IL PROBLEMA DELLA RICCHEZZA NEL PENSIERO ECONOMICO DI GIUSEPPE TONIOLO

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE FACOLTÀ DI ECONOMIA Corso di Laurea in Economia e Commercio Tesi di Laurea IL PROBLEMA DELLA RICCHEZZA NEL PENSIERO ECONOMICO DI GIUSEPPE TONIOLO Relatore: Chiar.mo Prof. PAOLO PECORARI Laureando: ANDREA DE VIDO ANNO ACCADEMICO 2001/2002

2 4 INDICE ABBREVIAZIONI 6 BIBLIOGRAFIA 7 INTRODUZIONE 22 I. PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA NEL PENSIERO ECONOMICO DI METÀ OTTOCENTO 1. I classici La divisione del lavoro Il fattore demografico La rendita ricardiana Economia positiva ed economia normativa I marginalisti Tre maestri 55 II. LA PRODUZIONE DELLA RICCHEZZA NEL PENSIERO ECONOMICO DI GIUSEPPE TONIOLO 1. I fattori della produzione La produzione in atto La triplice legge del progresso produttivo e le industrie territoriali L industria agricola Nell ordinamento tecnico Nell ordinamento professionale Nell ordinamento economico-giuridico L industria manifatturiera Nell ordinamento tecnico Nell ordinamento professionale Nell ordinamento economico-giuridico 133

3 5 III. LA DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA NEL PENSIERO ECONOMICO DI GIUSEPPE TONIOLO 1. L oggetto e i soggetti del processo distributivo Salario e interesse Rendita e profitto Le leggi della distribuzione Norme Deviazioni Rimedi 175 NOTA BIOGRAFICA 180

4 6 1 ABBREVIAZIONI TTE G. TONIOLO, Trattato di economia sociale e scritti economici, I-V, prefazione di F. VITO, Città del Vaticano TRF G. TONIOLO, Dei remoti fattori della potenza economica di Firenze nel Medio Evo e scritti storici, prefazione di S. MAJEROTTO, Città del Vaticano PTD P. PECORARI, Toniolo Giuseppe, in Dizionario storico del movimento cattolico in Italia ( ), diretto da F. TRANIELLO-G. CAM- PANINI, II, I protagonisti, Casale Monferrato 1982, pp

5 7 2 BIBLIOGRAFIA ALESSI R., Enfiteusi, in Enciclopedia giuridica, XII, Roma 1989, pp (paginazione per voce). ARDIGÒ A., Toniolo: il primato della riforma sociale per ripartire dalla società civile, Bologna ASSANTE F., Alle origini della società industriale, in Storia dell economia mondiale (secc. XVIII-XX), Bologna 1995, pp BAIROCH P., Agricoltura e rivoluzione industriale ( ), in Storia economica d Europa, diretta da C. M. CIPOLLA, III, Torino 1980, pp BAIROCH P., Le politiche commerciali in Europa dal 1815 al 1914, in Storia economica Cambridge, VIII/1, Le economie industriali, a cura di P. MATHIAS-S. POLLARD, Torino 1992, pp BARBER W.J., Storia del pensiero economico, Milano BARBIERI G., Riflessioni su Toniolo storiografo ed economista, in Attualità del pensiero di Giuseppe Toniolo, a cura di M. L. FORNACIARI DAVOLI-G. RUSSO, Milano 1982, pp BARBIERI G., Introduzione al convegno, in Giuseppe Toniolo tra economia e società, a cura di P. PECORARI, Udine 1990, pp BARUCCI P., Introduzione, in Contributi alla conoscenza del pensiero di Giuseppe Toniolo. Atti del convegno Economia e società nella crisi dello Stato moderno: il pensiero di Giuseppe Toniolo, Pisa dicembre 1981, Pisa 1984, pp

6 8 BARUCCI P., Storia, scienza economica e messaggio salvifico, in P. BARUCCI-A. MAGLIULO, L insegnamento economico e sociale della Chiesa ( ). I grandi documenti sociali della Chiesa cattolica, Milano 1996, pp BOF F., Genesi e primi sviluppi delle Raiffeisenkassen nella Marca ( ), in Un secolo di cooperazione di credito nel Veneto, le casse rurali ed artigiane, a cura di G. ZALIN, Roma 1985, pp BOF F., Le casse rurali nella marca trevigiana tra 800 e 900. Alle origini della cooperazione cattolica di credito nelle campagne venete, Treviso BOF F., La cassa rurale di Orsago. Cent anni di vita nella storia del movimento cooperativo dell Alto trevigiano , Pordenone BOF F., Economia, mutualità e credito a Vicenza intorno al 1866: le origini della Banca popolare, in Storia della Banca popolare vicentina, a cura di G. DE ROSA, Roma-Bari 1997, pp BOF F., Economia e società nei riformisti «lombardo-veneti» ( ), in Amicitiae causa. Scritti in memoria di mons. Luigi Pesce, a cura di P. PECORARI, Treviso 2001, pp BORLA T., L Opera dei Congressi e la Democrazia Cristiana nel pensiero di Giuseppe Toniolo, in Il pensiero economico-sociale di Giuseppe Toniolo, a cura di R. MOLESTI-S. TRUCCO, Pisa 1990, pp BRUCCOLERI P. A., Giuseppe Toniolo, il milite della democrazia cristiana, in Raccolta di scritti in memoria di Giuseppe Toniolo nel decennio della sua morte, Milano 1929, pp BURGALASSI S., Statistica e sociologia in Giuseppe Toniolo, in Il pensiero economico-sociale di Giuseppe Toniolo, a cura di R. MOLESTI-S. TRUCCO, Pisa 1990, pp

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11 13 MARSHALL A., Principi di economia, a cura di A. CAMPOLONGO, Torino MEOLI U., Lineamenti di storia delle idee economiche, Torino MESSEDAGLIA A., Della teoria della popolazione principalmente sotto l aspetto del metodo. Malthus e dell equilibrio della popolazione colle sussistenze, Verona 1858, ristampato in ID., Opere scelte di economia e altri scritti, I, Verona 1920, pp MESSEDAGLIA A., Della scienza nell età nostra ossia dei caratteri e dell efficacia dell odierna cultura scientifica, ristampato in ID., Opere scelte di economia e altri scritti, I, Verona 1920, pp MICHELINI L., Marginalismo e socialismo: Maffeo Pantaleoni ( ), Milano MILL J. S., Principi di economia politica, I, a cura di B. FONTANA, introduzione di G. BECATTINI, Torino MOLESTI R., La teoria del valore nelle dottrine economiche, Milano MOLESTI R., Il pensiero economico-sociale di Giuseppe Toniolo, in Il pensiero economico-sociale di Giuseppe Toniolo, a cura di R. MOLESTI-S. TRUCCO, Pisa 1990, pp MOLESTI R., L economia sociale di Giuseppe Toniolo: il trattato, in Giuseppe Toniolo tra economia e società, a cura di P. PECORARI, Udine 1990, pp MOTTA L., Credito popolare e sviluppo economico, l esperienza di una banca locale lombarda fra il 1874 e il 1907, Milano MUSU I., Alle soglie del duemila: tra efficienza economica e giustizia sociale, in Etica ed economia, atti del convegno «L enciclica Sollicitudo rei socialis e i

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15 17 nella crisi dello Stato moderno: il pensiero di Giuseppe Toniolo, Pisa dicembre 1981, Pisa 1984, pp SPICCIANI A., Giuseppe Toniolo tra economia e storia, Napoli SPICCIANI A., Per un diritto italiano del lavoro. Il pensiero e l opera di Giuseppe Toniolo, premessa di G. PERA, Pisa STALEY C.E., A History of Economic thought: from Aristotele to Arrow, Cambridge TATTARA G., Interesse, in Dizionario di economia politica, diretto da G. LUN- GHINI, V, Torino 1982, pp TAVIANI P. E., La teoria del profitto nella scuola smithiana, Firenze TIBERI VIPRAIO P., I distretti industriali e l economia politica, in UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE, Atti del convegno Problemi e prospettive dei distretti industriali in Friuli-Venezia Giulia, Udine 11 aprile 1997, a cura di ID., Udine 1997, pp TIBERI VIPRAIO P., Dal mercantilismo alla globalizzazione. Lo sviluppo industriale trainato dalle esportazioni, Bologna TODESCAN F., Giuseppe Toniolo e il problema della democrazia, Vicenza TONIN C., Il contributo del Toniolo alla questione femminile, in Economia capitalistica, economia umana? Giuseppe Toniolo: uno studioso a servizio dell uomo, Atti del Convegno per il XXX anniversario del decreto sull eroicità delle virtù di G. Toniolo, Cison di Valmarino (TV), 10 novembre 2001, Roma 2002, pp

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17 19 le di scienze sociali e discipline ausiliarie», 10 (1895), pp , ristampato in TTE, II, pp TONIOLO G., Riforme del sistema tributario, in UNIONE CATTOLICA PER GLI STUDI SOCIALI IN ITALIA, Atti e documenti del secondo congresso cattolico italiano degli studiosi di scienze sociali tenutosi in Padova nei giorni 26, 27, 28 agosto 1896, Padova 1897, ristampato in TTE, V, pp TONIOLO G., Criteri scientifici etico-economici intorno al credito dal punto di vista cristiano, in UNIONE CATTOLICA PER GLI STUDI SOCIALI IN ITALIA, Atti e documenti del secondo congresso cattolico italiano degli studiosi di scienze sociali tenutosi in Padova nei giorni 26, 27, 28 agosto 1896, Padova 1897, ristampato in TTE, V, pp TONIOLO G., Cenni commemorativi: Angelo Messedaglia, «Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie», 25 (1901), pp , ristampato in TRF, pp TONIOLO G., Cenni commemorativi: Fedele Lampertico, «Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie», 40 (1906), pp , ristampato in TRF, pp TONIOLO G., Il pensiero filosofico-scientifico di Fedele Lampertico, in Scritti in omaggio a Fedele Lampertico, a cura di S. RUMOR, Vicenza 1924, pp , ristampato in TRF, pp TONIOLO G., Trattato di economia sociale e scritti economici, I-V, prefazione di F. VITO, Città del Vaticano TONIOLO G., Lettere, I ( ); II ( ); III ( ), raccolte da G. ANICHINI, ordinate e annotate da N. VIAN, Città del Vaticano TONIOLO G., Il compito economico dell avvenire, in ID., Saggi politici, a cura di S. MAJEROTTO, Roma 1980.

18 20 TRAMONTIN S., L intransigentismo cattolico e l Opera dei Congressi, in Storia del movimento cattolico in Italia, diretta da F. MALGERI, I, Milano 1981, pp VALARCHÉ J. M., L insegnamento pontificio a carattere economico nei documenti dei vescovi, in Etica, economia e sviluppo. L insegnamento dei vescovi dei cinque continenti, a cura di R. BERTHOUZOZ-R. PAPINI-R. SUGRANYES DE FRANCH, Bologna 1994, pp VALASSINA G., La teoria della rendita nella storia del pensiero economico, Milano VERCESI E., Le origini del movimento cattolico in Italia, , Milano VILLANI A., Gli economisti, la distribuzione, la giustizia. Adam Smith e John Stuart Mill, Milano VISMARA P., Valori Morali e autonomia della coscienza. Il dibattito sul prestito a interesse nella Chiesa moderna, in UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE, Chiesa, usura e debito estero. Giornata di studio su «Chiesa e prestito a interesse, ieri e oggi» in occasione del cinquantennio della Facoltà di Economia, Milano 19 dicembre 1997, Milano 1998 pp VISTALLI F., Giuseppe Toniolo, Roma WALRAS L., Elementi di economia politica pura, traduzione di A. BAGIOTTI, introduzione di G. PALOMBA, Torino WEBER M., L etica protestante e lo spirito del capitalismo, Firenze ZAGARI E., Storia dell economia politica. Dai marginalisti alla nuova macroeconomia classica, Torino

19 21 ZAMAGNI S., Economia politica, Urbino ZENEZINI M., Rendita, in Dizionario di economia politica, diretto da G. LUNGHI- NI, VI, Torino 1983, pp

20 22 3 INTRODUZIONE Giuseppe Toniolo può essere considerato «il maggiore esponente del pensiero cristiano-sociale tra 800 e 900» 1. Dalla fine degli anni 70 la sua figura è stata oggetto di un processo di riscoperta e valorizzazione, testimoniato da alcuni convegni di studio e dalla pubblicazione di una consistente letteratura specialistica tendente a ricostruirne il pensiero economico, giuridico, storico, teologico, sociale e politico 2. Sulla scia di tale rinnovato interesse, questa tesi vuole indagare un aspetto specifico e, forse, non ancora sufficientemente approfondito dell opera tonioliana: quello della produzione e della distribuzione della ricchezza. Quando il Toniolo prende a occuparsi della produzione della ricchezza, altri autori ne hanno già trattato. Ecco perché si è ravvisata l opportunità di inserire nel primo capitolo una breve ed essenziale traccia sul pensiero economico in materia fino a metà Ottocento. Nel primo paragrafo si accenna all opera degli economisti della scuola classica e, segnatamente, agli apporti di alcuni dei suoi principali esponenti (Smith, Malthus, Ricardo e Mill). Analogo criterio ha guidato la stesura del secondo paragrafo sulla scuola neoclassica, concentrando l attenzione su Marshall, autore in più occasioni citato dal Toniolo. Il terzo paragrafo vuole chiarire la natura del debito culturale del Toniolo nei confronti dei suoi maestri Angelo Messedaglia, Luigi Luzzatti e Fedele Lampertico. È un debito essenzialmente metodologico, che fa della ricerca scientifica un procedimento volto a conseguire l unità del sapere, nella consapevolezza che tra le varie discipline intercorrono molteplici legami. I tre maestri gli insegnano inoltre la necessità di verificare la corrispondenza tra i teoremi formulati in maniera astratta e la realtà storica, l urgenza di considerare l uomo quale soggetto dei processi economici, la consapevolezza dello stretto legame che unisce etica ed economia. Il secondo capitolo tratta in modo specifico della produzione della ricchezza. Nel primo paragrafo sono analizzati i singoli fattori della produzione (l uomo, la natura e il capitale) e vengono chiariti quali legami intercorrono tra essi. Contestualmente viene anche riconosciuto che l azione umana è guidata dal- 1 P. PECORARI, Toniolo, un economista per la democrazia, Roma 1991, p A tal proposito rimando al bilancio bibliografico contenuto in PECORARI, Toniolo, un economista per la democrazia, pp

21 23 la «suprema legge edonistica», tendente a ottenere il massimo effetto utile col minimo dispendio di mezzi. Fin da subito emerge che tale principio direttivo non si manifesta mai nella sua dimensione puramente edonistica, bensì è arricchito e guidato dall etica e condizionato dalle situazioni storiche, frutto dell interazione tra l uomo, la società e l ambiente. Il secondo paragrafo analizza le modalità di esercizio dell attività produttiva, soffermandosi sulla genesi e sullo sviluppo delle imprese, sul ruolo dell imprenditore e sulle cause del progresso produttivo (le conoscenze scientifiche applicate all industria, l educazione morale e civile dei produttori e l intervento dello Stato). Secondo il Toniolo, le leggi economiche non sono conoscibili per deduzione, bensì devono essere frutto dell osservazione dei fatti e dell indagine storica. Con un simile procedimento egli individua nella storia dei fenomeni costanti che considera leggi del progresso produttivo. In tal senso la divisione del lavoro, l utilizzo delle macchine e il fatto che l attività produttiva da individuale tenda a farsi collettiva non si configurano più come leggi universali. Nel terzo paragrafo sono enunciate le norme che attengono al funzionamento dei gruppi di imprese che presentano caratteristiche di omogeneità, ossia le industrie. Sulla base dell esperienza storica, il Toniolo rinviene tre leggi che ne guidano lo sviluppo: 1) la legge di specificazione, secondo la quale ogni industria tende a differenziarsi dalle altre; 2) la legge di incremento, in base alla quale la potenza produttiva delle industrie segue un trend ascendente; 3) la legge di integrazione, che descrive i rapporti tra le singole industrie. Per meglio analizzare il dispiegarsi delle tre leggi, le industrie vengono distinte in territoriali (paragrafo terzo), agricole (paragrafo quarto) e manifatturiere (paragrafo quinto); si specifica infine come le tre leggi operino nell ordinamento tecnico, professionale ed economico-giuridico. Il terzo capitolo tratta del processo distributivo della ricchezza prodotta. Nel primo paragrafo sono studiati il reddito oggetto di distribuzione e i requisiti per partecipare al suo riparto, evidenziando, da un lato, la necessità di attribuire una quota parte del reddito totale in base all apporto dato da ciascuno alla produzione e, dall altro, l esigenza di garantire un equa distribuzione sorretta dall etica, anche a favore di chi non può partecipare al processo produttivo. Sulla scia del dettato milliano si considera pure la particolare natura delle leggi che governano il processo distributivo, essendo queste ultime dotate di caratteri antropologici estranei a quelle della produzione. Il secondo paragrafo tratta del sa-

22 24 lario e dell interesse. Tali porzioni del reddito totale sono determinate dall interazione di una legge normale e di una legge commerciale. La legge normale determina il salario in funzione del costo di produzione, ossia in base alla somma dei sacrifici (passati e attuali) sostenuti dal lavoratore, e l interesse in base ai sacrifici necessari per formare e mettere a disposizione della produzione un certo capitale. Le risultanze della legge commerciale, invece, dipendono dalle condizioni dei rispettivi mercati e dall azione delle forze della domanda e dell offerta. Non vengono tralasciati il ruolo delle organizzazioni sindacali e la questione della libertà di contrattazione contestualmente all analisi dei sistemi che storicamente si sono alternati: quello della totale riprovazione dell interesse, quello della limitazione legale del suo importo e quello della piena libertà di contrattazione. Il terzo paragrafo considera la natura della rendita, rinvenendo i suoi elementi costitutivi nell utilità e nella limitazione del fattore natura. Considera altresì le leggi che regolano il profitto e che fanno di esso un reddito unico, vale a dire non considerato come un insieme di remunerazioni (prestazione di lavoro e impiego di capitale). Infine, il quarto paragrafo studia i nessi tra la legge del progresso economico e la distribuzione, soffermandosi sulle dinamiche che sovrintendono al processo di evoluzione dei salari, degli interessi, delle rendite e dei profitti. Il Toniolo sa che possono verificarsi delle situazioni patologiche le quali investono le norme che governano la distribuzione della ricchezza. Nascono così le crisi sociali che vedono contrapporsi, da un lato, le classi dei capitalisti e dei proprietari terrieri e, dall altro, quelle dei lavoratori. La causa principale di siffatto stato di cose risiede nel disequilibrio economico tra capitale e lavoro, ma non devono essere dimenticati la sproporzione esistente tra il progresso dell industria manifatturiera e quello dell industria agricola, nonché il depauperamento delle condizioni economiche, sociali e politiche del lavoratore. I rimedi alla crisi sociale, al pari delle sue cause scatenanti, sono particolarmente complessi e investono i più disparati ambiti d indagine, da quello economico a quello religioso. A giudizio del Toniolo, per far fronte a tali fenomeni è necessario introdurre la cooperazione, il patronato industriale e un adeguata legislazione sociale.

23 25 4 Capitolo I PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA NEL PENSIERO ECONOMICO DI METÀ OTTOCENTO 1. I classici 1.1. La divisione del lavoro Nel volume sulla produzione della ricchezza, il Toniolo, considerando le leggi che regolano il progresso produttivo delle imprese e riferendosi in particolare al loro ordinamento interno e alla loro gestione, individua degli «indirizzi» a suo giudizio «costanti nella storia» 3 (vere e proprie leggi del progresso produttivo, appunto) tra i quali rientra la divisione del lavoro 4. L autore che per primo ha esaminato il problema in termini criticamente adeguati è Adam Smith 5. Nel suo Ricerche sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776) 6, egli af- 3 TTE, III, p Sul pensiero del Toniolo in merito alla divisione del lavoro come legge del progresso produttivo, v. infra, cap. II, par Se è vero che il Toniolo riprende, al tema di divisione del lavoro, concetti già espressi da Smith e gli riconosce il merito di averne «determinato il pregio nel dominio economico» (cfr. TTE, III, pp ), non può certo affermarsi che l economista italiano condivida le basi della teoria smithiana tanto da indicarne i difetti e, primo fra tutti, quello di disconoscere «l autorità superiore dell etica, facendo della morale un prodotto del sentimento umano al pari dell utile e quindi immedesimandola con questo» (cfr. TTE, I, pp ; TTE, II, p. 397). Il Toniolo non risparmia certo le critiche al sistema smithiano capace di insinuare, «specialmente nelle classi dominanti», lo «spirito di cupidigia» giungendo a considerare «l uomo come mezzo della ricchezza e non viceversa», un sistema fautore di «una concorrenza frenata» a scapito dei più deboli, interessato soltanto «alla produzione indefinita della ricchezza [ ] con pregiudizio dell equa ripartizione»: in una espressione causa non ultima di una vera e propria «crisi sociale» (TTE, I, p. 242). 6 J. A. SCHUMPETER (Storia dell analisi economica, I, Torino 1959, p. 227) sostiene che sebbene l insegnamento di Smith «non contenga nulla di originale, [ ] nessuno, né prima né dopo Smith, ha mai pensato di accollare un peso simile alla divisione del lavoro» arrivando a definirlo «l unico fattore del progresso economico». Le indicazioni iniziali di Smith circa l importanza della divisione del lavoro e l affermazione dello Schumpeter sopra riportata potrebbero indurre a concludere che il fattore determinante la ricchezza di una nazione sia la stessa divisione del lavoro. A ben vedere, come in seguito specifica lo stesso Smith, la causa della ricchezza è l accumulazione del capitale. Le due determinanti immediate del progresso della ricchezza sono la produttività del lavoro e la proporzione tra lavori produttivi e improduttivi. Queste ultime sono però dipendenti in ultima istanza dall accumulazione del capitale. A. SMITH (La ricchezza delle nazioni, a cura di A. BAGIOTTI-T. BAGIOTTI, Torino 2001, p. 388) sostiene, infatti, che «la divisione del lavoro può progredire soltanto in proporzione alla preventiva e graduale accumulazione del capitale». Il saggio di crescita dell economia dipende pertanto dalla ripartizione del prodotto totale tra beni di consumo e accumulazione di capitale, essendo positivamente correlato con quest ultima. Lo stesso Smith (ivi, p. 456) continua affermando che «il valore del prodotto annuale della terra e del lavoro di ogni nazione

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