Adelaide Toffoletto 4 E 1 Liceo Lugano 2 LAVORO DI MATURITÀ. La distribuzione della ricchezza: -working poors e salari minimi

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1 Adelaide Toffoletto 4 E 1 Liceo Lugano 2 LAVORO DI MATURITÀ La distribuzione della ricchezza: -working poors e salari minimi

2 Indice 1) Premessa 2) Introduzione 3) Distribuzione del reddito tra le classi sociali: David Ricardo Teoria del salario di sussistenza La tesi di Ricardo La legge ricardiana dei salari Riflessioni 4) Una distribuzione disuguale dei redditi Ripartizione delle economie domestiche secondo il livello dei redditi Ripartizione delle economie domestiche secondo le classi dei redditi nel 1998 Concentrazione dei redditi delle economie domestiche (curva di Lorenz) 5) Chi sono i working poors? Quali fattori hanno fatto aumentare i working poors? In Ticino il tasso dei working poors è inferiore alla Svizzera Le spese delle famiglie ticinesi Come recuperare le spese eccessive 6) Salari da poveri Differenza dei salari minimi per personale qualificato e non nel settore economico Molte famiglie sulla soglia della povertà Redditi delle famiglie sotto la lente Bilancio delle economie domestiche ticinesi Le statistiche sono chiare: i veri poveri in Svizzera sono le famiglie con i figli a carico 7) Possibili soluzioni per limitare e migliorare la situazione dei salariati Se un salario non basta si raddoppia Quali sono le ragioni di questo fenomeno Disparità salariali fra uomini e donne Nessun compromesso per migliorare la situazione dei salariati Un'imposta negativa per i working poor Rilanciare il dibattito su un salario minimo legale Salari minimi Prima misura: legge sui lavoratori distaccati all'estero Seconda misura: facilitazione dell'obbligatorietà generale dei contratti collettivi di lavoro Terza misura: salari minimi stabiliti a livello statale Quarta misura: commissioni tripartite Art. 356 del CO Art. 10 del CO: salari minimi (per il 1 gennaio 2001 risp. stagione estiva 2001) Art. 11 del CO: salario minimo per praticanti 8) Resta acceso ancora oggi il dibattito sul tema sociale ed economico 9) Conclusioni e opinione personale 10) Allegati Legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (del 28 settembre 1956 e stato del 1 febbraio 2000) Contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria alberghiera e della ristorazione 11) Bibliografia e ringraziamenti 2

3 1) Premessa. Ho scelto il lavoro di maturità in economia e diritto inerente al tema La distribuzione della ricchezza perché la situazione di povertà che c è in Svizzera e in Ticino a causa dei redditi insufficienti per vivere è evidente. Chi nella propria famiglia a mai sentito parlare di salario minimo, accordi bilaterali, insurrezione dei sindacati, ecc? Ogni qualvolta leggiamo il giornale troviamo un articolo che riporta questi fenomeni ed é per questo che voglio chiarire questi termini affinché ognuno di noi si renda conto della povertà che c'è nel nostro paese pur essendo ritenuto uno dei paesi più ricchi. 2) Introduzione Si è già sentito parlare del fenomeno dei working poors, ossia dei lavoratori il cui reddito è insufficiente per arrivare alla fine del mese. Per definire chi sono questi lavoratori poveri prenderò in considerazione il concetto di povertà basato sul rapporto tra bisogni e reddito a livello nazionale. Questo problema ha influenzato i salari e una dimostrazione è data dai contratti collettivi che hanno voluto migliorare la situazione dei salariati. Partendo dalla teoria dei salari di sussistenza di Ricardo cercherò di metterla in relazione ai salari di sussistenza che sono stati studiati affinché ci sia un minimo di salario uguale per tutti. Nelle famiglie si è dovuti ricorrere al doppio reddito per far fronte all aumento del costo della vita. Si lavora per vivere e garantire una vita dignitosa per sé e alla propria famiglia ma ben un decimo della popolazione svizzera che svolge un attività lavorativa è considerata povera. Per stabilire la soglia di povertà sono stati scelti i parametri della Conferenza svizzera degli statuti d azione sociale, secondo i quali per una famiglia composta da un solo individuo il minimo vitale è di 2100 franchi al mese e di per una famiglia di quattro persone (affitti e casse malati escluse). Una famiglia è considerata povera se il suo reddito, dopo la deduzione delle quote sociali e delle imposte, è inferiore alla soglia di povertà. 3) La distribuzione del reddito tra le classi sociali: David Ricardo Il problema della ripartizione del reddito nazionale fra salari e profitti ha ricevuto particolare attenzione da parte degli economisti. Una delle più importanti teorie sul salario è quella formulata nel primo decennio dell 800 da David Ricardo (esponente della scuola classica inglese); esse hanno influenzato sia l evoluzione del pensiero, sia le concrete decisioni della politica economica. David Ricardo si è interessato delle leggi che ne regolano la distribuzione tra proprietari terrieri, capitalisti e lavoratori. Il risultato a cui giunse è che lo sviluppo economico comporta inevitabili conflitti tra le classi sociali. Teoria del salario di sussistenza Ricardo ritenne che anziché cercare di stabilire legge riguardanti le quantità occorresse piuttosto indagare sulle proporzioni nelle quali il prodotto sociale si suddivide tra le tre classi della comunità che hanno contribuito a produrlo: il proprietario della terra (cui viene assegnata la rendita), il possessore del capitale necessario alla sua coltivazione (cui spetta il profitto), e i lavoratori (che percepiscono il salario). Pert anto la determinazione delle leggi che regolano questa distribuzione è il problema fondamentale dell economia politica. 1 Infatti Ricardo segue una tradizione affermata: i salari corrispondono al consumo di beni necessario (dati gli usi e le abitudini del tempo) affinché i lavoratori possano vivere e riprodursi (salario di sussistenza). La tesi di Ricardo Secondo Ricardo, se il salario è inferiore al livello di sussistenza 2 peggiora il livello di vita dei lavoratori, con la conseguenza di un aumento della mortalità e una diminuzione della natalità dei lavoratori. Il risultato è la diminuzione dell offerta di lavoro, che provoca un aumento del salario fino al livello di sussistenza. Quando invece il salario è superiore al livello di sussistenza, le migliorate condizioni di vita dei lavoratori fanno diminuire la mortalità e aumentare la natalità e quindi l offerta di lavoro, finché il livello dei salari scende al livello di 1 precisazione di Ricardo nella prefazione alla sua opera principale Principi dell economia politica e della tassazione del definito come il livello minimo dei consumi, al di sotto del quale i lavoratori non possono sopravvivere 3

4 sussistenza Legge ricardiana dei salari Il valore normale dei salari tende a collocarsi al livello di sussistenza dei lavoratori. Riflessioni Ricardo fu il primo a parlare di salario naturale (distinto da quello corrente determinato dalla domanda e dall'offerta), ma che forze insite nel sistema oggi riconducono lo stesso salario naturale come determinato da quanto è necessario al mantenimento e alla riproduzione del complesso della manodopera esistente senza aumenti e diminuzioni (livello minimo di sussistenza fisiologico), ma legato alle abitudini e ai costumi di ogni popolo. 4) Una distribuzione disuguale dei redditi L Ufficio federale di statistica ha utilizzato la Curva di Lorenz come un analisi teorica e pratica della distribuzione disuguale dei redditi delle economie domestiche svizzere nel In effetti, un quarto delle econom ie domestiche svizzere dispone di meno di franchi al mese. Per circa un altro quarto delle economie domestiche, il totale dei redditi mensili oscilla tra i e i franchi. All altro estremo si trova il 25% delle economie domestiche che notificano redditi superiori a franchi al mese: il 3% di esse percepisce redditi mensili superiori a franchi. Per farsi un immagine di questa ripartizione disuguale basta considerare le due estremità della scala dei redditi: le economie domestiche più svantaggiate (25% del totale) totalizzano appena il 10% dell insieme dei redditi, mentre quelle più fortunate (25%) dispongono del 45% dei redditi totali. 3 Ripartizione delle economie domestiche secondo il livello di reddito Più di franchi Tra e franchi Meno di franchi Tra e franchi 3 per reddito, si intende tutto ciò che è percepito dall economia domestica sotto forma di salari, interessi, rendite, pensioni, rimborsi, ecc. sia in denaro che in natura (regali, prodotti del giardino, ecc.). Inoltre vi è la distinzione tra redditi da lavoro (dipendente o indipendente), redditi della sostanza, e redditi provenienti da trasferimenti (rendite AVS/AI, casse pensioni, ecc.) 4

5 Ripartizione delle economie domestiche secondo le classi dei redditi nel 1998 Ripartizione delle economie domestiche secondo le classi di reddito nel % 10.0% 8.0% 6.0% 4.0% 2.0% 0.0% % e più Da questo grafico risulta chiara la situazione che l'11% delle economie domestiche percepisce un reddito che oscilla tra i e i franchi al mese mentre circa il 2% riceve un reddito che al di sotto della soglia di povertà, ossia tra i e i 2 999, o che si trova ad avere un reddito disponibile al di sopra dei franchi mensili. Queste differenze sono notevoli, al giorno d'oggi le famiglie che fanno parte dell'11% rischiano di diventare povere in quanto è un reddito che basta a malapena ad arrivare alla fine del mese 4. 4 cfr. capitolo "Le statistiche sono chiare: i veri poveri in Svizzera sono le famiglie con figli a carico" 5

6 Concentrazione dei redditi delle economie domestiche (curva di Lorenz) La curva di Lorenz serve per misurare la concentrazione della distribuzione dei redditi. Se ogni economia domestica ricevesse lo stesso reddito, la curva di Lorenz sarebbe la diagonale rappresentata su questo grafico. Più la ripartizione è disuguale, più la curva si allontana dalla diagonale e diventa incurvata. Esempio: al 25% delle economie domestiche detiene il 10% di tutti i redditi; in compenso un quarto delle economie domestiche meglio favorite dispone del 45% dei redditi totali. 5) Chi sono i working poors? Per definire i working poors si usano due metodi diversi; il primo è applicato a livello internazionale mentre il secondo è applicato in Svizzera. A livello nazionale si può dire che una persona appartenente a una famiglia che vive al di sotto della soglia di povertà è povera mentre sul piano internazionale il fenomeno è dal punto di vista dei salari; si perla di persone occupate che contribuiscono almeno alla metà del reddito famigliare, ma che guadagnano meno del 50% di un salario medio: Es: In Ticino, secondo l ufficio federale di statistica nel 1999, il salario mediano era di , quindi era considerato un working poors chi guadagnava meno di franchi In genere vengono anche definiti lavoratori poveri non considerando il salario netto, ma il reddito disponibile residuo, ossia al netto dei trasferimenti, valgono a dire del pagamento delle tasse, delle quote per le assicurazioni sociali e prendendo in considerazione i sussidi d aiuto sociale. In Ticino, secondo le ultime statistiche dell Ufficio federale di statistica effettuate nel 1999, vi erano lavoratori che restavano sotto la soglia di povertà sebbene ricevevano aiuti di varia natura, come i sussidi per i premi dell assicurazione malattia (in Ticino circa ), l assistenza sociale (3.500), gli assegni integrativi per i figli, e via dicendo. 6 In Svizzera nel 1999 vi erano lavoratori poveri (ossia il 60% di tutti i poveri in età lavorativa), di cui 5 per mediano s intende che metà dei salariati percepisce uno stipendio inferiore a franchi e l altra metà superiore 6 Dati emanati dall Ufficio federale di statistica nel

7 a tempo pieno e a tempo parziale; in genere sono lavoratori fra i 20 anni e i 59 anni d età. 7 Questi working poors in genere sono lavoratori poco qualificati, gli indipendenti senza impiegati, le persone occupate a tempo parziale e i lavoratori occupati in settori dove i salari sono relativamente bassi (alberghiera, ristorazione, commercio al dettaglio e nelle economie domestiche). Quali fattori hanno fatto aumentare i working poors? il cambiamento del mercato del lavoro: dal 1995 al 1996 sono aumentati dal 20% al 32% i lavoratori indipendenti senza impiegati ed é aumentato il lavoro temporaneo L evoluzione generale dei salari che sono diminuiti dal 1991 al 1996 del 2% La progressione del numero dei divorzi e l evoluzione della famiglia nella società moderna, le categorie maggiori sono le famiglie monoparentali(il 30% dei working poors) e le coppie con tre o più figli 8 L evoluzione del costo della vita e il forte aumento delle spese incompressibili In Ticino il tasso di working poors è inferiore alla Svizzera Il Ticino nel 1999, sebbene abbia avuto un reddito mediano inferiore rispetto a quello nazionale(4.442 franchi contro franchi), ha avuto un tasso di lavoratori poveri leggermente inferiore alla media svizzera; ossia la percentuale del Ticino era del 7,4 % del totale dei lavoratori contro il 7,5% a livello svizzero. 9 Il nostro cantone ha saputo applicare una politica sociale che sappia limitare i working poors; questo processo avviene grazie a quattro fattori importanti: nel nostro cantone vige un livello d imposizione più basso rispetto alla media nazionale, e questo già prima dei recenti sgravi fiscali il livello delle pigioni in genere è inferiore alla media svizzera, il che favorisce le famiglie in difficoltà il Ticino applica una politica più generosa nel campo dei sussidi per il pagamento dei premi delle assicurazioni malattia per le famiglie a basso reddito; vi sono circa persone che ne usufruiscono(senza gli anziani e gli invalidi beneficiari di prestazioni complementari) nel campo degli assegni famigliari, sulla base della legge cantonale entrata in vigore nel luglio 1997, vi sono l assegno integrativo e l assegno di prima infanzia che aiutano in modo determinante le famiglie monoparentali. Uno studio del 1999 effettuato dall Ufficio degli studi della politica del lavoro e della politica sociale (BASS) ha rivelato che in Ticino circa 1800 famiglie ricevono gli assegni famigliari, per un totale di 22,2 milioni di franchi; questi aiuti diretti alle famiglie con figli sono più efficaci sia sul piano della ridistribuzione della ricchezza sia su quello della riduzione del tasso di povertà. 7 Dati presi dall articolo de la vie économique nell uscita dell agosto 2001 Les travailleurs pauvres en Suisse 8 Dati presi dall articolo de la vie économique nell uscita dell agosto 2001 Les travailleurs pauvres en Suisse 9 Dati presi dall articolo de la vie économique nell uscita dell agosto 2001 Les travailleurs pauvres en Suisse 7

8 Le spese delle famiglie ticinesi Ticino Totale ED Salariati Distribuzione delle ED in % 100,00 62,44 Numero di persone per ED 2,48 2,68 Spese mensili medie per ED in Fr Spese di consumo 61,5 61,8 Prodotti alimentari e bevande analcoliche 8,9 8,5 Bevande alcoliche e tabacchi 1,2 1,2 Indumenti e calzature 4,0 4,1 Abitazione ed energia 16,6 16,2 Apparecchi domestici e manutenzione corrente 3,0 3,0 Sanità 3,5 2,8 Trasporti 7,1 7,8 Comunicazioni 2,0 2,0 Tempo libero e cultura 6,3 6,8 Insegnamento 0,3 0,3 Ristoranti ed alberghi 6,2 6,5 Altri beni e servizi 2,4 2,5 Spese di trasferimento 38,5 38,2 Assicurazioni sociali dedotte dal salario 8,9 12,2 Assicurazioni sociali degli indipendenti 0,7 0,1 Assicurazione malattia di base 6,0 5,6 Assicurazioni malattia e incidenti complementari 1,9 1,6 Altre assicurazioni 5,1 5,2 Imposte e tasse 11,8 11,3 Contributi, offerte e altre girate 4,0 2,3 La situazione dei redditi famigliari determina in larga misura il comportamento in materia di consumi. Le economie domestiche ticinesi hanno speso in media nel franchi al mese per beni di consumo, servizi e trasferimenti (imposte, assicurazioni e contributi vari) che sono il 25% della spesa media complessiva e solo l 8,6% é destinato al risparmio. Le spese di trasferimento sono aumentate in tutte le loro voci, ma decisivi sono stati l esplosione dei costi dell assicurazione malattia (+7,8 %), l incremento dei contributi per le assicurazioni sociali e delle imposte. Tra le spese che incidono maggiormente nei consumi dei redditi famigliari economicamente più deboli figurano le spese per abitazione ed energia e quelle legate alla cura della salute (per la salute e assicurazioni malattia i redditi più bassi arrivano a pagare il 20% del loro budget). Ne deriva che le spese crescono con l aumentare del numero di persone facenti parte dell economia domestica, che ovviamente non apportano altri significativi redditi ma che incidono sulla borsa della spesa. Quindi meno possibilità di risparmio in quanto per le economie domestiche composte da una persona e quelle con cinque persone spendono in media tutto il loro salario mensile, mentre quelle delle categorie intermedie consacrano una parte importante del reddito al risparmio, fino a una quota pari al 12,6% del reddito per le economie domestiche composte da tre persone. Le spese che più contribuiscono alle spese di consumo sono quelle legate all alimentazione, ai trasporti e all abitazione (gli affitti sono relativamente più cari per piccoli appartamenti rispetto ad appartamenti più grandi, da qui il peso maggiore nelle economie domestiche di dimensioni ridotte). 10 Dati dell inchiesta sui redditi e sui consumi delle economie domestiche svolta dall Ufficio federale di statistica nel Fonte: Ufficio federale di statistica, elaborazione Ustat 8

9 Come recuperare le spese eccessive 1) La rivalutazione dei salari: rivalutare i contratti collettivi di lavoro e combattere la precarietà nel lavoro 2) Una più equa ripartizione degli oneri assicurativi: per le famiglie con figli s impone un alleggerimento del carico derivante dai premi per l assicurazione malattia, la gratuità dei premi per i figli, l introduzione di un limite massimo dei premi sul reddito imponibile (8%) e la deducibilità fiscale degli oneri assicurativi. 3) Affitti più contenuti: rafforzare il peso degli inquilini per raggiungere affitti più sopportabili, tenuto anche conto degli effetti contraddittori del sistema dei sussidi individuali per l alloggio. 4) Un minore carico fiscale: aumentare le deduzioni nella famiglia per i figli e figli agli studi, sul principio di deducibilità fiscale dei premi per l assicurazione malattia (con una deduzione crescente in base al numero dei figli) e, in particolare per i pensionati, la deducibilità dei premi per l assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, come pure correggere la posizione dei contribuenti invalidi e in AVS. 5) Assegni famigliari: rivalutare l assegno di base, di prima infanzia, integrativo e di formazione. 6) Salari da poveri Nella pubblicazione di uno studio da parte dell Ufficio federale di statistica (UST) dedicato ai salari minimi fissati nei contratti collettivi di lavoro (CCL) e della loro evoluzione tra il 1999 ed il 2001 n è conseguito che sono soprattutto i lavoratori e le lavoratrici non qualificati a beneficiare delle disposizioni relative ai salari minimi. Un esempio è stata la campagna sui bassi salari nella grande distribuzione, condotta (attorno alla campagna sulla rivendicazione del salario minimo a franchi) in alcuni cantoni del movimento sindacale o nella Svizzera tedesca nella quale si è rivelato che la manodopera non qualificata (cioè che non ha conseguito un tirocinio) è assai numerosa. Vi sono stati dei reali progressi che hanno potato ad aumenti dei salari minimi. Lo stesso si può dire per alti settori dove vi sono molti lavoratori non qualificati, ad esempio, il settore principale della costruzione che ha potuto beneficiare di un aumento dei minimi salariali. L inchiesta dell UST rivela come solo il 34% dei salariati dell economia privata in Svizzera fosse sottoposta ad un contratto collettivo di lavoro che fissa un salario minimo garantito, ossia per due terzi dei lavoratori e delle lavoratrici di questo paese attivi nel settore privato non vi sono disposizioni contrattuali che fissino in qualche modo un salario minimo al quale possano avere diritto. Tra i settori che godono di un CCL forte ve ne sono alcuni con una debole presenza sindacale. Il che equivale ad affermare che questi minimi salariali, pertanto fissati in CCL e spesso pure decretati d obbligatorietà generate (vale a dire con lo stesso valore di una disposizione di legge), motto spesso non trovano concreta applicazione nella realtà. Valga ad esempio quanto succede nel settore alberghiero e della ristorazione, dove le disposizioni contrattuali non sono rispettate per più del 50% del personale. La mancanza di un vero sindacato di settore, con una sua presenza ed un organizzazione sui luoghi di lavoro, ha un influenza decisiva su quest evoluzione. Nel settore alberghiero e della ristorazione, però, vi sono decine e decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici che lavorano in nero ed è uno dei settori più attivi a mantenere elevato il numero dei lavoratori clandestini in questo paese. E certo la condizione di questi lavoratori e lavoratrici non li mette nella migliore condizione per richiedere il rispetto nei salari minimi. 9

10 Differenza dei salari minimi per personale qualificato e non nel settore economico0 Settore economico Personale non qualificato Personale qualificato Agricoltura e annessi Industria alimentare Edizione, stampa Metallurgia Costruzione mobili Edilizia Ristorazione, alberghi Trasporti terrestri Trasporti aerei Salute ed attività sociali Intermediazione finanziaria In questa tabella fornita dall UST, con tutti limiti insiti in questo tipo d analisi, le medie dei salari minimi dei lavoratori qualificati oscillano attorno ai 3500 franchi mensili. E questo in settori molto importanti quali quello della metallurgia e della salute. Altri importanti settori, come ad esempio quello del settore alberghiero e della ristorazione, è ampiamente al di sotto di questa soglia. Lo stesso discorso vale per i lavoratori non qualificati. Qui possiamo constatare addirittura come tali medie in molti settori importanti (ristorazione ed alberghi, trasporti aerei e terrestri, costruzione) siano ancora sotto ai 3000 franchi. Molte famiglie sulla soglia della povertà L analisi della dinamica della povertà rende evidente un paradosso apparente: nella maggior parte dei casi lo stato di povertà è momentaneo, persistono però delle situazioni di povertà di lungo termine difficili da estirpare. Gli episodi di povertà di breve durata corrispondono per lo più a un deterioramento passeggero della situazione delle persone che hanno un reddito sufficiente per un lungo periodo. Per contro le situazioni in cui la povertà è persistente è strettamente associata all assenza d attività in un nucleo famigliare e ai nuclei con figli a carico dove non c è che un solo adulto, si specifica nel rapporto dell Ocse. Ed è proprio quest ultima la categoria di famiglie con le maggiori difficoltà, infatti, le persone che passano un anno intero in uno stato di povertà, conoscono generalmente parecchi anni di povertà. C è dunque il rischio che la povertà sia trasmessa da una generazione all altra. La forte incidenza della povertà nelle famiglie in cui vi sono persone attive professionalmente mostra che vi è la necessità di mettere in opera delle politiche che possano migliorare la posizione di un lavoratore. Si pensava che la strada della deregolamentazione nel campo di lavoro fosse la chiave per l aumento dell occupazione. Il rapporto dell Ocse evidenzia che, sebbene una certa flessibilità sia necessaria, è solo il lavoro qualificato a produrre nuove opportunità e quindi a poter assicurare il bilancio delle molte famiglie in difficoltà. 10

11 Redditi delle famiglie sotto la lente Tra il 1998 e il 2000 il reddito delle economie domestiche è progredito in Svizzera del 4,1%, passando da a franchi in media. Nello stesso periodo, le spese dei nuclei famigliari sono aumentate del 2,9%, salendo da a franchi: un incremento che segue da vicino il rincaro, pari al 2,3%. Lo indica l Ufficio federale di statistica (UST) in un comunicato diffuso il 18 aprile La struttura dei redditi per l insieme delle economie domestiche è rimasta quasi invariata nel lasso di tempo considerato. Il 72,4% del reddito deriva dall attività lavorativa, il 22,3% da trasferimenti, in particolare da rendite dell AVS/AI e delle casse pensioni, e il 5,3% dal capitale e dalla proprietà d immobili. Questi risultati riflettono la composizione socioeconomica delle economie domestiche, infatti, nei tre quarti dei nuclei famigliari, la persona che contribuisce in maggior misura al reddito svolge un attività dipendente o indipendente, oppure è agricoltore, mentre nel quarto restante si tratta di un beneficiario di rendite, di un disoccupato o di uno studente. 13 Ticino Totale ED Salariati Distribuzione delle ED in % ,44 Numero di persone per ED 2,48 2,68 Redditi mediani in franc hi Redditi medi in franchi Categorie dei redditi ripartizione in % 12 Redditi da lavoro 73,5 87,3 Redditi della sostanza 5,3 3,1 Redditi provenienti da trasferimenti 21,2 9,6 Svizzera Distribuzione delle ED in % ,29 Numero di persone per ED 2,43 2,56 Redditi mediani in franchi Redditi medi in franchi Categorie dei redditi ripartizione in % Redditi da lavoro 72,5 86,1 Redditi della sostanza 5,9 2,9 Redditi provenienti da trasferimenti 21,6 10,9 Le economie domestiche che hanno una persona di riferimento che lavora come dipendente o indipendente sono le più favorite, con redditi medi mensili rispettivamente di e franchi; se la persona è beneficiaria di una rendita il reddito mensile è di franchi. Osservando i dati secondo i tipi d economia domestica, si rivela che ha disporre dei redditi più bassi sono le persone sole (5.700 franchi) e le famiglie monoparentali (6.900). Infine, il livello di reddito di una coppia senza figli (9.500) è lievemente inferiore a quello di coppie con uno o più figli (da a franchi). Anche la struttura delle spese è cambiata solo lievemente tra il 1998 e il L esborso per l acquisto di beni e servizi è progredito del 3,1%. La quota di queste spese sul totale corrisponde al 63%. Il resto deriva da spese di trasferimento (assicurazioni, imposte, contributi), uscite che hanno superato un incremento del 2,6%. L abitazione (17,6% del budget delle economie domestiche) rappresenta la voce principale delle spese dei nuclei famigliari, Seguono i generi alimentari e bevande (9,6%) e trasporti (7,5%) che hanno consolidato la loro posizione a scapito della voce tempo libero, svago e cultura (6,7%). L esborso per le cure mediche e i costi per la salute (esclusi i premi dell assicurazione malattie) è aumentato del 30%: di conseguenza la loro quota nel budget delle economie domestiche passa dal 3,1 al 4%. Sempre secondo l Ufficio federale di statistica, tra le spese di trasferimento, le assicurazioni sociali (AVS, AI, casse pensioni, assicurazione malattie di base) e le 12 la ripartizione percentuale è calcolata sulla media. Eventuali differenze rispetto al 100% sono dovute ad arrotondamenti 13 Fonte: Ufficio federale di statistica, elaborazione Ustat 11

12 imposte continuano ad occupare i primi posti, con quote rispettivamente del 14,3 e 13,6%. Peraltro, i premi delle assicurazioni, senza distinzione, costituiscono il 20,7% del budget delle economie domestiche. Bilancio delle economie domestiche ticinesi Reddito mensile: 4500 Reddito mensile: 6600 Reddito mensile: 9000 (c) Single Single Single SPESE OBBLIGATORIE Affitto e spese (a) (a) Elettricità Telefono,TV,radio Casse (b) malati,assicurazioni (b) Tasse (com.,cant.,fed.) Spese di trasporto Oneri sociali RIMANENZA PARZIALE SPESE DELLA FAMIGLIA Alimenti e bibite Detersivi e articoli per la pulizia personale RIMANENZA PARZIALE ALTRE SPESE Abbigliamento Giornali e libri Ospitalità Regali Ferie e divertimento Auto(benzina,assicurazi one,ammortamento) Dentista e imprevisti Argent de poche figli Argent de poche moglie Argent de poche marito RISPARMIO FINALE a) riceve sussidi di 300 franchi al mese b) riceve sussidi per la cassa malati dal cantone c) reddito mediano dell'economia domestica ticinese per l'ust Considerando la tabella ci sono tre fasce di reddito differenti considerate in funzione del reddito mediano: una fascia bassa di franchi, quella mediana di e infine quella alta di franchi. Sulla base di tali dati e con il supporto degli esempi di budget famigliari preparati dall ASB (Arbeitsgemeinschaft Schweizerischer Budgetberatungsstellen) e considerand o soltanto il minimo vitale è stato costruito il bilancio delle famiglie tipo. I risultati sono evidenti e chiarissimi: con un reddito globale di franchi una coppia con uno o due figli, non si ritrova un granché nel portafoglio a fine mese. Il discorso potrebbe essere esteso anche alle famiglie con redditi più alti visto che con un reddito disponibile di franchi una famiglia di quattro persone a fine mese, tirando la cinghia, risparmia solo 780 franchi. Anche i circa franchi risparmiati dall economia domestica di tre persone con un reddito di franchi potrebbero essere insufficienti quando il figlio magari è iscritto all università, o qualora vi siano particolari imprevisti. 12

13 Insomma è semplice arrivare alla conclusione che per sempre più famiglie ticinesi il doppio salario o la soluzione per far quadrare il bilancio famigliare e ciò vale non solo per le famiglie meno fortunate, ma pure per quelle di fasce più benestanti che possono rientrare nel cosiddetto ceto medio. Le statistiche sono chiare: i veri poveri in Svizzera sono le famiglie con figli a carico Le statistiche riportate nella tabella meritano alcune considerazioni. Innanzitutto il reddito delle economie domestiche è al lordo sia delle deduzioni sociali sia di quelle di cassa pensione. Al netto sono invece le spese. Da questa prima considerazione deduciamo che se la media del reddito (lordo) è di franchi e la media delle spese (al netto) è di 7.650, le possibilità di risparmio sono in concrete nulle, anzi, è possibile che la media delle economie domestiche fatichi ad arrivare alla fine del mese. Non per niente il credito al consumo diventa in Svizzera un fenomeno sempre più praticato. La seconda considerazione è che la media di franchi dei redditi per le persone sole, è un buon reddito. È pure relativamente cospicuo il reddito medio mensile di franchi per le coppie senza figli. È invece problematico il reddito medio di franchi di una coppia con figli a carico. Per le famiglie con due figli, gli assegni mensili (che non sono inclusi nei franchi) servono, infatti, appena per pagare le casse malati e, per figlio, in media, la spesa mensile è di almeno 500 franchi. Dalle cifre risulta dunque che i veri poveri in Svizzera sono oggi le famiglie con due o più figli a carico. Per questo motivo è importante e decisivo che le autorità fiscali intervengano con pacchetti fiscali mirati ad alleviare il peso fiscale di questa categoria di cittadini. 7) Possibili soluzioni per limitare e migliorare la situazione dei salariati Se un salario non basta si raddoppia Negli ultimi anni per un numero sempre maggiore di famiglie il ricorso al doppio salario della coppia è stata l unica soluzione per poter far fronte all aumento del costo della vita. Questa soluzione è nata spontaneamente da parte dei lavoratori in quanto l aumento dei premi delle casse malati e del costo delle assicurazioni sociali e lo stagnare dei salari hanno obbligato un numero sempre maggiore di donne- casalinghe a intraprendere una nuova carriera nel mondo del lavoro. Quello dei doppi salari è un fenomeno sviluppatosi negli scorsi decenni che ha toccato il suo massimo negli ultimissimi anni con l avvento della ripresa economica nella seconda metà degli anni Novanta nel cantone Ticino. Nello spazio di poco meno di trent anni infatti in Ticino è più che raddoppiato il numero di famiglie, dove non solo per necessità, sia l uomo che la donna sono impegnati professionalmente. Tra il biennio 1977/1978 e il 1993/1994 (ultimo biennio per il quale son o disponibili dei dati dell Ufficio di statistica del cantone Ticino) la percentuale di famiglie beneficiarie di doppi redditi è passata dal 17 al 31 per cento, cioè da coppie (su un totale di ) si è passati a coppie (su un totale di oltre ). In molti casi si tratta magari di impieghi a tempo parziale, comunque spesso la decisione di riprendere a lavorare è dovuta anche al fatto che il reddito medio globale mensile di una famiglia di franchi si è fatto cosi troppo risicato per le necessità. di un nucleo famigliare con uno o due figli. Un salario mediano di franchi troppo spesso è insufficiente. Quali sono le ragioni di questo fenomeno? Sicuramente negli ultimi decenni è cresciuto il numero di donne sposate diplomate o laureate che hanno cercato una giusta soddisfazione personale che le ha parzialmente allontanate dalla tradizionale attività di donna casalinga. Le cause di questo fenomeno sono però soprattutto da imputare alla crescente difficoltà delle famiglie ticinesi ad arrivare alla fine del mese con un solo stipendio il crescere del costo di alcune voci del bilancio famigliare, vedi casse malati o assicurazioni sociali in particolare, ha inciso sui risparmi delle economie domestiche ticinesi al punto che molte donne sono state obbligate a cercare un posto di lavoro. In effetti il salario lordo mensile mediano di un ticinese non è altissimo, non supera i franchi. Mentre il salario mediano lordo mensile percepito dal sesso femminile è inferiore al franchi per la precisione secondo l Ufficio di statistica del Cantone. Una disparità quella dei salari percepiti da uomini e donne che oltretutto è andata ampliandosi negli ultimi anni. 13

14 Disparità salariali tra uomini e donne In certi casi come nel settore del commercio al dettaglio la differenza di salario tra uomo e donna tra il 1998 e quest anno è aumentata del 12%. I salari inferiori delle donne non penalizzano solo il sesso femminile, ma anche la famiglia. Salari In Franchi CH TI CH TI CH TI Donne Uomini Totale * salario lordo mensile standardizzato (mediana) Inoltre, si può affermare che i salari maschili e femminili in Ticino sono inferiori alla media Svizzera che è di franchi mensili (vedi tabella qui sopra) e molte famiglie ticinesi non possono che risentirne. Il reddito globale mediano mensile lordo di una economia domestica (dati dell Ufficio di statistica) in Ticino è di franchi che comprendono tutti i redditi che in un modo o nell altro costituiscono un apporto al budget dell economia domestica: allora non vi è soltanto il salario, ai salari, bisogna contare anche le pensioni, le rendite AVS, i rimborsi delle assicurazioni, rendite immobiliari, e via dicendo. È evidente quindi che tra i franchi di un salario percepito da un uomo, e ancor più tra i franchi percepiti da una salariata, e i franchi di un reddito mediano mensile di una famiglia vi è un bello scarto che in molti casi viene chiaramente colmato soltanto se in una famiglia si può fare ricorso a un doppio stipendio. Nessun compromesso per migliorare la situazione dei salariati Gli ultimi anni hanno regalato più delusioni che altro a molte famiglie ticinesi per via della stagnazione dei salari e per il rincaro di molte voci del bilancio famigliare quali le casse malati o le assicurazioni sociali. L'anno scorso quasi tutte le federazioni affiliate all'uss avevano rivendicato aumenti salariali del 5% per il 2002, con un aumento medio cioè pari a 250 fr mensili i risultati sono stati miseri; infatti la rivendicazione questa volta è più moderata di quella dello scorso anno: il 3% contro il 5% già chiesto. Secondo i dati dell'ufficio federale di Statistica (UST) gli aumenti nominali 14 validi per il 2002 sono stati mediamente del 2,5%. Inoltre gli aumenti generalizzati 15 si sono fermati all'1,3%: il resto, cioè l'1,2%, è andata ad aumenti individuali, cioè legati al merito, alle prestazioni di ogni singolo dipendente e quindi in nessun caso rivendicabili come tale da ogni singolo lavoratore. Il bilancio aritmetico per lo scorso anno è quindi subito fatto: partiti con una richiesta del 5% si è ottenuto poco più dell'1%. La prospettiva per il 2003 risulta assai negativa: il rischio reale è che i salari non solo subiscano aumenti di alcun genere, ma che complessivamente i salari reali possano diminuire. In questo modo l'offensiva salariale annunciata in pompa magna lo scorso anno (5%) rischia di concludersi, dopo due anni, sicuramente non con aumenti dell'8% dei salari, ma con salari effettivi complessivamente stagnanti se non addirittura più bassi. In questo modo non solo i salariati non saranno riusciti ad approfittare della seppur breve ripresa congiunturale degli anni 2002 e 2001 per recuperare una parte del potere d'acquisto perso negli anni '90; ma si ritroveranno all'inizio di una nuova fase recessiva e con un movimento dei salari di nuovo verso il basso. Una ulteriore dimostrazione della bancarotta politica delle attuali direzioni sindacali. 14 vale per i lavoratori sottoposti ad un contratto collettivo di lavoro, i quali sono una minoranza in Svizzera 15 vale a dire quegli aumenti che tutti i lavoratori hanno diritto a ricevere 14

15 Un'imposta negativa per i working poor Per lottare contro il fenomeno dei working poor lo Stato ha usato come strumento dei modelli basati sull'imposta negativa (sconti fiscali che si trasformano in pratica in sussidi a beneficio del contribuente) danno risultati migliori di quelli basati sul reddito minimo. 16 Le persone che pur essendo perfettamente integrate nel mondo del lavoro percepiscono salari talmente bassi da vivere in condizioni di povertà devono spesso ricorrere all'aiuto sociale, che da parte sua non é pensato per fornire un sostegno prolungato. Nel primo modello sviluppato dai professori Gerfin e Leu, tutte le famiglie riceverebbero esattamente l'importo necessario a colmare il divario con il livello della soglia di povertà. "Il solo inconveniente di questo modello è il fatto che può trasformarsi in un incitamento a ridurrei l tempo di lavoro", scrivono gli autori. Il secondo modello mira a spronare la gente a lavorare: dal momento in cui il reddito è superiore ad un dato importo, il sussidio fiscale viene diminuito di 70 centesimi per ogni franco guadagnato in più: in tal modo l'importo continuerebbe a progredire anche con l'aumento dell'attività professionale. Lo studio ha valutato anche gli effetti dell'introduzione di un salario minimo uniforme di franchi netti. Secondo lo studio, pur applicando questo postulato sindacale famiglie nel 1999 ( persone) continuerebbero a vivere al di sotto della soglia di povertà, malgrado un tempo di lavoro minimo di 40 ore. Secondo i ricercatori l'efficacia di un sistema basato sull'imposta negativa è nettamente maggiore. Esso ha inoltre il vantaggio di poter essere finanziato attraverso l'imposizione generale. Inoltre i sussidi fiscali possono essere versati anche ai lavoratori indipendenti. resta invece ancora da determinare quali delle due varianti di imposta negativa sia preferibile per altri gruppi come le famiglie monoparentali o i disoccupati di lunga durata. In ogni modo l'importo dell'imposta negativa non dovrebbe essere troppo bassa, in modo da garantire l'efficacia dello strumento, ma nemmeno troppo alto, per evitare che diminuisca lo stimolo per lavorare. Rilanciare il dibattito su un salario minimo legale Questa soluzione è sorta do po un dibattito tra datori e lavoratori infatti secondo un inchiesta del Credit Suisse condotta l anno scorso il 79% dei cittadini e delle cittadine di questo paese pensano che sarebbe necessario introdurre un salario minimo legale. Certo il dibattito sul salario minimo legale non è facile. Le incognite sono molte e le esperienze all estero non sempre delle più felici ed invitanti. Ma all epoca della flessibilità e della precarizzazione, della divisione ed atomizzazione dei salariati, della esternalizzazione e della destrutturazione dei collettivi salariali, la necessità di regole il più universali possibili s impone con forza. E disposizioni legali in materia salariale, come appunto l introduzione di un salario minimo intercategoriale, appaiono oggi sempre più necessarie. Accordi bilaterali: le quattro misure d'accompagnamento Pascal Couchepin ha affermato che un rapporto sulle misure da prendere per lottare contro il fenomeno dei cosiddetti working poors concretamente sarebbe l introduzione dei salari minimi. A questo proposito i sindacati hanno proposto quattro misure d accompagnamento per la libera circolazione che sono state approvate dalle due camere l 8 ottobre 1999 assieme agli accordi bilaterali. Il Parlamento ha adottato una legge federale concernente condizioni lavorative e salariali minime per lavoratori distaccati in Svizzera e misure collaterali. Le quattro misure d accompagnamento sono: Prima misura: legge sui lavoratori distaccati all estero Questa legge, che si basa sulla corrispettiva direttiva dell Unione Europea, vale esclusivamente per lavoratori che vengono mandati in Svizzera da una ditta straniera e prevede che le disposizioni svizzere di protezione del lavoro e gli elementi più importanti dei contratti collettivi di lavoro debbano essere rispettati. Questo però è possibile soltanto se esiste un contratto collettivo di lavoro valido per tutti. Perché questi diritti per i lavoratori distaccati siano esigibili per vie legali, anche in Svizzera viene modificata la legge federale sul diritto privato internazionale e rivisto il corrispondente accordo internazionale: Il primo imprenditore (impresa generale) risponde in modo solidale per l osservanza della legge La Confederazione acquisisce la facoltà di indennizzare gli organi di controllo Sanzioni in caso d infrazione (compreso l immediato divieto di lavorare) 16 Studio realizzato dai professori Michael Gerfin e Robert Leu dell'università di Berna su mandato del Dipartimento federale dell'economia (DFE) 15

16 Seconda misura: facilitazione dell obbligatorietà generale dei contratti collettivi di lavoro La normale procedura per l obbligatorietà generale dei contratti collettivi di lavoro non è stata modificata. Questo vuol dire che fondamentalmente la condizione necessaria per l obbligatorietà generale rimane il raggiungimento dei tre quorum del 50%, laddove la regolamentazione consentiva già finora di prescindere dal terzo quorum (minimo 50% di percentuale d organizzazione del lavoratore). In caso d abuso ora i quorum possono essere abbassati al 30% il Consiglio Nazionale e la commissione del Consiglio degli Stati si sono accordati sulla formulazione del Consiglio Federale, secondo la quale questa situazione si verifica se ci sono ripetuti abusi sui salari e sugli orari di lavoro. Terza misura: salari minimi stabiliti a livello statale Ora le autorità competenti a livello federale e cantonale possono emanare salari minimi obbligatori nell ambito di un contratto di lavoro normale. Anche qui la condizione è data se ci sono ripetuti abusi sui salari (abbassamento illecito dei salari). Quarta misura: commissioni tripartite La Confederazione istituisce in ogni Cantone una commissione tripartita. Essa ha il compito di osservare il mercato del lavoro e di intervenire in caso d abuso. La commissione paritetica può richiedere la dichiarazione d obbligatorietà generale facilitata di un contratto collettivo di lavoro o un contratto di lavoro normale con salari minimi. Tuttavia prima di emanare dei salari minimi si deve ricercare l accordo con il datore di lavoro in questione. Per il controllo dei contratti di lavoro normale la commissione tripartita ha il diritto d ispezione nelle imprese, le organizzazioni dei lavoratori hanno il diritto d azione come associazioni (dietro accertamento). L istituzione di commissioni tripartite in tutti cantoni può portare progressi, migliorare il controllo e far affermare delle disposizioni minime, soprattutto in settori dove non ci sono organi di controllo previsti in via contrattuale. Le misure proposte mirano ad impedire che l introduzione della libera circolazione delle persone provochi un dumping sociale e salariale a scapito dei lavoratori attivi in Svizzera. Le misure d accompagnamento negoziate portano innovazioni positive al diritto del lavoro elvetico: per la prima volta vi saranno salari minimi obbligatori a livello statale, non solo per i lavoratori esteri; bensì per tutti i salariati. Questa possibilità faciliterà la lotta contro i salari bassi nei settori non coperti da contratti collettivi di lavoro (agricoltura, commercio al dettaglio e altri). A tale scopo, la legge definisce un nucleo centrale di norme intese a tutelare i lavoratori; data la loro rilevanza per mantenere un mercato del lavoro equilibrato, queste disposizioni debbono essere osservate da tutti gli operatori economici, indipendentemente dal loro Paese d origine o dal loro domicilio, tenuto conto della loro impostazione decentralizzata e considerato il ruolo rilevante che queste misure d accompagnamento affidano agli interlocutori sociali, esse mirano ad essere uno strumento che offra al tempo stesso la necessaria flessibilità nonché le garanzie di prossimità che permettono di tenere conto per il meglio delle specificità dei vari settori economici interessati e delle diversità esistenti fra i vari Cantoni. Le misure d accompagnamento costituiscono un giusto compromesso tra l interventismo statale e la necessità di tutelare i lavoratori attivi nel nostro Paese. Un altro esempio lo troviamo nel Codice delle Obbligazioni con l articolo 356 inerente al contratto collettivo emanato il 25 giugno 2002: Art. 356 del CO I. Definizione, contenuto, forma e durata 1. Definizione e contenuto 1 Mediante contratto collettivo di lavoro, datori di lavoro o loro associazioni, da una parte, e associazioni di lavoratori, dall altra, stabiliscono in comune disposizioni circa la stipulazione, il contenuto e la fine dei rapporti individuali di lavoro tra i datori di lavoro e i lavoratori interessati. 2 Il contratto collettivo può contenere anche altre disposizioni che concernono i rapporti fra i datori di lavoro e i lavoratori, o limitarsi a queste disposizioni. 3 Il contratto collettivo può inoltre disciplinare i diritti e gli obblighi delle parti contraenti, come pure il controllo e l esecuzione delle disposizioni previste nei capoversi precedenti. 16

17 4 Se più associazioni di datori di lavoro o, dall altra parte, più associazioni di lavoratori sono vincolate dal contratto per averlo conchiuso o per avervi, con il consenso delle parti contraenti, aderito ulteriormente, esse stanno fra loro in un rapporto di diritti e obblighi uguali; è nullo qualunque accordo contrario. Questo esempio è lampante in quanto è importante sapere che anche nel nostro sistema giudiziario i lavoratori sono tutelati e che datori di lavoro e sindacati prendano in comune le disposizioni di tali contratti affinché non vi siano abusi. In allegato ho messo l intera legge federale ( ) concernete il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro emanato il 28 settembre 1956 e ritrattato il 1 febbraio 2000; inoltre ho allegato il contratto collettivo cosi da vedere come viene stipulato e con quali clausole vi ene presentato. Qui di seguito ho messo l Art.10 e l Art.11 del Codice delle obbligazioni nei quali si parla dei salari minimi: Art. 10 del CO: Salari minimi (per il 1 gennaio 2001 risp. Stagione estiva 2001) 1) Salari lordi minimi mensili per collaboratori a tempo pieno (anno 2002-anno 2003): - Collaboratori senza apprendistato professionale Fr Fr Se il collaboratore non presta un lavoro qualificato secondo la cifra 2, si può pattuire un salario minimo inferiore del 10% se l'azienda è sita in una regione che necessita di promozione ai sensi della Legge federale sull'aiuto agli investimenti nelle regioni montane (vedi allegato 1). - Collaboratori con apprendistato professionale o formazione equivalente Fr Fr Collaboratori con formazione professionale superiore o particolare responsabilità Fr Fr a) Esame professionale giusta l'art. 51 ss. LFP b) Apprendistato con 7 anni di esperienza settoriale (compreso il periodo di formazione) c) Quadri ai quali è regolarmente sottoposto almeno 1 collaboratore (compresi apprendisti o lavoratori a tempo parziale) d) Collaboratori con formazione o funzione di quadro equivalente. Salari precedenti I a) , , I b) , , II , , III , , Dal 1 gennaio 2002 le categorie I a) e I b) saranno unite nella categoria I. IV Quadri ai quali é regolarmente sottoposto un numero di collaboratori giusta la lettera c) o esame professionale superiore secondo l'art. 51 ss. LFP Anno 2002 Anno 2003 a) - Quadri ai quali sono regolarmente sottoposti collaboratori giusta la lettera c) - funzione di quadro equivalente Fr , Fr b) - Esame professionale superiore giusta l'art. 51 ss. LFP - Quadri ai quali sono regolarmente sottoposti collaboratori giusta la lettera c) da almeno 5 anni - funzione di quadro o formazione equivalente Fr , Fr c) Numero di collaboratori sottoposti giusta le lettere a) e b): Settore cucina 4 Settore servizio 6 Settore hall/réception 3 Settore economia domestica aziendale 6 Altri settori 3 d) I salari giusta le lettere IV a) e b) possono anche essere inferiori, se stipulato per iscritto in un contratto di lavoro, indipendentemente dallo stato di residenza del collaboratore. Salari precedenti IV a) IV b) ) Per attività professionale qualificata di cui al cpv. 1 cat. l si intende una regolare attività o funzione in un settore o in una parte di esso, svolta di regola da professionisti, o che non si può qualificare come lavoro subalterno. Nel settore cucina rientra in tale definizione l'impiego di collaboratori senza formazione professionale per la preparazione e la produzione di pietanze in settori parziali, che di regola rientrano nelle competenze di un cuoco o di un pasticciere. In tale definizione rientra anche l'attività nel settore servizio. 17

18 3) Per i dipendenti senza formazione del settore servizio si può pattuire per l'anno 2002, per un periodo d'introduzione della durata massima di 6 mesi, un salario minimo inferiore del 10% al massimo, per l'anno 2003 un salario minimo inferiore del 5% al massimo rispetto alla cifra 1 categoria I, a condizione che l'accordo avvenga per iscritto sotto forma di contratto di lavoro individuale. Se, in precedenza, il collaboratore non ha mai lavorato nell'industria alberghiera e della ristorazione e se non svolge alcun lavoro qualificato, il salario minimo nell'anno 2002 può essere pattuito applicando una riduzione massima del 10% per i primi 6 mesi, nell'anno 2003 una riduzione massima del 5%. Fino al compimento del 17 anno d'età, il salario minimo secondo cifra 1 categoria I può essere pattuito con una riduzione del 20% al massimo. Le riduzioni del salario minimo non sono cumulabili. 4) Determinante per l'attribuzione ad una determinata categoria è l'effettivo settore di responsabilità, rispettivamente la qualifica professionale e non la semplice definizione del genere di attività svolta. 5) In caso di contestazione, la Commissione paritetica di sorveglianza decide circa l'attribuzione di un collaboratore ad una categoria, così come il riconoscimento di una formazione professionale o di una funzione. Art. 11 del CO: Salario minimo per praticanti 1) Praticanti di scuole professionali alberghiere domiciliate in Svizzera che assolvono la parte pratica del programma di formazione hanno diritto ad un salario mensile lordo di almeno Fr ) I contributi che l'azienda versa alla scuola professionale non costituiscono parte integrante del suddetto salario minimo. 3) Dal salario del praticante non si possono effettuare deduzioni a favore della scuola. In questi due articoli si possono ben vedere le differenze di salario cui sono sottoposti i lavoratori; essi vengono retribuiti secondo il loro grado di formazione. Il minimo attribuito a un lavoratore senza apprendistato è di al mese, con apprendistato professionale 3 350, e man mano che si è maggiormente formati professionalmente i salari aumentano. Comunque questi dati restano teorici in quanto si è visto che nell inchiesta dell UST il salario minimo per del personale non qualificato è al di sotto della soglia dei 3 000; ossia Questi abusi 17 sono dovuti a una mancanza di sindacato di settore che faccia valere i diritti dei lavoratori e faccia rispettare le norme contenute nel contratto collettivo infatti è anche per questo motivo che in questo settore vi siano molte persone che lavorano in nero e che non li mette nella condizione per richiedere il rispetto dei salari minimi. Resta acceso ancora oggi il dibattito sul tema sociale ed economico Il dibattito sul tema sociale ed economico del salario è in corso da molto tempo ma ultimamente è caratterizzato da elevate tensioni inflazionistiche accompagnate da un aumento della disoccupazione. Le nuove teorie hanno preso atto della diversa situazione in cui le parti sociali si trovano ad operare: le teorie tradizionali sono state respinte, sia per la loro insufficienza sul terreno della giustizia sociale, sia perché è tramontato il contesto concorrenziale in cui sono state formulate. In una situazione di concorrenza perfetta, il salario veniva determinato dall incontro della domanda e dell offerta: oggi, radicalmente mutata la situazione di mercato, la contrattazione collettiva dei salari avviene in regime di monopolio bilaterale; e quindi assumono particolare rilievo i rapporti di forza fra le contrapposte organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori. In Svizzera la disoccupazione registrata in lieve calo a partire dalla seconda metà degli anni 90 sta lasciando il posto ad un nuovo incremento delle persone in cerca d impiego. 18 Lo stesso discorso può essere fatto per quel che riguarda le persone inoccupate recensite dall Ufficio federale di statistica. Da questi dati risulta inoltre che sono notevolmente aumentate le persone sottooccupate 19. L ufficio di statistica sostiene che una persona su 10 non ha abbastanza lavoro, di queste sono inoccupate e sono invece sottooccupate. in totale queste persone rappresentano il 10,8% della popolazione attiva 20. I mutamenti del mercato hanno influenzato anche l andamento del livello dei salari. In generale, se si osservano i salari reali, si nota come questi siano 17 cfr capitolo salari da poveri 18 Segretariato di Stato all economia (SECO), La chômagne en Suisse, Berna per persone sottoccupate si intende qui lavoratori che hanno un impiego a tempo parziale, ma desidererebbero lavorare di più 20 ufficio federale di statistica (UST), Rivelamento delle forze lavoro in Svizzera(Rifos), Neuchâtel

19 tendenzialmente rimasti stabili, se non addirittura diminuiti. esistono chiaramente differenze all interno dei singoli settori economici e tra i diversi lavoratori. Rimane comunque il fatto che oggi il 21% dei salariati svizzeri ha uno stipendio inferiore ai franchi netti e l 1,2% ha invece un salario superiore ai franchi. Anche le forme di remunerazione sono state direttamente toccate dalla flessibilità: in molti settori sono stati introdotte forme di remunerazione legate all andamento dell impresa o al merito del dipendente 21. Sul finire degli anni 90 è poi emerso in modo evidente il fenomeno dei cosiddetti lavoratori poveri, che pur avendo un impiego non raggiungono un minimo vitale. Si calcola che in Svizzera i working poor siano , il 7,5% delle persone occupate. L emergere delle nuove povertà è legato ai processi di riorganizzazione del mercato del lavoro. I lavoratori a tempo parziale, con orari flessibili e con contratti a tempo determinato sono più a rischio di diventare lavoratori poveri. Particolarmente rilevante è poi la quota di lavoratori indipendenti che sono poveri. Anche le interruzioni di carriera possono rappresentare un elemento di caduta nella povertà. Si osserva poi che i nuovi impiegati in una stessa azienda o funzione hanno più possibilità di diventare poveri rispetto a coloro che vi lavorano da molto tempo 22. È in questo quadro che s inserisce l inchiesta svolta in Ticino sul rapporto tra le nuove forme di lavoro e la qualità di vita. Un contesto nel quale la flessibilità del mercato del lavoro, in tutte le sue forme, ha assunto dimensioni importanti, ponendo all ordine del giorno nuove problematiche. Molti salariati (67%) dichiarano di essere costretti a fare sacrifici per vivere e pochi sono coloro che riescono ad accantonare regolarmente quote di risparmio. risulta poi chiaramente come l affitto sia la spesa che maggiormente incide sul bilancio famigliare, seguito dalle assicurazioni (cassa malati, ecc.) e dalle imposte. La quasi totalità degli intervistati ammette di essere costretto a rinunciare ad alcune spese, la maggior parte rinuncia alle vacanze. Una piccola parte (9%) sostiene di risparmiare sulle cure mediche; si tratta di una minoranza ma comunque significativa dei problemi che il lavoro precario può generare. Le fasce d età più basse e quelle più alte rappresentano anche redditi inferiori. Le classi d età intermedie (25-45 anni) mostrano una situazione finanziaria meno difficile. Le persone sposate o separate lamentano una situazione finanziaria peggiore. Una soluzione potrebbe essere data da un intervento di politica sociale che non può unicamente limitarsi a contenere le conseguenze sociali legate alla flessibilità del lavoro, ma deve cercare anche di contenere la tipologia della flessibilità. Questo obiettivo appare importante soprattutto in vista di un prevedibile ulteriore aumento della forza lavoro precaria che comporterebbe un aumento considerevole delle persone soggette ai rischi stessi della flessibilità. Da questo punto di vista sarebbe importante avviare una riflessione sulla legge sul collocamento e il prestito del personale promuovendo l introduzione di alcune clausole di maggiore tutela dei lavoratori stessi (come ad esempio l obbligo per le agenzie di collocamento di rispettare tutti i contratti di lavoro e i regolamenti delle aziende e non solo i contratti decretati di obbligatorietà generale) e misure di controllo e di contenimento dell utilizzo all interno delle aziende del lavoro temporaneo (vincoli all utilizzo del lavoro temporaneo in alcuni settori, per tipo di professione o di tempo, ecc.). Alla povertà delle famiglie il nostro cantone ha risposto in buona misura con la legge sugli assegni di famiglia, con l assegno integrativo e quello di prima infanzia, recentemente consolidata ed adeguata dal Gran Consiglio con la prima revisione della legge. Con questa legge il Ticino a trasferito l intervento a favore delle famiglie povere dall assistenza sociale all assicurazione sociale (una vera e propria politica sociale). A livello federale acquista sempre più peso l idea che il fenomeno dei working poor si possa rispondere con delle misure che discendono da due politiche pubbliche: la politica del mercato del lavoro e la politica famigliare. Il Ticino con la sua politica famigliare ha pure risposto al problema dei lavoratori poveri, padri e madri di famiglia, ed ha risposto alla crescente femminilizzazione della povertà, diminuendo il numero delle mamme povere. La prima revisione della legge sugli assegni di famiglia, adegua la legge anche ai modi di lavorare ed introduce le misure di appoggio 23 per le famiglie povere, che hanno lo scopo, soprattutto per le mamme di conciliare l attività famigliare con quella professionale. Comunque, più in generale, la centralità del lavoro, come fonte di reddito e di integrazione sociale, presuppone per tutti i genitori, non solo quelli poveri, la ricerca di una migliore compatibilità fra famiglia e professione. La partecipazione delle donne al mercato del lavoro e l accresciuta flessibilità del mondo del lavoro sollecitano nuove risposte. Il nuovo disegno di legge per le famiglie, approvato dal Governo lo scorso 25 giugno, considera queste mutate esigenze. 21 Ufficio federale di statistica (UST), Enquête suisse sur le salaires 1999, Neuchâtel 1999; (UST) Differences de rémunération du travail très marquée selon les secteures économiques et le catégories salariés, Neuchâtel (UST), Working poor in der Schweiz, Neuchâtel se il genitore che percepisce un assegno di prima infanzia esercita un attività lavorativa può beneficiare del rimborso delle spese di collocamento dei figli in un asilo nido riconosciuto ed autorizzato o presso una mamma diurna riconosciuta 19

20 9) Conclusioni Come abbiamo visto il fenomeno dei working poors riguarda circa il 7.5% della popolazione a livello svizzero, mentre quello della povertà ne coinvolge il 10%. Questi fenomeni sono analizzabili da molteplici punti di vista per esempio considerando la teoria di David Ricardo o semplicemente studiando le statistiche relative all occupazione ed ai relativi redditi. Il comune denominatore sembra essere quello di un impossibilità, o insufficiente incisività nel combattere questi allarmanti fenomeni. Da quanto si è presentato risulta chiaro che è fondamentale riferire il concetto di povertà, come pure quello di working poor, al livello del costo della vita in quanto un solo indice numerico del reddito percepito non è in grado di fornire utili indicazioni: un reddito che in Svizzera viene considerato a livello della soglia di povertà, in altri Stati può essere sopra o sotto tale limite. Quanto visto sembra dimostrare che il fenomeno della povertà coinvolga maggiormente le famiglie con figli a carico, mentre l altro fenomeno, quello dei working poors, colpisce in particolar modo le persone con una scarsa formazione, prevalentemente giovani e gli indipendenti; bisogna considerare che questa situazione risulta, ad un analisi superficiale, quasi inesistente, proprio per il fatto che queste persone percepiscono un regolare stipendio a seguito di un regolare lavoro. Da quanto emerso, i tentativi di contrastare il fenomeno della povertà hanno assunto molteplici forme, dal sostegno ai redditi bassi, alle deduzioni come pure a forme d intervento privato mediante fondazioni; non da ultimo bisogna ricordare che le stesse famiglie hanno adottato delle strategie volte ad incrementare il livello delle entrate. Quella più evidente è il sempre maggior ricorso al doppio lavoro o a lavori al di fuori della normale giornata lavorativa, con notevoli conseguenze a livello di relazioni sociali in quanto il tempo libero a disposizione risulta sempre inferiore. Con le quattro misure d accompagnamento presentate negli accordi bilaterali, si potrebbe attenuare il fenomeno dei working poors, in particolare una maggior diffusione dei contratti collettivi di lavoro permetterebbe di ottenere dei minimi salariali in grado di garantire un livello adeguato di reddito. Necessariamente bisogna istituire una commissione in grado di vigilare sui contratti collettivi e correggere eventuali abusi. La domanda che rimane aperta, visto che un simile sistema non è ancora stato applicat o, è quella riguardante il funzionamento di un imposta negativa sul reddito. Io credo che affrontare i temi connessi con il lavoro e la povertà, il mercato del lavoro e la distribuzione della ricchezza, il diritto del lavoro e la sicurezza sociale, significa uscire dalle logiche settoriali infatti la lotta contro la povertà presuppone un complesso di diritti fondamentali che garantiscono un minimo esistenziale 24, le cure sanitarie e l'inserimento/reinserimento professionale e sociale. Questa protezione fondamentale a livello svizzero non è ancora del tutto efficiente seppure vi siano stati dei miglioramenti delle prestazioni famigliari e di maternità 25. A questa protezione si aggiunge quella specifica, che interessa i lavoratori; in particolare l'indennità giornaliera in caso di malattia (legale o convenzionale), d'infortunio, di servizio militare o civile, le prestazioni in caso d'infortunio o malattia professionale, la previdenza professionale obbligatoria e facoltativa, l'assicurazione contro la disoccupazione. La popolarità delle prestazioni condiziona l'adeguamento del nostro sistema di sicurezza sociale, ed è importante per uno stato federale come la Svizzera, dove è necessario suddividere i ruoli ed essere consci delle competenze. L'adeguamento del sistema, in particolare delle assicurazioni sociali, è competenza della Confederazione, mentre la politica è soprattutto di competenza dei cantoni. Penso che sia importante rivedere il rapporto tra lavoro e sicurezza sociale poiché il lavoro non è più l'unica fonte di reddito importante ma è un mezzo per la realizzazione personale e d inserimento sociale determinante. L'adeguamento continuo e durevole della sicurezza sociale è premessa dai cambiamenti del lavoro e costituisce la spinta per migliorare la qualità di vita dei cittadini, ma soprattutto dei lavoratori. 24 l'avs con le PC e gli assegni famigliari ticinesi di complemento (AFI ed API) sono gli esempi svizzeri migliori 25 l'iniziativa Triponex, approvata dal Consiglio Nazionale, propone un'assicurazione maternità per le madri salariate ed indipendenti nell'ambito della legge sull'indennità per perdita di guadagno in caso di servizio militare e civile 20

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