LE TEMPESTE VALUTARIE NELLA STORIA: RISCHI ED OPPORTUNITA DEGLI INVESTIMENTI IN VALUTA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LE TEMPESTE VALUTARIE NELLA STORIA: RISCHI ED OPPORTUNITA DEGLI INVESTIMENTI IN VALUTA"

Transcript

1 LE TEMPESTE VALUTARIE NELLA STORIA: RISCHI ED OPPORTUNITA DEGLI INVESTIMENTI IN VALUTA Il 14 settembre 2010 un sintetico lancio di agenzia stampa ha annunciato il ritorno agli interventi diretti sulla moneta nipponica da parte della Bank of Japan (BOJ), dopo sei anni di sostanziale inattività: Il dollaro balza di oltre due yen, dai minimi del 1995, grazie all operato delle autorità giapponesi che sono intervenute vendendo yen e comperando dollari americani. Il ministro delle finanze Yoshihiko Noda, di concerto con il governatore della BOJ Maasaki Shirakawa, nella stessa data non ha escluso che a tale intervento ne possano seguire degli altri dello stesso tenore, qualora le pressioni rivalutative sullo yen dovessero proseguire. L intervento, secondo quanto affermato dalle stesse autorità nipponiche, si era reso necessario in seguito al continuo apprezzamento dello yen nei confronti del biglietto verde, giunto ai massimi livelli dal 1995 e cresciuto dall inizio dell anno di oltre il 10%. Tali avvenimenti richiamano con forte analogia quanto accaduto nel marzo del 2009, quando la Banca Nazionale Svizzera intervenne sul mercato valutario acquistando euro e dollari contro franchi svizzeri per contrastare l apprezzamento della propria divisa nei confronti del biglietto verde e della moneta unica. Già in quell occasione numerosi economisti, tra i quali il professor Wyplosz dell Università di Ginevra, lanciarono un monito contro tale intervento, catalogato con il termine di svalutazione competitiva. Gli strali del gruppo di economisti erano rivolti contro l intervento unilaterale da parte della Banca Centrale mirato al deprezzamento della propria divisa: se da un lato infatti esso avrebbe potuto portare ad un beneficio immediato all industria nazionale, favorendone la competitività sul mercato globale a tutto vantaggio delle proprie esportazioni, dall altro avrebbe indotto altri Paesi a ricorrere al medesimo intervento, ma di segno opposto, innescando una pericolosa guerra valutaria fatta di interventi monetari contrapposti chiamati appunto svalutazioni competitive. Se vi è un consenso pressoché unanime sul fatto che tali interventi rappresentino un arma a doppio taglio evidenziando nel tempo la loro vacuità, sorge spontaneo l interrogativo sulle ragioni che li giustifichino, cioè che in ultima analisi ne motivino la messa in atto. Indagare su tali ragioni non ha un esclusivo fine di natura accademica, bensì una logica ben più concreta ed operativa, considerate le conseguenze che tali interventi comportano sul mercato delle valute, di gran lunga il più gigantesco mercato di scambi al mondo (poco meno di miliardi $ al giorno). Ciò non coinvolge esclusivamente tutte le aziende che hanno un interscambio di natura commerciale con Paesi al di fuori della propria area valutaria, bensì tutti gli investitori (piccoli e grandi) che in qualche misura presentano un esposizione del proprio portafoglio in divisa estera. Per meglio interpretare gli accadimenti di questi ultimi mesi ed avanzare delle ipotesi ragionevoli in termini previsionali si rende necessaria una disamina storica degli andamenti valutari; a tale fine si procederà attraverso i seguenti punti: 1. Le oscillazioni valutarie dalla Grande Depressione al 2000: analisi storica 2. L avvento dell euro e la crisi degli ultimi anni 3. Investire in valuta: determinanti, rischi ed opportunità 1. La moneta non è una merce qualsiasi, bensì è il mezzo di scambio universale. In altri termini, il valore della moneta ha delle conseguenze dirette ed immediate sul valore dei beni e servizi per la compravendita dei quali essa viene utilizzata ed universalmente accettata. Nei testi accademici si possono facilmente reperire le tre funzioni esclusive della moneta: mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore. La moneta, in qualità di bene, non 1

2 sfugge però alle determinanti della legge sulla domanda e l offerta; trattandosi del bene dei beni (cioè del bene attraverso il quale tutti gli altri beni e servizi acquisiscono o perdono valore), il controllo su di essa è deputato ad un autorità pubblica, solitamente la banca centrale, a cui è demandato il compito di salvaguardarne il valore relativo, preservando il sistema economico e produttivo dalle nefaste conseguenze derivanti dal depauperamento del suo valore, fenomeno noto con il termine inflazione. L influenza della moneta all interno del sistema economico moderno si rivela quindi immensa e con essa quella delle autorità che detengono le leve per esercitare su di essa il potere di emissione e di controllo, il cosiddetto signoraggio, chiamato in tale modo dal diritto di battere moneta che i signori medioevali si attribuivano per rendersi indipendenti dai sovrani. La storia della moneta è quindi costellata da numerose battaglie per l accaparramento del potere di signoraggio e per l affermazione della supremazia di una moneta rispetto ad un altra. L analisi storica evolutiva della moneta esula dall argomento di questa disamina, quindi ci limiteremo ad osservare gli accadimenti monetari di maggiore rilievo dell ultimo secolo, in quanto propedeutici alla comprensione dello scenario attuale. Essi sono i seguenti: a. La situazione post-bellica degli anni Venti b. L anarchia monetaria degli anni Trenta c. Gli accordi di Bretton Woods d. L abbandono definitivo del gold exchange e. La crisi degli anni Settanta f. Lo SME e l accordo del Plaza g. L attacco alla lira e alla sterlina h. Il fallimento della dollarizzazione a. Al termine della Prima Guerra Mondiale, i Paesi vincitori (Francia, Regno Unito e Russia) impedirono la creazione di un sistema monetario internazionale fondato su nuove regole condivise, ponendo sulle spalle dei vinti (Germania ed Austria) un fardello di debiti di guerra insostenibili per le loro casse. Ciò portò questi ultimi a favorire consapevolmente il deprezzamento della propria moneta (il marco tedesco) attraverso l aumento vertiginoso e scollegato dai fondamentali della quantità di circolante. Se da un lato questo deprezzamento indotto produsse l effetto positivo per la Germania di svalutare il proprio debito, dall altro esso fu alla radice dell impennata inflativa che si tradusse nel fenomeno iperinflativo tedesco degli anni Venti. In seguito a tale evento disastroso che lasciò un segno indelebile per il popolo tedesco, le principali potenze decisero di restaurare il regime monetario ante-guerra: il gold standard. Il valore delle diverse monete nazionali venne così determinato in un rapporto fisso rispetto all oro e l obiettivo esclusivo delle politiche monetarie tornò ad essere quello di garantire la stabilità del valore aureo delle monete. In un gold standard puro, cioè di piena convertibilità tra l oro e la moneta circolante, la quantità di moneta non può eccedere la quantità di oro posseduta dal Paese; i pagamenti internazionali vengono effettuati in oro e le monete non sono altro che simboli delle quantità di oro depositate presso i forzieri delle rispettive nazioni. La condizione indispensabile per il corretto funzionamento di questo regime è la libera circolazione dei capitali, perché sono proprio i movimenti di capitale a riequilibrare 2

3 gli assetti: una riduzione della quantità di oro conseguente ad un deficit commerciale con l estero produce una riduzione dell offerta di moneta e quindi un aumento dei tassi di interesse; l afflusso di capitale finanziario alla ricerca di maggiori rendimenti garantirà il ritorno della quantità di moneta verso le condizioni iniziali. Tuttavia, se il gold standard definito inizialmente (valore nominale della moneta rispetto all oro) è scorretto, i movimenti di capitale non possono riportare il sistema in una condizione di equilibrio; in tale caso occorre una completa flessibilità del sistema interno dei prezzi che fungerà da riequilibrio monetario. Il gold standard degli anni Venti aveva introdotto dei gradi di flessibilità rispetto al sistema puro appena descritto, in quanto consentiva di determinare il valore della moneta nazionale non solo rispetto all oro, bensì anche rispetto alla sterlina e al dollaro, che a loro volta garantivano la piena convertibilità aurea: questo è il motivo per cui venne denominato gold exchange standard. b. Il ritorno al gold exchange standard durò solamente alcuni anni, aprendo una successiva fase di anarchia nelle relazioni economiche e commerciali internazionali. A minare la sostenibilità del sistema monetario di convertibilità aurea fu principalmente la mancanza di volontà politica nell accettare che il livello dei prezzi fungesse da stabilizzatore dell errato valore di convertibilità aurea stabilito per numerose monete. Il Regno Unito decise di tornare alla parità aurea della sterlina precedente al conflitto bellico anche se tale valore risultava grandemente sopravvalutato: il motivo di ciò era la volontà politica londinese di salvaguardare la City, il cui ruolo finanziario era risultato dominante e fonte di enormi guadagni e di grande potere nel mezzo secolo precedente la Grande Guerra. Come introdotto nel punto precedente, a tale sopravvalutazione monetaria avrebbe dovuto fare da contraltare una consistente deflazione; essa però fu impedita dai movimenti sindacali, che rafforzarono il loro peso nella seconda metà degli anni Venti. Per tornare in equilibrio il sistema mondiale avrebbe dovuto prevedere un processo di inflazione negli Stati Uniti e di deflazione in Europa e un movimento di capitali in uscita dai mercati finanziari statunitensi verso quelli europei. In realtà avvenne esattamente il contrario, in quanto gli Stati Uniti conobbero negli anni Venti un boom economico significativo senza tensioni inflative, attirando capitali da tutto il mondo. Quando la bolla speculativa scoppiò, nell ottobre del 1929, fu l intero sistema finanziario ed economico del mondo a subire pesanti conseguenze in termini sia di produzione che di disoccupazione: fu l inizio della Grande Depressione degli anni Trenta. La crisi portò i principali Paesi all insostenibilità del gold standard: il 21 settembre 1931 il Regno Unito sospese la convertibilità della sterlina in oro, innescando una reazione a catena da parte dei principali Paesi europei; un anno e mezzo più tardi anche gli Stati Uniti abbandonarono il tallone aureo mettendo fine ad ogni traccia di convertibilità aurea. Da quel momento in avanti, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il sistema economico internazionale attraversò una fase di assoluta anarchia, dominata dalle svalutazioni competitive delle monete e da sempre più pesanti restrizioni protezionistiche sia nel commercio di beni e servizi, sia nei movimenti di capitale. Numerosi storici dell economia intravvedono in queste guerre valutarie e protezionistiche i prodromi del secondo conflitto bellico mondiale. 3

4 c. Quando la Seconda Guerra Mondiale stava volgendo al termine, ed i suoi destini parevano segnati, i delegati dei principali Paesi del mondo si riunirono in una cittadina americana del New Hampshire, Bretton Woods, per riordinare il sistema economico e monetario internazionale. Le ipotesi di riforma che ricevettero il maggiore consenso furono due. La prima, presentata dal prestigioso economista inglese Keynes, prevedeva l istituzione di una moneta mondiale il cui rapporto con l oro sarebbe dovuto risultare variabile; tale proposta prevedeva la creazione di una Banca Centrale Mondiale con il potere di erogazione di prestiti e quindi di creazione di credito internazionale, finalizzato al sostegno, allo sviluppo e alla stabilizzazione del ciclo economico. La seconda, presentata da White, capo della delegazione statunitense, si basava anch essa sulla creazione di un nuovo organismo internazionale, ma con funzioni ben più limitate rispetto alla proposta inglese. La proposta americana non prevedeva la creazione di alcuna nuova moneta mondiale, bensì l istituzione del dollaro come valuta di riserva internazionale, fissando il concambio tra il biglietto verde e l oro. Il mondo scelse la strada indicata dalla delegazione americana ed il 22 luglio 1944 vennero firmati gli accordi di Bretton Woods: si adottò un regime di cambi fissi basato sulla convertibilità mondiale del dollaro statunitense in oro al prezzo di 35 dollari per oncia, con possibilità di modifica delle parità delle valute in caso di squilibrio strutturale delle bilance dei pagamenti, in caso di modifiche superiori al 10% delle parità prefissate. Gli accordi di Bretton Woods suggellarono la posizione dominante degli Stati Uniti nel mondo a livello politico, economico, militare, sancendo la supremazia monetaria del dollaro rispetto a tutte le altre monete: il dollar exchange standard. Lungo tutti gli anni Cinquanta il sistema funzionò: gli Stati Uniti finanziarono il processo di ricostruzione delle economie europea e giapponese attraverso aiuti unilaterali, surplus commerciali e movimenti di capitale a breve e lungo termine. La preoccupazione maggiore di questo periodo fu la possibile carenza di dollari rispetto alle esigenze espansive del commercio internazionale: dato che la produzione aurea cresceva molto più lentamente rispetto alla crescita del commercio internazionale, la domanda di dollari come mezzo di pagamento era in costante aumento. Nel 1960 l economista Triffin analizzò lo scarto tra la dinamica della produzione aurea e quella dell espansione del commercio internazionale, evidenziando un problema di lungo periodo per il dollar exchange standard: l affidabilità. Considerata l inelasticità dell offerta di oro, il rapporto tra la quantità di dollari detenuti dalle Banche Centrali come riserva e dagli operatori come mezzo di pagamento da una parte e la quantità di oro detenuta dalle autorità americane dall altra, era destinato a crescere, superando nel tempo la soglia critica del rapporto di parità. In altri termini, la spinta verso ritmi di crescita sempre maggiori per l economia mondiale avrebbe di fatto reso insostenibile il dollar exchange standard. Secondo Triffin, qualora questo fosse accaduto nessuno avrebbe più potuto garantire la convertibilità dollaro-oro, innescando una potenziale perdita di fiducia nel biglietto verde. d. Il problema proposto da Triffin fu sottovalutato per un decennio, anche se gli Stati Uniti dal 1959 iniziarono ad accumulare deficit commerciale, in quanto le economie europea e giapponese avevano recuperato completamente la competitività post 4

5 conflitto, marciando a ritmi di crescita sostenuti. L aumento della spesa pubblica statunitense derivante dal sempre più massiccio intervento in Vietnam finanziato dall incremento dell offerta di moneta poneva le basi per un processo inflativo che confliggeva con l obbligo imposto dalla convertibilità aurea. La fiducia nei confronti del dollaro iniziò a scricchiolare e l azione della speculazione rese la situazione insostenibile; il 15 agosto 1971 il presidente Nixon annunciò la decisione unilaterale di interrompere la convertibilità aurea ed impose un sovra dazio d importazione del 10% per impedire che i prodotti americani continuassero a subire uno svantaggio a causa dei tassi di cambio sleali applicati dalle altre autorità monetarie mondiali. Con queste decisioni unilaterali gli Stati Uniti decretarono il tramonto definitivo del sistema monetario disegnato a Bretton Woods. La decisione di svalutare il dollaro assunta dal presidente Nixon fu l esito di una prova di forza in cui gli Stati Uniti riaffermarono la loro posizione di assoluta egemonia sull intero sistema economico mondiale: sganciando il dollaro dall oro, infatti, gli Stati Uniti eliminarono ogni vincolo dalla loro politica economica senza rinunciare al privilegio assoluto che la posizione centrale assunta dal biglietto verde avrebbe garantito loro a livello globale: è l affermazione del cosiddetto dollar standard. Nel 1971 la possibilità per le altre valute di sostituire in tempi brevi il dollaro nel mercato mondiale era pressoché nulla: nessun Paese era paragonabile agli Stati Uniti nello scacchiere internazionale, né per economia, né per mercato finanziario o solidità sistemica e geopolitica; inoltre il Giappone e la Germania, le uniche nazioni che avrebbero potuto aspirare ad un ruolo maggiore per le loro monete, risultavano estremamente riluttanti ad agire in questa direzione per evitare di danneggiare le relative economie, la cui forza dipendeva in maniera considerevole dalle esportazioni verso il resto del mondo. e. Negli anni successivi alla storica decisione di Nixon, il dollaro subì un significativo deprezzamento, articolato in tre fasi: nel 1971, nel 1973 e nel biennio Mentre nel 1971 il deprezzamento del biglietto verde fu perseguito come un aggiustamento strutturale per recuperare la competitività perduta, i deprezzamenti successivi costituirono la specifica risposta allo shock petrolifero del 1973, configurandosi come una risposta delle autorità monetarie statunitensi alla crisi economica di quel periodo. 5

6 La prima grande svalutazione del dollaro: da 3.20 a 2.30 marchi tra febbraio e giugno 1973 Gli effetti di questo orientamento della politica monetaria statunitense furono duplici: se da un lato si determinò un sostanziale miglioramento della competitività internazionale degli Stati Uniti, dall altro si innescò una spirale inflativa che investì tutto il sistema capitalistico nel corso degli anni Settanta. Le altre economie industriali, infatti, per evitare di sopportare l intero peso della crisi economica, seguirono l indirizzo espansivo nella politica monetaria, alimentando in tale modo una crescente instabilità valutaria, finanziaria e commerciale a livello globale. Nel 1978 sui mercati finanziari mondiali iniziarono a manifestarsi chiari segni di una crisi di fiducia nei confronti del dollaro; fu in questa situazione che si manifestò un secondo shock petrolifero che produsse un aumento di oltre il 200% del valore del greggio. In questa occasione, però, le autorità monetarie statunitensi adottarono un atteggiamento fortemente restrittivo che fece salire i tassi di interesse provocando un significativo apprezzamento del dollaro. f. I numerosi shock valutari ed inflativi degli anni Settanta indussero la maggior parte delle nazioni europee ad aderire ad un progetto comune di natura monetaria: il Sistema Monetario Europeo. Tale accordo, stipulato nel marzo 1979, prevedeva il vincolo reciproco di fluttuazione tra le rispettive monete all interno di una banda di oscillazione molto stretta (+/-2.25%) e l introduzione di una moneta di calcolo comune, l Ecu (european currency unit). Nei primi anni Ottanta, come indicato nel punto precedente, il dollaro americano si rivalutò significativamente nei confronti delle principali monete estere a causa degli interventi fortemente restrittivi messi in atto dalle autorità monetarie a stelle e strisce. Ciò causò non poche difficoltà all industria statunitense, alimentando un crescente deficit commerciale degli Stati Uniti. Il 22 settembre 1985 all hotel Plaza di New York si riunì il gruppo dei cinque principali Paesi più industrializzati (Francia, Germania, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito) per definire un riordino valutario: essi concordarono sulla necessità di un deprezzamento del biglietto verde, che, come si può osservare nel grafico sottostante, non tardò a manifestarsi. 6

7 Svalutazione del dollaro post accordi del Plaza: da 3 a 1.5 marchi tra il 1985 e il 1987 g. Le divergenze economiche strutturali esistenti tra i Paesi aderenti al Sistema Monetario Europeo emersero agli inizi degli anni Novanta, quando la lira italiana (come si può osservare nel grafico sottostante) e la sterlina inglese, dopo un violento attacco speculativo messo in atto dal noto finanziere Soros, operarono una consistente svalutazione. Grafico weekly del cross lira italiana/dollaro nel 1992 Nell agosto 1993 i paesi appartenenti al Sistema Monetario Europeo decisero di estendere provvisoriamente i margini di oscillazione delle proprie monete al 15%. Nel frattempo, allo scopo di evitare in futuro forti fluttuazioni dei tassi di cambio fra le monete europee e di eliminare le svalutazioni competitive, i governi dell Unione Europea decisero di rilanciare il progetto di una vera e propria unione monetaria, cioè di progettare una vera e propria moneta unica; tale piano nell arco di un decennio avrebbe portato alla costituzione dell Unione Monetaria e alla introduzione dell euro. h. Durante gli anni Novanta gli Stati Uniti rafforzarono la loro leadership a livello mondiale anche in seguito al crollo della superpotenza sovietica. Numerosi Paesi 7

8 emergenti presero quindi l economia a stelle e strisce come modello, cercando di seguirne i passi: la ricerca della stabilità portò tali nazioni alla cosiddetta dollarizzazione, cioè la definizione di un legame molto forte tra le loro valute ed il dollaro americano al fine di evitare fenomeni iperinflativi. Nei primi anni Novanta questi approcci sembravano aver ottenuto successo: i Paesi emergenti riuscirono a tenere sotto controllo l inflazione e la spesa pubblica, modificando però il ruolo dello stato nell economia ed iniziando una forte ondata di privatizzazioni. Ben presto, però, scoppiò un ondata di crisi: nel 1995 in Messico, nel 1997 nel sud-est asiatico, nel 1998 in Russia, nel 1999 in Brasile e nel 2001 in Argentina. Tutte queste crisi, le cui caratteristiche e peculiarità evidenziavano dei distinguo, avevano come minimo comune denominatore le nefaste conseguenze del forzato ancoraggio della valuta nazionale al dollaro statunitense. I differenti passi di crescita delle diverse economie nazionali dimostrarono l insostenibilità sia del cambio fisso (hard peg) che dei cambi intermedi (crawling peg) verso la valuta di un altro Paese (in questo caso il dollaro) in assenza di un effettiva integrazione fiscale, monetaria ed economica; essi vennero abbandonati in seguito a pesanti crisi valutarie e del debito privato e governativo. 2. L euro è la moneta unica di sedici Paesi europei che vi hanno aderito attraverso un percorso durato decenni che ha preso avvio dopo la Seconda Guerra Mondiale, è passato attraverso la costituzione della Comunità Economica Europea (CEE), del Serpente Monetario Europeo (SME) trasformatosi in Sistema Monetario Europeo da cui, come è stato analizzato nel punto precedente, è nato l Ecu. Il progetto di introduzione della moneta unica come valuta circolante prese avvio all inizio degli anni Novanta, quando venne stipulato lo storico Trattato di Maastricht (1992), dal nome della cittadina olandese in cui venne firmato, che stabilì le condizioni vincolanti per la transizione dalle valute nazionali alla nuova valuta unica, che prese il nome di Euro. Si trattava di cinque criteri chiamati parametri di Maastricht, il cui obiettivo era la convergenza delle diverse economie nazionali verso un modello di riferimento più uniforme e virtuoso. I parametri presi a riferimento furono monetari (inflazione), finanziari (tassi a lungo termine) e di finanza pubblica (deficit/pil e debito/pil) oltre che di stabilità nel tempo (appartenenza allo SME da almeno due anni). L euro entrò in vigore per la prima volta il 1 gennaio 1999 in undici degli allora quindici stati membri dell Unione: in quella data esso fu introdotto per tutte le forme di pagamento non fisiche (ad esempio, i trasferimenti elettronici, i titoli di credito), mentre le valute degli stati partecipanti furono bloccate ad un tasso di conversione prefissato. L euro è entrato ufficialmente in circolazione, sotto forma di monete e banconote, a partire dal 1 gennaio 2002; da quel momento altri Paesi vi hanno aderito attraverso il rispetto del processo di convergenza definito a Maastricht, e dal gennaio 2011 Eurolandia (l area che identifica i Paesi che hanno aderito al progetto della moneta unica) avrà un diciassettesimo membro: l Estonia. Si tratta quindi di un progetto aperto ed evolutivo; in un certo senso è un cantiere aperto di natura monetaria che rispecchia l auspicio di Keynes a Bretton Woods della creazione di un unica moneta mondiale; ciò malgrado l edificio dell euro nella crisi attuale ha fatto segnare più di uno scricchiolio, evidenziando le difficoltà di un area valutaria 8

9 composta da Paesi a distinte sovranità fiscali e finanziarie. Prima di entrare nel dettaglio della situazione venutasi a creare nell attuale crisi economica e finanziaria, è però utile focalizzare l attenzione sul fatto che, unitamente all avvento dell euro, il primo decennio del nuovo secolo è stato caratterizzato dallo spostamento del potere economico verso l est del pianeta, e precisamente dall affermazione della Cina come nuova superpotenza mondiale. I suoi ritmi di crescita ed espansione hanno manifestato un trend di eccezionale durata ed intensità fin dalla seconda metà degli anni Novanta; la maggiore parte degli economisti fa risalire le origini di quest affermazione a due eventi precisi: l ancoraggio della moneta cinese al dollaro statunitense (1995) e l ingresso della Cina nell Organizzazione del Commercio Mondiale WTO (2001). I due eventi, sebbene accaduti a distanza di anni, devono essere analizzati congiuntamente, in quanto strettamente collegati tra loro; di essi ci occuperemo all interno della disamina evolutiva sulla situazione venutasi a creare durante l attuale crisi e sulle sue ripercussioni di natura valutaria; procederemo quindi focalizzandoci sui seguenti punti: a. Cina-USA: dagli interessi convergenti ai rapporti conflittuali b. L euro nella crisi di Eurolandia c. Franco svizzero e yen da monete problematiche a valute rifugio d. Una vittima eccellente della guerra valutaria: il real brasiliano a. Il rapporto tra la Cina e gli Stati Uniti negli ultimi vent anni è stato fondato su solide basi di reciproco vantaggio: la Cina desiderava crescere economicamente per affrancarsi dal sottosviluppo secolare, mentre gli Stati Uniti desideravano preservare la propria supremazia economica mondiale, malgrado una sostanziale staticità della produttività interna e una scolarizzazione e una competitività interna in declino. Gli interessi di questi due grandi Paesi erano in effetti complementari: la Cina abbisognava di un vorace mercato di sbocco della propria produzione e gli Stati Uniti necessitavano di delocalizzare la produzione per calmierare un inflazione che a causa dei crescenti prezzi delle materie prime avrebbe potuto rialzare la testa. Il soddisfacimento di queste esigenze portò alla definizione di accordi valutari e commerciali che si sono rivelati fonte di instabilità a livello sistemico: il peg del yuan con il dollaro e l ingresso del colosso cinese nel WTO. Per quanto attiene all ancoraggio valutario, dal 1995 fino al 2005 la Cina mantenne un ancoraggio stretto yuan-dollaro; nel 2005 decise di riformare il proprio sistema di cambio. L operazione si articolò in tre mosse: rivalutazione secca del 2,1% sulla moneta americana; sganciamento immediato dal biglietto verde; nuovo ancoraggio dello yuan a un paniere valutario di cui Pechino non ha mai svelato la composizione (crawling peg). Da quel momento fino all agosto del 2008 la moneta cinese si rivalutò del 18% circa nei confronti del biglietto verde, ma, a causa dell avvento della crisi, in quella data il Celeste Impero congelò le oscillazioni valutarie ancorando nuovamente la propria valuta al dollaro americano. Nel giugno di quest anno la Cina ha deciso di ritornare alla situazione precedente (crawling peg) e da quel momento il yuan si è rivalutato nei confronti del dollaro statunitense del 2% circa. Dietro questi numerosi interventi di natura valutaria vi è un rapporto squilibrato tra i due giganti sino-americani che sta alla base della crisi sistemica degli 9

10 ultimi anni: l eccesso produttivo cinese e l eccesso di consumo americano. Se per alcuni anni per entrambe le superpotenze tale situazione era non solo sostenibile ma per certi versi anche auspicabile, l esplosione della crisi ha fatto emergere la stretta relazione esistente tra la forte crescita economica cinese e l alta disoccupazione americana: la cosiddetta 10%-10% rule, le cui percentuali identiche rappresentano la prima il tasso di crescita dell economia cinese e la seconda il tasso di disoccupazione statunitense. D altro canto l assoluta pervicacia con cui la Cina ha perseguito la politica del crawling peg mantenendo artificialmente basso il valore del yuan è costata al gigante asiatico un prezzo significativo in termini di accumulo di riserve monetarie in dollari. La Cina cioè, per preservare il mercato statunitense come mercato principale di sbocco delle proprie merci, ha accettato per anni ingenti pagamenti in dollari che hanno accresciuto le sue riserve nazionali: dal 2010 la Cina è il principale creditore degli Stati Uniti, detenendo nelle sue mani titoli del Tesoro americano per 900 miliardi $. L insostenibilità di tale rapporto incestuoso sta ora emergendo in tutta la sua pericolosità: la Camera degli Stati Uniti, a larghissima maggioranza, ha recentemente approvato un progetto di legge che autorizza il governo americano ad imporre sanzioni commerciali contro i Paesi che mantengono intenzionalmente basso il valore della propria valuta, con un chiaro riferimento alla sottovalutazione artificiale del yuan cinese. La Cina, dal canto suo, ha risposto che tale decisione americana, qualora diventasse operativa, oltre che violare gli accordi del WTO, lederebbe gravemente le relazioni esistenti tra i due Paesi, precisando per bocca del suo stesso premier, Wen Jiabao, che un eccessivo apprezzamento del yuan potrebbe fare crollare le esportazioni del Celeste Impero, creando disoccupazione e disordini sociali. In effetti il dissenso da parte di molti nasce proprio dall ingresso della Cina nel WTO: esso avvenne nel 2001, dopo l attacco alle Torri Gemelle e nel pieno della crisi finanziaria della new economy a stelle e strisce. In quel preciso momento storico furono intenzionalmente gli Stati Uniti a favorire l ingresso del gigante asiatico nell Organizzazione del Commercio Mondiale, e ciò fu fatto per incentivare gli scambi commerciali ed aiutare la ripresa economica mondiale. La Cina però in sostanza da quel momento si trovò in una condizione di vantaggio competitivo rispetto alle altre nazioni, avendo libero accesso ai loro mercati, pur mantenendo il privilegio del crawling peg del yuan, mettendo in atto sostanzialmente il protezionismo valutario. b. Dalla sua costituzione fino al 2008 l euro ha conosciuto un apprezzamento costante nei confronti del dollaro statunitense: in circa sette anni (dal 2001 al 2008) l entità del movimento è stata straordinaria (100% circa) e praticamente, escludendo il 2005, senza soluzione di continuità. I motivi di tale processo sono stati molteplici: tra i più importanti identifichiamo la politica monetaria fortemente espansiva operata dalla Federal Reserve e l affermazione dell euro come moneta rifugio vista la coesione e la stabilità economica evidenziata da Eurolandia dalla sua costituzione. Vi è stata, secondo alcuni economisti, una ragione in più rispetto a quelle appena enunciate: si tratta di una specie di patto strategico tra gli Stati Uniti e la Cina di riversare su Eurolandia e sull euro le conseguenze dei propri squilibri valutari e commerciali. Per comprendere questa considerazione è necessario ritornare a quanto indicato nel 10

11 punto precedente: enormi flussi finanziari e commerciali sino-americani avrebbero dovuto spingere a rialzo il yuan verso il dollaro, ma ciò non è accaduto, considerato il crawling peg esistente tra queste due valute; anzi, la forte rivalutazione dell euro nei confronti del dollaro, ha determinato un apprezzamento della moneta unica anche verso il yuan cinese. Tutto ciò, ovviamente, avveniva mentre i flussi commerciali dalla Cina verso Eurolandia salivano di intensità e quindi in aperto contrasto con la normale legge di riequilibrio valutario che avrebbe invece portato il yuan ad apprezzarsi contro l euro. Le conseguenze negative di tale paradossale situazione vennero analizzate da un documento della Confindustria tedesca, uno dei maggiori centri di potere privato mondiali, che nel 2007 lanciò l allarme insostenibilità per l apparato produttivo teutonico con un euro stabilmente sopra il cross di 1.50 contro dollaro (in presenza di un ancoraggio stretto yuan-biglietto verde). Tale situazione è mutata radicalmente a partire dall ultimo trimestre del 2008, in quanto la fase più acuta della crisi finanziaria è stata accompagnata da una significativa rivalutazione del dollaro americano verso l euro. Si è trattato di un tipico movimento di rientro dei capitali nell area dollaro, considerata safe heaven per eccellenza nei periodi di straordinaria tensione finanziaria. Tale processo, dopo avere portato il cross euro/dollaro in area 1.25 all inizio del 2009, ha segnato una battuta d arresto nello stesso anno grazie alla sensazione di scampato pericolo sistemico, ma si è riproposto con una rinnovata forza nel 2010, quando i mercati finanziari hanno vissuto la crisi del debito greco. Si è trattato a tutti gli effetti di un bailout dello stato ellenico da parte dell Europa, ma ciò si è concretizzato dopo una lunga e difficile fase negoziale tra i Paesi di Eurolandia, la Banca Centrale Europea ed il Fondo Monetario Internazionale. Gli operatori del mercato valutario, nel frattempo, riconoscendo che il progetto della moneta unica non poteva più essere considerato a senso unico, hanno venduto euro portando il suo cross contro dollaro ad un valore di Da quel momento, e si tratta di storia recente (nel terzo trimestre 2010), la Federal Reserve ha annunciato che si sarebbe adoperata con misure non convenzionali di allentamento monetario (quantitative easing) al fine di sostenere il processo di crescita dell economia a stelle e strisce: di fronte ad un potenziale shock di offerta il dollaro ha ripreso il suo rapido cammino di deprezzamento riportandosi a oltre 1.35 contro euro. c. Nel punto precedente si è compreso come le tre principali Aree valutarie del mondo (Stati Uniti, Cina e Eurolandia) hanno contrastato l apprezzamento o addirittura favorito il deprezzamento della propria valuta con il chiaro intento di sussidiare le proprie esportazioni ed in tale modo la propria economia rispetto a quella dei competitor. Considerato che tali svalutazioni competitive sono state accompagnate da un ingente aumento della massa monetaria in circolazione, non sorprende constatare che la pressione rivalutativa si è di volta in volta riversata su altre valute, rappresentative di economie più piccole e masse monetarie inferiori rispetto ai tre colossi valutari mondiali. E il caso, già citato all inizio dell articolo, degli anomali apprezzamenti fatti segnare dal franco svizzero e dallo yen nell ultimo periodo ed ai quali hanno risposto, su sollecitazioni politiche interne, le rispettive banche centrali cercando di porre un freno a tali pressioni rivalutative. L intervento delle banche 11

12 centrali, che si concretizza solitamente nella vendita di valuta domestica e nell acquisto di valuta estera, è fallito per il franco svizzero nel 2009 (il cui rapporto ha già rotto al ribasso la parità contro il biglietto verde); per lo yen la fine annunciata pare essere la stessa anche in virtù della totale assenza di coordinamento con le altre banche centrali mondiali, i cui obiettivi permangono divergenti. Tale situazione, oltre ad evidenziare un movimento valutario erratico e del tutto scollegato dai fondamentali economici, porta con sé crescenti rischi ritorsivi in un pericoloso gioco che prevede l individuazione di almeno una valuta perdente, costretta ad apprezzarsi fino a quando non è possibile spostare l attenzione rivalutativa su qualcun altro. d. La vittima designata da mesi nella guerra delle svalutazioni è il real: la valuta brasiliana dall inizio del 2009 si è rivalutata del 35% circa verso un paniere di valute rappresentative dei suoi principali partner commerciali. Se da un lato è vero che l economia carioca cresce da tempo a ritmi non molto inferiori all economia cinese, dall altro essa pare essere costretta a pagare un prezzo molto più elevato in termini di perdita di competitività. Non a caso nel settembre del 2010 il ministro delle finanze brasiliano, Mantega, e il presidente della Banca Centrale, Meirelles, hanno dichiarato che il Paese non pagherà ancora a lungo il prezzo degli squilibri globali, ventilando una serie di misure per evitare un ulteriore apprezzamento del real. Si tratta di un aumento della tassa sui capitali in entrata, dell uso di reverse swap sul mercato dei cambi e di interventi diretti da parte del Fondo sovrano mirati ad indebolire la valuta. Fino a questo momento gli interventi messi in atto dalla Banca Centrale non sono bastati, nonostante il Brasile abbia registrato nell ultimo anno il maggiore incremento di riserve valutarie al mondo dopo la Svizzera, con un +23% da 221 a 273 miliardi di $. Il Brasile, come vedremo, si trova chiaramente sul lato sbagliato del carry trade valutario: mentre gli investitori esteri ottengono infatti un rendimento del 10% investendo in real, il governo del Paese sudamericano ricava lo 0.50% dalle sue riserve investite in dollari statunitensi. 3. Nei punti precedenti abbiamo analizzato l evoluzione storica dei rapporti valutari nell ultimo secolo e gli avvenimenti di maggiore rilievo che hanno portato nell ultimo decennio ad una crescente tensione valutaria, la quale si manifesta attraverso le svalutazioni competitive: si tratta di veri e propri interventi manipolatori il cui intento è quello di favorire il deprezzamento della propria moneta rispetto alle altre. Ora prenderemo in esame sinteticamente le determinanti economiche e finanziarie dei trend valutari e cercheremo di attualizzare quest analisi in termini concreti rispetto al rischio/opportunità che presentano gli investimenti in valuta estera. Per quanto riguarda il primo aspetto, i principali studi macroeconomici affermano che lo scenario previsionale dei cambi risulta essere tanto maggiormente prevedibile quanto più si allunga l orizzonte temporale di analisi. Tale affermazione è suffragata dalla presenza di alcune determinanti nell evoluzione dei cross valutari, e precisamente: a. Crescita dell economia reale; b. Inflazione e tassi di interesse; c. Bilancia commerciale e flussi finanziari; d. Rischio geopolitico 12

13 Per quanto riguarda il primo aspetto (a), è immediata la comprensione del rapporto direttamente proporzionale esistente tra la forza dell economia reale e il rafforzamento della sua valuta di riferimento. Il secondo ambito (b) si basa sulla regola della parità del potere di acquisto di due valute, legge secondo la quale una unità di valuta deve essere in grado di acquistare la stessa quantità di beni in qualsiasi luogo del mondo. Secondo tale teoria, il tasso di cambio tra due monete deve riflettere i differenti livelli di prezzo nelle due Aree valutarie: ciò porta i Paesi con alta inflazione (relativa) ad avere valute che si deprezzano e quelli con bassa inflazione (relativa) ad avere valute che si apprezzano. Tale teoria però non tiene conto delle misure restrittive che le Banche Centrali mettono solitamente in atto per contrastare l inflazione; ciò porta ad uno spiazzamento dei flussi di capitale verso le Aree valutarie con rendimenti superiori che solitamente coincidono con quelle ad inflazione (relativa) superiore. La presenza di uno squilibrio della bilancia commerciale (c) è uno dei fattori fondamentali di maggiore rilevanza, in quanto se le esportazioni superano di molto le importazioni (avanzo commerciale) il naturale riequilibrio avviene attraverso un apprezzamento della valuta domestica rispetto alle valute dei partner commerciali e viceversa. La situazione dei Paesi in forte deficit commerciale è inoltre aggravata dalla dipendenza della loro posizione dai flussi finanziari in entrata nel Paese di cui devono di fatto finanziare il deficit commerciale ed in assenza dei quali la precarietà del loro equilibrio è destinata ad emergere drammaticamente. Questo è il motivo per cui, soprattutto negli ultimi decenni, ha assunto un importanza crescente la stabilità geopolitica (d) di un Paese (o di un Area valutaria), il cui venire meno può provocare un immediata e repentina fuga di capitali con conseguente spiazzamento dei flussi finanziari e violenti deprezzamenti del tasso di cambio. Considerati i punti appena esaminati, è facile comprendere come negli ultimi anni, a partire dalla Cina (il cui regime di cambio è controllato) e fino agli Stati Uniti (si noti l atteggiamento monetario ultraespansivo della Federal Reserve), i tassi di cambio non abbiano rispecchiato i fondamentali economici sopra enunciati. Secondo il Fondo Monetario Internazionale il yuan è sottovalutato del 27% rispetto alle valute dei principali partner commerciali; secondo numerosi economisti statunitensi la sottovalutazione della moneta cinese sarebbe addirittura del 40%, ma, come il Presidente cinese ha recentemente affermato, un apprezzamento repentino del yuan è fuori discussione in quanto le sue ricadute sullo stato di salute della Cina in termini occupazionali, produttivi e finanziari (si pensi alle perdite sulle riserve in dollari detenute) sarebbero inimmaginabili, con conseguenze devastanti per l intera economia mondiale in termini recessivi, oltre che di shock inflativo. Mentre gli economisti continuano ad interrogarsi sulle modalità di un riordino valutario che pare sempre più complicato da porre in atto, gli investitori si trovano di fronte alla difficoltà di compiere delle scelte, in termini di allocazione valutaria, i cui andamenti, almeno nel breve termine, seguono sempre meno le determinanti economiche fondamentali. A prescindere quindi dalle due tendenze di fondo che paiono senza dubbio dover prevalere nel medio periodo (la rivalutazione del yuan ed il deprezzamento del dollaro), la discriminante da tenere sotto stretta osservazione nell immediato è la differenza dei tassi di interesse presente tra le differenti Aree valutarie. Osservando il grafico che rappresenta le curve dei tassi di interesse in Paesi differenti si nota che nel breve termine i differenziali importanti riguardano esclusivamente Turchia, India e Polonia rispetto alle altre valute, mentre per trovare dei differenziali significativi tra le altre aree è necessario spingersi molto in avanti 13

14 nella curva, oltre le scadenze decennali. A conferma di ciò, la tabella sotto riportata riepiloga i tassi di interesse corrisposti dalle differenti valute nelle scadenze trimestrali (rilevati a settembre 2010): Nazione Valuta Tasso interesse a 3 mesi Stati Uniti dollaro americano 0.23% Giappone yen 0.19% Svizzera franco 1.23% Germania euro 0.89% Regno Unito sterlina 0.80% Polonia zloty 3.84% Turchia lira 7.68% Australia dollaro australiano 4.98% India rupia 6.10% Brasile real 10.66% L interesse degli investitori alla ricerca di un extra-rendimento sarà senz altro rivolto verso le ultime cinque valute, mentre la differenza tra le prime cinque risulta sostanzialmente poco significativa. Ciò significa che, fermi gli altri fattori di rischio (ad esempio per un emissione obbligazionaria della Banca Mondiale o della BEI), l investitore potrà ottenere nel periodo trimestrale un rendimento trentatre volte superiore investendo in lire turche e quarantasei volte superiore investendo in real brasiliano rispetto all investimento in dollari americani. Chiaramente questo fenomeno è frutto delle politiche monetarie ultra espansive operate dalle Banche Centrali dei Paesi già sviluppati che stanno da tempo mantenendo i tassi di interesse a livelli eccezionalmente bassi; tale atteggiamento orienta quindi continui ed ingenti flussi di investimento che partono dalle Aree core e si dirigono verso le valute a maggiore rendimento, determinando in tale modo un loro costante apprezzamento. Tale fenomeno risulta amplificato dalla comune pratica finanziaria del carry trade: si tratta di prendere in prestito (o di vendere allo scoperto) una valuta con bassi tassi di interesse (ad esempio il dollaro americano) e di investire le risorse ricavate in una valuta a tassi di interesse superiori (ad esempio il dollaro australiano). Il protrarsi nel tempo di tale pratica produce effetti pericolosi e perversi che rischiano di alimentare bolle finanziarie del tutto scollegate dai fondamentali economici delle differenti Aree valutarie. Secondo l ultimo Global Financial Stability Report del FMI c è un nesso statistico sempre più forte tra la liquidità generata nelle maggiori Aree economiche del G4 ed i rendimenti degli indici azionari dei Paesi che assorbono questi capitali; l impatto della liquidità globale è cinque volte superiore dell effetto di quella interna in quattro Paesi, tutti a rischio bolla (non solo valutaria): Hong Kong, Cina, Cile e Brasile. La storia dimostra che ogni volta che tali flussi sono diminuiti o addirittura si sono prosciugati (come nel settembre 2008), i risultati sono stati disastrosi per tutti gli investitori che avevano seguito pedissequamente il ciclo finanziario senza ponderarne attentamente i rischi insiti: solo per fornire un esempio, nel corso dell intero 2008, a seguito della crisi finanziaria, la lira turca perse ben il 50% del proprio valore nei confronti del dollaro e circa il 25% rispetto all euro. Ciò avvenne a causa della dipendenza economica da una domanda estera molto concentrata su alcuni settori produttivi caduti in 14

15 crisi (ad esempio quello automobilistico, le cui vendite nel 2009 si sono contratte del 25% e le cui esportazioni, nello stesso periodo, sono calate del 30.9%); avvenne anche a motivo della necessità di fare ricorso all indebitamento estero per finanziare il debito corrente, dato il calo significativo nei flussi di capitale estero (il 65% del deficit corrente coperto con l indebitamento, il livello più elevato raggiunto dal maggio 2003) e del forte indebitamento in valuta delle imprese turche nei confronti del sistema bancario estero (stimato ad 80 miliardi di dollari). L analisi effettuata fa emergere una situazione di pericolosa tensione valutaria a livello mondiale, che rischia di sfociare in una guerra tra monete, cioè in fenomeni di forte volatilità ed erraticità dei cambi. Il disordine mondiale valutario è alimentato dalle grandi superpotenze, Cina e Stati Uniti, che con modalità differenti stanno perseguendo uno scopo identico anche se di fatto inconciliabile: il deprezzamento della propria valuta al fine di sostenere l economia interna. A fronte di questa pericolosa escalation protezionistica le Aree valutarie minori rischiano di pagare le spese maggiori, con conseguenti apprezzamenti valutari del tutto scollegati dai loro fondamentali economici. In questa situazione di tensione è importante che l investitore sia conscio di quanto sta accadendo prima di allocare parte dei propri risparmi verso le valute emergenti, alla ricerca non solo di un differenziale di tasso ma anche di un plusvalore rinveniente dall apprezzamento della relativa moneta, in quanto la storia dimostra che ogni fenomeno alimentato e sostenuto da una bolla di liquidità rischia, all atto del suo scoppio, di generare forti perdite per l investitore spesso poco preparato o del tutto inconsapevole. Come avvenuto tante volte in passato, anche in questo caso non ci sarebbe da stupirsi se il disordine valutario alimentato dal crawling peg cinese e dalla politica iperespansiva di Bernanke finirà per provocare un ondata di tempeste valutarie, le cui nefaste conseguenze finanziare ed economiche sono ad oggi difficilmente immaginabili. Gabriele Pinosa Go-Spa consulting 15

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA

LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA Perché la Banca d Italia detiene le riserve ufficiali del Paese? La proprietà delle riserve ufficiali è assegnata per legge alla Banca d Italia. La Banca d Italia

Dettagli

La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari

La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari Appunti del seminario tenuto presso l'università di Trieste - Scienze Internazionali e Diplomatiche di Gorizia - insegnamento di Geografia

Dettagli

Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione.

Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione. 1 Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione. Il ruolo della finanza nell economia. La finanza svolge un ruolo essenziale nell economia. Questo ruolo

Dettagli

Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02

Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02 Impar a il tr ading da i m aestr i Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale Cos'è l'analisi Fondamentale? L'analisi fondamentale esamina gli eventi che potrebbero influenzare il valore

Dettagli

Dalla crisi petrolifera agli anni 90: aspettative e problemi.

Dalla crisi petrolifera agli anni 90: aspettative e problemi. Dalla crisi petrolifera agli anni 90: aspettative e problemi. DI Borsatti Federico matr.552665 Uliano Giuseppina A. matr. 025653 Il valore della credibilità della politica economica nell economia italiana

Dettagli

Politica economica in economia aperta

Politica economica in economia aperta Politica economica in economia aperta Economia aperta L economia di ciascun paese ha relazioni con il Resto del Mondo La bilancia dei pagamenti (BP) è il documento contabile che registra gli scambi commerciali

Dettagli

IL MERCATO FINANZIARIO

IL MERCATO FINANZIARIO IL MERCATO FINANZIARIO Prima della legge bancaria del 1936, in Italia, era molto diffusa la banca mista, ossia un tipo di banca che erogava sia prestiti a breve che a medio lungo termine. Ma nel 1936 il

Dettagli

POLITICHE PER LA BILANCIA DEI PAGAMENTI

POLITICHE PER LA BILANCIA DEI PAGAMENTI capitolo 15-1 POLITICHE PER LA BILANCIA DEI PAGAMENTI OBIETTIVO: EQUILIBRIO (ANCHE SE NEL LUNGO PERIODO) DISAVANZI: IMPLICANO PERDITE DI RISERVE VALUTARIE AVANZI: DANNEGGIANO ALTRI PAESI E CONDUCONO A

Dettagli

Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor Spring 2013 Update

Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor Spring 2013 Update Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor Spring 2013 Update MERCATO MONDIALE DEI BENI DI LUSSO: TERZO ANNO CONSECUTIVO DI CRESCITA A DUE CIFRE. SUPERATI I 200 MILIARDI DI EURO NEL 2012 Il mercato del

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

Dov è andata a finire l inflazione?

Dov è andata a finire l inflazione? 24 novembre 2001 Dov è andata a finire l inflazione? Sono oramai parecchi anni (dai primi anni 90) che la massa monetaria mondiale cresce ininterrottamente dell 8% all anno nel mondo occidentale con punte

Dettagli

Parla Weidmann: Grecia, c è il rischio contagio, Ma l euro non è in pericolo

Parla Weidmann: Grecia, c è il rischio contagio, Ma l euro non è in pericolo Parla Weidmann: Grecia, c è il rischio contagio, Ma l euro non è in pericolo Il presidente della Bundesbank a La Stampa: nei trattati va previsto il crac di uno Stato TONIA MASTROBUONI INVIATA A FRANCOFORTE

Dettagli

LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE?

LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE? NOTA ISRIL ON LINE N 8-2013 LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE? Presidente prof. Giuseppe Bianchi Via Piemonte, 101 00187 Roma gbianchi.isril@tiscali.it www.isril.it LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA

Dettagli

Outlook 2014: il rischio più grande è non correre alcun rischio OUTLOOK

Outlook 2014: il rischio più grande è non correre alcun rischio OUTLOOK OUTLOOK Outlook 2014: il rischio più grande è non correre alcun rischio Non è facile assumersi rischi in modo intelligente e calcolato: la soluzione è Smart Risk AUTORE: STEFAN HOFRICHTER 16 Il 2013 è

Dettagli

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA L Italia è in crisi, una crisi profonda nonostante i timidi segnali di ripresa del Pil. Ma non è un paese senza futuro. Dobbiamo

Dettagli

CONSIGLI NON RICHIESTI A RENZI SU COME RIVOLUZIONARE L EUROPA GERMANIZZATA (Renato Brunetta per Il Foglio )

CONSIGLI NON RICHIESTI A RENZI SU COME RIVOLUZIONARE L EUROPA GERMANIZZATA (Renato Brunetta per Il Foglio ) 944 CONSIGLI NON RICHIESTI A RENZI SU COME RIVOLUZIONARE L EUROPA GERMANIZZATA (Renato Brunetta per Il Foglio ) 8 luglio 2015 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia Berlusconi

Dettagli

Capitolo 5. Il mercato della moneta

Capitolo 5. Il mercato della moneta Capitolo 5 Il mercato della moneta 5.1 Che cosa è moneta In un economia di mercato i beni non si scambiano fra loro, ma si scambiano con moneta: a fronte di un flusso reale di prodotti e di servizi sta

Dettagli

l uscita dall euro non è la soluzione più pratica

l uscita dall euro non è la soluzione più pratica 32 l uscita dall euro non è la soluzione più pratica Lorenzo Bini Smaghi, precedentemente parte del del consiglio d amministrazione della BCE, e per molti anni uomo italiano a Francoforte (sede della BCE),

Dettagli

La crisi finanziaria e il suo impatto sull economia globale

La crisi finanziaria e il suo impatto sull economia globale La crisi finanziaria e il suo impatto sull economia globale n. 30 - febbraio 2012 a cura di Franco Bruni e Antonio Villafranca 1 ABSTRACT: La Nota fornisce una breve analisi e delle indicazioni di policy

Dettagli

Agricoltura Bio nel mondo: la superficie

Agricoltura Bio nel mondo: la superficie Agricoltura Bio nel mondo: la superficie L agricoltura biologica occupa una superficie di circa 37,04 milioni di ettari nel 2010. Le dimensioni a livello globale sono rimaste pressoché stabili rispetto

Dettagli

LETTERA DA WALL STREET. Di John Mauldin. Dio salvi il dollaro. Tutti i privilegi del biglietto verde

LETTERA DA WALL STREET. Di John Mauldin. Dio salvi il dollaro. Tutti i privilegi del biglietto verde LETTERA DA WALL STREET Di John Mauldin Dio salvi il dollaro Tutti i privilegi del biglietto verde Il termine privilegio esorbitante si riferisce al presunto vantaggio da parte degli Stati Uniti di avere

Dettagli

CHI HA DECISO, COME E QUANDO, CHE L ITALIA DOVEVA ENTRARE NELL EURO

CHI HA DECISO, COME E QUANDO, CHE L ITALIA DOVEVA ENTRARE NELL EURO L Euro CHI HA DECISO, COME E QUANDO, CHE L ITALIA DOVEVA ENTRARE NELL EURO L adesione all Euro è la conseguenza della adesione allo SME (Sistema Monetario Europeo) del 1979 (Governi Andreotti- Cossiga)

Dettagli

Gli anni 1920 e l industria dell automobile

Gli anni 1920 e l industria dell automobile Gli anni 1920 e l industria dell automobile Gli anni 20 e l industria dell automobile L economia americana fu colpita nel 1921 da una dura depressione, provocata da una brusca diminuzione delle esportazioni,

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA

LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO Servizio Studi Dipartimentale LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA Anni 1862-2009 Gennaio 2011 INDICE PREMESSA...

Dettagli

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020)

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Enzo De Sanctis Società Italiana di Fisica - Bologna Con questo titolo, all inizio del 2008, la Società Italiana di Fisica (SIF) ha pubblicato un libro

Dettagli

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa Partenariato transatlantico su commercio e investimenti Parte normativa settembre 2013 2 I presidenti Barroso, Van Rompuy e Obama hanno chiarito che la riduzione delle barriere normative al commercio costituisce

Dettagli

42 relazione sono esposti Principali cui Fiat S.p.A. e il Gruppo fiat sono esposti Si evidenziano qui di seguito i fattori di o o incertezze che possono condizionare in misura significativa l attività

Dettagli

GUIDA ALLA RELAZIONE CON I FORNITORI

GUIDA ALLA RELAZIONE CON I FORNITORI GUIDA ALLA RELAZIONE CON I FORNITORI Indice 1 Introduzione 2 2 Come ERA collabora con i fornitori 3 Se siete il fornitore attualmente utilizzato dal cliente Se siete dei fornitori potenziali Se vi aggiudicate

Dettagli

XII Incontro OCSE su Mercati dei titoli pubblici e gestione del debito nei mercati emergenti

XII Incontro OCSE su Mercati dei titoli pubblici e gestione del debito nei mercati emergenti L incontro annuale su: Mercati dei Titoli di Stato e gestione del Debito Pubblico nei Paesi Emergenti è organizzato con il patrocinio del Gruppo di lavoro sulla gestione del debito pubblico dell OECD,

Dettagli

L apertura di una economia ha 3 dimensioni

L apertura di una economia ha 3 dimensioni Lezione 19 (BAG cap. 6.1 e 6.3 e 18.1-18.4) Il mercato dei beni in economia aperta: moltiplicatore politica fiscale e deprezzamento Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Economia

Dettagli

Your Global Investment Authority. Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari. Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse?

Your Global Investment Authority. Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari. Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Your Global Investment Authority Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Gli

Dettagli

Aspetti salienti delle statistiche internazionali BRI 1

Aspetti salienti delle statistiche internazionali BRI 1 Aspetti salienti delle statistiche internazionali BRI 1 La BRI, in collaborazione con le banche centrali e le autorità monetarie di tutto il mondo, raccoglie e diffonde varie serie di dati sull attività

Dettagli

REGOLAMENTI E PATTI TRUFFA. COSÌ È NATO L EURO TEDESCO

REGOLAMENTI E PATTI TRUFFA. COSÌ È NATO L EURO TEDESCO 943 REGOLAMENTI E PATTI TRUFFA. R. Brunetta per Il Giornale 5 luglio 2015 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 2 Di imbrogli,

Dettagli

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA 2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA Discorso del Prefetto Angelo Tranfaglia Piazza Maggiore Bologna, 2 giugno 2013 Autorità, cittadini tutti di Bologna e della sua provincia, un cordiale saluto a tutti.

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare 1 COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione guida introduttiva alla previdenza complementare www.covip.it 3 Questa Guida è stata realizzata dalla COVIP Indice grafica e illustrazioni Studio Marabotto

Dettagli

Le nuove fonti di energia

Le nuove fonti di energia Le nuove fonti di energia Da questo numero della Newsletter verranno proposti alcuni approfondimenti sui temi dell energia e dell ambiente e sul loro impatto sul commercio mondiale osservandone, in particolare,

Dettagli

LA DECOLONIZZAZIONE. Nel 1947 l India diventa indipendente

LA DECOLONIZZAZIONE. Nel 1947 l India diventa indipendente LA DECOLONIZZAZIONE Nel 1939 quasi 4.000.000 km quadrati di terre e 710 milioni di persone (meno di un terzo del totale) erano sottoposti al dominio coloniale di una potenza europea. Nel 1941, in piena

Dettagli

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio 1 lezione: risorse energetiche e consumi Rubiera novembre 2006 1.1 LE FONTI FOSSILI Oltre l'80 per cento dell'energia totale consumata oggi nel mondo è costituita

Dettagli

Nel 1980 l Italia conta per l 1,27 per cento della popolazione mondiale. Due

Nel 1980 l Italia conta per l 1,27 per cento della popolazione mondiale. Due Nel 1980 l Italia conta per l 1,27 per cento della popolazione mondiale. Due decenni più tardi, nel 2001, solo lo 0,98 per cento della popolazione del pianeta risiede ancora nel nostro Paese. La perdita

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione Con questa Guida la COVIP intende illustrarti, con un linguaggio semplice e l aiuto di alcuni esempi,

Dettagli

Finanziarizzazione delle risorse naturali.

Finanziarizzazione delle risorse naturali. La finanziarizzazione dell acqua. Scheda preparata da CRBM in occasione dell incontro Europeo For the construction of the European Network of Water Commons Napoli, 10-11 dicembre 2011 a cura di Antonio

Dettagli

Q1 2014. Previsioni. Manpower sull Occupazione Italia. Indagine Manpower

Q1 2014. Previsioni. Manpower sull Occupazione Italia. Indagine Manpower Previsioni Q1 14 Manpower sull Occupazione Italia Indagine Manpower Previsioni Manpower sull Occupazione Italia Indice Q1/14 Previsioni Manpower sull Occupazione in Italia 1 Confronto tra aree geografiche

Dettagli

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione 8.2.4 La gestione finanziaria La gestione finanziaria non dev essere confusa con la contabilità: quest ultima, infatti, ha come contenuto proprio le rilevazioni contabili e il reperimento dei dati finanziari,

Dettagli

La speculazione La speculazione può avvenire in due modi: al rialzo o al ribasso. La speculazione al rialzo è attuata da quegli operatori che,

La speculazione La speculazione può avvenire in due modi: al rialzo o al ribasso. La speculazione al rialzo è attuata da quegli operatori che, La speculazione La speculazione può avvenire in due modi: al rialzo o al ribasso. La speculazione al rialzo è attuata da quegli operatori che, prevedendo un aumento delle quotazioni dei titoli, li acquistano,

Dettagli

ABC. degli investimenti. Piccola guida ai fondi comuni dedicata ai non addetti ai lavori

ABC. degli investimenti. Piccola guida ai fondi comuni dedicata ai non addetti ai lavori ABC degli investimenti Piccola guida ai fondi comuni dedicata ai non addetti ai lavori I vantaggi di investire con Fidelity Worldwide Investment Specializzazione Fidelity è una società indipendente e si

Dettagli

FIAMP ANALISI IMPORT EXPORT DEI SETTORI ADERENTI A FIAMP

FIAMP ANALISI IMPORT EXPORT DEI SETTORI ADERENTI A FIAMP FIAMP FEDERAZIONE ITALIANA DELL ACCESSORIO MODA E PERSONA AIMPES ASSOCIAZIONE ITALIANA MANIFATTURIERI PELLI E SUCCEDANEI ANCI ASSOCIAZIONE NAZIONALE CALZATURIFICI ITALIANI ANFAO ASSOCIAZIONE NAZIONALE

Dettagli

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia Nel corso degli ultimi trent anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da riforme strutturali finalizzate: al progressivo controllo della spesa pubblica per pensioni, che stava assumendo

Dettagli

Nota 5 PREZZI E IMPORT DI COMMODITIES ENERGETICHE E METALLI

Nota 5 PREZZI E IMPORT DI COMMODITIES ENERGETICHE E METALLI Nota 5 PREZZI E IMPORT DI COMMODITIES ENERGETICHE E METALLI Roberta Mosca (settembre 2008) 1 - L impennata dei prezzi delle materie prime La stabilità e la crescita dell economia globale è stata di recente

Dettagli

2008 Regole di condotta per commercianti di valori mobiliari. applicabili all esecuzione di transazioni su titoli

2008 Regole di condotta per commercianti di valori mobiliari. applicabili all esecuzione di transazioni su titoli 008 Regole di condotta per commercianti di valori mobiliari applicabili all esecuzione di transazioni su titoli Indice Preambolo... 3 A Direttive generali... 4 Art. Base legale... 4 Art. Oggetto... 5 B

Dettagli

Humana comoedia. Una riflessione sulla condizione umana oggi

Humana comoedia. Una riflessione sulla condizione umana oggi Humana comoedia Una riflessione sulla condizione umana oggi Biagio Pittaro HUMANA COMOEDIA Una riflessione sulla condizione umana oggi saggio www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Biagio Pittaro Tutti

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Ci sono momenti nella storia in cui i popoli sono chiamati a compiere scelte decisive. Per noi europei, l inizio del XXI secolo rappresenta uno di

Dettagli

Adottare una prospettiva di più lungo periodo

Adottare una prospettiva di più lungo periodo Adottare una prospettiva di più lungo periodo Discorso di Jaime Caruana, Direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali in occasione dell Assemblea generale ordinaria della Banca tenuta

Dettagli

INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA

INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA Noi, i Ministri dell Energia di Canada, Francia, Germania, Italia,

Dettagli

MATERIALE DI STORIA PER LA TERZA PROVA (TIPOLOGIA C ). ECONOMIA, FINANZA, FISCO.

MATERIALE DI STORIA PER LA TERZA PROVA (TIPOLOGIA C ). ECONOMIA, FINANZA, FISCO. MATERIALE DI STORIA PER LA TERZA PROVA (TIPOLOGIA C ). ECONOMIA, FINANZA, FISCO. di A. Lalomia Premessa Si propongono di seguito venticinque items di Storia da utilizzare per una terza prova su argomenti

Dettagli

Già negli anni precedenti, la nostra scuola. problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a

Già negli anni precedenti, la nostra scuola. problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a Già negli anni precedenti, la nostra scuola si è dimostrata t sensibile alle problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a stage in aziende e in centri di ricerca

Dettagli

10 1 Gli obiettivi dell OMC 2 I sussidi alle esportazioni agricole in un Paese piccolo 3 I sussidi alle esportazioni agricole in un Paese grande 4

10 1 Gli obiettivi dell OMC 2 I sussidi alle esportazioni agricole in un Paese piccolo 3 I sussidi alle esportazioni agricole in un Paese grande 4 I SUSSIDI ALLE ESPORTAZIONI NELL AGRICOLTURA E NEI SETTORI AD ALTA TECNOLOGIA 10 1 Gli obiettivi dell OMC 2 I sussidi alle esportazioni agricole in un Paese piccolo 3 I sussidi alle esportazioni agricole

Dettagli

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO Premessa: RITORNARE ALL ECONOMIA REALE L economia virtuale e speculativa è al cuore della crisi economica e sociale che colpisce l Europa.

Dettagli

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E INTERDIPENDENZA ECONOMICA

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E INTERDIPENDENZA ECONOMICA Coop intern - 1 COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E INTERDIPENDENZA ECONOMICA VARIE ACCEZIONI DEL TERMINE COOPERAZIONE INTERNAZIONALE CONSULTAZIONE TRA STATI COORDINAMENTO STRETTO DELLE POLITICHE COORDINAMENTO:

Dettagli

I dati pubblicati possono essere riprodotti purché ne venga citata la fonte

I dati pubblicati possono essere riprodotti purché ne venga citata la fonte IMPORT & EXPORT DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA 1 semestre 2013 A cura di: Vania Corazza Ufficio Statistica e Studi Piazza Mercanzia, 4 40125 - Bologna Tel. 051/6093421 Fax 051/6093467 E-mail: statistica@bo.camcom.it

Dettagli

VINCOLO ESTERO E POLITICA ECONOMICA NEGLI ANNI NOVANTA

VINCOLO ESTERO E POLITICA ECONOMICA NEGLI ANNI NOVANTA VINCOLO ESTERO E POLITICA ECONOMICA NEGLI ANNI NOVANTA CONCETTO PAOLO VINCI * 1. Introduzione Sebbene si possa obiettare che è ancora troppo presto per formulare un giudizio su alcune misure in particolare

Dettagli

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011.

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011. 11/11 Anthilia Capital Partners SGR Maggio 2011 Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia Eugenio Namor Anthilia Capital Partners Lugano Fund Forum 22 novembre 2011 Industria

Dettagli

I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value

I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value A cura Alessio D'Oca Premessa Nell ambito dei principi che orientano la valutazione del bilancio delle società uno dei

Dettagli

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale?

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Growing Unequal? : Income Distribution and Poverty in OECD Countries Summary in Italian Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Riassunto in italiano La disuguaglianza

Dettagli

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi il risparmio, dove lo ora? metto le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi Vademecum del risparmiatore le principali domande emerse da una recente ricerca di mercato 1

Dettagli

Tra Europa e Asia: strutture di governance economica e finanziaria

Tra Europa e Asia: strutture di governance economica e finanziaria Tra Europa e Asia: strutture di governance economica e finanziaria n. 100 - settembre 2014 a cura dell'ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) TRA EUROPA E ASIA: STRUTTURE DI GOVERNANCE

Dettagli

IMPORT-EXPORT PAESI BASSI

IMPORT-EXPORT PAESI BASSI QUADRO MACROECONOMICO IMPORT-EXPORT PAESI BASSI Il positivo quadro macroeconomico dei Paesi Bassi é confermato dagli indicatori economici pubblicati per il 2007. Di fatto l economia dei Paesi Bassi sta

Dettagli

INTERESSE E CAPITALE FITTIZIO

INTERESSE E CAPITALE FITTIZIO INTERESSE E CAPITALE FITTIZIO La finanziarizzazione dell economia Di Osvaldo Lamperti Per valutare meglio l attuale fase di crisi del capitalismo globalizzato è necessario fare alcune considerazioni sui

Dettagli

CELTA IUSTA. Cosa, come, quando, quanto e perché: quello che dovresti sapere per investire i tuoi risparmi

CELTA IUSTA. Cosa, come, quando, quanto e perché: quello che dovresti sapere per investire i tuoi risparmi ONDI OMUNI: AI A CELTA IUSTA Cosa, come, quando, quanto e perché: quello che dovresti sapere per investire i tuoi risparmi CONOSCERE I FONDI D INVESTIMENTO, PER FARE SCELTE CONSAPEVOLI I fondi comuni sono

Dettagli

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI SCENARI ENERGETICI AL 24 SINTESI Leggi la versione integrale degli Scenari Energetici o scaricane una copia: exxonmobil.com/energyoutlook Scenari Energetici al 24 Gli Scenari Energetici offrono una visione

Dettagli

Il mandato di gestione patrimoniale. La sua soluzione individuale con un mandato LGT a fascia di oscillazione

Il mandato di gestione patrimoniale. La sua soluzione individuale con un mandato LGT a fascia di oscillazione Il mandato di gestione patrimoniale La sua soluzione individuale con un mandato LGT a fascia di oscillazione Il mandato di gestione patrimoniale LGT l assistenza professionale per i suoi investimenti Le

Dettagli

Senato della Repubblica

Senato della Repubblica Senato della Repubblica Commissioni riunite 10 a (Industria, commercio, turismo) e 13 a (Territorio, ambiente, beni ambientali) Audizione nell'ambito dell'esame congiunto degli Atti comunitari nn. 60,

Dettagli

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO 1 AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO Caro Presidente Buzek, Vice Presidenti, colleghi italiani ed europei,

Dettagli

L EURO, MONETA COMUNE EUROPEA E FONTE DI STABILITÀ: HA RAGGIUNTO IL SUO SCOPO?

L EURO, MONETA COMUNE EUROPEA E FONTE DI STABILITÀ: HA RAGGIUNTO IL SUO SCOPO? UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA FACOLTÀ DI ECONOMIA RICHARD M. GOODWIN Corso di Laurea in Economia e Commercio Curriculum Gestione d impresa L EURO, MONETA COMUNE EUROPEA E FONTE DI STABILITÀ: HA RAGGIUNTO

Dettagli

VERSO UN'AUTENTICA UNIONE ECONOMICA E MONETARIA Relazione del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy

VERSO UN'AUTENTICA UNIONE ECONOMICA E MONETARIA Relazione del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy CONSIGLIO EUROPEO IL PRESIDENTE Bruxelles, 26 giugno 2012 EUCO 120/12 PRESSE 296 PR PCE 102 VERSO UN'AUTENTICA UNIONE ECONOMICA E MONETARIA Relazione del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy

Dettagli

I vantaggi dell efficienza energetica

I vantaggi dell efficienza energetica Introduzione Migliorare l efficienza energetica (EE) può produrre vantaggi a tutti i livelli dell economia e della società: individuale (persone fisiche, famiglie e imprese); settoriale (nei singoli settori

Dettagli

IL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA: POLITICHE FISCALI E SPESE PER LO SVILUPPO

IL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA: POLITICHE FISCALI E SPESE PER LO SVILUPPO STUDI E NOTE DI ECONOMIA 2 /98 IL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA: POLITICHE FISCALI E SPESE PER LO SVILUPPO CRISTINA BRANDIMARTE * - SOLANGE LEPROUX * - FRANCO SARTORI ** Introduzione Il Patto di stabilità

Dettagli

Documento su. Conferenza Stato Città Autonomie locali

Documento su. Conferenza Stato Città Autonomie locali Documento su Situazione finanziaria delle Province e valutazione sulla sostenibilità del concorso delle Province e Città metropolitane alla riduzione della spesa pubblica Analisi tecnica operata sulla

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 3

Economia monetaria e creditizia. Slide 3 Economia monetaria e creditizia Slide 3 Ancora sul CDS Vincolo prestatore Vincolo debitore rendimenti rendimenti-costi (rendimenti-costi)/2 Ancora sul CDS dove fissare il limite? l investitore conosce

Dettagli

i tassi di interesse per i prestiti sono gli stessi che per i depositi;

i tassi di interesse per i prestiti sono gli stessi che per i depositi; Capitolo 3 Prodotti derivati: forward, futures ed opzioni Per poter affrontare lo studio dei prodotti derivati occorre fare delle ipotesi sul mercato finanziario che permettono di semplificare dal punto

Dettagli

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO. La situazione del mercato europeo del carbonio nel 2012

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO. La situazione del mercato europeo del carbonio nel 2012 COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 14.11.2012 COM(2012) 652 final RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO La situazione del mercato europeo del carbonio nel 2012 (Testo rilevante ai

Dettagli

Commissione speciale dell Informazione (III) RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO 2013-2014

Commissione speciale dell Informazione (III) RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO 2013-2014 Commissione speciale dell Informazione (III) RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO 2013-2014 30 settembre 2014 Il Rapporto CNEL sul mercato del lavoro 2013-2014 è suddiviso in due sezioni realizzate da un gruppo

Dettagli

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole-

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- A cura del dipartimento mercato del lavoro Formazione Ricerca della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Liquidity Coverage Ratio: requisiti di informativa pubblica Gennaio 2014 (versione aggiornata al 20 marzo 2014) La presente pubblicazione è consultabile sul

Dettagli

la Banca Centrale esercita in autonomia (indipendenza dal Governo) la politica monetaria.

la Banca Centrale esercita in autonomia (indipendenza dal Governo) la politica monetaria. Politica monetaria Obiettivi principali della politica monetaria stabilità monetaria interna (controllo dell inflazione) stabilità monetaria esterna (stabilità del cambio e pareggio della BdP) ma può avere

Dettagli

Quadro generale degli sviluppi: mercati spronati dai tassi di interesse ancora ai minimi storici

Quadro generale degli sviluppi: mercati spronati dai tassi di interesse ancora ai minimi storici Jacob Gyntelberg Peter Hördahl jacob.gyntelberg@bis.org peter.hoerdahl@bis.org Quadro generale degli sviluppi: mercati spronati dai tassi di interesse ancora ai minimi storici Fra inizio settembre e fine

Dettagli

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria Crisi bancarie L'attività bancaria comporta l'assunzione di rischi L'attività tipica delle banche implica inevitabilmente dei rischi. Anzitutto, se un mutuatario non rimborsa il prestito ricevuto, la banca

Dettagli

è la manovra del bilancio dello Stato che ha per obiettivo una variazione del reddito e dell occupazione nel breve periodo

è la manovra del bilancio dello Stato che ha per obiettivo una variazione del reddito e dell occupazione nel breve periodo Politica fiscale Politica fiscale è la manovra del bilancio dello Stato che ha per obiettivo una variazione del reddito e dell occupazione nel breve periodo polit fiscale 2 Saldo complessivo B s Entrate

Dettagli

INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA

INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA PROGRAMMA EDUCATION INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA E PREVISIONI DI PENSIONAMENTO Anticipazioni per la stampa dal Rapporto 2009 sulla scuola in Italia della Fondazione Giovanni Agnelli (dicembre

Dettagli

Un catalizzatore per una maggiore produttività nelle industrie di processo. Aggreko Process Services

Un catalizzatore per una maggiore produttività nelle industrie di processo. Aggreko Process Services Un catalizzatore per una maggiore produttività nelle industrie di processo Aggreko Process Services Soluzioni rapide per il miglioramento dei processi Aggreko può consentire rapidi miglioramenti dei processi

Dettagli

DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI

DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI adottata dalla Conferenza internazionale del Lavoro nella sua Ottantaseiesima

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo una regolamentazione

La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo una regolamentazione Economia > News > Italia - mercoledì 16 aprile 2014, 12:00 www.lindro.it Sulla fame non si spreca La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo

Dettagli

L analisi economico finanziaria dei progetti

L analisi economico finanziaria dei progetti PROVINCIA di FROSINONE CIOCIARIA SVILUPPO S.c.p.a. LABORATORI PER LO SVILUPPO LOCALE L analisi economico finanziaria dei progetti Azione n. 2 Progetti per lo sviluppo locale LA FINANZA DI PROGETTO Frosinone,

Dettagli

I Futures: copertura del rischio finanziario e strumento speculativo

I Futures: copertura del rischio finanziario e strumento speculativo I Futures: copertura del rischio finanziario e strumento speculativo Luca Cappellina GRETA, Venezia Che cosa sono i futures. Il futures è un contratto che impegna ad acquistare o vendere, ad una data futura,

Dettagli