NUOVE SEDI IN AFRICA

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1 Numero 8 Intervita e l Istituto Italiano della Donazione: più garanzie per donatori e beneficiari NUOVE SEDI IN AFRICA Rafforziamo l impegno a favore dei bambini

2 Numero 8 Scrivo questo editoriale in chiusura d anno, inevitabile momento di riflessione, e mi trovo a constatare come il 2010, nonostante sia stato storicamente tra i momenti più difficili per il terzo settore, per Intervita abbia rappresentato un anno di grandi soddisfazioni. Non vi nascondo che è sempre più arduo programmare il nostro lavoro in un clima di precarietà e di incertezza che penalizza non solo la nostra associazione, ma tutto il settore del volontariato. Oltre alla costante riduzione dei finanziamenti destinati alla cooperazione internazionale, nel 2010, abbiamo assistito all eliminazione di agevolazioni ormai acquisite, come quella relativa alle tariffe postali, e abbiamo dovuto affrontare, nuovamente, la battaglia per il 5 per mille, una forma di sostegno alle onlus che ancora, a 5 anni dalla sua introduzione in via sperimentale, non è stata tramutata in legge ma, ogni anno, viene rimessa in discussione e progressivamente erosa. Voglio ricordare le difficoltà che abbiamo affrontato e che ci aspettano, per sottolineare come quello che siamo riusciti ad ottenere lo dobbiamo a voi sostenitori, per dirvi quanto sia indispensabile il vostro aiuto, per la realizzazione dei progetti nel Sud del mondo, ma anche per battaglie importanti qui in Italia, come quella in difesa dell acqua pubblica che ha visto la partecipazione di tutti voi. Il 2010 è stato felicemente scandito dalle aperture delle sedi di Intervita all estero, dall avvio del sostegno a distanza in cinque nuovi Paesi e dall inaugurazione di altri quattro progetti, due in collaborazione con importanti Organizzazioni Non Governative italiane. E infine, a dicembre, non potevamo desiderare chiusura migliore di quella che abbiamo avuto: è arrivata la soddisfazione dell ingresso di Intervita nell Istituto Italiano della Donazione come socio aderente, un riconoscimento che attesta la correttezza, la trasparenza e l efficacia della nostra gestione delle risorse. Per questi risultati devo e voglio ringraziare ciascuno di voi sostenitori che, nonostante la difficile situazione economica del nostro paese, siete capaci di rivolgere uno sguardo generoso al futuro e vi impegnate ogni giorno ad investire in progetti di sviluppo e a sostenere bambini nelle zone più povere del pianeta. È solo grazie alla vostra fiducia che abbiamo potuto raccogliere questi bellissimi frutti del 2010 e mi auguro che anche il 2011 sia sostenuto da tutti voi. Marco Chiesara Presidente Intervita Onlus Primo Piano 3 In apertura le nuove sedi in Africa 8 Più garanzie per i donatori e i beneficiari 9 Emergenze umanitarie: la risposta di Intervita LINEA DIRETTA 10 Sostegno a distanza: il lavoro dietro una fotografia NOTIZIE DA INTERVITA EDUCAZIONE per la cittadinanza mondiale 20 Progetti in Italia con le scuole e i cittadini EVENTI 22 Intervita e Food&Life mettono il riso... in banca 23 Intervita a Kuminda: festival del diritto al cibo 23 Al cinema per i diritti delle donne 12 5x1000: un aiuto prezioso 13 Dentro Intervita: il dipartimento gestione 15 Portiamo i Diritti alla meta con la Federazione Italiana Rugby DAL SUD DEL MONDO 17 I nuovi progetti di cooperazione: India, Cambogia, Brasile Intervita Info n 8 - Editore: Intervita Onlus - via Serio Direttore Responsabile: Daniela Bernacchi - Redazione: Intervita Onlus Studio Grafico: Tiziana Cordisco s.r.l. - via Vivaldi 3/B - Cavenago di B.za - Stampa: Euro Intermail Srl - via E. Fermi Ponte San Pietro (BG) Registrazione presso il Tribunale di Milano n 717 del 10/11/99

3 In apertura le nuove sedi in AFRICA Daniela Bernacchi Direttore generale Dopo l apertura della sede di Intervita in Kenya nel mese di maggio e quella in Cambogia a settembre, il 2010 si è concluso con l arrivo di due rappresentanti in Tanzania e in Benin, che avranno il compito di aprire gli uffici di Intervita nei due Paesi. L insediamento di sedi locali risponde a una precisa scelta di radicamento sul territorio in cui interveniamo. Ci permette di avere una conoscenza approfondita delle problematiche del Paese e di selezionare le risorse umane e gli interventi più adeguati ad affrontarli. I rappresentanti sono quindi delle figure chiave, diventano il tramite diretto tra l Associazione in Italia e il Paese in cui operiamo, riducono al minimo i filtri inevitabili che si creano con una comunicazione a distanza e le barriere culturali che esistono, in ultima analisi, anche nel rapporto con le associazioni partner. Sono i nostri ambasciatori e interpreti, antenne che riescono a rilevare, in tempo reale, bisogni, criticità e cambiamenti per trasmetterci analisi e valutazioni elaborate sulla base di una lingua comune, di criteri condivisi. Grazie al loro aiuto potremo lavorare sempre meglio sia dal punto di vista gestionale che strategico e sono felice di avere l opportunità di farli conoscere a tutti voi sostenitori in questo spazio della nostra rivista. 3

4 IN Tanzania Incontro con Mario Di Pasquantonio L abbiamo conosciuto come volontario. Ci ha aiutato negli uffici di Milano ed è stato un instancabile attivista durante tutto il periodo di raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione dell acqua. Sempre a titolo gratuito ha messo a disposizione la sua lunga esperienza di manager, maturata all interno di multinazionali dove ha coordinato le attività amministrative e strategiche di diversi Paesi, e ha lavorato per tre mesi per Intervita in Cambogia. È stato un incontro felice e fortunato quello con Mario, ci siamo sentiti subito in sintonia con lui per la condivisione di principi e ideali e abbiamo capito presto che la sua solidità professionale, unita alla conoscenza delle problematiche dei Paesi del Sud del mondo, sarebbero state competenze preziose per l apertura della nuova sede di Intervita in Tanzania. Come è maturata la tua decisione di abbandonare il mondo del profit per dedicarti ad un esperienza completamente nuova come quella di fare il cooperante in Africa? Pur lavorando in azienda, per anni mi sono affiancato alle campagne socialmente rilevanti. La difesa della Costituzione, il diritto all acqua, la tutela dei beni pubblici contro le speculazioni. E ho conosciuto i Paesi del Sud del mondo, assorbendone le culture e i contesti. Mi interessano lo sviluppo e il riequilibrio sociale. È cambiato qualcosa nel tuo approccio al lavoro, ad esempio nel tuo modo di gestire una trattativa, ora che lo fai per un ONG? Nella pura gestione ONG e profit possono usare approcci comuni. Le professionalità valide sono universali. Una delle prime attività che hai svolto, arrivato in Tanzania nel mese di novembre, è stato il monitoraggio dei progetti in corso. Quali sono state le tue prime impressioni sul lavoro svolto sino ad ora? A sud, nel distretto di Ludewa della regione di Njombe, il progetto per il completamento della centrale idroelettrica è riuscito. L impianto non ha impatto ambientale e porta l elettricità alle famiglie e agli edifici pubblici, scuole incluse. Il suo governo è affidato ad una ONG espressione della comunità locale. Il fatto è innovativo e prestigioso, ma comporta un lungo periodo di affiancamento perché l ONG diventi capace nella direzione tecnica e amministrativa. Per quanto riguarda le attività legate all istruzione dei bam- 4

5 bini, la ristrutturazione delle scuole procede più velocemente rispetto al lavoro di miglioramento della qualità dell insegnamento. Ci troviamo di fronte a un sistema educativo strutturalmente arretrato e sul quale dobbiamo concentrare grandi sforzi. A nord, nel distretto di Meru della regione di Arusha, il progetto di sicurezza alimentare, energia solare ed ottimizzazione delle risorse idriche è organizzato in maniera molto razionale. Ha il suo epicentro nelle scuole sostenute da Intervita. Quali pensi siano le principali cause della situazione di povertà in cui si trova la Tanzania? Quali risorse il Paese e la popolazione possono mettere in campo per uscirne? L ottanta per cento della popolazione vive di sussistenza. La Tanzania può sfamare se stessa, ma ha limiti culturali: l agricoltore vede il futuro a ventiquattro ore e non si cura di accorgimenti elementari come la rotazione delle culture sui terreni, la loro diversificazione, la tutela del territorio. In campo industriale mancano le conoscenze tecniche, la ricerca, un tessuto produttivo consistente, la logistica. Quindi, la Tanzania è in mano agli stranieri: gli indiani e gli arabi controllano il commercio, i cinesi le infrastrutture, le risorse e molte aziende. Gli occidentali sfruttano il turismo. Nei posti chiave delle ditte straniere non vi sono tanzaniani, relegati a lavori di basso profilo. La scuola è carente sia per quanto riguarda le infrastrutture sia per la qualità dell insegnamento. Il tasso d istruzione universitaria è basso, quasi inesistente negli indirizzi tecnico-scientifici. I servizi non funzionano per mancanza di una pianificazione statale. Le cause principali? L elevata corruzione della classe dirigente tanzaniana e la scarsa consapevolezza della popolazione. La chiave di volta può essere la presa di coscienza dei giovani, con un educazione scolastica adeguata, seguita da politiche di sviluppo economico moderne ed eque. 5

6 IN Benin Incontro con Alessandro Lorato Alessandro Lorato ha trascorso ben 15 anni della sua vita in Africa, dove ha sempre lavorato in progetti di cooperazione allo sviluppo per diverse Organizzazioni Non Governative, società di consulenza e per le Nazioni Unite. La sua permanenza più lunga è stata proprio in Benin, Paese dove ora si sta occupando di aprire la sede di Intervita. Ha coordinato progetti incentrati sullo sviluppo rurale, sul potenziamento dei servizi scolastici, sull assistenza alimentare e sanitaria, sulla promozione dei diritti umani, lavorando in condizioni di pace ma anche di emergenza, provocata da situazioni di conflitto. Per questa sua lunga esperienza, in settori tutti strategici per i progetti di sviluppo integrato di Intervita, abbiamo visto in lui la persona più qualificata a rappresentarci e a coordinare le attività in Benin. Cosa ti ha spinto a dedicare la tua vita alla cooperazione internazionale? Sin da ragazzino e poi durante il periodo universitario, l Africa, con la sua cultura e i suoi problemi, ha occupato un posto rilevante nei miei studi e nelle mie ricerche. Per la preparazione della tesi in scienze politiche mi sono recato in Mauritania, questo immenso paese, per tre quarti desertico, ed è stata una folgorazione. Di fronte a tanta povertà, ho capito che non mi sarei più accontentato di qualche saltuario viaggio di ricerca o di vacanza, ma che volevo impegnarmi più direttamente e dare il mio modesto contributo per combattere tutti questi mali che affliggono l Africa da sempre. E così, dopo un anno sono partito per la Costa d Avorio per un progetto finanziato dalla Cooperazione Italiana. Da allora, l Africa non mi ha più lasciato... Raccontaci del Benin. I 9 anni che hai vissuto qui cosa ti hanno insegnato di questo Paese? Quello che mi ha più colpito in tutti questi anni è la vitalità di questo popolo, la forza e direi quasi la spensieratezza che ha nell affrontare le mille difficoltà di tutti i giorni, il non volersi mai disperare per il futuro incerto, sempre con un sorriso disarmante. In questo senso, pur con il facile rischio di generalizzare, ogni volta che torno in Italia mi sembra di vedere persone atrofizzate da troppa ricchezza e troppo 6

7 benessere, senza più nessuna percezione delle cose importanti della vita. Credo che viaggiare in queste zone così povere del mondo sia un esperienza che tutti dovrebbero fare, per relativizzare le difficoltà della vita e goderne appieno i veri valori. Quali pensi siano le principali cause della situazione di povertà in cui si trova il Benin? Quali risorse il Paese e la popolazione possono mettere in campo per uscirne? Credo che le principali cause della povertà in Benin, come nella gran parte degli altri Paesi africani, vadano ricercate nella mancanza o nell insufficienza e nella cattiva gestione delle risorse, che possono essere economiche, ambientali, infrastrutturali e umane. Per fare qualche esempio, l accesso alle terre, in un Paese dove l agricoltura rappresenta il 60% del PIL della popolazione, è sempre più difficile, gli appezzamenti sono minuscoli e vengono ulteriormente ridotti a causa delle eredità con il passare delle generazioni. Il risparmio e il credito, che dovrebbero permettere ai poveri di acquistare attrezzi agricoli, investire in una piccola impresa, far fronte alle difficoltà quotidiane della vita, sono quasi inesistenti e obbligano la popolazione a far ricorso all usura. Anche il fattore umano incide nell estrema povertà del Paese. Il tasso di analfabetismo è molto elevato, la qualità dell insegnamento è bassa, mancano scuole e infrastrutture, l accesso alle cure mediche è a dir poco insufficiente. Ma credo che un grosso problema sia costituito anche dalla mentalità della popolazione, che favorisce e nutre la povertà. Per esempio, la contestazione delle persone più anziane e la curiosità sono atteggiamenti scoraggiati tra i bambini perché ritenuti offensivi. In questo modo, le nuove generazioni non sviluppano un senso critico, innovatore e imprenditoriale. Tabù e divieti molto forti, derivati da credenze popolari, permeano la società e costituiscono spesso un freno alle novità, anche quando potrebbero portare sviluppo. Un altra rigidità della società riguarda il ruolo della donna, che resta circoscritto a quello di sposa e di madre, con una debole partecipazione all attività economica e un infimo accesso all educazione e alle terre da coltivare. Credo, prima di tutto, che solo un cambiamento di mentalità, che però deve essere autoctono e non indotto dall occidente, possa far uscire il Benin dalla spirale della povertà. Sarà un processo lento e lungo, ma mi sembra che le cose stiano a poco a poco cambiando, che la gente inizi a rendersi conto che attualizzare vecchie credenze può solo portare dei benefici nella lotta contro la povertà. In Benin è attivo da due anni il progetto con FRA - Fondation Regard d Amour. Quali sviluppi potrà portare la presenza di una sede di Intervita? La presenza di Intervita nel Paese dove vengono svolte le attività del partner, in questo caso FRA, è fondamentale. In questo modo, si possono visitare con più assiduità le scuole, i bambini e le famiglie dove FRA interviene, fare delle valutazioni, discutere con il personale dei problemi che incontrano quotidianamente, cercare insieme delle soluzioni. Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto sino ad oggi, ora con la nostra presenza sarà anche più facile elaborare insieme le strategie future, in vista della fine del progetto nel luglio 2011 e del finanziamento di una nuova fase per il triennio successivo. 7

8 Più garanzie per i donatori e per i beneficiari Dal dicembre 2010 Intervita è diventata Socio Aderente dell Istituto Italiano della Donazione. L Istituto è un ente privato nato con l obiettivo di diffondere tra le organizzazioni non profit comportamenti di eccellenza etica. Abbiamo deciso di rivolgerci ad esso (non è obbligatorio) per dare ulteriori garanzie a voi donatori sulla buona gestione delle vostre donazioni. L Istituto Italiano della Donazione, dopo una serie di verifiche svolte da professionisti delle certificazioni di qualità, sociale e ambientale, ha attestato la trasparenza e la correttezza nella raccolta e gestione dei fondi da parte di Intervita. Abbiamo quindi sottoscritto la Carta della Donazione, il primo codice italiano di autoregolamentazione per la raccolta e l utilizzo dei fondi nel non profit, che prevede l impegno a garantire ai donatori e ai destinatari degli interventi una serie di diritti, oltre all assunzione di responsabilità comportamentali di eccellenza etica ed organizzativa. In questo modo abbiamo incominciato un percorso, (le verifiche da parte dell Istituto vengono svolte ogni anno) che insieme ad altri strumenti di controllo già adottati e obbligatori, vuole darvi elementi oggettivi per valutare la correttezza del nostro lavoro. L istituto italiano della donazione (IID) L Istituto Italiano della Donazione (IID) è un associazione senza scopo di lucro fondata nel 2004 da enti rappresentativi del settore non profit italiano - Fondazione Sodalitas e Forum Nazionale del Terzo Settore - che basa la propria attività sulla Carta della Donazione. Pubblicata nel 1999, la Carta è il primo codice italiano di autoregolamentazione per la raccolta e l utilizzo dei fondi nel non profit e sancisce un insieme di regole di comportamento mirate a favorire la corretta, trasparente ed efficace gestione delle risorse utilizzate dall Organizzazione Non Profit per conseguire i suoi scopi di solidarietà e promozione socioculturale. L IID opera al fine di rassicurare i donatori circa l applicazione di regole corrette di raccolta fondi da parte delle Organizzazioni Non Profit (ONP) e migliorare l eccellenza organizzativa del Terzo Settore, verificando che i fondi raccolti siano gestiti con competenza, serietà e trasparenza. Alle ONP che ne fanno volontaria richiesta l Istituto rilascia, a seguito di semplici ma rigorose analisi periodicamente ripetute, il marchio Donare con Fiducia a garanzia della bontà dei comportamenti delle stesse verso i loro pubblici di riferimento. Al termine del processo di verifica, le Organizzazioni Non Profit che entrano a far parte dell Istituto Italiano della Donazione sottoscrivono la Carta della Donazione, rispettando nella loro azione quotidiana gli standard di gestione più elevati ed adottando prassi operative che garantiscono al massimo una credibilità verificata e oggettiva. 8

9 EMERGENZE UMANITARIE: LA RISPOSTA DI INTERVITA Nel 2011 si strutturerà in Intervita un area specializzata nella gestione delle emergenze. Vogliamo essere in grado di intervenire in modo sempre più efficace in quei contesti che ostacolano lo sviluppo dei Paesi dove operiamo. Esiste un legame profondo tra emergenze umanitarie e povertà. Noi di Intervita lo sappiamo bene perché i territori nei quali realizziamo progetti di sviluppo a lungo termine diventano spesso teatro di situazioni di crisi. I sostenitori che ci seguono da qualche anno ricorderanno gli appelli lanciati per alcuni disastri naturali che hanno colpito i nostri Paesi: il ciclone Nargis in Myanmar nel 2008, l uragano Stan in Salvador nel 2005 e lo tsunami che ha devastato le coste dell India. Un emergenza è tale perché la società nella quale si verifica un evento negativo di grande impatto non è in grado di far fronte agli effetti destabilizzanti prodotti da quell evento. E i Paesi più poveri sono proprio quelli maggiormente vulnerabili perché non hanno a disposizione adeguate strutture - sanitarie, di assistenza, di protezione civile, sociale e anche ambientale - per soccorrere gli abitanti in situazioni di pericolo eccezionale. Il caso di Haiti è emblematico: la povertà estrema e la carenza delle strutture di assistenza che affliggevano la popolazione ben prima del terremoto, hanno avuto un peso determinante nell aggravare gli effetti di quel tragico evento. L aiuto d emergenza è, per definizione, a breve termine. Al momento della sospensione dell aiuto umanitario, le popolazioni assistite devono essere nuovamente in grado di gestire la situazione, oppure deve essere pronta a intervenire un altra forma di aiuto allo sviluppo a più lungo termine. Il legame fra emergenza, riabilitazione e sviluppo dovrebbe essere sempre preso in considerazione. Spesso però questo collegamento risulta difficile perché chi si occupa di emergenza non si occupa di sviluppo a lungo termine e fa fatica a trovare una ONG che lo sostituisca nelle fasi successive. Intervita ha invece la possibilità di prendersi cura di tutto il processo di aiuto, dalla fase di emergenza a quella di sviluppo. Gestire le emergenze, inoltre, è importante per entrare più a fondo in una comunità, approfondirne la conoscenza e strutturare in modo più coerente gli interventi a lungo termine. Al di là dei riflettori che periodicamente si posano sulle catastrofi naturali che si succedono con una frequenza sempre più preoccupante, molte emergenze umanitarie si consumano troppo spesso in silenzio. Non solo i disastri naturali, ma anche epidemie, esodi di popolazioni in fuga dai conflitti, carestie, violazioni dei diritti umani, sono situazioni estreme che mettono in pericolo le vite di interi gruppi di persone e che richiedono interventi straordinari per assicurare la loro sopravvivenza. In Kenya, ad esempio, l OCHA l ufficio delle Nazioni Unite che coordina gli aiuti internazionali per le emergenze segnala le crisi aperte: quella alimentare, provocata dai cambiamenti climatici, e l emergenza umanitaria dei rifugiati in fuga dalla Somalia e dal Sudan, accolti nei campi profughi ai confini del Paese. La comunità internazionale, nel 2010, è riuscita a coprire solo il 65% del fabbisogno economico necessario per le emergenze in Kenya. Per dare risposta a situazioni così complesse sono indispensabili professionalità specifiche. Ci attende un lavoro importante: in Italia, con la creazione di un area dedicata all interno dell associazione e il reperimento delle risorse necessarie, e nei paesi in cui operiamo, creando un coordinamento con interlocutori preparati nel settore. Non sarà un percorso facile ma siamo convinti che sia necessario per migliorare la qualità dei nostri interventi. 9

10 Sostegno a distanza Il lavoro dietro una fotografia Incontro con Davide Posca l apertura delle nuove sedi, è stato necessario uniformare le procedure di lavoro in tutti i Paesi. Ci siamo messi attorno a un tavolo con i rappresentanti e le organizzazioni partner per confrontarci, far emergere i punti critici e le buone pratiche in modo da arrivare a stendere un vero e proprio manuale per il sostegno a distanza che deve essere condiviso e applicato da tutti. Una fotografia, il nome di un bimbo, brevi informazioni sulla sua famiglia, la classe che frequenta, e poi i disegni che arrivano nel corso dell anno, l aggiornamento della foto al quarto anno di scuola: il sostegno a distanza può sembrare una sequenza di semplici informazioni, forse addirittura scontate, per chi sceglie di aiutare un bambino. Cosa ci vuole a scattare una foto ai bambini, direte voi? In realtà perché questa generosa forma di solidarietà funzioni, c è una complessa attività preparatoria che deve essere eseguita con precisione, in base a regole ben definite. Coordinate dalla sede di Milano, le sedi locali di Intervita e le organizzazioni partner all estero, devono svolgere un paziente lavoro di raccolta di informazioni sul campo, scuola per scuola, villaggio dopo villaggio, organizzare incontri con le autorità locali, con gli insegnanti e i genitori. A questo si aggiunge una meticolosa attività d ufficio per la conservazione, la gestione e la trasmissione in Italia dei dati dei bambini. Nel 2010, con l aumentare del numero delle organizzazioni con le quali collaboriamo e con Quando aumenta il numero degli interlocutori, va da sé, diventa importante parlare una lingua comune. Abbiamo quindi deciso di ideare e introdurre anche un programma gestionale che consenta di conservare ed elaborare i dati in base agli stessi criteri in Nepal come in Brasile. In questo modo - per fare alcuni esempi - le informazioni sui bambini vengono aggiornate riducendo al minimo gli errori, diventano accessibili negli uffici di Milano in tempo reale per una comunicazione più tempestiva, la raccolta dei disegni nei vari Paesi può essere coordinata al meglio per organizzare un unica spedizione ai sostenitori in Italia. È stato un lavoro complesso, ma importante per ottimizzare l utilizzo delle risorse e migliorare la qualità del sostegno a distanza. A Davide Posca, arrivato in Intervita a fine 2009 da una lunga esperienza come tecnico informatico e logista nel profit, è stato affidato il compito di introdurre i nuovi strumenti di lavoro all estero e di coordinare le attività relative al sostegno a distanza. Nel corso del 2010 si è recato nella maggior parte dei Paesi dove 10

11 operiamo per formare gli operatori locali. In un solo anno hai collaborato con tante persone di Paesi molto distanti dal nostro, per mezzi, cultura, istruzione. Quali difficoltà hai incontrato? Quando ci si occupa di formazione, una grossa differenza culturale di base tra insegnanti e alunni può creare incomprensioni, soprattutto all inizio. Vi racconto un episodio semplice e quasi buffo, ma molto indicativo. In India le persone per esprimere consenso, per dire che stanno seguendo il discorso, scuotono la testa proprio come usiamo fare noi per rifiutare! All inizio ero sconcertato e non avevo la reale percezione di quello che riuscivo a trasmettere ai colleghi, ma dopo un primo momento di ambientamento, tutto è diventato più fluido e ho scoperto che c è tanto da imparare anche andando lì per insegnare. Poi, ovviamente, ci sono le difficoltà oggettive che si riscontrano in Paesi che non hanno il nostro stesso livello di sviluppo tecnologico, come la mancanza di corrente anche per 16 ore consecutive! O ancora avvenimenti imprevedibili che possono rallentare le attività, come le manifestazioni che ci hanno tenuti bloccati in Nepal per 7 giorni. Hai visitato quasi tutti i Paesi dove operiamo, quale ti ha maggiormente colpito e perché? Cosa ti ha insegnato questa esperienza, in che modo ha cambiato il tuo approccio verso il Sud del mondo? Il fatto di vivere i Paesi dove Intervita opera mi ha molto colpito e soprattutto arricchito. Lavoriamo in contesti difficili, di povertà, e collaboriamo con le organizzazioni più svantaggiate, quelle che hanno meno mezzi, le associazioni non profit del Sud del mondo. La mia prima visita in Benin è stata quasi traumatizzante, tanto la realtà nella quale mi sono ritrovato era diversa dalla nostra. Lavorare attorniato da bambini scalzi, ma sorridenti e felici con poco, è stata una rivelazione ed un emozione mai provata sino ad allora. Un altro aspetto bellissimo di questa esperienza è stato conoscere i colleghi coinvolti nel sostegno a distanza e nei progetti di cooperazione: tante persone con storie diverse, ma tutti fortemente motivati, accomunati da un unico obiettivo. Linea diretta 11

12 5x1000: un aiuto prezioso Notizie da Intervita Il 5x1000 è una forma di sostegno alle Onlus ormai nota a tutti i contribuenti. Ma forse non tutti sanno che ogni anno rischia di scomparire e che non è esattamente questa la percentuale che lo Stato eroga alle associazioni. Introdotto a titolo sperimentale per la prima volta nel 2005, il 5x1000 ha ottenuto uno straordinario consenso: oltre 15 milioni di italiani, ogni anno, hanno preferito in maggioranza proprio il settore non profit. Il suo successo deriva dal fatto che permette di sostenere l attività dell organizzazione prescelta senza fare una donazione ulteriore, ma semplicemente destinando una percentuale della propria imposta sui redditi (IRPEF). Nonostante il gradimento dei cittadini e l importanza che il contributo riveste per le organizzazioni non profit, questa misura fiscale non è stata ancora tramutata in legge stabile dello Stato, ma, addirittura, è stata omessa nella proposta di Finanziaria per il 2011, costringendo le Onlus anche quest anno, come nei precedenti, a mobilitarsi per il suo ripristino, avvenuto in extremis. È da notare inoltre che, anche se continua a chiamarsi 5x1000, di fatto, non è questa la percentuale del gettito dell IRPEF che viene corrisposta alle Onlus, perché lo Stato, dal 2007, ha introdotto un limite massimo: quindi, alle organizzazioni indicate dai cittadini viene distribuita solo la percentuale sul tetto massimo. Per il 2011 il limite è stato fissato a milioni (in un primo momento solo ) mentre nel 2009 erano In questo modo il 5 per mille, con un tetto di 300 milioni, diventa di fatto un 3,75 per mille. L instabilità che continua a gravare su questa forma di finanziamento rende difficile pianificare in base ad essa nel lungo periodo. Abbiamo quindi scelto di non creare un legame esclusivo tra una specifica attività e il finanziamento del 5x1000, perché avremmo rischiato di mettere a repentaglio quell attività, ma abbiamo piuttosto deciso di diversificare la destinazione dei fondi e di utilizzarli soprattutto per avviare nuovi progetti, supportandoli in quella delicata fase iniziale, quando ancora le attività non sono conosciute dai sostenitori e non possono contare sul loro sostegno. Intervita ad oggi ha beneficiato del 5x1000 degli anni 2006 e 2007, corrisposti rispettivamente a giugno 2008 e dicembre Sono stati un aiuto fondamentale per avviare attività in Asia, Africa e Brasile. Solo grazie a questo contributo abbiamo potuto intensificare il nostro impegno in Cambogia per affrontare il problema dello sfruttamento sessuale infantile in tutti i suoi aspetti; abbiamo portato avanti un lavoro di prevenzione del turismo sessuale in Brasile, finanziando il progetto per lo sviluppo del turismo comunitario nella zona di Fortaleza; è stata avviata la collaborazione in Benin per i bambini senza genitori e le famiglie in difficoltà, sono state ristrutturate le scuole in Nepal e abbiamo aiutato i bambini del Congo in situazioni di emergenza. In questo contesto politico incerto e spesso contraddittorio, oltre alle utilissime mobilitazioni delle organizzazioni e dei cittadini, la risposta migliore per fare entrare in modo stabile il 5x1000 nella normativa italiana, potrà essere quella di far sentire la vostra voce, continuando ad esprimere la vostra preferenza! 12

13 Dentro Intervita: il dipartimento gestione Daniela Cesati racconta... Sono i sostenitori di Intervita, i bambini per i quali ci siamo impegnati a trovare un sostenitore. Nell ufficio più grande dell associazione gestiamo ogni giorno questo incontro di persone, di mondi e di bisogni, con tutte le problematiche che comporta. L ufficio che se ne occupa è stato chiamato, appunto, dipartimento gestione. Qui viene custodito il bene più prezioso dell associazione, frutto di anni di impegno: le informazioni sui bambini da aiutare, da una parte, e sulle persone interessate a farlo, dall altra; dati che devono essere trattati in sicurezza, continuamente controllati e aggiornati. E poi c è la parte più viva, il rapporto con i sostenitori: ogni anno ci scrivono e telefonano circa persone! L ufficio gestione è la voce di Intervita, 14 operatori incontrano l esterno, rispondendo a tutte le richieste, da quelle di tipo amministrativo a quelle sui bambini e sui progetti. Daniela Cesati è la responsabile di questo ufficio nevralgico. Probabilmente i sostenitori ricorderanno il suo nome perché lo hanno letto sulle comunicazioni che arrivano a casa, tutte firmate da lei. Chiediamo a Daniela, che guida il dipartimento da 5 anni, di farci entrare nel vivo del suo lavoro. Sono ormai molti anni che lavori in Intervita. Come è cambiato il dipartimento gestione nel tempo? Negli anni l ufficio ha lavorato molto per rendere sempre più efficienti le nostre procedure di gestione del sostegno. Ma il cambiamento più significativo credo sia la nostra maggiore conoscenza dei sostenitori. Negli anni i sostenitori hanno potuto conoscere Intervita, ma anche noi abbiamo compreso meglio quali sono le loro richieste, le loro necessità cosa per loro è importante. Negli ultimi due anni è stato avviato il sostegno a distanza in 7 nuovi Paesi: un lavoro enorme, fatto in collaborazione con il dipartimento cooperazione che stabilisce i rapporti con i nuovi partner e scrive i progetti di sviluppo. Che sforzo ha comportato per il tuo ufficio? Lo sforzo maggiore è stato quello di individuare la modalità migliore per gestire il sostegno a distanza nei nuovi Paesi, dove le condizioni non sono sempre facili. Per questo abbiamo una nuova persona che si occupa proprio di andare nelle nuove sedi o presso i partner per fornire la formazione ed il supporto necessari ad avviare il sostegno a distanza. Un lavoro sicuramente intenso che ci ha permesso di portare il nostro aiuto a più di 8000 nuovi bambini solo nel corso del In quali Paesi si sono incontrate le difficoltà maggiori per la raccolta delle foto, dei dati dei bambini e dei disegni? Ogni Paese ha caratteristiche particolari. I pro- Notizie da Intervita 13

14 blemi maggiori sono sempre dovuti alle lunghe distanze tra le sedi di Intervita e le scuole, o alle condizioni ambientali. Prima di iniziare la raccolta delle fotografie o dei disegni si fa un attenta pianificazione che tiene conto di ogni fattore, anche del periodo di ferie o di esami, per non interferire negativamente sul percorso scolastico dei bambini. Ogni giorno avete un contatto diretto con i sostenitori: puoi dirci chi è il sostenitore tipo di Intervita, cosa si aspetta dal sostegno a distanza, cosa chiede all associazione? Ci capita di parlare con persone molto diverse, ma quasi tutte quando chiamano chiedono informazioni sui bambini o sui progetti, oppure ci chiamano per ringraziarci alla ricezione dei disegni o delle foto dei loro bimbi. Poi, quando si verificano emergenze nei nostri Paesi di intervento, molti sostenitori ci contattano per chiedere informazioni e per donare qualcosa in più. Questo dimostra quanta attenzione abbiano per le comunità che stanno aiutando. Come si riesce a far incontrare mondi così lontani, i sostenitori e i bambini? Anche se non per tutti è possibile, noi consigliamo ai sostenitori di visitare i progetti. è il modo migliore per capire come viene utilizzato il loro contributo, ma anche per capire le condizioni in cui vivono i bambini, per comprendere la loro cultura. è un arricchimento reciproco. Inoltre i sostenitori scrivono molto spesso ai bimbi. Non sempre i bambini rispondono, talvolta perché non sanno ancora scrivere, talvolta semplicemente perché si vergognano. Ma per i bimbi ricevere una cartolina o una lettera da lontano, indirizzata proprio a loro, è sicuramente qualcosa di speciale. Quali sono i problemi maggiori che ti sei trovata ad affrontare nel dirigere questo ufficio? Il problema principale è che avendo tanti sostenitori, a volte è difficile rispondere a tutti nei tempi che vorremmo. In un anno gestiamo circa telefonate! A volte i ritardi non sono prevedibili, può capitare ad esempio che in un Paese i tempi di raccolta dei disegni si allunghino a causa del clima sfavorevole o magari per degli scioperi e questo, a nostra volta, ci fa ritardare anche la spedizione ai sostenitori. Quali le soddisfazioni più grandi? Le soddisfazioni maggiori le ho quando incontro i sostenitori di persona. Alcuni ci seguono da tanti anni e quando passano da Milano decidono di venirci a trovare, altri vengono all inizio del loro percorso. I donatori sono contenti di incontrare persone con cui magari hanno più volte parlato al telefono, ma anche per noi è bello dare un volto a chi ci aiuta. Notizie da Intervita 14

15 Portiamo i Diritti alla meta con la Federazione Italiana Rugby Un bellissimo gioco di squadra a favore dei diritti dell infanzia Sembra una normale partita di rugby. I giocatori della nazionale, in azzurro, concentrati, pronti a scattare. Dall altra parte, a contrastarli, caratterizzati da colori cupi, avversari temibili, sulle loro maglie le scritte fame, abusi, malattie. Non è una partita come le altre: in gioco ci sono i diritti dei bambini che, con un abile e generoso lavoro di squadra, la nazionale riesce a portare alla meta. È questo il soggetto dello spot che la Nazionale Italiana di Rugby ha girato per Intervita e che è stato trasmesso nel mese di novembre per invitare sportivi e non a sostenere i progetti per i diritti dell infanzia di Intervita con l invio di un sms solidale. Una rappresentazione figurata di quella partita per la vita e per i diritti di milioni di bambini che ogni giorno si gioca, troppo spesso in silenzio, in molti paesi del Sud del mondo. Il messaggio che abbiamo voluto lanciare insieme alla Federazione Italiana Rugby, è molto semplice: solo insieme, singoli individui, organizzazioni, associazioni di cittadini, enti pubblici, insomma, solo con un vero lavoro di squadra, basato sulla solidarietà e sulla cultura dei diritti, è possibile contrastare e vincere situazioni di abuso e sfruttamento che riguardano milioni di bambini. Si stima siano circa 150 milioni i bambini di età compresa tra 5 e 14 anni impegnati in forme di lavoro precoce. Ogni giorno continuano a morire bambini per cause che in larga parte potrebbero essere evitate. Nei Paesi in via di sviluppo circa 200 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di ritardi nella crescita come conseguenza della denutrizione cronica infantile e materna. I progetti che Intervita sostiene con la campagna Diritti alla meta hanno come fulcro la difesa dei diritti fondamentali dei bambini: il diritto al cibo e alle cure per i piccoli abbandonati in Benin, il diritto all istruzione per i bambini sfruttati in lavori pericolosi in India e ancora il Notizie da Intervita 15

16 diritto alla protezione per le vittime della tratta di esseri umani in Cambogia. Le immagini veloci di questo spot, di grande efficacia, evocano il nostro impegno. Un lavoro che è stato possibile grazie al sostegno della Federazione Italiana Rugby, che ha deciso di confermare anche nel 2011 il suo patrocinio alla campagna di Intervita, e grazie ai giocatori, che hanno scelto di metterci la faccia, apparendo nelle riprese. Durante il periodo del loro allenamento estivo, in Valle D Aosta, Valerio Bernabò, Riccardo Bocchino, Paul Derbyshire e Michele Sepe ci hanno regalato un intera giornata, e con grande spontaneità e umiltà, si sono messi a disposizione di Intervita e della troupe. Lottiamo tutti i giorni perché ogni bambino del mondo abbia gli stessi diritti. Aiutaci! Per informazioni visita il sito oppure chiamaci al Michele Sepe Nazionale Italiana Rugby Michele Sepe Nazionale Italiana Rugby Questo spot è stato innanzitutto un bellissimo esempio di gioco di squadra: tutti i professionisti che hanno partecipato alla realizzazione del video, non solo i giocatori, ma anche le comparse, i tecnici sul campo e in studio, fino alle tv, che hanno dato gli spazi per la messa in onda, proprio tutti hanno lavorato gratuitamente e con grandissimo entusiasmo per sostenere Intervita. Il nostro grazie va ad ognuno di loro e ai tanti sostenitori che a questo appello hanno risposto, dando il loro contributo inviando un sms o chiamandoci per contribuire in modo continuativo ai progetti. La parola a Giancarlo Dondi presidente della FIR Federazione Italiana Rugby Notizie da Intervita Il rugby è uno sport da sempre noto per la correttezza dei suoi giocatori e della sua tifoseria, un attenzione alle regole che si riflette anche fuori dal campo di gioco, con l adesione, a livello di federazione e anche personale, dei singoli giocatori, ad iniziative di solidarietà soprattutto a favore dall infanzia. Come nasce questa tradizione di attenzione per i diritti dei bambini? Credo che lo sport sia un formidabile veicolo di sensibilizzazione ed il rugby ha sempre avuto un occhio di riguardo per il sociale. Nel nostro sport il sostegno al prossimo è fondamentale, in campo e fuori, e soprattutto quando si parla dei più piccoli per noi l impegno diventa imprescindibile. Lo sport è un momento di gioia, un esplosione di vitalità, non pensa che i tifosi possano venire in qualche modo infastiditi quando si porta la loro attenzione, in un contesto di svago, su problematiche dolorose, come la violazione dei diritti dell infanzia? I nostri tifosi condividono appieno i valori del rugby, non credo che affrontare tematiche reali e di grande attualità possa in alcun modo turbarli ma, al contrario, credo vengano positivamente sensibilizzati. 16

17 I nuovi progetti India: 2 progetti per il futuro dei bambini Nel continente Indiano le condizioni economiche e sociali della maggior parte delle famiglie sono tra le più dure del mondo. Nonostante la sua scalata economica, l India continua ad essere un Paese dove non c è spazio per i più deboli, dove il 42% della popolazione vive con meno di 1,25 dollari al giorno sotto la soglia di povertà, dove più di 122 milioni di famiglie non dispongono di servizi igienici e non hanno accesso a fonti di acqua sicure e dove, ogni anno, si registra il più alto numero di decessi di bambini tra 0 e 5 anni. Ed è in questa terra che Intervita ha scelto di realizzare due importantissimi progetti destinati al futuro delle comunità più deboli, a partire dai bambini e dalla tutela dei loro troppo spesso calpestati diritti. In particolare, nel distretto di Patiala della provincia di Nabha, nello stato agricolo del Punjab, Intervita lavora al fianco di migliaia di persone appartenenti alle caste marginali. In quest area del paese, dove il 95% della popolazione non ha accesso all acqua potabile e rischia ogni giorno di morire a causa di patologie prevenibili, dove povertà, malattie, degrado ambientale e analfabetismo condannano il futuro delle nuove e delle future generazioni, Intervita, nei prossimi due anni, opererà in 21 villaggi con un totale di persone. Famiglie di contadini e donne emarginate saranno assistite e aiutate attraverso la creazione di attività generatrici di reddito per gli agricoltori e programmi di formazione per la creazione di micro-imprese al femminile. Inoltre verranno avviati i lavori per la realizzazione di un sistema di approvvigionamento idrico capace di raggiungere tutti i villaggi dell area e di garantire l accesso all acqua potabile e corrette pratiche igieniche a tutta la popolazione. Poiché solo migliorando le proprie condizioni di salute, di autonomia economica e di vita queste famiglie poverissime saranno in grado di spezzare la catena dell indigenza e del sottosviluppo, potranno mandare i propri figli a scuola dove Intervita assicurerà loro formazione, gioco e indispensabili cure mediche. 17

18 Il secondo macro progetto promosso da Intervita in India raggiunge invece i bambini e i ragazzi più bisognosi del distretto di Krishnagiri, nel poverissimo stato del Tamil Nadu. Qui, dove la mortalità infantile raggiunge il 38,2%, dove il 24% dei minori di 14 anni è costretto a lavorare e dove i tassi di povertà e di analfabetismo sono addirittura superiori alla media nazionale indiana, donne e bambini rappresentano le vittime indifese di condizioni di vita drammatiche e disumane. Ed è proprio per loro che Intervita ha scelto di impegnare ogni forza ed ogni energia disponibile, è per questi bimbi e per le loro mamme che ha avviato un complesso intervento sociale ed educativo per tutelare il rispetto dei diritti dei minori. Nei prossimi tre anni, Intervita darà vita a progetti di scolarizzazione e di difesa dei diritti fondamentali di oltre bambini di quest area del Paese avviando importanti percorsi assistenziali e formativi sulla tutela dell infanzia dedicati alle famiglie, agli insegnanti e ai rappresentanti delle autorità locali. Per migliorare il tasso di scolarizzazione organizzerà inoltre campagne di informazione in tutti i villaggi della zona al fine di migliorare la qualità dell istruzione e istituirà borse di studio destinate a 200 alunni della scuola primaria e 200 della secondaria a rischio di abbandono scolastico. Infine Intervita parteciperà alla realizzazione di 10 centri di educazione non formale per il recupero di circa 300 bambini con meno di 14 anni che hanno abbandonato la scuola e di 600 ragazzi tra i 14 e 18 anni che potranno seguire un corso di formazione professionale e coltivare la speranza di un avvenire di autonomia e libertà nella propria terra. Dal Sud del mondo Cambogia: educazione e diritti per i bambini Nel distretto rurale di Varin, nella provincia di Siem Riep, nel nord della Cambogia, una terra dove i diritti dei minori vengono ancora costantemente violati, Intervita è impegnata in un importante progetto destinato alla formazione di 150 insegnanti in 22 scuole elementari. Un intervento indispensabile per la promozione e lo sviluppo di nuove frontiere educative basate su metodologie di insegnamento positive che non prevedano punizioni corporali e che tutelino integralmente i bambini e il loro fondamentale diritto all istruzione. Appoggiato e fortemente voluto dal Ministero dell Educazione cambogiano, il progetto prevede la concreta implementazione della Convenzione dei diritti dell infanzia, ratificata dalla Cambogia nel 1992, per migliorare le condizioni di apprendimento di bambini e per garantire a questi piccoli, provenienti da 18

19 poverissime famiglie di contadini, un ambiente scolastico sano in cui crescere e gettare le basi di un domani di dignità, rispetto, autonomia e libertà. Oltre alla formazione del corpo docente, all equipaggiamento scolastico con strutture e strumenti educativi e alla creazione di School Children Councils, Intervita assicura a insegnanti e bambini tutto il supporto necessario all avviamento di un processo costruttivo finalizzato alla crescita dell individuo nella sua interezza. Brasile: sicurezza alimentare e istruzione Nello stato del Cearà, in Brasile, dove Intervita opera da lungo tempo per combattere attraverso concreti interventi educativi lo sfruttamento sessuale infantile, sono stati avviati nuovi indispensabili progetti destinati al sostegno della sovranità alimentare e in particolare alla tutela del diritto al cibo e all istruzione per i bambini di 11 insediamenti rurali. Attraverso la realizzazione di questi progetti Intervita vuole rafforzare il suo impegno al fianco delle popolazioni povere di questa terra, impegnandosi nell effettivo miglioramento delle precarie condizioni di vita delle comunità agricole locali, a partire dai bambini per i quali la disponibilità e l accesso al cibo sono presupposti necessari alla vita, alla salute e al corretto apprendimento e sviluppo psicofisico. Intervita sostiene infatti la realizzazione di 44 orti all interno delle scuole e offre supporto formativo e pratico alle famiglie e agli insegnanti per aumentare e migliorare la produzione diretta di frutta e verdura, alimenti indispensabili al sostentamento dei minori e degli interi nuclei famigliari bambini dai 3 ai 7 anni con le loro famiglie e 100 insegnanti saranno i destinatari diretti di questo progetto il cui obiettivo primario è il miglioramento concreto della qualità nutrizionale dell alimentazione e, di conseguenza, il sensibile miglioramento della qualità della vita. 19

20 Educare alla cittadinanza mondiale In Italia progetti con le scuole e i cittadini Il settore Educazione per la cittadinanza mondiale continua a crescere! A settembre 2010 sono partiti tre nuovi importanti progetti. Diritto al Cibo e Sovranità alimentare è il tema affrontato in un più ampio intervento che Intervita sta realizzando in 4 comunità rurali di San Juan Tepezontes, El Salvador. Nell ottica della corresponsabilità e interdipendenza tra ciò che succede nel resto del mondo e ciò che succede in Italia e in Europa, circa 250 studenti delle classi III di 3 scuole secondarie di 1 grado di Novate Milanese e di Milano stanno lavorando, insieme agli educatori Intervita, sulla produzione di cibo e sul suo consumo, sull impatto che questo ha sull ambiente e su un diritto umano che è ancora un privilegio di pochi: quasi 1 miliardo di persone al mondo soffre ancora la fame (FAO 2010). Sull Intercultura si snoda invece il progetto Insieme è possibile! Scuola, famiglia e territorio per la coesione sociale, che si sta realizzando anche grazie al contributo di Fondazione Cariplo. In un quartiere a nord di Milano (Affori, Zona 9) in cui vivono persone provenienti da circa 90 Paesi extraeuropei, l intercultura può e deve diventare una ricchezza intrinseca, che va promossa e rafforzata. E la scuola è per sua natura il centro propulsore di integrazione e di promozione dell apertura all altro. L Istituto Comprensivo Statale Don Orione e A.N.T.E.A.S. sono i partner che con Intervita lavoreranno per 2 anni per creare una rete che dalla scuola coinvolga l intero territorio: studenti, famiglie, istituzioni, commercianti, associazioni. Anche grazie al prezioso lavoro dell Associazione Genitori dell ICS Don Orione e delle insegnanti volontarie del centro di accoglienza per donne migranti, si stanno realizzando interventi che coinvolgano allo stesso titolo italiani e stranieri. Scuola Felice Kenya, infine, è un progetto che ha lanciato una sperimentazione didattica tra 2 classi italiane e 2 classi keniote (terze elementari e prime medie). Partendo dalla conoscenza dei rispettivi Paesi, si approfondirà il tema dell accesso all acqua, bene comune e diritto umano. Si tratta di un vero e proprio partenariato didattico, una metodologia e uno strumento di cooperazione orizzontale, volto a promuovere lo scambio formativo tra scuole e comunità educative di Paesi anche molto distanti, al fine di arricchire i curricoli scolastici, ma anche per sostenere processi di coesione sociale e integrazione. Da inizio 2011 il settore Educazione allo Sviluppo (EAS) di Intervita ha cambiato il pro- 20

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