IL CONTESTO INTERNAZIONALE E NAZIONALE...

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1 Dicembre 2008

2 INDICE 2 1 INTRODUZIONE PREMESSA LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE - POR Asse II Obiettivo specifico II.1 - Imprese Asse II Obiettivo specifico II.2 - Diffusione dell ICT IL RUOLO DELLA REGIONE BASILICATA OBIETTIVI DELLE LINEE GUIDA E STRATEGIE TERRITORIALI PER IL SUPERAMENTO DEL DIGITAL DIVIDE IN BASILICATA SOGGETTI COINVOLTI I CONTENUTI DELLE LINEE GUIDA E STRATEGIE TERRITORIALI IL CONTESTO INTERNAZIONALE E NAZIONALE IL CONTESTO INTERNAZIONALE IL CONTESTO NAZIONALE Le Linee Guida per i Piani territoriali per la banda larga Il ruolo di Infratel Italia e gli Accordi con il Ministero delle Comunicazioni Le opportunità della tecnologia WiMAX Le best practices tra le Regioni italiane IL CONTESTO REGIONALE ANALISI DELL OFFERTA DI INFRASTRUTTURE A BANDA LARGA Metodologia Il quadro delle infrastrutture in fibra ottica Backbone Copertura e Competizione MAN Copertura e Competizione ANALISI DELL OFFERTA DI SERVIZI A BANDA LARGA Metodologia La segmentazione del territorio per livello di copertura ADSL La segmentazione del territorio per banda disponibile La segmentazione del territorio per livello di competizione La natura del digital divide La copertura radiomobile La copertura delle aree industriali ANALISI DELLA DOMANDA DI SERVIZI A BANDA LARGA Metodologia La domanda di banda larga nelle famiglie La domanda di banda larga nelle imprese La domanda di banda larga nei Comuni INDICATORI DI SINTESI GLI INTERVENTI PUBBLICI REALIZZATI E IN CORSO L INTERVENTO DI INFRATEL ITALIA Il Programma Banda Larga di Infratel La Convenzione Quadro con la Regione Basilicata La MAN di Matera Estensione della MAN di Matera - ICT territori d eccellenza LA RETE REGIONALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE La rete regionale della Basilicata La rete secondaria La rete regionale e il Sistema Pubblico di Connettività LE RETI DI ACCESSO WIRELESS PER LA PA Il progetto Il progetto Wi-Fi PAL LA MAN DI POTENZA IL QUADRO DELLE RISORSE LE LINEE E GLI STRUMENTI DI INTERVENTO...87

3 5.1 I CRITERI DI INTERVENTO PUBBLICO LA STRATEGIA DI INTERVENTO REGIONALE Definizione della politica regionale Le linee strategiche d azione Il modello di intervento regionale Gli strumenti per l attuazione delle linee guida e strategie territoriali per il superamento del digital divide LA SEGMENTAZIONE TERRITORIALE L INDAGINE SUGLI OPERATORI DI TELECOMUNICAZIONE LE AREE DI INTERVENTO PUBBLICO La situazione Le aree di intervento GLI INVESTIMENTI NECESSARI SCENARI DI LUNGO TERMINE EVOLUZIONE TECNOLOGICA Reti di nuova generazione Wired e Wireless INFRASTRUTTURE DI TELECOMUNICAZIONE E INFRASTRUTTURE CIVILI Le sinergie auspicabili dall utilizzo di infrastrutture civili ALLEGATO 1 TECNOLOGIE PER LA BANDA LARGA FIBRA OTTICA TECNOLOGIE XDSL HIPERLAN / WI-FI WIMAX ALLEGATO 2 GLOSSARIO

4 1 INTRODUZIONE 1.1 Premessa Il comparto delle comunicazioni, e in particolare quello delle comunicazioni elettroniche, costituisce ormai uno dei settori trainanti per l'economia mondiale, essendo caratterizzato da un progressivo processo di liberalizzazione verso la formazione di un mercato unico delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. I moderni sistemi economici nel nuovo scenario internazionale fondano la loro competitività sulla produzione, sulla diffusione e sull uso delle nuove conoscenze. In tutte le nazioni industrializzate il confine che separa chi può e chi non può accedere alle infrastrutture di telecomunicazioni ad alta velocità ed ai servizi a banda larga, altrimenti noto come digital divide, è considerato un indicatore del grado di competitività del sistema-paese. La soluzione del problema richiede un approccio specifico che affronti la questione non solo in termini di disponibilità assoluta della banda larga, ma anche in termini di velocità di collegamento, diversità di piattaforme e servizi disponibili. L eliminazione del digital divide è considerata anche a livello europeo uno dei pilastri di tutti i recenti piani per lo sviluppo della Società dell Informazione. Se da un lato la banda larga rappresenta un opportunità per lo sviluppo di nuovi servizi ed applicazioni, dall altro va sottolineato come i processi di infrastrutturazione richiedono ingenti risorse e tempi lunghi di realizzazione. Inoltre, contrariamente al passato, tali processi non avvengono oggi in regime di monopolio, bensì di competizione guidata da logiche prettamente di mercato e quindi di ritorno di breve-medio periodo degli investimenti. Il quadro che ne consegue è inevitabilmente un quadro di forte eterogeneità, sia tecnologica che territoriale. Dal punto di vista tecnologico, il nodo più critico è oggi relativo all ammodernamento delle reti di accesso. La disponibilità di infrastrutture e servizi a banda larga non potrà che svilupparsi in un contesto dove convivranno diverse tecnologie in funzione delle diverse caratteristiche prestazionali, dei costi e dei tempi necessari per l infrastrutturazione. Allo stesso tempo, in una logica di mercato è chiaro come il dispiegamento di infrastrutture avanzate veda privilegiate le aree a maggior potenziale (e quindi a maggiore rapidità di ritorno degli investimenti), per poi procedere in modo incrementale alla progressiva copertura del territorio, conducendo così ad una situazione di divario tecnologico tra le diverse aree territoriali (digital divide). 4 E, pertanto, inevitabile che si venga a creare una disparità tra zone che già dispongono della banda larga, zone che ne disporranno progressivamente nel prossimo futuro e zone, infine, alle quali le logiche economiche del mercato negheranno questa opportunità.

5 E quindi evidente come si rendano necessari e riscuotano un interesse politico sempre maggiore gli interventi da parte delle Amministrazioni pubbliche tesi a ridurre il digital divide esistente tra le diverse aree dei propri territori. Per cogliere queste opportunità è necessario che gli strumenti di programmazione valorizzino le sinergie derivanti dall efficienza ed efficacia dei sistemi di attuazione e di gestione degli interventi sul territorio e dalla massimizzazione degli impatti sulle condizioni dello sviluppo territoriale e occupazionale. Lo sviluppo della Società dell'informazione può essere realizzato promuovendo la disponibilità di tecnologie e servizi la cui infrastruttura abilitante è costituita da reti affidabili ad alta velocità fra loro interconnesse in modo da garantire a tutta l utenza, rappresentata da imprese, cittadini e Pubblica Amministrazione, il diritto di accesso a risorse qualificate di connettività a costi sostenibili. L accesso alle infrastrutture di telecomunicazione e alle tecnologie informatiche evolute è riconosciuto ormai come uno dei bisogni primari per lo sviluppo sostenibile di un territorio; tale bisogno può divenire, se adeguatamente soddisfatto, fattore di vantaggio competitivo rispetto ad altri territori. L impatto della disponibilità di infrastrutture avanzate sui processi innovativi si può declinare in diversi modi per i diversi attori della Società dell Informazione: in primo luogo, per i cittadini (intesi come individui, famiglie e associazioni) lo sviluppo di sistemi di comunicazione, che moltiplicano lo scambio e la circolazione di contenuti e informazioni, accresce in generale la predisposizione verso l adozione di tecnologie e servizi innovativi, ampliando la sfera delle possibilità e delle opportunità. Per le imprese, la valenza è duplice in termini sia di innovazione di processo che di prodotto. Da un lato, le infrastrutture avanzate consentono una migliore interazione tra le diverse strutture aziendali (a maggior ragione se distribuite territorialmente) e tra queste e l ambiente esterno (clienti, fornitori, partner), con ripercussioni dirette sull efficacia e efficienza dei processi aziendali. La disponibilità di un nuovo canale distributivo immateriale (le reti di telecomunicazioni) consente, inoltre, di ampliare il mercato territoriale di riferimento creando nuove opportunità di sviluppo. D altra parte, attraverso le nuove reti di telecomunicazioni è possibile creare nuovi prodotti/servizi, che possono rappresentare per le aziende un importante fattore di differenziazione e diversificazione della propria attività, intervenendo quindi direttamente sull innovazione di prodotto. Per le istituzioni, infine, i servizi abilitati dalle infrastrutture avanzate incidono direttamente sui processi interni e sulla qualità delle relazioni con i cittadini e le imprese e permettono l innesco di un processo innovativo nella Pubblica Amministrazione. Il rischio di un rallentamento generalizzato degli investimenti nel settore delle telecomunicazioni evidenzia un fattore tangibile di accentuazione del divario di dotazione tecnologica tra le diverse aree territoriali digital divide: la stessa competitività dell Italia nei confronti degli altri Paesi europei risulta fortemente influenzata da tale fenomeno. La conferma della crescente attenzione verso la 5

6 creazione delle condizioni di offerta di infrastrutture e servizi a banda larga, necessarie per lo sviluppo della Società dell Informazione, proviene anche dalle più recenti iniziative della Commissione europea che mettono lo sviluppo della banda larga nei paesi dell Unione europea tra gli interventi prioritari. Le prime iniziative strategiche per la diffusione della banda larga in Europa risalgono al Piano d azione eeurope 2005 adottato dalla Commissione europea nel Obiettivo principale del piano d azione è stato quello di creare un contesto favorevole agli investimenti privati e alla creazione di nuovi posti di lavoro, accrescere la produttività, modernizzare i servizi pubblici e garantire a tutti i cittadini la possibilità di partecipare alla Società dell Informazione. Nel 2005 la Commissione ha presentato il nuovo Piano d azione i2010 Una società europea dell'informazione per la crescita e l'occupazione", che ha tra gli obiettivi fondamentali quello di garantire a tutti i cittadini la possibilità di partecipare alla Società dell Informazione globale promuovendo servizi, applicazioni e contenuti sicuri basati su un infrastruttura a banda larga ampiamente disponibile. In tale contesto, al fine di stimolare un mercato interno aperto e competitivo per la Società dell'informazione e i media, l Unione europea ha previsto come primo obiettivo del programma i2010 la realizzazione di uno spazio unico europeo dell'informazione che offra comunicazioni a banda larga affidabili e sicure, contenuti diversificati, di qualità e servizi digitali. È per tali ragioni che la Commissione invita gli Stati membri e le Regioni ad elaborare programmi di attuazione in materia di: Accesso a Internet a banda larga; Circolazione dei contenuti digitali; Messa a disposizione di frequenze delle spettro radioelettrico per nuove applicazioni; Integrazione delle strategie di ricerca e innovazione. In considerazione della valenza strategica dell argomento, nel 2006 in Italia è stato istituito il Comitato per la diffusione della banda larga, che ha emanato Le Linee guida per i Piani territoriali per la banda larga, approvate dalla Commissione Permanente per l Innovazione Tecnologica negli Enti locali e nelle Regioni e dalla Conferenza Unificata il 20 settembre Le Linee Guida si propongono come strumento di rafforzamento per offrire alle Regioni un supporto metodologico uniforme e condiviso per affrontare un fenomeno che è in continua evoluzione e che presenta aspetti tecnici complessi. Questo strumento potrà essere utilizzato dalle Regioni in tutte le fasi che devono essere svolte per affrontare il problema del digital divide, dalla misurazione del fenomeno alla pianificazione territoriale, dalla negoziazione con gli operatori al monitoraggio degli interventi effettuati. 6

7 1.2 La programmazione regionale - POR Nell ambito della programmazione regionale definita dal Programma Operativo Regionale (POR) , l Asse II - Società della conoscenza persegue l obiettivo generale di fare della Basilicata una società incentrata sulla economia della conoscenza attraverso il potenziamento della ricerca, la diffusione delle innovazioni e lo sviluppo delle reti ICT. In sintonia con le indicazioni formulate in ambito europeo attraverso la strategia di Lisbona e in ambito nazionale dal PICO (Piano per l Innovazione, la Crescita e l Occupazione), l obiettivo generale della società della conoscenza è perseguito, per un verso, mobilitando le eccellenze, presenti in regione nel campo della ricerca, dello sviluppo tecnologico, delle innovazioni, ecc., in direzione dell innalzamento della competitività del sistema produttivo regionale mediante il rafforzamento delle reti di cooperazione tra imprese e centri di ricerca; per l altro, potenziando le tecniche e le tecnologie proprie della Società dell Informazione attraverso il rafforzamento delle reti ICT e la promozione della relativa domanda delle imprese ed, in particolare, delle PMI. Per quanto riguarda la Società dell Informazione, il P.O.R , attivando un apposito progetto integrato settoriale (Basitel plus 1 ), ha puntato prevalentemente a potenziare la dotazione di base (in termini sia infrastrutturali che strumentali) e a diffondere le tecniche dell ICT in ambito sia pubblico che sociale. Nella definizione delle strategie relative alla nuova programmazione regionale dei fondi comunitari diretti allo sviluppo della Società dell Informazione, la Regione Basilicata intende sostenere e promuovere: La realizzazione di reti telematiche a banda larga, wired (fibra ottica) e wireless (Wi-Fi e WiMax), dirette al superamento del digital divide di medio e lungo periodo. Saranno incentivati gli interventi infrastrutturali e i servizi a banda larga nelle aree svantaggiate del territorio regionale laddove il fallimento di mercato è comprovato e nel rispetto del principio della neutralità tecnologica. In tale contesto, la Regione Basilicata intende perseguire e rafforzare l abilitazione e la fruizione di servizi fortemente innovativi, anche attraverso investimenti infrastrutturali che consentano una forte integrazione tra le diverse piattaforme di comunicazione nell ottica della mobilità e della multicanalità (VoIP); Alla luce dei risultati della sperimentazione regionale in materia di digitale terrestre e al fine di anticipare il previsto switch-off sulla nuova piattaforma televisiva previsto per l anno 2012, la Regione incentiverà gli operatori televisivi anche in forma associata per la produzione ed erogazione di contenuti digitali innovativi per cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione; Lo sviluppo di servizi interattivi, applicazioni e contenuti digitali avanzati ai cittadini ed alle imprese nell ottica della interoperabilità dei sistemi diretti alla promozione della imprenditorialità di settore; 7 1 Deliberazione Giunta regionale n.1384 del 28 luglio 2003.

8 Il rafforzamento dell'innovazione e degli investimenti nella ricerca sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT); Gli interventi progettuali finalizzati alla realizzazione di una Società dell Informazione e dei Media basata sull'inclusione e la crescita dell occupazione quale fattore di sviluppo sostenibile basato sull uso generalizzato delle tecnologie dell informazione e delle comunicazioni nei servizi pubblici, nelle PMI e nelle famiglie. Particolare attenzione sarà rivolta a proposte dirette alla riduzione della disoccupazione giovanile, alla formazione e qualificazione professionale e allo sviluppo dell'apprendistato nelle imprese ICT; La digitalizzazione dell attività amministrativa e i processi di e-governance finalizzati alla riorganizzazione dei processi interni diretti alla semplificazione amministrativa e al contenimento dei costi della Pubblica Amministrazione locale coerenti con i piani regionali. L Amministrazione regionale, a tal fine, istituirà un apposito Fondo per il sostegno agli investimenti per l innovazione negli Enti locali ; La competitività industriale attraverso l avvio di azioni finalizzate alla riduzione delle inefficienze del mercato e alla promozione di servizi o prodotti innovativi. La Regione finanzierà progetti e partnership imprenditoriali che garantiranno la sinergia tra il mondo della ricerca, della produzione, la società civile e la Pubblica Amministrazione. A tal fine, potrà essere istituito un apposito Fondo per il sostegno agli investimenti per l innovazione alle imprese ICT. Nel nuovo ciclo di programmazione - oltre a completare la connettività delle reti ICT (in particolare, estendere all intero territorio regionale la fruizione della connettività a banda larga) ed ampliare la gamma dei servizi offerti in rete, in modo da contribuire al superamento dell attuale condizione di perifericità della Basilicata - si intende veicolare l economia della conoscenza nella società lucana mediante, a monte, una forte integrazione con le politiche sviluppate in tema di ricerca ed innovazione, ed a valle attraverso un estesa e pervasiva diffusione delle tecniche e delle tecnologie proprie della Società dell Informazione all interno dei principali ambiti di intervento del programma operativo (dalle politiche per la mobilità a quelle per lo sviluppo sostenibile, dalle politiche per la competitività produttiva a quelle per l attrattività dei territori, dalle reti idriche a quelle energetiche, ecc.). Pertanto, l Asse II si articola in due obiettivi specifici a loro volta suddivisi in distinti obiettivi operativi (vedi Tabella 1): Asse II.1 - Sostegno alla domanda di innovazione delle imprese finalizzata all innalzamento della competitività del sistema produttivo regionale attraverso il rafforzamento delle reti di cooperazione tra imprese ed organismi di ricerca; Asse II.2 - Diffusione delle nuove tecnologie e dei servizi avanzati connessi all impiego dell ICT, rafforzando i processi di modernizzazione della P.A. e di innovazione delle PMI. 8

9 Tabella 1 ASSE II Obiettivi specifici ed operativi ASSE OBIETTIVO GENERALE OBIETTIVO SPECIFICO OBIETTIVO OPERATIVO II - SOCIETÀ DELLA CONOSCENZA Fare della Basilicata una società incentrata sulla economia della conoscenza attraverso il potenziamento della ricerca, la diffusione delle innovazioni e lo sviluppo delle reti ICT II.1 Sostegno alla domanda di innovazione delle imprese finalizzata all innalzamento della competitività del sistema produttivo regionale attraverso il rafforzamento delle reti di cooperazione tra imprese ed organismi di ricerca II.1.1 Incentivazione degli investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale da parte di imprese in collaborazione con organismi di ricerca prevalentemente nell ambito di distretti tecnologici e cluster produttivi II.1.2 Rafforzamento delle attività di trasferimento tecnologico (azioni di assistenza e accompagnamento all innovazione, auditing tecnologico e organizzativo, acquisizione di servizi avanzati) delle innovazioni dal sistema della ricerca a quello delle imprese II.2.1 Potenziamento delle reti regionali dell Information and Communication Technology II.2 Diffusione delle nuove tecnologie e dei servizi avanzati connessi all impiego dell ICT, rafforzando i processi di modernizzazione della P.A. e di innovazione delle PMI II.2.2 Rafforzamento dei processi di innovazione della Pubblica Amministrazione mediante il ricorso alle nuove Tecnologie dell Informazione e Comunicazione II.2.3 Sostegno all innovazione di prodotto e di processo nelle PMI e nelle microimprese mediante il ricorso alle nuove Tecnologie dell Informazione e Comunicazione Asse II Obiettivo specifico II.1 - Imprese In un ottica di promozione dell economia fondata sulla conoscenza e sulla base di programmi di attività condivisi ed a forte impatto strutturante, l obiettivo specifico II.1 mira ad accrescere la propensione delle imprese regionali, ed in modo specifico delle PMI, ad investire nel campo della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale - coerentemente con gli indirizzi formulati nella strategia regionale per la ricerca e l innovazione, secondo gli ambiti prioritari di intervento definiti (osservazione della terra, energia, automotive, agro-biotecnologie, materiali e tecnologie di produzione), in modo da elevare, attraverso l innovazione produttiva, la competitività delle imprese e dei sistemi produttivi locali. Per conseguire detta finalità, in sinergia con il PON Mezzogiorno Ricerca e Competitività (FAS) ed il VII Programma Quadro Ricerca e Sviluppo Tecnologico dell Unione europea, l obiettivo specifico II.1 è volto: Al rafforzamento ed alla qualificazione della domanda di ricerca industriale e sviluppo sperimentale espressa da parte del sistema produttivo lucano ed in particolare delle PMI; 9

10 Alla creazione di legami stabili tra il sistema della RSI ed il mondo della produzione sotto una regia pubblica in grado di garantire la coerenza con le opzioni strategiche regionali in materia; Alla messa a sistema dell intera filiera della ricerca/innovazione/trasferimento tecnologico/ formazione, ecc., in modo da accrescere le sinergie e le interconnessioni tra i vari attori dell offerta regionale; Alla promozione del trasferimento tecnologico in modo da riconnettere, attraverso il potenziamento dei servizi e dei centri di competenza dedicati, in maniera strutturata e stabile l offerta di RSI con la domanda regionale di innovazione e sviluppo tecnologico espressa dal sistema produttivo; Alla costruzione attorno alle eccellenze regionali produttive e scientifiche di piattaforme tecnologiche integrate (distretti tecnologici, poli di innovazione, parchi scientifici, centri di competenza per l innovazione, ecc.) con il diretto coinvolgimento del sistema produttivo in modo da qualificare e potenziare l offerta ed attrarre la domanda anche extraregionale; Allo sviluppo di reti di collaborazione scientifica e tecnologica in modo da consentire l apertura all esterno del sistema regionale di RSI, il suo inserimento fattivo e partecipato in sistemi strutturati di cooperazione a scala nazionale ed internazionale, lo sviluppo di scambi di esperienze, la circolazione dei risultati e la mobilità degli operatori. L Obiettivo specifico II.1 verrà realizzato attraverso i seguenti obiettivi operativi: Obiettivo operativo II.1.1: incentivazione degli investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale da parte di imprese in collaborazione con organismi di ricerca prevalentemente nell ambito di distretti tecnologici e cluster produttivi; Obiettivo operativo II.1.2: rafforzamento delle attività di trasferimento tecnologico (azioni di assistenza e accompagnamento all innovazione, auditing tecnologico e organizzativo, acquisizione di servizi avanzati) delle innovazioni dal sistema della ricerca a quello delle imprese. 10 Beneficiari sono imprese, di preferenza PMI, in partnership con enti ed istituti pubblici e privati specializzati nel settore RSI (Università, istituti di ricerca, centri di competenza nel campo dell innovazione e del trasferimento tecnologico, ecc.). Considerato il contesto regionale caratterizzato dalla debolezza e frammentarietà del sistema produttivo e dalla scarsa presenza di servizi altamente qualificati, l Obiettivo operativo II.1.1 è preordinato al potenziamento ed alla qualificazione della domanda di ricerca attraverso il sostegno a programmi di investimento promossi da imprese lucane, preferibilmente inserite in distretti tecnologici e cluster produttivi, in partenariato con centri ed istituti di ricerca nei campi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale in grado di tradursi in innovazioni di prodotto e di processo potenzialmente oggetto di trasferimento tecnologico, di cui all Obiettivo operativo II.1.2, in una prospettiva che privilegi la formazione ed il consolidamento di piattaforme scientifico-

11 tecnologiche integrate e la costruzione di reti di cooperazione, a livello nazionale e transnazionale, a partire dalle polarità e reti già presenti in regione Asse II - Obiettivo specifico II.2 - Diffusione dell ICT L obiettivo specifico mira, in via prioritaria, al miglioramento e potenziamento della dotazione di infrastrutture, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, ed attrezzature relative alle reti dell ICT in modo da garantire la copertura dell intero territorio regionale, la connettività delle reti regionali ai network nazionali ed internazionali, l accessibilità e la sicurezza delle reti, ecc.. Inoltre, l obiettivo è finalizzato all ampliamento e diversificazione della gamma dei servizi veicolati attraverso la Società dell Informazione così da assicurare la fruibilità dei servizi online da parte degli utenti (Pubblica Amministrazione, cittadini e comunità, imprese, ecc.), la promozione di servizi digitali avanzati nei contenuti e nelle applicazioni, la diffusione delle competenze professionali e tecniche nel campo dell ICT. In particolare, sono perseguite le finalità di: Contribuire all affermarsi della cittadinanza elettronica attraverso l innalzamento delle abilità e delle competenze degli utenti nell impiego delle nuove tecnologie della informazione e comunicazione, prevedendo di far ricorso in fase di attuazione al principio di flessibilità; Superare l attuale digital divide, concentrando gli interventi dove il fallimento di mercato è comprovato nel rispetto del principio della neutralità tecnologica, garantendo ai residenti adeguati standard di accessibilità alle reti dell ICT (banda larga) ed assicurando, in continuità con gli interventi già in atto, la connettività sicura delle reti regionali a quelle nazionali e transnazionali; Ampliare e qualificare l offerta in rete dei servizi pubblici promuovendo la diffusione delle tecniche e delle tecnologie della Società dell Informazione all interno della Pubblica Amministrazione, favorendo i processi di innovazione organizzativa e procedurale connessi al ricorso all ICT, sostenendo l interoperatività in rete del settore pubblico in armonia con il codice dell amministrazione digitale; Promuovere servizi digitali avanzati, nei contenuti e nelle applicazioni, ed accrescerne la capacità di utilizzo, l accessibilità e la fruibilità attraverso un adeguata promozione dell offerta; Promuovere la domanda di servizi in rete da parte delle PMI, favorendo l integrazione dei fattori produttivi, della ricerca e del capitale umano nella filiera della Società dell Informazione, finalizzata all innovazione digitale, all attrazione di investimenti e all impiego di risorse umane qualificate nel settore ICT. L obiettivo specifico II.2 si articola nei seguenti tre obiettivi operativi: Obiettivo operativo II.2.1: potenziamento delle reti regionali dell ICT; 11

12 Obiettivo operativo II.2.2: rafforzamento dei processi di innovazione della Pubblica Amministrazione mediante il ricorso alle nuove tecnologie dell informazione e comunicazione; Obiettivo operativo II.2.3: sostegno all innovazione di prodotto e di processo nelle PMI e nelle microimprese mediante il ricorso alle nuove tecnologie dell informazione e comunicazione. Rientrano nell Obiettivo operativo II.2.1 gli ambiti di intervento volti a ridurre il digital divide, a promuovere l ammodernamento ed il potenziamento delle attrezzature e degli impianti relativi alle reti dell ICT, ad accrescere la connettività affidabile e sicura delle reti della Società dell Informazione, contribuendo così al superamento dell attuale condizione di perifericità in cui versa la regione. Potranno essere finanziate operazioni comprese nelle seguenti linee di intervento: Completamento, nel rispetto del principio della neutralità tecnologica, della copertura regionale a banda larga nei territori in cui si registra il fallimento del mercato (con priorità per le aree rurali, le zone marginali di montagna, ecc.) attraverso la realizzazione di impianti ed infrastrutture nonché acquisizioni di attrezzature in grado di assicurare standard di accesso e fruibilità tendenzialmente uniformi nell intera regione; Miglioramento degli standard di accessibilità e sicurezza, funzionalità ed operatività della rete mediante l adozione di tecnologie dell informazione e della comunicazione mirate alla finalità di garantire agli utenti residenti i diritti propri della cittadinanza elettronica. I beneficiari dell Obiettivo sono l Ente Regione, gli Enti locali ed altri operatori pubblici specializzati nel settore dell ICT. 12 Rientrano nell Obiettivo operativo II.2.2 gli ambiti di intervento volti a favorire sia la diffusione delle tecniche e delle tecnologie della Società dell Informazione nel settore pubblico attraverso lo sviluppo di moderni servizi in rete che la diffusione della domanda per l utilizzo di tali servizi da parte di cittadini ed imprese. Saranno finanziati progetti ed iniziative volti alla predisposizione ed attivazione di programmi informatici compresi nelle seguenti linee di intervento: Completamento e rafforzamento RUPAR (Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione Regionale) attraverso interventi in grado di accrescere l interoperabilità e la cooperazione applicativa nel settore pubblico regionale ricorrendo, ove possibile, al riuso di soluzioni adottate da altre amministrazioni basate su sistemi open source ; Potenziamento e diffusione del sistema di e-government regionale con particolare riguardo agli Enti locali minori situati in aree marginali ed a rischio di isolamento; Attivazione di interventi in linea con gli orientamenti comunitari relativamente alla einclusion ed e-health mirati a ridurre gli svantaggi territoriali e di servizio esistenti che penalizzano individui e comunità (sviluppando, ad esempio, la telemedicina e la tele

13 assistenza) ed a promuovere una più sistematica partecipazione attiva dei cittadini (attivando, ad esempio, gli strumenti di e-democracy, e-government, e-learning, ecc.). I beneficiari dell Obiettivo sono l Ente Regione, gli Enti locali ed altri operatori pubblici specializzati nel settore dell ICT. Rientrano nell Obiettivo operativo II.2.3 gli ambiti di intervento volti a promuovere la diffusione delle tecniche e delle tecnologie della Società dell Informazione all interno del sistema produttivo nonché a favorire la formazione di imprese specializzate nell ambito dei servizi on line (creazione e gestione di portali e banche dati, manutenzione attiva di impianti, attrezzature e reti, ecc.). Potranno essere finanziate iniziative di sostegno ad investimenti produttivi comprese nelle seguenti linee di intervento: Interventi di qualificazione e specializzazione delle imprese di produzione e di servizi operative nel settore delle tecniche e delle tecnologie della Società dell Informazione; Sostegno agli investimenti nel campo dell ICT (e-commerce, applicazione dell ICT nei processi produttivi con particolare attenzione ai cluster di imprese) da parte di PMI in modo da accrescere la capacità competitiva del sistema produttivo. I beneficiari dell Obiettivo sono le imprese di produzione e servizi operanti nel settore dell ICT e le PMI. 1.3 Il ruolo della Regione Basilicata La Regione Basilicata ha identificato nello sviluppo della Società dell Informazione uno degli obiettivi e, al tempo stesso, uno dei motori principali del proprio sviluppo 2. In questa prospettiva nel 2004 è stato stipulato tra il Ministero dell Economia e delle Finanze, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l Innovazione e le Tecnologie, il Centro Nazionale per l Informatica nella Pubblica Amministrazione e la Regione Basilicata, un Accordo di Programma Quadro (APQ) in materia di Società dell Informazione, poi seguito dalla stipula di ulteriori tre atti integrativi all APQ tra il 2005 e il Seguendo un approccio integrato a sostegno della domanda e dell offerta di servizi telematici avanzati, negli ultimi anni sono stati sviluppati vari progetti in favore della rapida diffusione su tutto il territorio regionale di infrastrutture, strumenti e servizi basati sulle tecnologie dell ICT. Le politiche di intervento, infatti, hanno riguardato diversi ambiti e hanno avuto come beneficiari cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni Locali. In particolare sono stati effettuati importanti investimenti finalizzati al potenziamento delle infrastrutture telematiche per rinnovare la rete 13 2 Legge regionale n 53 del 04/11/1996.

14 regionale (RUPAR), all erogazione di servizi on-line per i cittadini e le imprese attraverso progetti di e-government, e-learning ed e-health, al sostegno di un ampia e capillare connettività sociale attraverso i progetti Un computer in ogni casa e Internet Social Point, all alfabetizzazione informatica, all incremento della dotazione informatica delle Pubbliche Amministrazioni Locali e delle Associazioni no profit, etc. Sul territorio regionale ancora oggi si evidenziano sensibili ritardi di sviluppo per i settori economici, produttivi e turistici dovuti anche alla impossibilità di accedere alle reti telematiche ad alta velocità. Tale gap tecnologico, più penalizzante nelle aree rurali e montane, è diffuso in tutta la regione risultando maggiore nella provincia di Potenza in considerazione dell orografia del territorio e all elevata presenza di piccoli comuni. La rimozione di tale ostacolo diviene fattore chiave per il superamento del fenomeno dello spopolamento, nonché condizione necessaria per la promozione di efficaci azioni di sviluppo economico e sociale. Il digital divide, pur rappresentando una problematica di carattere nazionale va però affrontata prevalentemente a livello territoriale, in quanto fortemente legata alle peculiarità dei territori interessati al superamento dell attuale condizione di perifericità quale fattore propulsivo di competitività. Più precisamente, con il termine digital divide si indica il divario fra chi abita in zone dove sono disponibili infrastrutture e servizi a banda larga e chi abita in aree remote, ove tali infrastrutture e servizi non sono disponibili. Tale problema è strettamente legato alla difficoltà degli operatori di telecomunicazioni di garantire l evoluzione dei collegamenti telefonici delle famiglie verso infrastrutture a banda larga, che siano disponibili in modo capillare sul territorio. La Regione Basilicata, nella definizione delle strategie relative alla nuova programmazione dei fondi comunitari ha voluto rafforzare e sostenere il ruolo propulsivo connesso allo sviluppo della società dell informazione e dei media, fondato sull'inclusione, quale fattore di sviluppo sostenibile basato sull uso generalizzato delle tecnologie dell informazione e delle comunicazioni (ICT) nella Pubblica Amministrazione, nelle PMI e nelle famiglie. Infatti, come già evidenziato, l obiettivo generale dell Asse II Società della conoscenza del Programma Operativo Regionale è quello di far crescere in Basilicata una società incentrata sulla economia della conoscenza attraverso il potenziamento della ricerca, la diffusione delle innovazioni, lo sviluppo e il rafforzamento delle reti ICT potenziando le tecniche e le tecnologie proprie della società dell informazione. 14 Il ruolo propositivo dell Amministrazione regionale, in questo contesto, è quello della definizione delle linee guida e strategie territoriali per il superamento del digital divide in Basilicata quale strumento di programmazione in cui definire l esatta mappatura della disponibilità di banda larga sul territorio, evidenziando, anche attraverso una negoziazione e incentivazione diretta con gli

15 operatori, le aree di intervento privato e le aree dove l intervento pubblico si rende necessario, attraverso azioni o incentivi diretti a favorire l estensione della copertura. Le azioni sono dirette al sostegno del mercato ed allo sviluppo di reti telematiche a banda larga, wired (fibra ottica) e wireless (senza fili), nelle aree svantaggiate del territorio regionale laddove il fallimento di mercato è comprovato e nel rispetto del principio della neutralità tecnologica. In tale contesto verranno privilegiate azioni finalizzate all abilitazione e alla fruizione di servizi fortemente innovativi, anche attraverso investimenti infrastrutturali che consentano una forte integrazione tra le diverse piattaforme di comunicazione nell ottica della mobilità e della multicanalità. L architettura programmatica, delineata dal presente documento, pone in evidenza la necessità di rendere permanenti nel tempo gli effetti degli interventi del prossimo periodo di programmazione. Infatti, non è soltanto necessario moltiplicare gli sforzi per adeguare le dotazioni delle infrastrutture tecnologiche ai parametri europei, né è sufficiente ampliare le risorse finanziarie disponibili per aumentare la dotazione di reti. Occorre, piuttosto, rafforzare, e se del caso creare, le risorse in grado di collegare al territorio gli effetti positivi determinati dallo sviluppo. La fase di concertazione con le rappresentanze degli Enti territoriali e con gli operatori di telecomunicazione ha permesso la realizzazione partecipata del presente documento valorizzando le esigenze del contesto locale della domanda e dell offerta di servizi a banda larga, la fattibilità tecnica ed economica degli interventi proposti e la condivisione delle strategie d azione. Le linee guida e strategie territoriali per il superamento del digital divide in Basilicata, oltre a delineare il cammino della Regione nei prossimi anni in tale settore, ha come obiettivo generale la definizione delle linee guida strategiche e di indirizzo degli investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture tecnologiche a banda larga, nell ottica della complementarietà con le dinamiche del mercato. 1.4 Obiettivi delle linee guida e strategie territoriali per il superamento del digital divide in Basilicata La Regione Basilicata intende partecipare allo sviluppo di un sistema di connettività a banda larga su tutto il territorio per contribuire ad offrire nuove opportunità di sviluppo e far uscire il territorio regionale dall isolamento tecnologico, ricercando: Lo sviluppo socio-culturale, economico e territoriale per la popolazione regionale; La competitività delle imprese; L efficienza e l efficacia della Pubblica Amministrazione. 15

16 A partire dalla constatazione che i progetti finora promossi dalla Regione per portare la banda larga sul territorio erano limitati alla sola Pubblica Amministrazione e che questi difficilmente si sono tradotti in servizio finale per il cittadino, ed al fine di conseguire risultati che vanno in quest ultima direzione, le linee strategiche previste porranno particolare attenzione alle seguenti finalità: Fornire possibilità di accesso distribuito sul territorio al maggior numero possibile di utenti, pubblici e privati, massimizzando le opportunità offerte dalle tecnologie wireless; Favorire una maggiore integrazione e potenziamento del sistema sanitario, universitario e della ricerca, attraverso connessioni dirette e ad altissima velocità alla rete Internet; Porre le basi per rendere disponibili al sistema scolastico regionale le tecnologie e i paradigmi Internet della prossima generazione; Aumentare l interconnessione della Basilicata con i sistemi territoriali confinanti, integrando la regione con il resto del Paese e all interno del contesto internazionale; Aumentare il grado di visibilità delle imprese lucane, consentendo loro di raggiungere (o essere raggiunte) da fornitori di servizi, indipendentemente dalla posizione sul territorio; Aumentare e sostenere il livello dell occupazione in settori innovativi, promuovendo l inserimento di personale con profili tecnici di alto livello; Promuovere lo sviluppo e la fruibilità di servizi ad alto valore aggiunto per il mondo dell associazionismo in generale. Il documento NoDigitalDivide si prefigge l obiettivo di superare il digital divide sul territorio per cittadini e imprese e di assicurare nel contempo adeguata connettività agli Enti e alle sedi della Pubblica Amministrazione. Il documento si svolgerà secondo una duplice programmazione temporale: Superamento del digital divide di prima generazione entro il 2010, per rendere disponibili servizi di connettività a banda larga con livelli prestazionali base (superiori ai 640 Kbps fino ad arrivare ai 4-7 Mbps) all intera popolazione regionale; Superamento del digital divide di seconda generazione entro il 2013, con l aumento delle prestazioni dei collegamenti a banda larga resi disponibili alla popolazione fino ad almeno 20 Mbps. 16 In particolare, la Regione recependo i bisogni del territorio, intende garantire a tutti i cittadini e le imprese del proprio territorio ed alla Pubblica Amministrazione le opportunità di un contesto digitale basato su: Superamento del digital divide attraverso l estensione della banda larga tramite tecnologie ADSL e/o tecnologie alternative (wireless, mobili; satellitari); Estensione delle reti ad alta capacità (maggiore capillarità della fibra ottica) per garantire la migrazione verso i servizi di connettività basati sulle reti di nuova generazione (VDSL, NGN, ecc.).

17 Al fine di agevolare la realizzazione degli interventi per l estensione della banda larga e la riduzione del digital divide, l Amministrazione regionale intende inoltre rimuovere l ulteriore fattore di ostacolo alla diffusione dei servizi a banda larga che è costituito dalle difficoltà che gli operatori spesso incontrano nell ottenere i permessi dagli Enti locali per eseguire i lavori necessari alla posa di infrastrutture in fibra ottica e alla realizzazione dei tralicci per le reti wireless. 1.5 Soggetti coinvolti Le linee guida e strategie territoriali per il superamento del digital divide in Basilicata saranno attuate attraverso il contributo e le sinergie di diversi attori, anche tramite la condivisione di piani, che nell insieme garantiranno il raggiungimento degli obiettivi prefissati: La Regione Basilicata, attraverso il livello decisionale politico e l ufficio Società dell Informazione, che ha la responsabilità dell elaborazione, della gestione e del coordinamento delle strategie regionali per il superamento del digital divide; Infratel Italia S.p.A. - Infrastrutture e Telecomunicazioni per l'italia - società di scopo costituita su iniziativa del Ministero delle Comunicazioni e di Sviluppo Italia con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di infrastrutture a banda larga sul territorio nazionale e di ridurre il digital divide, soggetto attuatore di alcune delle iniziative realizzate sul territorio. La società agisce sotto il coordinamento della Regione Basilicata nelle modalità definite dalla Convenzione Quadro (e successive integrazioni) stipulata fra le due istituzioni nel dicembre 2005; Gli Enti locali, attraverso la pianificazione e realizzazione di interventi diretti alla PAL, e la partecipazione alle attività di concertazione e condivisione delle azioni che saranno realizzate con l attuazione del presente documento; Gli operatori di telecomunicazione, attraverso la condivisione dei propri piani di sviluppo e delle logiche di investimento sul territorio, e tramite l attività di negoziazione con la Regione, per la definizione delle aree di intervento autonomo e delle aree dove l intervento pubblico si rende necessario, attraverso azioni o incentivi diretti a favore dell estensione della copertura. 1.6 I contenuti delle linee guida e strategie territoriali Il presente documento si pone l obiettivo di fornire un quadro esauriente delle azioni strategiche e delle modalità di intervento che la Regione porrà in atto al fine di ridurre il digital divide sul territorio per cittadini e imprese e assicurare connettività agli Enti e alle sedi della Pubblica Amministrazione Locale. 17

18 Nella prima parte del documento vengono presentati i più recenti sviluppi in termini di politiche per lo sviluppo della banda larga a livello internazionale e nazionale. Successivamente viene evidenziato lo stato di sviluppo della banda larga in Basilicata, con le problematiche chiave da affrontare. In particolare sono analizzate l offerta di infrastrutture e servizi (backbone, MAN, copertura xdsl, etc.) e la domanda di banda larga e servizi da parte di famiglie, imprese e Pubbliche Amministrazioni Locali, attraverso la presentazione di dati relativi a dicembre In chiusura della prima parte è presentato un quadro degli indicatori di sintesi della Società dell Informazione nella regione. La seconda parte del documento sviluppa le diverse linee strategiche definite dal documento, a partire dagli interventi pubblici realizzati e in via di realizzazione in regione per il potenziamento della rete regionale della Pubblica Amministrazione e la realizzazione di infrastrutture in fibra ottica da parte di Infratel Italia. In particolare vengono presentati i criteri generali dell intervento pubblico, le linee strategiche di azione, gli strumenti, le modalità e le aree di intervento regionale, evidenziandone i contenuti salienti ed il loro rapporto con l evoluzione del contesto tecnologico. L ultima parte del documento dà una visione degli scenari prospettici delle tecnologie a banda larga, approfondendo inoltre il tema dell utilizzo delle infrastrutture civili e delle possibili sinergie con la realizzazione di infrastrutture di telecomunicazione. E presente infine un allegato sulle tecnologie per la banda larga che intende fornire un quadro d insieme sullo stato dell arte delle tecnologie wired/wireless presenti sul mercato o di prossima introduzione. 18

19 2 IL CONTESTO INTERNAZIONALE E NAZIONALE Il documento NoDigitalDivide della Regione Basilicata si colloca all interno di un contesto internazionale e nazionale in evoluzione, caratterizzato da differenti modelli di intervento pubblico volti al superamento del digital divide ed allo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi a banda larga per i cittadini, le imprese e le Pubbliche Amministrazioni. 2.1 Il contesto internazionale Lo sviluppo della Società dell Informazione è indicato dalla Commissione europea come un passo necessario per favorire lo sviluppo economico dei Paesi membri. La disponibilità di servizi a banda larga è considerata la condizione abilitante per l affermazione della Società dell Informazione ed è, quindi, indicata come una delle priorità nella politica dell Unione europea. La Commissione europea, di conseguenza, sta attivamente incoraggiando i Paesi membri ad adottare piani nazionali per la diffusione della banda larga. Gli Stati membri dell UE stanno adottando diverse strategie in materia di banda larga. Tutti concordano sul fatto che lo sviluppo del mercato della banda larga debba essere guidato dal mercato, e che l intervento delle autorità pubbliche è giustificato quando il mercato non può garantire da solo la realizzazione degli investimenti necessari. Le strategie nazionali in materia di banda larga sono rivolte, pertanto, ad assicurare la copertura delle zone ancora scarsamente servite e a stimolare la domanda. In ambito europeo si stanno dunque studiando e realizzando interventi per estendere la copertura delle infrastrutture a banda larga anche nelle zone più remote e nelle aree rurali. In alcuni casi, si è fatto ricorso ai fondi strutturali dell'ue per incentivare la realizzazione di infrastrutture a banda larga. In altri casi, l intervento è consistito nell'aggregazione della domanda del settore pubblico, in modo da rendere economicamente più sostenibili gli investimenti nelle aree remote. Le autorità pubbliche, inoltre, svolgono un ruolo fondamentale nello stimolare la domanda di banda larga, fornendo un numero sempre maggiore di servizi in rete a cittadini e imprese. Dal punto di vista cronologico, il Regno Unito è stato il precursore, con il primo progetto approvato dalla Commissione nel 2003 (Cumbria Broadband Project Access). La Francia si è affiancata successivamente, seguita via via dagli altri Paesi. Il Parlamento europeo ha approvato il 19 giugno 2007 una Risoluzione sulla messa a punto di una politica europea in materia di banda larga 3. Nella Risoluzione si constata come gli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione per il considerano prioritario garantire la disponibilità di infrastrutture ICT e di servizi collegati qualora il mercato non li fornisca a prezzi accessibili cfr. 2006/2273 (INI).

20 Il Parlamento europeo rileva che le autorità pubbliche possono svolgere un ruolo importante per quanto riguarda la promozione dell'introduzione di reti a banda larga e ritiene che esse dovrebbero prendere in considerazione misure volte ad incoraggiare la domanda e gli investimenti in infrastrutture. L Istituzione comunitaria ribadisce altresì che gli investimenti pubblici in infrastrutture non devono distorcere i meccanismi di mercato né essere discriminatori nei confronti delle imprese private. L intervento pubblico a sostegno dello sviluppo di infrastrutture a banda larga può avvenire secondo diverse modalità, con differenti implicazioni in termini di impatto sulla concorrenza e compatibilità con il regime sugli Aiuti di Stato. Nonostante i singoli progetti possano differire significativamente, nella prassi della Commissione possono individuarsi due tipologie di intervento, sufficientemente generali da poter ricomprendere tutti i progetti finora sottoposti alla sua valutazione: Interventi per l offerta di servizi infrastrutturali, in cui il soggetto pubblico supporta la creazione di un infrastruttura a banda larga, che viene successivamente messa a disposizione di tutti gli operatori su basi non discriminatorie. L infrastruttura resta di proprietà pubblica e la sua gestione è affidata in concessione, tramite gara pubblica, ad un soggetto indipendente che non offre servizi agli utenti finali, ma solo servizi infrastrutturali (fibra spenta) e servizi wholesale; Interventi per l offerta di servizi agli utenti finali, in cui l operatore, selezionato mediante gara pubblica, non solo ha l onere di realizzare l infrastruttura e di offrire servizi infrastrutturali e wholesale, ma ha esso stesso l obbligo di offrire servizi all utenza finale. È lasciata all operatore selezionato la facoltà di scelta in merito alla modalità di realizzazione dell infrastruttura e la proprietà resta di norma in capo al medesimo operatore. In relazione alla prima tipologia di intervento (offerta di servizi infrastrutturali), l uso di risorse pubbliche, per finanziare progetti infrastrutturali, non ricade nell applicazione della disciplina sugli Aiuti di Stato, in quanto destinato al finanziamento di un Servizio di Interesse Economico Generale (SIEG), che deve essere rivolto alla soddisfazione di un interesse generale, più ampio di quello associabile allo svolgimento di una mera attività economica. Le condizioni affinché il finanziamento pubblico di un SIEG sia compatibile con la disciplina europea sulla concorrenza sono state stabilite, in via generale, dalla Corte di Giustizia Europea nella Sentenza Altmark 4. La Commissione europea ha applicato per la prima volta i principi della Sentenza Altmark alla valutazione di interventi pubblici per l infrastrutturazione a banda larga, relativamente al progetto francese Pyrenees-Atlantique 5. Il progetto Pyrenees-Atlantique è successivamente diventato il modello di riferimento per la Francia. Tra gli altri Paesi Europei, l Irlanda e Olanda hanno provato ad implementare un modello analogo. In entrambi i casi, tuttavia, la Commissione ha ritenuto che 20 4 Cfr. Case C-280/00, Altmark Trans, ECR Cfr. Case N 381/2004, C (2004), 4343 final.

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