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1 - 5 - Lavoro di tesi: Gli Anziani della Città di Bellinzona Indagine sulla situazione di autonomia delle persone ultra 70enni che vivono sole al proprio domicilio Studente: Riccardo Lüthi Relatrice: Prof. Wilma Minoggio Direttrice SUPSI-DSAS Bellinzona, aprile 2006

2 Indice Premessa...1 Abstract Introduzione Obiettivi del lavoro di tesi Metodologia Piano della tesi Oggetto di studio La popolazione di Bellinzona Il Dicastero previdenza sociale della Città Panoramica dell'offerta socio-sanitaria a Bellinzona Le pietre miliari della politica in favore degli anziani Parte empirica Presentazione dell'inchiesta Il questionario Analisi dei dati Considerazioni sugli aspetti salienti dell'indagine Conclusioni I risultati La metodologia dell inchiesta Riflessioni e proposte operative I prossimi passi...59 Bibliografia...66 Allegato...67

3 Premessa Premessa La salvaguardia e il miglioramento della salute hanno da sempre rivestito un ruolo importante nella nostra società poiché sempre più godere di buona salute significa benessere e garanzia di longevità. Questa naturale e legittima esigenza di donne e uomini di ogni ceto sociale, ha dato un grande valore culturale e politico a tutti quei provvedimenti atti a migliorare le condizioni igieniche, mediche e alimentari riconosciuti come elementi basilari per una buona salute. Garanzia di approvvigionamento di acqua potabile in ogni dove e di evacuazione delle acque luride nel rispetto dei corsi d acqua e dei laghi, prevenzione e cura medica a tutto campo, come pure un'alimentazione sana ed equilibrata, sono solo alcuni dei fattori che hanno migliorato nel corso dei decenni le condizioni di salute della nostra popolazione. La carta tornasole che dimostrava e che dimostra tutt oggi l efficacia di queste misure sono le curve demografiche che riportano e testimoniano una costante e crescente speranza di vita. Nel 1970 sono stati censiti 61 ultracentenari a livello nazionale mentre nel 2000 se ne contavano già 787. Maggiore longevità da un lato e minore natalità dall altra, hanno innescato una mutazione lenta ma inarrestabile delle scale demografiche. Mutazioni che, con il passare degli anni, sono divenute uno dei piatti forti della politica sociale ed economica. Infatti, quella che un tempo era definita la piramide demografica ha cominciato a mutare acquisendo sempre più le sembianze di una tozza piramide rovesciata. Le basi della società sono dunque divenute più piccole e allo stesso tempo fragili per il crescente peso che le sovrasta. Oggi, da un lato ci si rallegra di quanto ottenuto a favore della salute pubblica e dall altro si comincia a preoccuparsi seriamente di quel basamento che rischia di cedere sotto il peso del risultato di tanto benessere. Detto altrimenti, è forte e tangibile la preoccupazione su come le nuove generazioni riusciranno a sostenere solidalmente le grandi generazioni di anziani. Soprattutto in un momento in cui l economia mostra di non riuscire a garantire lo standard sociale sin qui raggiunto e in continua crescita, emergono forti preoccupazioni che proprio questa solidarietà venga meno e che gli anziani si troveranno a dover far fronte ai loro bisogni sociali unicamente con i propri mezzi. Oltre a questo fenomeno vi è il tema dei costi della salute che viene dibattuto in ogni ambito, da quello privato, a quello professionale, fino ad arrivare in ambito politico. Il tema 1

4 Premessa forte che si ripropone puntualmente ogni anno è sicuramente l aumento dei premi delle assicurazioni malattia. All aumentare dei costi della salute si risponde puntualmente con un sostanziale aumento dei premi per gli assicurati. Per contrastare questa tendenza, negli ultimi anni si parla però anche di quali prestazioni eliminare dalla copertura assicurativa. In sostanza si sta praticando una cura dimagrante ai costi della salute, snellendo la paletta di prestazioni sanitarie a carico dell assicurazione malattia e, nel contempo, obbligando coloro che necessitano o desiderano una prestazione sanitaria non riconosciuta a pagarla di tasca propria. Questo fenomeno porta inesorabilmente ad una sanità a più velocità nella quale unicamente chi ha i mezzi finanziari può beneficiare di determinati servizi. A questo si aggiungono i controversi principi del bonus e malus, che penalizzano i malati e premiano i sani, come pure il concetto della franchigia alta con premio mensile basso, attraente soprattutto per i giovani sani che in questo modo non partecipano solidalmente a coprire i costi globali della salute. Uno degli obiettivi primari della politica degli anziani 1 nel nostro Canton Ticino è la promozione dell autonomia, ritenuto un importante fattore di benessere, di integrazione sociale e di valorizzazione delle risorse accumulate in conoscenza e in esperienza di vita. La Legge anziani prima e la Legge sull assistenza e cura a domicilio poi, hanno creato degli strumenti che servivano ai fini del raggiungimento di questo ambizioso obiettivo. La Legge anziani 2, ossia la legge concernente il promovimento, il coordinamento e il sussidiamento delle attività sociali a favore delle persone anziane, ha consentito la realizzazione di case per anziani, di centri diurni ricreativi, di centri diurni terapeutici e di servizi di assistenza e cura a domicilio, contribuendo alla creazione di una rete socio-sanitaria che venisse in aiuto alla persona anziana che perdeva la propria autonomia o che veniva colpita da malattia invalidante. La Legge sull assistenza e cura a domicilio 3 ha dal canto suo posto le basi per il potenziamento dei servizi volti a consentire all anziano di rimanere a casa propria, rinviando nel tempo un eventuale trasferimento in Casa per anziani ed evitando quanto possibile ricoveri ospedalieri. 1 DSS: La politica degli anziani ieri, oggi, domani 2 Legge cantonale concernente il promovimento, il coordinamento e il sussidiamento delle attività sociali a favore delle persone anziane (25 giugno 1973) 3 Legge cantonale sull assistenza e cura a domicilio (16 dicembre 1997) 2

5 Premessa Questi provvedimenti sono la logica risposta alla volontà unanime della nostra società che ha chiesto alla scienza, alla politica e all economia di poter vivere il più a lungo e nelle condizioni di salute migliori possibili. Il dilemma che accompagna perennemente la politica sociosanitaria verte attorno alla qualità che si vuole e che si può offrire con i mezzi finanziari a disposizione, fattore questo tutt altro che banale, in particolare di questi tempi in cui le risorse finanziarie sono generalmente scarse e in cui il dibattito su quanto la sanità possa e debba costare è più attuale e vivo che mai. Il parallelismo tra maggiore longevità e maggiori costi della salute, è sempre stato a conoscenza di tutti, ma al di là dell aspetto economico, non ci si è mai resi veramente conto dell impegno umano e della solidarietà che sono necessari mobilitare, affinché i nostri anziani possano veramente godere degli anni guadagnati, grazie in particolare ai progressi medico-sanitari. Nella nostra realtà sociale e territoriale il valore della famiglia è ancora sentito e gli anziani possono ancora contare su una rete primaria che interviene a loro sostegno. Laddove invece questo supporto è venuto a mancare, una rete sociale composta da enti e associazioni di vario genere, unitamente a svariati movimenti di volontariato e la sensibilità del vicinato, contribuiscono sostanzialmente alla permanenza al proprio domicilio delle persone anziane. Malgrado questa situazione generalmente positiva, non mancano però segnali che ci inducono a meglio e costantemente valutare quanto viene offerto, infatti sentiamo ancora le notizie dell anziano deceduto in solitudine e ritrovato solo dopo alcune settimane, degli anziani ricoverati in ospedale poiché denutriti o disidratati, degli anziani scoperti a vivere in pessime condizioni igieniche e costrette ad alloggiare in abitazioni senza riscaldamento, per citarne solamente alcuni. Queste notizie ci colpiscono, riportandoci alle carenze ancora esistenti in fatto di assistenza sociale e dandoci una sensazione di fallimento e soprattutto sollevando interrogazioni tra la gente e a livello politico. Cantone e Comuni si adoperano per evitare questi eventi. Svariate strategie vengono messe in atto, si creano servizi sociali e sportelli multifunzionali, ai cittadini vengono ripetutamente inviati fogli informativi, elenchi dei servizi e altra documentazione utile in caso di bisogno e tutte queste iniziative migliorano il benessere sociale del singolo e della comunità. 3

6 Premessa Ciò nonostante è forte la convinzione, e i numerosi colloqui avuti nell allestimento di questo lavoro di tesi hanno rafforzato questo sentimento, che potremo attuare qualsiasi stratagemma ma malgrado i nostri sforzi rivivremo di tanto in tanto la sensazione della disfatta, quando apprenderemo di un nuovo caso di persona anziana che è cascata fra le fitte maglie della nostra rete sociale. E allora ci troveremo soli con la nostra frustrazione e con le gratuite accuse di non adempienza dei doveri nei confronti dei concittadini anziani. 4

7 Abstract Abstract Con l obiettivo di fotografare la situazione dello stato di autonomia delle persone anziane ultra 70enni che vivono sole in Città e di dotarsi di uno strumento che gli permetta di valutare modalità e necessità di un intervento a favore della popolazione bersaglio, il Municipio di Bellinzona ha lanciato un inchiesta con l invio di un questionario alla popolazione in oggetto e che è stata svolta nell estate Lo studio quantitativo ha voluto esplorare il grado di autonomia nel soddisfare i bisogni primari e secondari delle persone, esplorando gli ambiti seguenti: i contatti personali con famigliari, parenti e conoscenti, le conoscenze e la frequenza dei servizi sociosanitari operanti sul territorio, l autonomia nello svolgimento delle attività della vita quotidiana, lo stato di salute, la valutazione della qualità di vita e le prospettive future. Statisticamente lo studio si è svolto su un campione casuale semplice di 700 persone che è stato estratto utilizzando la tecnica dell estrazione con reimmissione su una popolazione totale di 922 persone. L analisi statistica è poi stata effettuata su dati ponderati. I risultati salienti emersi sono l importante presenza della famiglia quale entità di riferimento, quale aiuto primario in caso di bisogno e per lo svolgimento delle attività della vita quotidiana, laddove l autonomia è venuta a mancare. Un esigua percentuale di intervistati dichiara di non poter chiamare nessuno in caso di bisogno. Si osserva inoltre la relativamente scarsa conoscenza dei Servizi sociosanitari operanti sul territorio e allo stesso tempo lo scarso utilizzo degli stessi. Oltre allo studio specifico, questo lavoro presenta pure l evoluzione demografica di Bellinzona, l assetto organizzativo della Previdenza sociale della Città unitamente ad una breve comparazione con altri Comuni ticinesi, come pure una panoramica sui Servizi sociosanitari offerti sul territorio. Il lavoro si conclude con delle riflessioni, unitamente a proposte di intervento all indirizzo del Municipio, affinché vi siano degli elementi di discussione concreti riguardo ad eventuali interventi da attuare e per la rivalutazione della Previdenza sociale cittadina in generale. 5

8 Introduzione 1. Introduzione A Bellinzona, durante la legislatura l allora Municipale e Capo Dicastero degli istituti sociali, sensibile per vissuti personali al problema degli anziani, ha iniziato ad interessarsi alla condizione di autonomia della popolazione anziana che viveva sola in Città. Così facendo ha cominciato a raccogliere dati e informazioni che permettessero di dare una prima immagine sulla situazione e di osservare quanto avveniva in altri Comuni del Cantone. Il Comune di Mendrisio è sicuramente quello che ha destato la maggiore attenzione in quanto promotore di un concetto ambizioso per il monitoraggio e per l assistenza dei suoi anziani. Il Servizio anziani soli si è dotato di un database informatizzato sugli anziani e, con la collaborazione della Polizia comunale ed in particolare degli agenti di quartiere, segue e assiste gli anziani che ne fanno richiesta. È così che anche all interno del Municipio di Bellinzona si è cominciato a parlare dei propri anziani e delle loro condizioni di vita. In particolare è sorto l interrogativo su quali fossero le loro necessità. Allo stesso tempo e a più riprese, sono giunte al Municipio interrogazioni di cittadini indicanti scenari che avrebbero mostrato come anziani di Bellinzona vivano in condizioni e- stremamente precarie o addirittura di indecenza e abbandono, tanto da morire in solitudine tra le proprie mura di casa, all insaputa e nell indifferenza della società. A queste interrogazioni sono anche seguite alcune prese di posizione sui quotidiani che accusavano tra l altro il Municipio di inadempienza, cosa che ha portato ad un sentimento di insicurezza soprattutto fra la popolazione anziana. Valutato il modello di Mendrisio si è giunti alla conclusione che, allo stato attuale, non era possibile implementare un simile servizio a Bellinzona in quanto il Servizio sociale era sotto dotato e non disponeva di un collegamento alla rete informatica. Inoltre la Polizia comunale non prevedeva il ruolo dell agente di quartiere. Con il rinnovo dei poteri comunali nel 2004, vi è stato un cambio a capo del Dicastero socialità e salute e nel contempo hanno cominciato a giungere le prime interrogazioni ed interpellanze da parte di Consiglieri comunali che chiedevano un monitoraggio sulla condizione degli anziani della Città, come pure maggiori interventi a loro favore. A questo punto il Municipio ha deciso di prendere l iniziativa e, per definire la via da percorrere, è stato creato un gruppo di lavoro composto dal Capo Dicastero della Socialità e 6

9 Introduzione della Salute, dalla Vicesegretaria comunale, dall assistente sociale della Città e dal sottoscritto, Direttore della Casa Anziani Comunale. Il gruppo di lavoro si è riunito due volte per definire gli obiettivi e il modo di procedere, ritenendo poco sensata l implementazione di uno qualsiasi dei modelli applicati nelle altre città del Cantone, senza aver dapprima definito la situazione di Bellinzona, che non deve necessariamente rivelarsi identica ad una delle altre Città. Su mia richiesta, visto il contesto formativo in cui mi trovo e data la pertinenza sociale di questo tipo di lavoro, il gruppo ha conferito al sottoscritto mandato per la coordinazione e la realizzazione del progetto Obiettivi del lavoro di tesi Considerata l ipotesi di grave disagio per la popolazione anziana della Città, formulata dagli interpellanti e valutato quanto emerso dagli incontri del gruppo di progetto, mi è possibile formulare due obiettivi generali che il lavoro di tesi intende raggiungere: - disporre di una fotografia della situazione riguardante lo stato di autonomia delle persone anziane ultra 70enni che vivono sole in Città, - dotare il Municipio di uno strumento che gli permetta di valutare la necessità e la modalità di un intervento a favore della popolazione bersaglio e dare un primo riscontro alle domande di cittadini e Consiglieri comunali rimaste fino ad oggi senza risposta. 7

10 Introduzione 1.2. Metodologia Per lo studio si è scelto un approccio quantitativo. Con una inchiesta, tramite invio di un questionario, si è deciso di procedere ad una indagine che coinvolgesse il maggior numero di persone ultra 70enni che vivono sole in Città. La scelta di fotografare la situazione degli ultra 70enni è dettata dal fatto che i 70 anni sono l età generalmente condivisa, per definire la persona anziana. Alla base della decisione di raggiungere con l inchiesta unicamente le persone sole, vi è la riflessione che nelle economie domestiche in cui l anziano vive in coppia, l autonomia è più facilmente garantita e in caso di crisi o pericolo di uno dei conviventi, l altra persona potrebbe intervenire o comunque organizzare un intervento da parte di terzi, contattando famigliari, conoscenti, enti d appoggio o unità di primo soccorso. Con la partecipazione delle collaboratrici del Servizio sociale della Città, si è allestito il formulario inchiesta che avrebbe permesso di ottenere una fotografia sulla situazione di autonomia ed in particolare sulla soddisfazione dei bisogni primari e secondari della popolazione ultra 70enne che vive sola in Città Definita la popolazione bersaglio e la modalità d approccio, vista l importanza del progetto e dato il pericolo che il lavoro potesse venire criticato per una mancanza di professionalità e scientificità, si è richiesta la collaborazione di ricercatori della SUPSI. In particolare, il loro coinvolgimento è stato necessario per valutare la pertinenza del questionario, definire la strutturazione dell inchiesta e per il lavoro di ripresa e di valutazione dei dati. Il Municipio ha quindi conferito formale incarico alla SUPSI ed in particolare al Dipartimento delle Scienze Aziendali e Sociali, diretto dalla Professoressa Wilma Minoggio. Parallelamente all inchiesta vera e propria, si sono raccolte informazioni su diverse esperienze svolte in altre realtà del Cantone che mi hanno permesso di fare un primo sommario confronto fra le varie offerte nell ambito della previdenza sociale indirizzata agli anziani. Nel contempo si è approfondito l assetto organizzativo del Dicastero opere sociali della Città, cercando contatti con enti e associazioni operanti sul territorio e svolgendo vari colloqui con persone attive nel ramo. Ciò ha permesso di conoscere la tematica e la problematica da varie angolazioni e sotto aspetti diversi. Grazie al mondo web, è stato possibile attingere con una certa rapidità a documenti che hanno permesso di conoscere meglio la realtà sociale e politica che regola il mondo degli anziani e approfondire confronti fra la nostra e altre realtà. 8

11 Introduzione 1.3. Piano della tesi Il lavoro prevede dapprima la presentazione dell oggetto di studio in cui viene descritta la popolazione anziana di Bellinzona sulla base di dati demografici, che aiutano a comprendere la dimensione della situazione analizzata. La descrizione dell assetto organizzativo del Dicastero opere sociali della Città, permette di osservare e valutare l attuale organizzazione che si occupa di informare, aiutare ed assistere gli anziani della Città in caso di bisogno, e di illustrare brevemente come altri Comuni del Cantone gestiscono la situazione dei loro anziani. La panoramica dell offerta sociosanitaria a Bellinzona ha lo scopo di mostrare quali altri enti vi operano. La parte empirica prevede la presentazione dell inchiesta, in particolare per quanto riguarda la forma e il contenuto del questionario, la presentazione dettagliata dell analisi dei dati rilevati e delle considerazioni sugli aspetti ritenuti ricchi di significato. L analisi completa dei dati ripresi ed analizzati dalla SUPSI è allegata al presente lavoro sotto forma di CD. Il capitolo conclusivo si china dapprima sui risultati emersi dall indagine, evidenziando i dati salienti e ritenuti significativi per la riflessione che il Municipio dovrà fare in merito al pianeta anziani della Città. Al contempo, i vissuti personali e le osservazioni raccolte durante questo percorso, consentono di proporre una riflessione più ampia rispetto all oggetto in questione. Dopo una valutazione e critica rispetto alla metodologia adottata per lo studio, il lavoro si conclude con riflessioni e proposte operative concrete, le quali possono venire valutate e riprese dal Municipio quali possibili strumenti per rispondere alle esigenze dei nostri anziani emerse dall analisi effettuata. 9

12 Oggetto di studio 2. Oggetto di studio I soggetti di questo lavoro sono i cittadini di Bellinzona ed in particolare chi ha superato i 70 anni e vive solo al proprio domicilio. In questo capitolo s intende descrivere in modo specifico questa popolazione nel contesto storico e con dati demografici. Di seguito, per una migliore comprensione del contesto locale, sarà presentato l assetto i- stituzionale della previdenza sociale cittadina, come pure la rete socio-sanitaria attiva sul territorio per le persone anziane. Al fine di poter aprire una finestra su altre realtà comunali del Cantone, saranno brevemente illustrati alcuni assetti organizzativi riguardanti la previdenza sociale di alcuni Comuni ticinesi La popolazione di Bellinzona fig. 1 La storia di Bellinzona è lunga nel tempo e ci permette di capire meglio il passato e nello stesso momento di accrescere le nostre conoscenze sul presente. Per la gente che nel corso dei millenni ha valicato le Alpi, la strettoia di Bellinzona rappresentava un passaggio obbligato tra la fertile pianura della Lombardia e le impervie vallate alpine. A Bellinzona si stabilirono agricoltori preistorici, legioni romane, guerrieri germanici, truppe milanesi e confederafig. 1 Immagine contenuta nella rubrica storia del sito: 10

13 Oggetto di studio te; vi passarono re e imperatori alla testa dei loro eserciti, ambasciatori, mercanti, viandanti, avventurieri e pellegrini diretti a Roma. Oggi transitano i turisti che seguono le moderne vie di comunicazione. Le lotte secolari per il possesso di questo borgo a guardia delle vallate a nord della Lombardia coinvolsero dapprima le due città italiane di Como e Milano. Bellinzona si affermò come centro di importanza strategica, come nodo di transito negli scambi commerciali, come modesto ma vivace insediamento con una popolazione operosa. Dopo alterne vicende, il borgo bellinzonese passò agli Svizzeri. Fortunatamente i castelli sono ancora lì e non finirono distrutti o in rovina come per altri casi. 1 Ricercatori e archeologi hanno scoperto che Bellinzona è il più antico nucleo abitativo stabile del Ticino sin dalla preistoria e più precisamente dal periodo neolitico. Fino ad oggi vi si sono insediati diversi popoli fra cui i Romani, i Longobardi, i Milanesi e i Comaschi, fino a giungere all arrivo dei confederati Svizzeri verso l anno Da allora Bellinzona ha continuato a svilupparsi fino ai giorni nostri. La Città conta oggi circa 17'300 abitanti ripartiti in sei circondari e quattro frazioni. I dati dei censimenti federali dal 1850 al 2000 mostrano che la popolazione di Bellinzona è quintuplicata nell arco di 150 anni (tab. 1). Popolazione di Bellinzona dal 1850 al '000 15'000 10'000 5'000 tab Abitanti 3'209 3'462 3'950 4'038 5'553 8'255 10'406 10'232 10'706 10'948 12'060 13'435 16'979 16'743 16'849 16'463 1 Testo contenuto nella rubrica storia del sito: tab. 1 Dati estrapolati dal sito: 11

14 Oggetto di studio In realtà questa crescita è avvenuta in 130 anni poiché dal 1970 al 2000 il numero di abitanti è addirittura diminuito. Mentre la popolazione totale è calata di circa 500 unità dal 1970 al 2000, la categoria della popolazione ultra 70enne è dal canto suo più che raddoppiata, passando da 1122 a 2329 unità. In altri termini, le persone con più di 70 anni rappresentavano nel 1970 il 7% della popolazione totale, mentre nel 2000 era del 14% (tab. 2). In controtendenza a questa evoluzione è la popolazione fino ai 30 anni, che nello stesso periodo è diminuita di ben un terzo, passando da 7600 a 5200 unità. Popolazione ultra 70enne dal 1970 al '500 2'000 1'500 1' anni e più anni anni 811 1'179 1'271 1'376 tab. 2 Dalle cifre fornite dall Ufficio controllo abitanti della Città alla fine di febbraio 2004, risulta che 2420 cittadini avevano più di 70 anni e che 1089 di questi vivevano sole al proprio domicilio. Quasi 500 persone di questa fascia d età (circa il 20%) risulta essere al beneficio delle prestazioni complementari. La cifra di 2420 persone ultra 70enni, che corrisponde circa al 15% della popolazione totale, è un dato che rientra perfettamente nella media nazionale ma che lascia comunque in uno stato latente di preoccupazione coloro che sono chiamati a trovare soluzioni future riguardanti l assistenza, le cure e il finanziamento dell assicurazione vecchiaia. tab. 2 Dati estrapolati dal sito: 12

15 Oggetto di studio Anche se la Svizzera sta vivendo l'invecchiamento della popolazione tra i più lenti d Europa, lo stesso avanza inesorabilmente. L'Ufficio federale di statistica ha riscontrato un rallentamento del fenomeno tra il 1990 e il 2000, grazie ai figli della generazione del "baby boom", ma già a partire dal 2005 si prevede una sensibile ripresa. L'effetto di questa tendenza è una radicale modifica della morfologia dei grafici rappresentanti la demografia di una popolazione, allontanandoli dalla nota forma piramidale in cui figurano numerose le fasce di età giovani e, con l aumentare dell età, la numerosità diminuisce progressivamente Il Dicastero previdenza sociale della Città Nella complessa struttura organizzativa di un Municipio, e nel nostro caso di quello della Città di Bellinzona, le responsabilità per la gestione dei vari Servizi comunali sono ripartite in aree di competenza, a loro volta suddivise in Dicasteri. L'area di competenza Socialità e Salute comprende il Dicastero previdenza sociale ed è composto dai servizi dell Agenzia comunale AVS, dallo Sportello LAPS e dal Servizio sociale. I tre uffici, indipendenti per la loro funzione, sono coordinati per quanto riguarda la gestione delle risorse umane, dalla Vicesegretaria comunale. Dicastero Previdenza sociale Responsabile: Vicesegretaria Comunale Agenzia Comunale AVS Sportello LAPS Servizio Sociale 13

16 Oggetto di studio All'Agenzia comunale AVS ci si rivolge per tutte le questioni riguardanti le prestazioni dell'assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS), dell'assicurazione invalidità (AI) e gli assegni famigliari di base per lavoratori dipendenti (AF). Questo servizio si occupa pure della gestione del Fondo comunale d'assistenza che presta un aiuto momentaneo per spese necessarie eccezionali e non sopportabili, quali ad esempio malattie, ricoveri ospedalieri, denti, occhiali, trasloco e funerali. Lo Sportello LAPS 1 consiglia e presta aiuto a persone o famiglie che hanno disponibilità finanziarie costantemente inferiori al minimo vitale. Inoltre vi è la possibilità di richiedere aiuti famigliari (API/AFI), assistenziali (USSI) o contributi per persone al beneficio di rendite AVS/AI (prestazione complementare). Il Servizio sociale assiste i cittadini su richiesta diretta degli interessati. In particolare si occupa di: - informare i cittadini sulla portata e sul genere di prestazioni offerte, su diritti e obblighi che ne conseguono, sui rischi e le possibilità esistenti, in modo che essi possano farsi un'idea precisa della situazione; - incoraggiare le persone ad organizzare e sviluppare le proprie attività tenendo conto delle risorse di cui dispongono, nel rispetto dei loro diritti e doveri; - aiutare coloro che si trovano in difficoltà, disposti a collaborare, a trovare delle soluzioni adeguate, a mantenere la propria autonomia, ad amministrarsi convenientemente e a fare delle scelte responsabili. I tre servizi sono per loro competenza attenti ai bisogni delle persone anziane e si attivano per tutelare i loro interessi. Dall'organigramma non è però evidente intravedere la funzionalità della coordinazione di tutto l'apparato e allo stesso tempo delle sinergie e della collaborazione esistente fra i tre servizi. Questa difficoltà diventa ancora più sensibile osservando la dislocazione sul territorio dell'ufficio di coordinazione e dei tre servizi. Unica- 1 Legge cantonale sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (5 giugno 2000) 14

17 Oggetto di studio mente l'agenzia comunale AVS e lo sportello LAPS si trovano sotto lo stesso tetto. I quattro uffici sono in sostanza collocati in tre differenti sedi, benché poco distanti tra loro. L anziano raggiunge questi Servizi senza che vi sia stato indirizzato da uno sportello d accoglienza specifico. In pratica egli si rivolge agli Uffici su consiglio di conoscenti, indicazione di altri operatori, Servizi o Enti attivi nel contesto sociosanitario locale, o perché si è rivolto alla Cancelleria comunale o alla ricezione di una delle Case Anziani della Città. Ci è parso interessante illustrare, seppur brevemente, altre realtà cantonali per verificare le modalità di consulenza e di aiuto previsto per l anziano. Mendrisio ha dotato il suo Dicastero Istituzioni Sociali del Servizio per anziani soli. Una operatrice sociale, affiancata da cinque agenti di quartiere della Polizia comunale, si occupano di ascoltare i bisogni degli anziani ultra70enni, visitandoli mensilmente al proprio domicilio. Annualmente vengono contattati per la prima volta i cittadini che compiono i 70 anni ai quali viene presentato il Servizio Anziani Soli (SAS), unitamente all invio di un breve questionario, chiamato tecnicamente questionario di esplorazione del rischio mediante il quale si rilevano i contatti di riferimento della persona, le dipendenze per aiuti a svolgere le attività quotidiane e i bisogni per i quali non si hanno delle soluzioni. Inoltre viene indagato l interesse verso il Servizio Anziani Soli. Chi risponde affermativamente riceverà la visita dell Operatrice sociale; gli altri verranno ricontattati regolarmente ogni tre anni. Il Servizio Anziani Soli si è dotato di una banca dati elettronica, in rete fra i servizi interessati, in grado di raccogliere non solo i dati personali degli anziani ma le date delle visite effettuate dall Operatrice sociale o dall Agente di quartiere, lo stato di salute e dei bisogni specifici dell anziano. A Lugano il portale per le persone anziane è costituito dagli Istituti Sociali i quali hanno al loro interno due sedi del Servizio Accompagnamento Sociale (SAS), due sedi dell Ufficio Intervento Sociale (UIS) e cinque strutture per anziani. I quattro Servizi sono dislocati sul territorio della Città e fungono nel contempo da sportelli polifunzionali al servizio dei cittadini. 15

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