Sociolinguistica a.a II modulo didattico. VI Standard e non standard

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Sociolinguistica a.a. 2005-2006 II modulo didattico. VI Standard e non standard"

Transcript

1 Sociolinguistica a.a II modulo didattico VI Standard e non standard 1

2 Standard e non-standard Sia nell analisi delle variabili sociolinguistiche, già esaminate in riferimento ai parametri diafasici e diastratici/demografici, sia a livello di repertorio linguistico, tanto sul piano micro-sociolinguistico (bi-/plurilinguismo) quanto sul macro-sociolinguistico (diglossia e possibili combinazioni tra plurilinguismo e diglossia), si è potuto verificare che l architettura diasistematica delle lingue generalmente comprende almeno una forma linguistica standard e una o più varietà non standard. La dicotomia standard vs non-standard è quella che in termini non tecnici è più conosciuta e usata come l opposizione fra le due grandi categorie lingua rispetto a dialetto. 2

3 Standard vs non-standard lingua vs dialetto 1a Differenze tra le due varietà: 1. differenze geo-politiche Tipologia territoriale Ristretta Dialetto Compatta, continua Ampia Lingua Frazionata, con territori separati. 3

4 Standard vs non-standard lingua vs dialetto 1b Alla tipologia territoriale fa riferimento il concetto di Überdachung copertura, elaborato dal linguista tedesco H. Kloss: 1. un dialetto si dice dotato di tetto o coperto, se è parlato in un territorio la cui lingua ufficiale (Dachsprache lingua tetto ) è strettamente imparentata con il dialetto stesso; 2. una varietà dialettale che non abbia sopra di sé la copertura di una lingua dello stesso tipo genetico si definisce invece dachlose (Aussen)mundart: ( dialetto esterno senza tetto ). Ad esempio: al 1 tipo appartengono i dialetti italiani parlati nella penisola italiana; al 2 tipo i dialetti italiani parlati in Istria o nella Dalmazia e le varietà albanesi o croate del Molise e dell Abruzzo. 4

5 Standard vs non-standard lingua vs dialetto 2a 2. Differenze di riferimento a sistemi giuridici e legali La lingua è generalmente collegata al concetto di stato e di nazione, al contrario del dialetto. Tale collegamento risale almeno alla fine del secolo scorso e al clima spiccatamente nazionalistico che contraddistinse la storia degli stati nazionali moderni nell ultimo ventennio dell Ottocento. Il tenore delle definizioni di nazione che si legge nei principali strumenti lessicografici moderni da una parte riflette questo stato di cose e, dall altra, contribuisce a diffondere questo tipo di convinzioni. 5

6 Standard vs non-standard lingua vs dialetto 2b Grande Dizionario della Lingua Italiana del Battaglia, s.v. Nazione : «Gruppo umano di presunta origine comune ed effettivamente caratterizzato da comunanza di lingua, di costumi e di istituzioni sociali ed eventualmente (ma non necessariamente) unificato o consociato (più o meno stabilmente e strettamente) in forma politica o prepolitica; comunità umana etnicolinguistica». Dizionario Enciclopedico Italiano, s.v. Nazione : «(a) Il complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di tale unitarietà hanno coscienza anche indipendentemente dalla sua realizzazione in unità politica [...].(b) Più spesso si parla di n. con riferimento all'unità politica, realizzata in uno stato nazionale [...]». Un panorama sostanzialmente omogeneo risulta dai lessici delle altre lingue europee moderne, con l'unica parziale eccezione del tedesco, la cui accentuazione dell'aspetto etnico piuttosto che linguistico del termine Nation è verosimilmente da imputare oltre che alla tarda formazione di uno stato unitario, ai particolari connotati assunti dalla storia linguistica dell'area germanofona tra XVI e XIX secolo. 6

7 Standard vs non-standard lingua vs dialetto 2c Una lingua generalmente è la varietà ufficiale o una delle varietà ufficiali di una data nazione, al contrario del dialetto; nei paesi moderni esiste comunque una scala con vari gradi di ufficialità linguistica: lingua ufficiale (tedesco in Germania, francese in Francia); lingua ufficiale paritaria aggiunta (tedesco e fiammingo in Belgio, italiano, tedesco e francese in Svizzera); lingua ufficiale regionale (catalano in Spagna); lingua promossa non si riconosce lo stato di lingua ufficiale, ma le istituzioni si impegnano a promuoverla (come lo spagnolo negli Stati Uniti); lingua tollerata cioè né promossa né ufficiale, ma che può essere liberamente impiegata (basco in Francia); lingua proscritta, verso la quale esistono sanzioni o delle restrizioni (basco e catalano in Spagna durante il franchismo, dhimotikì in Grecia durante la dittatura dei colonnelli). 7

8 Standard vs non-standard lingua vs dialetto 3a 3) Criterio soggettivo della correttezza e appropriatezza. dialetto da evitare in determinati domini (soprattutto quelli formali) appreso spontaneamente, ma non insegnato non normato e, di conseguenza, non corretto lingua adatta a diversi domini (soprattutto quelli formali) varietà normata e insegnata a scuola normato e, di conseguenza, corretta e dotata di prestigio 8

9 Standard vs non-standard lingua vs dialetto 3b Il criterio soggettivo della appropriatezza delle varietà è condizionato da diversi fattori, fra cui: 1. le concrete situazioni storiche e la politica linguistica a queste collegata (tutti i regimi in qualche maniera totalitari sia di destra che di sinistra si sono caratterizzati per una valorizzazione dello standard e per una parallela svalutazione e repressione dei dialetti); 2. l orientamento delle istituzioni scolastiche in materia di insegnamento linguistico della L1 (quale norma e con quali mezzi glottodidattici); 3. il carattere più o meno (poli)funzionale e polivalente dello standard (appropriato solo per lo scritto oppure anche per l orale e per diversi scopi comunicativi). 9

10 Standard vs non-standard lingua vs dialetto 4a 4) Criterio della mutua comprensibilità dialetto Parlanti dialetti diversi dello stesso dominio e lingua tetto si comprendono fra loro. lingua Parlanti lingue diverse anche dello stesso dominio geografico o dello stesso gruppo genetico non si comprendono fra loro. Apparentemente questo criterio è quanto di più oggettivo si possa immaginare; tuttavia le cose sono più complicate di quanto non appaia a prima vista. 10

11 Standard vs non-standard lingua vs dialetto 4b Innanzi tutto nello stesso dominio linguistico esistono varietà dialettali strutturalmente così diverse che la reciproca comprensione dei parlanti ne risulta fortemente compromessa (si pensi, nel dominio linguistico italiano a varietà come ad es. l abruzzese, il bergamasco, il veneto o il siciliano). In secondo luogo anche nel criterio della mutua comprensibilità giocano comunque un ruolo i fattori soggettivi. A tale proposito in letteratura (Wollf 1964) è citato il caso di due varietà linguistiche molto simili parlate nel Delta del Niger, il Nembe e il Kalabari: i Nembe dicono di comprendere senza difficoltà i Kalabari, mentre questi ultimi sostengono che la parlata dei Nembe è a loro incomprensibile a parte alcune parole; la situazione risulterebbe assurda se non si aggiungesse a questo quadro il fatto che i Kalabari sono un comunità ricca e potente mentre i Nembe non hanno né potere politico né economico. 11

12 Varietà standard Le etichette come varietà alta, varietà ufficiale, o anche semplicemente lingua corrispondono, soprattutto quando contrapposte ai corrispettivi poli bassi o substandard, con quello che in termini più appropriati possiamo definire come varietà standard. Una definizione di varietà standard: «[quel tipo che] nel corso della storia, in base al succedersi dei vari rapporti di forza dominanti, politici e sociali, si è legittimata e istituzionalizzata come mezzo di comprensione interregionale.[...] La varietà standard è codificata da una serie di norme che stabiliscono il suo uso corretto, [...] serve come lingua comune intersoggettiva e trova il suo uso più frequente nell'ambito di istituzioni statali e sociali, oltre che in tutti i contesti formali». (N. DITTMAR, Manuale di sociolinguistica, Bari, Laterza 1978, p. 160). 12

13 Processi di standardizzazione 1 Una volta notate le analogie fra la definizione di standard e i connotati che Ferguson attribuisce alla varietà A/H delle situazioni diglottiche, è necessario esaminare quali sono le strategie attraverso le quali, in un certo dominio, si arriva alla formazione di una varietà linguistica standard. Bisogna subito sfatare l idea che fra uno stato nazionale e la rispettiva lingua esista una corrispondenza meccanica e naturale, quale potrebbe essere sintetizzata nella formula "cuius regio/natio eius lingua". Negli ultimi trenta o quaranta anni linguisti e sociolinguisti hanno dedicato studi approfonditi a questo complesso di problemi, sia in prospettiva storica, sia per i problemi di pianificazione linguistica in nazioni di recente creazione, sia, infine, per il chiarimento dei meccanismi linguistici che entrano in gioco nella creazione di una lingua standard. 13

14 Processi di standardizzazione 2 Le operazioni che rendono possibile il passaggio da una varietà naturale, come appunto il dialetto, ad una varietà linguistica nazionale quello che i linguisti definiscono processo di standardizzazione linguistica è stato ben sintetizzato da uno studioso norvegese, Einar Haugen, che, partendo anche dall'esperienza diretta delle recenti sorti della sua lingua nazionale, ha proposto un ciclo del genere: (a) scelta di un modello normativo (b) codificazione formale di tale modello (c) (d) estensione delle funzioni connesse accettazione del modello da parte della comunità dei parlanti. (Haugen 1966 [1972]). 14

15 Processi di standardizzazione 3 Le definizioni dei quattro successivi momenti sono abbastanza trasparenti: (a) si tratta dell individuazione, tra le varietà diatopiche presenti in un certo dominio, di quella che intraprenderà le fasi successive del processo; senza tale individuazione il processo non si avvierebbe; (b) una volta individuata la varietà diatopica da promuovere, questa è sottoposta a un processo di depurazione dei tratti troppo marcati sul piano dialettale e alla fissazione di canoni prescrittivi ( norma ); (c) poiché di solito le varietà iniziali sono connesse con determinati domini e mezzi (informali e orali), è necessario che quella promossa a standard venga resa adatta alle diverse situazioni e registri in cui uno standard può essere richiesto; (d) perché il processo di standardizzazione abbia successo è necessario che la comunità linguistica di riferimento dia il proprio riconoscimento a tale standard. 15

16 Processi di standardizzazione 4 Ciò su cui è più interessante soffermarsi sono due diverse constatazioni: la prima e l ultima tappa (a. scelta del modello, d. sua accettazione sociale) sono operazioni connesse con la comunità linguistica, cioè con la società e con i suoi atteggiamenti culturali; la seconda e la terza (b. codificazione del modello scelto e c. estensione delle sue funzioni) rappresentano operazioni più strettamente linguistiche. Inoltre: le prime due (a., b.) concernono l'aspetto formale della lingua le ultime due (c., d.) il suo aspetto funzionale. 16

17 Processi di standardizzazione 5 dialetti Varietà diatopiche Abstand- ( per distanza ) processo di standardizzazione a. scelta del modello b. codificazione formale c. ampliamento funzionale d. accettazione della comunità linguistica lingua Varietà standard Ausbau- ( per elaborazione ) realizzazioni dello standard marcate in senso: dia -topico/-stratico/-fasico/-mesico 17

18 Processi di standardizzazione 6 Sulla base di tali criteri è possibile delineare diversi tipi di standardizzazione dal punto di vista storico. Innanzi tutto è di grande importanza se il processo di individuazione linguistica inizia presto o tardi: lingue con una lunga tradizione scritta e precoci tentativi di unificazione fanno rilevare per lo più un modello complesso di fasi di avvicinamento e mistione; questo vale anche per situazioni di solito caratterizzate come monocentriche (Spagna, Francia, Inghilterra). La distinzione tra processi monocentrici e pluricentrici è importante: i primi sono legati ad una località che di solito rappresenta il centro politico e culturale stabile per secoli, ed il processo di st. è assai omogeneo e lineare (francese, spagnolo, inglese, italiano); i secondi si basano invece sull'avvicinamento e sulla mistione di diverse varietà caratteristiche di regioni diverse (tedesco). 18

19 Processi di standardizzazione 7a Alcune conclusioni. 1. L operazione per cui ad una nazione/stato nazionale si associa una certa lingua e per cui quest'ultima assume carattere sopraordinato rispetto alle varietà naturali dello stesso dominio linguistico (dialetti) è un'operazione che trova la sua istanza iniziale in ragioni sociali, politiche e culturali e che si attua attraverso particolari procedimenti linguistici. 2. La subordinazione del 'dialetto' alla 'lingua' riflessa anche nel fatto che è possibile dire che il tal dialetto è dialetto della lingua X, ma non che la tale lingua è la lingua del dialetto Y è un'operazione culturale prima che e oltre che linguistica, e questo risulta in tutta la sua evidenza se si considera che in dominî linguistici diversi è per lo più una varietà del tipo 'dialetto' che ha la meglio sugli altri concorrenti dello stesso dominio fino ad innalzarsi al livello di lingua. 3. m 19

20 Processi di standardizzazione 7b 3. La consapevolezza della validità, almeno a livello storico, di un tale modello giustifica alcuni giudizî fortemente ideologizzati formulati a proposito di questi processi. G. Cardona afferma che «La lingua è quella di cui si servono le classi egemoni e il definirla tale è una delle legittimazioni del potere»; Gramsci riflettendo sul problema della questione della lingua in Italia osservava: «...Ogni volta che affiora, in un modo o nell'altro, la quistione della lingua, significa che si sta imponendo una serie di altri problemi, la necessità di stabilire rapporti più intimi e sicuri tra i gruppi dirigenti e la massa popolare-nazionale» (Letteratura e vita nazionale, p. 201). 20

21 Processi di standardizzazione 7c Bibliografia minima. Ammon U., Language-Variety/Standard-Variety/Dialekt, in Sociolinguistics/Soziolinguistik, An International Handbuch of Sciences of Language and Society, Berlin, Mouton-De Gruyter 1987, pp Consani C., Dialetti, lingue standard, stati nazionali, in Itinerari 1992/2, pp Consani C., Fattori linguistici e connotazioni sociali nella formazione delle lingue europee moderne. Per una prospettiva comparativa, in Spazi di fine secolo, Teramo, 2000, pp International Journal of the Sociology of Language (fascicolo 83/1990: tedesco) Scaglione A. (ed.), The Emergence of National Languages, Ravenna, Longo, Sociolinguistica vol. II

Sociolinguistica a.a. 2005-2006 II modulo didattico. V Competenza multipla Bilinguismo e diglossia

Sociolinguistica a.a. 2005-2006 II modulo didattico. V Competenza multipla Bilinguismo e diglossia Sociolinguistica a.a. 2005-2006 II modulo didattico V Competenza multipla Bilinguismo e diglossia 1 Il repertorio linguistico Definiti i fattori che all interno di una comunità linguistica influenzano

Dettagli

CITTADINANZA E COSTITUZIONE

CITTADINANZA E COSTITUZIONE CITTADINANZA E COSTITUZIONE DISCIPLINA DI RIFERIMENTO: STORIA, CITTADINANZA E COSTITUZIONE; DISCIPLINE CONCORRENTI:TUTTE TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE FISSATI DALLE INDICAZIONI PER IL CURRICOLO

Dettagli

Osservatorio sull euroletto. Analisi interlinguistica e intralinguistica delle varietà giuridiche in contesto UE.

Osservatorio sull euroletto. Analisi interlinguistica e intralinguistica delle varietà giuridiche in contesto UE. Osservatorio sull euroletto. Analisi interlinguistica e intralinguistica delle varietà giuridiche in contesto UE. Laura Mori (laura.mori@unint.eu) UNINT.EU Il Gruppo di ricerca (2013-2016): 11 lingue UE

Dettagli

Il modello di competenza SPACIT

Il modello di competenza SPACIT Il modello di competenza SPACIT Al fine di documentare i saperi, le abilità ed i comportamenti che si prevede che gli apprendisti acquisiscano nel campo dell istruzione sulla cittadinanza spaziale, è stato

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GIANLUCA PINI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GIANLUCA PINI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 921 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato GIANLUCA PINI Disposizioni per la tutela del patrimonio linguistico romagnolo e delle sue

Dettagli

POF 2013-2014 - COMPETENZE

POF 2013-2014 - COMPETENZE POF 2013-2014 - COMPETENZE Seguendo le indicazioni della normativa, La Scuola anche per il SECONDO BIENNIO riconosce l importanza dei quattro assi culturali sulla base dei quali gestire la formulazione

Dettagli

PROGRAMMAZIONE SECONDO BIENNIO LINGUA e C IVILTA INGLESE

PROGRAMMAZIONE SECONDO BIENNIO LINGUA e C IVILTA INGLESE PROGRAMMAZIONE SECONDO BIENNIO LINGUA e C IVILTA INGLESE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO LINGUA Lo studente dovrà acquisire competenze linguistico-comunicative corrispondenti al Livello B2 del Quadro Comune

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle Indicazioni Nazionali 2012 COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle Indicazioni Nazionali 2012 COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle Indicazioni Nazionali 2012 DISCIPLINA DI RIFERIMENTO: Storia, Cittadinanza e Costituzione DISCIPLINE CONCORRENTI: tutte Le competenze

Dettagli

LE COMPETENZE ESSENZIALI DI DISEGNO E STORIA DELL ARTE

LE COMPETENZE ESSENZIALI DI DISEGNO E STORIA DELL ARTE LE ESSENZIALI DI DISEGNO E classe prima Liceo scientifico utilizzare regole e tecniche grafiche progettare un minimo percorso grafico costruire un disegno geometrico, impiegando in maniera appropriata

Dettagli

Lingua Italiana, Ladino e Lingue Straniere in un percorso di educazione linguistica. Proposte didattiche per la Scuola Primaria

Lingua Italiana, Ladino e Lingue Straniere in un percorso di educazione linguistica. Proposte didattiche per la Scuola Primaria Lingua Italiana, Ladino e Lingue Straniere in un percorso di educazione linguistica Proposte didattiche per la Scuola Primaria Relazione finale Il progetto di apprendimento plurilingue affidatomi dall

Dettagli

LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO

LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO Perché una questione linguistica per l Unione europea? Il multilinguismo è oggi inteso come la capacità di società, istituzioni, gruppi e cittadini di relazionarsi

Dettagli

DG Éducation et culture L autonomie scolaire en Europe Politiques et mécanismes de mise en œuvre

DG Éducation et culture L autonomie scolaire en Europe Politiques et mécanismes de mise en œuvre DG Éducation et culture L autonomie scolaire en Europe Politiques et mécanismes de mise en œuvre Commission européenne Comunicato stampa L autonomia scolastica in Europa Politiche e modalità attuative

Dettagli

1. Linguistica teorica e sociolinguistica

1. Linguistica teorica e sociolinguistica 1. Linguistica teorica e sociolinguistica Sociolinguistica: lo studio della lingua in rapporto con la società la linguistica teorica si basa su «idealizzazioni» e ha come oggetto principale di studio il

Dettagli

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.)

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Presentazione del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Roma, 18 luglio 2002 Il Forum delle imprese regolate, che oggi viene inaugurato, vuole essere un luogo permanente di consultazione e scambio

Dettagli

La norma UNI EN ISO 14001:2004

La norma UNI EN ISO 14001:2004 La norma COS È UNA NORMA La normazione volontaria Secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998: "norma" è la specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa

Dettagli

La validazione degli apprendimenti in Italia: un percorso in cerca di conclusione di Alessandra Ferrari

La validazione degli apprendimenti in Italia: un percorso in cerca di conclusione di Alessandra Ferrari La validazione degli apprendimenti in Italia: un percorso in cerca di conclusione di Alessandra Ferrari La validazione degli apprendimenti in Italia disegna un panorama molto variegato con differenze marcate

Dettagli

Liceo Classico e Linguistico Statale G. Pico Obiettivi del progetto per l anno scolastico 2012/13

Liceo Classico e Linguistico Statale G. Pico Obiettivi del progetto per l anno scolastico 2012/13 Liceo Classico e Linguistico Statale G. Pico Obiettivi del progetto per l anno scolastico 2012/13 Liceo classico Il percorso del liceo classico è indirizzato allo studio della civiltà classica e della

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE PER L INSEGNAMENTO DELLA LINGUA E CIVILTA INGLESE - I BIENNIO ANNO SCOLASTICO 2013/2014

PROGRAMMAZIONE ANNUALE PER L INSEGNAMENTO DELLA LINGUA E CIVILTA INGLESE - I BIENNIO ANNO SCOLASTICO 2013/2014 PROGRAMMAZIONE ANNUALE PER L INSEGNAMENTO DELLA LINGUA E CIVILTA INGLESE - I BIENNIO ANNO SCOLASTICO 2013/2014 L insegnamento di lingue straniere nel biennio si propone di promuovere lo sviluppo graduale

Dettagli

LINGUA INGLESE DALLE INDICAZIONI NAZIONALI

LINGUA INGLESE DALLE INDICAZIONI NAZIONALI LINGUA INGLESE DALLE INDICAZIONI NAZIONALI L apprendimento della lingua inglese e di una seconda lingua comunitaria, oltre alla lingua materna e di scolarizzazione, permette all alunno di sviluppare una

Dettagli

LA PROTEZIONE DELLE MINORANZE NAZIONALI IN AUSTRIA E ITALIA

LA PROTEZIONE DELLE MINORANZE NAZIONALI IN AUSTRIA E ITALIA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TRIESTE FACOLTA DI SCIENZE POLITICHE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE INTERNAZIONALI E DIPLOMATICHE (CLASSE N.15) TESI DI LAUREA IN DIRITTO PUBBLICO COMPARATO LA PROTEZIONE DELLE MINORANZE

Dettagli

Progettazione consapevole: riconoscere ed analizzare i propri e gli altrui bisogni

Progettazione consapevole: riconoscere ed analizzare i propri e gli altrui bisogni Curricolo di lingua inglese aa. ss. 2016 2019 L apprendimento della lingua straniera, coerentemente a quanto suggerito dalle Indicazioni Nazionali 2012 (D.M 254/2012), contribuisce a promuovere la formazione

Dettagli

PERCORSO FORMATIVO ISTITUTO TECNICO: SETTORE ECONOMICO, INDIRIZZO AMMINISTRA- ZIONE FINANZA E MARKETING, ARTICOLAZIONE GENERALE

PERCORSO FORMATIVO ISTITUTO TECNICO: SETTORE ECONOMICO, INDIRIZZO AMMINISTRA- ZIONE FINANZA E MARKETING, ARTICOLAZIONE GENERALE COMPETENZE CHIAVE EUROPEE e COMPETENZE SPECIFICHE 1 PERCORSO FORMATIVO ISTITUTO TECNICO: SETTORE ECONOMICO, INDIRIZZO AMMINISTRA- ZIONE FINANZA E MARKETING, ARTICOLAZIONE GENERALE PROFILO Il Diplomato

Dettagli

CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE ITALIANO

CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE ITALIANO CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE ITALIANO Livello di base non raggiunto Non ha raggiunto tutte le competenze minime previste nel livello di base Riconosce ed utilizza le strutture linguistiche di base Comprende

Dettagli

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Secondo biennio e quinto anno

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Secondo biennio e quinto anno LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Secondo biennio e quinto anno Premessa Come già nel primo biennio, anche nel secondo biennio e nel quinto anno l apprendimento della lingua italiana continua a fare parte

Dettagli

INDAGINE PROFESSIONI A CONFRONTO: COME I RELATORI PUBBLICI E I GIORNALISTI ITALIANI PERCEPISCONO LA PROPRIA PROFESSIONE E QUELLA DELL ALTRO

INDAGINE PROFESSIONI A CONFRONTO: COME I RELATORI PUBBLICI E I GIORNALISTI ITALIANI PERCEPISCONO LA PROPRIA PROFESSIONE E QUELLA DELL ALTRO INDAGINE PROFESSIONI A CONFRONTO: COME I RELATORI PUBBLICI E I GIORNALISTI ITALIANI PERCEPISCONO LA PROPRIA PROFESSIONE E QUELLA DELL ALTRO Analisi elaborata da Chiara Valentini e Toni Muzi Falconi SINTESI

Dettagli

Istituto Comprensivo San Valentino Torio Sistema Nazionale di Valutazione

Istituto Comprensivo San Valentino Torio Sistema Nazionale di Valutazione Istituto Comprensivo San Valentino Torio Sistema Nazionale di Valutazione Prof.ssa A. Esposito Riferimenti Normativi DPR n. 275, 8 marzo 1999: Regolamento per la disciplina dell'autonomia delle Istituzioni

Dettagli

Progetto Cantieri aperti per la scuola di base

Progetto Cantieri aperti per la scuola di base Progetto Cantieri aperti per la scuola di base TRACCIA dell INTERVISTA Istituto. Note per la compilazione Le parti a sfondo grigio saranno affrontate durante l incontro tra mini staff di istituto e intervistatori.

Dettagli

Progetto Non uno di meno per l integrazione positiva delle ragazze e dei ragazzi immigrati

Progetto Non uno di meno per l integrazione positiva delle ragazze e dei ragazzi immigrati Ministero della Pubblica Istruzione Osservatorio nazionale per l integrazione degli alunni stranieri e per l educazione interculturale Progetto Non uno di meno per l integrazione positiva delle ragazze

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA A.S. 2014-2015

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA A.S. 2014-2015 IIS VERONESE-MARCONI PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA A.S. 2014-2015 CLASSE III L Indirizzo Linguistico COORDINATORE: JESSICA NARDO 1. COMPONENTI DEI CONSIGLI DI CLASSE DOCENTE Lanza Saragene Filippo

Dettagli

Rapporto dal Questionari Insegnanti

Rapporto dal Questionari Insegnanti Rapporto dal Questionari Insegnanti SCUOLA CHIC81400N N. Docenti che hanno compilato il questionario: 60 Anno Scolastico 2014/15 Le Aree Indagate Il Questionario Insegnanti ha l obiettivo di rilevare la

Dettagli

CODICE ETICO di FORTES Impresa Sociale SRL

CODICE ETICO di FORTES Impresa Sociale SRL CODICE ETICO di FORTES Impresa Sociale SRL SOMMARIO PREMESSA: PERCHÉ UN CODICE ETICO 1. I VALORI DI RIFERIMENTO A. Responsabilità di rendere conto dell impatto delle nostre attività sulla società, ambiente,

Dettagli

Senato della Repubblica, VII Commissione Audizione del Forum delle associazioni familiari sul ddl n. 1260 atti Senato

Senato della Repubblica, VII Commissione Audizione del Forum delle associazioni familiari sul ddl n. 1260 atti Senato Roma, 14 maggio 2014 Senato della Repubblica, VII Commissione Audizione del Forum delle associazioni familiari sul ddl n. 1260 atti Senato Sistema di educazione e istruzione per la prima infanzia Alcune

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE IL DIRITTO DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI ALL EDUCAZIONE E ALL ISTRUZIONE DALLA NASCITA FINO A SEI ANNI

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE IL DIRITTO DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI ALL EDUCAZIONE E ALL ISTRUZIONE DALLA NASCITA FINO A SEI ANNI PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE IL DIRITTO DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI ALL EDUCAZIONE E ALL ISTRUZIONE DALLA NASCITA FINO A SEI ANNI 1 IL DIRITTO DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI ALL EDUCAZIONE E ALL

Dettagli

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA GEOGRAFIA - TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE si orienta nello spazio conosciuto colloca elementi dell ambiente conosciuto secondo criteri spaziali si orienta nello spazio

Dettagli

DIPARTIMENTO ITALIANO E STORIA. Introduzione

DIPARTIMENTO ITALIANO E STORIA. Introduzione SETTORE TECNOLOGICO CHIMICA, MATERIALI E BIOTECNOLOGIE ARTICOLAZIONI BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI, BIOTECNOLOGIE SANITARIE SETTORE ECONOMICO DIRIGENTI DI COMUNITÀ SEDE CENTRALE: Via Cantù 39-41-43-34134 Trieste

Dettagli

Il Dirigente scolastico e il Presidente della Commissione d'esame

Il Dirigente scolastico e il Presidente della Commissione d'esame ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE SERMIDE Via Zambelli, 2 46028 Sermide (Mn) Tel. 0386/61101 Fax. 0386/960476 e-mail istitutocompsermide@virgilio.it Reg. cert. Il Dirigente scolastico e il Presidente della

Dettagli

QUADRO COMPETENZE OBBLIGO: PERITI AZ.LI CORR.TI LINGUE ESTERE/TURISTICO

QUADRO COMPETENZE OBBLIGO: PERITI AZ.LI CORR.TI LINGUE ESTERE/TURISTICO Materia: ITALIANO Totale Abilità: 15 Competenza: 1. Padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l interazione comunicativa verbale in vari contesti 1. 1.1 Comprendere

Dettagli

Eventuale anticipo di elementi di analisi poetica o del testo teatrale. Lettura più ampia possibile dei Promessi sposi

Eventuale anticipo di elementi di analisi poetica o del testo teatrale. Lettura più ampia possibile dei Promessi sposi PROGRAMMAZIONE ELABORATA DAL DIPARTIMENTO DI LETTERE DEL LICEO VIAN La programmazione di Dipartimento ha carattere indicativo dei contenuti ritenuti imprescindibili per ciascun anno, i quali potranno essere

Dettagli

Quadro informativo sull insegnamento delle lingue straniere

Quadro informativo sull insegnamento delle lingue straniere Ministero dell'istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per lo Sviluppo dell Istruzione Servizio per l Automazione Informatica e l Innovazione Tecnologica EDS Servizio di Consulenza all

Dettagli

L asse storico sociale Diritto ed Economia politica: che cosa e come insegnare?

L asse storico sociale Diritto ed Economia politica: che cosa e come insegnare? L asse storico sociale Diritto ed Economia politica: che cosa e come insegnare? Rosamaria Maggio Il contesto europeo Da un esame dei documenti dell Unione Europea in materia di istruzione - sia per quanto

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA RIFERITA ALLA DISCIPLINA :LINGUA E LETTERATURA ITALIANA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA RIFERITA ALLA DISCIPLINA :LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Anno Scolastico 2014-2015 Istituto PROFESSIONALE grafico PROGRAMMAZIONE DIDATTICA RIFERITA ALLA DISCIPLINA :LINGUA E LETTERATURA ITALIANA PRIMO BIENNIO OBIETTIVI GENERALI/ FINALITA' OBIETTIVI EDUCATIVI

Dettagli

Corso di Sociologia. Politica e Relazioni Internazionali. Stefania Fragapane A.A. 2012-2013

Corso di Sociologia. Politica e Relazioni Internazionali. Stefania Fragapane A.A. 2012-2013 Corso di Sociologia Politica e Relazioni Internazionali Stefania Fragapane A.A. 2012-2013 Programma delle lezioni 1) MODULO - Tradizione classica e sviluppo della disciplina: Introduzione alla sociologia

Dettagli

LINGUA E CULTURA STRANIERA

LINGUA E CULTURA STRANIERA LINGUA E CULTURA STRANIERA LICEO CLASSICO LINEE GENERALI E COMPETENZE Lo studio della lingua e della cultura straniera deve procedere lungo due assi fondamentali tra loro interrelati: lo sviluppo di competenze

Dettagli

RELIGIONI E CULTURE DELL IMMIGRAZIONE IN ITALIA E IN EUROPA REALTÀ E MODELLI A CONFRONTO. Programma di dettaglio

RELIGIONI E CULTURE DELL IMMIGRAZIONE IN ITALIA E IN EUROPA REALTÀ E MODELLI A CONFRONTO. Programma di dettaglio Fondo Europeo per l integrazione di cittadini di Paesi terzi CORSO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE RELIGIONI E CULTURE DELL IMMIGRAZIONE IN ITALIA E IN EUROPA REALTÀ E MODELLI A CONFRONTO Programma di dettaglio

Dettagli

COMMISSIONE EUROPEA DIREZIONE GENERALE FISCALITÀ E UNIONE DOGANALE Politica doganale, legislazione, tariffa doganale Normativa doganale

COMMISSIONE EUROPEA DIREZIONE GENERALE FISCALITÀ E UNIONE DOGANALE Politica doganale, legislazione, tariffa doganale Normativa doganale COMMISSIONE EUROPEA DIREZIONE GENERALE FISCALITÀ E UNIONE DOGANALE Politica doganale, legislazione, tariffa doganale Normativa doganale Bruxelles, 1 febbraio 2012 TAXUD/A3/017/2011 Final IT Ares(2012)

Dettagli

Il linguaggio secondo Chomsky

Il linguaggio secondo Chomsky Il linguaggio secondo Chomsky 2. In che modo questo sistema di conoscenza si forma nella mente/cervello del parlante? L argomento a favore della conoscenza innata L argomento a favore della conoscenza

Dettagli

MODULO DIDATTICO 2 Trasparenza amministrativa: gli obblighi normativi per le scuole dopo il D.LGS. n. 33/2013

MODULO DIDATTICO 2 Trasparenza amministrativa: gli obblighi normativi per le scuole dopo il D.LGS. n. 33/2013 MODULO DIDATTICO 2 Trasparenza amministrativa: gli obblighi normativi per le scuole dopo il D.LGS. n. 33/2013 Introduzione al D. Lgs. n. 33/2013 1 of 21 MODULO DIDATTICO 2 Trasparenza amministrativa: gli

Dettagli

Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI. Lessico approfondito relativo agli argomenti trattati.

Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI. Lessico approfondito relativo agli argomenti trattati. ISTITUTO COMPRENSIVO 3 VICENZA DIPARTIMENTO DI LINGUA STRANIERA CURRICOLO DI INGLESE SCUOLA SECONDARIA COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Comunicazione in lingua straniera Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI STORIA Anno scolastico: 2013/2014 CLASSE 4 H LSA

PROGRAMMAZIONE DI STORIA Anno scolastico: 2013/2014 CLASSE 4 H LSA PROGRAMMAZIONE DI STORIA Anno scolastico: 2013/2014 CLASSE 4 H LSA MODULO n. 1 TITOLO: L ETA DELL ASSOLUTISMO ORE TOTALI: 12 PREREQUISITI MODULO Conoscere termini e concetti fondamentali del linguaggio

Dettagli

La moneta. La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa.

La moneta. La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa. La moneta La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa. ECONOMIA MONETARIA E FINANZIARIA La moneta e le istituzioni monetarie Le forme fisiche assunte dalla moneta sono diverse,

Dettagli

PRIMA LINGUA STRANIERA A LIVELLO PRIMARIO: LINGUA NAZIONALE O INGLESE?

PRIMA LINGUA STRANIERA A LIVELLO PRIMARIO: LINGUA NAZIONALE O INGLESE? TEMA INSEGNAMENTO DELLE LINGUE STRANIERE PRIMA LINGUA STRANIERA A LIVELLO PRIMARIO: LINGUA NAZIONALE O INGLESE? La Svizzera non applica una regolamentazione uniforme in materia d insegnamento delle lingue

Dettagli

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE. A. S. 200_/0_ Classe sez.

PROGETTAZIONE ANNUALE. A. S. 200_/0_ Classe sez. PROGETTAZIONE ANNUALE CORSO: A. S. 200_/0_ Classe sez. Disciplina: ANALISI DELLA CLASSE: Situazione di partenza Descrivere tipologia, (caratteristiche cognitive, comportamentali, atteggiamento verso la

Dettagli

OBIETTIVI FORMATIVI Lingua e cultura inglese AREA LINGUISTICA LINGUA E CULTURA INGLESE

OBIETTIVI FORMATIVI Lingua e cultura inglese AREA LINGUISTICA LINGUA E CULTURA INGLESE AREA LINGUISTICA LINGUA E CULTURA INGLESE OBIETTIVI FORMATIVI (LINGUISTICO) LINGUA INGLESE Obiettivi formativi del Biennio Funzioni linguistico-comunicative - Funzioni linguistico-comunicative necessarie

Dettagli

2.1. Riferimenti alle Convenzioni e alle Dichiarazioni in tema di diritti umani e

2.1. Riferimenti alle Convenzioni e alle Dichiarazioni in tema di diritti umani e educazione 2.1. Riferimenti alle Convenzioni e alle Dichiarazioni in tema di diritti umani e I documenti presentati presentano nella maggior parte dei casi ripetuti riferimenti alla Dichiarazione Universale

Dettagli

NICOLETTA MARASCHIO Presidente dell Accademia della Crusca. Intervento fuori programma

NICOLETTA MARASCHIO Presidente dell Accademia della Crusca. Intervento fuori programma NICOLETTA MARASCHIO Presidente dell Accademia della Crusca Intervento fuori programma Buona sera. Grazie a Giovanni Puglisi che mi ha dato la parola. La mia è una voce diversa da tutte quelle che mi hanno

Dettagli

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti Rapporto dal Questionari Studenti SCUOLA xxxxxxxxx Anno Scolastico 2014/15 Le Aree Indagate Il questionario studenti ha lo scopo di indagare alcuni aspetti considerati rilevanti per assicurare il benessere

Dettagli

3.1.2 Settore Economico

3.1.2 Settore Economico .1.2 Settore Economico Il SETTORE TECNICO ECONOMICO comprende 2 indirizzi AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING, e TURISMO. Il corso AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING, comprende le articolazioni SISTEMI

Dettagli

Indirizzi, profili, quadri orari e risultati di apprendimento del settore economico

Indirizzi, profili, quadri orari e risultati di apprendimento del settore economico Indirizzi, profili, quadri orari e risultati di apprendimento del settore economico AREA DI ISTRUZIONE GENERALE RISULTATI DI APPRENDIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI COMUNI AGLI INDIRIZZI DEL SETTORE ECONOMICO

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI Premesse e riferimenti normativi La valutazione del personale, che costituisce un processo centrale nell ambito del management pubblico, ha registrato negli

Dettagli

LICEO SCIENZE UMANE P. SECCO SUARDO. PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI DIRITTO - ECONOMIA Anno scolastico 2015 / 2016

LICEO SCIENZE UMANE P. SECCO SUARDO. PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI DIRITTO - ECONOMIA Anno scolastico 2015 / 2016 LICEO SCIENZE UMANE P. SECCO SUARDO PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI DIRITTO - ECONOMIA Anno scolastico 2015 / 2016 FINALITA SPECIFICHE Il corso di Diritto nel biennio promuove e sviluppa: 1) la comprensione

Dettagli

L OFFERTA FORMATIVA. AMMINISTRAZIONE FINANZA MARKETING Articolazione Relazioni Internazionali per il Marketing

L OFFERTA FORMATIVA. AMMINISTRAZIONE FINANZA MARKETING Articolazione Relazioni Internazionali per il Marketing L OFFERTA FORMATIVA La nostra offerta formativa, alla luce del Regolamento di Riordino dei Cicli approvato dal Consiglio dei Ministri il 4.2.2010, comprende: A. - Settore Economico: Amministrazione, Finanza

Dettagli

Profilo dello studente della formazione professionale in esito al biennio dell obbligo di istruzione ed al terzo anno

Profilo dello studente della formazione professionale in esito al biennio dell obbligo di istruzione ed al terzo anno Profilo dello studente della formazione professionale in esito al biennio dell obbligo di istruzione ed al terzo anno Competenze storiche economiche e sociali 1 Le competenze storico-economiche e sociali:

Dettagli

NORMATIVA E DOCUMENTI. Il format di autovalutazione. Le Tappe FASI REDAZIONE E PUBBLICAZIONE DEL RAV

NORMATIVA E DOCUMENTI. Il format di autovalutazione. Le Tappe FASI REDAZIONE E PUBBLICAZIONE DEL RAV NORMATIVA E DOCUMENTI Il format di autovalutazione Le Tappe FASI REDAZIONE E PUBBLICAZIONE DEL RAV SINTESI PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE E RAV DPR 28 Marzo 2013, n. 80 Direttiva n.11 del 18 settembre 2014

Dettagli

Obiettivi strategici 2016 2020 del Consiglio federale per la fondazione Pro Helvetia

Obiettivi strategici 2016 2020 del Consiglio federale per la fondazione Pro Helvetia Obiettivi strategici 2016 2020 del Consiglio federale per la fondazione Pro Helvetia 1 Situazione iniziale 1.1 Basi Pro Helvetia è una fondazione di diritto pubblico dotata di personalità giuridica e contabilità

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE L educazione e l istruzione in Europa. Ipotesi di sviluppo e di intervento nella scuola

CORSO DI FORMAZIONE L educazione e l istruzione in Europa. Ipotesi di sviluppo e di intervento nella scuola CORSO DI FORMAZIONE L educazione e l istruzione in Europa. Ipotesi di sviluppo e di intervento nella scuola Prof. ssa Maria Vittoria Isidori Titolare dell insegnamento di didattica generale e pedagogia

Dettagli

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab.

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab. Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Gli elementi che caratterizzano il Sistema Qualità e promuovono ed influenzano le politiche di gestione delle risorse

Dettagli

UN CONFRONTO CON L EUROPA

UN CONFRONTO CON L EUROPA UN CONFRONTO CON L EUROPA Per favorire una critica non inficiata da pregiudizi politico-ideologici proponiamo il confronto con gli organi di governo della scuola degli altri Paesi europei, anche se riteniamo

Dettagli

MODULO 2. L età delle rivoluzioni L Europa dei privilegi (L età delle rivoluzioni)

MODULO 2. L età delle rivoluzioni L Europa dei privilegi (L età delle rivoluzioni) Anno scolastico: 2014-2015 Classe: IV AIT MATERIA STORIA Insegnante Pieranna Busa DIPARTIMENTO DI ITALIANO E STORIA PROGRAMMAZIONE SVOLTA Modulo 7di Terza Completamento del programma di Terza : Il Seicento

Dettagli

PIANO DI LAVORO INIZIALE A.S. 2014-2015 SEDE: CASTELNOVO NE MONTI INDIRIZZO: TECNICO TURISTICO

PIANO DI LAVORO INIZIALE A.S. 2014-2015 SEDE: CASTELNOVO NE MONTI INDIRIZZO: TECNICO TURISTICO PIANO DI LAVORO INIZIALE A.S. 2014-2015 SEDE: CASTELNOVO NE MONTI INDIRIZZO: TECNICO TURISTICO DOCENTE: SILVIA ZANICHELLI CLASSE: 1^ T MATERIA DI INSEGNAMENTO: LINGUA E CIVILTA STRANIERA INGLESE NUMERO

Dettagli

Programmazione e qualità della produzione statistica

Programmazione e qualità della produzione statistica Martedì 9 Novembre 2004, ore 16,45 Sala nord-ovest Sessione parallela Programmazione e qualità della produzione statistica coordinatore Giorgio Alleva Paola Baldi Il ruolo delle Regioni e degli Enti locali

Dettagli

Carta sulla qualità di vita delle persone con handicap nelle istituzioni sociali

Carta sulla qualità di vita delle persone con handicap nelle istituzioni sociali Carta sulla qualità di vita delle persone con handicap nelle istituzioni sociali Nell adempimento dei loro compiti le istituzioni sociali associate a INSOS Svizzera seguono i seguenti leitmotiv che caratterizzano

Dettagli

Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale

Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale La biblioteca multiculturale Porta di accesso a una società di culture diverse in dialogo Tutti viviamo in una società sempre più eterogenea. Nel mondo vi

Dettagli

La Convenzione sui diritti dell infanzia

La Convenzione sui diritti dell infanzia NOME... COGNOME... CLASSE... DATA... La Convenzione sui diritti dell infanzia La Convenzione sui diritti dell infanzia è stata approvata dall Assemblea generale delle Nazioni unite (ONU) il 20 novembre

Dettagli

LA STRUTTURA DEL RAV

LA STRUTTURA DEL RAV GUIDA PRATICA ALLA ELABORAZIONE DEL RAV IN FUNZIONE DEL MIGLIORAMENTO Dino Cristanini Vico Equense 30 Gennaio 2015 LA STRUTTURA DEL RAV 1 CONTESTO E RISORSE Quali vincoli presentano? Quali leve positive

Dettagli

Modelli di governance delle imprese

Modelli di governance delle imprese Facoltà di Scienze Economiche e Giuridiche Corso di Laurea in Economia e Direzione Aziendale ECONOMIA DELLE AZIENDE DI PICCOLA E MEDIA DIMENSIONE A.A. 2012-2013 Modelli di governance delle imprese Prof.ssa

Dettagli

PROGETTO DI TIROCINIO PER GLI STUDENTI DEI TFA. Motivazioni e criteri di riferimento

PROGETTO DI TIROCINIO PER GLI STUDENTI DEI TFA. Motivazioni e criteri di riferimento 1 PROGETTO DI TIROCINIO PER GLI STUDENTI DEI TFA Motivazioni e criteri di riferimento La formazione completa degli insegnanti sul piano universitario rimanda alla necessità di tenere presente che nel definire

Dettagli

MIUR.AOODGOSV.REGISTRO UFFICIALE(U).0003746.30-04-2015

MIUR.AOODGOSV.REGISTRO UFFICIALE(U).0003746.30-04-2015 MIUR.AOODGOSV.REGISTRO UFFICIALE(U).0003746.30-04-2015 Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine

Dettagli

Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula.

Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula. Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula. E possibile approfondire il tema consultando il sito La

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTA VAL TAGLIAMENTO (Comuni di: Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Preone, Sauris, Socchieve) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

Policy La sostenibilità

Policy La sostenibilità Policy La sostenibilità Approvato dal Consiglio di Amministrazione di eni spa il 27 aprile 2011. 1. Il modello di sostenibilità di eni 3 2. La relazione con gli Stakeholder 4 3. I Diritti Umani 5 4. La

Dettagli

Progettare e valutare per competenze per contrastare la dispersione scolastica

Progettare e valutare per competenze per contrastare la dispersione scolastica PROGETTO DI CORSO DI FORMAZIONE IN RETE PER I DOCENTI RETE EST MARTESANA ADDA comprendente gli istituti comprensivi di Basiano- Masate, Cassano d Adda, Inzago, Pozzuolo Martesana, Trezzano Rosa, Vaprio

Dettagli

LO STATO. (sintesi dal testo Comunità di Paolo Ronchetti Ed. Zanichelli)

LO STATO. (sintesi dal testo Comunità di Paolo Ronchetti Ed. Zanichelli) LO STATO (sintesi dal testo Comunità di Paolo Ronchetti Ed. Zanichelli) DALLA SOCIETA' ALLO STATO La nascita di uno Stato è il risultato di un lungo processo storico; nel corso dei secoli la società si

Dettagli

Alta scuola pedagogica dei Grigioni. Concetto linguistico

Alta scuola pedagogica dei Grigioni. Concetto linguistico Alta scuola pedagogica dei Grigioni Concetto linguistico Marzo 2015 1 Indice Basi legali... p. 2 1. Introduzione... p. 2 2. Lingue e plurilinguismo nella formazione di base 2.1 Le prime lingue... p. 4

Dettagli

Sono molto lieto di essere qui oggi, in occasione della Cerimonia di premiazione dei progetti vincitori del Label Europeo delle lingue 2010.

Sono molto lieto di essere qui oggi, in occasione della Cerimonia di premiazione dei progetti vincitori del Label Europeo delle lingue 2010. Sono molto lieto di essere qui oggi, in occasione della Cerimonia di premiazione dei progetti vincitori del Label Europeo delle lingue 2010. L occasione mi è gradita per ricordare che la Società Dante

Dettagli

ASSE STORICO SOCIALE

ASSE STORICO SOCIALE ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una

Dettagli

Capitolo 11 Reti professionali ed evoluzione delle forme organizzative interne alle aziende

Capitolo 11 Reti professionali ed evoluzione delle forme organizzative interne alle aziende Capitolo 11 Reti professionali ed evoluzione delle forme organizzative interne alle aziende Le comunità di pratica: definizione La ricerca accademica definisce le comunità di pratica come un insieme di

Dettagli

VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola

VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola Premessa VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola progetto sperimentale per individuare criteri, strumenti e metodologie per la valutazione delle scuole e dei dirigenti scolastici Le precedenti sperimentazioni

Dettagli

Introduzione. L avvento delle nuove tecnologie della comunicazione in. tutte le società moderne ha sollecitato ad interrogarsi

Introduzione. L avvento delle nuove tecnologie della comunicazione in. tutte le società moderne ha sollecitato ad interrogarsi Introduzione L avvento delle nuove tecnologie della comunicazione in tutte le società moderne ha sollecitato ad interrogarsi sull impatto che esse avranno, o stanno già avendo, sul processo democratico.

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI EUROPEE Comunicazione nella madre lingua

CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI EUROPEE Comunicazione nella madre lingua ISTITUTO COMPRENSIVO 3 - VICENZA DIPARTIMENTO DI ITALIANO CURRICOLO DI LINGUA ITALIANA SCUOLA SECONDARIA Fine classe terza COMPETENZE CHIAVE COMPETENZE SPECIFICHE CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE

Dettagli

DESCRIZIONE DEL MODELLO DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

DESCRIZIONE DEL MODELLO DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE ALLEGATO n.4 DESCRIZIONE DEL MODELLO DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE La certificazione delle competenze chiave, delineate dal documento tecnico (http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/dm139_07.shtml)

Dettagli

G. M. QUER, Democrazia e diritti umani in Israele. Un modello per un mondo che cambia, Milano, Proedi Editore, 2006, pp. 1-79.

G. M. QUER, Democrazia e diritti umani in Israele. Un modello per un mondo che cambia, Milano, Proedi Editore, 2006, pp. 1-79. G. M. QUER, Democrazia e diritti umani in Israele. Un modello per un mondo che cambia, Milano, Proedi Editore, 2006, pp. 1-79. di Cristina Gazzetta Il libro che qui si segnala al lettore è il risultato

Dettagli

LICEO ARTISTICO STATALE CIARDO PELLEGRINO

LICEO ARTISTICO STATALE CIARDO PELLEGRINO LICEO ARTISTICO STATALE CIARDO PELLEGRINO Sede Centrale Dirigenza e Uffici di Segreteria Via Vecchia Copertino, n. 6 73100 Lecce Succursale V.le de Pietro Lecce Codice meccanografico LESL03000R C.F. 93126450753

Dettagli

ISTITUTO TECNICO STATALE MARCONI CAGLIARI ANNO SCOLASTICO 2015/2016 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE DISCIPLINA: LINGUA INGLESE CLASSE: I S

ISTITUTO TECNICO STATALE MARCONI CAGLIARI ANNO SCOLASTICO 2015/2016 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE DISCIPLINA: LINGUA INGLESE CLASSE: I S ISTITUTO TECNICO STATALE MARCONI CAGLIARI ANNO SCOLASTICO 2015/2016 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE DISCIPLINA: LINGUA INGLESE CLASSE: I S DOCENTE: PROF.SSA CARLA COCCO OBIETTIVI EDUCATIVI E FORMATIVI

Dettagli

Le politiche sociali e il Welfare State. Definizioni e Concetti

Le politiche sociali e il Welfare State. Definizioni e Concetti Le politiche sociali e il Welfare State. Definizioni e Concetti Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12 Con il termine Politica

Dettagli

SERVIZI EDUCATIVI MUSEALI E DOMANDA DELLE SCUOLE

SERVIZI EDUCATIVI MUSEALI E DOMANDA DELLE SCUOLE 1 SERVIZI EDUCATIVI MUSEALI E DOMANDA DELLE SCUOLE Come i musei si aprono alla società: l organizzazione dei servizi educativi I Servizi educativi dei Musei si collocano nel progetto di valorizzazione

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

STUDIO DI DIRITTO COMPARATO RELATIVO ALLE SPESE ACCESSORIE IMPOSTATE NEL AFFITO DI LOCALI D'ABITAZIONE COMPENDIO

STUDIO DI DIRITTO COMPARATO RELATIVO ALLE SPESE ACCESSORIE IMPOSTATE NEL AFFITO DI LOCALI D'ABITAZIONE COMPENDIO STUDIO DI DIRITTO COMPARATO RELATIVO ALLE SPESE ACCESSORIE IMPOSTATE NEL AFFITO DI LOCALI D'ABITAZIONE COMPENDIO Lo studio illustra le modalità di trattamento delle spese accessorie in cinque ordinamenti

Dettagli

CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA.

CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA. CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA 18 Novembre, 2014 In occasione della Presidenza di turno del Consiglio dell Unione Europea,

Dettagli