Politica Industriale in Italia: come far ripartire la crescita?

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1 Politica Industriale in Italia: come far ripartire la crescita? Mauro Caselli 1 Paolo Falco 2 1 School of Economics Australian School of Business The University of New South Wales 2 Department of Economics University of Oxford Ottobre 2011

2 Outline 1 L economia Italiana: dati introduttivi 2 La Politica industriale in Italia: Interventi indiretti per stimolare crescita e dinamismo. Interventi diretti (e.g. investimenti statali) 3 Come finanziare gli interventi proposti 4 Conclusioni

3 L Italia non cresce Figure: Tasso di crescita degli ultimi 25 anni, comparato a Germania e Francia (Fonte: OCSE) Crescita PIL (%) Italia Germania 2004 Anno Francia OCSE (media)

4 L occupazione e bassa Figure: Tasso d occupazione (Fonte: OCSE) Occupazione (% forza lavoro) Anno Italia Germania Francia OCSE (media)

5 Fare business è difficile Table: Indice della facilità di fare business (Fonte: Banca Mondiale, 2011) Paese Generale Avvio business Accesso credito Protezione investitori Imposte Esecuzione contratti Italia Francia Germania Regno Unito Spagna Grecia Svezia Danimarca Polonia Turchia Stati Uniti Australia Giappone Corea Cina Note: Classificazione nell indice generale e nei sottoindici. Si tratta di un indicatore di benchmarking relativo tra i paesi considerati in merito alla facilità di fare business e non di un indicatore dell effettiva competitività dei diversi sistemi. Avvio business: no. procedure, giorni, costo (% reddito), capitale minimo (% reddito). Accesso credito: forza dei diritti legali, accuratezza dell informazione creditizia, copertura del registro pubblico, copertura del registro privato. Protezione investitori: estensione della disclosure, estensione della responsabilità, facilità delle cause di investitori, forza di protezione di un investitore. Imposte: no. pagamenti, tempo, tassa sul profitto, tassa sul lavoro e contributi sociali, altre tasse, imposizione fiscale totale. Esecuzione contratti: no. procedure, giorni, costo.

6 La spesa in innovazione è insufficiente L Italia resta il paese che investe meno, tra i grandi dell OCSE, in R&S e Università Figure: Spesa totale in ricerca e sviluppo (Fonte: Eurostat) Ricerca e sviluppo (% PIL) Anno Italia Germania Francia

7 La spesa in innovazione è insufficiente Figure: Spesa pubblica in ricerca e sviluppo (Fonte: Eurostat) Ricerca e sviluppo pubblica (% PIL) Anno Italia Germania Francia

8 La spesa in innovazione è insufficiente Figure: Spesa privata in ricerca e sviluppo (Fonte: Eurostat) Ricerca e sviluppo privata (% PIL) Anno Italia Germania Francia

9 ... che porta alla scarsa innovazione: Figure: Numero di brevetti ottenuti da nazionali (Fonte: WIPO) Brevetti (no.) Anno Italia Germania Francia

10 ... con conseguenze importanti per la Produttivita del Lavoro: Figure: Crescita della produttività del lavoro (Fonte: OCSE) Crescita produttività del lavoro (%) Francia Germania Italia OCSE (media)

11 Cos e la politica industriale? Lo sforzo strategico dichiarato per influenzare lo sviluppo di alcuni settori e quindi il portafoglio dell industria nazionale. In questa presentazione ci concentreremo su una definizione piú ampia di politiche industriali, intese come politiche economiche per stimolare la crescita e il dinamismo. N.B.: Industriale Manufatturiero La politica industriale abbraccia tutti i settori dell economia: dall agricoltura alle professioni Due tipi di politiche: Interventi indiretti per stimolare la crescita Interventi diretti su settori specifici (...fantasmi del passato)

12 Interventi Indiretti

13 Le nostre aziende sono piccole Table: Distribuzione della dimensione delle imprese (Fonte: Commissione Europea) Numero d imprese Addetti Valore aggiunto Numero Percentuale Numero Percentuale Miliardi Euro Percentuale Micro Piccole Italia Medie Grandi Totale Micro Piccole Francia Medie Grandi Totale Micro Piccole Germania Medie Grandi Totale

14 Le nostre aziende sono piccole Figure: Occupazione per grandezza delle imprese (Fonte: Commissione Europea) Occupazione (milioni) Micro Piccole Medie Grandi Micro Piccole Medie Grandi Micro Piccole Medie Grandi Italia Francia Germania

15 Le nostre aziende sono piccole Figure: Valor aggiunto per grandezza delle imprese (Fonte: Commissione Europea) Valore aggiunto (miliardi Euro) Micro Piccole Medie Grandi Micro Piccole Medie Grandi Micro Piccole Medie Grandi Italia Francia Germania

16 Perché le imprese italiane sono piccole? 1 Difficile accesso al credito e burocrazia non favoriscono le imprese che vogliono espandersi (Buera et al., 2011); 2 Mafia e evasione fiscale influenzano la distribuzione delle dimensioni delle imprese negativamente (Lavezzi, 2008); 3 Molte imprese italiane sono a conduzione familiare, a causa dell impossibilità di far rispettare contratti i manager di queste imprese sono peggiori perché vengono scelti per la loro fedeltà più che per la loro bravura (Bandiera et al. 2010); 4 In mancanza di imprese grandi è più difficile trovare un buon lavoro più persone cercano di diventare imprenditori (soprattutto in settori meno produttivi dove accesso al credito conta meno) anche se hanno poche capacità (Buera et al., 2011) circolo vizioso che porta a più imprese piccole con cattivi manager.

17 Intervento # 1: Favorire Economie di Scala Per innovare, portare avanti R&S ed esportare in nuovi mercati c è bisogno di investimenti (costi fissi) elevati che spesso solo le grandi imprese possono sostenere. I dati mostrano che negli ultimi anni la crescita economica è bassa perché le imprese non passano a processi produttivi nuovi (tecniche e competenze più di frontiera ). Questo ha un effetto negativo sulle esportazioni. Il contributo alla crescita in Italia del capitale immateriale (competenze economiche, software e informazione computerizzata, proprietà intelletuale) è il solo negativo tra i maggiori paesi europei (Luiss Lab per Commissione Europea).

18 Intervento # 1: Favorire Economie di Scala Occorre quindi: Facilitare l aggregazione delle imprese più piccole, attraverso reti d impresa, ma anche consorzi per l export e ICE. Ma soprattutto attraverso riforme strutturali. Esempio: agevolare società di professionisti in s.r.l. (limited liability partnership) grandi imprese professionali possono competere internazionalmente, dare consulenze piu ampie, abbattere costi fissi su ampia scala, aumentare lavoro salariato (soprattutto per i neolaureati).

19 Intervento # 2: Ricerca e Sviluppo Teoria della crescita endogena, a partire da Romer (1988): le differenze di crescita tra paesi sono dovute principalmente alla tecnologia e dal progresso tecnologico con cui le imprese producono. Essendo il sapere un bene pubblico, il mercato ne generera un livello socialmente basso, lasciando un ruolo allo Stato. Ecco alcuni possibili interventi. Fondi a università per ricerca di base, e congiunta con industria. Aumentano gli investimenti in innovazione di piccole imprese legate ad un territorio vicino ad importanti università. Favoririscono lo sviluppo di distretti industriali (vedi Germania). Funzionano da segnale per scegliere le facoltà giuste per trovare lavoro più facilmente. Credito d imposta per aziende che investono in R&S.

20 Intervento # 3: Concorrenza Un sano livello di concorrenza, regolato da regole trasparenti, garantisce all economia la capacita di adattarsi ai cambiamenti nella domanda globale, permettendo un turnover veloce nel sistema produttivo. In Italia... la Concorrenza vera e spesso limitata a una fascia di aziende piccole, bloccate tra grandi imprese oligopoliste e piccole imprese che evadono il fisco.

21 Intervento # 3: Concorrenza Favorire la concorrenza vuol dire: Abbassare il costo del credito e le difficolta burocratiche per favorire l entrata di nuove aziende (vedi sotto). Liberalizzare servizi e professioni. Rendersi conto che proteggere aziende Nazionali inefficienti per salvaguardare l impiego nel breve periodo si sta gia ritorcendo contro di noi (il breve periodo e finito!) Potenziare l AGCM, favorendone la stretta collaborazione con la Competition Commission della UE e le altre agenzie nazionali (e.g. OFT in Gran Bretagna). Combattere efficaciemente l evasione fiscale e la Mafia. Stare attenti che la concentrazione delle piccole imprese suggerita nel punto (1) non danneggi la concorrenza (Lo stesso discorso vale nel caso di vendita di grandi imprese statali (ex monopoliste))

22 Intervento # 4: Burocrazia e Giustizia Costi burocratici elevati, uniti alle inefficienze dei tribunali (che riducono la credibilitá dei contratti) aumentano i costi di produzione e disincentivano gli investimenti dall estero. Occorre: Snellire le procedure burocratiche necessarie ad aprire un impresa, accedere a credito, esportare e importare, pagare imposte. NB. Diverso da eliminare certificati antimafia, ma piuttosto fare in modo che i diversi apparati dello stato condividano tutta l informazione per tutte le imprese in un unico database. Riforma della giustizia per abbassare i tempi dei processi civili (es. tempi certi, max 1 anno, no prescrizione): fondi per tribunali, accorpamento tribunali, esecuzione già al primo livello, incentivi ad avvocati e magistrati.

23 Intervento # 5: Credito In Italia e difficile accedere ai finanziamenti necessari ad intraprendere un attivita. Dati: passività liquide/pil 0.82 in Italia, 0.76 in Francia, 1.14 in Germania (Beck et al., 2010). Investimenti in capitale a rischio 0.003% PIL in Italia, 0.019% PIL in Francia, 0.018% PIL in Germania (Commissione Europea, 2009). Molte storie aneddotiche sulla difficoltà di ottenere credito per imprese (soprattutto se nuove e di giovani) in Italia. Occorre: Aumentare la concorrenza nel settore Bancario, favorendo l accesso di aziende straniere. Rendere la giustizia piu agile e veloce per ridurre l incertezza e il rischio legati al credito.

24 Intervento # 6: Infrastrutture L accumulo di capitale rimane un elemento fondamentale nello sviluppo di uno stato. Il capitale pubblico e in gran parte formato da infrastrutture. L Italia ha investito poco nella creazione e nella manutenzione delle proprie infrastrutture. Occorre invertire la tendenza, attraendo investitori privati.

25 Intervento # 7: Energia Figure: Prezzo dell elletricità all ingrosso (Fonte: Gestore Mercato Elettrico) Prezzo elettricità all ingrosso (Euro/MWh) Anno Italia Germania Francia

26 Intervento # 7: Energia Si traduce in prezzi maggiori al dettaglio per le imprese: Euro/MWh in Italia, 70.1 Euro/MWh in Francia, Euro/MWh in Germania (2007 per impresa tipo, fonte: Camera dei Deputati). Ecco perche occorre una politica energetica che punti a ridurre le inefficienze e i costi (vedi Simone Falco su Fonderia). Puntando su innovazione e concorrenza nei mercati energetici.

27 Intervento # 8: Mafia (ovvero poca presenza dello Stato) La lotta all evasione Fiscale e alla Mafia non servono solo a fare cassa o a ridurre la criminalita, ma possono favorire direttamente la crescita.

28 Interventi Diretti

29 Un po di Storia... Come tutte le nazioni europee l Italia del Dopoguerra ha creato campioni nazionali in settori strategici, attraverso l IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) SIP, Alitalia, Italsider, Finmeccanica, Terni, ENI, Alfa Romeo, ecc. Cassa del Mezzogiorno: un esempio di politica industriale per un territorio specifico. Mentre alcune opere sembrano aver avuto un impatto positivo, altre sono state considerate cattedrali nel deserto, es. porto di Gioia Tauro Nel 1985, l IRI impiegava 485,000 persone! Nel 1993 era ancora la settima azienda al mondo.

30 ... e di Fantasmi L interventismo eccessivo, legato a condizioni storiche che hanno favorito problemi di economia politica, ha:... favorito Clientela e il Nepotismo... minato la concorrenza... contribuito a creare un mercato iniquo e poco flessibile, dominato da colossi a partecipazione Statale.... ingigantito la percezione da parte dei lavoratori del ruolo dello Stato nell offrire posti di lavoro (l Italian Dream del posto fisso nel settore pubblico - vedi la discussione di Caria in Fonderia).

31 L interventismo oggi L economia moderna e basata sulla continua innovazione tecnologica e il dinamismo. Lasciare allo Stato il compito di identificare i settori vincenti crea enormi inefficienze, per ragioni di informazione e economia politica Il ruolo dello Stato e importante ma diverso: Occorre creare le condizioni per lo sviluppo, più che intervenire direttamente Gi interventi diretti dovrebbero concentrarsi sull accumulo di capitale produttivo (e.g. infrastrutture) e sull Universitá, e non sui sussidi, i contributi ad aziendam, le rottamazioni, etc. Necessaria una spending review.

32 Cosa fare delle Aziende Statali? Vendere le quote statali delle grandi imprese quali Finmeccanica, Fincantieri, ecc., attraverso aste concepite con attenzione. Perché, se portano dividendi nelle casse dello stato? i) economia politica e corruzione; ii) riduzione debito pubblico; iii) permettere a queste imprese di crescere senza vincoli statali (vedi Maastricht). Per evitare la fine della Russia post-liberalizzazioni, c è bisogno: i) regole precise pro concorrenza che AGCM possa far rispettare; ii) protezione piccoli azionisti (es. eliminazione patti di sindacato); iii) trasparenza nella vendita e futura gestione. Discorso diverso per Terna e la rete ferroviaria di FF.SS. (monopoli naturali) e RAI (informazione) governance tipo BBC (o Banca d Italia a parte ultimo caso), cioè indipendenti dai politici anche se pubbliche.

33 Su quali interventi concentrarci? 1 Ricerca e Sviluppo 2 Economie di Scala 3 Concorrenza 4 Burocrazia e Giustizia 5 Credito 6 Infrastrutture 7 Energia 8 Mafia

34 Chi Paga? Esempio: Come finanziare il credito d imposta per la ricerca? Il GDP italiano nel 2009 era 1,500 miliardi di Euro (Dati Istat). L 1.27 per cento e stato speso in R&S (Dati OECD), pari a 19 miliardi di euro. Se l intera somma fosse stata spesa dal settore privato (e non lo e stata, perché include grandi istituzioni di ricerca pubbliche, e.g. CNR), un credito d imposta che permette di recuperare il 50 per cento del totale speso (tale credito e attualmente al 10 per cento e 40 per cento) potrebbe essere interamente coperto dal risparmio ottenuto dall abolizione di contributi ad-hoc attualmente elargiti al settore industriale (pari a 30 miliardi (stime Commissione Bilancio del Senato))

35 Conclusione Parlando ai lavoratori di Fincantieri, il Presidente della Repubblica ha recentemente detto che in Italia occorre una nuova politica industriale. Cosa intendeva? Una politica industriale seria in un economia globale dalla quale non ha senso provare a difendersi (la battaglia dei salari con India e Cina l abbiamo già persa) deve rendersi conto che è attraverso la distruzione creativa (Schumpeter) e non il protezionismo (più o meno velato) che potremo garantire crescita e impiego al nostro Paese. Occorre rendersene conto e avere il coraggio di creare le condizioni per la crescita di nuovi settori, permettendo il reintegro e la riqualificazione dei lavoratori attraverso un mercato del lavoro equo, flessibile e protetto da ammortizzatori sociali universali.

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