LA SCUOLA DI FRANCOFORTE

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1 LA SCUOLA DI FRANCOFORTE La Scuola di Francoforte è una scuola filosofica e sociologica neomarxista. Il nucleo originario di tale scuola, formato principalmente da filosofi e sociologi tedeschi di origine ebraica, si forma nel 1923 nell ambiente del neonato Istituto per la Ricerca Sociale dell Universit Università di Francoforte.

2 La Scuola ha raccolto studiosi di diverse discipline e ambiti culturali, ma la linea di pensiero che ha accomunato tutti gli esponenti risiede nella critica della società presente. Nucleo del programma di ricerca dei francofortesi è la: Teoria critica della società (espressione mutuata dal saggio Teoria tradizionale e teoria critica scritto nel 1937 da Marcuse e Horkheimer)

3 Teoria critica della società = teoria capace di far emergere le contraddizioni della società capitalistica, le falle interne, di comprenderne i meccanismi al fine di promuovere una trasformazione che tenga conto dell uomo, della sua libertà e creatività.. La Teoria critica della società deve porre le basi per avviare il processo di opposizione a qualunque forma di alienazione e di dominio dell uomo sull uomo. uomo.

4 I francofortesi chiamano la società tecnologica avanzata sistema Il sistema per raggiungere la sua funzionalità e i suoi scopi ha messo in atto un apparato possente: l industrial culturale

5 Industria culturale È costituita dal gigantesco apparato dei massmedia (cinema, televisione, radio, pubblicità), ritenuto il più subdolo strumento di manipolazione usato dal sistema, cioè dal potere politico, per conservare se stesso sottomettendo la massa degli individui.

6 Subdolo strumento di manipolazione = illude il consumatore di essere il soggetto di tale industria mentre, in realtà,, ne è il puro oggetto. L industria culturale suscita bisogni, determina i consumi, impone valori e modelli di comportamento uniformi, perché devono raggiungere tutti, riducendo gli individui ad una massa informe.

7 I massmedia non stimolano la creatività dell uomo perché lo abituano a ricevere passivamente i messaggi e creano merci che hanno un effetto di regressione. Esempio = i film sonori sono confezionati in modo da condurre alla paralisi di facoltà come l immaginazione, la spontaneità,, perché impongono un attenzione che diventa automatica.

8 Tempo libero = è prodotto dell industria culturale, quello che facciamo durante il tempo libero è un bisogno indotto dal sistema.

9 La società moderna ha perso la fiducia nella ragione oggettiva e si serve di una ragione strumentale Ragione che crede nell esistenza di verità universali, immutabili, cioè nella capacità dell uomo di scegliere i fini per orientare la propria vita. La ragione ha rinunciato alla sua autonomia perché è diventata uno strumento per raggiungere fini stabiliti e controllati dal Sistema. Non è più la ragione a stabilire cosa siano il bene e il male in base a cui orientare la nostra vita, ma è il Sistema, cioè il potere, a decidere sul bene e il male.

10 L industria culturale è un ideologia: l ideologia l dell accettazione dei fini stabiliti da altri, cioè dal Sistema. Dialettica dell Illuminismo (1949) = opera scritta da Adorno e Horkheimer che si presenta come un analisi della società tecnologica.

11 Dialettica dell Illuminismo I due autori per Illuminismo non intendono solo il movimento di pensiero che ha caratterizzato il secolo dei Lumi, ma pensano ad un tragitto della ragione che, partendo dall uomo primitivo fino ad arrivare a quello moderno, ha preteso di razionalizzare il mondo rendendolo manipolabile e soggiogabile e provocando, così, la sua autodistruzione.

12 La più autorevole definizione dell Illuminismo è stata data dal grande filosofo tedesco Immanuel Kant nel 1784: L illuminismo è l uscita dell uomo da uno stato di minorità il quale è da imputare a lui stesso. Minorità è l incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro

13 In nome della ragione, che accomuna tutti gli uomini rendendoli uguali, l uomo l ha preteso di controllare e conoscere la natura. A partire dal Settecento si diffonde l idea l che la più alta forma di conoscenza sia quella scientifica. La metodologia quantitativa e ispirata al metodo matematico delle scienze naturali è stata elevata a rigido modello logico di valore universale applicabile all intero campo dello scibile.

14 In natura non si può quantificare tutto, perché quantificare, calcolare significa rendere o considerare equivalente ciò che in realtà è diverso, dichiarando inesistenti le differenze qualitative. Rapporto con l altro l da sé s = è prevalsa la logica del dominio perché l uomo non ha conosciuto l altro nella sua autenticità,, cioè nella sua alterità, perché il diverso genera angoscia in quanto non posso inquadrarlo nei miei schemi mentali.

15 Secondo i due autori la volontà dell uomo di controllare e quantificare la natura, lo ha portato ad un uso strumentale della ragione, cioè la ragione è diventata uno strumento di dominio dell uomo sull uomo uomo e l uso l estremo della razionalità calcolatrice ha provocato gli orrori e la barbarie del XX secolo. Il progetto dell Illuminismo è fallito perché è sfociato in una pericolosa mitologia del progresso fondato sul dominio della tecnica e della burocrazia a danno della libertà e creatività dell individuo.

16 JÜRGEN HABERMAS Jürgen Habermas, filosofo, sociologo e storico appartenente alla seconda generazione di studiosi della Scuola di Francoforte, pone al centro delle sue riflessioni la società.

17 Per Habermas ciò che distingue la società in senso specifico dagli altri enti è il concetto di comunicazione.. I legami sociali sono legami comunicativi e i sistemi sociali sono integrati dall agire agire comunicativo.

18 Cosa si intende per comunicazione? Sono comunicazioni tutte le azioni orientate all intesa. Orientate all intesa sono: le richieste rivolte all ascoltatore ascoltatore (Dammi( per piacere qualcosa da mangiare); le aspettative normative (Questo( non si fa); ordini e minacce (Mani( in alto!); confessioni (Ti( voglio bene); espressioni di sensazioni e sentimenti (È( stata una serata bellissima); la rappresentazione di stati di fatto semplici o complessi (Piove).

19 Comunicazioni sono anche tutte le espressioni simboliche miranti all intesa: Segnali di fumo Semaforo rosso che vieta e verde che lascia passare Il rossore che esprime un sentimento

20 C è comunicazione laddove ogni soggettività è decentrata, la comunicazione non si basa sull ego (io) ma sull azione reciproca, sullo scambio tra un ego e un alter (altro da sé). s La comunicazione nasce non a partire dalla prima offerta formativa, bensì dalla prima presa di posizione (sì oppure no) del destinatario. La comunicazione è intersoggettiva, mira allo scambio ed è la più importante risorsa umana.

21 Il prodotto della comunicazione intersoggettiva e dello scambio delle idee è l opinione pubblica Opera: Strukturwandel der Öffentlichkeit (Mutamenti di struttura dell opinione pubblica), (1962), frutto della sua tesi di docenza presso la Facoltà di Filosofia dell Università di Marburgo, si impone ancor oggi come un modello di riferimento sia in campo sociologico che storico.

22 Struttura = tutto ciò che è complesso e ordinato insieme, tutto ciò che è finalizzato ad un punto preciso, è organizzato secondo uno schema rigido, qualcosa di conchiuso e definito. Un mutamento strutturale è,, quindi, un mutamento forte, profondo, è una modificazione sostanziale che rende una cosa radicalmente diversa rispetto alla precedente.

23 Nell opera tradotta in italiano con il titolo non letterale di Storia e critica dell opinione pubblica, (1971, prima edizione italiana) Habermas cerca di ricostruire in sede storica, lessicale, politica la nascita, la formazione e le modifiche del concetto di opinione pubblica.. Il suo lavoro non si basa su uno studio diretto delle fonti, ma su un attento spoglio della letteratura secondaria.

24 Il concetto di opinione pubblica è definibile, in primo luogo, attraverso l etimologia l dei termini che lo compongono: Opinione Pubblica L opinione è conoscenza, è la risposta alla domanda cosa pensi di? Il concetto di pubblico indica la totalità degli individui, non riguarda il singolo, ma la collettività.

25 L'opinione pubblica nasce come sfera pubblica rappresentativa Habermas parla di sfera pubblica borghese Uno spazio metaforico, uno spazio di riflessione critica, libero dai condizionamenti del governo, inizialmente limitato alla letteratura e all arte arte e progressivamente esteso e concentrato sulla politica.

26 Il presupposto per avere un opinione pubblica è poter ragionare liberamente, potersi esprimere attraverso il linguaggio verbale

27 Il concetto di opinione pubblica implica: Libertà di pensiero; Libertà di espressione; Diritto di conoscenza e, quindi, l istruzione, l il sapere.

28 Habermas ricostruisce la genesi del concetto di opinione pubblica fino ad arrivare alla sua dissoluzione. Il concetto di opinione pubblica nasce e si sviluppa nell ambito della società civile, ovvero della società tardo secentesca e settecentesca.

29 Il secolo dei Lumi fu caratterizzato dalla diffusione della stampa periodica (giornali letterari, gazzette) e di grandi opere a carattere filosofico-scientifico scientifico che favorirono la divulgazione del sapere.

30 Nel Settecento si diffusero i centri di aggregazione sociale (salotti, caffè,, teatri), le strutture sociali della sfera pubblica,, che favorivano l incontro l tra la gente, lo scambio di idee e la comunicazione intersoggettiva.

31 Non esiste opinione pubblica in una società pre- società civile, ad esempio, nel Medioevo, epoca storica caratterizzata dal feudalesimo Il feudalesimo, detto anche rete vassallaticobeneficiaria, è un sistema politico e sociale che si affermò nell Europa occidentale con l Impero Carolingio nel IX secolo

32 La tradizionale piramide modello del sistema è la seguente: imperatore, re, papa, vescovo, conte o comunque una carica di alto rango vassalli valvassori valvassini contadini liberi servi della gleba

33 Il sistema feudale si basava su due elementi fondamentali: la terra e i legami personali In cambio della promessa di fedeltà l imperatore concedeva al vassallo il beneficio o feudo Il vassallo era autorizzato ad assegnare parte del feudo ad un suo uomo che, a sua volta, poteva ripetere l operazione. l La condizione tipica della società feudale era di essere l uomo di un altro uomo

34 La degenerazione dell opinione pubblica rispetto alle origini settecentesche comincia a fine Ottocento per poi concludersi con l affermarsi l della società postmoderna dominata dalla comunicazione massmediologica finalizzata alla manipolazione delle coscienze. La I massmedia diventano mezzi di propaganda e manipolazione dell opinione dei singoli, affascinano il pubblico come ascoltatore privandolo, però,, della possibilità di poter parlare e ribattere, a differenza della comunicazione stampata che genera discussione e, quindi, opinione.

35 Habermas conclude l opera l auspicando la ricostruzione di una sfera pubblica formata da liberi individui con capacità critica nei confronti della sfera politica Molti studiosi hanno mosso delle critiche nei confronti di tale idea perché Habermas non chiarisce quali siano le basi storico-sociali sociali in base alle quali tale ricostruzione è possibile: se nella società dell industria culturale e dei consumi la stessa formazione delle opinioni è direttamente influenzata dagli interessi economici, ormai strettamente legati con il potere politico, com è possibile che emergano individui con capacità di critica? Come può il pubblico non essere più un semplice consumatore di cultura?

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