Parole amiche on line

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1 Parole amiche on line I brani seguenti sono stati selezionati appositamente per alunni non italofoni o che presentano difficoltà linguistiche. Il loro utilizzo può integrare, rafforzare o ampliare le attività svolte con Leggere nuvole, i Libri delle competenze e il volumetto Parole amiche. I brani sono corredati da un apparato didattico di facile uso, con autovalutazione, per consentire agli alunni di eseguirlo autonomamente. Sono proposte forme testuali diverse, dal racconto al mito, dalla fiaba all articolo giornalistico. Si tratta di testi popolari o d autore, sia italiani sia provenienti da varie parti del mondo, per favorire anche la conoscenza e l integrazione tra culture e tradizioni diverse. l Francesca Lazzarato e Vinicio Ongini La frittata, p. 2 l Racconto popolare L uomo e il topo muschiato, p. 5 l Lev Tolstòj Mio e tuo, p. 8 l Rigoberta Menchù Nonna Luna e Nonno Sole si annoiano nel cielo, p. 10 l Mito popolare del Vietnam Il bufalo, i cereali e le erbe cattive, p. 13 l Francesca Lazzarato Gopal l indovino, p. 16 l Fiaba dello Sri Lanka I due amici, p. 20 l Aleksandr N. Afanasjev Il sudicione, p. 23 l Italo Calvino La fiaba dei gatti, p. 27 l Paolo Rumiz Assediati dagli orsi bianchi, p. 32 Vai Vai Vai Vai Vai Vai Vai Vai Vai Vai

2 2 Parole amiche on line ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... Francesca Lazzarato e Vinicio Ongini La frittata La storia è ambientata nella Cina del passato, quando era possibile per un uomo avere più di una moglie. I sentimenti che animano i personaggi sono però ancora attuali e attribuibili agli uomini di ogni Paese e tempo. 1. chioccia: una gallina che cova le uova. 2. interesse: denaro richiesto oltre a quello prestato. C era una volta un contadino povero che, camminando lungo un sentiero tra le risaie, vide un uovo per terra e lo raccolse. Poi corse dalla moglie, gridando: «Moglie, moglie, guarda: ecco il patrimonio della nostra famiglia». «Come sarebbe?» chiese la moglie. «Io non vedo altro che un uovo.» «Certo, ma quest uovo lo farò covare dalla chioccia 1 dei vicini, e ne verrà fuori una pollastrella che farà altre uova, e altre ancora, finché non avremo un bel pollaio, il più grande del paese! Poi venderemo le nostre galline per dieci pezzi d argento, e compreremo un toro e due vacche. Quelle faranno figli a tutt andare, finché avremo tanti vitelli da poterli vendere per trecento pezzi d argento. Allora comincerò a prestare denaro, e chiederò un bell interesse 2, finché non avremo cinquecento pezzi d argento. E allora mi comprerò una casa nuova, un servitore e un altra moglie, così potremo vivere senza preoccupazione fino alla fine dei nostri giorni. Non ti sembra magnifico?» A sentir parlare di un altra moglie, la donna prese l uovo, lo ruppe, ci aggiunse funghi e cipolle, fece una frittatina e poi se la mangiò in un boccone. Furibondo, il marito la picchiò per bene e poi la trascinò davanti al giudice: «Onorevole signore, questa disgraziata si è mangiata tutto il patrimonio di famiglia! Puniscila, chiudila in prigione, gettala nell olio bollente!» «Prima di condannare o di assolvere, devo sapere tutta la storia», disse il giudice, e il contadino raccontò ogni cosa, a cominciare dall uovo trovato sul sentiero. Ma subito la moglie si difese, dicendo: «Ma che patrimonio e patrimonio! L unica cosa certa è che mio marito ha trovato l uovo e che io me lo sono mangiato: quanto al resto, sono tutte cose di là da venire». «E non hai pensato che anche la nuova moglie era di là da venire?» chiese il giudice. «Sì, ma disastri del genere bisogna prevenirli in tempo!» fece la donna, e il giudice, sorridendo, la lasciò andare, perché alla gelosia non si comanda. (F. Lazzarato e V. Ongini, L uomo che amava i draghi, Milano, A. Mondadori, 1991)

3 ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... 3 VERIFICA SE HAI BEN CAPITO IL TESTO I personaggi 1. Chi è il protagonista della storia? Chi sono gli altri personaggi?... Speranze e illusioni 3. Che cosa trova il contadino? Rimetti nel giusto ordine le speranze del contadino numerandole. a.... Prestare denaro e chiedere un bell interesse. b.... Far covare l uovo dalla chioccia dei vicini. c.... Avere un altra moglie. d.... Comprare un toro e due vacche. e.... Comprare una casa nuova. f.... Avere cinquecento pezzi d argento. g.... Prendere un servitore. h.... Vendere le galline per dieci pezzi d argento. i.... Avere una pollastrella che faccia altre uova. 5. Che cosa fa la moglie sentendo parlare di un altra moglie?... METTI A FUOCO Il giudizio 6. Che cosa chiede il contadino al giudice? Come si difende la moglie? a Chiede perdono. b Dice che ha mangiato l uovo perché aveva fame. c Sostiene di aver prevenuto un possibile disastro. 8. Che cosa fa il giudice? a Capisce la gelosia della donna. b Condanna la donna. c Condanna il marito per averla picchiata.

4 4 Parole amiche on line ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... Le parole per dirlo 9. Chioccia, pollastrella, gallina sono tre termini usati per indicare lo stesso animale. Si usano però in circostanze diverse. Collega ciascun termine alla definizione appropriata. a. Chioccia 1. L animale adulto. b. Pollastrella 2. L animale quando cova. c. Gallina 3. L animale da giovane. Autovalutazione Punteggio ottenuto:... / 22 Da 20 a 22 punti Bravissimo, le tue risposte sono state esaurienti. Da 16 a 19 punti Bravo, hai risposto alla maggior parte delle domande. Da 10 a 15 punti Hai risposto in modo parziale. Da 0 a 9 punti Ti consigliamo di rileggere tra qualche tempo il brano, con maggior attenzione. Soluzioni e punteggio: 1. Un contadino (1 punto). 2. La moglie e un giudice (1 x 2 punti). 3. Un uovo (1 punto). 4. 1b, 2i, 3h, 4d, 5a, 6f, 7e, 8g, 9c (1 x 9 punti). 5. Fa una frittata con l uovo e se la mangia (1 punto). 6. Di punire la moglie, chiuderla in prigione, gettarla nell olio bollente (1 x 3 punti). 7. c (1 punto). 8. a (1 punto). 9. a2, b3, c1 (1 x 3 punti).

5 ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... 5 Racconto popolare L uomo e il topo muschiato La fiaba africana che stai per leggere testimonia che anche gli animali più piccoli e fastidiosi, al momento buono, possono rivelarsi alleati preziosi. 1. crocicchi: incroci di sentieri o strade. 2. topo muschiato: topo dotato di una ghiandola che secerne una sostanza dall odore sgradevole, simile al muschio. C era una volta un cacciatore che soleva andarsene col suo cane in cerca di selvaggina da portare a sua moglie e ai suoi figli. Un giorno, dopo aver camminato per un buon tratto, sentì una voce che diceva: «Cacciatore, aiutami ai crocicchi 1, e un giorno io ti aiuterò a mia volta». Il cacciatore si guardò intorno senza vedere chi avesse parlato, poi si fermò e disse: «Chi è che ha parlato? Parla ancora, in modo che io possa vedere chi sei». Allora sentì di nuovo la voce: «O signore, aiutami e anch io ti aiuterò un giorno io, il topo muschiato 2». L uomo guardò a terra, vide il piccolo animale e disse: «Io ti aiuterò ad attraversare la strada, solo che tu puzzi talmente che mi farai puzzare come te». Il topo muschiato replicò: «Oh, no, signore, soltanto aiutami ad attraversare, perché se non andrò dall altra parte morirò. Se ora mi aiuti, io ti salverò un giorno». L uomo disse: «Che! Tu che sei così piccolo salverai me che sono così grande? C è forse qualche cosa che potrebbe battere me e che tu saresti capace di affrontare? Tu menti, piccolo animale». Il topo muschiato replicò: «Oh no, signore! Basta che tu mi sollevi da terra col tuo arco, se hai paura che io ti faccia puzzare, e mi getti dall altra parte del sentiero; e un giorno ti salverò da un grande guaio». Il cacciatore prese l arco, sollevò il topo muschiato al di sopra del sentiero e lo fece ricadere dall altra parte. «Ti ringrazio moltissimo di aver avuto pietà di me», disse il topo muschiato. E qui i due si separarono e ciascuno proseguì il suo cammino. E questo fu quanto accadde quel giorno. All alba del giorno dopo, l uomo prese i suoi soliti arnesi da caccia, chiamò il cane e uscì. Era la stagione delle piogge e il cielo era coperto di enormi nubi che oscuravano la vista. Continuò a camminare e intanto uccise tre galline faraone finché ebbe la fortuna di vedere una caverna e vi entrò col suo cane, proprio quando la pioggia cominciava a cadere a torrenti. Bene, là nascosto nell ombra vi era anche il topo muschiato. Ora avvenne che un leone, che era uscito anche lui a caccia, stava cercando un rifugio contro la pioggia e arrivò proprio a quella caverna. L uomo alzò gli occhi e vide che era entrato un leone; afferrò le sue armi con virile coraggio, ma il leone si diede a ruggire terribilmente,

6 6 Parole amiche on line ALUNNO:... CLASSE:... DATA: bramoso: desideroso. finché la caverna tremò tutta e parve vicina a crollare. Allora il leone disse all uomo: «Bene, signore, date al cane le faraone che avete lì, e quando le avrà mangiate voi potrete mangiare il cane, e infine io mangerò voi. Che ne dite?» L uomo, piangendo, disse: «Oggi io morirò a causa della caccia!» In quel momento sentirono una voce che veniva da un angolo della caverna e diceva: «Sì, signore, date al cane le faraone, e quando le avrà mangiate potrete mangiarvi il cane e il signor leone potrà mangiare voi; ma quando vi avrà mangiato io mangerò lui.» E quando il topo muschiato ebbe finito di parlare, aggiunse: «Bene, ragazzi della guardia del corpo del re, voi che ne dite?» E le termiti nella caverna risposero: «Mmmmmmmmm». Qui il leone e l uomo rimasero stupefatti, chiedendosi chi fosse a parlare nella caverna. E sentirono la voce che ripeteva: «Sissignore, date al cane le faraone e voi mangiate il cane e il leone vi mangerà e allora io mangerò il leone. Ho detto giusto, uomini della guardia reale?» E le termiti replicarono: «Mmmmmmmm». Ora, il leone era più preoccupato di esser mangiato che non bramoso 3 di mangiare, e l uomo gli disse: «Tieni su la caverna, che non crolli, e io andrò a tagliare dei pali per puntellarla». Il leone acconsentì. L uomo allora se ne andò, mentre il leone continuava a sostenere la caverna per paura che crollasse. L uomo si mise a correre più veloce che poteva e il cane fece altrettanto e non si fermarono finché non arrivarono a casa. Un giorno il cacciatore incontrò di nuovo il topo muschiato e il topo disse: «Lo sai tu chi era che parlava nella caverna e diceva: O signore, dai al cane le faraone e tu mangiati il cane e il leone poi mangerà te e io mangerò il leone? Non ti ho detto forse che ti avrei salvato, quando mi hai aiutato ad attraversare la strada? E infatti ho spaventato il leone e ti ho salvato». L uomo lo ringraziò moltissimo e poi andò a casa e raccontò tutto a sua moglie, e tutti furono felici. (adatt. da Leggende della Madre Africa, a cura di R. Abrahams, Milano, Arcana Editrice, 1987) VERIFICA SE HAI BEN CAPITO IL TESTO Una richiesta insolita 1. Chi incontra il cacciatore?... Quale caratteristica del personaggio preoccupa il cacciatore? Che cosa gli chiede?... Che cosa gli promette in cambio?...

7 ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... 7 Un incontro imprevisto 3. Perché il cacciatore entra nella grotta? Chi ha la sua stessa idea?... METTI A FUOCO Stratagemmi 5. Con quali stratagemmi il topo riesce a spaventare il leone? a Non facendosi vedere. b Usando delle armi. c Facendo credere al leone di essere un re. d Facendo credere al leone che le termiti siano la guardia del corpo del re. e Minacciandolo di far crollare la caverna. 6. Che cosa dimostra la favola? a Tanti animali piccoli valgono più di un solo animale grande. b A fare del bene ci si guadagna sempre. c Bisogna essere grati a chi ci fa del bene. Le parole per dirlo 7. L espressione «la pioggia cominciava a cadere a torrenti» paragona la forza della pioggia a un torrente. Sapresti spiegare le seguenti espressioni, anch esse riferite alla pioggia? a. Piove a catinelle:... b. Piove a dirotto:... Conosci altre espressioni che si riferiscono alla pioggia? Se sì, quali?... Autovalutazione Punteggio ottenuto:... / 12 Da 11 a 12 punti Da 8 a 10 punti Da 0 a 7 punti Bravo, hai dato le risposte esatte. Le risposte sono incomplete. Ti consigliamo di rileggere tra qualche tempo il brano, con maggior attenzione. Soluzioni e punteggio: 1. Un topo muschiato. La sua puzza (1 x 2 punti). 2. Di aiutarlo ad attraversare la strada. Di salvarlo un giorno (1 x 2 punti). 3. Per la pioggia (1 punto). 4. Un leone (1 punto). 5. a, c, d. (1 x 3 punti). 6. b (1 punto). 7. a. Piove con la forza di catini d acqua rovesciati. b. Piove in modo scrosciante (1 x 2 punti).

8 8 Parole amiche on line ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... Lev Tolstòj Mio e tuo Il breve racconto dello scrittore russo Lev Tolstòj dimostra come le circostanze possano influenzare e modificare il comportamento delle persone. 1. zietto: forma familiare di rispetto verso gli anziani. Un vecchio e un giovane stavano andando insieme per strada. E vedono che sulla strada c è una borsa piena di soldi. Il giovane la raccolse e disse: «Ecco che Dio mi ha mandato un bel colpo di fortuna». Ma il vecchio disse: «Eh, ma dobbiamo fare a metà». Il giovane disse: «No, non l abbiamo trovata insieme, io solo l ho raccolta». Il vecchio non disse nulla. Camminarono ancora per un po. A un tratto sentono arrivare dei cavalieri al galoppo, che gridano: «Chi ha rubato una borsa piena di soldi?» Il giovane ebbe paura e disse: «Di, zietto 1, adesso non ci succederà mica qualche guaio per la borsa che abbiamo trovata». Il vecchio disse: «Non l abbiamo trovata, l hai trovata tu e i guai saranno tuoi e non nostri». Arrestarono il giovane e lo portarono in città dal giudice, e il vecchio se ne andò a casa sua. (L. Tolstòj, Dal nuovo abbecedario, trad. it. I. Sibaldi, Milano, A. Mondadori, 2005) VERIFICA SE HAI BEN CAPITO IL TESTO Sulla strada 1. Che cosa vedono i due uomini?... Chi la raccoglie? Che cosa chiedono i cavalieri?... METTI A FUOCO Comportamenti diversi 3. Indica quali sentimenti guidano il comportamento del giovane nelle seguenti circostanze. a. Davanti alla borsa piena di soldi: egoismo. generosità. b. All arrivo delle guardie: sincerità. ipocrisia.

9 ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... 9 Le parole per dirlo 4. Nel testo ci sono delle espressioni in corsivo: l abbiamo, l hai, tu, tuoi, nostri. L uso del corsivo: a è un errore. b serve per mettere in rilievo le differenze. Autovalutazione Punteggio ottenuto:... / 6 6 punti Bravo, hai dato le risposte esatte. Da 4 a 5 punti Le tue risposte sono incomplete. Da 0 a 3 punti Ti consigliamo di rileggere tra qualche tempo il racconto, con maggior attenzione. Soluzioni e punteggio: 1. Una borsa piena di soldi. Il giovane (1 x 2 punti). 2. Chi ha rubato la borsa (1 punto). 3. a. egoismo, b. ipocrisia (1 x 2 punti). 4. b (1 punto).

10 10 Parole amiche on line ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... Rigoberta Menchù Nonna Luna e Nonno Sole si annoiano nel cielo Il brano che stai per leggere è un mito che appartiene alla tradizione maya, un antica civiltà del Guatemala, nell America centrale. 1. macchia solare: area opaca presente sulla superficie del Sole dovuta a grandi esplosioni di gas. 2. meteoriti: frammenti di materiale celeste, di varie dimensioni e peso. Nonna Luna era molto triste. E quando Nonno Sole vide la tristezza piena di piccole macchie sul viso di Nonna Luna, allora capì che quella stessa tristezza lui la stava provando da molti secoli. Nonna Luna e Nonno Sole vivevano sospesi nel cielo, fra nuvole di zucchero filato. Quando ne avevano voglia, prendevano un pezzetto di zucchero, che era un pezzetto di nuvola, e se lo mangiavano. Erano fili rosa, arancioni, celesti, molto dolci perché erano fatti di zucchero. Ma quando si è soli, ci si annoia. E sebbene Nonno Sole fosse innamorato di Nonna Luna, e vedesse la sua luce riflessa sul volto della sposa, gli mancava comunque qualcosa. Aveva voglia di qualcosa. E allora, dall oscurità, che solamente il Sole, con i suoi capelli d oro, o la Luna, con la sua luce bianca, potevano rompere, i Nonni crearono le stelle con quattrocento ragazzi che venivano da un libro sacro. Come erano allegri e contenti Nonna Luna e Nonno Sole di quei quattrocento ragazzi, anzi, di quelle stelle che brillavano con le loro lucine, come punte di spilli nella notte! Assomigliavano a noi bambini, durante una delle feste che costellavano l anno. Tuttavia, proprio come a noi bambini, il gusto della novità gli passò subito. «E adesso che cosa facciamo con queste stelle, con questi quattrocento ragazzi che sì, brillano, ma sono muti come il cielo nero dal quale pendono?» «Stelle, parlateci!» gridarono Nonna Luna e Nonno Sole. Ma le stelle rimasero mute. Erano quattrocento ragazzi muti. I Nonni ci rimasero proprio male. «E adesso che cosa inventiamo?» si dissero. Nonno Sole vide di nuovo la tristezza dipingersi, come una ruga celeste, sul volto di Nonna Luna. E lui, che rifletteva la sua luce sul viso della Nonna, sentì come la tristezza di lei si rifletteva nel suo cuore. Dalla collera, fece esplodere una macchia solare 1. FLUOFFFF! fece la grande macchia quando esplose, illuminando vari universi. Nonno Sole si mise a camminare nel cielo, che non era più vuoto come prima, e inciampava nelle stelle, e queste si rompevano in mille pezzi che si chiamarono meteoriti 2. A ogni scivolone del Nonno, PLINNNN! partivano come schegge migliaia di frammenti di stella che se ne andavano in giro per tutto l universo. Talvolta, di notte, vediamo una stella cadere con la coda e tutto. In realtà, non è una stella, ma è Nonno Sole che camminando è inciampato, perché non si è ancora abi-

11 ALUNNO:... CLASSE:... DATA: civettuola: vanitosa, desiderosa di piacere. tuato alla presenza delle stelle fra i piedi. «E adesso che cosa faccio per rendere felice la mia amata Luna?» diceva, e inciampava, e allora PLINNNN! migliaia di meteoriti volavano nel cielo. Questo faceva molto ridere Nonna Luna, che imparò a chinarsi, perché i primi meteoriti la colpirono sul viso, lasciandole piccole macchie che a lei, che è molto civettuola 3, non piacciono per nulla. Si chinava, lasciava passare i meteoriti e pensava: Che cosa possiamo inventare per essere felici, e perché la nostra creazione non sia così noiosa? I due, insieme, entrambi, all unisono, ebbero la stessa idea. «Creeremo due grandi spiriti che si occuperanno di darci la felicità che ci manca. Creeremo il Cuore della Terra e gli daremo un nome maya: Uk u x Ulew, e creeremo il Cuore del Cielo e anche a lui daremo un nome maya; lo chiameremo Uh u x Kaj. Il Cuore della Terra sarà la Madre tenera e affettuosa delle creature che nasceranno dalle sue forti viscere, e il Cuore del Cielo sarà il padre tenero e affettuoso delle creature che nasceranno dalle sue forti viscere. Così sia», dissero Nonna Luna e Nonno Sole. Ed erano così contenti che si misero a danzare nell universo, facendo un gigantesco girotondo con le stelle, che erano quattrocento ragazzi. È per questo che durante la grande festa del paese i ballerini indossano le maschere del Sole, le maschere della Luna e le maschere delle stelle, e danzano tutto il giorno, per ricordare la volta, tanto tempo fa, in cui Nonna Luna e Nonno Sole crearono nostra Madre, il Cuore della Terra, e nostro Padre, il Cuore del Cielo. (R. Menchù, Il vaso di miele, trad. it. M. Trambaioli, Milano, Sperling & Kupfer, 2002) VERIFICA SE HAI BEN CAPITO IL TESTO Tristezza nel cielo 1. Perché Nonno Sole e Nonna Luna sono tristi? Devi dare più di una risposta. a Si sentono soli. b Non brillano come vorrebbero. c Litigano spesso tra loro. d Sentono la mancanza di qualcosa. e Non si amano più. f Si annoiano. La creazione 2. Quali sono le prime cose create?... La creazione soddisfa i due nonni? Come sono nati i meteoriti?...

12 12 Parole amiche on line ALUNNO:... CLASSE:... DATA: Che cosa provocano i meteoriti sul viso di Nonna Luna? Di chi sono figli gli uomini? a Del Sole e della Luna. b Della Terra e del Cielo. METTI A FUOCO Le caratteristiche del mito 6. Quali tra le seguenti spiegazioni fornisce il mito? a La nascita delle stelle. b L origine dell uomo. c La grandezza della civiltà maya. d Le macchie sulla superficie della Luna. e La presenza dei meteoriti. f La presenza della religione. 7. Il mito può essere definito: a una spiegazione scientifica. b una spiegazione popolare. c una creazione fantasiosa. Autovalutazione Punteggio ottenuto:... / 13 Da 12 a 13 punti Da 8 a 11 punti Da 0 a 7 punti Bravo, hai individuato le risposte esatte. Hai risposto in modo limitato. Ti consigliamo di rileggere tra qualche tempo il brano, con maggior attenzione. Soluzioni e punteggio: 1. a, d, f (1 x 3 punti). 2. Quattrocento stelle. No, perché sono mute (1 x 2 punti). 3. Da stelle su cui incespica Nonno Sole (1 punto). 4. Delle macchie (1 punto). 5. b (1 punto). 6. a, b, d, e (1 x 4 punti). 7. b (1 punto).

13 ALUNNO:... CLASSE:... DATA: Mito popolare del Vietnam Il bufalo, i cereali e le erbe cattive La creazione è stata spiegata agli uomini da numerosi miti popolari, tra cui questo, originario del Vietnam, uno Stato del Sud-Est asiatico. Il mito riflette anche l importanza che il lavoro dei campi ha avuto e ha ancora nel Paese. 1. baccano: rumore assordante, prodotto soprattutto da voci umane. 2. rimostranze: lamentele. 3. al suo cospetto: davanti a lui. 4. una sola mascella: il bufalo, come tutti i bovini, è privo di incisivi e canini nella mascella superiore, per cui, per nutrirsi, strappa l erba con la lingua e poi la mastica lungamente. Il Re del Cielo, dopo la creazione della terra e degli esseri destinati a popolarla, aveva dimenticato di pensare a fornire loro del cibo. Gli uomini e le bestie cominciarono allora a lamentarsi, lanciando grida di dolore e di rabbia. Il baccano 1 arrivò fino alla Corte Celeste. Per riparare alla sua dimenticanza, il Re del Cielo creò i cinque principali cereali per nutrire gli uomini e le bestie. Cercò poi un volontario per piantare i semi sulla terra. Si presentò solo Bo Tac. Il Re del Cielo gli affidò due grandi sacchi, uno conteneva i semi dei cereali, l altro i semi delle erbe selvatiche. Gli raccomandò a lungo di seminare prima i semi dei cereali e di non seminare le erbe selvatiche che qualche tempo più tardi. Il volontario lo rassicurò e scese sulla terra con i due sacchi. Il cuore di Bo Tac, però, era grande quanto era piccolo il suo cervello e gli capitò di confondere un sacco con l altro. Le erbe cattive invasero allora la terra, lasciando ai cereali solo un piccolo spazio. Bo Tac, che non si era accorto di nulla, ritornò alla Corte Celeste per riferire al Re del Cielo il risultato della sua missione. Gli uomini però, sempre insoddisfatti della loro condizione e desiderosi di avere di più, cominciarono a lamentarsi, alzando al Cielo lamenti e grida. Gli rimproverarono di avere privilegiato gli animali, dando loro un cibo vario e abbondante e di avere costretto l uomo a lavorare con il sudore della fronte. Il Cielo sentì questi lamenti e aprì un inchiesta. Scoprì allora le ragioni delle rimostranze 2 e l errore che aveva commesso il suo inviato. Fece quindi venire Bo Tac al suo cospetto 3 e gli disse: «Non hai fatto quello che ti ho detto. Prima hai seminato le erbe e dopo i cereali. Per colpa tua le erbe hanno invaso la terra e il genere umano soffre. Per permetterti di riparare al tuo errore, ti condanno a mangiare l erba e ad aiutare gli uomini a coltivare i cereali». Così Bo Tac fu trasformato in bufalo e da allora aiuta gli uomini ad arare la terra. Il Cielo gli ha donato un grande appetito e una sola mascella 4, obbligandolo così a mangiare in continuazione e avere sempre fame. (Fiabe dal Vietnam, dal Laos e dalla Cambogia, trad. it. E. Galasso, Milano, A. Mondadori, 1996)

14 14 Parole amiche on line ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... VERIFICA SE HAI BEN CAPITO IL TESTO Nel cielo 1. Chi è il creatore?... Che cosa ha dimenticato? Che cosa viene creato per nutrire uomini e bestie? 3. Chi viene inviato sulla terra?... Che cosa porta con sé?... Le istruzioni 4. Bo Tac riceve precise istruzioni, ma confonde i sacchi. Completa la tabella. a. Dovrebbe seminare b. Semina Prima Qualche tempo più tardi Sulla terra 5. Quali sono le conseguenze dell azione di Bo Tac? Completa le frasi. a. Le erbe cattive... b. Ai cereali Come reagiscono gli uomini? 7. In quale animale viene trasformato Bo Tac per punizione? METTI A FUOCO Le caratteristiche del mito 8. Il brano che hai letto è un mito perché: a è immaginario. b parla di dei. c spiega alcuni aspetti della creazione. d presenta personaggi famosi. e parla di animali. 9. Quali tra le seguenti spiegazioni dà questo mito? Devi dare più di una risposta. a Come furono creati i cereali. b Perché gli uomini si lamentano sempre. c Come furono creati i bufali. d Perché ci sono più erbe cattive che cereali. e Come fu punito Bo Tac. f Perché gli uomini devono lavorare.

15 ALUNNO:... CLASSE:... DATA: Le parole per dirlo 10. Il baccano che fanno gli uomini nel testo è un rumore assordante, prodotto soprattutto da voci umane. Per definire il rumore si usano varie parole; le conosci? Individuale tra le seguenti. a Frastuono. b Stordimento. c Fragore. d Trambusto. e Rimbombo. f Fracasso. g Strepito. h Chiasso. i Rombo. l Risonanza. Autovalutazione Punteggio ottenuto:... / 27 Da 25 a 27 punti Da 20 a 24 punti Da 15 a 19 punti Da 9 a 14 punti Da 0 a 8 punti Bravissimo, hai risposto in maniera completa o quasi. Bravo, hai saputo rispondere a quasi tutte le domande. Hai individuato quasi la metà delle risposte. Ti sono sfuggiti diversi elementi del testo. Ti consigliamo di rileggere tra qualche tempo il brano, con maggior attenzione. Soluzioni e punteggio: 1. Il Re del Cielo. Il cibo per uomini e bestie (1 x 2 punti). 2. Cinque cereali ed erbe selvatiche (1 x 2 punti). 3. Bo Tac. Un sacco di semi di cereali e un sacco di erbe selvatiche (1 x 3 punti). 4. a. cereali / erbe selvatiche; b. erbe selvatiche / cereali (1 x 4 punti). 5. a. invasero la terra; b. fu lasciato solo un piccolo spazio (1 x 2 punti). 6. Insoddisfatti, alzarono lamenti e grida al Cielo (1 punto). 7. Bufalo (1 punto). 8. c (1 punto). 9. a, c, d, f (1 x 4 punti). 10. a, c, e, f, g, h, i (1 x 7 punti).

16 16 Parole amiche on line ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... Francesca Lazzarato Gopal l indovino Il protagonista di questo racconto indiano è un giovane con più difetti che virtù; eppure la fortuna sembra stare dalla sua parte, aiutandolo a uscire dalle situazioni problematiche in cui viene a trovarsi. 1. kabab: o kebab, o kebap, fette di carne d agnello, manzo, montone o pollo infilate in uno spiedo verticale e cotte alla brace. Qui però si tratta di polpette infilate su spiedini. 2. masala: condimento preparato con varie spezie. La madre di Gopal era vedova e anziana eppure doveva mantenere il figlio, che non aveva mai avuto voglia di lavorare. Ma un giorno la donna lo prese da parte e gli disse: «Gopal, io sono molto vecchia e presto morirò. Non faresti meglio a trovarti un lavoro? Chi provvederà a te, quando io non ci sarò più?» Gopal ci pensò su e si rese conto che la madre diceva la verità, perciò rispose: «Va bene, mamma! Andrò in cerca di un lavoro e non tornerò a casa finché non l avrò trovato». Si mise subito in cammino, ma dopo un po cominciò a dire: «Povero me, vorrei proprio tornarmene a casa! Ma ho promesso! Però potrei sempre entrare senza che mia madre se ne accorga, e farmi una bella dormita». Così si intrufolò in casa e si nascose in soffitta. Intanto, siccome Gopal non tornava, la vedova pensò che forse il figlio aveva trovato lavoro e che al suo ritorno avrebbe avuto una gran fame. Allora decise di cucinare un buon kabab 1, e, mentre preparava la carne, non si accorse che Gopal la spiava dalla soffitta e annusava il profumo del masala 2 con l acquolina in bocca. Sono addirittura dieci! disse tra sé Gopal, contando le grosse polpette infilate sugli spiedini. Me le mangerò una dopo l altra. E fece dieci nodi alla cordicella che teneva sempre in tasca, perché non voleva dimenticare nemmeno uno di quei bocconi saporiti. Verso sera la vedova andò a trovare una vicina e Gopal ne approfittò per uscire dalla soffitta. Poi chiamò la madre a gran voce e lei corse a dargli il benvenuto, convinta che fosse appena tornato dal lavoro. Quando Gopal le disse che aveva cercato per tutto il giorno senza trovare nulla, la vedova ci rimase male, ma cercò di consolarlo. «Non preoccuparti, figlio! Tenterai di nuovo domani. E adesso vieni a mangiare, ti ho preparato una bella cena». Senza riflettere, Gopal disse: «Sì, non vedo l ora di assaggiare quel meraviglioso kabab». «Come fai a sapere che ho cucinato proprio il kabab?» gli chiese la madre sorpresa. «Oh, lo so!» rispose Gopal, mostrandole il pezzo di corda, e aggiunse: «Hai preparato tante polpette quanti sono i nodi su questa corda».

17 ALUNNO:... CLASSE:... DATA: Sua madre contò i nodi e vide che erano dieci, né più né meno. Stupefatta, pensò che il figlio fosse diventato un indovino e corse a raccontarlo ai vicini: il pigro Gopal aveva poteri soprannaturali! Chi l avrebbe mai detto? Proprio quel giorno il vasaio della porta accanto aveva perso il suo asino, e quando sentì le chiacchiere della vedova si precipitò da Gopal per chiedere aiuto. «Gopal, figlio mio!» lo pregò. «Per favore, ritrovami l asino, altrimenti non potrò andare in giro a vendere la mia mercanzia e finirò per morire di fame». Gopal sapeva bene che, se avesse raccontato la verità, sua madre l avrebbe cacciato di casa. Perciò decise di stare al gioco e disse: «Non preoccuparti, domani mattina troverai il tuo asino davanti alla porta». Il vasaio se ne andò via tutto contento, ma adesso sì che Gopal era nei guai. Doveva ritrovare l asino a tutti i costi, e dopo aver mangiato il suo kabab girò per il paese e guardò in ogni stradina, finché non vide l animale che brucava placidamente l erba in un angolo del cimitero. E la mattina dopo, quando si svegliò, il vasaio trovò il suo asino legato davanti alla porta, proprio come aveva detto Gopal. Così Gopal diventò famoso. Ormai non si parlava che dei suoi straordinari poteri, e andò a finire che un ricco mercante lo mandò a chiamare perché ritrovasse il prezioso anello di sua moglie. «A me non importa niente di quello stupido anello», disse il mercante a Gopal. «Ma mia moglie è davvero disperata e piange tutto il giorno. Sono disposto a farti ricco per tutta la vita, pur di restituirle la pace». Gopal, naturalmente, non aveva la minima idea di come ritrovare l anello, ma rispose: «Signore, prima devo interrogare gli dei, e per questo ci vuole tempo. Fra tre giorni ti darò una risposta». «D accordo», acconsentì il mercante. «Ma bada che se allo scadere del tempo non mi riporterai l anello, ti farò arrestare come imbroglione». E adesso come me la cavo? si preoccupò Gopal. Era così spaventato che per due giorni non riuscì né a mangiare né a dormire, e al tramonto del terzo andò a sedersi in riva al fiume, pensando che quasi quasi era meglio morire affogato piuttosto che finire in prigione. Ma proprio in quel momento sentì le voci di due lavandaie che risalivano l argine, con le ceste piene di panni appena lavati. E una di loro disse: «Dove hai nascosto l anello?» «L ho messo in un sacco pieno di riso, vicino alla finestra della soffitta», rispose l altra, «e domattina andrò a venderlo in città. Così anche noi potremo fare le signore e la smetteremo di star sempre con le mani nell acqua!» Subito Gopal si mise alle calcagna delle due donne e le seguì fino alla casa del loro padrone, che poi era il mercante.

18 18 Parole amiche on line ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... Ormai il falso indovino non doveva fare altro che rivelare il nascondiglio dell anello e mettersi in tasca la ricompensa. E quando Gopal tornò a casa della madre, carico di monete d oro e di stoffe preziose, la vedova quasi scoppiò dalla gioia: anche un figlio pigro può dare delle soddisfazioni! VERIFICA SE HAI BEN CAPITO IL TESTO (F. Lazzarato, L elefante di pietra, Milano, A. Mondadori, 1996) Madre e figlio 1. Perché Gopal non ha un lavoro? Che cosa chiede la madre al figlio?... Perché: a vorrebbe che il figlio la mantenesse. b non vuole più vederlo in casa a far nulla. c si preoccupa del suo futuro. Una fama immeritata 3. Dove trascorre la giornata Gopal, anziché cercare lavoro?... Che cosa vede dal suo nascondiglio? Perché Gopal fa dieci nodi sulla corda?... Che cosa pensa la madre? Chi chiede a Gopal di ritrovargli l asino?... Dove è finito l animale?... Scomparso o rubato? 6. In che modo Gopal ritrova l anello? a Facendo un accurata perquisizione della casa. b Interrogando le domestiche. c Ascoltando per caso due lavandaie. METTI A FUOCO Giudica il protagonista 7. Che tipo è Gopal? Scegli tra i seguenti aggettivi i tre che lo descrivono meglio e sottolineali. Laborioso pigro intelligente fortunato bugiardo sincero.

19 ALUNNO:... CLASSE:... DATA: Gopal merita la fama che ha conquistato come indovino? Sì. No. Le parole per dirlo 9. Qual è il significato delle seguenti espressioni, che abbiamo tratto dal testo? Collegale con una linea alla definizione appropriata. a. Ci pensò su 1. Capacità non umane. b. S intrufolò 2. Entrò di nascosto. c. [Avere] l acquolina in bocca 3. Rifletté sulla situazione. d. Poteri soprannaturali 4. Aver voglia di mangiare qualcosa, pregustarla. e. Brucava 5. Tagliare o strappare l erba coi denti. Autovalutazione Punteggio ottenuto:... / 19 Da 18 a 19 punti Da 14 a 17 punti Da 9 a 13 punti Da 0 a 8 punti Bravissimo, hai individuato tutte le risposte. Bravo, hai trovato molte risposte. Ti sono sfuggiti molti particolari; devi leggere con maggior attenzione. Ti consigliamo di rileggere tra qualche tempo il racconto, con maggior attenzione. Soluzioni e punteggio: 1. Perché non ha mai avuto voglia di lavorare (1 punto). 2. Di trovarsi un lavoro; c (1 x 2 punti). 3. Nella soffitta. La madre che prepara del kabab (1 x 2 punti). 4. Per ricordare il numero delle polpette. Che Gopal sia diventato un indovino (1 x 2 punti). 5. Un vasaio. Nel cimitero (1 x 2 punti). 6. a (1 punto). 7. Pigro, fortunato, bugiardo (1 x 3 punti). 8. No (1 punto). 9. a3, b2, c4, d1, e5 (1 x 5 punti).

20 20 Parole amiche on line ALUNNO:... CLASSE:... DATA:... Fiaba dello Sri Lanka I due amici Nelle fiabe si incontrano spesso animali che nel loro comportamento riproducono caratteristiche umane: ad esempio, animali parlanti, come l orso di questa fiaba dello Sri Lanka, lo Stato che si trova in un isola dell Oceano indiano, a sud-est dell India. 1. caprioli: erbivori con pelame bruno rossiccio e corna presenti solo nel maschio. C erano una volta due amici. Uno dei due era grande e forte, mentre l altro era piccolo e debole; ma nonostante fossero tanto diversi stavano sempre assieme. Il grande Forte non voleva fare nulla se non l aiutava il piccolo Debole, il piccolo Debole ammirava il suo grande amico Forte e faceva tutto quello che lui gli chiedeva. Così i due avevano già avuto parecchie avventure assieme. Un giorno i due amici decisero di andare a caccia. Quando giunsero nella foresta si misero a cercare dei caprioli 1, ma non riuscirono a scoprire nessun capriolo per quanto girassero in lungo e in largo. Trascorsero tutto il giorno nella foresta, ma senza risultati. Stanchi e delusi stavano appunto per mettersi sulla via del ritorno quando, all improvviso, sentirono un forte rumore. Rimasero fermi e ascoltarono: quando il rumore si ripeté, Debole disse al suo grande amico Forte: «Amico mio, credo che ci sia un orso molto vicino! Andiamo via di qui prima che ci noti!» «Vigliacco!» rispose allora il Forte. «Hai forse paura di un orso? Siamo in due! Andiamo a vedere se riusciamo ad abbatterlo!» Visto che il grande Forte parlava così senza timore, il piccolo Debole raccolse tutto il suo coraggio e si dichiarò d accordo. Gli chiese: «Amico mio, che cosa dobbiamo fare?» e il grande Forte rispose: «Vai avanti e cerca di spaventare l orso. Poi corri via, e io verrò fuori e lo colpirò. L orso resterà sorpreso e non saprà che fare! Non avere paura, non ti può succedere nulla!» Siccome Debole aveva sempre ubbidito al suo amico, pensò che anche quella volta sarebbe andato tutto bene e avanzò lentamente, picchiando con un bastone contro i tronchi. Nel frattempo il grande Forte si nascose dietro a un albero e attese per vedere che cosa accadeva. All improvviso l orso una bestia imponente uscì da un cespuglio e corse grugnendo addosso al piccolo Debole. Questi lasciò cadere tutto quello che aveva in mano e corse più in fretta che poté verso l albero dietro cui si nascondeva il suo amico, gridando: «Arriva l orso. Aiutami e abbattilo!» Ma urlare era inutile, dato che, nel frattempo, Forte si era arrampicato sull albero e da lassù gridava al suo amico: «Sono qui sopra! Vieni in fretta e sali anche tu!» Debole però non aveva abbastanza forza per arrampicarsi, e perciò si sdraiò a terra, trattenne il respiro, chiuse gli occhi e fece finta di essere morto.

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