Relazioni strutturali: l'ambiguità. Precedenza e dominio.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Relazioni strutturali: l'ambiguità. Precedenza e dominio."

Transcript

1 Relazioni strutturali: l'ambiguità. Precedenza e dominio. I costituenti che formano una frase sono ordinati in base a precisi ordini gerarchici, che si definiscono in base alle nozioni di precedenza e di dominio. La precedenza è la relazione strutturale relativa all ordine delle parole: essa mette in evidenza la funzione dei costituenti all interno della frase. Ad esempio, in una frase come 1) Luca vede Maria con il cannocchiale sono presenti due NP, [Luca] e [Maria], le cui funzioni sono, come ovvio, differenti. Se, quindi, prendiamo il come nucleo della struttura frasale, potremo subito identificare il NP che precede il come il soggetto della frase, mentre il NP che segue il come l oggetto. Tale rapporto di precedenza viene chiaramente illustrato dall indicatore sintagmatico: 1a) NP V' N V NP Luca N' ved- N Maria PP P' P DP con il cannocchiale Ma la precedenza da sola non basta a definire i rapporti strutturali tra i costituenti di una frase, per cui si rende necessaria la nozione di dominio. Si dice che un nodo A domina un nodo B se A è più in alto nell albero ed è collegato a B solo da rami discendenti. In base alla struttura così rappresentata il PP [con il cannocchiale] è dominato dal NP [Maria] in quanto è collegato a esso per mezzo di un ramo discendente. Questo rapporto di dominio ci dice, che il cannocchiale era in possesso di Maria al momento in cui Luca l ha visto. Ma la frase Luca vede Maria con il cannocchiale ammette anche una seconda lettura, vale a dire quella in cui Luca ha usato il cannocchiale per vedere Maria. In questo caso, dunque, il PP 1

2 [con il cannocchiale] non potrà essere nel dominio di Maria, ma nel dominio dell azione svolta da Luca (il suo vedere ). Questa relazione strutturale riceverà dunque la rappresentazione fornita in 1b), in cui il PP è un aggiunto al nodo : 1b) PP NP V' P' Luca V NP con DP ved- Maria il cannocchiale NB: la rappresentazione sintattica per mezzo di alberi prevede esclusivamente una ramificazione binaria, vale a dire, non è possibile far partire da uno stesso nodo più di due rami discendenti. Teoria-theta e principio di proiezione Come sappiamo, la Teoria-theta (Criterio Tematico) sancisce un principio secondo il quale ogni costituente selezionato dal verbo (DP, NP, PP, ecc.) può ricevere un unico ruolo-θ e ciascun ruolo-θ può essere assegnato a un solo costituente selezionato dal verbo. Ne deduciamo che vi è una corrispondenza biunivoca tra numero di argomenti (stabiliti dalla valenza del verbo) e ruoli-θ che vengono assegnati. Il criterio-theta rende conto, dell'agrammaticalità di frasi italiane o inglesi come le seguenti: 2a) *Tu Luigi ha visto il film. 2b) *You John saw the movie. 3a) *Ho visto lui Luigi. 3b) *I saw him Luigi. L analisi sintattica rende conto di questo rapporto biunivoco assegnando a ogni argomento una sola posizione specifica all interno dell albero sintattico: nessuna posizione può essere riempita due volte. 2

3 Allo stesso modo, il criterio-theta rende conto dell'agrammaticalità di frasi come le seguenti: 4a) *Chi hai visto lui? 4b) *Whom did you see him? Nelle frasi in 4), infatti, troviamo la stessa violazione del criterio-theta discussa per le frasi 2) e 3): due elementi ricoprono con lo stesso ruolo semantico (paziente) all interno della frase. Tuttavia, vi è una considerazione in più da fare per le frasi in 4). Come evidente, il costituente interrogativo (chi/whom), che svolge la funzione di oggetto del verbo, è stato spostato dalla sua posizione di inserzione lessicale (necessariamente postverbale), per essere realizzato in posizione iniziale di frase. Il costituente interrogativo ha dunque lasciato libera la sua posizione originaria di COMPL di. Tuttavia, l'agrammaticalità delle frasi in 4) mostra in modo altrettanto evidente che tale posizione originaria non può essere nuovamente riempita da altro materiale perché: Principio di Proiezione Esteso: l interpretazione di una frase richiede che le informazioni semantiche (presenti nella struttura-p), siano mantenute e rispettate ad ogni livello. Ne consegue che: Anche in seguito a un operazione di movimento, la posizione originaria di un costituente resta e non viene eliminata, piuttosto viene occupata dalla sua traccia. La presenza delle tracce garantisce che l informazione lessicale, strutturale e semantica non venga mai perduta, e si conservi intatta fino ai livelli di interpretazione. Il concetto di traccia Di fronte ad una frase come quella in 5), il Principio di proiezione porta a ipotizzare la presenza di una traccia lasciata dal movimento dell oggetto-paziente chi, all interno della sua posizione originaria (come COMPL del verbo vedere). 5) Chi hai visto? Visualizziamo questo movimento e la sua traccia, senza esaminare, per il momento, il punto finale del movimento considerato: 5) [ (tu) [ V' hai visto [ chi ]] chi [ (tu) [ V hai visto [ t chi ]] La traccia lasciata all interno del garantisce che l informazione relativa a quel ruolo argomentale venga mantenuta, interpretata e non venga ripetuta da altro materiale linguistico. Ma cos è una traccia? 3

4 GRAMMATICA ITALIANA Una traccia è un elemento privo di contenuto fonico, ed è, in quanto tale, una categoria vuota, la cui presenza è fondamentale per l interpretazione profonda dei costituenti. Proprio per questo suo ruolo cruciale ai fini dell interpretazione, una traccia richiede che siano soddisfatti alcuni requisiti strutturali specifici per la sua cosiddetta legittimazione. La legittimazione delle tracce ha portato all elaborazione di un principio estremamente importante all interno della grammatica generativa, che va sotto il nome di Principio della Categoria Vuota ( ECP, dall inglese Empty Category Principle). Questo principio stabilisce che una categoria vuota deve essere retta propriamente, e questa condizione può essere soddisfatta attraverso due modalità: ECP: Una traccia deve essere retta propriamente. α regge propriamente β se e solo se: - αassegna ruolo tematico a β oppure - α regge β per antecedenza. Ma cosa si intende con α regge β? Relazioni tra le posizioni nell albero: dominio, c-comando e reggenza La relazione strutturale definita dalla reggenza ha un ruolo di primaria importanza all interno della teoria X-barra in quanto interviene all interno di diverse operazioni sintattiche. Per definire il concetto di reggenza è necessario aver chiaro: 1. il concetto di dominio, 2. il concetto di c-comando. Dominio: Un nodo X domina un nodo Y se è possibile tracciare una linea continua che segue la direzione in cui si sviluppa l'albero a partire dalla radice verso i nodi terminali. Nell'albero in 6) ad esempio: domina tutti gli altri nodi dell'albero, PP domina V' domina NP [Luigi] domina NP [Mario] domina Preliminare alla formulazione della reggenza è anche la definizione del c-comando: 4

5 C-comando Un nodo α c-comanda un nodo β se e solo se: - α non domina β, - β non domina α, - il primo nodo ramificante che domina α domina anche β Dunque, dato un albero come quello in 6), possiamo dire che: il NP Luigi c-comanda, parl- c-comanda, e la preposizione con c-comanda. Al contrario, parl- non c-comanda il NP Luigi, perché il primo nodo che domina V è V', che non domina il NP Luigi: 6) NP V' Luigi V PP parl- P' P NP con Mario Possiamo ora fornire la formulazione di reggenza: Reggenza α regge β se e solo se: - α è una testa; - α c-comanda - la prima proiezione massimale che domina α domina anche β. Nella definizione della reggenza riveste un ruolo fondamentale il concetto di testa. Solo le teste, infatti, possono avere la funzione di reggenti. Pertanto, in 6) solo il verbo parla e la preposizione con sono delle categorie reggenti. In particolare, parla regge mentre con regge. 5

6 E MOVIMENTO Come abbiamo detto più volte, nel quadro teorico offerto dalla GG si prevede l esistenza di due livelli di rappresentazione: una struttura-p, in cui gli elementi lessicali vengono inseriti in base al loro ruolo tematico, e una struttura-s nella quale i costituenti sono realizzati in posizioni che vengono poi interpretate nei due livelli di interfaccia (FL e FF). Abbiamo già visto come posizioni originarie e posizioni finali possano non coincidere in quanto i costituenti vengono sottoposti a operazioni di movimento necessarie per la loro interpretazione. Il movimento rappresenta un punto cruciale all interno della GG perché ogni sua operazione (detta anche move α ) deve essere motivata da precisi requisiti interpretativi. All interno della teoria sono previsti tre tipi principali di movimento: 1. Movimento-A, in cui il costituente spostato si muove verso una posizione argomentale ; 2. Movimento della testa che coinvolge costituenti che sono teste di sintagmi e non proiezioni massimali; 3. Movimento-A', in cui il costituente spostato si muove verso una posizione non argomentale; Questi movimenti coinvolgono costituenti diversi e rispondono a necessità interpretative differenti. Il fattore che accomuna qualsiasi operazione di movimento è la necessità di poter ricostruire tutto il percorso compiuto da un costituente, dalla sua posizione in SP a quella in SS e tutte le operazioni compiute dalla Sintassi. In effetti, nessun movimento avviene senza motivo e dunque ogni operazione contribuisce all interpretazione della frase. Ogni operazione di movimento lascia quindi una traccia e ogni traccia deve essere legittimata attraverso una condizione strutturale di reggenza. Il legame esistente tra un costituente sottoposto a movimento e la sua traccia dà origine a quella che viene definita una catena. Il movimento di un costituente può portarlo a raggiungere anche diverse posizioni nella struttura (è possibile cioè che il movimento proceda per passi successivi ). In questo caso la catena conterrà diverse tracce. Abbiamo già detto che il sintagma frasale è l', la proiezione massimale della flessione verbale. Abbiamo visto che all'interno del la testa V seleziona i suoi argomenti e che quindi il è la zona di interfaccia tra sintassi e semantica. Ma abbiamo anche visto che il verbo si deve accordare con il soggetto e con le informazioni relative al tempo, all'aspetto e al modo, oltre che con il soggetto sintattico. Tali fenomeni di accordo avvengono nell', zona di interfaccia tra sintassi e morfologia. È chiaro però che in una frase come 7) rappresentata nel diagramma di seguito la lettura dell albero non corrisponde alla realizzazione fonetica della frase: 6

7 7) Luca guarda Mario 7a) I -a NP V' N V NP guard- Luca N' N Mario Infatti a un certo punto il morfema -a si dovrà unire al verbo guard-, ma come? 7b) I guarda NP V' Luca NP V t V Mario ma anche spostando la testa V verso la posizione di testa I (questo movimento è detto MOVIMENTO TESTA A TESTA) per far sì che la radice lessicale si unisca alla flessione, la lettura dell'albero non corrisponde ancora alla realizzazione fonetica della frase in quanto il NP Luca, in seguito al movimento, si viene a trovare dopo il verbo (nella posizione in cui riceve ruolo argomentale di agente in Spec,). Da questa posizione, questo NP si sposta nella posizione in cui riceve la funzione sintattica di soggetto: Spec,, come mostrato nel diagramma che segue: 7

8 7c) NP Luca I guarda V' t NP NP V t V Mario Questo tipo di movimento del NP da Spec, a Spec, è detto (approfondiremo in seguito). MOVIMENTO-A La teoria del Caso Le grammatiche scolastiche tendono a parlare di caso solo quando trattano lingue quali il latino o il tedesco che hanno un sistema di Casi esteso, quindi in 8) Caesar/Caesarem è declinato diversamente a seconda che sia soggetto o oggetto: Latino 8a) Caesar Belgas vincit. Cesare-NOM Belgi-ACC vinse 8b) Belgae Caesarem timent. Belgi-NOM Cesare-ACC temono Tedesco 8c) Der Mann hat den Lehrer gesehen. Il-NOM uomo ha il-acc maestro visto 8d) Der Lehrer hat den Mann gesehen. Il-NOM maestro ha il-acc uomo visto Lingue come l'italiano e l'inglese vengono invece considerate lingue prive di Caso, ma considerate gli esempi seguenti: 9a) Io vado. 9b) I go. 9c) Vide me. 9d) He saw me. 8

9 9e) La affido a Luca. 9f) Le affido mia sorella. In italiano e in inglese il sistema dei Casi è ridotto rispetto a lingue quali il latino e il tedesco ma questo non significa che in lingue come la nostra non ci sia Caso. Come vedete negli esempi in 9), infatti, alcune realizzazioni esplicite del Caso ci sono: il Caso non c'è solo dove si vede! Lingue come l'italiano, il latino, il tedesco, l'inglese, ecc. sono molto più simili di quanto si ritenga di solito nelle loro proprietà di Caso: esse hanno tutte un sistema di Casi 1, la differenza tra loro è nella diversa misura in cui la morfologia esprime le proprietà di Caso (Cecchetto, 2002: 94-95). Quando il Caso c'è ma non è espresso morfologicamente si parla di Caso Astratto; si parla invece di Caso Morfologico quando il Caso è espresso morfologicamente. Quindi: La realizzazione esplicita del Caso (il Caso morfologico) è un parametro presente solo in alcune lingue. Tuttavia il Caso è sempre presente, anche se realizzato con un morfo-zero. Tale caso implicito è detto Caso astratto e rappresenta una proprietà degli elementi nominali di tutte le lingue. Caso Nominativo: In generale è assegnato al soggetto della frase quando il verbo è di modo finito in quanto il Caso Nominativo è assegnato dalla flessione del verbo (quindi ad assegnare Caso Nominativo è la testa I di e non la testa del ). Il Caso Nominativo viene assegnato dalla testa dell' al soggetto in Spec, nella configurazione specificatore-testa. 10a) Io parto oggi 10b) *Io partire oggi Ecco il motivo per cui il NP/DP che riceve ruolo argomentale nel deve salire in posizione di Spec, per diventare Soggetto sintattico. Caso Accusativo: In generale possiamo dire che l'accusativo è assegnato dalle teste V (transitive nel ) e dalle teste P (nel PP) ai loro nodi fratelli 2. 11a) Luca ha visto me 11b) *Luca ha visto io 12a) Con me 12b) *Con io Considerate inoltre gli esempi di seguito: 1 Il Caso viene considerato un principio: la sua presenza è postulata in tutte le lingue del mondo. Le lingue si differenziano solo nel modo in cui i Casi vengono realizzati. 2 Tuttavia, come vedremo in seguito, questa non è l'unica configurazione in cui viene assegnato il Caso Accusativo. 9

10 13a) Cesare ha distrutto la Gallia. 13b) La distruzione della Gallia. 13c) *La distruzione Gallia. Secondo voi, perché abbiamo bisogno di quella preposizione nella struttura in 13c), mentre non ce n è bisogno in 13a), dove il DP la Gallia è retto dal verbo? I costituenti nominali devono essere sempre dotati di Caso. Teoria del Caso o Filtro del Caso A ogni NP realizzato foneticamente deve essere assegnato Caso. Ricorda: Il Filtro del Caso è un universale linguistico. I nomi non hanno un caso intrinseco e per essere interpretati ne devono avere assegnato uno da una testa reggente (in base alla loro funzione grammaticale). Il Caso, dunque, deve essere assegnato al nome da un altra categoria, e questa categoria deve essere diversa da un nome. Il Caso viene assegnato da verbi o da preposizioni, per mezzo della reggenza. Ecco dunque perché la frase 13c) è agrammaticale: per ottenere Caso il DP la Gallia deve essere retto o da un verbo (come in 13a)) o da una preposizione (come in 13b)). La mancanza di una testa che gli assegni Caso rende impossibile l interpretazione del NP: da qui l'agrammaticalità di 13c). Caso inerente e Caso strutturale. L'assegnazione speciale dell'accusativo. Oltre alla distinzione tra Caso morfologico e Caso astratto, è fondamentale distinguere tra Caso inerente e Caso strutturale. Caso inerente: Viene assegnato in struttura profonda, in base alla relazione esistente tra una testa e i suoi argomenti. Le categorie che assegnano Caso inerente sono pertanto il verbo e le preposizioni. Il Caso inerente più tipico è il Caso ACC, vale a dire, quello assegnato via reggenza dalla testa verbale ai suoi Complementi 3. Caso strutturale: Viene assegnato in struttura superficiale e dunque non è legato alla selezione argomentale. 3 Nel caso delle preposizioni, assegnano Caso inerente solo quelle che sono a loro volta selezionate dal verbo (in forme verbali quali accorgersi di, accingersi a, ecc.). In questi casi, dunque, le preposizioni non assegnano Caso per virtù propria, ma esplicano un compito che gli è assegnato dal verbo. 10

11 Prendiamo in esame il Caso ACC in frasi come le seguenti: 14a) You believe me/ *I to be a fool. 14b) Credi che io/*me sia pazzo. In entrambi i casi il soggetto semantico della predicazione espressa nella subordinata è un pronome di prima persona singolare. Tuttavia in 14a) questo soggetto semantico appare al Caso ACC (pena l'agrammaticalità della frase), mentre in 14b) abbiamo il NOM (pena l'agrammaticalità della frase). 15a)Maria ha visto me / *io guardare il quadro 15b)Maria ha visto che io / *me guardavo il quadro Anche in italiano sembra che il soggetto di una frase subordinata possa recare il Caso tipico degli oggetti. Eppure, dal punto di vista semantico il soggetto delle frasi esaminate è sempre io. Perché allora si riscontrano le due diverse realizzazioni? Vedere in 15a-b), come anche credere/believe in 14a-b) non seleziona semplicemente un NP come complemento, bensì un intera frase. 15a) NP Maria ha visto I V' t NP V t V NP me V' V DP guardare il quadro Se la frase non è aperta da un complementatore (che), il soggetto della subordinata viene a trovarsi in una condizione strutturale di reggenza da parte del verbo della principale. Questa relazione fa scattare l assegnazione di Caso strutturale ACC. 11

12 GRAMMATICA ITALIANA 15b) NP Maria ha visto I V' t NP(Luca) CP V t V(vedere) C' C che NP io I guardavo t NP(io) V' t V(guardare) DP il quadro Infatti, se inseriamo un complementatore all inizio della subordinata, vedremo che anche in inglese il soggetto comparirà al caso NOM: 16) You think that I /*me am a fool. Questo dimostra che il Caso ACC in questo tipo di costruzioni subordinate deriva esclusivamente da una relazione strutturale di reggenza, per cui il verbo della principale non può fare a meno di trattare il soggetto della subordinata come un oggetto. Ne concludiamo che: Le categorie che assegnano l'accusativo sono V (transitivo) e P. L'Accusativo può essere assegnato solo se: V (o P) c-comandano il NP (o il DP) che riceve Caso e se non interviene nessuna testa tra l'assegnatore di Caso e il NP (o il DP) che riceve Caso. Movimento-A Con movimento A si intende un movimento nel quale la categoria interessata si sposta in una posizione in cui viene assegnato Caso. 12

13 Poiché il movimento è determinato da una qualche necessità interpretativa, ne deduciamo che il movimento-a risponde alla necessità di collocare un costituente in una posizione in cui può ricevere Caso. Il caso più tipico di movimento-a è quello cui viene sottoposto l argomento esterno del verbo. Il soggetto, infatti, non può ricevere Caso NOM da parte del verbo all interno del, perché in quel dominio il verbo assegna Caso ACC inerente al suo oggetto. Il Caso NOM, invece, non è inerente, bensì strutturale. Per capire le ragioni di questa differenza, basterà mettere a confronto frasi attive e passive come le seguenti: 17a) Amo Luca. 17b) Luca è amato (da me). Il soggetto delle due frasi è diverso: nella frase attiva 17a) è un pronome sottinteso (di prima persona singolare - io), mentre in quella passiva è Luca. Non c è dubbio, tuttavia, che il NP Luca rappresenta il PAZIENTE in entrambe le frasi: semplicemente nella frase passiva esso viene promosso a soggetto. Al contrario, il soggetto della frase transitiva non può diventare l oggetto della corrispondente frase passiva (al massimo può essere realizzato come un circostanziale). Questo dimostra che il ruolo sintattico di oggetto può essere ricoperto solo dall argomento interno del verbo, in virtù del suo ruolo tematico e del Caso inerente che gli viene assegnato. Al contrario, il ruolo sintattico di soggetto (e, di conseguenza, l assegnazione di Caso NOM) non dipende dal ruolo tematico di un NP, bensì dalla sua relazione strutturale con il verbo flesso. Per questa ragione il Caso NOM è esclusivamente un Caso strutturale. La relazione che consente l assegnazione del NOM è quella di Specificatore-testa, all interno della proiezione frasale, come mostrato nell albero seguente: 17a) pro I amo t PRO V' t V NP Luca 13

14 17b) NP Luca I è amato PP V' da me t V t LUCA Come possiamo notare, il verbo si solleva dalla sua posizione originaria in V e va in I per assumere i tratti della flessione (tempo, accordo, ecc.). Dal canto suo, il NP soggetto si solleva in Spec, per avere assegnato il Caso NOM dal verbo flesso. Entrambi gli elementi lasciano delle tracce che rendono conto del loro ruolo profondo (legittimate perché rette dai rispettivi antecedenti). pro. pro fa parte delle categorie pronominali foneticamente non realizzate, la cui presenza è però testimoniata da prove ben precise. Il pro rappresenta la forma pronominale vuota che occupa la posizione di soggetto nelle frasi a tempo finito, in quelle lingue che ammettono il Soggetto Nullo (come l italiano o il russo). Queste lingue sono dette lingue pro-drop (anche questo è un parametro delle lingue, anche detto parametro del soggetto nullo ). Il pro non è ammesso in qualsiasi posizione sintattica. Considerate le frasi seguenti: 18a)*Luca ha visto pro 18b)*Luca mi ha parlato di pro Come possiamo notare, il pro non può essere realizzato come oggetto (definito) né di un verbo, né di una preposizione. Semplificando molto la questione senza entrare nei dettagli, possiamo dire che il pro ha bisogno, dal punto di vista sintattico, di essere in relazione SPEC-TESTA con un elemento che gli assegni i tratti di persona, genere e numero. Essendo foneticamente vuoto (come la traccia e come un'altra categoria detta PRO che vedremo in seguito), infatti, il pro non può esprimere questi tratti da solo, tuttavia ha bisogno di questi tratti per poter essere interpretato. Per questo motivo viene legittimato in posizione di soggetto: lì si trova in relazione Specificatore-Testa con il verbo che gli trasferisce i tratti di accordo assunti in I. 14

15 BIBLIOGRAFIA Cecchetto C. (2002), Introduzione alla Sintassi. La teoria dei principi e dei parametri, I Manuali LED (Edizioni Universitarie di Lettere Economia Diritto), Milano. Donati, Caterina (2008), La sintassi. Regole e strutture, Il Mulino, Bologna. Puglielli A., Frascarelli M. (2004), Tipologia Linguistica: riflessione sulle lingue e loro comparazione, Università degli Studi Roma Tre, Roma. (P&F, 2004). Puglielli A., Frascarelli M. (2008), L Analisi Linguistica: dai dati alla teoria, Caissa Italia, Cesena/ Roma. (P&F, 2008). Salvi G., Vanelli L. (2008), Nuova Grammatica Italiana, Il Mulino, Bologna. Svolacchia M. (2004), Appunti di Sintassi dell Italiano. Dai parametri ai fenomeni.università degli Studi Roma Tre, Roma. 15

Linguistica Generale

Linguistica Generale Linguistica Generale Docente: Paola Monachesi Aprile-Maggio 2003 Contents 1 Ordine delle parole in italiano 2 2 Sintagmi e ordine dei costituenti 3 3 I test di costituenza 3 4 Grammatica dell italiano

Dettagli

La grammatica del CHE e delle frasi relative

La grammatica del CHE e delle frasi relative La grammatica del CHE e delle frasi relative Valente R.: a.s. 1999-2000, la frase interrogativa diretta ed indiretta in inglese, II Liceo Scientifico. Penello N.: a.s. 2000-2001, esperienza dedicata alle

Dettagli

Criteri distribuzionali per l analisi 1. Categorie e funzioni 4.

Criteri distribuzionali per l analisi 1. Categorie e funzioni 4. Criteri distribuzionali per l analisi 1. La classificazione categoriale delle parole in base a criteri distribuzionali si stabilisce sull osservazione delle possibilità combinatorie degli elementi che

Dettagli

Combinazione di parole. La Sintassi

Combinazione di parole. La Sintassi Combinazione di parole. La Sintassi Una lingua non è fatta soltanto di parole isolate, ma anche di combinazioni di queste parole Non tutte le combinazioni di parole sono possibili, non tutte suonano grammaticali

Dettagli

(L-LIN/01-Glottologia e Linguistica) Linguistica generale 1a Strutture del linguaggio. a.a.2009-2010 (M-Z) Anna Pompei

(L-LIN/01-Glottologia e Linguistica) Linguistica generale 1a Strutture del linguaggio. a.a.2009-2010 (M-Z) Anna Pompei (L-LIN/01-Glottologia e Linguistica) Linguistica generale 1a Strutture del linguaggio a.a.2009-2010 (M-Z) Anna Pompei Componente della grammatica che si occupa della frase e delle altre combinazioni possibili

Dettagli

Sintassi 1. (1) Sintassi: si occupa della combinazione di parole in frasi e della struttura delle frasi stesse.

Sintassi 1. (1) Sintassi: si occupa della combinazione di parole in frasi e della struttura delle frasi stesse. LINGUISTICA GENERALE, Linguistica di base D, a.a 2010/11, Ada alentini Mat. 8 Sintassi 1 (1) Sintassi: si occupa della combinazione di parole in frasi e della struttura delle frasi stesse. A. Il livello

Dettagli

- transitivi Gianni ha colpito Pietro Ha mangiato (la pasta)

- transitivi Gianni ha colpito Pietro Ha mangiato (la pasta) Teoria tematica Ogni predicato ha una sua struttura argomentale, richiede cioè un certo numero di argomenti che indicano i partecipanti minimalmente coinvolti nell attività/stato espressi dal verbo stesso.

Dettagli

Riflessioni per ripensare l insegnamento grammaticale nelle scuole

Riflessioni per ripensare l insegnamento grammaticale nelle scuole Riflessioni per ripensare l insegnamento grammaticale nelle scuole Reggio Emilia, 04/12/2012 Dott.ssa Rossella Iovino Università Ca Foscari Venezia rossella.iovino@unive.it 1 Introduzione L educazione

Dettagli

PIANO DI LAVORO DEL DOCENTE prof.ssa ANTONELLA PERESSINI A.S. 2015/2016 CLASSE 1 ALL MATERIA: LINGUA LATINA

PIANO DI LAVORO DEL DOCENTE prof.ssa ANTONELLA PERESSINI A.S. 2015/2016 CLASSE 1 ALL MATERIA: LINGUA LATINA PIANO DI LAVORO DEL DOCENTE prof.ssa ANTONELLA PERESSINI A.S. 2015/2016 CLASSE 1 ALL MATERIA: LINGUA LATINA Modulo n. 1 INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEL LATINO Collocazione temporale: settembre e ottobre riconoscere

Dettagli

Indice del volume. 1 La comunicazione 2. 1 Per una corretta pronuncia. 2 Quale italiano? La nostra lingua, 2 Scrivere senza errori 39

Indice del volume. 1 La comunicazione 2. 1 Per una corretta pronuncia. 2 Quale italiano? La nostra lingua, 2 Scrivere senza errori 39 Parte I Premesse teoriche per un uso consapevole della lingua 1 Dal latino all italiano Come leggere i messaggi pubblicitari 1 La comunicazione 2 1 Cos è la comunicazione: significante, significato, segno

Dettagli

categorie flessionali (genere, numero, caso, tempo, persona...)

categorie flessionali (genere, numero, caso, tempo, persona...) Corso di laurea in Scienze dell Educazione A. A. 2010 / 2011 Istituzioni di Linguistica (M-Z) Dr. Giorgio Francesco Arcodia / Dr.ssa Francesca Strik Lievers (giorgio.arcodia@unimib.it / francesca.striklievers@gmail.com)

Dettagli

http://digital.casalini.it/8884535131 ISBN-10: 88-8453-513-1 (online) ISBN-13: 978-88-8453-513-9 (online)

http://digital.casalini.it/8884535131 ISBN-10: 88-8453-513-1 (online) ISBN-13: 978-88-8453-513-9 (online) IV PRIMA UNITÀ Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico : le strutture fondamentali della lingua greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica / Francesco Michelazzo. Firenze : Firenze

Dettagli

Richard K. Larson, Grammar as Science, Cambridge (Mass.) London, MIT Press, 2010, pp. 433.

Richard K. Larson, Grammar as Science, Cambridge (Mass.) London, MIT Press, 2010, pp. 433. Richard K. Larson, Grammar as Science, Cambridge (Mass.) London, MIT Press, 2010, pp. 433. Il volume si presenta come un manuale di introduzione alla teoria della sintassi per studenti universitari di

Dettagli

! Approvato AD Data 01/06/2013

! Approvato AD Data 01/06/2013 1 Dipartimento di: Lettere Linguistico: latino 1. COMPETENZE DISCIPLINARI 2. ARTICOLAZIONE DELLE COMPETENZE DISCIPLINARI Anno scolastico: 2014-2015 X Primo biennio Secondo biennio Quinto anno Competenze

Dettagli

Insegnare italiano L2: la sintassi

Insegnare italiano L2: la sintassi L apprendimento dell italiano L2 Insegnare italiano L2: la sintassi Cecilia Andorno Una domanda preliminare, anzi due Che cosa bisogna insegnare? ovvero: 1. Che cosa c è da imparare? 2. Che cosa sa (già)

Dettagli

Olimpiadi della Lingua Italiana (Grammatica)

Olimpiadi della Lingua Italiana (Grammatica) GISCEL Molise Università degli Studi del Molise Centro Linguistico di Ateneo Olimpiadi della Lingua Italiana (Grammatica) 1 a Edizione 2007-2008 Presentazione Il gruppo GISCEL Molise, formato da docenti

Dettagli

Tipologia Prove Venerdì 29 Gennaio 2010 10:01 - Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Novembre 2011 10:49

Tipologia Prove Venerdì 29 Gennaio 2010 10:01 - Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Novembre 2011 10:49 TIPOLOGIA PROVE Le prove delle eliminatorie saranno, per l edizione 2011-2012, esercizi delle tipologie rese disponibili dalla piattaforma net learning: quesiti a scelta multipla (una o più risposte da

Dettagli

DALLA MORFOLOGIA ALLA SINTASSI

DALLA MORFOLOGIA ALLA SINTASSI DALLA MORFOLOGIA ALLA SINTASSI MORFOLOGIA = STUDIO DELLA FORMAZIONE DELLA LINGUA. SINTASSI = STUDIO DEI RAPPORTI CHE LE PAROLE HANNO TRA LORO, DEI LORO RUOLI ALL INTERNO DELLA FRASE LA MORFOLOGIA GUARDA

Dettagli

Fino ad un repertorio produttivo di circa 100 vocaboli il bambino fa ricorso ad enunciati costituiti da una singola parola definiti monorematici o

Fino ad un repertorio produttivo di circa 100 vocaboli il bambino fa ricorso ad enunciati costituiti da una singola parola definiti monorematici o Fino ad un repertorio produttivo di circa 100 vocaboli il bambino fa ricorso ad enunciati costituiti da una singola parola definiti monorematici o olofrasi : le prime parole hanno un significato più ampio

Dettagli

LE BOTTEGHE DELL INSEGNARE. ITALIANO: Lingua

LE BOTTEGHE DELL INSEGNARE. ITALIANO: Lingua Responsabile Daniela Notarbartolo LE BOTTEGHE DELL INSEGNARE Report dei lavori svolti durante la Convention Insegnare e Imparare cioè Guardare Bologna 15-16 ottobre 2011 ITALIANO: Lingua Il piacere della

Dettagli

Modelli della competenza linguistica. Modelli e dati empirici. Il segno saussuriano. Modelli basati su inventari

Modelli della competenza linguistica. Modelli e dati empirici. Il segno saussuriano. Modelli basati su inventari Modelli e dati empirici Modelli della competenza linguistica Il linguaggio è suono con significato Quindi, sapere una lingua vuol dire avere la capacità di - rappresentarsi internamente i suoni; - rappresentarsi

Dettagli

1. La sintassi. (Basile, G. et al., 2010, Linguistica generale, Roma, Carocci)

1. La sintassi. (Basile, G. et al., 2010, Linguistica generale, Roma, Carocci) Corso di laurea in Scienze dell Educazione A. A. 2011 / 2012 Istituzioni di Linguistica (M-Z) Dr. Giorgio Francesco Arcodia (giorgio.arcodia@unimib.it) 1. La sintassi Sintassi (greco sýntaxis, syn 'insieme'

Dettagli

Contratto Formativo Individuale

Contratto Formativo Individuale Liceo Scientifico G. Galilei Macerata Anno Scolastico 2010 2011 Contratto Formativo Individuale Classe: 1ª Sez: F Materia: Latino Docente: Annalisa Campanaro Capacità 1.ANALISI DELLA CLASSE: sufficienti

Dettagli

Il linguaggio secondo Chomsky

Il linguaggio secondo Chomsky Il linguaggio secondo Chomsky 2. In che modo questo sistema di conoscenza si forma nella mente/cervello del parlante? L argomento a favore della conoscenza innata L argomento a favore della conoscenza

Dettagli

ITALIANO: competenza 1 - TERZO BIENNIO. classe V scuola primaria e classe I scuola secondaria COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE

ITALIANO: competenza 1 - TERZO BIENNIO. classe V scuola primaria e classe I scuola secondaria COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE ITALIANO: competenza 1 - TERZO BIENNIO classe V scuola primaria e classe I scuola secondaria COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE Interagire e comunicare verbalmente in contesti di diversa natura Quando ascolta,

Dettagli

E il cervello? 1811, Ospedale di Bicêtre, Parigi. Paul Pierre Broca

E il cervello? 1811, Ospedale di Bicêtre, Parigi. Paul Pierre Broca E il cervello? 1811, Ospedale di Bicêtre, Parigi Paul Pierre Broca Area di Broca L ipotesi più probabile è che i limiti delle sintassi delle lingue umane siano dovuti a una matrice di stampo biologico

Dettagli

Linguistica Generale

Linguistica Generale Linguistica Generale Docente: Paola Monachesi Aprile-Maggio 2003 Contents 1 La linguistica e i suoi settori 2 2 La grammatica come mezzo per rappresentare la competenza linguistica 2 3 Le componenti della

Dettagli

Curricolo verticale: coordinazione e subordinazione per ASLI scuola 7.4.2014. Daniela Notarbartolo

Curricolo verticale: coordinazione e subordinazione per ASLI scuola 7.4.2014. Daniela Notarbartolo Curricolo verticale: coordinazione e subordinazione per ASLI scuola 7.4.2014 Daniela Notarbartolo Collocazione Nella pratica didattica ordinaria questo argomento si colloca o all interno della morfologia

Dettagli

I nomi sono caratterizzati da tratti inerenti; distinguiamo ad esempio:

I nomi sono caratterizzati da tratti inerenti; distinguiamo ad esempio: Il nome I nomi sono caratterizzati da tratti inerenti; distinguiamo ad esempio: nomi propri Londra, Rossella vs nomi comuni tavolo, gatto nomi concreti orologio, sedia vs nomi astratti sincerità, fermezza

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE*

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE* Liceo Chiabrera Martini Classico-Linguistico-Artistico 17100 Savona Via Caboto, 2 - Tel. 019/821277-8 Fax 019/821277 Cod. fis. 92090320091 Cod. Mecc. SVIS00800D E-mail: classico@liceochiabrera.it www.chiabreramartini.it

Dettagli

PROF. RAFFAELLA AMICUCCI MATERIA: ITALIANO CLASSE : IIA

PROF. RAFFAELLA AMICUCCI MATERIA: ITALIANO CLASSE : IIA PROGRAMMAZIONE INDIVIDUALE DOCENTE ANNO SCOLASTICO 2013-14 PROF. RAFFAELLA AMICUCCI MATERIA: ITALIANO CLASSE : IIA DATA DI PRESENTAZIONE: 30/11/2013 FINALITÀ E OBIETTIVI FORMATIVI DELLA DISCIPLINA Lo sviluppo

Dettagli

PIANO DI LAVORO ANNUALE anno scolastico 2008-2009. Istituto di Istruzione Superiore. Latino e Geografia 1E, 1G, 1H LICEO

PIANO DI LAVORO ANNUALE anno scolastico 2008-2009. Istituto di Istruzione Superiore. Latino e Geografia 1E, 1G, 1H LICEO Istituto di Istruzione Superiore ITALO CALVINO telefono: 0257500115 via Guido Rossa 20089 ROZZANO MI fax: 0257500163 Sezione Associata: telefono: 025300901 via Karl Marx 4 - Noverasco - 20090 OPERA MI

Dettagli

Linguistica II - a.a. 2010-11 FENOMENI DI ORDINE DELLE PAROLE IN TEDESCO

Linguistica II - a.a. 2010-11 FENOMENI DI ORDINE DELLE PAROLE IN TEDESCO Linguistica II - a.a. 2010-11 FENOMENI DI ORDINE DELLE PAROLE IN EDESO In relazione alla struttura della frase, il tedesco si differenzia dall inglese e dalle lingue romanze per alcune evidenti caratteristiche

Dettagli

LICEO LINGUISTICO E DELLE SCIENZE UMANE "F. DE SANCTIS" Via Fogazzaro, 18-95047 Paternò (CT) TEL. 095.6136687

LICEO LINGUISTICO E DELLE SCIENZE UMANE F. DE SANCTIS Via Fogazzaro, 18-95047 Paternò (CT) TEL. 095.6136687 ! LICEO LINGUISTICO E DELLE SCIENZE UMANE "F. DE SANCTIS" Via Fogazzaro, 18-95047 Paternò (CT) TEL. 095.6136687 Programmazione Didattica Disciplinare BIENNIO: CLASSI SECONDE DISCIPLINA: ITALIANO A.S. 2015/2016

Dettagli

LA GRAMMATICA VALENZIALE (1) Daniela Notarbartolo

LA GRAMMATICA VALENZIALE (1) Daniela Notarbartolo LA GRAMMATICA VALENZIALE (1) Daniela Notarbartolo Valenza La grammatica valenziale si fonda sull osservazione che molte parole generano dei posti vuoti (o valenze) che devono essere riempiti da altre parole

Dettagli

ITALIANO RIFLESSIONE SULLA LINGUA

ITALIANO RIFLESSIONE SULLA LINGUA RIFLESSIONE SULLA LINGUA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado ü L alunno interagisce in modo efficace in diverse situazioni comunicative, sostiene

Dettagli

GrammatiCa per una Buona astrazione

GrammatiCa per una Buona astrazione GrammatiCa per una Buona astrazione Daniela Notarbartolo E-mail: d.notarbartolo@fastwebnet.it La grammatica comporta contemporaneamente astrazione e concretezza: astrazione, quando riconosce proprietà

Dettagli

TEMA: Riflessione linguistica

TEMA: Riflessione linguistica I. C. Buonarroti Marina di Carrara Scuola Primaria e Secondaria di I grado Alunni dai 10 ai 13 anni. (Insegnanti Cristina Solieri, Maria Teresa Tilli, Claudia Tomasi) Il PERCORSO, E stato avviato un preciso

Dettagli

CRITERI DI VALUTAZIONE PER LA PRODUZIONE SCRITTA : FINE SCUOLA PRIMARIA

CRITERI DI VALUTAZIONE PER LA PRODUZIONE SCRITTA : FINE SCUOLA PRIMARIA CRITERI DI VALUTAZIONE PER LA PRODUZIONE SCRITTA : FINE SCUOLA PRIMARIA Aderenza alla traccia e alla ortografica morfo-sintattica lessicale Coerenza e struttura Originalità del testo e stile dei 5 5/6

Dettagli

Sonia Cristofaro, Università di Pavia. Semantic maps and mental representation

Sonia Cristofaro, Università di Pavia. Semantic maps and mental representation Sonia Cristofaro, Università di Pavia Semantic maps and mental representation 1. Premessa Il presente articolo mira ad esaminare le implicazioni di modelli di multifunzionalità cross-linguistica, così

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO MUSSOLENTE SCUOLA MEDIA. Obiettivi specifici di apprendimento e relativi contenuti Primo biennio.

ISTITUTO COMPRENSIVO MUSSOLENTE SCUOLA MEDIA. Obiettivi specifici di apprendimento e relativi contenuti Primo biennio. ISTITUTO COMPRENSIVO MUSSOLENTE SCUOLA MEDIA Obiettivi specifici di apprendimento e relativi contenuti Primo biennio Obiettivi specifici ITALIANO Attività ASCOLTO - Applicare le strategie dell ascolto

Dettagli

3. Latino. progressivo di conoscenze e abilità nei tre ambiti implica che l allievo sia disposto. pensare:

3. Latino. progressivo di conoscenze e abilità nei tre ambiti implica che l allievo sia disposto. pensare: 3. Latino 129 3.1. Significato e finalità formative della disciplina Il latino, lingua del popolo romano, è stato usato per più di dieci secoli nel mondo antico e per altrettanti in quello moderno, e si

Dettagli

Sintagmi assoluti >> senza legami col resto

Sintagmi assoluti >> senza legami col resto Profili Sintagmatici: posizione e ORDINE DEGLI ELEMENTI Sintagmi assoluti >> senza legami col resto Latino >>Ablativo assoluto (Natura duce) del tutto autonomo errari nullo modo potest Me vivo durante

Dettagli

LA RIFLESSIONE GRAMMATICALE NELL'APPRENDIMENTO LINGUISTICO PLURILINGUE AGATA GUELI 1

LA RIFLESSIONE GRAMMATICALE NELL'APPRENDIMENTO LINGUISTICO PLURILINGUE AGATA GUELI 1 LA RIFLESSIONE GRAMMATICALE NELL'APPRENDIMENTO LINGUISTICO PLURILINGUE AGATA GUELI 1 Siamo ad un bivio: decretare la morte dell insegnamento della Grammatica? O accettare la sfida che ci pongono i nostri

Dettagli

L insegnamento dell italiano L2 a studenti di lingua cinese. Cecilia Paquola

L insegnamento dell italiano L2 a studenti di lingua cinese. Cecilia Paquola L insegnamento dell italiano L2 a studenti di lingua cinese Cecilia Paquola BILINGUISMO Uso corrente di due lingue da parte di un individuo o di una popolazione. Due lingue parlate per due contesti differenti:

Dettagli

Afasia e Sintassi Analisi e Riabilitazione di Strutture Sintattiche Complesse in due Pazienti Afasici Agrammatici.

Afasia e Sintassi Analisi e Riabilitazione di Strutture Sintattiche Complesse in due Pazienti Afasici Agrammatici. Corso di Laurea magistrale (ordinamento ex D.M. 270/2004) in Scienze del Linguaggio Tesi di Laurea Afasia e Sintassi Analisi e Riabilitazione di Strutture Sintattiche Complesse in due Pazienti Afasici

Dettagli

-PRONOMI PERSONALI- (PERSONAL PRONOUNS)

-PRONOMI PERSONALI- (PERSONAL PRONOUNS) Visitaci su: http://englishclass.altervista.org/ -PRONOMI PERSONALI- (PERSONAL PRONOUNS) PREMESSA: RICHIAMI DI GRAMMATICA Il pronome (dal latino al posto del nome ) personale è quell elemento della frase

Dettagli

Lezione Seconda. Forma e funzione delle parti del discorso. La centralità del verbo, con i suoi argomenti, nella frase

Lezione Seconda. Forma e funzione delle parti del discorso. La centralità del verbo, con i suoi argomenti, nella frase Francesco Sabatini LEZIONI MILANESI 2008 Lezione Seconda Forma e funzione delle parti del discorso La centralità del verbo, con i suoi argomenti, nella frase Classificazione dei verbi secondo le valenze

Dettagli

Nuovi fondamenti di linguistica. Soluzioni degli esercizi. Capitolo 6. Elementi di sintassi

Nuovi fondamenti di linguistica. Soluzioni degli esercizi. Capitolo 6. Elementi di sintassi Nuovi fondamenti di linguistica Soluzioni degli esercizi Capitolo 6. Elementi di sintassi 6.1 La sintassi studia come le lingue combinano le parole per formare espressioni linguistiche di livello superiore.

Dettagli

Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009

Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 Il buon nome - Chiavi di risposta e classificazione degli item Item Risposta corretta Ambito di valutazione Processi

Dettagli

Visitaci su: http://englishclass.altervista.org/ -FRASE SUBORDINATA-

Visitaci su: http://englishclass.altervista.org/ -FRASE SUBORDINATA- Visitaci su: http://englishclass.altervista.org/ -FRASE SUBORDINATA- I verbi di una frase possono reggere dei complementi oppure altre frasi, le quali vengono dette proposizioni subordinate, e possono

Dettagli

Risposte alle domande del Capitolo 4

Risposte alle domande del Capitolo 4 Linguistica generale, 2e Giovanni Gobber, Moreno Morani Copyright 2014 McGraw Hill Education (Italy) 4.1 Qual è l oggetto di indagine della morfologia? Risposte alle domande del Capitolo 4 La morfologia

Dettagli

Ambiguità delle parole. Ambiguità. Omografia e ambiguità. Ambiguità grammaticale. Le lingue sono, per loro natura ambigue e sfumate:

Ambiguità delle parole. Ambiguità. Omografia e ambiguità. Ambiguità grammaticale. Le lingue sono, per loro natura ambigue e sfumate: Ambiguità Ambiguità delle parole Le lingue sono, per loro natura ambigue e sfumate: Una parola può avere più di una funzione o più di un significato Una frase può avere più di un significato ella lingua

Dettagli

Programmazione di greco e latino. Primo e secondo anno dell indirizzo internazionale

Programmazione di greco e latino. Primo e secondo anno dell indirizzo internazionale Programmazione di greco e latino Primo e secondo anno dell indirizzo internazionale -Premessa Lo studio della lingua e della letteratura greca e latina è, per comune consenso, indispensabile a tutti coloro

Dettagli

PROGETTAZIONE CORSO DI STUDIO (materia: ITALIANO; classe 3^)

PROGETTAZIONE CORSO DI STUDIO (materia: ITALIANO; classe 3^) Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo Statale di Calolziocorte Via F. Nullo,6 23801 CALOLZIOCORTE (LC) e.mail: lcic823002@istruzione.it - Tel: 0341/642405/630636

Dettagli

L alunno esprime: vissuti; emozioni, fatti.

L alunno esprime: vissuti; emozioni, fatti. CURRICOLO D ISTITUTO a. s. 2012 / 2013 CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA EUROPEA DI LEGITTIMAZIONE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO 2012 L alunno: SVILUPPO DELLE ASCOLTO L alunno ascolta: il lessico di

Dettagli

Liceo Fogazzaro. Programmazione

Liceo Fogazzaro. Programmazione Liceo Fogazzaro Dipartimento di Tedesco Programmazione LICEO LINGUISTICO LICEO DELLE SCIENZE UMANE opz. economico-sociale Per la descrizione dei livelli di apprendimento si fa riferimento a Gemeinsamer

Dettagli

LATINO (biennio linguistico)

LATINO (biennio linguistico) LATINO (biennio linguistico) OBIETTIVI (CLASSE I) Al termine della classe prima lo studente dovrà essere in possesso delle seguenti: morfologia e sintassi della lingua italiana (recupero e consolidamento

Dettagli

Presentazione della classe

Presentazione della classe Presentazione della classe La classe I A del Liceo Scientifico è composta da 19 alunni (7 maschi e 12 femmine). Un ragazzo ha iniziato a frequentare a fine ottobre. Si rileva la presenza di un allievo

Dettagli

Indice del volume. Dai suoni alle lettere. La fonetica

Indice del volume. Dai suoni alle lettere. La fonetica Indice del volume PARTE 1 Dai suoni alle lettere Fonetica, ortografia, punteggiatura 1 La fonetica Test d ingresso, p. 2 1 Pronuncia e scrittura... 3 2 L alfabeto... 3 Alle radici dell italiano Le lettere

Dettagli

INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEL LINGUAGGIO

INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEL LINGUAGGIO INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEL LINGUAGGIO ANALISI GRAMMATICALE E ANALISI LOGICA Analisi grammaticale: procedimento che ha la funzione di associare ad ogni parola presente all'interno di una frase la propria

Dettagli

Lingua e cultura latina e Lingua e cultura greca

Lingua e cultura latina e Lingua e cultura greca Lingua e cultura latina e Lingua e cultura greca Introduzione La finalità essenziale della lettura dei testi antichi è il contatto diretto con il patrimonio di cultura e civiltà trasmesso dal mondo antico,

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI ITALIANO SECONDO BIENNIO

SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI ITALIANO SECONDO BIENNIO SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI ITALIANO SECONDO BIENNIO CLASSI TERZA E QUARTA Competenza 1. Interagire e comunicare oralmente in contesti di diversa natura. Al termine del II biennio ( 3^ e 4^ Scuola Primaria)

Dettagli

STUDIO RAGIONATO USI DELLA VIRGOLA

STUDIO RAGIONATO USI DELLA VIRGOLA STUDIO RAGIONATO USI DELLA VIRGOLA 1 ) Funzione segmentatrice per separare il GERUNDIO o il PARTICIPIO PASSATO ad inizio frase = PROP. SUBORDINATE IMPLICITE ( TEMPORALI = quando / mentre / dopo che ; CAUSALI

Dettagli

4, 5 ANNO DELLA SCUOLA PRIMARIA

4, 5 ANNO DELLA SCUOLA PRIMARIA ASCOLTO E PARLATO Intervenire nel dialogo e nella conversazione in modo pertinente. Interagire nello scambio comunicativo formulando domande e risposte adeguate al contesto. Esprimere il proprio punto

Dettagli

Le Botteghe dell Insegnare. ITALIANO LINGUA Grammatica visiva e strumenti (anche multimediali)

Le Botteghe dell Insegnare. ITALIANO LINGUA Grammatica visiva e strumenti (anche multimediali) Le Botteghe dell Insegnare ITALIANO LINGUA Grammatica visiva e strumenti (anche multimediali) percorso 2013-2014 Aspetti visivi in grammatica Premessa Da quale intuizione nasce questa «bottega»: linguaggio,

Dettagli

IL LADINO PER STUDIARE LE LINGUE STRANIERE UN PROGETTO PER INSEGNARE LA GRAMMATICA

IL LADINO PER STUDIARE LE LINGUE STRANIERE UN PROGETTO PER INSEGNARE LA GRAMMATICA IL LADINO PER STUDIARE LE LINGUE STRANIERE UN PROGETTO PER INSEGNARE LA GRAMMATICA Sabrina Rasom Premessa Nel presente lavoro descrivo un progetto didattico che propone la spiegazione di una particolare

Dettagli

Grammatica comparativa e didattica delle lingue (R. Oniga, Università di Udine - N. Penello, Liceo T.L.Caro ) Cittadella, 23 gennaio 2012

Grammatica comparativa e didattica delle lingue (R. Oniga, Università di Udine - N. Penello, Liceo T.L.Caro ) Cittadella, 23 gennaio 2012 CORSO di FORMAZIONE del PROGETTO PRIN Didattica delle lingue e linguistica formale: prospettive e applicazioni di grammatica comparativa a.s. 2011-12 Grammatica comparativa e didattica delle lingue (R.

Dettagli

PROGETTAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DI POTENZIAMENTO LINGUISTICO a.s. 2013/2014

PROGETTAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DI POTENZIAMENTO LINGUISTICO a.s. 2013/2014 SCUOLA SECONDARIA di 1 GRADO «U. NOBILE» Ciampino PROGETTAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DI POTENZIAMENTO LINGUISTICO a.s. 2013/2014 PREMESSA Le motivazioni che spingono ad elaborare un progetto di avviamento

Dettagli

Descrivere il passato in italiano

Descrivere il passato in italiano Descrivere il passato in italiano Passato remoto e passato prossimo nell italiano contemporaneo Nella dinamica interna dell italiano contemporaneo, improntata a un generale principio di semplificazione,

Dettagli

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO REPUBBLICA ITALIANA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI Via Giovanni XXIII, n. 64-38065 MORI Cod. Fisc. 94024510227 - Tel. 0464-918669 Fax 0464-911029 www.icmori.it e-mail: segr.ic.mori@scuole.provincia.tn.it

Dettagli

Capitolo 1 L analisi dei costituenti

Capitolo 1 L analisi dei costituenti Capitolo 1 L analisi dei costituenti Premessa Qualunque testo che abbia come oggetto lo studio scientifico di un determinato argomento non può fare a meno di utilizzare termini e vocaboli il più possibile

Dettagli

1) Quali sono i verbi che, per avere senso compiuto, devono unirsi ad un aggettivo o sostantivo?

1) Quali sono i verbi che, per avere senso compiuto, devono unirsi ad un aggettivo o sostantivo? grammatica Cultura Generale GRAMMATICA ITALIANA 1) Quali sono i verbi che, per avere senso compiuto, devono unirsi ad un aggettivo o sostantivo? A) Copulativi B) Anomali C) Intransitivi D) Predicativi

Dettagli

FARE GRAMMATICA CON IL MODELLO VALENZIALE

FARE GRAMMATICA CON IL MODELLO VALENZIALE INTERVENTO CONVEGNO CIDI 10 MAGGIO 2015 PATRIZIA GUIGGI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO FARE GRAMMATICA CON IL MODELLO VALENZIALE UNO STRUMENTO DI LAVORO PER INSEGNARE E APPRENDERE LA LINGUA IPOTESI Riflessione

Dettagli

GRAMMATICA. Con l aiuto del professore, completa questa tabella per capire dove sei migliorato e in che cosa devi ancora esercitarti.

GRAMMATICA. Con l aiuto del professore, completa questa tabella per capire dove sei migliorato e in che cosa devi ancora esercitarti. Come sto andando in... analisi grammaticale Con l aiuto del professore, completa questa tabella per capire dove sei migliorato e in che cosa devi ancora esercitarti. NON HO FATTO ERRORI IN... ARTICOLO

Dettagli

I PRONOMI PERSONALI. Prima persona io noi Seconda persona tu voi Terza persona lui, lei (egli, ella, esso, essa) loro (essi, esse)

I PRONOMI PERSONALI. Prima persona io noi Seconda persona tu voi Terza persona lui, lei (egli, ella, esso, essa) loro (essi, esse) I PRONOMI PERSONALI PRONOMI PERSONALI SOGGETTO Prima persona io noi Seconda persona tu voi Terza persona lui, lei (egli, ella, esso, essa) loro (essi, esse) Ella, esso, essa sono forme antiquate. Esso,

Dettagli

Riflettere sulla lingua dalla scuola dell infanzia. Lilia Andrea Teruggi

Riflettere sulla lingua dalla scuola dell infanzia. Lilia Andrea Teruggi Riflettere sulla lingua dalla scuola dell infanzia Lilia Andrea Teruggi Grammatica, ma quale? Scuola di Port Royal nascita (1600) Ambiti diversi Linguistica: Grammatica Teorie della grammatica Livelli

Dettagli

PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 ITALIANO_CLASSE SECONDA

PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 ITALIANO_CLASSE SECONDA PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 ITALIANO_CLASSE SECONDA PSI_ITALIANO QUARTO BIENNIO_CLASSE SECONDA COMPETENZA ABILITA CONOSCENZE Competenza

Dettagli

PROGETTO META. RIFLESSIONE SULLE LINGUE ITALIANO E TEDESCO a confronto

PROGETTO META. RIFLESSIONE SULLE LINGUE ITALIANO E TEDESCO a confronto PROGETTO META RIFLESSIONE SULLE LINGUE ITALIANO E TEDESCO a confronto Destinatari: Classe 1^ C liceo tecnico Docenti prof. Seveso (italiano) prof. Panza (tedesco) prof. Nodari (econ. aziendale) R. Panza

Dettagli

QUADRO DI RIFERIMENTO

QUADRO DI RIFERIMENTO Valutazione 2005 Prove di Italiano QUADRO DI RIFERIMENTO Quadro legislativo La costruzione delle prove di verifica degli apprendimenti di italiano si situa in linea di continuità con gli obiettivi strategici

Dettagli

Liceo Ginnasio Statale Dante Alighieri Anno Scolastico 2015/2016. Programmazione didattica annuale FINALITÀ DEL PERCORSO FORMATIVO

Liceo Ginnasio Statale Dante Alighieri Anno Scolastico 2015/2016. Programmazione didattica annuale FINALITÀ DEL PERCORSO FORMATIVO Liceo Ginnasio Statale Dante Alighieri Anno Scolastico 2015/2016 Classe: I B Docente: Marzia Procopio Materia: Greco Programmazione didattica annuale FINALITÀ DEL PERCORSO FORMATIVO Lo studio delle lingue

Dettagli

CURRICOLO DI ITALIANO FINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA

CURRICOLO DI ITALIANO FINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI ITALIANO FINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA Nucleo tematico Oralità Traguardi per lo sviluppo delle competenze -Partecipa a scambi comunicativi con compagni e docenti -Ascolta e comprende messaggi

Dettagli

Articolazione delle prove. - comprensione locale del testo. - comprensione globale del testo. -competenza lessicale

Articolazione delle prove. - comprensione locale del testo. - comprensione globale del testo. -competenza lessicale Articolazione delle prove 1. La competenza TESTUALE 2. La competenza GRAMMA TICALE 3. La competenza LESSICALE - coesione testuale - coerenza testuale - inferenze - registro a. morfologia verbale, b. sistema

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA EDUCATIVA DI AREA LATINO TRIENNIO a.s. 2007 2008

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA EDUCATIVA DI AREA LATINO TRIENNIO a.s. 2007 2008 LICEO SCIENTIFICO F. LUSSANA BERGAMO PROGRAMMAZIONE DIDATTICA EDUCATIVA DI AREA LATINO TRIENNIO a.s. 2007 2008 PREMESSA Questa programmazione si ispira ai seguenti criteri: 1. riconsiderare il ruolo dello

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI LINGUA E CULTURA LATINA a.s. 2014-15 (Programmazione di Dipartimento)

PROGRAMMAZIONE DI LINGUA E CULTURA LATINA a.s. 2014-15 (Programmazione di Dipartimento) ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE P. LEVI PROGRAMMAZIONE DI LINGUA E CULTURA LATINA a.s. 2014-15 (Programmazione di Dipartimento) LINGUA E CULTURA LATINA / Primo biennio / Secondo biennio / Quinto anno

Dettagli

Modelli della competenza linguistica. Modelli e dati empirici. Prima approssimazione: inventari di segni a due facce. Il segno saussuriano 10/7/2013

Modelli della competenza linguistica. Modelli e dati empirici. Prima approssimazione: inventari di segni a due facce. Il segno saussuriano 10/7/2013 Modelli e dati empirici Modelli della competenza linguistica Il linguaggio è suono con significato Quindi, sapere una lingua vuol dire avere la capacità di - rappresentarsi internamente i suoni; - rappresentarsi

Dettagli

AREA LINGUISTICO - ARTISTICO ESPRESSIVA ITALIANO

AREA LINGUISTICO - ARTISTICO ESPRESSIVA ITALIANO AREA LINGUISTICO - ARTISTICO ESPRESSIVA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO L alunno è capace di interagire in modo efficace in diverse

Dettagli

P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana

P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana CRITERI DI VALUTAZIONE PER LE PROVE SCRITTE L obiettivo del valutatore, nella correzione delle prove

Dettagli

SEMIOTICA DEI NUOVI MEDIA L IMPLICITO

SEMIOTICA DEI NUOVI MEDIA L IMPLICITO SEMIOTICA DEI NUOVI MEDIA L IMPLICITO Per definizione implicito è ciò che viene comunicato, senza venir asserito esplicitamente. La maggior parte della nostra comunicazione si basa su processi e contenuti

Dettagli

NEL PRIMO BIENNIO DELLA SCUOLA SUPERIORE: UNA PROPOSTA DI ANALISI ABSTRACT

NEL PRIMO BIENNIO DELLA SCUOLA SUPERIORE: UNA PROPOSTA DI ANALISI ABSTRACT SINTASSI E LABORATORIO DI SCRITTURA NEL PRIMO BIENNIO DELLA SCUOLA SUPERIORE: UNA PROPOSTA DI ANALISI PAOLO CHINELLATO ABSTRACT The paper outlines a proposal for teaching grammar in the first two years

Dettagli

I Insiemi e funzioni

I Insiemi e funzioni I Insiemi e funzioni 1. INSIEMI ED OPERAZIONI SU DI ESSI 1.1. Insiemi Dal punto di vista intuitivo, il concetto di insieme può essere fatto corrispondere all atto mentale mediante il quale associamo alcuni

Dettagli

attraverso l'ascolto attento della spiegazione in classe che ci chiarira' le caratteristiche generali dell'argomento in questione (ascolto globale)

attraverso l'ascolto attento della spiegazione in classe che ci chiarira' le caratteristiche generali dell'argomento in questione (ascolto globale) NOTE SUL METODO DI STUDIO a cura di Valeria Calcagno prima fase Quando ci si accinge a studiare un nuovo argomento è necessario avere prima di tutto un'idea generale di esso. come? attraverso l'ascolto

Dettagli

La valutazione dell italiano

La valutazione dell italiano La valutazione dell italiano Premessa: padronanza linguistica Numeri dell italiano QdR Prove lettura: testi e quesiti Prove grammatica Guide ANCORA IN CANTIERE La valutazione dell italiano Premessa: padronanza

Dettagli

Liceo Scientifico Statale Innocenzo XII ANZIO (Roma) Programmazione Generale Dipartimento di Lettere BIENNIO SCIENTIFICO

Liceo Scientifico Statale Innocenzo XII ANZIO (Roma) Programmazione Generale Dipartimento di Lettere BIENNIO SCIENTIFICO Liceo Scientifico Statale Innocenzo XII ANZIO (Roma) Programmazione Generale Dipartimento di Lettere BIENNIO SCIENTIFICO ANNO SCOLASTICO 2014-2015 PREMESSA Questa programmazione fornisce orientamenti generali

Dettagli

Come e perché rendere accessibile il testo del problema

Come e perché rendere accessibile il testo del problema Luciana Lenzi Come e perché rendere accessibile il testo del problema Ferrara 9 Aprile 2014 La caratteristica principale del testo del problema è quella di lasciare nell implicito ciò che lo studente

Dettagli

Frege. I fondamenti dell aritmetica (1884) Senso e significato (1892) Funzione e concetto (1892) Il pensiero Una ricerca logica (1918)

Frege. I fondamenti dell aritmetica (1884) Senso e significato (1892) Funzione e concetto (1892) Il pensiero Una ricerca logica (1918) Frege I fondamenti dell aritmetica (1884) Senso e significato (1892) Funzione e concetto (1892) Il pensiero Una ricerca logica (1918) Frege 1892 (A) Aristotele è il maestro di Alessandro Magno (B) Aristotele

Dettagli

I I SS F. D Ovidio Larino. Università degli Studi del Molise Centro Linguistico di Ateneo. Regione Molise. Società Molise Dati.

I I SS F. D Ovidio Larino. Università degli Studi del Molise Centro Linguistico di Ateneo. Regione Molise. Società Molise Dati. I I SS F. D Ovidio Larino Università degli Studi del Molise Centro Linguistico di Ateneo Regione Molise Società Molise Dati GI SCEL Molise Olimpiadi della Lingua I taliana (Grammatica) 2a Edizione 2008

Dettagli

Linguistica antropologica cod. 13151- a.a. 2014/2015 Ada Valentini Mat. 5. Sintassi. A. Unità di base

Linguistica antropologica cod. 13151- a.a. 2014/2015 Ada Valentini Mat. 5. Sintassi. A. Unità di base Linguistica antropologica cod. 13151- a.a. 2014/2015 Mat. 5 Sintassi A. Unità di base (1) Sintassi: si occupa della combinazione di parole in frasi e della struttura delle frasi stesse. (2) La frase, unità

Dettagli

Il ruolo della riflessione linguistica nello studio dell italiano. Rovereto 2 settembre 2015 Claudia Provenzano

Il ruolo della riflessione linguistica nello studio dell italiano. Rovereto 2 settembre 2015 Claudia Provenzano Il ruolo della riflessione linguistica nello studio dell italiano Rovereto 2 settembre 2015 Claudia Provenzano Il ruolo della riflessione linguistica nello studio dell italiano Riflessione linguistica

Dettagli