Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e"

Transcript

1 Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e Gruppo percorsi assistenziali Partecipanti al gruppo - Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia e Adolescenza, - Unità Funzionale Salute Mentale Adulti, - Associazione Casa della Donna; - Ass.ne Donne In Movimento, - Coop Soc Il Progetto, - UC Immigrazione, - Azienda Ospedaliera- Pronto Soccorso, - UF Assistenza Sociale Territoriale, - UC Infanzia e Adolescenza - Staff Direttore Servizi Sociali - UC Alta Marginalità - Coop Soc Il Simbolo - U.O di Psicologia 1

2 Fase 1) Informazione e Orientamento Possono svolgere funzioni di Punti di Informazione e Orientamento tutti i servizi (servizi sociali,sanitari del territorio ed ospedalieri, Associazioni ed altri Soggetti del terzo Settore, Forze dell Ordine se: - Sono luoghi di erogazione di informazioni aggiornate, condivise, puntuali sia sulle risorse che sui processi del territorio - Condividono procedure e metodologie concorrendo a definire la rete dei servizi Gli orari e le modalità di funzionamento dei servizi dovranno essere capillarmente pubblicizzati presso tutti i luoghi significativi del territorio della zona pisana. I servizi si impegnano a garantire la massima accoglienza ed il rispetto della privacy sia attraverso personale formato che attraverso la disponibilità di spazi idonei per i colloqui di primo contatto e di segretariato sociale. Devono essere garantite tutte le condizioni e gli strumenti per una operatività improntata sulla efficienza e l efficacia. Tutti i firmatari pubblici e privati individuano al proprio interno uno o più referenti e si impegnano a garantire una comunicazione efficace. Fase 2) Accesso Il requisito per l accesso ai servizi è la residenza. Nel caso in cui una donna non sia residente, viene garantita un accoglienza breve nel tempo, utile ad attivare i servizi di residenza. Per le donne Straniere presenti sul territorio ma sprovviste di titolo di soggiorno vengono attivati eventuali percorsi di regolarizzazione. In relazione a questo si deve far riferimento a procedure chiare che regolino il pronto accoglimento L accesso avviene attraverso tutte quelle porte di ingresso territorialmente definite dove è possibile realizzare un incontro positivo tra il problema e la risposta. Pur essendo funzione di più luoghi, l accesso deve essere unitario: obiettivo delle linee guida è quindi integrare e rendere patrimonio condiviso le procedure, di orientamento, di invio, di accoglienza. Tutti gli operatori/trici di primo accesso svolgono una funzione di raccolta ed analisi iniziale della domanda che dovrà essere la base di partenza per una corretta procedura di invio o per l attivazione di risposte semplici. Gli obiettivi dell analisi della domanda così come viene espressa dalla donna, sono quelli di costruire una prima comprensione della condizione iniziale della donna ed una primissima formulazione delle ipotesi di invio. Poiché in prima battuta si tratta di una funzione monoprofessionale, deve essere il più presto possibile condivisa con il gruppo multiprofessionale integrato. La raccolta delle informazioni deve essere registrata in modo puntuale e completo da parte dell operatore. 2

3 Lo strumento di raccolta delle informazioni appositamente predisposto è la scheda di rilevazione Fase 3) Invio Una puntuale e professionale analisi della domanda è presupposto inscindibile per una corretta azione di invio alla rete dei servizi. Le modalità di invio devono essere improntate sulla tempestività, sulla personalizzazione dell intervento, sulla efficacia della comunicazione. In generale si ritiene corretto un invio quando è seguito da azioni strutturate di accompagnamento; perciò le modalità di invio devono anche essere caratterizzate da un contatto diretto tra l operatore inviante e il servizio a cui si invia. Lo strumento maggiormente efficace, raccomandato nelle situazioni particolarmente complesse è quello della riunione; in ogni caso è necessario un passaggio scritto delle prime informazioni raccolte fra il servizio che ha effettuato il segretariato e il servizio a cui si invia. Una particolare attenzione nella funzione di invio deve essere dedicata nel momento in cui si accerta la presenza di minori o di gravi situazioni di disabilità, ove è obbligatorio dare tempestiva comunicazione al servizio sociale distrettuale al fine di attivare gli strumenti di tutela. Fase 4) Presa in carico Attivazione del servizio sociale territoriale che assume la regia dell intervento. Ha il compito di effettuare la presa in carico entro 4 giorni lavorativi dalla segnalazione e di facilitare apporti integrati di altre figure professionali coinvolte, così come definito nei seguenti documenti : 1. Piano Sanitario Regionale 2005/07: la definizione di un progetto assistenziale personalizzato, attraverso un apposito momento valutativo multiprofessionale, con riferimento al criterio dell unitarietà della gestione, cui concorrono apporti professionali sanitari e sociali in una condivisione di obbiettivi, responsabilità e risorse, ed individuazione della figura dell operatore di riferimento che ne è il responsabile organizzativo (Cap.4 Gli strumenti di sistema Cap. 4.3 L organizzazione dell offerta, Cap L integrazione socio-sanitaria, Cap L individuazione delle area di integrazione socio-sanitaria ed i livelli di assistenza socio-sanitaria ) 2. L.R.T n 41/2005 art.59: Politiche per il contrasto della violenza contro le donne, i minori e in ambito familiare : comma 2: sono compresi tra gli interventi e i servizi per il contrasto della violenza contro le donne, i minori ed in ambito familiare: lett. a) interventi multidisciplinari integrati di tutela e di cura, azioni di contrasto contro lo sfruttamento, la violenza e il maltrattamento dei minori e delle donne. 3

4 Fase 5) Valutazione Multiprofessionale e Formulazione dell ipotesi Scopo della valutazione multiprofessionale è connettere i diversi punti di vista dati dalle professionalità che compongono il gruppo multiprofessionale e restituire quindi un immagine unitaria e complessa della donna, della sua storia, delle sue relazioni. Il processo di presa in carico e di valutazione è strutturato come descritto di seguito : - il soggetto che ha il primo contatto con la donna vittima di violenza effettua un primo colloquio e segnala il caso all U.F. Servizio Sociale Territoriale con una breve relazione via fax, previa telefonata. - L assistente sociale individuata dalla Responsabile dell U.F. Servizio sociale Territoriale effettua il colloquio con la donna entro 4 giorni lavorativi - La psicologa si attiva entro 5 giorni dalla richiesta dell assistente sociale che le invia un fax c/o la sede di via Rossellini. - L assistente sociale e la psicologa convocano il gruppo multiprofessionale composto da : assistente sociale competente per territorio psicologo/a operatrici del Centro Antiviolenza eventuali operatori/operatrici che si ritiene opportuno coinvolgere - Il gruppo multiprofessionale nel corso della prima riunione decide il piano di valutazione e comunque effettua la valutazione entro 15 giorni utilizzando una scheda comune. Elaborazione Progetto Individualizzato e Piano Operativo Il gruppo multiprofessionale elabora, coinvolgendo la donna, il progetto personalizzato. In questa fase è fondamentale la centralità della donna e la sua presa di responsabilità nel percorso. Il progetto individualizzato ed integrato è lo strumento che guida la presa in carico. Tale progetto deve basarsi sulla centralità della donna, ed indicare al suo interno i punti di forza e di debolezza della donna, del suo mondo vitale, delle risorse, dei servizi, della comunità e di tutti coloro che possono assumere responsabilità rispetto al problema. Il progetto deve contenere: 1. gli obiettivi specifici, 2. le azioni, 3. tempi,, 4. risultati attesi 5. i vincoli e le responsabilità di ciascun componente l equipe multiprofessionale 6. le risorse La partecipazione della donna è prevista in tutta la fase di elaborazione del progetto, e il momento focale si concretizza nella firma del contratto di aiuto. 4

5 Fase 6) Attuazione del Progetto Individualizzato Il gruppo multiprofessionale segue il Progetto in tutte le sue fasi ed effettua le necessarie verifiche con modalità e tempi definiti nel progetto stesso. Per garantire una piena applicazione del Progetto Individualizzato è fondamentale definire all interno del Piano Operativo, una chiara divisione dei ruoli e delle funzioni svolte dai diversi soggetti che compongono il gruppo multiprofessionale: Assistente sociale 1) coordinamento progetto individuale; 2) monitoraggio con verifiche del progetto 3) attuazione degli interventi di propria competenza; contributi economici assistenza educativa interventi a tutela del minore 4) attivazione della rete istituzionale e del sistema pubblico dei servizi 5) coinvolgimento nel progetto di aiuto delle reti informali dei soggetti comunitari 6) elaborazione del progetto educativo individualizzato dei minori (se presenti) Associazione Casa della Donna Centro Antiviolenza L Associazione Casa della Donna assicura i servizi, previsti dal Progetto Diventare Cittadine e certificati, secondo le norme UNI-ISO 9000, per la Definizione e realizzazione di programmi individualizzati di accoglienza, consulenza, sostegno, protezione a favore di donne vittime di maltrattamenti ed abusi. Centro Ascolto e Accoglienza Telefono Donna: Ascolto telefonico Colloqui di accoglienza Colloqui psicologici Informazione legale Consulenza di orientamento al lavoro Colloqui per l individuazione del percorso di inserimento nella casa rifugio Orientamento ai servizi del territorio Lavoro di rete Centro di seconda accoglienza (casa rifugio) per donne maltrattate L ospitalità temporanea per le donne è finalizzata a percorsi individuali integrati di uscita dal maltrattamento e alla costruzione di percorsi di autonomia e si attua attraverso le seguenti azioni: a) Colloqui di accoglienza b) Prima definizione del progetto individuale c) Definizione del progetto individualizzato integrato con la rete pubblico-privato d) Colloquio di entrata e contratto e) Inserimento nella casa e ospitalità temporanea per la donna e i/le figli/e f) Consulenza e supporto legale 5

6 g) Consulenza e sostegno psicologico h) Gruppo delle donne ospitate i) Consulenza e servizio pedagogico per il sostegno genitoriale j) Realizzazione progetti educativi mirati k) Colloqui di verifica in itinere l) Lavoro con la rete pubblico-privato m) Svolgimento di procedure burocratiche, per motivi di salute, ricerca della casa, del lavoro, di una nuova scuola per i figli se presenti L ingresso nella casa rifugio viene deciso dal Centro Antiviolenza Associazione Casa della Donna ed è vincolato: alla definizione di un programma individualizzato che deve essere sottoscritto dalla donna, al regolamento e alla disponibilità della struttura. Inoltre collabora con l Associazione Donne in Movimento nella stesura e nell attuazione del progetto individualizzato delle donne immigrate vittime di violenza accolte nel Centro antiviolenza. Associazione D.I.M (Donne In Movimento) Considerato che, l associazione Donne in Movimento gestisce sul territorio in favore delle donne immigrate vittime di violenza i seguenti servizi: 1) Consulenza legale e accompagnamento ai servizi amministrativi 2) Orientamento e Accompagnamento alla rete dei servizi pubblici e privati; Sostegno nella ricerca del lavoro, supporto nell accesso ai servizi per la casa ed ai servizi socio-sanitari Sostegno se necessario nei percorsi di autonomia personale 3) Interventi di mediazione linguistico/culturale e di prima alfabetizzazione 4) Attività di Counseling (Ascolto e Sostegno) interviene a sostegno e in collaborazione nella stesura e nella attuazione del progetto individualizzato delle donne immigrate vittime di violenza accolte nel Centro antiviolenza gestito dall Associazione Casa della Donna Fase 7: La Verifica e la valutazione finale del Progetto Individualizzato Le verifiche devono essere previste in tutto il ciclo del processo di aiuto. Le verifiche previste devono essere necessariamente di: Efficacia: ottenuta con la comparazione tra i risultati attesi e quelli ottenuti Efficienza: grazie alla comparazione tra i risultati attesi e le risorse impiegate Anche durante le verifiche deve essere promossa e potenziata la partecipazione delle/degli utenti Nella valutazione finale deve essere esaminato Se gli interventi attuati hanno raggiunto l obiettivo Se ha risposto alle aspettative del/della utente 6

7 Se il Piano di lavoro è stato rispettato Se nel corso del progetto c è stata bisogno di una nuova progettazione Fase 7: Valutazione complessiva sui Percorsi Assistenziali Si costituisce un Gruppo Tecnico di monitoraggio e di sostegno, dell operatività e all operatività dei percorsi presi in carico e dell applicazione complessiva delle linee guida, che si riunisce almeno 3 volte all anno e comunque ogni qualvolta si ritiene necessario. Del Gruppo Tecnico fanno parte: 1. La Responsabile dell U.F. Servizio Sociale Territoriale; 2. La Responsabile dell U.C. Infanzia Adolescenza 3. La Responsabile U.C. Immigrazione 4. La Responsabile Ufficio di Programmazione SDS Settore Materno Infantile 5. La Direttrice del U.O di Psicologia; 6. La Coordinatrice dell Associazione Casa della donna; 7. La Coordinatrice dell Associazione Donne In Movimento 7

8 Raccolta della domanda Analisi della domanda Ipotesi sul problema Definizio ne degli obiettivi Program mazione degli interventi Attuazion e degli interven Condizio ne alla conclusio ne Flusso presa in carico Flusso Soggetti Modalità Requisiti minimi Servizi di primo accesso ( servizio sociale, Telefono Donna, Sportello Donne in Movimento) Colloquio e compilazione scheda di primo ingresso Operatori con competenze specifiche Rispetto Privacy Condizione iniziale Risult ati attesi Risultati Ottenuti Risorse utilizza te Veri fica Veri fica Efficacia Efficacia e qualità Equipe Multiprofessionale Coordinata dal servizio sociale Coordinatore sociale Equipe Multiprofessionale Coordinata dal servizio sociale Equipe Multiprofessionale Coordinata dal servizio sociale Formalizzazione presa in carico servizio sociale Uso comune griglia di valutazione Elaborazione Progetto Individualizzato Elaborazione Contratto di aiuto Primo colloquio da parte del servizio sociale entro 4 giorni Uso di strumenti e metodologie condivise Partecipazione utente Elaborazione Progetto Individualizzato entro 15 giorni Previsione di strumenti di verifica chiari 8

9 9

Deliberazione SDS Pisana 20 del 4 ottobre 2011

Deliberazione SDS Pisana 20 del 4 ottobre 2011 La rete dei servizi ospedale-territorio a favore delle vittime di violenza della zona pisana realizzazione di interventi operativi integrati a tutela della popolazione sottoposta a violenza domestica o

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PREMESSA L Istituto opera con particolare attenzione per l integrazione degli alunni disabili, favorendo la socializzazione, l acquisizione di autonomia

Dettagli

Protocollo di Intesa per la realizzazione di una casa per la semiautonomia per donne e minori

Protocollo di Intesa per la realizzazione di una casa per la semiautonomia per donne e minori In data 26 Settembre 2008 è stato firmato il seguente protocollo: Protocollo di Intesa per la realizzazione di una casa per la semiautonomia per donne e minori Tra Solidea, Istituzione di genere femminile

Dettagli

Target Persone straniere vittime di tratta e sfruttamento sessuale, lavativo, accattonaggio

Target Persone straniere vittime di tratta e sfruttamento sessuale, lavativo, accattonaggio Titolo DIVENTARE PROTAGONISTI DELLA PROPRIA STORIA Servizi di riferimento 1. Sportello Accoglienza vittime di tratta SEDE TORINO CORSO TRAPANI 91 B Il Servizio prevede l accoglienza delle persone in un

Dettagli

I disabili (di età superiore a 18 anni)

I disabili (di età superiore a 18 anni) 3.9 3.8 I disabili (di età superiore a 18 anni) ambiti bisogni SERVIZI C.I.S.S. DOMICILIARITà POVERTà LAVORO RESIDENZIALITà Continuare a vivere nel proprio ambiente di vita Avere un sostegno quando la

Dettagli

PROCEDURE OPERATIVE PER LA GESTIONE INTEGRATA TERRITORIALE DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI USCITA DALLA VIOLENZA

PROCEDURE OPERATIVE PER LA GESTIONE INTEGRATA TERRITORIALE DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI USCITA DALLA VIOLENZA PROCEDURE OPERATIVE PER LA GESTIONE INTEGRATA TERRITORIALE DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI USCITA DALLA VIOLENZA PREMESSO che il Servizio Associato Pari Opportunità dell Unione dei Comuni Valdichiana Senese

Dettagli

Centro per la Famiglia

Centro per la Famiglia Il Piano Locale Unitario dei Servizi alla Persona PLUS 21, in esecuzione del Contratto di Servizio sottoscritto con le Cooperative Koinos e Anteros in ATS, promuove e gestisce il Centro per la Famiglia

Dettagli

Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia. Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS

Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia. Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia Num. Scheda 1 TITOLO AZIONE o o Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS OBIETTIVI Scopo dell intervento è promuovere un processo di cambiamento

Dettagli

Finalità Obiettivi Utenza Organizzazione Coordinamento

Finalità Obiettivi Utenza Organizzazione Coordinamento PROTOCOLLO D INTESA TRA L ASL DI BRESCIA E L AZIENDA SPECIALE CONSORTILE OVEST SOLIDALE PER LA GESTIONE DEL SERVIZIO TUTELA MINORI INTERESSATI DA PROVVEDIMENTI DELLA MAGISTRATURA ANNO 2011 Premessa La

Dettagli

Comune di Rovigo Assessorato Pari Opportunità Commissione per le Pari Opportunità CARTA SERVIZI CASA RIFUGIO CENTRO ANTIVIOLENZA DEL POLESINE

Comune di Rovigo Assessorato Pari Opportunità Commissione per le Pari Opportunità CARTA SERVIZI CASA RIFUGIO CENTRO ANTIVIOLENZA DEL POLESINE Comune di Rovigo Assessorato Pari Opportunità Commissione per le Pari Opportunità CARTA SERVIZI CASA RIFUGIO CENTRO ANTIVIOLENZA DEL POLESINE LA CASA RIFUGIO Finalità La Casa Rifugio è una struttura nella

Dettagli

INTERVENTI INTEGRATI SOCIO SANITARI 0 18 nell Area Bolognese

INTERVENTI INTEGRATI SOCIO SANITARI 0 18 nell Area Bolognese INTERVENTI INTEGRATI SOCIO SANITARI 0 18 nell Area Bolognese Un volontario competente: percorso formativo Il minore tra i Servizi Sociali e Sanitari ed il Territorio Bologna, 18 giugno 2013 Carlo Passarelli

Dettagli

PROPOSTA PROGETTUALE PER LA REALIZZAZIONE DEI CENTRI ANTIVIOLENZA FORMULARIO PROGETTO

PROPOSTA PROGETTUALE PER LA REALIZZAZIONE DEI CENTRI ANTIVIOLENZA FORMULARIO PROGETTO PROPOSTA PROGETTUALE PER LA REALIZZAZIONE DEI CENTRI ANTIVIOLENZA FORMULARIO PROGETTO La Giunta Regionale della Campania indirizza il seguente Riparto agli Ambiti territoriali del territorio campano, che

Dettagli

SdS Pisana Settore Marginalità Linee di indirizzo 2011

SdS Pisana Settore Marginalità Linee di indirizzo 2011 SdS Pisana Settore Marginalità Linee di indirizzo 2011 linea di programma ACCESSO E SEGRETARIATO SOCIALE TIPOLOGIA DELLE AZIONI PREVISTE ULTERIORI MODALITA' DI FUNZIONAMENTO marginalità Servizi rivolti

Dettagli

SCHEDA RIEPILOGATIVA DEL PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE GIOVANI AL SERVIZIO SOCIALE 2

SCHEDA RIEPILOGATIVA DEL PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE GIOVANI AL SERVIZIO SOCIALE 2 (Allegato 1) SCHEDA RIEPILOGATIVA DEL PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE GIOVANI AL SERVIZIO SOCIALE ENTE Ente proponente il progetto: COMUNE DI ITTIRI CARATTERISTICHE PROGETTO Titolo del progetto: GIOVANI AL

Dettagli

CONVENZIONE CON L ASSOCIAZIONE LINEA ROSA PER IL SOSTEGNO ALLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

CONVENZIONE CON L ASSOCIAZIONE LINEA ROSA PER IL SOSTEGNO ALLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA Esente da bollo ai sensi art. 8 Legge 266/91 Comune di Russi (Provincia di Ravenna) Prot. n. Rep. n. CONVENZIONE CON L ASSOCIAZIONE LINEA ROSA PER IL SOSTEGNO ALLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA Periodo: dal

Dettagli

Disegno di Legge Regionale. Norme per contrastare e prevenire la violenza di genere. Art.1 Principi

Disegno di Legge Regionale. Norme per contrastare e prevenire la violenza di genere. Art.1 Principi Disegno di Legge Regionale Norme per contrastare e prevenire la violenza di genere Art.1 Principi La Regione Sicilia, in attuazione dei principi della Costituzione e delle leggi vigenti, delle risoluzioni

Dettagli

Centro donna CGIL Cagliari. Servizi offerti

Centro donna CGIL Cagliari. Servizi offerti Centro donna CGIL Cagliari - Ascolto e accoglienza per le donne in stato di disagio o con difficoltà di vario genere (personali, familiari, relative ad abusi, maltrattamenti e violenza fisica e psicologica)

Dettagli

COMUNE DI CORI CAPITOLATO SPECIALE DEL PROGETTO SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE. ART. 1 Oggetto dell Appalto. ART. 2 Finalità del Servizio

COMUNE DI CORI CAPITOLATO SPECIALE DEL PROGETTO SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE. ART. 1 Oggetto dell Appalto. ART. 2 Finalità del Servizio COMUNE DI CORI DEL PROGETTO SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE Nell ambito delle azioni previste dalla Legge 328/2000, volte ad assicurare l esistenza sul territorio distrettuale, dei Livelli Essenziali di

Dettagli

PROTOCOLLO PER L INCLUSIONE

PROTOCOLLO PER L INCLUSIONE DIREZIONE DIDATTICA PAOLO VETRI - RAGUSA PROTOCOLLO PER L INCLUSIONE degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Commissione Inclusione Alunni BES Gruppo di Lavoro per l Inclusione (GLI) Anno scolastico

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI DISABILIdell'I.C.di Belgioioso

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI DISABILIdell'I.C.di Belgioioso PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI DISABILIdell'I.C.di Belgioioso FINALITA Il presente documento contiene criteri, principi e indicazioni riguardanti le procedure e le pratiche per un ottimale inserimento

Dettagli

Non da sola. Una rete per uscire dalla violenza

Non da sola. Una rete per uscire dalla violenza Non da sola Una rete per uscire dalla violenza Conferenza dei Sindaci Provincia di Pisa Zona Pisana Assessorato alle Politiche Sociali Parte Prima Inquadramento del problema Riferimenti internazionali

Dettagli

CONVENZIONE PER L'EROGAZIONE DI SERVIZIDI OSPITALITA E TUTELA PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA

CONVENZIONE PER L'EROGAZIONE DI SERVIZIDI OSPITALITA E TUTELA PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA CONVENZIONE PER L'EROGAZIONE DI SERVIZIDI OSPITALITA E TUTELA PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA TRA la Provincia di Siena, C.F. n. 80001130527 con sede legale a Siena, Piazza Duomo, 9, rappresentata dal Dott.

Dettagli

IL CENTRO PARLA CON NOI

IL CENTRO PARLA CON NOI Pesaro, in via Diaz n. 10 Tel 0721 639014 1522 parlaconnoi@provincia.ps.it CARTA DEI SERVIZI del Centro Antiviolenza provinciale Parla Con Noi La Carta è lo strumento che permette ai cittadini il controllo

Dettagli

: CENTRO DONNA INTERCULTURALE, SERVIZIO ANTIVIOLENZA, E CASA D ACCOGLIENZA/ RIFUGIO

: CENTRO DONNA INTERCULTURALE, SERVIZIO ANTIVIOLENZA, E CASA D ACCOGLIENZA/ RIFUGIO Allegato A Linee generali per la presentazione del progetto di gestione dei servizi di promozione e tutela della donna : CENTRO DONNA INTERCULTURALE, SERVIZIO ANTIVIOLENZA, E CASA D ACCOGLIENZA/ RIFUGIO

Dettagli

PROGETTO CASA NOSOTRAS CASA DELLE DONNE CARTA DEI SERVIZI

PROGETTO CASA NOSOTRAS CASA DELLE DONNE CARTA DEI SERVIZI PROGETTO CASA NOSOTRAS CASA DELLE DONNE CARTA DEI SERVIZI 1 NOSOTRAS si configura come Associazione di Promozione Sociale ONLUS. Costituita nel 1998, con sede a Firenze, è attiva nell ascolto, sostegno

Dettagli

Norme per l istituzione di centri antiviolenza e case di accoglienza per le donne vittime di violenza.

Norme per l istituzione di centri antiviolenza e case di accoglienza per le donne vittime di violenza. LEGGE REGIONALE 7 agosto 2007, n. 8 Norme per l istituzione di centri antiviolenza e case di accoglienza per le donne vittime di violenza. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE SARDEGNA N. 26 dell

Dettagli

Allegato 3. Equipe Inserimenti. Lavorativi (EIL)

Allegato 3. Equipe Inserimenti. Lavorativi (EIL) Allegato 3 Equipe Inserimenti Lavorativi (EIL) Maggio 2004 Aggiornamento settembre 2009 1 Allo scopo di ottimizzare le risorse umane a disposizione dell Equipe Inserimenti Lavorativi dell ambito territoriale

Dettagli

Progetto regionale Risc-PersonaLAB

Progetto regionale Risc-PersonaLAB Progetto regionale Risc-PersonaLAB «RISC - Rischio per l' infanzia e soluzionipercontrastarlo» «PersonaLAB - Interventi personalizzati ed esiti misurabili» Firenze, 22 Aprile 2013 Progetto regionale RISC-

Dettagli

Progetto. Donna in libertà

Progetto. Donna in libertà Progetto Donna in libertà finanziato dal Ministero nell ambito di interventi finalizzati a Rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza I numeri che parlano della violenza

Dettagli

TRA PREMESSO CHE VISTO CHE

TRA PREMESSO CHE VISTO CHE PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE TRA PROVINCIA DI ROMA -ASSESSORATO POLITICHE

Dettagli

Protocollo Operativo Condiviso tra: Unità Operativa Handicap e U.O. Materno Infantile Età Evolutiva Famiglia

Protocollo Operativo Condiviso tra: Unità Operativa Handicap e U.O. Materno Infantile Età Evolutiva Famiglia Protocollo Operativo Condiviso tra: Unità Operativa Handicap e U.O. Materno Infantile Età Evolutiva Famiglia Pag. 1 /5 PROTOCOLLO OPERATIVO TRA UNITA OPERATIVA HANDICAP E UNITA OPERATIVA MATERNO INFANTILE

Dettagli

Allegati al POF ALLEGATO 1: PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI L'IMPORTANZA DI UN PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA

Allegati al POF ALLEGATO 1: PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI L'IMPORTANZA DI UN PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA Allegati al POF ALLEGATO 1: PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI L'IMPORTANZA DI UN PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA L'adozione di un Protocollo di Accoglienza consente di attuare in modo operativo

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L INTEGRAZIONE

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L INTEGRAZIONE PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L INTEGRAZIONE FINALITA Il presente documento denominato Protocollo di Accoglienza è un documento che nasce da una più dettagliata esigenza d informazione relativamente all

Dettagli

Art. 1 Principi. Art. 2 Finalità

Art. 1 Principi. Art. 2 Finalità LEGGE REGIONALE 21 agosto 2007, n. 20 Disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri di antiviolenza e delle case di accoglienza per donne in difficoltà. (BUR n. 15 del 16 agosto, supplemento

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA FINALITA Questo documento contiene informazioni, principi, criteri ed indicazioni riguardanti le procedure e le pratiche per l inclusione degli alunni

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI CENTRO SERVIZIO AFFIDO E ADOZIONI TERRITORIALE -SAAT

CARTA DEI SERVIZI CENTRO SERVIZIO AFFIDO E ADOZIONI TERRITORIALE -SAAT CARTA DEI SERVIZI CENTRO SERVIZIO AFFIDO E ADOZIONI TERRITORIALE -SAAT Pag.1 Pag.2 Sommario COS È IL SERVIZIO AFFIDO E ADOZIONI TERRITORIALE SAAT... 3 DESTINATARI DEL SERVIZIO... 3 I SERVIZI OFFERTI...

Dettagli

5. AZIONI DI SISTEMA PER L ATTUAZIONE DEL PIANO

5. AZIONI DI SISTEMA PER L ATTUAZIONE DEL PIANO 5. AZIONI DI SISTEMA PER L ATTUAZIONE DEL PIANO TABELLA 2.C ACCESSO AL SISTEMA DEGLI INTERVENTI E SERVIZI 2. C. 1. ATTIVAZIONE SPORTELLO SOCIALE ZONA SOCIALE RIMINI SUD Per l accesso ai servizi ed alle

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CONFERENZA UNIFICATA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CONFERENZA UNIFICATA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CONFERENZA UNIFICATA INTESA 27 novembre 2014 Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo e le regioni, le province

Dettagli

REGOLAMENTO NUCLEO INTEGRAZIONE LAVORATIVA

REGOLAMENTO NUCLEO INTEGRAZIONE LAVORATIVA AMBITO TERRITORIALE ALTO SEBINO Comuni di: Bossico, Castro, Costa Volpino, Fonteno, Lovere, Pianico, Riva di Solto, Rogno, Solto Collina, Sovere. REGOLAMENTO NUCLEO INTEGRAZIONE LAVORATIVA INDICE ART.

Dettagli

dott.ssa MARINA ELLERO VIOLENZA DI GENERE E STRATEGIE DI INTERVENTO 08/11/2014 LA RISPOSTA DEI SERVIZI IN RETE

dott.ssa MARINA ELLERO VIOLENZA DI GENERE E STRATEGIE DI INTERVENTO 08/11/2014 LA RISPOSTA DEI SERVIZI IN RETE dott.ssa MARINA ELLERO VIOLENZA DI GENERE E STRATEGIE DI INTERVENTO 08/11/2014 LA RISPOSTA DEI SERVIZI IN RETE Sede: Distretto Sanitario - Via San Valentino 20, 3 piano Udine Numero Verde: 800.531.135

Dettagli

SCHEMA DI CONVENZIONE CON ASSOCIAZIONE INCONTRO DONNE ANTIVIOLENZA DI CREMONA AIDA, PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO ARCA DELLE DONNE

SCHEMA DI CONVENZIONE CON ASSOCIAZIONE INCONTRO DONNE ANTIVIOLENZA DI CREMONA AIDA, PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO ARCA DELLE DONNE Allegato D) SCHEMA DI CONVENZIONE CON ASSOCIAZIONE INCONTRO DONNE ANTIVIOLENZA DI CREMONA AIDA, PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO ARCA DELLE DONNE (Id Progetto: CR/Cre-1 Acc.2013) tra Il Comune di Cremona,

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI Finalità Questo documento contiene informazioni, principi, criteri ed indicazioni riguardanti le procedure e le pratiche per l inclusione

Dettagli

RETE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE ED AI MINORI DEL DISTRETTO SOCIO SANITARIO DI GELA

RETE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE ED AI MINORI DEL DISTRETTO SOCIO SANITARIO DI GELA BOZZA DI PROTOCOLLO DI INTESA SOTTOPOSTO AI DECISORI RETE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE ED AI MINORI DEL DISTRETTO SOCIO SANITARIO DI GELA Comune di Gela Comune di Mazzarino Comune di Niscemi Comune di

Dettagli

Telefono aiuto per le donne vittime di violenza Accoglienza in emergenza Pronta accoglienza per donne vittime di violenza e loro figli/e

Telefono aiuto per le donne vittime di violenza Accoglienza in emergenza Pronta accoglienza per donne vittime di violenza e loro figli/e AREA DI INTERVENTO Obiettivi strategici Titolo azione Telefono aiuto per le donne vittime di violenza Accoglienza in emergenza Pronta accoglienza per donne vittime di violenza e loro figli/e Specificare

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Ottavio Gravina De Cruyllas

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Ottavio Gravina De Cruyllas PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI L importanza di un protocollo di accoglienza L adozione di un Protocollo di Accoglienza consente di attuare in modo operativo le indicazioni stabilite

Dettagli

Città di Enna AREA 5 G.R.I.T.

Città di Enna AREA 5 G.R.I.T. Città di Enna AREA 5 G.R.I.T. SEZIONE 1. DATI ANAGRAFICI DELL ORGANIZZAZIONE Denominazione dell Organizzazione Acronimo (Sigla) Indirizzo della sede Presso¹ CAP Telefono Comune Fax E-mail PEC Sito web

Dettagli

dott.ssa Rosa Campese Responsabile Centro Provinciale La Ginestra, Valmontone

dott.ssa Rosa Campese Responsabile Centro Provinciale La Ginestra, Valmontone Corso di formazione: VIOLENZA ALLE DONNE E PROFESSIONI DI AIUTO Associazione Ponte Donna dott.ssa Rosa Campese Responsabile Centro Provinciale La Panoramica generale sui Centri Antiviolenza e per donne

Dettagli

DECRETO DEL DIRIGENTE DEL SERVIZIO POLITICHE SOCIALI E SPORT N. 144/SPO DEL 14/10/2014

DECRETO DEL DIRIGENTE DEL SERVIZIO POLITICHE SOCIALI E SPORT N. 144/SPO DEL 14/10/2014 1 DECRETO DEL DIRIGENTE DEL SERVIZIO POLITICHE SOCIALI E SPORT N. 144/SPO DEL 14/10/2014 Oggetto: DGR 1107/2014 Criteri e modalità per l assegnazione di contributi a favore degli Ambiti Territoriali Sociali

Dettagli

PROCEDURE del SERVIZIO TUTELA MINORI e SERVIZIO AFFIDI

PROCEDURE del SERVIZIO TUTELA MINORI e SERVIZIO AFFIDI PROCEDURE del SERVIZIO TUTELA MINORI e SERVIZIO AFFIDI SCOPO Lo scopo della presente procedura è di descrivere l attività del personale psicosociale (assistente sociale, psicologo) del servizio Tutela

Dettagli

Comune di Jesi. Protocollo d intesa

Comune di Jesi. Protocollo d intesa Comune di Jesi Protocollo d intesa TRA LA PREFETTURA DI ANCONA, IL COMUNE DI JESI, LE FORZE DELL ORDINE, L UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE, IL C.I.O.F., L ASUR ZONA TERRITORIALE 5, L AMBITO TERRITORIALE

Dettagli

ASSISTENZA EDUCATIVA SCOLASTICA A FAVORE DI MINORI DISABILI SCHEDA TECNICA PER L ESECUZIONE DEL SERVIZIO

ASSISTENZA EDUCATIVA SCOLASTICA A FAVORE DI MINORI DISABILI SCHEDA TECNICA PER L ESECUZIONE DEL SERVIZIO Allegato 2) ASSISTENZA EDUCATIVA SCOLASTICA A FAVORE DI MINORI DISABILI SCHEDA TECNICA PER L ESECUZIONE DEL SERVIZIO Premessa L Ambito di Garbagnate M.se intende avviare un processo di sperimentazione

Dettagli

LEGGE REGIONALE 10 LUGLIO 2006 N.19

LEGGE REGIONALE 10 LUGLIO 2006 N.19 LEGGE REGIONALE 10 LUGLIO 2006 N.19 Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia Art. 9 (Piano Regionale delle politiche sociali)

Dettagli

Stato di attuazione: Aspetti critici, positivi ecc. N. soci coinvolti N. e tipologia delle attività realizzate

Stato di attuazione: Aspetti critici, positivi ecc. N. soci coinvolti N. e tipologia delle attività realizzate D 1 - ANFFAS LABORATORIO IL FARO : interventi per contrastare l isolamento sociale e favorire la partecipazione attiva delle persone disabili e delle loro famiglie alla vita sociale. Pag. 333 ANFFAS Servizi

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI BOBBIO CAPOLUOGO (PC) PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI

ISTITUTO COMPRENSIVO DI BOBBIO CAPOLUOGO (PC) PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI ISTITUTO COMPRENSIVO DI BOBBIO CAPOLUOGO (PC) PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI Anche un lungo cammino comincia con un piccolo passo PREMESSA Questo documento denominato

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 06-11-2002 REGIONE MARCHE

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 06-11-2002 REGIONE MARCHE LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 06-11-2002 REGIONE MARCHE DISCIPLINA IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE E DEI SERVIZI SOCIALI A CICLO RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE Fonte: BOLLETTINO

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA U FFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA L'inserimento delle/degli studenti diversamente abili nelle classi è finalizzato alla piena integrazione di

Dettagli

PROGRAMMA REGIONALE PER LE POLITICHE D INTEGRAZIONE CONCERNENTE L IMMIGRAZIONE

PROGRAMMA REGIONALE PER LE POLITICHE D INTEGRAZIONE CONCERNENTE L IMMIGRAZIONE PROGRAMMA REGIONALE PER LE POLITICHE D INTEGRAZIONE CONCERNENTE L IMMIGRAZIONE Osservatorio Regionale per l Integrazione e la Multietnicità SCHEDA DI PRESENTAZIONE PROGETTI AREA IMMIGRAZIONE FONDO ANNO

Dettagli

PIANO DI ZONA I triennio allegato n. 4

PIANO DI ZONA I triennio allegato n. 4 Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi PIANO DI ZONA I triennio allegato n. 4 Annualità: II ann. X Progetto di durata triennale AMBITO COMUNE DI BARI PROV Ba AUSL BA 1.1

Dettagli

Il Centro Antiviolenza

Il Centro Antiviolenza ISTITUITO nel 1994 Il Centro Antiviolenza Accoglie donne che vivono o hanno vissuto maltrattamenti e violenze e si avvale di un équipe multi-professionale con formazione specifica sull antiviolenza, composta

Dettagli

CONVENZIONE PER L ATTUAZIONE DI INTERVENTI IN FAVORE DI DONNE VITTIME DI VIOLENZA - ANNO 2015

CONVENZIONE PER L ATTUAZIONE DI INTERVENTI IN FAVORE DI DONNE VITTIME DI VIOLENZA - ANNO 2015 CONVENZIONE PER L ATTUAZIONE DI INTERVENTI IN FAVORE DI DONNE VITTIME DI VIOLENZA - ANNO 2015 L anno duemila (201 ), il giorno del mese di in Siziano (Pv) presso la sede municipale in piazza G. Negri n.

Dettagli

La Bussola. 1. Titolo del progetto. 2. Nuovo progetto - No. 3. Progetto già avviato - Si

La Bussola. 1. Titolo del progetto. 2. Nuovo progetto - No. 3. Progetto già avviato - Si 1. Titolo del progetto La Bussola 2. Nuovo progetto - No 3. Progetto già avviato - Si 4. Se il progetto dà continuità a servizi/strutture già attivati, indicare se amplia l ambito territoriale e/o l utenza

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA. PER ALUNNI DISABILI e REGOLAMENTO GLH. dell'i.c.di Belgioioso

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA. PER ALUNNI DISABILI e REGOLAMENTO GLH. dell'i.c.di Belgioioso 11/11/12 PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI DISABILI e REGOLAMENTO GLH dell'i.c.di Belgioioso 1 FINALITA Il presente documento contiene criteri, principi e indicazioni riguardanti le procedure e le pratiche

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA

PROTOCOLLO D INTESA TRA PROTOCOLLO D INTESA TRA L ARMA DEI CARABINIERI COMANDO PROVINCIALE, LA QUESTURA DI CATANIA, L AZIENDA OSPEDALIERA O.V.E. FERRAROTTO S. BAMBINO DI CATANIA - L AZIENDA OSPEDALIERA CANNIZZARO DI CATANIA -

Dettagli

Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi

Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi PIANO DI ZONA I triennio Annualità: I ann. II ann. X III ann. Progetto di durata biennale AMBITO _COMUNE DI BARI PROV Ba AUSL BA/4

Dettagli

Pisa 26/11/2012. Contro la violenza di genere: L impegno del Consultorio. Dr.ssa Grazia Fazzino Responsabile UF Consultoriale Asl 5 Pisa

Pisa 26/11/2012. Contro la violenza di genere: L impegno del Consultorio. Dr.ssa Grazia Fazzino Responsabile UF Consultoriale Asl 5 Pisa Pisa 26/11/2012 Contro la violenza di genere: L impegno del Consultorio Dr.ssa Grazia Fazzino Responsabile UF Consultoriale Asl 5 Pisa Nel 2002 l OMS, nel suo rapporto mondiale su violenza e salute, considera

Dettagli

pvcasa di prima accoglienza Mamma Emilia

pvcasa di prima accoglienza Mamma Emilia Destinatari del servizio pvcasa di prima accoglienza Mamma Emilia Il servizio è rivolto a gestanti e madri con bambini che hanno bisogno di temporanea ospitalità, indipendentemente dalla loro nazionalità,

Dettagli

la L.R. n. 2 / 2003 ed in particolare il Titolo II Sistema integrato di interventi e servizi sociali, art.5 comma 4, art.

la L.R. n. 2 / 2003 ed in particolare il Titolo II Sistema integrato di interventi e servizi sociali, art.5 comma 4, art. PROTOCOLLO DI INTESA TRA I COMUNI DEL DISTRETTO DI CASALECCHIO DI RENO L ASC InSIEME L AUSL DI BOLOGNA LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DEL DISTRETTO DI CASALECCHIO DI RENO PER INTERVENTI DI PREVENZIONE E CURA

Dettagli

Unione di Comuni Città - Territorio Val Vibrata 64015 Nereto (TE) 0861-851825. Azione SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE

Unione di Comuni Città - Territorio Val Vibrata 64015 Nereto (TE) 0861-851825. Azione SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE Unione di Comuni Città - Territorio Val Vibrata 64015 Nereto (TE) 0861-851825 Piano di Zona dei Servizi Sociali (Legge 328/00 e Piano Sociale Regionale 2002-2004) Ambito Territoriale Sociale n.2 Vibrata

Dettagli

P R O V I N C I A D I L E C C E Assessorato Politiche Sociali Pari Opportunità Servizio Politiche Sociali e di Parità

P R O V I N C I A D I L E C C E Assessorato Politiche Sociali Pari Opportunità Servizio Politiche Sociali e di Parità P R O V I N C I A D I L E C C E Assessorato Politiche Sociali Pari Opportunità Servizio Politiche Sociali e di Parità Progetto Welfare e qualità sociale del territorio: un percorso continuo di aggiornamento

Dettagli

Linee guida per l organizzazione e il funzionamento delle Case di accoglienza e dei Centri Antiviolenza

Linee guida per l organizzazione e il funzionamento delle Case di accoglienza e dei Centri Antiviolenza Allegato alla Delib.G.R. n. 50/ 11 del 16.9.2008 Linee guida per l organizzazione e il funzionamento delle Case di accoglienza e dei Centri Antiviolenza La Regione, al fine di garantire adeguato sostegno

Dettagli

Prefettura di Pordenone Ufficio Territoriale del Governo

Prefettura di Pordenone Ufficio Territoriale del Governo PROTOCOLLO D'INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE TRA Prefettura di Pordenone, Tribunale di

Dettagli

P.A.I. (Piano Annuale dell Inclusività)

P.A.I. (Piano Annuale dell Inclusività) P.A.I. (Piano Annuale dell Inclusività) I dati si riferiscono all anno scolastico 2014/2015 Approvato nel Collegio dei Docenti del 12 giugno 2015 Gli alunni certificati in base alla Legge 104/1992 Tabella

Dettagli

Centro Socio Educativo (C.S.E.) di Brembate Sopra Via xxv Aprile Via Donizzetti 60. Redatta in conformità alla D.G.R. n. 7/20763 del 16/02/2005

Centro Socio Educativo (C.S.E.) di Brembate Sopra Via xxv Aprile Via Donizzetti 60. Redatta in conformità alla D.G.R. n. 7/20763 del 16/02/2005 Centro Socio Educativo (C.S.E.) di Brembate Sopra Via xxv Aprile Via Donizzetti 60 Redatta in conformità alla D.G.R. n. 7/20763 del 16/02/2005 Brembate sopra, settembre 2010 La Carta dei Servizi è il requisito

Dettagli

PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI

PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI ISTITUTO COMPRENSIVO DI BOBBIO CAPOLUOGO (PC) PIAZZA S. COLOMBANO, 5 29022 BOBBIO (PC) PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI Anche un lungo cammino comincia con un piccolo

Dettagli

Proposta del Coordinamento Donne di Trento

Proposta del Coordinamento Donne di Trento Proposta del Coordinamento Donne di Trento Disposizioni per la promozione ed il sostegno di Centri per donne in situazioni di violenza Art. 1 Principi 1. La Provincia Autonoma di Trento coerentemente con

Dettagli

La violenza assistita e la rete dei Servizi attivi: dalla normativa all azione sul territorio

La violenza assistita e la rete dei Servizi attivi: dalla normativa all azione sul territorio La violenza assistita e la rete dei Servizi attivi: dalla normativa all azione sul territorio Martina Zorz Assistente Sociale Comune di Locate Varesino martedì 28 Aprile 2015 I DATI Rete interprovinciale

Dettagli

RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI

RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI Il tema della disabilità mette a prova tutti i passaggi dei cicli di vita delle persone. Attraverso le vicende biografiche di chi attraversa questa particolare condizione è possibile

Dettagli

ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI Ufficio di Piano di Zona VT4 rif. L.328/00 SERVIZI ISTITUZIONALI DISTRETTO VT4

ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI Ufficio di Piano di Zona VT4 rif. L.328/00 SERVIZI ISTITUZIONALI DISTRETTO VT4 SERVIZI ISTITUZIONALI DISTRETTO VT4 REPORT SERVIZIO DI PSICOLOGIA SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE DISTRETTUALE UFFICIO DI PIANO VT4 Il Distretto dei Comuni VT4 ha progettato e realizzato un Servizio Sociale

Dettagli

UFFICIO DI MEDIAZIONE INTERCULTURALE ED ACCOGLIENZA. Azione 27 Annualità 2010/2012 U.O. Gestione Piano di Zona. Carta dei Servizi

UFFICIO DI MEDIAZIONE INTERCULTURALE ED ACCOGLIENZA. Azione 27 Annualità 2010/2012 U.O. Gestione Piano di Zona. Carta dei Servizi UFFICIO DI MEDIAZIONE INTERCULTURALE ED ACCOGLIENZA Azione 27 Annualità 2010/2012 U.O. Gestione Piano di Zona Carta dei Servizi Progetto gestito da: Associazione Narramondi Associazione Apriti Cuore Associazione

Dettagli

4. PROGETTI FORMATIVI IN ATTO NELL ISTITUTO

4. PROGETTI FORMATIVI IN ATTO NELL ISTITUTO 4. PROGETTI FORMATIVI IN ATTO NELL ISTITUTO Il sistema scolastico deve essere efficace ed efficiente affinché l alunno raggiunga il successo formativo e sia in grado di decodificare ed interagire in modo

Dettagli

GLI ADULTI GLI ADULTI. Domiciliarità Continuare a vivere nel proprio ambiente di vita, mantenendo la propria autonomia e evitando l'inserimento

GLI ADULTI GLI ADULTI. Domiciliarità Continuare a vivere nel proprio ambiente di vita, mantenendo la propria autonomia e evitando l'inserimento Carta BISOGNI BISOGNI GLI ADULTI GLI ADULTI Domiciliarità Continuare a vivere nel proprio ambiente di vita, mantenendo la propria autonomia e evitando l'inserimento in una struttura residenziale. Domiciliarità

Dettagli

Carta dei Servizi rev. 0 del 10 dicembre 2009. Servizi Socio-Sanitari per la disabilità

Carta dei Servizi rev. 0 del 10 dicembre 2009. Servizi Socio-Sanitari per la disabilità Carta dei Servizi rev. 0 del 10 dicembre 2009 Servizi Socio-Sanitari AZIENDA ULSS N. 22 Bussolengo (VR) Unità Complessa Disabilità Direttore Dott. Gabriele Bezzan Funzionario Dott.ssa Liliana Menegoi Segreteria

Dettagli

PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO

PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO La legge regionale n. 20 del 6 novembre 2002, ed il relativo regolamento attuativo (n. 1 dell 8 marzo 2004) come più volte integrato e modificato,

Dettagli

LA PROGETTAZIONE DI UN SERVIZIO DI SEGRETARIATO. Marzia Trugli

LA PROGETTAZIONE DI UN SERVIZIO DI SEGRETARIATO. Marzia Trugli LA PROGETTAZIONE DI UN SERVIZIO DI SEGRETARIATO Marzia Trugli LEGGE 328/2000 ART. 22 comma 4 le leggi regionali, secondo i modelli organizzativi adottati, prevedono per ogni ambito territoriale l erogazione

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI FINALITÀ Il presente documento denominato Protocollo di Accoglienza è una guida dettagliata d informazione riguardante l integrazione degli alunni

Dettagli

MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO II ISTITUTO COMPRENSIVO

MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO II ISTITUTO COMPRENSIVO MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO II ISTITUTO COMPRENSIVO (Scuola Infanzia - Primaria- Secondaria 1 Grado) Via A. BARTOLI, 53-03013 FERENTINO

Dettagli

COMUNE DI CISTERNA DI LATINA MEDAGLIA D ARGENTO AL VALOR CIVILE REGOLAMENTO CENTRO DIURNO DISABILI L AGORA

COMUNE DI CISTERNA DI LATINA MEDAGLIA D ARGENTO AL VALOR CIVILE REGOLAMENTO CENTRO DIURNO DISABILI L AGORA COMUNE DI CISTERNA DI LATINA MEDAGLIA D ARGENTO AL VALOR CIVILE REGOLAMENTO CENTRO DIURNO DISABILI L AGORA Allegato alla delibera di C.C. n.32 dell 11/05/07 1 ART.1 (Definizione) Il Centro diurno per disabili

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA

PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA Provincia di Lucca Prefettura di Lucca Procura della

Dettagli

CENTRO ANTIVIOLENZA IN VALDARNO

CENTRO ANTIVIOLENZA IN VALDARNO CENTRO ANTIVIOLENZA IN VALDARNO Il progetto relativo alla creazione di un Centro antiviolenza nasce dalla sensibilità verso la violenza sulle donne da parte della Commissione Pari Opportunità di Montevarchi

Dettagli

TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007

TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007 REGIONE LIGURIA TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007 INTERVENTI DI PREVENZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE E MISURE

Dettagli

SCHEDA DI MONITORAGGIO

SCHEDA DI MONITORAGGIO SCHEDA DI L.r. 8/2005 - Dgr 1004 del 29 novembre 2013 BIENNIO 2014-2015 Dati identificativi del progetto Ente titolare del progetto: Associazione Carcere Territorio Bergamo Data convenzione con ASL: 10/06/2014

Dettagli

1. Premessa. 2. Le caratteristiche e le funzioni attuali del servizio

1. Premessa. 2. Le caratteristiche e le funzioni attuali del servizio Allegato A COMUNE DI FIRENZE ASSESSORATO POLITICHE SOCIOSANITARIE Direzione Servizi Sociali e Sport Servizio Famiglia e Accoglienza Sperimentazione servizio residenziale di pronta accoglienza ad alta protezione

Dettagli

REGOLAMENTO persone non autosufficienti assicurare prioritariamente la risposta domiciliare Punto Insieme

REGOLAMENTO persone non autosufficienti assicurare prioritariamente la risposta domiciliare Punto Insieme REGOLAMENTO DELL' UNITA' DI VALUTAZIONE MULTIDISCIPLINARE Le prestazioni a carico dell' UVM sono erogate alle persone non autosufficienti, disabili e anziane entro i limiti e secondo le modalità previste

Dettagli

UN ANNO PER CRESCERE INSIEME

UN ANNO PER CRESCERE INSIEME TITOLO DEL PROGETTO: UN ANNO PER CRESCERE INSIEME SETTORE E AREA D INTERVENTO Assistenza - Minori LUOGO DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO ENTE TITOLARE DEL PROGETTO COMUNE INDIRIZZO CODICE SEDE ATTUAZIONE

Dettagli

Il bisogno speciale della scuola è un desiderio : superare le cornici e godere di un nuovo paesaggio. Andrea Canevaro

Il bisogno speciale della scuola è un desiderio : superare le cornici e godere di un nuovo paesaggio. Andrea Canevaro 1 3.1 PROGETTO INTEGRAZIONE ALUNNI DISABILI Il bisogno speciale della scuola è un desiderio : superare le cornici e godere di un nuovo paesaggio. Andrea Canevaro Integrazione degli alunni disabili Obiettivi

Dettagli

PROPOSTA Di legge n. 492/9^Di Iniziativa dei consiglieri REGIONALi minasi, ALBANO recante: NORME PER CONTRASTARE LA VIOLENZA DI GENERE.

PROPOSTA Di legge n. 492/9^Di Iniziativa dei consiglieri REGIONALi minasi, ALBANO recante: NORME PER CONTRASTARE LA VIOLENZA DI GENERE. PROPOSTA Di legge n. 492/9^Di Iniziativa dei consiglieri REGIONALi minasi, ALBANO recante: NORME PER CONTRASTARE LA VIOLENZA DI GENERE. Il dirigente F.to Avv. Lucia caccamo Il presidente f.to On. Salvatore

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI. luogo di accoglienza, nel quale, passata l emergenza, poter riflettere sul proprio PROGETTO GENERALE

CARTA DEI SERVIZI. luogo di accoglienza, nel quale, passata l emergenza, poter riflettere sul proprio PROGETTO GENERALE CARTA DEI SERVIZI PROGETTO GENERALE L associazione, attraverso la comunità educativa mamma-bambino denominata Casa Cinzia e gli alloggi per l autonomia denominati Cinzia 1 e Cinzia 2, collegati a Casa

Dettagli

VADEMECUM PER L INSEGNANTE DI SOSTEGNO

VADEMECUM PER L INSEGNANTE DI SOSTEGNO ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE SEVERI-GUERRISI GIOIA TAURO/PALMI Via Galluppi,1 89013 GIOIA TAURO (RC) TEL. SEGR. 0966/51810 fax 0966/504179 Cod. Fisc. 82000920809 VADEMECUM PER L INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 10-07-2006 REGIONE PUGLIA

LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 10-07-2006 REGIONE PUGLIA LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 10-07-2006 REGIONE PUGLIA Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI CENTRO DIURNO DISABILI IL MELOGRANO

CARTA DEI SERVIZI CENTRO DIURNO DISABILI IL MELOGRANO CARTA DEI SERVIZI CENTRO DIURNO DISABILI IL MELOGRANO 1. L'Istituto San Vincenzo L'Istituto San Vincenzo è un ente religioso legalmente riconosciuto che dipende dalla Arcidiocesi di Milano. E' presieduto

Dettagli