Manlio Dinucci Carla Pellegrini Geografia del ventunesimo secolo essenziale

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1 Manlio Dinucci Carla Pellegrini Geografia del ventunesimo secolo essenziale LME LIBRO MISTO essenziale SU SCHEDE STATISTICHE DEGLI STATI (20 PAGINE) SCHEDE DI AGGIORNAMENTO Principali stati europei e del mondo (50 pagine)

2 Manlio Dinucci Carla Pellegrini Geografia del ventunesimo secolo essenziale

3 Copyright 2010 Zanichelli editore S.p.A., Bologna [6894] I diritti di elaborazione in qualsiasi forma o opera, di memorizzazione anche digitale su supporti di qualsiasi tipo (inclusi magnetici e ottici), di riproduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche), i diritti di noleggio, di prestito e di traduzione sono riservati per tutti i paesi. L acquisto della presente copia dell opera non implica il trasferimento dei suddetti diritti né li esaurisce. Le fotocopie per uso personale (cioè privato e individuale, con esclusione quindi di strumenti di uso collettivo) possono essere effettuate, nei limiti del 15% di ciascun volume, dietro pagamento alla S.I.A.E del compenso previsto dall art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n Tali fotocopie possono essere effettuate negli esercizi commerciali convenzionati S.I.A.E. o con altre modalità indicate da S.I.A.E. Per le riproduzioni ad uso non personale (ad esempio: professionale, economico, commerciale, strumenti di studio collettivi, come dispense e simili) l editore potrà concedere a pagamento l autorizzazione a riprodurre un numero di pagine non superiore al 15% delle pagine del presente volume. Le richieste per tale tipo di riproduzione vanno inoltrate a Associazione Italiana per i Diritti di Riproduzione delle Opere dell ingegno (AIDRO) Corso di Porta Romana, n Milano e sito web L editore, per quanto di propria spettanza, considera rare le opere fuori del proprio catalogo editoriale, consultabile al sito La fotocopia dei soli esemplari esistenti nelle biblioteche di tali opere è consentita, oltre il limite del 15%, non essendo concorrenziale all opera. Non possono considerarsi rare le opere di cui esiste, nel catalogo dell editore, una successiva edizione, le opere presenti in cataloghi di altri editori o le opere antologiche. Nei contratti di cessione è esclusa, per biblioteche, istituti di istruzione, musei ed archivi, la facoltà di cui all art ter legge diritto d autore. Maggiori informazioni sul nostro sito: Realizzazione editoriale: Coordinamento redazionale: Massimo Evangelisti Redazione: Vittoria Balandi Segreteria di redazione: Deborah Lorenzini Progetto grafico e impaginazione: Editta Gelsomini Ricerca iconografica: Vittoria Balandi, Francesca Carpanelli Disegni: Graffito s.r.l., Roberto Trinchieri Contributi: Rilettura critica: Cristina Rutigliano Stesura degli esercizi: Paolo Mollo Collaborazione grafica: Francesca Carpanelli Copertina: Progetto grafico: Miguel Sal & C., Bologna Realizzazione: Roberto Marchetti Immagine di copertina: Stillpictures/Tips Images Prima edizione: marzo 2010 Ristampa: L impegno a mantenere invariato il contenuto di questo volume per un quinquennio (art. 5 legge n. 169/2008) è comunicato nel catalogo Zanichelli, disponibile anche online sul sito ai sensi del DM 41 dell 8 aprile 2009, All. 1/B. File per diversamente abili L editore mette a disposizione degli studenti non vedenti, ipovedenti, disabili motori o con disturbi specifici di apprendimento i file pdf in cui sono memorizzate le pagine di questo libro. Il formato del file permette l ingrandimento dei caratteri del testo e la lettura mediante software screen reader. Le informazioni su come ottenere i file sono sul sito Suggerimenti e segnalazione degli errori Realizzare un libro è un operazione complessa, che richiede numerosi controlli: sul testo, sulle immagini e sulle relazioni che si stabiliscono tra essi. L esperienza suggerisce che è praticamente impossibile pubblicare un libro privo di errori. Saremo quindi grati ai lettori che vorranno segnalarceli. Per segnalazioni o suggerimenti relativi a questo libro scrivere al seguente indirizzo indicando il nome e il luogo della scuola: Zanichelli editore S.p.A. Via Irnerio Bologna sito web: fax: Le correzioni di eventuali errori presenti nel testo sono pubblicati nella sezione errata corrige del sito dell opera (www.online.zanichelli.it/dinuccigeografia) Zanichelli editore S.p.A. opera con sistema qualità certificato CertiCarGraf n. 477 secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008 Stampa: La Fotocromo Emiliana Via Sardegna 30, Osteria Grande (Bologna) per conto di Zanichelli editore S.p.A. Via Irnerio 34, Bologna

4 INDICE La nostra comune origine 3 PARTE PRIMA Il quadro globale A Il mosaico del mondo 8 1 La crescita demografica 10 PRIMO PIANO Una famiglia contadina dell Etiopia 13 2 L urbanesimo 16 PRIMO PIANO Le bidonville di Nairobi 20 3 I flussi migratori 22 PRIMO PIANO La storia di un emigrante 25 4 Le lingue 28 PRIMO PIANO Nella lingua la nostra storia 31 5 Le culture 32 PRIMO PIANO I tesori sommersi dell antico Egitto 37 6 Le religioni 40 PRIMO PIANO Il conflitto fra protestanti e cattolici in Irlanda del Nord 42 ATTIVITÀ 44 B La globalizzazione economica 46 1 La carta geoeconomica 48 PRIMO PIANO Il concetto di sviluppo 51 2 Il mercato globale 56 PRIMO PIANO 1 Made in China: dalle scarpe ai computer 59 PRIMO PIANO 2 Viaggio all origine delle cose che compriamo 63 3 La globalizzazione finanziaria 64 PRIMO PIANO 1 Il mercato azionario 64 PRIMO PIANO 2 Le operazioni di Borsa 65 PRIMO PIANO 3 L indebitamento dei paesi ricchi 69 4 Il mondo dei trasporti 70 PRIMO PIANO 1 Il regno dell automobile 73 PRIMO PIANO 2 L Oasi dei Mari 75 5 Il mondo delle telecomunicazioni 76 PRIMO PIANO I giovani e il telefonino 77 ATTIVITÀ 82 C Le questioni sociali 84 1 La geografia della povertà 86 PRIMO PIANO La zappa 89 2 La fame nel mondo 92 PRIMO PIANO Che cos è la fame 93 3 Le malattie della povertà 100 PRIMO PIANO A Korogocho si muore di povertà L analfabetismo 104 PRIMO PIANO Le barriere all istruzione delle bambine La condizione delle donne e dei bambini 108 PRIMO PIANO Il primo passo sulla via dell emancipazione La diffusione della droga 116 PRIMO PIANO 1 Le false idee sulle droghe 118 PRIMO PIANO 2 Perché si assumono le sostanze psicoattive La spesa militare 120 PRIMO PIANO Gli effetti di una bomba nucleare La lotta per i diritti umani 124 PRIMO PIANO 1 Diritti umani: enunciazione e realtà 124 PRIMO PIANO 2 Io pretendo dignità 131 ATTIVITÀ 132

5 IV D Il problema energetico Lo squilibrio energetico 136 PRIMO PIANO Il risparmio energetico in casa La corsa finale all oro nero 142 PRIMO PIANO La sfida del secolo I problemi del nucleare 148 PRIMO PIANO 1 La centrale elettronucleare 149 PRIMO PIANO 2 Il ciclo di sfruttamento dell uranio Energia dal vento e dal Sole 156 PRIMO PIANO Energia per un futuro sostenibile 163 ATTIVITÀ 164 E Le sfide ambientali Il degrado ambientale 168 PRIMO PIANO Keita: la lotta contro il deserto L inquinamento 176 PRIMO PIANO Il vortice di immondizia nel Pacifico Il riscaldamento globale 182 PRIMO PIANO La posizione di Greenpeace sulla Conferenza di Copenaghen La crisi idrica 188 PRIMO PIANO Il mercato globale dell acqua imbottigliata 195 ATTIVITÀ 196 Inserto Geostoria della globalizzazione 198 PARTE SECONDA REGIONI E STATI DEL MONDO F Europa 236 Nel sito Caratteristiche fisiche e climatiche 236 Gli stati d Europa 238 L Unione europea 239 Regno Unito Francia Germania Spagna Italia Russia ATTIVITÀ

6 V G Africa 242 Nel sito 1 Africa settentrionale Africa del Sahel Africa occidentale Africa orientale Africa equatoriale Africa meridionale 249 Egitto Sudan Nigeria Etiopia Repubblica Democratica del Congo Sudafrica ATTIVITÀ H Asia 250 Nel sito 1 Asia Occidentale (Medio Oriente) Asia centrale Asia Meridionale 260 PRIMO PIANO India 263 APPUNTI DI STORIA Asia sud-orientale Asia orientale 270 PRIMO PIANO Cina 272 APPUNTI DI STORIA 276 PRIMO PIANO Giappone 277 APPUNTI DI STORIA 281 Arabia Saudita Afghanistan Indonesia ATTIVITÀ I Le Americhe 282 Nel sito 1 Nord America 284 PRIMO PIANO Stati Uniti d America 287 APPUNTI DI STORIA Centro America e Caraibi Sud America: regione andino-amazzonica Sud America: Cono Sud 298 Brasile Messico Argentina ATTIVITÀ L Oceania 300 Nel sito Australia ATTIVITÀ Atlante 303 Indice analitico 325

7 (2 milioni di azioni) (2 milioni di azioni) (2 milioni di azioni) (2 milioni di azioni) (2 milioni di azioni) COME È FATTO QUESTO LIBRO Il libro è composto di due parti: PARTE PRIMA Il quadro globale PARTE SECONDA Regioni e stati del mondo La prima parte è articolata in 5 unità che affrontano i grandi temi della geografia del mondo attuale. Anche la seconda parte è composta da 5 unità, relative alle grandi regioni del mondo. UNITÀ B La globalizzazione economica a globalizzazione il processo che rende le economie nazionali L sempre più interdipendenti all interno di un unico sistema mondiale non è un fenomeno nuovo nella storia. Il mercato mondiale nacque cinque secoli fa, quando la colonizzazione europea delle Americhe creò nell area atlantica, a partire dal XVI secolo, un grande circuito commerciale, imperniato sulla tratta degli schiavi africani, che collegava Africa, Europa e Americhe. Sempre tramite le conquiste europee, tale circuito fu connesso all area commerciale asiatica: si formò così una rete mercantile estesa su tutti i continenti, che fu sviluppata nel successivo periodo coloniale ( Geostoria della globalizzazione). Quella attuale è un ulteriore fase del processo di globalizzazione, caratterizzata essenzialmente da due fattori: il progresso tecnologico, che ha reso possibile uno sviluppo senza precedenti dei trasporti e delle telecomunicazioni; il diminuito ruolo degli stati nazionali nella gestione diretta dell economia e l accresciuta influenza delle imprese multinazionali che, operando oggi su scala planetaria, hanno raggiunto dimensioni economiche maggiori di quelle di interi stati. L economia mondiale, infatti, non è formata semplicemente da economie nazionali collegate da rapporti commerciali e finanziari, ma da una rete di imprese multinazionali che, attraverso filiali estere e investimenti di capitale, svolgono un ruolo di crescente importanza nella trasformazione del paesaggio economico mondiale. Tale ruolo è stato potenziato dalla decisione degli stati nazionali di trasferire a società private la proprietà delle imprese pubbliche e di abolire in gran parte il controllo sulla circolazione dei capitali. Il fatto che quasi i tre quarti delle multinazionali abbiano il centro direttivo nei paesi sviluppati è indice del predominio di tali economie, in particolare di quelle delle triade Unione europea Stati Uniti Giappone, che costituiscono il centro dell economia globale. Permangono, quindi, grandi divari socioeconomici tra le regioni più sviluppate e quelle meno sviluppate. Paragrafo B1 La carta geoeconomica Il mercato globale è costituito da una rete di relazioni economiche estesa su scala mondiale, i cui nodi sono rappresentati da quaranta città, che svolgono un ruolo chiave e sono perciò definite «città globali». La globalizzazione economica con i suoi flussi transnazionali di capitali, prodotti, informazioni traccia così una nuova geografia che si sovrappone a quella degli stati, modificandola ma non cancellan- dola. Aumentano i flussi commerciali internazionali, poiché le multinazionali trasferiscono molte attività produttive soprattutto in Cina e in altri paesi asiatici, dove i salari sono molto inferiori. Allo stesso tempo, dominando i vari mercati, acquistano a basso prezzo gran parte delle materie dei paesi in via di sviluppo. La globalizzazione economica ha messo a disposizione dei consumatori una gamma senza precedenti di prodotti ma, oltre ai vantaggi, ha portato svantaggi sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo. Paragrafo B2 Il mercato globale Nel mercato globale circolano enormi capitali, che vengono investiti soprattutto nel mercato mobiliare. Il valore delle azioni quotate nelle Borse valori di Stati Uniti, Unione europea, Cina, Giappone, Canada e altri dieci paesi è superiore a quello del prodotto lordo mondiale. Grossi capitali circolano anche nel mercato valutario o vengono usati in altre operazioni speculative. L economia mondiale è così dominata dai movimenti di capitali. Poiché essi vengono massicciamente investiti in speculazioni per accrescere i guadagni, si crea spesso un artificioso aumento dei prezzi delle azioni e di altri titoli, che non corrisponde a una effettiva crescita dell economia reale: una «bolla speculativa» che prima o poi esplode, provocando una crisi finanziaria. È emblematica la bolla speculativa dei mutui che, formatasi negli Stati Uniti, ha provocato una crisi finanziaria di dimensioni globali. Paragrafo B3 La globalizzazione finanziaria La globalizzazione economica ha fatto aumentare fortemente il trasporto di merci via mare tra una regione del mondo e l altra. Le principali rotte sono quelle che collegano Europa, Asia e Nord America, tra cui si svolge la maggior parte del commercio internazionale. Allo stesso tempo la crescente mobilità di persone ha fatto aumentare fortemente il trasporto aereo. In quello terrestre svolgono un ruolo dominante gli autoveicoli, per la mobilità sia di persone sia di merci. Il numero di automobili ha superato nel mondo gli 800 milioni e continua ad aumentare. Ciò provoca danni all ambiente e alla salute, che richiedono misure correttive, anzitutto un maggiore uso dei mezzi pubblici e un potenziamento delle ferro- 47 vie. Lo sviluppo dei trasporti, rendendo possibile comunicazione e informazione (digital divide), esistente tra regioni più sviluppate e regioni meno svi- una crescente mobilità di persone, ha dato forte impulso al turismo internazionale: il numero annuo di luppate, anche se si sta riducendo, è ancora molto arrivi di turisti dall estero ha superato il miliardo. forte. Paragrafo B4 Il mondo dei trasporti Paragrafo B5 Il mondo delle telecomunicazioni Anche nel campo delle telecomunicazioni si è verificato un fortissimo sviluppo. La telefonia mobile è il traverso i cambiamenti che apporta all economia, influisce sull inte- La globalizzazione non è, dunque, solo un processo economico. At- settore cresciuto più rapidamente: il numero di abbonamenti ha superato nel mondo i 4 miliardi. L al- delle questioni nodali del mondo odierno, compreso il rapporto uora sfera delle relazioni sociali e culturali su scala planetaria. Nessuna tra tecnologia, che ha impresso un accelerazione mo-ambiente, può essere considerata al di fuori di tale contesto senza precedenti alle telecomunicazioni, è Internet. geoeconomico. Quale atteggiamento assumere di fronte alla globalizzazione? Che il mondo sia sempre più interdipendente non è ne- La maggior parte del traffico telefonico e Internet si svolge però tra Stati Uniti, Unione europea, Giappone e alcuni paesi asiatici, soprattutto Cina e India, frontiere perché capitali e produzioni circolino liberamente su scala gativo, ma positivo. Negativo è il fatto che, mentre si abbattono le ossia lungo l asse su cui si concentrano i flussi di globale, si erigono altre frontiere, invisibili ma non per questo meno merci e capitali. Lo sviluppo dei sistemi satellitari ha concrete, che escludono la maggioranza della popolazione mondiale favorito la formazione di gruppi multimediali, che dai benefici di quella crescita economica che essa contribuisce in controllano la maggior parte della produzione e diffusione di generi audiovisivi e posseggono anche ca- Sono queste frontiere che occorre abbattere, perché la globalizzazio- modo determinante a creare col proprio lavoro e le proprie risorse. se editrici e giornali. Il divario nelle tecnologie della ne sia effettivamente tale. Una immagine emblematica della globalizzazione: l'architettura di Internet, disegnata dallo studio internazionale Information Architets (informationorchitects.jp) Ciascuna delle unità della prima parte si apre con due pagine che introducono il tema e danno una breve sintesi dei paragrafi. Ciò permette di orientarsi nell argomento prima di inziarne lo studio, e di conoscere nell essenziale il contenuto di tutti i paragrafi, anche quando si scelgiesse di approfondirne soltanto alcuni. 1 B3 64 B La globalizzazione economica La globalizzazione finanziaria Il mercato mobiliare e quello valutario Per effetto della deregolamentazione ( B1) sono cadute molte delle barriere erette dagli stati nazionali per regolamentare la circolazione dei capitali e la conversione delle monete. Si è così creato un mercato finanziario globale, nel quale circolano enormi capitali che vengono investiti soprattutto in due suoi settori: il mercato mobiliare e il mercato valutario. L interno della Borsa di Wall Street PRIMO PIANO 1 Il mercato azionario Per comprendere che cosa sono le azioni e come funziona il mercato azionario, si può fare un esempio. Un gruppo di cinque imprenditori crea un azienda industriale e la registra alla Borsa di Milano, uno dei mercati ufficiali in cui si comprano e si vendono azioni. Il capitale della società, versato dai soci in parti uguali, ammonta a 1 miliardo di euro. Esso viene diviso in 10 milioni di azioni del valore di 100 euro. Ciascuno dei soci fondatori viene a possedere 2 milioni di azioni (del valore complessivo di 200 milioni): è quindi proprietario di un quinto della società. Poiché l azienda industriale realizza notevoli guadagni, altri investitori vogliono acquistare le sue azioni: essendo molto richieste, il valore di ciascuna aumenta da 100 a 150 euro. A questo punto tre soci vendono i loro pacchetti azionari (il cui valore è aumentato da 200 a 300 milioni) a un altro gruppo industriale quotato alla Borsa di New York. Esso diviene così proprietario dei tre quinti della società. 300 milioni di euro 300 milioni di euro 200 milioni di euro Il mercato mobiliare è incentrato sulla Borsa valori, il luogo dove si comprano e si vendono i valori mobiliari: a) le azioni, quote del capitale delle società per azioni ( Primo piano 1); b) i derivati, strumenti finanziari il cui valore è basato su quello di altri beni (azioni, obbligazioni, valute, materie prime, etc.), come ad esempio i futures ( B2) basati sui prezzi delle materie prime; c) le obbligazioni (bond), titoli di credito emessi da società private o da enti pubblici per ottenere prestiti a medio e lungo termine, che vengono rimborsati a determinate scadenze insieme agli interessi; d) i titoli di stato, obbligazioni emesse dal Tesoro per provvedere alla copertura del fabbisogno statale, rimborsabili con gli interessi a breve, medio o lungo termine a seconda se sono Bot (Buoni ordinari del Tesoro), BTp (Buoni del Tesoro poliennali) o CcT (Certificati di credito del Tesoro). La principale Borsa valori del mondo è la NYSE Euronext, nata nel 2007 dalla fusione tra la New York Stock Exchange (nota come «Wall Street» dal nome della strada di New York in cui ha sede) (figura 1 ) e l Euronext, un gruppo che gestisce le Borse di Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona. 300 milioni di euro Borsa di Milano 200 milioni di euro società per azioni con capitale di 1 miliardo di euro (diviso in 10 milioni di azioni) 200 milioni di euro Borsa di New York (società acquirente) 200 milioni di euro 200 milioni di euro 300 milioni di euro 300 milioni di euro B3 La globalizzazione finanziaria 65 Qui avviene la compravendita di azioni ( Primo ti da una moneta all altra: ad esempio, un operatore piano 2) di migliaia di società di decine di paesi, tra compra con 1,3 milioni di dollari un milione di euro e, quando il prezzo dell euro sale rispetto a quello cui 70 delle 100 maggiori quotate sul mercato azionario mondiale. del dollaro, compra con questa somma 1,5 milioni Oltre alla NYSE Euronext, vi sono nel mondo circa di dollari, guadagnando così dollari. Effettua quindi la stessa operazione nei confronti dello cento Borse valori, di cui le più importanti sono quelle di Tokyo, NASDAQ (telematica), Shanghai, yen giapponese, e così via. Londra (la London Stock Exchange, di cui fa parte Il mercato valutario ha un estensione geografica anche la Borsa Italiana con sede a Milano). Le Borse, mondiale. Le contrattazioni si svolgono ventiquattr ore su ventiquattro, tenendo ovviamente conto collegate attraverso reti telematiche che permettono agli operatori di acquistare e vendere valori mobiliari, funzionano come un unica Borsa mondiale. apre quello europeo, successivamente il mercato sta- dei fusi orari: quando chiude il mercato asiatico L altro principale comparto del mercato finanziario è il mercato valutario, in cui si comprano e si gior parte delle negoziazioni si svolge non in struttunitense e quindi di nuovo quello asiatico. La mag- vendono monete in base al cambio: prezzo al quale ture fisiche, quali le Borse valori, ma attraverso contatti diretti tra gli operatori (banche e altri interme- viene scambiata la moneta di un paese con quella di un altro paese. Per questo è detto anche «mercato diari finanziari) sparsi nelle varie parti del mondo, i dei cambi». Poiché i cambi variano in continuazione, grossi capitali vengono incessantemente trasferi- telematiche. quali sono collegati in tempo reale attraverso le reti PRIMO PIANO 2 Le operazioni di Borsa Un tempo quella effettuata nelle Borse valori era una contrattazione «alle grida»: gli basato sul valore medio delle azioni delle re le scelte di investimento sul mercato viceversa. L indice più noto è il Dow Jones, Borsa di New York: esso riesce a influenza- operatori autorizzati, ammessi nel recinto trenta società industriali più trattate alla azionario mondiale. della Borsa valori (chiamato «piazza»), presentavano gli ordini di domanda e offerta a voce e attraverso un complesso linguaggio di segni. Oggi, nella sala dove si svolgono le contrattazioni (trading floor), il «recinto delle grida» è stato sostituito da postazione computerizzate (trading posts). In quelle della Borsa di New York, ad esempio, le quotazioni delle azioni, continuamente aggiornate, compaiono su una serie di monitor (1, 2, 3); quando la società 2 di intermediazione (brokerage firm) riceve da un cliente l ordine di acquisto o di vendita di azioni o altri titoli, lo trasmette ai 1 suoi agenti di cambio (brokers) (4, 5) e questi, a loro volta, lo presentano agli specialisti incaricati di eseguire l ordine (6, 7). Un altro tipo di mercato azionario è quello in cui le contrattazioni avvengono non in un luogo fisico centrale (come la Borsa di Wall Street), ma esclusivamente 7 per via telematica. Il più noto è il mercato azionario telematico statunitense NASDAQ 5 3 (National Association of Securities Dealers 4 6 Automated Quotation). L andamento generale delle quotazioni di una Borsa valori è espresso da un numero indice, che misura la variazione in percentuale della media dei prezzi delle azioni rispetto a una data assunta quale base di riferimento. Un indice di Borsa più alto indica un maggior rendimento delle azioni, e Una trading post della Borsa di New York. L unità è composta di un numero variabile di paragrafi. Il tema del paragrafo è articolato in diversi punti; alcuni aspetti specifici vengono trattati nello spazio del Primo piano.

8 Boa Vista PRAIA Sâo Tiago M.ti Lama 1948 L.Volta TOGO Ogbomosho Ibadan Lagos NOVO 0 km Kano DI JOS Lago Ciad 600 COME È FATTO QUESTO LIBRO VII G3 QUESITI Quali ambienti naturali si incontrano nei paesi dell Africa Occidentale, procedendo da sud verso nord? Quali sono i fiumi più importanti della regione? Come è organizzata la produzione del cacao, uno dei principali prodotti esportati dai paesi dell Africa occidentale Quale fenomeno,nei secoli passati, ha provocato la deportazione di un grande numero di giovani dai paesi dell Africa occidentale? 246 G Africa Africa occidentale Guinea. Ma dallo sfruttamento di CAPO VERDE MAURITANIA queste grandi risorse poco o nulla DAKAR arriva alla popolazione, dato che i SENEGAL N I G E R BANJUL M A L I proventi vengono spartiti fra multinazionali e governanti corrotti. BISSAU 1538 GAMBIA Tamgué BURKINA GUINEA FASO GUINEA BENIN Lago Lo stesso avviene con il legname BISSAU CONAKRY NIGERIA COSTA Kainji pregiato che si ricava dalle foreste, FREETOWN D AVORIO ABUJA SIERRA LEONE soggette a forte diboscamento con YAMOUS- ACCRA MONROVIA SOUKRO LOMÉ gravi conseguenze ambientali. LIBERIA Abidjan PORTO- GHANA CAMERUN Le terre più fertili sono riservate alle monocolture di cacao, L Africa occidentale comprende i paesi che formano ananas, arachidi, cotone, destinate all esportazione. La Costa d Avorio è il maggiore produttore un grande arco a sud del Sahel e si affacciano sull Atlantico e sul Golfo di Guinea (ampia insenatura mondiale di cacao. La produzione complessiva di dello stesso oceano). Essi sono, da ovest a est: Senegal, Gambia, Guinea Bissau, Guinea, Sierra Leone, monta a oltre i due terzi di quella mondiale. In Costa d Avorio, Ghana, Nigeria e Camerun am- Liberia, Costa d Avorio, Ghana, Togo, Benin e Nigeria. Fa parte di questa regione anche Capo Verde, dotta da milioni di piccoli coltivatori, che sono questi paesi, la maggior parte del cacao viene pro- nell omonimo arcipelago dell Atlantico di fronte alle coste del Senegal. multinazionali, a prezzi che hanno subìto continui però costretti a vendere i semi di cacao a poche ribassi. Dalla steppa alla foresta pluviale Viene ampiamente sfruttato in questo settore Il territorio è costituito all interno da una serie di anche il lavoro infantile, che in diversi casi assume altopiani da cui si elevano massicci isolati. Verso le caratteristiche di vera e propria schiavitù. Le attività industriali sono fondamentalmente quelle sud si estende una fascia pianeggiante attraversata da numerosi corsi d acqua. La parte settentrionale estrattive, portuali e di raffinazione. Le altre si limitano a stabilimenti per la lavorazione di prodot- è piuttosto arida e soggetta a ricorrenti siccità; a sud invece il clima è caldo umido, le piogge estive ti agricoli e della pesca, segherie, fabbriche tessili, sono abbondanti, anche di tipo monsonico. Le cementifici. piogge sono particolarmente abbondanti in Liberia e Nigeria. L impronta del colonialismo Da nord a sud la vegetazione passa dalla steppa alla savana, con i tipici alberi di baobab, fino alla densa degli schiavi, venne deportato il maggior numero di Da questa regione, durante la tratta transatlantica foresta pluviale che costeggia i fiumi. I fiumi sono giovani uomini e donne, costretti a lavorare in condizioni durissime nelle colonie americane delle poten- lunghi e ricchi di acque. Il Senegal segna il confine fra gli stati del Senegal e della Mauritania; il Gambia taglia in due l omonimo stato e sfocia nell oceano con cia, Gran Bretagna e Portogallo, senza tener conto ze europee. Nel XIX secolo essa fu spartita tra Fran- un profondo estuario; il Niger, terzo fiume dell Africa come lunghezza (4160 km), nasce tra Sierra Leone alla rapina sistematica delle risorse. delle identità etniche delle popolazioni, e sottoposta e Guinea, sale con un ampia curva fino in Mali dove Gli stati della regione conquistarono l indipendenza tra il 1958 e il Non è terminata però la s impaluda e poi riscende attraverso la Nigeria, sfociando nel Golfo di Guinea con un grande delta. loro dipendenza dalle potenze ex coloniali e da altre grandi potenze, che non hanno mai cessato di interferire nella loro economia e nella loro politica. La lot- Grandi risorse e grandi povertà Il sottosuolo della regione è ricco di risorse: petrolio ta per il controllo delle ricche risorse della regione ha in Nigeria e Benin, diamanti in Sierra Leone e Costa provocato forte instabilità: colpi di stato, guerre civili, assassini di esponenti politici, secessioni, dittature d Avorio, fosfati in Senegal e Togo, oro e diamanti in Liberia, oro e diamanti in Guinea e Ghana, bauxite in basate su corruzione e violenza. OCEANO ATLANTICO Senegal Gambia Niger Comoé Niger Komadugu Benue M.TI DEL CAMERUN CIAD Africa, Asia e Americhe sono articolate in paragrafi dedicati ciascuno a una subregione. Nel libro sono anche trattati gli stati maggiori: India, Cina, Giappone e Stati Uniti. Altri paesi significativi di questi tre continenti, insieme all Australia e ai maggiori stati europei (Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia e Russia) sono disponibili invece in.pdf all indirizzo PRIMO PIANO Nigeria fabbisogno del paese, che è un grosso Capitale Abuja importatore di generi alimentari. Ordinamento dello stato Repubblica Continua però a esportare cacao. Anche l industria resta a un basso livello presidenziale federale Superficie km 2 produttivo. I settori relativamente più Popolazione 160 milioni sviluppati, soprattutto per effetto di investimenti stranieri, sono quelli del Popolazione urbana 50% tessile, delle bevande e delle sigarette. Lingua Inglese (uff.), lingue locali Ciò è dovuto al fatto che l economia Religione Musulmani 43%, cristiani 30% nigeriana è incentrata sul petrolio, di Moneta Naira cui il paese è il maggiore produttore in Reddito nazionale pro capite 1160 $ Africa. La concentrazione degli investimenti nel settore petrolifero, da cui (medio-basso) proviene l 85% delle entrate governative, ostacola però lo sviluppo degli altri Speranza di vita 49 anni Mortalità sotto i 5 anni 175 (per 1000 nati vivi) settori economici. Quasi tutto il greggio, esportato principalmente negli Analfabetismo (m/f) 20% / 36% Stati Uniti e nell Unione europea, è estratto in Nigeria da joint venture,formate dalle maggiori compagnie petrolifere La Nigeria confina a ovest con il Benin, a nord con il Niger, a nord-est con il Ciad, a multinazionali con società locali. Lajoint est con il Camerun. Per un lungo tratto si venture diretta dalla Shell ne produce circa affaccia sul Golfo di Guinea nell Oceano la metà. Opera in Nigeria anche l italiana Atlantico. Agip. I giacimenti più sfruttati sono quelli nel delta del Niger (figura 1 ), ma è in aumento anche lo sfruttamento dei giacimen- Il territorio più popolato dell Africa ti offshore. La Nigeria ha anche grosse riserve di gas naturale, tra le maggiori del mon- Con circa 160 milioni di abitanti, in ulteriore aumento, la Nigeria è il paese più popoloso dell Africa. La sua popolazione gas liquefatto, gestita da una joint venture do. È quindi in aumento l esportazione di comprende più di 250 etnie e altrettante di cui fanno parte la Shell e l Agip. lingue locali. Fra gli abitanti del nord prevale la religione musulmana, mentre nel procura enormi profitti alle multinaziona- L esportazione di petrolio e gas naturale sud è diffuso il cristianesimo. li e all élite al potere. Quasi niente, invece, Circa la metà della popolazione vive nelle ne ricava la maggioranza della popolazione che, per circa i due terzi, vive in condi- città. Oltre 10 milioni si accalcano nell enorme agglomerato urbano di Lagos. Questa zioni di povertà (figura 2 ). Ad aggravare città, fondata dai portoghesi su una laguna la situazione è il fatto che lo sfruttamento alla foce del fiume Ogun, è un centro portuale, industriale e commerciale di primaria il massimo profitto possibile, provoca nel petrolifero, praticato in modo da ricavarne importanza. Ciò ha attirato una fortissima immigrazione alla ricerca di una possibilità di lavoro. Al nucleo di edifici moderni e grattacieli si aggiungono ampie distese di abitazioni popolari fino ad arrivare alle sterminate bidonville. La congestione del traffico, l inquinamento atmosferico e un elevato tasso di criminalità rendono la zona particolarmente invivibile. Dal 1991 Lagos non è più capitale, in quanto tale ruolo è stato assunto da Abuja, una città creata di sana pianta al centro della Nigeria, con un minor numero di abitanti (circa 2 milioni). L ineguale spartizione della ricchezza petrolifera L agricoltura, in cui lavora la maggioranza della popolazione (assorbe circa il 70% degli occupati) non è in grado di assicurare il 1 Pozzi petroliferi nel delta del Niger G3 Africa occidentale delta del Niger disastrose conseguenze ambientali. L acqua, il terreno e l aria vengono inquinati dagli sversamenti di petrolio e dal gas che, per essere separato dal petrolio a minor costo, viene bruciato sul posto invece di essere utilizzato. Ciò danneggia gravemente l agricoltura e la pesca, principali fonti di sostentamento di queste popolazioni, e provoca la diffusione di malattie come la leucemia e l asma. Di fronte alla rovina delle risorse naturali e al deterioramento continuo delle condizioni di vita, le popolazioni del delta si sono ribellate. Negli anni Novanta, il movimento degli ogoni, promosso dallo scrittore Ken Saro-Wiwa, organizzò una protesta pacifica che fu però duramente repressa (Ken Saro- Wiwa e altri esponenti furono impiccati nel 1995). Successivamente è nato il MEND (Movimento per l emancipazione del Delta del Niger), che ha attaccato con le armi gli impianti delle grandi compagnie petrolifere. 2 Le capanne dei villaggi QUESITI Quali sono le religioni più diffuse in Nigeria? In quale modo l estrazione del petrolio influisce sullo sviluppo economico della Nigeria? Che cosa è il MEND? I Le Americhe APPUNTI DI STORIA Il Nord America fino al XV secolo Il territorio attualmente occupato dagli Stati Uniti era originariamente abitato da tribù di cacciatori e pescatori. Questi amerindi, che verranno in seguito chiamati indiani o pellerossa, non edificarono mai vasti imperi come quelli azteco e inca. La maggiore disponibilità di risorse e la minore densità demografica delle terre nordamericane favorì invece lo sviluppo di tribù seminomadi piuttosto egualitarie (irochesi, sioux, ecc.). La colonizzazione e la nascita degli USA La colonizzazione cominciò agli inizi del XVII secolo, quando gruppi sempre più numerosi di europei cominciarono a insediarsi stabilmente sulla costa atlantica. I primi furono gli inglesi.nel 1607 un gruppo di artigiani londinesi che aveva incontrato difficoltà economiche in patria fondò, in memoria della regina Elisabetta, una colonia chiamata Virginia. Nel 1620 un gruppo di protestanti inglesi, detti Padri Pellegrini, fondò il Massachussets, con capitale Boston. Nel 1667, al termine della guerra anglo-olandese, la colonia olandese di New Amsterdam venne occupata dagli inglesi e ribattezzata New York. Presto le colonie inglesi in Nord America, nel frattempo salite a 13, divennero importanti dal punto di vista economico. Vi si era infatti sviluppata una fiorente economia di piantagione (tabacco, canapa, lino ecc.), anche grazie al trasferimento di schiavi dall Africa. Nel 1765 le colonie, stanche di sottostare alle imposizioni fiscali dell Inghilterra, promossero una rivolta, rivendicando la propria autonomia. Il 4 luglio 1776 il congresso dei rappresentanti delle colonie approvò la Dichiarazione di Indipendenza, dando vita agli Stati Uniti d America (USA). Sotto la guida del generale George Washington l esercito statunitense, con l appoggio della Francia, affrontò e sconfisse le truppe inviate dall Inghilterra che,nel 1783,fu costretta a riconoscere il nuovo stato indipendente. Nel 1787 una convenzione convocata a Filadelfia approvò la Costituzione che dava agli USA un ordinamento repubblicano, federale e presidenziale. Primo presidente fu lo stesso Washington. La Guerra di Secessione Durante il XIX secolo gli USA crebbero molto sia dal punto di vista economico, sia da quello territoriale e demografico, con la creazione di molti nuovi stati su territori Stati Uniti acquistati o conquistati. L espansione del ponese. Le forze armate statunitensi combatterono contro quelle nazifasciste in Eu- paese verso ovest, il Far West, venne realizzata a spese degli indiani, considerati come ropa e nel Pacifico. cittadini stranieri. Contemporaneamente Per concludere rapidamente la guerra gli Stati Uniti si allargarono a spese del Messico, cui sottrassero diversi territori: gli at- di utilizzare, per la prima volta nella storia, contro il Giappone, gli Stati Uniti decisero tuali Texas, New Mexico, California, Utah, armi nucleari che vennero sganciate nell agosto 1945 su Hiroshima e Nagasaki. Nevada e Arizona. Negli stati del sud venne inoltre mantenuta la schiavitù. Verso la metà dell Ottocento il paese era Dalla guerra fredda caratterizzato da due distinti e contrapposti al dopo guerra fredda modelli di sviluppo: quello industriale degli Dopo la conclusione del conflitto mondiale stati del nord e quello basato sulle piantagioni schiavistiche, negli stati del sud. Ben durante la guerra venne meno e iniziò la co- (1945),l alleanza che aveva unito USA e URSS presto i due modelli si rivelarono incompatibili e, dopo l elezione di Abramo Lincoln di forze tra le due superpotenze nucleari siddetta guerra fredda. Anche se l equilibrio alla presidenza (1860) e il tentativo di secessione degli stati del sud, scoppiò una san- scontro armato diretto, ciascuna delle due (definito «equilibrio del terrore») evitò lo guinosissima guerra civile. La vittoria degli impegnò buona parte delle proprie risorse stati del nord portò all abolizione della economiche e militari per contrastare la potenza rivale. Tale strategia portò gli USA a in- schiavitù e alla marginalizzazione dell economia agricola del sud. Fino a tempi recenti tervenire in una serie di conflitti, dalla Guerra di Corea a quella del Vietnam, nonché a si mantenne però, negli stati meridionali, un regime di discriminazione razziale. finanziare e appoggiare movimenti che combattevano l URSS o altri stati socialisti. Gli Stati Uniti da giovane paese Dopo lo scioglimento dell URSS (1991), a grande potenza gli Stati Uniti, rimasti l unica superpotenza, A partire dalla fine dell Ottocento gli USA hanno moltiplicato gli interventi militari su svilupparono una politica estera espansionista e interventista. Assoggettarono tutta ra contro l Iraq, alla guerra contro la Jugo- scala globale. Basti pensare alla prima guer- una serie di stati: Cuba, Puerto Rico e Panama in America centrale e Caraibi; le Filippimente agli attacchi terroristici dell 11 setslavia, all intervento in Somalia. Successivane nell Asia sud-orientale; l arcipelago delle tembre 2001 contro le Torri Gemelle a New Hawaii nel Pacifico centro-settentrionale. York e il Pentagono a Washington, rivendicati da Osama bin Laden, l amministrazio- Tale assoggettamento avvenne insediando in tali paesi governi alleati degli USA e subalterni ai loro interessi. dell attacco preventivo, muovendo guerra ne statunitense ha formulato la dottrina Dopo lo scoppio della Prima guerra prima all Afghanistan, accusato di ospitare mondiale gli Stati Uniti realizzarono notevoli guadagni concedendo prestiti ai paesi all Iraq, accusato di sviluppare armi di di- le basi di organizzazioni terroristiche, poi dell Intesa, soprattutto alla Gran Bretagna. struzione di massa, peraltro mai rinvenute. Nel 1917, decisero di intervenire direttamente nel conflitto anche perché, se l Intesa fosse stata sconfitta, i prestiti non sarebbero stati restituiti. Il crollo della Borsa di New York, nel 1929, segnò l inizio di una profonda crisi economica, che venne comunque superata grazie a una politica di forti investimenti promossa dal presidente Roosevelt. Rimasti inizialmente fuori dalla Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti decisero di intervenire dopo che la loro flotta navale, ancorata a Pearl Harbor (Hawaii), fu bombardata dall aviazione giap- L attacco terroristico dell 11 settembre 2001 I paragrafi relativi ai paesi di maggior rilievo (per esempio gli Stati Uniti) sono corredati da alcuni Appunti di storia, che permettono un collegamento interdisciplinare. 276 F Europa ATTIVITÀ VERIFICA DELLE CONOSCENZE 1 In quale stato europeo si incontrano le pianure di loess? A In Russia. C In Germania. B In Francia. D In Spagna. 2 Quali caratteristiche hanno i principali fiumi inglesi? A Hanno corsi molto lunghi e sono navigabili. B Hanno corsi molto lunghi ma non sono navigabili. C Hanno corsi brevi ma sono in buona parte navigabili. D Hanno corsi brevi e non sono navigabili. 3 Quali sono le catene montuose di origine più recente in Francia? A Il Massiccio Centrale e i Vosgi. B Il Massiccio Centrale e i Pirenei. C I Pirenei e le Alpi. D Le Alpi e il Massiccio Armoricano. 4 Il territorio italiano, dalla Vetta d Italia a Lampedusa misura: A 1300 km. C 2900 km. B 1000 km. D 2000 km. 5 Quanti fusi orari comprende il territorio della Federazione russa? A 5. C 7. B 6. D 8. 6 In quale anno è avvenuto l ingresso del maggior numero di nuovi stati nell Unione europea? A Nel C Nel B Nel D Nel Che cosa è il Commonwealth A Un unione di tutti gli stati di lingua inglese. B Una libera associazione di territori ed ex colonie britannici. C Una squadra di calcio inglese. D Il titolo di una canzone. 8 Qual è lo stato più popoloso dell Unione europea? A La Germania. C La Russia. B Il Regno Unito. D La Francia. 9 In quale regione tedesca si è creata una conurbazione con oltre 10 milioni di abitanti? A Nella ex Germania Orientale. C Nella valle del Reno. B In Baviera. D Intorno a Berlino. 10 Quante sono le regioni italiane a statuto normale? A 5. C 20. B 15. D In base al valore del PIL, quale nazione vanta l economia più avanzata nell Unione europea? A Il Regno Unito. C L Italia. B La Francia. D La Germania. 12 Che cosa è il gruppo NYSE-Euronext? A Il principale gruppo industriale francese. B La società che riunisce le borse valori di New York, Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona. C La società di cui fa parte la borsa valori di Londra. D La società russa che si occupa dell estrazione e della commercializzazione del gas naturale. 13 In quale tra i seguenti paesi è poco sviluppato il trasporto di merci sulle vie d acqua interne? A La Germania. C La Francia. B La Russia. D La Spagna. 14 Qual è il maggiore produttore di vino al mondo? A La Germania. C La Francia. B La Spagna. D L Italia. 15 Dopo la Francia, qual è lo stato europeo maggiormente visitato dai turisti? A L Italia. C Il Regno Unito. B La Spagna. D La Germania. 16 In quale stato europeo è maggiormente sviluppato il settore della pesca? A In Russia. B Nel Regno Unito. C In Italia. D In Spagna. 17 Per quale particolarità si distingue il settore del commercio in Italia rispetto a quello degli altri maggiori paesi europei? A Per il predominio assunto nella distribuzione dai grandi centri commerciali. B Per la bassa incidenza dell economia sommersa. C Per l alto numero di addetti. D Per l alto numero di piccoli esercizi a conduzione familiare. 18 Qual è il settore dell industria russa maggiormente sviluppato? A Il settore dell industria pesante. B Il settore dell industria leggera. C Il settore dell industria alimentare. D Il settore dell industria chimica. 19 Collega gli avvenimenti della colonna di sinistra con le date della colonna di destra 1 Inizio della rivoluzione russa. a L Italia diventa una repubblica. b Il re inglese Giovanni Senza Terra è costretto c a riconoscere la Magna charta libertatum. d Unificazione delle due Germanie. e Inizio della Rivoluzione francese. f Scioglimento dell Unione Sovietica. g Ripristino della democrazia in Spagna. F Europa 277 COMPRENSIONE E COMUNICAZIONE L allargamento prende avvio nel 1995, quando aderiscono alla UE Austria, Finlandia, Norvegia e Svezia. Il numero degli stati membri sale così a 15. Successivamente, nel 2004, entrano nell Unione europea: 20 Nel testo seguente vi sono alcuni errori. Dopo averli individuati, sottolineali in rosso e poi correggili. Polonia e Ungheria; Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Malta e Cipro, che geograficamente non fa parte La storia dell Unione europea dell Europa ma dell Africa settentrionale. Nel 2007, entrano Bulgaria e L idea dell unità europea nacque alla fine della Seconda guerra mondiale. Il processo di integrazione europea prese concretamente avvio Macedonia e la Serbia sono candidate a entrare nella UE, in cui saran- Romania. Gli stati membri della UE salgono così a 27. La Turchia, la quando, nel 1951, sei stati Belgio, Repubblica Federale Tedesca, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi firmarono a Parigi il trattato che isti- economici. no ammesse quando avranno soddisfatto i necessari criteri politici ed tuiva la Comunità europea del carbone e dell acciaio (CECA). La Comunità economica europea (CEE) nacque quando, il 25 marzo 1957, i sei stati fondatori firmarono a Roma un trattato che istituiva un mercato comune. Nel 1973 aderirono alla CEE Danimarca, Irlanda e Gran Bretagna; nel 1981 vi aderì la Grecia, seguita da Spagna e Portogallo nel Gli stati membri della Comunità economica europea salirono così a dodici. L Unione europea (UE) nasce quando, il 7 febbraio 1992, i dodici stati membri della CEE firmano il Trattato di Maastricht. Vengono così create le fondamenta dell Unione europea, alla quale negli anni successivi aderiscono altri stati Sulla cartina muta qui accanto, e senza consultare il testo, segna tutti gli stati membri dell Unione europea. 22 Completa la tabella seguente inserendo i dati relativi a ciascuno stato. Regno Unito Francia Germania Spagna Italia Russia Forma di governo Capitale Lingua ufficiale Moneta Ciascuna unità si chiude con le Attività:domande di verifica delle conoscenze ed esercizi che mettono maggiormente in gioco le abilità legate alla disciplina (saper lavorare sulla carta, saper gestire i dati statistici ecc.). Le attività della prima parte si trovano nel libro, mentre quelle della seconda parte sono reperibili all indirizzo

9 I St. Marys I Jamestown POCUMTUK I New Amsterdam Boston km VIII COME È FATTO QUESTO LIBRO Geostoria della globalizzazione INSERTO L Asia meridionale e orientale, che i portoghesi cercavano di raggiungere circumnavigando l Africa, era economicamente superiore all Europa. Lo confermava il fatto che, mentre in Europa vi era una crescente richiesta di prodotti asiatici, soprattutto indiani e cinesi, l Europa non era in grado di produrre niente che avesse un mercato in Asia. Sempre più ricercate in Europa erano le spezie asiatiche: prodotti vegetali impiegati per conservare e insaporire i cibi (pepe nero, sesamo, zenzero, cannella, chiodo di garofano, noce moscata), per preparare medicinali (aloe, cardamomo) e profumi (sandalo, nardo, putchuk), per decorare oggetti e tessuti (lacca, curcuma) 4 Ornamenti d oro dell Africa occidentale (figura 4 ) ottenuto in cambio di manufatti europei e per altri usi (ad esempio, l incenso per le cerimonie (soprattutto oggetti di rame) e di schiavi, che i portoghesi si procuravano sulle coste dell attuale Benin e soprattutto il pepe, venivano usate come moneta. religiose). Era tale il valore delle spezie che alcune, Nigeria. Tale zona divenne nota col nome di Costa degli Schiavi. La monarchia portoghese realizzò in tal manufatti asiatici, in particolare le porcellane cinesi e i Oltre alle spezie, erano molto richiesti in Europa i modo il suo primo obiettivo: raggiungere via mare le tessuti di lino e di seta mista a lino prodotti in India. La ricchezze aurifere dell Africa occidentale, aggirando le loro fabbricazione ed esportazione richiedevano, in piste carovaniere transahariane controllate dagli arabi. Asia, sia una organizzazione del lavoro di tipo industriale (ma con limitato impiego di macchine, data 3 Forza e debolezza dell Asia l ampia disponibilità di manodopera), sia l utilizzo di Dopo aver consolidato la propria presenza sulla Costa d Oro, la monarchia portoghese dette nuovo im- particolarmente sviluppato in India, dove alcuni gran- capitali e un sofisticato sistema finanziario. Esso era pulso ai viaggi di esplorazione per realizzare il secondo e ancora più ambizioso obiettivo: quello di traverso cui si poteva ottenere metallo prezioso in aree di mercanti fornivano prestiti e lettere di cambio (at- raggiungere le Indie circumnavigando l Africa. Ciò geograficamente lontane) e procuravano sia le merci le avrebbe permesso di procurarsi le preziose spezie sia le navi. Gli asiatici eccellevano anche nella fabbricazione di navi. Soprattutto quelle indiane si distingue- alla fonte di produzione, evitando la costosa intermediazione dei mercanti arabi e veneziani. vano per robustezza e durata, tanto che gli europei, appena fu possibile, andarono a farsele costruire in India, soprattutto a Surat. Quale fosse il livello raggiunto dalla cantieristica asiatica era stato dimostrato, durante la dinastia Ming ( ), dalle sette spedizioni navali effettuate dalla Cina tra il 1405 e il Una flotta al comando dell eunuco Zheng He, composta di oltre 200 grandi giunche (figura 5 ) con a bordo uomini, si era spinta a sud fino all isola di Giava e, ad ovest attraverso l Oceano Indiano, sino al Golfo Persico e al Mar Rosso, scendendo nel 1418 a sud lungo la costa orientale dell Africa fino all attuale Kenya (figura 6 L ammiraglia di Zheng He (lunga 150 metri, larga 58 e con 9 alberi) ). 5 a confronto con la Niña, con la quale Colombo raggiunse l America Pur disponendo di navi da guerra Geostoria della globalizzazione 203 Str. di CINA Nanchino Ormuz Shangai ARABIA Yunnan SAUDITA Chittag ong Ta iwa n La Mecca INDIA LUZON Aden Qui FILIPPINE AFRICA Calicut SRI Nhan ARCIP. Cochin LANKA DI SULU PALAWAN Mogadiscio NUOVA B. Aceh GUINEA MALDIVE Malindi BORNEO Zanzibar SUMATRA Celeb es GIAVA TIMOR M. ROSSO OMAN O C E A N O I N D I A N O OCEANO PACIFICO L inserto Geostoria della globalizzazione,posto alla fine della prima parte, è una sorta di viaggio nella storia degli ultimi sei secoli, alla ricerca delle radici storiche dell attuale fenomeno della globalizzazione. MADAGASCAR AUSTRALIA 6 Le spedizioni navali cinesi nella prima metà del XV secolo e di soldati, Zheng He non era ricorso alla forza nelle Nello stesso periodo l India, pur avendo cominciato a riprendersi dalla peste che l aveva colpita nel decine di paesi in cui aveva fatto scalo. Aveva al contrario distribuito preziosi doni (porcellane, sete, lingotti d oro e d argento) in cambio di doni simbolici centri di potere politico e quindi da un intrinseca 1335, era caratterizzata dalla presenza di molteplici come segno di sottomissione all imperatore della Cina. Era un modo per dimostrare che conveniva a Giappone attraversava a quell epoca una fase di debolezza anche delle maggiori monarchie. Anche il chiunque sottomettersi al Celeste Impero, che si considerava il centro dell universo. I cinesi erano quindi che avevano usurpato i poteri del governo civile e as- anarchia e di crisi sociale. Alcuni grandi feudatari giunti sulla costa orientale dell Africa ottant anni sunto tutti i diritti sulla terra, rendendosi di fatto indipendenti dallo shogun, il capo del governo feudale prima che vi arrivassero i portoghesi, ma non vi si erano insediati, né vi erano ritornati per andare oltre: si combattevano l un l altro per ingrandire i propri circumnavigando l Africa avrebbero potuto arrivare feudi e imporre il proprio predominio. fino in Europa. Al contrario, la corte di Pechino aveva deciso di mettere fine alle grandi spedizioni navali, 4 L apertura della via ad est ritenendo che l Impero Ming fosse talmente forte e per le Indie influente da non doversi estendere ulteriormente, Nel febbraio 1488, una flotta portoghese sotto il comando di Bartolomeo 212 Diaz, 2 composta INSERTOda due cara- correndo il rischio di esporsi alla minaccia mongola. Proprio nel periodo in cui, nel XV secolo, le spedizioni navali portoghesi stavano per aprire all Europa stremità meridionale dell Africa, aprendo al Portovelle e da una nave con i rifornimenti, oltrepassò l e- la via ad est per le Indie, la fine delle spedizioni navali cinesi segnava l inizio della chiusura e del ripiega- un altra flotta, al comando di Vasco da Gama, risalì gallo l accesso all Oceano Indiano. Dieci anni dopo, mento dell Impero Ming. Mentre la sua potenza marittima decadeva, anche per effetto della pirateria si- empori commerciali arabo-swahili che facevano la costa orientale dell Africa, costellata dai fiorenti no-giapponese, le sue frontiere occidentali cominciavano a cedere sotto la crescente pressione mongodiano. Arrivati all isola di Mozambico, sede di uno parte della grande rete commerciale dell Oceano Inla. Pur essendo l economia cinese in fase di espansione, l organizzazione politica e amministrativa in- ricchezza dei mercanti e dalle avanzate tecniche di di questi empori, i portoghesi rimasero colpiti dalla staurata dai primi imperatori Ming aveva cominciato a disgregarsi nella seconda metà del XV secolo per le loro navi, traversavano l Oceano per commerciare navigazione usate dalle popolazioni costiere che, con effetto di fattori sociali e politici (tra cui le grandi rivolte contadine e le lotte intestine provocate dallo ai mercanti locali in cambio delle loro preziose mer- con l India. Dato che non avevano niente da offrire strapotere degli eunuchi). ci, essi ricorsero alla forza, bombardando Mozambi- 6 Schiavi al lavoro in una piantagione di canna da zucchero a Hispaniola mila quintali di zucchero all anno, più molti altri di dimensioni minori. Anche il Brasile divenne, sotto il dominio portoghese, produttore ed esportatore di zucchero, raggiungendo alla fine del Cinquecento una capacità annua di circa quintali con una cinquantina di grandi mulini. Il caffè, pianta originaria dell Etiopia la cui coltivazione si era diffusa nella penisola arabica, fu portato nelle Americhe dai colonizzatori europei per farne una coltura da esportazione. In Europa, dove era stato introdotto agli inizi del Seicento da mercanti veneziani, se ne consumavano quantità crescenti. Le prime piantagioni di caffè furono create, a partire dal secondo decennio del Settecento, dagli olandesi nel Suriname, dai francesi nella Guyana, dai portoghesi in Brasile, dagli inglesi in Giamaica. Il cacao, ricavato dai semi della pianta originaria dell America meridionale, fu portato dai conquistadores in Europa insieme alla ricetta azteca per la preparazione della 7 Pelle di bisonte con scene di caccia cioccolata, che divenne nel Seicento la bevanda preferita alla corte spagnola. Man mano che il suo uso si diffondeva tra la nobiltà e la ricca borghesia dell Europa, aumentava nell America centrale e meridionale la produzione di cacao destinato all esportazione. Anche se i metalli preziosi delle Americhe continuarono ad essere una voce importante delle importazioni europee, soprattutto quando nel Settecento i portoghesi iniziarono in Brasile l estrazione di oro su vasta scala, furono i prodotti delle piantagioni americane a caratterizzare sempre più le importazioni europee dal Nuovo Mondo. Crescenti quantità di zucchero, caffè, cacao, coloranti naturali, rum e altri generi, prodotti nelle Indie occidentali e in Centro e Sud America, erano scaricate nei porti europei e da qui distribuite sui mercati nazionali. Le piantagioni coloniali si basarono sempre più sul lavoro degli schiavi africani, il cui numero superò presto quello degli indios. In quelle di zucchero delle Indie Occidentali, già alla metà del Cinquecento, lavoravano solo schiavi africani (figura 6 ), dato che gli indios erano ormai quasi scomparsi. In quelle brasiliane, gli schiavi indigeni, che all inizio costituivano la maggioranza, furono quasi completamente sostituiti dagli africani agli inizi del Seicento. 5 La conquista del Nord America Nel Cinquecento, al momento dell arrivo degli europei, il Nord America era abitato da circa 600 gruppi etnici, che parlavano oltre 170 lingue. Vivendo in zone che differivano enormemente l una dall altra come habitat, essi avevano diversi modi di vita. Ad esempio, i popoli delle foreste orientali, che vivevano di agricoltura ma anche di caccia e pesca, avevano costruito villaggi stabili, mentre quelli delle grandi pianure, la cui risorsa fondamentale era la caccia al bisonte (figura 7 ), si spostavano in continuazione seguendo i branchi. Nonostante tali differenze, questi popoli avevano essenzialmente la stessa visione del mondo: lo consideravano un equilibrato sistema, comprendente tutti gli esseri animati e inanimati, inclusi gli umani. La proprietà privata della terra era quindi per loro inconcepibile. La colonizzazione dell America settentrionale, iniziata dagli spagnoli nel Cinquecento con la conquista del territorio azteco nella valle del Messico, si estese nei due secoli successivi all intero continente. Gli spagnoli espansero la loro area di controllo e influenza alla Florida e a tutta la zona sudorientale degli odierni Stati Uniti, compresa la California. I francesi costituirono alcuni insediamenti nell odierno Geostoria della globalizzazione Canada, dove crearono una colonia denominata Nuova Francia, estendendo la loro presenza su un vasto territorio che, attraverso il bacino del Mississipi, arrivava al Golfo del Messico, sulla cui costa fondarono nel 1718 Nouvelle Orléans (New Orleans). Nella seconda metà del Settecento persero però tutto questo territorio, che fu occupato, dopo una serie di guerre, per la maggior parte dagli inglesi. La prima colonia inglese permanente in Nord America fu fondata nel 1607 in Virginia, sulla costa atlantica, dalla Virginia Company di Londra, una impresa a capitale misto. L inizio fu fallimentare: i coloni non solo non trovarono l oro che cercavano, ma furono falcidiati dalla fame e dalla malaria. Le 8 Il fondatore della Pennsylvania, W. Penn, firma nel 1681 cose cambiarono quando venne trovata la vera fonte il «Trattato con gli indiani» che, come gli altri, fu metodicamente violato dai colonizzatori di ricchezza: una pianta americana chiamata tabacco, il cui uso era iniziato in Inghilterra nel Il spinsero sempre più all interno per occupare nuovi primo carico di tabacco della Virginia fu venduto a territori, entrando in conflitto con le popolazioni autoctone (gli «indiani») a cui venivano sottratte sia ter- Londra nel 1614 e, da allora, la colonia ne esportò in Europa crescenti quantità. Dato che la manodopera re fertili sia terreni di caccia, man mano che l agricoltura dei coloni distruggeva le foreste (figura 9 ). Gli proveniente dall Inghilterra era insufficiente e le popolazioni autoctone non erano disposte a lavorare stessi puritani, che all inizio erano stati ben accolti dagli «indiani» con i quali avevano firmato un trattato nelle piantagioni, i proprietari importarono un numero crescente di schiavi africani. nel 1621, finirono per combattere sanguinose guerre Un altra colonia, chiamata Nuova Inghilterra, fu contro di loro: nel 1637 organizzarono una spedizione contro i Pequot, definiti «accoliti del demonio», creata sulla costa atlantica a nord della Virginia, a partire dal 1620, da puritani inglesi che avevano lasciato la madrepatria, dopo il fallito tentativo di bambini come schiavi nelle Indie Occidentali. massacrando tutti gli uomini e vendendo le donne e i riformare la sua Chiesa secondo gli ideali di perfezione che essi perseguivano. La Nuova Inghilterra sviluppò una agricoltura basata sulla piccola proprietà e una intensa attività marinara e mercantile. I possedimenti in- Huron Lago Lago glesi sulla costa atlantica si allargarono successivamente, con la conquista Ontario nel 1664 di una colonia olandese, Nuova Amsterdam, che fu ribattezzata New York, e con l insediamento di Lago Erie una comunità quacchera in una fertile regione chiamata Pennsylvania (figura 8 ). Tra il 1606 e il 1733 furono Oceano Atlantico costituite tredici colonie inglesi, su basi diverse: alcune (come la Virginia) vennero fondate da compagnie Insediamenti europei commerciali, altre (come la Nuova Cinque nazioni irochesi Territorio powhatan Inghilterra) da comunità religiose, altre ancora (come la Maryland) da Territorio susquehanna privati che avevano ricevuto la concessione dal re. Dalle zone costiere i colonizzatori si 9 Insediamenti europei e popolazioni autoctone in Nord America ( ) P O T A W A T O M Fiume Ohio S H A W N E E Y U C H I C H E R O K E E T O B A C O E R I E I H U R O N T U T E L O C A T A W B A SUSQUEHANNA CONOY TUSCARORA POWHATAN I R O C H E S DELAWARE NANTICOKE Chesapeake Bay M O H I C A N I A B N A K 213 Nel sito si trovano: dati statistici aggiornati relativi ai paesi del mondo, schede di aggiornamento su eventi di interesse geografico, pagine del libro in formato.pdf con le schede sugli stati della seconda parte, per chi utilizza la versione essenziale del corso.

10 PREMESSA 1 Utilizzare metodi, concetti e strumenti della geografia per la lettura dei processi storici e per l analisi della società contemporanea: è questa una delle competenze fondamentali che gli studenti devono acquisire. La geografia assume infatti una funzione ancor più importante in un periodo di rapide trasformazioni come quello odierno, nel quale la globalizzazione economica ridisegna la carta del mondo creando sempre più strette interdipendenze e allo stesso tempo crescenti squilibri sociali e ambientali. Per leggere una carta geografica in continua trasformazione occorrono aggiornati strumenti conoscitivi che facciano comprendere quali sono, agli inizi del ventunesimo secolo, le interrelazioni tra i fattori economici, sociali, culturali, tecnologici, demografici e ambientali che formano il quadro globale. È necessario a tal fine un metodo interdisciplinare. L economia, per esempio, non può essere considerata materia per «addetti ai lavori», di cui tutti gli altri possano fare a meno: elementi essenziali di questa disciplina sono infatti indispensabili alla comprensione sia dei fenomeni sociali che delle trasformazioni ambientali. Né si può studiare la geografia separatamente dalla storia, e viceversa. Ma come realizzare in pratica tutto questo? Determinante è che le ragazze e i ragazzi si rendano conto che la geografia non è semplicemente una materia scolastica, ma il mondo reale in cui vivono. La geografia li aiuta a divenire cittadini consapevoli, impegnati non solo per se stessi ma per un mondo migliore.

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12 3 La nostra comune origine (da Steve Olson, Mappe della storia dell uomo, Einaudi / Le Scienze, 2008) «L a vicenda che sto per raccontare ha avuto inizio in Africa, da qualche parte nelle praterie, sui rilievi e sui pendii boscosi di una regione oggi corrispondente all Etiopia, al Kenya, alla Tanzania. Più di anni fa viveva in quest area un piccolo gruppo di ominidi. Essi raccoglievano, nell ambiente, noci di vario tipo, frutti, semi, cacciavano gazzelle e roditori, ma ottenevano cibo anche dalle carogne di animali uccisi da altri predatori. Questi ominidi erano assai simili agli uomini attuali, con fronte alta, mento appuntito e corporatura snella e ben proporzionata. Altrove, in Africa, in Europa, in Asia, vivevano nello stesso periodo altri esseri umani, ma erano notevolmente diversi da noi. Avevano fronte sfuggente che continuava in un cranio massiccio e relativamente basso, inoltre, proprio al di sopra degli occhi, sporgeva uno spesso rilievo simile a una visiera. [ ] È possibile che, sparsi in tutto il Vecchio Mondo, ci fossero allora più di un milione di uomini anatomicamente arcaici, mentre la popolazione della forma moderna può essersi, in alcune fasi, ridotta a poche decine di migliaia di individui. Graffiti rupestri risalenti al terzo millennio a.c. (Tanum, Svezia)

13 4 Oggi tutti i rappresentanti delle forme arcaiche sono scomparsi. L ultimo di essi è morto molte migliaia di anni fa. Per quanto avessero vissuto con successo sulla Terra per centinaia di migliaia di anni, questi uomini rappresentarono, dal punto di vista dell evoluzione, una strada senza uscita. Ogni singolo individuo dei sei miliardi che oggi popolano il pianeta discende dal piccolo gruppo di uomini anatomicamente moderni che vivevano allora nell Africa orientale. Il gruppo in varie occasioni fu prossimo a estinguersi, ma non scomparve mai del tutto e infine incominciò ad ampliarsi. A partire da circa anni fa l uomo anatomicamente moderno si è spostato lungo la valle del Nilo e attraverso la penisola del Sinai ha raggiunto il Vicino e Medio Oriente. Più di anni fa questi uomini si sono diffusi seguendo la costa dell India e dell Asia sudorientale e hanno raggiunto con imbarcazioni l Australia. Circa anni fa dall Africa nordorientale gli uomini anatomicamente moderni si sono spostati in Europa e dal sudest asiatico in tutta l Asia orientale. Infine, in una certa fase, oltre anni fa, hanno attraversato la vasta area pianeggiante che congiungeva la Siberia con l Alaska e si sono diffusi, muovendosi da nord a sud, longitudinalmente, in tutto il continente americano [ ] I genetisti hanno appena incominciato a leggere la storia scritta nel DNA, ma già possono ricostruire gli spostamenti dell uomo anatomicamente moderno uscito dall Africa per diffondersi nel resto del mondo. E incominciano Stanziamenti circa anni fa Primi stanziamenti circa anni fa Circa anni fa Primi stanziamenti circa anni fa Omo Le migrazioni dell Homo Sapiens iniziarono da qui circa anni fa Le origini e la diffusione dell Homo Sapiens Homo Sapiens arcaico (circa anni fa) Neandertal (circa anni fa) Homo Sapiens moderno (circa anni fa presente) Aree coperte da ghiaccio nel tardo Pleistocene (circa anni fa) Beringia (lembo di terraferma che anticamente collegava le attuali Siberia e Alaska) Possibile percorso delle migrazioni Stanziamenti circa anni fa kilometri

14 5 a mettere insieme i dati su quando e come i vari gruppi di individui abbiano acquisito il loro aspetto fisico distintivo e su che cosa queste differenze nell aspetto vogliano effettivamente dire. [ ] Scoprono l enorme abisso che separa quanto è veramente accaduto nel passato dalle storie che noi stessi ci raccontiamo in proposito. [ ] Non pochi di noi pensano a se stessi come spagnoli o svedesi, come bianchi o neri, come nigeriani o norvegesi, o come una qualche combinazione di varie categorie di appartenenza. Per alcune persone queste «etichette» hanno ben poca importanza, mentre per altre esse costituiscono l unico aspetto veramente importante nel definire la propria identità. Tuttavia, qualunque sia l importanza che i singoli individui attribuiscono a tali etichette, non BERINGIA (da circa a 7000 anni fa) Corridoio aperto circa anni fa Stanziamento circa 9000 anni fa Stanziamento circa anni fa si può negare che esse continuino ad avere una grande forza nelle società moderne. Molta gente continua infatti a pensare che tra i gruppi umani esistano fondamentali differenze biologiche. Queste persone credono che evidenti diversità nel colore della pelle, nei tratti del volto o nella conformazione del corpo corrispondano a ben più importanti differenze di carattere, temperamento o intelligenza. Anche quando due gruppi sono fisicamente indistinguibili, la gente tende a chiamare in causa le caratteristiche genetiche come fonte di differenze tra i gruppi stessi, che si vogliono comunque rilevare. Costoro sostengono che caratteristiche come l aggressività, o la religiosità, o l inventività di un certo gruppo non possano essere apprese e debbano per forza dipendere da qualcosa che sta nei geni. [ ] La nostra propensione a suddividere la gente in categorie ha dato, nel corso della storia, un notevole contributo alla sofferenza degli uomini. Interi gruppi sono stati trucidati o fatti schiavi a causa del colore della pelle o del taglio degli occhi. [ ] Le ricerche di genetica stanno dimostrando che le cose non vanno affatto così. I gruppi umani sono troppo strettamente correlati per essere davvero diversi tra loro: le differenze sono soltanto superficiali. Le indagini genetiche sul nostro passato ci stanno rivelando che le differenze culturali tra i gruppi non possono avere origini biologiche: tali differenze devono per contro essere il risultato delle esperienze che sono proprie di ogni singolo individuo. [ ] Malgrado la complessità dei problemi, le prove genetiche disponibili oggi puntano comunque verso una ben chiara conclusione: considerando le caratteristiche del nostro DNA, ogni essere umano attuale deriva da un gruppo relativamente piccolo di africani vissuti tra e anni fa. [ ] Le ricerche genetiche stanno per decretare la fine della nostra lunga disavventura con il concetto di razza.»

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16 PARTE PRIMA Il quadro globale

17 UNITÀ A Il mosaico del mondo Ache cosa serve la geografia? È la disciplina che ci fa conoscere il mondo. Conosciamo la realtà che ci circonda, la zona in cui abitiamo, le persone che vi risiedono, ma questo «piccolo mondo» non è isolato da tutto il resto: è collegato e interagisce con altre realtà. Cominciamo allora a dare uno sguardo al «grande mondo» di cui fa parte la realtà in cui viviamo. Il numero di abitanti del pianeta non è mai cresciuto a un ritmo tale come quello odierno. Dopo essere quadruplicata nel corso del Novecento, la popolazione continua ad aumentare: da 7 miliardi nel 2012 dovrebbe arrivare a 9 miliardi entro il L incremento demografico avviene però in modo ineguale, determinando una crescente differenziazione tra le regioni economicamente più sviluppate, la cui popolazione è sempre più minoritaria e più vecchia, e le regioni economicamente meno sviluppate, la cui popolazione è sempre più maggioritaria e relativamente più giovane. Paragrafo A1 La crescita demografica Le lingue usate sono quasi settemila. Esse sono non solo strumenti per comunicare con gli altri, ma memorie in cui si conservano la storia e la cultura dei popoli e le loro continue trasformazioni. Poiché le lingue, in maggior parte, sono parlate da gruppi ristretti, molte rischiano oggi di scomparire. Per evitare ciò, occorre favorire il multilinguismo. In tal modo si potrà conservare il patrimonio linguistico mondiale e, con esso, la ricchezza delle diverse culture che rappresenta. Importante è la conoscenza delle lingue straniere, che aiuta ad aprirsi a culture diverse. Paragrafo A4 Le lingue Le culture dei popoli costituiscono un enorme e variegato patrimonio. Ne fanno parte i beni del «Patrimonio mondiale» (in inglese World Heritage, eredità ap- La popolazione mondiale, mentre continua a crescere, si concentra sempre più nelle città. Qui vive oggi oltre la metà degli abitanti del pianeta. La percentuale di popolazione urbana è, in generale, più alta nelle regioni più sviluppate. Ma poiché le regioni meno sviluppate hanno molti più abitanti, la loro popolazione urbana è numericamente oltre il doppio. Il forte aumento della popolazione delle città ha portato alla formazione di enormi agglomerati urbani, ciascuno con oltre dieci milioni di abitanti. Essi sono oggi ventidue, diciassette dei quali si trovano nelle regioni meno sviluppate. Paragrafo A2 L urbanesimo Crescono i flussi migratori internazionali, dovuti agli squilibri economici e sociali tra una regione e l altra. Gli attuali flussi si dirigono principalmente dai paesi economicamente meno sviluppati dell Africa, dell Asia, dell America Latina e dell Europa orientale ai paesi economicamente più sviluppati dell Unione europea e del Nord America. Va ricordato che l Europa, attualmente la regione del mondo con il maggior numero di immigrati, è stata negli ultimi cinque secoli la regione che ha più contribuito alle migrazioni mondiali. Va ricordato anche che, con il loro lavoro, gli immigrati contribuiscono allo sviluppo economico dei paesi in cui vivono. Paragrafo A3 I flussi migratori

18 9 partenente a tutto il mondo), che l Unesco ha selezionato e continua a selezionare. Questi beni sono costituiti da grotte con graffiti preistorici, siti archeologici, monumenti, gruppi di edifici e altre opere di eccezionale valore storico, artistico o scientifico, presenti in tutte le regioni del mondo. Si aggiungono a questi i musei, che costituiscono dei veri e propri depositi della memoria storica dei popoli; le biblioteche e gli archivi, che svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione del patrimonio storico e culturale. Paragrafo A5 Le culture Chiese cristiane, moschee musulmane, templi induisti, pagode buddiste, sinagoghe ebraiche e tanti altri sono i simboli visibili dell influenza delle credenze religiose nella cultura e nella storia dei popoli. Le religioni più diffuse nel mondo sono quelle cristiana, musulmana, induista e buddista. Vi sono molte altre religioni: alcune, antichissime, basate sull animismo (credenza che tutte le cose siano animate da spiriti benefici o malefici) e sullo sciamanismo (incentrato sulla figura dello sciamano quale intermediario tra gli uomini e gli spiriti). Vengono praticate soprattutto in Africa equatoriale, Amazzonia e Oceania. Paragrafo A6 Le religioni Solo mettendo insieme tutti questi «tasselli» l uno diverso dall altro, come in un grande mosaico, possiamo vedere il quadro globale. Possiamo capire che le diversità non costituiscono un fattore negativo, ma rappresentano un immensa ricchezza di culture ed esperienze che può essere usata per costruire un mondo migliore. La geografia contribuisce così a creare una «educazione civica planetaria» imperniata sulla consapevolezza che, in un mondo caratterizzato da sempre maggiori interdipendenze, ogni comportamento egocentrico e aggressivo mette in pericolo le basi stesse della vita dell intera specie umana.

19 Dinucci unità A A1 A 13:14 Pagina 10 Il mosaico del mondo La crescita demografica La storia del popolamento del pianeta Tra e anni fa, il gruppo degli esseri umani anatomicamente moderni, da cui tutti discendiamo, comprendeva probabilmente poche decine di migliaia di individui. La prima esplosione demografica si produsse in seguito alla rivoluzione neolitica che, iniziata attorno all 8000 a.c. nelle regioni affacciate sul Mediterraneo orientale (figura 1a), segnò il passaggio dall economia di caccia e di raccolta a quella di produzione del cibo con l agricoltura e l allevamento. La formazione dei villaggi e il miglioramento dei mezzi di sussistenza determinarono la crescita della popolazione mondiale probabilmente da circa 6 milioni prima dell invenzione dell agricoltura a oltre 200 milioni agli inizi a anni fa 10 milioni (popolazione stimata) b anni fa 200 milioni (popolazione stimata) del I secolo d.c. (figura 1b). La rivoluzione neolitica, pur determinando una crescita della popolazione, non modificò il regime demografico primitivo, caratterizzato da un alta fecondità, bilanciata da un alta mortalità. Anche nei millenni successivi fu questo regime a regolare l evoluzione della popolazione mondiale che, accresciuta da una forte prolificità, veniva falcidiata da carestie, epidemie e guerre. Dopo essere aumentata lentamente con fasi di regressione, come in seguito alla Peste nera nel XIV secolo la popolazione rimase probabilmente sotto i 500 milioni fino al 1500 (figura 1c). Successivamente, con la rivoluzione industriale iniziata alla metà del Settecento, si verificò la seconda esplosione demografica, in seguito al fortissimo aumento della popolazione europea. Esso fu determinato dal passaggio dal regime demografico primitivo, caratterizzato da alta fecondità e alta mortalità, a un regime di transizione caratterizzato da alta fecondità e decrescente mortalità. Fu l Europa a contribuire massicciamente al popolamento delle Americhe, i cui abitanti autoctoni furono falcidiati dalla conquista. In Africa la colonizzazione europea provocò un calo demografico, cui contribuì la tratta degli schiavi. La popolazione dell Asia, più tardivamente e meno intensivamente sottoposta alla dominazione europea, mantenne invece un ininterrotto e alto ritmo di crescita. In seguito a tali fenomeni, la popolazione mondiale raggiunse il primo miliardo nel XIX secolo. Poco più di un secolo dopo, negli anni 20 del Novecento, salì a 2 miliardi. Iniziava così la terza esplosione demografica: 3 miliardi di persone nel 1960, 4 miliardi nel 1974, 5 miliardi nel 1987, 6 miliardi nel Una crescita senza precedenti c 500 anni fa 450 milioni (popolazione stimata) Bassa densità Media densità Alta densità 1 Distribuzione della popolazione mondiale in differenti periodi Mai la popolazione mondiale è cresciuta a un ritmo tale come quello registratosi nel corso del Novecento: nell arco di questo secolo essa è quadruplicata, passando da circa 1,5 miliardi a 6 miliardi. Secondo le proiezioni demografiche effettuate dalle Nazioni Unite, il numero di abitanti del pianeta, che ha superato i 6 miliardi e mezzo nel 2005, raggiungerà i 7 miliardi nel 2012 e gli 8 miliardi nel Si prevede che, nonostante l accrescimento demografico sia in calo, la popolazione mondiale continuerà ad aumentare: nel 2050 dovrebbe raggiungere i 9 miliardi. Tale fenomeno è dovuto al fatto che il tas-

20 A1 La crescita demografica anni 2 Aumento della popolazione mondiale tra il 1750 e il 2050 in miliardi so di mortalità (il numero dei morti rispetto a quello dei viventi) cala più rapidamente del tasso di fecondità (numero medio di figli per donna). Ciò significa che, nell arco di tre secoli, il numero di abitanti del pianeta si sarà decuplicato, passando da circa 800 milioni nel 1750 a circa 9 miliardi nel 2050 (figura 2 ). L ineguale distribuzione della popolazione sulla Terra In seguito all accrescimento della popolazione, la densità demografica (il numero di abitanti per kilometro quadrato) è aumentata, in media su scala mondiale, da 19 abitanti per km 2 nel 1950 a oltre 50 nel Secondo le proiezioni, nel 2050 salirà a 68 ab/km 2. La popolazione non è però ugualmente distribuita sulla superficie delle terre emerse. Vi sono infatti zone inospitali, come i deserti e le regioni polari, con pochissimi abitanti o disabitate. Per contro vi sono zone, come le pianure fluviali e le coste, che facilitano gli insediamenti umani e hanno quindi un alta densità di popolazione (figura 3 ). Oltre il 40% della popolazione mondiale vive lungo le coste, in una fascia profonda 100 kilometri. Circolo polare artico MAR GLACIALE ARTICO OCEANO PACIFICO Tropico del Cancro Equatore OCEANO PACIFICO OCEANO ATLANTICO OCEANO INDIANO Tropico del Capricorno Numero di abitanti per kilometro quadrato disabitato meno di 2 da 51 a 150 da 2 a 25 da 151 a 300 da 26 a 50 più di La diversa densità demografica

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