Relazioni strutturali: l'ambiguità. Precedenza e dominio.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Relazioni strutturali: l'ambiguità. Precedenza e dominio."

Transcript

1 Relazioni strutturali: l'ambiguità. Precedenza e dominio. I costituenti che formano una frase sono ordinati in base a precisi ordini gerarchici, che si definiscono in base alle nozioni di precedenza e di dominio. La precedenza è la relazione strutturale relativa all ordine delle parole: essa mette in evidenza la funzione dei costituenti all interno della frase. Ad esempio, in una frase come 1) Luca vede Maria con il cannocchiale sono presenti due NP, [Luca] e [Maria], le cui funzioni sono, come ovvio, differenti. Se, quindi, prendiamo il come nucleo della struttura frasale, potremo subito identificare il NP che precede il come il soggetto della frase, mentre il NP che segue il come l oggetto. Tale rapporto di precedenza viene chiaramente illustrato dall indicatore sintagmatico: 1a) NP V' N V NP Luca N' ved- N Maria PP P' P DP con il cannocchiale Ma la precedenza da sola non basta a definire i rapporti strutturali tra i costituenti di una frase, per cui si rende necessaria la nozione di dominio. Si dice che un nodo A domina un nodo B se A è più in alto nell albero ed è collegato a B solo da rami discendenti. In base alla struttura così rappresentata il PP [con il cannocchiale] è dominato dal NP [Maria] in quanto è collegato a esso per mezzo di un ramo discendente. Questo rapporto di dominio ci dice, che il cannocchiale era in possesso di Maria al momento in cui Luca l ha visto. Ma la frase Luca vede Maria con il cannocchiale ammette anche una seconda lettura, vale a dire quella in cui Luca ha usato il cannocchiale per vedere Maria. In questo caso, dunque, il PP 1

2 [con il cannocchiale] non potrà essere nel dominio di Maria, ma nel dominio dell azione svolta da Luca (il suo vedere ). Questa relazione strutturale riceverà dunque la rappresentazione fornita in 1b), in cui il PP è un aggiunto al nodo : 1b) PP NP V' P' Luca V NP con DP ved- Maria il cannocchiale NB: la rappresentazione sintattica per mezzo di alberi prevede esclusivamente una ramificazione binaria, vale a dire, non è possibile far partire da uno stesso nodo più di due rami discendenti. Teoria-theta e principio di proiezione Come sappiamo, la Teoria-theta (Criterio Tematico) sancisce un principio secondo il quale ogni costituente selezionato dal verbo (DP, NP, PP, ecc.) può ricevere un unico ruolo-θ e ciascun ruolo-θ può essere assegnato a un solo costituente selezionato dal verbo. Ne deduciamo che vi è una corrispondenza biunivoca tra numero di argomenti (stabiliti dalla valenza del verbo) e ruoli-θ che vengono assegnati. Il criterio-theta rende conto, dell'agrammaticalità di frasi italiane o inglesi come le seguenti: 2a) *Tu Luigi ha visto il film. 2b) *You John saw the movie. 3a) *Ho visto lui Luigi. 3b) *I saw him Luigi. L analisi sintattica rende conto di questo rapporto biunivoco assegnando a ogni argomento una sola posizione specifica all interno dell albero sintattico: nessuna posizione può essere riempita due volte. 2

3 Allo stesso modo, il criterio-theta rende conto dell'agrammaticalità di frasi come le seguenti: 4a) *Chi hai visto lui? 4b) *Whom did you see him? Nelle frasi in 4), infatti, troviamo la stessa violazione del criterio-theta discussa per le frasi 2) e 3): due elementi ricoprono con lo stesso ruolo semantico (paziente) all interno della frase. Tuttavia, vi è una considerazione in più da fare per le frasi in 4). Come evidente, il costituente interrogativo (chi/whom), che svolge la funzione di oggetto del verbo, è stato spostato dalla sua posizione di inserzione lessicale (necessariamente postverbale), per essere realizzato in posizione iniziale di frase. Il costituente interrogativo ha dunque lasciato libera la sua posizione originaria di COMPL di. Tuttavia, l'agrammaticalità delle frasi in 4) mostra in modo altrettanto evidente che tale posizione originaria non può essere nuovamente riempita da altro materiale perché: Principio di Proiezione Esteso: l interpretazione di una frase richiede che le informazioni semantiche (presenti nella struttura-p), siano mantenute e rispettate ad ogni livello. Ne consegue che: Anche in seguito a un operazione di movimento, la posizione originaria di un costituente resta e non viene eliminata, piuttosto viene occupata dalla sua traccia. La presenza delle tracce garantisce che l informazione lessicale, strutturale e semantica non venga mai perduta, e si conservi intatta fino ai livelli di interpretazione. Il concetto di traccia Di fronte ad una frase come quella in 5), il Principio di proiezione porta a ipotizzare la presenza di una traccia lasciata dal movimento dell oggetto-paziente chi, all interno della sua posizione originaria (come COMPL del verbo vedere). 5) Chi hai visto? Visualizziamo questo movimento e la sua traccia, senza esaminare, per il momento, il punto finale del movimento considerato: 5) [ (tu) [ V' hai visto [ chi ]] chi [ (tu) [ V hai visto [ t chi ]] La traccia lasciata all interno del garantisce che l informazione relativa a quel ruolo argomentale venga mantenuta, interpretata e non venga ripetuta da altro materiale linguistico. Ma cos è una traccia? 3

4 GRAMMATICA ITALIANA Una traccia è un elemento privo di contenuto fonico, ed è, in quanto tale, una categoria vuota, la cui presenza è fondamentale per l interpretazione profonda dei costituenti. Proprio per questo suo ruolo cruciale ai fini dell interpretazione, una traccia richiede che siano soddisfatti alcuni requisiti strutturali specifici per la sua cosiddetta legittimazione. La legittimazione delle tracce ha portato all elaborazione di un principio estremamente importante all interno della grammatica generativa, che va sotto il nome di Principio della Categoria Vuota ( ECP, dall inglese Empty Category Principle). Questo principio stabilisce che una categoria vuota deve essere retta propriamente, e questa condizione può essere soddisfatta attraverso due modalità: ECP: Una traccia deve essere retta propriamente. α regge propriamente β se e solo se: - αassegna ruolo tematico a β oppure - α regge β per antecedenza. Ma cosa si intende con α regge β? Relazioni tra le posizioni nell albero: dominio, c-comando e reggenza La relazione strutturale definita dalla reggenza ha un ruolo di primaria importanza all interno della teoria X-barra in quanto interviene all interno di diverse operazioni sintattiche. Per definire il concetto di reggenza è necessario aver chiaro: 1. il concetto di dominio, 2. il concetto di c-comando. Dominio: Un nodo X domina un nodo Y se è possibile tracciare una linea continua che segue la direzione in cui si sviluppa l'albero a partire dalla radice verso i nodi terminali. Nell'albero in 6) ad esempio: domina tutti gli altri nodi dell'albero, PP domina V' domina NP [Luigi] domina NP [Mario] domina Preliminare alla formulazione della reggenza è anche la definizione del c-comando: 4

5 C-comando Un nodo α c-comanda un nodo β se e solo se: - α non domina β, - β non domina α, - il primo nodo ramificante che domina α domina anche β Dunque, dato un albero come quello in 6), possiamo dire che: il NP Luigi c-comanda, parl- c-comanda, e la preposizione con c-comanda. Al contrario, parl- non c-comanda il NP Luigi, perché il primo nodo che domina V è V', che non domina il NP Luigi: 6) NP V' Luigi V PP parl- P' P NP con Mario Possiamo ora fornire la formulazione di reggenza: Reggenza α regge β se e solo se: - α è una testa; - α c-comanda - la prima proiezione massimale che domina α domina anche β. Nella definizione della reggenza riveste un ruolo fondamentale il concetto di testa. Solo le teste, infatti, possono avere la funzione di reggenti. Pertanto, in 6) solo il verbo parla e la preposizione con sono delle categorie reggenti. In particolare, parla regge mentre con regge. 5

6 E MOVIMENTO Come abbiamo detto più volte, nel quadro teorico offerto dalla GG si prevede l esistenza di due livelli di rappresentazione: una struttura-p, in cui gli elementi lessicali vengono inseriti in base al loro ruolo tematico, e una struttura-s nella quale i costituenti sono realizzati in posizioni che vengono poi interpretate nei due livelli di interfaccia (FL e FF). Abbiamo già visto come posizioni originarie e posizioni finali possano non coincidere in quanto i costituenti vengono sottoposti a operazioni di movimento necessarie per la loro interpretazione. Il movimento rappresenta un punto cruciale all interno della GG perché ogni sua operazione (detta anche move α ) deve essere motivata da precisi requisiti interpretativi. All interno della teoria sono previsti tre tipi principali di movimento: 1. Movimento-A, in cui il costituente spostato si muove verso una posizione argomentale ; 2. Movimento della testa che coinvolge costituenti che sono teste di sintagmi e non proiezioni massimali; 3. Movimento-A', in cui il costituente spostato si muove verso una posizione non argomentale; Questi movimenti coinvolgono costituenti diversi e rispondono a necessità interpretative differenti. Il fattore che accomuna qualsiasi operazione di movimento è la necessità di poter ricostruire tutto il percorso compiuto da un costituente, dalla sua posizione in SP a quella in SS e tutte le operazioni compiute dalla Sintassi. In effetti, nessun movimento avviene senza motivo e dunque ogni operazione contribuisce all interpretazione della frase. Ogni operazione di movimento lascia quindi una traccia e ogni traccia deve essere legittimata attraverso una condizione strutturale di reggenza. Il legame esistente tra un costituente sottoposto a movimento e la sua traccia dà origine a quella che viene definita una catena. Il movimento di un costituente può portarlo a raggiungere anche diverse posizioni nella struttura (è possibile cioè che il movimento proceda per passi successivi ). In questo caso la catena conterrà diverse tracce. Abbiamo già detto che il sintagma frasale è l', la proiezione massimale della flessione verbale. Abbiamo visto che all'interno del la testa V seleziona i suoi argomenti e che quindi il è la zona di interfaccia tra sintassi e semantica. Ma abbiamo anche visto che il verbo si deve accordare con il soggetto e con le informazioni relative al tempo, all'aspetto e al modo, oltre che con il soggetto sintattico. Tali fenomeni di accordo avvengono nell', zona di interfaccia tra sintassi e morfologia. È chiaro però che in una frase come 7) rappresentata nel diagramma di seguito la lettura dell albero non corrisponde alla realizzazione fonetica della frase: 6

7 7) Luca guarda Mario 7a) I -a NP V' N V NP guard- Luca N' N Mario Infatti a un certo punto il morfema -a si dovrà unire al verbo guard-, ma come? 7b) I guarda NP V' Luca NP V t V Mario ma anche spostando la testa V verso la posizione di testa I (questo movimento è detto MOVIMENTO TESTA A TESTA) per far sì che la radice lessicale si unisca alla flessione, la lettura dell'albero non corrisponde ancora alla realizzazione fonetica della frase in quanto il NP Luca, in seguito al movimento, si viene a trovare dopo il verbo (nella posizione in cui riceve ruolo argomentale di agente in Spec,). Da questa posizione, questo NP si sposta nella posizione in cui riceve la funzione sintattica di soggetto: Spec,, come mostrato nel diagramma che segue: 7

8 7c) NP Luca I guarda V' t NP NP V t V Mario Questo tipo di movimento del NP da Spec, a Spec, è detto (approfondiremo in seguito). MOVIMENTO-A La teoria del Caso Le grammatiche scolastiche tendono a parlare di caso solo quando trattano lingue quali il latino o il tedesco che hanno un sistema di Casi esteso, quindi in 8) Caesar/Caesarem è declinato diversamente a seconda che sia soggetto o oggetto: Latino 8a) Caesar Belgas vincit. Cesare-NOM Belgi-ACC vinse 8b) Belgae Caesarem timent. Belgi-NOM Cesare-ACC temono Tedesco 8c) Der Mann hat den Lehrer gesehen. Il-NOM uomo ha il-acc maestro visto 8d) Der Lehrer hat den Mann gesehen. Il-NOM maestro ha il-acc uomo visto Lingue come l'italiano e l'inglese vengono invece considerate lingue prive di Caso, ma considerate gli esempi seguenti: 9a) Io vado. 9b) I go. 9c) Vide me. 9d) He saw me. 8

9 9e) La affido a Luca. 9f) Le affido mia sorella. In italiano e in inglese il sistema dei Casi è ridotto rispetto a lingue quali il latino e il tedesco ma questo non significa che in lingue come la nostra non ci sia Caso. Come vedete negli esempi in 9), infatti, alcune realizzazioni esplicite del Caso ci sono: il Caso non c'è solo dove si vede! Lingue come l'italiano, il latino, il tedesco, l'inglese, ecc. sono molto più simili di quanto si ritenga di solito nelle loro proprietà di Caso: esse hanno tutte un sistema di Casi 1, la differenza tra loro è nella diversa misura in cui la morfologia esprime le proprietà di Caso (Cecchetto, 2002: 94-95). Quando il Caso c'è ma non è espresso morfologicamente si parla di Caso Astratto; si parla invece di Caso Morfologico quando il Caso è espresso morfologicamente. Quindi: La realizzazione esplicita del Caso (il Caso morfologico) è un parametro presente solo in alcune lingue. Tuttavia il Caso è sempre presente, anche se realizzato con un morfo-zero. Tale caso implicito è detto Caso astratto e rappresenta una proprietà degli elementi nominali di tutte le lingue. Caso Nominativo: In generale è assegnato al soggetto della frase quando il verbo è di modo finito in quanto il Caso Nominativo è assegnato dalla flessione del verbo (quindi ad assegnare Caso Nominativo è la testa I di e non la testa del ). Il Caso Nominativo viene assegnato dalla testa dell' al soggetto in Spec, nella configurazione specificatore-testa. 10a) Io parto oggi 10b) *Io partire oggi Ecco il motivo per cui il NP/DP che riceve ruolo argomentale nel deve salire in posizione di Spec, per diventare Soggetto sintattico. Caso Accusativo: In generale possiamo dire che l'accusativo è assegnato dalle teste V (transitive nel ) e dalle teste P (nel PP) ai loro nodi fratelli 2. 11a) Luca ha visto me 11b) *Luca ha visto io 12a) Con me 12b) *Con io Considerate inoltre gli esempi di seguito: 1 Il Caso viene considerato un principio: la sua presenza è postulata in tutte le lingue del mondo. Le lingue si differenziano solo nel modo in cui i Casi vengono realizzati. 2 Tuttavia, come vedremo in seguito, questa non è l'unica configurazione in cui viene assegnato il Caso Accusativo. 9

10 13a) Cesare ha distrutto la Gallia. 13b) La distruzione della Gallia. 13c) *La distruzione Gallia. Secondo voi, perché abbiamo bisogno di quella preposizione nella struttura in 13c), mentre non ce n è bisogno in 13a), dove il DP la Gallia è retto dal verbo? I costituenti nominali devono essere sempre dotati di Caso. Teoria del Caso o Filtro del Caso A ogni NP realizzato foneticamente deve essere assegnato Caso. Ricorda: Il Filtro del Caso è un universale linguistico. I nomi non hanno un caso intrinseco e per essere interpretati ne devono avere assegnato uno da una testa reggente (in base alla loro funzione grammaticale). Il Caso, dunque, deve essere assegnato al nome da un altra categoria, e questa categoria deve essere diversa da un nome. Il Caso viene assegnato da verbi o da preposizioni, per mezzo della reggenza. Ecco dunque perché la frase 13c) è agrammaticale: per ottenere Caso il DP la Gallia deve essere retto o da un verbo (come in 13a)) o da una preposizione (come in 13b)). La mancanza di una testa che gli assegni Caso rende impossibile l interpretazione del NP: da qui l'agrammaticalità di 13c). Caso inerente e Caso strutturale. L'assegnazione speciale dell'accusativo. Oltre alla distinzione tra Caso morfologico e Caso astratto, è fondamentale distinguere tra Caso inerente e Caso strutturale. Caso inerente: Viene assegnato in struttura profonda, in base alla relazione esistente tra una testa e i suoi argomenti. Le categorie che assegnano Caso inerente sono pertanto il verbo e le preposizioni. Il Caso inerente più tipico è il Caso ACC, vale a dire, quello assegnato via reggenza dalla testa verbale ai suoi Complementi 3. Caso strutturale: Viene assegnato in struttura superficiale e dunque non è legato alla selezione argomentale. 3 Nel caso delle preposizioni, assegnano Caso inerente solo quelle che sono a loro volta selezionate dal verbo (in forme verbali quali accorgersi di, accingersi a, ecc.). In questi casi, dunque, le preposizioni non assegnano Caso per virtù propria, ma esplicano un compito che gli è assegnato dal verbo. 10

11 Prendiamo in esame il Caso ACC in frasi come le seguenti: 14a) You believe me/ *I to be a fool. 14b) Credi che io/*me sia pazzo. In entrambi i casi il soggetto semantico della predicazione espressa nella subordinata è un pronome di prima persona singolare. Tuttavia in 14a) questo soggetto semantico appare al Caso ACC (pena l'agrammaticalità della frase), mentre in 14b) abbiamo il NOM (pena l'agrammaticalità della frase). 15a)Maria ha visto me / *io guardare il quadro 15b)Maria ha visto che io / *me guardavo il quadro Anche in italiano sembra che il soggetto di una frase subordinata possa recare il Caso tipico degli oggetti. Eppure, dal punto di vista semantico il soggetto delle frasi esaminate è sempre io. Perché allora si riscontrano le due diverse realizzazioni? Vedere in 15a-b), come anche credere/believe in 14a-b) non seleziona semplicemente un NP come complemento, bensì un intera frase. 15a) NP Maria ha visto I V' t NP V t V NP me V' V DP guardare il quadro Se la frase non è aperta da un complementatore (che), il soggetto della subordinata viene a trovarsi in una condizione strutturale di reggenza da parte del verbo della principale. Questa relazione fa scattare l assegnazione di Caso strutturale ACC. 11

12 GRAMMATICA ITALIANA 15b) NP Maria ha visto I V' t NP(Luca) CP V t V(vedere) C' C che NP io I guardavo t NP(io) V' t V(guardare) DP il quadro Infatti, se inseriamo un complementatore all inizio della subordinata, vedremo che anche in inglese il soggetto comparirà al caso NOM: 16) You think that I /*me am a fool. Questo dimostra che il Caso ACC in questo tipo di costruzioni subordinate deriva esclusivamente da una relazione strutturale di reggenza, per cui il verbo della principale non può fare a meno di trattare il soggetto della subordinata come un oggetto. Ne concludiamo che: Le categorie che assegnano l'accusativo sono V (transitivo) e P. L'Accusativo può essere assegnato solo se: V (o P) c-comandano il NP (o il DP) che riceve Caso e se non interviene nessuna testa tra l'assegnatore di Caso e il NP (o il DP) che riceve Caso. Movimento-A Con movimento A si intende un movimento nel quale la categoria interessata si sposta in una posizione in cui viene assegnato Caso. 12

13 Poiché il movimento è determinato da una qualche necessità interpretativa, ne deduciamo che il movimento-a risponde alla necessità di collocare un costituente in una posizione in cui può ricevere Caso. Il caso più tipico di movimento-a è quello cui viene sottoposto l argomento esterno del verbo. Il soggetto, infatti, non può ricevere Caso NOM da parte del verbo all interno del, perché in quel dominio il verbo assegna Caso ACC inerente al suo oggetto. Il Caso NOM, invece, non è inerente, bensì strutturale. Per capire le ragioni di questa differenza, basterà mettere a confronto frasi attive e passive come le seguenti: 17a) Amo Luca. 17b) Luca è amato (da me). Il soggetto delle due frasi è diverso: nella frase attiva 17a) è un pronome sottinteso (di prima persona singolare - io), mentre in quella passiva è Luca. Non c è dubbio, tuttavia, che il NP Luca rappresenta il PAZIENTE in entrambe le frasi: semplicemente nella frase passiva esso viene promosso a soggetto. Al contrario, il soggetto della frase transitiva non può diventare l oggetto della corrispondente frase passiva (al massimo può essere realizzato come un circostanziale). Questo dimostra che il ruolo sintattico di oggetto può essere ricoperto solo dall argomento interno del verbo, in virtù del suo ruolo tematico e del Caso inerente che gli viene assegnato. Al contrario, il ruolo sintattico di soggetto (e, di conseguenza, l assegnazione di Caso NOM) non dipende dal ruolo tematico di un NP, bensì dalla sua relazione strutturale con il verbo flesso. Per questa ragione il Caso NOM è esclusivamente un Caso strutturale. La relazione che consente l assegnazione del NOM è quella di Specificatore-testa, all interno della proiezione frasale, come mostrato nell albero seguente: 17a) pro I amo t PRO V' t V NP Luca 13

14 17b) NP Luca I è amato PP V' da me t V t LUCA Come possiamo notare, il verbo si solleva dalla sua posizione originaria in V e va in I per assumere i tratti della flessione (tempo, accordo, ecc.). Dal canto suo, il NP soggetto si solleva in Spec, per avere assegnato il Caso NOM dal verbo flesso. Entrambi gli elementi lasciano delle tracce che rendono conto del loro ruolo profondo (legittimate perché rette dai rispettivi antecedenti). pro. pro fa parte delle categorie pronominali foneticamente non realizzate, la cui presenza è però testimoniata da prove ben precise. Il pro rappresenta la forma pronominale vuota che occupa la posizione di soggetto nelle frasi a tempo finito, in quelle lingue che ammettono il Soggetto Nullo (come l italiano o il russo). Queste lingue sono dette lingue pro-drop (anche questo è un parametro delle lingue, anche detto parametro del soggetto nullo ). Il pro non è ammesso in qualsiasi posizione sintattica. Considerate le frasi seguenti: 18a)*Luca ha visto pro 18b)*Luca mi ha parlato di pro Come possiamo notare, il pro non può essere realizzato come oggetto (definito) né di un verbo, né di una preposizione. Semplificando molto la questione senza entrare nei dettagli, possiamo dire che il pro ha bisogno, dal punto di vista sintattico, di essere in relazione SPEC-TESTA con un elemento che gli assegni i tratti di persona, genere e numero. Essendo foneticamente vuoto (come la traccia e come un'altra categoria detta PRO che vedremo in seguito), infatti, il pro non può esprimere questi tratti da solo, tuttavia ha bisogno di questi tratti per poter essere interpretato. Per questo motivo viene legittimato in posizione di soggetto: lì si trova in relazione Specificatore-Testa con il verbo che gli trasferisce i tratti di accordo assunti in I. 14

15 BIBLIOGRAFIA Cecchetto C. (2002), Introduzione alla Sintassi. La teoria dei principi e dei parametri, I Manuali LED (Edizioni Universitarie di Lettere Economia Diritto), Milano. Donati, Caterina (2008), La sintassi. Regole e strutture, Il Mulino, Bologna. Puglielli A., Frascarelli M. (2004), Tipologia Linguistica: riflessione sulle lingue e loro comparazione, Università degli Studi Roma Tre, Roma. (P&F, 2004). Puglielli A., Frascarelli M. (2008), L Analisi Linguistica: dai dati alla teoria, Caissa Italia, Cesena/ Roma. (P&F, 2008). Salvi G., Vanelli L. (2008), Nuova Grammatica Italiana, Il Mulino, Bologna. Svolacchia M. (2004), Appunti di Sintassi dell Italiano. Dai parametri ai fenomeni.università degli Studi Roma Tre, Roma. 15

- transitivi Gianni ha colpito Pietro Ha mangiato (la pasta)

- transitivi Gianni ha colpito Pietro Ha mangiato (la pasta) Teoria tematica Ogni predicato ha una sua struttura argomentale, richiede cioè un certo numero di argomenti che indicano i partecipanti minimalmente coinvolti nell attività/stato espressi dal verbo stesso.

Dettagli

Linguistica Generale

Linguistica Generale Linguistica Generale Docente: Paola Monachesi Aprile-Maggio 2003 Contents 1 La linguistica e i suoi settori 2 2 La grammatica come mezzo per rappresentare la competenza linguistica 2 3 Le componenti della

Dettagli

Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009

Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 Il buon nome - Chiavi di risposta e classificazione degli item Item Risposta corretta Ambito di valutazione Processi

Dettagli

INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEL LINGUAGGIO

INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEL LINGUAGGIO INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEL LINGUAGGIO ANALISI GRAMMATICALE E ANALISI LOGICA Analisi grammaticale: procedimento che ha la funzione di associare ad ogni parola presente all'interno di una frase la propria

Dettagli

I PRONOMI PERSONALI. Prima persona io noi Seconda persona tu voi Terza persona lui, lei (egli, ella, esso, essa) loro (essi, esse)

I PRONOMI PERSONALI. Prima persona io noi Seconda persona tu voi Terza persona lui, lei (egli, ella, esso, essa) loro (essi, esse) I PRONOMI PERSONALI PRONOMI PERSONALI SOGGETTO Prima persona io noi Seconda persona tu voi Terza persona lui, lei (egli, ella, esso, essa) loro (essi, esse) Ella, esso, essa sono forme antiquate. Esso,

Dettagli

P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana

P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana CRITERI DI VALUTAZIONE PER LE PROVE SCRITTE L obiettivo del valutatore, nella correzione delle prove

Dettagli

Si può salvare l analisi logica? di M. G. Lo Duca

Si può salvare l analisi logica? di M. G. Lo Duca Si può salvare l analisi logica? di M. G. Lo Duca [contributo già pubblicato in La crusca per voi, n. 33, Ottobre 2006, pp. 4-8] Si è tenuto nei mesi di marzo/aprile del 2006 un corso di aggiornamento

Dettagli

TABELLA DEI COMPLEMENTI

TABELLA DEI COMPLEMENTI TABELLA DEI COMPLEMENTI REALIZZATA CON LA COLLABORAZIONE DELLA CLASSE II B DELLA SCUOLA SECONDARIA DALLA CHIESA E RUSSO DI BUSNAGO (MB) A. s. 2011/ 12 COMPLEMENTO DOMANDA A CUI RISPONDE ESEMPIO OGGETTO

Dettagli

Intervista a Gabriela Stellutti, studentessa di italiano presso la Facoltà di Lettere dell Università di São Paulo (FFLCH USP).

Intervista a Gabriela Stellutti, studentessa di italiano presso la Facoltà di Lettere dell Università di São Paulo (FFLCH USP). In questa lezione abbiamo ricevuto Gabriella Stellutti che ci ha parlato delle difficoltà di uno studente brasiliano che studia l italiano in Brasile. Vi consiglio di seguire l intervista senza le didascalie

Dettagli

1. SIMPLE PRESENT. Il Simple Present viene anche detto presente abituale in quanto l azione viene compiuta abitualmente.

1. SIMPLE PRESENT. Il Simple Present viene anche detto presente abituale in quanto l azione viene compiuta abitualmente. 1. SIMPLE PRESENT 1. Quando si usa? Il Simple Present viene anche detto presente abituale in quanto l azione viene compiuta abitualmente. Quanto abitualmente? Questo ci viene spesso detto dalla presenza

Dettagli

TEST D INGRESSO DI ITALIANO. Cognome...Nome...Classe IV...

TEST D INGRESSO DI ITALIANO. Cognome...Nome...Classe IV... TEST D INGRESSO DI ITALIANO Cognome...Nome...Classe IV... PUNTEGGIO FINALE.../50 VOTO ORTOGRAFIA Scegli l'alternativa corretta tra quelle proposte, barrando la lettera corrispondente. (1 punto in meno

Dettagli

Nota dell ASLI sull insegnamento dell italiano nella scuola secondaria di secondo grado Premessa

Nota dell ASLI sull insegnamento dell italiano nella scuola secondaria di secondo grado Premessa Nota dell ASLI sull insegnamento dell italiano nella scuola secondaria di secondo grado Premessa L insegnamento della lingua materna nella scuola secondaria superiore si dimostra particolarmente importante

Dettagli

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione La natura del linguaggio e il processo di acquisizione Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio. Affinché ciò avvenga normalmente è necessario che

Dettagli

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti

Dettagli

PRESENT PERFECT CONTINUOS

PRESENT PERFECT CONTINUOS PRESENT PERFECT CONTINUOS 1. Si usa il Present Perfect Continuous per esprimere un'azione che è appena terminata, che si è prolungata per un certo tempo e la cui conseguenza è evidente in questo momento.

Dettagli

Risultati delle prove di ingresso delle classi prime e raffigurazione del profilo medio delle conoscenze e abilità degli allievi.

Risultati delle prove di ingresso delle classi prime e raffigurazione del profilo medio delle conoscenze e abilità degli allievi. Risultati delle prove di ingresso delle classi prime e raffigurazione del profilo medio delle abilità degli allievi. I risultati sono stati raccolti in un foglio elettronico e visualizzati con grafici,

Dettagli

Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono

Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono Contenuti: competenza lessicale: espressioni lessicali e metaforiche; competenza grammaticale: ripresa dei pronomi diretti e indiretti; competenza pragmatica:

Dettagli

La Treebank sintattico-semantica dell italiano di SI-TAL: architettura, specifiche, risultati

La Treebank sintattico-semantica dell italiano di SI-TAL: architettura, specifiche, risultati La Treebank sintattico-semantica dell italiano di SI-TAL: architettura, specifiche, risultati Simonetta Montemagni 1 1 Istituto di Linguistica Computazionale - CNR / Consorzio Pisa Ricerche, Pisa, Italy

Dettagli

1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica?

1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica? RISPOSTE ALLE DOMANDE DEL CAPITOLO 3 1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica? I modi di analisi del suono sono tre: il percettivo, l'acustico e l'articolatorio. Possiamo ricondurre

Dettagli

Trasformazione attivo-passivo

Trasformazione attivo-passivo Trasformazione attivo-passivo E possibile trasformare una frase attiva in passiva quando: 1. il verbo è transitivo 2. il verbo è seguito dal complemento oggetto. Si procede in questo modo: 1. il soggetto

Dettagli

ALGEBRA I: CARDINALITÀ DI INSIEMI

ALGEBRA I: CARDINALITÀ DI INSIEMI ALGEBRA I: CARDINALITÀ DI INSIEMI 1. CONFRONTO DI CARDINALITÀ E chiaro a tutti che esistono insiemi finiti cioè con un numero finito di elementi) ed insiemi infiniti. E anche chiaro che ogni insieme infinito

Dettagli

Semantica operazionale dei linguaggi di Programmazione

Semantica operazionale dei linguaggi di Programmazione Semantica operazionale dei linguaggi di Programmazione Oggetti sintattici e oggetti semantici Rosario Culmone, Luca Tesei Lucidi tratti dalla dispensa Elementi di Semantica Operazionale R. Barbuti, P.

Dettagli

PROVE DI APPRENDIMENTO di ITALIANO CLASSE II MEDIA

PROVE DI APPRENDIMENTO di ITALIANO CLASSE II MEDIA PROVE DI APPRENDIMENTO di ITALIANO CLASSE II MEDIA Comprensione della lettura Es. 1 Leggere il testo LA SIGNORINA MONICA e rispondere alle domande Tempo previsto per lo svolgimento : 1 h Punteggio massimo:

Dettagli

Materia: INGLESE Data: 24/10/2004

Materia: INGLESE Data: 24/10/2004 ! VERBI CHE TERMINANO IN... COME COSTRUIRE IL SIMPLE PAST ESEMPIO e aggiungere -d live - lived date - dated consonante + y 1 vocale + 1 consonante (ma non w o y) cambiare y in i, poi aggiungere -ed raddoppiare

Dettagli

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM XXVIII TEMPO ORDINARIO 11 ottobre 2009 VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM Mc 10, 17-30 [In quel tempo], mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro

Dettagli

Esistenza di funzioni continue non differenziabili in alcun punto

Esistenza di funzioni continue non differenziabili in alcun punto UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI CORSO DI LAUREA IN MATEMATICA Esistenza di funzioni continue non differenziabili in alcun punto Relatore Prof. Andrea

Dettagli

Percorsi di matematica per il ripasso e il recupero

Percorsi di matematica per il ripasso e il recupero Giacomo Pagina Giovanna Patri Percorsi di matematica per il ripasso e il recupero 1 per la Scuola secondaria di secondo grado UNITÀ CMPIONE Edizioni del Quadrifoglio à t i n U 1 Insiemi La teoria degli

Dettagli

Adorazione Eucaristica. Dio ci ama

Adorazione Eucaristica. Dio ci ama Adorazione Eucaristica a cura di Don Luigi Marino Guida: C è un esperienza che rivela il potere unificante e trasformante dell amore, ed è l innamoramento, descritto in modo splendido nel Cantico dei Cantici.

Dettagli

Linguistica generale. Lessico-Grammatica dell italiano: le costruzioni intransitive

Linguistica generale. Lessico-Grammatica dell italiano: le costruzioni intransitive 1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA Dottorato di Ricerca in Scienze della Comunicazione TESI DI DOTTORATO IN Linguistica generale Lessico-Grammatica dell italiano: le costruzioni

Dettagli

La lingua seconda per lo studio: aula, laboratorio, autoapprendimento. F ernanda Minuz fminuz@ jhu.edu

La lingua seconda per lo studio: aula, laboratorio, autoapprendimento. F ernanda Minuz fminuz@ jhu.edu La lingua seconda per lo studio: aula, laboratorio, autoapprendimento F ernanda Minuz fminuz@ jhu.edu Studiare in una L2 È un'attività cognitivamente complessa: apprendere (comprendere, elaborare, inquadrare,

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

ALLA SCUOLA MATERNA UNITÁ 16

ALLA SCUOLA MATERNA UNITÁ 16 ALLA SCUOLA MATERNA Marzia: Buongiorno, sono venuta per iscrivere il mio bambino. Maestra: Buongiorno, signora. Io sono la maestra. Come si chiama il bambino. Marzia: Si chiama Renatino Ribeiro. Siamo

Dettagli

+ P a n n=1 + X. a n = a m 3. n=1. m=4. Per poter dare un significato alla somma (formale) di infiniti termini, ricorriamo al seguente procedimento:

+ P a n n=1 + X. a n = a m 3. n=1. m=4. Per poter dare un significato alla somma (formale) di infiniti termini, ricorriamo al seguente procedimento: Capitolo 3 Serie 3. Definizione Sia { } una successione di numeri reali. Ci proponiamo di dare significato, quando possibile, alla somma a + a 2 +... + +... di tutti i termini della successione. Questa

Dettagli

A proposito dell origine della declinazione del pronome clitico di terza persona in italiano

A proposito dell origine della declinazione del pronome clitico di terza persona in italiano A proposito dell origine della declinazione del pronome clitico di terza persona in italiano Giorgio Cadorini Università Carlo IV di Praga Sommario L articolo cerca di ricostruire

Dettagli

LEZIONE 4 DIRE, FARE, PARTIRE! ESERCIZI DI ITALIANO PER BRASILIANI

LEZIONE 4 DIRE, FARE, PARTIRE! ESERCIZI DI ITALIANO PER BRASILIANI In questa lezione ci siamo collegati via Skype con la Professoressa Paola Begotti, docente di lingua italiana per stranieri dell Università Ca Foscari di Venezia che ci ha parlato delle motivazioni che

Dettagli

I was not you were not he was not she was not it was not we were not you were not they were not. Was I not? Were you not? Was she not?

I was not you were not he was not she was not it was not we were not you were not they were not. Was I not? Were you not? Was she not? Il passato Grammar File 12 Past simple Il past simple inglese corrisponde al passato prossimo, al passato remoto e, in alcuni casi, all imperfetto italiano. Con l eccezione del verbo be, la forma del past

Dettagli

LICEO STATALE Carlo Montanari

LICEO STATALE Carlo Montanari Classe 1 Simple del verbo to be in tutte le sue forme Il Present Simple del verbo to have (got) in tutte le sue forme Gli aggettivi e pronomi possessivi Gli articoli a/an, the Il caso possessivo dei sostantivi

Dettagli

Lingue creole e lingue segniche

Lingue creole e lingue segniche S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 1 Lingue creole e lingue segniche Alcuni linguisti (tra cui Fischer 1978; Edwards e Ladd 1984) hanno notato certe affinità tra lingue creole e lingue segniche.

Dettagli

Si basano sul seguente Teorema: S = A sse S { A} è insoddisfacibile.

Si basano sul seguente Teorema: S = A sse S { A} è insoddisfacibile. Deduzione automatica La maggior parte dei metodi di deduzione automatica sono metodi di refutazione: anziché dimostrare direttamente che S A, si dimostra che S { A} è un insieme insoddisfacibile (cioè

Dettagli

CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO

CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO Voti RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI DESCRITTORI Fino a 3 Del tutto insufficiente Assenza di conoscenze. Errori ortografici e morfo-sintattici numerosi e gravi. 4

Dettagli

(anno accademico 2008-09)

(anno accademico 2008-09) Calcolo relazionale Prof Alberto Belussi Prof. Alberto Belussi (anno accademico 2008-09) Calcolo relazionale E un linguaggio di interrogazione o e dichiarativo: at specifica le proprietà del risultato

Dettagli

IndICe. 18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza ItalIana

IndICe. 18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza ItalIana IndICe prefazione 3 Buon compleanno!! 5 chi è cittadino italiano per la legge? 6 cosa significa diventare cittadino italiano? 7 come muoverti? 8 senza cittadinanza 9 devi sapere 11 Prefazione Cari ragazzi,

Dettagli

1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA

1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA 1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA Un conduttore ideale all equilibrio elettrostatico ha un campo elettrico nullo al suo interno. Cosa succede se viene generato un campo elettrico diverso da zero al suo

Dettagli

Dall italiano alla logica proposizionale

Dall italiano alla logica proposizionale Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci

Dettagli

Albero semantico. Albero che mette in corrispondenza ogni formula con tutte le sue possibili interpretazioni.

Albero semantico. Albero che mette in corrispondenza ogni formula con tutte le sue possibili interpretazioni. Albero semantico Albero che mette in corrispondenza ogni formula con tutte le sue possibili interpretazioni. A differenza dell albero sintattico (che analizza la formula da un punto di vista puramente

Dettagli

Teoria degli insiemi

Teoria degli insiemi Teoria degli insiemi pag 1 Easy Matematica di dolfo Scimone Teoria degli insiemi Il concetto di insieme si assume come primitivo, cioè non riconducibile a concetti precedentemente definiti. Sinonimi di

Dettagli

GRAMMATICA IL MODO CONGIUNTIVO - 1 Osserva i seguenti esempi:

GRAMMATICA IL MODO CONGIUNTIVO - 1 Osserva i seguenti esempi: GRAMMATICA IL MODO CONGIUNTIVO - 1 Osserva i seguenti esempi: Sono certo che Carlo è in ufficio perché mi ha appena telefonato. So che Maria ha superato brillantemente l esame. L ho appena incontrata nel

Dettagli

Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE. Versione 1.0 24 Giugno 2014

Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE. Versione 1.0 24 Giugno 2014 Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE Versione 1.0 24 Giugno 2014 1 Indice Indice... 2 Indice delle figure... 3 Indice delle tabelle... 4 Obiettivi del documento...

Dettagli

Analisi del testo letterario 1

Analisi del testo letterario 1 Analisi del testo letterario 1 discipline Analisi del testo letterario 1 - Isabella Chiari 2 esempio 1 Promessi sposi (A. Manzoni) Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non

Dettagli

LICEO DELLE SCIENZE UMANE LICEO ECONOMICO SOCIALE. PROGRAMMA ESAMI INTEGRATIVI/IDONEITA' DI INGLESE (1, 2, 3 e 4 anno) CLASSE PRIMA

LICEO DELLE SCIENZE UMANE LICEO ECONOMICO SOCIALE. PROGRAMMA ESAMI INTEGRATIVI/IDONEITA' DI INGLESE (1, 2, 3 e 4 anno) CLASSE PRIMA (1, 2, 3 e 4 anno) CLASSE PRIMA Simple del verbo to be in tutte le sue forme Il Present Simple del verbo to have (got) in tutte le sue forme I pronomi soggetto e complemento Gli aggettivi e pronomi possessivi

Dettagli

2 Rappresentazioni grafiche

2 Rappresentazioni grafiche asi di matematica per la MPT 2 Rappresentazioni grafiche I numeri possono essere rappresentati utilizzando i seguenti metodi: la retta dei numeri; gli insiemi. 2.1 La retta numerica Domanda introduttiva

Dettagli

Spinoza e il Male. Saitta Francesco

Spinoza e il Male. Saitta Francesco Spinoza e il Male di Saitta Francesco La genealogia del male è sempre stato uno dei problemi più discussi nella storia della filosofia. Trovare le origini del male è sempre stato l oggetto principale di

Dettagli

Com è fatto l atomo ATOMO. UNA VOLTA si pensava che l atomo fosse indivisibile. OGGI si pensa che l atomo è costituito da tre particelle

Com è fatto l atomo ATOMO. UNA VOLTA si pensava che l atomo fosse indivisibile. OGGI si pensa che l atomo è costituito da tre particelle STRUTTURA ATOMO Com è fatto l atomo ATOMO UNA VOLTA si pensava che l atomo fosse indivisibile OGGI si pensa che l atomo è costituito da tre particelle PROTONI particelle con carica elettrica positiva e

Dettagli

IV-1 Funzioni reali di più variabili

IV-1 Funzioni reali di più variabili IV- FUNZIONI REALI DI PIÙ VARIABILI INSIEMI IN R N IV- Funzioni reali di più variabili Indice Insiemi in R n. Simmetrie degli insiemi............................................ 4 2 Funzioni da R n a R

Dettagli

Linguaggi. Claudio Sacerdoti Coen 11/04/2011. 18: Semantica della logica del prim ordine. Universitá di Bologna

Linguaggi. Claudio Sacerdoti Coen 11/04/2011. 18: Semantica della logica del prim ordine. <sacerdot@cs.unibo.it> Universitá di Bologna Linguaggi 18: Semantica della logica del prim ordine Universitá di Bologna 11/04/2011 Outline Semantica della logica del prim ordine 1 Semantica della logica del prim ordine Semantica

Dettagli

La formazione della costruzione impersonale in italiano

La formazione della costruzione impersonale in italiano La formazione della costruzione impersonale in italiano Giampaolo Salvi gps@ludens.elte.hu Università Eötvös Loránd, Budapest (Ungheria) RIASSUNTO: In italiano moderno possiamo identificare due diverse

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

Corso SOL Gestione catalogo libro moderno 21-22 settembre 2009

Corso SOL Gestione catalogo libro moderno 21-22 settembre 2009 Corso SOL Gestione catalogo libro moderno 21-22 settembre 2009 Introduzione generale Autenticazione dell operatore https://sebina1.unife.it/sebinatest Al primo accesso ai servizi di Back Office, utilizzando

Dettagli

Lessico e registro [SLIDE 3] [SLIDE 4] [SLIDE 5]

Lessico e registro [SLIDE 3] [SLIDE 4] [SLIDE 5] Lessico e registro Lezione tenuta il 25 maggio 2015 nel polo Linceo di Calabria, l Università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria, nell ambito del progetto Per una nuova didattica dell italiano.

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

L uso del «di» e del «che» nei comparativi di diseguaglianza

L uso del «di» e del «che» nei comparativi di diseguaglianza Quaderns d Italià 3, 1998 91-96 L uso del «di» e del «che» nei comparativi di diseguaglianza Ursula Bedogni Abstract The great variety in the usage of the comparatives in Italian often causes problems

Dettagli

IL PASSATO PROSSIMO. sono andato. ho mangiato. Formazione del participio passato regolare PARL-ARE PARL-ATO VED- ERE VED-UTO FIN-IRE FIN- ITO

IL PASSATO PROSSIMO. sono andato. ho mangiato. Formazione del participio passato regolare PARL-ARE PARL-ATO VED- ERE VED-UTO FIN-IRE FIN- ITO IL PASSATO PROSSIMO Il passato prossimo in italiano è un tempo composto. Si forma con le forme del presente di ESSERE o AVERE (verbi ausiliari) più il participio passato del verbo principale: sono andato

Dettagli

Istituto Tecnico Industriale Statale Luigi di Savoia Chieti. Contratto Formativo. Disciplina TECNOLOGIA e TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

Istituto Tecnico Industriale Statale Luigi di Savoia Chieti. Contratto Formativo. Disciplina TECNOLOGIA e TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE GRAFICA Istituto Tecnico Industriale Statale Luigi di Savoia Chieti Contratto Formativo Corso I.T.I.S. Classe I sez.a CH Disciplina TECNOLOGIA e TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE GRAFICA Docenti : DITURI LUIGI e INGELIDO

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano La ricostituzione della pluralità dei soci nella s.a.s. In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile

Dettagli

nuovo t...a INVALSI di Italiano Guida dell insegnante terza Classe edizione aggiornata Quaderno operativo per superare con successo la prova

nuovo t...a INVALSI di Italiano Guida dell insegnante terza Classe edizione aggiornata Quaderno operativo per superare con successo la prova Maria Luisa Maggi lessandra Valenti nuovo t...a te in s 3 lasse terza Scuola Secondaria di primo grado Quaderno operativo per superare con successo la prova INVLSI di Italiano Guida dell insegnante edizione

Dettagli

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp.

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. RECENSIONI&REPORTS recensione Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. 154, 12 «Il vasto e importante e molto

Dettagli

Il luogo delle radici (ver. 1.0)

Il luogo delle radici (ver. 1.0) Il luogo delle radici (ver. 1.0) 1 Sia dato il sistema in retroazione riportato in Fig. 1.1. Il luogo delle radici è uno strumento mediante il quale è possibile valutare la posizione dei poli della funzione

Dettagli

Funzione reale di variabile reale

Funzione reale di variabile reale Funzione reale di variabile reale Siano A e B due sottoinsiemi non vuoti di. Si chiama funzione reale di variabile reale, di A in B, una qualsiasi legge che faccia corrispondere, a ogni elemento A x A

Dettagli

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5 Competenza: partecipare e interagire con gli altri in diverse situazioni comunicative Scuola Infanzia : 3 anni Obiettivi di *Esprime e comunica agli altri emozioni, sentimenti, pensieri attraverso il linguaggio

Dettagli

Logica del primo ordine

Logica del primo ordine Università di Bergamo Facoltà di Ingegneria Intelligenza Artificiale Paolo Salvaneschi A7_4 V1.3 Logica del primo ordine Il contenuto del documento è liberamente utilizzabile dagli studenti, per studio

Dettagli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli Siamo abituati a pensare al Natale come una festa statica, di pace, tranquillità, davanti

Dettagli

Frisch. unità 1. 1 Leggi il testo

Frisch. unità 1. 1 Leggi il testo unità 1 1 Leggi il testo Frisch Frisch era un abitudinario, come lo sono del resto quasi tutte le persone della sua età. Ogni mattina nei tre giorni che passava alla villa si alzava puntualmente alle sette

Dettagli

Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni

Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni A.S. 2011/2012 Giulia Tavellin Via Palesella 3/a 37053 Cerea (Verona) giulia.tavellin@tiscali.it cell. 349/2845085

Dettagli

Informatica Applicata

Informatica Applicata Ing. Irina Trubitsyna Concetti Introduttivi Programma del corso Obiettivi: Il corso di illustra i principi fondamentali della programmazione con riferimento al linguaggio C. In particolare privilegia gli

Dettagli

PRONOMI DIRETTI (oggetto)

PRONOMI DIRETTI (oggetto) PRONOMI DIRETTI (oggetto) - mi - ti - lo - la - La - ci - vi - li - le La è la forma di cortesia. Io li incontro spesso. (gli amici). Non ti sopporta più. (te) Lo legge tutti i giorni. (il giornale). La

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI

6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI dell Ambiente del 6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI In questo capitolo esporremo i risultati che ci sembrano di maggior interesse tra quelli emersi dall elaborazione dei dati restituitici dagli

Dettagli

SULLE VARIETÀ ALGEBRICHE A TRE DIMENSIONI AVENTI TUTTI I GENERI NULLI

SULLE VARIETÀ ALGEBRICHE A TRE DIMENSIONI AVENTI TUTTI I GENERI NULLI G. FANO (Torino - Italia) SULLE VARIETÀ ALGEBRICHE A TRE DIMENSIONI AVENTI TUTTI I GENERI NULLI 1. - La distinzione, che pareva tradizionale, tra scienze di ragionamento e scienze sperimentali è ormai

Dettagli

Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico

Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico IRCCS Burlo Garofolo U.O. Neuropsichiatria Infantile Trieste Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico Dott.ssa Isabella Lonciari Bolzano, 28 Febbraio 2008 Disortografia Aspetti linguistici

Dettagli

1) IL MOMENTO DI UNA FORZA

1) IL MOMENTO DI UNA FORZA 1) IL MOMENTO DI UNA FORZA Nell ambito dello studio dei sistemi di forze, diamo una definizione di momento: il momento è un ente statico che provoca la rotazione dei corpi. Le forze producono momenti se

Dettagli

Traduzione di TeamLab in altre lingue

Traduzione di TeamLab in altre lingue Lingue disponibili TeamLab è disponibile nelle seguenti lingue nel mese di gennaio 2012: Traduzioni complete Lingue tradotte parzialmente Inglese Tedesco Francese Spagnolo Russo Lettone Italiano Cinese

Dettagli

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

Dettagli

Travature reticolari piane : esercizi svolti De Domenico D., Fuschi P., Pisano A., Sofi A.

Travature reticolari piane : esercizi svolti De Domenico D., Fuschi P., Pisano A., Sofi A. Travature reticolari piane : esercizi svolti e omenico., Fuschi., isano., Sofi. SRZO n. ata la travatura reticolare piana triangolata semplice illustrata in Figura, determinare gli sforzi normali nelle

Dettagli

Enrico Persico, Il Giornale di Fisica, 1, (1956), 64-67. 1

Enrico Persico, Il Giornale di Fisica, 1, (1956), 64-67. 1 Che cos è che non va? Enrico Persico, Il Giornale di Fisica, 1, (1956), 64-67. 1 Mi dica almeno qualcosa sulle onde elettromagnetiche. La candidata, che poco fa non aveva saputo dire perché i fili della

Dettagli

CHE LAVORO FAI? UNITÁ 2. Ciao, Pablo. dove vai? Io vado a lavorare. Pablo: Pablo:

CHE LAVORO FAI? UNITÁ 2. Ciao, Pablo. dove vai? Io vado a lavorare. Pablo: Pablo: CHE LAVORO FAI? Rachid: Rachid: Rachid: Rachid: Ciao, Pablo. dove vai? Io vado a lavorare. Che lavoro fai? Io lavoro in fabbrica. E tu? Io faccio il muratore. Anche lui è muratore. Si chiama Rachid. Lui

Dettagli

L insegnamento grammaticale tra scuola media e scuole superiori

L insegnamento grammaticale tra scuola media e scuole superiori L insegnamento grammaticale tra scuola media e scuole superiori Nicodemo Cannavò Lavoro di diploma SUPSI-DFA svolto presso Liceo Cantonale di Locarno a.a. 2009 2011 Didattica dell italiano (SMS) Prof.

Dettagli

Il mondo in cui viviamo

Il mondo in cui viviamo Il mondo in cui viviamo Il modo in cui lo vediamo/ conosciamo Dalle esperienze alle idee Dalle idee alla comunicazione delle idee Quando sono curioso di una cosa, matematica o no, io le faccio delle domande.

Dettagli

Analisi dei requisiti e casi d uso

Analisi dei requisiti e casi d uso Analisi dei requisiti e casi d uso Indice 1 Introduzione 2 1.1 Terminologia........................... 2 2 Modello del sistema 4 2.1 Requisiti hardware........................ 4 2.2 Requisiti software.........................

Dettagli

Il Business Process Management: nuova via verso la competitività aziendale

Il Business Process Management: nuova via verso la competitività aziendale Il Business Process Management: nuova via verso la competitività Renata Bortolin Che cosa significa Business Process Management? In che cosa si distingue dal Business Process Reingeneering? Cosa ha a che

Dettagli

Note sull utilizzo del PC-DMIS

Note sull utilizzo del PC-DMIS Note sull utilizzo del PC-DMIS Sommario 1. Definizione e qualifica di tastatori a stella (esempio su configurazione con attacco M2)...3 2. Dimensione Angolo...4 3. Nascondere componenti della configurazione

Dettagli

AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE

AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE Presentazione La guida dell educatore vuole essere uno strumento agile per preparare gli incontri con i ragazzi.

Dettagli

Dott.ssa Caterina Gurrieri

Dott.ssa Caterina Gurrieri Dott.ssa Caterina Gurrieri Le relazioni tra caratteri Data una tabella a doppia entrata, grande importanza riveste il misurare se e in che misura le variabili in essa riportata sono in qualche modo

Dettagli

ITALIANO - ASCOLTARE E PARLARE

ITALIANO - ASCOLTARE E PARLARE O B I E T T I V I M I N I M I P E R L A S C U O L A P R I M A R I A E S E C O N D A R I A D I P R I M O G R A D O ITALIANO - ASCOLTARE E PARLARE Ascoltare e comprendere semplici consegne operative Comprendere

Dettagli

Cos è il BULATS. Quali sono i livelli del BULATS?

Cos è il BULATS. Quali sono i livelli del BULATS? Cos è il BULATS Il Business Language Testing Service (BULATS) è ideato per valutare il livello delle competenze linguistiche dei candidati che hanno necessità di utilizzare un lingua straniera (Inglese,

Dettagli

fondamenti giurisprudenziali sono stati posti più di quarant anni fa 2, viene riaffermata e rafforzata.

fondamenti giurisprudenziali sono stati posti più di quarant anni fa 2, viene riaffermata e rafforzata. Documento di riflessione della Corte di giustizia dell Unione europea su taluni aspetti dell adesione dell Unione europea alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà

Dettagli

Il principio di induzione e i numeri naturali.

Il principio di induzione e i numeri naturali. Il principio di induzione e i numeri naturali. Il principio di induzione è un potente strumento di dimostrazione, al quale si ricorre ogni volta che si debba dimostrare una proprietà in un numero infinito

Dettagli

Alberi binari. Ilaria Castelli castelli@dii.unisi.it A.A. 2009/2010. Università degli Studi di Siena Dipartimento di Ingegneria dell Informazione

Alberi binari. Ilaria Castelli castelli@dii.unisi.it A.A. 2009/2010. Università degli Studi di Siena Dipartimento di Ingegneria dell Informazione Alberi binari Ilaria Castelli castelli@dii.unisi.it Università degli Studi di Siena Dipartimento di Ingegneria dell Informazione A.A. 2009/2010 I. Castelli Alberi binari, A.A. 2009/2010 1/20 Alberi binari

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle competenze chiave europee e alle Indicazioni Nazionali 2012

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle competenze chiave europee e alle Indicazioni Nazionali 2012 CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle competenze chiave europee e alle Indicazioni Nazionali 2012 Pagina 1 di 73 DISCIPLINA DI RIFERIMENTO: LINGUA ITALIANA DISCIPLINE

Dettagli

Liceo Scientifico G. Galilei Trebisacce

Liceo Scientifico G. Galilei Trebisacce Liceo Scientifico G. Galilei Trebisacce Anno Scolastico 2011-2012 Prova di Matematica : Relazioni + Geometria Alunno: Classe: 1 C 05.06.2012 prof. Mimmo Corrado 1. Dati gli insiemi =2,3,5,7 e =2,4,6, rappresenta

Dettagli