Post occasum Urbis è una trilogia scritta da Pascoli nel Si compone di tre poemetti: Solitudo, Sanctus Theodorus

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Post occasum Urbis è una trilogia scritta da Pascoli nel 1907. Si compone di tre poemetti: Solitudo, Sanctus Theodorus"

Transcript

1 IL POST OCCASUM URBIS DI GIOVANNI PASCOLI: UN PRETESTO POETICO E DOTTO PER INDICARE LA RADICE UNITARIA DELLO STATO ITALIANO di Mauro Pisini Post occasum Urbis è una trilogia scritta da Pascoli nel Si compone di tre poemetti: Solitudo, Sanctus Theodorus e Pallas, incentrati sul tema della decadenza di Roma. Roma appare una città ormai distrutta, abbattuta, deserti e abbandonati sono i luoghi, simbolo dell antico splendore, usurpati da nuovi culti. Ma Roma è la città destinata a vivere per sempre e il suo passato glorioso emerge e respira ancora dalle rovine, che testimoniano, per riaffermarla, la sua eternità. Le fonti primarie dei tre poemetti sono storiche: Gregorovio e Guglielmo di Malmesbury, ma sapientemente inserite in continui prestiti classici, virgiliani e ovidiani. Recita la prolusione al commento di Marino Barchiesi, nell edizione Mondadori dei Carmina, del 1951, a cura di Manara Valgimigli, p. 654: L inno, in una prima stesura di 100 esametri, fu presentato nel febbraio 1911 al concorso bandito per il Natale di Roma, nel cinquantenario del Regno. I concorrenti furono circa 150. La giuria, di cinque membri, era presieduta da Guido Baccelli. A nessuno fu assegnato il primo premio (medaglia d oro e lire 1000 in denaro). Al Pascoli fu assegnato il secondo premio (medaglia d argento e lire 500). E fu pubblicato al primo posto in un fascicolo che conteneva insieme, in ordine di merito, altri sei poemetti con questo titolo: Carmina praemiis et laudibus in certamine poetico ornata quod S.P.Q.R. edidit ad diem natalem Urbis anno ab regno Italico istituto L solemniter celebrandum, Romae MCMXI. Subito dopo il Pascoli ampliò l Inno che fu pubblicato nel giugno dell anno stesso dalla Casa editrice Zanichelli, con aggiuntavi una traduzione italiana in endecasillabi sciolti e accompagnato da questa significativa didascalia: carmen composuit latina lingua tum vetere tum recenti Johannes Pascoli (cfr. lo scritto di Pasquale Vannucci, G.P. e la curiosa vicenda di un concorso per un «Hymnus in Romam», in L Urbe, Roma, 1952). Partecipare al certamen e vincere una medaglia, non significava per Pascoli ottenere solo un premio significativo che, in qualche modo, provenendo dal Campidoglio, lo accomunasse a illustri predecessori, come Petrarca, quanto vedere riconosciuto, in prosecuzione e sottile polemica con Carducci, il suo contributo creativo al tema politico, sociale e, soprattutto, poetico dell Unità d Italia, che ne caratterizzerà l ultima produzione in italiano. Proprio attraverso la poesia, quella latina in particolare, il poeta tornava all origine stessa della cultura italiana, che aveva avuto in Roma il centro propulsivo della storia, almeno dai tempi della res publica, fino all affermazione del cristianesimo. Egli, con intuito geniale, riconosceva a Roma il merito di aver propagato, in Europa e oltre, temi umani, culturali, religiosi, che non erano mai stati limitati dalle contingenze storiche, non erano, cioè, mai stati solo contemporanei a se stessi, ma, sotto la spinta unificatrice di Roma, erano diventati universali. Panorama Numismatico 12/

2 Questo per Pascoli, ma ancora oggi, per noi, rappresenta l eredità incancellabile della cultura romana e, per assimilazione, di quella greca. La stessa diffusione della religione cristiana, di cui tanto si parla in questo poemetto, non sarebbe stata possibile senza una preparazione severa dei temi storici, filosofici, morali che ne permisero l inserimento capillare nell evoluzione della società romana, dal II al V secolo d.c., periodo storico in cui quella che, erroneamente, definiamo una fase decadente, se non distruttiva, del mondo pagano, significò, in realtà, la nascita e il fiorire prepotente della cultura cristiana, da cui dipenderanno tutti i secoli successivi. Perciò, l attenzione del poeta è rivolta al modo introspettivo con cui i Romani accolgono il nuovo credo, sia pure in mezzo a rovine esteriori, che sembrano definitive, mentre è proprio da lì che si sforzano di creare nuove condizioni di vita e pensiero, per costruire una storia molto diversa dal passato. Scrivendo Post occasum Urbis, Pascoli pensa proprio a questa situazione se è vero che, dopo secoli di lotte e divisioni, l Italia era stata nuovamente unita, non solo da eventi politici, che sono il luogo esterno di contenimento di tutte le istanze più profonde della natura del nostro paese, quanto, ancora una volta, dalla disponibilità di milioni di uomini e donne a vivere una poesia quotidiana della sofferenza, del sacrificio, della costruzione di sé che fosse in grado di interpretare un intera comunità pronta a ricostituirsi, riappropriandosi della propria storia che è, soprattutto, cultura antica. Questo spiega perché Pascoli a fianco della poesia nazionalista in italiano, ultima parabola, ingiustamente trascurata, della sua attività creativa, abbia usato anche il latino, già presente nei poemetti sul mondo pagano e cristiano, scelto con il pretesto di un concorso di poesia, per ricominciare dalle rovine dell Impero Romano e, da quelle, riaffermare, simbolicamente, la forza di un popolo che, in quel momento storico, aveva bisogno di forti punti di riferimento nell humanitas dei padri. L antichità è per Pascoli un serbatoio cui attingere per capire, motivare e cambiare la realtà contemporanea, anzi, un luogo di interpretazione filtrato dalla poesia che, dopo qualsiasi evento, sia pubblico sia privato, è, per così dire, il distillato più profondo di ogni memoria. Per questo, il poemetto inizia con il vuoto della distruzione, che non è compianto sulla fine di Roma, ma necessità di dire perché Roma finiva, anzi doveva finire. Si esauriva interamente un mondo, ma ne iniziava un altro, che avrebbe, comunque, usato tutta la cultura romana in altro modo e non ne avrebbe più fatto a meno. In un certo senso, quella morte era necessaria per una resurrezione più ampia, che avrebbe dato frutti imprevedibili, nel bene e nel male. Solitudo La prima parte dell opera è incentrata sull evento (illa dies v. 4) che segna la fine di Roma e del mondo antico: l arrivo distruttivo di Totila, nel 546. Il poemetto si apre con una scena fantasmatica nella notte precedente al saccheggio, scossa dal clangore delle trombe gotiche, popolata di ombre vaghe e paurose. Sono i cittadini romani in fuga dalla città, come fantasmi (larvas v. 9, lemures v. 11). In netto contrasto, la luce del giorno che sorge e avvolge la città, ormai deserta, in un silenzio di morte: vuoti sono i templi, i palazzi, le case, di fronte all ultima imminente rovina (vacuas aedes, atria sola, nuda tecta, vv ). Con l arrivo dell alba, che porterà altro dolore e morte, i versi, di matrice virgiliana, subiscono un rallentamento, segnato dall andamento spondaico del v. 15. Tutto concorre a creare l immagine di una Roma vuota e distrutta, dalle reminiscenze oraziane dei vv : Ut lux prima data est, equitum simul undique turmae/erumpunt: mutam diverberat ungula Romam, alle cupe allitterazioni dei vv : vacuas aedes atque atria lustrant/sola Gothi praedamque petunt miserisque potiti/exuviis stragem faciunt et nuda relinquunt/et secum extremam meditantia tecta ruinam. Poi, il contesto si fa omerico: una creatura soprannaturale (daemon v. 23) entra in scena e afferra le briglie di Totila, la stessa voce sinistra che aveva parlato ad Alarico, comandandogli di muovere su Roma, ora incita Totila a distruggere la città. Ma, improvvisamente, il re depone le torce, ricordando le parole di S. Benedetto: Roma non sarà distrutta dai barbari, è deciso che imputridisca, poco a poco, su se stessa (in semet sensim Romam marcescere certum est v. 40). Totila aveva effettivamente incontrato S. Benedetto a Montecassino, anche se la profezia riferita dal Pascoli non era stata fatta a Totila, ma al vescovo di Canusio. Le trombe del giorno successivo tornano a radunare i Goti da ogni parte. I barbari riempiono la città: il Foro, la Via Sacra, l anfiteatro, il tempio di Vesta, il Campidoglio, reliquie dell antica grandezza di Roma, come umanizzati, si risvegliano, assediati dai barbari. Essi sembrano, però, già da tempo, deserti, hanno dimenticato gli antichi trionfi e guardano impotenti una folla sconosciuta, vv : Barbaricae rumpunt diuturna silentia voces./agnoscit Via Sacra pedes resonatque requirens/insoliti tauros et equos currumque triumphi./oblitum e somnis expergefacta requirunt/templa sacerdotem. Turbae clamore resultat/et veteres tigres hiat immemor Amphiteatrum. E, più avanti, Vestae restinctus desiit ignis/translucere foras. Conventum celsa frequentem/mirantur procul ignotae Capitolia plebis. Versi di sapore virgiliano che dipingono una Roma 16 Panorama Numismatico 12/2011

3 in rovina, già prima dell arrivo dei barbari e segnano con indifferenza (lentius v. 53) quella fine che il tempo aveva solo rimandato. In questo senso, il contrasto tra l incipit spondaico del v. 52 e quello dattilico del v. 53 sottolinea lo scontro violento tra la lentezza con cui il tempo ha operato e la rapidità del crollo finale. La fine dell auctoritas di Roma è, però, segnata dal discorso di Totila al Senato 4 (Extremus Romae fuit ille senatus v. 79), che si ritira di fronte all invasore, come pecore strette le une alle altre. Quindi, il ritmo torna spondaico, per sottolineare la tristezza del momento, fissando la scena in un aura di cupa immobilità. L attenzione del poeta si sofferma, poi, sulle donne e i fanciulli, gli elementi più fragili della società che, poco a poco, escono dai nascondigli (v. 97 matres et pueros con un interessante pausa dopo il primo giambo che rende ancora più lento il ritmo), per introdurre l episodio di Rusticiana. Da Gregorovio sappiamo che Rusticiana era figlia di Simmaco e vedova di Boezio, donna nobile e illustre, che durante l assedio aveva distribuito i suoi averi al popolo e, ormai priva di tutto, andava mendicando, misera, ma meritevole di compassione anche da parte dei barbari. Rusticiana diventa, in un certo senso, il simbolo di Roma stessa, un tempo, caput mundi, ora, decaduta e negletta. Il riferimento stesso alla sua duplice maternità, al v. 105, enfatizzato dal poliptoto geminus gemino, allude, sicuramente, alla lupa che allattò Romolo e Remo. Infine, torna il silenzio, scandito dalle allitterazioni dei vv : Nullus in urbe sonus, subitae nisi forte ruinae,/aut si quid crepitant vento claudente fenestrae, i barbari lasciano Roma, la città è vuota, abbandonata, senza suoni né voci, mentre il sole la guarda, tramontando sopra le cupole e gli alti obelischi, che restano a simboleggiare la sua universalità (vv ): Et tacitam cernens sensim sol occidit efflans/tarda luce tholos et proceros obeliscos. Subito dopo, volpi e avvoltoi, cominciano ad aggirarsi tra le rovine e i luoghi abbandonati, secondo un noto topos poetico, che troviamo anche nei Sepolcri di Foscolo (vv ). In particolare, gli avvoltoi sembrano alludere alla leggenda che narra come Romolo e Remo avessero affidato la loro disputa sul nome da dare alla città al volo di dodici avvoltoi. Gli stessi avvoltoi che, un giorno, segnarono la nascita di Roma e furono di buon auspicio alla sua futura grandezza, ora, tornano a volare sopra la città deserta, per sentenziarne la morte. A questo punto, il poemetto si chiude con l immagine della primavera che fiorisce sulle strade di quella città, chiamata con il nome della dea dei fiori (audierat quae divino dea nomine Flora v. 131). Flora era, infatti, il nome di un antica divinità italica, madre di tutto ciò che fiorisce (Flora mater, cfr. Ovidio, Fasti, V, 261; Lattanzio, De divinis institutionibus I, 20, 7) e, qui, Pascoli si riferisce proprio ai tre nomi di Roma: Amor, Flora e Roma. Roma aveva tre nomi: Amor nei misteri, Flora in cielo, Roma in terra si legge in una nota all edizione del 1911 dell Inno a Roma. Sanctus Theodorus Se dalla fine di Roma ci dobbiamo aspettare una rovina globale del mondo antico, è anche vero che questa condizione offre al poeta la possibilità di raccontare in modo non solo religioso e cristiano, ma soprattutto umano, il tema del martirio. È interessantissimo notare come in questo poemetto, tutto laico, il tema del sacrificio di sé, adombrato nella seconda parte, cioè, il Sanctus Theodorus, non riguardi solo le implicazioni proprie della religione cristiana, ma tutta la cultura pagana che, per risorgere a vita nuova, deve sacrificare se stessa, fino al martirio. Qui, però, il martirio non è esposizione retorica del sangue che purifica e rinnova, quanto del sangue degli umili, i soli che nel silenzio della vita, nella continuità dei sacrifici e delle azion quotidiane, cambiano il mondo con la loro lotta paziente e non vogliono lasciare tracce che qualcuno, poi, celebrerà. Tutto questo in linea perfetta con il tema del vivere in penombra, sublustri in umbra, appunto, come piaceva a Virgilio e, non a caso, a Pascoli, la cui scrittura versa il sangue dell immaginazione nell interiorità dei sentimenti, trasformando in atto lirico l esistenza quotidiana, vita apparentemente minore, l unica, però, di cui disponiamo. Con questo senso di solennità, rovinosa e precaria, Post occasum Urbis, da un lato, tratteggia la Roma imperiale nel suo ultimo splendore, quello delle rovine, dall altro, la forza tellurica e nascosta del cristianesimo che ne garantisce la prosecuzione nella storia, perché rovescia i cuori, assimila tutto il paganesimo e lo rende, ancora una volta, capace di creare una nuova umanità. I tempi saranno lunghi, ambigui e crudeli, ma questo non avrà alcuna importanza sul risultato finale. Roma sarà ancora di più caput mundi, perché il nuovo capo non è un uomo, eletto imperatore, ma il re dei re, Cristo. È, perciò, significativo che il Sanctus Theodorus riproponga il contrasto tra la aegra muliercula, che rappresenta il passato, e l aedituus, il custode che, invece, identifica il presente, sostituito al vecchio culto pagano. Infatti, secondo Gregorovio, la chiesa di S. Teodoro sorgerebbe sui resti di un tempio, eretto da Romolo e Remo, di cui, fino al XVI sec., sarebbe stata traccia la presenza, nell edificio, del gruppo scultoreo della lupa che allatta i bambini. Il poemetto si apre, infatti, con una Panorama Numismatico 12/

4 scena tenera e dolce, quella della madre che accarezza il piccolo tenuto in braccio, mentre gli canta una ninna nanna. La delicatezza dell immagine è accentuata dall allitterazione della c (dolce) del v. 136: nec cessat mulcere manu nec dicere, Lalla. Ma la donna è malata, stanca, non ha più latte per il suo piccolo, avanza lenta tra i cespugli, mentre ai suoi occhi si presenta una scena apocalittica di distruzione e abbandono. Rovi, corvi, mucche, pecore invadono i veterum monimenta virorum (v. 163), dove il custode, seduto, ormai disoccupato (iners v. 158), abbassa gli occhi e sembra non conoscere il Romolo di cui chiede la muliercula: è la casa di S. Teodoro martire, questa risponde (Sancti Theodori martyris aedes / hae, ai vv ) in due versi particolarmente efficaci e resi quasi teatrali dal forte enjambement. I due non si ascoltano, passato e presente non riescono a capirsi, ma questo scontro di incomprensioni Pascoli lo rende abilmente con un raffinato gioco di parole, per cui il paganam del v. 190 è inteso da uno nel senso di pagana, dall altra, in quello di abitante del pagus: Haud longe, qui te paganam dixerit, erret Re vera colimus non tam procul Anxure pagum. Lo sguardo del poeta si volge, poi, verso le rovine di Roma: statue, archi cadenti, pietre coperte di edera e muschio, greggi che pascolano, tornano come un topos, costante e variato, a caratterizzare la scena della sua decadenza. La città che la muliercula chiama, quasi ostinatamente, con l appellativo di aeternam (alter qui semper mansuram condidit urbem v. 199, et grex aeternam passim depascitur urbem v. 206), non c è più. Perciò, le parole della donna contrastano con l affermazione dell aedituus: Roma fuit (v. 208) che, ricalcando il virgiliano fuit Ilium (Aen. 2, 325), sembrano accomunare Troia e Roma nello stesso destino di distruzione. L idolo della lupa, dice il custode, è stato abbattuto, la belva si è nascosta nella sua tana, ormai domina Cristo. A queste parole, la donna fugge atterrita, respinta anch essa nel bosco, e si mette a vagare tra le rovine del passato, mentre i vv. 221 e sgg. esprimono, attraverso cupe allitterazioni in r, tutta la durezza di questa fuga e lo spavento della muliercula. Ma proprio nel momento di maggiore sofferenza, appare, davanti ai suoi occhi, la lupa che allatta i due gemelli, seguita dalla visione della gloria futura di Roma (ad Romam paulum flexa cervice futuram v. 241), auspicio di una nuova rinascita della città, destinata a durare in eterno. Pallas Tuttavia, la parte più bella, il tema più laico del poemetto, quello che Pascoli consegna a un intera nazione rinnovata e unita, dopo avergli affiancato il martire cristiano San Teodoro, è la storia mitica di Pallante, primo eroe-martire pagano di Roma. La storia è tratta da un racconto di Giovanni di Malmesbury, relativo alla scoperta del sepolcro di Pallante tra i macigni del Palatino, nel IX o XI. La scena del ritrovamento si svolge in un atmosfera magica e solenne, ricreata anche con incalzanti allitterazioni (v. 247 lapidique latrones/ ligonibus, v. 249 sonat surdis, v. 253 tranquillo lumine lampas) e arcaismi linguistici, come quello del v. 262: olli ingens positum variatis corpus in armis (cfr. Enn., Ann. 30 V Olli respondit rex Albai Longai), ma l impronta del carme è epica, con evidenti richiami all episodio virgiliano del duello fra Turno e Pallante, nonché elegiaca, si pensi a Properzio e Ovidio, soprattutto, nella rievocazione della proverbiale povertà della reggia di Evandro, a testimonianza di un abilità, tutta pascoliana, di fondere insieme elementi classici e medievali, fonti antiche e moderne. Del resto, anche nel finale, Pascoli si allontana dalla sua fonte, perché, mentre nella leggenda medievale i ladri sacrileghi riescono a spegnere la fiaccola che ardeva sul capo della statua, qui, il poeta li fa desistere e la lucerna magica (vigil ignis del v. 267) rimane accesa, simbolo dell eternità di Roma. La figura di Pallante assume, quindi, contorni altamente simbolici: egli è una vittima innocente immolata alla futura grandezza di Roma, quando la città non era stata ancora fondata, come ricorda anche Dante, parlando dell aquila imperiale: cominciò dall ora/che Pallante morì per darli regno (Par. 6, 36). Così, Pascoli arriverà a identificare l eroe giovinetto con Roma stessa (Inno a Roma, vv : in primo flore iuventae,/pallantis similem, tutam fulgentibus armis,/ accinctam gladio; e, in Odi e Inni, Al corbezzolo: e il vecchio fauno irsuto / del Palatino lo chiamava a nome / alto piangendo, il primo eroe caduto / delle tre Rome ). Il testo si apre con un immagine quasi violenta, stigmatizzata da effodiunt, che descrive lo scavo clandestino di alcuni latrones, cioè, ladri comuni, che di notte agiscono tra i macigni del Palatino, cercando tesori nascosti. È significativo che i malviventi siano diretti da un monaco, mente colta del gruppo, perché tutti sono convinti che questo è il posto in cui Romolo fortificò il suo primo castrum, luogo di abitazione e difesa: hanc primam muniit arcem/ Romulus (vv ), dove la terra nasconde thesauros sepultos (v. 246). Il monaco ha, qui, la doppia funzione di dirigere lo scavo e richiamare alla memoria i fasti della Roma di un tempo (cfr., in proposito, il gioco di senso dell espressione virgiliana sic memorat 18 Panorama Numismatico 12/2011

5 quandoque senex del v. 247). È lui, infatti, a riconoscere, per primo, la statua di Pallante e la sua fiamma sacra. I banditi scavano lentamente (efficace, l ovidiano v. 251: at labefactatus ferrato vecte lapis iam/corruit) e, rimasti pietrificati (attoniti del v. 254), nello scoprire una lampada accesa nelle cavità della terra, si avventurano, esitanti, nell antro. Bellissima l immagine dell ombra che, risuonando di colpi sordi, fa sentire la fatica, i respiri e il sudore degli scavatori, mentre spezzano una pietra di grandi dimensioni. Addirittura, la rupe del Palatino sembra rispondere con un anelito: intimus arcani montis secessus anhelat (v. 250). Poi, quando il piccone viola quello spazio oscuro del monte, al suo interno, il mistero diventa luce: ardebat penitus tranquillo lumine lampas (v. 253): nel profondo della caverna brillava la luce calma di una lampada. È questa lampada che tornerà in altri punti del testo, il simbolo della forza inestinguibile del fuoco, cioè, del genio italico che, anche se calpestato, o nascosto, non si spengerà mai. Infatti, la luce è così forte che costringe i ladri a fermarsi sulla soglia della caverna, come davanti a una forza più grande di loro: reprimunt gressum (v. 254) e guardano questa flammam inextinctam (v.256) vivere sub terris (v. 256), cioè, brillare sotto terra. È significativo che, in proposito, Pascoli abbia usato vivere, piuttosto che un verbo descrittivo sinestetico, come clarescere, per indicare la luce. Non solo di luce si tratta, ma di vita, appunto, vita intangibile e immateriale, quindi eterna e lì da sempre. Non lontano, mentre pensano di depredarlo, vedono il corpo di un eroe che giace vicino alla lampada. Pallante, un eroe grande, immenso nel corpo, con in testa un elmo crestato, armato di lancia, ma senza la spada, ferito nel petto, non cinto dal balteo dorato. L aggettivo magnum, riferito all eroe (v. 261), rientra in quella tradizione epica che attribuiva agli eroi statura e corporatura superiori al normale, ma fa anche riferimento a una grandezza psicologica (cfr. Verg., G., 1, 497 grandiaque effossi mirabitur ossa sepulcris). La descrizione di Pallante segue interamente il modello virgiliano (libri dell Eneide): dall ingens corpus, corrispondente al pectus ingens di Virgilio (Aen. 10, 485), al riferimento al balteo, visto che, secondo il poeta, Turno aveva lasciato al cadavere hasta e galea, ma gli aveva sottratto armi e balteo, cfr. Aen. 10, 496 rapiens immania pondera baltei). Aveva tutto con sé, dice Pascoli: omnia secum/attulerat, praeter gladium (vv ), meno la spada. Non gli cingeva il petto il balteo d oro, che scintillava di innumerevoli borchie e il petto era aperto, squarciato da una ferita profonda. Sopra di lui, la fiamma che veglia e illumina per sempre quella piaga antichissima, quel segno di martirio primordiale e indispensabile, senza cui non ci sarebbe stata Roma, nata anche dal dono di sé di questo eroe. Il vecchio monaco, sacra tactus formidine (v. 269), preso da una paura sacrale, riconosce in quel cadavere, quasi nume tutelare di Roma, il corpo di Pallante, colui che, per primo, cadde per mano di Turno, quando la città non era stata ancora fondata, ma che, proprio perché combatté per essa, nel primo fiore della giovinezza, in primo flore iuventae (v. 272), ebbe il privilegio di dare il proprio sangue per quella che sarebbe stata l anima del mondo. Ecco, dunque, cosa vede Pascoli in Pallante, nella sua ferita, nel sangue seminato che diventa luce, come quella della lampada che arde su di lui, perché ne veglia l anima. A questo punto, il monaco racconta ai compagni, come se si trattasse di una favola, la storia di Pallante e della fondazione di Roma, la storia di quel luogo in cui Romolo e i re successivi vissero in semplicità. Con il v. 274 inizia la rievocazione elegiaca della povertà di Evandro (vv ): la sua umile reggia è contrapposta alla maestà dei templi imperiali, secondo un opposizione già virgiliana (Aen. 8, ; ). Si tratta, cioè, di un topos caro alla letteratura augustea, quello della frugalitas, riscontrabile anche in Ovidio (Fasti, 5, 93-94) e Properzio (4, 1, 1-6). Il suo letto era un cumulo di pelli e foglie (nuovo particolare virgiliano, cfr. Aen. 8, ), il suo risveglio annunciato da passeri e rondini (cfr. Verg., Aen., 8, ). Mentre il racconto prosegue, anche la notte finisce e Pascoli, dal verso 285 al 296, ci offre una delle più belle descrizioni dell alba di tutta la poesia latina. A un certo punto, quando è ancora scuro, si sente un canto uscire da quei muri fradici, dalle colonne che non hanno più la loro dignità e sono, ormai, a pezzi. Non c è dubbio, è il canto del mattino, canto leggero di rondini che si muovono in equilibrio sulle rovine, per fare, ordinatamente, il nido sui capitelli ormai neri, sporchi di muschio: suspensique nigris capitellis ordine nidi (v. 288). Ma la cosa più bella è vedere l orizzonte basso del cielo che diventa chiaro, le tenebre e le stelle che si fanno stanche: et languere simul tenebras et sidera cernunt (v. 290), dove l originalità pascoliana si evidenzia, soprattutto, nella scelta dei verbi pallescere e languere (vv , inusuali nel latino classico, per significati del genere. Poi, invece, torna il modello virgiliano nella rievocazione, quasi favolistica, di un tempo passato, leggendario: Pallante portato da mille guerrieri in un corteo di fiamme scintillanti (vv ). Sono proprio loro, i latrones, a guardare attoniti il nuovo giorno avanzare tra alberi e cespugli, di nuovo padroni del Palatino, mentre i pini, alti in cielo, traspirano oro e luce: et summae pinus auroque et luce vaporant (v. 292). Allora, nella fantasia di quei volti, ignoranti e attoniti, si ripete il funerale di Pallante, quando i guerrieri, suoi compagni, di prima mattina, lo portarono in questo luogo, coperto di fronde, supino sotto i rami di quercia, positum sub quernis frondibus (v. 294), mentre un lungo corteo di fiaccole, sprigionando scintille nel sottobosco, tagliava la campagna: longa locos findebat agrestes/flammarum series radians dumeta favillis (vv ), con evidenti riprese lessicali dall undicesimo libro dell Eneide Panorama Numismatico 12/

6 (viridanti in stramine v. 293, cfr. Verg., Aen., 11, 67 agresti stramine; mille viri v. 294, cfr. Verg., Aen., 11, 61 mille viros; sub quernis frondibus, cfr. Verg., Aen., 11, 65 vimine querno). Anche i due versi che descrivono lo scintillare delle torce (vv ), sembrano sovrapporsi perfettamente a quelli virgiliani (Verg., Aen., 11, ). Il racconto prosegue, fino a dire che quello fu il primo nucleo di questa grande città, che trasformò in una sola città il mondo. Il lamento finale del vecchio monachus conclude il carme con il richiamo al passato glorioso di Roma (O nimium et nimium quam saecula multa virorum / fugerunt vv , ripetendo nimium et nimium, per sottolinearne la lontananza nel tempo), definitivamente spento dai cavalieri barbari (barbarus obtrivit cineres eques, et caput illud,/en illa arx et Amor populis et gentibus unus. / Nulla est Roma!, vv Roma, in una potente personificazione, non c è più, lei che è stata amore di tutti i popoli e di tutte le razze. L idea che Roma rappresentasse un Amor populis et gentibus unus era stata espressa anche da Claudiano, C.M. 24, 52 o mundi communis amor, ma contiene un gioco di parole in cui Amor è anagramma di Roma e allusione alla protezione di Venere, dea dell Amore. Poi, verso la fine, il monaco, sentendo avvicinarsi da lontano un rumore di cavalli, esclama: «Heus! Iam nocte viator/exacta nunc pergit iter. Non ista diei/luce, viri, spectanda puto» (vv ). Attenti! dice la notte è finita e i viaggiatori si rimettono in cammino. Uomini, queste cose non bisogna guardarle alla luce del giorno, io credo. A quel punto, si spaventano e osano perfino spostare la lampada sacra, ausi etiam sacram traducere lampada (v. 312), per esporla alla luce e al vento del mattino che l agita, luci/et matutino tremulam proponere vento (vv ), addirittura, provano a soffiarci sopra in modo violento e, infine, tentano di immergerla in una sorgente, dein buccis sufflare feris, dein mergere fonte (v. 314). Ma è tutto inutile, nequiquam (v. 315), appunto. Perciò, la rimettono nel sepolcro, sempre accesa, e la pietra torna a occultare quella grotta silenziosa, veterique iterum posuere sepulcro/ardentem, tacitumque iterum lapis occulit antrum (vv ). Il filo conduttore dei tre poemetti è, dunque, quello della gloria eterna di Roma che arde ancora sotto le macerie da cui sembra sfigurata. Nonostante la decadenza interna e la devastazione portata dai barbari, Roma resta immortale, non solo per il suo passato, ma anche per il suo prossimo ritorno alla gloria. Proprio su questo ardentem, detto della lampada, si concludono le mie osservazioni, nella consapevolezza che il fuoco di Roma, destinato anche all Italia, cioè, la poesia, continua a bruciare nel cuore di tutti noi, perché è lo stesso che genera amore e lo tiene in vita, amore che, per resistere a qualsiasi evento, o tentativo di distruzione, deve restare nascosto, protetto solo da se stesso, né manifestarsi mai a una luce che non sia la propria, perché solo da questa trae la sua ragione di essere e nulla ha il potere di spengerlo. 20 Panorama Numismatico 12/2011

7 PASCOLI, LE MEDAGLIE E LEONARDO BISTOLFI L assegnazione della medaglia d argento a Pascoli in occasione del concorso capitolino nell aprile 1911 fu solo l ultimo episodio di un lungo e per certi aspetti curioso rapporto del poeta romagnolo con il mondo della medaglistica premiativa. di Michele Tocchi A sinistra, Leonardo Bistolfi, La Libertà, disegno preparatorio per il rovescio del nichelino da 20 centesimi, 22.5 x 27.2, collezione privata. Bistolfi lavorò ai bozzetti per il nichelino a partire dall ottobre 1906, come riferito in una lettera al Pascoli. A destra, i 20 centesimi Libertà Librata 1908, emessi con decreto n. 22 del 23 gennaio 1908: al diritto, busto di donna che tiene in mano una spiga di grano, allegoria dell Italia. Tra la spiga e il bordo, l iscrizione ITALIA; al rovescio, figura allegorica della Libertà drappeggiata che impugna una fiaccola; a sinistra, indicazione del valore (C. 20) e segno di Zecca (R). Sotto, scudo sabaudo con corona e fregi. Sui bordi, i nomi dell incisore (L. GIORGI INC.) e dell autore (L BISTOLFI M., con LB in monogramma). Fu infatti proprio il ricavato garantito dalla vendita delle numerose medaglie d oro vinte nei certamina di Amsterdam che consentì a Pascoli l acquisto definitivo dell agognata proprietà di Castelvecchio, a Barga, per la somma di circa Lire pagabili in 5 anni 1. Nella visione morale di Pascoli l oro puro della medaglia premiativa deriva la propria nobiltà e la propria legittimazione dalla sua stessa origine, cioè l ispirazione poetica e l abilità letteraria di colui che la riceve in premio. E cioè la stessa Poesia che ha donato a Pascoli la dimora in cui trascorrerà gli ultimi anni di vita, tramite il veicolo materiale della medaglia. In una novella autobiografica del 1907 il poeta immagina infatti che Virgilio e Orazio lo visitino in sogno per spiegargli l origine di quel preziosissimo regalo con queste parole: Mecenate, che donava ville e poderi, è morto, ma noi siamo vivi e ti portiamo l oro di che far la tua casa. E oro antico. Prendilo...E noi continueremo a fornirti quell oro, che non fa vergogna accettare, perché ti viene da noi A. Andreoli, Casa Pascoli a Castelvecchio di Barga, in Le dimore storiche, Anno XVIII, n. 1, Roma , pp Si veda Versilia nido e mito, raccolta di scritti pascoliani a cura di D. Marinari, Napoli 2005, p. 23. Panorama Numismatico 12/

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

Tanti doni bellissimi!

Tanti doni bellissimi! Tanti doni bellissimi! Io sono dono di Dio e sono chiamato per nome. Progetto Educativo Didattico Religioso Anno Scolastico 2015 2016 Premessa Il titolo scelto per la programmazione religiosa 2015 2016

Dettagli

vivo noi tra VERSIONE MISTA strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti Digitali integrativi

vivo noi tra VERSIONE MISTA strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti Digitali integrativi Gruppo Scuola Nuova Percorsi facilitati per lo sviluppo e la valutazione della competenza religiosa è vivo tra noi strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti

Dettagli

CENA PASQUALE EBRAICA

CENA PASQUALE EBRAICA PARROCCHIA B.V.M. IMMACOLATA CENA PASQUALE EBRAICA per i ragazzi della Prima Comunione Sabato 4 aprile 2009 - Ore 16,00 CAPPUCCINI ORISTANO 1 momento - La schiavitù del popolo d Israele (I ragazzi sono

Dettagli

Roberta Santi AZ200. poesie

Roberta Santi AZ200. poesie AZ200 Roberta Santi AZ200 poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Roberta Santi Tutti i diritti riservati T amo senza sapere come, né quando né da dove, t amo direttamente, senza problemi né orgoglio:

Dettagli

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione Cari fratelli e sorelle, all avvicinarsi della Giornata

Dettagli

Giornata internazionale della Donna

Giornata internazionale della Donna Giornata internazionale della Donna ( venerdì 8 marzo 2013 ) «Tutto ciò che si fa alla Natura, si fa alle donne, e tutto ciò che si fa alla donne, si fa alla Natura. La donna e la Natura sono un tutt uno.»

Dettagli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli Siamo abituati a pensare al Natale come una festa statica, di pace, tranquillità, davanti

Dettagli

Io sono dono di Dio. Progetto educativo Di Religione Cattolica. Servizio Educativo San Michele Arcangelo Villanova del Ghebbo

Io sono dono di Dio. Progetto educativo Di Religione Cattolica. Servizio Educativo San Michele Arcangelo Villanova del Ghebbo Io sono dono di Dio Progetto educativo Di Religione Cattolica Servizio Educativo San Michele Arcangelo Villanova del Ghebbo Anno scolastico 2014 2015 PREMESSA L insegnamento della Religione Cattolica nella

Dettagli

MAURICIO SILVA DAL CIELO CI GUARDA SORRIDENTE

MAURICIO SILVA DAL CIELO CI GUARDA SORRIDENTE MAURICIO SILVA DAL CIELO CI GUARDA SORRIDENTE Dalle lunghe meditazioni solitarie di fratel Carlo de Foucauld, ora beatificato dalla Chiesa, era nata l idea della Fraternità. Gesù si era fatto chiamare

Dettagli

Rudi e Gabriella. 21 giugno 2008. Chiesa SS Pietro e Paolo Biasca. Amor ogni cosa vince. Leonardo da Vinci

Rudi e Gabriella. 21 giugno 2008. Chiesa SS Pietro e Paolo Biasca. Amor ogni cosa vince. Leonardo da Vinci Rudi e Gabriella Chiesa SS Pietro e Paolo Biasca 21 giugno 2008 Amor ogni cosa vince. Leonardo da Vinci Rudi e Gabriella Belotti Via Ginnasio 2 6710 Biasca PRIMA LETTURA Cantico dei Cantici 2, 8 10.14.16a;

Dettagli

II Domenica dell Avvento 5 dicembre 2010

II Domenica dell Avvento 5 dicembre 2010 per l Omelia domenicale a cura del Vescovo Mons. Vincenzo Bertolone II Domenica dell Avvento 5 dicembre 2010 Un cammino di conversione Introduzione In questa II Domenica d Avvento incontriamo due dei più

Dettagli

Mythos: dei ed eroi nelle sculture antiche della Galleria degli Uffizi

Mythos: dei ed eroi nelle sculture antiche della Galleria degli Uffizi Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze SEZIONE DIDATTICA 2011 Schede

Dettagli

ANGELA RAINONE POESIE

ANGELA RAINONE POESIE 1 ANGELA RAINONE POESIE EDIZIONE GAZZETTA DIE MORRESI EMIGRATI Famiglia Rainone Angela Lugano Svizzera 2 3 PREFAZIONE Tra i giovani che hanno sporadicamente inviato delle poesie per pubblicarle sulla Gazzetta

Dettagli

Sguardi sull invisibile

Sguardi sull invisibile CATERINA PICCINI DA PONTE Sguardi sull invisibile Icone e incisioni presentazione del Patriarca Emerito card. Marco Cè meditazioni sulle icone di Giorgio Maschio fotografie di Francesco Barasciutti Marcianum

Dettagli

dalla Messa alla vita

dalla Messa alla vita dalla Messa alla vita 12 RITI DI INTRODUZIONE 8 IL SIGNORE CI INVITA ALLA SUA MENSA. Dio non si stanca mai di invitarci a far festa con Lui, e gli ospiti non si fanno aspettare, arrivano puntuali. Entriamo,

Dettagli

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione I poeti generalmente amano i gatti, perché i poeti non nutrono dubbi sulla loro superiorità. Marion C. Garrety che per prima leggi nel mio dolore e silenziosamente ti offri a lenirlo senza chiedere nulla

Dettagli

Canti per i funerali. Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese

Canti per i funerali. Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese Canti per i funerali Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese SYMBOLUM 77 (84) 1. Tu sei la mia vita, altro io non ho Tu sei la mia strada, la mia verità Nella tua parola io camminerò

Dettagli

La tua Parola, Signore, è Luce alla mia strada

La tua Parola, Signore, è Luce alla mia strada La tua Parola, Signore, è Luce alla mia strada Che cos è la Lectio divina La Lectio Divina è l esercizio ordinato dell ascolto personale della Parola. ESERCIZIO: è qualcosa di attivo e, per questo, è importante.

Dettagli

Anno pastorale 2011-2012. Suggerimenti per l animazione in oratorio

Anno pastorale 2011-2012. Suggerimenti per l animazione in oratorio Anno pastorale 2011-2012 Suggerimenti per l animazione in oratorio Premessa: GIOCO E VANGELO Relazione Don Marco Mori, presidente Forum Oratori Italiani Il gioco può essere vangelo? Giocare può diventare

Dettagli

NOTE. ARTE E CONTEMPLAZIONE 1 di Santino Cavaciuti

NOTE. ARTE E CONTEMPLAZIONE 1 di Santino Cavaciuti ARTE E CONTEMPLAZIONE 1 di Santino Cavaciuti Uno dei caratteri fondamentali dell arte è quello di essere contemplativa, distinguendosi, in tal modo, da ciò che è attivo, nel senso, quest ultimo, di prendere

Dettagli

Adorazione Eucaristica

Adorazione Eucaristica Adorazione Eucaristica Pregare come i Santi I santi sono coloro che hanno creduto e vissuto con amore il mistero di Cristo. Essi hanno saputo vivere nel difficile nascondimento la preghiera, sottratta

Dettagli

Luigi Broggini. In fondo al Corso. poesie. Le Lettere

Luigi Broggini. In fondo al Corso. poesie. Le Lettere Luigi Broggini In fondo al Corso poesie Le Lettere Paesaggio romano con leone di pietra, 1932. Se qualcuno chiede di me digli che abito sul Corso dove i giorni sono ugualmente felici e le ragazze più belle.

Dettagli

CORPUS DOMINI - 26 GIUGNO 2011

CORPUS DOMINI - 26 GIUGNO 2011 CORPUS DOMINI - 26 GIUGNO 2011 Nicolas Poussin L istituzione dell Eucaristia, 1640, Musée du Louvre, Paris Nella Sinagoga di Cafarnao, Gesù parlò dell Eucarestia LECTIO SUL VANGELO DELLA SOLENNITÀ DEL

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

(da La miniera, Fazi, 1997)

(da La miniera, Fazi, 1997) Che bello che questo tempo è come tutti gli altri tempi, che io scrivo poesie come sempre sono state scritte, che questa gatta davanti a me si sta lavando e scorre il suo tempo, nonostante sia sola, quasi

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

PROFEZIE SU BENEDETTO XVI E SUL PROSSIMO PAPA

PROFEZIE SU BENEDETTO XVI E SUL PROSSIMO PAPA PROFEZIE SU BENEDETTO XVI E SUL PROSSIMO PAPA Cari figli, la strada sarà breve per colui che verrà con il desiderio di fare un lungo cammino. Sappiate, voi tutti, che il fuoco si diffonderà in varie nazioni,

Dettagli

Luigi De Simone POESIE

Luigi De Simone POESIE Poesie Luigi De Simone POESIE Culla la mia anima' Entra nel mio cuore e diffonditi,,,, trema il mio sangue e scalpita.. al desiderio di essere sfiorato,,, baciami e culla la mia anima,,,nutrila di piacere

Dettagli

Racconti di me. Un regalo

Racconti di me. Un regalo 1 Racconti di me di Cetta De Luca Un regalo Io non regalo oggetti. Magari un sogno, un emozione qualcosa che rimanga nella vita di valore. A volte solo un ricordo, a volte me stessa. 2 Apparenza Tu che

Dettagli

LA GABBIA Attività collegata alla lettura del romanzo L occhio del lupo di Daniel Pennac. A cura della classe 4^F a.s. 2013-14

LA GABBIA Attività collegata alla lettura del romanzo L occhio del lupo di Daniel Pennac. A cura della classe 4^F a.s. 2013-14 LA GABBIA Attività collegata alla lettura del romanzo L occhio del lupo di Daniel Pennac A cura della classe 4^F a.s. 2013-14 Riscaldamento motorio/ teatrale - Siamo allo zoo: immaginiamo di vedere al

Dettagli

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco Sul far della sera la famiglia si riunisce in casa per la preghiera. Ove fosse possibile si suggerisce di

Dettagli

Candela bianca. Silvia Angeli

Candela bianca. Silvia Angeli Candela bianca È successo ancora. Il buio della stanza mi chiama alla realtà. Abbandono riluttante le coperte calde, rifugio sicuro e accendo una candela bianca, con la sua fiamma dorata. È successo di

Dettagli

Orazioni in suffragio

Orazioni in suffragio Orazioni in suffragio delle anime del purgatorio SHALOM Orazioni in suffragio delle anime del purgatorio «Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia: nel tuo grande amore cancella il mio peccato».

Dettagli

GESU E UN DONO PER TUTTI

GESU E UN DONO PER TUTTI GESU E UN DONO PER TUTTI OGGI VIENE ANCHE DA TE LA CREAZIONE IN PRINCIPIO TUTTO ERA VUOTO E BUIO NON VI ERANO NE UOMINI NE ALBERI NE ANIMALI E NEMMENO CASE VI ERA SOLTANTO DIO NON SI VEDEVA NIENTE PERCHE

Dettagli

Celebrazione ecumenica chiesa del Crocifisso, Grosseto 20 gennaio 2016

Celebrazione ecumenica chiesa del Crocifisso, Grosseto 20 gennaio 2016 Celebrazione ecumenica chiesa del Crocifisso, Grosseto 20 gennaio 2016 I. RADUNO Inno processionale Coloro che guidano la celebrazione entrano e possono portare una Bibbia, una candela e del sale Indirizzo

Dettagli

Curricolo di Religione Cattolica

Curricolo di Religione Cattolica Curricolo di Religione Cattolica Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sugli elementi fondamentali della vita di Gesù

Dettagli

1 Premio sez. Poesia. C era una volta.

1 Premio sez. Poesia. C era una volta. 1 Premio sez. Poesia C era una volta. C era una volta una bimba adorabile ben educata e un sorriso invidiabile. Nulla le mancava, tutto poteva, una vita da sogno conduceva. C era una volta un bimbo adorabile

Dettagli

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA.

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Di tutto quello che anche quest anno abbiamo cercato di fare, dei bambini della scuola dell Infanzia che continuano a giocare

Dettagli

Gesù bambino scrive ai bambini

Gesù bambino scrive ai bambini Gesù bambino scrive ai bambini Leonardo Boff scrive a Gesù Bambino sul materialismo del Natale Il materialismo di Babbo Natale e la spiritualità di Gesù Bambino Un bel giorno, il Figlio di Dio volle sapere

Dettagli

-------------^------------- Cfr Lc 2,10-12.16.

-------------^------------- Cfr Lc 2,10-12.16. Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce,

Dettagli

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27 MESSA VIGILIARE 18.00 In questa festa della Sacra Famiglia vorrei soffermarmi su un aspetto del brano di vangelo che abbiamo appena ascoltato. Maria e Giuseppe, insieme, cercano angosciati Gesù. Cosa può

Dettagli

STORIE DI DEI, DI UOMINI E DI EROI

STORIE DI DEI, DI UOMINI E DI EROI Scuola Primaria - Classi 3 A & 3 B a.s. 2012-2013 Scuola in galleria, Galleria Nazionale, Parma 14 Febbraio 2013 STORIE DI DEI, DI UOMINI E DI EROI CHI SONO GLI DEI? CHE COSA HANNO DI DIVERSO DAGLI UOMINI?

Dettagli

Enzo l incontro con Gesù

Enzo l incontro con Gesù Enzo l incontro con Gesù Enzo Casagni ENZO L INCONTRO CON GESÙ Autobiografia www.booksprintedizioni.it Copyright 2015 Enzo Casagni Tutti i diritti riservati A Gesù che mi ha sempre seguito fin dal seno

Dettagli

Scuola dell'infanzia Maria Immacolata Monteortone Progetto di educazione didattica religiosa IL SOLE ESISTE PER TUTTI! Cammino con Gesù, vera Luce!!!

Scuola dell'infanzia Maria Immacolata Monteortone Progetto di educazione didattica religiosa IL SOLE ESISTE PER TUTTI! Cammino con Gesù, vera Luce!!! Scuola dell'infanzia Maria Immacolata Monteortone Progetto di educazione didattica religiosa IL SOLE ESISTE PER TUTTI! Cammino con Gesù, vera Luce!!! Anno Scolastico 2011/2012 Progetto Educativo Didattico

Dettagli

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù.

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù. PREFAZIONE Voglio sottolineare che questo libro è stato scritto su dettatura di Gesù Cristo. Come per il libro precedente, desidero con questo scritto arrivare al cuore di tante persone che nella loro

Dettagli

Cresco.. con Gesù!!! Scuola dell'infanzia Maria Immacolata Monteortone Percorso di educazione alla religione cattolica Anno 2010/2011

Cresco.. con Gesù!!! Scuola dell'infanzia Maria Immacolata Monteortone Percorso di educazione alla religione cattolica Anno 2010/2011 Cresco.. con Gesù!!! Scuola dell'infanzia Maria Immacolata Monteortone Percorso di educazione alla religione cattolica Anno 2010/2011 1 Unità di apprendimento: La creazione del mondo Motivazione Aiutare

Dettagli

Programmazione Didattica Scuola Primaria

Programmazione Didattica Scuola Primaria DIREZIONE DIDATTICA DI NAPOLI 5 E. MONTALE Viale della Resistenza 11K-80145 NAPOLI tel. e fax 081/5430772 Codice fiscale: 94023840633 Cod. Mecc. : NAEE005006 E-MAIL: naee005006@istruzione.it Web:www.5circolo.it

Dettagli

Oleggio, 11/5/2014 OMELIA. Lode! Lode! Lode! Amen! Alleluia! Gloria al Signore, sempre!

Oleggio, 11/5/2014 OMELIA. Lode! Lode! Lode! Amen! Alleluia! Gloria al Signore, sempre! 1 Oleggio, 11/5/2014 IV DOMENICA DI PASQUA - ANNO A Letture: Atti 2, 14.36-41 Salmo 23 (22) 1 Pietro 2, 20-25 Vangelo: Giovanni 10, 1-10 Il Pastore Bello NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO

Dettagli

OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006

OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006 OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006 I. Vieni Signore Gesù!. Così la chiesa ha ripetuto spesso nella preghiera di Avvento. Così la chiesa, le nostre comunità, ciascuno di noi ha predisposto il cuore

Dettagli

ogni figlio di dio: una promessa di vita cristiana

ogni figlio di dio: una promessa di vita cristiana G.Gatti - Evangelizzare il Battesimo - 199 ogni figlio di dio: una promessa di vita cristiana UNO SGUARDO ALL AVVENIRE L amore vero guarda lontano Chi ama, guarda sempre lontano, al futuro. L amore, infatti,

Dettagli

http://www.veronicaetony.com/download/accordivet.pdf http://www.veronicaetony.com/download/ascoltamp3.zip

http://www.veronicaetony.com/download/accordivet.pdf http://www.veronicaetony.com/download/ascoltamp3.zip Scarica questo libretto Ascolta le canzoni in MP3 http://www.veronicaetony.com/download/accordivet.pdf http://www.veronicaetony.com/download/ascoltamp3.zip Canti con accordi 1 Lo spirito e la sposa z do

Dettagli

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Commento al Vangelo Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione fra Luca Minuto Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA L I.R.C., come ogni altra materia curricolare, contribuisce allo sviluppo delle competenze per l apprendimento

Dettagli

Parrocchie di Villadossola

Parrocchie di Villadossola I funerali nelle nostre comunità Parrocchie di Villadossola Ai familiari dei fedeli defunti Cari familiari, sono don Massimo, il parroco di Villadossola. Vi raggiungo a nome delle comunità cristiane di

Dettagli

SANTA MARIA DEL FONTE presso Caravaggio patrona della diocesi

SANTA MARIA DEL FONTE presso Caravaggio patrona della diocesi 26 maggio SANTA MARIA DEL FONTE presso Caravaggio patrona della diocesi SOLENNITÀ Secondo attendibili testimonianze storiche, il 26 maggio 1432 in località Mazzolengo, vicino a Caravaggio, dove c era una

Dettagli

Adorazione Eucaristica. Dio ci ama

Adorazione Eucaristica. Dio ci ama Adorazione Eucaristica a cura di Don Luigi Marino Guida: C è un esperienza che rivela il potere unificante e trasformante dell amore, ed è l innamoramento, descritto in modo splendido nel Cantico dei Cantici.

Dettagli

NATALE DEL SIGNORE (ANNO C) Messa del giorno Grado della Celebrazione: Solennità Colore liturgico: Bianco

NATALE DEL SIGNORE (ANNO C) Messa del giorno Grado della Celebrazione: Solennità Colore liturgico: Bianco NATALE DEL SIGNORE (ANNO C) Messa del giorno Grado della Celebrazione: Solennità Colore liturgico: Bianco INTRODUZIONE Il tempo di Natale è un tempo di doni - un dono dice gratuità, attenzione reciproca,

Dettagli

L UMANITA E I SUOI ARCHETIPI

L UMANITA E I SUOI ARCHETIPI IL LINGUAGGIO URBANO Il concetto di arte scivola un pò sempre a secondo dei tempi e delle mode culturali. Oggi scivola malamente anche in nome di uno scaltro mercato creando confusione e spaesamento. Come

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ ANNO SCOLASTICO 2015/2016 www.ic2sassuolonord.gov.it CURRICOLO IRC 6 11 anni Diocesi di Reggio Emilia

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA PARROCCHIALE Madonna di Fatima Via Don Pietro Cozza GAZZOLO D'ARCOLE (VR) IRC: I DONI DI DIO

SCUOLA DELL INFANZIA PARROCCHIALE Madonna di Fatima Via Don Pietro Cozza GAZZOLO D'ARCOLE (VR) IRC: I DONI DI DIO SCUOLA DELL INFANZIA PARROCCHIALE Madonna di Fatima Via Don Pietro Cozza GAZZOLO D'ARCOLE (VR) IRC: I DONI DI DIO ANNO SCOLASTICO 2014-2015 L insegnamento della Religione Cattolica, IRC, nella scuola dell

Dettagli

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA C O M U N I T A E C C L E S I A L E D I S A N C A T A L D O ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA PREGHIERA PER IL SINODO SULLA FAMIGLIA IN COMUNIONE CON IL SANTO PADRE FRANCESCO E LA CHIESA SPARSA NEL MONDO San

Dettagli

MONASTERO INVISIBILE. CONSACRATI A DIO... In una donazione totale di sé in risposta ad una chiamata a vivere alla sequela di Cristo

MONASTERO INVISIBILE. CONSACRATI A DIO... In una donazione totale di sé in risposta ad una chiamata a vivere alla sequela di Cristo MONASTERO INVISIBILE Diocesi di Treviso Centro Diocesano Vocazioni Aprile 2015 CONSACRATI A DIO... In una donazione totale di sé in risposta ad una chiamata a vivere alla sequela di Cristo Introduzione

Dettagli

Monastero S. Maria del Monte Carmelo Concenedo di Barzio (LC)

Monastero S. Maria del Monte Carmelo Concenedo di Barzio (LC) Un colpo di frusta produce lividure, ma un colpo di lingua rompe le ossa. Tutto si può dire del libro del Siracide, tranne che non sia chiaro ed efficace nelle sue immagini: questa è forte. E non solo

Dettagli

Parrocchia San Paolo Apostolo Crotone

Parrocchia San Paolo Apostolo Crotone Parrocchia San Paolo Apostolo Crotone 1 ANNO CATECHISMO 2014-2015 Alla Scoperta di Gesù SUSSIDIO SCHEDE RISCOPERTA DEL BATTESIMO 1 NOME COGNOME Le mie catechiste NOME COGNOME Telefono NOME COGNOME Telefono

Dettagli

ILIADE. Prof.ssa Marcella Costato IC Cornate d Adda a.s.2006/07

ILIADE. Prof.ssa Marcella Costato IC Cornate d Adda a.s.2006/07 ILIADE 1 PERSONAGGI DELL ILIADE I PERSONAGGI DELL ILIADE SONO UOMINI E DEI, ABITANTI DELLA GRECIA E DI TROIA. GLI UOMINI, SONO ECCEZIONALI E HANNO QUALITA FUORI DAL COMUNE. ESSI SONO GUERRIERI VALOROSI

Dettagli

FACELESS VOICEOVER (Manu Luksch & Mukul Patel 2007) (Un Nuovo Tempo la Nuova Macchina tra cui continua un sogno singolare.)

FACELESS VOICEOVER (Manu Luksch & Mukul Patel 2007) (Un Nuovo Tempo la Nuova Macchina tra cui continua un sogno singolare.) FACELESS VOICEOVER (Manu Luksch & Mukul Patel 2007) (Un Nuovo Tempo la Nuova Macchina tra cui continua un sogno singolare.) Questa è la storia di una donna perseguitata da un eco di una memoria, un sogno

Dettagli

Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR

Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR PERSONE DA AIUTARE Ci sono persone che piangono dal dolore, li potremmo aiutare, donando pace e amore. Immagina

Dettagli

============================================ II DOMENICA DOPO NATALE (ANNO C) ======================================================================

============================================ II DOMENICA DOPO NATALE (ANNO C) ====================================================================== -------------------------------------------------- LA LITURGIA DEL GIORNO 03.01.2016 Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Bianco ============================================ II DOMENICA

Dettagli

La poesia per mia madre

La poesia per mia madre La poesia per mia madre Oggi scrivo una poesia per la mamma mia. Lei ha gli occhi scintillanti come dei diamanti i capelli un po chiari e un po scuri il corpo robusto come quello di un fusto le gambe snelle

Dettagli

INTERVENTO ALLENATORI-DIRIGENTI CSR Introduzione ai tre appuntamenti di formazione 9 gennaio 2010.

INTERVENTO ALLENATORI-DIRIGENTI CSR Introduzione ai tre appuntamenti di formazione 9 gennaio 2010. INTERVENTO ALLENATORI-DIRIGENTI CSR Introduzione ai tre appuntamenti di formazione 9 gennaio 2010. Introduzione E appena passato il tempo delle feste. Tradizionale è lo scambio di regali Quale il regalo

Dettagli

Lontana è la primavera

Lontana è la primavera Lontana è la primavera Immagine in copertina: Amorosi innevata (Foto di Gianna Sanfelice) Antonio Pellegrino LONTANA È LA PRIMAVERA silloge www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Antonio Pellegrino Tutti

Dettagli

Creazione del cielo per Dalì di Barbara Idda

Creazione del cielo per Dalì di Barbara Idda Creazione del cielo per Dalì di Barbara Idda Chissà se, a Port Lligat, Dalì guarda ancora il mare, ora che il tempo ha nascosto il suo enigma, ora che né Gala né Ana Maria potranno mai più vedere il mare

Dettagli

Marco Marcuzzi. Pensieri IL SAMARITAN ONLUS

Marco Marcuzzi. Pensieri IL SAMARITAN ONLUS Marco Marcuzzi Pensieri IL SAMARITAN ONLUS PREFAZIONE Questi pensieri sono il frutto dell esperienza di vita e dell intuizione di un amico che ancora oggi coltiva con cura, pazienza e amore la sua anima.

Dettagli

«Il Padre vi darà un altro Paraclito»

«Il Padre vi darà un altro Paraclito» LECTIO DIVINA PER LA VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) Di Emio Cinardo «Il Padre vi darà un altro Paraclito» Gv 14,15-21 Lettura del testo Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21) In quel tempo, Gesù disse

Dettagli

SOLENNITA DEL CORPUS DOMINI

SOLENNITA DEL CORPUS DOMINI Pontificia Basilica Collegiata S. MARIA DELL ELEMOSINA Parrocchia Matrice Santuario Mariano Biancavilla SOLENNITA DEL CORPUS DOMINI Omelia del Prev. Agrippino Salerno 22-06-2014 Cari fratelli e sorelle!

Dettagli

La vita di Madre Teresa Gabrieli

La vita di Madre Teresa Gabrieli La vita di Madre Teresa Gabrieli 2 Centro Studi Suore delle Poverelle Testo di Romina Guercio 2007 La vita di Madre Teresa Gabrieli Note per l animatrice Teresa Gabrieli è nata a Bergamo il 13 settembre

Dettagli

Attimi d amore. Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza

Attimi d amore. Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza Attimi d amore Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza Distesa davanti alla collina Occhi verdi come il prato distesa e non pensi a nulla. Ricordo

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA 1. DIO E L UOMO CLASSE PRIMA 1.1 Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre 1.2 Conoscere Gesù di Nazareth come Emmanuele, testimoniato

Dettagli

I nostri sogni e desideri cambiano il mondo.

I nostri sogni e desideri cambiano il mondo. PRESENTAZIONE Giornalino sul FATTO DA I BAMBINI DELLA 4^B CON L AIUTO DELL INS.TE (PISCHEDDA ELISABETTA) DELLA SCUOLA ELEMENTARE ITALO CALVINO DELL ISTITUTO COMPRENSIVO DI BEINASCO ANNO SCOLASTICO 2005/2006

Dettagli

Percorso didattico Cittadinanza e Costituzione Rosa Sergi

Percorso didattico Cittadinanza e Costituzione Rosa Sergi A SCUOLA DI COSTITUZIONE COLORA IL TITOLO BIANCO, ROSSO E VERDE. PER VIVERE BENE IN CLASSE ABBIAMO BISOGNO DELLE DIRITTI REGOLE DOVE VI SONO DEI DIRITTI E DEI DOVERI SENZA LEGGI e REGOLE DA RISPETTARE

Dettagli

Giovani poeti crescono.

Giovani poeti crescono. Giovani poeti crescono. L amicizia Passa un aereo Passa un treno Ma cosa si portano sul loro sentiero? E un qualcosa di luminoso Sarà la notte che fugge via o forse solo la vita mia?. Ora ho capito che

Dettagli

Due nonne di Forlì correvan sempre tutto il dì. Un giorno caddero ridenti e si spaccaron tutti i denti. Che sbadate le due nonne di Forlì!

Due nonne di Forlì correvan sempre tutto il dì. Un giorno caddero ridenti e si spaccaron tutti i denti. Che sbadate le due nonne di Forlì! Due nonne di Forlì correvan sempre tutto il dì. Un giorno caddero ridenti e si spaccaron tutti i denti. Che sbadate le due nonne di Forlì! Limerik di Ettore (nipotino grande) 9 PREFAZIONE È stata un emozione

Dettagli

IL LAVORO E L IDEALE. Tratto da Il lavoro e l ideale- Il Ciclo delle formelle del Campanile di Giotto Mariella Carlotti

IL LAVORO E L IDEALE. Tratto da Il lavoro e l ideale- Il Ciclo delle formelle del Campanile di Giotto Mariella Carlotti IL LAVORO E L IDEALE Tratto da Il lavoro e l ideale- Il Ciclo delle formelle del Campanile di Giotto Mariella Carlotti Con il cristianesimo nasce un antropologia nuova e un originale concezione del lavoro,

Dettagli

La regina delle nevi di H.C. Andersen. Maria De Nigris Insegnante di scuola primaria

La regina delle nevi di H.C. Andersen. Maria De Nigris Insegnante di scuola primaria La regina delle nevi di H.C. Andersen Maria De Nigris Insegnante di scuola primaria Introduzione Rileggendo queste fiabe di Andersen, con la maturità di oggi, ho potuto cogliere la ricchezza delle descrizioni

Dettagli

FESTA DEI CRESIMANDI CON IL VESCOVO GIANNI ATTIVITÀ A CATECHISMO

FESTA DEI CRESIMANDI CON IL VESCOVO GIANNI ATTIVITÀ A CATECHISMO FESTA DEI CRESIMANDI CON IL VESCOVO GIANNI ATTIVITÀ A CATECHISMO INTRODUZIONE Le attività proposte in preparazione all incontro con il Vescovo Gianni hanno il loro orizzonte più ampio nei contenuti della

Dettagli

La parola ROSARIO deriva dalla lingua latina e significa GIARDINO DI ROSE o MAZZO DI ROSE. Quando noi recitiamo il Rosario, rivolgiamo a Maria, la

La parola ROSARIO deriva dalla lingua latina e significa GIARDINO DI ROSE o MAZZO DI ROSE. Quando noi recitiamo il Rosario, rivolgiamo a Maria, la La parola ROSARIO deriva dalla lingua latina e significa GIARDINO DI ROSE o MAZZO DI ROSE. Quando noi recitiamo il Rosario, rivolgiamo a Maria, la mamma di Gesù, tante preghiere; ogni preghiera ricorda

Dettagli

Apparizione della Madonna (non c è data)

Apparizione della Madonna (non c è data) Apparizione della Madonna (non c è data) Si tratta di un messaggio preoccupante. Le tenebre di Satana stanno oscurando il mondo e la Chiesa. C è un riferimento a quanto la Madonna disse a Fatima. L Italia

Dettagli

N. e N. 45 anni nella grazia del matrimonio

N. e N. 45 anni nella grazia del matrimonio N. e N. 45 anni nella grazia del matrimonio Celebrare un anniversario non significa rievocare un avvenimento del passato, ma celebrare nella lode e nel rendimento di grazie una realtà presente che ha

Dettagli

08-03-2015 All ombra dei campanili. L Eucaristia, cuore della Domenica

08-03-2015 All ombra dei campanili. L Eucaristia, cuore della Domenica E chiedere il dono di nuove vocazioni anche nella nostra parrocchia di PARROCCHIA S. GIOVANNI OLTRONA DI SAN MAMETTE Comunità Appiano Gentile 08-03-2015 All ombra dei campanili L Eucaristia, cuore della

Dettagli

WÉÅxÇ vt ED ÅtÜéÉ ECDC

WÉÅxÇ vt ED ÅtÜéÉ ECDC ctüüévv{ t w fa TÇwÜxt Parrocchia di S. Andrea Sommacampagna féååtvtåñtzçt Domenica 21 marzo 2010 WÉÅxÇ vt ED ÅtÜéÉ ECDC 12 BRUCIAMO I BIGLIETTINI Bruciamo i nostri peccati, con il perdono non ci sono

Dettagli

28 FEBBRAIO B. ANTONIA DA FIRENZE, Clarissa Festa

28 FEBBRAIO B. ANTONIA DA FIRENZE, Clarissa Festa 28 FEBBRAIO B. ANTONIA DA FIRENZE, Clarissa Festa Nata a Firenze nel 1401, fu sposa in età giovanissima e madre di un figlio divenuto successivamente anch esso frate e santo: il beato Giovanni Battista.

Dettagli

LA REPUBBLICA ROMANA (un ripasso della storia prima di Augusto)

LA REPUBBLICA ROMANA (un ripasso della storia prima di Augusto) LA REPUBBLICA ROMANA (un ripasso della storia prima di Augusto) La Repubblica è una forma di governo. La Repubblica è un modo per governare uno Stato. Nella Repubblica romana c era un Senato e c erano

Dettagli

Programmazione annuale

Programmazione annuale Istituto Comprensivo Bassa Anaunia Denno AREA RELIGIONE CATTOLICA SCUOLA PRIMARIA Programmazione annuale Anno scolastico 2012/13 Docenti: SP BORGHESI PATRIZIA GRANDI MARISA LEONARDI VIOLA ZUECH GIUDITTA

Dettagli

Vento e batticuore. Prof. Silvia Facchetti. Il vento ispira poesie e pensieri

Vento e batticuore. Prof. Silvia Facchetti. Il vento ispira poesie e pensieri Vento e batticuore In primavera mi comporto da pantera prendo la corriera e torno a casa la sera Entro in un bar, apro la porta e mi vedo arrivare una cameriera con la gonna corta! Dalla finestra sento

Dettagli

PROGETTO MUSICA e TEATRO. La storia del Natale

PROGETTO MUSICA e TEATRO. La storia del Natale PROGETTO MUSICA e TEATRO La storia del Natale Il Progetto Musica e Teatro per l anno scolastico 2014/2015 è nato dalla decisione di tutti gli insegnanti del plesso di voler proseguire nel potenziamento

Dettagli

La Bibbia: messaggio di salvezza. NARRARE il linguaggio proprio dell educazione religiosa

La Bibbia: messaggio di salvezza. NARRARE il linguaggio proprio dell educazione religiosa La Bibbia: messaggio di salvezza NARRARE il linguaggio proprio dell educazione religiosa IRC e INDICAZIONI NAZIONALI INSEGNAMENTO- APPRENDIMENTO Contenuti-conoscenze/abilità FORMAZIONE- TRASFORMAZIONE

Dettagli

Cosa i libri ci raccontano

Cosa i libri ci raccontano Cosa i libri ci raccontano Molto spesso, quando apriamo un libro, non abbiamo voglia di leggerlo a causa delle troppe parole inserite in modo casuale nelle infinite pagine. Attraverso i libri portati per

Dettagli

Le nove opere esposte a Matera sono ispirate all equilibrio che nell essere umano si stabilisce

Le nove opere esposte a Matera sono ispirate all equilibrio che nell essere umano si stabilisce Venerdì 18 luglio 2014 dalle ore 19 alle ore 20 nella sala meeting di Palazzo Gattini a Matera l artista Smerakda Giannini presenta Entità. Una personale di opere che ritraggono il lavoro di una fotografa

Dettagli