Associazione Sulcitana di Storia e Archeologia Onlus PRESENTA ANNALI a cura di Roberto Lai. Nuova serie N.1 Dicembre edizioni.

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3 Associazione Sulcitana di Storia e Archeologia Onlus PRESENTA ANNALI 2011 a cura di Roberto Lai Nuova serie N.1 Dicembre 2011 edizioni ARCIERE arciere

4 storia e archeologia sulcitana Coordinatore e curatore generale: Roberto Lai Redazione: Santino Carta, Roberto Lai Progetto grafico e impaginazione Franco Nieddu Stampa e Allestimento Grafiche Ghiani - Monastir (ca) Tutte le collaborazioni sono prestate gratuitamente. Foto, articoli e servizi sono pubblicati a giudizio della proprietà. Il materiale pervenuto non si restituisce. Le idee espresse e le foto pubblicate nei servizi non coinvolgono la Redazione e la Tipografia. 4

5 ANNALI 2011 Arciere Associazione Sulcitana di Storia e Archeologia Onlus Consiglio Direttivo Presidente Roberto Lai Vice Presidente Gary Matta Segretario Santino Carta Tesoriere Marco Massa Consiglieri Cristina Bombasaro Teresa Deligia presidente onorario Prof. Vittorio Sgarbi Soci onorari Prof. Piero Bartoloni Ing. Mario Corongiu Dott. Eugenio Moscetti Soci sostenitori Comune di Sant Antioco

6 Comune di Sant Antioco

7 annali 2011 INDICE Presentazione del Presidente dell Associazione Arciere 9 Presentazione del Sindaco del Comune di Sant Antioco 11 Presentazione dell Assessore alla Cultura del Comune di Sant Antioco 14 ANNALI 2011 di storia e archeologia sulcitana 15 la memoria Roberto, un ricordo di Giuseppe Pinna 17 storia S. Antioco Patrono della Sardegna, tra oriente e occidente di Roberto Lai 21 storia Padre Salvatore Vidal - Un frate e un eterna devozione. S. Antiocu, Patronu de sa isola de Sardigna di Roberto Lai 43 lettere Lettura della spiritualità di S. Antioco di Hovsep Achkarian 57 recensioni S. Antioco da primo evangelizzatore di Sulci a glorioso protomartire, Patrono della Sardegna di Salvatore G. Vicario 61 archeologia La necropoli punica di Sulky: le tombe Steri di Sara Muscuso 65 archeologia Castel Castro di Sant Antioco. Fonti documentarie e bibliografia di Walter Massidda 85 fotografia L alba di Sulky: Sguardi di Sara Muscuso 111 storia Admiral Nelson & the gulf of Palma di Marco Massa 135 7

8 storia e archeologia sulcitana INDICE storia Sant Antioco e Calasetta nel xvii secolo - Un isola di contadini di mare di Marco Massa 153 storia 11 dicembre 1916 l olocausto dei marinai antiochensi nell affondamento della nave corazzata Regina Margherita di Gabriele Loi 177 storia Renzo Laconi: la costituzione, le scuole, le case di Gabriella Serrenti 191 storia Un probabile Antioco a Trinità dei Monti. Committenze artistiche sarde nella Roma manierista di Aldo Pillittu 197 arte contemporanea Livio Scarpella: Sant Antioco di Vittorio Sgarbi 201 arte contemporanea Biennale, istantanee di contemporaneità di Giovanni Follesa 205 Nomina dei soci onorari dell associazione Arciere

9 annali 2011 PRESENTAZIONE del PRESIDENTE dell ASSOCIAZIONE ARCIERE Gli Annali di Storia e Archeologia Sulcitana nascono dalla felice intuizione del gemellaggio culturale tra l allora nascente sodalizio sulcitano e l affermata Associazione Nomentana di Storia e Archeologia di Guidonia Montecelio (Roma) nota al pubblico attraverso la divulgazione degli Annali nelle maggiori biblioteche nazionali ed internazionali. Il nostro primo inserto nell edizione degli Annali 2008 segna così l inizio di un sogno arduo da realizzare e nello stesso tempo ci incoraggia ad intraprendere il difficile cammino della sua realizzazione con la convinzione di poterlo ampliare e migliorare. Oggi gli Annali Sulcitani sono l espressione di una consolidata realtà, un sogno avveratosi grazie al supporto dell Amministrazione Comunale di Sant Antioco, all instancabile incoraggiamento del suo Sindaco Mario Corongiu e dell Assessore alla cultura Daniela Ibba; con indiscutibile riconoscimento affermo che i nostri successi sono i loro successi. Quanto abbiamo prodotto in termini editoriali ci rende fieri e partecipi degli sforzi e delle difficoltà incontrate nella gestione di un patrimonio già assodato nel territorio nomentano. Le ultime edizioni degli Annali di Storia e Archeologia Nomentana sono state testimoni di una progressiva evoluzione che culmina oggi nel suo carattere totalmente sulcitano; la nostra passione ne è stata la forza trainante, la crisi profonda che ha colpito l Associazione Nomentana e la mancanza di sponsor che ci auguriamo possano nuovamente supportare l indiscutibile valore della compagine laziale ne segnano l inizio. L edizione 2011 degli Annali nasce, dunque, sotto il segno della novità, con il suo primo volume completamente dedicato al territorio sulcitano. Se volessi esprimere con un unica parola lo sviluppo editoriale di questo prestigioso progetto, non potrei trovare sostantivo migliore di crescita. è proprio nel significato intrinseco di questo temine che si racchiude tutto lo sforzo creativo ed operativo prodotto sino ad oggi. Questa edizione, infatti, segna il passaggio tra passato e futuro. L Associazione Nomentana, nostra fiera compagna di viaggio in tutti questi anni, ha ceduto il passo rimanendo pur sempre una delle muse ispiratrici che ha consentito agli Annali Sulcitani di spiccare il volo. 9

10 Ringrazio, pertanto, l amico e presidente dell Associazione Nomentana Dott. Eugenio Moscetti per il suo costante e prezioso contributo che anche l intera comunità antiochense gli riconosce. Da oggi cammineremo da soli consapevoli dei sacrifici e delle difficoltà che ci attendono. Ringrazio inoltre quanti hanno collaborato per raggiungere questo traguardo; un pensiero particolare per l amico Roberto Coroneo che improvvisamente è venuto a mancare; i suoi contributi hanno dato lustro agli Annali e all intero territorio; ci mancheranno il suo incoraggiamento e la sua ampia cultura da sempre a disposizione dell intera comunità antiochense. Concludo rivolgendo il mio ultimo saluto al concittadino e mio amico fraterno Mario Massa, anche lui venuto a mancare prematuramente, con il quale non potrò più esternare la felicità di quanto realizzato nello specifico settore culturale. IL PRESIDENTE Roberto Lai

11 annali 2011 PRESENTAZIONE del SINDACO DEL COMUNE DI SANT ANTIOCO L anno scorso, in occasione della presentazione degli Annali edizione 2010, diedi il via ai lavori con un affermazione lapidaria: Si va avanti. Oggi, ripensando al cammino svolto, sorrido compiaciuto dell investimento messo in atto e dei brillanti risultati. L avventura continua, direi oggi, sulla scorta dei sacrifici profusi e dell impegno prodotto da tutta l amministrazione comunale ed, in particolare, dall Assessore alla Cultura Daniela Ibba, di concerto con il Presidente dell Associazione culturale Arciere, Roberto Lai, deus ex machina, curatore e promotore indiscusso di questo rinascimento culturale senza il quale, questa scommessa, non avrebbe conseguito i risultati riconosciuti in ambito nazionale ed internazionale. Oggi, grazie ad una sapiente riscoperta culturale, sommersa da anni da un velo di insensibilità, guardiamo al nostro territorio coscienti della propria identità storica. Sembra strano, ma è bastato solo rimuovere tale velo per godere dei riflessi di questa magnifica iniziativa! Quello che, nel lontano 2008, sembrava essere solo un idea ambiziosa per l intera amministrazione, riveste oggi un significato particolare intriso di contenuti, di fatti, di concretezza. Ecco la vera risposta ai vari tentativi di recuperare un identità storica umiliata da decenni di immobilismo culturale. La macchina di tale iniziativa ha superato brillantemente la sua fase di rodaggio e oggi continua a correre verso traguardi sempre più vicini. Consapevoli del coraggio di investire siamo pronti ad affrontare altre importanti sfide perché confortati dai risultati ottenuti. Non presunzione bensì convinzione, fatti! Questo appuntamento con la storia rappresenta un punto cruciale sul quale riflettere; un evento atteso che non tradisce le aspettative e verso il quale tutta la comunità isolana si riconosce, rivolgendo il proprio affetto e orgoglio pubblicamente manifestato in varie occasioni. Sant Antioco non può fare a meno degli Annali, cosi come gli stessi non possono non nutrirsi della sua linfa vitale così ricca di curiosità, scoperte e approfondimenti sempre più interessanti. La cultura ha vinto ed è ciò che questa amministrazione si era prefissa nel momento in cui ha fuso le proprie idee e risorse nel magico sodalizio con l Associazione culturale Arciere, a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti. Sant Antioco come progetto pilota da prendere a modello per altre iniziative, sublime esempio di stimolo culturale per altre amministrazioni che vorranno investire, anch esse, nella cultura intesa come sconfinato scenario per la divulgazione e la conoscenza. Divulgazione, infatti, intesa come traduzione del nostro patrimonio culturale che, attraverso gli Annali, sta divenendo tradizione. 11

12 storia e archeologia sulcitana La quarta edizione degli Annali vanta la presenza di interessanti saggi curati da illustri autori dislocati in ambito regionale e nazionale e si presenta ai cittadini antiochensi avendo, di fatto, alle proprie spalle, varie e prestigiose opere editoriali fortemente volute e supportate da questa amministrazione. Ricordiamo ad esempio: 1. la ristampa del libro le Meraviglie di S. Antioco di Padre Filippo Pili 2. la pubblicazione della inventio delle reliquie di S. Antioco 3. la pubblicazione del libro S. Antioco da Primo Evangelizzatore di Sulci a Glorioso Protomartire Patrono della Sardegna 4. due cataloghi del Premio d arte contemporanea Arciere isola di Sant Antioco Parafrasando un noto spot pubblicitario potremmo dire infatti: Fatti, non parole! Ed è, ripeto, quello che volevamo! Lo sforzo per migliorare continuamente questa prestigiosa rivista ci sembra sia scontato e sotto gli occhi di tutti, ma la tenacia con la quale stiamo portando avanti questo progetto, contestualmente ad un periodo buio che travolge le istituzioni pubbliche e private, è degna di rispetto, attenzione e meditazione. Auguriamo, pertanto, lunga vita agli Annali con tutta la nostra riscoperta passione e con l auspicio di coinvolgere, nell immediato futuro, altri Enti pubblici e privati sensibilmente non ancora partecipi e pronti a recepire tale iniziativa. La distanza da queste realtà dovrà e deve essere recuperata, ma anche questa battaglia sarà un obiettivo della nostra amministrazione comunale. 12

13 annali 2011 Sempre in tema di obiettivi, mi preme evidenziare quelli che, secondo noi, ci sembrano essere i principali traguardi cui mira questa edizione 2011 degli Annali. Favorire e promuovere un processo di rivalutazione della cultura identitaria a scopo economico, culturale e turistico, anche dal punto di vista della provocazione e incentivazione imprenditoriale Promuovere l unicità del nostro territorio comunale, provinciale e regionale anche attraverso azioni che evidenzino il valore del patrimonio identitario (storia, lingua, cultura, tradizioni e produzioni del popolo sardo) Recuperare il significato della cultura locale e territoriale quale risorsa significativa che può avere una ricaduta per lo sviluppo socio-culturale, economica e turistica a livello territoriale Promuovere e incentivare il turismo culturale Ampliamento dell offerta culturale di qualità per cittadini e turisti Pubblicare inediti di storia /archeologia e tradizioni culturali Concludo rivolgendo i miei più sinceri ringraziamenti a tutti gli autori che, in questi anni, si sono avvicendati con i loro contributi: Vittorio Sgarbi, padre putativo del Premio Arciere e instancabile sostenitore di tale progetto, Piero Bartoloni, Rossella Bombasaro, Giampaolo Bardi, Santino Carta, Francesca Cenerini, Roberto Lai, Marco Massa, Walter Massidda, Giorgio Pinna, Giampaolo Piras e Antonello Fois. Non per ultimo, rivolgo un deferente pensiero al compianto amico Prof. Roberto Coroneo che, con la sua passione culturale, ha coordinando i più importanti saggi dedicati al territorio. Lo scrivente e l intera comunità lagunare saranno eternamente grati per quanto ha dato e per quanto rimarrà a vantaggio della cultura universale. IL SINDACO Mario Corongiu 13

14 storia e archeologia sulcitana PRESENTAZIONE dell ASSESSORE ALLA CULTURA DEL COMUNE DI SANT ANTIOCO Nell edizione degli Annali 2010 il nostro Sindaco Corongiu, quasi come un Comandante di un veliero, esordì nella sua presentazione con un preciso motto frutto della sua passione Si va avanti. Quest anno, in occasione della presentazione dell edizione 2011, mi sembra quasi di sentire la sua voce, fiera ed orgogliosa, invocare al vento il suo entusiasmo con una frase del tipo Avanti tutta. Ed è proprio così. Il paragone accennato non vuole apparire come un superficiale atto di presunzione. L avventura continua e la realtà è un dato. Questo quarto appuntamento con la cultura rappresenta, per l amministrazione tutta, il fiore all occhiello di un progetto ambizioso che ci ha visto, contemporaneamente, attori e protagonisti all interno del panorama delle iniziative culturali programmate da questa amministrazione. Forti di questa splendida esperienza, siamo stati in grado di coltivare questa passione assieme al Dott. Roberto Lai, ideatore e curatore degli Annali, agli autori dei saggi editoriali e a tutti i soci dell Associazione culturale Arciere con i quali, condividiamo i sacrifici ed i successi. Quanto fino ad oggi seminato ci auguriamo, un domani, possa continuare a crescere nelle successive amministrazioni comunali che, indipendentemente dal colore politico, avranno un eredità difficile da conservare e confermare. È con questo augurio che rivolgo i più sentiti ringraziamenti a tutti i protagonisti di questa avventura, ribadendo il concetto ormai assodato che, nella cultura, si può e si deve investire per dare un senso alla speranza ed al futuro dei nostri figli. L Assessore Daniela Ibba 14

15 ANNALI 2011 di storia e archeologia sulcitana

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17 annali 2011 la memoria roberto, un ricordo di Giuseppe Pinna Ci siamo laureati lo stesso giorno, a Cagliari, nell estate del Io la mattina, con Salvatore Naitza relatore; lui, Roberto Coroneo, con Renata Serra. Non ci conoscevamo da molto tempo. Il tramite era stato Aldo Pillittu, altro collega di studi e tuttora carissimo amico, quando Roberto era già diventato collaboratore indispensabile della Serra, massima studiosa di arte medievale in Sardegna, la più valida tra i seguaci cagliaritani di un celebre luminare come Corrado Maltese. Devo ammetterlo, ero prevenuto nei suoi confronti. Prima di dedicarsi anima e corpo agli studi, Roberto si era fatto conoscere a Cagliari anche con la partecipazione ad alcune trasmissioni televisive di Rai Sardegna, allora in un interessante periodo di programmazione sperimentale, dove si era ritagliato un ruolo un po da fighetto di provincia, adeguato agli standard della cultura giovanile più alla moda del momento, l edonista esibizionista post-settantasettino, quasi sempre in divisa d ordinanza, dark, di tanto in tanto impegnato in qualche velleitaria performance di genere più o meno artistico. Quel Coroneo m ispirava poco, ma quando lo conobbi era già diventato un ricordo lontano. Roberto, che pure non rinnegava di essersi divertito con sé stesso negli anni della prima gioventù, aveva smesso di giocare, era diventato uno studente non solo di grande diligenza, ma, soprattutto, di straordinaria passione. Passione per l arte, non solo quella di cui si occupava più direttamente, dietro e, già da allora, anche davanti Renata Serra. Passione sconfinata per la Sardegna. Due passioni che fecero indubbiamente da cemento allo sviluppo della nostra amicizia, anche se a me, allora, parevano più inconciliabili di quanto non dovessero sembrare a lui. Siccome non eravamo fessi, ci trovavamo spesso a giudicare criticamente gli splendori, non molti, e le miserie, non poche, dell ateneo cagliaritano, constatando il sostanziale esaurimento dei fermenti cresciuti nella stagione segnata dalla presenza di eccellenze del calibro di Maltese. Sapevamo che non sarebbe stato possibile ferrarsi in storia dell arte rimanendo in Sardegna, saremmo dovuti andare a studiare dove esistevano le vere biblioteche, i veri musei, i veri monumenti, le vere mostre. Già prima di laurearci, ci recavamo a studiare 17

18 storia e archeologia sulcitana 18 presso la leggendaria Biblioteca Hertziana a Roma (ricordo che il docente cagliaritano da cui ebbi la lettera di raccomandazione, obbligatoria per avere la tessera d ingresso, non ne sapeva nemmeno l esistenza), e raccontavamo le sue meraviglie ai nostri colleghi di studi, che, quando dotati di sufficiente comprendonio, rimanevano sbigottiti. Fu per entrambi una folgorazione: Palazzo Zuccari era davvero il paradiso, fuori dalla sua bocca manierista l inferno o quasi. Avremmo condiviso il percorso dopo la laurea, la Scuola di Specializzazione in Storia dell Arte Medievale e Moderna de La Sapienza, anzi, la Scuola Nazionale di Specialità, come si chiamava allora, quando in Italia ne esistevano solo due (l altra era a Bologna) e si entrava per concorso, con una trentina di ammessi su centinaia di candidati provenienti da ogni regione. Era la Scuola dove, fra l altro, insegnava ancora Maltese, dunque, per chi veniva da Cagliari, una chiusura del cerchio quasi obbligata. Ma anche l Italia di quei tempi, se qualcuno si fosse fatto un idea diversa, era un paese iniquo e a civiltà limitata, e pose, tra Roberto e me, una barriera insormontabile: lui era militesente, io no. Lui poteva iscriversi alla Specializzazione, io avrei potuto farlo solo dopo aver servito la patria, passando un anno in caserma, penalizzato non una, ma due volte rispetto a chi non era obbligato a fare altrettanto. Non avevo nessuna intenzione di fare il servizio militare, pacifista convinto com ero. Avevo due anni a disposizione per rinviarlo, ritenni che la cosa migliore fosse di sfruttarli per iscrivermi a un corso di laurea - Conservazione dei Beni Culturali, il primo in Italia, con tanti freschi docenti da ogni dove che in seguito avrebbero fatto strada altrove - strutturato in modo simile alla Specializzazione, nell ateneo italiano più lontano da Cagliari, Udine, in attesa di poter finire, poi, a Roma. Roberto, invece, riuscì a vincere il concorso, cominciando subito la Specializzazione, dove insegnavano docenti come la Romanini, Calvesi, Cadei, Gentili, oltre Maltese che, peraltro, già perdeva qualche colpo di troppo. Poteva essere la fine del viaggio comune. E invece succede che io, dopo essermi illuso che si fossero dimenticati di me, vengo richiamato in extremis dall Aeronautica Militare e costretto a perdere tempo prima a Taranto, poi a Monte Cavo, trenta chilometri da Roma. Passato l anno in caserma, posso finalmente fare anch io la Specializzazione a Roma. Consulto Roberto, che nel frattempo riuscivo comunque a sentire e qualche volta incontrare, nelle mie rare trasferte cagliaritane, andandolo a trovare in quella sua bella casa in via Pessina, chiedendogli come preparare al meglio il concorso. Mi dice di puntare tutto sui riconoscimenti per immagini, come spesso si faceva negli esami universitari. Lo faccio e, per un momento, lo maledico: giunto a Roma per il concorso, mi accorgo che è diventato un test di nozioni. Ma lo passo lo stesso e, finalmente, torniamo a essere a contatto di gomito nello stesso istituto, lui all ultimo anno, io al primo, con l agognata tessera dell Hertziana che spettava di diritto a ogni specializzando. Un anno dopo, anche Aldo Pillittu sarebbe stato della partita. Poteva essere la ripresa del viaggio comune,

19 annali 2011 vietatoci per cause inopinate e indipendenti dalla nostra volontà. E invece non sarebbe stato così. Roberto aveva già scelto di tornare a Cagliari, mentre io decidevo che da Roma, qualunque cosa avrei fatto, non mi sarei più mosso. Quando ci eravamo incontrati per la prima volta, avrei giurato che Roberto condividesse con me l allergia per l assurdità del baronismo universitario, tanto più per quello cagliaritano, che ci pareva asfittico come pochi altri, e che avrebbe finito per penalizzarci. Ma avevo sottovaluto l amore di Roberto per Cagliari e la Sardegna; era lì che voleva vivere, era lì che sentiva di poter dare il meglio di sé, nell unico ambito che gli pareva appropriato per poterlo esplicare, quello universitario. Insomma, ci credevamo vicini, ma eravamo più diversi di quanto non avessimo immaginato. Però i luoghi delle nostre storie, con nostra sorpresa, non smettevano di incrociarsi. Incredibilmente, ritrovo Renata Serra a Udine, dove tiene per breve tempo l insegnamento in arte medievale, proprio nel momento in cui sto per abbandonare definitivamente la città friulana. Roberto, nominato cultore della materia, la segue nelle sue trasferte, prima che entrambi tornino a Cagliari. Qui si separano le nostre strade. A Cagliari non torno più, e mi perdo il meglio della vicenda accademica di Roberto. Riesco solo a percepire, nei primi tempi in cui continuo a sentirlo, le delusioni per le difficoltà nell imprimere una svolta alla carriera, il senso di frustrazione per un impegno e una disponibilità che non venivano gratificati, l ostilità palesata da docenti anziani e mediocri che dovevano sentirsi minacciati dal suo talento, compensati, nei primi tempi, dalla soddisfacente collaborazione che Roberto stabilisce con l editore nuorese Ilisso, dandogli modo, fra l altro, di non dover elemosinare il diritto alle pubblicazioni, come solitamente succedeva - succede ancora, temo - ai giovani studiosi. C è stato un momento, lo ricordo bene, nei tardi anni Novanta, in cui Roberto, stanco dell andazzo, pensava seriamente di dire basta. Poi, quando ormai riuscivamo a salutarci solo per interposta persona, riproponendoci sempre di organizzare un nostro incontro in pompa magna, ecco l esplosione, meritatissima, di Roberto (ricercatore, associato a Catania, ordinario a Cagliari, preside di facoltà), e tutte le soddisfazioni a lungo negate che gli ritornano con gli interessi. La sua passione, sempre viva come quella che avevo conosciuto tanto tempo prima, poteva finalmente trovare sfogo produttivo, mettendosi a disposizione degli studenti (come a Cagliari, mi dicono, non succedeva da tempo), degli studiosi, di tutti coloro che hanno a cuore, in Sardegna, le cose dell arte. La vita - vigliacca, ma è il suo mestiere - ha spezzato il filo sul più bello. Che almeno la memoria sia sempre generosa con te, carissimo Roberto, come tu sei stato con chi ha avuto la fortuna di conoscerti e apprezzarti. Come studioso, come appassionato. Come uomo, soprattutto, che è sempre la cosa più importante. Roma, 11 gennaio

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21 annali 2011 storia S. Antioco Patrono della Sardegna Tra oriente e occidente di Roberto Lai Storia e agiografia a confronto La deposizione dell ultimo imperatore d Occidente Romolo Augustolo, nel 476 d.c., segna tradizionalmente il passaggio dall antichità al medioevo. Anzitutto, se di fine è lecito parlare, ci si può riferire esclusivamente alla parte occidentale dell impero. In secondo luogo, nei contemporanei non vi fu affatto la consapevolezza della cesura costituita dall evento. La storiografia moderna - o almeno parte di essa - ha dunque, da tempo, messo in discussione il valore periodizzante di questa data. Tra i più autorevoli fautori di questa tesi, vi è stato il valido antichista Arnaldo Momigliano, che ha coniato la suggestiva immagine della caduta senza rumore dell impero d occidente. Questi cadde senza rumore nel settembre del 476. Nell antichità accaddero rotture rapide, riconosciute come tali, senza attenuazioni e spesso senza pietà, dai contemporanei. Quando l Assiria, la Babilonia, la Persia, la Macedonia a una certa data cessarono di esistere, lo si riconobbe subito. A Roma si parlò, incredibilmente presto, di una senilità dello Stato. Quando però venne la reale dissoluzione in Occidente, quando nel 476 sparì l imperatore di Ravenna, mancò il momento drammatico la sconfitta militare, l uccisione del sovrano, la distruzione fisica che potesse destare echi paragonabili a quelli che accompagnarono la caduta di Ninive o di Babilonia. Se ci fu un evento paragonabile alla caduta di Ninive, fu il sacco di Roma del 410, che non per nulla ispirò Sant Agostino. Ad ogni modo la deposizione di Romolo Augustolo nel 476 riguardava solo l Italia e anche per l Italia non poteva essere giuridicamente e politicamente chiara a chi ne era immediato spettatore. L impero non era mai stato formalmente diviso, e il più ovvio risultato della deposizione dell imperatore di Ravenna fu di richiamare all attenzione su Costantinopoli come il vero centro dell impero 1. Costantinopoli, quindi, nuova capitale dell Impero romano. Costantinopoli (Constantinopolis), odierna Istanbul, è la traslitterazione in lingua italiana di Constantinoupolis, che in greco significa Città di Costantino. Il nome le fu dato in onore dell imperatore romano Costantino I che la riedificò ovvero rifondò, con rito etrusco, come nuova sede del potere imperiale, chiamandola Nova Roma. Nel secolo V e nella prima metà del VI, a Costantinopoli era ancora presente una cultura latina, derivata dalla corte imperiale, accanto a quella greca, propria delle parti orientali dell impero ed erede dell ellenismo. Il latino era utilizzato nella ricerca storica e dominava non solo in campo giuridico (Codice teodosiano e Codice giustinianeo), ma anche in campo linguistico. Tuttavia, nel corso di tutto il VI sec., la lingua greca andò gradualmente acquistando una chiara preminenza su quella latina. La trasformazione fu facilitata dalla definitiva perdita di gran parte dei territori non 21

22 storia e archeologia sulcitana 22 grecofoni, a seguito delle conquiste degli Arabi intorno al 650. Oltre a essere lingua d uso quotidiano da tempo, il greco divenne, in tal modo, anche l idioma impiegato, in forma pressoché esclusiva, in chiesa, in letteratura e nelle transazioni commerciali. Se, alla vigilia dell espansione araba del VII secolo, l impero d Oriente era ancora uno Stato estremamente composito, con Greci, Armeni, Siriaci, Caldei, Egizi, Ebrei, Sirofenici e Illirici, dopo il 650 attenuò tale eterogeneità culturale, mantenendo sempre, però, un carattere multietnico. La civiltà greco-romana continuò a irradiare da alcuni centri che erano stati già culla dell ellenismo, ma altri importanti poli culturali vennero definitivamente persi. Costantinopoli continuò a essere, tuttavia, fino agli inizi del XIII secolo, il massimo emporio euroasiatico e la città di gran lunga più ricca e popolosa del suo tempo, custode dell eredità culturale classica e orgogliosa di rappresentare un impero, le cui istituzioni civili e i cui valori ideali informavano ancora di sé la storia dell umanità. Fu da questa contrapposizione, tra cultura latina della parte occidentale e cultura ellenistica della parte orientale, che nacquero i due grandi filoni della Chiesa: il romano e il greco-ortodosso, con caratteristiche molto differenti nel rapporto con l imperatore. La Chiesa greco-costantinopolitana, a differenza di quella romano-latina, non aveva margini per una propria attività politica, a causa della costante supervisione dell imperatore, che era interessato a evitare troppi spazi d autonomia o il sorgere di nuove controversie teologiche che minassero l unità dell Impero, caratterizzato, già di suo, da popolazioni divise per tradizioni culturali e linguistiche e da interessi economici contrastanti. Nella parte occidentale, invece, il Papa di Roma, arrogandosi la donazione di Costantino, si era posto, stante l instabilità e il declino del potere centrale dell imperatore d Occidente, come erede dell Impero romano d Occidente, iniziando a impossessarsi direttamente del titolo o a concederlo ad altri sovrani, tramite le cerimonie che appartenevano all imperatore. Nel , la Chiesa bizantina celebrò il Concilio Quinisesto (detto anche in trullo o trullano, perché si svolse nel palazzo imperiale) che fu convocato dall imperatore Giustiniano II, per predisporre canoni disciplinari utili per l implementazione del V e VI concilio ecumenico. Con i suoi 102 canoni, realizzò una vera e propria riforma che, però, non fu presa in considerazione dalla Chiesa occidentale. Inoltre, quando in occidente, nel Natale dell 800, Carlo Magno fu incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero, l Oriente perse il suo primato di difensore della cristianità e dovette anche cedere il posto al Sacro Romano Impero, come nuovo erede del vecchio impero romano; finora l Oriente si era ritenuto l erede di tale impero. Intorno all anno 1000 d.c., le incomprensioni erano diventate sempre più profonde. Per questo motivo, papa Leone IX mandò a Costantinopoli una sua delegazione, guidata dal cardinale Umberto di Silva Candida, per ricucire i rapporti tra la Chiesa di Roma e quella d Oriente.

23 annali 2011 In realtà l incontro tra il legato del Papa e il patriarca di Costantinopoli (Michele Cerulario) ebbe effetti opposti: si scomunicarono a vicenda. Questo evento, avvenuto il 16 luglio 1054, segna l atto ufficiale della prima divisione dei Cristiani. Da questo momento si parlerà di Cristiani Cattolici (universali) e di Cristiani Ortodossi (fedeli alla vera dottrina). I primi, i Cattolici, sono i Cristiani d Occidente, i secondi, gli Ortodossi, sono i Cristiani d Oriente. Le dispute alla base dello scisma erano sostanzialmente due. La prima riguardava l autorità papale: il Papa (ossia il Vescovo di Roma), ritenendosi investito del primato petrino su tutta la Chiesa per mandato di Cristo e, quindi, di un potere giurisdizionale, iniziò a reclamare la propria autorità anche sui quattro patriarcati orientali (Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme che, con Roma, formavano la cosiddetta pentarchia), disposti a concedere al patriarca di Roma un primato solo onorario e a lasciare che la sua autorità effettiva si estendesse solo sui cristiani d Occidente. L altra disputa, di ambito trinitario e apparentemente meno politica, concerneva l aggiunta del Filioque nel Credo Niceno della Chiesa Romana, atto definito non canonico dalla Chiesa Orientale, anche perché in violazione allo specifico comando del Concilio di Efeso, secondo cui il Credo poteva essere cambiato solo per consenso conciliare. La controversia circa il filioque sembra essere sorta, inizialmente, nella Spagna Visigota del VI secolo, laddove l eresia ariana era particolarmente diffusa. Gli ariani affermavano, in particolare, che la prima e la seconda persona della Trinità non fossero coeterne e uguali. Per rafforzare la teologia tradizionale, il clero spagnolo introdusse così il filioque nel Credo Niceno ( Credo nello Spirito Santo, (...) che procede dal Padre e dal Figlio [filioque, appunto], e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato ). All Oriente teologicamente più formale, tale inserzione parve affettare non solo il credo universale, ma anche la dottrina ufficiale della Trinità. La Chiesa si divise così lungo linee dottrinali, teologiche, linguistiche, politiche e geografiche tanto che la frattura fondamentale non si è più risaldata. Si tennero, tra l altro, due formali riunioni, nel 1274 (in occasione del Secondo Concilio di Lione) e nel 1439 ( in occasione del Concilio di Basilea), ma entrambe non furono riconosciute dall Ortodossia, in quanto i capi spirituali che vi presero parte, nel consentire queste cosiddette unioni, avevano oltrepassato la loro autorità. Gli ulteriori tentativi di riconciliare i due corpi fallirono. Seppure la maggioranza delle fonti pongano come anno decisivo il 1054, sia il 1204, anno del sacco di Costantinopoli per opera dei Crociati, che il 1472, anno in cui la Chiesa d Oriente rifiutò il Concilio di Firenze, rappresentano date altrettanto cruciali. Il dato di fatto è che, tuttora, la Chiesa occidentale e la Chiesa orientale sono separate e ognuna si autodefinisce Chiesa Una Santa Cattolica ed Apostolica. 23

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