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1 CONDIVIDERE LA PREVIDENZA Testo aggiornato a dicembre 2013 Redazione a cura: Area Internazionale Ital Uil Anna Ginanneschi e Cinzia Ranghino - Area tecnica Ital Uil Piero Bombardieri e Mariapia Raiele Hanno collaborato: Ester Sau, Essa Eskander, Lello Dell Ariccia, Alfredo Carpentieri, Sevda Yuseinova

2 2 SOMMARIO Pag. 3 Pag. 4 Pag. 13 Pag. 19 Pag. 52 Pag. 79 Pag. 88 Pag. 102 Premessa Disposizioni generali Regolamenti comunitari Cenni sul sistema pensionistico nazionale dei Paesi europei Convenzioni bilaterali Prestazioni pensionistiche per lavoratori stranieri soggiornanti in Italia I sistemi previdenziali di alcuni Paesi extra Ue non in convenzione con l Italia Poli territoriali Inps per i residenti all estero 2

3 3 PREMESSA I flussi migratori hanno da sempre accompagnato la storia dell uomo. Sono sempre molti i motivi che spingono ogni anno centinaia di migliaia di persone a spostarsi dal proprio Paese d origine; la miseria, la ricerca di un lavoro migliore per sé e la propria famiglia, sfuggire ad una guerra o ad una calamità naturale. Quale che sia la causa, le spinte migratorie rappresentano comunque un fenomeno globale, nelle mille contraddizioni che produce, determinando l impulso alla crescita dell intera Umanità. L Italia, terra d emigrazione negli ultimi due secoli, è divenuto in tempi recenti Paese che accoglie lavoratori immigrati. I diritti e le tutele che scaturiscono dal lavoro, sono il denominatore comune dei lavoratori italiani emigrati e dei cittadini stranieri immigrati nel nostro Paese. Nel 2005, come ITAL avevamo prodotto una piccola guida, dal significativo titolo Condividere la Previdenza, dove illustravamo il sistema delle Convenzioni Internazionali in materia di sicurezza sociale e auspicavamo che tale sistema fosse adottato dall Italia anche con i Paesi da dove provengono i cittadini stranieri che lavorano nel nostro Paese. A distanza di alcuni anni, sono cambiate molte regole nei sistemi pensionistici dei vari Paesi, non sono state siglate nuove Convenzioni Internazionali, in compenso come Patronato abbiamo assunto nuovi compiti istituzionalmente riconosciuti nei confronti dei cittadini immigrati. Per questo abbiamo pensato di riproporre una versione aggiornata di Condividere la previdenza, anche in ragione del successo riscosso tra i nostri operatori che hanno trovato in questa guida un utile strumento nel lavoro quotidiano per dare una sempre più adeguata assistenza degna di un Paese civile. Gilberto De Santis 3

4 4 DISPOSIZIONI GENERALI Le Convenzioni bilaterali e i Regolamenti Cee di sicurezza sociale sono negozi giuridici di diritto internazionale che si basano sul principio della reciprocità, nel senso che lo Stato italiano assicura ai cittadini dell'altro Stato contraente che immigrano in Italia, parità di trattamento in materia di sicurezza sociale, garantendo, quindi, la libera circolazione della manodopera. I Regolamenti Cee e le Convenzioni non modificano le legislazioni di sicurezza sociale degli Stati a cui si applicano ma dettano le regole per il coordinamento di tali legislazioni e per la loro applicazione specifica ai lavoratori o ai cittadini che emigrano da un paese all altro. La normativa comunitaria di sicurezza sociale è immediatamente e direttamente applicabile sul territorio dei 28 Paesi che fanno parte attualmente dell Unione Europea mentre le convenzioni per essere operanti nell'ordinamento interno dello Stato devono essere ratificate da una legge ordinaria. Fino al 1 maggio 2010, data di entrata in vigore dei nuovi regolamenti comunitari, le norme di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale degli Stati membri dell Unione europea sono state costituite dai regolamenti CEE nn del 14 giugno 1971 e 574 del 21 marzo Dal 1 maggio 2010, le norme di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale degli Stati membri dell Unione europea, costituite dai regolamenti CEE nn del 14 giugno 1971 e 574 del 21 marzo 1972, sono state sostituite dalle norme di coordinamento del regolamento (CE) n. 883 del 29 aprile 2004, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell Unione europea L. 200 del 7 giugno 2004, come modificato dal regolamento (CE) n. 988 del 16 settembre 2009, e dal regolamento di applicazione (CE) n. 987 del 16 settembre 2009, pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell Unione europea L. 284 del 30 ottobre I regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009 si applicano anche ai cittadini degli Stati terzi alle condizioni previste dal regolamento (UE) n. 1231/2010. In casi determinati è previsto che si continuino ad applicare i regolamenti CEE nn. 1408/71 e 574/72. I nuovi regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009 sono applicabili dal 1 maggio 2010 ai 28 Stati membri dell Unione europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. Dal 1 luglio 2013 la Croazia è diventata Stato membro dell Unione Europea e a decorrere da tale data si applicano anche i Regolamenti comunitari. I nuovi regolamenti comunitari si applicano anche alla Svizzera dal 1 aprile Dal 1 giugno 2012 i nuovi regolamenti si applicano anche ai tre Paesi che hanno aderito all Accordo sullo Spazio Economico Europeo (Accordo SEE): Islanda, Liechtenstein e Norvegia. 4

5 5 L'obiettivo dei Regolamenti Cee, non è quello di creare un unico sistema europeo di sicurezza sociale, ma di coordinare i diversi regimi stabilendo un certo numero di regole: ogni lavoratore deve essere soggetto ad un solo sistema di sicurezza sociale; è vietata ogni discriminazione in base alla nazionalità; la maggior parte dei diritti di sicurezza sociale può essere esportata su tutto il territorio dell'unione se il lavoratore risiede in un paese diverso da quello in cui questi diritti sono stati acquisiti; i diritti acquisiti non possono venire meno a causa dello svolgimento di un lavoro in un altro paese, poiché tutti i periodi durante i quali il lavoratore è stato assicurato si sommano. I principi generali ai quali si uniformano gli stati firmatari delle convenzioni bilaterali sono: parità di trattamento dei cittadini dei Paesi contraenti; assoggettabilità all'obbligo assicurativo; totalizzazione dei periodi di assicurazione compiuti nei paesi contraenti, per il raggiungimento del diritto alle prestazioni previste; esportabilità delle prestazioni; possibilità di totalizzazione dei periodi assicurativi ai fini del diritto alla prosecuzione volontaria. LA TOTALIZZAZIONE La contribuzione versata in uno dei Paesi UE o in uno Stato legato all'italia da convenzione bilaterale, può essere utilizzata in base al principio della totalizzazione. La totalizzazione consiste nel sommare i periodi assicurativi italiani e stranieri al fine di accertare se risultano perfezionati i requisiti alla prestazione richiesta nel regime assicurativo italiano. Il cumulo può effettuarsi in presenza dei seguenti requisiti: requisito minimo di contribuzione; non sovrapposizione dei periodi risultanti in Stati diversi. Possono essere totalizzati, a seconda dei casi, tutti i tipi di contributi: obbligatori (lavoro dipendente o autonomo), figurativi (servizio militare, malattia, maternità, cassa integrazione guadagni, disoccupazione, tbc, mobilità), da riscatto (corso legale di laurea, contribuzione omessa, contribuzione per attività svolta in Paesi esteri non convenzionati), da versamenti volontari. I periodi contributivi totalizzabili vengono presi in considerazione così come sono riconosciuti dalla legislazione dello Stato in cui sono stati maturati. CONDIZIONI OGGETTIVE PER LA TOTALIZZAZIONE Per poter procedere alla totalizzazione dei periodi assicurativi, l'assicurato deve far valere in Italia un periodo minimo di contribuzione che per i Regolamenti Comunitari è pari a 52 settimane, mentre invece per i Pesi extra UE varia in base alla convenzione. 5

6 6 CONDIZIONI SOGGETTIVE PER LA TOTALIZZAZIONE Cittadinanza La cittadinanza del lavoratore assume particolare importanza in quanto le disposizioni contenute nei Regolamenti Cee ed in alcune convenzioni bilaterali, si applicano solo ai cittadini dei Paesi interessati. Non possono avvalersi del diritto alla totalizzazione dei periodi assicurativi, per esempio, i cittadini di Paesi terzi. Essere cittadino di uno dei due Stati contraenti, è indispensabile per l'applicazione delle seguenti convenzioni bilaterali: Brasile; Capoverde; Jersey e Isole del Canale; Jugoslavia; Principato di Monaco; Repubblica di San Marino; Svizzera; Tunisia; Turchia. Per l'applicazione delle seguenti convenzioni bilaterali è sufficiente che l'assicurato sia o sia stato soggetto alla legislazione di uno dei due Stati contraenti: Argentina; Australia; Canada e Quebec; Uruguay; U.S.A.; Venezuela. PERIODI DI ASSICURAZIONE O DI RESIDENZA INFERIORI AD UN ANNO L'art.48 del regolamento CEE n. 1408/71, stabilisce che l' istituzione di uno stato membro non è tenuta a corrispondere prestazioni se la durata totale dei periodi compiuti sotto la sua legislazione è inferiore ad un anno e se, tenuto conto di questi soli periodi, nessun diritto alle prestazioni è acquisito in virtù di tale legislazione. Anche i periodi inferiori all'anno sono comunque utili ai fini della totalizzazione. 6

7 7 In questi casi i contributi sono presi in considerazione dallo Stato presso il quale l'interessato matura il diritto a pensione. La quota di pensione derivante da tale contribuzione sarà pagata, dallo Stato che eroga la pensione, solo a decorrere dal perfezionamento dei requisiti previsti dalla legislazione dello Stato presso cui risulta accreditata la contribuzione inferiore all'anno. Nel caso di più periodi di lavoro inferiori ad un anno svolti in più paesi della comunità europea, sarà l'ultimo stato in cui l'interessato ha prestato l'attività lavorativa, a considerare tutti quei periodi di lavoro come se fossero stati svolti nel suo territorio. Analoga norma è prevista dalle convenzioni bilaterali stipulate dall'italia con: Argentina - San Marino - Tunisia - Turchia - USA - Venezuela. TOTALIZZAZIONE MULTIPLA In genere la totalizzazione dei contributi non può essere eseguita contemporaneamente con tutti i Paesi con i quali l'italia ha sottoscritto la convenzione bilaterale. Nei casi in cui il lavoratore può far valere contribuzione in diversi Paesi, si sommano separatamente i periodi italiani con quelli di ciascun Stato convenzionato (es.italia-usa, Italia-Francia ecc.). A questo principio fanno eccezione alcune convenzioni bilaterali, le quali prevedono la possibilità di sommare ai contributi versati nei due stati contraenti, anche quelli versati in altri Paesi che risultano legati da accordi internazionali sia all'italia sia all'altro Stato (totalizzazione multipla). RISCATTO I periodi di lavoro all estero che possono essere riscattati sono quelli prestati come lavoratore dipendente in Paesi esteri non legati all Italia da convenzioni in materia di sicurezza sociale. E comunque possibile il riscatto di periodi di lavoro prestato in Paesi convenzionati quando questi risultino scoperti di assicurazione e contribuzione (ad esempio perché trattasi di lavori non soggetti ad obblighi assicurativi o perché la contribuzione è stata omessa). Non è previsto alcun requisito minimo di contribuzione da far valere unica condizione è quella di possedere la cittadinanza italiana all atto della domanda. Domanda e onere di riscatto Per quanto attiene l onere ci si rifà ai criteri della legge 1338 del Il DLgs 184 del 1997 ha esteso, dal 12/7/1997, la facoltà di riscatto anche ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell Ago. 7

8 8 UTILIZZO DEI CONTRIBUTI ESTERI AI FINI DELL'AUTORIZZAZIONE AI VERSAMENTI VOLONTARI Quando il numero dei contributi versati in Italia non è sufficiente per ottenere l'autorizzazione ai versamenti volontari e il richiedente può far valere anche contributi versati in Paesi legati all'italia da convenzioni di sicurezza sociale tale contribuzione può essere presa in considerazione per perfezionare il requisito richiesto (Totalizzazione). Per poter procedere alla predetta totalizzazione è necessario, di norma, far valere in Italia almeno un contributo settimanale effettivo. È invece necessario far valere almeno 52 contributi in Italia per poter totalizzare le contribuzioni versate in: Australia, Tunisia, Venezuela. IL PRINCIPIO DEL PRO-RATA Quando il lavoratore possiede un numero di contributi inferiori a quello previsto per il diritto autonomo alla pensione nazionale, può ricorrere alla totalizzazione dei periodi assicurativi esteri al fine di maturare il diritto alla prestazione pensionistica. In questo caso il calcolo della pensione viene effettuato in pro-rata, cioè in proporzione ai periodi assicurativi maturati nel Paese che liquida la pensione. Un esempio: Lavoratore italiano che ha raggiunto l età pensionabile e ha versato 6 anni di contribuzione in Italia e 14 anni in Germania. Prima si calcola la pensione italiana sulla base dei 20 anni di contribuzione (sommando i 6 anni italiani con 14 tedeschi come se il lavoratore avesse svolto la sua attività solo in Italia). Questa pensione detta virtuale viene corrisposta al 30% del suo importo, in quanto deve essere rapportata ai soli contributi italiani (i 6 anni sono, appunto, il 30% dei complessivi 20 anni). Il pro-rata italiano sarà, quindi, relativo ai 6 anni di contribuzione (il 30% dell importo della pensione virtuale). La Germania calcolerà il pro-rata a proprio carico, in relazione ai 14 anni di contribuzione, sulla base della propria legislazione e secondo il medesimo criterio. La determinazione dell importo mensile della pensione in regime di convenzione internazionale viene fatta attraverso una serie di operazioni, che necessitano, per la loro realizzazione, di pochi ma indispensabili elementi. Questi sono: il numero delle settimane di contribuzione in Italia; il numero delle settimane di contribuzione nel Paese o nei Paesi (nei casi di totalizzazione multipla) convenzionati con l Italia; la retribuzione media settimanale italiana (RMS); l importo della prestazione estera. 8

9 9 In dettaglio ed in successione cronologica le operazioni da effettuare per il calcolo sono: 1) Individuare la contribuzione virtuale: Sommare le settimane di contribuzione in Italia e all estero. 2) Individuare la pensione virtuale: Una volta accertata la sussistenza del diritto, a seguito della totalizzazione di tutta la contribuzione versata in Italia e all'estero, la pensione viene determinata come se i periodi di assicurazione totalizzati fossero effettivamente versati nello Stato erogatore della prestazione. 3) Individuare il pro rata mensile: È sulla base della pensione virtuale che si ottiene un ammontare teorico. Per determinare la pensione da porre in pagamento si procederà ad una ripartizione, in misura proporzionale al periodo assicurativo effettivamente compiuto sotto ogni singola legislazione. Una volta individuato il pro rata mensile viene verificata l eventuale sussistenza per il diritto all integrazione al trattamento minimo. PENSIONE AUTONOMA Se nei confronti del lavoratore, risultano soddisfatti (con la sola contribuzione versata nel medesimo Paese) i requisiti che la legislazione nazionale prescrive per il diritto a pensione, non si terrà conto dei periodi assoggettati all altra legislazione estera. In questo caso, infatti, spetta il pagamento della pensione prevista dalla legislazione di quello Stato, che sarà calcolata unicamente sulla base dei soli periodi risultanti assicurati in quello Stato. INTEGRAZIONE AL TRATTAMENTO MINIMO Ai fini dell'integrazione al trattamento minimo delle pensioni liquidate in regime internazionale, negli ultimi anni sono state introdotte ulteriori norme oltre quelle contenute nell'articolo 8 della legge 153/69. Le pensioni in regime internazionale dei residenti all estero liquidate prima del 31 gennaio 1991, infatti, erano integrate al trattamento minimo indipendentemente dai redditi posseduti dal pensionato e dal numero dei contributi accreditati in Italia in costanza di rapporto di lavoro. Al momento del pensionamento con il paese estero interessato, l'importo percepito dall'estero veniva detratto, fino a sua concorrenza, dalla quota di integrazione (art.8 legge 153/69). La legge 407/90 ha apportato delle restrizioni al diritto all'integrazione al minimo per le pensioni liquidate in convenzione internazionale. 9

10 10 Con l'entrata in vigore della predetta legge (1 febbraio 1991) le pensioni sono integrate al trattamento minimo solo a condizione che l'assicurato: possa far valere un'anzianità contributiva, in costanza di rapporto di lavoro svolto in Italia, non inferiore ad un anno; non possieda redditi, assoggettabili all'irpef, per un importo annuo superiori a quelli stabiliti dalla legge. Le pensioni, erogate ai residenti all'estero, aventi decorrenza anteriore al 1 febbraio 1991 integrate al trattamento minimo, liquidate con meno di 52 contributi in costanza di rapporto di lavoro, vengono confermate ("cristallizzate") nell'importo in pagamento al 1 gennaio 1991, fino a quando l'importo dell'integrazione al trattamento minimo non venga riassorbito dalla perequazione della pensione base. Per quanto riguarda i residenti in Italia trova applicazione la normativa internazionale vigente in materia di sicurezza sociale, la quale impone al Paese di residenza dell'interessato la garanzia dell'importo della prestazione minima prevista dalla legislazione interna. Pertanto, sulle pensioni erogate ai residenti in Italia, ai sensi della predetta normativa, ferma restando la sussistenza degli altri requisiti richiesti dalla normativa nazionale, va attribuito il trattamento minimo anche in assenza del requisito dell'anno di contribuzione in costanza di rapporto di lavoro svolto in Italia. Sono ancora fuori da questa salvaguardia le pensioni liquidate in base agli Accordi stipulati con il Canada, la Svizzera* ed il Venezuela. * Tra la Confederazione Svizzera e l Unione Europea. Nel 1999, è stato stipulato un Accordo in base al quale la Svizzera applicherà i Regolamenti CEE in materia di sicurezza sociale e di libera circolazione dei lavoratori. Questo Accordo è entrato in vigore il 1 giugno Ai fini dell'accertamento del requisito dei 52 contributi settimanali, per il diritto all'integrazione al trattamento minimo, devono essere computati anche i contributi versati dopo la decorrenza originaria della pensione. La contribuzione da considerare utile ai fini del raggiungimento del requisito richiesto dalla legge 407/90 è la seguente: contribuzione versata a favore del lavoratore il relazione ad attività lavorativa sia dipendente che autonoma; contributi figurativi accreditati per eventi verificatisi in costanza di rapporto di lavoro; contributi da riscatto per periodi di lavoro all'estero; contributi trasferiti dall'assicurazione svizzera o dal Liechtenstein; contributi trasferiti da altri Stati in applicazione di apposite norme internazionali comportanti annullamento della posizione assicurativa estera; contributi accreditati nell'assicurazione italiana per periodi di lavoro prestato in Romania ai sensi dell'accordo tra Italia e Romania del 23 gennaio 1968; contributi accreditati nell'assicurazione italiana per il periodo di lavoro prestato tra il mese di maggio del 1945 ed il mese di dicembre 1954 nei territori ceduti dall'italia alla Yugoslavia; 10

11 11 contributi accreditati nell'assicurazione italiana per periodi di lavoro prestati nella Zona B dell'ex territorio libero di Trieste tra il 1 maggio 45 ed il 5 ottobre del 1956; contributi accreditati nell'assicurazione italiana relativamente alle somme rimborsate dalle assicurazioni svedese e norvegese; contributi accreditati nell'assicurazione italiana per i periodi di lavoro svolti in Libia. Sono invece da escludere per il raggiungimento del predetto requisito i seguenti contributi: contributi da riscatto del corso legale di laurea; versamenti volontari; contributi figurativi accreditati per eventi verificatisi non in costanza di rapporto di lavoro. Precisazione: Questi contributi non sono utili ai fini di maturare l anzianità contributiva minima necessaria per poter accedere all eventuale integrazione al trattamento minimo, ma, al contrario, sono utili per il raggiungimento del diritto a pensione. Il Dl n. 384/92 e la legge 724/94, hanno apportato ulteriori restrizioni al diritto all'integrazione al trattamento minimo. Per le pensioni liquidate con decorrenza 1 ottobre 1992 e successiva, infatti, per aver diritto all'integrazione al trattamento minimo, occorrono almeno 5 anni di contribuzione in costanza di rapporto di lavoro (Dl 384/92). Per le pensioni liquidate con decorrenza 1 febbraio 1995 e successiva occorrono, invece, dieci anni di contribuzione in costanza di rapporto di lavoro (legge n 724/94). Le norme suddette si applicano esclusivamente alle pensioni aventi decorrenza rispettivamente dal 1 ottobre 1992 e 1 febbraio 1995, non è prevista cristallizzazione per le pensioni aventi decorrenze anteriori alle predette date. Ai sensi della legge 335/95, dal 1 gennaio 1996, l'integrazione al minimo sulla pensione italiana viene ricalcolata ogni anno tenendo conto delle variazioni intervenute nel trattamento estero. Con l'entrata in vigore della legge 407/90 (1 febbraio 1991) l integrazione al trattamento minimo non spetta quando il pensionato possiede redditi, assoggettabili all IRPEF, per un importo pari a due volte l ammontare annuo del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in misura pari a 13 volte l importo mensile in vigore al 1 gennaio di ciascun anno. Con effetto dal 1 gennaio 1994 la summenzionata norma viene modificata dall articolo 4, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, il quale stabilisce che ai fini del diritto all integrazione al trattamento minimo assume rilievo, oltre al reddito proprio, anche il reddito del coniuge non legalmente ed effettivamente separato in misura pari a 4 volte l ammontare annuo del trattamento minimo. 11

12 12 Pertanto per aver diritto all integrazione al trattamento minimo i redditi dell interessato non devono superare: se solo l importo pari a due volte l ammontare annuo del trattamento minimo se coniugato fermo restando che il reddito proprio non deve superare due volte l ammontare annuo del trattamento minimo, deve tenersi conto anche del reddito del coniuge che sommato a quello personale non deve superare quattro volte l ammontare annuo del trattamento minimo. Precisazione: Per le persone coniugate, l'integrazione al minimo non può, comunque, essere assegnata se il reddito personale supera i limiti di legge, anche se il reddito cumulato è inferiore. Analogamente, l'integrazione non può essere riconosciuta se il reddito personale è inferiore al limite suddetto ma il reddito cumulato supera tale limite. INESPORTABILITÀ DEL TRATTAMENTO MINIMO Il Regolamento n.1247 /92, entrato in vigore il 1 giugno 1992, prevede che le "prestazioni speciali a carattere non contributivo", tra queste è compresa anche l'integrazione al trattamento minimo, non possono essere erogate in un Paese dell'unione Europea diverso da quello che eroga la prestazione. A decorrere dalla suddetta data, pertanto, non può essere attribuita l'integrazione al trattamento minimo, né possono essere erogate prestazioni di carattere assistenziale, a coloro che sono residenti in Paesi della Unione Europea diversi dall'italia. Questa norma si estende anche ai titolari di pensioni ottenute mediante l'applicazione di convenzioni internazionali per cui, se il titolare di una pensione liquidata in convenzione risiede in uno Stato dell'unione Europea, perde l'integrazione al trattamento minimo in base al principio di inesportabilità delle suddette prestazioni. 12

13 13 REGOLAMENTI COMUNITARI REGOLAMENTO CEE 859/2003 Con il Regolamento (CE) n. 859/2003 del 14 maggio 2003, entrato in vigore il 1 giugno 2003, le disposizioni comunitarie sono applicabili, in tutti gli Stati europei ad eccezione della Danimarca, anche ai cittadini di Stati terzi che sono legalmente residenti in uno degli Stati membri. Il Regolamento è inoltre applicabile ai familiari ed ai superstiti dei predetti cittadini. L applicazione del Regolamento non conferisce, al cittadino di un Paese terzo, il diritto all ingresso, al soggiorno o alla residenza in un Paese comunitario né l accesso al mercato del lavoro è, infatti, richiesta la condizione che siano regolarmente soggiornanti in uno dei Paesi membri. Il diritto alle prestazione nasce dalla data di entrata in vigore del Regolamento e cioè dal al 1 giugno Il Regolamento in questione prevede che possono essere acquisiti diritti per gli eventi verificatisi in data anteriore al 1 giugno 2003, in questi casi, comunque, la decorrenza delle eventuali prestazioni è obbligatoriamente fissata, a partire dal 1 giugno In base al Regolamento n.859 i periodi di lavoro o di residenza, precedenti o successivi alla data del 1 giugno 2003, accreditati in favore dei cittadini degli Stati terzi negli Stati membri, sono presi in considerazione in base alla regolamentazione comunitaria. Naturalmente il Regolamento non può essere applicato se l interessato non può far valere contribuzione in almeno due Paesi comunitari. L applicazione del regolamento n.859 non può in nessun caso pregiudicare i diritti e gli obblighi derivanti da accordi internazionali che prevedano vantaggi in materia di sicurezza sociale conclusi con gli Stati terzi e di cui la Comunità europea sia parte. Coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale Il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale è volto ad agevolare la libera circolazione dei cittadini nell Unione europea (UE). Tale coordinamento si basa sulla cooperazione delle amministrazioni nazionali responsabili della sicurezza sociale. 13

14 14 REGOLAMENTO CEE N. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale I sistemi di sicurezza sociale dei paesi dell Unione europea (UE) sono coordinati tra loro. Tuttavia, la determinazione delle prestazioni sociali e delle loro condizioni di attribuzione avviene a livello nazionale, conformemente alle tradizioni e alla cultura di ciascun paese. Il diritto europeo stabilisce regole e principi volti a garantire il diritto alla libera circolazione delle persone nell UE. Persone interessate Il presente regolamento si applica a tutti i cittadini di un paese dell UE che sono o sono stati soggetti alla legislazione di sicurezza sociale di uno di questi paesi, nonché ai loro familiari e superstiti. Si applica inoltre ai cittadini provenienti da paesi terzi che risiedono legalmente nell UE e la cui situazione coinvolge diversi Stati membri. Il regolamento si applica altresì ai loro familiari e superstiti. Secondo il principio della parità di trattamento, i cittadini di un paese dell UE e le persone che risiedono in tale paese senza averne la nazionalità, sono pari per quanto riguarda i diritti e gli obblighi previsti dalla legislazione nazionale. Le disposizioni del presente regolamento riguardano tutti i classici settori della sicurezza sociale, cioè: malattia, maternità, infortuni sul lavoro, malattie professionali, prestazioni di invalidità, prestazioni di disoccupazione, prestazioni familiari, prestazioni pensionistiche, prestazioni in caso di morte. Il regolamento riconosce anche il principio della totalizzazione dei periodi, secondo il quale i periodi di assicurazione, di occupazione o di residenza maturati nel quadro della legislazione di un paese dell UE vengono presi in considerazione in tutti gli altri membri paesi dell UE. Ciò significa che l acquisizione del diritto alle prestazioni in uno Stato, deve tener conto dei periodi di assicurazione, di occupazione, di lavoro autonomo o di residenza maturati in un altro Stato membro dell UE. 14

15 15 Determinazione della legislazione applicabile La persona assicurata è soggetta alla legislazione di un singolo Stato membro. Lo Stato membro competente è quello nel quale tale persona svolge un attività professionale. Sono previste norme particolari per talune categorie di lavoratori, come i pubblici dipendenti, che sono soggetti alla legislazione dello Stato membro al quale appartiene l amministrazione da cui dipendono, e i lavoratori che esercitano un attività subordinata o autonoma in vari membri paesi dell UE. Prestazioni in natura (malattia, maternità e paternità) I lavoratori transfrontalieri sono iscritti all organismo del paese in cui lavorano, anche se residenti in un altro paese dell UE e aventi accesso alle prestazioni sanitarie dei due Stati. Sono previste disposizioni specifiche per le prestazioni in natura destinate ai membri della loro famiglia. Le persone che effettuano un soggiorno in un paese dell UE diverso dal loro paese di residenza, segnatamente in vacanza, devono poter beneficiare delle prestazioni mediche necessarie durante il loro soggiorno. Sarà la legislazione dello Stato dove si svolge il soggiorno che determinerà le condizioni finanziarie di esercizio di tali prestazioni, anche se i costi sono a carico/rimborsati dall organismo di sicurezza sociale del paese d origine. Tale diritto è certificato dalla Carta europea di assicurazione medica, che può essere richiesta da ciascun assicurato presso il suo organismo di sicurezza sociale. I familiari di un lavoratore pensionato hanno diritto a taluni prestazioni in natura, anche se risiedono in uno Stato membro diverso da quello in cui risiede il pensionato. Lavoratori frontalieri pensionati Questa categoria di assicurati può beneficiare delle prestazioni nell ultimo Stato in cui ha lavorato, nella misura in cui si tratta della prosecuzione di cure mediche iniziate in detto Stato. Essi, e i loro familiari, possono continuare a fruire senza restrizioni delle cure mediche nel loro ultimo Stato di occupazione per due anni nei cinque anni precedenti il pensionamento per vecchiaia o invalidità, a condizione che gli Stati membri interessati abbiano optato in tale senso. 15

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