capacità di osare ma per osare bisogna avere un progetto un idea un sogno..il vostro progetto la vostra idea, il vostro sogno. Sdoganatelo dal profondo e dategli le ali volerà Prof. Luciana Spaccia Premessa La Lomellina è un territorio fertile e pianeggiante delimitato da grandi estensioni di campi coltivati per diversi secoli principalmente a frumento, mais, foraggio e riso e grazie a ciò che la provincia di Pavia è la prima produttrice risicola italiana. È proprio in questo contesto che nasce l esigenza di formazione da parte degli imprenditori pavesi per garantire un maggiore sviluppo di questa terra (cosi ricca di potenzialità, in risposta alle esigenze di un territorio sostanzialmente agricolo) e al tempo stesso per cercare di soddisfare le richieste nei settori agricolo, alberghiero e socioassistenziale. Ecco che nasce e si articola l istituto Ciro Pollini di Mortara. Si differenziano quattro profili in uscita: tecnico per l'agricoltura e lo sviluppo rurale; tecnico dei servizi sociosanitari; tecnico dei servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera; operatore preparazione pasti /operatore servizi sala bar I percorsi di studio attivati hanno tra i principali obiettivi l inserimento degli allievi nel mondo del lavoro e ciò è facilitato dai rapporti sistematici tra scuola, aziende dei diversi settori, enti e associazioni. I programmi scolastici e le iniziative didattiche vengono annualmente revisionate, tenendo conto delle tendenze del mercato e dei nuovi sviluppi con la finalità di fornire all utenza un bagaglio professionale moderno e flessibile che aiuti i giovani a operare con competenza in settori attinenti il diploma conseguito. 1

2 Oltre al contesto locale e regionale, l Istituto rivolge il proprio interesse a quello europeo, promuovendo la partecipazione degli studenti a iniziative internazionali particolarmente proficue e formative. Identità culturale e progettuale della scuola Un corso di studi, per sua natura, promuove una formazione in grado di integrare l'apprendimento teorico con l'esperienza pratica, in particolare l approccio alle discipline professionali avviene con modalità induttiva che parte dall osservazione e dall analisi diretta dei fenomeni per trasformarli gradualmente in deduzioni ed elaborazioni teoriche. L'Istituto si è dovuto inoltre misurare, negli ultimi anni con il fenomeno del disagio, della dispersione scolastica e della carenza motivazionale, fenomeni ai quali è opportuno offrire immediata risposta. I docenti sono perciò indirizzati verso la ricerca di strategie didattiche integrate che vengano incontro alle esigenze dei giovani motivandoli alla scuola, senza privarli di un adeguata formazione culturale, oltre che professionale. L inserimento nel mondo del lavoro è un obiettivo meglio raggiungibile se l attività della scuola si integra con quella del territorio e se corrisponde adeguatamente alle richieste innovative di valorizzazione delle risorse locali e di salvaguardia dell ambiente. A ciò mirano i progetti curricolari ed extracurricolari che vengono proposti tramite servizi esterni di catering, manutenzione del verde, di animazione e di alternanza scuolalavoro. Inoltre, la presenza di alunni diversamente abili impone l'urgenza di predisporre attività sempre più idonee per cercare di valorizzare i loro punti di forza e fornire loro abilità di base per un inserimento protetto in settori lavorativi compatibili con le loro specificità. L impegno dell Istituto in questa direzione è da sempre stato rilevante. 2

3 L utenza, un tempo prevalentemente maschile, vede oggi un progressivo aumento della componente femminile, soprattutto nell ambito dell indirizzo per tecnico dei servizi sociosanitari. L area geografica di provenienza è molto ampia e va dal milanese al pavese dal novarese all alessandrino. La gran parte degli allievi raggiunge la scuola con mezzi ferroviari o autolinee e pertanto l orario delle lezioni deve tenere conto del forte pendolarismo. Nonostante le oggettive difficoltà della rete di trasporti, scelgono di venire a studiare a Mortara molti studenti che avrebbero sedi scolastiche più vicine, ma privilegiano il clima ordinato della piccola cittadina periferica rispetto al degrado e alla confusione delle grandi aree metropolitane. L Istituto Pollini ha sempre cercato di coinvolgere e motivare i giovani non solo nelle discipline pratiche, ma di stimolare comunque il recupero e consolidamento della preparazione in tutte le altre materie. Questo è essenziale se si vuole passare da competenze puramente esecutive ad una professionalità più autonoma e gratificante. VALUTAZIONE DI SISTEMA E DELLE SCUOLE L Istituto Pollini è inserito in questo progetto. Le scuole coinvolte nella sperimentazione vengono studiate integrando: i dati descrittivi di struttura in possesso del MIUR (come la disponibilità di computer o la percentuale di studenti ripetenti) e di altre fonti istituzionali (Istat, Ragioneria di Stato); un Questionario scuola rivolto ai Dirigenti Scolastici per avere informazioni su quegli aspetti che non vengono raccolti dal MIUR, ma che sono ritenuti importanti (ad esempio il livello di partecipazione dei genitori o l utilizzo di prove di valutazione strutturate per gli studenti); 3

4 alcuni strumenti (Questionari genitori e insegnanti, schede, griglie di rilevazione, ecc.) che le scuole possono utilizzare per l autovalutazione, e di cui possono comunicare all INVALSI in forma sintetica i risultati. La valutazione delle scuole INVALSI intende infatti affiancare e supportare i processi di valutazione interna/autovalutazione realizzati dalle scuole. un ciclo di visite ad alcune scuole selezionate, per osservare in modo strutturato i processi didattici e organizzativi attuati a livello di scuola e di classe (anche con osservazione diretta delle lezioni), intervistare i diversi attori coinvolti nel processo educativo (dirigente, insegnanti, famiglie), e raccogliere materiale documentario. Alla fine del percorso di raccolta ed elaborazione delle informazioni, il gruppo di ricerca si propone di verificare la validità dei singoli indicatori nonché quella dell intero modello, per individuare quei criteri che risultano di qualità e definire quindi gli standard da utilizzare per la valutazione delle scuole italiane. Il Questionario scuola presenta alcuni punti in comune con il Questionario di sistema proposto dall INVALSI alle scuole nei precedenti anni scolastici. Ha però anche forti elementi di discontinuità rispetto al passato. Se negli anni precedenti lo scopo del Questionario di sistema era la raccolta di informazioni per descrivere il sistema scolastico nel suo complesso, quest anno per la prima volta l INVALSI tramite il Questionario scuola e gli altri strumenti pone al centro della valutazione le singole istituzioni scolastiche. LINEE GUIDA DEL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA Per rispondere alle esigenze che emergono dalla precedente analisi del territorio i docenti individuano le seguenti linee di intervento: progettazione di una didattica che garantistica agli allievi una formazione professionale adeguata al continuo cambiamento, proprio della nostra epoca e quindi una mentalità flessibile che consenta loro di affrontare e anticipare 4

5 l'evoluzione della società senza con ciò privarli di una solida e organica cultura di base; sviluppo di attività strettamente legate alla realtà territoriale, non solo con riferimento agli aspetti professionali, ma anche alla conoscenza del territorio, della sua storia, del suo patrimonio culturale e sociale; iniziative rivolte al territorio che rendano l'istituto polo di riferimento e favoriscano l'integrazione tra scuola, realtà produttiva, contesto locale; arricchimento delle competenze acquisite con personalizzazioni, approfondimenti, area progettuale, alternanze scuolalavoro collegate a specializzazioni facilmente spendibili nel territorio ed anche nella più ampia area regionale; consolidamento delle competenze in attività reali di produzione e servizio sul territorio come catering, gardening, animazione, ecc. promozione di iniziative per prevenire e rispondere al fenomeno della dispersione e del disagio motivazionale diversificando l'offerta formativa al fine di creare nuove e più stimolanti modalità di apprendimento e di recupero; protocollo di accoglienza e inclusione ; (allegato 1 del POF); progetti europei e scambi culturali che allarghino l esperienza degli allievi mettendoli in diretto contatto con la realtà di altri paesi europei; offerta di formazione permanente tramite l attivazione dei corsi serali per studenti lavoratori; percorsi di educazione alla legalità per favorire la formazione di una corretta coscienza sociale e civile improntata alla solidarietà e al rispetto dell altro e del diverso (Cittadinanza e Costituzione); sottolineatura dell ecosostenibilità e della cura della salute come filo conduttore per uno sviluppo progressivo, negli insegnamenti scientifici, delle competenze necessarie per compiere da cittadini scelte responsabili come singoli e come collettività; 5

6 fare teatro come metodologia e laboratorio per consentire la manifestazione della voglia dei giovani di essere protagonisti e sviluppare nel contempo la metacognizione delle tematiche affrontate nella messa in scena. CALENDARIO PIANO ANNUALE ATTIVITA DATA /PERIODO ATTIVITA 1 Settembre 2014 Collegio Docenti Dal 2 al 13 Settembre 2014 Esami debiti integrativi idoneità relativi scrutini Incontri per programmazione Ie FP su indicazione referente 15 Settembre 2014 Inizio lezioni 19 Settembre 2014 Collegio Docenti 24 Settembre 2014 Riunioni Dipartimentali 25 Settembre 2014 Riunioni per aree disciplinari Da 1 a 10 Ottobre 2014 Consigli di classe di programmazione 17 Ottobre 2014 Elezioni rappresentanti alunni/genitori nei CdC 23 Ottobre 2014 Collegio Docenti Funzioni Strumentali e P.A.A. Dal 3 al 12 Novembre 2014 Consigli di Classe con rappresentanti 28 Novembre Ricevimento generale dalle 16 alle Dicembre Open Day dalle 10 alle Dicembre 2014 Fine 1 quadrimestre Dal 7 al 19 Gennaio 2015 Scrutini 1 quadrimestre 6

7 24 Gennaio Open Day dalle alle Gennaio 2015 Fine 1 quadrimestre serale 02/02/15 Scrutini 1 quadrimestre serale 19 Febbraio 2015 Collegio Docenti verifica azione didattica Dal 23/02 al 4/03/2015 Consigli di Classe 12 Marzo 2015 Riunioni per aree disciplinari 20 Marzo Ricevimento generale dalle 16 alle Aprile 2015 Riunioni dipartimentali Dal 5 al 13 Maggio 2015 Consigli di Classe per libri di testo e documento quinte 20 Maggio 2015 Collegio Docenti libri di testo 27 Maggio 2015 Scrutini di ammissione terze IeFP 5 e 8 Giugno 2015 Scrutini di ammissione quinte 8 Giugno 2015 Termine lezioni Da 8 a 12 Giugno 2015 Scrutini 12 Giugno 2015 ore Collegio Docenti FUNZIONI STRUMENTALI E COLLABORATORI La gestione delle attività dell Istituto nel suo complesso spetta al Dirigente Scolastico, coadiuvato dai suoi Collaboratori. collaboratore della Dirigente Scolastica con funzioni di vicaria: Girardelli Maria Teresa collaboratore della Dirigente Scolastica: Olivieri Roberto coordinatore dipartimento per l indirizzo sociosanitario; Monti Danila, Serra Fabrizia coordinatore dipartimento per l indirizzo alberghiero: 7

8 Marsotto Andrea coordinatore dipartimento per l'indirizzo Agrario: Olivieri Roberto Funzioni strumentali POF e Territorio : Borghi Maria/Omodeo Zorini Silvia Valutazione qualità : Sacchi Luisa /Mazza Donatella Formazione docenti : Ciccocioppo Gabriele Salute, benessere, inclusione :Addobbati Silvio, Negri Annalisa Responsabile esterno della Sicurezza : Ing. Grieco Gaetano. I coordinatori dei Progetti: organizzano l attività dei gruppi che lavorano ai diversi progetti; i referenti: sono il punto di riferimento per una certa attività, hanno il compito di coordinarla organizzandone la struttura e le iniziative, costruiscono un gruppo di lavoro con colleghi disponibili ad assumersi incarichi differenziati. Sono previsti i referenti per l orientamento, le attività sul territorio e l inserimento di alunni in situazione di difficoltà; i responsabili: sono figure di riferimento per la gestione delle strutture fisiche della scuola; sono previsti i responsabili per il laboratorio chimicotecnologico, l azienda agraria, i laboratori di informatica, le strutture di cucina, sala e bar, la biblioteca, la sicurezza sul luogo di lavoro, la qualità; Con i referenti collaborano le commissioni di lavoro e i responsabili a realizzare le attività indicate o qualunque altra attività l istituto intenda promuovere, suddividendosi gli incarichi quando necessario; COMPITI DEL COORDINATORE DI DIPARTIMENTO O AREA DISCIPLINARE/MATERIA 1. Presiedere le riunioni su delega del preside e curarne la verbalizzazione, raccogliendo eventualmente i contributi dei diversi referenti; 2. Studiare i necessari materiali ed appunti introduttivi ricevuti dalla presidenza e/o partecipare a riunioni preparatorie con il dirigente scolastico; 8

9 3. Assicurare il necessario coordinamento disciplinare sia orizzontale che verticale promuovendo con i colleghi la condivisione di obiettivi e metodi; 4. Rappresentare, nelle sedi opportune, le necessità e i problemi relativi alle materie o aree disciplinari; 5. Smistare ai colleghi le informazioni e i documenti passati durante l anno dalla presidenza su opportunità di aggiornamento, proposte didattiche, manifestazioni ed eventi inerenti la disciplina o l indirizzo; 6. Riportare eventuali feedback al Dirigente o raccogliere e far crescere istanze di partecipazione e organizzazione dei colleghi riguardo le possibilità di cui al punto precedente. COMPITI DEI RESPONSABILI DI AZIONI DEL PIANO ANNUALE DELLE ATTIVITA 1. Tenere presente l esperienza accumulata dalla scuola con iniziative analoghe e le priorità del POF (le Azioni del P.A.A. nascono come Progetti per l attuazione del P.O.F.) 2. Presentare al Collegio Docenti, per il tramite dell apposita commissione interindirizzi, il progetto dell attività; 3. Proporre al dirigente scolastico il bando per l acquisizione delle necessarie risorse professionali e collaborare per la selezione delle stesse; 4. Fornire alla segreteria didattica i dati per la stesura dei contratti con gli esperti esterni e degli incarichi di docenza agli interni (approfondimento, ex IDEI), con esclusione delle ore in cattedra o di recupero; 5. Definire e controllare il calendario del corso, adattandolo alle situazioni eccezionali che si dovessero presentare; 6. Coordinare tra loro gli interventi dei diversi docenti e gestire le relazioni con i consigli di classe interessati; 9

10 7. Svolgere funzione di tutoring del gruppo classe (presenze, comportamenti, motivazioni); 8. Curare la registrazione delle attività; 9. Fornire una verifica intermedia dell attività per mettere a disposizione eventuali economie o prevedere e richiedere per tempo maggiori risorse; 10.Stendere la relazione finale ed il consuntivo dell azione. ELENCO DOCENTI 2014//15 aggiornato al 21/10/14 1. ABBRUZZO GIUSEPPE 2. ADOBBATI SILVIO 3. ALLEVI CRISTINA 4. APREA MARIA ROSARIA 5. ARMIGNAGO MARIA 6. AVVISATI CARMINE 7. AVVISATI PASQUALE 8. BALLAERA MARCO 9. BASILE GIUSEPPE 10.BASSANI SARA 11.BAVERA PAOLA 12.BECCARIA BARBARA 13.BERTINELLI FABIO 14.BERTOLA BRUNILDE 15.BONI ELISA 16.BORELLA ANNA 17.BORGHI MARIA 18.CAPRIOGLIO SILVIA 19.CARANTI ELENA 20.CASALE GIUSEPPE 21.CATTANEO CLAUDIO 22.CATTANEO SILVIA 23.CAZZOLA ELENA 24.CICCOCIOPPO GABRIELE 25.COLLI ELISABETTA 26.COMUZIO SABRINA 27.CUOMO MAFALDA 28.DANISE ANTONIO 29.DE MAIO LUCIA 30.DE LUCIA RAFFAELE 31.DI CASTRI CARMENDELIA 32.DI PRIMA GIUSEPPINA 10

11 33.DRIGO PIERANGELA 34.FASANELLI VERONICA 35.FLORAMO CARMELO 36.FUMAGALLI ENRICA ELVIRA 37.GALLO RAFFAELLA 38.GAZZANIGA CLAUDIA 39.GERLI MADDALENA 40.GIANNINI ANDREA 41.GIRARDELLI M. TERESA 42.GORNATI MICHAELA 43.GRAMEGNA FRANCESCA 44.GRAZIOLI MAURO 45.GRUGNETTI M. TERESA 46.IMPALA GISELLA 47.INVERNIZZI M. ROSA 48.LABONIA MARIANNA 49.LEVA FRANCESCA 50.LO BARTOLO STEFANO 51.LOMBARDO CONCETTA 52.LONGOBARDI ROBERTO 53.LUGANO SILVANA 54.MACCHIA ALESSIO 55.MANZINO ELISA 56.MARINO MARTA 57.MARSOTTO ANDREA 58.MAZZA DONATELLA 59.MONTI DANILA 60.MONACO GIULIA FRANCESCA 61.MIRARCHI ANTONIO SAVERIO/ 62.NAVAZZA VALENTINA 63.NEGRI ANNALISA 64.NOBILE ORIANA 65.NUNZIATA SABATINO 66.OMODEO ZORINI SILVIA 67.ONGARO MARCO 68.OLIVIERI ROBERTO 69.PAGANI MARINA 70.PANIZZA TERESA 71.PANZA MONICA 72.PASCARELLI M. ROSA 73.PASTORMERLO GIOVANNI 74.PICCI ELISABETTA 75.RESTAGNO ANNA 76.RIGHINI MARIO 11

12 77.RIZZOTTI RINO 78.ROMANO VITO 79.RONCAGLIONE M. VITTORIA 80.ROSSI ANTONELLA 81.ROSSI ROSETTA 82.ROVIGLIONE RENATA 83.RUSCONI ELENA MARIA 84.SACCHI LUISA 85.SALONNA GRAZIA RITA 86.SALVADEO MARCO 87.SARTA ROSARIO 88.SCANAVINI MICHELA 89.SERRA FABRIZIA 90.SIVIERO MON ICA 91.SORGE PAOLA 92.SOZZANI ANDREA 93.TAGLIANI LAURA 94.TAGLIAVINI MARCO 95.TIMPANARO IVANA 96.TOTI FRANCESCO 97.TRAPELLI PAOLA 98.TROVAMALA DANILO 99.VECCHI NADIA 100. VIETTI MARCELLA 101. ZANETTI VITTORIO SERVIZI DI SUPPORTO ALLA DIDATTICA Valido contributo alla produttività del lavoro proviene dal personale non docente che collabora attivamente alla realizzazione delle iniziative didattiche quotidiane ed eccezionali, al mantenimento dei rapporti con gli studenti e le loro famiglie, alla circolazione delle informazioni tra le diverse componenti. Direttore dei servizi generali amministrativi: CORIALE Francesco Assistenti amministrativi:balzaretti Barbara, BELLATI Angela, BELLOTTI Federica, CANNA Emanuela GREGGIO Manuela, MORATELLI Luisa,VERCESI Fulvia,VISALLI Nicola Assistente tecnico informatico :VARESE RaffaellA 12

13 Assistenti tecnici agraria: BUSSI Laura, LA LICATA Angelo, FUSANI Laura Assistenti tecnici alberghiero: BUSSI Germana,GIAMMO' Fortunata, PANNO Bernadette, SARNACCHIARO Michela Collaboratori scolastici agrario e sociale:collettini Giuseppe, FURCI Mirella, LEONE Filippo, MAZZOTTA Giuseppina, MAZZOTTA Eleonora, ROSTELLATO Noemi, ZUCCOTTI Maria Collaboratori scolastici alberghiero: ALLOCCA Carmela, BALBI Marcella, BRUNAZZI Maria Cristina, FOCARACCIO Domenica, GAUDINO Salvatore, LONGHITANO Giuseppina, PRESTINENZI Concetta Collaboratori scolastici serale: NEGLIA Antonella IL CONSIGLIO DI CLASSE: Il consiglio di classe si occupa dell'andamento generale della classe, formula proposte al dirigente scolastico per il miglioramento dell'attività, si esprime su eventuali progetti di sperimentazione, presenta proposte per un efficace rapporto scuolafamiglia. E composto da: Dirigente scolastico oppure da un coordinatore, che è un docente della classe delegato dal dirigente scolastico, con le funzioni di presidente; il corpo docente di classe; 2 rappresentanti eletti dai genitori degli alunni iscritti alla classe; 2 rappresentanti degli studenti, eletti dagli studenti della c COMPITI DEL COORDINATORE DI CONSIGLIO DI CLASSE 1. Partecipare ad eventuali incontri preliminari col dirigente per la preparazione delle riunioni/leggere istruzioni del Preside per la conduzione dei Consigli; 13

14 2. Presiedere il consiglio di classe con delega del dirigente quando egli ne è impedito; 3. Presiedere l assemblea in occasione delle elezioni dei rappresentanti dei genitori; 4. Curare che delle riunioni venga steso adeguato verbale; 5. Anticipare al Dirigente le situazioni problematiche particolarmente critiche all o.d.g. del consiglio o da esso poste in discussione; 6. Coordinare lo sviluppo della sperimentazione (ove non diversamente stabilito); 7. Coordinare, con i docenti del consiglio referenti per le singole attività, la partecipazione della classe ai diversi progetti, approfondimenti, uscite didattiche, ecc.; 8. Coordinare la predisposizione di simulazioni di prove interdisciplinari (classi terze e quinte); 9. Coordinare la stesura del documento del consiglio di classe (classi quinte); 10.Verificare periodicamente assenze e ritardi ed, in caso di necessità, prendere contatto con le famiglie, 11.Verificare periodicamente i libretti personali degli allievi e la presenza di firme dei genitori; 12.Comunicare con le famiglie, a nome del consiglio di classe, circa situazioni disciplinari e di profitto da affrontare congiuntamente; 13.Farsi portavoce di eventuali richieste degli allievi presso il consiglio di classe e del consiglio di classe verso gli alunni, al di fuori dei consigli di classe allargati a tutte le componenti. DOCENTI COMPOSIZIONE MEMBRI CONSIGLIO D ISTITUTO A.S.2013/142015/16 1Grugnetti Maria Teresa 14

15 2Negri Annalisa 3Omodeo Zorini Silvia 4Panizza Teresa 6Rossi Rosetta 7Sarta Rosario 8Serra Fabrizia GENITORI 1Bottura Alessandra 2Codegoni Combi Emanuela 3De Angelis Alda 4Quaranta Marco PERSONALE ATA 1Allocca Carmela 2Ornati Picardi Angelo Sergio STUDENTI 1Attoh Guy 2Colella Mattia 3Paro Arianna 4Ramponi Mirko Integrazione Studenti Stranieri INSERIMENTO DEGLI ALUNNI NELLE CLASSI Per gli alunni che provengono da una scuola media italiana vengono seguiti la normativa di riferimento e i criteri generali definiti dall Istituto. 15

16 Per gli alunni che provengono da una scuola estera si attiva una Commissione apposita la quale, tenendo conto delle disposizioni legislative e delle informazioni raccolte tramite la scheda d iscrizione, la scheda dati ed il colloquio con l alunno e la famiglia, dopo aver valutato le abilità e le competenze dell alunno stesso, propone l assegnazione alla classe. La Commissione Accoglienza valuta tutte le informazioni utili sulle sezioni della stessa fascia. Al fine dell assegnazione sono presi in considerazione i seguenti elementi: presenza nella classe di altri alunni stranieri provenienti dallo steso paese; presenza nella classe di altri alunni stranieri con la stessa lingua veicolare; complessità delle classi (alunni diversamente abili, alunni DSA, alunni ripetenti); ripartizione degli alunni stranieri nelle classi evitando la costituzione di sezioni con predominanza di alunni stranieri. La Commissione Accoglienza contatta, quindi, il Coordinatore della Classe scelta e gli fornisce le informazioni emerse nella fase preliminare affinché renda partecipi gli altri docenti del Consiglio di Classe. Il Consiglio di Classe curerà che nella fase di primo inserimento tutta la classe sia coinvolta nell accoglienza dell alunno straniero; in seguito favorirà l integrazione nella classe degli alunni stranieri ed individuerà modalità di semplificazione linguistica per ogni disciplina. In particolare le materie i cui contenuti sono più discorsivi e che presentano maggiori difficoltà di carattere linguistico possono non essere affrontate nel corso del primo quadrimestre fino a quando gli alunni non abbiano raggiunto competenze linguistiche sufficienti nel caso la valutazione del primo quadrimestre sarà non classificato. Per gli alunni stranieri con difficoltà linguistiche i contenuti delle discipline vengono opportunamente selezionati, individuando i nuclei tematici fondamentali, al fine di permettere il raggiungimento degli obiettivi minimi previsti nella programmazione. 16

17 PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E INCLUSIONE Il protocollo di accoglienza (allegato 1 del POF) nasce dall esigenza di individuare regole comuni, condivise ed univoche per promuovere l accoglienza, l integrazione e il successo formativo degli alunni con Bisogni Educativi Speciali. Un numero sempre più ampio di alunni, continuativamente o per determinati periodi e per una pluralità di motivi (fisici, biologici, fisiologici, psicologici, sociali) presenta difficoltà di apprendimento, di sviluppo di abilità e competenze nonché disturbi del comportamento, che possono portare ad abbandoni, ripetenze e pluriripetenze, con un impatto notevole sul fenomeno della dispersione scolastica. La Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 Strumenti d intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l inclusione scolastica introduce il concetto di Bisogni Educativi Speciali (B.E.S) che si basa su una visione globale della persona con riferimento al modello ICF della classificazione internazionale del funzionamento, disabilità e salute (International Classification of Functioning, disability and health) fondata sul profilo di funzionamento e sull analisi del contesto, come definito dall Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2002). La Direttiva sposta definitivamente l attenzione dalle procedure di certificazione all analisi dei bisogni di ciascuno studente ed estende in modo definitivo a tutti gli studenti in difficoltà il diritto e quindi il dovere per tutti i docenti alla personalizzazione dell apprendimento, anche attraverso il diritto ad usufruire di misure dispensative e strumenti compensativi, nella prospettiva di una presa in carico complessiva ed inclusiva di tutti gli alunni. Offrendo a tali alunni opportunità formative la scuola si propone l'obiettivo di consentire a ciascuno lo sviluppo delle proprie potenzialità attraverso percorsi individualizzati e personalizzati. 17

18 La qualità del lavoro a scuola passa attraverso una gestione progettuale del processo formativo e ciò necessariamente implica il superamento dell individualismo dei docenti, grazie alla maturazione di una consapevolezza della parzialità di ogni singolo contributo e della necessità di una dimensione organizzativa e di coordinamento. La stesura del Protocollo, dunque, vuole essere un supporto concreto al lavoro degli insegnanti, in modo da offrire procedure relative all inserimento dell alunno nella classe, alle modalità di sostegno dello studente nel processo di apprendimento ed alla sua valutazione, favorendo così il processo di integrazione. L ACCOGLIENZA Per le classi prime si propone una programmazione volta a sollecitare l'interesse degli allievi tramite una didattica il più possibile concreta e interattiva che sensibilizzi i giovani su temi di carattere culturale e professionale. In particolare si cerca di perseguire i seguenti obiettivi: aiutare gli alunni a prendere coscienza delle proprie capacità, valorizzarle e potenziarle; favorire l'inserimento nella scuola, nella società, nel mondo del lavoro di tutti gli alunni, compresi coloro che vivono una situazione di svantaggio; individuare e intervenire nelle situazioni di carenza motivazionale e culturale tramite iniziative di recupero e approfondimento che limitino il fenomeno della dispersione, sviluppare le conoscenze della realtà territoriale e ambientale; coinvolgere gli alunni in attività legate al loro profilo professionale che rendano la scuola punto di riferimento per il territorio. Coinvolgere le famiglie, poiché per l'efficacia dell'azione formativa e didattica della scuola è fondamentale che funzioni il triangolo di responsabilità genitoridocentiallievo, il Pollini ha rinnovato l'accoglienza nei confronti dei genitori prevedendo: più incontri generali docentigenitori oltre ad un orario settimanale di ricevimento 18

19 consulenza psicologica con seminari e sportello di ascolto sulle problematiche dei rapporti coi figli e dell'elaborazione delle varie crisi degli adolescenti; aggiornamento sull'uso di internet anche per usufruire della modalità via web che la scuola sta adottando per comunicare le informazioni essenziali sull'andamento scolastico degli allievi. RETE PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DEL SUCCESSO FORMATIVO E IL CONTENIMENTO DELLA DISPERSIONE Dall A.S le azioni dell istituto per ridurre il fenomeno dell abbandono e promuovere il successo scolastico sono state uniformate al modello definito dalla rete provinciale costituita da istituti tecnici, professionali e CFP per condividere le migliori pratiche in fatto di accoglienza, rimotivazione o riorientamento, nonché protocolli concordati per i passaggi tra istituti della rete. In particolare, per quella quota parte della potenziale dispersione che potrebbe dipendere da una scelta non indovinata dell indirizzo di studio, si prevede che, al primo anno, le richieste di cambiare scuola successive al 1 novembre siano soddisfatte, compatibilmente con le capienze dei singoli istituti, al termine del primo quadrimestre e facilitate, nonché supportate, da: l adozione di un curriculum di riferimento comune a tutte le scuole della rete, come previsto dal nuovo ordinamento l utilizzo di matrici comuni di valutazione e riconoscimento dei crediti, l effettuazione di moduli integrativi di passaggio tra indirizzi all inizio del secondo quadrimestre. 19

20 Area della FORMAZIONE ORIENTAMENTO L orientamento è un efficace strumento per limitare la dispersione scolastica. Esso è indirizzato ai seguenti soggetti: studenti del terzo anno di Scuola Primaria di Primo Grado e loro famiglie che ricevono informazioni sia attraverso i campus che partecipando agli open day: agli studenti delle classi seconde dell indirizzo alberghiero per indirizzarli ad una oculata scelta su quale tipologia di corso iscriversi nella terza classe; agli studenti delle classi seconde dell indirizzo socio sanitario che potranno ricevere nuovi stimoli didattici e professionali visitando e svolgendo attività di animazione presso strutture per bambini ed anziani; agli studenti delle quarte e delle quinte mediante un adeguata informazione in merito alla possibilità di prosecuzione degli studi a livello universitario. Area della DIDATTICA Il regolamento di riordino, DPR 87/2010, ridefinisce all art. 2 l identità e l articolazione dell istruzione professionale: l'identità degli istituti professionali si caratterizza per una solida base di istruzione generale e tecnicoprofessionale, che consente agli studenti di sviluppare i saperi e le competenze necessari per rispondere alle esigenze formative del settore produttivo di riferimento, per un rapido inserimento nel mondo del lavoro e per l'accesso all'università e all'istruzione e formazione tecnica superiore. 20

21 Le metodologie didattiche sono improntate alla valorizzazione del metodo laboratoriale e del pensiero operativo, all analisi e alla soluzione dei problemi, al lavoro cooperativo per progetti, per consentire agli studenti di cogliere concretamente l interdipendenza tra cultura professionale, tecnologie e dimensione operativa della conoscenza. Il percorso di studi si articola in: PRIMO BIENNIO (PER ASSOLVERE L'OBBLIGO SCOLASTICO) SECONDO BIENNIO QUINTO ANNO che permette di raggiungere : competenze chiave di cittadinanza (aspetto metodologico) competenze di base nei quattro assi culturali (aspetto cognitivo) letterariolinguistico, logicomatematico, storicosociale e scientificotecnologico le quali dovrebbero caratterizzare la formazione dei giovani al termine dei 10 anni di obbligo scolastico (entro il 2 anno di scuola superiore). Tali obiettivi formativi vengono qui di seguito riassunti. L allegato A del Regolamento definisce il profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) dello studente a conclusione del quinquennio di istruzione professionale, specificando separatamente i risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi, declinati in termini di competenze, e quelli propri del settore servizi cui appartengono gli indirizzi attivati all Istituto Pollini: Servizi per l Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Servizi Socio Sanitari, Servizi per l Enogastronomia e l Ospitalità Alberghiera. 21

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