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1 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:52 Pagina 1 giornale della fondazione Aiutiamoli a Vivere - Giugno 2013 / anno 17 / numero 2 web site: http//www.aiutiamoliavivere.it Tariffa Associazioni Senza Fini di Lucro: "Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 N 46) Art. 1, Comma 2, DCB (Cremona C.L.R.)" A DIO PADRE VINCENZO!

2 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:52 Pagina 2 Guardando a Est Mari di girasoli l uno accanto all altro vicinissimi, compatti, tutti rivolti verso la sorgente di luce. Erano di un giallo solare, uniforme in un verde paradiso. La vita è un breve cammino, lungo una strada che ha bisogno di un vasto orizzonte, infinito che riempia l animo. Questa via è aperta a tutti, non tutti riescono a percorrerla trovando le cose sublimi: amare, soffrire, tacere, sperare. Saper tacere dinnanzi a infinite controversie, a fatti piccoli che urtano il nostro pensiero, è bellezza difficile. Tale silenzio assume l aspetto di un bambino che, tranquillo, comprende senza discutere, perdona senza più domandare, trasforma le parole che non si possono, non si devono dire, in altrettanti sorrisi, premure. Solo attratti da grandi ideali si può percorrere la via del peregrinare umano e per saper soffrire, soffrire anche con gioia, occorre sapere perdutamente amare. A volte parlare si rivela stranamente inutile, specie quando si è incapaci di comunicare, specie se si parla a qualcuno che non vuole ascoltare. Comunicare vuol dire chiedere all amico: come stai? E aspettare anche la risposta. Comunicare vuol dire fare parte con, essere vasi comunicanti e svuotare gli uni le cose che pulsano nel cuore degli altri. Comunicare vuol dire potere portare un peso più lieve. Comunicare vuol dire dividere l amore. Buio nel cuore e pianto Solo dolore Voragine che inghiotte volontà Speranza, soltanto una parola astratta Che senso ha la vita Se non si può amare, a cosa serve un sole che non splende più? Noi siamo portati a pensare che nella storia ci sia un prima e un dopo; che si volti pagina, ma non è così. Ogni volta, ogni accadimento è sfondo dell altro, talvolta è la bellezza o il non senso, il mistero o il grottesco, la solitudine o il vivere quotidiano, che raccontano una normalità parallela ai grandi avvenimenti della vita. In Bielorussia, tutte le volte si vivono e si riportano le stesse sensazioni di vita, si ha la conferma che le cose importanti non sono poi molto mutate dal tracollo dei regimi comunisti. Nessuna descrizione drammatica o edulcorata, solo un richiamare tutti noi a un attenzione più profonda della drammaticità dell esistenza quotidiana nelle campagne bielorusse. L intrattenere, con l ambiente umano e sociale nel quale si stabilisce una sorta di relazione di amore e di rabbia, una specie di sindrome rancorosa del beneficiato, in relazione alla quale si rischia di continuare una perversa esigenza di colonizzazione nei confronti del Paese in cui si opera. Quante ragazze madri, quasi totalità di separazioni e di convivenze spurie con esistenza di figli di coniugi diversi, abbandoni o perdita di patria potestà. Presenza di un alto tasso di dipendenza dall alcol, tanti minori sono sotto tutela dei nonni e in molte famiglie i nonni completano il nucleo famigliare e concorrono in larga parte al mantenimento dello stesso. Quanti minori bisognosi di assistenza sanitaria vivono in condizioni di semiabbandono. L impatto emotivo è altamente devastante, il degrado ambientale e sociale generalizzato, la quasi totalità degli adulti adibita ai lavori agricoli con salari bassi e sempre in ritardo; l emergenza quotidiana di una giusta alimentazione, di abbigliamento, l emergenza di carattere finanziario per il saldo delle bollette dei servizi è la caratteristica comune di tutte le famiglie rurali. Noi tutti, la Fondazione tutta, deve avere un momento di riflessione e di ricerca, dobbiamo con serenità e consapevolezza prendere visione dell infanzia deturpata e derubata di questo meraviglioso ma contraddittorio Paese. Il senso della vita è nelle pause d amore. Domani troverò la voglia di vivere nell aprire gli occhi. Domani mi sentirò di lottare perché vicina è l alba di un giorno migliore. Lino Dal Monte N. 2 Anno 17 Iscrizione Tribunale di Terni n. 2 del. 27/03/1998 Editore: Fondazione Aiutiamoli a Vivere Via XX Settembre, Terni Stampatore: Fantigrafica srl Via delle Industrie, 38 - Cremona Fotolito impianti: Bama - Vaprio d Adda (MI) La Redazione della Fondazione: Fabrizio Pacifici - Enrico Cherubini Sandro Bernardi - Davide Bonetti Direttore responsabile Alberto Favilla Periodico Trimestrale stampa in copie Spedire i testi e fotografie alla redazione Davide Bonetti Via Agordat, Milano tel FONDAZIONE Sede Nazionale Via XX Settembre, Terni Tel. 0744/ Fax 0744/ c/c bancario: IT82 Z c/c postale: IT27 H

3 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:53 Pagina 3 GIOVANI: IL FUTURO DELLA BIELORUSSIA... E DELLA FONDAZIONE Il Forum questanno si è svolto a Mozyr (Gomel) ed è stato organizzato dall università di Pedagogia. Come al solito lascio all amico Luciano il piacere del racconto, mentre desidero fare alcune riflessioni e il punto della situazione. Il Forum si è avviato e continua a vivere grazie alla generosità dell Avv. Ranalli che ha voluto testimoniare, così, il ricordo della madre, donna di grande cultura e affascinata dai giovani. Si è creata quindi questa opportunità d incontro con i giovani universitari, sostenuti in borsa di studio dalle nostre splendide famiglie. Inizialmente abbiamo chiesto alle diverse università rappresentate di candidare il loro giovane più meritevole a gareggiare per l assegnazione di tre borse di studio straordinarie e ai candidati di presentare un curriculum corredato di notizie sul loro impegno nel volontariato. Abbiamo potuto capire fin da subito il grande potenziale di questi giovani e, contemporaneamente, l importante occasione di conoscenza e confronto che avrebbe potuto assumere il Forum su argomenti che ci stanno particolarmente a cuore. L anno successivo a Grodno ci siamo presentati con i mixer per l apertura della nostra radio web e con il progetto bambini di ieri, ragazzi di oggi. A novembre scorso abbiamo accolto a Rovigo i primi 8 studenti, provenienti dalle diverse università, e realizzato in collaborazione con il Centro di Servizi per il Volontariato, un seminario di approfondimento e lavoro sulle normative italiane che regolano e favoriscono la crescita di un volontariato organizzato. A dicembre, poi, li abbiamo portati al nostro Convegno Nazionale a Terni, in cui abbiamo festeggiato i primi 20 anni di attività della Fondazione, e che ha rappresentato per loro l occasione di conoscere più a fondo la nostra organizzazione. Ad aprile 2013 sono stati 16 i ragazzi accolti a Rovigo, nell ambito del progetto Europeo Giovani in azione e insieme a loro coetanei italiani hanno lavorato sulla Cooperazione Internazionale, la progettazione, la comunicazione ed il fundraising. E arriviamo a Mozyr dove: 1. Abbiamo premiato i 3 migliori studenti. Come al solito il giudizio non è stato facile e alla fine è risultata vincitrice, con parere unanime dei giudici italiani e bielorussi, Nadzeia Stankevic, che studia medicina all università di Minsk. Penso alla felicità della famiglia italiana che la sostiene a distanza e che ha avuto modo di incontrarla, per la prima volta, ad aprile quando Nadia è stata accolta a Rovigo. 2. Abbiamo individuato, nei 16 studenti accolti ad aprile, i soci costituenti dell organizzazione internazionale che vedrà la luce nei prossimi mesi. 3. Abbiamo analizzato e discusso i 6 progetti triennali presentati dalle Università sul tema della disabilità e convenuto che i gruppi di gestione (a giorni avremo i nominativi) rappresenteranno loro stessi il nucleo costituente delle 6 filiali regionali dell organizzazione. 3

4 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:53 Pagina 4 4 Nella discussione e votazione dei progetti siamo riusciti a coinvolgere tutti gli studenti e docenti presenti. La giuria era presieduta dall amico Remo Agnoletto, Presidente del Centro di Servizi per il Volontariato di Rovigo, che è rimasto felicemente impressionato dalla tre giorni d intenso lavoro, complimentandosi anche per l egregio lavoro svolto dai giurati e dall organizzazione tutta. Ai progetti presentati la Fondazione dar una diversa dotazione finanziaria per l avvio, l appuntamento sarà poi per il prossimo anno in cui andremo a giudicare il realizzato. La missione è stata poi occasione, come avviene ormai d abitudine, di informazione e confronto con la nostra Ambasciata. Ho avuto modo di incontrare il dott. Ugo Boni, Vicario Primo Segretario, che mi ha informato delle iniziative che l Ambasciata ha in programma di realizzare per la promozione della cultura italiana. Il primo appuntamento è a Gomel nei giorni e 20 maggio, e a Moghilov il e 24 maggio. Con il Dottor Boni abbiamo parlato anche della settimana di promozione della cultura Italiana, che si terrà a Minsk nell ottobre prossimo, a cui siamo stati chiamati a collaborare. Naturalmente ho manifestato il nostro grande interesse e la nostra disponibilità a un coinvolgimento anche nella fase organizzativa. Ho parlato di questo al Forum con gli studenti e i docenti, raccogliendo il loro entusiasmo nonchè l idea di creare un evento con il coinvolgimento dei bambini di ieri, ragazzi di oggi a testimonianza diretta. Agli studenti verrebbe affidato anche il compito di presentare dei lavori sul loro contatto, conoscenza, desiderio di approfondimento e divulgazione della cultura italiana. Molto spesso mi sono sentito chiedere quale futuro vogliamo dare al lavoro della Fondazione nella Repubblica di Belarus. Premesso che siamo tutti d accordo che il futuro è dei giovani, spero che adesso possa essere più chiaro a tutti in quale direzione stiamo andando. Ancora qualche mese e la Fondazione potrà contare, oltre che sul lavoro della propria rappresentanza, anche su un organizzazione internazionale stabile con 6 filiali distribuite una per regione. I giovani universitari rappresentano la classe dirigente di domani e con loro stiamo parlando di solidarietà e di volontariato. Con loro ci confronteremo e lavoreremo anche sulle norme che la Belarus dovrà adottare per favorire la crescita di un volontariato attivo più consapevole e organizzato. Contemporaneamente provvederemo a far nascere i comitati fra le famiglie che ci affidano i loro figli. Comitati che, auspico, avranno al loro interno anche i tanti ex bambini/e, oggi uomini e donne, che abbiamo accolto in questi 20 anni. Saranno quindi proprio questi comitati i nostri prossimi partner con cui condivideremo politiche di aiuto ai più bisognosi e politiche di sviluppo territoriale, di cui loro stessi saranno attori. Un progetto che può sembrare ambizioso, ma che in verità necessita esclusivamente di una forma di coordinamento, una testa per un corpo già adulto, e in questo si deve sentire impegnata tutta la Fondazione. Un lavoro che ci accompagnerà fino al nostro prossimo Convegno Nazionale di Brenta Saccisica (PD), dove sarà necessario prevedere uno spazio di discussione e programmazione del nostro futuro nella Repubblica di Belarus. Marzio Ortolani

5 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:53 Pagina 5 Ciao Padre Vincenzo 5 ciarolo, ci conoscemmo e mi chiedesti di venire in Chiesa per fare l appello alle famiglie presenti per ospitare i bambini provenienti dalle zone colpite dalla centrale nucleare di Chernobyl. Nel libro/intervista Il Compagno di Dio scritto da Alberto Favilla su nostra indicazione per celebrare il ventennale della Fondazione Aiutiamoli a Vivere Ong a dicembre 2012, l episodio è così raccontato: E la predica di Fabrizio fu un successo: 19 famiglie della parrocchia offrirono la loro disponibilità ad accettare nelle proprie case i bambini bielorussi che, dopo un mese, arrivarono a Terni accompagnati da due maestre. Era la prima volta che in Italia si verificava un esperienza del genere. Fu un clamore: ne parlarono giornali e televisioni anche a livello nazionale. Fummo ricevuti in udienza da papa Wojtyla argomenta, quasi Ricordare Padre Vincenzo Bella, non riesco nemmeno a pensare di usare il verbo ricordare. Ogni giorno, in modo metodico, dopo la messa serale, udire la sua voce e i suoi passi con il suo intercedere curioso, il salutare le segretarie per poi chiedere il Dottore c è? ed io, che ormai riconoscevo ogni suo gesto dalla mia stanza, rispondevo: Vieni, vieni pure anche oggi, ne ho da raccontarti. Poi, invece, la malattia ha fatto il suo corso e, nonostante le cure e l attenzione, meticolosa, su ogni azione che potesse alleviare le tue sofferenze, sei uscito di scena; cosi è stata l intera esistenza: rispettosa, semplice, gioviale, accogliente, con la sobrietà e il silenzio come bussola per orizzontarsi nei momenti più difficili. E così è stato anche nell ultimo giorno. Ricordo con entusiasmo quel giorno che, grazie a Moreno Pecommosso Padre Vincenzo non dimenticherò mai il suo sguardo verso i bambini e mi ricordo anche che si rivolse a Fabrizio in maniera affettuosa, invitandolo a continuare nella sua opera, a non stancarsi. Mi raccomando gli disse il Papa Intanto con Fabrizio era nata un amicizia, una stima reciproca; apprezzavo la sua sensibilità, la sua voglia di fare del bene, di amare il prossimo pur non frequentando la chiesa. Padre Vincenzo, intanto, insieme ad altri frati aveva organizzato un corso di cristianità di tre giorni nel convento di Spagliagrano di Todi. Quando Padre Vincenzo mi invitò a partecipare al corso di cristianità ci rimasi di stucco, ma poi accettai e ancora oggi non so bene per quale motivo; forse il ricordo di mia madre morta con il crocifisso in mano. È certo, comunque, che quel frate mi aveva colpito, mi sapeva dare risposte che da solo

6 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:54 Pagina 6 6 non riuscivo a trovare e poi lui alle chiacchiere che io conoscevo, in particolare quelle dei politici, preferiva i fatti. Tra il dire e il fare, quando eri con lui, in mezzo non c era il mare. Insomma, la sua vita la presi ad esempio. A Todi, in quel convento isolato ma suggestivo, maturai l idea di una Fondazione e ne parlai subito con Vincenzo, il quale mi rispose che la parrocchia non aveva un soldo, ma l idea gli piaceva e che quindi il suo impegno sarebbe stato totale. È certo che a Todi accadde anche qualcos altro: qualcosa che cambierà per sempre la nostra esistenza, la nascita della Fondazione Aiutiamoli a Vivere. Allo stesso modo, quasi fosse scritto, con Moreno Peciarolo, la sera prima del suo addio a questa vita, la trascorremmo a scherzare e raccontare barzellette e a darsi appuntamento a Milano, dove dei medici ricercatori ci avevano dato appuntamento per la somministrazione di cellule staminali che potessero far sospendere la somministrazione di cortisone che tanti danni aveva provocato sino a quel punto. Ricordo la battuta sul cavallo da corsa che i medici, somministrando cellule staminali, erano riusciti a rimettere in piedi e far tornare in pista dopo una brutta caduta con la rottura di alcune vertebre: di sicuro disse Padre Vincenzo non tornerò a correre come un cavallo, ma a camminare speditamente come un tempo e poi porterò testimonianza a tutti quei malati che hanno perso tutte le speranze e lo potrò dire a tutti, da nord a sud Italia, attraverso l azione della Fondazione Aiutiamoli a Vivere. Invece, il giorno dopo, in silenzio come era il tuo stile, ci hai lasciato senza che nessuno di noi potesse intervenire. Nella tua chiesa, con la tua famiglia, con la tua gente proveniente da ogni parte d Italia per salutarti e con l ultimo progetto della Fondazione Aiutiamoli a Vivere, che ti aveva già visto protagonista con gli auguri di Natale, la radio web radiofriends.it per ascoltare le esequie in ogni angolo di mondo in collegamento internet in diretta, è stata data l opportunità ai bambini ospiti degli orfanotrofi nella Repubblica di Belarus, nel Congo, in Brasile, dove è giunta la tua voce attraverso l aiuto della Fondazione Aiutiamoli a Vivere, di ascoltare e di dare l ultimo saluto al nostro Padre Vincenzo Bella. Fabrizio Pacifici Caro fratello Vincenzo, la nostra vita terrena è un passaggio che solo noi possiamo rendere importante. Questo è il grande dono che il Signore ci riserva. Tu hai saputo farne tesoro e, con umiltà e semplicità, hai speso la tua vita per farne dono agli altri. Con grande semplicità ci hai insegnato e testimoniato che la fede è una grande forza e una ricchezza. Oggi siamo chiamati a una grande prova e, come tu ci hai insegnato, ci uniamo in preghiera. Ti giunga, e sia forte, l abbraccio della grande famiglia di Aiutiamoli a Vivere. Marzio Ortolani

7 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:54 Pagina 7 Chi era Padre Vincenzo Chi era Vincenzo? Un frate!! Un uomo gioviale, accogliente, di grande umanità e sensibilità verso i piccoli sofferenti, aperto con tutti e arguto (proverbiali i suoi detti, le sue massime e le sue barzellette). Un uomo che amava la sobrietà, la semplicità e la povertà che lo accompagnava ogni giorno e in ogni suo gesto. Nel suo testamento, Padre Vincenzo ha chiesto di rimanere nella sobrietà, semplicità e umiltà e di offrire in sua memoria non fiori ma gesti di concreta solidarietà per la sua Fondazione Aiutiamoli a Vivere Ong. Chiunque voglia farlo (Comitati, famiglie, amici e conoscenti) potrà effettuare versamenti nel conto della Banca Popolare di Spoleto di Terni al conto corrente n (Cod. IBAN IT72 B ) con la causale : in memoria di Padre Vincenzo Bella. Sono nato tanti anni fa a Messina, in Sicilia, terzo di quattro figli; la mia era una famiglia normale: mio padre un piccolo imprenditore nel campo della calzoleria; erano gli anni post-bellici, quando le scarpe si facevano su misura. Ricordo il lavoro degli operai davanti alla banchitta, il piccolo banchetto di lavoro dove ognuno aveva i suoi attrezzi. Mia mamma era casalinga. L infanzia l ho trascorsa nel mio quartiere dove c era la parrocchia di San Giuliano dove ero stato battezzato retta dai frati minori conventuali. Dopo il Ginnasio, conosco Padre Vittorio Costantini, il Ministro Generale dei frati minori conventuali in visita alla Parrocchia; a lui confido la mia vocazione, l idea di diventare frate e lui per tutta risposta mi invita a Gubbio, la sua città, dove c era il Seminario dei frati. A Gubbio completerò gli studi ginnasiali, poi mi trasferirò a Spoleto dove rimango tre anni per gli studi liceali dopo Spoleto, eccomi ad Assisi, dove intraprendo gli studi di filosofia e teologia. È l anno 1965, il 14 luglio, quando vengo ordinato sacerdote proprio da Monsignor Vittorio Costantini, vescovo di Sessa Aurunca, presso la cappella dell allora Villa Redenta di Spoleto. Ho 29 anni. L anno dopo, è il 1966, padre Vincenzo viene inviato a Terni, è il suo primo incarico, come vice parroco della nascente chiesa di San Giovanni Battista. Parroco di quella chiesa di quartiere è padre Serafino Piccinini. A San Giovanni, in realtà, ancora non c era la chiesa e fungevano da luogo di culto due cappelle: una in via Montanara e una in via XX settembre. Noi frati abitavamo in un piccolo appartamento in via XX settembre. Il 23 giugno del 1967 inaugurammo, finalmente, la nuova chiesa, in via Piana dei Greci. San Giovanni è sempre stato un quartiere difficile, ma riuscimmo a riunire un buon numero di giovani intorno alla chiesa. Io rimasi fino al 1970, quando fui trasferito a Foligno, dove rimasi nove anni, poi ancora in trasferta a Cattolica, quindi di nuovo a Terni, mia città d adozione. A Terni padre Vincenzo rimane fino al 1994 ( ). Nel 91, in un contesto nazionale così difficile, conosco Fabrizio Pacifici. A presentarmelo è Moreno Peciarolo, un giovane che frequenta la chiesa e che è collega di Fabrizio nel corpo dei vigili urbani. Moreno mi dice che quel suo amico ha un idea fissa in testa: vuol portare i bambini di Chernobyl in Itala, a Terni, ospiti delle famiglie della parrocchia. Accolgo subito l idea e dico a Moreno che voglio conoscere il suo collega, anche se mi dice che lui in una Chiesa non è mai entrato. A convincere Fabrizio Pacifici che entrare in Chiesa non è peccato, ci penserà proprio Padre Vincenzo. Lui ha il motivo giusto per convincerlo. A Fabrizio dissi che sarebbe dovuto venire in chiesa la domenica, durante la messa, e dopo l omelia avrebbe dovuto parlare lui ai parrocchiani spiegando la sua iniziativa. Ricordo che non batté ciglio e la domenica alle 11, puntuale, si presentò in chiesa. TRATTO DAL LIBRO SCRITTO DA ALBERTO FAVILLA IN OCCA- SIONE DEL VENTENNALE DEL- LA FONDAZIONE AIUTIAMOLI A VIVERE ONG (2012) 7

8 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:54 Pagina 8 8 Nuove linee guida per l accoglienza temporanea Maggio a Roma c è la riunione con i Ministeri dell I- Il 9 struzione e delle Politiche Sociali Minori Stranieri; tratteranno le nuove linee guida per l accoglienza temporanea dei minori ho intenzione di mandare voi due. Era il 26 aprile e con queste parole il Socio Fondatore, Fabrizio Pacifici, ci comunicava che avremmo rappresentato la Fondazione a quella riunione. Panico e orgoglio per l incarico appena ricevuto ci hanno fatto compagnia per i giorni che ci separavano dall evento. Panico perché per la prima volta rappresentavamo la Fondazione da sole, senza l aiuto dei grandi, di coloro che hanno reso così grande questa famiglia ; orgoglio per la stessa motivazione e per la fiducia accordataci. 9 Maggio. Roma. La Conferenza è preceduta dalla registrazione di tutti i partecipanti, sono presenti circa una ventina di Associazioni che, come la nostra, si occupano di accoglienza temporanea. Dopo le presentazioni di rito degli esponenti del Comitato Minori, Dott. Stefano Scarpelli (Funzionario Divisione IV Politiche di integrazione e tutela dei minori stranieri), e Dott. Rodolfo Giorgetti (Responsabile Area Immigrazione), il Dott. Ivan Crisà e la Dott.ssa Francesca Palombi (Supporto tecnico alle attività dell ufficio minori stranieri Ernest & Young), iniziano a illustrare con dovizia di particolari i nuovi modelli per la presentazione dei progetti di accoglienza temporanea, soffermandosi, per ognuno, sull importanza, ormai nota, che gli stessi arrivino nelle loro mani in originale e senza l apporto di modifica alcuna (e qui una piccola nota d orgoglio per la nostra rigidità con i responsabili dei comitati ogni volta che arrivano dei documenti non conformi!). Viene esposto poi un nuovo metodo per l invio dei progetti: si tratta di un nuovo gestionale, un sito internet (che somiglia molto a quello che la Fondazione ha adottato da quest anno per l accoglienza), che permetterebbe l invio più rapido e immediato dei progetti, una forma che consentirebbe a noi, così come a tutte le altre Associazioni, di snellire la mole di lavoro che richiede ogni progetto; la modulistica di per sè rimarrà la stessa, ma il nuovo metodo permettereb- be l eliminazione dell invio cartaceo dalla Fondazione al Comitato Minori; l unico problema che potrebbe sorgere con questo nuovo programma è che non permetterà ritardo alcuno: qualora la documentazione non venisse caricata nel gestionale entro le date previste, il sistema in automatico rigetterebbe il Progetto senza alcuna possibilità di modifica da parte del personale competente. Tutta la modulistica, da parte dei comitati, andrà comunque inviata alla Sede Nazionale entro e non oltre le date previste, in quanto, avendo eliminato l invio del cartaceo dalla Fondazione al Comitato Minori, verranno effettuati controlli frequenti sulle varie Associazioni, che permetteranno al Comitato Minori di accertare l effettivo possesso degli originali. Con orgoglio ci siamo offerte volontarie per testare questo nuovo gestionale; questo ci permetterà, come suggeritoci in seguito alla nostra offerta di collaborazione, di fornire consigli su eventuali modifiche da apportare al programma; tutto ciò al momento rimane sulla carta, ma nel caso in cui dovesse ricevere consensi da parte delle Associazioni che si occupano di accoglienza temporanea, diverrà la nostra realtà per il futuro. Nel pomeriggio è stato organizzato un Workshop: le Associazioni presenti sono state suddivise in 4 gruppi (l assegnazione a un gruppo è stata casuale, in base all ordine d arrivo alla conferenza) ai quali è stata concessa mezz ora di tempo per poter discutere sui temi della mattinata appena trascorsa, per poi, tramite un portavoce, esporre eventuali dubbi o considerazioni agli esponenti del Comitato Minori. Questo breve ma intenso confronto ci ha permesso di venire a contatto con altre realtà, di confrontarci su varie tematiche, di capire che le stesse problematiche che riscontriamo noi, come Segreteria della Fondazione, sono anche le problematiche comuni alla maggior parte delle altre Associazioni: il ritardo riscontrato quest anno sulla disponibilità delle date d arrivo dei gruppi da parte della compagnia aerea maggiormente utilizzata; la difficoltà da parte dei responsabili dei gruppi nel farsi rilasciare la documentazione necessaria per l accoglienza temporanea da parte delle Questure di competenza, la necessità di adottare una modulistica omogenea per ogni Questura Italiana. A tal proposito ci è stato comunicato che il Ministero ha già provveduto ad inviare apposita circolare per favorire e agevolare il rilascio della documentazione. Alle Questure è stato richiesto di utilizzare dei modelli unitari, di accorciare i tempi di rilascio dei moduli, di non richiedere i nominativi dei minori ospitati nelle famiglie o nelle strutture italiane in quanto l ufficio deve fornire garanzie per i cittadini italiani indipendentemente dai minori che andranno ad ospitare. L esperienza è stata davvero entusiasmante per noi due: abbiamo ricevuto dei complimenti per il lavoro svolto (e questi stessi li rigiriamo a tutti i comitati, perché è solo grazie alla collaborazione che c è tra la Sede Nazionale e i Comitati che abbiamo potuto riceverli), ci è stata data la possibilità di conoscere le altre realtà simili alla nostra, e, con non poco orgoglio, ci è stato possibile far conoscere agli altri la nostra meravigliosa realtà. Francesca Lucianetti e Daniela Cicoria

9 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:54 Pagina 9 DOVE ANDIAMO IN VACANZA (LAVORO) QUEST ANNO? Il ritardo della partenza del nostro volo da Milano e una tempesta di neve hanno ridotto al minimo il risultato della nostra missione in Bielorussia lo scorso marzo. Il resoconto dei quei quattro giorni (da giovedì 14 a domenica 17 marzo) è parecchio avventuroso. Giovedi 14 marzo l abbiamo trascorso negli aeroporti di Milano e Vienna; siamo arrivati a Minsk alle 1.30 di venerdi 15. Nella giornata di venerdì siamo riusciti ad effettuare una breve visita all istituto di Senno. Abbiamo avuto un colloquio con il direttore e abbiamo visitato la nuova aula di falegnameria realizzata dai nostri volontari lo scorso agosto. Durante il trasferimento ad Orsha abbiamo appreso della chiusura degli aeroporti e dell allarme bufera di neve che ci ha investito in prossimità del nostro arrivo al centro diurno di Babanici che non siamo riusciti a visitare. Prudentemente abbiamo deciso di fermarci in albergo a Orsha: una decisione risultata poi molto saggia. Sabato16 marzo: nonostante le notizie che dichiaravano la chiusura di molte strade, abbiamo deciso di tentare di arrivare all istituto di Kamenka che abbiamo raggiunto rocambolescamente alle 13 (durante il viaggio abbiamo dovuto rinunciare alla visita al centro diurno di Rogaciov e alla scuola di Staraia Rudnaia a causa dell impercorribilità delle strade). Domenica 17 marzo: percorrendo la strada che ci conduce a Minsk sulla strada del ritorno in Italia, ci siamo resi conto dei danni causati dalla tempesta di neve che ha avuto il suo apice proprio nella regione di Minsk. In conclusione: Kamenka, istituto che ospita bambini oligofrenici, sarà oggetto di ristrutturazione come unico progetto delle vacanze-lavoro per il L intervento riguarderà il rifacimento dei servizi igienici e la realizzazione di nuove stanze per le docce (nelle foto la situazione attuale); collocheremo nel giardino dell istituto anche due serre donate dai nostri comitati. Una serra verrà montata, inoltre, nell internato di Gansevici. Giacomo Dognini 9

10 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:55 Pagina LA FONDAZIONE SCENDE IN CAMPO CON LA NAZIONALE Abbiamo incontrato Cesare Prandelli. L allenatore della nazionale di calcio italiana ha ricevuto lo scorso 29 maggio una delegazione della Fondazione Aiutiamoli a Vivere al Centro Tecnico della FIGC di Coverciano (Firenze). L incontro si è realizzato dopo il necessario iter procedurale con la Federazione, che si è mostrata molto disponibile e si è attivata rapidamente per un buon esito della nostra richiesta. Siamo giunti a Coverciano proprio mentre la Nazionale era in ritiro per preparare i prossimi appuntamenti delle qualificazioni per i Mondiali 2014 e della Confederations Cup; così è stato possibile assistere a un allenamento della nostra squadra. Spettatori d eccezione a questo avvenimento sono stati otto bambini bielorussi provenienti da Slutsk nella regione di Minsk, attualmente ospiti del Co-

11 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:55 Pagina mitato di S. Giovanni Valdarno (uno dei comitati storici della Fondazione, che accoglie da oltre 15 anni), accompagnati dal Presidente Silvio Del Riccio insieme a due membri del Comitato e all interprete Olga Nikanovich. Cesare Prandelli ci ha accolti all arrivo con grande cordialità, anche in virtù delle comuni origini orceane col nostro architetto Giacomo Galli (sono entrambi originari di Orzinuovi nel bresciano) e della loro lunga amicizia, nata sui banchi di scuola. Al termine dell allenamento, che abbiamo potuto seguire da vicino, i giocatori hanno accettato di farsi fotografare con i nostri piccoli ospiti bielorussi, ai quali la Federazione ha regalato simpatici gadget come ricordo di questa esperienza. Cesare Prandelli, poi, è tornato da noi e ha colto l occasione per rivolgere un messaggio di saluto agli ascoltatori di Radio Friends e a tutti gli amici della Fondazione, in Italia ma anche in Bielorussia e in tutti i luoghi in cui Aiutiamoli a Vivere si trova a operare. Un felice gemellaggio tra sport e solidarietà nel segno dell amicizia, che la Fondazione auspica possa essere l inizio di una significativa collaborazione. Ma anche una giornata assolutamente straordinaria, che gli otto bambini bielorussi non dimenticheranno (e non solo loro!). Davide Bonetti

12 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:55 Pagina AL FORUM 2013 I PROGETTI DEGLI STUDENTI SU BAMBINI E DISABILITÀ Nei giorni Maggio, si è svolto, presso la struttura Sidelniki a 5 km da Mozyr, il 3 Forum degli Studenti iscritti al Progetto Adozione Studenti Universitari. Quest anno il Forum si è caratterizzato soprattutto per l impegno chiesto alle Università di presentare progetti di volontariato riferiti al tema Bambini e disabilità, i migliori dei quali avrebbero ricevuto un finanziamento da parte della Fondazione Aiutiamoli a vivere. L Università di Medicina di Minsk ha rinunciato a presentare il progetto, perché avevano confidato in una associazione di volontariato di Minsk per la realizzazione e il giorno prima la stessa aveva comunicato che non era più intenzionata ad occuparsene. Anche le facoltà di Medicina e del Politecnico di Gomel non hanno ritenuto opportuno presentare il progetto per mancanza di tempo. Così delle nove Università interessate al Progetto Adozione Studenti Universitari soltanto sei hanno presentato il Progetto. Erano presenti al Forum 166 persone, di cui: 109 studenti in borsa di studio, 5 studenti già laureati, 17 responsabili di Università, 16 relatori dei progetti delle Università, 8 delegati dall Italia e 3 in rappresentanza dell ufficio di Minsk. Il Forum è iniziato, come da programma, con l intervento del Presidente della Fondazione Aiutiamoli a Vivere. È seguito poi il benvenuto del Rettore dell Università Shamiakina di Mozyr, Valetov Valentin, e del Vice Sindaco di Mozyr, Galiuk Feliks. Radovnia Tatiana, leader dell organizzazione di volontariato Fai il bene dell Università di Mozyr, ha presentato le iniziative dell organizzazione sul territorio di Mozyr. Poi sono stati illustrati i progetti realizzati dalle Università. Progetto La Vita senza confini La relazione è curata da Hil Ksenia per conto dell Università Statale di Grodno intitolata a Janka Kupala. Il progetto si rivolge a circa 1150 bambini diversamente abili da 0 a 18 anni (77% meno di 14 anni e 23% da 14 a 18 anni); circa 300 bambini (26%) con disfunzioni dell organismo del 3-4 gra- do hanno bisogno di aiuto medico, psicologico, sociale e morale. L obiettivo è la socializzazione e l integrazione di bambini e studenti con invalidità nella società alla base del Centro del Volontariato professionale dell Università di Grodno. Il progetto è strutturato per un periodo di tre anni per un impegno totale di euro ,00, di cui ,00 con risorse proprie e ,00 con sponsorizzazioni esterne e la formazione di 120 volontari (40 ogni anno) coadiuvati dagli studenti universitari e dai genitori dei bambini. Progetto L istituzionalizzazione dei bambini orfani nelle condizioni delle Case-Famiglia La relazione è curata da Govarushkina Natallia, dottoressa di Scienze Pedagogiche e Pedagogo Sociale, redatta insieme alla professoressa della cattedra di Pedagogia dell infanzia e della famiglia Batura Irina, per conto dell Università Statale di Moghilev intitolata ad A. Kuleshov. Il progetto è rivolto alla Casa del bambino di Moghilev specializzata per i bambini con disturbi psichici, con lo scopo di creare le condizioni affinché le Istituzioni si occupino, in modo stabile, dei bambini orfani e rimasti senza la tutela dei genitori attraverso l organizzazione dell attività del tempo libero con l arricchimento della base materiale necessaria per lo sviluppo. Obiettivi del progetto sono: aumentare la competenza professionale dei futuri specialisti nel campo della formazione prescolastica e favorire l integrazione dei bambini nella società attraverso la creazione di condizioni sociali e psicologiche normali di vita in base alle diverse caratteristiche dovute all età. Il preventivo di spesa è molto contenuto (Euro 2.800,00) ma si prevedono raccolte di fondi dalle attività di volontariato. Progetto Tutti hanno diritto di essere felici La relazione è curata da Nizhurina Marina e Leonovich Olga per conto dell Università Statale di Vitebsk intitolata a P. Masherov. La banca dati della Regione di Vitebsk evidenzia circa bambini con particolari problemi psicofisici (7,5% dei bambini della Regione). Esistono nel territorio una scuola dell obbligo per i bambini con problemi di udito e 4 scuole istituti dove studiano 423 bambini. Funzionano 19 classi speciali (136 alunni). Circa 400 bambini usufruiscono dell assistenza correttiva della Regione di Vitebsk. Lo scopo del progetto è il miglioramento della situazione sociale e dello stato psicoemotivo dei bambini con particolare sviluppo psicofisico, il superamento dell isolamento dei bambini malati e dei loro genitori mediante la clownterapia. Gli obiettivi sono l espansione del volontariato nella Regione di Vitebsk per il sostegno sociale, pedagogico e psicologico dei bambini, l istruzione dei volontari alle competenze del lavoro con i bambini, il miglioramento dello stato psicofisico dei bambini mediante attività didattiche, di socializzazione e riabilitazione, conferenze scientifiche e pratiche per la pubblicizzazione, su tutto il territorio, del Progetto e la distribuzione di opuscoli, volantini e brochure in modo che tantissime persone collaborino alla riuscita del progetto. Il preventivo di spesa è di Euro 4.000,00 ma sono previste raccolte fondi mirate.

13 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:56 Pagina Progetto Nella mia mano c è la tua mano La relazione è curata da Sokolova Tatiana, ricercatrice della cattedra di Pedagogia, responsabile del Club di Volontari Accademia del Volontariato per conto dell Università Statale di Brest intitolata ad A.S. Pushkin. Presenta la composizione del gruppo organizzativo del Progetto che comprende, quale coordinatore, Sender Anna, primo Vicerettore dell Università, Leonink Nadezhda quale responsabile dei volontari, decano della facoltà Socio Pedagogica dell Università e deputato del Consiglio Comunale della città di Brest, Savchuk Viktoria, ricercatrice della cattedra di Pedagogia e altri volontari del Club Accademia del Volontariato, studenti della facoltà Socio-Pedagogica, tra cui una studentessa borsista della Fondazione. Lo scopo del progetto è garantire l integrazione dei bambini diversamente abili che frequentano l Asilo n. 10 di Brest creando un ambiente senza barriere. Gli obiettivi sono: organizzazione di corsi di formazione per volontari ed educatori dell Asilo n. 10, orientati all aumento delle competenze della squadra degli specialisti; accompagnamento sociale, pedagogico e psicologico dei bambini, sostegno sociopsicologico ai genitori dei bambini e organizzazione del lavoro del Centro di consultazioni e formazioni; iniziative orientate alla creazione delle condizioni di soggiorno sicuro e confortevole dei bambini. Il preventivo di spesa ammonta ad euro ,00, di cui ,00 per costi del personale, ,00 per materiale didattico ed attrezzature e ,00 per la sede, i servizi e l impegno dei volontari. Progetto Siamo sullo stesso livello La relazione è curata da Malakhov Artem, studente del terzo anno della Facoltà Umanitaria Economica per conto dell Università Statale Bielorussa del Trasporto di Gomel. Il gruppo che ha realizzato il progetto è composto dal Dirigente Malakhov Artem e dalla coordinatrice Korovaecich Ekaterina, coadiuvati da un gruppo di volontari tra cui una studentessa borsista della Fondazione. Lo scopo è quello di realizzare l integrazione e la riabilitazione dei bambini diversamente abili della Regione di Gomel utilizzando gli strumenti multimediali (web radio, creazione di sito). Gli obiettivi del progetto consistono nell organizzare la squadra di lavoro con iniziative d insegnamento volte ad aumentare le competenze degli operatori e creare nuovi volontari con attività di formazione (workshop, seminari) e la creazione di nuove organizzazioni sociali. Il preventivo di spesa di Euro 6.000,00 viene richiesto totalmente alla Fondazione Aiutiamoli a Vivere. Progetto Affrettatevi a fare del bene La relazione è curata da Hud Alena per conto dell Università di Pedagogia di Mozyr intitolata a I.P. Shamiakin. La regione di Mozyr è una zona colpita dalla centrale nucleare di Chernobyl con un numero rilevante di bambini disabili con problemi sociali, economici, psicologici ed educativi. Lo scopo del progetto è di aiutare i bambini con disabilità attraverso corsi di formazione e riabilitazione. Gli obiettivi consistono nel reclutare nuovi volontari attraverso appositi corsi di formazione e seminari di pratica di riabilitazione, organizzare e attuare misure volte a soddisfare le esigenze dei bambini e dei loro genitori e l interazione con l ambiente sociale. Il budget del progetto risulta completo ed analitico e la spesa totale ammonta a euro 3.000,00. Sono indicati i potenziali sponsor nella Raffineria di Petrolio di Mozyr Srl e nella Fabbrica del Sale di Mozyr che sono tra le più grandi società della provincia di Mozyr e che sono disponibili ad aiutare questi bambini con particolari problemi. Al termine della presentazione dei Progetti è seguito un intermezzo musicale con il concerto dei solisti dell Università di Mozyr e del gruppo di danza Sijanie. Successivamente Saverio Girotto è intervenuto con la presentazione del sito di RadioFriends e del concorso canoro. Subito dopo la pausa del pranzo è iniziata la presentazione dei video per il concorso del miglior studente dell anno. Al termine i giudici, con la valutazione dei video, hanno concluso la votazione delle schede dei candidati per lo studente dell anno e le hanno consegnate al Comitato Organizzatore del Forum, per procedere ai conteggi finali e alla determinazione della classifica. Nel frattempo le delegazioni di ogni Università si erano riunite, ciascuna in una stanza diversa per discutere e poi procedere alla valutazione dei progetti presentati dalle Università. Al termine anche le schede di valutazione dei gruppi delle Università sono state ritirate per il conteggio totale con le schede della giuria italiana. MIGLIOR PROGETTO DELL UNIVERSITÀ Sono state istituite due giurie, una italiana e l altra bielorussa. La giuria italiana, composta da Remo Agnoletto, Marzio Ortolani, Lino Dal Monte, Luciano Braconi ed Enrico Cherubini, poteva votare per tutte le Università e aveva a disposizione un punteggio da 1 a 70 punti (70%); quella bielorussa, composta da otto studenti in rappresentanza dei rispettivi gruppi, aveva a disposizione un punteggio da 1 a 30 punti (30%). Il totale dei voti delle due giurie avrebbe determinato il progetto vincitore della gara. Si è giunti quindi alla premiazione dei progetti, che si sono così classificati: 1 - Università di Brest riceverà un premio di E 5.000, Università di Grodno riceverà un premio di E 4.000, Università di Vitebsk riceverà un premio di E 3.000, Università di Mozyr riceverà un premio di E 1.500, Università di Gomel riceverà un premio di E 1.400, Università di Moghilev riceverà un premio di E 1.300,00 La premiazione è stata effettuata dal Presidente della Fondazione Aiutiamoli a Vivere, Marzio Ortolani. MIGLIOR STUDENTE DELL ANNO Successivamente si è proceduto alla valutazione del miglior studente dell anno. La Giuria era composta dal Presidente della Fondazione, Marzio Ortolani, da Olga Ganja in rappresentanza dell Ufficio di Minsk, e da nove rappresentanti delle diverse Università presenti. Il voto della voce Titoli di merito era quello che scaturisce dalla certificazione dell Università; si è pertanto provveduto a inserirlo d ufficio. Il voto delle voci Curriculum vitae, Titoli di merito e Volontariato era quello che scaturisce da insindacabile valutazione del giudice e non può essere, in alcun modo, variato o suggerito da altre valutazioni. Il giudice aveva anche a disposizione una voce Valutazione Aggiuntiva, dove poteva inserire una sua valutazione dello studente ritenuto il potenziale vincitore; tali valutazioni sarebbero state prese in esame soltanto in caso di parità di punteggio complessivo fra due o più studenti.

14 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:56 Pagina Si è proceduto poi alla premiazione degli studenti con la seguente classifica: 1 : STANKEVICH NADEZHDA studentessa al 3 anno dell Università Statale di Medicina di Minsk, facoltà Pediatrica - Premio di euro 1.500,00 2 : GREKOVA HANNA studentessa al 3 anno della Facoltà di Pedagogia dell Università Statale P.Masherov di Vitebsk - Premio di euro 1.000,00 3 : PETRENKO HANNA studentessa al 4 anno della Facoltà di Ingegneria e Pedagogia all Università Statale di Pedagogia I.P. Shamiakin di Mozyr - Premio di euro 500,00 4 : KACHAEVA LAURA studentessa al 3 anno della Facoltà di Pedagogia e Psicologia dell Infanzia dell Università Statale A.Kuleshov di Moghilev. 5 : POTOTSKAIA TATIANA studentessa al 3 anno della Facoltà Psico Pedagogica dell Università A.S. Puskin di Brest. 6 : KASPUR VALERIA studentessa al 3 anno dell Università Statale di Trasporto di Gomel. 7 : KHALIMONCHIKOVA ALESIA studentessa al 3 anno dell Università Statale Politecnico P.O. Sukhogo di Gomel 8 : PIKULIN YURIJ studente al 4 anno dell Università Statale di Medicina di Gomel 9 : SCINDIN VIKTOR studente al 3 anno della Facoltà di Cultura Fisica dell Università Statale Y. Kupala di Grodno. La premiazione è stata effettuata da Luciano Braconi. A tutti i candidati è stato consegnato un attestato di partecipazione al Forum 2013 e un cofanetto con due penne e un portachiavi Parker. CONSEGNA BORSE DI STUDIO Successivamente, dopo le conclusioni del Presidente Marzio Ortolani, è iniziata la consegna delle borse di studio che, per problemi logistici e mancanza di tempo, è avvenuta per gruppi di Università e non singolarmente. Per l Università di Minsk, Facoltà Linguistica, i due ragazzi, Yusupov Marina e Mischa, non erano presenti per cui le buste sono state consegnate al nostro ufficio di Minsk per l inoltro agli interessati. I ragazzi del Politecnico di Gomel erano tutti presenti, ad eccezione di Zverovich Maksim, impegnato con gli esami. Sono state consegnate alla responsabile, Patscenko Marina, n.9 buste, per un totale di euro 1.080,00 e rubli per rimborso spese viaggio. Per l Università del Trasporto di Gomel, oltre a tutti i ragazzi con borsa di studio, erano presenti Strelcenko Veronika e Malakhou Artem che, insieme a Korovaecich Ekaterina, Alkhovskaia Aleksandra e Kulbanova Anna, hanno elaborato e relazionato sul Progetto Siamo sullo stesso livello. Sono state consegnate alla responsabile, Strelcenko Veronika n.8 buste per un totale di euro 950,00 e rubli per il rimborso delle spese di viaggio. Nel mese di giugno Ghilevich Galina si laurea in Gestione delle Costruzioni Edili e Matveeva Evghenia si laurea in Gestione dei Trasporti. Dell Università di medicina di Gomel risultano assenti Bulskaia Veronika e Donnikov Aleksandr e le responsabili dell Università Glukareva Zhanna e Nesterenko Olga. La situazione è stata presa in mano da Vladimir Straletskj che si è laureato nel 2012 e ha sostituito ottimamente le due assenti; gli sono state consegnate n. 8 borse di studio per un totale di euro 960,00 e rubli quale rimborso spese viaggio. I ragazzi dell Università di Moghilev sono tutti presenti, ad eccezione di Gramyko Olga per problemi familiari. Sono state consegnate a Natalia Govarushkina n. 10 borse di studio per un totale di euro 1.200,00 e rubli quale rimborso spese viaggio. Nel mese di giugno Fialka Dmitriy si laurea in Cultura Fisica e Popov Artem in Storia. L università di Vitebsk, dopo tre anni di latitanza, ha iniziato il nuovo rapporto con il Progetto Adozione Studenti Universitari con un importante presenza di ragazzi in borsa di studio, tutti presenti ad eccezione di Takhonova Natalia, che non è stata rintracciata in tempo utile per partecipare al Forum di Mozyr. Abbiamo consegnato a Martinovich Natalia n. 18 borse di studio per un totale di Euro 2.260,00 e rubli come rimborso spese viaggio. Del gruppo di Medicina di Minsk risultano assenti Martines Innokentij e Radiuk Galina in quanto impegnati con gli esami di laurea. Sono state consegnate a Sereda Irina e Pozdniakova Irina n. 15 borse di studio per un totale di euro 1.800,00. Per il trasferimento da Minsk per Mozyr è stato utilizzato un pulmino di 20 posti per la delegazione di Minsk e le spese del trasporto ammontano ad Euro 510,00 pagati in contanti. Nel mese di giugno Martines Innokentij, Moskalenka Roman e Radiuk Galina conseguiranno la laurea in Medicina con specializzazione Terapeutica. I ragazzi in borsa di studio dell Università di Brest sono 15 e sono tutti presenti. Le buste delle borse di studio sono state consegnare alla responsabile Savchuk Viktoria per un totale di euro 1.800,00. Il trasferimento delle delegazioni è stato effettuato con un pulmino di proprietà dell Università. L ufficio di Rappresentanza di Minsk provvede al rimborso del costo del carburante utilizzato per il viaggio. Nel mese di giugno Frunze Irina si laurea in Matematica con specializzazione Informatica. La delegazione dell Università di Grodno è composta da 15 persone tra cui 10 studenti in borsa di studio, 3 studenti per la presentazione del Progetto e due responsabili dell Università. In giugno 2013 conseguiranno la laurea Romanovich Alexander in lettere e Scendrikova Tatiana nella facoltà di magistero. Vengono consegnate alla responsabile Shulga Oksana n. 11 borse di studio per un totale di euro 1.320,00 e rubli per rimborso spese viaggio. Da notare che Aksiutik Artur, un ragazzo diversamente abile, non era presente al Forum nonostante la Fondazione avesse chiesto espressamente che il ragazzo doveva far parte della delegazione predisponendo qualsiasi mezzo per non creare particolari disagi durante il viaggio. Gli studenti di Mozyr costituiscono la delegazione più numerosa del Forum 2013 e non poteva essere diversamente in quanto organizzatrice del Forum stesso. I ragazzi in borsa di studio sono 24 e sono tutti presenti. Si laureano nel prossimo mese di giugno i seguenti ragazzi: Dubrovski Egor, Kalitinenkov Nikolai, Kirmel Vassili e Tsyblienko Nadezhda nella Facoltà di Tecnologia; Melekhacets Anatoli nella Facoltà di Fisica Matematica e Soroka Aleksandr nella Facoltà di Matematica. Vengono consegnate al responsabile Strukov Viktor n. 24 borse di studio per la consegna agli interessati, per un totale di euro 2.880,00.

15 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:57 Pagina GRUPPO ADOZIONE A DISTANZA POST LAUREA Nel Progetto Adozione a distanza post laurea sono iscritti 17 ragazzi sostenuti da altrettante famiglie. Questi ragazzi avrebbero dovuto essere presenti al Forum di Mozyr, ma per un errore di valutazione del numero dei pernottamenti in sede di stipula del contratto con la struttura Sidelniki, sono stati prenotati 140 posti letto in luogo di 170. Pertanto abbiamo dovuto comunicare ai ragazzi di non venire al Forum per mancanza di posti letto. Le borse di studio sono state affidate all ufficio di Minsk per la consegna agli interessati. È stato indubbiamente un Forum degli Studenti intenso, pieno di emozioni e di contenuti. Si è notata la presenza dei partecipanti con la voglia di essere protagonisti, di essere coinvolti nei lavori in modo diretto e spontaneo. L integrazione delle varie realtà universitarie è stata ottima, peraltro facilitata dalla funzionalità della struttura Sidelniki. Abbiamo avuto un ottima risposta dalle delegazioni delle Università, le quali, pur di essere presenti, hanno affrontato viaggi in treno lunghi e disagiati. L unica nota negativa è stata quella della mancata presentazione di tre progetti dell Università di Medicina di Minsk, dell Università di Politecnico di Gomel e dell Università di Medicina di Gomel. Quest ultima poi ha inviato il gruppo degli studenti in borsa di studio senza accompagnatore ufficiale dell Università. Sono stati affidati al dott. Straletski Vladimir, appena laureato e peraltro bravissimo, che ha preso in consegna i ragazzi e sostituito ottimamente i responsabili. Un ringraziamento particolare all Università Pedagogica di Mozyr intitolata I.P. Shamiakin per aver ospitato il Forum degli Studenti 2013, allo staff di Viktor Strukov che, insieme all ufficio di Rappresentanza di Minsk, ha organizzato ottimamente il Forum, ai responsabili delle Università che hanno coadiuvato i ragazzi per la stesura dei Progetti e per la preparazione dei documenti dei candidati al concorso dello Studente dell anno, ma soprattutto agli studenti che con la loro presenza e con il loro entusiasmo contribuiscono tutti gli anni alla riuscita del Forum. Un ringraziamento speciale al Presidente del Centro Servizi per il volontariato di Rovigo per la sua competenza e la sua preziosa presenza. All avvocato Giovanni Ranalli un abbraccio particolare da tutti gli studenti in borsa di studio nel Progetto Adozione Studenti Universitari. Luciano Braconi L IMPEGNO DEGLI STUDENTI AL FORUM: UNA TESTIMONIANZA AUTOREVOLE Sono stato invitato dal Presidente Marzio Ortolani a partecipare al 3 Forum degli studenti a Mozyr. La mia partecipazione, come Presidente del Centro di Servizio per il Volontariato di Rovigo, è avvenuta in conseguenza di un impegno assunto come CSV per l accompagnamento di una quindicina di studenti, che sono stati ospiti in Italia, per cercare di creare i presupposti per costruire in loro una mentalità per la creazione di progetti sociali da realizzare nel proprio territorio, attraverso l aiuto delle Università del luogo. Nell incontro con i membri dell associazione, che mi attendevano per questi lunghi giorni operativi, il rapporto relazionale è scattato quasi immediatamente; ho sentito la loro forza di essere presenti per capire quale cammino intraprendere nei prossimi anni. Si è subito iniziato a lavorare per mettere a punto le schede di valutazione dei progetti e anche le considerazioni per la valutazione del miglior studente iscritto al concorso; l approfondimento è stato subito improntato nel considerare le proprie esperienze personali nell ambito del volontariato, valutando la progettazione sociale come base fondamentale per iniziare un percorso, anche nella costruzione di un associazione composta dagli studenti e insegnanti delle università che hanno partecipato al concorso stesso. Durante il Forum i capigruppo di ogni Università hanno presentato i progetti con video, slide e commenti integrativi a quelli scritti nei singoli progetti. La presentazione è stata attentamente ascoltata dai giurati e dagli studenti e poi, progetto per progetto, discussa dall assemblea presente in sala nella giornata successiva. Il lavoro mi è parso molto interessante e stimolante da tutti i punti di vista, gli interventi dell assemblea sono stati puntuali e importanti per approfondire il carattere dei progetti presentati. L esame per la valutazione è stato laborioso e ci ha impegnati in uno sforzo notevole, perché la scheda di valutazione preparata da Marzio è stata puntuale sotto ogni profilo, sia tecnico, sia sociologico che finanziario, con grande attenzione al monitoraggio dei progetti presentati; l intesa fra i giurati è risultata ideale per discutere nel migliore dei modi tutti i passaggi legati ai progetti e all intenzione della piena realizzazione nel tempo assegnato di tre anni. L importanza del monitoraggio è fondamentale per trovare e accorgersi delle carenze via via che il progetto si realizza. Gli studenti dovranno essere attenti all andamento degli obiettivi posti, di anno in anno fino al termine (per così dire ) del progetto, perché questi progetti, a parere mio, non avranno un termine ma saranno stimolo per andare avanti nella progettazione futura. Il lavorare insieme porta sempre delle nuove conoscenze proprio nella progettazione sociale e nell affrontare queste tematiche importanti e fondamentali per un welfare partecipato da tutti i cittadini e condiviso per poi essere portato alla conoscenza anche in un rapporto massmediale e di informazione. Per quanto riguarda la presentazione dei video degli studenti da premiare, è stato interessante il taglio che ogni studente ha voluto imprimere nei pochi minuti disponibili alla videocamera per dare visibilità alla propria azione di studente e di volontario: si è potuto capire le tendenze personali di ognuno con aspetti differenti sia nel carattere che nella presentazione propria anche sotto l aspetto fisico e psicologico. In chiusura del Forum sono state lette le considerazioni progetto per progetto, che in generale sono state positive, con qualche lacuna nella presentazione dei gestori del progetto stesso, dei partner, che sono molti importanti sia all inizio che durante tutta la fase dei progetti e nel monitoraggio, assai mancante su tutti i progetti, escluso quello arrivato primo; nelle attente valutazioni finali si è rammentato che non è il progetto con il punteggio più elevato che vince ma tutti insieme si vince per realizzare, università per università, tutti i progetti presentati, con la possibilità di migliorarli durante la loro realizzazione; si è sottolineato, infine, la corresponsabilità tra insegnanti e studenti per una maggiore sinergia del lavoro da fare insieme nel futuro dei progetti. REMO AGNOLETTO Presidente Centro Servizi per il Volontariato di Rovigo

16 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:57 Pagina UNA BAMBINA VENUTA DA LONTANO di prugne è il romanzo d esordio Marmellata di Patrizia Fortunati, tratto da una storia vera che racconta di una bambina di Chernobyl venuta in Italia per le vacanze terapeutiche «Indossavo una gonnellina bianca, sporca già prima di partire, e una maglietta rosa che aveva perso la sua forma, con dei piccoli buchi sulla parte di dietro. Le scarpe erano la cosa più decente che indossassi, però erano di mia sorella maggiore, quindi tre numeri troppo grandi per me. Ed ero senza mutande» (Marmellata di prugne, ali&no editrice) Dopo il successo di Terni, dove oltre 150 persone sono intervenute alla presentazione, e quello di Perugia, in cui è stata coinvolta anche l Arpa (Agenzia Regionale per l Ambiente), ali&no editrice di Perugia, in collaborazione con la Fondazione Aiutiamoli a Vivere ONG, presenta il romanzo Marmellata di prugne, opera d esordio di Patrizia Fortunati. La vicenda di Lyudmila, la protagonista del libro, è ispirata a tante storie vere: alle storie di tante famiglie che hanno aperto la propria casa e il proprio cuore a dei bambini che venivano da lontano, con gli occhi sgranati e una piccola valigia di cartone. E tra queste famiglie c è stata anche quella di Patrizia Fortunati di Terni, l autrice di questo delicato e intenso romanzo, che in soli due mesi ha raccolto consensi e ottime recensioni da molte testate giornalistiche. Lyudmila è stata una bambina di Chernobyl. In questo romanzo la incontriamo ormai novantenne nel 2077, seduta su una vecchia sedia foderata di ruvida stoffa gialla, con una tazza di tè e una fetta di pane nero ricoperto di marmellata di prugne. Un sapore antico che le ricorda affetti e tenerezze delle sue estati italiane, un sapore mai dimenticato. E inizia a raccontare con commozione. Racconta la sua vita, una vita faticosa, tutta in salita. Le sue tante cadute, gli errori e le bugie, raccontate anche a se stessa, testimoniano la fragilità di una bambina cresciuta senza amore e di una donna che lo ha cercato disperatamente. Le sofferenze attraverso le quali è passata l hanno resa una donna consapevole e determinata, capace di rivivere il passato con lucidità e tenerezza, e il legame con i suoi italiani è una testimonianza viva, commovente, di quanto possa far bene il dare con il cuore. E il perdono che Lyudmila sceglie di dare è la miglior prova che capire aiuta a vivere. «Il romanzo racconta Patrizia Fortunati - è ispirato a una storia vera vissuta da me e dalla mia famiglia. La prima parte del romanzo è molto reale e ritroviamo episodi e personaggi del periodo in cui Lyudmila è stata nostra ospite per le vacanze terapeutiche, nella seconda invece ricostruisco il suo futuro, le sue scelte, diverse da quelle possibili, gli affetti, fino al suo intenso lascito prima di morire. Ma Lyudmila esiste davvero. Anzi esistono cento, mille Lyudmile. Cento, mille donne nate nel luogo, nella famiglia, nel momento sbagliato, che hanno fatto mille e più sbagli, che hanno amato l uomo sbagliato e che sono cadute un infinità di volte. Ma che si sono rialzate un infinità di volte più una. Questo romanzo è per loro. Per le donne. Perché siano sempre capaci di guardare oltre l orizzonte». Patrizia Fortunati, da sempre impegnata nel mondo del volontariato sociale, e Fabrizio Pacifici, socio fondatore della Fondazione ONG Aiutiamoli a vivere che ha curato la prefazione di questo delicato e intenso romanzo, porteranno nel prossimo autunno in molte altre città italiane (Rovigo, Bergamo, Ferrara etc.) la loro testimonianza affinché questa bella storia non resti inascoltata. Marmellata di prugne, Patrizia Fortunati, 2013, pp.166, e15,00 - ISBN Il libro, disponibile in libreria, è in promozione sul sito dell editore dove può essere ordinato on line senza spese di spedizione.

17 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:57 Pagina 17 AAV LOMBARDIA HA UN NUOVO PRESIDENTE Sabato 13 aprile, presso la Sala Civica a Caravaggio, si è svolta l assemblea ordinaria dei soci dell Associazione Aiutiamoli a vivere Lombardia nel corso della quale si è proceduto al rinnovo delle cariche, alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo. Dopo la relazione del Presidente uscente, Alessandro Tironi, e l approvazione del bilancio sociale, si è votato per il nuovo Consiglio. Successivamente gli otto consiglieri eletti si sono riuniti e hanno definito l organigramma con le nuove cariche sociali. È stato eletto Presidente Alessandro Zanisi (nella foto con Yuri), che ha voluto inviare immediatamente un saluto a tutta la Fondazione. Cari amici, con queste poche righe vorrei presentarmi alla grande famiglia di Aiutiamoli a Vivere, come nuovo Presidente dell Associazione Aiutiamoli a Vivere Lombardia O.N.L.U.S. Il nuovo Consiglio Direttivo, nominato durante l Assemblea dei soci, ha voluto nella sua prima riunione del 22 aprile u.s., chiamarmi a questo incarico che considero un grande onore ma soprattutto una grande responsabilità. Faccio parte di Aiutiamoli a Vivere dal 1994, anno in cui per la prima volta ospitai nella mia casa un bambino bielorusso; a distanza di quasi vent anni, considero ancora oggi quell esperienza alla quale ne sono poi seguite altre un colpo di fulmine, una miscela di emozioni che rappresentano, anche a distanza di tempo, la vera gioia del vivere: Yury oggi ha ventinove anni, mi chiama fratello e dice di avere due mamme, una bielorussa e una italiana. Cosa dovrei aggiungere? Mi sono avvicinato alla vita dell organizzazione prima in ambito locale, come componente del comitato, poi via via, seguendo da vicino la trasformazione della prima sede regionale in associazione O.N.L.U.S. di secondo livello. Non vorrei passare per il romantico di turno, ho voluto aprire per un attimo l album dei ricordi, ciascuno di noi ha certamente nel proprio vissuto esperienze e motivazioni maturate sul campo, che lo spingono a continuare, mettendosi sempre in gioco e spendendosi in prima persona. Sono convinto dell importanza che l Associazione Aiutiamoli a Vivere Lombardia ricopre, soprattutto se penso ai progetti che, in accordo con la Fondazione di cui siamo parte, si stanno portando avanti. Il ruolo di un organizzazione regionale di secondo livello non può e non deve essere ridotto a semplice step intermedio tra le realtà periferiche e la Sede Nazionale; questo pensiero dipingerebbe un ritratto a colori sbiaditi di una realtà che, al contrario, è in grande fermento. Siamo partner importanti della Fondazione per la realizzazione di molti progetti che vengono finanziati con fondi messi a disposizione dalla Regione Lombardia; basti pensare ad esempio al grande intervento che è in atto presso il Nuovo Ospedale di Bergamo, senza dimenticarne altri, meno importanti se valutati in base alle risorse economiche messe in campo ma sempre in grado di farci aprire nuove porte e di dare nuove risposte a vecchie e nuove povertà. Per ribadire nuovamente l importanza di sentirsi tutti parte di questa grande organizzazione, d accordo con il Consiglio Direttivo, ho da subito deciso di tornare a incontrare i comitati, per ascoltare e capire vecchie e nuove criticità, cercando ove possibile di porre in atto tutte quelle azioni che permettano il proseguimento della nostra azione. Tutto ciò premesso, è necessario essere da subito operativi, anche su altri argomenti come quello della comunicazione; oggi più che mai gli strumenti di comunicazione ci permettono di essere visibili e di informare tutti gli aderenti in tempo reale su quello che accade dentro e fuori l associazione; il sito internet, la pagina di facebook, il nostro canale di Youtube, hanno aperto nuove frontiere che ci permettono di essere sempre informati e aggiornati; il nuovo Consiglio sta già lavorando per dare nuovo slancio a questo ambito, nell ottica di tenere legati tutti i comitati della nostra Regione sui progetti che sono in essere. La nuova squadra è cosi composta: Alessandro Zanisi: presidente Roberto Parizzi: vice presidente con delega ai progetti Severina Zambon: vice presidente con delega accoglienza Sara Bacis: delegata progetto accoglienza Giuseppe D Amico: delegato alla gestione dei comitati di AAV in Bielorussia Marzio Furini: delega relazione con i comitati Umberto Previtali: delegato progetto e comunicazione Daniela Ferrari: consigliere di riserva Ogni nuovo gruppo di lavoro porta con sè innovazioni e trasformazioni, che devono essere utili alla vita dell Associazione; è mia intenzione, e l ho confermato nella prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo, cercare di allargare il già nutrito numero degli aderenti, convinto che su questo e altri argomenti il Consiglio abbia trovato una linea di intervento comune. È la nuova sfida, una sfida di partecipazione e di comunicazione. Da Presidente sento di spendere su questi temi una fetta del mio impegno, credo che anche la nostra Associazione si giochi un po del suo futuro. Come Associazione dobbiamo far sentire che ci siamo e che il nostro agire non è relegato al ruolo di semplici passacarte anzi, più che mai è quello di essere soggetto attivo di quello che accade intorno a noi. Concludo ringraziando Sandro Tironi e tutto il Consiglio Direttivo uscente per il grande lavoro svolto fino a qui e, nella speranza di incontrarvi presto, Vi saluto caramente. Il Presidente Alessandro Zanisi 17

18 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:57 Pagina Chernobyl: domande e risposte In occasione del 27 anniversario dell incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, l Ambasciata della Repubblica di Belarus in Italia ha pubblicato un comunicato stampa in cui propone alcune domande e relative risposte che si possono considerare dunque ufficiali sulla questione. Pubblichiamo questo documento che riteniamo di grande interesse per i dati che fornisce e per alcune affermazioni che contiene riguardo la situazione sanitaria e le partnership internazionali per far fronte alle problematiche connesse alle conseguenze del 26 aprile È vero che la Bielorussia è un Paese che ha riportato i danni più gravi a causa del disastro nucleare di Chernobyl? Sì. Nonostante che la centrale di Chernobyl si trovi in Ucraina, oltre il 70% di radionuclidi fuoriusciti dal reattore esploso il 26 aprile 1986 sono precipitati sul territorio bielorusso causando la contaminazione da cesio-137 del 66% del territorio nazionale (oltre 13 milioni di ettari). A causa del disastro nucleare oltre 1,8 milioni di ettari dei terreni agricoli, cioè più del 20% del fondo agricolo nazionale, e oltre 2 milioni di ettari dei boschi, cioè più di un quarto del fondo boschivo nazionale, hanno subito la contaminazione da cesio-137 superiore a 1 Ci/km ettari di terreni agricoli sono stati esclusi dall uso a causa di inquinamento radioattivo. Il 18,6% del fondo boschivo nazionale (oltre 1,5 milioni di ettari) rimane contaminato da radionuclidi. Annualmente le perdite delle risorse boschive a causa di Chernobyl sono pari a 2 milioni m 3 di legno. Sui territori contaminati si trovano 132 giacimenti di materie prime e risorse minerarie, di cui 22 abbandonati. Il disastro di Chernobyl ha provocato alterazioni nella situazione demografica in Bielorussia persone sono state sfollate verso i territori che non hanno subito la contaminazione. Sui territori contaminati rimangono 340 aziende industriali le cui condizioni di funzionamento sono ostacolate da Chernobyl. Il danno sommario arrecato alla Bielorussia dal disastro di Chernobyl, calcolato per il periodo dei primi 30 anni successivi all incidente, è stimato in $ 235 miliardi, pari a 32 budget nazionali dell anno Tutta la popolazione bielorussa ha subito le conseguenze per la salute della contaminazione da iodio-131, che sinora provoca varie patologie della tiroide nel 30% della popolazione nazionale. In tutti gli strati della popolazione colpiti dalla catastrofe di Chernobyl (circa 1,5 milioni di persone) si manifesta una crescita dei casi di malattie della tiroide e del sistema vascolare, nonché dei disturbi psiconeurologici che la maggior parte degli studiosi bielorussi e stranieri considerano causati da effetti non solo delle radiazioni, ma di un insieme di altri fattori oggetto di continue ricerche. Quali sono i territori in Bielorussia colpiti dal disastro di Chernobyl? La contaminazione da cesio viene registrata sul 20% del territorio bielorusso, per la maggior parte nelle regioni di Gomel, Mogilev e Brest. Circa il 10% del territorio nazionale (attorno a ventimila km 2 ) è contaminato da stronzio. La contaminazione da isotopi di elementi transuranici è presente su circa quattromila km 2, il che è pari al 2% del territorio nazionale. In Bielorussia nelle aree a inquinamento radioattivo causato dalla catastrofe di Chernobyl si trovano centri abitati, di cui 28 insediamenti urbani e rurali. Il che costituisce il 10,1% di tutti i centri abitati del Paese. Lì risiedono circa persone, cioè il 12,1% della popolazione del Paese, di cui nei centri urbani e in quelli di campagna. Sono 53 i centri rurali rimasti completamente abbandonati a causa delle condizioni proibitive di inquinamento radioattivo. I territori maggiormente colpiti da Chernobyl in Bielorussia si trovano nelle regioni di Gomel, Brest e Mogilev. Cosa è stato fatto in Bielorussia per colmare le conseguenze di Chernobyl? In 27 anni trascorsi dall incidente i provvedimenti mirati a proteggere i territori colpiti dagli effetti della contaminazione hanno consentito di ridurre del 51,5% l estensione dei terreni contaminati da cesio-137 che al momento è pari a 3,1 milioni di ettari o il 14,5% del territorio nazionale. Negli ultimi 10 anni il numero dei centri abitati contaminati è stato ridotto di 409 per effetto di sfollamenti della popolazione e miglioramento della situazione radioattiva, mentre la popolazione residente nei territori contaminati è diminuita di persone. Lo Stato bielorusso è continuamente impegnato nelle attività volte al superamento delle conseguenze del disastro di Chernobyl. Nel 2012 l attuazione di un programma pluriennale statale dedicato è stato finanziato dal budget nazionale per Br 2,3 trilioni (circa e 203,9 milioni). Di questi fondi, oltre e 30,5 milioni sono stati spesi per sovvenzionare i soggiorni presso case di cura per cittadini, cioè il 62,8% della popolazione residente sui territori contaminati, di cui bambini. Nel 2012 circa bambini bielorussi sono stati ospitati presso centri di riabilitazione e risanamento per l infanzia. Lo Stato finanzia l acquisto di apparecchiature di ultima generazione per la dotazione di questi centri (ad esempio, nel 2012 sono stati acquistati nuovi impianti di ultrasonografia, magnetofototerapia, stomatologia, bagni secchi carbonici ecc.) e costruzione di nuove strutture. Chi sono i più importanti partner internazionali della Bielorussia nel superamento delle conseguenze di Chernobyl? Al momento il Dipartimento per la liquidazione delle conseguenze della catastrofe alla centrale nucleare di Chernobyl presso il Ministero per le emergenze, un Autorità nazionale impegnata nella risoluzione di questo problema, sta coordinando la cooperazione internazionale sul problema di Chernobyl con i partner francesi, norvegesi, giapponesi, russi e ucraini. In particolare, il 15 dicembre 2012 è stato firmato un accordo intergovernativo bielorusso-giapponese sulla cooperazione nel campo del superamento delle conseguenze dei disastri nucleari. Sono in vigore un programma intergovernativo di azione congiunta bielorusso-ucraina per la riduzione e superamento delle conseguenze della catastrofe di Chernobyl per gli anni , nonché una serie di programmi bielorusso-russi attuati nell ambito dell Unione interstatale tra i due Paesi. Sono inoltre in via di attuazione alcuni progetti di collaborazione nell ambito UNDP e AIEA. Già all indomani del disastro nucleare di Chernobyl il movimento umanitario italiano si è attivato per aiutare la Repubblica di Belarus a superare le conseguenze della tragedia. L ha fatto avviando progetti incentrati sull accoglienza dei bambini bielorussi per soggiorni terapeutici, invio di aiuti umanitari, attuazione di varie iniziative sul territorio bielorusso. Secondo le stime attuali, in tutti questi anni in Italia sono stati ospitati per risanamento circa bambini bielorussi, la maggior parte dei quali provenienti dalle zone colpite dalla catastrofe di Chernobyl, ma anche da orfanotrofi e famiglie incomplete e bisognose. Secondo i più recenti dati statistici bielorussi, nel 2012 su nostri bambini ospitati all estero per soggiorni terapeutici ben sono stati accolti in Italia. Questo sottolinea l imporanza dell Italia quale uno dei più importanti nostri partner nel campo umanitario.

19 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:57 Pagina L angolo della posta L OSPEDALE N 4 DI MINSK RINGRA- ZIA Egregi proff. Roberto Brusati e Claudio Marchetti, l amministrazione dell Ente di sanità Ospedale pediatrico 4 della città di Minsk, il collettivo della chirurgia maxillofacciale e anche i nostri colleghi degli altri ospedali dello Stato che hanno partecipato alla conferenza pratico-scientifica Le questioni d attualità di riabilitazione articolata dei pazienti con le deformità congenite e acquisite del viso e della mascella, esprimono gratitudine e riconoscenza per il nostro progetto comune. La conferenza e il successo del nostro progetto non sarebbero stati possibili senza l aiuto della Fondazione AIUTIAMOLI A VI- VERE e senza il coinvolgimento personale del responsabile dei progetti sanitari Enrico Cherubini e del capo della rappresentanza della Fondazione Olga Ganja. Li ringraziamo per il sostegno tecnico e per la voglia di aiutare i bambini malati. Secondo la nostra opinione il nostro progetto comune è riuscito bene e consideriamo le modalità della nostra collaborazione le più efficaci. Attualmente è abbastanza facile ricevere informazioni sul lavoro dei colleghi in altri paesi tramite internet, ma solo con una comunicazione personale e facendo il lavoro comune nella sala operatoria c è la possibilità di entrare nei dettagli della pianificazione dell intervento e della tecnica chirurgica. Come dimostra la pratica nella maggior parte dei casi il successo degli interventi dipende proprio dai dettagli. Egregi colleghi! La vostra esperienza teorica e pratica che avete scambiato con noi ci sarà molto utile nella nostra pratica chirurgica e l abbiamo già applicata facendo alcuni interventi. Tutti i pazienti operati da voi hanno passato bene il periodo post-operatorio e sono stati dimessi dall ospedale. Fra sei mesi noi faremo il controllo di questi pazienti e vi manderemo via mail il resoconto dettagliato con foto e radiografie. Egregi signori, speriamo che voi condividiate la nostra opinione sui risultati del nostro lavoro comune e del suo esito positivo. Noi siamo pronti alla collaborazione costante e a lungo termine. Di nuovo vi ringraziamo di tutto il cuore e vi auguriamo una buona salute e successi nel lavoro. Rostislav Filonovich Primario dell ospedale n. 4 di Minsk Viktor Lapkovski Capo del reparto maxillo-facciale IN MEMORIAM Carissima Luigina, avevamo preparato una semplice lettera di ringraziamento per il tuo impegno, la tua disponibilità e il tanto lavoro che, come sempre, avevi svolto per i nostri bambini durante questo soggiorno Non ci hai lasciato il tempo di consegnarti questo piccolissimo riconoscimento, hai preferito riabbracciare il tuo amato Ambrogio lasciandoci attoniti e consapevoli del grande vuoto che si è creato con la tua partenza. Permettici allora di ripercorrere con il pensiero il tratto di strada che abbiamo condiviso e che ci ha lasciato tanti bei ricordi, ma soprattutto un grande insegnamento. Sei stata una tra le prime famiglie che, aderendo al progetto Aiutiamoli a Vivere, hai accolto una bimba bielorussa: Julia. Proprio per conoscere meglio la sua realtà, con il tuo Ambrogio, hai partecipato a uno dei nostri primissimi viaggi a Loev. L esperienza dell accoglienza ti è subito entrata nel cuore e da qui è nato il tuo incessante impegno nel nostro gruppo. Ogni evento, ogni occasione d incontro o di attività, ti hanno vista presenza attiva. Anche durante la malattia del tuo Ambrogio non ci hai fatto mancare il tuo sostegno! Quando sei rimasta sola, il tuo aiuto per il nostro progetto è stato totale e, proprio per onorare un desiderio di Ambrogio, 4 anni fa sei ritornata in Bielorussia e hai riabbracciato Julia. Le tue mani hanno creato tanti bellissimi oggetti per il nostro mercatino natalizio e sul banco delle torte non mancavano mai le tue mitiche nocciole e la tua presenza durante l annuale soggiorno dei bambini bielorussi è stata sempre costante. Il tuo ultimo grande lavoro sono stati i costumi per lo spettacolo del 15 Marzo. Con un nodo in gola, ma felici che almeno questo sia avvenuto, ricordiamo con gratitudine i ringraziamenti di Ala per la nostra costumista e ti rivediamo un po impacciata ritirare quel semplice cartoncino verde che i bimbi avevano preparato per i collaboratori. Tu non hai mai amato i ringraziamenti privati né tantomeno pubblici. La tua semplicità, il tuo credo che servire e donare fossero più importanti che ricevere anche un semplice grazie, è stato il tuo stile di vita ed è questo tuo insegnamento che porteremo per sempre nei nostri cuori. Ci sembra di sentire il tuo commento: io? Io non ho fatto proprio niente. Ciao Luigina e grazie del tuo NIENTE. Comitato di Ranica (BG) GRAZIE RADIOFRIENDS Vorrei esprimere un grande ringraziamento a Radio Friends, la radio online di Aiutiamoli a vivere. In occasione dei funerali di Padre Vincenzo la trasmissione in diretta della cerimonia ha permesso a tanti che non sono potuti essere presenti a Terni di condividere questo momento solenne, di dolore ma anche di manifestazione di amicizia e fraterna solidarietà. È stato possibile partecipare al rito della Messa, seppure attraverso le onde della radio, ed esprimere in questo modo il ringraziamento a Padre Vincenzo per la sua costante guida, sorridente e feconda, della grande famiglia di Aiutiamoli a vivere. La rete di Internet si è rivelata anche in questo caso un prezioso strumento capace di stringere in un ideale abbraccio persone lontane ma straordinariamente vicine. D.B. TREZZO PER L AFRICA Sabato 6 aprile, a Trezzo s/adda, si è svolto un incontro di presentazione del Progetto Africa, alla presenza di Carlo Brambilla e di Alberto Bonifazi. Nella sala del cine-teatro Il Portico, alla presenza di un centinaio di persone, si è potuto verificare il livello di avanzamento del progetto attraverso la testimonianza diretta dei protagonisti e le numerose immagini proposte. Bonifazi ha ricordato i costanti contributi del Comitato locale e del Progetto Mondialità, che hanno permesso a Carlo Brambilla di operare in un territorio ricco nel sottosuolo e per questo teatro di continui conflitti ma desolatamente povero e dimenticato sulla terra; ha illustrato la situazione di Mowa, piccolo villaggio della diocesi di Kisantu, in Congo ( a 200 km dalla capitale Kinshasa), dove stanno sorgendo un centro sanitario e un centro di formazione del quale sono già state realizzate sei aule, nelle quali studiano oltre trecento bambini su doppi turni; il progetto prevede un impegno finanziario di euro in cinque anni, per il quale è necessario trovare ulteriori sponsor privati e pubblici, anche perché ormai è un progetto dal quale non si può tornare indietro. Carlo Brambilla, che era appena rientrato da Mowa dove sarebbe ritornato di lì a non molto, dopo aver letto

20 Impaginato_giugno_2013.qxp:Impaginato_giugno_ /06/13 15:57 Pagina NAVIGARE A VIGNATE Sono trascorsi ormai 16 anni dalla nascita del Comitato di Vignate di Aiutiamoli a Vivere; il nostro vissuto al fianco dei bambini bielorussi è stato un intreccio di solidarietà, passione comune, impegno costante nel realizzare i nostri progetti, di vera condivisione con uomini e donne che hanno abbracciato gli stessi ideali costruendo giorno per giorno fiducia e rispetto nel sentire l altro come una ricchezza fondamentale! Il desiderio di continuare ad essere energia vitale per il proseguimento del nostro cammino all interno della Fondazione ha stimolato nuove idee, nuovi progetti, spingendoci ad aprirci maggiormente all ascolto di nuove proposte e confronti, per attingere a una fonte rinnovabile assolutamente necessaria per affrontare i nuovi tempi. Abbiamo dato maggiore vigore al nostro sito: aggiorun lungo elenco di benefattori, ha dichiarato che a Trezzo la solidarietà è di casa e ha relazionato sulla situazione, ricordando le origini del progetto stesso; ha ribadito la necessità della sua presenza costante sul territorio perché non vi sono ancora basi solide che permettano all iniziativa di procedere autonomamente; ha ricordato che la Fondazione ha avviato l iniziativa di adozione a distanza (attualmente sono 45 i bambini che ne usufruiscono) per favorire la scolarizzazione dei minori e il sostegno ai maestri, una risorsa rara e preziosa; ha illustrato gli obiettivi del progetto per il 2013: l invio di un container con il materiale necessario, l installazione del fotovoltaico per garantire la corrente, lo sviluppo di un progetto agricolo con il supporto di agronomi fissi sul territorio. Davide Bonetti I BAMBINI DI IERI, I RAGAZZI DI OGGI Mi chiamo Angelina Kozel e sono di Mozyr. Nel 2004 e nel 2005 sono stata in Italia a Montecchio Maggiore. Siamo arrivati con un grande gruppo e siamo stati tutti ospitati in famiglia. Ci siamo riposati circa un mese, forse un po di più. È stato in autunno. Con noi c erano accompagnatori e maestre. In Italia ogni giorno abbiamo frequentato una scuola, dove tutti abbiamo cercato di studiare bene. La scuola ha dato una classe per noi. I bambini di Mozyr erano sei, gli altri provenivano da villaggi, da famiglie numerose. In Italia ho vissuto in una grande famiglia. La moglie si chiama Margherita e il marito si chiama Diego. Entrambi avevano circa 55 anni. Hanno quattro figli: Luca, Paolo, Andrea e Giacomo. Tutti erano adulti e il più giovane era Giacomo, che aveva circa 21 anni. Non mi ricordo il cognome. La casa è situata su una collina e di fronte alla collina ci sono due castelli. Diego aveva una autofficina privata a casa. Da molto tempo voglio ritrovarli, ma non riesco. Ho già provato con tutti i social network, Facebook e gli altri. Sulla mappa del satellite ho trovato la loro strada di casa, e trovato due indizi molto importanti che potrebbero aiutare nella ricerca: 1) Il nome della strada -Via. S. Urbano. 2) Un segno vicino alla strada di pubblicità che dice: Autofficina Gommista Dal Bosco & Figli. L italiano l ho già dimenticato; avevo parlato solo a livello di base. Mi sono fatta aiutare da un traduttore e, nella mia ipotesi, il cognome della famiglia è Dal Bosco. Ma non ho trovato nessuno. Vi prego di aiutarmi a trovare le persone a me care. Ho tanta nostalgia di loro (specialmente di Paolo e Andrea, i miei fratelli maggiori, che non ho mai avuto e che ho sognato sempre). Angelina Kozel nandolo continuamente con le nostre iniziative, con le informazioni utili a chi si vuole avvicinare all esperienza dell accoglienza dei bambini bielorussi. Nuovi contatti sono possibili anche sul nostro blog: blogspot.it, al quale anche i giovani possono accedere per conoscerci e chissà, un domani, diventare anche loro famiglie ospitanti. La passione, invece, per la creatività in generale ha dato vita al sito del Gruppo Artistico Creati per Voi: nel quale coloro che vogliono sostenere il Comitato di Vignate possono esprimersi creando manufatti originali e unici, che vengono venduti presso le nostre numerose bancarelle che si organizzano durante l anno. Questi sono i segnali per un necessario cambiamento, al fine di raggiungere nuovi orizzonti, senza però mai perdere lo sguardo verso la costa. La nostra nave è nuovamente salpata, siamo solo all inizio nel solcare nuovi mari e raggiungere nuove mete. Comitato di Vignate (MI) SALTANDO DI PALO IN FRASCA Una splendida giornata di sole accoglie i tanti amici e conoscenti arrivati alla presentazione di questo libro. Mi sembra tutto così strano: ora il mio racconto Di palo in frasca è stampato, ha una copertina e, perlomeno i presenti, lo leggeranno. Ora anche queste persone conosceranno Feium, Agris, Bice, Papà Orso e tutti gli altri personaggi della storia partorita dalla mia fantasia. Solo adesso comincio a chiedermi se questa favola potrà piacere a qualcuno e la risposta mi spaventa un pochino. Ho scritto questo libro senza pormi tante domande, senza stabilire nemmeno il target dell età dei miei lettori. La trama, il linguaggio e il messaggio che spero traspaia dal racconto, sono stati scritti di getto, insomma senza ragionarci sopra. Ripenso al giorno in cui il dott. Fabrizio Pacifici mi ha chiamato dicendomi che riteneva il mio scritto molto carino e adatto alla lettura dei tanti ragazzi di cui la Fondazione si occupa. Quanta gioia ho provato nel sapere che avrei visto stampato quello che allora stava scritto su dei fogli i carta che erano sparsi un po per tutta la casa. Parlando del messaggio che ho voluto trasmettere scrivendo, cerco di guardare negli occhi le persone che ho davanti, mi accorgo così che hanno capito quello che voglio dire e ne sono felice. Nella locandina di invito alla presentazione ho scritto: Lasciatevi guidare da Feium che vi condurrà, saltando di palo in frasca, nella Foresta dell Attraverso dove, indossati gli occhi magici, potrete ammirare la Magia della Vita che, vestita con i colori dell arcobaleno, danzerà per voi. In questa sala piena di gente, con i miei genitori seduti in prima fila, ci tengo a farmi sentire quando dico che ho scritto Magia della Vita solo per far capire che il mio è un racconto fiabesco. Specifico chiaramente che quando parlo di Magia della Vita, in realtà intendo parlare dell Amore di Dio. Mi inorgoglisce dichiarare che il mio racconto contiene l invito ad indossare quegli occhi magici che tutti abbiamo in dotazione, per poter vedere l Amore di Dio e per farci coccolare da Lui. In prima fila ci sono i miei genitori che sorridono: sono raggianti. Che splendida giornata! Katia Giovenali

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