IL suolo e il sottosuolo 1

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1 SA

2 IL SISTEMA ambientale

3 SA.1 IL suolo e il sottosuolo PREMESSA Nella presente relazione viene definito l assetto geologico, idrogeologico e sismico del territorio di Sirmione in attuazione dell art.57 della L.R. 11 marzo 2005 n.12. Lo studio delle caratteristiche geologiche del territorio ha sostanzialmente due obiettivi. Il primo è la prevenzione del rischio idrogeologico attraverso una pianificazione territoriale compatibile con l assetto geologico, geomorfologico, idrogeologico e con le condizioni di sismicità del territorio. A tale scopo vengono definite le aree che possono essere interessate da situazioni di pericolo (frane, dissesti, allagamenti, amplificazioni dei danni di un terremoto, ecc.). Il secondo obiettivo è l individuazione delle risorse presenti che si ritiene debbano essere tutelate, come la falda acquifera, le aree umide, gli elementi morfologico-paesistici che caratterizzano il paesaggio, ecc. Lo studio è stato condotto secondo i criteri e gli indirizzi contenuti nella D.G.R. 22/12/2005 n.8/1566, aggiornata con D.G.R. 28 maggio 2008 n.8/7374, ed è stato suddiviso nelle seguenti fasi di lavoro: 1) fase di analisi, 2) fase di sintesi/ valutazione e 3) fase di proposta. L indagine geologica sul terreno è stata preceduta da una ricerca bibliografica, finalizzata al reperimento di informazioni e documenti utili a migliorare la conoscenza del territorio in esame. In particolare si è tenuto conto dei dati contenuti nello Studio geologico del territorio comunale prodotto per la Revisione del Piano Regolatore Generale (Ziliani L., Albini S., 1997). Tali dati sono stati opportunamente integrati con gli approfondimenti richiesti dalle direttive allegate alla D.G.R. 22/12/2005 n.8/1566 e alla D.G.R. 28 maggio 2008 n.8/7374. I dati di tipo geologico e geomorfologico raccolti, integrati dall interpretazione delle fotografie aeree, hanno portato alla redazione della CARTA GEOLOGICA E GEO- MORFOLOGICA (TAV. 1), prodotta in scala 1: Questo elaborato illustra i ter- 1. Redatto dallo STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE di Brescia - Dott. Geol. Laura Ziliani e Dott. Geol. Gianantonio Quassoli 224

4 reni presenti nel territorio comunale, nonché le forme ed i processi geomorfologici più significativi ai fini della valutazione della pericolosità indotta da fenomeni di tipo geologico. Evidenzia inoltre gli elementi morfologici che strutturano il paesaggio. Lo studio delle caratteristiche idrogeologiche del territorio nell ambito del P.G.T. è finalizzato soprattutto alla tutela delle risorse idriche sotterranee. E stata raccolta la documentazione relativa ai pozzi per acqua presenti nel territorio comunale. Le stratigrafie dei pozzi hanno permesso di tracciare due sezioni idrogeologiche al fine di illustrare la struttura sepolta del territorio. Applicando il metodo DRASTIC è stata effettuata una valutazione del grado di vulnerabilità delle acque sotterranee. I dati di tipo idrogeologico sono riportati sulla CARTA IDROGEOLOGICA E DEL SISTEMA IDROGRAFICO (TAV. 2), realizzata in scala 1: Su questo elaborato è stato riportato il reticolo idrico minore, così come contenuto nel Reticolo idrico minore del Comune di Sirmione, predisposto dal Dott. Vincenzo Ottoni nel Per valutare se all interno del territorio comunale sono presenti situazioni litologiche e geomorfologiche in grado di produrre effetti di amplificazione sismica locale è stata applicata la metodologia contenuta nell Allegato 5 della D.G.R. 28 maggio 2008 n.8/7374. È stata quindi predisposta la CARTA DELLA PERICO- LOSITÀ SISMICA LOCALE (TAV. 3) ed è stata effettuata un indagine geofisica sismica superficiale a rifrazione in due aree campione per la valutazione dei parametri Vp e Vs e per la ricostruzione del modello geofisico del sottosuolo. La fase di sintesi/valutazione ha condotto alla predisposizione della CARTA DEI VINCOLI (TAV. 4) che individua le limitazioni d uso del territorio derivanti da normative in vigore di contenuto prettamente geologico e della CARTA DI SIN- TESI (TAV. 5) che propone una zonazione del territorio in funzione dello stato di pericolosità geologico, geotecnico, idrogeologico e sismico. La sovrapposizione critica di queste due cartografie ha portato alla redazione della CARTA DELLA FATTIBILITÀ GEOLOGICA PER LE AZIONI DI PIANO (TAV. 6) che fornisce indicazioni in merito alle limitazioni d uso del territorio, alle prescrizioni per gli interventi urbanistici, agli studi e indagini da effettuare per gli approfondimenti richiesti. 225

5 1 2 RICERCA STORICA E BIBLIOGRAFICA Per il presente lavoro è stata svolta una ricerca storica e bibliografica finalizzata ad acquisire una conoscenza il più approfondita possibile del territorio in esame, andando ad esaminare l evoluzione del territorio ed i fenomeni di dissesto avvenuti in passato. In particolare sono stati consultati: gli studi disponibili in bibliografia, il Sistema Informativo Territoriale regionale, gli studi di tipo geologico presenti presso l Ufficio Tecnico Comunale, le cartografie disponibili al momento della stesura della presente relazione, le pubblicazioni effettuate dai vari Enti Territoriali (v. bibliografia di seguito riportata). BIBLIOGRAFIA - A.A.V.V. (1989) - Il rischio sismico nel bresciano. Elementi per una valutazione. Fondazione Bresciana per la Ricerca Scientifica, Ed. Ramperto, Brescia. - AA.VV. (1991) - Sirmione. Guide Grafo/6, Brescia. - ALLER L., BENNET T., LEHR J.H., PETTY R.J. (1985) - DRSTIC: A Standardized System for Evaluating Graund Water Pollution Potential Using Hydrogeological Settings. EPA/600/2-85/018, National Water Well Association Worthington; - AMBROSETTI P., BOSI C., CARRARO F., CIARANFI N., PANIZZA M., PAPANI G., VEZZANI L. & ZANFERRARI A. (1987) - Neotectonic Map of Italy. Prog. Fin. Geodin. Sottopr. Neotettonica. Carte scala 1: BARONI C. (1986) - Note sulla paleogeografia olocenica della costa occidentale del lago di Garda. Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria Vol. 8 - Consiglio Nazionale delle Ricerche e Comitato Glaciologico Italiano, Torino. - BARONI C. & VERCESI P.L. (1989) - Neotettonica del territorio bresciano: stato delle conoscenze. In: Il rischio sismico nel bresciano. Elementi per una valutazione, Fondazione Bresciana per la Ricerca Scientifica. Ed. Ramperto, Brescia. - BAZZOLI G., Indagini litostratigrafiche ed idrogeologiche nell anfiteatro morenico frontale del lago di Garda, nel tratto compreso tra i fiumi Chiese e Mincio (Brescia, Mantova, Verona). Tesi di Laurea in Scienze Geologiche, Università di Padova, A.A BENNATI R., BRICHETTI P. (1995) - L importanza dei canneti relitti nell ambiente lacustre benacense: censimento, tutela e gestione. Committ.: Amministrazione Provinciale di Brescia - Ass.all Ecologia. - BONI A. & CASSINIS G. (1973) - Carta geologica delle Prealpi Bresciane a sud dell Adamello (note illustrative della legenda stratigrafica). Atti Ist. Geol. Univ. Pavia. 226

6 - BONI A. & PELOSO G. F. (1982) - Dati sulla neotettonica dei fogli 34 Breno, 47 Brescia, di parte dei fogli 35 Riva e 48 Peschiera del Garda. In: C.N.R. - Contributi conclusivi per la realizzazione della Carta neotettonica d Italia, pubbl.506 P.F. Geodinamica. - CASSINIS G., PEROTTI C.R., VERCESI P.L. (1990) - Prealpi bresciane a sud dell Adamello: breve sintesi delle conoscenze geologiche ed ulteriori temi di ricerca. In : Attualità dell opera di Arturo Cozzaglio nel 40 della scomparsa. Atti del Convegno Nazionale, Ateneo di Brescia. - CHIARINI M. (1980) Indagine geognostica per la costruzione di un impianto natatorio in località Lugana.. Committ.: Amministrazione Comunale di Sirmione. - Cremaschi M. (1987) - Paleosols and vetusols in the central Po Plain (Northern Italy). A study in quaternary geology and soil development Unicopli Milano. - E.R.S.A.L. (1997) - I suoli dell area morenica gardesana Settore bresciano ERSAL Edizioni Milano. - GASPARETTI D. (2004) Studio geologico, idrogeologicoe geomorfologico a supporto del Piano di Lottizzazione Colombarola. - GASPARETTI D. (2008) Indagine geologica e relazione geotecnica a supporto del progetto di costruzione di unità residenziali in località Lugana. Piano esecutivo n.8. Committ.: IMCOM srl. - GEIMCO s.p.a (1987) - Progetto Monte Baldo Studio per la progettazione di un parcheggio sotterraneo, Indagine geognostica e prove di laboratorio note geologiche e geotecniche. Committ.: Impresa Pessina s.p.a. Casalecchio di Reno. - GEOTESTING (1994) - Prove penetrometriche eseguite in via Amendola a Sirmione. Committ.: Dott. Coluzzi. Brescia. - GEOTESTING (1995) - Prove penetrometriche eseguite in via Morandi a Sirmione. Committ.: dott. G. Crestana. Brescia. - SERVIZIO GEOLOGICO NAZIONALE (1990) - Carta Geologica della Regione Lombardia in scala 1: Milano. - SERVIZIO GEOLOGICO D ITALIA (1969) - Poligrafico dello Stato,Carta geologica d Italia. Foglio 48 - Peschiera del Garda (II edizione), alla scala 1: STUDIO VERONESE DI INGEGNERIA - ING. STERZI G. (1996)- Manutenzione ordinaria dei ganfi, Relazione tecnica generale, Planimetria generale dei bacini scolanti (scala 1:25.000) e Planimetria aerofotogrammetrica del percorso dei 227

7 ganfi Bragagna, Pilandro, Ghidina, Mazzarona, Cantarane, Maddalena, Riello, Riellino e Demesse (scala 1:2.000). Committ.: Amministrazione Comunale di Sirmione. - TECNODRILL (1970) Relazione tecnica sui sondaggi geognostici eseguiti in località Colombare di Sirmione in relazione al progetto di sottopasso della S.S. n. 11. Committ.: Amm. Provinciale di Brescia. Brescia. - TECNODRILL (1982) - Progetto di costruzione termale. Indagine geologicotecnica sui terreni di fondazione. Brescia. - TECNODRILL (1984) - Indagine geognostica su terreni di fondazione del nuovo edificio delle Terme e Grandi Alberghi s.p.a. Committ.: Impresa Edilzaffaina. Brescia. - TECNODRILL (1988) - Indagine geotecnica sui terreni di fondazione di un edificio per il rimessaggio barche a Colombare. Committ.: Geom. Azzali. Brescia. - TECNODRILL (1992) - Sondaggi eseguiti per i nuovi uffici comunali. Committ.: Impresa Edilzaffaina. Brescia. - VENZO S. (1965) - Rilevamento geologico dell anfiteatro morenico frontale del Garda dal Chiese all Adige. Mem. Soc. It. Sc. Nat. e Mus. Civ. St. Nat. Milano,14. - ZILIANI L. (1985) - Indagine geotecnica sul terreno in località Colombare - Committ.: Immobiliare Olimpo s.p.a.,. - ZILIANI L. (1994) - Carta della vulnerabilità delle acque sotterranee della pianura bresciana scala 1:25.000, Studi preliminari del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Brescia. - ZILIANI L. (1996) - Progetto di una rete di monitoraggio idrogeologico e geochimico degli acquiferi di pianura, di valle e di anfiteatro morenico della provincia di Brescia. Committ.: Amministrazione Provinciale, Assessorato all Ecologia. - ZILIANI L., QUASSOLI G. (2004) Relazione geologica-geotecnica allegata al progetto di un nuovo edificio residenziale in località Punta Grò. Committ.: Studio Tecnico Associato Geom. Agnolini & Geom. Lorenzetti. - ZILIANI L., SCOVOLI M. (1998) Indagine geotecnica relativa all area destinata all impianto di potabilizzazione acque. Committ.: Amm. Comunale. - ZILIANI L. e TREBESCHI A., Indagine geognostica sul terreno di fondazione della nuova Scuola Media di Sirmione. Committ.: Amministrazione Comunale di Sirmione,

8 1.3 CARATTERISTICHE GEOLOGICHE E GEOMORFOLOGICHE Inquadramento Geografico Il comune di Sirmione si trova sulla costa meridionale del Lago di Garda, all estremità orientale della provincia di Brescia, e confina a sud-ovest con Desenzano del Garda e a sud-est con Peschiera del Garda (provincia di Verona). Morfologicamente il territorio si presenta piuttosto vario, con un minimo altimetrico di circa 65 m s.l.m. lungo la costa ed un massimo di 95 m s.l.m. sulla penisola di Sirmione, poco lontano da Punta Grotte. Si riconoscono tre settori a morfologia diversa: la penisola subpianeggiante ed intensamente urbanizzata, con la caratteristica punta costituita dagli unici affioramenti rocciosi presenti nel territorio comunale; la fascia a lago, pure urbanizzata, con residui lembi di canneti; l ampia zona meridionale caratterizzata da blande ondulazioni del terreno, in buona parte coltivate a vigneto (zona di produzione del vino Lugana) Inquadramento geologico La genesi del territorio di Sirmione è legata in buona parte all azione del ghiacciaio benacense che durante il Pleistocene ( anni fa), in fasi successive, ha costruito l anfiteatro morenico del Garda, grandioso insieme di colline disposte in archi concentrici. L alternarsi di periodi glaciali freddi e di periodi interglaciali temperati determinò diverse oscillazioni della lingua glaciale che nei periodi di espansione raggiunse estensioni differenti e depositò durante la fase di ritiro una serie di grandi argini frontali, costituiti da materiali detritici, disposti grosso modo ad archi concentrici, che hanno dato origine alle colline arcuate dell anfiteatro morenico che vediamo oggi. Nel bresciano sono state riconosciute cinque espansioni glaciali, delle quali una è attribuibile al Pleistocene inferiore, tre al Pleistocene medio e una al Pleistocene superiore. La morfologia del territorio di Sirmione, secondo l interpretazione più recente è dovuta essenzialmente all ultima glaciazione del Pleistocene superiore che ha avuto la massima espansione circa anni fa (BONI A. & CASSINIS G., 1973; CREMASCHI M., 1987). Durante la fase di ritiro di questa glaciazione il ghiacciaio, dopo aver deposto la cerchia morenica costituita dai rilievi di Desenzano, Pozzolengo e Peschiera, ha abbandonato la vasta piana ondulata compresa tra questi rilievi ed il lago. Tale superficie subpianeggiante è quindi costituita da morena di fondo, formata da depositi limoso-argillosi addensati contenenti ciottoli striati e a spigoli smussati. Il colore del materiale limoso-argilloso è grigio-azzurrognolo oppure giallastro, se alterato dagli agenti atmosferici. Localmente sono presenti depositi argillosi varvati glaciolacustri, legati alla presenza, nella zona di ritiro del ghiacciaio, di laghetti intermorenici, raccolti sia in 229

9 avvallamenti prodotti da fusione di ghiaccio sepolto, sia in solchi formati dalle acque di disgelo. Terminata la fase di ritiro glaciale, si sviluppò un reticolo idrografico costituito da corsi d acqua che dalle colline moreniche si dirigevano verso il lago. Questi corsi d acqua ripresero, rielaborarono e depositarono i materiali morenici presenti nei territori da essi attraversati. Di conseguenza, soprattutto nelle zone più depresse, la morena di fondo è ricoperta da materiale trasportato da questi corsi d acqua, denominati ganfi. Laddove la pendenza del terreno induceva al ristagno delle acque, si sono formati piccoli bacini paludosi, come quello situato a nord-est di Rovizza. In epoca post-glaciale il lago di Garda, che raggiungeva un livello maggiore rispetto a quello attuale, ha portato alla deposizione di sedimenti lacustri nelle zone morfologicamente più depresse. All estremità settentrionale della penisola di Sirmione, dopo la Rocca Scaligera, sono presenti gli unici affioramenti rocciosi rinvenibili nel territorio comunale. Il promontorio roccioso delle Grotte di Catullo è costituito da calcari di colore rosato lastriformi con intercalazioni marnose, mentre più a sud, lungo la porzione orientale della punta, fino oltre Villa Cortine, affiorano conglomerati biancastri e giallastri a ciottoli in prevalenza calcarei. Il contatto tra le due unità è tettonico, dovuto cioè ad una faglia subverticale orientata NE-SO (secondo la direzione strutturale giudicariense) che ha determinato il sollevamento del lato occidentale rispetto a quello orientale. In corrispondenza di tale faglia emerge la sorgente termominerale Boiola che serve le Terme di Sirmione, nota sin dal XVI secolo e sfruttata a partire dal La fonte scaturisce ad una temperatura di 69,9 C, a 18 m di profondità e ad una distanza di circa 300 m dalla riva. Attorno alla sorgente si raccoglie del fango cinereo finissimo che viene utilizzato nella stazione termale. L acqua è classificata come ipotermale, minerale, sulfureo-salso-bromo-iodica Descrizione delle unità litologiche Sulla CARTA GEOLOGICA E GEOMORFOLOGICA (TAV. 1) è illustrata la distribuzione sul territorio delle unità litologiche individuate che sono qui di seguito descritte, a partire dalla più antica. Tra parentesi è indicata la sigla riportata sulla carta. Calcari marnosi e marne di colore rosato ben stratificati (SC): appartengono alla formazione geologica della Scaglia Rossa (Cretaceo superiore); immergono mediamente verso ovest con bassa inclinazione (5-10 ). Costituiscono la punta della penisola di Sirmione, formando un promontorio roccioso dal quale si domina il basso Lago di Garda. Conglomerati (CG): si tratta di conglomerati non stratificati, con ciottoli improntati in prevalenza calcarei, attribuiti al Miocene superiore. Affiorano nella fascia orientale sempre in corrispondenza della punta di Sirmione, a nord della Rocca Scaligera, comprendendo parte della zona abitata e la proprietà di Villa Cortine. Il contatto con la Scaglia Rossa è tettonico, dovuto cioè ad una faglia subverticale orientata NE-SW. 230

10 Depositi limoso-argillosi con più o meno rari elementi litici, corrispondenti a morena fangosa di fondo; localmente contengono argille glacio-lacustri (dl): si tratta di materiali trasportati nella porzione inferiore del ghiacciaio e abbandonati dalla lingua glaciale durante l ultima fase di ritiro (cataglaciale Würm). I ciottoli contenuti nella matrice limoso-argillosa si presentano striati e a spigoli smussati. Talora si rinvengono livelli ghiaioso-sabbioso-limosi. Localmente sono presenti argille glacio-lacustri. In particolare queste ultime sono state rinvenute in un sondaggio eseguito in via Lamarmora per il progetto di una piscina comunale (poi non più realizzata), da prove penetrometriche effettuate in via Amendola e durante i lavori di realizzazione dei pali di fondazione per il cavalcavia della nuova Strada Statale n. 11, a SW della località Rovizza. Tuttavia i dati geotecnici disponibili non consentono di delimitare arealmente le argille glacio-lacustri dai depositi limoso-argillosi con ciottoli. Del resto la genesi di queste argille glacio-lacustri, legata alla formazione nella zona di ritiro del ghiacciaio di laghetti intermorenici, fa sì che esse siano variamente distribuite e contenute in zone di dimensioni variabili, anche molto limitate, all interno della morena di fondo. Nelle aree più depresse inoltre la morena di fondo è ricoperta da sedimenti prevalentemente fini depositati dai corsi d acqua che un tempo scendevano a lago dalle colline moreniche di Desenzano, Pozzolengo e Peschiera e divagavano nella piana. Le superfici situate ad una quota inferiore a m s.l.m. sono state presumibilmente occupate nella fase post-glaciale da un paleo-garda il cui livello delle acque era più elevato rispetto a quello attuale di circa 3-3,5 m. In queste zone (parte meridionale della penisola di Sirmione, S.Maria in Lugana e Punta Grò) sulla morena di fondo potrebbero trovarsi quindi depositi lacustri. I depositi glaciali sopra descritti affiorano alla base della penisola e in quasi tutto il territorio di Sirmione. I suoli che si rinvengono sono sottili o moderatamente profondi, con un drenaggio da lento a molto lento a causa delle tessiture prevalentemente limose. All interno di questa unità litologica, su base morfologica, sono state distinte tre sotto-unità: a) aree rilevate (dlr): si tratta di superfici leggermente rilevate rispetto al territorio circostante. Sono state così cartografate un ampia zona a Colombare e quattro deboli dossi allungati in direzione nord-sud, di cui uno a SW di località Palazzo, uno in località Cascina Borghetta, uno in località Chiodi e l ultimo in località Rovizza. b) aree debolmente ondulate (dlo): occupano superfici leggermente più basse di quelle precedentemente descritte e presentano una morfologia ondulata; i campi sono spesso baulati e dotati di reti drenanti per favorire lo scolo delle acque. Queste aree occupano buona parte del territorio comunale. c) aree depresse percorse dai corsi d acqua che si immettono nel lago (dld). Il reticolo idrografico che si è sviluppato al termine dell ultima fase di ritiro del ghiacciaio ha prodotto l incisione di alcune fasce depresse disposte nordsud, all interno delle quali i corsi d acqua hanno depositato materiali prevalentemente fini (limi argillosi con ghiaia minuta) 231

11 Depositi argilloso-limosi paludosi nerastri a suoli organici (dp). Sono costituiti da sedimenti limoso-argillosi depositati per decantazione entro piccole conche umide o torbiere a suoli organici bruno-grigiastri. Nel territorio di Sirmione questi depositi sono presenti in una zona depressa situata a NE della località Rovizza Caratteristiche geotecniche dei terreni Allo scopo di definire le caratteristiche geotecniche dei terreni presenti nel territorio di Sirmione, sono stati raccolti i dati geotecnici rilevati in indagini effettuate nel comune. L elenco dei lavori consultati è riportato in bibliografia a fine relazione. Questi studi, per lo più concentrati nelle località Colombare e S. Maria di Lugana, sono generalmente basati sull esecuzione di prove penetrometriche statiche, dinamiche e/o di sondaggi. I dati così raccolti indicano la presenza di materiali limoso-argillosi o argilloso-limosi o limoso-sabbiosi inglobanti numerosi elementi lapidei. La consistenza dei materiali varia in profondità in relazione alla presenza di acqua contenuta in lenti sabbiose o sabbioso-ghiaiose. I livelli acquiferi sono debolmente in pressione ed il livello piezometrico corrisponde generalmente a quello del lago. I materiali a comportamento coesivo presenti nei primi 5-6 m risultano sovraconsolidati presumibilmente a causa dell oscillazione del livello piezometrico al loro interno, oltre che per la pressione esercitata dal ghiaccio durante l ultima fase di espansione; sono quindi caratterizzati da una consistenza maggiore rispetto ai terreni sottostanti. Localmente, in particolare nella zona compresa tra S.Maria di Lugana e la sede municipale, sono stati rinvenuti materiali argillosi corrispondenti a depositi glacio-lacustri. I dati geotecnici a disposizione non sono tuttavia sufficienti a delimitare la loro distribuzione areale sul territorio. Si raccomanda che in tutto il territorio comunale gli interventi previsti vengano preceduti da indagini geologiche di dettaglio, come previsto dal D.M. 14 gennaio 2008 Norme tecniche per le costruzioni Caratteristiche geomorfologiche Dato lo scopo del presente lavoro, lo studio delle caratteristiche geomorfologiche del territorio ha essenzialmente le seguenti finalità: valutare la pericolosità dei processi morfogenetici che possono determinare situazioni di rischio; analizzare l evoluzione geomorfologica del territorio comunale, in modo da verificare la compatibilità di eventuali cambiamenti di destinazioni d uso; evidenziare gli elementi che caratterizzano il paesaggio o che presentano interesse dal punto scientifico naturalistico. Nel territorio di Sirmione non sono presenti fenomeni di dissesto di rilievo. An- 232

12 che la Carta inventario dei fenomeni franosi, redatta dalla Regione Lombardia (SIT - Dissesto idrogeologico) non ne evidenzia.. La rete idrografica e di drenaggio è ben sviluppata. Considerata la bassa permeabilità dei depositi che caratterizzano il territorio di Sirmione, è fondamentale che tale rete sia mantenuta sempre efficiente. La morfologia del territorio di Sirmione risente ovunque dell attività antropica che ne ha condizionato e ne condiziona tuttora l evoluzione. Gli agenti geomorfologici naturali che risultano attivi sono sostanzialmente rappresentati dai corsi d acqua e dal lago. Gli elementi geomorfologici sono indicati nella CARTA GEOLOGICA E GEO- MORFOLOGICA (TAV.1) in scala 1: Le acque del lago lungo la costa causano processi erosivi legati al moto ondoso ed in particolare all urto delle onde contro le rive. Si produce così l escavazione di un solco del battente e la formazione di una scarpata che è destinata ad arretrare e, al piede di questa, di una piattaforma di abrasione, inclinata di pochi gradi verso il lago. Fenomeni di tal genere si riscontrano in corrispondenza della penisola di Sirmione, battuta dai venti e dalle correnti dominanti. Sulla costa nord-orientale della penisola, nei pressi della villa romana di Catullo, si è sviluppata infatti una falesia tuttora attiva che raggiunge un altezza di m. In altri punti del promontorio, soprattutto lungo il lato nord-occidentale si può notare una scarpata di erosione lacustre, ormai inattiva, per lo più coperta da una fitta vegetazione. Tutta la porzione settentrionale della penisola è inoltre circondata da una piattaforma di abrasione, scolpita nella Scaglia Rossa, ampia fino a 100 metri. Sulla piattaforma sono presenti ghiaie appiattite dall azione delle onde. Lungo il resto della costa, formata da depositi facilmente erodibili, frequentemente le rive sono difese da muretti o da scogliere artificiali; talora l attività erosiva ha scalzato queste opere di difesa. Nella zona a SE di Villa Cortine è stato segnalato da BARONI (1985) un livello di ghiaie di origine lacustre potente 50 cm, depositate sui conglomerati (CG), e la cui base è posta a 3,30 m circa sul livello medio del lago attuale, che rappresenterebbe una paleo-spiaggia. Questa paleo-spiaggia è correlabile con i lembi di una paleo-piattaforma di abrasione, sopraelevata anch essa mediamente di 3-3,5 m sul livello attuale del lago, lembi che sono stati individuati lungo la costa occidentale del lago, a sud di Salò. In particolare essi sono presenti sulla Punta Belvedere, sull Isola di S. Biagio, dal Camping Fornella fino a S.Fermo e ai piedi della parete rocciosa della Rocca di Manerba del Garda. La paleo-spiaggia di Sirmione e la paleo-piattaforma di P.ta Belvedere-Isola di S.Biagio, sono riferibili al post-glaciale, quando il paleo-garda doveva essere più elevato rispetto all attuale di circa 3-3,5 m e doveva quindi essere più esteso ed arrivare a m s.l.m.. Ne deriva che in quel periodo la punta della penisola di Sirmione doveva essere isolata dalla costa e che il lago occupava la zona di S.Maria di Lugana e punta Grò. 233

13 Lungo costa del promontorio di Sirmione e delle zone laterali sono presenti alcuni canneti, riportati sulla CARTA GEOLOGICA E GEOMORFOLOGICA (TAV.1). L importanza di questi canneti nell ambiente lacustre benacense è stata ribadita dalla deliberazione della Giunta Provinciale di Brescia del e dalle relazioni di Pierandrea Brichetti e di Rolando Bennati ad essa allegate, alle quali si rimanda per qualsiasi approfondimento. I canneti presenti nel territorio di Sirmione costituiscono una porzione importante fra quelli rimasti oggi lungo le sponde benacensi, la cui estensione è indubbiamente ridotta rispetto a quella rilevabile alcuni decenni fa. Essi rappresentano importanti ecosistemi che consentono la sopravvivenza di numerose specie di uccelli, anfibi e pesci, sia come siti di nidificazione, di riproduzione e di sviluppo delle ovature, sia come nascondiglio e riparo dagli attacchi dei predatori. Inoltre i canneti proteggono le sponde dall erosione lacustre e costituiscono una sorta di filtro naturale nei confronti delle sostanze organiche e inorganiche trasportate dalle acque, oltre a rappresentare un elemento di notevole rilievo dal punto di vista paesaggistico. Si raccomanda quindi che venga mantenuta l integrità e l estensione dei canneti esistenti. Sarebbe inoltre auspicabile, così come indicato nelle relazioni di P. Brichetti e di R. Bennati, che piccoli lembi di canneto vicini tra loro venissero ricuciti, in modo da formare fasce più continue, che venissero effettuati periodici interventi di pulizia del canneto e delle zone confinanti (nei periodi stagionali indicati), che si creassero, laddove possibile, delle barriere naturali alle spalle dei canneti, al fine di proteggerli dalle fonti di disturbo antropico (es. siepi e filari alberati con specie autoctone). 234

14 1.4 PERICOLOSITÁ SISMICA L attività sismica storica nel bresciano rappresenta la naturale continuazione di quella pliocenica e quaternaria evidenziata nella figura 1 che costituisce uno stralcio della Carta neotettonica dell Italia (Ambrosetti et al., 1987), modificata da Cassinis et alii, Il territorio di Sirmione appartiene ad un area in solfig Carta neotettonica riferita al territorio bresciano STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE

15 levamento, con zone stabili o in abbassamento durante il Pliocene inferiore; in forte sollevamento durante il Pliocene medio e superiore e il Quaternario. La sismicità di questa zona è legata alla tettonica molto complessa del margine padano settentrionale. Le sorgenti sismogenetiche dovrebbero trovarsi ad una profondità compresa tra 5 e 15 km, in corrispondenza dello scollamento tra il basamento cristallino e la sovrastante copertura sedimentaria Zona sismica di appartenenza Con l OPCM n 3274 del 20 Marzo 2003 Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica vengono individuate le nuove zone sismiche sul territorio nazionale. L Ordinanza è in vigore, per gli aspetti inerenti la classificazione sismica, dal 23 ottobre La Regione Lombardia con D.G.R. 7 novembre 2003 n.7/14964 recepisce, in via transitoria e fino a nuova determinazione, la classificazione contenuta nella OPCM n 3274 del 20 Marzo Il Comune di Montirone ricade in Zona Sismica 3. Il 5 marzo 2008 è entrato in vigore il D.M. 14 gennaio 2008 contenente la nuova normativa tecnica associata alla classificazione sismica. Tale decreto sostituisce il precedente D.M. 14 settembre 2005, fatto salvo il periodo di monitoraggio di 18 mesi durante il quale si possono utilizzare per la progettazione sia le norme del D.M. 14 gennaio 2008, sia le norme previgenti. In tal caso per i comuni in zona 3, come Montirone, si possono usare le specifiche di sismicità bassa (S=6). Fanno eccezione le nuove progettazioni degli interventi relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali di cui al decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile 21 ottobre 2003, per le quali si applicano da subito le norme del D.M. 14 gennaio

16 1.5 SISTEMA IDROGRAFICO Reticolo idrico minore Il sistema idrografico del territorio di Sirmione è costituito da alcuni corsi d acqua, chiamati ganfi2 che scorrono in senso ortogonale alla riva del Lago di Garda e raccolgono le acque provenienti dalla cerchia morenica di Desenzano Pozzolengo Peschiera e dalla piana che essi attraversano prima di entrare nel lago. La rete idrografica, riportata sulla Ca r ta id r o g e o l o g i c a e d e l s i s t e m a id r o g r a f i c o (Tav. 2), è tratta dal Reticolo idrico minore del Comune di Sirmione, predisposto dal Dott. Vincenzo Ottoni nel 2003, al quale si rimanda per qualsiasi approfondimento. Sulla Ca r ta g e o l o g i c a e g e o m o r f o l o g i c a (Tav.1) sono indicati alcuni punti e tratti critici della rete idrografica che causano allagamenti nelle aree adiacenti al corso d acqua. L analisi della rete idrografica evidenzia che l estensione delle aree urbanizzate sta comportando un incremento dei volumi di deflusso che il sistema idrografico smaltisce con sempre maggiore difficoltà. Inoltre l urbanizzazione progressivamente crescente del territorio e la realizzazione di strade hanno determinato in passato interventi di canalizzazione, di modifica del tracciato e di tombinatura dei corsi d acqua. La rete idrografica e di drenaggio è ben sviluppata e, considerata la bassa permeabilità dei depositi che affiorano nel territorio, è fondamentale che tale rete sia mantenuta sempre efficiente. 237

17 1.6 IDROGEOLOGIA Caratteristiche idrogeologiche Metodologia L indagine ha comportato la raccolta dei dati riguardanti i pozzi pubblici e privati localizzati nel territorio di Sirmione ed in quello limitrofo. Nella Tabella allegata alla pagina seguente, sono riportati i pozzi comunali e privati censiti ed i relativi dati. Per la loro ubicazione si veda la Tavola 2 (Ca r ta id r o g e o l o g i c a e d e l s i s t e m a id r o g r a f i c o ). A fine relazione si allegano le stratigrafie dei pozzi i cui dati stratigrafici e idraulici sono serviti per meglio definire la struttura idrogeologica. Per illustrare l andamento dei depositi presenti nel sottosuolo sono state elaborate due sezioni idrogeologiche, le cui tracce sono riportate sulla Tav. 2. Struttura idrogeologica Dalle stratigrafie dei pozzi censiti sono ben evidenti due unità con caratteristiche idrogeologiche differenti. Dalla più superficiale alla più profonda troviamo: unità argilloso-limosa, corrispondente alla morena fangosa di fondo, caratterizzata da permeabilità da molto bassa a nulla, che arriva a profondità variabili, generalmente comprese tra 40 e 60 m: unità formata da alternanze di orizzonti argilloso-limosi ed orizzonti ghiaioso-sabbiosi talora con ciottoli e lenti di conglomerato, presente fino alla profondità massima indagata, pari a 150 m da piano campagna. La sezione A-A evidenzia uno spessore abbastanza uniforme e costantemente presente in tutti i pozzi dello strato argilloso o argilloso-limoso di superficie. Spostandosi verso est (località Rovizza) si ha un aumento in profondità della frazione granulare (ghiaia, ciottoli e conglomerato). La sezione B-B, tracciata dalla sponda del lago di Garda fin verso S. Martino della Battaglia, indica la presenza di orizzonti argillosi e limosi molto estesi anche in profondità (almeno fino a 90 m dal piano campagna) e sempre alternati e intercalati a materiale sabbioso e ghiaioso. La circolazione idrica avviene in corrispondenza dei livelli ghiaioso-sabbiosi presenti in profondità, come indicato dalla posizione dei tratti fenestrati nelle stratigrafie. I livelli acquiferi profondi sono in pressione e sono tra loro comunicanti, in quanto tra i depositi permeabili e quelli meno permeabili vi sono soluzioni di continuità, legate al particolare tipo di genesi dei depositi. La potenzialità dei livelli acquiferi varia sensibilmente in relazione al loro spessore,alla granulometria dei depositi ed alle modalità di alimentazione. Nel territorio di Sirmione sono presenti alcuni pozzi ad anello in muratura, molto vecchi e poco profondi che captano piccole falde sospese contenute nelle porzioni relativamente più permeabili (lenti ghiaioso-sabbioso-limose) situate all interno del potente strato superficiale argilloso-limoso (pozzi n. 10, 11, 14). Si tratta di falde di scarsissima potenzialità che in seguito al pompaggio si esauriscono rapidamente e vengono ricaricate lentamente dalle precipitazioni e dalla- 238

18 go. Il livello statico di queste falde si trova in genere a 1 o 2 m di profondità dal piano campagna. Al largo della penisola di Sirmione, verso est, dalla fanghiglia cinerea presente sul fondo del lago, emerge la sorgente termale Boiola, la cui genesi è legata alla faglia che interessa la punta della penisola. L acqua sulfureo-salso-bromoiodica sgorga ad una temperatura di 69,9 C. Dal 1982, oltre alle acque della sorgente Boiola, captata nel 1889, vengono utilizzate anche le acque dei pozzi Virgilio e Catullo, reperite in falde presenti a 650 e 450 m di profondità. Piezometria Sulla Carta idrogeologica e del sistema idrografico (Tav.2) è riportata la piezometria relativa alla falda profonda, elaborata in occasione della predisposizione dello Studio geologico del territorio comunale prodotto nel 1997, sulla base dei dati da noi rilevati nel gennaio-febbraio 1997, sia in comune di Sirmione che in quello di Desenzano del Garda. Nel comune di Sirmione la falda presenta un dislivello di circa 6 m andando dai 65 m s.l.m a nord (quota del livello medio del lago) ai 59 m s.l.m. verso sud. Da questi valori si ricava una superficie piezometrica con cadente piuttosto bassa, variabile dallo 0,2% allo 0,3%. L andamento delle isopieze nel territorio comunale di Sirmione evidenzia un deflusso delle acque diretto prevalentemente da N verso S. In comune di Desenzano si riscontrano direzioni invece di flusso NO-SE, passanti a direzioni O-E e localmente SO-NE. Questa forte variabilità è presumibilmente da collegare alle diverse forme di alimentazione del complesso sistema idrogeologico presente e alla diversa litologia dei depositi. Si riscontra infatti in comune di Sirmione un influenza del livello del lago che ricarica lentamente il sistema, interessando depositi a permeabilità ridotta che non favoriscono il deflusso. Nelle porzioni più occidentali, in comune di Desenzano, l alimentazione idrica è invece favorita dalla presenza del potente sistema collinare morenico e la falda è contenuta all interno di depositi fluvioglaciali a permeabilità maggiore. La zona di raccordo tra queste due situazioni è rappresentata dalla fascia di territorio compresa tra le località Tassere e S. Martino, con direzioni di flusso quasi convergenti e gradienti estremamente ridotti. L articolato andamento della falda permette di raccordarsi in una visione più ampia, verso la provincia di Verona, ai livelli del Fiume Mincio e, verso la pianura bresciana, al normale deflusso N-S. 239

19 1.7 CARTA DEI VINCOLI Sulla Ca r ta d e i Vin c o l i sono riportate le limitazioni d uso del territorio di carattere prettamente geologico derivanti da normative e piani sovraordinati in vigore. Vincoli di polizia idraulica Fasce di rispetto dei corsi d acqua. Sono riportate le fasce di rispetto dei corsi d acqua tratte dal Reticolo idrico minore del Comune di Sirmione, predisposto dal Dott. Vincenzo Ottoni nel

20 1.8 CARTA DI SINTESI Sulla Carta di sintesi sono rappresentati gli elementi di fragilità individuati sul territorio. Sono cartografate quindi tutte quelle situazioni areali o puntuali che sono caratterizzate da fragilità riferita alle diverse componenti ambientali (suolo, sottosuolo, acque superficiali e sotterranee) e che di conseguenza possono comportare delle limitazioni nell uso del territorio, limitazioni delle quali è necessario tener conto nella stesura del Piano di Governo del Territorio. Di seguito vengono descritti ed analizzati tali ambiti. AREE VULNERABILI DAL PUNTO DI VISTA IDRAULICO Sono riportate le aree situate lungo i corsi d acqua, interessate in passato da allagamenti. Area ad alto valore geomorfologico e naturalistico Il promontorio di Sirmione costituisce un area di notevole interesse dal punto di vista geomorfologico-paesistico in quanto rappresenta una morfologia lacustre di notevole rilevanza visiva. Inoltre sul promontorio e alla base dello stesso sono presenti elementi geomorfologici che caratterizzano il paesaggio, legati all azione del moto ondoso (falesia, scarpata di erosione lacustre, piattaforma di abrasione, paleospiaggia, ecc.). Aree che presentano scadenti caratteristiche geotecniche Area con depositi argilloso-limosi paludosi nerastri a suoli organici. Area debolmente depressa con coperture di potenza metrica di depositi fini dotati di scadenti parametri geotecnica, soggetta ad allagamenti o fenomeni di ristagno delle acque favoriti dalla bassa permeabilità dei terreni. Area con depositi prevalentemente limoso-argillosi corrispondenti a morena fangosa di fondo, con locale presenza di argille gladio-lacustri con caratteristiche geotecniche solo localmente scadenti. 241

21 SA.2 L acqua 2.1 LA CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO PROVINCIALE L acqua e i rischi idraulici: l uso potabile Il PTCP di Brescia, seguendo le direttive della Legge 36/94 meglio nota come Legge Galli, specifica come le acque devono essere prioritariamente destinate all uso potabile ed ai fini della tutela della risorsa ambientale. A questo scopo la programmazione urbanistica suddivide il territorio provinciale in quattro ambiti: a) b) c) d) aree di montagna e di fondovalle, approvvigionate per lo più da sorgenti; aree di montagna, interessate da carsismo; aree di fondovalle alimentate in prevalenza da pozzi; aree di pianura. L ambito a) è certamente quello con i minori problemi, sia perché difficilmente si hanno concentrazioni di attività potenzialmente inquinanti, sia perché solitamente gli acquiferi risultano ben protetti e difficilmente vulnerabili, fatti salvi possibili casi sporadici, legati per lo più alla scarsa protezione delle strutture di captazione. Questo ambito interessa in particolare la Valle Camonica, escludendo il fondovalle e l intera Valle Sabbia. L ambito b), pur non evidenziando particolari problemi allo stato attuale, necessita di severe norme di tutela per la forte vulnerabilità degli acquiferi. Tali norme devono tener conto del fatto che lo scenario può essere di difficile interpretazione, in quanto nelle aree carsiche gli acquiferi possono alimentare sorgenti anche lontane. Per questo motivo è necessaria una attenta disciplina degli usi e degli interventi, non solo per impedire la contaminazione, ma anche per evitare il rischio di perdita della risorsa. È già capitato, ad esempio, che la costruzione di gallerie stradali abbia provocato il prosciugamento di sorgenti captate, per avere interrotto un circuito carsico. 1. Tratto dal Quaderno 2 del PTCP 242

22 Gli ambiti più delicati riguardano lo spartiacque tra valle Trompia e valle Sabbia, (tra i comuni di Marmentino e Pertica Alta), l area medio - gardesana e bassovalsabbina e l area del monte Guglielmo, oltre, naturalmente all ampio areale carsico facente capo all altopiano di Serle. Quest ultima area, in particolare, deve essere attentamente tutelata, in quanto principale fonte di rifornimento delle falde di pianura presenti nella fascia pedemontana tra Brescia e Gavardo, nonché delle sorgenti della valle del Garza. Dell ambito c) fanno parte i fondovalle dell Oglio e del Mella, ma non il fondovalle del Chieseù, dove l alimentazione degli acquedotti avviene prevalentemente da sorgenti. Considerato che le falde di fondovalle, anche profonde, sono collegate più o meno direttamente al reticolo idrografico superficiale, la bassa Valle Trom- Fig Il Reticolo idrografico e i rischi idrogeologici Ghiacciai Laghi e zone umide Corsi d acqua afferenti ai laghi per un tratto di 10 Km A2 (laghetti di cava) A3 (alvei fluviali e corsi d acqua) Pozzo Sorgente Fontanili AREE CARSICHE Aree a vulnerabilità estremamente alta delle acque sotterranee per la presenza di circuiti idrici di tipo carsico ben sviluppati. VULNERABILITÁ DELLA FALDA Molto alta Alta Mediamente alta Mediamente bassa 243

23 pia versa in condizioni di rischio elevato, per l attuale basso livello di qualità delle acque del reticolo stesso. Tale situazione si presenta per oltre abitanti dei Comuni di Sarezzo, Villa Carcina, Concesio, Collebeato e Bovezzo. L ambito d) è sicuramente quello in cui si presenta il più alto rischio di inquinamenti, in quanto in esso coesistono una diffusa ed elevata vulnerabilità naturale, un forte carico di attività potenzialmente contaminanti ed un rilevante numero di persone servite. In particolare occorre tener presente che nelle aree di pianura sono attualmente in esercizio 215 pozzi destinati ad uso idropotabile (147 dei quali in aree vulnerabili), che servono 88 Comuni ed hanno una portata complessiva di circa litri/sec. Individuando i pozzi ubicati in aree vulnerabili è possibile individuare i Comuni soggetti a maggior rischio e l ordine di grandezza degli abitanti che possono essere colpiti dal decadimento della qualità delle acque emunte. Nel complesso, comunque, il territorio della provincia di Brescia è caratterizzato da una diffusa abbondanza di risorse idriche e pertanto le rare situazioni di criticità quantitativa sono facilmente risolvibili, con investimenti relativamente modesti. Tuttavia, in assenza di una pianificazione adeguata, la situazione potrebbe peggiorare, soprattutto con riferimento all emungimento di falde profonde a mezzo di pozzi L acqua e i rischi idraulici: l uso irriguo Le analisi effettuate negli ultimi anni concordano nel ritenere l agricoltura come l attività più idroesigente per la quale, inoltre, è più difficile avviare iniziative di risparmio della risorsa efficaci in tempi brevi, anche perché tali iniziative richiedono investimenti consistenti. In provincia di Brescia il problema assume aspetti di particolare criticità non per scarsità di acqua, bensì, paradossalmente, per la sua abbondanza, che storicamente ha determinato un uso poco parsimonioso di essa. È bene ricordare, a riguardo, che le risorse idriche della provincia di Brescia sono pari a circa il 49% del totale regionale. Il sistema irriguo bresciano fa riferimento ai bacini dell Oglio e del Sarca-Garda- Mincio, i quali interessano il territorio di Brescia e, parzialmente, quelli di Bergamo, Cremona e Mantova, utilizzando soprattutto i tre grandi invasi dei Laghi d Iseo, d Idro e di Garda, regimati nella prima metà del secolo scorso: nel 1923 il lago d Idro, nel 1933 quello d Iseo ed infine nel 1950, il lago di Garda. In particolar modo il lago di Garda, gestito dal Magistrato alle Acque di Venezia, che opera tramite l Ufficio Operativo di Verona, è regolato con una escursione di m. 1,20 tra +0,15 e +1,35 metri all idrometro di Salionze e in casi eccezionali sono ammessi livelli tra 0,05 e +1,50. Durante il periodo estivo la portata media in uscita è pari a 88 mc/sec. L acqua del Garda non alimenta utenze irrigue in provincia di Brescia ma prevalentemente viene utilizzata dal comprensorio irriguo mantovano che ha una superficie pari a circa ettari. 244

24 Esistono tensioni notevoli tra gli irrigatori e le comunità rivierasche, che lamentano difficoltà di attracco ai porti per le navi del trasporto pubblico ed incremento dei rischi derivanti dalle lagheggiate autunnali, che hanno determinato situazioni di effettivo pericolo, soprattutto nel 1999 e nel In realtà in autunno si hanno frequentemente alti livelli del lago perché, a causa della ridotta superficie del bacino di alimentazione, (pari solo a 6 volte quella dello specchio d acqua, contro le 30 volte del lago d Iseo e le 57 volte del lago d Idro), si tende ad immagazzinare la maggiore quantità possibile dalle piene autunnali, portando già a Novembre il lago ai massimi livelli. Una apposita Commissione, presso l Autorità di bacino del Po, sta studiando sia la possibilità di gestire il lago con livelli autunnali più contenuti, sia gli effetti della utilizzazione, peraltro sempre meno frequente, della galleria idraulica Mori-Torbole, come scolmatore per le massime piene dell Adige. 245

25 2.2 IL MONITORAGGIO DEI GANFI DI SIRMIONE Premessa Durante il 2006 è stato effetuuato il monitoraggio dei corsi d acqua (ganfi) del Comune di Sirmione, arrivando così al quarto anno consecutivo completo. Per il 2006 si è scelto di monitorare solo i punti più vicini alla foce a lago per i ganfi della Bragagna e della Garbella (le stazioni 3 individuate nei precedenti monitoraggi) e, come nel 2005, sono stati effettuati campionamenti anche nei ganfi arbitrariamente denominati Mercedes, Migros, Maddalena. I punti di campionamento sono individuabili nella cartina di figura 2.2. Il punto di campionamento sul ganfo della Bragagna è stato spostato a monte di circa 200 metri, rispetto Centro Rilevamento Ambientale Fig Cartografia del reticolo idrico di Sirmione con indicate le stazioni di monitoraggio. 1 chilometro Monitoraggio dei corsi d acqua 2006 Punto di campionamento Gambedello Garbella 3 Maddalena Bragagna 3 Mercedes Sermana Migros 1. Tratto dal Monitoraggio dei ganfi - Anno 2006 redatto dal C.R.A. Sirmione 246

26 agli scorsi anni di monitoraggio, per valutare correttamente, senza cioè l influsso del lago, le quantità di nutrienti trasportate. Nel 2006 sono state effettuate solamente analisi fisicochimiche e batteriologiche; in tutte le stazioni i campionamenti hanno avuto cadenza mensile. La quantità di dati raccolti esige la necessità di una rappresentazione sintetica, attraverso i grafici si mostreranno gli andamenti annuali dei punti di campionamento, si mostreranno i valori medi di tutte le stazioni e l andamento medio dal 2002 per il Bragagna e il Garbella; in quest ultimo confronto saranno presentati solo i parametri che hanno mantenuto le stesse metodiche nel corso degli anni: ph, ossigeno disciolto, temperatura e conducibilità la Temperatura Un parametro fisico di grande importanza è la temperatura dell acqua. La temperatura delle acque condiziona la vita degli organismi acquatici, la saturazione dell ossigeno disciolto ed alcune delle reazioni chimiche che avvengono negli ambienti acquatici. Le acque con temperature medie maggiori rispetto alle altre sono state quelle del Migros (poco oltre i 13 C), le acque più fredde sono quelle del Bragagna (temperatura media di poco inferiore a 12 C), la temperatura massima assoluta si è registrata a luglio nel Garbella (22,4 C), la minima assoluta è invece di 1,9 C del Mercedes, in gennaio. Luglio è risultato il mese con le acque più calde (media 21 C), gennaio quello con le acque più fredde (media 2,6 C). Fig Grafico rappresentante l andamento della temperatu- ra nei ganfi di Sirmione. Il confronto multitemporale evidenzia come gli andamenti annuali si ripetano costantemente, si è registrata una leggerissima tendenza all abbassamento delle temperature. 247 Fig Confronto tra i valori medi delle temperature trovate nei due ganfi nei 4 anni di monitoraggio.

27 2.2.2 l Ossigeno disciolto Di questo importante parametro si è misurato in tutte le stazioni la concentrazione, la saturazione (parametro che dipende anche dalla temperatura), la riduzione percentuale dopo cinque giorni, mentre il BOD 5 solo per il Bragagna e il Garbella. Fig Grafico rappresentante l andamento dell ossigeno disciolto nei ganfi di Sirmione. L andamento annuale mette in evidenza che durante i mesi invernali la quantità di ossigeno disciolto nelle acque dei ganfi è più elevata, ad eccezione per il mese di febbraio: per il Maddalena e il Mercedes si è registrata l assenza d ossigeno, probabilmente dovuta alla scarsità d acqua. Le scarse quantità di ossigeno disciolto nei mesi estivi si sono riscontrate principalmente nel Garbella e nel Maddalena. Fig Grafico rappresentante le medie dell ossigeno nelle stazioni monitorate. La saturazione percentuale del Migros è risultata la più alta tra tutti i ganfi di Sirmione. Fig Grafico rappresentante la percentuale di consumo d ossigeno dopo 5 giorni. 248

28 Come visibile in figura 6, il ganfo con la media della diminuzione di ossigeno più elevata (dopo cinque giorni d incubazione al buio e a 20 C) è il Migros: l andamento anuale evidenzia come i mesi in cui c è una maggiore diminuzione siano quelli estivi (figura 2.8). Fig Grafico rappresentante l andamento della diminuzione dell ossigeno in cinque giorni. Fig Confronto tra i valori medi di ossigeno disciolto nei cinque anni di campionamento. Il confronto tra i vari anni di monitoraggio mostra una leggera tendenza alla diminuzione dell ossigeno disciolto nelle acque dei ganfi (figura 2.9). Fig Confronto tra i valori medi annuali della saturazione dell ossigeno.. Il grafico 2.10 mostra chiaramente la diminuzione nel corso degli anni della saturazione dell ossigeno, questa diminuzione è funzione dell ossigeno disciol- 249

29 to e non tanto della temperatura che è invece rimasta costante. La diminuzione maggiore si è registrata nel ganfo della Garbella. Fig Curve del BOD5 che contraddistinguono i ganfi della Garbella e della Bragagna. La domanda biologica di ossigeno è strettamente dipendente dalla quantità di organismi (batteri) presenti nelle acque, il consumo d ossigeno è risultato molto maggiore nel Garbella che presenta il classico aumento tra il 2 e 3 giorno tipico di quegli ambienti in cui le quantità di batteri presenti sono in equilibrio con le caratteristiche delle acque. Le quantità sono risultate molto inferiori alle concentrazioni indicate dalla legge Merli che fissa il limite a 40 mg/l come valore accettabile la Velocità della corrente I valori degli ultimi due parametri discussi (ossigeno e temperatura) sono fortemente influenzati dalla velocità della corrente, infatti elevate velocità ossigenano le acque mentre situazioni di acque stagnanti provocano un aumento della temperatura. Trattandosi di corsi d acqua di pianura le velocità sono contenute, le stazioni prossime al lago presentano velocità decisamente ridotte. Le velocità delle acque della Maddalena e Mercedes sono talmente contenute che non possono essere indicate graficamente; il confronto tra i ganfi che non si presentano semistagnanti (Bragagna, Garbella e Migros) evidenzia come le maggiori velocità si siano registrate durante i mesi invernali.il mese di gennaio è risultato quello con le velocità maggiori, giugno e agosto i mesi con velocità minori. La figura 11 evidenzia come le acque del Migros abbiano velocità abbastanza costanti durante tutto l anno, è questo il corso d acqua in cui si è registrata la velocità media più elevata. Fig Grafico rappresentante l andamento della velocità della corrente delle acque dei ganfi di Sirmione 250

30 La velocità della corrente influenza, inoltre, la trasparenza dell acqua, infatti, acque molto turbolente mantengono in movimento le particelle, che altrimenti si depositerebbero, riducendo di conseguenza la limpidezza dell acqua. Anche la quantità di sostanza organica ed inorganica disciolta, legata ad immissioni esterne o creatasi per processi eutrofici e non, condiziona la trasparenza. La trasparenza dell acqua determina la crescita del fitoplancton, infatti questi organismi necessitano della luce per svolgere la fotosintesi clorofilliana e quindi vivranno solamente nelle zone illuminate. Solamente il Bragagna e il Garbella hanno profondità sufficienti da avere una colonna d acqua su cui valutare l effetto della trasparenza, i grafici sono relativi esclusivamente a questi due ganfi. Le figure 2.13 e 2.14 mostrano come i mesi estivi siano quelli più critici in chiave di penetrazione della luce, le motivazioni sono da ricercare sia nel massimo sviluppo del fitoplancton in funzione delle temperature maggiori, sia a riversamenti di varia natura che si vengono a verificare in questi mesi e alle piogge che solitamente presentano maggiori intensità. Fig Il grafico della penetrazione della luce mostra in azzurro lo strato d acqua trasparente, lo strato viola è stato ottenuto sottraendo la profondità della stazione 3 del Bragagna con lo strato trasparente. Fig Il grafico della penetrazione della luce mostra in azzurro lo strato d acqua trasparente, lo strato viola è stato ottenuto sottraendo la profondità della stazione 3 della Garbella con lo strato trasparente. 251

31 2.2.4 la conducibilita La conducibilità elettrica specifica dell acqua è data dal contenuto di sali minerali disciolti. Rappresenta un indicatore del tenore salino e del grado di mineralizzazione. È quindi utilizzata come un indicatore complessivo delle caratteristiche di qualità. È importante la sua stabilità intorno a valori ottimali ( µs/cm) per la vita acquatica; variazioni in meno o in più producono gli stessi effetti negativi e sono molto spesso dipendenti dalla tipologia del terreno e da scarichi organici. L andamento stagionale, visibile in figura 2.15, denota come per Bragagna, Garbella e Mercedes i valori siano piuttosto simili in tutto l anno, andamento più irregolare per gli altri due ganfi: il mese con le medie maggiori è risultato marzo con oltre 1000 µs/cm, il mese con i valori più contenuti è stato novembre con meno di 700 µs/cm. Il picco più elevato si è registrato nel Migros ad aprile con 1663 µs/cm, questo valore è sintomatico di un evento grave e critico per la qualità dell ambiente acquatico. Nonostante questo valore estremamente elevato non è risultato il Migros il ganfo peggiore, questo, come visibile in figura 2.15, è risultato il Mercedes, la sua media annua è risultata superiore ai 900 µs/cm (921), quello con i valori più bassi è stata la Maddalena con 695 µs/cm. Fig Grafico rappresentante l andamento della conducibilità nei ganfi. Fig Grafico rappresentante l andamento medio della conducibilità nelle stazioni monitorate. 252

32 La conducibilità è stata misurata dal 2002, è dunque disponibile un archivio di confronto, l osservazione della banca dati evidenziata nella figura 2.17 dimostra una leggera tendenza al miglioramento nella Garbella, il trend è infatti in diminuzione, nella Bragagna si è registrata una tendenza all aumento dei valori. Le differenze dei valori di conducibilità tra il periodo estivo e quello invernale, sono decisamente marcate nei primi anni di monitoraggio, nell ultimo anno invece si sono appiattiti gli estremi, sia di massimo che di minimo. È interessante notare come il Bragagna e il Garbella abbiano andamenti molto simili a dimostrazione che sulla conducibilità ha forte influenza la tipologia pedologica (in questo caso mantenendo valori elevati). Dalla misura della conducibilità è possibile ottenere indirettamente la quantità di Solidi Totali Disciolti presenti nelle acque in quanto soggette a relazione di proporzionalità, pertanto per quest ultimo parametro si possono riprendere tutte le considerazioni fatte per la conducibilità il PH Un altro parametro di grande importanza per poter valutare la qualità degli ambienti acquatici è il ph e cioè il logaritmo negativo della concentrazione degli ioni positivi dell idrogeno che permette di valutare il grado di acidità e basicità della sostanza analizzata. Fig Confronto tra i valori medi di conducibilità trovati nei due ganfi. Fig Grafico rappresentante l andamento del ph nei ganfi di Sirmione. I valori di ph hanno avuto un andamento costante durante tutto l anno, fatta eccezione nel Migros, in cui ad aprile, come successo per la conducibilità, si è registrato un picco estremamente discostante dal resto del monitoraggio. 253

33 Le acque dei ganfi sono risultate sostanzialmente basiche, non c è stata una particolare differenza tra i mesi estivi e quelli invernali, i valori più acidi si sono registrati in settembre con 7,72, quelli più basici in gennaio con 8,14. Fig Grafico rappresentante l andamento del ph nei ganfi di Sirmione. Il grafico della figura 2.19 mostra come il Mercedes abbia le acque con i valori medi prossimi alla neutralità, mentre è il Bragagna dove si sono registrati i valori più basici. Il confronto dei valori misurati nei vari anni di monitoraggio, per la Bragagna e la Garbella, ha permesso di valutare una leggera tendenza alla basificazione delle acque, in entrambi i ganfi le acque si sono spostate verso il valore di 8 di ph (figura 2.20). Oltre ai parametri misurati direttamente su campo sono state effettuate anche analisi di laboratorio: sono state ricercate le concentrazioni dei nitrati, nitriti e dell ammoniaca per quanto riguarda l azoto, dei fosfati per quanto riguarda il fosforo, questi parametri sono stati ricercati mensilmente, è stata inoltre ricercata la Silice, ma esclusivamente nella Garbella e Bragagna e in solo due mensilità. In laboratorio sono stati ricercati anche i coliformi totali presenti nelle acque dei ganfi. Fig Confronto tra i valori medi di ph trovati nei due ganfi L azoto E sicuramente uno degli elementi più importanti per tutte le forme di vita, la sua utilità dipende però dallo stato in cui è presente e dalle quantità che sono disciolte nelle acque. Le forme ossidate (nitrati) sono utili per il fitoplancton, men- tre quelle ridotte (ammoniaca) sono sostanzialmente pericolose per le forme di 254

34 vita acquatiche. Quantità eccessive di nitrati e nitriti sono responsabili dell eutrofizzazione degli ecosistemi, in prevalenza di quelli con acque non correnti, quantità eccessive di ammoniaca possono portare alla moria di tutti gli ambienti acquatici. L azoto è presente in tutti gli organismi vegetali, nelle deiezioni degli esseri viventi, un grosso e pericoloso apporto avviene dai concimi agricoli I Nitrati Questa frazione organica ossidata dell azoto è di grande importanza per gli equilibri, le quantità devono rimanere contenute, i limiti di legge indicano in 15 mg/l le quantità accettabili per i corsi d acqua. In diversi mesi le concentrazioni di nitrati sono risultate più elevate rispetto ai limiti accettabili, il ganfo della Bragagna ha avuto ben 8 mensilità in cui i valori sono risultati superiori ai limiti. Le concentrazioni massime si sono registrate nel mese di aprile, le acque più ricche di nitrati sono risultate quelle della Garbella con oltre 80 mg/l, queste quantità sono sicuramente eccessive e critiche. Il mese di aprile è sicuramente stato il peggiore come visibile sia nell andamento annuale di figura 2.21, sia nelle medie mensili di figura Fig Grafico rappresentante l andamento delle concentrazioni dei nitrati nei ganfi di Sirmione. Fig Grafico rappresentante le concentrazioni medie dei nitrati nei ganfi monitorati. 255

35 Fig Grafico rappresentante le concentrazioni medie dei nitrati nei vari mesi. Il confronto dei valori trovati nel 2006 (tabella 2.1) con quelli del 2005 (tabella 2.2) evidenzia il leggero miglioramento nei ganfi della Bragagna e della Garbella per i valori medi e per il numero di superamenti dei limiti, nella Garbella è aumentato il valore massimo registrato. I tre ganfi minori hanno fatto registrare valori medi praticamente invariati, è diminuito il numero di mesi che hanno superato i limiti consentiti, sono invece aumentati i valori massimi registrati. Tab Alcuni dati sulle concentrazioni di nitrati misurate nei Mesi oltre Massimo Media 15 mg/l ganfi di Sirmione nel Bragagna 8 49,17 (aprile) 18,72 Garbella 5 85,06 (aprile) 20,82 Mercedes 2 55,38 (aprile) 11,60 Maddalena 2 18,16 (novembre) 12,81 Migros 3 42,09 (aprile) 11,41 Mesi oltre Massimo 15 mg/l Media Bragagna 8 49,17 (aprile) 18,72 Garbella 5 85,06 (aprile) 20,82 Mercedes 2 55,38 (aprile) 11,60 Maddalena 2 18,16 (novembre) 12,81 Migros 3 42,09 (aprile) 11, I Nitriti La misurazione dei nitriti ha fatto registrare quantità sempre molto contenute, non si sono mai registrate anomalie, le concentrazioni sono risultate sempre molto ridotte, il Garbella è il ganfo con le quantità più elevate, i mesi con le quantità medie più elevate sono quelli estivi. Tab Alcuni dati sulle concentrazioni di nitrati misurate nei ganfi di Sirmione nel Fig Grafico rappresentante le concentrazioni medie dei nitriti nei ganfi monitorati. 256

36 Fig Grafico rappresentante le concentrazioni medie mensili dei nitriti nei vari mesi L ammoniaca Le quantità d ammoniaca sono risultate sempre abbastanza contenute, fatta eccezione per alcune mensilità in cui si sono registrate concentrazioni decisamente elevate, ad esempio nelle acque della Maddalena, nel mese di maggio, la quantità di 5 mg/l rappresenta una condizione decisamente preoccupante. I valori medi sono comunque risultati annualmente inferiori al limite di 1 mg/l. Il ganfo migliore è risultato quello della Bragagna, il peggiore quello della Maddalena. Il periodo annuale in cui le concentrazioni sono risultate più elevate è quello estivo, il mese di luglio è risultato il più critico. Mesi oltre Massimo Media 1 mg/l Bragagna 0 0,35 (giugno) 0,11 Garbella 3 3,18 (luglio) 0,66 Mercedes 0 0,39 (giugno) 0,08 Maddalena 3 4,98 (maggio) 0,84 Migros 1 1,99 (luglio) 0,21 Tab Alcuni dati sulle concentrazioni d ammoniaca misurate nei ganfi di Sirmione. Fig Grafico rappresentante l andamento delle concentrazioni dell ammoniaca nei ganfi di Sirmione. 257

37 Fig Grafico rappresentante le concentrazioni medie dell ammoniaca nei ganfi monitorati. Fig Grafico rappresentante le concentrazioni medie mensili dell ammoniaca nei vari mesi i fosfati I fosfati sono l altro elemento determinante le caratteristiche degli ambienti acquatici e la vita in essi presente. Fosfati e nitrati sono solitamente presenti negli ambienti acquatici in rapporto 1:10, nelle acque dei ganfi questo rapporto ha un valore medio di 1:7. I valori più bassi del rapporto si ha nella Bragagna con 1:6, il più alto nel Maddalena 1:9. Questi valori denotano l eccessiva presenza di fosfato che diventa l ele- condizionante i fenomeni eutrofici. I nitrati sono invece il fattore limitante mento per la crescita del fitoplancton. Osservando grafici e tabelle ottenuti dall anno di monitoraggio emerge come la situazione sia abbastanza critica, sono molti i mesi in cui le quantità sono risultate eccessive, sia nel Bragagna che nel Garbella i valori medi annuali sono risultati superiori ai limiti di accettabilità; i picchi massimi registrati sono molto preoccupanti. L andamento annuale ha fatto registrare molti picchi di concentrazione che potrebbero essere legati a sversamenti di concimi (organici od inorganici) nelle acque. Soprattutto nel mese di febbraio le quantità sono state decisamente preoccupanti, molto alti i valori registrati anche nei mesi di giugno e di novembre. Il ganfo peggiore è risultato il Bragagna, in quanto il valore medio è stato ampiamente condizionato dal valore altissimo del mese di febbraio. 258

38 Rispetto allo scorso anno (confronto tabella 2.4 con tabella 2.5) la situazione fosfati è decisamente peggiorata, sono decisamente aumentate le concentrazioni medie annuali, ma anche il numero dei mesi in cui i valori sono usciti dai limiti di accettabilità. Decisamente preoccupante il peggioramento della Bragagna e della Garbella. Mesi oltre Massimo Media 2 mg/l Bragagna 6 14,3 (febbraio) 3,06 Garbella 8 7,8 (febbraio) 2,81 Mercedes 2 6,3 (febbraio) 1,65 Maddalena 1 5,2 (maggio) 1,43 Migros 4 7,2 (maggio) 1,77 Mesi oltre Massimo Media 2 mg/l Bragagna 0 1,5 (gennaioaprile) 1,0 Garbella 2 3,1 (giugno) 1,2 Mercedes 1 2 (ottobre) 0,3 Maddalena 2 3,4 (giugno) 1,0 Migros 0 1,4 (giugno) 0,6 Tab Alcuni dati sulle concentrazioni di fosfati misurate nei ganfi di Sirmione nel Tab Alcuni dati sulle concentrazioni di fosfati misurate nei ganfi di Sirmione nel Fig Grafico rappresentante l andamento delle concentrazioni dei fosfati nei ganfi di Sirmione. Fig Grafico rappresentante le concentrazioni medie dei fosfati nei ganfi monitorati. 259

39 Fig Grafico rappresentante le concentrazioni medie mensili dei fosfati nei vari mesi i coliformi totali La determinazione dei coliformi totali nelle acque dei ganfi risulta di fondamentale importanza per verificare se vi siano sversamenti di scarichi civili oppure un eccessivo dilavamento di fertilizzanti organici. Le analisi effettuate hanno evidenziato l abbondanza di questi batteri durante il periodo estivo, le maggiori temperature permettono la proliferazione di questi organismi. Il mese peggiore è risultato quello di giugno (figura 2.32), mentre nel 2005 il mese con le più alte quantità era stato quello di luglio. La condizione peggiore è risultata quella del Garbella, in cui le quantità medie sono risultate dieci volte superiori a quelle del Bragagna, nel mese di giugno si è registrato un picco decisamente preoccupante con un miliardo di unità formanti colonie presenti nelle acque. Dal punto di vista delle mensilità che hanno superato il limite di 1000 unità formanti colonie, la situazione peggiore è del Bragagna, infatti in questo ganfo per ben 10 mesi le quantità sono risultate eccessive. Le acque del Mercedes sono quelle con la carica batterica più bassa, i mesi autunnali ed invernali risultano con quantità contenute. Rispetto allo scorso anno le quantità sono decisamente diminuite nel Bragagna passando da oltre u.f.c. medie annuali ad un valore di u.f.c.: quest anno non si sono registrati i picchi estivi dello scorso anno. Al contrario i valori medi annui del Garbella sono aumentati. Sono rimaste stazionarie le quantità e le buone condizioni del Mercedes, leggera diminuzione nelle quantità riscontrate nella Maddalena e nel Migros. Mesi oltre 1000 u.f.c. Massimo Media Bragagna (agosto) Garbella (giugno) Mercedes (agosto) 8000 Maddalena (maggio) Migros (luglio)

40 Fig Grafico rappresentante le quantità medie mensili dei coliformi. Le quantità di Silice misurate nei mesi di febbraio e di maggio sono risultate in linea con i valori del 2005, anche quest anno le quantità sono risultate leggermente superiori nel ganfo della Bragagna rispetto a quello della Garbella l Assegnazione di Classi di Qualità Non sempre grafici e tabelle riescono a dare giudizi chiari e di immediata interpretazione, vi è quindi il bisogno di elaborare classificazioni della qualità del corso d acqua più sintetiche. Questo è quello che ci siamo prefissati di fare. In letteratura sono presenti diverse metodologie di classificazione, dove determinati elementi sono ricercati in forme chimiche diffe renti e i giudizi espressi sono variabili in funzione dell area geografica e delle metodologie utilizzate. Abbiamo quindi provato a formulare giudizi e classi di qualità fondendo più indici di metodologie diverse. PUNTEGGIO Parametro (Cy) Ossigeno mg/l <1 Conducibilità µs/cm >1000 Ammonio mg/l <0,05 0,05-0,20 0,21-1,00 1,1-10,0 >10,0 Nitrati mg/l <0,05 0,05-0,30 0, >10 Fosfati mg/l <0,05 0,05-0,1 0,1-0,2 0,2-2,5 >2,5 Coliformi (n/100 ml) < >50000 Tab Livello d inquinamento espresso dai macrodescittori e calcolo degli indici della qualità dell acqua considerando sei differenti parametri mentre le acque sono suddivise in cinque differenti ordini di qualità. Le suddivisioni in classi ed i punteggi, i parametri e i valori di riferimento della tabella sono stati ottenuti elaborando la tabella Standards IRSACNR per la classificazione delle acque, la tabella del Livello d inquinamento espresso dai macrodescrittori, dell Assessorato all Ambiente della Provincia di Milano e le categorie di pericolosità delle acque del U.S. Department of Agricolture (suddivisione in classi della conducibilità). Al fine di ottenere cinque classi di riferimento alcuni dei valori indicativi sono stati scomposti. Bisogna precisare che esistono differenti parametri chimici che possono essere utilizzati per valutare la qualità delle acque, e che la scelta dei parametri da noi considerati è stata effettuata in funzione della disponibilità di materiali per effettuare analisi da parte del C.R.A. 261

41 Classe di qualità Colore Punteggio Indice Giudizio ambientale 1 Azzurro Elevato 2 Verde Buono Tab La somma dei punteggi ottenuti con i valori della Tabella 7 per mettono di ottenere un Punteggio Indice a cui corrisponde una Classe di qualità contraddistinta da un determinato colore utile per l elaborazione di mappe e giudizio ambientale. 3 Giallo Sufficiente 4 Arancio 4896 Scadente 5 Rosso <48 Pessimo Bragagna Garbella Mercedes Maddalena Migros Media Mesi gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre no dicembre MEDIA Tab La somma dei punteggi ottenuti per ogni singolo parametro ha per messo di formulare un giudizio mensile per ogni stazione e un giudizio complessivo finale. La tabella 9 sottolinea come la qualità delle acque sia sostanzialmente molto simili in tutti i ganfi, tutti e cinque i corsi d acque sono infatti risultati con un giudizio ambientale sufficiente (colorazione gialla). I ganfi con le condizioni migliori sono stati il Migros ed il Mercedes, il Migros è risultato quello con la media annuale più alta, i punteggi sono risultati costanti per tutto l anno, nel Mercedes i valori sono stati più alternanti, in due mesi il giudizio è risultato buono e in nessun mese (anche nel Migros e nel Bragagna) ha ricevuto un giudizio pessimo. Le acque con giudizio qualitativo peggiore sono state quelle del Garbella e del Maddalena, in entrambi i ganfi il periodo primaverile estivo ha fatto registrare una condizione decisamente insufficiente di qualità. I mesi estivi sono risultati quelli in cui le problematiche sono maggiori. Il confronto dei punteggi ottenuti in questo anno di monitoraggio con il 2005 è visibile nel grafico di figura 2.33, la diminuzione del punteggio nella Bragagna, Garbella e Migros evidenziano un leggero peggioramento nella qualità delle acque comunali, da registrare invece un leggero miglioramento nel Mercedes e nel Maddalena. 262

42 Fig Confronto tra i punteggi ottenuti con i macrodescrittori ottenuti nel 2006 e nel Calcolo delle portate e dei carichi di Fosfati e Nitrati in arrivo a lago La tabella 2.10 riporta una elaborazione dei dati rilevati relativa a portate e quantità di fosfati e nitrati veicolati dai corsi d acqua monitorati. Per l elaborazione di questi dati si sono applicate alcune semplificazioni sulle forme delle sezioni ed è stata considerata una velocità minima della corrente di 0,0025 m/s anche quando apparentemente l acqua era ferma. Rispetto al 2005 le portate si sono ridotte quasi del 50 % mentre sono aumentate molto le concentrazioni dei fosfati determinando così una impennata del carico veicolato a lago di questo elemento nutritivo. Diminuite invece le quantità dei nitrati. Queste considerazioni valgono soprattutto per i due corsi d acqua maggiori, mentre per i tre minori l andamento può essere considerato costante. La veicolazione dell azoto è legata al dilavamento superficiale (forti piogge, irrigazione a scorrimento), mentre il fosforo si deposita nei sedimenti delle zone più calme. A monte della stazione B3 sono attivi alcuni cantieri che hanno interessato anche tratti di un suo tributario e questo può aver contribuito a rimettere in circolo i fosfati. Stazioni Portata media [mc/s] Concentrazione media [mc/s] Carichi a lago [ton/anno] Fosfati Nitrati Fosfati Nitrati B3 0,12 3,06 18,72 11,86 72,56 G3 0,18 2,81 20,82 15,58 115,48 mad 0,01 1,43 12,81 0,64 5,68 mer 0,001 1,65 11,60 0,06 0,45 mig 0,05 1,77 11,41 2,94 19,00 Totale a lago 31,08 213,18 Fosfati [ton/anno] Nitrati [ton/anno] Fosfati [ton/anno] Nitrati [ton/anno] Fosfati [ton/anno] Nitrati [ton/anno] Fosfati [ton/anno] Nitrati [ton/anno] Tab Concentrazioni e quantità di nutrienti portate nel lago dai ganfi di Sirmione. Tab Confronto dei carichi di nutrienti portati dai ganfi nelle acque del lago. Garbella 10,88 n.d 10,5 180,66 9,25 191,06 15,58 115,48 Bragagna 5,2 n.d 10,6 156,22 3,86 102,53 11,86 72,56 263

43 Conclusioni Dopo il monitoraggio del 2006 è emerso che le acque che scorrono nell entroterra comunale e si immettono a lago risentono moltissimo delle condizioni stagionali. Le situazioni più critiche si registrano durante il periodo estivo, infatti in questi mesi alcuni parametri presentano valori critici: bassa saturazione dell ossigeno, alta quantità di coliformi totali, bassa trasparenza delle acque; mentre nel periodo invernale si hanno le situazioni peggiori per quanto riguarda il carico dei nutrienti. Rispetto allo scorso anno, in cui era emersa una sostanziale differenza tra alcuni corsi d acqua, si è registrato un certo livellamento nelle caratteristiche e nella qualità delle acque dei 5 ganfi. Anche per il monitoraggio del 2006, il ganfo migliore è risultato il Migros e quello peggiore il Maddalena. I ganfi della Garbella e della Bragagna, ormai monitorati da alcuni anni, hanno confermato i giudizi delle precedenti campagne di monitoraggio, anche se purtroppo è da sottolineare il leggero peggioramento nel giudizio finale. Per la preservazione della qualità e delle funzioni dei ganfi sarebbe necessario limitare (meglio eliminare completamente) tutti gli scarichi civili ed agricoli; infatti i dati delle quantità complessive dei nutrienti veicolati a lago dai ganfi fa capire l influenza che essi possono avere sulla qualità delle acque del lago e quindi, direttamente o indirettamente, sulla balneabilità. Sono inoltre necessarie operazioni di pulizia per evitare l accumulo di ramaglia ed eventuali rifiuti; sarebbero necessarie anche operazioni di piantumazione delle sponde e creazione di aree di espansione e lagunaggio delle acque utili per limitare i danni di piogge irruente ed abbondanti, oltre che per il miglioramento della qualità e l incremento della biodiversità. 264

44 2.3 LA BALNEABILITA I CONTROLLI Come negli altri centri gardesani, anche a Sirmione i controlli di legge sulla qualità delle acque costiere ai fini della balneabilità vengono effettuati dai tecnici dell'azienda Sanitaria Locale, in questo caso di Salò. Per il periodo estivo vengono effettuati prelievi ogni quindici giorni per tener sotto controllo i parametri: Fisici (Temperatura dell'acqua, ph, Colorazione, Trasparenza, Ossigeno disciolto) Igienici (Coliformi fecali, Coliformi Totali, Streptococchi, Salmonelle, Enterovirus) Ambientali (Olii, Tensioattivi, Fenoli) Il giudizio di balneabilità viene normalmente inserito nel Bollettino Meteo-Ambientale del CRA (Centro Rilevamento Ambientale), prodotto e distribuito ogni tre giorni, e reperibile presso la sede del Comune, uffici dell'apt-iat, lidi comunali LA QUALITA' DELL'ACQUA A SIRMIONE Anche il sistema fognario del Comune di Sirmione converge nel collettore circumlacuale di depurazione del Consorzio GardaUno, per cui la presenza di scarichi diretti a lago è pressochè nulla, salvo due scarichi di sicurezza per eventi meteo eccezionali. Sulle 7 spiagge controllate negli ultimi 17 anni ( ) si sono avuti complessivamente 119 superi dei limiti (mediamente 1 valore anomalo per spiaggia all'anno), di cui buona parte coliformi fecali e il resto coliformi totali. I coliformi non sono dannosi per l'uomo in quanto normalmente presenti nel nostro intestino ma indicano invece inquinamento organico. Si segnalano alcuni casi di dermatite dei bagnanti; un'irritazione cutanea dovuta ad un parassita che ha, come ospiti abituali, uccelli acquatici e molluschi, ma che può infastidire anche l'uomo, se accidentalmente si trovasse nelle sue vicinanze. Le cercarie fuoriuscite dal corpo dei molluschi durante le ore più luminose e calde della giornata, infatti, salgono verso la superficie dell'acqua per entrare, attraverso la cute, nel loro ospite definitivo costituito, probabilmente, da più specie di anatidi. Se, però, l'uomo si trova immerso nell'acqua nel periodo di attività di queste cercarie (che dura, di norma, qualche ora), esse provano ad "attaccarlo". Il sistema immunitario umano, tuttavia, riconosce questi elementi estranei che penetrano nell'epidermide, e fa in modo che non passino oltre. Non esistono, quindi, dei rischi per la salute umana, ma solo il disagio, per alcuni soggetti più sensibili, di una reazione infiammatoria e allergica (la "grattarola", appunto), che si risolve, di norma, entro qualche giorno. I casi più fastidiosi, vengono di norma trattati con antistaminici. Il fenomeno della cercaria non va considerato un'anomalia, anche se l'accumulo di sostanza organica presso le rive e l'aumento degli uccelli acquatici, potrebbero averlo accentuato; piuttosto, si può limitarne il fastidio arrecato all'uomo, seguendo alcune semplici regole di prevenzione. 1. Tratto dallo studio sulla balneabilità redatto dal C.R.A. Sirmione 265

45 2.4 L USO NON POTABILE DELL ACQUA NEL TERRITORIO 1 La Sirmione Servizi ha affidato allo Studio Tecnico, Chimica ed Ingegneria dell Acqua, l elaborazione di un progetto preliminare per la realizzazione di un acquedotto industriale, a servizio di utenze non potabili, sia pubbliche che private. Lo studio di fattibilità tecnica ed economica è volto a verificare il possibile riutilizzo della risorsa idrica, resa disponibile dalle opere di adeguamento dell impianto di potabilizzazione di Piazzale Monte Baldo. Le opere di adeguamento, atte ad uniformare l impianto al DLgs 152 del 3 aprile 2006, già progettate da questo Studio in forma definitiva nel 2007, riguardano le acque di servizio provenienti dal processo di potabilizzazione. La classificazione acque di servizio, le colloca nella categoria delle acque reflue industriali e, pertanto, da sottoporre a controllo e a trattamento prima della loro immissione in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria. Il trattamento, progettato seguendo lo schema rappresentato nella fig. 2.34, riqualifica le caratteristiche qualitative dell acqua proveniente dai lavaggi dei materiali costituenti il letto filtrante del processo di potabilizzazione dell acqua di lago. Rende perciò tale risorsa, idonea allo scarico in acque superficiali di pregio (lago di Garda), oppure riutilizzabile per scopi irrigui, per il lavaggio di strade, parcheggi, veicoli e quanto altro non necessiti di acqua potabile. Fig Schema della procedura di progettazione dell impianto per il riutilizzo delle acque di scarico dell impianto di potabilizzazione Monte Baldo 1. Tratto dallo studio di fattibilità e progettazione di un acquedotto industriale per l uso non potabile dell acqua nel territorio del Comune di Sirmione redatto da Sirmione Servizi 266

46 Le analisi dell acqua reflua, alle quali fanno seguito con simulazioni di processo depurativo, le condizioni ambientali, nonché la moderna dottrina di tutela e di miglioramento dell ambiente e delle risorse naturali, sono alla base del progetto. Il progetto in oggetto prevede l ottimazione dell impianto alle relative parti di territorio maggiormente interessate, si procederà in due direzioni distinte, più o meno parallelamente: 01. Zona nord: sfruttando il volume d acqua necessario al contro lavaggio dei filtri all impianto di potabilizzazione in Piazzale Monte Baldo, verrà realizzata una nuova vasca di accumulo che consente la successiva decantazione dei residui algali e sabbia provenienti dal centro contro lavaggio dei filtri (misura mt.13,00 x 4,00) e con posizionamento di circa ml di nuove tubazioni, si prevede di servire tutte le aree verdi poste tra il castello scaligero e Piazzale Monte Baldo. 02. Zona est: utilizzando il pozzo da sempre esistente in località Rovizza, il comparto territoriale di Rovizza, Punta Grò e Chiodi, può essere servito con le stesse modalità con cui si erogava acqua potabile fino a pochi anni fa. Alcuni tratti di tubo sono già stati posati, altri lo saranno prossimamente, e questo comparto sarà il primo che vedrà uscire da un rubinetto privato acqua per l irrigazione del giardino. Dobbiamo innanzitutto concordare sul principio che l utilizzo di acqua di eccellente qualità chimica fisica e microbiologica, come quella prodotta dall impianto di potabilizzazione in esercizio a Piazzale Monte Baldo, rappresenta uno spreco quando è destinata ad annaffiare o irrigare parchi e giardini, a lavare strade e parcheggi o a bagnare le superfici dei campi sportivi, da calcio, tennis etc. Nel caso di specie, le acque di scarico provenienti dai processi ossidativi e dalla filtrazione, devono essere trattate, come già premesso, prima dell immissione in qualsivoglia sito. Si rendono quindi disponibili in zona Piazzale Monte Baldo 100 m3 al giorno di acqua adatta agli usi sopra elencati. Altri 600 m3 al giorno sono invece recuperabili mediante la riattivazione del pozzo e del serbatoio pensile in località Rovizza. Abbiamo perciò ipotizzato i due sistemi di distribuzione, che chiameremo acquedotto industriale. Uno a servizio della zona compresa fra Piazzale Goethe e Piazzale Monte Baldo e l altro dal serbatoio Rovizza alla SS11, comprendendo la zona Chiodi, estensibile fino alla piscina pubblica di Via L. da Vinci ed allo stadio del calcio. 267

47 SA.3 L aria 3.1 LA CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO REGIONALE 1 La Regione Lombardia, con la d.g.r. n. VII/6501 del 19/10/01, modificata dalla d.g.r. n. VII/1863 del 28/10/02, ha proceduto alla zonizzazione del territorio regionale ai fini del raggiungimento degli obiettivi di qualità dell aria. Tale zonizzazione è stata revisionata con la D.G.R. n del 02/08/07. Per l anno 2006 occorre ancora fare riferimento alla delibera allora in vigore (d.g.r. n. VII/6501), la quale identifica quattro zone critiche sovracomunali, tre delle quali comprendono comuni delle province di Milano, Como e Varese, tra loro territorialmente contigui, la quarta comprende comuni della provincia di Bergamo, anch essi territorialmente contigui, ma separati da quelli della zona precedente. Nel dicembre 2002 si è aggiunta una quinta zona critica, l Agglomerato di Brescia. La zonizzazione prevede, in base al D.Lgs. 04/08/1999, n. 351, la suddivisione del territorio regionale in zone così denominate: Zone critiche, corrispondenti alle parti di territorio per le quali devono essere adottati i piani d azione e i piani integrati; Zone di risanamento, corrispondenti alle parti di territorio per le quali devono essere adottati i piani integrati; Zone di mantenimento, corrispondenti alle parti di territorio per le quali devono essere adottati i piani di mantenimento. Ai fini operativi, per zona e comune critico (agglomerato), si intende quella parte del territorio regionale nel quale i livelli di uno o più inquinanti comportino il superamento dei valori limite e delle soglie di allarme o i livelli di uno o più inquinanti eccedono il valore limite aumentato del margine di tolleranza. In queste zone la regione deve definire: i piani d azione, che contengono le misure da attuare nel breve periodo affinché sia ridotto il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme; 1. Tratto dal Rapporto sulla rapporto sulla qualità dell aria di Brescia e provincia anno

48 uno o più inquinanti eccedono il valore limite aumentato del margine di tolleranza. queste zone la regione deve definire: piani d azione, che contengono le misure da attuare nel breve periodo affinché sia ridotto il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme; piani integrati, i piani per il integrati, raggiungimento per il raggiungimento dei valori limite entro dei i termini valori limite stabiliti. entro i termini stabiliti. r zona di Per risanamento zona di risanamento si intende quella si intende parte quella del territorio parte regionale del territorio nel quale regionale i livelli nel di quale uno o più inquinanti no compresi i livelli tra il di valore uno o limite più inquinanti ed il valore sono limite compresi aumentato tra del il margine valore limite di tolleranza ed il valore limite aumentato del margine di tolleranza. Per zona di mantenimento si intende quella mantenimento parte del territorio si intende regionale quella nel parte quale del territorio i livelli degli regionale inquinanti nel quale sono i livelli inferiori degli ai inquinanti sono r zona di valori limite e tali da non comportare il rischio di superamento degli stessi. eriori ai valori limite e tali da non comportare il rischio di superamento degli stessi. In particolare, la d.g.r. n 6501 prevede l esistenza di una zona di risanamento particolare, di tipo la d.g.r. A (zona n 6501 di risanamento prevede l esistenza per più di inquinanti), una zona di e di risanamento una zona di di risanamento tipo A (zona di risanamento r più inquinanti), di tipo e B di ( una zona zona di di risanamento per di tipo inquinamento B ( zona di risanamento da O3 ). La per zona inquinamento di risana- da O 3 ). zona di risanamento di tipo di B, tipo ai fini B, ai degli fini interventi degli interventi di riduzione di riduzione delle delle emissioni, è è assimilata alla zona di ntenimento. alla zona di mantenimento. Fig Rapporto Annuale sulla Qualità dell Aria - Anno 2006 pporto Annuale sulla Qualità dell Aria Anno

49 3.2 LE CAUSE DELL INQUINAMENTO ATMOSFERICO 1 I principali inquinanti che si trovano nell aria possono essere divisi, schematicamente, in due gruppi: gli inquinanti primari e quelli secondari. I primi sono emessi nell atmosfera direttamente da sorgenti d emissione antropogeniche o naturali, mentre gli altri si formano in atmosfera, in seguito a reazioni chimiche che coinvolgono altre specie, primarie o secondarie. Nella Tabella 2.1 sono riassunte, per ciascuno dei principali inquinanti atmosferici, le principali sorgenti d emissione. Inquinanti Principali sorgenti di emissione Tab Sorgenti emissive dei principali inquinanti Biossido di Zolfo SO2 * Impianti riscaldamento, centrali di potenza, combustione di prodotti organici di origine fossile contenenti zolfo (gasolio, carbone, oli combustibili) * = Inquinante Primario ** = Inquinante Secondario Biossido di Azoto NO2 Monossido di Carbonio CO Ozono O3 Particolato Fine PM10 */** * Impianti di riscaldamento, traffico autoveicolare (in particolare quello pesante), centrali di potenza, attività industriali (processi di combustione per la sintesi dell ossigeno e dell azoto atmosferici) Traffico autoveicolare (processi di combustione incompleta dei combustibili fossili) ** Non esistono significative sorgenti di emissione antropiche */** L Insieme di particelle con diametro aerodinamico inferiore ai 10 µm proviene principalmente da processi di combustione e risolleva mento Idrocarburi non Metanici (IPA, Benzene) * Traffico autoveicolare (processi di combustione incompleta, in particolare di combustibili derivati dal petrolio ), evaporazione dei carburanti, alcuni processi industriali Da Aprile 2007 è disponibile la nuova versione dell inventario regionale delle emissioni atmosferiche INEMAR relativa all anno 2003, (ARPA LOMBARDIA REGIONE LOMBARDIA (2006), INEMAR, Inventario Emissioni in Atmosfera: emissioni in regione Lombardia nell anno Dati finali, ARPA Lombardia Settore Aria, Regione Lombardia DG Qualità dell Ambiente, Aprile 2007). L inventario permette di quantificare con dettaglio comunale gli inquinanti emessi dalle seguenti fonti: Produzione di energia e trasformazione dei combustibili Combustione non industriale Combustione nell industria Processi produttivi Estrazione e distribuzione combustibili Uso di solventi Trasporti su strada 1. Tratto dal Rapporto sulla rapporto sulla qualità dell aria di Brescia e provincia anno

50 Altre sorgenti mobili e macchinari Trattamento e smaltimento rifiuti Agricoltura Altre sorgenti ed assorbimenti Maggiori informazioni ed una descrizione più dettagliata in merito all inventario regionale sono disponibili sul sito web Nella tabella seguente 3.2 sono presentate le stime per la Provincia di Brescia delle emissioni atmosferiche raggruppate per fonte, mentre in tabella 3.3 ed in Tabella 2.3 figura 3.2 sono Emissioni visualizzati atmosferiche nel territorio i contributi della Provincia percentuali di Brescia nell anno delle 2003 dati diverse finali aprile 2007 fonti. SO2 NOx COV CH4 CO CO2 N2O NH3 PM2.5 PM10 PTS CO2 eq Precurs. O3 Tot. acidif. (H+) t/anno t/anno t/anno t/anno t/anno kt/anno t/anno t/anno t/anno t/anno t/anno kt/anno t/anno kt/anno Produzione energia e trasform. combustibili ,5 2,2 3, Tab Emissioni atmosferiche nel territorio della Provincia di Brescia nell anno 2003 dati finali aprile 2007 Combustione non industriale Combustione nell'industria Processi produttivi , Estrazione e distribuzione combustibili Uso di solventi , Trasporto su strada Altre sorgenti mobili e macchinari , Trattamento e smaltimento rifiuti , ,9 46,9 47, ,7 Agricoltura , Altre sorgenti e assorbimenti , ,1 Totale Precurs. Tot. acidif. SO2 NOx COV CH4 CO CO2 N2O NH3 PM2.5 PM10 PTS CO2 eq SO2 O3 (H+) Rapporto Annuale sulla Qualità dell Aria Anno 2006 Produzione energia e trasform. NOx combustibili 30 % 4 % 011 % 0 % 0 % 6 % 0 % 0 % 0 % 0 % 0 % 5 % 2 % 3 % Combustione non industriale 5 % 8 % 12 % 2 % 33 % 25 % 5 % 0 % 30 % 24 % 21 % 19 % 12 % 3 COV % CH4 SO2 CO NOx CO2 COV N2O CH4 NH3 SO2 Figura 2.1 CO PM2.5 NOx Contributi percentuali delle fonti emissive nella Provincia CO2 di Brescia nell anno 2003 PM10 COV N2O dati finali aprile 2007 PTS CH4 NH3 CO2 eq CO PM2.5 Fig Contributi percentuali Precurs. O3 CO2 delle fonti emissive nella Provincia di Brescia nell anno PM10 Tot. acidif. (H+) SO2 N2O PTS dati finali aprile 2007 NOx 0% 20% 4 NH3 COV CO2 eq CH4 PM2.5 Precurs. O3 Produzione energia e trasform. combustibili Combustio CO PM10 Processi produttivi Estrazione Tot. acidif. (H+) CO2 12 PTS T rasporto su strada Altre sorge N2O 0% 20% 40% 60% Agricoltura Altre sorge NH3 CO2 eq PM2.5 Precurs. O3 Produzione energia e trasform. combustibili Combustione non industriale Combustion PM10 Tot. acidif. (H+) Processi produttivi Estrazione e distribuzione combustibili Uso di solv Rapporto Annuale sulla Qualità dell Aria Anno 2006 PTS CO2 eq Precurs. O3 Tot. acidif. (H+) Tabella 2.4 Distribuzione percentuale delle emissioni in provincia di Brescia nel dati finali Combustione nell'industria 44 % 18 % 3 % 0 % 9 % 23 % 3 % 0 % 4 % 5 % 6 % 17 % 9 % 8 % Processi produttivi 17 % 5 % 8 % 0 % 13 % 9 % 18 % 0 % 13 % 21 % 22 % 9 % 7 % 2 % Estrazione e distribuzione combustibili 3 % 13 % 2 % 2 % Uso di solventi 0 % 0 % 44 % 0 % 0 % 0 % 1 % 23 % 0 % Trasporto su strada 2 % 47 % 15 % 0 % 38 % 29 % 2 % 1 % 26 % 24 % 24 % 22 % 29 % 14 % Altre sorgenti mobili e macchinari 1 % 15 % 2 % 0 % 4 % 4 % 3 % 0 % 17 % 14 % 12 % 3 % 7 % 4 % Trattamento e smaltimento rifiuti 1 % 3 % 0 % 28 % 1 % 3 % 1 % 0 % 1 % 1 % 1 % 7 % 2 % 1 % Agricoltura 0 % 0 % 54 % 0 % 67 % 98 % 3 % 6 % 10 % 15 % 1 % 65 % Altre sorgenti e assorbimenti 0 % 0 % 13 % 2 % 2 % 0 % 0 % 5 % 4 % 3 % 0 % 7 % 0 % Totale 100 % 100 % 100 % 100 % 100 % 100 % 100 % 100 % 100 % 100 % 100 % 100 % 100 % 100 % Contributi percentuali delle fonti emi Figura 2.1 Tab Distribuzione percentuale delle emissioni in provincia di Brescia nel dati finali 0% 20% Processi 40% produttivi 60% Estrazione 80% e distribuzione combustibili 100% Uso di solventi T rasporto su strada Altre sorgenti mobili e macchinari Trattamento e smaltimento rifiuti Produzione energia e trasform. combustibili Combustione non industriale Combustione nell'industria Processi produttivi Estrazione Agricoltura e distribuzione combustibili Uso di solventi Altre sorgenti e assorbimenti T rasporto su strada Altre sorgenti mobili e macchinari Trattamento e smaltimento rifiuti Agricoltura Altre sorgenti e assorbimenti dati fi Contributi percentuali delle fonti emissive nella Provincia di Figura 2.1 dati finali aprile 2007 Contributi percentuali delle fonti emissive nella Provincia di Brescia nell anno 2003 dati finali aprile 2007 T rasporto su strada Altre sorgenti mobili e macchinari Trattamen 0% 20% 40% 60% 80% Agricoltura Altre sorgenti e assorbimenti Produzione energia e trasform. combustibili Combustione non industriale Combustione nell'industria 271

51 Da questi dati si possono trarre le seguenti considerazioni circa le fonti che contribuiscono maggiormente alle emissioni degli inquinanti considerati: CO i maggiori apporti sono dati dal trasporto su strada (38%) e dal riscaldamento (33%). Seguono a distanza i processi produttivi. PM10 contribuiscono in misura quasi pari il riscaldamento (24%), il trasporto su strada (24%) ed i processi produttivi (21%), seguiti da altre sorgenti mobili e macchinari (14%). L agricoltura e la combustione nell industria contribuiscono rispettivamente per il 6% ed il 5%. NOx il trasporto su strada incide ancora in larga misura (47%); seguono la combustione nell industria (18%) ed altre sorgenti mobili e macchinari (15%). COV la principale fonte d emissione risulta l uso dei solventi (44%), seguita a distanza dal trasporto su strada (15%), dal riscaldamento (12%) e da altre sorgenti e assorbimenti (13%). SO2 i maggiori contributi sono a carico della combustione industriale (44%) e della produzione di energia (30%). I processi produttivi risultano contribuire per il 17%. CO2 contribuiscono maggiormente il trasporto su strada (29%), il riscaldamento (25%) e la combustione nell industria (23%). N2O è emesso in larga misura dal settore agricolo (67%), seguito a distanza dai processi produttivi (18%). CH4 la fonte principale risulta ancora il settore agricolo (54%); il trattamento/ smaltimento dei rifiuti incide per il 28% e la distribuzione dei combustibili per il 13%. NH3 è un inquinante prodotto essenzialmente dall agricoltura (98%). Incidenza delle emissioni da traffico e dal riscaldamento: risultano le principali fonti d emissione per gli inquinanti NOx, CO, CO2, PTS e PM10. Incidenza delle emissioni agricole: l agricoltura è la fonte di emissione principale per CH4, N2O e NH3. 272

52 3.3 LA QUALITA DELL ARIA A SIRMIONE 1 L Amministrazione comunale di Sirmione dal 2004 aderisce al progetto Atmosphere dell Accademia Kronos, ENEA ed Università della Tuscia. L adesione è finalizzata sia ad ampliare le attività di educazione ambientale, sia all acquisizione di dati su cui ragionare per risolvere alcuni problemi di congestionamento del traffico. Il progetto Atmosphere è indirizzato principalmente alla valutazione della concentrazione di anidride carbonica, mentre le campagne di monitoraggio effettuate dal C.R.A. comprendono anche la stima delle polveri in sospensione. Si utilizzano metodi semplici e poco costosi, che permettono di rendere partecipi, consapevoli, studenti e amministratori e, contemporaneamente, consentono di ottenere dati sufficientemente significativi. Il campionamento sul territorio Comunale è previsto su base annuale; rispetto alla precedente campagna non vi sono state variazioni. In questa indagine sono due i livelli considerati per valutare la qualità dell aria: istantaneo, con uno strumento semplice per la valutazione della concentrazione di CO2; brevemedio termine, con un biadesivo esposto all aria 72 ore per la valutazione delle polveri in sospensione. 1) Villa Romana-Campo delle noci Fig Stazioni di monitoraggio C.R.A. C.R.A. AC 2) Centro Storico Campagna di monitoraggio della qualità dell aria 3) Veduta S.Pertini AC Stazione misura Anidride Carbonica Stazioni misura Polveri 9) Colombare-Piazza Durighello 4) Colombare-semaforo 6) Lugana-Via Ca Nova/Viale Raffaello 10) Punta Gro - Lido Via Verdi 5) Zona Artigianale 7) Lugana- Via Palazzo 8) Rovizza- Sede U.S. Rovizza 1. Tratto dal Monitoraggio della qualità dell aria a Sirmione redatto dal C.R.A. Sirmione 273

53 3.3.1 Valutazione della concentrazione di CO2 L anidride carbonica è uno dei gas responsabili dell effetto serra e quindi del riscaldamento della nostra Terra. La CO2 viene emessa da tutti gli organismi che respirano e dalle combustioni; le masse d acqua e i boschi contribuiscono a ridurne la concentrazione trattenendola, immagazzinandola. Attualmente la concentrazione di CO2 media del globo è di poco oltre 380 ppm ma era circa 280 ppm solo un secolo fa. A Sirmione la media delle 100 operazioni di campionamento effettuate da aprile 2007 a marzo 2008 è 415,51 ppm, 45 ppm in più della campagna precedente. I campionamenti sono stati effettuati in un solo punto (presso il C.R.A.) due volte alla settimana. Durante le operazioni di campionamento si è notato che in assenza di vento i valori registrati sono mediamente più alti di quelli rilevati con presenza di brezza o vento. Durante i campionamenti invernali si è notata una forte riduzione della concentrazione di CO 2. Nel grafico della figura 3.3 si riporta l andamento dei valori misurati mentre nella tabella 3.4 si riportano i valori medi mensili rilevati durante la campagna di monitoraggio confrontati con quelli delle campagne precedenti. Fig Andamento della concentrazione di CO2 nell aria mese/[ppm] 2007/ / / /2005 media mensile aprile 337,50 387,50 443,75 389,58 maggio 325,71 483,33 440,63 416,56 giugno 355,56 511,11 460,00 362,50 422,29 luglio 550,00 480,00 444,44 428,13 475,64 agosto 538,89 377,78 461,11 434,38 453,04 settembre 506,25 388,89 400,00 381,25 419,10 ottobre 488,89 322,22 372,22 515,63 424,74 novembre 366,67 305,56 422,22 300,00 348,61 dicembre 316,67 281,25 316,67 212,50 281,77 gennaio 325,00 300,00 338,89 200,00 290,97 febbraio 356,25 314,29 400,00 225,00 323,88 marzo 518,75 297,78 325,00 384,38 381,48 media 415,51 370,81 394,06 360,68 385,64 media giugno/marzo 432,29 357,89 394,06 344,38 382,15 Tab Valori medi mensili rilevati durante le diverse campagne di monitoraggio annuali. 274

54 I valori rilevati presso il C.R.A. hanno confermato l andamento del : valori più alti durante il periodo primaverile-estivo che in quello invernale. Nella prima campagna di monitoraggio ( ) il valore mensile è riferito alla media di 16 misurazioni di un solo giorno e quindi potrebbe aver risentito della temporanea situazione di quel giorno, mentre dal 2005/2006 il valore mensile è la media di 68 misurazioni eseguite due volte a settimana. Il grafico di figura 3.4 confronta gli andamenti dei diversi anni e ciò che si nota sono i valori simili della stagione invernale, mentre soprattutto per il periodo primaverile estivo l intervallo è più ampio. Nel grafico di figura 3.5 si confrontano gli andamenti della media mensile della temperatura dell aria e dell acqua con i valori di anidride carbonica: singolari le differenze piuttosto accentuate tra i valori di giugno/luglio e febbraio/marzo. Confrontando invece le ultime tre stagioni invernali si può individuare una proporzionalità inversa tra i valori di temperatura media dell aria e quelli della concentrazione di anidride carbonica (figura 3.6). Fig Confronto dell andamento della concentrazione di CO2 nell aria nei diversi anni Fig Andamenti della media mensile della temperatura dell aria e dell acqua con i valori di anidride carbonica 275

55 Fig Valori di temperatura media dell aria e quelli della concentrazione di anidride carbonica Valutazione delle polveri sospese Questa tipologia di indagine non ha subito interruzioni: sono rimasti gli stessi 10 punti del precedente monitoraggio: sono state mantenute le strutture in legno su cui viene attaccato il supporto biadesivo, che resta esposto all aria per circa 72 ore. Le polveri in sospensione nell aria restano appiccicate al biadesivo e, con l osservazione allo stereomicroscopio, vengono contate su 5 diverse porzioni di 25mm 2, ma il valore espresso nelle tabelle e grafici è relativo ad 1 mm 2. Le stazioni di monitoraggio e le relative ubicazioni sono le seguenti: 01. Centro storico - Villa romana, campo delle noci 02. Centro storico - Sotto il volto della galleria civica 03. Via XXX aprile - Veduta Sandro Pertini 04. Colombare - Semaforo 05. Colombare - Zona artigianale 06. Lugana - Slargo tra via Ca Nova e Viale Raffaello 07. Lugana - Via Palazzo 08. Rovizza - Vicino alla sede U.S. Rovizza 09. Colombare - Piazza Durighello (da luglio 2005) 10. Punta Gro - Lido (da luglio 2006) Il primo monitoraggio del è servito soprattutto per rodare i meccanismi, verificare le ipotesi progettuali e apportare le opportune modifiche. La seconda stagione ha mostrato, rispetto alla prima, valori in netto incremento, con il terzo e quarto anno i valori sembrano assestarsi, e le stazioni peggiori restano tali, così come le migliori. Con la campagna di rilevamenti abbiamo 276

56 verificato che l incremento delle particelle di polvere sospese dal è sia dovuto ad una sottostima quantitativa, ma corretta qualitativamente, del primo monitoraggio, sia ad una decisa diminuzione delle precipitazioni negli ultimi tre periodi. Quest ultima ipotesi dovrà però trovare conferma nei prossimi anni. Fig per punto Polveri: valori medi Tab Polveri: tutti i valori rilevati. Secondo i nostri dati i punti peggiori sono, secondo le previsioni, il semaforo di Colombare (4), la zona artigianale (5) e quello di Rovizza (8). Il punto migliore è Punta Gro (10); il centro storico non è in cattive condizioni. La linea rossa continua, nel grafico di figura 3.6, indica il valore medio dei minimi rilevati, ovvero quella quantità minima di polveri mediamente costante che si trova nell aria. La tabella 3.5 riporta tutti i valori rilevati, e alcune elaborazioni da cui si osserva che il mese con i valori mediamente più bassi è stato maggio 2007, quello con i valori più alti marzo 2008; il valore massimo si è rilevato presso la stazione 4 e il minimo alla stazione 10. Le stazioni 3, 4 e 8 sono quelle con maggiore oscillazione di valori, mentre quella di Punta Gro (10) è stata quella con oscillazioni minori. 277

57 Fig Valori medi annui Il grafico di figura 3.7 riporta i valori medi annui delle 8 stazioni storiche: non vi sono evidenti differenze se non per il punto 6 che presenta un netto miglioramento. Durante il periodo novembre 2006 agosto 2007 le precipitazioni sono state piuttosto scarse. Le piogge che hanno un minimo di effetto sul sistema di misura sono quelle nei tre giorni precedenti: come si può vedere nel grafico di figura 3.8, dove sono state correlate le precipitazioni nei giorni precedenti al campionamento (-3,-5, -10, nel grafico), quelle durante i tre giorni di campionamento (3, nel grafico), con i valori medi misurati. È facile, inoltre, individuare situazioni interessanti: da aprile a luglio 2007 i campionamenti sono stati effettuati in un periodo con scarse precipitazioni, ma ciò non ha indotto a valori elevati; nei tre giorni delle misure di agosto, settembre e ottobre si sono avute delle precipitazioni che sembrano non aver avuto effetto di contenimento delle polveri, ma se questo è spiegabile per agosto, il cui valore delle precipitazioni è dovuto ad un temporale a fine periodo di esposizione, e per ottobre con piogge Precipitazioni / Pol- Fig veri 278

58 scarse e deboli, resta poco chiaro il picco di settembre in cui le piogge sono state continue nei tre giorni di esposizione del campione. L inserimento di due nuovi punti di campionamento è stato motivato dalla necessità di verificare i dati, che sembravano contraddittori, del punto 1 e di mostrare che spostandosi di poco dal punto 4 la situazione è sicuramente migliore. Il punto 4 (semaforo di Colombare) è stato appositamente scelto come indicatore di una situazione con valori alti, così da avere un valore limite di riferimento. Durante il monitoraggio del emerse che il punto 1 (Villa Romana) presentava valori alti rispetto alle aspettative: vista l ubicazione si era scelto questo punto pensando che fosse indicatore del livello minimo di polveri. Si scelse così un secondo punto di controllo sempre affacciato a nord come il punto 1 ma ad una quota maggiore di una decina di metri (punto 10 fino a luglio 2006). I risultati mostrarono che effettivamente in quell area non vi era assenza di polveri, anzi. Resta da verificare la vera natura dei corpuscoli rilevati in quanto si è notato che i muri esposti a nord sono ricoperti di granelli scuri che si staccano facilmente; una altra ipotesi è che l area, pur essendo isolata, risenta delle attività antropiche dell alto Garda vista la direzione preferenziale dei venti. Da luglio 2006 è stato spostato il punto 10 a Punta Gro ovvero 3 chilometri a sudest, in una zona non frequentata da auto per 9 mesi all anno mentre nei restanti 3 la velocità è molto bassa. 279

59 SA.4 I caratteri naturalistici 4.1 LA COMPONENTE BIOTICA nel ptcp di brescia 1 La Provincia di Brescia dispone di uno studio, effettuato dal Sig. P. Blesio, direttore del Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia, i cui risultati sono riassunti in tre carte tematiche (delle emergenze ornitologiche, delle emergenze mammologiche, delle rilevanze floristico-vegetazionali), e nella carta di sintesi (carta delle biocenosi), e nelle relative relazioni. Nella carta delle biocenosi (Fig. 4.1) sono state delimitate le aree di particolare importanza floristico-vegetazionale e faunistica (avifaunistica e mammalofaunistica) utilizzando indicatori ecologici che hanno permesso di valutare il loro grado di naturalità. Dal punto di vista floristico-vegetazionale sono state assunte quali indicatori specie endemiche e/o rare, significative sotto l aspetto biogeografico, mentre, per quanto concerne la fauna, sono state utilizzate, quali indicatori, le specie a stretta valenza ecologica (specializzate a vivere in determinati ambienti), oppure specie predatrici, ai vertici della catena trofica. Dalla sovrapposizione degli indicatori suddetti sono risultati quattro livelli di importanza: Livello 1, Relativa importanza, aree con scarsa sovrapposizione di emergenze a livello interdisciplinare o singole presenze meglio rappresentate in altre aree; Livello 2, Buona importanza, aree con buona sovrapposizione di emergenze a livello interdisciplinare o singole presenze di rilevante interesse; Livello 3, Notevole importanza, aree con notevole sovrapposizione a livello interdisciplinare di emergenze sia qualitative che quantitative con presenza di notevole importanza; Livello 4, Eccezzionale importanza, aree caratterizzate da specie e singole presenze di eccezionale importanza. Comprensori con caratteristiche di omogeneità ambientale ed unicità a livello provinciale ed extraprovinciale. 1. Tratto dal Quaderno 2 del PTCP 280

60 Nella lettura della carta delle biocenosi risulta che il territorio provinciale è caratterizzato da situazioni molto diverse in funzione principalmente della sua orografia e dell utilizzo del suolo. Fig Carta delle biocenosi Aree di relativa importanza Aree di buona importanza Aree di notevole importanza Aree di eccezionale importanza Nella fascia alpina, anche al di là dei confini provinciali, si rileva una notevole continuità di aree a livello 3 e 4, per lo più inserite nei parchi nazionali o regionali. Fa eccezione il versante destro della media Valcamonica che, pur essendo caratterizzato dalla presenza di aree a livello 3 e 4 e rappresentando quindi un 281

61 Fig Le aree protette PARCHI NAZIONALI A. Parco Nazionale dello Stelviortanza PARCO NAZIONALE ARCHEOLOGICO B. Parco Nazionale delle incisioni Rupestri di Naquane RISERVE NATURALI 1. Riserva Naturale della Valle di Bondo 2. Riserva Naturale del Giovetto di Palline 3. Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo 4. Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino 5. Riserva Naturale delle Valli di S. Antonio 6. Riserva Naturale delle Piramidi di Zone 7. Riserva Naturale del Bosco di Barco 8. Riserva Naturale del Bosco dell Isola 9. Riserva Naturale della Marisca 10. Riserva Naturale dell Isola Uccellanda 11. Riserva Naturale della Sorgente del Funtanì MONUMENTI NATURALI 12. Monumento Naturale dell Altopiano di Cariadeghe 13. Monumento Naturale del Buco del Frate 14. Monumento Naturale Masso di arenaria rossa del Pernico 15. Monumento Naturale del Baluton PARCHI LOCALI DI INTERESSE SOVRACOMUNALE 16. Parco delle colline di Brescia 17. Parco del Basso Mella 18. Parco del Basso Chiese 19. Parco del Lago Moro 20. Parco del Fiume Strone 21. Parco del Barberino importante elemento della rete naturalistica primaria, non è protetta, nonostante sia contigua al Parco regionale delle Orobie Bergamasche ed al Parco regionale delle Orobie valtellinesi. Nella fascia prealpina è presente una fitta serie di aree in cui si rileva la presenza di endemismi. Tali aree, alle quali si aggiunge il fondovalle del corso superiore del fiume Oglio, sono state classificate quali aree di rilevanza ambientale ai sensi della L.R. 86/83. In pianura sono segnalate piccole e discontinue zone di relitta naturalità, lungo i fiumi. Nel caso del fiume Oglio esse risultano inserite nel Parco regionale dell Oglio nord. AREE DI RILEVANZA AMBIENTALE F. Mortirolo - Aprica G. Corso Superiore del Fiume Oglio H. Caffaro-Valle Sabbia I. Monte Guglielmo L. Monte Isola M. Franciacorta N. Monte Orfano O. Anfiteatro Morenico del Garda 282

62 Le aree protette bresciane, nel loro insieme, hanno un importanza strategica nel sistema ecologico internazionale in quanto, per la conformazione e giacitura del territorio provinciale, esse rappresentano il raccordo principale tra i grandi parchi dell Europa continentale e le aree protette del Mediterraneo, attraverso il mantovano Parco del Mincio. Sul territorio della provincia di Brescia, che si estende per una superficie complessiva di circa ettari, insistono 21 aree protette, delimitate ai sensi della L. n. 394/91 e della L.R. 86/83: i due Parchi nazionali dello Stelvio e delle Incisioni Rupestri di Naquane; i tre Parchi regionali dell Adamello, dell Alto Garda e dell Oglio Nord; sei Riserve naturali regionali; quattro Monumenti naturali regionali e sei Parchi locali di interesse sovracomunale (PLIS), che hanno una superficie totale di circa ettari e coprono più di un quarto del territorio provinciale (Fig. 4.2). A questa superficie va aggiunta quella delle otto aree di rilevanza naturale e ambientale, identificate dalla L.R. n.86/83 (Mortirolo-Aprica, Corso Superiore del fiume Oglio, Monte Guglielmo, Monte Isola, Franciacorta, Monte Orfano, Caffaro - Valle Sabbia, Anfiteatro morenico del Garda), nelle quali la Commissione provinciale ambiente naturale può indicare una serie di interventi e misure di tutela. 283

63 4.2 L Habitat costiero sirmionese 1 La penisola di Sirmione, oltre ad essere una meta turistica di fama internazionale, è anche un territorio molto affascinante dal punto di vista naturalistico: le sponde del lago, infatti, svolgono una funzione molto importante, per la crescita di macrofite e macroalghe, per la deposizione di uova per i pesci, per lo sviluppo di specie vegetali ed animali bentoniche tipiche di questo habitat (macro e microinvertebrati, alghe, rotiferi, etc.) che sono delle componenti importanti nella ciclizzazione dei nutrienti in tale ecosistema. In particolare la zona litorale è caratterizzata da una buona ossigenazione, notevole radiazione luminosa e un ampia escursione termica. Per questi motivi, soprattutto in tale zona, sono presenti produttori primari come macrofite, alghe incrostanti, fitoplancton sedimentato, generalmente assenti nella zona più profonda e quindi si ha una maggiore varietà di fonti di cibo che a sua volta determina un alta diversità specifica degli organismi macroinvertebrati agendo sul regime alimentare (fitofaghi, predatrici, detritivori). Nella penisola di Sirmione si riconoscono tre microhabitat principali: le spiagge con il tipico deposito formato da ghiaie e sabbie per gran parte dello sviluppo costiero della penisola; roccia calcareo-marnosa nella estremità più settentrionale; zone a canneto, in rappresentanza di un ambiente molto diffuso soprattutto nel basso lago. Fig Un canneto di Sirmione nei fondali bassi del lago di Garda Il canneto è un tipico ambiente di forme vegetali del tipo della canna comune, classico esempio di vegetazione fissata sul fondo con radici, che emerge parzialmente dall acqua. Queste canne palustri sono molto funzionali in quanto fungono da piante pioniere preparando il suolo sul quale potranno attecchire altre piante. La cosidetta cannuccia di palude (Phragmites communis e Phalaris arundinacea), con il suo tipico ambiente riveste una notevole importanza 1. Tratto dallo studio sull Habitat costiero redatto dal C.R.A. Sirmione 284

64 nell economia lacustre, essendo luogo di rifugio e di riproduzione per alcune specie ittiche tra le più pregiate, oltre che per la fauna nidificante. La fascia costiera del Comune di Sirmione è occupata dalla cannuccia per circa 3,5 Km lineari, vale a dire quasi un 25% dell intero perimetro peninsulare del Garda. La profondità media si attesta attorno al metro. Annualmente le zone a Phragmites communis sono soggette a sensibile riduzione ad opera dell intervento dell uomo, poco preoccupato a conservare un ambiente tipico e di così grande importanza ecologica. La popolazione dei pesci è ben rappresentata lungo tutta la penisola. Si ricorda come le zone con fondale roccioso sono particolarmente indicate nei periodi di frega mentre le zone a canneto sono sempre molto popolate in ogni fase del ciclo vitale, soprattutto per il periodo riproduttivo sono preferite da carpe, tinche, anguille, lucci, vaironi, pesci gatti e scardole. Distribuiti in tutte le ecozone del lago si possono incontrare l anguilla, l alborella, il cavedano mentre i canneti e i fondali melmosi sono preferiti dal pesce persico, dalla carpa, dal pesce gatto, dalla tinca, dalla scardola e dal vairone. Le zone a macrofite, invece, sono l habitat del luccio e della trota ma non si possono dimenticare sardine e coregoni, amanti delle acque pulite delle zone a media profondità. Fig Un cigno a riva Per quanto riguarda l avifauna si ha la presenza stabile di folaghe, gallinelle, svassi, tuffetti, germani reali, cigni, martin pescatore, gabbiani comuni e reali e la presenza di ospiti di passaggio quali cormorani, fistioni turchi, quattrocchi, moretta tabaccata, moriglioni. Rari sono invece i trampolieri. 285

65 4.3 La manutenzione dei canneti 1 Le annuali operazioni di manutenzione dei canneti di Sirmione permettono di avere un privilegiato punto di osservazione sullo stato di salute e di conservazione di questa importante risorsa naturale del lago di Garda. Ogni anno il C.R.A. raccoglie e analizza questi dati e successivamente pubblica un resoconto di quest ampia attività Manutenzione di monitoraggio. dei canneti a Sirmione Manutenzione dei Canneti )Miramar 2)Europa 3)Veduta S. Pertini 4)Blu 5)XXV aprile 6)Brema 1 7)Brema 2 8)Punta Staffalo 9)Villa Cortine Fig. 4.5 Manutenzione dei Canneti Villa Trieste-Miramar-La Paül 02. Europa 03. Veduta S. Pertini 04. Blu 05. XXV Aprile 06. Brema Brema Punta Staffalo 09. Villa Cortine Centro Rilevamento Ambientale Sirmione 4 Gli ultimi dati redatti, riportati nei paragrafi successivi, si riferiscono ai lavori eseguiti nel 2006 dove le operazioni sono state eseguite come per gli altri anni cercando di mantenere il massimo rispetto per l ecosistema. Sono state svolte 1. Tratto dal documento sulla Manutenzione dei canneti a Sirmione redatto dal C.R.A. Sirmione 286

66 alcune sperimentazioni e le consuete misurazioni di valutazione: anche se al quarto anno è ancora un progetto sperimentale. Per il 2006 è stata introdotta una nuova positiva sperimentazione: far lavorare a fianco di operai specializzati alcuni componenti del gruppo motoscafisti di Sirmione che hanno così la possibilità di lavorare in un periodo morto della loro attività, ma anche di conoscere molto da vicino uno degli ambienti caratteristici che spesso incontrano e descrivono nei loro giri con i turisti. Come si può vedere nella figura 4.5 il rilievo e il lavoro di manutenzione ha interessato quasi tutta la costa di Sirmione attraverso gli interventi sui nove canneti di cui il C.R.A. ha descritto singolarmente lo stato di fatto nel documento sulla Manutenzione dei canneti del In questa sede, però, l attenzione sarà concentrata su considerazioni ambientali più generali e scientifiche e meno suscettibili allo stato di conservazione delle singole aree in un particolare momento i Parametri chimico-fisici Per poter valutare l eventuale impatto causato dalle operazioni di pulizia e potatura dei canneti sono state effettuate delle analisi chimico-fisiche sulle acque all interno delle aree a canneto interessate dalle operazioni di gestione. Come per i progetti passati sono stati misurati parametri chimico fisici prima e dopo le operazioni di taglio; inoltre le misure sono continuate anche durante lo sviluppo fenologico dei canneti per accumulare e per valutare eventuali modificazioni stagionali delle acque nei canneti. Tra i canneti tagliati sono stati scelti per il monitoraggio delle acque quello antistante l hotel Miramar e quello di fronte alla veduta S.Pertini: trovandosi su due versanti differenti della penisola di Sirmione possono presentare caratteristiche diverse ed essere più indicativi delle condizioni generali. Il confronto tra le analisi effettuate prima e dopo il taglio ha evidenziato (anche quest anno) che le operazioni di taglio non comportano variazioni negative alla qualità delle acque, non c è stato aumento della componente azotata, i nitrati sono leggermente diminuiti, il leggero aumento dei fosfati è probabilmente legato alla sospensione di questi elementi presenti nel sedimento (il fosforo ha un ciclo sedimentario), comunque l aumento è stato solo temporaneo poiché nel corso dei mesi i valori sono nuovamente diminuiti. Le operazioni non hanno comportato variazioni dei coliformi totali, nel canneto Miramar si è registrata una leggera acidificazione dopo il taglio a cui è seguito il ritorno di valori normali durante la stagione estiva. In generale la qualità delle acque presente nei due canneti test è sufficiente, un po alti i valori dei fosfati dopo la manutenzione: la loro diminuzione durante l estate potrebbe essere dovuta ad una minor presenza di materiale vegetale poiché rimosso con le operazioni di potatura, che lentamente rilascia questi elementi. La diminuzione dei nitrati potrebbe essere legata alla grande capacità della cannuccia di palude di assorbire questi nutrienti e dunque di svolgere la funzione di fitodepurazione; le operazioni di potatura dunque non sembrano ostacolare le normali attività del Phragmites australis anzi le hanno probabilmente accentuate. 287

67 Miramar Prima del Taglio Dopo il Taglio 07/01/ /02/ /06/ /08/2006 Tab Elenco dei risultati delle analisi chimico fisiche nel canneto Miramar. trasp (j.t.u.) temp [ C] 6,1 6, ph 8,25 7,8 8,25 8,5 cond [ms] ,1 247 TDS [ppm] ,2 176,4 NaCl [%] 0,9 0,8 0,8 0,9 Oss. [mg/l] 9,4 5,9 7,3 7 % sat oss 78 49, ,1 Consumo di Oss. (mg/l) 6,2 4,7 5,8 4 % diminuzione N-NO3 [mg/]) 1,9 1,3 1,8 2,2 NO3 [mg/] 8,42 5,76 7,97 9,75 Nitriti [mg/]) ,01 NH3-N [mg/] 0 0 0,11 0,16 NH3 [mg/l] 0 0 0,13 0,19 fosfati [mg/l] 6,2 8,9 4,9 5,2 coliformi [u.f.c.] n.d. Pertini Prima del Taglio Dopo il Taglio 07/01/ /02/ /06/ /08/2006 Tab Elenco dei risultati delle analisi chimico fisiche nel canneto Pertini. trasp (j.t.u.) temp [ C] 5,4 8 27,8 22,3 ph 7,16 7,16 7,74 8,61 cond [ms] ,3 TDS [ppm] 718, ,3 174,5 NaCl [%] 1 1,1 0,9 0,8 Oss. [mg/l] 0,6 3,6 4,4 7,7 % sat oss 5 31,4 56,4 90,9 Consumo di Oss. (mg/l) 0,2 2,9 3,7 4,9 % diminuzione N-NO3 [mg/]) 3,1 2,3 3,3 0,7 NO3 [mg/] 13,73 10,19 10,19 3,10 Nitriti [mg/]) 0, NH3-N [mg/] 0 0,09 0,14 0 NH3 [mg/l] 0 0,11 0,17 0 fosfati [mg/l] 4,6 9,1 6,1 4,6 coliformi [u.f.c.] n.d i Parametri biologici Come per i precedenti progetti di gestione dei canneti, anche per il 2006 abbiamo effettuato un controllo sulla popolazione planctonica presente nei canneti, prima e dopo la potatura e pulizia, per valutare se le operazioni potessero portare ad un appiattimento delle nicchie ecologiche necessarie a fitoplancton, 288

68 Come per i precedenti progetti di gestione dei canneti, anche per il 2006 abbiamo effettuato un controllo sulla popolazione planctonica presente nei canneti, prima e dopo la potatura e pulizia, per valutare se le operazioni potessero portare ad un appiattimento delle nicchie ecologiche necessarie a fitoplancton, zooplancton e organismi epifitici per la loro vita. zooplancton e organismi epifitici per la loro vita. Le analisi sono state effettuate Le analisi nelle sono acque state del effettuate canneto nelle Miramar. acque del canneto Miramar. Le tabelle 3 e 4 evidenziano come gli organismi non siano diminuiti, molti sono stati ritrovati in entrambi i Le tabelle 4.3 evidenziano come gli organismi non siano diminuiti, molti sono campionamenti stati ritrovati e questo in entrambi denota come i campionamenti le operazioni di e taglio questo non denota abbiano come ripercussioni le operazioni negative sulla microfauna di taglio presente non nelle abbiano acque ripercussioni dei canneti. negative sulla microfauna presente nelle acque dei canneti. Considerando gli organismi individuati si può evidenziare la biodiversità presente all interno dei canneti: sono Considerando presenti sia forme gli vegetali organismi (molto individuati abbondanti le si diatomee) può evidenziare sia quelle animali, la biodiversità queste sono presente planctoniche all interno (es. dei copepodi) canneti: sono sia epifitiche presenti (es. sia ciliati). forme Queste vegetali ultime (molto sono di abbondanti grande importanza presenti sia forme poiché le diatomee) sono predatrici sia di quelle batteri, animali, la loro di presenza queste è sono molto presenti elevata proprio sia forme grazie planctoniche al fatto che lo stelo (es. copepodi) sia epifitiche (es. ciliati). Queste ultime sono di grande importanza poiché sono predatrici di batteri, la loro presenza è molto elevata proprio sommerso della cannuccia di palude è il luogo ideale per la colonizzazione di questi organismi. grazie al fatto che lo stelo sommerso della cannuccia di palude è il luogo ideale per la colonizzazione di questi organismi. Tabelle 3-4: elenco degli organismi riconosciuti nel canneto Miramar prima e dopo le operazioni di gestione. Copepode Gastrotrichi Nematodi Rotiferi Tardigrado Ciliati Alghe prima del taglio Ciclopoide Cephalodella sp. Euchlanis sp. 2 specie n.i. Microthorax pusillus Chilodonella uncinata Cyclidium sp. Stauroneis sp. Cymatopleura sp. Spirogyra sp. Fragilaria sp. Navicula sp. Diatoma sp. Cymbella sp. Chanciopsis sp. Copepode Gastrotrichi Nematodi Turbellare Rotiferi Ciliati Alghe dopo il taglio Cephalodella sp. Euchlanis sp. 1 specie n.i. Microthorax pusillus Chilodonella uncinata Vorticella sp. Paramecium sp. Aspidisca lynceus 1 specie n.i. Stauroneis sp. Cymatopleura sp. Anabaena sp. Spirogyra sp. Ulhotrix sp. Fragilaria sp. Navicula sp. Diatoma sp. Cymbella sp. Melosira sp. Tab. 4.3 Elenco degli organismi riconosciuti nel canneto Miramar prima e dopo le operazioni di gestione il Monitoraggio della ricrescita Come effettuato negli altri progetti di manutenzione dei canneti di Sirmione, abbiamo proseguito nel valutare l impatto delle operazioni di pulizia e potatura attraverso una stima di ricrescita contando il numero di nuovi steli presenti per Centro metro Rilevamento quadrato. Ambientale Sirmione 16 Giugno Agosto Via XXV Aprile Zona tagliata Zona non tagliata Drive in Le operazioni di misura si sono svolte sia nel mese di giugno che in quello di agosto. I valori ottenuti sono il numero medio di piante presenti al metro quadrato, per ottenere un dato statisticamente accettabile si sono misurati 5 differenti metri quadrati all interno del canneto scegliendo differenti localizzazioni (vicino a riva, nella parte centrale, completamente in acqua). Tab. 4.4 Le misurazioni sono state effettuate nel canneto del XXV aprile sottoposto a gestione, in aree tagliate ed in aree non tagliate, si può notare come la densità sia risultata maggiore nelle aree tagliate. Le aree non tagliate comunque non hanno risentito negativamente delle operazioni circostanti, infatti i valori sono pressoché identici a quelli del canneto adiacente del Drive in non interessato da potatura. 289

69 Analisi chimiche delle cannucce secche asportate le Analisi chimiche delle cannucce secche asportate Per poter valutare la quantità di nutrienti asportati attraverso le operazioni di potatura sono state effettuate delle Per analisi poter chimiche valutare sulla la frazione quantità secca di delle nutrienti cannucce asportati asportate (analisi attraverso effettuate le anche operazioni in occasione di della potatura manutenzione sono dei state canneti effettuate nel 2004 e delle nel 2005 analisi giugno chimiche 2006). sulla frazione secca delle cannucce asportate (analisi effettuate anche in occasione della manutenzione Sono state misurate le concentrazioni di nutrienti di fondamentale importanza sia per la crescita della pianta dei canneti nel 2004 e nel 2005 giugno 2006). Sono state misurate le concentrazioni azoto di nutrienti e fosforo) che di fondamentale per i processi di eutrofizzazione importanza delle sia acque per (azoto la crescita e fosforo). della pianta (potassio, (potassio, azoto e fosforo) che per i processi di eutrofizzazione delle acque La rimozione ne evita l accumulo nelle acque e nei sedimenti e, dunque, previene fenomeni che possono (azoto e fosforo). La rimozione ne evita l accumulo nelle acque e nei sedimenti portare e, dunque, a bloom previene algali (vedi maggio fenomeni e giugno che 2005). possono portare a bloom algali (vedi maggio e giugno 2005). secco mg/kg % mg/kg % mg/kg % mg/kg % Lugana Bar Blu Colombare Drive in Colombare Sirmioncino Sirmione Miramar Azoto totale , , , ,77 Fosforo 229 0, , , ,03 Potassio 567 0, , , ,06 Tabella 8: valori delle analisi effettuate dalla C.R.C. di Montichiari sui campioni dei canneti potati, le analisi sono state effettuate su tutta la cannuccia asportata (steli, foglie e pannocchie). I risultati evidenziano le maggiori quantità di azoto all interno dei canneti del Sirmioncino e del Miramar, le quantità di fosforo sono molto simili in tutti e quattro i canneti considerati, Manutenzione indice di un dei maggior canneti accumulo a Sirmione nei I risultati evidenziano le maggiori quantità di azoto all interno dei canneti del Sirmioncino sedimenti e di del sostanze Miramar, le nutritive. Le maggiori quantità di potassio nel canneto del Sirmioncino ne sottolineano una migliore condizione fisiologica. quantità di fosforo sono molto simili in tutti e quattro i canneti considerati, indice di un maggior accumulo lisi chimiche nei sedimenti delle foglie di sostanze di Phragmites Manutenzione nutritive. Le australis maggiori dei canneti quantità a di Sirmione potassio - nel 2006 canneto del Sirmioncino ne sottolineano Questi dati una correlati migliore condizione alle quantità fisiologica. asportate avrebbero potuto quantificare la reale asportazione delle foglie di dei Phragmites nutrienti australis dal Lago. I dati relativi alle quantità di materiale lisi chimiche fine di poter Questi asportato, valutare dati correlati quantità ricrescita alle quantità di rifiuti dei asportate e canneti, i costi avrebbero relativi sono potuto state a personale quantificare effettuate la e analisi mezzi, reale asportazione chimiche seppur dei più dei nutrienti volte nutrienti (N-P-K) dal richiesti, Lago. I dati non relativi ci sono alle quantità mai stati di materiale forniti asportato, in forma quantità ufficiale. di rifiuti e i costi relativi a personale e senti all interno delle foglie dei canneti interessati dalle operazioni di gestione. fine di poter mezzi, valutare seppur più le Analisi la volte ricrescita richiesti, chimiche dei non delle canneti, ci sono mai foglie sono stati forniti di state in Phragmites effettuate forma ufficiale. analisi australis chimiche dei nutrienti (N-P-K) analisi sono state effettuate dalla C.R.C. di Montichiari, in concomitanza le foglie raccolte sono state senti all interno delle foglie dei canneti interessati dalle operazioni di gestione. urate radiometricamente con il fieldspec al fine di poter trovare correlazioni tra la firma spettrale e le Al fine di poter valutare la ricrescita dei canneti, sono state effettuate analisi analisi centrazioni sono chimiche state effettuate dei dei nutrienti. dalla (N-P-K) C.R.C. presenti di Montichiari, all interno in delle concomitanza foglie dei canneti le foglie interessati dalle operazioni con il di fieldspec gestione. al Le fine analisi di poter sono trovare state effettuate correlazioni dalla tra la C.R.C. firma di spettrale e le raccolte sono state urate radiometricamente Montichiari, in concomitanza le foglie raccolte sono state misurate radiometricamente chimiche 26-giu con dei il fieldspec nutrienti. mg/kg al fine % di poter mg/kg trovare correlazioni % tra mg/kg la firma spettrale % centrazioni e le concentrazioni chimiche Miramardei nutrienti. Drive in taglio Drive in No taglio Azoto totale , , ,3 Fosforo26-giu mg/kg 577 % 0,058 mg/kg 845 % 0,085 mg/kg 625 % 0,065 Potassio 5490 Miramar 0, Drive in taglio1,18 Drive 4755 in No taglio 0,48 Azoto totale , , ,3 Fosforo 577 0, , ,065 abella 9: analisi effettuate sulle foglie di canneto nel mese di giugno, cannuccia di palude senza pannocchia. Potassio , , ,48 abella 9: analisi effettuate 04-ago sulle mg/kg foglie di canneto % nel mg/kg mese di giugno, % cannuccia mg/kg di palude senza % pannocchia. Miramar Drive in taglio Drive in No taglio Azoto totale , , ,4 Fosforo 04-ago mg/kg 679 % 0,068 mg/kg 526 % 0,053 mg/kg 713 % 0,07 Centro Potassio Rilevamento Ambientale 4012 Miramar Sirmione 0,4 Drive 5683in taglio0,57 Drive 1123 in No taglio 0,11 19 Azoto totale , , ,4 Fosforo 679 0, , ,07 bella 10: Il analisi Potassio confronto effettuate evidenzia sulle 4012 foglie come di canneto siano 0,4 diminuite nel mese 5683 di le settembre, concentrazioni 0,57cannuccia di 1123 potassio di palude all interno delle foglie, bisogna comunque precisare che le quantità sono notevol- 0,11 con pannocchia. onfronto mente evidenzia maggiori come siano rispetto diminuite a quelle le trovate concentrazioni nella componente di potassio secca all interno (tabella delle 4.5). foglie, bisogna bella 10: analisi effettuate sulle foglie di canneto nel mese di settembre, cannuccia di palude con pannocchia. unque precisare Le quantità che le di quantità azoto sono sono diminuite notevolmente nei canneti maggiori sottoposti rispetto a taglio quelle mentre trovate nella sono componente ca onfronto (tabella evidenzia 8). come siano diminuite le concentrazioni di potassio all interno delle foglie, bisogna unque precisare che le quantità sono notevolmente maggiori rispetto a quelle trovate nella componente quantità di azoto sono diminuite nei canneti sottoposti a taglio 290mentre sono aumentate in quello non ca (tabella 8). iato; si può constatare che le operazioni di taglio comportano una diminuzione dell azoto totale, evento Tab. 4.5 I valori delle analisi effettuate dalla C.R.C. di Montichiari sui campioni dei canneti potati, le analisi sono state effettuate su tutta la cannuccia asportata (steli, foglie e pannocchie). Tab. 4.6 Analisi effettuate sulle foglie di canneto nel mese di giugno, cannuccia di palude senza pannocchia. Tab. 4.7 Analisi effettuate sulle foglie di canneto nel mese di settembre, cannuccia di palude con pannocchia.

70 o le positive esperienze del 2004 e del 2005, anche per il 2006 sono state fatte delle misurazioni ometriche sui canneti. Quest anno è stato utilizzato lo spettroradiometro Fieldspec con il fine di aumentate in quello non tagliato; si può constatare che le operazioni di taglio tterizzare comportano i canneti e ottenere una diminuzione eventuali informazioni dell azoto totale, sulle evento operazioni che di si taglio. era verificato anche in seguito alla potatura effettuata nel isurazioni effettuate si sono suddivise in una serie di misure sulle foglie in concomitanza con il prelievo l analisi Il dei fosforo nutrienti ha fatto in esse registrare presenti; un ed andamento in una serie discordante misure nelle dall alto stazioni, (in giugno) ma i cambiamenti tra il mese di giugno e quello di agosto sono meno evidenti rispetto sulla totalità dei eti. a quelli dell azoto; in entrambi le mensilità le quantità di fosforo sono maggiori rispetto alle concentrazioni registrate sulla componente secca (tabella 4.5). isure sono state effettuate il 23 giugno e il 4 agosto, queste misurazioni proseguiranno anche nel mese ettembre ma le avranno Misure come radiometriche obiettivo per principale valutare lo la studio ricrescita dei canneti dei canneti per la conoscenza delle tteristiche spettrali e non verranno considerati in questa Dopo le positive esperienze del 2004 e del 2005, anche per il 2006 sono state ione mirata fatte alla delle conoscenza misurazioni dell impatto radiometriche delle sui opere canneti. di Quest anno è stato utilizzato lo spettroradiometro Fieldspec con il fine di caratterizzare i canneti e ottenere ioni sui canneti. La misurazione effettuata dall alto eventuali informazioni sulle operazioni di taglio. ette di valutare tutto il canneto nella sua completezza Le misurazioni effettuate si sono suddivise in una serie di misure sulle foglie lie e steli), in concomitanza così ad esempio con è possibile il prelievo ottenere per l analisi gli indici dei nutrienti in esse presenti; ed in zzati nel una Telerilevamento serie di misure negli dall alto studi sulla (in giugno) vegetazione. sulla totalità Tra dei canneti. La misurazione effettuata dall alto permette di valutare tutto il canneto nella sua completezza i indici di (foglie vegetazione, e steli), così in questo ad esempio studio è è stato possibile utilizzato ottenere gli indici utilizzati nel Telerilevamento (il rapporto negli tra studi i sulla valori vegetazione. di riflettanza Tra i vari Figura indici 2: di Contac vegetazione, prob utilizzato in per le ice NDVI questo studio è stato utilizzato l indice NDVI (il rapporto misure tra radiometriche i valori riflettanza sulle foglie della infrarosso nell infrarosso con quelli della con banda quelli visibile della banda del rosso). visibile del rosso). cannuccia di palude. I= (Rif. 780nm Rif. 672nm) / (Rif. 780nm + Rif. 672nm) NDVI= (Rif. 780nm Rif. 672nm) / (Rif. 780nm + Rif. 672nm) NDVI canopy Fig. 4.8 Confronto dei valori di NDVI misurati sui canneti dall alto. 0,95 0,9 rad 0,85 0,8 0,75 Miramar Drive in Taglio Drive in Non taglio Il grafico Figura di figura 3: confronto 4.6 evidenzia dei valori come di i NDVI valori più misurati elevati sui di canneti NDVI dall alto. sono stati registrati nei due canneti tagliati, questo potrebbe essere sintomatico di un miglior stato di salute (maggior quantità di clorofilla) nei canneti potati.l indice NDVI è stato applicato anche ai valori ottenuti considerando esclusivamente le foglie (giugno e agosto), anche per questa serie di dati i valori maggiori si sono registrati nei canneti potati. tro Rilevamento Il confronto Ambientale tra due mensilità Sirmione ha evidenziato l aumento dell indice NDVI da 21 giugno ad agosto, lo scorso anno le misurazioni effettuate in giugno e settembre avevano evidenziato una diminuzione dell indice NDVI, questo può far pre- 291

71 isurazioni effettuate in giugno e settembre avevano evidenziato una diminuzione dell indice NDVI, ò far presupporre che il picco massimo d attività si registra in agosto e poi i valori cominciano a supporre che il picco massimo d attività si registra in agosto e poi i valori cominciano a scendere. ndvi foglie Fig. 4.9 Confronto dei valori di NDVI misurati sulle foglie dei canneti nei mesi di giugno e agosto. 0,88 0,875 0,87 rad 0,865 0,86 0,855 giugno agosto 0,85 0,845 0,84 drive in NO taglio drive in taglio miramar gura 4: confronto dei valori di NDVI misurati sulle foglie dei canneti nei mesi di giugno e agosto. Le misurazioni radiometriche effettuate hanno permesso di risalire a tutta la firma spettrale delle foglie della cannuccia di palude, rispetto alle esperienze del 2004 e del 2005, l utilizzo del nuovo radiometro ha permesso di ottenere dati anche a lunghezze d onda più lunghe. Nel visibile la clorofilla assorbe per la fotosintesi la radiazione visibile blu ( nanometri) e rossa ( nanometri), riflettendo quella verde ( nanometri). zioni radiometriche effettuate hanno permesso di risalire a tutta la firma spettrale delle foglie della di palude, rispetto alle esperienze del 2004 e del 2005, l utilizzo del nuovo radiometro ha di ottenere dati anche a lunghezze d onda più lunghe. L aumento nella regione dell infrarosso (oltre i 700 nanometri) è tipico della vegetazione; tra 0,7 e 1,35 mm (infrarosso vicino, NIR) la struttura interna della foglia influisce sulla riflessione della radiazione infrarossa: una foglia sana si comporta da buon riflettore (più è alto il valore, come nel Miramar, più la foglia è sana); tra 1,35 e Manutenzione 2,70mm, (infrarosso dei canneti medio) a Sirmione le proprietà spettrali della vegetazione dipendono dal contenuto in acqua della foglia. In condizioni di stress idrico, si ha un innalzamento dei valori di radiazione riflessa. le la clorofilla assorbe per la fotosintesi la radiazione visibile blu ( nanometri) e rossa (620- metri), riflettendo quella verde ( nanometri). o nella regione dell infrarosso (oltre i 700 nanometri) è tipico della vegetazione; tra 0,7 e 1,35 mm o vicino, NIR) la struttura interna della foglia influisce sulla riflessione della radiazione infrarossa: sana si comporta da buon riflettore (più è alto il valore, come nel Miramar, più la foglia è sana); Firma spettrale foglie giugno 2,70mm, (infrarosso medio) le proprietà spettrali della vegetazione dipendono dal contenuto in la foglia. In condizioni 1,0 di stress idrico, si ha un innalzamento dei valori di radiazione riflessa. rif 0,8 0,6 0,4 0,2 0, Fig Confronto tra le firme spettrali delle foglie dei canneti. lunghezza d'onda [nm] ilevamento Ambientale Sirmione drive in NO taglio drive in taglio miramar 22 Figura 5: confronto tra le firme spettrali delle 292 foglie dei canneti.

72 Quest anno, oltre a valutare l indice NDVI, abbiamo provato ad applicare altri indici di vegetazione (tabella 4.8) per il mese di agosto sulle foglie: SR (Simple ratio): è il rapporto tra i valori di riflettanza a 800 nm e 670 nm, da informazioni sulla struttura della foglia, i valori inferiori nel canneto non tagliato; R1 è il rapporto tra i valori di riflettanza 700nm/670nm; R2 750nm/550nm; R3 750nm/700nm, più è alto il valore del rapporto maggiore è lo stato di salute della foglia; MCARI (Modified Chlorophyll absorption in Reflectance Index): questo rapporto di riflettanze fornisce informazioni sulla clorofilla presente e le risposte maggiori si hanno nei canneti tagliati. Agosto Miramar Drive in taglio Drive in NT SR 14,625 17,382 12,631 Tab. 4.8 Quasi tutti gli indici di vegetazione applicati hanno avvalorato la positività delle operazioni di taglio. R1 2,223 2,105 1,912 R2 6,194 7,118 6,567 R3 6,320 6,644 6,333 MCARI 0,164 0,133 0,118 Abbiamo poi applicato, per il mese di giugno, gli indici di vegetazioni sulla canopy dei tre canneti considerati. Applicando questi indici alle misure prese dall alto si evidenziano maggiormente le differenze tra i canneti tagliati e quello non tagliato, infatti come visibile in tabella 4.9 i valori del Drive in non tagliato sono decisamente molto più bassi degli altri e questo per l influenza data dalla componente secca non rimossa. Per i dati ottenuti sulla canopy abbiamo applicato anche l indice OSAVI (Optimized Soil Adjusted Vegetation Index) che riduce il contributo di riflettanza del suolo considerando esclusivamente il contributo delle clorofille, anche per questo indice il Miramar è risultato quello con i valori più alti, per cui oltre alla maggiore biomassa è migliore anche lo stato fisiologico (considerazione già emersa con l indice NDVI). Giugno Miramar Drive in taglio Drive in NT SR 25,005 18,066 8,311 Tab. 4.9 Tutti gli indici di vegetazione applicati ai canneti dall alto hanno avvalorato la positività delle operazioni di taglio. R1 2,542 2,170 1,638 R2 7,790 6,801 4,937 R3 8,507 7,253 4,479 MCARI 0,084 0,067 0,047 OSAVI 0,826 0,783 0,

73 Un ultima serie di misure effettuate sui canneti è stata quella dell analisi della densità dei canneti attraverso camera emisferica; attraverso macchina digitale posta nel canneto ad un distanza dal suolo di circa 70 cm, sono state scattate 5 fotografie per ogni canneto con obiettivo fisheye (occhio di pesce) che consente di visualizzare dal basso tutta la Giugno miramar OSAVI drive 0,826 in taglio 0,783 drive in nt0,668 SR 25,005 18,066 8,311 R1 Tabella 12: tutti 2,542 gli indici di vegetazione 2,170 applicati ai canneti dall alto 1,638 hanno avvalorato la positività delle R2 7,790 6,801 operazioni di taglio. 4,937 R3 8,507 7,253 4,479 Un ultima serie di misure effettuate sui canneti è stata quella dell analisi della MCARI densità Un ultima serie dei canneti di misure 0,084effettuate attraverso sui canneti 0,067 camera è stata emisferica; quella dell analisi 0,047 attraverso macchina digitale OSAVI 0,826 0,783 0,668 posta della densità nel canneto dei canneti ad attraverso un distanza camera dal emisferica; suolo di attraverso circa 70 cm, sono state scattate 5 fotografie per ogni canneto con obiettivo fisheye (occhio di pesce) che consente i indici di macchina porzione vegetazione digitale di visualizzare di canneto applicati posta nel canneto dal avendo ai basso canneti ad un distanza un tutta dall alto suolo angolo la porzione hanno di circa di visione avvalorato 70 di canneto di 180. la avendo positività un angolo delle di cm, visione sono state di scattate 180. operazioni 5 fotografie di per taglio. ogni canneto con obiettivo fisheye (occhio di pesce) che consente di visualizzare dal basso tutta la ure effettuate porzione sui di canneto canneti avendo è stata un angolo quella di visione dell analisi di 180. nneti attraverso camera emisferica; attraverso ta nel canneto ad un distanza dal suolo di circa 70 e 5 fotografie per ogni canneto con obiettivo fish- ) che consente di visualizzare dal basso tutta la endo un angolo di visione di 180. Figura 7: immagine del canneto Miramar ottenuta con camera emisferica. Figura 6: camera emisferica. Fig Immagine del canneto Miramar ottenuta con camera emisferica. Fig Camera emisferica. Figura 7: immagine del canneto Miramar ottenuta con camera emisferica. Figura 6: camera emisferica Successivamente le immagini sono state analizzate con il software can-eye che permettere di disting Successivamente le immagini le immagini sono state sono analizzate state con analizzate il software Figura can-eye con 6: il che software camera permettere emisferica. can-eye di distinguere che permettere tutta la parte vegetale di distinguere dal cielo e dunque tutta la di parte risalire vegetale valore di dal LAI cielo (Leaf Area e dunque Index) dell associazione di risalire al valore di LAI (Leaf Area Index) dell associazione vegetale. Maggiore è il valore di vegetale. LAI maggiore Maggiore è il sarà Figura valore la di densità 7: LAI immagine maggiore delle sarà cannucce, del la canneto densità delle del Miramar cannucce, numero del di numero foglie di e foglie della e loro della loro superficie. ottenuta con camera emisferica. tutta la parte vegetale dal cielo e dunque di risalire al valore di LAI (Leaf Area Index) dell associaz vegetale. Maggiore è il valore di LAI maggiore sarà la densità delle cannucce, del numero di foglie e loro superficie. giugno agosto Miramar Drive-in taglio Drive-in no taglio Miramar Drive-in taglio Drive-in no taglio giugno canneti studiati, agosto i tre parametri Effective 2,90 2,50 2,10 3,00 2,20 2,20 Miramar Drive-in taglio Drive-in no taglio Miramarriportati Drive-in differenziano taglio tra Drive-in loro Effective (57.5 ) 2,50 2,30 2,10 2,40 2,00 2,00 no ta per l angolo del campo visivo True Effective 5,20 4,10 2,90 3,602,50 3,80 3,10 2,10 2,60 3,00 2,20 2,20 considerato e per le correzioni Effective (57.5 ) 2,50 2,30 2,10 2,40 di fenomeni 2,00 luminosi d interazione presenti. 3,10 2,60 2,00 magini sono Tabella state 13: True valori analizzate di LAI misurati con 5,20 il la camera software emisferica can-eye 4,10 nei tre canneti che studiati, permettere i 3,60 tre parametri di distinguere riportati 3,80 La tabella differenziano 4.10 tra loro mostra per l angolo come, del campo sia nel visivo mese considerato di giugno e per le correzioni sia in quello di fenomeni di luminosi agosto, i dal cielo valori e dunque più alti del di risalire LAI si hanno al valore nel d interazione canneto di LAI presenti. Miramar, (Leaf Area quelli Index) più bassi dell associazione nel canneto non Tabella tagliato. 13: I valori valori sono di LAI diminuiti misurati tra giugno con la ed camera agosto emisferica questo può nei essere tre canneti un studiati, i tre parametri riport il valore di LAI segnale differenziano maggiore sarà che le condizioni tra loro la densità meteorologiche per l angolo delle cannucce, del (vento, campo del siccità) visivo numero hanno considerato di foglie diminuito e e per della la le correzioni di fenomeni luminos biomassa dei canneti. d interazione presenti. Centro Rilevamento Ambientale Sirmione Conclusioni giugno agosto Miramar Drive-in taglio Drive-in no taglio Miramar Drive-in taglio Drive-in no taglio 2,90Centro Tutte le operazioni 2,50 Rilevamento di monitoraggio, Ambientale 2,10 sia quelle 3,00 Sirmione visive, 2,20 sia quelle effettuate 2,20sulla 2,50 componente 2,30 acquatica, sia 2,10 quelle effettuate 2,40 a livello 2,00 botanico con metodologie 2,00 5,20 4,10 3,60 3,80 3,10 2,60 tradizionali che radiometriche hanno attestato che le operazioni di potatura non hanno effetto negativo sulla cannuccia di palude, anzi hanno effetto positivo. LAI misurati con la camera emisferica nei tre canneti studiati, i tre parametri riportati oro per l angolo del campo visivo considerato e per le correzioni di fenomeni luminosi La maggior biomassa, i più alti indici di vegetazione, la rimozione di nutrienti d interazione presenti. e di immondizia e l aspetto estetico migliore sono elementi che fanno capire quanto le operazioni di gestione delle aree a canneto effettuate siano positive per questo ecotono ed in generale per tutto l ecosistema costiero del Comune di Sirmione. Ambientale Sirmione 24 I risultati ottenuti nei quattro anni di gestione sono sempre più incoraggianti e devono essere garanzia e sicurezza per il proseguo delle operazioni di potatura e gestione delle aree a canneto. Tab Valori di LAI misurati con la camera emisferica nei tre 294

74 4.4 I suoli e i vitigni la Morfologia e la Pedologia Gli studi effettuati sui suoli di Sirmione mettono in luce che si è in presenza di 5 unità pedologiche diverse. Dal punto di vista morfologico si tratta di piane retromoreniche ondulate di origine glaciale, ascrivibili al periodo tardo würmiano e cataglaciale (10-30 mila anni fa), a drenaggio lento, costituite da stratificazioni di sedimenti fini quali argille, in prevalenza calcaree, e limo, e intrammezzate da depositi micro-organici e sali minerali. La terra del Lugana non è facile da gestire: polvere sottilissima, blocchi duri e compatti quando è secca, appiccicosa e traditrice quando bagnata, perciò si consiglia di non addentrarsi in terreni privi di vegetazione da poco irrigati o dopo una abbondante pioggia. I suoli del comune di Sirmione presentano caratteristiche tali da ridurre notevolmente la scelta delle colture, tuttavia possono risultare molto più idonei di altri per destinazioni specifiche di pregio come la vite che, proprio in situazioni che sembrerebbero sfavorevoli, estrinseca al meglio le proprie capacità produttive ed organolettiche l Inquadramento pedo-morfologico Il territorio comprende piane retromoreniche ondulate e mal drenate, costituite da sedimenti fini addensati derivanti da depositi morenici di fondo. La costante presenza di fossi drenanti risulta indispensabile per favorire lo scolo delle acque. Si riconoscono tre unità principali: 1) Superfici pianeggianti o debolmente ondulate, costituenti le parti sommitali di basse dorsali; a sud, in prossimità delle colline, sono rilevate di alcuni metri rispetto alle incisioni mentre divengono via via meno evidenti andando verso il lago. Sono oggetto di evidenti sistemazioni agrarie atte a favorire lo sgrondo delle acque in eccesso (baulature), prevalgono i vigneti ed il seminativo. a) Suoli poco profondi limitati dal substrato argilloso sovraconsolidato forte- mente calcareo, con scheletro (materiale con dimensioni oltre i 2 mm) assente o scarso, costituiti da particelle medie o moderatamente fini nel substrato (tessitura tra 0,02 mm e mm), reazione alcalina, saturazione alta, a drenaggio lento. 2) Superfici intermedie, di raccordo tra le incisioni del reticolo idrografico diretto verso il lago e le porzioni rilevate; la debole pendenza rende superflua la baulatura. Sono utilizzate a vigneto e seminativo e includono due tipi di suolo: b) Moderatamente profondi o profondi, con scheletro scarso, tessitura media o moderatamente fine, reazione alcalina, saturazione alta, calcarei, a drenaggio lento; c) Molto simili ai precedenti da cui differiscono per una maggior azione drenan- te ed una minore profondità. 3) Principali e profonde incisioni appartenenti al reticolo idrografico diretto verso il lago. Interessate dalla deposizione di materiali fini erosi dai versanti morenici 1. Tratto dallo studio Suoli e Vitigni redatto dal C.R.A. Sirmione 295

75 delle contigue dorsali. Sono utilizzate a seminativo e prato stabile. Presentano pendenza bassa o nulla: suoli sottili o poco profondi, fortemente calcarei, con scheletro scarso, tessitura media, reazione alcalina, saturazione alta, a drenaggio mediocre. Anche in questa unità si distinguono due tipologie di suoli: d) Suoli poco o moderatamente profondi, limitati dal substrato limoso-argilloso, con scheletro assente o scarso, tessitura fine o moderatamente fine, reazione alcalina, saturazione alta, moderatamente calcarei, a drenaggio molto lento;(5) e) Suoli poco profondi limitati dal substrato fortemente calcareo, con scheletro scarso (comune nel substrato), tessitura media, reazione alcalina, saturazione alta, molto calcarei, a drenaggio lento Il Vitigno Il vitigno predominante è il Trebbiano di Lugana qui acclimatato già da alcuni secoli ed anima del Lugana D.O.C., che comunque prevede per disciplinare anche il contributo del 10% di altre uve bianche purchè non aromatiche. Fig Immagini della coltivazione viniticola. Tra le caratteristiche tipiche di questo vitigno: Le foglie giovani sono verdi con riflessi bronzati, quelle adulte verde chiaro di forma pentagonale pentalobata, gialle nel periodo autunnale; Il sarmento o tralcio è di sezione circolare, a superficie striata di colore rossastro priva di lenticelle e con corteccia aderente; I grappoli, in media 15 per ceppo con peso di circa 0,3 kg ciascuno, hanno forma piramidale, sono compatti e presentano solitamente delle ali; L acino è leggermente allungato e pruinoso, con buccia spessa, polpa succosa ed un elevato rendimento in succo; La produttività media è di kg ad ettaro. 296

76 Tipica è la conduzione ad archetto : i due tralci restanti dopo la potatura invernale vengono piegati ad arco e legati ai fili di struttura. Lungo i bordi di alcuni fossi scolatori si vedono ancora gli stropari : apposite varietà di salice da cui si ricavano gli stropel, rametti adatti a legare tralci e fusti. Gli stropari forniscono un buon materiale a basso costo di produzione, ma dispendioso nella preparazione, sempre più spesso sostituito con materiali plastici o clips d acciaio. Modestissima è la presenza dei vitigni rossi: soprattutto quelli del disciplinare del Garda Classico Rosso D.O.C. (sangiovese, groppello, marzemino, barbera), ma anche vigneti misti piantati 50 anni or sono I Ganfi Alcune strade poderali e capezzagne attraversano rigagnoli di portata più o meno importante. Questi piccoli corsi d acqua sono comunemente chiamati ganfi, e ad ognuno è stato assegnato un nome: ganfo della Garbella, della Bragagna, Riel, Sermana... I ganfi nascono nella zona pre-collinare da risorgive naturali, durante il percorso verso il lago diventano ricettori delle acque di scolo dei terreni terminando utilizzati come piccoli porti-canale. Il tratto terminale, cioè quello passante per il centro abitato di Lugana, anche se è stato incanalato in sponde di cemento, ospita sovente esemplari di cigni o anatidi alla ricerca di cibo tra la vegetazione acquatica; resta invece inalterato il tratto più interno dove si mantengono siepi ed alberi lungo le sponde. Interessante è lo slargo del ganfo della Bragagna; non lontano si trovano due piccoli specchi d acqua intra-morenici di origine glaciale di cui uno è chiamato la Buca dell orso, situato poco dopo aver attraversato la nuova Strada Statale 11, e l altro la Fossa Loyera (privata) nei pressi dell omonima azienda. 297

77 4.5 Le reti ecologiche La struttura dell attuale ecomosaico provinciale 1 La carta degli ecomosaici della fig identifica, ai fini della proposta di PTCP, gli ambiti del territorio provinciale per cui si possa riconoscere, partendo da un analisi tecnica delle unita ambientali presenti, un significativo livello di unitarieta dal punto di vista del funzionamento ecologico. Fig Carta degli ecomosaici provinciali 1. Tratto dal Quaderno 3 del PTCP 298

78 Essa identifica al momento presente 72 ecomosaici, e potra anche subire alcune modifiche, sulla base di ulteriori elementi di analisi, nel corso delle successive fasi del lavoro. Tale riconoscimento e alla base delle successive scelte del progetto di rete ecologica provinciale. Viceversa, ogni elemento della rete ecologica apparterra ad uno o piu degli ecomosaici individuati, che ne costituiranno il contenitore naturale. Ciascun ecomosaico interessa uno o piu comuni, e potra costituire ambito di riferimento per promuovere azioni comunali o intercomunali di riqualificazione e certificazione della qualita ambientale (ad esempio attraverso PLIS, Agende 21 locali, EMAS ecc.). Azioni di questo tipo verranno suggerite nelle fasi successive del lavoro dal Progetto finale di Rete ecologica provinciale. L ecomosaico in cui il comune di Sirmione rientra è quello riguardante la costa sud-occidentale del lago di Garda come mostra l estratto della tabella del ptcp qui di seguito riportata. ECM 63 Ambiti costieri del Garda sud-occidentale Salò, Roè Volciano, San Felice del Benaco, Puegnago sul Garda, Polpenazze del Garda, Manerba del Garda, Moniga del Garda, Soiano del Lago Sirmione e Padenghe sul Garda. Tab Estratto dell elenco degli ecomosaici riconosciuti dalla provincia di Brescia Lo schema direttore della rete ecologica della Provincia di Brescia Lo schema direttore della rete ecologica provinciale nella fig identifica, ai fini della proposta di PTCP, gli elementi areali essenziali che costituiscono l ossatura del progetto speciale di rete ecologica. Lo schema indica anche il ruolo specifico di tali elementi ai fini di un riequilibrio dell ecosistema su cui si appoggia il territorio bresciano. Gli ambiti spaziali prefigurati dallo schema non hanno uno specifico valore amministrativo (quali ad esempio gli azzonamenti e le aree vincolate delle pianificazioni tradizionali), quanto piuttosto un valore di orientamento e di armonizzazione delle politiche in vista di un riequilibrio ecologico complessivo. Compiti delle fasi successive del lavoro, che si tradurranno nel progetto speciale di rete ecologica provinciale, saranno un dettaglio ed una verifica dello schema direttore con i diversi soggetti interessati, nonché la definizione di percorsi attuativi in grado di promuovere le opportunità di valorizzazione attiva da esso suggerite. Gli ambiti funzionali necessari alla attuazione della rete ecologica provinciale previsti dallo schema direttore presentato sono espressi nella carta relativa attraverso le seguenti voci di legenda: BS1 - Aree principali di appoggio in ambito montano BS2 - Ambiti di specificita biogeografica BS3 - Matrici naturali interconnesse alpine BS4 - Area speciale di presidio dell ecosistema montano della Valvestino BS5 - Area speciali di collegamento della Concarena BS6 - Principali linee di connettivita ecologica in ambito collinare montano BS7 - Aree della ricostruzione ecosistemica polivalente in ambito montano-collinare 299

79 BS 8 - Ambito della ricostruzione ecologica diffusa BS9 -Fascia di consolidamento ecologico delle colline moreniche BS 10 - Gangli ecologici principali in ambito planiziale BS 11 - Principali ambiti lacustri BS12 - Ambiti della ricostruzione del sistema dei fontanili BS13 - Principali corridoi ecologici secondari BS14 - Fasce di inserimento delle principali barriere infrastrutturali BS 15 Direttrici di collegamento esterno Fig Carta degli ecomosaici provinciali BS1 - Aree principali di appoggio in ambito montano I principali punti di appoggio del sistema di connessioni ecologiche intra- ed inter-provinciali; in ambito montano sono rappresentati da ambiti territoriali vasti, caratterizza- 300

80 ti dalla dominanza di elementi naturali di elevato valore naturalistico ed ecologico e costituiscono dei nodi della rete. Questi nodi si appoggiano essenzialmente su aree già individuate come Siti di Importanza Comunitaria, ad elevata naturalita attuale, e si collegano idealmente ad una più ampia rete ecologica di livello internazionale (Rete Natura 2000); BS2 - Ambiti di specificità biogeografica Non necessariamente l esistenza di SIC implica situazioni per le quali devono essere favorite maggiori connettività ecologiche; ad esempio ove vi siano elevati livelli di specificità biogeografia e piuttosto opportuno limitare flussi di materiali ed organismi teoricamente in grado di inquinare i patrimoni genetici esistenti; lo schema direttore individua tali aree, che non devono essere intese come nuove aree protette, quanto piuttosto come ambiti per i quali avviare politiche di valorizzazione specifica. BS3 - Matrici naturali interconnesse alpine L ambito montano è connotato dalla prevalenza di unità ecosistemiche naturali o paranaturali che costituiscono la matrice fondamentale della porzione montana della provincia. In tali aree risulta opportuno il mantenimento delle valenze naturalistiche ed ecologiche intrinseche anche in considerazione del loro ruolo ecologico rispetto a quelle degli ambiti confinanti favorendo azioni di sviluppo locale ecosostenibile ed un adeguato governo degli effetti ambientali delle trasformazioni. BS4 - L ambito della Valvestino ( area speciale di presidio dell ecosistema montano della Valvestino) In questo ambito coesistono sia elementi naturali sia elementi derivanti da attività agrosilvo - pastorali tradizionali, che determinano un complesso ecomosaico di elevato valore naturalistico ed ecologico e nel quale il mantenimento delle attività umane tradizionali concorre alla sua conservazione. Qui il rapporto tra aspetti ecologici ed attività umane richiederà specifiche regole di coerenza; BS5 - L ambito della Concarena (area speciale di collegamento della Concarena) Questo ambito assume una rilevanza strategica in quanto connotato sia dalla dominanza di elementi naturali di elevato valore naturalistico ed ecologico sia per la sua interposizione tra aree principali di appoggio e ambiti di specificità biogeografica. Esso assume un carattere importante per la loro connessione e consente il miglioramento della loro funzionalità ecologica. BS6 - Principali linee di connettività ecologica in ambito collinare montano Nella porzione collinare e montana, ad un analisi generale la connessione funzionale tra i differenti ambiti funzionali è complessivamente assicurata; ad una scala di maggiore dettaglio il progetto di rete ecologica individuerà gli elementi problematici di maggiore rilevanza. In ogni caso lo schema direttore già individua le principali linee di connettività ecologica ritenute strategiche per le quali risulta opportuno il mantenimento e/o il recupero della continuità ecologica e territoriale ed il controllo degli effetti ambientali delle trasformazioni. BS7 - Aree della ricostruzione ecosistemica polivalente in ambito montano-collinare Nella porzione collinare e nella prima fascia montana della Provincia si ha una dominanza di elementi naturali di elevato valore naturalistico ed ecologico associati ad elementi di pressione; in tale ambito risulterà utile prevedere il mantenimento delle valenze naturalistiche ed ecologiche connotanti le aree anche in considerazione del loro ruolo di connessione con le altre aree funzionali e l adozione di provvedimenti per il migliora- 301

81 mento delle funzionalità ecosistemiche e per la riduzione delle criticità BS8 - Ambito della ricostruzione ecologica diffusa La fascia dell alta pianura a contatto con i rilievi è caratterizzata da una forte presenza insediativa ed infrastrutturale che determinano una elevata criticità. In questo ambito risulta necessario il recupero del territorio attraverso la conservazione, la ricostruzione e valorizzazione dei beni e dei differenti contesti territoriali in quanto potenziali risorse paesistico - ambientali; il mantenimento di un equilibrato rapporto fra aree edificate e infrastrutturate e territorio libero, il ripristino dei degradi artificiali e naturali, l arricchimento delle componenti che possono assumere un ruolo attivo nella ricostruzione del paesaggio. BS9 - Fascia di consolidamento ecologico delle colline moreniche Le colline moreniche rappresentano un ambito di particolare rilevanza ecologica sia per la sopravvivenza di un sistema diffuso di fasce boschive e di un ecomosaico articolato, sia per la sua posizione; queste due caratteristiche le assegnano anche un potenziale ruolo di connessione tra l ambito montano e la pianura. Nella fascia delle colline moreniche risulta pertanto necessario operare per un consolidamento del loro ruolo ecologico attraverso azioni di potenziamento delle strutture naturali e di governo delle conseguenze ecologiche delle azioni di trasformazione. BS10 - Gangli ecologici principali in ambito planiziale Nella pianura, fortemente antropizzata, dove le presenze di elementi naturali sono ridotte e confinate ad alcune aree immerse nella matrice agricola i punti di appoggio assumono la forma di gangli primari; in questi, data la loro attuale modesta dotazione di unità naturali occorrerà prevedere opportune politiche di ricostruzione. BS11 - Principali ambiti lacustri I grandi laghi naturali rappresentano capisaldi fondamentali del sistema ecologico del bacino padano; lo schema direttore della rete ecologica della Provincia di Brescia ne riconosce il ruolo fondante per l ecomosaico provinciale e individua nella riduzione dei fattori di criticità, di rafforzamento e miglioramento della funzionalità ecosistemica e di connettività degli ambiti perilacuali e della fascia lacuale litorale uno dei fattori decisivi ai fini della rete ecologica BS12 - Ambiti della ricostruzione del sistema dei fontanili La fascia dei fontanili dell alta pianura rappresenta un sistema di grande rilevanza ecologica per il particolare assetto ecosistemico determinato da questa particolare forma di utilizzo irriguo delle acque. L attuale sistema ecologico dei fontanili pur avendo subito grandi modifiche mantiene ancora un grande rilievo nell agroecosistema bresciano e ne giustifica l assegnazione di un ruolo rilevante nella rete ecologica della pianura. In questi ambiti pare opportuna un azione diffusa di mantenimento o ricostruzione delle teste e delle aste dei fontanili (compatibile con le esigenze della conduzione agricola) anche in considerazione del possibile contributo che il sistema della vegetazione di ripa può svolgere per la riduzione di alcuni dei fattori di criticità indotti dal sistema agricolo. BS13 - Principali corridoi ecologici primari e secondari Nella pianura il sistema dei gangli e degli ambiti di ricostruzione dei fontanili risultano isole lontane fra loro separate dal territorio agricolo, dagli insediamenti e dalle infrastrutture. Questo sistema per essere ecologicamente funzionale deve essere connesso attraverso un insieme di corridoi principali e secondari che rappresentano direttrici lungo le quali mantenere o ricostituire la connettività. Lungo tali direttrici risulta neces- 302

82 sario favorire la realizzazione di elementi naturali e l adozione di interventi specifici per superare gli impedimenti alla connettività derivanti dall intersezione delle principali infrastrutture. BS14 - Fasce di inserimento delle principali barriere infrastrutturali Le principali opere infrastrutturali previste rappresentano barriere che impediscono la continuità ecologica del territorio, aggiungendosi a quelle esistenti; risulta pertanto decisivo realizzare, in linea generale lungo fasce in fregio alle opere, interventi polivalenti di ambientalizzazione idonei a ridurre l impatto negativo delle opere sulla rete ecologica. BS15 - Direttrici di collegamento esterno Un progetto di rete ecologica deve tener conto anche delle connessioni con realtà territoriali esterne. Lo schema direttore individua le principali direttrici di permeabilità verso i territori esterni, per le quali dovranno essere verificate quali possano essere le forme di coordinamento delle varie amministrazioni coinvolte. Lo Schema Direttore deve essere inteso come uno strumento orientativo e non generatore di cogenze. Compito del progetto speciale di rete ecologica sarà anche una sua verifica con i diversi soggetti interessati, e la definizione di percorsi attuativi in grado di promuovere le opportunità di valorizzazione attiva in esso contenute La rete ecologica del comune di sirmione Il concetto di rete ecologica sta ad indicare essenzialmente una strategia di tutela della diversità biologica e del paesaggio basata sul collegamento di aeree di rilevante interesse ambientale-paesistico in una rete continua. Tale tema, fondamentale ormai per ogni forma di pianificazione, assume un ruolo ancora più centrale se il contesto trattato è quello di Sirmione. In questo caso l obiettivo non è solo quello di preservare le caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche del territorio, per una tutela dell habitat esistente e per un miglioramento della qualità della vita degli abitanti, ma è anche quello di potenziare e differenziare l offerta turistica del comune rendendola maggiormente attrattiva e sostenibile. Per questo motivo diventa di fondamentale importanza tutelare gli elementi caratterizzanti del territorio naturale di Sirmione e organizzare lo spazio diffuso del verde pubblico in un sistema a rete: 01. Il parco del Lugana, situato in una vasta parte del territorio sud orientale del comune, è una delle maggiori potenzialità di Sirmione vista la volontà di realizzare un parco intercomunale in grado di potenziare in modo sinergico le valenze paesaggistiche e la produzione di prodotti eno-gastronomici locali. I vantaggi sarebbero molteplici e diversificati e andrebbero dall incentivazione delle aziende agricole all attrazione di una nuova forma di turismo sostenibile nell entroterra. 02. Il lungolago, di notevole valore naturalistico e turistico per l importante presenza dei canneti del Garda e delle molteplici specie di animali, pesci e uccelli che vivono in tale Habitat. 03. La rete dei ganfi, fino ad oggi poco sfruttati per le intrinseche caratteristiche di corridoi ecologici naturali. La risistemazione diffusa dei ganfi e la riapertura dei corsi d acqua sotteranei permetterebbe di creare una serie di collegamenti diretti tra l entroterra del Lugana e la costa del lago di Garda. 04. Il sistema del verde pubblico, diffuso in modo più o meno ordinato all interno del tessuto urbanizzato e per questo di fondamentale importanza per creare connessioni tra il sistema antropico e quello naturale. 303

83 Estratto della tavola 4.2 Aree di rilevanza Carta della rete per ecologica ambientale il PTCP! Alberi Reticolo idrografico Verde pubblico Parco vitivinicolo del Lugana Vigneti Canneti Comune di Sirmione Provincia di Brescia Regione Lombardia Amministrazione Comunale: Sindaco Assessore all'urbanistica Collaboratori: Arch. Vanessa Passalacqua Arch. Matteo Salsi Arch. Rocco Tenca Arch. Martina Zucconi PIAnO DI GOVERnO DEL TERRITORIO! quadro COnOSCITIVO Rete ecologica Scala 1: Aree di rilevanza ambientale per il PTCP Arch. Fabio Ceci Arch. Alberto Crescini Alberi Verde pubblico PGT Progettisti: Reticolo idrografico Adozione: Parco vitivinicolo del Lugana Controdeduzione: Approvazione: Vigneti Canneti 304 SA 3.2 qc

84 305

85 SA.5 L impatto da attivita antropica 5.1 Le normative di tutela ambientale del ptcp 1 Nel Quadro conoscitivo del PTCP di Brescia sono indicate le principali normative regionali e nazionali riguardanti la tutela dell ambiente a cui far riferimento per la progettazione territoriale e architettonica. Son trattati, in particolar modo, i temi dell inquinamento luminoso, della zonizzazione acustica e della tutela da rischio tecnologico di cui si riporta qui di seguito l estratto. La L.R. N. 17 del 27 marzo 2000, prevede particolari caratteristiche tecniche per tutti i nuovi impianti di illuminazione esterna e l adeguamento, entro 4 anni, degli impianti esistenti nelle zone tutelate, attorno agli osservatori astronomici (Specola Cidnea di Brescia; osservatorio astronomico Serafino Zani di Lumezzane e osservatorio in località Rest-Magasa). La L.R. 1/2000 assegna alla Provincia la competenza nell armonizzazione delle zonizzazioni acustiche dei Comuni e nell approvazione dei piani di risanamento acustico. Nel territorio provinciale la fonte di rumore più estensiva è costituita dalle strade. Pertanto una diminuzione generalizzata dell esposizione della popolazione al rumore può essere ottenuta tenendo conto della componente acustica nella progettazione di opere nuove e nella ristrutturazione e manutenzione delle esistenti. A tal fine potranno essere adottati adeguati accorgimenti nella definizione dei tracciati, nella previsione di schermature, nella disciplina del traffico urbano. Poiché il livello sonoro equivalente diurno nella media delle strade di grande viabilità della Provincia è di 78DbA è necessaria una fascia di 250m per avere una attenuazione acustica di circa 18DbA, cioè per raggiungere il livello massimo di rumore ritenuto congruo dalla legge per le zone agricole e residenziali (T a v. n.16-17). E necessario pertanto istituire lungo le maggiori strade, una fascia di controllo almeno di tale ampiezza nella quale gli insediamenti residenziali non possono essere realizzabili se non a particolari condizioni. In ogni caso la Provincia ha come obiettivo la riconduzione del clima acustico 1. Tratto dal Quaderno 2 del PTCP 306

86 delle varie parti del suo territorio entro limiti accettabili ed a tal fine promuove norme per l isolamento acustico degli edifici, nonché la raccolta sistematica dei rilievi del rumore operati dai vari Enti e delle zonizzazioni acustiche dei Comuni, per un monitoraggio complessivo dello stato acustico del territorio. Il D.L. 17/08/1999 n. 334 disciplina la prevenzione del rischio connesso con la presenza di stabilimenti potenzialmente soggetti ad incidente rilevante e la gestione delle situazioni di emergenza ed il successivo D.M , di attuazione, stabilisce l obbligo per la provincia e per i comuni interessati da detti stabilimenti, di svolgere una azione coordinate per la stesura del documento tecnico R.I.R. (Rischio incidente rilevante), che deve essere allegato al PTCP e PRG. Recentemente, per iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, è stato redatto e pubblicato lo studio Pianificazione del territorio e rischio tecnologico, il D.M , la cui divulgazione non è stata ancora avviata, che dovrebbe fornire le linee guida per gli adempimenti di cui sopra. Rispetto a fonti inquinanti dell acqua da trasporto aereo e odorigene, le normative attuali precauzionalmente prevedono distanze minime di rispetto dalle abitazioni, in materia di: Gestione dei rifiuti; Depurazione delle acque; Aree Cimiteriali; Allevamenti Zootecnici. Distanze di rispetto dagli elettrodotti: il DPCM 23/04/92 fissa le seguenti distanze dagli edifici: - Linea a 132 KV, 10 metri; - Linea a 220 KV, 18 metri; - Linea a 380 KV, 28 metri. 307

87 5.2 I potenziali scarichi a lago premessa In questa relazione vengono riportati i dati del monitoraggio di luglio-settembre 2007 dei potenziali punti di scarico a lago individuati approfittando di periodi di secca in sei anni differenti: da febbraio 2002 a settembre 2007, in cui è stata raggiunta una quota vicina o inferiore ai +50cm s.z.i. del livello del lago (misura dell idrometro di Sirmione). Il riferimento normativo è il Decreto Legislativo n 152 del 11/5/99 concernente il trattamento delle acque reflue urbane e del relativo smaltimento. L autorizzazione allo scarico in corpi idrici superficiali è di competenza dell ente provinciale, affiancato nei controlli dall ARPA e, per il lago di Garda, i limiti sono restrittivi in quanto area sensibile. La legge all allegato 5 tabella 2 riporta i limiti per gli scarichi dopo trattamento delle acque reflue; quindi, uno scarico diretto è sempre comunque non ammesso. I campioni di acqua prelevati negli scarichi attivi sono stati analizzati dagli operatori del Centro Rilevamento Ambientale con metodologie di tipo speditivo (errore del 15%) che, anche se con precisione limitata rispetto a tecniche analitiche più costose, sono sufficienti per definire la qualità delle acque scaricate Analisi dei dati raccolti, anno 2007 I potenziali scarichi monitorati sono stati 17, ovvero quelli che durante i precedenti controlli presentavano anomalie, oppure sono ubicati in zone sensibili della costa o perchè negli altri anni non erano campionabili. Sono stati effettuati di norma 2 campionamenti per ogni stazione in periodi diversi da luglio a settembre, salvo alcuni punti che si presentavano asciutti oppure sommersi durante un campionamento. I dati raccolti sono mostrati nella tabella 5.1. Tab. 5.1 I dati raccolti nei 17 punti monitorati. Quest anno è stato approfondito il censimento dei potenziali scarichi ed individuati ulteriori 53 punti, di cui 37 non attivi, compilata la relativa scheda di riconoscimento e il posizionamento su cartografia. Attualmente sono censiti 112 potenziali punti di scarico e quest anno ne sono stati ispezionati, almeno una 1. Tratto dal Rilievo dei potenziali scarichi a lago redatto dal C.R.A. Sirmione 308

88 volta, oltre 90 tra vecchi e nuovi. Nella tabella 5.1, le caselle scure indicano quei valori che sono fuori dai limiti accettabili o comunque potenzialmente preoccupanti. La colonna della temperatura dell acqua evidenzia i tre scarichi posti al Lido delle Bionde che raccolgono probabilmente le perdite derivanti dalla conduttura di presa delle Terme: questo spiega l alta temperatura, l elevata conducibilità e concentrazione di NaCl, ma è possibile che nel tragitto vengano intercettate anche altre acque con qualità meno termali come indica la presenza di coliformi totali. I valori della conducibilità (e quelli direttamente relazionati quali i solidi disciolti: TDS) sono intorno ai limiti di accettabilità e non indicano alterazioni rilevanti. I valori di ossigeno disciolto sono mediamente bassi, piuttosto alti, invece, i valori dei fosfati che, data la provenienza non agricola delle acque, potrebbero indicare l intercettazione di acque derivanti da scarichi civili. Le componenti azotate considerate, se correlate alla presenza di coliformi tota- Fig. 5.1 Mappa dei potenziali scarichi a lago 309

89 li, inducono a pensare, anche in questo caso, all intercettazione di acque reflue civili. Le visite di ispezione ma, soprattutto, i campionamenti non sono mai stati effettuati a ridosso di piogge (deboli o abbondanti) ne con precipitazioni in corso proprio per valutare la normale portata e composizione degli scarichi. La portata degli scarichi campionati non è mai a tubo pieno, ma spesso flebile e discontinua, quindi il carico di inquinanti che arriva al lago può essere considerato ridotto, ma non abbastanza da non prevedere azioni di risanamento. In definitiva,sono sei i punti da sottoporre a verifiche e risanamento: 15, 27, 29, 35, 74, 83. Di seguito si riportano i valori rilevati dei corsi d acqua, così da avere un elemento di confronto I parametri rilevati Tab. 5.2 Dati relativi ai ganfi: valori delle acque che si immettono a lago del mese di Agosto e di Settembre I parametri ricercati sono stati i seguenti: ph Conducibilità TDS (Solidi Disciolti Totali) Temperatura Ossigeno disciolto Nitrati Fosfati Coliformi Totali Coliformi Fecali Cloruro di Sodio Ammoniaca ph 310

90 Il ph permette di capire il grado di acidità e/o basicità della sostanza analizzata, è un parametro molto importante. Il ph delle acque naturali è generalmente compreso tra valori di 6-9, acque con valori acidi (<6) sono generalmente corrosive e si vengono ad avere quando il suolo è granitico o per cause umane; acque con valori basici (>9) si hanno quando il suolo è carbonatico oppure quando le acque stagnano favorendo una elevata attività fotosintetica. Conducibilità La conducibilità è una misura indiretta degli elettroliti. Rappresenta un indicatore del tenore salino e del grado di mineralizzazione; è quindi utilizzata come un indicatore complessivo delle caratteristiche di qualità. E importante la sua stabilità intorno a valori ottimali compresi tra i 250 e 400 ms/cm per la vita acquatica; variazioni in meno o in più producono comunque effetti negativi. Torbidità e solidi totali disciolti La torbidità è il risultato della presenza di solidi sospesi nell acqua, un aumento di questo fattore può portare al riscaldamento del corso d acqua dovuto all assorbimento di calore delle particelle superficiali. L aumento della torbidità riduce la quantità di luce che riesce ad arrivare all interno del corpo d acqua; ciò può comportare una riduzione dell attività fotosintetica e la morte delle piante acquatiche. I solidi che possono causare questo processo sono: sabbia, argilla, materiali organici e anche materiali di rifiuto. Temperatura La temperatura è un parametro fisico importantissimo, determina la vita nei corsi d acqua, condiziona l esistenza dei pesci, della flora acquatica e dei micro e macrorganismi. Ciascun organismo dell ecositema, infatti, si sviluppa in caratteristiche condizioni di temperatura; per esempio i decompositori (funghi e batteri) si moltiplicano bene attorno ai 20 C, il fitoplancton varia notevolmente la sua composizione a seconda della temperatura, le alghe bluverdi si adattano a temperature maggiori rispetto alle diatomee. La temperatura è un fattore molto importante anche nel permettere la schiusa delle uova di anfibi, pesci e insetti. Ossigeno disciolto L ossigeno disciolto presente nel corpo idrico è indispensabile per permettere la vita di tutti gli organismi acquatici, la presenza dell ossigeno è uno degli indici più significativi della purezza di un corso d acqua. I fattori che possono comportare un deficit di ossigeno sono: La decomposizione del materiale organico; La presenza di specie batteriche; Le sostanze chimiche riducenti; Gli scarichi domestici e industriali. I fattori che possono determinare l aumento dell ossigeno disciolto sono: 311

91 l aumento dell attività fotosintetica di fitoplancton e piante acquatiche; le variazioni del letto del corso d acqua provocanti un aumento della turbolenza. Nitrati L azoto è uno dei componenti principali delle molecole (amminoacidi e proteine) che costituiscono la struttura degli organismi. L azoto atmosferico, gassoso, è abbondante nelle acque ma soltanto alcuni batteri (cianobatteri) possono fissarlo, cioè utilizzarlo direttamente. I vegetali possono assimilarlo nelle forma di ioni nitrato (NO3) e ammonio (NH4+), prodotti dalla decomposizione batterica della sostanza organica. Poiché queste sostanze sono usate in agricoltura come concimi, il dilavamento dei terreni agricoli da parte delle acque meteoriche ne ha aumentato moltissimo l apporto ai laghi. L azoto è presente nelle acque naturali in diversi stati di ossidazione. La degradazione batterica, in condizioni anaerobiche, delle sostanze organiche azotate procede a più stadi, con formazione di composti intermedi quali l ammoniaca e lo ione nitrato. Fosfati Il fosforo è generalmente presente nelle acque naturali sotto forma di fosfati che possono essere organici (dalle piante e dagli animali viventi) e inorganici (particelle del suolo e detersivi). I fosfati sono un elemento essenziale per la vita delle piante e del il fitoplancton essendo tra i nutrienti indispensabili per la loro crescita: se presenti in piccole quantità ne diventano, invece, un fattore limitante. Generalmente le alte concentrazioni di fosfati (a cui è legato il fenomeno dell eutrofizzazione) sono dovute ad immissioni da parte dell uomo: scarichi d impianti di trattamento delle acque, detersivi, fertilizzanti e rifiuti di animali; l eutrofizzazione dovuta alle immissioni dell uomo viene definita culturale. Coliformi In genere il test batteriologico più diffuso è la conta del numero dei coliformi totali e in particolare di una frazione di essi, quelli fecali. I coliformi fecali rappresentano la parte termotollerante dei coliformi totali e sono rappresentati praticamente da Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae. La suddivisione fra totali e fecali è rappresentata solo dalla capacità di crescita in funzione della temperatura, ma non è del tutto sicura come indice di contaminazione fecale da mammiferi dell acqua. I coliformi fecali indicano un inquinamento recente perché hanno vita media piuttosto breve. La ricerca dei coliformi fecali è un parametro molto importante per valutare gli impianti di fognatura, infatti nelle acque bianche non dovrebbero assolutamente comparire. Nel nostro caso il sistema utilizzato (solo per l anno 2003) non permetteva di risalire al valore numerico, ma solamente alla positività o negatività rispetto alla soglia di riferimento. Nel caso di positività si è potuto 312

92 definire solo la non potabilità delle acque in quanto la normativa non ammette questi organismi nelle acque potabili. I coliformi totali appartengono alla famiglia delle Enterobacteriacee. In genere non sono patogeni, rappresentano sostanzialmente una situazione di normalità, almeno entro certi limiti. Per la balneabiltà il valore limite è 2000 u.f.c per 100 ml di acqua. Dal 2004 abbiamo cambiato metodo di analisi rendendo più precisa la definizione di questo parametro: infatti è possibile avere un ordine di grandezza della concentrazione di coliformi totali (10 2, 10 3, etc) per 1 ml di acqua. Quindi per paragonare i nostri risultati ai parametri della balneabilità vanno moltiplicati ulteriormente per 100. Cloruro di Sodio Questo parametro è importante soprattutto nelle zone costiere di mare per valutare la dolcezza delle acque di falda, ovvero per quanto riesce a penetrare l acqua del mare all interno della costa. Per quanto ci riguarda è uno dei possibili parametri misurabili dallo strumento in dotazione e quindi è stata una curiosità che abbiamo provato a soddisfare su alcuni campioni. Il significato dei risultati non è chiaro e per ora non si propongono commenti Ammoniaca La presenza di ammoniaca in un corpo idrico denuncia un probabile inquinamento di origine fecale determinando la tossicità dell acqua.l azione tossica dell ammoniaca è accentuata dalla diminuzione dell ossigeno disciolto e dall aumento del ph. Elevate concentrazioni di ammoniaca possono essere letali per molte specie di pesci. 313

93 5.3 I rifiuti urbani 1 I rifiuti urbani costituiscono uno dei grandi problemi ecologici che l umanità si trova a dovere affrontare. Molti non si rendono conto delle dimensioni del problema, poiché i dati che lo riguardano non sono adeguatamente divulgati. Per comprendere i dati riportati nelle tabelle e grafici è da tener ben presente che Sirmione, a causa del grande flusso di turisti, produce rifiuti quasi come un normale paese di abitanti, pur avendone poco più di Dai dati si può evidenziare che la quantità dei rifiuti avviati in discarica è molto elevata, ma negli ultimi anni il quantitativo medio annuo pro-capite è leggermente calato ed Tab. 5.3 Dati rilevati tra gli anni sulla quantità di rifiuti urbani prodotti. 1. Tratto dal documento sui rifiuti urbani redatto dal C.R.A. Sirmione 314

94 è fortemente aumentata la raccolta differenziata. Questo è un dato molto positivo, poiché indica una maggior sensibilità ai problemi ecologici da parte dei cittadini di Sirmione. Si può dire a questo punto che la raccolta differenziata è già bene avviata e molto materiale è stato sottratto alle discariche e avviato al riciclo. Tuttavia, resta ancora molta strada da fare e dovranno essere portate avanti nuove iniziative che richiederanno una sempre maggiore collaborazione non solo di tutti i cittadini ma anche degli ospiti. Il monitoraggio della raccolta dei rifiuti rende una esatta fotografia del tipo di vita di un comune. A Sirmione ciò che balza agli occhi è l enorme aumento della produzione nei mesi estivi portando la produzione pro-capite media giornaliera (circa 3,16 kg nel 2005) a valori lontanissimi dalle medie regionali e statali ed europee (circa 1,8 kg). Tab. 5.4 Dati rilevati tra gli anni sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Le quantità sono espresse in chilogrammi altro=legno+olii alimentari+frigoriferi * vetro+ alluminio Fig. 5.2 Variazione della produzione media giornoliera di Rifiuti urbani solidi per abitante tra gli anni La raccolta differenziata è per il 2005 al 39,11%, che è un buon dato anche se leggermente inferiore al 2004, ma che andrebbe ulteriormente aumentato. Un dato da valutare con attenzione è il continuo aumento del rifiuto verde ovvero sfalci, potature, perché, anche se questo è materiale completamente 315

95 recuperato, ha comunque un alto costo di gestione e viene da chiedersi se è proprio tutta erba del giardino Sirmione e se una alternativa non possa essere il compostaggio direttamente nel proprio giardino. Completamente assente fino al 2005 è la raccolta della frazione umida, ovvero gli scarti di cucina, che fisicamente, e quindi economicamente, hanno un peso notevole (dovuto all acqua!). Per il 2006 è stato avviata la raccolta della frazione umida nel centro storico. Dal 1999 più della metà dei rifiuti solidi urbani è stata bruciata dal termoutilizzatore di Brescia e quindi si è evitato di portarli in discarica; il conto economico non è cambiato, si spera che cambi in meglio il peso ambientale di questa scelta. Fig. 5.3 Variazione percentuale della raccolta differenziata dei rifiuti tra gli anni

96 5.4 La classificazione acustica del territorio premessa Su incarico dell Amministrazione Comunale di SIRMIONE (BS), viene redatta la presente relazione tecnica illustrativa della Zonizzazione Acustica del Territorio Comunale e delle modalità di redazione dell intero piano. L Amministrazione committente ha deciso di dotarsi di tale strumento ai sensi dell articolo 2 del D.P.C.M. 1 marzo 1991 e dell articolo 6 della legge 26 ottobre 1995 n 447, con l intento di: Conoscere le principali cause di inquinamento acustico presenti sul territorio comunale; Prevenire il deterioramento di zone non inquinate dal punto di vista acustico; Risanare le zone dove attualmente sono riscontrabili livelli di rumorosità ambientale che potrebbero comportare effetti negativi sulla salute della popolazione residente; Coordinare la pianificazione generale urbanistica del proprio territorio con l esigenza di garantire la massima tutela della popolazione da episodi di inquinamento acustico; Valutare gli interventi di risanamento e di bonifica da mettere in atto in relazione al punto precedente, nei modi e nei tempi previsti dalla legislazione vigente in materia di inquinamento acustico. La zonizzazione acustica in oggetto è stata redatta sulla base delle indicazioni tecniche fornite dalle seguenti fonti: Legge Regionale 10 agosto 2001 n 13 Norme in materia di inquinamento acustico, con particolare riferimento al disposto dell articolo 3, comma 2. Documento Linee guida per la zonizzazione acustica del territorio comunale, approvato dalla Regione Lombardia con D.G.R. 25 Giugno 1993 n 5/37724; Documento Linee guida per l elaborazione di piani comunali di risanamento acustico, con particolare riferimento al capitolo 3 Zonizzazione acustica del territorio comunale, edito dall Agenzia nazionale per la Protezione Ambientale Febbraio 1998; Norma UNI 9884 Caratterizzazione acustica del territorio comunale mediante la descrizione del rumore ambientale Seconda edizione Luglio 1997; Piani comunale e inquinamento acustico Beria d Argentino, Curcuruto, Simonetti Ed. Il Sole 24 Ore Pirola, 1997 Nella redazione del piano si sono ovviamente considerati i disposti della Legge 26 Ottobre 1995 n 447 Legge quadro sull inquinamento acustico, la quale comunque risulta in parte non operativa a causa della mancata emanazione dei decreti attuativi in essa previsti: la completa applicazione del piano non 1. Tratto dal documento sulla Zonizzazione acustica del territorio comunale di Sirmione 317

97 potrà comunque prescindere dagli ulteriori sviluppi della legislazione in materia di inquinamento acustico, i quali prevedono ulteriori adempimenti a carico delle Amministrazioni Comunali, come ad esempio i Piani di Risanamento Acustico, strettamente collegati e conseguenti all approvazione della Zonizzazione Acustica LA LEGISLAZIONE FONDAMENTALE L obbligo per le Amministrazioni Comunali di dotarsi della zonizzazione acustica del territorio comunale è stato sancito dall articolo 2 del D.P.C.M. 1 Marzo 1991; in base a questa disposizione legislativa venivano individuate le classi di rumore in cui il territorio doveva essere suddiviso e i livelli equivalenti limite, indicati di seguito con il simbolo Leq(A), da rispettarsi all interno di queste classi. Le denominazioni delle classi, e i limiti diurni e notturni ad esse riferibili, vengono riportate nella tabella 5.5 di seguito esposta. CLASSE DESCRIZIONE Limite diurno db(a) Limite notturno db(a) Tab. 5.5 Classi acustiche e loro limiti di zona I a Aree particolarmente protette II a Aree prevalentemente residenziali III a Aree di tipo misto IV a Aree di intensa attività umana V a Aree prevalentemente industriali VI a Aree esclusivamente industriali Le peculiarità delle singole classi saranno descritte in dettaglio nei paragrafi successivi. Negli allegati del D.P.C.M. 1 Marzo 1991 non sono riportate le modalità tecniche da seguire per la redazione delle zonizzazioni acustiche: a questo la Regione Lombardia ha provveduto con l emanazione delle Linee guida per la Zonizzazione Acustica del Territorio Comunale, con Delibera della Giunta Regionale 25 Giugno 1993 n 5/ In generale, il documento considera elementi principali per l individuazione delle classi acustiche di zonizzazione: Le destinazioni urbanistiche previste dal piano regolatore vigente; Le caratteristiche generali del traffico veicolare e ferroviario, nonché delle sedi stradali stesse: in particolare le linee guida individuano precise modalità di classificazione delle vie di traffico, a seconda della loro importanza intesa come quantità di traffico veicolare; La densità abitativa delle unità territoriali di classificazione; I dati acustici disponibili e rilevabili, anche su singole sorgenti sonore; La distribuzione delle attività produttive e di servizio. Per un approfondimento dei disposti delle linee guida si rimanda alla lettura D.G.R. 25 Giugno 1993 n 5/

98 La Legge 26 Ottobre 1995 n 447 Legge quadro sull inquinamento acustico, riprende in maniera più approfondita quanto già era stato regolato con il D.P.C.M. 1 Marzo 1991: in particolare si avverte nel legislatore l esigenza di affrontare in maniera più decisa e approfondita il problema dell inquinamento acustico. Per quanto riguarda gli adempimenti a carico delle Amministrazioni Comunali, stabiliti dall articolo 6 della Legge 447/95, essi sono sintetizzati nei seguenti punti: Classificazione del territorio comunale in zone secondo i criteri stabiliti dalla Regione (in tal senso la Regione Lombardia ha già formalmente provveduto, con l emissione delle Linee guida per la zonizzazione acustica ); Coordinamento della zonizzazione acustica con gli strumenti urbanistici; Adozione di piani di risanamento acustico in seguito all impossibilità di classificare frazioni di territorio in zone limitrofe i cui limiti differiscano per più di 5 db(a); Verifica tecnica della documentazione di impatto acustico da presentarsi all atto di domanda di concessione per costruzioni di particolare rilievo edilizio, commerciale, urbanistico, industriale, ospedaliero e per le infrastrutture stradali e ferroviarie; Adozione di regolamenti per l attuazione di disciplina regionale e statale in materia di inquinamento acustico; Controllo delle emissioni sonore prodotte dagli autoveicoli; Autorizzazione delle attività temporanee che provocano rumore; Modifica del regolamento locale di igiene tipo per il contenimento dell inquinamento acustico. Parte dei decreti attuativi previsti dalla legge quadro sono stati emanati di recente, e saranno brevemente commentati nel paragrafo successivo. E opportuno segnalare in questa sede che le Amministrazioni Comunali dovranno prestare particolare attenzione alle emanazioni relative alle modalità di redazione, adozione e applicazione dei piani di risanamento acustico, previsti per quelle porzioni di territorio adiacenti classificati secondo classi acustiche che differiscano per più di 5 db(a), nonché alle nuove tipologie di limiti di cui all articolo 2 della Legge 447/95, in base ai quali i Comuni dovranno tendere ad uno standard ottimale di quiete, mediante l adozione dei cosiddetti limiti di qualità. I provvedimenti presi dalle Amministrazioni nell ambito dei piani di risanamento, e anche la pianificazione urbanistica dei comuni, dovranno tendere quindi a garantire un clima acustico dettato dalla legge, con limiti a cui tendere, già implicitamente definiti dalla suddivisione del territorio in zone acustiche I DECRETI ATTUATIVI DELLA LEGGE 447/95 Di particolare interesse per quanto attiene il contenimento dell inquinamento acustico è il D.P.C.M. 14 Novembre 1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore, definiti dall articolo 2, comma 1, lettera e, della legge 26 ottobre 1995 n 447 Legge quadro sull inquinamento acustico. 319

99 Il tale disposto legislativo sono dettagliatamente definiti i limiti acustici di riferimento per le varie zone in cui il territorio deve essere suddiviso con la zonizzazione acustica; i valori limite previsti dalla legge sono riportati nelle tabelle seguenti. Valori limite di immissione: Valore massimo di rumore che può essere emesso da una o più sorgenti nell ambiente abitativo o nell ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori. CLASSE DESCRIZIONE Limite diurno db(a) Limite notturno db(a) Tab. 5.6 Valori limite assoluti di immissione I a Aree particolarmente protette II a Aree prevalentemente residenziali III a Aree di tipo misto IV a Aree di intensa attività umana V a Aree prevalentemente industriali VI a Aree esclusivamente industriali Valori limite di emissione: Valore massimo che può essere emesso da una sorgente sonora, rilevato in corrispondenza di spazi utilizzati da persone e comunità. CLASSE DESCRIZIONE Limite diurno db(a) Limite notturno db(a) Tab. 5.7 Valori limite assoluti di emissione I a Aree particolarmente protette II a Aree prevalentemente residenziali III a Aree di tipo misto IV a Aree di intensa attività umana V a Aree prevalentemente industriali VI a Aree esclusivamente industriali Valori di qualità: Valori di rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla legge 447/95 CLASSE DESCRIZIONE Limite diurno db(a) Limite notturno db(a) Tab. 5.8 Valori di qualità I a Aree particolarmente protette II a Aree prevalentemente residenziali III a Aree di tipo misto IV a Aree di intensa attività umana V a Aree prevalentemente industriali VI a Aree esclusivamente industriali

100 Valori di attenzione: Valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana e per l ambiente La definizione quantitativa dei limiti di attenzione è riportata nell articolo 6 del D.P.C.M. 14 novembre 1997, a cui si rimanda per una più approfondita lettura. Si ricorda che i valori di attenzione assumono particolare importanza dal momento che il loro superamento comporta l adozione obbligatoria di un piano di risanamento acustico ai sensi dell articolo 7, comma 1, della legge 447/95. Altri decreti attuativi: Si citano di seguito i principali disposti legislativi emanati in attuazione della legge 447 /95: non tutti hanno un influenza diretta sull applicazione della zonizzazione acustica del territorio comunale, in quanto disciplinano situazioni particolari che dovrebbero essere controllate o da enti sovracomunali (rumore aeroportuale e ferroviario) oppure da specifici regolamenti comunali di tutela dall inquinamento acustico (requisiti acustici passivi degli edifici, rumore in luoghi di intrattenimento danzante, attività temporanee etc.). Si evidenzia comunque che la lista completa dei disposti legislativi in materia di rumore è allegata in calce alla presente relazione. Decreto Ministeriale del 31/10/1997: Metodologia di misura del rumore aeroportuale. Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 05/12/1997: Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici. Decreto Ministeriale del 16/03/1998: Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico. Decreto del Presidente della Repubblica n 459 del 18/11/1998: Regolamento recante norme di esecuzione dell articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario LA LEGGE REGIONALE 10 AGOSTO 2001 N 13 Contestualmente alla redazione del presente piano è stata emanata la legge regionale Contestualmente alla redazione del presente piano è stata emanata la legge regionale sull inquinamento acustico (Legge Regionale 10 agosto 2001 n 13), importante attuazione della legge quadro sull inquinamento acustico n 447/95. La legge regionale prevede l emanazione di norme tecniche che dovranno dettagliare ulteriori e nuovi criteri per la suddivisione del territorio in classi acustiche: è comunque importante sottolineare che alcuni di questi sono stati anticipati nell articolo 2 comma 3 del disposto legislativo. La legge regionale ribadisce l obbligo per le Amministrazioni Comunali di dotarsi di zonizzazione acustica del territorio comunale, definendo anche una scadenza temporale (dodici mesi dall emanazi0one delle norme tecniche di dettaglio per la redazione delle zonizzazioni acustiche). La legge impone inoltre l adeguamento delle zonizzazioni esistenti alle nuove norme tecniche, nonché il coordinamento tra la classificazione acustica del territorio e gli strumenti urbanistici adottati, nonché in caso di adozione di varianti o piani attuativi. 321

101 Vengono inoltre dettagliate puntualmente le funzioni del Comune in materia di: Valutazione e previsione di impatto acustico nei casi contemplati dall articolo 8 della legge 447/97. Valutazione dell isolamento acustico degli edifici, al fine di garantire la tutela dei residenti da episodi di inquinamento acustico. Adozione dei piani di risanamento acustico nei casi previsti dalla legge 447/95. Adeguamenti dei regolamenti di igiene e dei regolamenti edilizi alle norme riguardanti la tutela dall inquinamento acustico. Definizione delle modalità di autorizzazione delle attività temporanee, non disciplinate dalla classificazione acustica del territorio comunale. E opportuno evidenziare che la Regione Lombardia ha già provveduto ad emanare alcuni importanti provvedimenti di attuazione della legge regionale 13/01, quali: D.G.R. 16 novembre 1001 n 6906: Criteri di redazione del piano di risanamento acustico delle imprese da presentarsi ai sensi della legge n 447/1995 Legge quadro sull inquinamento acustico, articolo 15, comma 2, e della Legge Regionale 10 agosto 2001 n 13 Norme in materia di inquinamento acustico, art. 10 comma 1 e comma 2. D.G.R. 8 marzo 2002 n 8313: Modalità e criteri di redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione revisionale del clima acustico rendendo quindi di fatto già operativo il provvedimento almeno in alcuni importanti settori da esso disciplinati ai fini della tutela dall inquinamento acustico CARATTERISTICHE GENERALI DEL TERRITORIO IN RELAZIONE ALLA PRESENZA DI SORGENTI SONORE I centri urbanizzati con prevalenza di destinazioni d uso residenziali e di servizio La maggior parte della popolazione di Sirmione risiede lungo il promontorio (a nord della SS 11) e nella frazione di Colombare che si sviluppa a sud della strada statale 11. Il centro storico, che si sviluppa all estremità del promontorio, si caratterizza per la presenza della Rocca Scagliera, delle Grotte di Catullo, di alcune Ville storiche e per la presenza di edifici storici, di volumetria contenuta. In questa zona sono presenti la maggior parte dei servizi turistico-alberghieri oltre a molte attività commerciali. Lungo le coste dell intero promontorio si susseguono lidi fortemente frequentate nel periodo estivo. Il territorio che si sviluppa dalla Rocca Scagliera fino alla strada statale 11 è attraversato da una strada molto trafficata ( Viale Marconi, Via XXV Aprile, Via Colombare), che risulta essere l unica via d accesso al nucleo storico. Anche 322

102 questa zona si distingue per la presenza di strutture alberghiere, campeggi e per servizi al turismo. La zona presenta residenze e strutture alberghiere di recente edificazione. Molti edifici residenziali hanno la funzione di seconda abitazione e quindi sono abitate solamente nei mesi estivi. La zona a sud della strada statale si caratterizza per la presenza del Municipio, del centro scolastico e del centro termale. Quest ultimo è un attrattore di persone non solo nel periodo estivo ma anche nel periodo invernale. Anche in questa zona vi è una forte presenza di alberghi ed edifici residenziali utilizzati come seconde case. Altre zone residenziali sono ubicate nelle varie frazioni presenti sul territorio comunale, e sono caratterizzate quasi esclusivamente dalla presenza di edifici mono-bifamiliari destinati alla residenza. Le zone industriali Il tessuto urbanistico del Comune di SIRMIONE è caratterizzato dalla presenza di un solo polo industriale dove sono insediate per lo più attività artigianali; esso è localizzato ad ovest del territorio comunale in prossimità del confine comunale. Si evidenzia che in prossimità del polo industriale vi è la presenza di edifici residenziali che non risultano disturbati dalle emissioni sonore dalle attività artigianali. Lungo la strada statale 11 riscontriamo la presenza di un centro direzionale, in prossimità del confine con il comune di Desenzano, e di un centro commerciale nelle vicinanze del territorio di Peschiera del Garda. Il sistema della viabilità La sistema vario di Sirmione può essere considerato un elemento abbastanza critico in relazione agli elevati livelli sonori che può provocare. Analizzando la situazione si possono individuare le seguenti direttrici principali di flusso veicolare: La direttrice lungo la S.S. n 11 caratterizzata dal transito di mezzi pesanti e auto. Si evidenzia la possibilità di un incremento del traffico nei fine settimane e nel periodo estivo, connessa con un eventuale recettività turistica del Comune di Sirmione e di quelli limitrofi. La direttrice Via XXV Aprile-Via Marconi, che risulta essere l unico tragitto possibile per raggiungere il nucleo storico comunale. Anche in questo caso è possibile riscontrare un considerevole aumento del traffico veicolare nei fine settimane e nel periodo estivo. E opportuno evidenziare che l Amministrazione Comunale di Sirmione ha individuato nella direttrice Via Bagnera-Via Salvo D Acquisto-Via Matteotti una via di sfogo al traffico in uscita dal centro storico di Sirmione, al fine di evitare il congestionamento della precedente direttrice. Tale valvola di sfogo del traffico risulta ovviamente particolarmente efficace nel periodo estivo, quando il traffico veicolare risulta più intenso. La strada per Desenzano, situata nella parte sud-ovest del territorio comuna- 323

103 le, incrociante la SS n 11 in corrispondenza di uno svincolo che raccorda anche la direttrice Via Matteotti-Via Salvo D Acquisto: tale strada risulta particolarmente importante dal momento che convoglia verso l ingresso dell autostrada A4 il traffico veicolare. Tutte le altre strade sono interessate da un traffico prevalentemente locale, per mettere quindi in collegamento i vari quartieri e frazioni del comune CRITERI DI SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO COMUNALE IN CLASSI ACUSTICHE Criteri generali Per la redazione della zonizzazione acustica del Comune di Sirmione si sono considerati i dati provenienti: Dal piano regolatore vigente; Dall analisi delle attività produttive, commerciali e turistiche distribuite sul territorio, con particolare riferimento alle sorgenti sonore aventi impatto sull ambiente esterno; Dall analisi della rete stradale e della tipologia di traffico; Dalle rilevazioni fonometriche effettuate sul territorio comunale; Dall analisi della particolare situazione del territorio comunale in relazione alla sua vocazione turistica Il piano regolatore comunale è stato analizzato attentamente per quanto riguarda le destinazioni urbanistiche del territorio, prestando particolare attenzione a quelli che sono i confini tra le diverse zone, alle future destinazioni urbanistiche, alle zone che potevano essere oggetto di future varianti e/o modifiche dello strumento urbanistico.si è inoltre prestata particolare attenzione ai casi estremi di zone industriali confinanti con zone residenziali, in modo da sottoporle ad un eventuale verifica strumentale ed avere così un indicazione precisa dell intensità dei rumori determinati dalla presenza di particolari sorgenti sonore. Durante l analisi del P.R.G. si sono inoltre considerati gli sviluppi urbanistici scelti per il territorio comunale di Sirmione, sentendo ovviamente le indicazioni dell Amministrazione Comunale, al fine di procedere ad una classificazione indirizzata alla tutela dal punto di vista dell inquinamento acustico anche per zone non ancora occupate da residenze o da insediamenti produttivi. Il territorio comunale è stato quindi suddiviso in classi acustiche, definite dalla legislazione vigente e riassunte nel capitolo 2: nel suddividere il territorio in classi si sono applicati i criteri e i metodi suggeriti dalle Linee guida proposte dalla Regione Lombardia e dalla Legge 447/1995: in particolare si è cercato, per quanto possibile di evitare la presenza di zone contigue con valori limite che differissero per più di 5 db(a: questo ha portato a classificare zone destinate ad attività produttive in classi acustiche con valori limite relativamente bassi, in modo da indurre un contenimento delle emissioni sonore e delle immissioni verso zone residenziali situate nelle immediate vicinanze: ciò è avvenuto in accordo con uno dei principi fondamentali della zonizzazione acustica, che è quello di provvedere a risanare zone in cui eventuali livelli sonori elevati possono determinare effetti negativi sulla popolazione residente. 324

104 Nell elaborazione della classificazione della zonizzazione acustica si sono inoltre considerate le prime indicazioni fornite dall articolo 2 della legge regionale 13/01, che costituiscono la base delle linee guida di dettaglio che dovranno essere emanate entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa. Il tentativo di evitare una classificazione avente zone contigue che differiscano per più di 5 db(a) ha portato a classificare fasce di territorio in classi non rispondenti in modo esatto alla definizione riportata nella legislazione vigente, dal momento che queste hanno la funzione di transizione o cuscinetto tra zone residenziali e zone industriali, oppure tra quartieri residenziali e vie di traffico veicolare intenso, oppure sono meritevoli di tutela anche dal punto di vista acustico indipendentemente dalla loro destinazione urbanistica; si evidenzia che tale indicazione metodologica (individuazione di zone di transizione intermedie tra destinazioni urbanistiche adiacenti incompatibili dal punto di vista della classificazione acustica) è considerata sia dalla letteratura tecnica esistente in materia (si veda Linee guida per l elaborazione di piani comunali di risanamento acustico ANPA e Piani comunali e inquinamento acustico Beria d Argentino, Curcuruto, Simonetti Ed Pirola ), qualora sia ipotizzabile una riduzione progressiva della rumorosità nelle zone circostanti l area da tutelare. Altro criterio adottato per la zonizzazione del territorio è stato l utilizzo dell isolato (qualora questo potesse essere ben individuato da quattro strade ben riconoscibili e distinguibili), quale entità minima di classificazione. Si evidenzia fin d ora che in alcuni casi non si è potuto applicare rigorosamente questa regola, come nel caso in cui l isolato comprenda edifici con destinazione d uso differente (il caso di laboratori artigiani contigui ad abitazioni residenziali); in questa situazione si è preferito attribuire al singolo insediamento una classificazione acustica consona alla sua destinazione d uso, cercando comunque di evitare l eccessivo spezzettamento del territorio in molteplici aree classificate in modo diverso. Il comune di Sirmione è noto come rinomato centro turistico che attrae migliaia di turisti nei mesi estivi. Questa particolare caratteristica del comune ha determinato la redazione di due differenti zonizzazioni acustiche, una per il periodo invernale ( presumibilmente da ottobre a maggio) e una per il periodo estivo (da giugno a settembre): tale proposta progettuale nasce dalla constatazione accertata di una notevole differenza di clima acustico riscontrabile sul territorio comunale, causata dal notevole afflusso di turisti e visitatori, soprattutto nei fine settimana e nella stagione estiva. Questo determina: a) Un notevole aumento della densità abitativa nella stagione estiva di nuovi residenti in corrispondenza di seconde case, con letterale rivitalizzazione di quartieri e zone, soprattutto limitrofe alle spiagge, che d inverno sono praticamente deserte; Una notevole differenza negli accesso alle strutture alberghiere e ai cam- peggi, in conseguenza della stagionalità turistica; b) Un notevole incremento del traffico durante la stagione estiva, sino a rag- giungere episodi prossimi al congestionamento, e un aumento della circolazione di natanti in corrispondenza delle darsene e dei porticcioli; c) d) Un forte impulso all attività commerciale durante la stagione estiva, soprattutto di bar e ristoranti, i quali organizzano spettacoli musicali con orchestre e piano bar; e) La messa in funzione di numerosi apparecchi per il condizionamento dell aria, soprattutto in corrispondenza degli alberghi 325

105 Quanto sopra evidenziato trova conferma nel confronto tra le rilevazioni fonometriche effettuate nel periodo invernale e in quello estivo, che hanno evidenziato come la massiccia presenza di turisti nelle strutture alberghiere e nei campeggi e il conseguente aumento del traffico veicolare portano un considerevole peggioramento del clima acustico in alcune zone del territorio comunale, con possibilità di raggiungimento di livelli di pressione sonora alquanto elevati. Il centro storico, le principale arterie viabilistiche, le aree destinate a campeggio e a strutture alberghiere nonché i lidi sono state di conseguenza classificate in una classe superiore nel periodo estivo rispetto a quello invernale. Particolare attenzione è stata riservata alla classificazione delle vie di traffico, e alla definizione delle fasce di rispetto al loro intorno, attenendosi comunque ai seguenti criteri: a) Tutte le strade comunali situate all interno del perimetro del centro abitato, considerata anche l esiguità del traffico veicolare riscontrabile su di esse sono state classificate in classe IIa (prendono eventualmente la classificazione in classe III nel momento in cui vengono a trovarsi fuori dal centro abitato o siano caratterizzate dal transito di mezzi pesanti a causa dell adiacenza di insediamenti produttivi). b) Le vie di comunicazione caratterizzate da notevole traffico veicolare, alla luce delle disposizioni della D.G.R. 25 giugno 1993 n e dei risultati delle rilevazioni fonometriche effettuate in loro prossimità, sono state classificate secondo quanto riportato nella tabelle seguenti. VIA DI TRAFFICO S.S. n 11 Via Colombare- Via XXV Aprile- VIa Marconi CLASSIFICAZIONE Classe IV a Classe III a Tab. 5.8 Classificazione acustica principali vie di traffico durante il periodo invernale VIA DI TRAFFICO S.S. n 11 Via Colombare- Via XXV Aprile- VIa Marconi CLASSIFICAZIONE Classe IV a Classe IV a Tab. 5.9 Classificazione acustica principali vie di traffico durante il periodo invernale Per le strade di grande traffico classificate in classe IIIa e IVa, si è provveduto a individuare ai lati della carreggiata una fascia filare di adeguata ampiezza, in accordo con le disposizioni della D.G.R /93. L ampiezza di tale fasce è stata considerata variabile in relazione alle destinazioni d uso riscontrabili ai lati della via di comunicazione, e comunque non sono mai state inferiori a 30 metri di ampiezza LE RILEVAZIONI FONOMETRICHE Misure di durata giornaliera Il punto di misura prescelto per le misure di durata pari a 24 è contrassegnato sulla tavola di azzonamento in scala 1:5000 con le sigla: 24h. Per l effettuazione di tale misura si è posizionato in corrispondenza di un terrazzo immediatamente 326

106 prospiciente al semaforo una stazione semimobile dotata di fonometro integratore impostato per rilevare il livelli equivalente di pressione sonora per 24 ore, con cadenza di campionamento fissata in ogni minuto. La registrazione dei dati sulla memoria log dello strumento ha permesso di ricostruire un grafico con l andamento nel tempo del valore del livello equivalente, mentre l elaborazione mediante idoneo software ha consentito di ricavare il valore del Lleq(A) in vari periodi della giornata. Nella tabella 5.10 di seguito riportata è riportato un riassunto dei dati ricavati dalle misure del rumore. Postazione di misura Leq(A) complessivo Leq(A) diurno Leq(A) notturno Periodo più rumoroso (1 ora) Tab Riassunto delle misurazioni di durata giornaliera abitazione signor Dusci Incrocio Via Colombare-SS n 11 69,3 69,9 67,7 72,6 Dall analisi del grafico relativo all andamento del fenomeno sonoro riscontrabile nel luogo di misura, situato all incrocio tra Via Colombare e la S.S. n 11, si evidenzia che: a) Il livello complessivo risulta particolarmente elevato su base giornaliera, ad indicare la notevole presenza di traffico veicolare presente in corrispondenza di tale nodo viario. Non si esclude che il transito di veicoli pesanti in sulla direttrice Brescia-Verona, i quali si possono fermare al semaforo in corrispondenza dell incrocio, possa causare lo sviluppo di elevati livelli di pressione sonora, dovuti anche a partenze accelerate di mezzi pesanti o a brusche frenate. b) Risulta particolarmente elevato il valore del Leq(A) nel tempo di riferimento notturno, presumibilmente determinato da eventi meteorologici che ne hanno incrementato il valore complessivo del livello di pressione sonora. Si deve comunque evidenziare che, pur eliminando dal calcolo i livelli di pressione sonora ascrivibili agli eventi meteorologici, sviluppatisi presumibilmente tra le ore 22 e le ore 03.00, il livello equivalente si mantiene comunque elevato - 61,8 db(a) e non compatibile con alcune destinazioni residenziali riscontrabili soprattutto a lato dell S.S. n 11 c) d) Anche il livello equivalente di pressione sonora riscontrabile nel tempo di riferimento diurno risulta particolarmente elevato 69,9 db(a), con un periodo più rumoroso della durata di due ore in cui si raggiunge un Leq(A) pari a 71,6 db(a), Si evidenzia che anche in questo caso il dato risulta essere influenzato dagli eventi meteorologici, ma depurando il TR diurno da tale accadimento, si ottiene comunque un Leq(A) pari a 69,5 db(a), sempre particolarmente elevato e comunque critico nei confronti delle eventuali destinazioni urbanistiche riscontrabili ai margini della strada. Per una più completa analisi del fenomeno sonoro del tempo, risulta opportuno analizzare il fenomeno sonoro nel tempo, valutandolo di ora in ora: in tal modo si possono evidenziare gli orari critici, in cui il traffico veicolare nella zona assume punte tali da determinare livelli di rumore particolarmente critici. 327

107 Misure di breve durata su vari punti del territorio Queste misure sono state effettuate in vari punti del territorio comunale in modo da poter verificare le scelte di classificazione proposte e la loro compatibilità con le classi prescelte. In accordo con quanto suggerito dalle Linee guida della Regione Lombardia si sono considerati, oltre al Leq(A), indicatori acustici statici quali L90 e L10, la cui differenza è indicativa della variabilità di rumorosità presente nella zona i cui è stato effettuato il rilievo. Il valore L90 inoltre è indicativo del rumore presente nella zona escludendo il contributo di sorgenti sonore non costanti, come ad esempio il traffico, e può essere indicativo per individuare la classificazione da adottare per le zone di territorio. Rimandando ai certificati di misura e alla tabella riassuntiva per il dettaglio dei risultati, per quanto riguarda queste misurazioni si può affermare che si osserva un clima di quiete generale in tutto il territorio comunale, con una notevole innalzamento dei livelli sonori nel momento in cui i punti di rilievo sono stati considerati in prossimità delle vie di traffico e delle strutture alberghiere o di servizio al turismo. Punto di misura Denominazione Leq(A) LAF- Max LAFMin L90 L50 L10 1 Via Staffalo 54,4 79,0 34,3 36,0 38,5 50,0 2 Parco Callas 44,1 63,8 31,5 33,4 35,5 44,4 3 Piazza San Salvatore 56,7 78,6 34,8 40,0 46,9 56,5 4 Porto c/o Rocca Saligera 57,6 78,0 43,3 46,4 51,5 61,9 5 Parcheggio Via Marconi 67,8 84,5 37,6 44,1 58,6 71,8 6 Veduta Sandro Pertini 57,3 76,2 34,2 41,0 51,0 62,0 7 Porto Galeazzi 56,0 84,7 34,1 40,5 47,8 57,6 8 Darsena Oleandri 55,3 76,9 32,9 35,5 41,5 54,0 9 Viale Grandi 56,8 83, ,9 37,8 55,3 10 Via Matteotti 60,9 84,7 32,3 37,0 47,0 63,0 11 Piazza Salvo d Acquisto 59,9 83,3 33,4 40,6 50,2 61,0 12 Via Corti Romane 54,2 77,9 30,9 34,5 39,5 50,0 13 Via Durighello 58,5 73,8 39,1 44,0 51,6 62,7 14 Via Sirmioncino 39,9 59, ,5 35,0 41,5 15 Parcheggio municipio 53,4 79,9 38,2 43,2 47,3 50,4 16 Via Cialdini 65,0 89,3 36,7 42,0 50,0 66,5 17 Via Carlo Marx 64,7 81,2 42,4 47,7 57,1 69,2 18 Via Verdi 45,4 73,6 31,1 34,2 38,0 48,3 19 Via Chiodi 57,6 78,5 32,6 36,5 42,5 57,5 20 Località Ravizza 47,3 67,5 56,6 37,4 39,7 50,2 21 Via Nenni 61,2 80,0 42,0 43,7 49,2 62,2 22 Via San Martino 60,7 81,3 32,9 37,5 45,5 62,5 Tab Risultati delle rilevazioni fonometriche effettuate nel periodo invernale (Unita di misura: db(a)) Analizzando comunque il valore del parametro acustico L90 nelle misure effettuate in corrispondenza delle vie di traffico si nota subito un netto abbassamento dei rumori, e una notevole variabilità del rumore dovuto a fasi di estrema quiete a fasi caratterizzate da picchi di rumore elevati (transito di autoveicoli). Mettendo a confronto i risultati delle rilevazioni fonometriche effettuate nel periodo estivo e in quello invernale negli stessi punti del territorio comunale, si nota immediatamente che nella maggior parte dei casi i valori riscontrati nel periodo estivo sono maggiori rispetto a quelli invernali. In particolare nei punti di rilevazione localizzati in prossimità delle vie di traffico (Piazza Salvo d Ac- 328

108 quisto, Via Durighello), delle strutture alberghiere e ai servizi per il turismo (Via Verdi, Parcheggio Municipio, Piazza San Salvatore, Parco Callas) e dei lidi (Via Sirmioncino) l inquinamento acustico è aumentato considerevolmente. L unico punto di rilevazione in cui è stato riscontrato un valore degli indicatori acustici nel periodo invernale rispetto a quello estivo è Porto Rocca Scaligera; ciò è giustificato dal fatto che nel periodo estivo questa zona è stata resa inaccessibile alle automobili. Punto di misura Denominazione Leq(A) LAF- Max LAFMin L90 L50 L10 1 Parco Callas 55,1 82,3 47,6 50,0 52,5 57,5 2 Piazza San Salvatore 59,4 82, ,0 51,0 59,0 3 Porto c/o Rocca Scaligera 63,5 84,0 42,2 51,0 58,0 65,0 4 Piazza Salvo d'acquisto 54,5 72,7 42,5 48,0 52,0 57,0 5 Via Durighello(Via XXV aprile) 63,0 87,6 45,6 51,0 56,5 61,5 6 Via Sirmioncino 54,3 68,4 42,3 45,5 50,0 57,5 7 Parcheggio municipio 58,8 78,8 49,2 52,5 56,0 61,0 8 Via Verdi 52,4 85, ,5 46,0 53,5 Tab Risultati delle rilevazioni fonometriche effettuate nel periodo estivo (Unita di misura: db(a)) LE RILEVAZIONI FONOMETRICHE Verranno di seguito descritte e commentate sia le classi acustiche secondo le caratteristiche indicate negli allegati tecnici del D.P.C.M. 1 Marzo 1991 e riprese dalla legge n 447 e dal D.P.C.M e sia le zone di territorio comunale classificate secondo le varie classi. Zone di classe I a La classe Ia viene destinata a comparti per i quali la quiete risulta essere un elemento indispensabile: in particolare ci si riferisce ad aree ospedaliere e scolastiche, aree destinate al riposo e allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico. Per quanto riguarda il comune di Sirmione, la classe I è stata adottata per: Nel periodo invernale Grotte di Catullo Parco M. Callas e Villa Cortine Chiesa S.Pietro in Mavino Costa a nord del cantiere nautico Bisoli presso Via XXV Aprile Lido Galeazzi e lido Sirmioncino presso Via Lucchino Lido Brema e lido S.Francesco presso Via Grandi Costa in prossimità di Villa Ansaldi e Villa Pioppi Scuole di Via Lazio Parco urbano di Via Asilo Parco urbano di Via Todeschino Parco urbano di Via De Gasperi 329

109 Parco urbano di via Cialdini Lido Punta Grò da via Lugana Marina a Via Punta Grò Nel periodo estivo Grotte di Catullo Scuole di Via Lazio Parco urbano di Via Asilo Parco urbano di Via Todeschino Parco urbano di Via De Gasperi Parco urbano di via Cialdini Zone di classe II a Nella classe II a rientrano le aree urbane interessate da traffico veicolare locale, a bassa densità di popolazione, limitata presenza di attività commerciali, prive di insediamenti artigianali e industriali. Per quanto riguarda il comune di Sirmione, la classe II è stata adottata per: Nel periodo invernale Le zone residenziali-alberghiere comprese tra Via Catullo e Piazza San Salvatore a Le aree di transizione tra le zone classificate in classe I e quelle classificate in classe III a Zona a nord di Via Bagnera La Zona residenziale compresa tra Via Colombare e Via d Acquisto-Viale Matteotti La Zona residenziale compresa tra Via d Acquisto- Viale Matteotti e i lidi S. Francesco-Brema I campeggi La Zona residenziale compresa tra Via Colombare e i Lidi Galeazzi-Sirmioncino Le zone residenziali comprese tra la SS 11 e il lido Punta Grò Il municipio e il centro scolastico Tutte le zone residenziali delle frazioni Colombare, lugana, Rovizza Nel periodo estivo Parco Callas Zona residenziale-alberghiera compresa tra via Arici e Via Punta Staffalo Le aree di transizione tra le zone classificate in classe I a e quelle classificate in classe III a 330

110 Zona a nord di Via Bagnera La Zona residenziale compresa tra Via Colombare e Via d Acquisto-Viale Matteotti La Zona residenziale compresa tra Via d Acquisto- Viale Matteotti e il lido Brema La Zona residenziale compresa tra Via Colombare e i Lidi Galeazzi-Sirmioncino Le zone residenziali comprese tra la SS 11 e il lido Punta Grò Il municipio e il centro scolastico Tutte le zone residenziali delle frazioni Colombare, lugana, Rovizza Zone di classe III a Ai sensi del D.P.C.M. 1 Marzo 1991, rientrano in classe III a le aree interessate da traffico veicolare locale con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con limitata presenza di attività artigianali e assenza di attività industriali. Per quanto riguarda il comune di Sirmione, la classe III è stata adottata per: Nel periodo invernale a Le aree di transizione tra le zone classificate in classe II e quelle classificate in classe IV a Le strutture alberghiere in prossimità di Via Punta Staffalo L area compresa tra Piazza San Salvatore e il porto Gazzaro Via Colombare, via XXV Aprile, Viale Marconi e le rispettive fasce di rispetto La zona compresa tra il porto Gazzaro e il Piazzale monte Baldo Via Bagnera, Via d Acquisto, Viale Matteotti e le rispettive fasce di rispetto Le strutture alberghiere in prossimità di Via d Acquisto e Via Como a Le fasce filari a lato delle strade classificate in classe IV Lo stabilimento Termale Virgilio Le attività artigianali della frazione Colombare Le aree agricole di tutto il territorio comunale non diversamente classificate Nel periodo estivo Le strutture alberghierein prossimità di Via Catullo e Via Punta Staffalo L area compresa tra Piazza Piatti e il Porto Gazzaro a Le aree di transizione tra le zone classificate in classe II e quelle classificate in classe IVa a Le fasce filari a lato delle strade classificate in classe IV I Campeggi localizzati su tutto il territorio comunale 331

111 La Darsena Le strutture alberghiere in prossimità di Via d Acquisto e Via Como Lo stabilimento Termale Virgilio Le attività artigianali della frazione Colombare Le aree agricole di tutto il territorio comunale non diversamente classificate Zone di classe IV a Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali e limitata presenza di piccole industrie; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione o di linee ferroviarie. Per quanto riguarda il comune di Sirmione, la classe IV è stata adottata per: Nel periodo invernale La strada statale n 11 e la sua fascia di rispetto L area compresa tra la strada statale 11, il confine comunale di Desenzano del Garda e la strada per l AUTOSTRADA A4 a Le aree di transizione tra le zone classificate in classe III e quelle classificate in classe V a Le aree con destinazione artigianale delle frazioni Lugana L area artigianale in prossimità di Via degli Alpini Nel periodo estivo La strada statale n 11 e la sua fascia di rispetto Via Colombare, via XXV Aprile, Viale Marconi e le rispettive fasce di rispetto L area compresa tra la strada statale 11, il confine comunale di Desenzano del Garda e la strada per l AUTOSTRADA A4 Le aree di transizione tra le zone classificate in classe IIIa e quelle classificate in classe Va Le aree con destinazione artigianale delle frazioni Lugana L area artigianale in prossimità di Via degli Alpini Via Bagnera, Via d Acquisto, Viale Matteotti e le rispettive fasce di rispetto Il Piazzale monte Baldo Zone di classe V a Vengono classificate come tali le aree interessate da insediamenti industriali, con scarsità di abitazioni. Nel territorio comunale del comune di Sirmione l unica area classificata in classe V, sia nel periodo estivo che in quello invernale, è la zona industriale compresa tra Via Amendola e via Marxe l insediamento produttivo di Via

112 Zone di classe VI a Vengono classificate in tal modo le aree esclusivamente industriali: non sono state classificate in classe VIa zone del territorio comunale di Sirmione. 333

113 5.5 La zonizzazione elettromagnetica1 Il territorio comunale di Sirmione non è interessato dall attraversamento da linee ad alta tensione per il trasporto di energia elettrica. Fig. 5.4 Stato di fatto delle stazioni radio base al A - STAZIONE RADIO BASE (S.R.B.) TIM - CODICE SITO BS 50 INSTALLATA SULLA TORRE DELL ACQUEDOTTO 3 CELLE DI COPERTURA ORIENTATE A 20, 120, 240 RISP. AL NORD TRASMISSIONE E-TACS A 900 MHz E GSM A 900 MHz B - STAZIONE RADIO BASE (S.R.B.) TIM - CODICE SITO BS 08 INSTALLATA IN VIA MOLISE PRESSO LA CENTRALE TELECOM 3 CELLE DI COPERTURA ORIENTATE A 0, 120, 240 RISP. AL NORD TRASMISSIONE E-TACS A 900 MHz C - STAZIONE RADIO BASE (S.R.B.) OMNITEL - CODICE SITO 1BS 1105C INSTALLATA IN VIA COLOMBARE 43/45 PRESSO HOTEL BENACO 3 CELLE DI COPERTURA ORIENTATE A 0, 130, 240 RISP. AL NORD TRASMISSIONE GSM A 900 MHz E GSM A 1800 MHz D - STAZIONE RADIO BASE (S.R.B.) TIM - CODICE SITO BS 35 INSTALLATA IN VIA S. PIETRO 3 PRESSO HOTEL ULIVI 3 CELLE DI COPERTURA ORIENTATE A 150, 240, 310 RISP AL NORD TRASMISSIONE GSM A 900 MHz 2 CELLE DI COPERTURA ORIENTATE A 150, 240 RISP. AL NORD TRASMISSIONE E-TACS A 900 MHz 1. Tratto dagli studi effettuati da Sirmione Servizi 334

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