Rassegna Stampa di venerdì 18 ottobre 2013

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1 Rassegna Stampa di venerdì 18 ottobre 2013 SNALS / CONFSAL Corriere di Rieti e della Sabina 18/10/2013 I SINDACATI SI MOBILITANO PER IL MANCATO PAGAMENTO DELLE FERIE AI SUPPLENTI Il Messaggero - Ed. Rieti 18/10/2013 SUPPLENTI, A RISCHIO IL PAGAMENTO DELLE FERIE Testate on line 17/10/2013 ARTICOLI PRESI DAL WEB La Sicilia - Ed. Palermo/Trapani 18/10/2013 "DISCRIMINATI GLI AGENTI DI POLIZIA MUNICIPALE" Scuola, Formazione, Università, Ricerca la Stampa 18/10/2013 Int. a S.Fundaro': LA CARICA DEI CINQUECENTO BIDELLI PRECARI CHE LO STATO NON PAGA PIU' il Tempo 18/10/2013 NO ALLE TASSE SULLA BIRRA PER FINANZIARE LA SCUOLA il Giornale - ed. Milano 18/10/2013 "SCHISCETTA" A SCUOLA ANCHE PER RISPARMIARE L'OK DEL PROVVEDITORE il Mattino 18/10/2013 TEST, ECCO LA SANATORIA SUL BONUS MATURITA' (M.Esposito) il Venerdi' (la Repubblica) 18/10/2013 ADDIO BANCHI, LA SCUOLA 2.0 SARA' VIRTUALE (G.a.) la Gazzetta dello Sport 18/10/2013 EMENDAMENTO OK PIU' SPORT A SCUOLA MA AL POMERIGGIO Libero - Ed. Milano 18/10/2013 LA LEGALITA' PER I GIOVANI MILANESI? FUMARE ERBA E SCRIVERE SUI MURI Sette (Corriere della Sera) 18/10/2013 RICOMINCIARE DALLA SCUOLA (P.Vercesi) Sette (Corriere della Sera) 18/10/2013 TROPPO CORTA LA COPERTA ECONOMICA DELLA SCUOLA l'espresso 24/10/2013 MACCHE' RACCOMANDATI, ABOLIAMO I CONCORSI (M.Ainis) Economia, Lavoro, Previdenza il Sole 24 Ore 18/10/2013 "ABBASSARE LA PRESSIONE FISCALE CHE PESA SU LAVOR O E PENSIONI" il Sole 24 Ore 18/10/2013 EPPURE L'EUROPA CI AVEVA GIA' "AVVISATO" il Sole 24 Ore 18/10/2013 A SCUOLA DI FORMAZIONE PROFESSIONALE DAI TEDESCHI il Sole 24 Ore 18/10/2013 LA UE INSISTE: PREVIDENZA SENZA REQUISITI DI GENERE il Sole 24 Ore 18/10/2013 LA GRANDE OPPORTUNITA' DEI FONDI STRUTTURALI Corriere della Sera 18/10/2013 DIRIGENTI, ITALIA DOPPIATA DALL'EUROPA (E.Riboni) Corriere della Sera 18/10/2013 WELFARE, UNA RETE PER LE PICCOLE IMPRESE (I.Consigliere) la Repubblica 18/10/2013 CASA, SE LA TASI VA AL 2,5 PER MILLE SARA' IN MEDIA PIU' CARA DELL'IMU Italia Oggi 18/10/2013 LA POSIZIONE CISL SULLE STABILIZZAZIONI Italia Oggi 18/10/2013 LAVORO SENZA BARRIERE NELL'UE (R.Lenzi) il Messaggero 18/10/2013 ECCO TUTTI I TAGLI AI MINISTERI AUMENTO ACCISE, IL GOVERNO FRENA L'Unita' 18/10/2013 PD: CAMBIARE SU PENSIONI E CUNEO FASSINA PRONTO A DIMETTERSI L'Unita' 18/10/2013 STABILITA', IL GOVERNO DISPOSTO A MODIFICHE E NEGA NUOVE TASSE il Mondo 25/10/2013 CATTIVISSIMO ME? (F.Astone) il Mattino 18/10/2013 MANOVRA, FONDI PER CIG, SOCIAL CARD ED EXPO il Sole 24 Ore 18/10/2013 SOLO I TAGLI SALVANO I CONTI (A.Orioli) la Repubblica 18/10/2013 "MODIFICHE ALLA MANOVRA SENZA STRAVOLGERLA" la Stampa 18/10/2013 MONTI LASCIA SCELTA CIVICA (U.Magri) il Messaggero 18/10/2013 TRISE, INVIM E IMU LE TASSE DIVENTANO UNO SCIOGLILINGUA

2 IEri Pagina 9 Foglio 1 _ e Uil Scuola contro la legge di Stabilità ISll1dacatiffinnobilitrnno per il nnancatd pagamentd delle ferie ai supplellti I~ RIETI La Ragioneria Territoriale dello Stato ha ricevuto una direttiva dal Mef che penalizza, ancora una volta, una categoria debole come quella dei supplenti della scuola. "Infatti - sottolinea Luciano Isceri, segretario provinciale SnalstIliMlm1l- a coloro i quali sono stati in servizio con contratto a tempo determinato con scadenza 30 giugno 2013, in base a quanto da noi appurato, non sarà corrisposta la retribuzione dei giorni di ferie maturati e non goduti a seguito di una nota interpretativa della legge di stabilità che il Mefha emanato. In conseguenza di ciò verrebbero considerate come ferie d'ufficio tutti i periodi di sospensione delle lezioni (Natale, Pasqua, ponti... ) negando in tal modo il diritto alla monetizzazione. La decisione assunta dall'amministrazione - continua Isceri - è illegittima poiché si fonda sul principio della retroattività considerando già in atto il disposto dalla legge di stabilità 2012 che prevede tali modalità operative solo dal 01/09/2013. Inoltre questa non appare esente da profùi di incostituzionalità in quanto discrimina i lavoratori nella fruizione di un diritto fondamentale. Per chi fosse interessato - conclude il segretario provinciale Snals-Confsal Isceri - è a disposizione gratuitamente il modello di atto di diffida e messa in mora che,necessariamente, dovrà essere sottoscritto ed inviato all ente pagatore, con la necessaria sollecitudine. Il nostro Ufficio legale Nazionale ha approntato un atto di diffida e messa in mora a disposizione di quanti vorranno essere tutelati, propedeutico ad un ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro che non mancheremo, ovviamente, di promuovere". Anche la Uil Scuola provinciale ha avanzato critiche sul provvedimento dell'esecutivo. In particolare il sindacato di via Porta Conca in una nota ritiene "una doppia penalizzazione, il blocco del contratto e degli aumenti per anzianità, già fmanziati e previsti dal vigente contratto di lavoro. Ma dietro articoli e commi c'è forse la decisione del Governo di utilizzare i trecento milioni di euro destinati agli insegnanti ed al personale della scuola destinandoli ad altre spese? E bene ha fatto la Uil Scuola nazionale ad annunciare prontamente una riunione di tutti i sindacati il 28 ottobre prossimo per decidere le modalità della protesta e le forme di mobilitazione. E non occorrerebbe ricordare che per dare una spinta alla ripresa economica del Paese servirebbe soprattutto una manovra che preveda la riduzione delle tasse sul lavoro". ~ SNALS Pag. 3

3 .iii JBl'59/1!l!\l'rtl RIETI Pagina 37 Foglio 1 Supplenti, a rischio il pagamento delle ferie ~ Allarme dello ~'RII! in provincia coinvolti oltre ducento docenti PIANETA SCUOLA Ferie a rischio di mancata retribuzione. Era stato profeta il segretario provinciale dello lm.:ii'lili Luciano Isceri, quando, a giugno, aveva lanciato l'allarme sul fatto che il personale docente non in ruolo nella scuola (i supplenti) rischiava, oltre a non vedersi concedere le ferie, pure di vedersele non retribuite. Lonl!! parla di chi ave- va un contratto fino al 30 giugno scorso e ha maturato il diritto alle ferie in misura di 2,66 giorni per ogni mese di servizio prestato. Nel Reatino, coinvolti circa 200 docenti. «A coloro che sono stati in servizio con contratto a tempo determinato, con scadenza 30 giugno recita un comunicato dellonl!! ",in base a quanto da noi appurato, non sarà corrisposta la retribuzione dei giorni di ferie maturati e non goduti a seguito di una nota interpretativa della legge di stabilità che ha emanato il ministero dell'economia». Di conseguenza, verrebbero considerate come «ferie d'ufficio» tutti i periodi di sospensione delle lezioni: Natale, Pasqua, i ponti, negando il diritto alla monetizzazione. «La decisione assunta dall'amministrazione è illegittima - osserva lo ni!! -poiché retroattiva e considera già in atto il disposto dalla legge di stabilità 2012, che prevede tali modalità operative solo da settembre Inoltre, la decisione discrimina i lavoratori nella fruizione di un diritto fondamentale». Lo ni!! ha messo a disposizione gratuitamente, per chi fosse interessato, il modello di atto di diffida e messa in mora, che dovrà essere sottoscritto ed inviato, in tempi brevi, al]' ente pagato re. Samuele Annibaldi RIPRODUZIONE RISERVATA Un'insegnante a lezione Rieti SNALS Pag. 4

4 17 ottobre 2013 Scuola, la legge di stabilità blocca gli stipendi. I sindacati: Proteste e ricorsi di Lorenzo Vendemiale Le associazioni degli insegnanti non hanno apprezzato gli interventi della legge di stabilità sulle retribuzioni e sullo stop agli scatti di anzianità. Così Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda si preparano ad una mobilitazione nazionale per il 28 ottobre Doveva essere la manovra del rilancio. Invece la legge di stabilità sembra aver scontentato tutti. Per Confindustria i passi fatti sono giusti ma insufficienti, per la Fiom il provvedimento è totalmente inadeguato. Adesso insorgono i sindacati a difesa dei dipendenti pubblici, colpiti dal blocco della contrattazione. E la protesta più dura arriva dal mondo della scuola. La legge di stabilità 2014 è riuscita a ricompattare tutti i sindacati di categoria: Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda il prossimo 28 ottobre si riuniranno a Roma per stabilire modalità della protesta e forme di mobilitazione congiunta. E c è anche chi, come la Gilda, potrebbe non limitarsi ai soli scioperi, ma addirittura portare il governo in tribunale. Nel mirino è finito l articolo 11 del terzo capitolo della legge, che prevede una razionalizzazione della spesa nel pubblico impiego e impone il blocco dell adeguamento del contratto e degli scatti di anzianità per tutti i dipendenti statali. Compresi quelli della scuola. omissis 17 ottobre 2013 Enna. Dirigenti scolastici Istituti superiori minacciano di rinunciare a deleghe per forniture I Dirigenti Scolastici degli Istituti di istruzione secondaria superiore di II grado della provincia di Enna, i Direttori amministrativi dei predetti Istituti, i Presidenti dei Consigli d Istituto, i rappresentanti dei Sindacati Scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda, appositamente convocati dal Commissario Straordinario dell Ente, per discutere sulle problematiche scaturenti dal mancato trasferimento delle necessarie risorse finanziarie da parte della Regione, relativamente ai servizi erogati dall Ente Provincia alle scuole. Ciò a seguito delle difficoltà a chiudere il bilancio di previsione del corrente esercizio finanziario, il Commissario Straordinario della Provincia ha informato i presenti del rischio, da parte dell Ente, di non riuscire ad assicurare, agli Istituti, l integrale copertura delle spese di funzionamento. L assemblea, preso atto di quanto comunicato dal dr.salvatore Caccamo, dopo approfondita discussione, considerando che nell anno in corso la Provincia ha trasferito solo i 6/12 del budget, già ridotto, spettante a ogni singolo Istituto, per cui molte scuole hanno accumulato debiti nei

5 confronti dei fornitori, i quali minacciano l interruzione della fornitura dei servizi; e che il perdurare della situazione determina la possibile insolvenza delle scuole nel pagamento degli eventuali debiti contratti con i fornitori, fa ritenere concreto il rischio di chiusura degli Istituti Scolastici; chiede al Commissario Straordinario, al Segretario Generale e ai responsabili del Settore Pubblica Istruzione della Provincia, di adoperarsi affinché: possano essere immediatamente erogate alle scuole le somme dovute per far fronte alle spese obbligatorie di competenza dell Ente; i budget siano incrementati della misura necessaria per pagare le utenze e per provvedere alle altre incombenze di competenza della Provincia (manutenzione, acquisto sedie e banchi, ecc); possa essere in tal modo assicurata la regolare prosecuzione delle lezioni. I Dirigenti Scolastici, infine, fanno presente che, in mancanza dei dovuti finanziamenti, valuteranno la possibilità di provvedere alla rinuncia alle deleghe attraverso le quali hanno stipulato a proprio nome i contratti di fornitura di luce, telefono, acqua e gas. Ciò per evitare di subire le conseguenze di eventuali azioni legali da parte dei fornitori. Nel contempo, consapevoli dell impossibilità della Provincia di soddisfare le richieste, in assenza degli adeguati trasferimenti, da parte della Regione, dichiarano, unanimemente, che sosterranno, quale parte attiva, tutte le iniziative promosse dall Ente Provincia e dalle diverse rappresentanze sindacali, finalizzate alla salvaguardia di questo Territorio e, nell immediato, al conseguimento da parte della Regione delle risorse finanziarie necessarie per l approvazione del Bilancio di previsione della Provincia. 17 ottobre 2013 FIRMATO L'ACCORDO SINDACALE PER TUTELARE I LAVORATORI Formazione, scure su altri 4 Enti. In 1500 in esodo verso il Ciapi di Manlio Viola FORMAZIONE PROFESSIONALE - Salgono a 11 gli enti di formazione a cui la Regione siciliana ha revocato l accreditamento. Dopo lo scandalo che ha travolto il settore e gli arresti di Catania, l assessorato regionale all Istruzione ha dato l ok alla cancellazione dall elenco regionale di altri 4 enti: Anfe di Catania, Iras, Issvir e Anfes. La scure della Regione si abbatte sugli enti coinvolti nell inchiesta Pandora della Guardia di Finanza di Catania, la terza nel settore della formazione dopo Palermo e Messina. A confermarlo sono i sindacati che però si dicono soddisfatti dell accordo raggiunto in serata per la tutela dei lavoratori di tutti gli 11 enti che hanno visto revocato l accreditamento Per i circa 1500 dipendenti degli 11 enti finiti nella black list del governo Crocetta ed esclusi dall elenco regionale è stato stabilito il medesimo percorso che in precedenza era riservato solo agli sportelli multifunzionali. per tutti in arrivo l esodo verso il Ciapi di Priolo. Durante l incontro, l assessore Nelli Scilabra ha manifestato la disponibilità ad aprire un confronto serrato per arrivare a una riforma condivisa del sistema della formazione professionale, che in Sicilia occupa circa addetti, istituendo un tavolo permanente con le organizzazioni dei lavoratori. Abbiamo siglato il protocollo d intesa per l istituzione di un gruppo ristretto di lavoro formato da sindacati e Regione, che affronti tutte le problematiche relative all esodo dei lavoratori della Formazione, incentivi e accompagnamento alla pensione, e che prevede anche il passaggio al Ciapi

6 di Priolo, siamo soddisfatti perché si tratta di un primo passo verso la riforma che come, Cisl Scuola, abbiamo voluto fortemente e spinto sin dall inizio. Ad affermarlo dopo la firma di un protocollo d intesa fra Regione e sindacati, Flc Cgil, Cisl Scuola Uil Scuola e Snals sull esodo dei lavoratori della Formazione e il passaggio al Ciapi di Priolo, è Giovanni Migliore Segretario Cisl Scuola con delega alla Formazione. Il protocollo prevede dunque anche il passaggio entro un mese con l avvio delle attività dell avviso 20 al Ciapi di Priolo a tempo determinato e subordinato, di tutti i lavoratori degli enti revocati come Ial, Aram, Ancol, Lumen e Aiprig, oltre un migliaio, così come gli oltre 500 lavoratori licenziati nel 2012 da Cefop, Anfe, Aram e Ancol, e infine i lavoratori degli enti di Catania coinvolti nelle inchieste giudiziarie come Anfe Catania, Iraps, Isvir e Anfes. Migliore conclude abbiamo concordato infine anche una serie di tavoli per affrontare le emergenze, e cioè la vertenza degli obblighi formativi e gli interventi urgenti come quelli per il pagamento degli stipendi. Un punto di inizio per mettere ordine al sistema Formazione tutelando tutti i lavoratori conclude Migliore. Regione e parti sociali torneranno lunedì prossimo per discutere dei corsi con obbligo di istruzione e formazione (Oif); venerdì affronteranno il tema degli esuberi negli enti ai quali e stato revocato l accreditamento; mentre lunedì 28 ottobre degli esodi incentivati per il personale con i requisiti per il prepensionamenti. 18 ottobre 2013 PROBLEMI DI SCUOLA Supplenti, a rischio il pagamento delle ferie titola nel taglio basso «Il Messaggero». Allarme dello Snals in provincia coinvolti oltre duecento docenti aggiunge il sottotitolo. Rieti 17 Ottobre :37 Scuola, ferie non pagate per i supplenti, in provincia rischiano duecento docenti di Samuele Annibaldi RIETI - Ferie a rischio di mancata retribuzione per circa duecento docenti reatini. Era stato profeta il segretario provinciale dello Snals, Luciano Isceri, quando, a giugno, aveva lanciato l allarme sul fatto che il personale docente non in ruolo nella scuola (i supplenti) rischiava, oltre a non vedersi concedere le ferie, pure di vedersele non retribuite.

7 Lo Snals parla di chi aveva un contratto fino al 30 giugno scorso e ha maturato il diritto alle ferie in misura di 2,66 giorni per ogni mese di servizio prestato. Nel Reatino, coinvolti circa 200 docenti. «A coloro che sono stati in servizio con contratto a tempo determinato, con scadenza 30 giugno recita un comunicato dello Snals - in base a quanto da noi appurato, non sarà corrisposta la retribuzione dei giorni di ferie maturati e non goduti a seguito di una nota interpretativa della legge di stabilità che ha emanato il ministero dell Economia». Di conseguenza, verrebbero considerate come «ferie d ufficio» tutti i periodi di sospensione delle lezioni: Natale, Pasqua, i ponti, negando il diritto alla monetizzazione. «La decisione assunta dall amministrazione è illegittima - osserva lo Snals - poiché retroattiva e considera già in atto il disposto dalla legge di stabilità 2012, che prevede tali modalità operative solo da settembre Inoltre, la decisione discrimina i lavoratori nella fruizione di un diritto fondamentale». TUTTI I PARTICOLARI NELL'EDIZIONE DE IL MESSAGGERO DI RIETI IN EDICOLA VENERDI' 18 OTTOBRE

8 LA STAMPA Pagina 15 Foglio 1 La carica dei cinquecento bidelli precari che lo Stato non paga più LAURA A\lELLO PALERMO L ' altro giorno ho venduto la fede, / / qualche colla!1il!a, due q~adri. Ma ",",se pensano di pignorarmila. stanzetta di mia figlia, se la dovranno vedere con me». Trattiene la rabbia, Salvo Fundarò, 43 anni, moglie casalinga, due bambine di 8 e 12 anni, una rabbia covata per sette mesi, da quando la sua busta paga da lavoratore garantito della pubblica amministrazione è diventata una beffa a zero euro. Per diciassette anni bidello a scuola, prima precario del Comune di Palermo, poi dello Stato, insieme con altri 518 compagni di sventura. E adesso che il ministero della Pubblica istruzione ha stretto la cinghia e il governo non ha rimpinguato il capitolo di spesa necessario a pagare gli stipendi, non gli è rimasta altra arma che lo sciopero. Così le elementari e le medie di Palermo boccheggiano con il personale allumicino, i bambini fanno orario ridotto, le palestre sono inutilizzabili. «E sa qual è il paradosso? Che anche la mia figlia più piccola - racconta - è costretta a stare a scuola soltanto tre ore, entra alle otto ed esce alle undici meno un quarto, perché io e i miei colleghi non andiamo a lavorare. Ma se lo Stato non mi paga che altro posso fare?». Vertenza unica in Italia, come spiega Mimmo Milazzo, il segretario provinciale della Cisl, che traccia la storia di questi 519 lavoratori assoldati nel 1996 tra gli iscritti al collocamento delle categorie disagiate (invalidi e licenziati), finiti nel bacino dei lavoratori impiegati in attività socialmente utili (gli Asu), poi andati a riempire i vuoti d'organico nelle scuole del Comune. e della Provincia di Palermo, poi ancora incoraggiati a riunirsi in cooperativa, infine passati in blocco nel 2000 sotto l'ala del Sàh/ii\:~re:YFul'Ìdarà, 43 anni, bidello da. 17.l'nni, sposato, due! bambioe!.tfamesi riceve un~bu$1:a'paga che è diventata una. ~a, a jzero euro provveditorato agli Studi, cioè del ministero della Pubblica istruzione.sembrava l'approdo definitivo verso la stabilizzazione, invece sette mesi fa la doccia fredda dei tagli alle risorse. E il precipizio nell'inferno della disoccupazione. L'altro giorno il sacerdote Antonio Garau li ha convocati in Cattedrale: «Mi raccomando - ha detto - non fatevi prendere dalla disperazione, non fate atti di violenza». Una storia esemplare della nuova frontiera della crisi in Sicilia, quella cm aggredisce il settore pubblico, la storica ancora di salvezza di una terra a éorto di imprese. «I primi mesi ti arrangi - racconta Fundarò - ti aiuta il fratello, ti aiuta il suocero. Poi piano piano scivoli verso la povertà. Mi hanno staccato la luce, stanno per tagliarmi l'acqua, non posso più pagare le rate del mutuo della casa, la banca comincia a parlare di pignoramenti. Per non parlare dei piccoli debiti che avevo fatto con una finanziaria per pagare la stanzetta della,bambina e la sua tv. Sono finito nella lista nera degli insolventi. E quando mi sveglio la mattina, il primo pensiero è come procurarmi un po' di latte e di pane, un pacco di pasta e se è possibile un barattolo di pomodoro per condirla, altrimenti la mangiamo in bianco. Mai, mai, avrei pensato che tutto questo sarebbe potuto succedere a me». Scuola: testate nazionali Pag. 6

9 -ILILL'Tl E~M! \\./ ~ \~' _II 1 I/d.1 [--- '~'J Pagina 7 Foglio 1 Il caso La commissione Finanze: meglio i tagli alla spesa pubblica No alle tasse sulla birra per finanziare la scuola Il No all'aumento dell'accise sulla birra e a quello delle tasse sulle compravendite immobi- 1iari per finanziare i maggiori investimenti nel settore scolastico. L'avvertimentoalgoverno è arrivato ieri dalla commissione Finanze della Camera che doveva dare un parere sul provvedimento. La «raccomandazione» al governo» è stata di trovare le risorse che servono da altri tagli alla spesa pubblica. Ma dal depu ta to del Pd Marco Di Stefano è arrivata anche la richiesta di trovare le coperture con un aumento della tassazione sulle rendite finanziade. «Lo proporrò COlue eluen-" damento quando ne discuteremo in aula alla Camera-spiega - È inaccettabile che a pagare siano sempre settori già in difficoltà. tassare ancora di più le transazioniilmnobiliare significa dare un ulteriore colpo di grazia a un mercato che è già stato colpito pesantemente». Preoccupazioni che colpiscono anche le aziende che producono birra. Per contrastare il caro accise (il primo scaglione del'aumento è già scattato ili Ò otto bre, i prossimi sono previsti a partire dallo gennaio 2014 e dal lo gennaio 2015) deciso dal Governo, che si andrebbe a sommare all'aumento Iva (arrivata ormai al 22%), l' associazione che riuni- Ministo dell'istruzione Maria Chiara Carrozza sce tutti i produttori del settore, AssoBirra, ha lanciato nelle scorse settimane la campagna «Salva la tua Birra». Si tratta di una iniziativa simile a quelle organizzate in Gran Bretagna e in Olanda per salvare la classica «pinta» da analoghi aumenti e che in circa lo giorni ha raccolto il sostegno di oltre 45mila italiani. «Si tratta di un'iniziativa unicanelsuogenere-spiega1'associazione - pensata per tutelare uno degli ultimi piccoli piaceri dei consumatori, e che ha un duplice obiettivo: da una parte, informare cittadini e consumatori su cosa siadavvero l'accisa e su quali conseguenze genererebbe un nuovo aumento in termini di consumi e di occupazione, oltre che di entrate ridotte per lo Stato». «Anche noi siamo convinti che settori come l'istruzione elaculturadebbanoesseresostenuti con forza - ha concluso Alberto Frausin, presidente di Assobirra - ma quello che chiediamo alle Istituzioni e alle forze politiche è dinon continuare a trovare le risorse necessarie aumentando ancora la già alta pressione fiscale sulla birra. Già oggi l sorso su 3 va al Fisco, in pratica su una birra da66clda l euro ben37 centesimi sono di tasse; e con i nuovi aumenti si arriverebbe a un sorso su due. Da nostre stime sappiamo che l'aumento dell'accisa porterà ad Wl calo ulteriore dei consumi di birra, visto che sono già in flessione di circa il 5-6%. Allora perché non cercare queste risorse andando a tagliare la spesa pubblica improduttiva?». Scuola: testate nazionali Pag. 7

10 il Giornale MILANO I Data Pagina Foglio /2 ADDIO MENSA Torna lo spuntino della mamma «Schiscetta» a scuola anche per rispanniare L' ok del provveditore Il pasto da casa è vietato ma sempre più richiesto dalle famiglie Il direttore regionale apre: «Tanti in difficoltà, ora parliamo ne» Ristorazione «per casa piace anche agli studenti milanesi si deve scontrare col Serena Coppetti adottare un com- più grandi. All'università Stata- divieto (perlegge) di introdurportamento univo- le hanno chiesto una zona do- re alimenti che non siano chiu- «La schiscetta a scuola? In co anche a fronte della denun- verpoterconsumare cibo porta- si e sigillati. L'associazione di un momento di crisi economi - cia del Codacons». «Magari poi to da casa senza essere costretti consumatori, contattata dai ca come questo è sicuramente valuteremo che è impossibile e aspendereognigiorno isei erot - rappresentanti dei genitori di unaposizionechevaconsidera- ne prenderemo atto». ti in mensa (acqua esclusa). Legnano però, ha deciso diforta». Giuseppe Petralìa, provve- Se infatti fino a qualche tem- Martedìhanno incontrato ilretditore milanese, po fale segnalazioni di protesta tore e hanno ottenuto l' ok. Nei ne fa una questio- per la mensa scolastica che prossimi giorni sarà allestito in ne di buonsenso. giungevano ai suoi uffici erano via Festa del perdono il primo Gli universitari chiedono «Cisono situazioni sporadiche, ultimamente «ilfe- spazio ristoro dove sarà allesti- un'area per consu mare oggettivamente nomeno che si è acuito perché tapropriol'area-schiscetta.set- i pasti portati da casa difficili oggi» dice e in tanti si trovano in difficoltà a te studenti su dieci secondo un la richiesta da par- pagare la retta», spiega.igenito- questionario che era circolato te dei genitori di riscrivonoaipresidi, alle asso- nei giorni scorsi proposto dal niresostegnolegaleediinviare portarelaschiscet- ciazionideiconsumatori.aco- gruppo Unisì(alqualehannori- una formale diffida al Comune ta da casa «espri- mune e Milano Ristorazione. spost04milastudenti)avevano dilegnano,aidirigentiscolastime un'esigenza in Ultimamente hanno chiesto an- chiesto locali dove potersi fer- ci, oltre che alla Procura della relazione auno sta- che l'intervento dell'ufficio sco- mare a mangiare un panino e Repubblicaperchénonsiaimto di disagio». Per lastico provinciale. La questio- anche aule per studiare. Ilretto- pedito aglialunnidipoterportaquesto lui non li- neschiscettaamilano è tornata re Gianluca Vago ha promesso reilcibo da casa. «Igenitorihanquida il problema alla ribalta nei giorni scorsi. Pro- che esaudirà anche quest' ulte- no diritto di rivendicare scelte nascondendosi mossa da alcuni genitori per riore desiderio, con una sala- alimentariautonomeedieserdietro la legge che protesta contro il caro mensa è studio di 450 posti. Oltre al- citare l'obiezione di coscienza, vieta di portare ci- stata sollecitata anche dal Co- l'aperturastraordinariadamar- portandoilcibodacasa-sostiebo non confeziona- dacons che ha formalizzato zodellabibliotecacentralecro- ne Marco Donzelli, presidente to ascuola. «Parlia- una regolare diffida proprio al- ci era fino alle durante la del Codacons - E questo diritto mone» è la posizio- l'ufficio scolastico - oltre che a settimana e il sabato fino alle vale anche per protestare conne di Petralìa, al MilanoRistorazioneealComu- 18. Insomma l'esigenza di ri- troil caromensa».unaposiziopunto chestavalu- ne - perché «venga garantito il sparmiare si fa sentire dai 6 an- ne condivisa da molti genitori. tando di promuo- diritto agli alunni di portare il ni in su. Ma se all'università il Meno da altri che considerano vere un tavolo col pasto da casa». Non solo. problema è di più facile soluzio- comunque la mensa una con- Comune e Milano L'idea di portare il panino da ne, alle elementari e alle medie qui sta per la nostra scuola irrinunciabile. Scuola: testate nazionali Pag. 8

11 IL~MA.TTINO Pagina 19 Foglio 1 /2 ilii Test, ecco la sanatoria sul bonus maturità Emendamento bipartisan. Migliaia gli interessati Marco Esposito Ancora un colpo di scena, l'ennesimo, sul bonus maturità e sui test di ammissione alle facoltàa numero chiuso, medicina in testa. La prossima settimana la commissione Cultura della Camera potrebbe approvare un emendamento Pd -Pdl che di fatto rimette in gioco migliaia di studenti rimasti esclusi dopo i test di ammissione. A essere ripescati sarebbero tutti coloro che con il meccanismo del bonus maturità avrebbero avuto accessoall' università e che sono rimasti esclusi per la cancellazione all'ultimo minuto del bonus stesso. Soltanto per i test di medicina si stima che siano almeno i ragazzi in tutta Italia che potrebbero iscriversi all'università dei propri sogni, in sopranmnnero rispetto ai posti attuali. La novità riapre i giochi anche per chi non ce l'ha fatta a entrare nel suo ateneo preferito e si è dovuto accontentare di una scelta di riserva. Per esempio ci sono 353 studenti del Nord che hanno ottenuto un buon voto al test ma, visto che le loro università erano troppo piene, sì sono iscritti in Università del Sud, dove invece di Per evitare il caos PdePdl pronti a una norma per una doppia graduatoria versi posti erano rimasti liberi. Alcuni diloro, quelli che sarebbero risultati vincitori nella propriacittà se ci fosse stato il bonus, potranno cambiare sede. Sempre che il meccanismo in discussione alla Camera divenga legge. Il ministero guidato da Maria Chiara Carrozza, infatti, sta in queste ore effettuando i conteggi per stimare l'impatto delle diverse ipotesi sul campo e non è stato dato ancora il parere agli emendamenti da parte del governo. Ma la sanatoria è nell'aria. I tecnici della Camera -nelle schede di lettura sul decreto 104/2013 della Carrozza - hanno messo nel mirino l'articolo 20, quello appunto che modificava in corsa le regole per i corsi di laurea ad accesso programmato. Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 settembre, cancellava il bonus maturità «per gli esami di ammissione già indetti e non ancora conclusi». Passavano quattro giorni e la formulazione veniva rettificata affermando che il bonus non si applica «alle procedure relative agli esami di ammissione» eccetera, in nmdo da spostare il cambiamento di regole dal momento dell' esame alle procedure successive per elaborare la graduatoj:ia. Fatto sta, fanno notare i tecnici, che «alcune prove di ammissione sono state svolte prima della data di entrata in vigore del decreto legge)). Addirittura il giorno del test di medicina, i ragazzi che hanno affrontato la prova sono entrati in aula il9 settembre alle 10 con le regole che prevedevano il bonus maturità e sono usciti a fine mattinata con il governo che annunciava il decreto legge che abrogava il bonus. «Al riguardo occorre va- 1utare -scrivono nel loro linguaggiopacato i funzionari di Montecitorio -le possibili conseguenzein tennini di contenzioso derivanti dalla modifica del meccanismo di accesso, deliberata successivamente allo svolgimento di alcune prove di ammissione». Di fronte a questo rischio Giancarlo Galan per il Pdl e Sabrina Capozzolo - deputata 27enne di Agropoli - per il Pd hanno presentato in commissione emendamenti molto simili che di fatto tendono alla preparazione di due graduatorie. Una, quella già effettuata, senza il bonus maturità e quindi con un punteggio massimo di 90. L'altra con ilbonus da l a lopunti e quindi con un valore massimo di 100. I posti in palio per medicinarestano mai vincitori, con due diverse graduatorie, diventano ovviamente molti di più. Con problemi organizzativi anche per le Università. Ma, di fronte al pasticcio ormai fatto e al rischio di ricorsi, quello forse diventa il male minore. RIPRODUZIONE RISERVATA ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. Scuola: testate nazionali Pag. 10

12 IL~MA.TTINO Pagina 19 Foglio 2/2 Inwneri Sono i posti per medicina e odontoiatria. Ai test hanno preso parte in In hanno ottenuto il posto (assegnatari) nell' Ateneo dove hanno svolto il test Gli studenti che hanno ottenuto l'accesso a medicina non nell'ateneo preferito e fuori dalla propria area geografica sono Con il bonus alcuni rientreranno Cosa cambia caso per caso Posto;lssegnato senza bonus: non éall1bianienfe,,', "Y l::' \lfllk~>l%'"1'~\h0"'"v0a~~\*hi"1"i"~("""a \':<+{\l' i Y\i'»)\t')lW f~\\",,'\ ','", '\',i"i\,"i(~\(i(',"w,,",,,,,,,,,,,,,, ""","'*,''''''''''',, " ~osto prenotato senza bonus ' ma asseg~afoì:on bonus: lo studente,si è già iscritto in una sede di seconda scelta ;:~e.potràjsgrivefsi in soprannull1ero nella sede preferita "\,,'~<\n'0l1\"'.\l"w.,,*,*,~~\i\iwìa\\1"'-' I Posto prènotàto tsell~ bollus:, noflcambiaiìiente EsclllsO.al,!posto.',ÌJonustna assegnato,,:fi~wus: '16 studenle SI può iscrivere in soprannumero dove hasosténuto il test -q",y l\<,\'j'". H\'l',>""\"~"M'I'd"'C"",,"' M\"dy""',I,~",,li"I' h",'-t/w",""",n}](",v-y"i1 ' Esilluso dal posto senza bonus.maprenolato con bonus: o st.udente 51 può.ìscrivere. in soprannumero... In una facoltà (11 seconda scelta dopo che saranno note tutte le opzioni Escluso pdsto serd bonus eri esclusa dal bdnus Matu lìostante fin vbtodièlmelìoi801100; u.. perlf lifeccanislilo rlel.. limite rlelpercefttije:'. lo studente potrà fare ricorso sostenendo che a parità di voto di maturità ~ stato danneggiato. dal meccanismo che limita i bonusal.20% di studenti in ciascuna commissione.,g!!l'ii'ìme.tti Didattica e numero chiuso Il bonus maturità assegna 10 punti al 100elodeeviaa scalare fino al solo punto per l'bo. Ma il bonus scatta solo per il miglior 20% di studenti in ciascuna commissione Caos nei gruppi interattivi se salta il tetto di 10 studenti La classica lezione «ex cathedra» non subisce scosse dall'arrivo di studenti in sovrannumero perché la lezione:resta la stessa se in aula ci sono 100 o 200 studehtidvla i due terzi dei crediti formativi nelle facoltà di medicine arrivano da (f} corsi di tipo interattivo, per i quali c'è il limite di 10 studenti per gruppo. Con gli studenti in soprannumero, ci saranno problemi ofganizzativi soprattutto negli atenei che hanno tagliato molti docenti e ricercatori. Cioè al Sud. Scuola: testate nazionali Pag. 11

13 SUPPLEMENTO DE la Repubblica Settimanale Pagina 68 Foglio 1 Sta per partire da quattro scuole di Pordenone la sperimentazione della Scuola 2,0, progetto che viene presentato oggi al festival ScienzArtAmbiente di Pordenone da Stefano Moriggi, filosofo della scienza, e Paolo Ferri, docente all'università di Milano Bicocca. «II paradigma della scuola 2.0 non è più un insegnante che spiega e gli alunni che ascoltano: il focus si sposta dal!'insegnamento all'apprendimento. Gli studenti non dovranno assorbire passivamente delle lezioni, ma impegnarsi in un lavoro di gruppo di ricerca attiva, con un abbattimento della separazione tra scuola e casa grazie agli ambienti virtuali. E l'insegnante si decentrerà: diventerà un "membro aggiunto" ai vari gruppi, in grado di controllarne progressi e difficoltà, di intervenire e consigliare fonti aggiuntive da consultare. Lo scopo principale sarà dotare gli alunni, più che di nozioni, di un metodo di ricerca che sarà utile per tutta la vita» dice Moriggi. La sfida più importante sarà la banda larga: «Solo il 7 per cento delle scuole italiane, contro il cento per cento delle scuole del Regno Unito, ha una banda sufficiente per una didattica digitalmente "aumentata", come quella con ambienti virtuali». (g.d.) Scuola: testate nazionali Pag. 12

14 La Gazzetta dello S,art Pagina 31 Foglio 1 Emendamento ok Più sport a scuola ma al pomeriggio Valentina Vezzali, 39 anni, deputata Scelta Civica TIZIANA BOTTAZZO ROMA _ Sport e scuola, che fatica. Gli emendamenti al Decreto legge sulla scuola della Ministro dell'istruzione Carrozza presentati sia da Scelta Civica con Valentina Vezzali sia dal Movimento 5 Stelle sono stati dichiarati inammissibili. Chiedevano l'inserimento della figura del laureato in scienze motorie nella scuola primaria. In entrambi i casi manca la copertura finanziaria: circa 300 milioni. Ammesso Passa invece l'emendamento Pd (prima firmataria l'atleta paralimpica Laura Coccia) che recita: «Al fine di prevenire fenomeni di dispersione scolastica si promuove la pratica sportiva nel tessuto sociale... e si provvede alla possibilità di inserire nel piano dell'offerta formativa extracurriculare l'attività motoria. Ai maggiori oneri derivanti dal presente comma si provvede mediante utilizzo di quota parte del progetti di alfabetizzazione motoria promosso dal Coni e dal Miur». E bisogna trovare ben altre risorse rispetto ai circa 9 milioni (non ancora stanziati per il 2014) Coni-Miur del progetto pilota per l'alfabetizzazione sportiva nella scuola primaria. «Bisognava trovare il modo di scardinare l'inammissibilità - racconta Coccia - così sono transitata per l'attività pomeridiana». Valentina Vezzali sostiene il gioco di squadra pro-sport nella scuola e l'emendamento Coccia: «Importante era iniziare un percorso, gettare le basi per inserire un giorno definitivamente lo sport nella scuola primaria». RIPRODUZIONE RISERVATA Scuola: testate nazionali Pag. 13

15 ~'iberomilano Pagina 45 Foglio 1 /2 Per un diciottenne su due è giusto violare la legge Il Lecito scrivere sui muri, mentire in tribùllale, fumare marijuana, affermare un proprio diritto a suon di pugni. È il preoccupante quadro che emerge dai questionari compilati dai studenti coinvolti nel progetto di Educazione alla Legalità organizzato dall'ordine degli Avvocati di Milano e dalla Provincia. I risultati sono arrivati al termine dei test consegnati ai giovani di 19 Scuole di Formazione e Istruzione professionale, ai quali è stato chiesto di rispondere sinceramente a una serie di quesiti reiativi ai temi della legalità affrontati durante gli incontri con i 130 avvocati impegnati. Soltanto per il 54 per cento degli studenti «la legge va rispettata sempre», mentre per il 28 per cento «la legge è uguale per tutti ma vale per pochi». GARZILLO a pagina 45 Corsi dell'ordine negli istituti La legalità per i giovani milanesi? Fumare erba e scrivere sui muri Questionario degli avvocati nelle scuole: solo per il 53% dei ragazzi la legge va rispettata ::: SALVATOREGARZILLO Lecito scrivere sui muri, mentire in tribunale, fumare marijuana, affermare un proprio diritto a suon di pugni. È il quadro - preoccupante - che emerge dai questionari compilati dai studenti coinvolti nel progetto di Educazione alla Legalità organizzato dall'ordine degli Awocati di Milano e dalla Provincia. I risultati sono arrivati al termine dei test consegnati ai giovani di 19 Scuole di Formazione e Istruzione professionale, ai quali è stato chiesto di rispondere sinceramente a una serie di quesiti relativi ai temi della legalità affrontati durante gli incontri con i 130 awocati impegnati. O Ecco l'esito: per il 54% degli studenti «la legge va rispettata sempre», per il 28%, però, «la legge è uguale per tutti ma vale per pochi», mentre per il 16% la legge <<va rispettata quando la si ritiene giusta» ~~I$!~iil\ljil e comunque «qualche volta è ammesso trasgredirla». Alla domanda «Che cosa è per te la legalità?», il 45% ha risposto che significa «vivere secondo la legge», il 44% che «sia una imposizione». Per quanto ri- L'unico punto che riesce a mettere tutti d'accordo è la nonammissibi- guarda i comportamenti ammissibili: 1'8% ritiene accettabile «sottrarre oggetti di poco valore da un negozio», il 26% «mentire in tribunaie per difendere un amico», 1'8% «guidare senza patente», il 38% «fumare saltuariamente marijuané\j>, per il 24% è ammissibile «dare un pugno a qualcuno per fare valere un proprio diritto», per il 40% «scrivere sui muri» (con buona pace del sindaco e della sua battaglia ai writer) e per il 33% «insultare un vigile urbano troppo fiscale». PaolQ Giuggioli [Ftg.J litàdiabbandonare o maltrattare un animale. Interessante il dato relativo alla percezione della condotta illegale, considerata meno grave se in gruppo. Per Paolo Giovanni Del Nero, assessore allo Sviluppo della Provincia di Milano, «il primo step di questo progetto ci conferma quanto sia prioritaria la sinergia tra le molteplici realtà in cui si trovano a vivere i nostri ragazzi. Troppo spesso si è semplicemente delegato ad altri un compito che, in qualità di adulti, ci obbliga ad essere in prima persona testimoni solidi e coerenti di modelli sani di cittadinanza». Una promessa arriva invece dall'awocato Paolo Giuggioli, presidente dell'ordine: «L'ordine degli awocati ha intenzione di intensificare il suo impegno nelle scuole affinché venga colmato quel vuoto che non permette ai giovani di riempire di contenuti la propria vita». Scuola: testate nazionali Pag. 14

16 COBBIEBE DELLA SEBA SEllE Settimanale Pagina 5 Foglio 1 EDITORIALE Vercesi ue settimane fa abbiamo pubblicato la lettera di un'insegnante, la signora Melotti Boltri, che aveva attirato la nostra attenzione a tal punto da dedicarle due intere pagine pur di non sacrificare una sola riga. Condivisibile o no, era scritta con il cuore e anche con il cervello, sospesa tra una storia personale, una soffusa nostalgia degli anni eroici della giovinezza e l'amore incondizionato per il suo mondo, quello di rag'dzzì in un'aula che hanno bisogno di sognare cosa fare da grandi. L'ondata di lettere pervenuteci ci ha impressionato (cominciamo a pubblicamc alcune a pago 14.5) e ci ha dimostrato che la politica, se insiste a parlare solo in tennini di numeri, è defunta. È defunta se si avvita su se stessa e spreca tutte le sue energie a mettere pezze ai bilanci sbagliati - del passato. Sarà sempre in rincorsa, e si perderà, anzi ci perderà, trascinandoci alla rovina invece che a Wl'esistenza migliore, com'è nel "contratto" che stipuliamo con la classe dirigente quando ci chiede e noi concediamo - il voto. Per carità, la legge di stabilità, gli impegni europei, il cuneo fiscale, lo spread e tutte le altre sacrosante alchimie economiche Wl tempo demandate solo ai ministeri dell'economia e del bilancio devono essere in cima ai. nostri pensi eli, ma non possono monopolizzare l'attenzione di govemo e Parlamento. La nostra è Wla nazione che per occuparsi di imlnigrati ha bisogno di centinaia di morti in Wl tratto di mare dove quel rischio è quotidiano, o di paesi travolti dal fango quando il dissesto idrogeologico è alla luce del sole, o di tassi di mortalità criminali per accorgersi che un'azienda fornisce lavoro solo in apparenza ma in realtà è una fabbrica di vedove. Allora il premier si fenna, le schelmaglie tacciono e si corre a chiudere la famosa stalla con i buoi fuggiti. La gente che sta a casa e si occupa di far tornare, oltre ai conti della spesa, anche quelli della vita, comprende meglio. Non ha uffici studi né portaborse né ricerche di mercato, ma capisce che il futuro non si risolve con l'aumento della benzina, delle sigarette, di Wl punto di Iva. E nemmeno con la tassazione della prima casa. Per definizione ogni ulteriore balzello è odioso ed è il sintomo che qualcuno -- che non pagherà mai - si è sbagliato a fare i conti. il futuro però è altrove. È nella scuola che vonebbe la signora Melotti o in quella che prospetta un rdgazzo al quarto anno delle supeliori che smantella le nostalgie dell'insegnante giungendo comunque alle stesse conclusioni. Ci chiede lui giovanissimo -- di rileggere un discorso di Piero Calamandrei prommciato nel Ecco fatto. Spiega come Wl potere egemone può impadronirsi di noi: «L'operazione si fa in tre modi: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la so.rveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole plivate denaro pubblico...». Era il E oggi? Niente di nuovo sru fronte occidentale. od R1PRQOUOONE RISERVATA Scuola: testate nazionali Pag. 16

17 COBBIEBE DELLA SEBA SEllE Settimanale Pagina 81 Foglio 1 ven- """,,,,,",,,,~,-, Ogni la stessa storia Francesco e Riccardo sono studenti delle scuole secondalle lombarde. Due persone che il destino ha deciso di far nascere Lilla con tetraparesi spastica, l'altra con autismo. E che la scuola "rifiuta". Non offrendo loro il supporto necessario di cui avrebbero bisogno. Ogni anno la storia si ripete: il numero di ore di assistenza fornita da tul educatore vengono tagliate. «Riccardo ora frequenta la prima superiore all'istituto tecnico Steiner di Milano e ha solo 4 ore con l'educatore», racconta la mailillla, «ma per la sua patologia dovrebbe avere molta più assistenza. La scuola mi ha telefonato chiedendomi di ridurre il tempo di frequenza di Simone Fanti al minimo. CosÌ lo porto a casa alle 12 facendogli saltare ore di studio». L'alternativa è scrivere agli assessori o livolgersi al1ìibunale mmml1istrativo regionale che solitall1el1te rlplistil1a il numero di ore di sostegno. Ma i provvedimenti vengono dimenticati dalle scuole che non hanno fondi per pagare il personale così si avvia lli1 etemo gioco dell'oca. Come quello in etti è caduto Francesco: «Nel201H2 i miei genitori fanno causa al ministero chiedendo le ore di sostegno cui ho diritto. Vincono e ottengo le mie ore. Ricomincia la scuola e di nuovo mi ritrovo con 4 ore al posto delle dieci. Per la terza volta dovrò licoltere alla magistratura». Scuola: testate nazionali Pag. 17

18 Settimanale Data Pagina 59 Foglio 1 Michele Ainis Macché raccomandati, aboliamo i concorsi onfesso: ho peccato. E prima di me ha peccato il mio maestro, e il suo maestro, e di maestro in maestro per generazioni. Tutti colpevoli d'averraccomandaro i propri allievi, d'aver brigato per appoggiarli nei concorsi. Ma il peccato si traduce in un reato? A leggere le cronache, parrebbe di sì: decine di prof indagati dalla procura di Bari, concorsi truccati in undici università italiane. Poi,certo, la notizia meriterebbe una verifica. In primo luogo perché gli unici nomi rimbalzati sui giornali chiamano in causa cinque membri della commissione di "saggi ", quella incaricata dal governo d'indicare le riforme costituzionali necessarie. Ma guarda un po', che coincidenza. Proprio nel mezzo d'uno scontro politico rovente sulle medesime riforme, proprio alla vigilia della manifestazione indetta a Roma da quanti vi s'oppongono. Fin troppo comodo screditare il saggio per screditare la riforma. E in secondo luogo, c'è trucco e trucco. Noi non sappiamo di quali malefatte vengano accusati questi professori, e il bello è che non lo sanno neanche loro, avendo ricevuto un'informazione a mezzo stampa, anziché mùnformazione di garanzia. Ma un conto è favorire i propri allievi, altro i propri figli (ahimè, succede: come diceva l'ex ministro Mussi, certi Consigli di facoltà sembrano Natale in casa Cupiello). Un conto è che il concorso venga vinto da candidati con zero pubblicazioni accreditate, o che i commissari di concorso abbiano, tutti insieme, meno titoli del candidato trombato (ahimè,succede pure questo: a Parma nel 200 1, a Bari nel 2002, a Reggio Calabria nel 2004, a Messina nel 200.5, alla San Pio V di Roma nel 2006). Un altro conto è stringere alleanze fra scuole accademiche, chiedere un bando da ricercatore all'ateneo per offrire una chance all'allievo migliore, magari chiedere voti dichiarando già in partenza d'appoggiarlo, come succedeva quando le commissioni venivano elette fra professori della stessa disciplina, anziché designate per sorteggio. E allora mettiamoci d'accordo: la cooptazione non è un peccato né un reato, è la le!;..r;e non scritta dell'università. Perché il giudizio culturale non spetta al popolo elettore, bensì - come diceva Adorno - al «denigrato personagt,iì.o dell'esperto". È il prof di diritto costituzionale che valuta le qualità del costituzionalista in erba, non può certo farlo il sindaco. E d'altra parte ogni giovane studioso s'avvia alla ricerca sotto la guida d'un docente, che poi lo aiuta a far carriera. Sempre che, beninteso, lui abbia stoffa da cucire. Questo sistema incoraggia comportamenti borderline, al confine fra illecito c l'illecito? Può darsi, ma se è così tanto vale prendere il toro per le corna. Con una soluzione radicale: via i concorsi, che ogni professore si scelga il SliO assistente, che ogni ateneo si scelga i propri professori. Magari stabilendo i requisiti minimi per essere chiamati in Paradiso, dal titolo di dottore di ricerca a un certo numero di pubblicazioni. Altrimenti rischieremmo la promozione in massa del cretino. E se il cretino trova comunque spazio in Paradiso? Ne risponde chi lo ha scelto, ma a tale scopo serve una doppia condizione: via il valore legale della laurea, via il valore legale della cattedra. Dunque competizione fra i singoli atenei, sicché chi recluta i peggiori docenti si troverà senza studenti. E stop all'inamovibilità dei professori, stop allo stipendio a vita, stop alla stessa busta paga per i profche scrivono libroni e per quelli che coltivano le rose. È la soluzione proposta mezzo secolo fa da Luigi Einaudi, ma è anche il perno del sistema americano. Dove gli unici docenti a tempo indeterminato sono quelli con tenure (incarico stabile); gli altri lavorano, per così dìre,in prova. Ovvero con contratti per lo più triennali, che agli studiosi più brillami fruttano un milione di dollari. E che fruttano il licenziamento agli incapaci. Morale della favola? Da concorsopoli ci salverà il mercato. Illichelc.,lll1is(Quniroma.l.it Universita' Pag. 18

19 n Sole9]{l mmrn Pagina 8 Foglio 1 Sindacati. Prima dello sciopero Cgil, Cis l e Uil puntano al confronto con il Governo <<Abbassare la pressione fiscale che pesa su lavoro e pensioni» Giorgio Pogliotti ROMA Abbassare la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni: è questo il segnale che il sindacato si aspetta dal Governo. In caso contrario Cgil, Cisl e UiI sono pronte a mobilitarsi: è probabile che Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti si incontreranno lunedì per decidere sul da farsi. Diverse categorie sono in fibrillazione, a partire dai pensionati di Spi-Fnp-UiIp che hanno fissato per lunedì una riunione per avviare la campilgna di mobilitazione, e ii pubblico impiego che protesta contro l'estensione del blocco dei contratti fino al 2014 e la riduzione del turn over, contestando ii piano di stabilizzazione di precari. «Ci batteremo affinché la legge di stabilità rappresenti quel cambiamento che è necessario - ha detto la Camusso -, che finalmente affronti il tema della crisi di domanda, della riduzione dei consumi e delle attività produttive. Bisogna spostare le risorse verso i lavoratori e i pensionati, in misura ben differente da quella prevista da questa legge di stabilità». La leader della Cgil sottolinea che «non si sono tassate le rendite», misura che avrebbe potuto liberare «maggiori risorse per ii lavoro» e «si è scelto di colpire i lavoratori pubblici». Sul ricorso allo sciopero generale c'è cautela, l'obiettivo del sindacato non è far cadere il Governo. Ad un lavoratore che ieri mattina, nel corso di un'assemblea all'interno dello stabilimento Scavo lini, le ha chiesto ter1cette Camusso: tassare le rendite. Bonanni: tagli alle spese inefficienti e agli sprechi. La Uil: la riduzione dell'irpef del tutto insufficiente quale posizione ha ii sindacato nei confronti del futuro del Governo Letta, Camusso ha risposto: «Ho una preoccupazione: se salta questo Governo non cambia assolutamente nulla». I sindacati confederali, almeno per ora, intendono mantenere aperto ii dialogo conii Governo per modificare ii capitolo "fisco sullavoro" della legge di stabilità. «Il premier Letta ha promesso che in sede parlamentare e in sede di rapporto con le parti sociali la questione potrà essere rivista», spiega Bonanni «noi confidiamo in questo, diversamente saremo costretti a mobilitarci». Per Bonanni la partita resta aperta: «Serve un'interlocuzione con ii Governo per affrontare ii tema del taglio delle spese inefficienti e degli sprechi e trovare le risorse per abbattere il fisco sul lavoro - sostiene -. Le modifiche non vanno lasciate ai partiti, altrimenti assisteremo ad un ennesimo assalto alla diligenza da parte delle forze politiche che faranno prevalere gli interessi di bottega». Il taglio dell'irpef è del tutto insufficiente per i sindacati. Secondo uno studio della UiI il 18% dei quasi 16 milioni di lavoratori dipendenti, quasi 1 su 5, nel 2014 avrà 168,3 euro in più per l'intero anno: sono i 3,6 milioni di contribuenti della fascia di reddito fino a 18mila euro. Nessun vantaggio, invece, per 4 milioni di lavoratori incapienti. Intanto oggi per 24 ore è stato indetto lo sciopero contro la legge di stabilità e le misure di austerità dall'usb e dai sindacati di base, con un corteo nazionale che sfilerà a Roma. RIPRODUZlONE R15ERVAT A!!illlii L isnji:;i}~l{. g;~:,.,t!,:"~~~~~~~~!~,,~~~t~~ ~~~ ~~;E~~~N: ~~~~ur.:~j~1 """"_'...:r~",'.'- '--. "' Lavoro e previdenza Pag. 20

20 n Sole9]{l mmrn Pagina 14 Foglio 1 Eppure l'europa.'.,. Cl aveva gia «avvisato» INFRAZIONE SUllE PENSIONI uu"w"-,,,mnimna P er le pensioni uomini e donne pari sono. CosÌ ritiene la Commissione europea, che ha avviato la procedura di infrazione per contestare all'italia i differenti requisiti contributivi previsti per accedere alla pensione anticipata. La differenza, 41 anni e 3 mesi in un caso, 42 anni e tre mesi nell'altro, costituisce una discriminazione contraria a quanto sancito dal Trattato sul funzionamento dell'unione europea. Il fatto è che su questa materia l'italia è già caduta cinque anni fa, quando è stata condannata dalla Corte di giustizia europea per la differenza di cinque anni applicata ai requisiti del trattamento di vecchiaia dei dipendenti pubblici. Degli errori del passato evidentemente non si è tenuto conto quando si è scritta la riforma previdenziale. Che ora dovrà essere modificata per evitare di incorrere in sanzioni poco auspicabili visto lo stato delle finanze pubbliche.. Lavoro e previdenza Pag. 21

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Settore Sviluppo Socio Economico e Culturale Servizio Pubblica Istruzione Tel. 079679952 Fax 079679991 C 1 I V I T A S E M P L I T Settore Sviluppo Socio Economico e Culturale Servizio Pubblica Istruzione Tel. 079679952 Fax 079679991 SCUOLA CIVICA DI MUSICA DI TEMPIO PAUSANIA In collaborazione con i comuni

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