NOTIZIE NORMATIVE, PREVIDENZIALI e FISCALI NEWSLETTER IN MATERIA DI LAVORO NR. 23_2015 DEL 9 GIUGNO 2015

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1 NOTIZIE NORMATIVE, PREVIDENZIALI e FISCALI NEWSLETTER IN MATERIA DI LAVORO NR. 23_2015 DEL A cura di: DATA MANAGEMENT HRM S.P.A. Presidio Normativo Per maggiori informazioni sui servizi di consulenza e sulle varie tipologie di offerte disponibili contattare: Powered by STUDIO TRIBUTARIO CORINALDESI

2 Argomenti ADEMPIMENTI... 2 TFR Aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di Aprile RIVALUTAZIONE DEL TFR. Diffuso il calendario Istat... 2 SCADENZARIO GIUGNO GIUGNO: FLESSIBILITÀ E AZIONI POSITIVE GIUGNO: VERSAMENTI UNIFICATI GIUGNO: INPGI DENUNCIA E VERSAMENTO CONTRIBUTI LAVORO DIPENDENTE GIUGNO: MOD SOGGETTI PRIVI DI SOSTITUTO GIUGNO: FERIE NON GODUTE GIUGNO: AUTOLIQUIDAZIONE INAIL DEI SOGGETTI ASSICURANTI CHE INIZIANO L ATTIVITÀ NEL MESE DI DICEMBRE GIUGNO: LIBRO UNICO DEL LAVORO GIUGNO: DENUNCIA UNIEMENS... 4 NOVITÀ IN MATERIA DI LAVORO... 5 DECONTRIBUZIONE INPS 2015: PUBBLICATO IL DECRETO... 5 DURC IRREGOLARI: PROROGA DI 30 GIORNI... 6 APPRENDISTATO: TRASFORMAZIONE A TEMPO INDETERMINATO SENZA RECESSO SCRITTO... 7 SCADENZARIO CONTRATTUALE... 8 CCNL STUDI PROFESSIONALI - IPOTESI DI RINNOVO... 8 CCNL FEDERAMBIENTE PROTOCOLLO DI INTESA 21 MAGGIO 2015 E VERBALE D ACCORDO E.C.E. 21 MAGGIO FOCUS...10 DURC ON-LINE DAL 1 LUGLIO IL QUESITO DEL MESE...11 Oggetto: Restituzione contributo aggiuntivo Aspi NOVITÀ IN MATERIA PENSIONISTICA...12 CORTE DI CASSAZIONE ORDINANZA DELL 11 MARZO RASSEGNA PERIODICA...24 MINISTERO DEL LAVORO DECRETO DIRETTORIALE N. 169 DEL 28 MAGGIO 2015: Bonus occupazione Garanzia Giovani oltre il de minimis CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA N DEL 29 MAGGIO 2015: Rapporto di lavoro e trattamento illecito di dati sensibili MINISTERO DEL LAVORO CIRCOLARE N. 19 DELL 8 GIUGNO 2015: Prime indicazioni sulla nuova procedura semplificata di rilascio del DURC on-line N.B. - In caso di consultazione in modalità PDF, cliccare l indice per visualizzare l argomento di interesse. 1 29

3 ADEMPIMENTI TFR Aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di Aprile 2015 I l coefficiente di rivalutazione del TFR, per le quote accantonate dal 15 aprile 2015 al 14 maggio 2015, è pari a 0,570093%. RIVALUTAZIONE DEL TFR. Diffuso il calendario Istat L Istat ha diffuso il calendario 2015 fissando, tra le altre, le date in cui saranno emessi i dati sui prezzi al consumo ai fini della determinazione dei coefficienti di rivalutazione del TFR. Comunicato Istat Periodo di riferimento Maggio Lunedì 15 giugno 2015 Giugno Martedì 14 luglio 2015 Luglio Martedì 11 agosto 2015 Agosto Lunedì 14 settembre 2015 Settembre Mercoledì 14 ottobre 2015 Ottobre Venerdì 13 novembre 2015 Novembre Lunedì 14 dicembre

4 SCADENZARIO GIUGNO GIUGNO: FLESSIBILITÀ E AZIONI POSITIVE L L e imprese che realizzano azioni positive per integrare tempi di vita e lavoro e forme di impiego flessibile dei lavoratori in congedo parentale devono presentare domanda quadrimestrale per ottenere i relativi contributi al Ministero del lavoro Dipartimento politiche per la famiglia. 16 GIUGNO: VERSAMENTI UNIFICATI I L contribuenti titolari di Partita Iva devono versare con F24 telematico tramite modalità diretta (servizio Entratel o Fisconline con remote banking) oppure tramite intermediari abilitati Entratel i seguenti contributi ed imposte: a) ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente ed assimilati trattenute dai sostituti d imposta nel mese precedente; b) contributi previdenziali ed assistenziali dovuti all Inps dai datori di lavoro per il periodo di paga scaduto il mese precedente; c) contributi dovuti dai committenti alla gestione separata Inps per collaborazioni coordinate e continuative e per le prestazioni degli associati in partecipazione pagate nel mese precedente; d) contributi dovuti dalle imprese dello spettacolo alla Gestione ex Enpals; e) addizionale regionale Irpef per le cessazioni del mese precedente; f) liquidazione periodica Iva. Per i non titolari di partita Iva i versamenti devono essere eseguiti con F24 cartaceo tramite: g) Istituto di credito convenzionato a mezzo delega irrevocabile; oppure alternativamente con uno dei seguenti canali: h) Uffici postali abilitati; i) Concessionario della riscossione. 16 GIUGNO: INPGI DENUNCIA E VERSAMENTO CONTRIBUTI LAVORO DIPENDENTE I L datori di lavoro dei giornalisti e dei praticanti giornalisti devono versare i contributi previdenziali per il mese precedente all INPGI a mezzo modello F24. Entro lo stesso termine deve essere presentata all INPGI la denuncia contributiva mensile a mezzo supporto magnetico (procedura Dasm). 16 GIUGNO: MOD SOGGETTI PRIVI DI SOSTITUTO V ersamento delle imposte risultanti dal Mod. 730 relativo a soggetti privi di sostituto d'imposta. 3 29

5 30 GIUGNO: FERIE NON GODUTE S i ricorda che, laddove non sia previsto termine diverso, al 30/06/2015 scade il periodo per il godimento delle ferie residue 2013 (18 mesi dalla fine del periodo di maturazione). Sulle ferie non godute a detta data sono dovuti i contributi previdenziali. Si ricorda altresì che, per specifica previsione legislativa, le ferie maturate nell anno devono essere obbligatoriamente godute, per un minimo di 2 settimane, nello stesso anno, mentre le altre 2 entro i 18 mesi successivi. Vige il divieto di monetizzazione delle ferie non godute e maturate a partire dal 29/04/2003 (D.Lgs. 66/2003). 30 GIUGNO: AUTOLIQUIDAZIONE INAIL DEI SOGGETTI ASSICURANTI CHE INIZIANO L ATTIVITÀ NEL MESE DI DICEMBRE P er i datori di lavoro che iniziano l attività nel mese di dicembre l autoliquidazione è prevista per il 16 giugno dell anno successivo, successivamente ad una specifica elaborazione delle basi di calcolo, nella quale sono considerati i codici ditta che non potevano essere inclusi nelle ordinarie elaborazioni di novembre e dicembre non essendo registrati in archivio. 30 GIUGNO: LIBRO UNICO DEL LAVORO D atori di lavoro, committenti e soggetti intermediari tenutari devono stampare il Libro unico del lavoro o, nel caso di soggetti gestori, consegnare copia al soggetto obbligato alla tenuta, riferito al periodo di paga precedente. Il processo avviene mediante stampa meccanografica su fogli mobili vidimati e numerati su ogni pagina oppure su stampa laser previa autorizzazione Inail e numerazione. 30 GIUGNO: DENUNCIA UNIEMENS I datori di lavoro, i soggetti abilitati e gli intermediari autorizzati devono presentare all Inps in via telematica il modello di denuncia mensile UniEmens relativo al flusso aggregato dei dati relativi alla contribuzione del mese precedente. 4 29

6 NOVITÀ IN MATERIA DI LAVORO DECONTRIBUZIONE INPS 2015: PUBBLICATO IL DECRETO I l Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell Economia, ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2015, il Decreto 8 aprile 2015 con la Determinazione, per l anno 2015, della misura massima percentuale della retribuzione di secondo livello oggetto dello sgravio contributivo previsto dall art. 1, commi 67 e 68, della legge n. 247/2007. Sulla retribuzione imponibile è concesso, con effetto dal 1 gennaio 2015, ai datori di lavoro, uno sgravio contributivo sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, nella misura del 1,60% della retribuzione contrattuale percepita. Ai fini della fruizione dello sgravio contributivo i contratti collettivi aziendali o territoriali, ovvero di secondo livello, devono: - essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati, qualora il deposito non sia già avvenuto, a cura dei medesimi datori di lavoro o dalle associazioni a cui aderiscono, presso la Direzione Territoriale del lavoro entro 30 giorni dalla data di entrata del decreto; - prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale. Nel caso di contratti territoriali, qualora non risulti possibile la rilevazione di indicatori a livello aziendale, sono ammessi i criteri di erogazione legati agli andamenti delle imprese del settore sul territorio. Lo sgravio contributivo non è concesso quando risulti che ai dipendenti siano stati attribuiti, nell anno solare di riferimento, trattamenti economici e normativi non conformi a quanto previsto dall art. 1, comma 1, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n La concessione dello sgravio contributivo è subordinata al rispetto delle condizioni di cui all art. 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n I datori di lavoro che hanno indebitamente beneficiato dello sgravio contributivo, sono tenuti al versamento dei contributi dovuti nonché al pagamento delle sanzioni civili previste dalle vigenti disposizioni di legge in materia. Sono escluse dall applicazione dello sgravio le pubbliche amministrazioni. Per le imprese di somministrazione di lavoro si fa riferimento, ai fini del beneficio dello sgravio, alla contrattazione di secondo livello sottoscritta dall impresa utilizzatrice o dalle organizzazioni cui essa aderisce. 5 29

7 DURC IRREGOLARI: PROROGA DI 30 GIORNI È arrivata la proroga per la definizione degli avvisi di irregolarità notificati via Pec ai Consulenti del Lavoro nelle scorse settimane dall'inps: 30 giorni di tempo in più per regolare gli avvisi sul Durc. Viene così accolta una delle richieste avanzate all'inps dal CNO dei Consulenti del Lavoro nella lettera inviata l'1 giugno scorso. Di conseguenza, vanno prioritariamente definite ed archiviate dalle Sedi INPS le pratiche già trasmesse dai Consulenti del Lavoro nei mesi scorsi, che sono il 70% degli avvisi attualmente ritrasmessi. Nelle scorse settimane sono giunte migliaia di note di rettifica ai Consulenti del Lavoro e Dottori Commercialisti che assistono aziende beneficiarie si agevolazioni normative e contributive senza essere in possesso di un Durc regolare. L attività di verifica, in particolare, ha interessato tutte le matricole aziendali che risultano attive nel mese di maggio 2015 e che presentino situazioni di irregolarità (semaforo rosso) accertate a partire da gennaio 2008 e tuttora sussistenti. I preavvisi di irregolarità, in particolare, sono stati inviati tramite Pec all intermediario delegato; nell ipotesi in cui non sia disponibile l indirizzo Pec di quest ultimo, il preavviso viene inviato all indirizzo Pec del datore di lavoro o, in mancanza, del suo titolare/legale rappresentante. Se anche il datore di lavoro non è in possesso di un indirizzo Pec, la comunicazione sarà recapitata all azienda con raccomandata A/R. Sul punto, l INPS ha tenuto a precisare che in futuro il preavviso sarà prioritariamente spedito all indirizzo Pec del datore di lavoro ovvero del titolare/legale rappresentante e, solo in mancanza dei predetti indirizzi, all indirizzo Pec dell intermediario delegato. Tuttavia, secondo i CdL il semaforo rosso è scattato anche in caso di pagamenti frazionati da parte delle aziende, generando un errata gestione dei preavvisi di irregolarità. In molti casi, infatti, le segnalazioni sono determinate dal mancato aggiornamento degli archivi dell INPS e non da effettive condizioni di irregolarità. Le stesse criticità, tra l altro, sono emerse anche l anno scorso con l occasione dei preavvisi di maggio Purtroppo la suddetta esperienza non è servita a recuperare pienamente il gap tecnologico, in quanto da un primo esame dei presunti preavvisi di regolarità contributiva notificati in questi giorni, si evincono le stesse identiche criticità segnalate a suo tempo dai CdL. In particolare, la procedura del Durc interno non tiene in considerazione ai fini della verifica della regolarità contributiva: - se l'azienda ha in corso una rateizzazione, sia in sede amministrativa che con il concessionario della riscossione; - se il pagamento del debito è stato effettuato direttamente presso il concessionario della riscossione; - se la sede provinciale ha inserito un codice di blocco in attesa dello storno contabile dei versamenti effettuati; - se i versamenti sono stati effettuati in maniera frazionata, in quanto non è in grado di valutarne la congruità; - se il pagamento non è stato effettuato nei termini, in quanto non è in grado di abbinare il versamento dell'f24, presente nell'archivio, con l'inadempienza presente in altra parte dello stesso archivio; - se la sede provinciale non ha lavorato le richieste di regolarizzazione. 6 29

8 APPRENDISTATO: TRASFORMAZIONE A TEMPO INDETERMINATO SENZA RECESSO SCRITTO I In caso di mancato recesso scritto preceduto da preavviso, il contratto di apprendistato può considerarsi a tutti gli effetti un contratto a tempo indeterminato. Infatti, la disdetta intimata al termine del rapporto nel rispetto del preavviso, rappresenta la legittima manifestazione della volontà di non trasformare l apprendistato in un normale rapporto a tempo indeterminato quando è ormai esaurita la causa negoziale dello speciale contratto. Quindi, qualora il datore di lavoro non faccia pervenire all apprendista la formale disdetta con l osservanza del periodo di preavviso, il rapporto di lavoro prosegue a tempo indeterminato. A chiarirlo sono gli esperti della Fondazione Studi in risposta a un quesito giunto dalla rete. Gli esperti della Fondazione Studi chiariscono dapprima che l apprendistato è uno speciale contratto di lavoro, avente causa formativa ed al tempo stesso occupazionale, in quanto accanto alla funzione tipica di scambio, prestazione contro retribuzione, nel sinallagma contrattuale si inserisce anche la necessaria formazione professionale che il datore di lavoro sarà tenuto a garantire all apprendista, direttamente o mediante soggetti in possesso di idonee conoscenze. Durante il periodo formativo il datore di lavoro può recedere solo per giusta causa o giustificato motivo, anche anteriormente alla scadenza del termine per il compimento dell addestramento, senza incorrere negli obblighi risarcitori caratteristici del recesso ante tempus previsti per il contratto a tempo determinato. Il periodo di apprendistato, in particolare, si conclude con l acquisizione della professionalità che ha costituito l obiettivo formativo del rapporto. Alla scadenza del contratto, il datore può decidere, indipendentemente dall acquisizione o meno della qualifica da parte dell apprendista, di recedere dal contratto; in tal caso dovrà dare al lavoratore formale disdetta con l osservanza del periodo di preavviso. Tale disdetta, intimata al termine del rapporto nel rispetto del preavviso, rappresenta la legittima manifestazione della volontà di non trasformare l apprendistato in un normale rapporto a tempo indeterminato quando è ormai esaurita la causa negoziale dello speciale contratto. Infatti, non bisogna dimenticare che la disdetta assume natura di negozio unilaterale recettizio (Cass., sez. lav., 28 marzo, 1986 n. 2213), in quanto si atteggia, di fatto, come un recesso ad nutum, da considerarsi legittimo (ex plurimis Cass., sez. lav., 21 ottobre 1986 n. 6180). Quindi, laddove il recesso non intervenga, come nel caso di specie, il rapporto di lavoro prosegue a tempo indeterminato. 7 29

9 SCADENZARIO CONTRATTUALE CCNL STUDI PROFESSIONALI - IPOTESI DI RINNOVO S ul sito è stata riportata la notizia dell approvazione all unanimità del Contratto collettivo nazionale degli studi professionali. Venerdì 15 maggio, le 19 associazioni di categoria, aderenti alla Confederazione nazionale libere professioni, hanno approvato all unanimità l ipotesi di rinnovo del Ccnl, sottoscritta il 17 aprile 2015 da Confprofessioni con le organizzazioni sindacali dei lavoratori del settore (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs). Il nuovo contratto, che prevede un aumento salariale per il prossimo triennio di 85 euro a regime per il terzo livello, riguarda circa un milione e mezzo tra lavoratori subordinati, praticanti e professionisti di studio. Tra le figure professionali coinvolte, oltre ai dipendenti degli studi notarili e di avvocati, anche dipendenti degli studi medici, dentistici, ingegneri, architetti, commercialisti, consulenti del lavoro ed in prospettiva verrà definita la classificazione delle professioni non ordinistiche. Ecco le novità più rilevanti in pillole. Rappresentanza contrattuale: il nuovo Ccnl degli studi professionali è stipulato da Confprofessioni come unica rappresentanza datoriale. Decorrenza e durata: il periodo di vigenza contrattuale decorre dal 1 aprile 2015, sino al 31 marzo Trattamento economico: aumento retributivo complessivo a regime, 31 marzo 2018, di 85 euro per il III livello diviso in cinque tranches, con l esclusione di qualsiasi erogazione una tantum. Welfare per i professionisti datori di lavoro: introdotta la copertura di assistenza (sanitaria/antinfortunistica) del datore di lavoro. La gestione di tali prestazioni, sotto la direzione di Confprofessioni, è affidata alla bilateralità. Potenziamento e valorizzazione della bilateralità: Attivazione di un fondo per il sostegno al reddito dei lavoratori di studi professionali che attraversano un periodo di crisi. Rimborso al datore di lavoro del 50% della retribuzione derivante dalla concessione del permesso studio ai lavoratori. Incentivata la costituzione di articolazioni territoriali dell Ente Bilaterale nazionale, denominati sportelli, per la gestione del mercato del lavoro. Rilancio del II livello di contrattazione: possibilità di realizzare a livello territoriale intese per una regolazione dell attività lavorativa più rispondente alle esigenze dei datori di lavoro; maggiore coinvolgimento delle delegazioni territoriali nella disciplina del rapporto di lavoro. Contratti e modalità di lavoro: Lavoro a tempo determinato: elevato il numero di contratti a termine che potranno essere attivati da ciascun datore di lavoro ed è stato abolito l obbligo di rispettare gli intervalli di tempo tra differenti contratti a termine. Apprendistato: semplificazione degli obblighi formativi, riducendo complessivamente le ore di formazione. Possibilità di effettuare la formazione in tutte le modalità possibili. Lavoro intermittente: regolamentazione del lavoro a chiamata. Il Ccnl degli studi professionali è tra i pochi a disciplinare tale tipologia contrattuale, di fondamentale importanza per garantire flessibilità. 8 29

10 Contratto di reimpiego: Per un periodo di 30 mesi sarà possibile retribuire soggetti over 50 e disoccupati di lunga durata con un salario di ingresso più basso rispetto a quello di base previsto dal Ccnl. Telelavoro. Rilancio del telelavoro per garantire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Regime dei permessi: Rivisto il regime dei permessi per lo studio e per le nuove assunzioni, con un intervento dell Ente Bilaterale a coprire parte dei costi retributivi. Profili professionali: sono state concordate con le aree di Confprofessioni le modifiche relative alla classificazione del personale ed ai relativi profili. CCNL FEDERAMBIENTE PROTOCOLLO DI INTESA 21 MAGGIO 2015 E VERBALE D ACCORDO E.C.E. 21 MAGGIO 2015 In data 21 maggio 2015 Federambiente e FP Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel hanno sottoscritto un protocollo di intesa che individua le tematiche da sviluppare nel quadro del rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro 17 giugno 2011 per i dipendenti di imprese e società esercenti servizi ambientali. Il verbale di intesa definisce un compenso forfettario una tantum per i periodi 1 maggio dicembre 2014 e 1 gennaio maggio 2015 e un'anticipazione forfettaria per il periodo giugno - ottobre

11 FOCUS DURC ON-LINE DAL 1 LUGLIO Per l articolo si rimanda alla versione a pagamento della Newsletter

12 IL QUESITO DEL MESE Oggetto: Restituzione contributo aggiuntivo Aspi. Si precisa che il riscontro riportato è mero estratto di un ampio parere legale predisposto per rispondere alle esigenze di una specifica azienda e che, pertanto, è da ritenersi solo rappresentativo dell attività svolta senza avere alcuna pretesa di esaustività, organicità completezza e correttezza se isolatamente inteso Richiesta: Nel mese di agosto 2013 un dipendente a tempo determinato è stato trasformato a tempo indeterminato. Pertanto nel mese di agosto 2013 è stato recuperato, con il cod. Inps L810, il contributo addizionale dell'1,40% pagato nei sei mesi precedenti la trasformazione del rapporto di lavoro. A settembre l'azienda cliente comunica di annullare la trasformazione a tempo indeterminato per rinuncia del lavoratore. Come bisogna procedere? Esistono dei codici Inps per evidenziare il versamento dei contributi arretrati? Per la risposta si rimanda alla versione a pagamento della Newsletter

13 NOVITÀ IN MATERIA PENSIONISTICA CORTE DI CASSAZIONE ORDINANZA DELL 11 MARZO 2015 Previdenza ed assistenza - Contributi versati ad enti previdenziali di Paesi esteri in conseguenza di convenzioni ed accordi internazionali di sicurezza sociale - Determinazione della retribuzione pensionabile relativa al periodo di lavoro svolto all'estero moltiplicando per cento l'importo dei contributi trasferiti e dividendo il risultato per l'aliquota contributiva in vigore nel periodo cui si riferiscono i contributi stessi - Violazione di obblighi internazionali derivanti dalla CEDU alla luce della sentenza S. ed altri contro Italia (che ha condannato l'italia per violazione dell'art. 1 del Protocollo n. 1 alla CEDU e dell'art. 6, paragrafo 1 CEDU) - Richiamo alle sentenze della Corte costituzionale n. 172/2008 e n. 264/2012, ritenute dal giudice rimettente superate dalla richiamata pronuncia della Corte EDU - Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma Costituzione, art. 117, primo comma, in relazione all'art. 6, 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - Primo Protocollo addizionale alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, art. 1. Svolgimento del processo 1. Con ricorso al Tribunale di Verbania Brazzale Nives evocava in giudizio l'inps esponendo di essere titolare di pensione di anzianità avendo perfezionato il trasferimento presso l'inps della contribuzione versata in Svizzera; di avere chiesto all'istituto il ricalcolo della pensione sulla base dell'effettiva retribuzione percepita In Svizzera, anzichè sulla base degli importi retributivi arbitrariamente ridotti dall'inps in considerazione della diversa aliquota contributiva svizzera, inferiore a quella italiana; di avere vanamente esperito l'iter amministrativo. Chiedeva pertanto la condanna al pagamento della prestazione nella misura risultante dalla richiesta ricostituzione. Si costituiva in giudizio l'inps contestando il fondamento della domanda, di cui chiedeva il rigetto. Il Tribunale di Verbania con sentenza del 5 luglio 2006 accoglieva il ricorso. Avverso la detta sentenza interponeva appello l'inps chiedendo la riforma della decisione di primo grado. La Corte di appello di Torino con sentenza del 19 dicembre 2008 accoglieva l'appello dell'inps e rigettava la domanda. La Corte territoriale nella sua sintetica decisione ha ricordato che il Tribunale aveva accolto l'orientamento della giurisprudenza di legittimità richiamando la sentenza n. 4623/2004 della Corte di cassazione, ma che, successivamente alla decisione della Corte, era intervenuta la legge n. 296/2006 (Legge finanziaria 2007) il cui art. 1 comma 777 recita «5, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488 e successive modificazioni, si interpreta nel senso che, in caso di trasferimento presso l'assicurazione generale obbligatoria italiana dei contributi versati ad enti previdenziali di Paesi esteri in conseguenza di convenzione ed accordi internazionali di sicurezza sociale, la retribuzione pensionabile relativa ai periodi di lavoro svolto nei paesi esteri è determinata moltiplicando l'importo dei contributi trasferiti per cento e dividendo il risultato per l'aliquota contributiva per invalidità, vecchiaia e superstiti in vigore nel periodo cui i contributi si riferiscono. Sono fatti salvi i trattamenti pensionistici più favorevoli già liquidati alla data di entrata in vigore della presente legge». La Corte territoriale osservava che i criteri fissati dalla norma interpretativa erano stati seguiti dall'inps nella determinazione della pensione e che la questione di legittimità costituzionale della detta norma, sollevata con ordinanza del 5 marzo 2007 dalla Corte di cassazione, in riferimento agli art. 3 primo comma, 35 quarto comma e 38 secondo comma Cost., era stata dichiarata non fondata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 172/2008. A prescindere dalla fondatezza della questione preliminare eccepita dall'inps concernente l'intervenuta decadenza triennale dall'azione ex art. 47, decreto del Presidente della Repubblica n. 639/1970 come modificato dall'art. 4 D.L

14 n. 384/1992, l'appello appariva fondato nel merito con conseguente rigetto delle domande proposte con il ricorso introduttivo Per la cassazione di detta decisione propone ricorso la Brazzale Nives con un motivo con il quale si allega la violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto; in particolare violazione dell'art. 5, decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968 n. 488 e successive modificazioni ed integrazioni. La ricorrente richiama l'ordinanza interlocutoria della Corte di cassazione n. 5048/2007 secondo la quale la disposizione di cui all'art. 1 comma 777 legge n. 296/06, pur dichiarandosi di interpretazione autentica, avrebbe carattere innovativo incidendo retroattivamente, ed irragionevolmente, su diritti acquisiti afferenti lo status di pensionato in quanto riparametra la retribuzione pensionabile del lavoratore emigrato in termini ingiustificatamente riduttivi e penalizzanti, con sensibile decurtazione della pensione spettante. Allega la ricorrente che «in altri termini, ad un calcolo pensionistico effettuato, ovvero da effettuare con riparametrazione degli importi alla retribuzione effettivamente corrisposta nella misura del 32%.. viene ex abrupto sostituita la misura dell'8%...commisurata alla percentuale che l'assicurazione sociale svizzera aveva a suo tempo applicato sulle retribuzioni corrisposte». La ricorrente dà atto che la questione di legittimità costituzione sollevata a suo tempo dalla Corte di cassazione è stata ritenuta non fondata dalla Corte costituzionale con riferimento all'art. 3 primo comma, 35 quarto comma e 38 secondo comma della Costituzione, ma allega che per l'art. 101 della Costituzione i giudici sono soggetti alla legge e non è dato sostituirsi ad essa in ragione di una interpretazione autentica che in realtà abbia l'effetto di una innovazione con efficacia retroattiva attraverso un intervento legislativo che finisce con il violare anche l'art. 104 della Costituzione ed il principio di separazione dei poteri Si è costituito l'inps chiedendo il rigetto del ricorso; l'istituto ha prodotto anche memoria difensiva ex art. 378 C.P.C. Con la detta memoria l'inps ha osservato che la Corte dei diritti dell'uomo con la sentenza S. ed altri c. Italia del 15 aprile 2014 aveva ribadito quanto precedente statuito con la sentenza Maggio c. Italia circa la violazione in relazione all' art. 1, comma 777 legge n. 296/2006 del diritto ad un giusto processo di cui all'art. 6 Cedu, ma aveva - contrariamente al precedente della sentenza Maggio- stabilito che la detta norma aveva violato anche l'art. 1 del Protocollo n.1 alla Cedu per avere integrato un'indebita interferenza con i diritti dei pensionati comportando un onere eccessivo a loro carico. Per l'inps, tuttavia, da un lato l'orientamento della Corte di Strasburgo non era, sul punto della lesione dell'art. 1 del Protocollo n. 1, univoco e dall'altro lato la Corte costituzionale con la sentenza n. 264/2012 aveva già accertato che la norma contestata era essenziale per la complessiva tenuta del sistema di sicurezza sociale, non in condizione di reggere gli oneri che deriverebbero da un sistema di calcolo pensionistico diverso da quello stabilito nel La prevalenza dell'esigenza di tutela della sostenibilità del sistema di sicurezza sociale rispetto a quella di protezione di interessi del singolo, per il caso in esame, era già stata chiaramente affermata dalla Corte delle leggi. Premesse processuali 2.1 La ricorrente nel giudizio a quo ha svolto attività di lavoro dipendente in Svizzera, maturando un periodo di contribuzione previdenziale di cui ha chiesto il trasferimento dalla assicurazione sociale elvetica a quella italiana. Nella presente controversia questa Corte è chiamata, in primo luogo, a pronunciarsi sull'applicazione alla fattispecie in esame della legge n. 296 del 2006, art. 1, comma 777, già applicato dalla Corte di appello, e la cui legittimità costituzionale viene revocata in dubbio da parte ricorrente. La citata norma prevede «il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, art. 5, comma 2 e successive modificazioni, si interpreta nel senso che, in caso di trasferimento presso l'assicurazione generale obbligatoria italiana dei contributi versati ad enti previdenziali di Paesi esteri in conseguenza di convenzioni ed accordi internazionali di sicurezza sociale, la retribuzione pensionabile relativa ai periodi di lavoro svolto nei Paesi esteri è determinata moltiplicando l'importo dei contributi trasferiti per cento e 13 29

15 dividendo il risultato per l'aliquota contributiva per invalidità, vecchiaia e superstiti in vigore nel periodo cui i contributi si riferiscono. Sono fatti salvi i trattamenti pensionistici più favorevoli già liquidati alla data di entrata in vigore della presente legge». Il suddetto art. 5, comma 2, a sua volta, stabilisce che «per retribuzione annua pensionabile si intende la terza parte della somma delle retribuzioni determinate ai sensi dell'art. 27 e seguenti del testo unico delle norme sugli assegni familiari, estese all'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti della legge 4 aprile 1952, n. 218, art. 17, risultanti dalle ultime 156 settimane coperte da contribuzione effettiva in costanza di lavoro o figurativa antecedenti la data di decorrenza della pensione. A tal fine, con decreti del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con il Ministro per il tesoro, sentito il consiglio di amministrazione dell'istituto nazionale della previdenza sociale entro il 31 dicembre 1968, sarà stabilito un nuovo sistema di versamento dei contributi dovuti all'assicurazione generale predetta, che consenta la rilevazione diretta della retribuzione assoggettata a contributo». Le modifiche sulle regole del computo della retribuzione pensionabile, introdotte da successive disposizioni di legge, non rilevano ai fini del presente esame La questione delle cosiddette «pensioni svizzere», presenta un articolato quadro normativo e giurisprudenziale, sviluppatosi nel tempo, nella pendenza del presente giudizio, in ordine al quale è opportuno procedere ad un breve riepilogo. L'art. 1 dell'accordo aggiuntivo alla Convenzione tra l'italia e la Svizzera relativa alla sicurezza sociale del 14 dicembre 1962, Accordo concluso a Berna il 4 luglio 1969, cui è stata data esecuzione con la Legge di Ratifica 18 maggio 1973 n. 283, che trova applicazione nel caso di specie, recita al primo comma i cittadini italiani hanno la facoltà, in deroga alle disposizioni dell'art. 7 della Convenzione, di chiedere, al verificarsi dell'evento assicurato in caso di vecchiaia secondo la legislazione italiana, il trasferimento alle assicurazioni sociali italiane dei contributi versati da loro stessi e dai loro datori di lavoro all'assicurazione sociale svizzera ove non abbiano ancora beneficiato di alcuna prestazione dell'assicurazione vecchiaia, superstiti ed invalidità svizzera, a condizione che essi abbiano lasciato la Svizzera per stabilirsi definitivamente in Italia (...). Il comma 2 regola la connessa perdita di ogni diritto nei confronti dell'assicurazione svizzera e il comma 3 disciplina l'utilizzazione in Italia dei contributi, prevedendo: le assicurazioni sociali italiane utilizzano a favore dell'assicurato o dei suoi superstiti i contributi trasferiti al fine far loro conseguire i vantaggi derivanti dalla legislazione italiana, citata dall'art. 1 della Convenzione, secondo le disposizioni particolari emanate dalle autorità italiane. Se in base alle disposizioni della legislazione italiana non derivi all'assicurato o ai suoi superstiti, dal trasferimento dei contributi, alcun vantaggio nel regime delle pensioni, le assicurazioni sociali italiane rimborsano agli interessati i contributi trasferiti. Al momento della stipulazione del suddetto Accordo aggiuntivo del 1969 era già stata introdotta in Italia la cosiddetta pensione retributiva (citato decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, art. 5). In base all'art. 10 del secondo Accordo aggiuntive alla medesima convenzione del 1962, firmato a Berna il 2 aprile 1980 e ratificato con legge 7 ottobre 1981, n. 668 la normativa sul trasferimento dei contributi è stata applicata ai fini del conseguimento della pensione di anzianità. In presenza del richiamato quadro normativo, questa Corte, con la sentenza n del 2004 (v. anche Cass., Sezione lavoro, sentenze n del 2004 e n del 2005), nel rigettare il ricorso dell'inps, statuiva che la circostanza che siano stati applicate aliquote contributive diverse e più basse di quelle in vigore in Italia non può indurre ad introdurre una corrispondente riduzione anche della retribuzione di riferimento, perchè un tale procedimento, non previsto dalla legge, comporterebbe un'arbitraria modificazione dei criteri di determinazione della pensione. Del resto l'entità delle aliquote contributive non sono un elemento rilevante ai fini della determinazione della pensione in base alla retribuzione percepita nell'ultimo periodo lavorativo, potendo le aliquote variare per legge nel corso del tempo, oppure essere determinati in misura diversa a seconda delle varie categorie produttive o di lavoratori o in presenza di situazioni particolari

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