VALTER ROMANI GENITORI DI SUCCESSO. Tutti i Diritti Riservati Vietata qualsiasi duplicazione del presente ebook

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2 VALTER ROMANI GENITORI DI SUCCESSO 2

3 Come insegnare ai tuoi figli a muoversi con successo nel mondo del lavoro Titolo GENITORI DI SUCCESSO Autore Valter Romani Sito internet ATTENZIONE. Il contenuto di questo ebook è frutto di anni di studi del sottoscritto e di esperienze maturate nel settore del dimagrimento. Data tuttavia la particolarità della natura dell uomo non è possibile garantire il raggiungimento di risultati ottenuti da altre persone a fronte dello stesso percorso. Il lettore si assume piena responsabilità nel seguire i suggerimenti indicati nel libro e nell adattarli alla propria persona, consapevole dei rischi connessi a qualsiasi forma di utilizzo errato delle suddette informazioni. Il libro ha esclusivamente scopo formativo e non è in alcun modo sostitutivo di trattamento medico o psicologico. Se sai o temi di avere dei problemi o disturbi fisici o psicologici ti consiglio di affidarti ad uno specialista. 3

4 Sommario Introduzione pag. 5 Capitolo 1: Chi penserà ai nostri ragazzi? pag. 13 Capitolo 2: Prima di tutto Chi sei? pag. 29 Capitolo 3: E Cosa sai fare? pag. 38 Capitolo 4: Come gestisci le tue risorse scarse? pag. 55 Conclusioni pag. 73 4

5 INTRODUZIONE Caro genitore è un po che ti penso. Questo perché ultimamente mi soffermo sempre più spesso a pensare ai miei figli Pierluigi (13 anni) e Giulia (4 anni), a quale sarà il loro futuro in questo mondo in così rapida evoluzione e per questo così poco prevedibile. Penso a quel dato fornito spesso dai TG, quel numero che aumenta sempre più e che, non so a te, ma a me impressiona molto. Parlo del tasso attuale di disoccupazione giovanile, un numero troppo vicino al 50%. Vuol dire che un ragazzo su due non si riesce ad inserire nel mondo del lavoro. Un ragazzo su due non è capace di mantenersi da sé. Uno su due è rassegnato. Questo è il vero male del 21-esimo secolo. Non riesco a non pensare a quanto possa essere distruttivo per il morale di un ragazzo e per la sua autostima provare la sensazione di non riuscire a trovare un ruolo in questa società. Quelli che 5

6 hanno la fortuna di terminare con successo un percorso di studio si ritrovano a cercare per mesi, a volte per anni, un lavoro che possa rappresentare il giusto coronamento dei loro sacrifici di studenti. Molti sono costretti ad andare all estero per trovare un lavoro consono al titolo conseguito. Quelli che invece lasciano gli studi per buona parte non provano neanche ad affacciarsi nel mondo del lavoro. Il sistema lavoro sembra dire loro: Inutile che ci provi Non ce n è per nessuno, figuriamoci per uno come te senza titolo né esperienza. Del resto non deve neanche essere facile sobbarcarsi il sacrificio del conseguimento di una laurea se nel frattempo vedi quelli che quella laurea già ce l hanno a loro volta disoccupati. E così, alla maggior parte di questi ragazzi, non rimane che restare in quel limbo costituito dalla casa dei loro genitori, ad elemosinare i 10 euro per uscire con gli amici, senza speranza che le cose possano un giorno cambiare in meglio. Penso che sia terribile anche per un genitore sapere che suo figlio dipende totalmente da lui. Non tanto per il fatto del peso 6

7 economico in sé, quanto per l atroce domanda che ognuno di questi inevitabilmente si pone: Cosa ne sarà di mio figlio quando io non ci sarò. Chi avrà cura di lui? Per questo motivo è un po che ti penso e per questo ho deciso di scrivere questo ebook e di diffonderlo gratuitamente: per aiutarti a divenire consapevole di cosa è necessario fare per tuo figlio al fine di renderlo capace di affrontare con successo la vita. Credo che la mia visione del problema ti possa aiutare perché ho la fortuna di aver accumulato un esperienza che mi permette di osservare il problema da tutte le angolazioni e quindi da poterti fornire degli ottimi consigli. Ho frequentato con buoni risultati il liceo scientifico. Anche ai miei tempi si studiava molto ma applicando alcune strategie sono riuscito ad ottenere ottimi risultati con il minimo sforzo. Ciò mi ha permesso di dedicare parte del tempo libero a studiare l elettronica che era la mia passione frequentando durante i cinque anni del liceo il corso di Riparatore radio stereo a transistor della Scuola Radio Elettra. Ma cosa più importante 7

8 sono riuscito a dedicare del tempo al godimento spensierato della mia giovinezza. La mia saggia gestione del liceo mi ha permesso di arrivare all università in qualche modo fresco e con tanta voglia di affrontare lo studio dell elettronica prima e della mia sopravvenuta seconda passione, l informatica. Un altra passione che coltivo da una vita sono le lingue straniere. Ne ho studiate tante e grazie a ciò oggi ne riesco a parlare abbastanza bene 7 (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, portoghese) e con altre mi cimento di tanto in tanto in funzione dei miei viaggi (arabo, olandese, greco, cinese, ) ma di queste altre non ho ancora grande dimestichezza. Ma cosa importa? Per me è una passione e quando vado in un paese straniero mi piace almeno riuscire a leggere (l arabo e il greco lo leggo, il cinese solo qualche ideogramma) ciò che trovo scritto in giro e scambiare almeno un po di convenevoli. Al quarto anno di ingegneria ebbi la fortuna di ottenere una cattedra annuale di elettronica presso l istituto tecnico industriale 8

9 della mia città. Lì ebbi modo di comprendere diverse cose interessanti: come cambia l insegnamento tra il liceo e l istituto tecnico; le diverse aspettative dei ragazzi rispetto alla scuola; le diverse aspettative che i genitori nutrono nei ragazzi; quelle dei docenti nei ragazzi. Le aspettative sono importanti perché quello che ci aspettiamo da noi stessi sommato a quello che gli altri si aspettano da noi contribuiscono a influenzare ciò che otteniamo. Ho insegnato un paio di anni in due istituti diversi per raggiungere alcune conclusioni importanti. Tranne pochi docenti che hanno la missione dell insegnamento, l obiettivo di molti altri miei colleghi era quello di completare il programma annuale di insegnamento. Per altri neanche quello. Per completare il programma molti insegnanti intendono spiegare tutte le lezioni e avere un numero minimo di compiti e di interrogazioni per studente in modo da riempire il registro di numeri. Se poi i ragazzi capiscono le lezioni e riescono a seguire il ritmo del docente non è un problema, l importante è completare il programma. 9

10 Capisci che con una visione del genere non possiamo pretendere che gli studenti escano preparati dalla scuola. Io credo che sia la scuola che si deve adattare agli studenti (di oggi) e non viceversa. Ti dico ciò non per entrare in polemica sull argomento ma solo per farti capire che non possiamo delegare la formazione dei nostri ragazzi completamente alla scuola e sperare che questa ce li prepari in modo eccellente ad affrontare il loro futuro. E necessario mantenere ben salda nelle nostre mani di genitori questa responsabilità e cercare il modo per ottenere ciò che vogliamo per loro. Sono i nostri figli. Nessuno può avere il loro destino più a cuore di noi. Un altra prospettiva interessante che ho sviluppato negli ultimi venti anni è quella ottenuta come consulente aziendale dedicando parte della mia attività alla gestione delle risorse umane: selezione, formazione, coaching, Questo mi ha permesso di vedere cosa succede ai ragazzi che escono dalle nostre scuole. Con quale di livello di preparazione di base e tecnica si approcciano al mondo del lavoro. Quali carenze si portano dietro e cosa devono fare le aziende per colmare queste lacune. 10

11 L ultima angolazione che completa la mia visione del problema a 360 gradi è quella di genitore. Ho un figlio di 13 anni che fa la terza media e che l anno prossimo andrà alle superiori. Da 13 anni quindi come te mi trovo nel bel mezzo di una sfida importante: essere un buon genitore dal punto di vista affettivo allo scopo di fornirgli una solida struttura emotiva e riuscire ad essere una buona guida, un buon maestro di vita, al fine di compensare quegli insegnamenti che la scuola e il resto della società non riesce a dargli. Tutte queste esperienze e la visione che ne scaturisce sono a tua disposizione in questo ebook affinché tu possa utilizzarle per aiutare tuo figlio a crescere e a formarsi nel modo più funzionale ad un introduzione nel mondo del lavoro e nella vita in generale quanto più facile possibile. Chiaramente in queste poche pagine non potevo pensare di inserire un corso completo capace di affrontare ogni singolo aspetto da curare nella formazione di tuo figlio. Ma è mio intento, qualora questo ebook gratuito avesse successo approfondire il 11

12 tema in un secondo ebook. A tal fine riterrò utilissimo ogni tuo feedback. Scrivi pure i tuoi commenti a: Se quindi condividi la mia mission, se l ebook ti piacerà e se vuoi contribuire al processo, condividilo pure con i tuoi amici usando i canali che preferisci. L ho reso gratuito proprio per diffonderlo il più possibile. Magari se un giorno saremo tanti a condividere questa mission riusciremo ad influire in modo costruttivo al processo di adeguamento della scuola e allo sviluppo di ulteriori strutture che potrebbero essere di aiuto per l inserimento efficace dei nostri figli nella società e nel mondo del lavoro. Buona lettura e buona crescita! Valter Romani 12

13 Capitolo 1 CHI PENSERA AI NOSTRI RAGAZZI? Forse anche tu come me ti starai chiedendo se stiamo crescendo nel modo giusto i nostri ragazzi; se ne stiamo facendo persone forti ed autonome, capaci di affrontare la vita e di cavarsela da soli; se saranno capaci di trovare un lavoro di loro gradimento e in caso contrario se saranno capaci di adattarsi a fare qualunque cosa pur di vivere onestamente. Molti di noi genitori pensano che la cosa più giusta da fare sia quella di focalizzarsi sul lavoro lasciando alla scuola il compito di forgiare dei ragazzi pronti ad affrontare la vita. Ma se osserviamo i risultati che il nostro sistema formativo genera, se guardiamo a tutti quei ragazzi in cerca di lavoro o nel caso peggiore rassegnati, allora non ci resta che pensare che la ricetta fornita dalla scuola attuale e dal sistema formativo in generale non funziona. 13

14 Non voglio stare qui a criticare il sistema scolastico o l educazione familiare, né voglio stare a criticare le scelte politiche che hanno portato a questo stato di cose. Questo non risolverebbe il problema dei miei figli: un problema urgente che non può aspettare modifiche migliorative calate dall alto. Per risolvere il nostro problema e quello dei nostri figli abbiamo bisogno di risposte e ne abbiamo bisogno subito. Tuttavia io ho imparato che se voglio delle risposte, delle giuste risposte, devo essere capace di pormi delle giuste domande. SEGRETO n. 1: Le giuste risposte vengono dalle giuste domande. Con quanto leggerai di seguito cercherò di fare un analisi dell importante problema che ci troviamo davanti, cercando delle risposte che possano tornarti utili, caro genitore, compagno delle mie stesse battaglie. 14

15 Prima domanda: A chi compete il compito di forgiare i nostri ragazzi in modo da renderli abbastanza intraprendenti e capaci di affrontare la vita con successo? Alla scuola? Allo stato? Alla società? O forse a noi genitori? Forse quelli come me che hanno smesso di sperare nella manna dal cielo o che magari non lo hanno mai fatto, sono concordi nel credere che se amiamo i nostri figli più di quanto riusciamo ad amare noi stessi, il compito spetta esclusivamente a noi. E la scuola? Cosa possiamo attenderci dalla scuola? Permettimi di esprimere il mio crudo pensiero a riguardo. Ci sono due tipi di scuole in cui tuo figlio rischia di capitare. La scuola inadeguata dal punto di vista motivazionale, formata da professori stanchi e demotivati, che hanno perso la passione per l insegnamento (se mai l hanno avuta), guidate da presidi burocrati e interessati solo a verificare che i programmi vengano svolti, senza curarsi se qualcuno tra gli studenti ne ha compreso e assimilato i contenuti. Poco importa in questo tipo di scuola se i ragazzi portano via con sé una preparazione tecnica sufficiente ad affrontare con successo 15

16 il mondo del lavoro. Poco importa se questi ragazzi sono pronti ad affrontare la vera prova finale, la grande sfida della vita: un inserimento veramente efficace nel mondo reale. Poco importa se quei ragazzi sono ragazzi di successo o se non lo saranno mai. In questo tipo di scuola si produce il minimo sindacale, ciò che è necessario per essere in regola con le direttive ministeriali. In poche parole NIENTE che possa tornare utile a sedare le mie e forse le tue preoccupazioni. Ci sono però scuole esemplari, di quelle che vediamo di tanto in tanto in TV. Scuole in cui vediamo gli studenti fare lezioni, aiutare i ragazzi che vanno peggio, partecipare e vincere concorsi importanti Purtroppo queste scuole sono rare e purtroppo anche queste, nonostante l encomiabile impegno profuso dagli addetti ai lavori sono inadeguate. Questo perché nonostante che siano avanti rispetto al sistema scolastico nazionale, sono ancora troppo indietro rispetto a quanto il mercato del lavoro richiede. Ma perché c è da essere preoccupati? Ti rispondo con qualche domanda. Ma tu 10 anni fa avresti mai immaginato una crisi come 16

17 quella che stiamo attraversando? Una crisi che molti economisti dicono essere la più nera da 100 anni a questa parte, peggiore di quella del 29, tanto che molti di costoro dicono che non ci riprenderemo o almeno che ci metteremo decenni a tornare al livello a cui eravamo. Avresti mai immaginato di vedere quello che sta succedendo oggi in Grecia? sentire economisti che dicono che anche il nostro paese rischia di trovarsi nella stessa situazione? Ma questo è il lato problematico del contesto attuale. Passiamo a vedere il rovescio della medaglia: quello delle opportunità. Avresti mai pensato 10 anni fa che oggi saremmo andati in giro con un telefono in tasca capace di navigare su internet, di chattare su un social, di fare da navigatore, e con la possibilità di installare migliaia di app per fare qualsiasi cosa? Forse se ti avessero detto una cosa del genere avresti pensato che si trattava di fantascienza. Ti ho fatto queste domande per potertene fare un altra più importante. Alla luce di quanto successo negli ultimi 10 anni riesci ad immaginare cosa sarà di questo mondo tra 5 o 10 anni? 17

18 Beh, in fondo i casi sono 3: - Le cose andranno come vanno ora. I nostri figli si troveranno ad avere (chi ce l avrà) un titolo di studio in molti casi inutile perché avranno studiato delle cose vecchie rispetto al mondo che si troveranno davanti agli occhi. Non avranno imparato ad essere creativi, intraprendenti, risolutivi davanti alle problematiche che dovranno affrontare. Non sapranno essere persuasivi, vendere se stessi, non sapranno come si lavora in un team o come si gestisce Ma soprattutto non saranno in grado di adeguarsi costantemente ad un sistema che richiede grandi capacità di adattamento e flessibilità. Tanti sono gli aspetti di fronte ai quali si troveranno impreparati come lo saranno nell affrontare il mondo del lavoro. In tal caso bisogna trovare il modo di rimediare, fornendo un supporto ai ragazzi che sia alternativo o quanto meno di sostegno alla scuola. - Le cose andranno peggio. Beh in tal caso dobbiamo impegnarci ancora di più nel preparare i nostri ragazzi. - Le cose andranno meglio. Anche in questo caso se investiamo tempo ed energie sui nostri ragazzi non sarà mai tempo ed energia sprecata. Se le condizioni dell economia 18

19 saranno migliorate varrà sempre la regola del mercato per cui chi più vale più ottiene. In ogni caso ci è ora ben chiaro che il sistema attuale non è in grado di aiutare i nostri ragazzi ad affrontare il loro futuro soprattutto perché questo è veramente difficile da prevedere. Sai perché il sistema formativo attuale non è adatto oggi ai nostri ragazzi? Perché è ancora basato come secoli fa sull apprendimento di informazioni, tante informazioni, per lo più di tipo nozionistico. Cento anni fa ciò aveva un senso perché le informazioni scarseggiavano, erano sui libri e nella mente degli insegnanti. Ma sia i libri che gli insegnanti erano pochi quindi era necessaria una scuola basata sulla diffusione della conoscenza. Chi possedeva più conoscenza era avvantaggiato nel reperimento del lavoro e in un contesto siffatto possedere un titolo di studio che certificasse il possesso di un determinato grado di conoscenza aveva la sua rilevanza. 19

20 Oggi invece possedere la conoscenza nozionistica ha ormai poco valore, si trova tutto disponibile in tempo reale su internet. Per di più i lavori tradizionali perdono sempre più importanza. Si fa quasi tutto tramite internet: puoi seguire corsi, organizzare un viaggio, fare la spesa, Sono sempre di più le attività che passano tramite il web. E cosa fa la scuola? Insegna forse ai ragazzi come si crea un sito, un blog o un canale youtube? Insegna forse come si può avviare un e-commerce? Insegna forse il copywriting o la comunicazione persuasiva? O forse come vendere corsi on-line? Si preferisce ancora investire decine di ore a settimana a studiare letteratura italiana, storia, geografia, filosofia, storia dell arte, tutte cose che si studiavano nel 1800 (provate a verificare se non è così) e che andrebbero concluse alle scuole medie inferiori. La cultura generale è importante ma non dà da mangiare. Nel momento in cui si accede alle scuole superiori la formazione deve diventare funzionale ad un inserimento efficace nel mondo del lavoro. Oggi i ragazzi, sia che escano dal liceo, sia che escano da scuole tecniche, sono totalmente impreparati in tal senso. 20

21 Aggiungo poi che l università non cambia le cose in meglio. Il mondo accademico specializza i ragazzi nelle materie relative al corso di laurea ma la preparazione rimane prevalentemente teorica. Ti posso portare il mio esempio di studente di ingegneria elettronica e informatica. In 5 anni di studio non ho mai preso in mano un transistor. Ho studiato solo teoria, un infinità di teoria. Questo rende sicuramente gli ingegneri italiani tra i più preparati dal punto di vista teorico ma è fondamentale anche la pratica. Se non fossi stato appassionato di elettronica sin da ragazzo e non avessi realizzato per mio conto un infinità di circuiti elettronici la mia preparazione sarebbe stata monca. E cosa dire dell informatica? Anche in questo campo ho fatto un sacco di esami ma se non fosse stato per qualche tesina e che ho svolto di mia iniziativa avrei imparato veramente poco di programmazione. Ti potrei aggiungere altri esempi relativi alle mie altre due lauree in scienze della comunicazione e in economia e gestione di impresa. Se oggi sono un esperto di comunicazione e di marketing 21

22 non lo devo certo a quello che mi ha dato l università, sicuramente interessante per la mia cultura, ma comunque inadeguato rispetto alle competenze che richiede il mercato. Se ancora oggi parte del mio studio lo dedico all università è perché continuo a dare grande importanza alla cultura e perché mi piace continuare a confrontarmi con il mondo accademico. Ma ribadisco il fatto che fuori dalla scuola ordinaria esiste il modo di imparare di più, meglio e più velocemente. Il primo problema sta nel fatto che è difficile orientarsi da sé nel mondo odierno della conoscenza caratterizzato da un infinità di informazioni, molteplici modalità di accesso e di fruizione, soprattutto senza una guida. La cosa positiva è che tanta informazione oggi su internet è gratis. Certo, la migliore informazione, quella che è in grado di formarti, spesso è a pagamento. Ma internet stesso ti permette di farti gratuitamente una cultura di base su qualunque argomento e con le cognizioni così acquisite ti mette poi in grado di confrontarti con ciò che il web ti offre a pagamento. 22

23 Voglio qui aprire una parentesi che magari ti tornerà utile. Sai che rapporto c è tra l informatica e la programmazione? Lo stesso che ci passa tra la scuola guida e guidare, tra la teoria e la pratica. Io potrei farti ottime lezioni di scuola guida in aula e non essere capace di guidare. Ti potrei insegnare le istruzioni del linguaggio Basic o Pascal (a scuola spesso si insegnano ancora questi linguaggi di programmazione) ma non essere poi in grado di sviluppare un software gestionale realmente funzionante. Il problema è che oggi il mondo del lavoro non ha bisogno di informatici, ha bisogno di programmatori, di tantissimi programmatori, preparati sulla programmazione dei dispositivi moderni. Non tanto più quindi su PC ma su web e ancor di più su smartphone. Se oggi prendessimo tutti gli insegnanti di informatica d Italia, compresi quelli universitari, sai quanti sono in grado di programmare uno smartphone? Probabilmente neanche uno su mille. Come si può pensare allora che un ragazzo che esca da un istituto tecnico per programmatori o dalla facoltà di informatica o di ingegneria possa essere adatto ad entrare nel mondo del lavoro in quel settore? 23

24 Oggi in Italia forse solo poche centinaia di programmatori sono in grado di creare un app professionale per smartphone. E gente che ha imparato da sé o in aziende che hanno investito in formazione su di loro. Ma le aziende che fanno ciò sono sempre meno. Ti dico ciò perché mi occupo di consulenza aziendale da vent anni, soprattutto nell ambito della gestione delle risorse umane. Mi è capitato quindi di selezionare una miriade di ragazzi e la maggior parte di questi non erano neanche in grado di sostenere un buon colloquio di assunzione. E una di quelle cose che non si insegnano a scuola: come presentarsi, come comunicare, come recepire segnali di gradimento o di mancato gradimento del selezionatore, ecc Ma la cosa più importante che negli ultimi dieci anni ho riscontrato è che le aziende, costrette ad inseguire un mercato in evoluzione sempre più veloce non possono aspettare che un ragazzo cresca e impari dentro l azienda. Inoltre, visto quanto è rigido il sistema del lavoro in Italia, oggi prima di assumere un azienda ne deve avere veramente bisogno, quindi magari lo fa a seguito di una commessa e quindi in condizioni di urgenza. In 24

25 questi casi quindi cercano risorse umane immediatamente disponibili e subito capaci di integrarsi efficacemente nel contesto lavorativo e di svolgere bene il lavoro loro richiesto. In poche parole le aziende cercano persone con esperienza. Poco gliene frega del titolo. Esse cercano produttività. A ciò bisogna poi aggiungere che hanno sempre meno soldi da investire in formazione. E allora torniamo alla nostra prima domanda: Se non ci pensa la scuola a formare i nostri ragazzi e se le aziende non ci vogliono più investire, chi ci deve pensare? Prima risposta. Io sono convinto che il sistema educativo debba tornare ad avere il suo centro nella famiglia. Dividerei la vita del ragazzo in tre fasi: - Fino ai anni, praticamente fino alla fine delle scuole medie responsabili della formazione del ragazzo, devono essere la famiglia in primo luogo e la scuola in secondo. In questa fase la formazione deve essere basata su due aspetti fondamentali: la cultura generale e la formazione caratteriale e valoriale. 25

26 - Tra i 13 e i 18 anni, durante le scuole superiori, la famiglia deve riuscire a fornire al ragazzo tutti quegli strumenti conoscitivi a riguardo del funzionamento della società e delle relazioni con essa, del mondo del lavoro e del confronto con i vari contesti operativi con cui questo si può manifestare. Non si deve sperare che sia la scuola a fare tutto ciò perché non è strutturata per farlo. Ove un giorno la scuola cominciasse finalmente a muoversi in tal senso la famiglia dovrebbe comunque tenere per sé questa responsabilità. C è da aggiungere che per un genitore il ragazzo è figlio, per la scuola il ragazzo è parte del sistema. Non può avere a cuore il suo destino nella stessa misura di un genitore che lo ha messo al mondo. Tuttavia è importante che in questa fase il ragazzo cominci a muoversi autonomamente man mano che si avvicina alla maggiore età. - Dopo i 18 anni e per tutto il resto della vita il ragazzo dovrà imparare a muoversi definitivamente in modo autonomo. Per questo dovrà aver già sviluppato nella fase precedente sufficiente creatività e spirito di iniziativa e di adattamento. 26

27 SEGRETO n. 2: Un ragazzo di successo è autonomo e indipendente. Ha un buon livello di ambizione, ha spirito di iniziativa e non teme il confronto con le altre persone. SEGRETO n. 3: I genitori di un ragazzo di successo sanno quando è ora di affiancarlo e sostenerlo affinché cresca autonomo e indipendente, lo aiuta a coltivare l ambizione e lo spirito di iniziativa e a confrontarsi con la società. Per riassumere e chiudere il capitolo è importante comprendere che occorre riportare in famiglia la responsabilità della formazione e dell educazione dei ragazzi. Lasciare questa responsabilità alla scuola o ad altre istituzioni vorrebbe dire incrociare le dita. 27

28 RIEPILOGO DEL CAPITOLO 1 SEGRETO n. 1: Le giuste risposte vengono dalle giuste domande. SEGRETO n. 2: Un ragazzo di successo è autonomo e indipendente. Ha un buon livello di ambizione, ha spirito di iniziativa e non teme il confronto con le altre persone. SEGRETO n. 3: I genitori di un ragazzo di successo sanno quando è ora di affiancarlo e sostenerlo affinché cresca autonomo e indipendente, lo aiuta a coltivare l ambizione e lo spirito di iniziativa e a confrontarsi con la società. 28

29 Capitolo 2 PRIMA DI TUTTO CHI SEI? A mio avviso i genitori e la scuola oggi si dovrebbero preoccupare meno di cosa far studiare ai loro ragazzi. Dovrebbero puntare prima di tutto a fornire loro un forte senso di identità, cioè fare in modo che i loro figli abbiano un alto livello di autostima e che si sentano stimati e apprezzati nei contesti in cui vivono. Sarebbe poi importante che essi si sentissero consapevoli delle loro capacità e potenzialità, che sapessero quali sfide possono affrontare autonomamente e per quali hanno invece bisogno di sostegno. Dovrebbero saper sviluppare la leadership ma contemporaneamente e il senso di appartenenza. Affinché si sviluppi una forte identità sarebbe poi fondamentale per un ragazzo conoscere quelli che sono i propri valori di riferimento, i principi, sapersi dare una mission nella vita, avere 29

30 una vision di ciò che si vorrebbe vedere realizzato. Questo perché quanto più egli assurgerà a ruoli importanti, tanto più gli verrà richiesto di prendere delle decisioni difficili. Scegliere e decidere riesce agevole solo alle persone che hanno un saldo riferimento valoriale e che sanno cosa vogliono dalla vita. Per gli altri, per la massa, decidere è l aspetto più difficile da affrontare. Per questo sono sempre in pochi a guidare e in tanti a seguire. SEGRETO n.4: Guidare richiede l abilità di decidere, seguire no. Ma affrontiamo un aspetto alla volta. Sono certo che questo capitolo sarà ben utile a te prima che a tuo figlio. La stima e l autostima Maslow nel 1954 con il suo modello a piramide ci ha spiegato che l individuo decide perseguendo la soddisfazione di vari tipi di bisogni. Secondo questa piramide l uomo tenta di soddisfare i suoi bisogni seguendo una gerarchia che vede al primo livello i bisogni fisiologici (cibo, tetto, sonno, sesso). 30

31 Al secondo livello troviamo i bisogni di sicurezza fisica. Al terzo ci sono i bisogni relazionali, di sicurezza emotiva: appartenenza, amore, amicizia; al quarto quelli legati alla stima, e all autostima; al quinto quelli di autorealizzazione ovvero di successo. Da questo modello vediamo che per un individuo il bisogno di stima e di autostima insieme al sentirsi realizzati si collocano ai livelli più alti. Il modello di Maslow ci vuole dire che di certo se un individuo ha fame non penserà al successo, ma una volta che nella sua vita è riuscito a sistemare le cose basilari come il 31

32 sostentamento, una casa in cui sentirsi protetto, degli affetti che non lo facciano sentire solo, a quel punto SEGRETO n. 5: la qualità emotiva della sua vita dipende dal suo livello di autostima, dalla stima degli altri nei suoi confronti e da quanto si sente realizzato. E allora parliamo delle dinamiche sociali in cui un ragazzo è coinvolto. Quindi la seconda domanda a cui è importante rispondere è: Per un ragazzo è più importante godere di un buon livello di stima da parte degli altri o avere un buon livello di autostima? In altre parole è più importante che gli altri pensino bene di lui o che lui stesso abbia una buona immagine di sé? La risposta è: Dipende. La PNL (programmazione neurolinguistica), disciplina che studia il comportamento allo scopo di comprendere le strategie delle persone vincenti, afferma che ogni persona ha tante caratteristiche diverse che contraddistinguono la sua personalità e queste prendono il nome di modalità, 32

33 sottomodalità, metaprogrammi, ecc Esiste un metaprogramma che prende il nome di referenza esterna/interna che indica quanto una persona tenga più in considerazione il giudizio degli altri o il giudizio proprio. Una persona caratterizzata da referenza interna tiene in considerazione principalmente il suo giudizio sulle cose e meno quello degli altri, la qual cosa è positiva se egli è una persona tendenzialmente ottimista altrimenti rischia di divenire distruttivamente ipercritico verso se stesso. Se invece è la referenza esterna ad avere la meglio allora il soggetto tenderà ad essere molto influenzato dai consigli e dai giudizi degli altri. Anche qui la cosa è positiva se l individuo vive in contesto potenziante, circondato da persone positive che vedono in lui i lati migliori della sua personalità. In caso contrario potrebbe ritrovarsi eccessivamente limitato nelle sue scelte. E molto utile conoscere le mille sfumature della personalità e specialmente di un figlio. Si possono capire tante cose della sua 33

34 comunicazione e di conseguenza riuscire ad essere di maggiore sostegno alla sua crescita. In che modo si può contribuire a consolidare l autostima di un ragazzo? Essa dipende da due fattori: - il primo riguarda i risultati che ottiene nell affrontare gli eventi emotivamente importanti come ad esempio le sfide vinte o perse, gli scambi relazionali con le persone a cui tiene maggiormente, ecc - il secondo fattore riguarda il modo in cui il soggetto interpreta cioè rappresenta interiormente gli eventi che vive. Un genitore che vuole avere cura della crescita emotiva di suo figlio agisce quindi su entrambi i livelli: - lo aiuta a migliorare le sue prestazioni fornendogli gli strumenti per rendere al meglio nelle sfide, per rapportarsi meglio con i suoi pari, con lealtà, onestà, rispetto, a comportarsi in modo non aggressivo, ecc - lo aiuta a contestualizzare nel migliore dei modi l accaduto, mostrandogli il lato positivo delle cose, convincendolo che 34

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